Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

22 Febbraio 2013

Vota per il TEATRO

Filed under: General — Lavoratoriscala @ 14:53

Il sostegno alle fondazioni lirico sinfoniche è stato colpito dal governo Berlusconi in maniera indiscriminata ( Legge Bondi e taglio di 200 milioni al F.U.S.) ,  e da Monti, con  lo sfregio dell’ultimo taglio all’esangue fondo unico dello spettacolo di altri 20 milioni avvenuto pochi giorni fa e il REGOLAMENTO RECANTE NUOVO ASSETTO ORDINAMENTALE E ORGANIZZATIVO DELLE FONDAZIONI LIRICO-SINFONICHE.  Diffidiamo dalle nuove formazioni politiche  che vedono nei teatri pubblici solo dei carrozzoni da abbattere. Sosteniamo  etico a sinistra ( lista Di stefano) collegata ad Ambrosoli alle elezioni regionali per invertire l’andazzo della giunta Formigoni che è sempre stata avara con la Scala. E alla camera e senato sosteniamo la sinistra che ha difeso senza sè e senza ma la produzione culturale  e che non tollera più sprechi e clientelismi ma considera  la lirica e il patrimonio culturale del paese  un investimento economico primario  per  rilanciare lo sviluppo eco/compatibile per uscire dalla grave crisi economica.

15 Febbraio 2013

GIULIANO RIPENSACI !!!

Filed under: Comunicati Cub — Lavoratoriscala @ 02:16

Lettera aperta al Sindaco di Milano

In questi giorni, la stampa cittadina e nazionale, ha dato rilievo all’incontro avvenuto tra i vertici della “Fondazione Teatro alla Scala” ed i Sindacati di Categoria di Cgil-Cisl-Uil e Fials e gli R.S.A. Interni (non gli R.S.U.).

Caro Giuliano, al termine di questa riunione hai dichiarato che “l’incontro è stato costruttivo”, ma non è dato di sapere in cosa consista questa “costruttività”. Molti attenti osservatori del “Teatro alla Scala” tentano di scrutare l’orizzonte nel tentativo d’indovinare il “dopo Lissner”, per noi è necessario rovesciare l’ordine delle priorità, tuttavia non vogliamo sfuggire alla “curiosità”.

Noi pensiamo che la “Fondazione Teatro alla Scala”, Sovrintendenza,  Direzione  Artistica e Musicale debbano tornare in mani italiane.

Ci parrebbe una buona idea anche il ritorno in Russia del Direttore del Balletto e la sua sostituzione con un bravo e giovane coreografo italiano. Aggiungiamo che vedremmo con favore anche il ritorno in Francia del Direttore dell’Accademia di Ballo del Teatro Alla Scala. E’ tempo di “pulizie primaverili”.

Caro Giuliano, vorremmo anche sapere cosa pensi dei seguenti problemi:

  •  il taglio del 50% del Premio previsto per i lavoratori, è del tutto illegittimo perché i lavoratori si sono impegnati al massimo ed è loro dovuto. Suggeriamo il taglio ai lauti stipendi dei dirigenti.
  • L’ennesimo taglio al Fus di 20 milioni, ricadrà anche sulle Fondazioni Liriche Sinfoniche. Significa che avranno minori risorse per 10,1 milioni di euro con conseguenze devastanti anche sulla Scala.
  • L’approvazione preliminare, da parte del Consiglio dei Ministri, dello Schema di Regolamento ordinamentale e organizzativo riguardante le Fondazioni Lirico Sinfoniche è avvenuta “in palese violazione dell’iter di consultazione previsto dalla stessa legge 100“. Lo Stato non rispetta le proprie Leggi.
  • Nel bilancio preventivo della Fondazione sono indicate somme in entrata per qualche milione di euro come promesso da Enti e Privati, ma di queste somme non c’è traccia. Sono stati conseguentemente assunti impegni di spesa senza copertura finanziaria. Se la Fondazione pensa di uscirne facendone pagare il prezzo ai dipendenti, troverà pane per i suoi denti.
  • L’opacità del bilancio della Fondazione rende impossibile un pubblico controllo su come vengano gestiti i fondi del sostegno pubblico con il rischio che vengano gestiti malamente.
  • chi “paga” per i morti e  i malati per amianto e per quanti potrebbero seguirli ?;
  • per quale motivo “La Fondazione” continui a pagare l’affitto degli uffici di Via Torino nonostante abbia in proprietà un palazzo vuoto in Via Verdi;
  • perché non ammettere di aver sbagliato nel licenziare la ballerina Mariafrancesca Garritano reintegrandola nel corpo di ballo?
  • è stato licenziato un Vigile del Fuoco Interno e altri tre sono stati trasferiti ad altre mansioni. Un comportamento che definiamo peggiore dei “padroni delle ferriere” e che, a nostro parere, mette inevitabilmente a rischio la sicurezza del Teatro;
  • il Settore Acquisti “Beni e Servizi” ci pare una delle fonti principali dell’emorragia che sta dissanguando il bilancio della Fondazione;
  • le lavoratrici/tori delle “Prestazioni Serali” hanno diritto ad un lavoro ed una vita dignitosa;
  • i lavoratori/trici di sala (maschere, guardarobiere, ispettori) hanno diritto ad un contratto di lavoro a tempo indeterminato ed è ora di finirla di costringere questi lavoratori a rivolgersi al “Pretore del Lavoro” per far valere i loro diritti;
  • i numerosi lavoratori tecnici che hanno fatto causa “per avere un lavoro stabile”, dopo aver vinto, hanno visto la Fondazione presentare appello rimettendo in discussione il loro diritto con ulteriore dispendio di danaro pubblico;
  • i lavoratori/trici che vanno in pensione vanno sostituiti con regolari concorsi e selezioni trasparenti. Diciamo basta alle clientele vecchie e nuove;
  • nelle carriere ti chiediamo di attingere alle risorse interne, tanto ricche di professionalità, con trasparenza ed evitando assunzioni esterne.
  • esistono dei lavoratori “invisibili”, gli addetti alle pulizie, gli addetti alla ristorazione, della kambusa, ecc., delle cooperative di logistica. Hanno anche loro diritto a lavorare in ambienti e con modalità dignitose e sicure.

Solo per ragioni di spazio, ci fermiamo con l’elenco dei problemi rispetto ai quali vorremmo conoscere il tuo parere.

Esiste poi un’enorme problema di democrazia, da molti anni i lavoratori “non votano” le loro rappresentanze.  Hai capito bene, sarebbe come se tu, una volta eletto Sindaco, rimanessi in carica tutta la vita.

Abbiamo spiegato più volte a te ed ai tuoi collaboratori che devi convocare e discutere con tutti coloro rappresentano i lavoratori, compresa la nostra Organizzazione che è presente ed ha iscritti in Teatro, ma tu non ci senti, o non ci vuoi sentire.

In questi giorni, il “finanziere-filantropo” Francesco Micheli ha dichiarato al Corriere della Sera che: “Il Teatro Alla Scala fa ridere il mondo”. Ha il dente avvelenato da quando è stato escluso dal Consiglio di Amministrazione, ma un fondo di verità pensiamo esista nelle sue dichiarazioni.

In questi due anni di Presidenza della Fondazione “Teatro alla Scala” sei apparso spesso come il classico “vaso di coccio tra i vasi di ferro”, dei quali i nomi dei “vasi di ferro” sono noti a tutti: il Vice Presidente Bruno Ermolli, il Sovraintendente S. Lissner ed il Direttore Generale Dott.ssa Maria di Freda. Il “Teatro alla Scala” è un bene pubblico e non permetteremo loro di regalarlo a “PRIVATI”. I tagli al FUS sono inaccettabili e vanno garantiti i finanziamenti pubblici per i Teatri.

Caro Giuliano, ripensaci, sei ancora in tempo.                             

LA SEGRETERIA DI MILANO

           CUB INFORMAZIONE & SPETTACOLO

Milano, 13/02/2013                          logo_CUB

Confederazione Unitaria di Base

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11 Febbraio 2013

Come affogare nei debiti una Fondazione Lirico Sinfonica italiana.

Filed under: Articoli stampa,General — Lavoratoriscala @ 01:08

Vi chiederete come mai i teatri lirici italiani, o meglio molti di loro, siano in grandi difficoltà economico gestionali. Non tutti lo sono, beninteso, ma molti si. Come mai?
La risposta è facile: sono gestiti male. La prima responsabilità, è chiaro, è dei tagli indiscriminati che sono stati calati come una mannaia sul settore negli anni del governo Berlusconi, il governo che ha da sempre ritenuto la salvaguardia del nostro patrimonio culturale un inutile fastidio.
Si diceva: i teatri lirici italiani sono un pozzo di sperpero senza fondo. Quindi, anziché rifondarli per ottenere gestioni virtuose, si è deciso di tagliare i finanziamenti senza di fatto cambiare nulla nel loro modello gestionale.
Sin dalla scellerata idea di trasformare i nostri Enti Lirici in Fondazioni di diritto privato (Rutelli-Melandri) si sarebbe dovuto provvedere a un drastico cambio di modello gestionale: budget prefissati, nessuna possibilità di sforamento, adeguamento delle stagioni alle previsioni di introiti economici.
Invece, nulla di tutto questo accadde.
Sapete come potete oggi gestire una Fondazione? Sapete quale è la prassi di gestione da parte di tanti Sovrintendenti? Tenetevi forte.
Le voci da inserire in un bilancio.
Siete il Sovrintendente e avete incontrato ad una cena un assessore (comunale, regionale, provinciale, fate voi). A questa cena voi l’avete convinto che al vostro Teatro servono seicentomila euro in più per garantire una attività di ampio respiro. Il vostro assessore si dice convinto e vi dice che si può fare.
A questo punto, sulla parola, voi inserite nel bilancio preventivo questi seicento mila euro. Ma non è tutto. Programmate la prossima stagione come se quei seicentomila fossero certi e deliberati. Firmate contratti con i fornitori, con gli artisti, con i registi, con i direttori d’orchestra, con i fornitori di scene e costumi. Sulla parola avete inserito tutte le promesse che vi hanno fatto gli assessori, qualche sottosegretario, qualche amico di una fondazione bancaria, magari qualcuno della confcommercio, della associazioni industriali, ecc. ecc.
Voi avrete portato quindi nel bilancio preventivo (poniamo) cifre per qualche milione di euro che, a vostro dire, vi hanno promesso. Nessuno controllerà. Non i revisori, non i consiglieri di amministrazione, non il sindaco Presidente.
Poi succede che inizia la stagione che avete programmato e che nessuna delle somme previste è entrata. L’assessore ha visto la somma non essere accettata dal Bilancio, le Fondazioni Bancarie cambiano i vertici, le associazioni degli industriali rimangono perplesse, qualcuno esce dal cda, magari. Insomma voi vi trovate con una stagione in corso senza nessuna copertura finanziaria. Vi rimangono solo i soldi che vi dà la legge (come era prevedibile). Ma voi avete firmato impegni di spesa per molti ma molti milioni in più.
E allora la prima cosa che fate è non pagare i fornitori. Niente saldo per i laboratori tecnici e scenografici, niente saldo per i noleggi, niente pagamenti per le forniture sartoriali, ecc. ecc.
Poi iniziate a dilazionare tutti i pagamenti con tutti gli artisti (a parte quelli “amici”). Li pagherete l’anno dopo o a sei mesi se vi arriva la tranche ministeriale. Magari segnate le somme promesse che non vi hanno mai dato enti, assessori vari e compagnia bella come crediti vantati dalla Fondazione. È successo. Succede ancora oggi.
Così avete messo gli assessori, le banche e le associazioni varie con le spalle al muro: «Ci devono più di quattro milioni» magari dichiarate ai giornali. E tutti a bestemmiare contro quei cattivoni che non vogliono scucire i cordoni della borsa.
E arriva il secondo anno dove, come il primo, voi programmate una stagione faraonica e principesca, con grandi artisti e grandi allestimenti. tanto per il secondo anno i fornitori vi daranno ancora credito. Poi sono tanti i fornitori nel mondo. Idem per gli artisti. Troverete sempre un artista disposto a venire gratis o ad accettare di essere scritturato con pagamento incerto anche dopo anni. Lo pagherete di più, ma lo trovate. E anche il secondo anno lo fate senza copertura economica. Dal terzo in poi iniziate a dare le colpe del dissesto finanziario alle eccessive spese per i dipendenti. Va molto di moda e fa sempre un populistico effetto.
Questo trucco funziona in genere per tre o quattro anni. Può durare di più se avete coperture politiche che vi permettono, ogni volta che le deiezioni raggiungono il livello degli occhi, di abbassare un pochino il passivo. Basta un decimo del buco che avete fatto finora per andare avanti ancora qualche anno.
Nel mentre i vostri referenti politici vi troveranno qualche altro aggancio per un nuovo incarico in un altro teatro, magari più prestigioso di quello di prima. Voi lascerete il teatro che avete affogato di debiti magari lasciando anche un bel ricordo… (“Ah, però che belle stagioni che ha fatto…”) e andate da un’altra parte a combinare gli stessi disastri.
Tutte le spese accessorie delle cause di mancato pagamento che perderete regolarmente (ovvio: prestazioni già erogate) andranno poi a ingrandire il buco economico le cui conseguenze pagheranno solo i dipendenti.
Aggiungete accordi di impegni di spesa fra teatri stipulati solo sulla parola, assunzioni amministrative inutili inventando ruoli e uffici senza giustificazione reale, ed ecco che il disastro in pochi anni è compiuto.

Il guaio delle Fondazioni che oggi sono nei guai è che vengono gestite in questa maniera.

Nessuno insegue i manager dissoluti chiedendogli indietro i danni che hanno combinato, nessuno vieta ai sovrintendenti di fare stagioni senza copertura economica certa e si continua con lo sfascio.
nessuno di questi manager che vampirizzano i teatri con le loro gestioni tossiche ha mai terminato il suo mandato più povero di quando ha iniziato. Per essere eufemistico.
Questi gestori distruttori di teatri e fondazioni, sono coloro che oggi hanno i curriculum più ragguardevoli, quelli che incutono addirittura rispetto, a chi non conosce la verità.

Ci sono anche Fondazioni virtuose, è inutile dirlo. Ma tutte quelle che soffrono (tante) sono quelle che da tempo vengono saccheggiate da gestori scellerati. E che continuano a rifiutarsi di cambiare modello di management.

Nessuno dei controllori dice mai nulla durante gli scempi, salvo poi urlare e sbraitare contro i lavoratori e gli artisti quando la frittata non si può più nascondere.
Nessuno si rende conto che l’origine dei buchi vertiginosi da decine di milioni di euro pubblici derivano solamente da aver avvallato e programmato attività superiori a quello che i conti avrebbero permesso. È l’attività di direzione artistica, in combutta con la sovrintendenza, ad affossare i teatri. L’irresponsabile perseveranza negli anni nel fare stagioni e allestimenti “grandiosi” e “indimenticabili” senza poterselo permettere.
Tanto poi i manager che gestiscono i teatri, i loro lauti stipendi li hanno sempre assicurati. Altrettanto non si potrà dire per gli stipendi dei dipendenti o per il lavoro svolto da artisti e fornitori. Tutti questi rischieranno molto.
Ecco perché, ve l’ho spiegato.
Dovunque io vada nel mondo da sempre il nome dell’Italia è accostato all’Opera Lirica che rappresenta la parte del nostro patrimonio culturale più conosciuta sul pianeta. È questo il motivo per cui lo Stato ha sempre ritenuto di doverla tutelare, perché è patrimonio identitario dell’Italia nel mondo.
Ma c’è chi approfitta del doveroso sostegno pubblico per gestire malamente e intascarsi soldi a sbafo. E anche molti. La soluzione non è certo smettere di sostenere pubblicamente questo nostro patrimonio così importante. La soluzione è smettere di mettere al governo dei nostri teatri degli incapaci e allontanarli per sempre. Possibilmente a calci nel culo.

Gianluca Floris  

Posted on 10/06/2012 by


 

8 Febbraio 2013

Il taglio al Fus è di 20 milioni: tutti scontenti

Filed under: Articoli stampa — Lavoratoriscala @ 15:08
  1. Contrariamente alle promesse, e tutto secondo una pessima tradizione consolidata nel nostro paese, il taglio al Fus 2013 c’è stato. Stamane il ministro Lorenzo Ornaghi, responsabile alquanto lacunoso dei Beni Culturali, ha presentato alla Consulta una cifra complessiva di stanziamento del Fondo unico per lo Spettacolo, il finanziamento che lo stato dà al settore, pari a 389,8 milioni per il 2013. Nel 2012 erano 411, 414 nel 2010, addirittura 527 nel 2001. Da giorni si parlava di qualche ritocco in negativo (si diceva 7 milioni) ma non di un taglio così consistente (20 milioni) che riduce a una vera bazzecola l’investimento statale nel settore, confermando così le peggiori previsioni.

I nuovi tagli, spiegano dal ministero, sono una conseguenza delle misure di spending review e della recente sentenza della Corte Costituzionale che ha ordinato il reintegro dei tagli agli stipendi dei dirigenti.
Su questa esigua cifra,la Consulta ha sempre stamane operato il cosiddetto “spacchettamento” cioè la distribuzione della cifra in percentuale ai vari settori.
Resta così fissato che, come sempre, il 47 per cento va alle Fondazioni Liriche (ma per effetto del taglio si divideranno 10,1 milioni di euro in meno). Il cinema vedrà il 18,59% e i teatri 16,4% con 3,4 milioni di euro in meno. Alla musica andrà il 14,10% del Fus .
– FOND. LIRICHE 183,2 MLN -10,159MLN
– ATT.MUSICALI 54,9 MLN – 3,047MLN
– DANZA 10,2 MLN + 5.362
– TEATRO, PROSA 62,5 MLN – 3,467MLN
– CIRCO 5,4 MLN – 878.686
– CINEMA 72,4 MLN – 4,0 MLN
– OSS.SPETTACOLO 779.694 – 43.233

Negative ovviamente le reazioni del settore:
“Con l’assenza di risorse – hanno affermato i rappresentanti Agis – si mette in discussione l’attività di molte imprese e dei loro lavoratori. Lo spettacolo, inascoltato, richiede da anni un serio rifinanziamento del Fus, indispensabile per riformare tutto il settore con leggi e regole incisive che possano finalmente semplificare i rapporti con la pubblica amministrazione e facilitino la capacità gestionale delle imprese”. L’Agis chiede a questo punto che i candidati alle prossime elezioni si esprimano, con proposte da mantenere, sui finanziamenti e sul sostegno alla cultura e allo spettacolo.

Anche i sindacati hanno espreso parere negativo. La Cgil del settore ha diramato un comunicato: “Il finanziamento statale così ridotto si somma a una riduzione generalizzata delle risorse pubbliche decentrate destinate al settore (Regioni, Province e Comuni) – dichiara Silvano Conti, coordinatore nazionale produzione culturale Slc Cgil. Il Ministro nella sua introduzione ha toccato temi che lascerà come promemoria sia alla Commissione Cultura Camera-Senato che al prossimo Ministro del Dicastero: Fondazioni Lirico Sinfoniche, Testo Unico Legge Spettacolo dal Vivo, Decreti concernenti la fiscalità e le quote dei broadcasters sulla produzione nel settore Cinema. Ho espresso la netta contrarietà allo Schema di Regolamento riguardante le Fondazioni Lirico Sinfoniche definendo l’operazione “la via corta di una selezione darwiniana delle Fondazioni” senza nessun profilo riformatore, auspicando di converso che nella prossima Legislatura si riprenda con vere riforme di sistema a partire dallo spettacolo dal vivo in cui inserire organicamente il segmento delle Fondazioni.”

“Ho espresso parere positivo sul Decreto giacente in VII Commissione Senato in merito alle quote dei broadcasters da destinarsi alla produzione cinematografica. Inoltre, essendo la copertura del tax credit per il Settore in vigore per tutto il 2013, ho evidenziato la necessità nella prossima legislatura di rendere il provvedimento strutturale e contestualmente la necessità che, già da lunedì, il Ministro firmi il decreto in merito alla definizione societaria di Istituto Luce Cinecittà.”

“Il giudizio quasi unanime di tutte le articolazioni della Consulta (Sindacati – Associazioni Datoriali – Associazioni di Categoria, ecc) è stato pesantemente negativo sia sulla riduzione delle risorse che sui provvedimenti non adottati per il settore – conclude Conti – e solo il forte senso di responsabilità rispetto alla fattiva ripartizione delle risorse ha indotto a votare in termini deliberanti.”

6 Febbraio 2013

REGOLAMENTO RECANTE NUOVO ASSETTO ORDINAMENTALE E ORGANIZZATIVO DELLE FONDAZIONI LIRICO-SINFONICHE

Filed under: General — Lavoratoriscala @ 05:05

SCHEMA DI DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA www.governo.it/backoffice/allegati/70198-8380.pdf

analisi dell’impatto della regolamentazione – Governo Italiano

www.governo.it/backoffice/allegati/70198-8382.pdf

Fondazioni: i sindacati annunciano mobilitazioni contro il regolamento sulle fondazioni liriche.

“Congelare e annullare di fatto” il regolamento sulle fondazioni liriche approvato lo scorso 22 dicembre dal Consiglio dei ministri. Lo chiedono i sindacati, che annunciano una “mobilitazione nazionale contro la distruzione dello spettacolo dal vivo”, dichiarando lo stato di agitazione nazionale e locale del settore, con scioperi che potrebbero essere annunciati venerdì dopo l’assemblea prevista al Maggio Fiorentino.
In un lungo documento unitario, i sindacati ribadiscono che l’approvazione preliminare da parte del Consiglio dei ministri dello schema di decreto concernente il regolamento sull’assetto ordinamentale e organizzativo delle fondazioni lirico sinfoniche, è avvenuta “in palese violazione dell’iter di consultazione previsto dalla stessa legge 100“.
“Malgrado le nostre ripetute richieste – spiegano – non è stato attivato il tavolo operativo di confronto di tutte le parti interessate che doveva necessariamente precedere la formazione e i contenuti del testo messo in approvazione dal Consiglio dei ministri. Ci siamo così ritrovati a provvedimento deliberato a fine anno e il testo approvato dal CdM ci è stato inoltrato solo in data 21 gennaio 2013“.
Dito puntato, da parte dei sindacati, anche sul merito del provvedimento, giudicato “contraddittorio rispetto alle disposizioni di legge che lo sovrintendono, incoerente con l’obiettivo primario di riforma per una tenuta e un rilancio delle fondazioni lirico sinfoniche ma coerente ed esplicito circa le finalità destrutturanti e di cancellazione del sistema di produzione culturale musicale, di lirica e di danza-balletto in Italia a partire dal 2005 con la legge 43 e perpetrata negli anni successivi”.
Da qui la richiesta di congelare il provvedimento, attivando “confronti congiunti articolati e di merito per esaminare concretamente i reali problemi e costruire così una vera riforma che valorizzi e ottimizzi la produzione culturale delle fondazioni e non le conduca a una costruita involuzione e decadimento della capacità e qualità produttiva”.

Fonte: ANSA   Decreto fondazioni liriche: Bondi convoca i sovrintendenti e i sindacati nazionali dello spettacolo

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