Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

28 Giugno 2011

ISCRIZIONE AL REGISTRO DEI LAVORATORI ESPOSTI ED EX ESPOSTI ALL’AMIANTO.

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 23:40

aMIanTO Comit Esposti Teatro Scala.x bianco e neroIl Comitato Salute Ambiente del Teatro Scala nasce nell'ottobre del 2009 in modo spontaneo dopo che un nostro collega vigile del fuoco si è ammalato di mesotelioma pleurico. Il motivo è stato anche quello delle morti sospette in passato ma anche quelle accertate causate dalla presenza di amianto in teatro che ci ha spinto a tutelarci e chiedere il rispetto dei nostri diritti. Per anni i lavoratori della Scala sono stati esposti all’amianto senza che fossero informati dei rischi e quindi adeguatamente tutelati. Sopratutto nella vecchia Scala e addirittura anche nel Piermarini di recente ristrutturazione.
Il Comitato esposti amianto nel 09' e 10' ha preteso e ottenuto delle bonifiche Alla Scala con il sostegno della Cub. A livello previdenziale ha promosso una domanda dei lavoratori all’INAIL. Su questo argomento ci sentiamo molto fiduciosi perché attraverso un ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell'Uomo, e il disegno di legge presentato al Senato dal Senatore Felice Casson, ex giudice, (uno analogo è stato presentato recentemente alla Camera dei Deputati), i ricorsi di tanti lavoratori esclusi dai diritti previdenziali potrebbero sbloccarsi.

Ora pero abbiamo deciso di far valere nostri diritti iniziando dalla prevenzione e tutela della salute con la richiesta all’ASL di Milano per essere inseriti nel Registro dei Lavoratori Esposti ed ex Esposti "Piano Regionale Amianto Lombardia" (PRAL) approvato dalla Giunta Regionale con deliberazione n. 8/1526 del 22 dicembre 2005 ed alla sorveglianza sanitaria.

Pertanto invitiamo ogni lavoratore, tecnico, artista, impiegato, come primo passo di:

Compilare il modulo in distribuzione e restituirlo in duplice copia + fotocopia del libretto di lavoro.

(In possesso al datore di lavoro e da recuperare presso gli uffici amministrativi)

In questo modo potremmo avviare il Registro e la Tutela Sanitaria in modo Collettivo.

"Invitiamo anche tutti i lavoratori dei Teatri Lirici Sinfonici e di Prosa dove l'amianto era presente, ad effettuare la domanda all'ASL delle loro citta per la registrazione e la sorveglianza sanitaria degli esposti ed ex esposti all'amianto."

Nell’immediato, mettiamo a disposizione dei lavoratori tutte le informazioni necessarie che riguardano l'amianto, esperti della salute e i legali se ci sarà bisogno. Le fasi successive, a seconda del tipo di risposta che arriverà dall’ASL saranno comunicate attraverso la mail del Comitato Salute Ambiente del Teatro Scala.

Info: ambientesalutedelteatroscala@gmail.com

prendi il modulo da compilare++Richiesta alla ASL+Luoghi 3 giugno 2011-1


Esiste anche una petizione di Uderico Pesce del Centro Mediterraneo delle Arti che
cita tra le richieste una del Teatro Scala .

Al Presidente del Consiglio dei Ministri:

"Che la Fondazione Teatro alla Scala di Milano riconosca i propri lavoratori come "esposti all'amianto" visto che hanno adoperato attrezzature in cui era presente l'amianto ed hanno lavorato per anni in luoghi caratterizzati dalla presenza della fibra killer. Tra i tecnici del suddetto Teatro deceduti a causa dell'amianto vogliamo ricordare il "siparista" Claudio Mantovani"

27 Comments »

  1. Completata la bonifica del Teatro

    La Scala libera dall'amianto

    Lavori terminati il 21 ottobre. Completamente rimosso l'amianto presente nel locale luci del sottovolta della sala

    Milano, 18 novembre 2009 – Nel corso della riunione in seduta congiunta delle commissioni Lavori Pubblici e Cultura, che si è tenuta a Palazzo Marino martedì 17 novembre, sono stati illustrati gli ultimi interventi di bonifica del locale luci del sottovolta della sala del Teatro alla Scala, iniziati il 26 agosto scorso. Le tracce di amianto, risalenti agli anni ‘50-’60, sono state rinvenute nel dicembre 2008 durante i lavori che hanno riguardato la disposizione di nuove luci su aree che non erano state esaminate nel corso della ristrutturazione operata nel 2002.

    "Nel corso degli ultimi lavori – ha spiegato l'architetto Pasquale Francesco Mariani Orlandi, progettista e direttore dell'intervento – è stato fatto un censimento con circa 80 indagini e tutto l'amianto rilevato è stato rimosso".

    In merito alla regolarità delle procedure, rispondendo alla commissione, l'architetto ha sottolineato: "Tutto quello che è stato fatto, il materiale entrato e uscito dal Teatro e depositato in discarica è stato registrato".
     

    dal sito Comune di Milano

    http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ContentLibrary/giornale/giornale/tutte+le+notizie/cultura/simini_finazzer_scala_rimozione_amianto

    Commento di unlavoratore — 29 Giugno 2011 @ 16:01

  2. YouTube – Amianto al Teatro alla Scala di Milano

    3 min – 27 gen 2009 – Caricato da CUBvideo
    La battaglia che la CUB conduce contro l'amianto riguarda la difesa della salute dei lavoratori, ma anche dei cittadini.
    http://www.youtube.com/watch?v=XEFs6c6CIi4

    Commento di unlavoratore — 29 Giugno 2011 @ 16:02

  3. Amianto al Teatro alla Scala di Milano. I lavoratori nei giorni scorsi, attraverso un comunicato stampa della CUB, hanno denunciato la situazione.16-01-2009

    Actinolite d'amianto, Grunerite d'amianto, Antofillite d'amianto, Crisotilo, Crocidolite.

    Le sostanze sopra elencata, per chi non lo sapesse, appartengo tutte alla "famiglia" dei silicati fibrosi ed hanno in  comune un tristissimo primato.
    Molte delle persone che sono venute in contatto queste fibre, o meglio  che le hanno respirate, sono morte di tumore alla pleura o nei casi  meno gravi hanno riportato malattie croniche all'apparato respiratorio.
    E' inutile in questa sede ricordare tutte le campagne che sono state  realizzate contro la presenza di amianto sui luoghi di lavoro ed è  altresì inutile ricordare quanti processi per omicidio volontario/colposo sono stati celebrati negli ultimi anni a carico di  datori di lavoro, per così dire, poco attenti alla salute dei  lavoratori/lavoratrici.
    Ciò che preme, invece, denunciare è che nei mesi scorsi al Teatro alla  Scala di Milano è stato rinvenuto in diversi locali dell'amianto.
    Cosa ancor più sconcertante, è che in questi locali i lavoratori del  Teatro svolgono quotidianamente le loro mansioni.

    Avete capito bene. Non siamo in qualche discarica a cielo aperto  gestita da qualche associazione malavitosa in qualche paesino della  Campania. Con tutto il rispetto per gli abitanti di questa regione.
    No.
    Siamo nel centro di Milano in uno dei teatri più famosi del mondo.

    I lavoratori nei giorni scorsi, attraverso un comunicato stampa della  CUB, hanno denunciato la situazione.
    Solo dopo aver minacciato di interrompere le attività nei locali  incriminati, la direzione del Teatro si è degnata di produrre un  documento secondo cui, citiamo testualmente, "il personale può accedere  presso la volta per svolgere attività purchè non venga manomesso il  tessuto di amianto presente fino alla rimozione".
    Posto che allo stato non dovrebbero essereci pericoli per la salute dei  lavoratori, almeno si spera, quello che ci chiediamo è come mai il  Teatro alla Scala di Milano non si stia adoperando per rimuovere  immediatamente l'amianto ritrovato.
    Peraltro, il Teatro è stato oggetto di un importante ristrutturazione  che è terminata da appena quattro anni.
    E' possibile che con tutti i  soldi spesi per i lavori non sia venuto in mente a nessuno di rimuovere l'amianto?                                             
    Del resto, quello che importa alle Autorità è che la "prima" della  scala si svolga senza problemi.
    Senza che vi siano quei rompicoglioni dei lavoratori che scioperano.
    Senza che vi siano gli studenti che manifestano con il gravissimo  pericolo che la prima possa essere interrotta.

    Se poi si trova dell'amianto nei locali del Teatro dove i lavoratori  passano le loro giornate lavorative che cosa potranno mai farci loro.
    Ora però sappiamo perché il Primo Ministro ha dato buca alla prima…..Lui alla salute ci tiene.

    Milano 13 01 2009

    Lavoratori Auto-Organizzati Scala
    Collettivo CUB informazione  teatro alla scala

    Commento di unlavoratore — 29 Giugno 2011 @ 16:05

  4. ???… Allora!

    Amianto alla Scala/ Majorino (Pd): "Chiederò una commissione d'inchiesta in consiglio"

    Giovedí 03.09.2009 15:52

    "Depositerò, ai sensi del regolamento, la richiesta relativa all'istituzione di una commissione d'inchiesta del consiglio comunale che ricostruisca le fasi riguardanti la realizzazione del restauro che ha riguardato il Teatro alla Scala". Lo annuncia Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd in consiglio comunale. "Ritengo infatti – continua – che si debba fare la massima chiarezza in relazione ai motivi che hanno portato ad un intervento che non si è occupato della questione amianto e più complessivamente per ricostruire le ragioni che portarono a scelte rivelatesi disastrose in relazione al Teatro degli Arcimboldi e al mancato intervento riguardante il Teatro Lirico oggi scandalosamente ancora chiuso. Penso che il Comune non possa proseguire sulla strada dell'immobilismo e del silenzio".

    Commento di unlavoratore — 29 Giugno 2011 @ 16:09

  5.       Amianto alla Scala, bonifica tardiva – | Il sottoscala

    3 set 2009 – Chiusa per due mesi la galleria del teatro milanese per l'eliminazione Teatro alla Scala di iniziare i lavori di bonifica dell'amianto,
    lavoratoriscala.splinder.com/…/amiantoallascala-bonifica-

    Commento di unlavoratore — 29 Giugno 2011 @ 16:43

  6. Milano, tracce di amianto alla Scala
    il loggione resta chiuso per due mesi

    Loggione chiuso in parte per due mesi sino a fine ottobre. E biglietti rimborsati per quanti avevano già prenotato. È la decisione presa per la bonifica

    di Luigi Bolognini e Alessia Gallione

    I più delusi saranno gli spettatori che erano riusciti a conquistare un biglietto per le tre serate del Sogno di una notte di mezza estate con Roberto Bolle. Date esaurite. Ma per due mesi, fino alla fine di ottobre, tutti i 275 posti della Seconda galleria del Loggione della Scala saranno chiusi al pubblico. Comune e Fondazione Teatro alla Scala hanno iniziato lavori di bonifica da «limitate quantità di amianto nei locali luci presenti nel sopravolta della sala». Tracce che – assicurano – non creano pericolo, ma che sono lì dagli anni Cinquanta-Sessanta. La scoperta è avvenuta lo scorso dicembre, non durante il restauro del 2002, e la Asl ha imposto la mappatura del teatro. I cantieri partono ora. Fra le proteste.

    «È incredibile – dice Andrea Fanzago, consigliere comunale del Pd – Il teatro è stato rivoltato: come è stato possibile non accorgersene? Il vicesindaco De Corato, allora responsabile dei lavori, dovrà dare spiegazioni». Le tracce di amianto sono nel locale luci che, è la spiegazione ufficiale, non fu ristrutturata: 16 pezzi grandi come lo schermo di un video. Palazzo Marino e Scala rassicurano: «Siamo intervenuti tempestivamente incapsulando i manufatti e la Asl ha fatto campionature dell´aria, che non hanno rilevato polveri». Adesso la bonifica, partita mercoledì, che si concluderà a fine ottobre: entro metà settembre verrà rimosso l´amianto; poi le verifiche sulle condizioni ambientali.

    I lavori si effettueranno di notte per non compromettere gli spettacoli, con un ponteggio che permetterà di sigillare le volte per impedire fuoriuscite. Ma parte del loggione, la seconda galleria, verrà chiusa: chi ha prenotato quei posti dovrà rivolgersi alla Scala per ottenere un rimborso, o cambiare biglietto. Ma le proteste ci sono. Il più sorpreso è l´ex sovrintendente della Scala ai tempi dei lavori, Carlo Fontana: «Ricordo benissimo che l´allora direttore dei lavori mi aveva rilasciato un certificato in cui dichiarava la totale sparizione dell´amianto dall´intero teatro». Poi aggiunge: «Questi lavori toccano al Comune, proprietario dell´immobile, non alla Scala, quindi non credo che sia la Fondazione a farci una brutta figura».

     

    La pensa così anche Claudia Buccellati, nota melomane oltre che presidente dei commercianti di via Montenapoleone: «Chi ne esce male a livello di immagine è l´intera città. Con lavori di ristrutturazione così pesanti terminati neppure cinque anni fa, ora bisogna farne altri. Non sono critica, però: quell´area non era interessata dai cantieri. Di amianto non si era parlato. Ora lo si è trovato e levarlo è segno di serietà, spero solo si faccia in fretta». Certo sono danneggiati gli amanti della musica. Come Attilia Giuliani, loggionista e presidente dei fan di Abbado: «È davvero la dimostrazione che siamo in Italia: non ci potevano pensare nel 2004? Avevo diversi biglietti per me e amici proprio in seconda galleria per alcuni spettacoli del MiTo, adesso aspetto di sapere cosa succederà. Non credo potremo avere altri posti, visto che il teatro andava per il tutto esaurito. Va bene, mi ridaranno i soldi, ma resterò anche senza spettacolo».

    (31 agosto 2009)
    La Repubblica- Milano.it

    Commento di anonimo — 29 Giugno 2011 @ 16:58

  7. L’amianto che fa paura
    Martedì 12 Aprile 2011

    La Sestina
    "Lo spettacolo finisce tra gli applausi, ma il sipario non si muove: “Che si cala a fare – dice Pesce – se nell’indifferenza generale ogni minuto nel mondo muore una persona per l’amianto?”. La lotta va avanti. Tra il pubblico ci sono i superstiti, come Silvestro Capelli, cui hanno strappato le corde vocali. E la voglia di firmare la petizione per la bonifica definitiva dei siti “a rischio dispersione amianto” presenti a Sesto e in via Feltrinelli a Milano. La stessa petizione che chiede alla Fondazione alla Scala di riconoscere finalmente i propri lavoratori come “esposti all’amianto”."

    Silvia Ragusa
    vedi l'articolo completo su:

    http://www.lasestina.unimi.it/lasestina/posts/lamianto-che-fa-paura/

    Commento di anonimo — 29 Giugno 2011 @ 17:20

  8. AMIANTO: RIUNIONE DEI COMITATI E DELLE ASSOCIAZIONI.

    Amianto, incontro fra le Associazioni e i Comitati

     

    RISARCIRE LE VITTIME – ELIMINARE L’AMIANTO – CURARE I MALATI

     

    Si è svolto, nella giornata del 30 giugno presso il Senato della Repubblica, un incontro fra i Comitati e le Associazioni che lottano contro gli effetti della presenza di amianto negli ambienti di lavoro e nel territorio. All’incontro insieme alle Associazioni e i Comitati hanno partecipato due lavoratori vittime dell’Eureko di Paderno Dugnano – azienda in cui hanno perso la vita 4 lavoratori il 5 novembre 2009 – e i senatori Felice Casson, Lumia, Roilo, oltre all’on.le Daniela Sbrollini.
    All'incontro è intervenuto anche il sottosegretario al Lavoro, on.le Luca Bellotti.

    Il presidente del nostro Comitato nel suo intervento ha ribadito, tra l’altro, la necessità di un coordinamento di tutte le Associazioni e Comitati per quanto riguarda gli obiettivi di carattere generale che possono essere risolti solo a livello nazionale e l’importanza della solidarietà, ricordando la sentenza della Tricom Galvanica di Bassano del Grappa/Tezze su Brenta e la sottoscrizione per le vittime dell’Eureco. Inoltre il rappresentante del nostro comitato ha denunciato il clima di criminalizzazione delle vittime (come è successo anche con la TAV) ai presenti, ricordando che dopo decine d’anni di indagini il tribunale di Bassano ha assolto i responsabili dell’avvelenamento degli esseri umani e del territorio, e in soli 10 giorni ha inviato l’avviso di garanzia, in seguito alle denunce seguite alla contestazione della sentenza da parte del Comitato e dei parenti delle vittime. Il rappresentante del nostro Comitato ha consegnato subito dopo al senatore Casson copia dell’avviso di garanzia.

    Nella sintesi finale il sen. Casson, da sempre vicino alle vittime dell'amianto, ha concordato sulla necessità di continuare questa battaglia per il risarcimento del danno e il riconoscimento dell’esposizione. In particolare, ha ribadito la necessità di eliminare l’amianto (bonifiche e smaltimento) dal territorio italiano per evitare che ancora altre persone possano contaminarsi. Il sen. Casson ha inoltre dichiarato che farà una interpellanza parlamentare sul processo Tricom e sulla solerzia (ricordiamo: solo 10 giorni) nello spedire l’avviso di garanzia a chi protestava pacificamente. Si è anche impegnato a presentare nei prossimi giorni un emendamento perché il governo modifichi il testo del regolamento attuativo della legge del Fondo per le Vittime dell’Amianto (che oggi riconosce solo i titolari della rendita Inail) chiedendolo che sia esteso a tutti gli esposti, chiedendo inoltre all’on.le Bellotti (che si è dichiarato d’accordo) di adoperarsi perché il Governo dia parere favorevole. Il segretario AIEA nazionale ha chiesto che   il disegno di legge Casson (e Sbrollini alla Camera) trovi il suo iter di discussione e di approvazione. Nel dibattito è stato chiesto al Governo che – attraverso i ministeri competenti – si discutano con i Comitati e le Associazioni, in tempi brevi, i problemi irrisolti a cominciare dai numerosissimi ricorsi all’autorità giudiziaria che i lavoratori e le associazioni devono inoltrare con grande aggravio e dispersione di denaro e di forze che potrebbe essere evitata.

     

    Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

    Sesto San Giovanni, 1° luglio 2011

    Commento di AutoOrgScala — 1 Luglio 2011 @ 23:55

  9. 10 giu 2011
    DAL GIONALE DEL QUARTIERE NIGUARDA MILANO

    Gente dei nostri quartieri.

    Michele Michelino un combattente contro l’amianto.

    A cura di Angelo Longhi (angelo.longhi@fastwebnet.it)
    Ci sono persone intorno a noi che con la loro vita e le loro azioni incarnano più e meglio delle teorie e dei discorsi di tanti dirigenti politici celebrati e famosi, un’ideologia, un’idea del mondo, una speranza di miglioramento. “Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo” è non solo una splendida frase del Mahatma Gandhi, il precursore della non violenza nel XIX secolo, ma anche quello che queste persone riescono a incarnare con il loro esempio.

    Spesso agiscono da missionari di una società più giusta di liberi e uguali, senza organizzazione politica, ma non per questo meno determinati. Michele Michelino (nella foto primo a sinistra) é una di queste persone. Vediamo perché.

    Da quando non ancora sedicenne alla fine degli anni ’60 entrò a lavorare prima alla Pirelli e poi alla Breda Fucine, ha visto molti suoi amici e colleghi spegnersi di mesotelioma, il tumore dell’amianto, che ti toglie il respiro e le forze, che ti fà girare smarrito e fuori posto per le vie della città con l’ossigeno che si infila insieme ai tubicini, su per le narici, per aiutarti a “tirare” il fiato. L’amianto in sè non è cancerogeno. Se si usura però si rompe in piccolissime particelle della dimensione di millesimi di millimetro. Basta respirarne poche, di fibre di amianto e queste si installano per sempre nei bronchi, facendo insorgere la malattia dopo una latenza anche di 30-40 anni.

     

    Io lavoravo al reparto cavi della Pirelli, e quando facevamo i cavi sottomarini interponevamo fra il cavo di rame di grosse dimensioni e il PVC del rivestimento esterno, il talco misto ad amianto. Questi cavi venivano intrecciati tra di loro e veniva messo ancora del talco tra l’uno e l’altro. La tensione surriscaldava i cavi e l’amianto serviva per evitare rischi di surriscaldamento. Fu il mio primo contatto con l’amianto. Nella Pirelli si usava l’amianto anche per la gomma, peccato però che noi operai non sapessimo all’epoca che l’amianto fosse cancerogeno anche se le evidenze mediche c’erano già dal 1935. Alla Breda poi dove c’era la fonderia l’amianto si usava in modo massiccio: noi abbiamo vinto alcuni processi perchè abbiamo presentato la documentazione delle ASL che entravano nei reparti negli anni 73- 74 e facevano i rilievi, dati che però a noi operai all’epoca non ci facevano sapere, li abbiamo avuti recentemente. In più noi avevamo le protezioni per il calore, fatti di amianto: la tuta, i guanti, i grembiuli. Questo è il motivo per cui nelle grandi fabbriche siderurgiche ci si ammalava.

    Tuttora l’amianto è un problema molto diffuso. E’ il miglior isolante termico che si conosca. Pensa che con la nostra mobilitazione facemmo chiudere alcuni anni fà, per le necessarie opere di bonifica, il Museo di Storia naturale che ne era pieno. Io ero finito a fare il dipendente comunale dopo che la Breda Fucine chiuse nel 1997, e con l’esperienza accumulata negli anni, fu facile per me accorgermi di come fosse la situazione negli edifici pubblici. L’amianto non è un problema del passato: riguarda il nostro futuro. Gli epidemiologi dicono che il picco degli ammalati (e dei decessi) ci sarà nel 2030. Si calcola che ci sono 32 milioni di tonnellate di amianto sul territorio italiano. E’ presente nelle nostre case: non solo nei tetti di eternit, ma anche in alcuni tubi dell’acqua, nelle canne fumarie, lo usavano nei ferodi dei freni delle macchine fino a qualche anno fà. E ci sono ancora molti prodotti che lo usano.

    Nel 1983 uscì una direttiva della Comunità Europea che avvisava del rischio e che chiedeva agli stati di allinearsi dal punto di vista legislativo mettendo al bando la sostanza. L’italia promulgò la legge 257 SOLO nel 1992. Fino a quella data era legale. Lo Stato Italiano che sapeva che ci sarebbero stati questi morti è stato complice di quei datori di lavoro che per risparmiare sui costi della sicurezza hanno accettato che migliaia di operai e loro familiari andassero incontro alla morte. E dico familiari perchè ci sono state delle donne che si sono ammalate. Probabilmente inalando fibre presenti sugli abiti dei loro uomini mentre li pulivano. Noi ci presenteremo parte civile nel processo che si apre a Milano contro i dirigenti della Pirelli. Abbiamo incontrato il presidente Napolitano perchè ci sono dei progetti di legge fermi da anni presentati dal Senatore Felice Casson, un ex magistrato che si era occupato nei suoi processi anche della salute nei luoghi di lavoro e che vogliamo siano discussi e approvati.

    Questa è la nostra battaglia. E non la deleghiamo a nessuno.

     

    Questa è solo una parte della lunga chiacchierata con Michele Michelino, al termine della quale oltre a complimentarmi per il lavoro che svolgono e per il senso di solidarietà e di dignità che questi lavoratori infondono, non ho potuto fare a meno di associarmi in modo da rimanere informato e partecipe delle loro iniziative.

     

    Michele Michelino oggi è infatti presidente di una associazione che si chiama “Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel Territorio” che raccoglie gli ex lavoratori della Pirelli, della Breda della OM, della Falk e i loro familiari che si attendono giustizia. Se siete interessati, per adesioni o per contattare l’associazione scrivete all’indirizzo e-mail: michele.mi@inwind.it o contattate il numero 339 4435957.

    Commento di ramonn — 2 Luglio 2011 @ 01:09

  10. Un test per scovare i malati di tumore da amianto
    06/04/2011

    L’amianto, o asbesto, come ormai tristemente noto è uno tra i killer silenziosi più spietati della nostra era. Di conseguenza sono sempre più gli studi e le analisi effettuate per comprendere al meglio come prevenire ed intervenire sul cancro ai polmoni dovuto all'esposizione a questa sostanza.

    Recentemente alcuni ricercatori della New York University hanno proprio lavorato in questa direzione per la realizzazione di un test precoce che permetta di riconoscere le fasi iniziali della malattia, grazie al riconoscimento di alcune proteine prodotte dalle cellule tumorali.
    Il test, presentato dagli studiosi durante il congresso annuale dell'American Association for Cancer Research, ha permesso di individuare ben 15 casi su 19 di persone affette dal tumore dovuto all’esposizione a fibre di amianto.
    Questo importante studio permetterebbe di curare per tempo un gran numero di pazienti malati che, grazie al tempismo delle terapie, potrebbero riuscire a sconfiggere il tumore.
    Un notevole passo in avanti della medicina, dunque, che concretamente si dimostra in grado di fronteggiare un killer che ogni anno al mondo provoca dalle 15.000 alle 20.000 vittime.

    FONTE : ASCA

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2011 @ 20:20

  11. PATOLOGIE AMIANTO- CORRELATE

    L’inalazione delle polveri di asbesto può favorire l’insorgere di diverse patologie, in generale caratterizzate da un lungo periodo di latenza, ossia da un lungo intervallo di tempo tra l’inizio
    dell’esposizione e la comparsa della malattia.

    Le patologie amianto-correlate possono essere così schematizzate:

    1) asbestosi
    2) placche pleuriche
    3) tumori del polmone e/o di altre sedi
    4) mesoteliomi

    Asbestosi :
    E’ una malattia respiratoria cronica legata alle proprietà delle fibre di asbesto di provocare una
    cicatrizzazione (fibrosi) del tessuto polmonare; ne conseguono irrigidimento e perdita della capacità
    funzionale. Le fibre penetrano con l’aria attraverso la bocca ed il naso, procedendo poi lungo la
    faringe, la trachea e i bronchi fino ad arrivare agli alveoli polmonari .
    Molti studi hanno dimostrato che la pericolosità delle fibre di asbesto è legata al diametro molto
    piccolo e a una lunghezza superiore ai cinque millesimi di millimetro. E’ stato dimostrato che una
    parte dell’asbesto che viene respirato non riesce ad essere espulsa e resta negli alveoli dove provoca
    un’irritazione ( alveolite) : sembra che questo sia il primo passso per l’instaurarsi di lesioni
    cicatriziali e quindi di una vera e propria asbestosi. La quantità di asbesto che resta intrappolata nei
    polmoni è legata alla quantità totale di asbesto inalato, e dunque all’intensità e alla durata
    dell’esposizione: l’asbestosi è pertanto una malattia in cui esiste una stretta correlazione fra “dose “
    di asbesto inalata e “ risposta” dell’organismo, quindi tipica di una esposizione professionale. (1)

    Placche pleuriche asbestosiche :
    Rappresentano un reperto radiografico privo di conseguenze funzionali negative.
    Costituiscono, però, una prova dell’esposizione all’amianto ( esposizione spesso misconosciuta ).

    Tumori :
    Il cancro del polmone ( carcinoma bronchiale ) è la patologia tumorale amianto-correlata di gran
    lunga più frequente. Numerosissime indagini epidemiologiche hanno dimostrato un incremento dei
    tumori negli esposti all’amianto, anche a danno di esofago, stomaco, colon-retto, larige, faringe,
    bocca, rene e ovaie. Qualche sospetto ci sarebbe anche sul tumore della vescica. In termini di
    incidenza, il problema dei tumori dell’apparato respiratorio è più rilevante di quello dei
    mesoteliomi.

    Mesotelioma :
    Colpisce la pleura polmonare o il peritoneo, ma può riguardare anche altri distretti corporei (
    pericardio, tunica vaginale e del testicolo ) .
    E’ una cosiddetta lesione “patognomonica”, cioè tipica dell’esposizione ad amianto. Sono
    conosciute solo altre due cause di mesotelioma: esposizione ad erionite ( una fibra minerale
    presente in natura in Cappadocia ) e trattamenti terapeutici con inoculazione di sostanze radianti
    direttamente nella pleura. (2)
    Il mesotelioma costituisce, quindi, una delle poche forme tumorali di cui si ha una sostanziale
    certezza eziopatogenetica; ossia la causa di insorgenza di questo tumore, dalla prognosi quasi
    sempre infausta, è attribuibile pressocchè interamente all’esposizione alle fibre di amianto .

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2011 @ 20:26

  12. la rimozione dell'amianto del 2009 non è avvenuto per il buon cuore della fondazione o della ex sindaca moratti ma solo dalla minacce formali della cub che aveva mosso i suoi legali   per far intervenire la magistrature con un a pratica di accetamento tecnico preventivo richiesta presso la procura di Milano .  Se il tribunale interveniva , bloccava la cupola e imponeva i lavori .Non solo , colpiva di mandato di comparizione tutti i dirigenti dell'asl e della Scala di cui il sindaco è presidente. AVETE CAPITO PERCHè è avvenuta la bonifica tardiva? E perchè hanno deliberato un intervento urgente pari a 600.000€ per la bonifica in consiglio comunale,senza gara d'appalto?Perchè se no tutta questa classe dirigente avrebbe fatto una brutta fine.

    Commento di anonimo — 3 Luglio 2011 @ 22:39

  13. Che l'amianto non divenga fonte di pianto.

    Commento di anonimo — 4 Luglio 2011 @ 09:25

  14. Credo che l'iniziativa dell'iscrizione al registro degli ex esposti vada sicuramente fatta.
    Non dobbiamo piangere sull'amianto, però, bisogna affrontare seriamente questo problema, i fatti del passato vanno risolti altrimenti andare avanti su altri, quelli che oggi sembrano molto più importanti, non sarà possibile.
    I lavoratori devono riacquistare fiducia in se stessi, capire che uniti possono fare iniziative di questo tipo, quelle che partono dal basso, in questo caso per la difesa della salute e dell’ambiente di lavoro che oggi in teatro non è abbastanza tutelata. (Esistono solo 3 RLS, rappresentanti della sicurezza, 1 solo  è stato eletto, ma votato solo dagli iscritti di un sindacato mentre che gli altri 2 assegnati a piacere, di chi non sapiamo??)
    In un posto dove lavorano più di mille persone la legge consente di eleggere 6 rappresentanti RLS a sufraggio universale.

    Credo che i sindacati debbano anche riflettere di perchè si è costituito il Comitato Ambiente Salute Teatro Scala.

    N.B.
    Un lavoratore che fa parte del comitato.

    Commento di anonimo — 4 Luglio 2011 @ 11:44

  15. "Eternit, una tragedia immane"
    Guariniello chiede vent'anni

    La Repubblica.it

    Alla cinquantesima udienza del processo Eternit, il pm ha fatto richieste pesantissime per i vertici dell'azienda: "Non avevo mai visto un dramma come questo, che ha colpito popolazioni di lavoratori e cittadini e che continua a seminare morti. E continuerà a seminarli chissà fino a quando"
    di SARAH MARTINENGHI

    Vent'anni di carcere per il barone belga Louis de Cartier e per Stephan Schmidheiny. Li ha chiesti il procuratore Raffaele Guariniello, alle ultime battute del clamoroso processo che ha portato in tribunale i vertici dell'Eternit, che sarebbero responsabili di oltre tremila vittime, tra operai e familiari, nei quattro stabilimenti italiani di Cavagnolo, Casale Monferrato, Rubiera di Reggio Emilia e Bagnoli, nel Napoletano.A uccidere era la micidiale polvere bianca di fibra di amianto che continua a mietere vittime. "Chiedo vent'anni per questa immane e sconvolgente tragedia – ha detto Guariniello – Non avevo mai visto un dramma come questo, che ha colpito popolazioni di lavoratori e cittadini e che continua a seminare morti. E continuerà a seminarli chissà fino a quando. Una tragedia che si è consumata sotto un'unica regia in Italia e in altri paesi del mondo, senza che mai nessun tribunale abbia chiamato a risponderne i reponsabili per l'enorme danno cagionato". Il pm ha richiesto inoltre tre pene ulteriori: interdizione dai pubblici uffici, incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione per anni 3 e interdizione dalla direzione di impresa per anni 10.

    (04 luglio 2011)

    Commento di anonimo — 4 Luglio 2011 @ 19:51

  16. Alessandria, Ambiente, Cittadini, Cronaca, Piemonte, Torino

    Il Comitato Vertenza Amianto: “Il processo all’Eternit fondamentale per evitare altre stragi”
    Quotidiano Piemontese  
    4 luglio 2011

    La vertenza contro l’Eternit per il “polverino” sparso in tutta Italia per ottant’anni vede coinvolte le vittime e i familiari degli stabilimenti di Casale Monferrato (Al), Cavagnolo (To), Rubiera (Re) e Bagnoli (Na). Tremila parti civili che lunedì prossimo – 11 luglio – faranno richiesta di risarcimento, la cifra della quale si vocifera potrebbe aggirarsi intorno ai 750 milioni di euro. Una somma alta, altissima anche per Stephan Schmidheiny e Louis de Cartier de Marchienne per i quali, in sede penale, sono stati chiesti vent’anni di reclusione. Ma ciò che più preoccupa i due miliardari è l’impatto che questo processo potrebbe avere su scala globale. Se in Italia la produzione di amianto è stata proibita nel 1992, in altri paesi il mercato è fiorente e la strategia di comunicazione che viene adottata altro non è che la versione riveduta e corretta di quella che si usava in Italia sino a trent’anni fa: “L’amianto non fa male se opportunamente trattato e noi lo trattiamo con tutte le cautele del caso” affermano, per esempio, i dirigenti delle filiali brasiliane della regione del Goias. Dunque, il processo torinese scatenerà, verosimilmente, un vero e proprio effetto domino anche negli altri paesi europei interessati dal problema come la Francia, la cui associazione delle vittime dell’amianto conta addirittura 22mila associati.

    Dopo oltre 35 anni di lotte insieme a Nicola Pondrano, l’instancabile Bruno Pesce, coordinatore del Comitato Vertenza Amianto, vede avvicinarsi il traguardo del giudizio. È lui ad avere il polso della situazione e a tenere le fila delle varie associazioni e delle parti civili iscritte nei registri del Tribunale di Torino. L’azione legale collettiva non sarebbe mai partita senza l’elemento catalizzatore di Casale Monferrato, “ingombrante monumento all’amianto”, come si è detto quest’oggi nella requisitoria. “Le vittime individuate dalla straordinaria indagine della Procura di Torino sono state circa 3mila, tra lavoratori e cittadini deceduti o ammalati, di cui oltre il 70% di Casale Monferrato, sede del più grande stabilimento Eternit d’Italia – spiega Bruno Pesce che invita a non abbassare la guardia -. Purtroppo altre centinaia di vittime si sono aggiunte in questi ultimi anni: le patologie da amianto che hanno colpito e ancora stanno colpendo le ex lavoratrici e lavoratori e le popolazioni sono mesotelioma (tumore maligno alla pleura o peritoneo), carcinoma polmonare e asbestosi”.

    Ciò che ha fatto più male alle vittime e a chi ha visto un familiare spegnersi con il respiro sempre più affannato è stato ascoltare nella requisitoria di stamane quali strategie vennero attuate dalla dirigenza al fine di non arrivare al giudizio: “Questo ‘immane disastro’, come definito dal procuratore Guariniello e ampiamente documentato nel corso del processo – continua Pesce -, è dovuto a una condotta dolosa degli imputati fin dall’inizio dei loro ruoli di responsabilità, una condotta assolutamente voluta ed attutata in modo sistematico e agghiacciante: non solo sapevano di sottoporre a rischio gravissimo i lavoratori e i cittadini ma intervenivano in modo pianificato per negare i rischi e per difendere e garantire la continuità dell’uso di un materiale così altamente nocivo e cancerogeno come è l’amianto”.

    Ed è proprio al Canada, all’India e al Brasile che continuano a produrre il materiale, all’India e alla Cina che ne sono i principali consumatori che Pesce invita a rivolgere l’attenzione: “Siamo certi che la conclusione di questo processo, nel prossimo autunno, sarà un momento storico e alto per riflettere sulla qualità dello sviluppo economico-industriale e per la giustizia del nostro Paese e non solo. Il processo all’Eternit è stato atteso da trent’anni: da tutti noi e da coloro che ancora devono lottare nei tre quarti del pianeta dove l’amianto continua a essere estratto o utilizzato, ‘prenotando’ ulteriori centinaia di migliaia di malattie e di morti di lavoratori e popolazioni, perlopiù ignare e ancora ingannate in modo criminale”.

    Commento di anonimo — 4 Luglio 2011 @ 19:58

  17. Processo Eternit: Guariniello parla di disastro “volontario” da parte dei proprietari
    “Non siamo in presenza di eventi sporadici, ma di carenze strutturali addebitabili a una politica generale e a scelte aziendali di fondo, di carattere generale. Di fronte a questa scelta nessuna capacità di intervento può attribuirsi a dirigenti italiani. Si addebita a Eternit di aver causato un disastro nei suoi stabilimenti e per la popolazione, che ancora oggi continua a verificarsi giorno dopo giorno per consapevole volontà dei suoi proprietari”. Ha iniziato così, in una maxi aula gremita al Tribunale di Torino, la sua requisitoria il pm Raffaele Guariniello nel processo che vede imputati i dirigenti della Eternit, la multinazionale dell’amianto.

    Allo svizzero Stephan Schmidheiny e al belga Jean Louis De Cartier De Marchienne, ex proprietari dell’Eternit, loro viene contestato il disastro doloso e omissione volontaria di cautele sul luogo di lavoro. “Non abbiamo contestato il dolo per la gravità delle conseguenze o per commozione -ha spiegato Guariniello- certo molti uomini e donne, lavoratori e cittadini sono morti e centinaia di famiglie hanno riportato una ferita non rimarginabile. Però l’attribuzione del dolo è frutto di una analisi meditata”. ”All’inizio non avevamo pensato al dolo e avevamo contestato solo l’omicidio colposo e il disastro colposo. Sono state le indagini a imporci la contestazione del dolo, un dolo reso evidente -ha sottolineato- dalle risultanze di questo dibattimento”.

    Commento di anonimo — 4 Luglio 2011 @ 20:07

  18. Al lavoratore che fa parte del comitato sicurezza.
    Ameno voi avete un rappresentante.
    Alla Fenice nemmeno uno, tutto è permesso.

    Commento di anonimo — 5 Luglio 2011 @ 07:40

  19. Il Comitato ci ha informato che il giorno 14 luglio saranno consegnate all'ASL di Milano le prime richieste dei lavoratori per l'inserimento al registro degli esposti ed ex esposti all'amianto e alla sorveglianza sanitaria.

    Commento di AutoOrgScala — 13 Luglio 2011 @ 19:43

  20. http://www.asca.it/news-WINNING_ITALY__PREMIATO_IL_TEATRO_ALLA_SCALA_DI_MILANO-1034573-ORA-.html
    ora ci toccherà lavorare ad agosto 2015…!!!

    Commento di anonimo — 13 Luglio 2011 @ 22:30

  21. Amianto a teatro: inchiesta chiusa

    Da Il Piccolo, Alessandria, 01.07.2011, pag. 5

    La struttura dal 2 ottobre dello scorso anno invasa dalle polveri

    L’inchiesta per le polveri sottili di amianto disperse a teatro dopo i lavori di bonifica nel locale caldaie è chiusa. È stata la Procura alessandrina, diretta dal procuratore capo Michele Di Lecce, a svolgere gli accertamenti dopo che è stata accertata la diffusione delle micidiali fibre successivamente ai lavori svolti sull’impianto di riscaldamento del Teatro alessandrino per eliminare tutti i materiali in amianto ancora presenti. Il contratto di appalto lavori era stato siglato il 19 luglio, con termine perentorio il 30 settembre. La bonifica si riferiva alla rimozione e allo smaltimento dell’amianto costituente il rivestimento delle pareti e del soffitto del locale caldaia del Teatro e per la rimozione e bonifica delle guarnizioni tra le porzioni costituenti i canali dell’impianto di aerazione. Dal giorno della chiusura è iniziato un faccia a faccia tra le varie parti in causa chiamate a fare risposte su una questione spinosa che inizia il 2 ottobre con la chiusura del Comunale per ‘troppa polvere’, ben oltre i limiti consentiti. Le centraline dell’Arpa avevano confermato le sensazioni di chi si era recato in platea. Le analisi erano state una doccia fredda per tutti: Quella polvere era formata dalle fibre di amianto. A metà ottobre, a Palazzo Rosso, si tiene una riunione congiunta delle commissioni comunali politiche ambientali e Politiche della salute alla quale hanno partecipato la Fondazione Tra e l’Asl Al. Il 3 novembre assemblea dei soci del Teatro Regionale Alessandrino e l’ok alla proposta del sindaco Piercarlo Fabbio per un nuovo progetto di intervento e un nuovo incarico incarico per lo smaltimento dell’amianto. Il 17 gennaio si svolge l’attesa riunione del ‘tavolo tecnico’ e si segnala una prima messa a punto delle procedure da avviare. Ora, però, l’attenzione è puntata sull’inchiesta della magistratura.

    M.Ga.

    Commento di anonimo — 15 Luglio 2011 @ 10:19

  22. LA CASTA SCALIGERA
    Per i cellulari dei Dirigenti e loro assistenti/e (telefonate e internet) spendono a cranio anche 10.000 euro al mese. All’anno si parla di cifre pazzesche! Chissa’ il resto. E sono coperti dal nostro Direttore Generale di ferro. Quando facciamo piazza pulita? A settembre ci mettiamo mano?

    Commento di anonimo — 19 Luglio 2011 @ 18:29

  23. Hai ragione 23. L’arroganza di questi non e’ più’ sopportabile. Dello scandalo dei cellulari ho sentito anch’io. Giocano su internet per migliaia di euro al mese, e poi liocenziano gli operai per qualche straordinario. Si sentono impuniti come la casta.

    Commento di anonimo — 19 Luglio 2011 @ 23:24

  24. Alessandria/

    DA QUASI UN ANNO SOSPESA L'ATTIVITA' DEL TEATRO

    Se l'amianto va in scena, la dura lotta perla riapertura dei comitati civici Nucclo Lodato siete chiusi dentro, noi siamo chiusi fuori». Cosl il ((Vo' comitato Ridatecilteatro di Alessandria ai «colleghi"di Roma che occupano il Valle: «La chiusura del nostro teatro una volta Comunale, poi ricostruito e municipalizzato è stata causata dall'improvvida bonifica di una ditta che è riuscita a scatenare una contaminazione da amianto… ma la storia la potete leggere sul nostro sito http://www.ridatec ilteatroat». Una forzata blindatura che umilia il Teatro municipale e tutta la città dal 2 ottobre 2010. Erano in corso Il festival di critica cinematografica Ringt, e la prova d'orchestra per la finale del concorso di chitarra Città di Alessandria Troncati entrambi da un reperitino fuori program ma:sospettando una forte polluzione di polveri d'amianto originata dai lavori all'impianto di riscaldamento, l'autorità sanitaria ha decretato la chiusura improvvisa e immediata dello stabile. Sigilli all'intero perimetro: dentro, ormai irraggiungibili, computer, carte, biglietteria, cassa, materiali pubblicitari. Erano i giorni decisivi di prevendita del cartellone: biglietterie in funzione d'emergenza altrove. Salterà comunque larga parte della stagione: salvi solo gli spettacoli adattabili a un'altra, più limitata struttura privata cittadina, e quelli previsti o «rifugiabili» nel Teatro Municipale di Valenza, aderente anch'esso alla Fondazione. Azzerata anche la giornaliera attività cinematografica su ben tre sale. La presidente della Fondazione, PdL-ottimista, garantisce la riapertura da II a pochi giorni. Poi la faccenda si complica, e seconda le spietate le analisi ufficiali, si resterà a lungo chiusi. Da allora, un «giorno per giorno disperatamente»: «novità» apparenti, situazione congelata. II sindaco, rassicura, accusando Il comitato spontaneo sorto immediatamente (volantinaggi, assemblee, conferenze stampa) di pregiudizio politico. Non si intravede però via d'uscita La delibera per rimuovere l'amianto dal locale caldaie fu assunta dal cda in data 21 giugno 2010, ma senza il numero legale. Intervento della magistratura, e conseguente richiesta di rinvio a giudizio per la presidente (che il Comune, socio di maggioranza, ha pure paradossalmente designato a guidare il tavolo tecnico della bonifica!), l'altro consigliere che lo è pure nella ditta (f il potente presidente della ricca azienda acqua-gas, massimo sponsor delle attività), la malcapitata rappresentante di Valenza, il presidente dei revisori e i referenti della ditta autrice dei disastro. Le accuse: abuso d'ufficio, mancata vigilanza, non adozione dei provvedimenti di sicurezza, a seconda dei ruoli. I due principali inquisiti scelgono di non rispondere o addirittura di non presentarsi. Il direttore organizzativo, figura strettamente leta alla vita e alla storia del Teatro fin da prima dell'inaugurazione ufficiale, reo di … non essere stato indagato, viene sia pur consensualmente liquidato. Conto consuntivo e bilancio di previsione della Fondazione verranno approvati dopo molte difficoltà e con forte ridimensionamento. Dipendenti precari rabboniti con promesse, ma in realtà fuori. Il Comune insiste, anche per ragioni di bilancio, ad affidare la bonifica, a costo zero, all'azienda che ha fatto il guaio: lo ripari! I cittadini passano davanti alla megastruttura e incrociano le dita: sperano abbia torto chi sospetta che l'edificio, per cause tecniche oggettive o scelte soggettive dell'amministrazione, sia destinata a non riaprire mai più. I tempi in cui Adelio Ferrero programmò e sovrintese per primo alla nuova articolazione sembrano remotissimi. ***

    Commento di anonimo — 31 Agosto 2011 @ 10:28

  25. Teatro, amianto e bugie: a che punto siamo?

    Da Corriereal.wordpress.com, Alessandria, 02.09.2011

    Ieri sera putroppo non c’ero, all’incontro promosso da Sel alla ex Taglieria del Pelo sulla situazione del (ex, anche qui come la Taglieria?) Teatro Comunale di Alessandria. Leggeremo oggi su AlessandriaNews come è andata, e in particolare cosa ne pensano i relatori Franco Ferrari, direttore della struttura fino a pochi mesi fa, e Pierluigi Cavalchini.

    Il mio timore è che, complice l’estate, poco o niente sia cambiato rispetto a giugno. Falsi slogan su prossime riaperture, se non altro, non ne ho più sentiti, e sarà credo una bella gara a chi diventa operativo prima: il nostro (perchè è pubblico, degli alessandrini che pagano le tasse, e pure di quelli che non le pagano in fondo) teatro o il famoso ponte Meier, quello di “scaglia la prima pietra”? Avete presente il cartellone autolesionista, no?

    Io, tra l’altro, sono tra quei 3-4 mila alessandrini che hanno tranquillamente respirato, ignari, aria alla polvere d’amianto per diverse serate, quindi mi piacerebbe anche che da parte di Asl e autorità competenti arrivasse qualche chiarimento in merito: non tanto sugli aspetti giudiziari (sapete cosa me ne faccio della class action, se mi viene il mesotelioma….), ma su quelli medico sanitari: è possibile fare qualche controllo? Dove, come, quando e chi paga? Insomma, informazioni banali..

    Va preso atto poi del fatto che la riapertura di teatro e cinema interessa purtroppo solo un’esigua minoranza degli abitanti di Alessandria, e questo è un altro dato che spiega molte cose, purtroppo. Compresa probabilmente la qualità di certi amministratori. Tutto si tiene, insomma, e noi appassionati faremo un altro anno la spola tra Valenza, Tortona e il mitico Macallè di Castelceriolo. Sono troppo pessimista?

    E. G.

     

    L'amianto a teatro fa notizia nazionale

    Da Alessandrianews.it, 26.08.2011

    Il "nostro" Nuccio Lodato interviene sulle vicende che coinvolgono il teatro comunale. L'articolo, che comparirà a giorni sulle pagine de "Il Manifesto", permetterà anche ai non-alessandrini di ripercorrere le tappe che hanno reso orfana la città di uno dei suoi centri di produzione culturale e di intrattenimento

    «Voi siete chiusi dentro, noi siamo chiusi fuori». Così il comitato Ridatecilteatro di Alessandria ai “colleghi” di Roma occupanti dal 14 giugno il Valle: «La chiusura del nostro teatro una volta Comunale, poi ricostruito e municipalizzato (una delle poche esperienze in Italia), ora naturalmente trasformato nella solita Fondazione, causata dall'improvvida bonifica di una ditta che è riuscita a scatenare una contaminazione da amianto… ma la storia la potete leggere sul nostro sito http://www.ridatecilteatro.it.».

    Una forzata blindatura che umilia Teatro municipale e città dal 2 ottobre 2010. Erano in corso il festival di critica cinematografica “Ring!” e la prova d'orchestra per la finale del concorso di chitarra “Città di Alessandria”. Troncati entrambi da un repentino quanto pessimo fuori programma: sospettando -la segnalazione del personale è intervenuta nei giorni precedenti- una forte polluzione di polveri d'amianto originata dai lavori all'impianto di riscaldamento, in corso dall'estate, l'autorità sanitaria decreta la chiusura immediata dello stabile troncandone le attività.

    Sigilli all'intero perimetro: dentro, irraggiungibili, computers, carte, biglietteria, cassa, materiali pubbligrafici. «No trespassing»esclusi, non viene -né mai verrà- apposta all'esterno una spiegazione delle cause del blocco. Sono i giorni decisivi di prevendita del cartellone: biglietterie in funzione d'emergenza altrove. Salterà comunque larga parte della stagione: salvi solo gli spettacoli adattabili a un'altra, più limitata struttura privata cittadina, e quelli previsti o rifugiabili nel Teatro Municipale di Valenza, aderente alla Fondazione. Si azzera anche la giornaliera attività cinematografica su ben tre sale. Ci vuol poco a capire che il piatto comincerà a piangere a stretto giro, e la posizione stessa dei dipendenti in organico darà luogo a fondate apprensioni.

    La presidente della Fondazione, PdL-ottimista, garantisce la riapertura da lì a pochi giorni. Poi la faccenda si complica. Molti dei cittadini ignari convinti, sulle prime, trattarsi solo di componenti d'amianto interne rimovibili in breve. Spietate le analisi ufficiali: si resterà a lungo chiusi.

    Da allora, un “giorno per giorno disperatamente”: “novità” apparenti, situazione congelata. Il sindaco (giuntaPdL-Lega, appesantita poi dall'arresto per 'ndrangheta di un consigliere di maggioranza, immediatamente dimissionato), rassicura, accusando il comitato spontaneo sorto allo scopo -volantinaggi, assemblee, conferenze stampa- di pregiudizio politico strumentalizzante. Non si intravede però via d'uscita. La delibera per rimuovere l'amianto dal locale caldaie fu assunta dal cda in data 21 giugno 2010, ma senza il numero legale. Intervento della magistratura, e conseguente richiesta di rinvio a giudizio per la presidente (che il Comune, socio di maggioranza, ha pure paradossalmente designato -sollevando non infondati stupori…- a guidare il tavolo tecnico della bonifica!), l'altro consigliere consigliante anche la ditta  (è il potente presidente della ricca azienda acqua-gas, massimo sponsor delle attività, autentico uomo forte della situazione, inusuale quanto perenne ombra del sindaco in ogni occasione ufficiale), la malcapitata rappresentante di Valenza, il presidente dei revisori e i referenti della ditta autrice dei disastro. Accuse: abuso d'ufficio, mancata vigilanza, non adozione dei provvedimenti di sicurezza, a seconda dei ruoli. I due principali inquisiti scelgono di non rispondere o addirittura di non presentarsi all'interrogatorio. Il direttore organizzativo, figura strettamente legata alla vita e alla storia del Teatro fin da prima dell'inaugurazione ufficiale (Carla Fracci, dicembre 1978), reo di … non essere stato indagato e di essere riuscito, per fondati motivi, a distinguere la propria posizione da quella dei responsabili, viene sia pur consensualmente liquidato. Conto consuntivo e bilancio di previsione della Fondazione verranno approvati dopo molte difficoltà e con forte ridimensionamento. Dipendenti precari rabboniti con promesse, ma in realtà fuori. Il Comune insiste, anche per ragioni di bilancio, ad affidare la bonifica, a costo zero, all'azienda che ha fatto il guaio: lo ripari! I cittadini passano davanti alla megastruttura che venne avviata da un grande maestro alessandrino dell'organizzazione teatrale, Giorgio Guazzotti, e incrociano le dita: sperano abbia torto chi sospetta che l'edificio, per cause tecniche oggettive o scelte soggettive dell'amministrazione, non abbia a riaprire mai più. I tempi in cui Adelio Ferrero programmò e sovrintese per primo alla nuova articolazione sembrano remotissimi. Il premio a lui intestato e il festival “Ring!” entrati in sonno. Le responsabilità, al momento, orfane di padre e madre, proprio come la manovra economica di Berlusconi.

    Nuccio Lodato

    Commento di anonimo — 11 Settembre 2011 @ 21:13

  26. sportowe fakty żużel 2 liga

    ISCRIZIONE AL REGISTRO DEI LAVORATORI ESPOSTI ED EX ESPOSTI ALL’AMIANTO. « Il Sottoscala

    Trackback di sportowe fakty żużel 2 liga — 4 Dicembre 2019 @ 07:28

  27. … [Trackback]

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