Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

30 Aprile 2010

COMUNICATO DEL PRIMO MAGGIO- MAY DAY – LAVORATORI DELLO SPETTACOLO DAL VIVO –

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 02:10

vedi intervista della Cub a lavoratori dello spettacolo- lirica MayDay 2010 - Milano8:50

milano, 1 maggio 2010, il may day may day. 200.000 giovani sfilano cantando e ballando nel giorno del primo

COMUNICATO DEL PRIMO MAGGIO – LAVORATORI DELLO SPETTACOLO DAL VIVO –  
Milano       Movimento Sogno   pulcinella03AutoOrgScala  

Oggi prendiamo la parola con l'identità che spesso non ci viene riconosciuta: quella di lavoratrici e lavoratori dello spettacolo. Lavoratrici e lavoratori atipici.
L'articolo 4 della nostra Costituzione recita:
“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo la propria possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della società.”
Allora perché questo articolo è sempre più disatteso?
Il lavoro non è un privilegio, è un diritto.

Negli ultimi 15 anni tutti i governi hanno progressivamente tagliato i fondi per la cultura e lo spettacolo, smembrando un tessuto lavorativo e occupazionale importante che comprende più di 200.000 lavoratori.

La cultura non soltanto produce ricchezza e lavoro: è patrimonio collettivo e insieme investimento per il futuro, soprattutto in tempi di crisi. L'accesso alla cultura e al sapere è un diritto inalienabile del cittadino.
(I continui tagli al F.U.S. – il Fondo Unico per lo Spettacolo – hanno messo in ginocchio teatri pubblici e privati, produzioni cinematografiche, piccole compagnie.)
La nostra Nazione investe in cultura meno del 0,3% del PIL. Una delle ultima posizioni tra i paesi europei.

Come lavoratori dello spettacolo chiediamo che ci venga riconosciuta una dignità attraverso adeguate garanzie sociali, che vengano adottate efficaci misure di sostegno al reddito per una professione che ha una natura intermittente e precaria, che si seguano le indicazioni dell'UNESCO per la tutela degli artisti dal vivo e delle loro opere, che si approvi una Legge per lo spettacolo dal vivo in grado di tutelare tutto il settore e non solo gli interessi imprenditoriali.
La cultura è un investimento, non uno spreco. Occorrono riforme del finanziamento pubblico che si basino su criteri di trasparenza, sulla valorizzazione delle
competenze e dei saperi e che riconoscano l'importanza delle tante realtà artistiche indipendenti. È tempo di un ricambio generazionale. É tempo di partecipare, di immaginare; è tempo di scegliere. Vi chiediamo di pensare a questa battaglia come a una vostra battaglia.

 Zeropuntotre Sogno Milano / Autorganizzati Teatro alla Scala.                   Milano 30-4-10 Milano 1 MAGGIO 2010 corteo. may day may day !

29 Aprile 2010

Lavoratoriscala verso il MayDay 2010!!!

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 08:18

 LAVORATORISCALA  May Day ELISSE  Mimi e attori, registi, sarte teatrali, musicisti, figuranti, tecnici, ballerini e cantanti, hanno deciso di auto rappresentarsi insieme in questa May Day 2010. Un'alleanza fruttuosa, creativa e dinamica con i lavoratori dello spettacolo dal vivo che comincia oggi, con questo carro, ma si propone di continuare per Azzerare il Decreto legge delle Fondazioni Liriche Sinfoniche. Vogliamo il reintegro immediato del F.U.S. (Fondo Unico dello Spettacolo) a un livello di paese civile che superi il triste primato del solo 0,3%.
Euromayday Parade. Primo maggio 2010. Milano, porta Ticinese, h 15   
Italy EuroMayday 

 Milano      Movimento Sogno    pulcinella03AutoOrgScala
 

LAVORATORI DELLO SPETTACOLO DAL VIVO 
                    INSIEME ALLA MAY DAY 2010 NEL PAESE SENZA QUALITA'
 

Mimi e attori, registi e sarte teatrali, musicisti, figuranti, tecnici ballerini e cantanti, hanno deciso di auto rappresentarsi insieme in questa May Day 2010.
 
Un'alleanza fruttuosa, creativa e dinamica che comincia oggi, con questo carro, ma si propone di continuare. Partiamo da qui, denunciando insieme la vergogna di questa Italia cialtrona di velinari e star televisive, di spettacoli indegni che piallano il cervello delle persone, inseguite da un'informazione impazzita che sbatte in prima pagina la vacanza del cantante e si dimentica della realtà.
 
Gli obiettivi del movimento, sono di creare un contenitore per informare, mettere a confronto e far discutere i lavoratori dello spettacolo. Oggi ci battiamo perché non sia approvata la Legge Quadro Carlucci- De Biasi senza le modifiche necessarie dall'attuale governo. Per quanto riguarda il Decreto legge delle Fondazioni Liriche Sinfoniche, chiediamo che sia azzerato sia per l’anticostituzionalità in alcune sue parti sia perché prende ad accettate il mondo del lavoro delle fondazioni che deve esser valorizzato mentre per nulla si occupa di metter limiti all’arroganza e ai costi esorbitanti delle agenzie monopoliste degli artisti e alle cricche baronali di stato, capitanate dal super commissario Nastasi.
Vogliamo il reintegro immediato del F.U.S. (Fondo Unico dello Spettacolo)a un livello di paese civile che superi il triste primato del solo 0,3%

 

Vogliamo volare alto, molto oltre tutto questo ciarpame. Ipotizziamo percorsi politici, creativi e conflittuali collettivamente condivisi. Più della sofferenza è l'immaginazione a tenere uniti. Sempre.
 
 
Lavoratori dello spettacolo dal vivo  Zeropuntre Sogno Milano /Autorganizzati Teatro alla Scala.

28 Aprile 2010

Fondazioni liriche: Napolitano, chiarimenti. Presidente ancora non firma, ok impegno Bondi su parti.

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                                    Fondazioni liriche: Napolitano, richiesta di chiarimento.  
   
    Presidente ancora non firma, ok impegno Bondi su parti



28 aprile, 21:26 (ANSA) – ROMA – Il Presidente della Repubblica ha sottoposto al ministro Bondi richieste di chiarimento sul testo del Dl sulle fondazioni liriche.Il Dl era stato inviato per l'emanazione agli uffici della Presidenza nella tarda serata di venerdi' 23 aprile. Il Capo dello Stato ha preso atto positivamente dell'impegno del Ministro a incontrare sollecitamente le organizzazioni sindacali ed a prestare la massima attenzione alle preoccupazioni emerse e alle proposte dei gruppi parlamentari.

Il Maggio sfila in corteo, Mehta dirige
Un corteo di circa 300 lavoratori del Teatro Comunale ha attraversato le strade e le piazze della città diretti dal maestro Zubin Mehta.

Manifestazione dei lavoratori del Teatro Comunale di Firenze e corteo fino a Piazza Signoria e incontro con il Maestro Zubin Mehta  Manifestazione dei lavoratori del Teatro Comunale di Firenze e corteo fino a Piazza Signoria e incontro con il Maestro Zubin Mehta   GUARDA LE IMMAGINI

Decreto legge Fondazioni Lirico Sinfoniche Premessa – Analisi- Conclusioni

Filed under: Uncategorized — Tag: , , — Lavoratoriscala @ 01:54

Analisi Decreto Fond liriche sinfoniche maggio10  Premessa – Analisi- Conclusioni
Il decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 16 aprile 2010 e le fondazioni lirico-sinfoniche.   da Paolo C.
 

corrieredibologna.corriere.it

27/04/2010 – I lavoratori contestano la riforma delle fondazioni liriche

imaie.jpgGoverno ritiri decreto su nuova Imaie
28 APRILE 2010 – Secondo i sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, che hanno incontrato i commissari liquidatori dell'Imaie, l'istituto per la tutela dei diritti degli artisti interpreti.

24 Aprile 2010

Scala, scontri fra agenti e lavoratori del teatro

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 19:44

Milano, tensione davanti alla Scala, scontri fra agenti e lavoratori del teatro.

Gli incidenti durante la protesta contro il taglio dei finanziamenti allo spettacolo.

All'interno del teatro la cerimonia per il 25 Aprile con Napolitano e Berlusconi. 

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Momenti di tensione e qualche manganellata in via Filodrammatici, a Milano, fra un gruppo di lavoratori della Scala e il cordone di agenti di polizia in tenuta antisommossa per la visita del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, alla presenza del premier Silvio Berlusconi. I lavoratori, che protestano contro il taglio dei finanziamenti allo spettacolo, hanno tentato di sfondare il cordone a pochi metri da piazza della Scala, dove era in corso la cerimonia di celebrazione del 25 Aprile organizzata dall'Anpi, l'Associazione nazionale partigiani.

I dimostranti, un piccolo gruppo che si è staccato da quello più numeroso di fronte a Palazzo Marino, dove è stato esposto lo striscione con la scritta "no al decreto infame, via i banditi", sventolavano spartiti di musica in segno di protesta. La tensione è durata pochi minuti.                       

da repubblica.it milano

LE PROTESTE – Urla di protesta si sono sentite dalle quinte del Teatro alla Scala mentre Napolitano stava leggendo il suo discorso all'interno del Teatro: «Non firmare, non firmare», hanno gridato i lavoratori della Scala, subito dopo avergli dedicato un lungo applauso, alludendo al decreto sulle Fondazioni liriche contro il quale protestano da mesi. Tensioni in piazza Scala, dove nel pomeriggio si sono fronteggiati un centinaio di lavoratori del teatro e gli agenti della polizia. Inizialmente i manifestanti hanno provato a mostrare uno striscione a pochi passi dal teatro milanese, poi sono stati invitati dagli agenti ad allontanarsi e si sono spostati dal lato di Palazzo Marino, sede del Comune, dove sono stati bloccati da altri agenti in tenuta antisommossa. Diversi gli spintoni tra poliziotti e lavoratori, ai quali è stato impedito di raggiungere il centro della piazza. Tra i manifestanti anche alcuni orchestrali che hanno abbozzato un'aria di Astor Piazzolla, mentre alcuni componenti del coro hanno cantato il «Va pensiero». In piazza anche Piero Ricca, a cui è stato sequestrato il megafono

 24 aprile             da  corriere .it 
 

23 Aprile 2010

Protesta dei lavoratori della Scala e dello Spettacolo

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 23:39

Sabato 24 Aprile alle ore 16 é nata una protesta dei lavoratori della Scala e dello Spettacolo contro il decreto di riforma del settore.

Manifesteremmo in concomitanza alla cerimonia del 25 aprile organizzata dall'Anpi e dal Comune di Milano alla Scala dove sarà presente il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Le celebrazioni del 24 alla Scala dureranno in tutto un'ora. Il capo dello Stato sarà accolto alle 17 in teatro dall'inno di Mameli. Dal palco parleranno il sindaco di Milano, Letizia Moratti, e il presidente dell'Anpi milanese, Carlo Smuraglia. Concluderà la celebrazione il presidente della Repubblica. In platea, insieme con Silvio Berlusconi, ci saranno il presidente della regione, Roberto Formigoni, e il presidente della Provincia, Guido Podestà.

 Un'occasione così e imperdibile!        Venite tutti/e*              fate girare

                                              23042010743  foto assemblea di oggi

Comunicato Cub Alla Scala – No al decreto di riforma delle Fond. lirico Sinfoniche

Filed under: Uncategorized — Tag: , — Lavoratoriscala @ 19:20
     Decreto del Governo e C.D.A.? No grazie!       logo CUB

Il decreto Bondi vuole in sintesi smantellare le Fondazione Liriche Sinfoniche.

In questo contesto il nostro Sovrintendente promuove ed è subito accolto dal "poeta ministro" il distacco della Scala dalle altre Fondazioni con la scusa del “Teatro Nazionale”.
Dietro la parola”autonomia” si nasconde un progetto per indebolirci nelle trattative sia per i rinnovi del CCNL che dell’integrativo impoverito per non dire derubato e messo in discussione nella normativa.
Di vendetta bisogna parlare invece quando questi"riformatori" vanno a colpire i professori d’orchestra.
IL corpo di ballo cui verrà anticipata la possibilità di andare in pensione otterrà nei fatti solo la pensione sociale. Vengono decurtate addirittura le diarie delle tournè.

Per valorizzare l’eccellenza della Scala invece di “titoli"vuoti, servono riconoscimenti sostanziali, cioè risorse economiche e non trasformazioni epocali a danno dei lavoratori che esprimono le intenzioni del governo di dismettere la lirica il teatro e la cultura dagli interessi di Stato.

Il Governo invece di coltivare il sogno che il teatro rappresenta per la vita di un paese civile, si accanisce contro i lavoratori in particolare quelli precari (azzeramento graduatorie di anzianità e stop del turn over) e verso coloro tra questi ovvero tutti gli scaligeri che intendono ricorrere alla giustizia per ottenere il legittimo riconoscimento del rapporto a tempo indeterminato .

Di questa morsa a danno dei lavoratori Il CDA della Scala è” co-regista”del governo e viene fuori latente la sua volontà finale di privatizzare la Scala (Il curriculum di Ermolli ad esempio è famoso per come ha trasformato l'Alitalia ). Il CDA è formato in gran parte da quegli stessi banchieri che il governo ha riempito di miliardi per coprire i buchi delle loro speculazioni finanziarie ma nulla ha mai detto o fatto contro i tagli al FUS.

Oltre all'azzeramento di questo decreto legge chiediamo le dimissioni del CDA scaligero perché palesemente in contrasto con gli interessi del Teatro più importante del mondo.
                                                                                  
                                                                                 La Cultura fa Paura

                                                                                          Cub Scala

21 Aprile 2010

Schema di decreto legge recanti disposizioni urgenti in materia di spettacolo e attività culturali- Settore Lirico Sinfonico

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 19:12

schema di decreto disposizioni urgenti in materia di spettacolo
 schema di decreto

Dati Fondazioni Lirico-Sinfoniche
(documento in formato pdf,peso413Kb)

Il decreto al Quirinale. Apportate modifiche. Bilanci fondazioni on line

21 APRILE 2010 – E' stato trasmesso nel tardo pomeriggio di ieri al Quirinale il decreto di riforma delle fondazioni liriche che potrebbe essere firmato oggi dal capo dello Stato. Intanto, il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi annuncia che da oggi saranno on line sul sito del ministero i dati economici delle 14 fondazioni italiane, "dati – dice il ministro – che i cittadini devono conoscere per rendersi conto dell'urgenza e della opportunità del provvedimento".

Modifiche anche importanti al testo del decreto sarebbero state apportate sia nel corso del consiglio dei ministri di venerdì 16 aprile, che lo ha aprovato, sia successivamente, dagli uffici della presidenza del consiglio e dei ministeri dell'Economia e dei Beni culturali, su disposizione dello stesso Cdm .

L'attuale decreto si comporrebbe di sette articoli, "molto più stringente", viene fatto notare, rispetto a tante precedenti versioni. Il testo è diviso in più argomenti, tra i quali le disposizioni in materia di personale, quelle che riguardano le attività culturali, il riordino dell'Imaie, e la normativa specificamente relativa al riordino generale del settore lirico sinfonico.

Nell'ultimo testo non sarebbero previste situazioni particolari per la Scala  e Santa Cecilia, allo scopo di superare le polemiche sorte intorno alle "classifiche" tra le fondazioni. Resterebbe invece immodificata la l'età pensionabile dei ballerini, che il decreto fissa per uomini e donne al compimento dei 45 anni d'eta. Nel testo ci sarebbero anche nuove procedure per arrivare ad un contratto nazionale di lavoro del settore in tempi brevi, demandando la trattativa all'Aran. Sarebbero inoltre previste decurtazioni sugli integrativi e norme restrittive sull'esclusività delle prestazioni.

"Più lo leggiamo questo decreto e più vediamo che si tratta di un provvedimento parziale che non ha un profilo riformatore ed è solo un accanimento rispetto all'elemento lavoro", commenta per la Cgil Silvano Conti, che fa riferimento a uno dei testi non ufficiali che girano in questi giorni.

Proprio su questo clima di incertezza è intervenuto il deputato Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, che ha chiesto alla presidente della commissione cultura della Camera, Valentina Aprea, di intervenire con il governo perché faccia conoscere alle Camere il testo ufficiale del provvedimento. 

16 Aprile 2010

Decreto legge di riforma delle fondazioni lirico sinfoniche- Sindacati, se passa il decreto sciopero a oltranza

Filed under: Uncategorized — Tag: , — Lavoratoriscala @ 18:14

Sindacati, sciopero a oltranza se passa decreto sulle fondazioni

19 APRILE 2010 – Sindacati delle fondazioni liriche pronti allo sciopero ad oltranza contro il decreto di riforma Bondi per il settore varato venerdì dal Consiglio dei ministri e che dovrebbe essere sottoposto domani alla firma del capo dello Stato, Giorgio Napolitano. "Confidiamo nel presidente della Repubblica, speriamo che non firmi il provvedimento", spiega Silvano Conti della Cgil di settore al termine del coordinamento nazionale riunito oggi a Milano per decidere il da farsi.

Ma se così non sarà, aggiunge, nei circa 60 giorni necessari per la promulgazione del decreto in legge, "ci saranno scioperi senza soluzione di continuità in tutte le fondazioni in concomitanza con gli spettacoli programmati".

Riuniti a Milano, i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Fials, che rappresentano circa il 60% dei 5-6000 dipendenti delle 14 fondazioni lirico sinfoniche italiane, hanno definito il decreto un "provvedimento improprio e discutibile sul piano della legittimità" . 

Tutino, Anfols, fondazioni al collasso. Un intervento era necessario

19 APRILE 2010 – "Quello che abbiamo più volte detto – dichiara Marco Tutino (foto), sovrintendente del Comunale di Bologna e presidente dell'Anfols – è che la situazione generale delle fondazioni liriche era al collasso e che ci voleva un intervento che mettesse in grado i sovrintendenti di gestire i teatri e di renderli compatibili con la realtà economica". "Mi auguro che sia accaduto proprio questo", aggiunge Tutino, precisando di non conoscere ancora il testo del provvedimento. 

Riguardo alla razionalizzazione del sistema di finanziamento statale dello spettacolo dal vivo, che sarebbe contenuta nel decreto di riforma, Tutino ha detto: "Credo che si faccia riferimento ai criteri di riparto del Fus, finora legati ad aspetti del passato, del tutto anacronistici, mentre bisognerebbe invece premiare le aperture di sipario e la qualità degli spettacoli. Se il decreto va in questa direzione, era ora. Sono anni che chiediamo di premiare la gestione dei teatri. Mi auguro che finalmente  si premino i teatri virtuosi".

Bondi, no a fondazioni di serie A e B. Critiche da sindaci, Cgil e Pd

19 APRILE 2010 – Tra le fondazioni liriche non ci saranno  nè quelle di serie A nè quelle di serie B. Lo dichiara il ministro Sandro Bondi , ricordando che nel testo del decreto legge  di riforma approvato venerdì dal Consiglio dei ministri, e che sarà sottoposto in settimana al capo dello Stato Napolitano, "non ci saranno graduatorie né declassamenti". Bondi risponde così alle preoccupazioni espresse da alcuni sindaci di città sede di fondazioni, Renzi di Firenze, Iervolino di Napoli e Vincenzi di Genova. Positivi invece i giudizi del sindaco di Milano, Moratti, e di quello di Palermo, Cammarata.


Crirtiche dai parlamentari del Pd Vincenzo Vita, Andrea Marcucci, Emilia De Biasi, Matteo Orfini, che definiscono il decreto "assurdo", fatto "di tagli e di idee confuse", e lo bocciano "per la forma e per il contenuto", aggiungendo che "ancora non si capisce" se è un vero decreto legge o una intenzione di Bondi "da verificare chi sa con chi". Per gli esponenti Pd "si stravolge la contrattazione decentrata, si blocca il turnover, si sposta età pensionabile, si decurtano i già miseri finanziamenti di un già misero e residuale fondo dello spettacolo". Inoltre, "s'impone la diarchia Milano-Roma, quasi che l'Italia federalista sia solo una grida della domenica di Umberto Bossi". I rappresentanti del Pd chiedono anche di sapere "che ne è degli altri punti evocati proprio da Bondi in Senato. Vale a dire: Imaie, Cinecittà, tax credit e tax shelter". 

"Se la riforma delle fondazioni liriche che è stata approvata dal Consiglio dei ministri toccherà "prerogative delle parti sociali" come la contrattazione, il blocco del turn over o la riduzione del 50% del trattamento economico aggiuntivo, i sindacati sono pronti a una "reazione dura".    "La nostra risposta – ha detto il coordinatore nazionale Cultura Cgil Silvano Conti – arriverà alle forme più estreme fino all'occupazione dei teatri".

"Abbiamo preparato e approvato un decreto verità – commenta il sottosegretario ai beni culturali Francesco Giro, per il quale "tutti conoscevano l'entità del debito che ormai pesa sui bilanci del maggior numero delle fondazioni liriche-sinfoniche, ma nessuno dimostrava sufficiente coraggio di trarne le dovute e logiche conseguenze. Il ministro Bondi ha avuto il merito di dimostrare questo coraggio". Il sottodegratrio aggiunge: "Siamo disponibili a promuovere con tutte le forze politiche un confronto aperto ma sopratutto  realistico e concreto".

Il Coordinamento Nazionale Unitario dei Teatri Lirici (14 delegati per organizzazione più le strutture territoriali interessate) si terrà a Milano il giorno 19 Aprile presso la Camera del Lavoro alle ore 11.00

16 APRILE 2010 – Il ministro per i Beni e le Attività culturali, Sandro Bondi , esprime la propria soddisfazione per l’approvazione, da parte del Consiglio dei ministri di oggi, del decreto legge di riforma delle fondazioni lirico sinfoniche, "primo passo di un percorso che porterà a una gestione più efficiente ed efficace di queste importanti istituzioni culturali, razionalizzandone le spese e favorendo, oltre alla produttività del settore, la crescita qualitativa delle produzioni".

Il ministro, dichiara in un comunicato che "intende riordinare l’intero settore – dopo il sostanziale fallimento della precedente riforma del 1996 – prevedendo, finalmente, la razionalizzazione dell’organizzazione e del funzionamento delle fondazioni liriche, l’incentivazione dell’apporto di capitali privati e la possibilità di riconoscere diversi gradi di autonomia delle fondazioni a partire dal Teatro alla Scala di Milano e dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.–br– Il provvedimento affronta i principali nodi di una situazione difficile, che negli ultimi anni ha portato al commissariamento di 5 delle 14 fondazioni liriche. Infatti a tali istituzioni è assegnato il 47% del Fondo Unico per lo Spettacolo, destinato per intero a coprire i costi dei dipendenti. Le spese per il personale, che assorbono circa il 70% del finanziamento pubblico agli enti lirici e hanno raggiunto un valore economico superiore al solo finanziamento statale, costituiscono un serio pericolo per la sopravvivenza di tali enti".

"Pertanto – prosegue il comunicato di Bondi – il provvedimento prevede che il contratto collettivo nazionale di lavoro, in attesa di rinnovo da anni, venga sottoscritto con le associazioni sindacali maggiormente rappresentative anche attraverso l’ARAN, per poi essere sottoposto al controllo della Corte dei Conti. All’approvazione del nuovo contratto collettivo nazionale sono subordinati i rinnovi dei contratti integrativi aziendali del personale di ogni singola Fondazione, in modo da evitare distorsioni di questo importante strumento. Inoltre il provvedimento attribuisce carattere di esclusività al rapporto di lavoro dei dipendenti delle Fondazioni liriche, che potranno svolgere attività autonome solo nei limiti e con le modalità previsti dal nuovo contratto collettivo di lavoro. Vengono introdotte norme rigorose sul turn over dei dipendenti e regole nuove per le assunzioni e per la tipologia dei contratti di lavoro utilizzabili nonché in tema di trasparenza nelle graduatorie di accesso al lavoro".

"Al fine di avviare una rigorosa riforma del sistema di finanziamento allo spettacolo dal vivo – conclude il comunicato – il ministro, inoltre, rideterminerà i criteri selettivi di assegnazione e di liquidazione dei contributi alle attività di spettacolo dal vivo, tenendo conto della quantità e della qualità della produzione svolta dalle singole istituzioni, della loro regolarità gestionale e del successo di pubblico".

Lirica: Tutino (Anfols), mai venuta meno la disponibilità al confronto.

16 APRILE 2010 – “L’ANFOLS, associazione delle Fondazioni liriche e sinfoniche, esprime grande preoccupazione e sconcerto per le dichiarazioni delle Organizzazioni Sindacali e per l’interruzione del tavolo di trattative per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro. In un comunicato, le OO.SS. dichiarano lo stato di agitazione e riportano fatti e valutazioni che non corrispondono in alcuna maniera al reale svolgimento del tavolo negoziale, minacciando inoltre di mettere in atto azioni irresponsabili quanto illegali come l’occupazione dei teatri”. Così dichiara Marco Tutino (foto), presidente dell’Anfols.

“Ribadiamo – continua Tutino – che ANFOLS non è mai venuta meno alla disponibilità al confronto ma anzi ha consegnato alle OO.SS., ormai da tempo, delle dettagliate e articolate proposte di modifica contrattuale in forma scritta. Purtroppo, nessun riscontro sul merito di queste proposte di rinnovamento è mai giunto dalle OO.SS. che hanno invece dimostrato di non aver mai avuto nessuna volontà concreta di aprire alcuna discussione sulle proposte avanzate”.

“Vi è stata altresì da parte sindacale la reiterata richiesta di risolvere la questione salariale in via preventiva e disgiunta dalla parte normativa, che seppur giudicata legittima in sé, non può in alcun modo essere affrontata separatamente da quella revisione degli istituti normativi che è condizione essenziale per assicurare un futuro ai teatri lirici italiani”.

“In merito inoltre al più volte annunciato provvedimento legislativo da parte del governo, del quale non conosciamo il contenuto e l’eventuale promulgazione, ANFOLS ha sempre ricordato la necessità di arrivare comunque e al più presto a un accordo tra le parti proprio per dimostrare l’autonomia, la legittimità e la volontà di trattenere nell’ambito del nostro tavolo negoziale le questioni sul rinnovo del CCNL”.

“L’ANFOLS ritiene gravissimo, irrispettoso e provocatorio il riferimento a una presunta crisi di autonomia e titolarità interna all’ANFOLS stessa, respingendo con forza ogni tentativo di delegittimazione dell’interlocutore, frutto invece della incapacità delle OO.SS. di frenare anacronistiche spinte corporative che continuano a danneggiare tutto il sistema dei teatri italiani”.

“Auspichiamo – conclude Tutino – che si possano al più presto ricondurre le problematiche interne al rinnovo del CCNL a un confronto civile e intelligente, che si svolga nella volontà comune di arginare il pericolo di azzeramento di gran parte delle nostre attività e che possa contribuire a ridisegnare un futuro del settore compatibile con i mutamenti socio-economici del nostro tempo”.  

13 Aprile 2010

Lavoratori dello Spettacolo – 0.3 Milano e Movimento Sogno

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 11:23

Continua il lavoro dei due gruppi (attori/tecnici e teatri) sulla legge quadro, che si incontreranno a Milano

GIOVEDI 15 APRILE 2010 ORE 11.30 AL TEATRO DELLA CONTRADDIZIONE (via privata della braida, Porta romana M3

IL PRIMO ARGOMENTO ALL’ORDINE DEL GIORNO SARA’ PRENDERE UNA DECISIONE RIGUARDO ALL’EVENTUALE UNIONE DEI DUE GRUPPI 0.3 E MOVIMENTO SOGNO. I pro sono la maggiore efficienza di un gruppo unico nella gestione dei compiti e dei ruoli e nei confronti della visibilità esterna, i contro la difficoltà della gestione di un movimento unico più grosso e l’effettiva rappresentanza nei confronti dei singoli. E’ IMPORTANTE QUINDI IL CONTRIBUTO DI OGNUNO, SONO ACCETTATE DELEGHE DI VOTO PER CHI NON POTRA’ VENIRE GIOVEDI 15 APRILE, ANCHE INVIANDO UNA MAIL IN RISPOSTA A QUESTA ALL’INDIRIZZO 0.3.milano@gmail.com.

Altri argomenti all’ordine del giorno:
– aggiornamenti sul lavoro sulla legge quadro dei due gruppi
– aggiornamenti sulle date degli incontri con majorino e albori
– aggiornamenti su intervento 1 maggio

si è confermata la volontà di incontrare Pierfrancesco Majorino (Capogruppo PD consigliere comunale), con focus sul bilancio comunale, anche sull’onda delle ultime dichiarazioni riguardo al al taglio e al reinvestimento di alcuni fondi dell’Assessorato alla Cultura: parteciperanno Tommaso Amodio (teatro filodrammatici), Marco Linzi (teatro della contraddizione), Michele Maccagno, Federica Fracassi (Teatro i), Massimo De Vita (Teatro Officina)

– si sta valutando la possibilità dell’organizzazione di una festa a Milano e una a Roma per raccogliere firme per la nostra causa, terminati questi appuntamenti istituzionali si verificherà la fattibilità; se qualcuno avesse già idee o possibilità le potrà proporre alla prossima riunione.

per il primo maggio  a milano è previsto il May Day, una sfilata di camion di protesta.
Stiamo cercando di organizzarne uno insieme ai lavoratori della Scala e alla Paolo Grassi, su loro invito. E’ sicuramente un’occasione di visibilità. E’ prevista per domenica 11 aprile una riunione organizzativa con i lavoratori della Scala via pichi  9 alle ore 14.00.

Qualcuno riesce a partecipare per poi riportare alla riunione di giovedi?

a presto,
grazie  –Gruppo 0.3 Milano

9 Aprile 2010

Due giorni di preparazione della Mayday 2010 Sabato 10 e domenica 11 aprile, a Milano al San Precario Space

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 15:41

Due giorni di preparazione della Mayday 2010

    Mayday mayday!

Sabato 10 e domenica 11 aprile, a Milano al San Precario Space, via Pichi 3
due giorni di preparazione della Mayday2010

Sabato 10, ore 14
Workshop del percorso Transgender per una Mayday contro la violenza di genere. Ci ri-troviamo per preparare la campagna di comunicazione e le pratiche contro sessismo e violenza che caratterizzeranno la Mayday di quest’anno

Domenica 11, ore 14
La seconda assemblea verso la Mayday del primo maggio 2010. Dopo la partecipatissima assemblea del 30 marzo ci ritroviamo per discutere gli aspetti organizzativi – carri, TIR e pedalò – e quelli politici della Mayday. Partecipate gente partecipate! Altre info su http://italy.euromayday.org, www.precaria.org, Facebook, ecc ecc…

Precarie, migranti, cassintegrati, creative, operai, hacker, partiteiva, studenti, commesse, giornaliste, disoccupati, resistenti di ogni forma e colore. Dai call center, dalle fabbriche, dalla rete, dalle università, dalle catene commerciali scendiamo nelle strade gridando Mayday! Mayday! Reclamiamo i nostri diritti! Il primo maggio si avvicina.

La festa dei precari e delle precarie sta per invadere per la decima volta le strade d’Europa.
Il 2010 è l’anno della decima Mayday, e decine di migliaia di persone torneranno nelle strade di Milano e delle altre città della rete Euromayday, per mostrare l’orgoglio e la rabbia precarie. La crisi ha colpito duro ed è stata usata da imprese e datori di lavoro per svendere, ristrutturare e speculare. In molti i casi i lavoratori e le lavoratrici si sono opposti e le lotte hanno agitato i territori e i luoghi della produzione.

Quest’anno la Mayday deve incarnare le diverse anime dei conflitti e parlare con la voce delle rivendicazioni necessarie e possibili. La politica ha abbandonato ormai del tutto i problemi del lavoro e dei diritti ma noi continuiamo, ostinate, a reclamare nuovi diritti per tutti e tutte, nativi o migranti, per le generazioni precarie, gli operai, e per quei lavoratori che sono diventati precari nei fatti: cassintegrati, licenziate, esternalizzate, delocalizzati.

Chiediamo continuità di reddito di fronte a contratti sempre più brevi e meno generosi. Reclamiamo i soldi che le aziende, avide e bastarde,b continuano a sottrarci. Chiediamo cittadinanza per i migranti. E non possiamo più fare a meno dell’accesso ai servizi: dalla scuola pubblica di qualità, alla mobilità, ai saperi, fino ai diritti che non è più possibile legare solo al contratto a tempo indeterminato, come ferie pagate, pensione, malattia, maternità. Vogliamo un nuovo sistema di diritti, un welfare adatto alle nostre vite!

Infine, dopo la violenza di genere accaduta il primo maggio del 2009, vogliamo portare nella Mayday il percorso di riflessione Transgender, che si è incontrato in novembre a Milano e in marzo a Bologna. Pensiamo che i luoghi della nostra gioia e della nostra rabbia debbano essere immuni da discriminazione e violenza di genere. La piazza del primo maggio precario deve essere un luogo in cui il machismo non ha cittadinanza, in cui praticare una cultura opposta a quella di questa Italia maschilista come non mai.

Per discutere di questi temi, elaborare un appello comune, confrontare idee e sensibilità, per decidere una piattaforma per la Mayday e cominciare a parlare degli aspetti organizzativi, chiamiamo tutti e tutte a partecipare al percorso verso il primo maggio.

Domenica 11 aprile alle 14, al San Precario Space di via Pichi 3, a Milano
http://italy.euromayday.org – info@sanprecario.info

7 Aprile 2010

Lavoratori: a quale santo rivolgersi? di Renato Fioretti + Intervista all’avvocato Medina sull’imposizione dell’arbitrato

Filed under: Uncategorized — Lavoratoriscala @ 07:45

Il 3 marzo, con la definitiva approvazione al Senato del disegno di legge 1167-B, si è compiuto l’ultimo atto, in ordine di tempo, di un’opera di demolizione della nozione di diritto del lavoro che, nel corso del precedente secolo, si era affermata nel nostro Paese.
Il IV governo Berlusconi ha, ormai, concretizzato buona parte di quanto già previsto dal famigerato “Libro bianco” dell’ottobre 2001!
Il “salto di qualità” di coloro i quali, nel 1994, erano considerati “dilettanti allo sbaraglio” e nel 2002 – all’epoca dello scontro frontale con la Cgil sull’art. 18 dello Statuto – poco più che “maldestri avventurieri”, si è compiutamente realizzato.
D’altra parte, solo i distratti “per vocazione” e gli ottimisti “a contratto” avrebbero potuto sostenere che la promulgazione della legge 30/03 (e del suo decreto applicativo 276/03) rappresentasse il punto di arrivo della profonda e radicale controriforma imposta da Berlusconi & c.
Rinviando però ad altra occasione un articolato commento alle norme previste dal ddl, in questa sede mi preme fare alcune considerazioni rispetto alla discussione parlamentare che ha preceduto la definitiva approvazione del testo. Con particolare riguardo alla posizione assunta dal maggior partito di opposizione.
In questo senso, è sufficiente (e ampiamente istruttivo) riportare le dichiarazioni di voto di Pietro Ichino, in nome e per conto del gruppo Pd al Senato.
Infatti, il loro contenuto denuncia, in sostanza, la sconfortante superficialità con la quale il Pd ha contrastato un disegno di legge che insigni giuristi ed economisti – tra i quali, lo stesso Tiziano Treu – non hanno esitato a definire una vera e propria controriforma del diritto del lavoro; più grave e incisiva di quella operata attraverso la legge 30/03 ed il decreto legislativo 276/03.
La prima, significativa, considerazione Ichino la esprime rispetto alla possibilità di consentire clausole compromissorie, pattuite a livello individuale, nel contratto sottoposto a certificazione.
A suo parere, tali norme – dando per scontato che i datori di lavoro seri non vi ricorreranno – finiranno (semplicemente) per offrire “a qualche faccendiere” la possibilità di “lucrare qualche rendita in più”.
Possibile che gli sfugga completamente la pericolosità sociale di una disposizione che sottrae alla giurisdizione ordinaria la tutela dei diritti dei lavoratori?
E’ comprensibile che il più quotato e ascoltato esperto del Pd, almeno in materia di legislazione del lavoro, non abbia nulla da obiettare rispetto alla previsione di clausole compromissorie inserite all’atto della stipulazione del contratto individuale di lavoro, quando l’aspirante lavoratore si trova in posizione di oggettiva inferiorità e assoluta arrendevolezza nei confronti del suo potenziale datore di lavoro?

Come non dubitare della qualità di un’opposizione parlamentare che attraverso il suo più quotato esperto paventa, nel terzo comma dell’art. 30, un’estensione della discrezionalità del giudice – con conseguente espropriazione dei diritti delle aziende – laddove, invece, giuristi ed economisti di chiara fama denunciano un ulteriore, oggettivo, limite alla discrezionalità dello stesso che – contrariamente a quanto avviene oggi – dovrà, addirittura, tenere conto delle “tipizzazioni” di giusta causa e di giustificato motivo stipulate dai sindacati ovvero nei contratti individuali?
Tra l’altro, a questo riguardo, come non restare perplessi di fronte ad una dichiarazione di voto che non ritiene di stigmatizzare il sostanziale “aggiramento” delle tutele garantite dall’art. 18 dello statuto?
A quale santo votarsi quando Ichino dimostra di non capire – o, peggio, se finge di non capire – quanto previsto in merito alla sanzione comminata alle aziende in caso di conversione (giudiziale) di rapporti a termine in rapporti a tempo indeterminato?
Perché contestare alla maggioranza la (inverosimile) intenzione di voler sommare alla vecchia sanzione reintegratoria un’ulteriore sanzione indennitaria che, a suo dire, tra l’altro, creerebbe delle voragini in molti bilanci aziendali, quando è chiaro a tutti che questa norma tende unicamente a porre un limite – quasi si volesse “forfetizzare” il danno – ai risarcimenti previsti dalla previgente normativa?
Dobbiamo ritenere che il senatore Ichino non sappia che, grazie alla normativa antecedente il suddetto ddl, il lavoratore aveva titolo al risarcimento dalla data del licenziamento alla data della pronuncia?
In questo senso, eventuali dubbi sarebbero superati dal fatto che al comma 7 dell’art. 32, è previsto che le nuove disposizioni si applicano per tutti i giudizi, ivi compresi quelli pendenti alla data di entrata in vigore della legge. E si tratta di un provvedimento che non è certo rivolto a penalizzare le aziende!
E’ lecito chiedersi (anche) come mai il Pd – attraverso il senatore al quale, in sostanza, ha affidato la gestione del delicato tema del lavoro – non ritenga opportuno censurare una norma che introduce uno scadenziario molto breve, rispetto a quello attualmente vigente, per le impugnazioni dei licenziamenti, dei contratti a termine, a progetto e per i trasferimenti?
Mi piace concludere citando la considerazione con la quale Paolo Persichetti concludeva un recente articolo su questo stesso tema: “Se c’è qualcuno che pensa ancora che non esista più la distinzione tra destra e sinistra, si legga questa legge”!

12 marzo 2010 Renato Fioretti

intervista al'Avvocato del Lavoro Alberto Medina, per spiegare le gravi disposizioni contenute nel Disegno di Legge 1167 (DDL 1167), votato in Senato e in attesa di approvazione dal capo dello Stato.

QHX2RHQIrus

DDL 1167: considerazioni sull'imposizione dell'arbitrato

Lavoratori: a quale santo rivolgersi? di Renato Fioretti + Intervista all'avvocato Medina sull'imposizione dell'arbitrato

Filed under: Uncategorized — Lavoratoriscala @ 07:45

Il 3 marzo, con la definitiva approvazione al Senato del disegno di legge 1167-B, si è compiuto l’ultimo atto, in ordine di tempo, di un’opera di demolizione della nozione di diritto del lavoro che, nel corso del precedente secolo, si era affermata nel nostro Paese.
Il IV governo Berlusconi ha, ormai, concretizzato buona parte di quanto già previsto dal famigerato “Libro bianco” dell’ottobre 2001!
Il “salto di qualità” di coloro i quali, nel 1994, erano considerati “dilettanti allo sbaraglio” e nel 2002 – all’epoca dello scontro frontale con la Cgil sull’art. 18 dello Statuto – poco più che “maldestri avventurieri”, si è compiutamente realizzato.
D’altra parte, solo i distratti “per vocazione” e gli ottimisti “a contratto” avrebbero potuto sostenere che la promulgazione della legge 30/03 (e del suo decreto applicativo 276/03) rappresentasse il punto di arrivo della profonda e radicale controriforma imposta da Berlusconi & c.
Rinviando però ad altra occasione un articolato commento alle norme previste dal ddl, in questa sede mi preme fare alcune considerazioni rispetto alla discussione parlamentare che ha preceduto la definitiva approvazione del testo. Con particolare riguardo alla posizione assunta dal maggior partito di opposizione.
In questo senso, è sufficiente (e ampiamente istruttivo) riportare le dichiarazioni di voto di Pietro Ichino, in nome e per conto del gruppo Pd al Senato.
Infatti, il loro contenuto denuncia, in sostanza, la sconfortante superficialità con la quale il Pd ha contrastato un disegno di legge che insigni giuristi ed economisti – tra i quali, lo stesso Tiziano Treu – non hanno esitato a definire una vera e propria controriforma del diritto del lavoro; più grave e incisiva di quella operata attraverso la legge 30/03 ed il decreto legislativo 276/03.
La prima, significativa, considerazione Ichino la esprime rispetto alla possibilità di consentire clausole compromissorie, pattuite a livello individuale, nel contratto sottoposto a certificazione.
A suo parere, tali norme – dando per scontato che i datori di lavoro seri non vi ricorreranno – finiranno (semplicemente) per offrire “a qualche faccendiere” la possibilità di “lucrare qualche rendita in più”.
Possibile che gli sfugga completamente la pericolosità sociale di una disposizione che sottrae alla giurisdizione ordinaria la tutela dei diritti dei lavoratori?
E’ comprensibile che il più quotato e ascoltato esperto del Pd, almeno in materia di legislazione del lavoro, non abbia nulla da obiettare rispetto alla previsione di clausole compromissorie inserite all’atto della stipulazione del contratto individuale di lavoro, quando l’aspirante lavoratore si trova in posizione di oggettiva inferiorità e assoluta arrendevolezza nei confronti del suo potenziale datore di lavoro?

Come non dubitare della qualità di un’opposizione parlamentare che attraverso il suo più quotato esperto paventa, nel terzo comma dell’art. 30, un’estensione della discrezionalità del giudice – con conseguente espropriazione dei diritti delle aziende – laddove, invece, giuristi ed economisti di chiara fama denunciano un ulteriore, oggettivo, limite alla discrezionalità dello stesso che – contrariamente a quanto avviene oggi – dovrà, addirittura, tenere conto delle “tipizzazioni” di giusta causa e di giustificato motivo stipulate dai sindacati ovvero nei contratti individuali?
Tra l’altro, a questo riguardo, come non restare perplessi di fronte ad una dichiarazione di voto che non ritiene di stigmatizzare il sostanziale “aggiramento” delle tutele garantite dall’art. 18 dello statuto?
A quale santo votarsi quando Ichino dimostra di non capire – o, peggio, se finge di non capire – quanto previsto in merito alla sanzione comminata alle aziende in caso di conversione (giudiziale) di rapporti a termine in rapporti a tempo indeterminato?
Perché contestare alla maggioranza la (inverosimile) intenzione di voler sommare alla vecchia sanzione reintegratoria un’ulteriore sanzione indennitaria che, a suo dire, tra l’altro, creerebbe delle voragini in molti bilanci aziendali, quando è chiaro a tutti che questa norma tende unicamente a porre un limite – quasi si volesse “forfetizzare” il danno – ai risarcimenti previsti dalla previgente normativa?
Dobbiamo ritenere che il senatore Ichino non sappia che, grazie alla normativa antecedente il suddetto ddl, il lavoratore aveva titolo al risarcimento dalla data del licenziamento alla data della pronuncia?
In questo senso, eventuali dubbi sarebbero superati dal fatto che al comma 7 dell’art. 32, è previsto che le nuove disposizioni si applicano per tutti i giudizi, ivi compresi quelli pendenti alla data di entrata in vigore della legge. E si tratta di un provvedimento che non è certo rivolto a penalizzare le aziende!
E’ lecito chiedersi (anche) come mai il Pd – attraverso il senatore al quale, in sostanza, ha affidato la gestione del delicato tema del lavoro – non ritenga opportuno censurare una norma che introduce uno scadenziario molto breve, rispetto a quello attualmente vigente, per le impugnazioni dei licenziamenti, dei contratti a termine, a progetto e per i trasferimenti?
Mi piace concludere citando la considerazione con la quale Paolo Persichetti concludeva un recente articolo su questo stesso tema: “Se c’è qualcuno che pensa ancora che non esista più la distinzione tra destra e sinistra, si legga questa legge”!

12 marzo 2010 Renato Fioretti

intervista al'Avvocato del Lavoro Alberto Medina, per spiegare le gravi disposizioni contenute nel Disegno di Legge 1167 (DDL 1167), votato in Senato e in attesa di approvazione dal capo dello Stato.

QHX2RHQIrus

DDL 1167: considerazioni sull'imposizione dell'arbitrato

1 Aprile 2010

Teatro alla Scala, i primi nuovi assunti frutto della campagna Cub contro la precarietà

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 21:12

Teatro alla Scala, nuovi assunti grazie a una maxi causa

Passaggio del contratto a tempo indeterminato per un gruppo di lavoratori del teatro milanese. Trifiletti, CUB: “Se non avessero fatto causa al teatro restavano precari a vita “.
30 marzo 2010. I dipendenti del Piermarini che lavoravano da anni come stagionali finalmente otterranno un contratto di lavoro stabile.
Questo solo al termine di una lotta contro il Teatro alla Scala di Milano, condotta da impiegati e operai che da anni vi lavorano con un contratto stagionale.

“Ricordo che questo risultato è il frutto della nostra campagna, come CUB, contro la precarietà all’interno dello stesso teatro” commenta Guido Trifiletti della CUB. “
A fare da apripista una decina di persone che per prime hanno intrapreso, e vinto, le cause, seguite a ruota anche dagli altri, lavoratori che da anni operano all’interno del teatro con contratti a termine rinnovati già due o tre volte.

“Quello che abbiamo sempre sostenuto noi, e che sembra che ora la stessa Scala confermi, è che sotto il profilo dell’esborso retributivo la situazione non sarà molto diversa”. Continua Trifiletti. “Inoltre sotto il profilo necessario all’organico, di circa 800, e più, già siamo circa sui 730-740, a cui si aggiungeranno questi 100, 150.Quindi è da escludere possibili critiche circa un supposto, ma non vero, sovradimensionamento”.

“Quello che fa abbastanza ridere è l’ostentato fair play del teatro” conclude il sindacalista. “E’’ chiaro anche a un bambino che se questi lavoratori non avessero difeso i loro diritti in tribunale, la Scala li avrebbe lasciati precari vita natural durante”.
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Alex Miozzi – Responsabile comunicazione Confederazione Unitaria di Base
V.le Lombardia, 20 – 20131 Milano – Mobile 346 6326088 – Tel. 02 70631804 – Fax 02 70602409
ufficiostampa@cub.it – www.cub.it – Canale CUB Video: http://www.youtube.com/user/CUBvideo

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