Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

21 novembre 2009

7 DICEMBRE: C0NSIGLI DA TORINO A BOLOGNA- Lunedi 30 a Roma Manifestazione dei lavoratori delle Fondazioni liriche

Filed under: Uncategorized — Lavoratoriscala @ 14:18

                           Torino 3 novembre 2009                           

Caro Marco

Ti informo che quest’anno  c’è un fatto  nuovo che si prospetta  al nostro  orizzonte:  minaccia  di sciopero  per il 7

dicembre! incredibile vero?

Tranquillo  però, credo di aver trovato la soluzione a un problema che toglie il sonno agli italiani e getta

nello sconforto tutti i cittadini della Comunità europea (mi dicono che sono in apprensione  anche negli

States e nel Burkina Faso): firmiamo subito la parte economica del contratto scaduto e, so che non mi

credi, il nodo è sciolto! … e Carmen potrà tranquillamente morire tra le ore 21 e le 22 del 7 dicembre

prossimo.

Ti chiederai: ma quanto ci costa? anche su questo punto non ti devi preoccupare più di tanto, quel che

conta è la firma poi se ai lavoratori del tuo e del mio teatro andranno 2 lire (come si diceva una volta)

pare che non importi a nessuno (o a pochi) perché  in questo modo gli scaligeri  potranno  portare a casa il

loro ben più ricco (e senza ironia dico: certamente meritato) integrativo.

Invece non è così: a me importa proprio! i lavoratori del Teatro Regio meritano molto di più di quanto

verrebbe loro riconosciuto se si seguisse questa strada e quindi questa volta non ci sto! sarà anche che,

essendo il più vecchio in servizio,  ho visto più "7 dicembre" di tutti quanti e quindi so quanto i lavoratori

degli altri teatri (e ovviamente i nostri stessi teatri) hanno fin qui pagato perché si potesse andare in scena

a Sant’Ambrogio.

Non ho dubbi che il CCNL scaduto vada onorato e pagato per quel che vale (ripeto: non 2 lire) ma non

possiamo  sottrarci   contestualmente  da  concordare  e   sottoscrivere   alcuni   punti   della  piattaforma

normativa, come primo passo per dare ai nostri teatri una efficienza diversa e quindi migliore di quella

attuate; non mi dilungo: è materia a te nota. Credo però che i Lavoratori delle altre Fondazioni liriche, che

hanno fin qui aspettato in silenzio, possano essere anche d’accordo sul fatto che si debba lavorare

insieme, magari allungando ancora un po’ i tempi (non troppo però), al fine che vengano riconosciuti i

loro legittimi interessi economici (ovvero il valore del CCNL) e insieme portare avanti una riforma che,

come ho sempre detto, salvaguardi i livelli occupazionali e quelli retributivi ma che non può più essere

rimandata, diversamente daremmo ragione al Ministro Brunetta.

Il Teatro Regio ha sottoscritto nello scorso mese di luglio un accordo aziendale (a costo zero!) che, tra

altre misure volte al contenimento generale dei costi, prevede anche un aumento dei carichi di lavoro e

quindi, di fatto, una significativa riduzione del costo del personale,

Posso dire oggi ai miei lavoratori che avranno 2 lire dal contratto nazionale perché – per i suddetti motivi

– questo si deve subito firmare?

Per carità, se l’Associazione decidesse di fare così non posso che adeguarmi ma, qualora si mettesse ai

voti una simile risoluzione, ti pregherei di essere portatore del mio pensiero e del mio conseguente voto.

Caro Presidente, sono d’accordo con te (e mi fa piacere che anche Lissner la pensi come noi) quando dici

che i lavoratori della Scala dovrebbero trattare il loro contratto al di fuori de! CCNL: troppo diversa è la

loro realtà, sotto tutti i punti di vista, rispetto a quella degli altri teatri.

Io sono da sempre un grande fan della Scala (so bene che molti di questo mi rimproverano) e credo che

sia da favorire, per il bene di quel teatro e dei suoi lavoratori ai quali esprimo la mia stima, un percorso

che porti finalmente il Teatro alla Scala (come pure Santa Cecilia) fuori dall’Anfols; solo così ritengo che

si possano finalmente affrontare seriamente e serenamente tutte le questioni che riguardano le altre 12

Fondazioni liriche e anche per il Sindacato – è mia opinione – sarebbe più semplice sedersi al tavolo con

noi per rappresentare le ragioni dei lavoratori di questi teatri.

 

Un caro saluto            Walter

Musica: lunedì a Roma manifestazione dei lavoratori delle Fondazioni liriche


ROMA – 27 NOVEMBRE – Lunedì 30 novembre dalle ore 11 a Roma, in piazza SS. Apostoli, si terrà la manifestazione-presidio, promossa unitariamente dai sindacati di categoria, dei lavoratori delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche da cui partirà una delegazione per il ministero dei Beni e Attività Culturali. Lo rende noto la Slc-Cgil.

"La manifestazione – dichiarano gli organizzatori – ha l’obiettivo di porre all’attenzione del Dicastero e del Governo la grave situazione di crisi di buona parte delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche. Sarà l’occasione per evidenziare il diritto al rinnovo del Contratto nazionale di categoria scaduto da tre anni e la necessità di una riforma di settore che abbia al centro la valorizzazione del lavoro, la sua qualità e stabilità sia per le orchestre e i cori e i corpi di ballo che per le maestranze".

12 novembre 2009

Nuovo CCNL e legge dello Spettacolo dal Vivo- Lettori del blog, cosa ne pensate?

Filed under: Uncategorized — Lavoratoriscala @ 18:28

                                                             
vogliono distruggere il contratto nazionale


vogliono chiuderci in una riserva indiana

vogliono il secessionismo culturale.


vogliono mettere mano agli organici per precarizzare ulteriormente un settore  in cui i lavoratori fanno già molte acrobazie per sopravvivere.

con questo governo è  approdato in parlamento un disegno di legge  che intende distruggere il fus già pesantemente tagliato, impoverire le fondazioni liriche, smembrarle ed esternalizzare intere masse di lavoratori.

Noi che alla Scala siamo tra i promotori delle cause per l’internalizzazione dei lavoratori  precari diciamo

No! a questo progetto omicida che Anfols e la proposta di legge Carlucci- Barbareschi stanno mettendo in opera .

Intendono dividerci per indebolirci. Per noi  tutto questo è abbastanza per dichiararare.

Sciopero sul 7 dicembre 09 allo scopo di fermarli.

CUB Scala

Vogliamo sentire su questo, il parere dei lettori del blog

Ultime notizie,

Scala teatro Nazionale è soprevvivenza degli altri

MILANO – 17 NOVEMBRE – Le Fondazioni Liriche sono d’ accordo sul fatto che la Scala diventi Teatro Nazionale dell’ Opera, anzi "l’uscita della Scala è la sopravvivenza degli altri teatri" secondo il presidente dell’Anfols, l’associazione nazionale delle fondazioni, Marco Tutino , che lancia l’allarme dicendo che "per molti teatri il 2010 sarà l’ultimo anno". "La Scala come teatro non è omogeneo agli altri" ha detto ieri all’Ansa Tutino, ricordando che quasi il 60% del bilancio del teatro milanese è dato da biglietteria e privati e che con il suo peso è riuscita a far prendere decisioni, a partire da quelle sui contratti, difficili da sostenere per gli altri. "La Scala se lo può permettere – ha spiegato Tutino -. Noi no. Siamo in una situazione economicamente non più tollerabile".

"Il sistema – ha aggiunto – non può reggere con questa riduzione dei fondi". E visto che i fondi statali non pare aumenteranno significativamente "bisogna cambiare – ha sottolineato il sovrintendente del Comunale di Bologna -, riscrivere il contratto nazionale e le leggi. E i cambiamenti vanno fatti in fretta perché per molti teatri il 2010 sarà l’ultimo anno". Fra le 14 fondazioni liriche a rischio, secondo il presidente dell’Anfols, sono almeno "quattro o cinque". Ecco perché la definizione della Scala come teatro nazionale, facendola uscire dalle logiche degli altri enti, potrebbe essere positivo anche per gli altri teatri.  

Scala di Milano, Stéphane Lissner confermato fino al 2015

MILANO – 17 NOVEMBRE – Il sovrintendente e direttore artistico della Scala di Milano, il francese Stephane Lissner , ha annunciato ieri a Parigi la sua conferma fino al 2015 alla guida del teatro milanese. Il nuovo consiglio d’amministrazione del teatro «sarà eletto mercoledì mattina e la prima cosa che dovrà fare – ha detto Lissner – sarà nominare un vicepresidente e un sovrintendente. Il sovrintendente sarò io».

L’impegno fondamentale assunto dal numero uno della Scala è quello di accompagnare il teatro all’Expo 2015. «A partire dal momento in cui ti rendi conto che tutti i dipendenti della Scala sono con te – ha detto Lissner  – che credono nel tuo progetto artistico, che il dialogo sociale poco a poco si è affermato, con difficoltà ma sempre meglio, allora dici "bene, continuo"».

Lissner ha aggiunto con soddisfazione che la Scala «dovrebbe fra poco essere nominata teatro nazionale dell’opera, cioè avere un’autonomia finanziaria» e si è rallegrato per il suo «quinto bilancio chiuso in parità». «Ho ottenuto anche – ha aggiunto – con Daniel Barenboim, Zubin Mehta, Gustavo Dudamel, Esa-Pekka Salonen, Daniele Gatti, Pierre Boulez o Antonio Pappano, la presenza dei più grandi direttori del mondo, che saranno con noi nei prossimi anni». 

MILANO – 18 NOVEMBRE – Rinnovato oggi il consiglio di amministrazione del Teatro alla Scala. Entrano a farne parte per la prima volta il presidente di BpM, Massimo Ponzellini, l’amministratore delegato di Intesa SanPaolo, Corrado Passera (foto), il presidente della Fondazione Banca Monte di Lombardia, Aldo Polie e il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà. Confermati, il finanziere Francesco Micheli, l’a.d. di Eni Paolo Scaroni, il presidente del Gruppo Sec, Fiorenzo Tagliabue e il presidente di Promos, Bruno Ermolli che è anche stato confermato vicepresidente. Del CdA fanno altresì parte di diritto il sindaco di Milano, Letizia Moratti e il sovrintendente del teatro, Stephane Lissner.

Il prossimo 14 dicembre si riuniranno nuovamente sia il consiglio di amministrazione che l’ assemblea dei soci, che dovrà approvare il bilancio, in pareggio per il quinto anno consecutivo. 

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6 novembre 2009

SECONDA CONFERENZA NAZIONALE SULL’AMIANTO “AMIANTO E GIUSTIZIA” TORINO, 6/7/8 NOVEMBRE 2009

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 23:14

“Confronto fra associazioni, movimenti, sindacati ed esperti: “Amianto e Giustizia”

Un gruppo di lavoratori promotori del Comitato Esposti Teatro Scala parteciperà alla conferenza Sabato 7 al Centro Congressi Regione Piemonte, Corso Stati Uniti 23        

 Amianto: denunciato lo Stato Italiano

vedi link sopra

Interverranno in apertura:
ANTONIO PIZZINATO: La prima conferenza nazionale di Monfalcone dell’ottobre 2004
– Dario Mirabelli – Registro Mesoteliomi del Piemonte
– Michele Michelino: – Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di lavoro e sul
territorio, Sesto San Giovanni (MI)
– Benedetto Terracini e Stefano Zirulia – Centro regionale Amianto Piemonte – Casale
Monferrato
– Bruno Pesce, comitato Vertenza Amianto – Casale Monferrato
Lo scopo, in un clima di ricerca di unità fra tutte le forze interessate, è quello di porre i problemi partendo dalla propria esperienza (senza troppo dilungarsi sulla stessa), soprattutto iniziare a indicarne le soluzioni.

Sabato 7 Centro Congressi Regione Piemonte, Corso Stati Uniti
Ore 9: saluto delle autorità
Ore 9,30 : “Amianto e Giustizia” relazione iniziale del senatore Felice Casson
Ore 10,15: “L’amianto e le malattie professionali” – relazione del dott. Beniamino Deidda Procuratore generale della Repubblica di Firenze)
Ore 10,45: tavola rotonda “responsabilità penali e risarcimento alle vittime dell’amianto”
Avv. Jean Paul Teissonniére, Parigi
Avv. Jan Fermon, Bruxelles
Avv. Mitchel Cohen, Filadelfia (presentato dall’avv. Claudio Ceriani, Milano)
Avv. Ezio Bonanni, Roma (avvocato per alcune associazioni delle vittime dell’amianto))
– Introduce l’avv. Sergio Bonetto, avvocato di parte civile nel processo contro l’Eternit
Siamo a Torino dove è iniziato il procedimento penale contro i responsabili della multinazionale ETERNIT, il Giudice per le Indagini Preliminari li ha rinviati a giudizio, il processo inizierà il 10 dicembre. Si tratta del più grande processo che sia mai stato celebrato in Italia per malattie professionali e malattie ambientali da esposizione all’amianto. Quasi un migliaio le parti offese, qualche decina le parti civili (istituzioni, sindacati, associazioni). Il PM Raffaele Guariniello ha certificato la morte e/o la malattia da amianto di quasi 3.000 persone fra lavoratori e cittadini esposti. Un lavoro grandissimo durato 5 anni. Ma le responsabilità della multinazionale ETERNIT sono assolutamente più ampie. Il processo riguarda coloro per cui il rinvio a giudizio è stato fatto, ma le responsabilità delle società multinazionali che fanno capo alla ETERNIT sono storicamente, moralmente, civilmente molto, molto più ampie. La nocività dell’amianto è nota dalla fine del 1800.
Non avrebbe dovuto essere impiegato. Gli avvocati che abbiamo chiamato a discutere sono
impegnati nei loro paesi in processi che hanno per oggetto l’amianto. A loro chiediamo un giudizio sul processo in avvio a Torino; quali indicazioni e riflessioni possono trarre dalla loro esperienza e come cercare di rendere internazionale il conflitto per cercare di colpire i responsabili ed obbligarli a risarcire le vittime? Non ultimo quali responsabilità degli stati e degli enti pubblici per avere atteso decenni prima di mettere al bando l’amianto? Cosa dobbiamo e possiamo fare ora perché l’amianto venga messo al bando in tutto il mondo?
Ore 12,30 Manifestazione per le vie del centro da Corso Stati Uniti a Piazza Castello (davanti alla Prefettura)
E’ importantissimo il lavoro di studio, di comunicazione delle esperienze, di indicazioni operative che viene fatto nelle sale congressuali, ma non sufficiente. Si è voluto dare alla Conferenza Nazionale anche un impatto pubblico, un segnale fra la popolazione di Torino, del Piemonte e non solo, che renda ancora più evidente i danni dell’amianto: i morti per mesotelioma, per tumore del polmoni, per le altre patologie asbesto correlate. Le responsabilità di chi su questi morti e malati ha fatto i soldi si è arricchito a dismisura, di chi doveva controllare, impedire che ciò avvenisse, e non lo ha fatto o lo ha fatto solo per finta. Scendiamo dunque in piazza, anche se per un tempo breve,
ma ricco di significato.
Ore 15,30 Riunione dei gruppi di lavoro
I gruppi di lavoro si riuniranno nei luoghi che verranno comunicati alla Conferenza.
Si chiede però da subito di iscriversi ai gruppi comunicandolo all’indirizzo del sito della
Conferenza.
Il compito dei coordinatori è quello di dirigere il gruppo di riassumere la discussione per l’assemblea generale e di stendere il documento finale. Si dovrà dare maggiore risalto alleindicazioni operative
1° Gruppo di Lavoro “L’amianto in Tribunale”
Coordinatori: Benedetto Terracini (epidemiologo – Torino), Enzo Merler (Registro mesoteliomi del Veneto) Giuseppe Cimmarrota (magistrato Noli), Armando Vanotto (Aiea nazionale)
Molte sono le cause in corso intorno al problema. Vittime dell’amianto (loro famigliari),
associazioni, istituzioni e sindacati sono costituiti o si costituiscono parte civile. In questo gruppo facciamo riferimento a quelle penali e discutiamo di quanto le controparti ci sollevano. Alcune (poche) sentenze danno loro ragione. Occorre pertanto affinare le argomentazioni, portare eventuali nuove prove a favore della nostra tesi. E’ diffusa fra le controparti la tesi per cui il nesso preciso di causalità non è dimostrabile perché tante sono le possibili fonti. Se poi vi è una fonte certa, la contaminazione della persona è avvenuta all’inizio dell’esposizione, le dosi dovute all’esposizione successiva sono irrilevanti ai fini della malattia. Anche se meno ripetuta vi è pure la tesi attribuita al prof. Chiappino, ovvero dell’impossibilità di fermare, nel passato, le fibre ultracorte e ultrafini con i mezzi di protezione individuale che avrebbero dovuto essere messi a disposizione dei lavoratori.
“2° Gruppo di lavoro “Amianto e Sanità”
Coordinatori: Franco Berrino (epidemiologo – Ist. dei Tumori Milano), Claudio Bianchi (Lega Tumori, Monfalcone), Emilio Pampaluna (ex ENEL di Turbigo, AIEA Lombardia), Alessandro Marinaccio (registro nazionale mesoteliomi- ISPESL, Roma)
I problemi che devono essere risolti sono molti, nella fattispecie riguardano le differenze fra regione e regione; non esistono indicazioni univoche. Lo scopo è quello di trovare su ogni problema una risposta sola o almeno risposte non estremamente differenziate fra loro.
a) epidemiologia: registrazione dei mesoteliomi, perché non dei tumori del polmone (da amianto)? Registrazione degli ex esposti: chi e come
b) sorveglianza sanitaria. E’ l’argomento sul quale ci sono le maggiori differenze. Alcune regioni non hanno attivato nulla, altre hanno programmato una sorveglianza sanitaria con esami sofisticati, quali la TAC spirale, o la ricerca di marker quali la mesotelina e l’osteopontina, altre ancora pochi esami (visita generale, radiografia del torace, spirometria) e counseling.
c) per la diagnosi precoce si riprendono alcuni argomenti precedenti: vale la TAC spirale, vale la ricerca dei marker?, ci sono nuove indicazioni? Occorre però stabilire se s tratta di sperimentazioni o se invece tali pratiche vengono proposte a tutti gli iscritti al Registro degli esposti.
d) Terapie. Tutti hanno diritto ad essere curati anche se alcune malattie sono, allo stato attuale delle conoscenze, inguaribili. Quindi è assolutamente necessario fornire le cure più adeguate per ridurre/eliminare il dolore e fare ricerca per possibili cure efficaci. Occorre vedere a che punto siamo e come indirizzare la ricerca.
e) Riconoscimenti. Occorre uscire dal sistema INAIL. E’ necessario che i riconoscimenti delle malattie professionali come all’origine stabiliva la legge 833/78 siano affidati ai dipartimenti di prevenzione della A-USL.

3° Gruppo di Lavoro “Eliminare l’amianto in 10 anni (dal 2004)”
Coordinatori: Roberto Carrara, (ingegnere, esperto di Medicina Democratica – Milano); Mario Fugazza, (ingegnere, Assessore all’ambiente Comune di Broni, Elena Ferrarese (Comitato case popolari di via Feltrinelli, 16 – Milano), Enrico Bullian (storico, AEA Monfalcone)
E’ stata la proposta della Prima Conferenza Nazionale celebrata a Monfalcone nell’ottobre del 2004. Si vorrebbe arrivare ad avere l’Italia libera da amianto a partire dal 2015. Solo la regione Lombardia ha inserito questo progetto nel suo Piano Regionale Amianto (PRAL).
Perché sia un obiettivo possibile occorre conoscere dove è l’amianto (mappatura), pianificare le bonifica, eseguire le bonifiche in sicurezza (rischio zero), smaltire l’amianto in modo privo di rischi. In verità non vi è altra prevenzione che quella di non essere più esposti all’amianto. La realizzazione di questi obiettivi è anche legata ai finanziamenti (aiuti per le bonifiche dei piccoli quantitativi, aiuti per le bonifiche nei comuni, – necessità e possibilità di rivalsa nei confronti di chi ha per profitto impiegato l’amianto). Il problema maggiore da risolvere è quello dello smaltimento.
Il quantitativo di amianto da smaltire è immane. Se non è poca cosa la prima parte del ciclo di eliminazione (conoscenza, rimozione), diviene pesante trovare un posto dove sistemarlo che non sia di danno a chi vi è vicino. Si tratta delle discariche. Oggi sono stati anche proposti metodi di smaltimento alternativo, in altri termini mettere l’amianto in un forno ad alta temperatura modificandone la molecola, quindi rendendolo inerte, non più nocivo. Il gruppo di lavoro dovrà arrivare a dare un giudizio e a stabilire delle indicazioni.
4° Gruppo di lavoro: “Risarcire le vittime, riconoscere gli esposti”
Coordinatori: Pier Luigi Sostaro, sindacalista CUB, Silvio Mingrino, (AVANI, Broni), Avv.
Ezio Bonanni, Roma, Gianni Alioti (FIM-CISL, Roma)
Avremo per la Conferenza Nazionale IL FONDO PER LE VITTIME DELL’AMIANTO? Sappiamo già che se l’avremo sarà del tutto insoddisfacente perché la destinazione verrà decisa dall’INAIL e con i suoi criteri, perché verranno risarciti solo i lavoratori già riconosciuti dallo stesso ente previdenziale. Nulla avranno le vittime per esposizione ambientale.
Non sono e non saranno messi meglio i lavoratori e i pensionati ex esposti quanto a risarcimento previdenziale. Sul riconoscimento dei cd “benefici previdenziali” è successo di tutto: è vero che gli esposti all’amianto hanno una speranza di vita inferiore agli altri lavoratori? E’ vero che chi pur privo di patologie da amianto, ex esposto, dopo avere partecipato ai funerali di alcuni (o tanti) propri colleghi di lavoro si trova in una condizione di profondo disagio?
Che fare per le vittime, che fare per gli ex esposti?: richiesta di giustizia, necessità di lotta e
mobilitazione.
5° Gruppo di lavoro: “L’amianto in Europa e nel mondo”
Coordina: Vittorio Agnoletto (medico del lavoro – già deputato europeo), Aurelio Pischianz (presidente AEA Friuli-Venezia Giulia), Patrick Herman (Andeva, Francia)
In Italia, IN Europa, negli USA dopo avere lottato per la messa al bando dell’amianto, ci si preoccupa e ci si mobilita per la sua eliminazione e per la soluzione dei problemi oggetto della discussione nei gruppi di lavoro. In gran parte del resto del mondo si continua ad estrarre amianto, a produrlo, manipolarlo, commercializzarlo, utilizzarlo. Ancora più gravemente con precauzioni zero. La strage dunque continua e se ne prepara una ancora più vasta per i prossimi anni. Come arrivare alla messa al bando totale dell’amianto nel mondo?. Quale ruolo del nostro paese e dell’Europa?
Domenica 8 ore 9: CONCLUSIONI
9- 10,30. Sintesi dei gruppi di lavoro
10,30. Impegni delle regioni
11,00. Impegni dei sindacati e delle associazioni:
– segretario confederale CGIL
– segretario confederale CISL
– segretario sindacato/i non confederali: Luigi Pacchiano (Marlane, Praia a Mare CS)
– responsabile Lega Ambiente: Giorgio Zampetti
– responsabile Medicina Democratica: Luigi Mara
– associazioni Luciano Carleo (Contramianto, Taranto)
Ore 13,30 – 13,45 Fulvio Aurora: Impegni finali

ADERENTI – PARTECIPANTI
AIEA nazionale (Armando Vanotto )
Contramianto e altri rischi onlus (Luciano Carleo )
Lega Ambiente nazionale (Edoardo Bai)
Associazioni delle vittime di Casale Monferrato (Bruno Pesce )
AEA-FVG, Trieste (Aureglio Pischianz – Niccolò di Stefano)
Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio
Sesto San Giovanni (Michele Michelino)
Comitato per la difesa della salute nei posti di lavoro e nel territorio di Tezze sul Brenta e di Bassano del Grappa ( Luciano Orio )
Medicina Democratica nazionale (Fulvio Aurora )
AVANI (Broni) ( Silvio Mingrino )
Fondazione Bepi Ferro, Padova
ISDE (Roberto Romizi)
AEA Monfalcone (Enrico Bullian)
Comitato Permanente ex esposti Amianto e Ambiente ( Salvatore Nania )
Associazione italiana Esposti Amianto Oltrepò – AIEAO Broni ( Michele Torti – Fugazza Mario )
Federazione INTESA ( Ignazio Barbuto )
CISL nazionale (Giuseppe D’Ercole)
FIM-CISL (Gianni Alioti )
Slai Cobas nazionale (Luigi Pacchiano )
CGIL nazionale (Stefano Oriano )
CUB nazionale ( Pier Luigi Sostaro )
FISMIC
FIOM-CGIL (Maurizio Marcelli)
ISTITUZIONI
Regione Piemonte
Provincia di Torino
PROVINCIA DI TARANTO

Nota Bene

Si richiede di inviare a questo indirizzo o all’indirizzo del sito della conferenza
nazionale: conferenzamianto2009@beepworld.it
La scheda di iscrizione alla Conferenza:

Nome e Cognome ………………………………………………………………….
Associazione/Sindacato/Ente……………………………………………………….
Indirizzo mail:…………………………………………………………………………..
Iscrizione al Gruppo di lavoro (titolo o numero)
………

4 novembre 2009

ANFOLS PER NUOVO C.C.N.L. CON INNOVAZIONI

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 10:01

1* DETERMINAZIONE DEL ORGANICO
2* FLESSIBILITA’/PRODUTTIVITA’ CON CRITERI DI MULTIPERIODALITA’
3* MODIFICHE DEI DIRITTI DI PRECEDENZA
4* DEFINIZIONE DEGLI IST. REGOLATI DALL’ INTEGRATIVO E DECADENZA DOVE NON COMPATIBILE

ROMA – 3 NOVEMBRE – L’Assemblea Anfols si è riunita oggi a Roma presso l’Agis, per esaminare la proposta – emersa nel corso dell’ultimo incontro con le Organizzazioni Sindacali Nazionali – di arrivare velocemente alla sottoscrizione di un nuovo CCNL che contenga una variazione economica e una contenuta riscrittura della parte normativa.

A questo proposito l’Assemblea all’unanimità si dichiara disponibile a sottoscrivere in tempi brevi il nuovo CCNL, purché in esso siano contenute le seguenti innovazioni: 1) superamento dell’attuale determinazione degli organici funzionali che dovranno essere stabiliti dai CdA di ciascun Teatro in base alla compatibilità con le risorse economico-organizzative. 2) acquisizione di flessibilità/produttività attraverso l’adozione dei criteri di multiperiodalità, come da documenti già consegnati alle Organizzazioni Sindacali da estendere alle altre categorie. 3) modifiche delle validità temporali dei diritti di precedenza. 4) definizione degli istituti regolabili dai contratti di 2° livello, e decadenza degli istituti non più compatibili sul piano normativo.

A parere dell’Assemblea Anfols queste sono condizioni necessarie per recuperare le risorse economiche indispensabili per un rinnovo contrattuale. L’Anfols confida sul generale senso di responsabilità che informa le parti in questa difficile situazione.

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