Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

7 marzo 2014

8 MARZO CON LE DONNE DEL TEATRO SCALA

Filed under: Comunicati Cub,Salute e Sicurezza — Lavoratoriscala @ 21:35

logo_CUB  In questa giornata, nella quale ovunque nel mondo si pone al centro del dibattito pubblico la condizione di vita delle donne,  noi vogliamo dire la nostra sulla situazione delle donne che lavorano al “Teatro Alla Scala”.

Parliamo ovviamente di tutte le donne, cantanti, coriste, ballerine, impiegate, sarte, sarte turniste, sarte prestazioni serali, delle calzolaie, delle parrucchiere, delle truccatrici, delle lavoratrici a partita iva, delle ragazze di sala, delle guardarobiere, delle addette alle pulizie, alla ristorazione, al bar kambusa ed anche a tutte quelle donne impegnate in attività non citate.

Tutte contribuiscono a valorizzare il “Teatro Alla Scala”, hanno la stessa dignità e diritto ad un’esistenza ed una retribuzione che permetta loro di vivere, ma oggi non è così. Oggi “Alla Scala” esistono ingiustizie e diseguaglianze che vanno combattute. In particolare:

–       A tutte le donne va garantito il diritto alla maternità, comprese “alle serali”. Attualmente, alcune lavoratrici ,  “serali, a tempo indeterminato” in maternità, non percepiscono alcun stipendio, ne’ dalla Scala e nemmeno dall’Inps, le quali si rimpallano una con l’altra il dovere alla retribuzione della maternità alla lavoratrice. Una situazione assurda.

–       A tutte le donne  devono essere garantite la malattia, l’infortunio, le ferie, la liquidazione (T.F.R.), ma nei fatti non è così. Questa situazione deve essere combattuta con tutte le forze ed unitariamente.

–       Le donne addette alle pulizie, alla ristorazione, ai bar, sono lavoratrici come tutte le altre e non devono essere discriminate e trattate come di “serie B”.

–       Le donne impegnate in ruoli “tecnici di palcoscenico”, in particolare le sarte, devono essere inquadrate correttamente e non devono essere sottoposte ad orari massacranti. Alcune di loro hanno anni d’esperienza e di grande professionalità, devono essere valorizzate, non devono venire scavalcate dal primo maschietto che arriva e che, dopo tre mesi di stage, viene promosso a “vice capo”.

Diciamo basta alle carriere clientelari a danno delle donne.

Non abbiamo dimenticato e consideriamo attuali le vicende che hanno coinvolto il Corpo di Ballo.

Dal 2007, il prestigioso Corpo di Ballo della Scala è in continuo calo d’organico.

E’ come un pianta non annaffiata che nel tempo deperisce. Bisogna invertire questa tendenza ed inserire nuove ballerine e ballerini attraverso concorsi “non taroccati”, trasparenti e che valorizzino la Scuola di Ballo della Scala.

Sempre a proposito del Corpo di Ballo, è nota a tutti la vicenda della ballerina solista Mariafrancesca Garritano. Una brava ballerina, cresciuta alla Scuola di Ballo,  licenziata per aver osato parlare della sua vicenda, dei disturbi alimentari e di questo fenomeno presente anche nel mondo della danza.

Una ricchezza del Teatro e tanti anni di sacrifici buttati alle ortiche solo per questo. Si tratta di un licenziamento assurdo, purtroppo confermato da una sentenza di primo grado che noi consideriamo sbagliata ed ingiusta.

Noi pensiamo che Mariafrancesca sia un esempio di coraggio ed il suo messaggio di ricerca d’equilibrio tra il cuore e la mente, tra il corpo e la danza, tra l’aspirazione alla perfezione e l’accettazione della propria umanità, dovrebbero essere apprezzate e seguite dalle donne del Teatro come atto d’amore per sé stesse.

Sconfiggere la cultura “maschilista” dovrebbe essere un obbiettivo di  donne e uomini. 

Ci siamo chiesti perchè le donne “Della Scala” non abbiano difeso le tre ore di permesso retribuito nella Giornata Internazionale della Donna dal Dott. Aldo Marco Amoruso, che le ha eliminate, e perchè un’altra donna, il Direttore Generale Dott.ssa Maria Di Freda, abbia permesso che questo avvenisse e che il suddetto uomo emettesse un comunicato offensivo nei confronti di tutte le donne Della Scala.

Non abbiamo risposte, ma sappiamo di avere davanti a noi una strada ancora lunga e tortuosa nella lotta contro il precariato che colpisce soprattutto le donne ed alcune di loro sono state recentemente licenziate, nell’affermazione dei diritti delle donne e nella valorizzazione delle loro differenze, ma noi vogliamo far nostro questo obbiettivo e sostenere le donne in questo percorso.

Nella Giornata Internazionale dedicata alle Donne e che commemora delle lavoratrici lasciate morire in un incendio, chiuse a chiave nella fabbrica, auguriamo a tutte le donne BUON OTTO MARZO, tappa di una lotta contro la violenza e le discriminazioni di genere e per l’affermazione dei propri diritti.

Segreteria CUB Informazione & Spettacolo

 8.03.2014

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