Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

5 Maggio 2010

“VA PENSIERO” PER LE STRADE DI MILANO- Sciopero confermato il 13, ma in compenso le prove dell’opera di Wagner saranno apert

Filed under: Uncategorized — Tag:, , — Lavoratoriscala @ 01:50

http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/modena/campionato_giornalismo/2010/02/23/296302/images/360632-verdi.jpg Oggi 6 maggio le prove dell'Oro del Reno di Wagner, saranno aperte alla città. Inizio prove alle ore 14 fino le 17 e dalle ore 19 alle 22. Siete tutti invitati/e*.
Unica condizione del sovrintendente: usare solo i palchi, lasciando libera la platea per esigenze tecniche.

Questa sera pioveva a Milano, una pioggia fitta e cattiva, di quelle che ti bagnano le ossa e non ti danno tregua. In piazza Scala la polizia in tenuta antisommossa, evidentemente in servizio per una manifestazione – fa sempre impressione vedere la polizia in veduta antisommossa a un corteo di lavoratori che difendono i loro diritti. –
Questi lavoratori erano i coristi, gli orchestrali, le maestranze del Teatro alla Scala che protestavano per i noti tagli promossi da questo governo contro gli enti lirici.
Il corteo è fitto di ombrelli, non si vedono le facce ma si sentono le voci. I giovanissimi con maschera bianca neutra e un cartello dove c’è scritto: sono un licenziato. Qualcuno in abito da lavoro, tenuta scura, elegante. Altri con impermeabile e cappello. Mi arriva l’impressione di una piccola massa e mi aggiungo. Cerco i mie due amici coristi, le cui incazzature ho seguito in questi giorni attraverso facebook; finchè qualcuno non deciderà di mettere le mani in questo spazio, forse, almeno quì si potrà ancora dire qualcosa che assomiglia vagamente alla verità.
Sento cantare, a un certo punto: “va pensiero”. Cantano con un volume di voce spropositato, mentre il corteo si avvia verso Piazza Scala e improvvisamente le facciate delle case contengono la voce, la rimandano al petto, alla gola. E’ impressionante sentire “va pensiero” per le strade di Milano: mi ricordo il funerale di Verdi, il silenzio delle carrozze, la paglia cosparsa per le strade, come raccontano le cronache, per non disturbare il maestro. Mi ricordo quanta fatica e quanto sangue sono stati versati per creare questa cazzo di Italia, almeno sulla carta; e penso anche che me lo posso ricordare solo perché alle scuole elementari me l’hanno raccontata questa storia, la mia maestra mi hanno fatto sentire “va pensiero”, mi ha raccontato che dire viva verdi voleva dire “viva vittorio emanuele re d’italia”.
Insomma, penso che ricordare sia diventato un lusso per pochi e a sentirla questa sera, “va pensiero”, per le strade della città dove aveva avuto un senso profondissimo averla composta contro un nemico e per amore dell’Italia, beh, penso che oggi, come allora, l’Italia ce l’abbia ancora un nemico.
Penso che in questo paese la destra, attraverso l’assunzione di provvedimenti di questo tipo, stia cancellando il valore della cultura e del suo ruolo profondamente sociale. “Va pensiero”, questa sera, era un civile atto di rivolta. Era un cantare a voce alta, con foga e passione, la morte della poesia e della musica, della sua funzione redentrice e spirituale. Era la voce lamentosa di una fetta di città che cantava la sua stessa morte, il suo affossamento, l’altissimo grado di barbarie raggiunta.
C’era una bara all’inizio del corteo. Che tristezza, mi dico. Questo paese da tempo ha eletto le televisioni di Berlusconi prima, poi la cosiddetta tivù del servizio pubblico, garanti di una cosa che definiscono “cultura” . Che volete che gliene freghi e Berlusconi e al suo seguito, preservare l’identità delle istituzioni culturali più alte di questo paese! Da tempo la cultura, per loro, è un’altra. Il taglio dei soldi agli enti lirici è solo un atto dovuto. Se qualcuno, in questa sede, vorrà dirmi che ci sono delle priorità rispetto ai diritti dei lavoratori, non posso concordare. Non mi sembra che questo governo stia garantendo i diritti di nessuno, né tantomeno dei lavoratori.

Arrivo a una mobilitazione venendo da un’altra mobilitazione della scuola, questa sera: il tempo pieno definitivamente affossato – causa i tagli della signora Gelmini – probabilmente si vestirà a lutto anche la Scuola. Probabilmente dovremo abbassare tutti il capo e fasciarci a lutto per molti decenni ancora, perche gli italiani voteranno come hanno sempre votato, complici una sinistra che da parecchio tempo ha gettato la spugna e non sa che pesci pigliare e i sindacati che si muovono solo quando devono cavalcare la protesta per dire che l’hanno organizzata loro e hanno garantito che tutto si svolgesse secondo legge e regole.
Questo è un paese di merda, che sta svendendo come una puttana e a quattro lire la ricca mercanzia che i nostri antenati ci hanno consegnato: arte, cultura, scienza, ricerca, pedagogia, in nome di un mercato becero che affossa stipendi e vite a seconda degli ondeggiamenti pilotati della Borsa; che permette di rubare, basta che si faccia con le mani pulite. Che permette di diventare ricchi, belli, potenti, e famosi, basta che si sia disposti a calare le braghe e a darla a qualcuno. Chiaramente faccio riferimento alla dignità.

Sì, Bruno, sono spuntato improvvisamente tra gli ombrelli, e mi chiedevo, e mi dicevo: ma che ci faccio io qui? Non sono un orchestrale, non sono un artista del coro, non faccio parte delle maestranze del teatro alla scala. Però sono un italiano che ha sentito va pensiero per le strade di Milano e ha pensato di avere una storia profonda che qualcuno sta cercando di strappargli di dosso come un vestito smesso.
Stasera, alla Feltrinelli, mezzo reparto era costituito da opere dvd scontate a metà prezzo. Ho speso duecento euro, alla faccia della miseria! Mi comprerò un paio di pantaloni in meno ma il piacere profondo e la commozione di sentire la musica di cui sono impastato, non me lo potrà togliere nessuno.
Buona lotta a tutti

Sebastiano da

La prima dell'Oro del Reno, giovedì 13, salterà, e questo già si sapeva, ma in compenso le prove dell'opera di Wagner saranno aperte.
La proposta dei sindacati è stata approvata dai lavoratori ieri sera in assemblea nel teatro dopo un corteo per il centro. "Lissner è d'accordo – hanno detto i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Fials – ma chiederà a cantanti e musicisti che ne pensano. Di certo è disponibile il maestro Daniel Barenboim", che oggi dirà la sua sull'intera vertenza delle fondazioni liriche e della Scala. Unica condizione del sovrintendente: usare solo i palchi, lasciando libera la platea per esigenze tecniche.

.Scala sciopero confermato prove aperte per protesta

18 Comments »

  1. sento un professionista delle manifestazioni che dice " questo paese di merda " … beh … forse sei uno di quelli che osannava Zapatero, come fulgido esempio di politia di sinistra illuminata … si … illuminata dalla povera gente che in spagna ora brucia i mobili di casa per scladarsi sotto i ponti …VATTENE SE NON TI PIACE … vattene se non sai convivere con chi qui ci sta bene e vede come stanno i paesi dove i comunisti hanno governato : io non ti voglio qui a insultare il mio paese e non ti voglio qui a sperare che l'Italia finisca come la spagna, la russia etc etc … vai pure via, nessuno ti trattiene …Vattene se non sai accettare che alla maggioranza delle persone piaccia più l'idea di questi sacrifici piuttosto che finire come spagna e grecia .Nessuno ti trattiene !

    Commento di anonimo — 5 Maggio 2010 @ 01:23

  2. ho intravisto giuseppe verdi mentre ascoltavo il va pensiero sotto l''ombrello inzuppato per le strade di milano, era triste e preocupato e mi sono emozionato.massimo

    Commento di anonimo — 5 Maggio 2010 @ 01:41

  3. al #1Voglio dire che il sacrificio lo deve fare chi ci sta portando a questa situazione di merda ( banchieri, politici, mafiosi) non i lavoratori italiani.Sebastiano si riferisce al paese gobernato di merda, da quelli che hai votato tu. Allora ! Va a quel paese!

    Commento di anonimo — 5 Maggio 2010 @ 02:16

  4. cari signori…fatevene una ragione……gli arei italiani non sono scomparsi dai cieli..infatti ora c'è CAI che vola al posto di alitalia…..quelli che lo hanno preso in quel posto sono piloti,hostess e stewards…quindi…..non potete dire che la cultura musicale sia morta col decreto…ci sarà sempre qualcuno che canterà o suonerà per noi…magari con contratti a tempo determinato e paghe basse…ma..non andate lontano acercare….sono i vostri figli che continuate a mandare a lezione di strumento o di canto……li avete in casa i vostri concorrenti a basso prezzo e sarete voi stessi a spingerli a entrare nel mercato nuovo del lavoro…è che sperate solo di riuscire ad andare in pensione per no n pagarne voi le conseguenze…E questa ipocrisia di merda vi farà fuori……..potete fare i cortei che volete ed intonare anche la messa in si minore…non servirà a niente..il marcio è dentro di voi!merlino

    Commento di anonimo — 5 Maggio 2010 @ 07:20

  5. Sei in:

    Repubblica Milano /

    Cronaca /

    Scala sciopero confermato prove aperte …

    Scala sciopero confermatoprove aperte per protesta

    Ieri corteo canoro, oggi Barenboim parlerà sul blocco dell´Oro del Reno il 13 maggio e sul decreto
    di LUIGI BOLOGNINI

    La protesta dei lavoratori della Scala

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    La prima dell'Oro del Reno, giovedì 13, salterà, e questo già si sapeva, ma in compenso le prove dell'opera di Wagner saranno aperte. La proposta dei sindacati è stata approvata dai lavoratori ieri sera in assemblea nel teatro dopo un corteo per il centro. "Lissner è d'accordo – hanno detto i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Fials – ma chiederà a cantanti e musicisti che ne pensano. Di certo è disponibile il maestro Daniel Barenboim", che oggi dirà la sua sull'intera vertenza delle fondazioni liriche e della Scala. Unica condizione del sovrintendente: usare solo i palchi, lasciando libera la platea per esigenze tecniche.LE INTERVISTE Daverio: "Mutazione catastrofica" / Murru: "Con i tagli arte in pericolo" /Si è chiuso così un dibattito lungo (un paio d'ore), ma senza momenti tumultuosi. Nessuno, per esempio, ha proposto di occupare la Scala e fare un'assemblea permanente, come invece si annusava nell'aria in giornata. Probabile che abbiano prevalso considerazioni economiche e sindacali ("la protesta durerà due mesi almeno, il tempo a disposizione del Parlamento per votare il decreto, se usiamo subito quest'arma, cos'altro potremo fare dopo?").LE FOTO Il corteo "musicale"Nel pomeriggio addirittura l'atmosfera era quasi festosa – non fosse stato per la fortissima pioggia – durante il corteo che ha portato un paio di centinaia tra maschere, musicisti, cantanti e tecnici dalla Scala a piazza Duomo e ritorno. Un enorme striscione "no al decreto infame" (uno era anche sulla torre ellittica di Botta), dietro cui marciavano i lavoratori in divisa. Alcuni portavano a spalle una bara con la scritta "cultura", un paio di gigli e una foto del ministro Bondi, mentre cori stile stadio come "la cultura fa paura" e "lotta dura per la cultura" si alternavano a insulti verso lo stesso Bondi e Berlusconi. Ma presto tutto si è trasformato quasi in un concerto ambulante, per lo stupore dei turisti (immancabili i giapponesi, scatenati con macchine fotografiche e telefonini): una tromba rossa si bemolle che suonava Il silenzio, e poi cori con l'inno di Mameli e arie come Và pensiero, Libiam nè lieti calici, fumogeni rossi e un paio di petardoni. Chi marciava con in mano le scarpe da danzatori, chi col violoncello a tracolla, chi con l'elmetto da operaio, chi con maschere bianche e cartelli tipo "Come pago l'affitto?".

    Commento di AutoOrgScala — 5 Maggio 2010 @ 09:55

  6. Sei in:

    Repubblica Milano /

    Cronaca /

    Scala sciopero confermato prove aperte …

    Scala sciopero confermatoprove aperte per protesta

    Ieri corteo canoro, oggi Barenboim parlerà sul blocco dell´Oro del Reno il 13 maggio e sul decreto
    di LUIGI BOLOGNINI

    La protesta dei lavoratori della Scala

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    La prima dell'Oro del Reno, giovedì 13, salterà, e questo già si sapeva, ma in compenso le prove dell'opera di Wagner saranno aperte. La proposta dei sindacati è stata approvata dai lavoratori ieri sera in assemblea nel teatro dopo un corteo per il centro. "Lissner è d'accordo – hanno detto i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Fials – ma chiederà a cantanti e musicisti che ne pensano. Di certo è disponibile il maestro Daniel Barenboim", che oggi dirà la sua sull'intera vertenza delle fondazioni liriche e della Scala. Unica condizione del sovrintendente: usare solo i palchi, lasciando libera la platea per esigenze tecniche.LE INTERVISTE Daverio: "Mutazione catastrofica" / Murru: "Con i tagli arte in pericolo" /Si è chiuso così un dibattito lungo (un paio d'ore), ma senza momenti tumultuosi. Nessuno, per esempio, ha proposto di occupare la Scala e fare un'assemblea permanente, come invece si annusava nell'aria in giornata. Probabile che abbiano prevalso considerazioni economiche e sindacali ("la protesta durerà due mesi almeno, il tempo a disposizione del Parlamento per votare il decreto, se usiamo subito quest'arma, cos'altro potremo fare dopo?").LE FOTO Il corteo "musicale"Nel pomeriggio addirittura l'atmosfera era quasi festosa – non fosse stato per la fortissima pioggia – durante il corteo che ha portato un paio di centinaia tra maschere, musicisti, cantanti e tecnici dalla Scala a piazza Duomo e ritorno. Un enorme striscione "no al decreto infame" (uno era anche sulla torre ellittica di Botta), dietro cui marciavano i lavoratori in divisa. Alcuni portavano a spalle una bara con la scritta "cultura", un paio di gigli e una foto del ministro Bondi, mentre cori stile stadio come "la cultura fa paura" e "lotta dura per la cultura" si alternavano a insulti verso lo stesso Bondi e Berlusconi. Ma presto tutto si è trasformato quasi in un concerto ambulante, per lo stupore dei turisti (immancabili i giapponesi, scatenati con macchine fotografiche e telefonini): una tromba rossa si bemolle che suonava Il silenzio, e poi cori con l'inno di Mameli e arie come Và pensiero, Libiam nè lieti calici, fumogeni rossi e un paio di petardoni. Chi marciava con in mano le scarpe da danzatori, chi col violoncello a tracolla, chi con l'elmetto da operaio, chi con maschere bianche e cartelli tipo "Come pago l'affitto?".

    Commento di AutoOrgScala — 5 Maggio 2010 @ 09:55

  7. Il Teatro alla Scala va sottoscala e Bondi stecca alla Prima

    Da gliitaliani.itPosted by admin on 5/04/10 • Categorized as Cultura, Lavoro, Società

    di Giulio Cavalli

    Alla luccicosa Scala di Milano (buona per le sfilate della prima dei presunti vip presuntuosamente amministratori con dietro tutta la coda delle sciantose) c’è un’addetta alla lavanderia con in tasca un contratto stagionale.Niente di strano, se non fosse che la “stagione” della signora dura per 11 mesi su 12 (ovviamente Agosto escluso) e ogni anno viene regolarmente rinnovata per la successiva: un cronico precariato di manovalanza con una parentesi estiva quanto basta per camminare sul bordo dell’annichilimento dei diritti dei lavoratori. Una collaboratrice sull’orlo del professionismo garantito se non fosse per un agosto di troppo.

    Eppure nel tempio milanese della lirica sono centocinquanta i “quasi professionisti per un pelo”: ballerini, orchestrali, coristi, coreografi, ma anche tecnici, falegnami, costumisti, truccatori e altre maestranze. Persone che sono state per anni (come la stragrande maggioranza dei precari in genere) prese in giro da leggine e decretini fatti apposta per impedire delle assunzioni regolari. Fino al 2005, quando “l’addetta alla lavanderia” riesce ad ottenere dal tribunale un’assunzione a tempo indeterminato. La sentenza parla chiaro: lavorare 11 mesi su 12 non può essere considerata una collaborazione stagionale. E così molti altri hanno seguito l’esempio: rivolgersi al tribunale per vedere riconosciuti i propri diritti da lavoratori. Battaglie che ricordano fabbriche mediorientali, cantieri sommersi, ordinarie storie di immigrazione e invece accadono nella bomboniera della lirica mondiale.

    Alla guida del Ministero per i Beni e le Attività Culturali siede un poeta dilettante ministro a tempo perso. Sandro Bondi è un ministro con una concezione palindroma delle trattative politiche: è arrabbiato per la reazione “irresponsabile” dei sindacati dei lavoratori dello spettacolo perché – racconta con il broncio – ha fissato proprio con loro un appuntamento per discutere della sua riforma per gli Enti Lirici. Nel frattempo (per sbadataggine concessa da sempre ai poeti) ha redatto e pubblicato un decreto: DECRETO-LEGGE 30 aprile 2010, n. 64, Disposizioni urgenti in materia di spettacolo e attivita’ culturali.Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e con decorrenza (per un gioco di assonanze) a partire proprio da quel primo maggio che davanti alle lotte dei lavoratori dovrebbe togliersi il cappello.

    Bondi tratta una decisione cinque giorni dopo averla presa: un commediografo.

    In quel decreto c’è il divieto assoluto di assumere a tempo indeterminato o di nominare concorsi, fatta eccezione per «quelle professionalità artistiche, di altissimo livello, necessarie per la copertura di ruoli di primaria importanza, previa autorizzazione del Ministero». Ovvero: le star, i grandi nomi, che riempiono le platee e brillano di luce propria. Per gli addetti alla lavanderia, truccatrici, sarte, tecnici è tutto da rifare. Il decreto prevede di annullare le assunzioni derivate da queste cause, e punta a sterilizzare le parti della legge 368 del 2001, cioè proprio quelle che finora hanno permesso ai precari di vincere le cause.

    Un indulto precarizzante in piena regola. Un golpe come una spugna.

    Chissà come si presenteranno l’assessore alla cultura (volutamente minuscola) Massimiliano Finazzer Flory, il sindaco Moratti e il neo assessore regionale Massimo Buscemi alla liturgia della Prima con tenori malvestiti e struccati. Chissà che non servano luci spente sul proscenio come tentativo ultimo di raccontare quanto siano fondamentali sopra un palco coloro che lavorano dietro alle quinte.

    Comunque vada la Prima finirà celebrata sulle televisioni di tutto il mondo; del resto ci sono centometristi campioni del mondo con scarpe a forma di bambino. E’ lo spettacolo, bellezza.

    Commento di AutoOrgScala — 5 Maggio 2010 @ 10:30

  8. Il Teatro alla Scala va sottoscala e Bondi stecca alla Prima

    Da gliitaliani.itPosted by admin on 5/04/10 • Categorized as Cultura, Lavoro, Società

    di Giulio Cavalli

    Alla luccicosa Scala di Milano (buona per le sfilate della prima dei presunti vip presuntuosamente amministratori con dietro tutta la coda delle sciantose) c’è un’addetta alla lavanderia con in tasca un contratto stagionale.Niente di strano, se non fosse che la “stagione” della signora dura per 11 mesi su 12 (ovviamente Agosto escluso) e ogni anno viene regolarmente rinnovata per la successiva: un cronico precariato di manovalanza con una parentesi estiva quanto basta per camminare sul bordo dell’annichilimento dei diritti dei lavoratori. Una collaboratrice sull’orlo del professionismo garantito se non fosse per un agosto di troppo.

    Eppure nel tempio milanese della lirica sono centocinquanta i “quasi professionisti per un pelo”: ballerini, orchestrali, coristi, coreografi, ma anche tecnici, falegnami, costumisti, truccatori e altre maestranze. Persone che sono state per anni (come la stragrande maggioranza dei precari in genere) prese in giro da leggine e decretini fatti apposta per impedire delle assunzioni regolari. Fino al 2005, quando “l’addetta alla lavanderia” riesce ad ottenere dal tribunale un’assunzione a tempo indeterminato. La sentenza parla chiaro: lavorare 11 mesi su 12 non può essere considerata una collaborazione stagionale. E così molti altri hanno seguito l’esempio: rivolgersi al tribunale per vedere riconosciuti i propri diritti da lavoratori. Battaglie che ricordano fabbriche mediorientali, cantieri sommersi, ordinarie storie di immigrazione e invece accadono nella bomboniera della lirica mondiale.

    Alla guida del Ministero per i Beni e le Attività Culturali siede un poeta dilettante ministro a tempo perso. Sandro Bondi è un ministro con una concezione palindroma delle trattative politiche: è arrabbiato per la reazione “irresponsabile” dei sindacati dei lavoratori dello spettacolo perché – racconta con il broncio – ha fissato proprio con loro un appuntamento per discutere della sua riforma per gli Enti Lirici. Nel frattempo (per sbadataggine concessa da sempre ai poeti) ha redatto e pubblicato un decreto: DECRETO-LEGGE 30 aprile 2010, n. 64, Disposizioni urgenti in materia di spettacolo e attivita’ culturali.Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e con decorrenza (per un gioco di assonanze) a partire proprio da quel primo maggio che davanti alle lotte dei lavoratori dovrebbe togliersi il cappello.

    Bondi tratta una decisione cinque giorni dopo averla presa: un commediografo.

    In quel decreto c’è il divieto assoluto di assumere a tempo indeterminato o di nominare concorsi, fatta eccezione per «quelle professionalità artistiche, di altissimo livello, necessarie per la copertura di ruoli di primaria importanza, previa autorizzazione del Ministero». Ovvero: le star, i grandi nomi, che riempiono le platee e brillano di luce propria. Per gli addetti alla lavanderia, truccatrici, sarte, tecnici è tutto da rifare. Il decreto prevede di annullare le assunzioni derivate da queste cause, e punta a sterilizzare le parti della legge 368 del 2001, cioè proprio quelle che finora hanno permesso ai precari di vincere le cause.

    Un indulto precarizzante in piena regola. Un golpe come una spugna.

    Chissà come si presenteranno l’assessore alla cultura (volutamente minuscola) Massimiliano Finazzer Flory, il sindaco Moratti e il neo assessore regionale Massimo Buscemi alla liturgia della Prima con tenori malvestiti e struccati. Chissà che non servano luci spente sul proscenio come tentativo ultimo di raccontare quanto siano fondamentali sopra un palco coloro che lavorano dietro alle quinte.

    Comunque vada la Prima finirà celebrata sulle televisioni di tutto il mondo; del resto ci sono centometristi campioni del mondo con scarpe a forma di bambino. E’ lo spettacolo, bellezza.

    Commento di AutoOrgScala — 5 Maggio 2010 @ 10:30

  9. http://musicamore.blog.tiscali.it/2010/05/04/lettera-di-un-artista/

    Commento di anonimo — 5 Maggio 2010 @ 10:58

  10.  Silvano Conti, delegato Slc Cgil, non arretra di un passo.

     

    Domani l’incontro con Bondi
    Domani le quattro rappresentanze sindacali del settore (“unite più che mai”, precisa Conti) incontreranno il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi, su sollecitazione diretta del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha prima rimandato al mittente e in un secondo momento firmato il decreto di revisione dell’attuale assetto delle fondazioni lirico-sinfoniche, in totale 14, che ora attende di essere convertito in legge entro 60 giorni. “Noi chiediamo che venga ritirato a favore di una riforma discussa in Parlamento e concertata con noi” spiega Conti. Nel frattempo non si arrestano le contestazioni del comparto, e per stasera è prevista una kermesse musicale al teatro dell’Opera di Roma, a cui hanno già aderito elementi dell'orchestra e del coro dell'Accademia di Santa Cecilia, del Maggio Musicale Fiorentino e del Teatro San Carlo di Napoli.“Vista la situazione non possiamo far altro che proseguire con scioperi e proteste. Per il 17 maggio stiamo organizzando inoltre una grande iniziativa a Roma con tutte le forze parlamentari e le amministrazioni locali di destra e di sinistra per creare una opinione pubblica sulla questione”. 

     

    Conti, cosa contestate al provvedimento?“È un decreto che punta alla destrutturazione del lavoro e affronta solo un aspetto: l’attacco alla contrattazione nazionale di II livello. Sono tre anni che con l’Agis discutiamo, senza esito, del contratto nazionale di lavoro e ora vengono a dirci che il nostro referente è diventato l’Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni)”.Quindi la vostra opposizione è di natura contrattuale?“Assolutamente sì, visto che siamo di fronte a un tentativo di destrutturare l’occupazione, reintroducendo di fatto la legge 43 che eravamo riusciti ad abolire durante il mandato di Rutelli. Le spiego meglio: gli stipendi dei lavoratori degli enti sinfonici di II livello (musicisti, maestranze, tecnici e amministrativi) vengono erogati in parte dal contratto nazionale e per l’altra dal contratto aziendale con i rispettivi teatri. Ecco, il decreto prevede, a partire dal 1 gennaio 2011, il divieto delle attività autonome per il personale del comparto (che saranno possibili solo dietro autorizzazione del sovrintendente), vale a dire tagli sugli stipendi del personale che dovranno attenersi alla sola contrattazione nazionale. Mettiamo un musicista percepisca in totale 2mila euro, il suo compenso verrebbe decurtato del 50-60%.  Misura incostituzionale che ci costringe a ricorrere alla Consulta giuridica”.Si parla anche di blocco delle assunzioni…“Sì, il cosiddetto turn over, ovvero il blocco delle assunzioni per tre anni, nonostante le piante organiche siano funzionali all’attività del teatro, e perciò depositate presso il ministero e, soprattutto, per il 60% agganciate ai soldi del Fondo unico dello spettacolo (Fus). Il decreto prevede la sostituzione solo del personale venuto a mancare nell’ultimo anno. Le faccio un esempio: se in tre anni vanno via 10 persone e solo nell’ultimo anno una sola, verrà integrata quest’ultima, con un organico che rimane scoperto di 9 persone”.Quali soluzioni proponete?“Vogliamo parlare con persone competenti che non ragionano per slogan. Qui nessuno risponde a nessuno e basterebbe che il sovrintendente e i Consigli di amministrazione dei teatri rispondessero in solido sui buchi di bilancio delle fondazioni. Chiediamo maggiore competenza da parte dei sovrintendenti in carica, che vengano scelti in base a bandi nazionali e internazionali. A parte Lissner – che abbiamo importato dall’Opera di Parigi – in giro non vediamo nessuno all’altezza della situazione. Sono almeno 10 anni che ci facciamo promotori di una vera riforma, immaginando un futuro per i teatri lirici che sono un dato identitario del nostro Paese”.Ne è così sicuro? Eppure ieri su La Stampa è uscito un articolo in cui da un confronto con gli altri teatri europei, i nostri ne uscivano con le ossa rotta in quanto ad attività e produzione…“I problemi esistono, non li neghiamo. E siamo convinti che solo la stabilità occupazionale può garantire la qualità produttiva. Il gap non dipende da chi lavora ma da chi amministra le fondazioni”.Non crede che l’ingresso di capitali privati, come auspicato da Bondi, non potrà che introdurre nuove risorse nel settore?“I capitali privati sono già entrati nei teatri con la trasformazione degli enti lirici in fondazioni. Servirebbero maggiori iniziative di supporto, anche in termini fiscali. Non siamo contro il riconoscimento di alcune eccellenze, come la Scala di Milano e l’Accademia di Santa Cecilia a Roma, ma anche le altre fondazioni devono essere garantite e deve essere rispettato un maggiore equilibrio tra partecipazioni pubbliche e private”.Però mi scusi, è anche vero che i teatri sinfonici “succhiano” da soli almeno il 60% del Fus…“E’ un gioco truccato in partenza, visto che siamo l’unico paese civile che spende per la cultura lo 0,23% del Pil. Le faccio di nuovo un esempio: io sono una fondazione e faccio una programmazione triennale sulla base di un certo budget. Se ogni anno il governo di centrodestra mi taglia il Fus, danneggia in corso d’opera il mio piano di lavoro, tagliando fondi che ho già speso. Il problema è a monte: non si investe nella cultura. Gli altri paesi, nonostante siano in crisi come noi, hanno investito in istruzione, innovazione, ambiente e cultura. Da noi si taglia soltanto, e dobbiamo pure dire che va tutto bene”.

     

    Ultimo aggiornamento: 05/05/10

    Commento di anonimo — 5 Maggio 2010 @ 13:38

  11. Scala, Barenboim stronca il decreto del governohttp://www.affaritaliani.it/milano/scala_barenboim_stronca_decreto_governo050510.html

    Commento di anonimo — 5 Maggio 2010 @ 13:43

  12. Scala, Barenboim stronca il decreto del governohttp://www.affaritaliani.it/milano/scala_barenboim_stronca_decreto_governo050510.html

    Commento di anonimo — 5 Maggio 2010 @ 13:43

  13. La conferenza-stampa di oggi del cosiddetto "maestro scaligero" (sic transit gloria mundi…) costituisce l'ultimo e più ridicolo tassello di quanto sta accadendo in Scala in questi giorni.Mentre la Grecia fallisce e la gente brucia le banche ateniesi dalla rabbia (oggi ci sono stati tre morti), un multimilionario dagli oscuri interessi e rappresentante di una lobby internazionale che tutto ha a cuore fuorché l'arte pensa di riuscire a essere convincente con parole la cui inadeguatezza è opari solo alla falsità d'animo con le quali vengono pronunicate.Ma avete visto quante poche righe hanno deidcato i quotidiani oggi alla protesta di ieri pomeriggio (incluse le pagine milanesi)?Ai signori rintanati negli uffici del pirmo e del secondo piano non interessa nulla dell'arte e del lavoro. Sanno benissimo di scadere tutti di mandato nel 2015, e che tra breve il vicepresidente della Fondazione dovrà già pensare al futuro management.Dov' è l'amore per il Teatro? Che significa cavalcare l'antiberlusconismo per fingere di rafforzare il proprio legame coi lavoratori? Chi vuol davvero bene alla Scala in quanto tale e non conme trampolino per i propri interessi partigiani?La verità è che se lavorassimo per vocazione, di fronte alle difficoltà oggettive non risponderemmo con lo sciopero, ma lavorando ancora di più e ancora meglio.Claire

    Commento di anonimo — 5 Maggio 2010 @ 16:18

  14. da Il Giornale Dello SpettacoloLirica: aggiornato sine die incontro tra Bondi e i sindacati.ROMA – 6 MAGGIO 2010 – Si è concluso con un aggiornamento a data da destinarsi l'incontro tra il ministro Sandro Bondi  e i sindacati dello spettacolo per discutere del decreto di riforma delle fondazioni liriche. I sindacati hanno confermato le loro critiche. Il ministro ha ribadito la volontà di rivedere il provvedimento, ma senza stravolgerne i contenuti ed ha invitato le parti sociali a un nuovo appuntamento, ma senza fissarne la data. Per il sottosegreatrio Francesco Giro si è tratto di incontro "nel complesso scoraggiante""Anzi, direi che è stato messo un macigno sul confronto – aggiunge Giro a margine dell'audizione in Commissione Cultura al Senato, avvenuta subito dopo l'incontro -. Dai sindacati non sono venute proposte concrete e quindi il governo andrà avanti sulla sua strada, nonostante le proteste. E' vero che i sindacati hanno espresso disponibilità e riconosciuto la necessità di una riforma del settore ma manca realismo. La situazione è drammatica. Le 14 fondazioni liriche sono in una situazione precaria e rischiano il fallimento. Di fronte a questo, noi intendiamo andare avanti con il decreto anche se i lavoratori insisteranno con le proteste"."E' chiaro – dice ancora – che per il governo è determinante intervenire nella contrattazione di secondo livello ed operare i tagli. La Scala ha 800 dipendenti, il Teatro dell'Opera ne ha 600, ma nei teatri europei il numero medio è 200. Ci sono troppi dipendenti, per questo abbiamo deciso il blocco delle assunzioni e la limitazione dei contratti a termine. Anche il taglio degli stipendi è necessario. Dei 520 milioni a disposizione del settore ogni anno, 340 vanno per il stipendi ed il resto in spese. E' evidente che il sistema non regge"."I sindacati contestano anche la norma secondo cui i ballerini andranno in pensione a 45 anni, sia uomini che donne, perché ritengono che questa non sia previdenza ma indigenza – conclude Giro – Noi riteniamo che non sia così. Si tratta di pensioni di anzianità con un coefficiente molto remunerativo ed inoltre sono privilegiate perché i ballerini possono usufruire anche di altri introiti"

    Commento di anonimo — 6 Maggio 2010 @ 17:06

  15. da Il Giornale Dello SpettacoloLirica: Miceli (Cgil), male incontro con Bondi. Confermate iniziative di lotta.      ROMA – 6 MAGGIO 2010 – L'incontro con il governo sul decreto di riforma delle fondazioni liriche è andato "male" e le iniziative di lotta sono confermate: lo dice il segretario Emilio Miceli (foto) segretario generale della Slc-Cgil. "Alla nostra richiesta di rimuovere norme illegittime che intervengono sulle retribuzioni dei lavoratori e sui contratti di lavoro, il governo – ha spiegato il sindacalista – non è al momento disposto a recedere. L'affermazione impegnativa del ministro Bondi, in apertura, sulla disponibilità a modificare il decreto, alla fine si è risolta in un nulla di fatto. Credo non fosse questo lo spirito con cui il presidente della Repubblica ha chiesto al governo di incontrare i sindacati"."Ovviamente – ha aggiunto – se il ministro dei Beni Culturali ha qualche novità, sa dove trovarci. Per quanto ci riguarda restano ferme tutte le iniziative che abbiamo calendarizzato per contrastare un decreto che sfida – ha concluso Miceli – oltre che la giurisprudenza, anche il buon senso".

    Commento di anonimo — 6 Maggio 2010 @ 17:08

  16. Lirica: oggi Bondi incontra i sindacati. Tutino, con questi numeri si chiude              teatro_lirico.ROMA – 6 MAGGIO 2010 – Oggi incontro del ministro Sandro Bondi con i sindacati dello spettacolo per discutere del decreto legge, attualmente all'esame del Senato, che riforma le fondazioni liriche e interviene anche sugli altri settori dello spettacolo. Intanto, Marco Tutino, presidente dell'Anfols e sovrintendente del Comunale di Bologna, dichiara in una intervista pubblicata ieri dalla Gazzetta del Sud: "Oggi un amministratore quantomeno equilibrato deve capire che o i conti cominciano a tornare o si rischia di chiudere".Per Tutino "il problema contingente non sono gli scioperi, i tagli dolorosi del decreto appena firmato dal presidente Napolitano, le assunzioni che non ci saranno. Il problema è che i teatri chiuderanno. Almeno, se la deriva intrapresa non sarà arrestata"."Il taglio del Fus sulla cultura, questo è il dato di fatto – continua Tutino -. Solo per citare le fondazioni liriche: nel 2010, 194 milioni di euro in meno, nel 2011, 144 milioni, così come nel 2012. E' la realtà, con questi numeri molti teatri chiuderanno".Per il sovrintendente "i lavoratori della lirica devono capire che è necessario adeguarsi al cambiamento dei tempi: forse è necessario accettare qualche sacrificio oggi per poter sperare di vedere i tempi migliori.

    Commento di anonimo — 6 Maggio 2010 @ 17:09

  17. nanwon.or.kr

    “VA PENSIERO” PER LE STRADE DI MILANO- Sciopero confermato il 13, ma in compenso le prove dell’opera di Wagner saranno apert « Il Sottoscala

    Trackback di nanwon.or.kr — 25 Novembre 2019 @ 23:55

  18. … [Trackback]

    […] Read More Infos here: ilsottoscala.noblogs.org/post/2010/05/05/“va-pensiero”-per-le-strade-di-milano-sciopero-confermato-il-13-ma-in-compenso-le-prove-dellopera-di-wagner-saranno-apert-2/ […]

    Trackback di My Homepage — 24 Dicembre 2019 @ 20:45

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