Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

30 settembre 2009

INCUBO AMIANTO – THE END ?

Filed under: Uncategorized — Tag:, — Lavoratoriscala @ 20:38

 

OGGI 29 SETTEMBRE 09’, dopo molteplici controlli da parte dell’A.S.L. sulla tenuta della camera stagna creata in volta platea e 2° galleria per la bonifica dell’amianto, comincerà lo smaltimento vero e proprio.

Per noi è un grande giorno frutto di una lunga battaglia che ha visto i lavoratori partecipi. Con la nostra determinazione e l’aiuto dei migliori esperti di ”lotta all’amianto” abbiamo costretto Comune, A.S.L. e Fondazione Scala ad adoperarsi per la nostra salute e quella del pubblico.

Abbiamo sostenuto L’RLS anche nei momenti più delicati come il 5 agosto 09 nel deserto estivo, quando rispetto alla mancata esecuzione dei lavori di bonifica che dovevano cominciare il 23 luglio, ci siamo rivolti ai nostri legali per intraprendere azioni giudiziarie per mancata tutela della salute dei lavoratori.

La minaccia di esser trascinati in tribunale e sui giornali per un fatto così grave ha nuovamente creato, come a gennaio nell’episodio che riguardava l’incapsulamento della cupola, il benefico effetto di far muovere i burocrati che nonostante sappiano ben usare l’arma dell’oblio al fine di risparmiare sulla nostra pelle e per non far sapere nulla al pubblico, han dovuto questa volta correre, per recuperare il ritardo accumulato. Ma non abbastanza, per non far chiudere due mesi il Loggione e spendere nell’emergenza e sulle spalle della collettività più di 700.000 € e inventarsi poi una serie di scuse fantasiose e concertate a cui son subito abboccati i media.

La responsabilità del ritardo è del Comune di Milano e di chi, nella direzione, gli ha fatto credere che i lavoratori avrebbero dimenticato e subìto il problema Amianto, come in tutti questi anni.

Oggi il nostro impegno è rivolto a risolvere il problema amianto nel deposito di Figino, dove lavora la squadra trasporti, il cui tetto ne è pieno e marcio. Un luogo lontano dalla ribalta del Piermarini ma vicino ai nostri pensieri già dal 29/ 06/09 data in cui informammo con raccomandata la direzione circa la pericolosità da verificare al più presto. Attendiamo ancora risposte scritte.

Intanto la nostra solidarietà e sostegno va ai comitati di lotta contro l’amianto che attendono da anni lo smaltimento dalle loro case a Milano della sostanza killer da parte del Comune.
                                                                              
                                                                                       CUB-lnformazione
                                  Confederazione Unitaria di Base
  video di gennaio 2009

YouTube – Amianto al Teatro alla Scala di Milano
2 min 36 sec
www.youtube.com

ttp://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2009/09/01/la_scala_torna_a_far_parlare_di_se_ora_per_amianto.html

26 settembre 2009

FUS: SINDACATI, REINTEGRO IRRILEVANTE. ENTUSIASMO DI BONDI E’ FUORI LUOGO

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24/09/2009 – 19.05


(IRIS) – MILANO, 24 SET – Per il reintegro del Fondo unico dello Spettacolo ”sessanta milioni non sono sufficienti”: si puo’ sintetizzare nelle parole di Silvio Belleni (Cisl) il commento dei sindacati confederali sulle parole del ministro Sandro Bondi, secondo cui bisogna essere grati al governo. Durante la tournee in Giappone, i lavoratori della Scala hanno consegnato al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano una lettera dell’Rsa del teatro e delle segreterie di Cgil, Cisl, Uil e Fials. Il testo definiva il reintegro ”parziale quanto irrilevante” e sottolineava la ”situazione drammatica”. Quindi le parole del ministro oggi sono sembrate loro ”una cosa ridicola” come le ha definite Domenico Dentoni (Cisl). La Fials ha preferito non commentare mentre Giancarlo Albori (Cgil) ha parlato di un ”entusiasmo del ministro fuori luogo”. ”Il Fus è completamente svalorizzato – ha detto -. Sessanta milioni sono una goccia nel mare e non risolvono problemi che, se confermati, saranno drammatici”. Per parlare della situazione economica, di quella occupazionale, dei contratti e anche delle operazioni per togliere l’amianto nel sopravolta del teatro, i sindacati incontreranno il sovrintendente Stephane Lissner venerdi’ prossimo.

FUS: SINDACATI, REINTEGRO IRRILEVANTE. ENTUSIASMO DI BONDI E' FUORI LUOGO

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24/09/2009 – 19.05


(IRIS) – MILANO, 24 SET – Per il reintegro del Fondo unico dello Spettacolo ”sessanta milioni non sono sufficienti”: si puo’ sintetizzare nelle parole di Silvio Belleni (Cisl) il commento dei sindacati confederali sulle parole del ministro Sandro Bondi, secondo cui bisogna essere grati al governo. Durante la tournee in Giappone, i lavoratori della Scala hanno consegnato al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano una lettera dell’Rsa del teatro e delle segreterie di Cgil, Cisl, Uil e Fials. Il testo definiva il reintegro ”parziale quanto irrilevante” e sottolineava la ”situazione drammatica”. Quindi le parole del ministro oggi sono sembrate loro ”una cosa ridicola” come le ha definite Domenico Dentoni (Cisl). La Fials ha preferito non commentare mentre Giancarlo Albori (Cgil) ha parlato di un ”entusiasmo del ministro fuori luogo”. ”Il Fus è completamente svalorizzato – ha detto -. Sessanta milioni sono una goccia nel mare e non risolvono problemi che, se confermati, saranno drammatici”. Per parlare della situazione economica, di quella occupazionale, dei contratti e anche delle operazioni per togliere l’amianto nel sopravolta del teatro, i sindacati incontreranno il sovrintendente Stephane Lissner venerdi’ prossimo.

19 settembre 2009

La riforma dello spettacolo dal vivo

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 01:04
Carlucci: possibile entro ottobre la riforma dello spettacolo dal vivo


Roberta Romei
ROMA – 18 SETTEMBRE – La riforma per lo spettacolo dal vivo potrebbe essere approvata entro ottobre. Lo dice in un’intervista al Giornale dello Spettacolo, l’on. Gabriella Carlucci , relatrice della legge, attualmente in discussione alla commissione Cultura della Camera.

“Ho condiviso lo spirito delle parole di Brunetta sul Fus. Basterà un esempio per comprendere la ratio delle parole del ministro. In Italia le persone che assistono a spettacoli di musica lirica ammontano a 2 milioni su 60 milioni di abitanti. A fronte di questo bacino di utenza assolutamente residuale, gli enti lirici ricevono più del 60% dei fondi del Fus. Di questa somma ingente addirittura l’80% finisce in stipendi e costi di gestione. E’ evidente che qualcosa non va. Detto questo non si può pensare però di chiudere i rubinetti senza modificare prima radicalmente le norme in materia. La legge che stiamo per approvare in Parlamento è strumento essenziale e propedeutico al raggiungimento degli obiettivi fissati anche dal ministro Brunetta, al quale chiedo di appoggiare la riforma dello spettacolo dal vivo che reca la mia firma e che intende modificare funzioni, ruoli ma soprattutto la gestione e la concessione delle risorse pubbliche destinate alle aziende del settore. Senza nuove regole giuste ed efficaci rischiamo di provocare il fallimento di molte imprese e la contemporanea perdita di centinaia di posti di lavoro”.

 “Personalmente – dice Carlucci – speravo e puntavo all’approvazione della legge prima della pausa estiva. Purtroppo il provvedimento è molto complesso e investe profili ed aspetti estremamente delicati per gli stessi operatori del settore. Ottobre è un obiettivo ed un termine assolutamente ragionevole. Lo spirito bipartisan che anima quotidianamente il dibattito in commissione, ma soprattutto l’intenzione mia e della maggioranza di dare un nuovo assetto alla materia lasciano ben sperare”.

La legge ha una copertura economica?

“La copertura economica è già stata individuata alcuni mesi fa. Io personalmente ho avuto dei colloqui con i responsabili economici dell’attuale esecutivo per individuare le risorse necessarie a finanziare la legge. Nessun problema da questo punto di vista. L’art. 7 del testo unico definisce con grande chiarezza dove reperire i soldi necessari. Nel dettaglio: il 25 per cento dei fondi derivanti dalle estrazioni infrasettimanali del gioco del lotto, il 50 per cento dei fondi gestiti dall’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato relativi ai premi non riscossi del gioco del lotto e delle lotterie nazionali, il 5 per cento dell’intero ammontare delle entrate del sistema audiovisivo pubblico, i fondi dell’Unione Europea destinati allo spettacolo dal vivo, il 20 per cento di fondi Arcus. Risorse certe, già esistenti che dovevano soltanto essere destinate alla copertura finanziaria del provvedimento. Siamo riusciti a piegare la volontà politica alle esigenze della legge sullo spettacolo. Inoltre, grazie alla nostra legge sono stati trovati 10 milioni di euro, che afferiscono direttamente ai capitoli di bilancio del ministero dei Beni e Attività Culturali e che andranno, novità straordinaria, a finanziare il tax credit ed il tax shelter per il teatro”.

E’ stato chiarito il rapporto tra le istituzioni della Repubblica? La legge risponde alla domanda “chi fa cosa”?

“Questa è forse la domanda principale a cui risponde la legge. Finora le sovrapposizioni tra livello centrale e locale hanno generato enormi problemi nella gestione della materia. Gli articoli 3, 4 e 5 definiscono i compiti della Repubblica, della Conferenza unificata Stato-Regioni, delle Regioni, delle province delle città metropolitane, e dei comuni, secondo i principi di sussidiarietà adeguatezza, prossimità ed efficacia”.

In quale direzione vanno le richieste ed i suggerimenti che gli operatori hanno fatto pervenire ai firmatari della legge? Richieste che sono state accolte?

“Le richieste e le istanze che ci sono pervenute dagli addetti ai lavori investono quasi tutte profili di natura regolamentare, passibili di impugnazioni presso la Corte Costituzionale da parte delle Regioni. Purtroppo, uno dei principali problemi sorto in questi anni è stato costituito dai numerosi ricorsi delle Regioni le quali, ritenutesi lese nelle loro attribuzioni, hanno contestato in giudizio le decisioni dello Stato. Per risolvere tale complicazione dobbiamo varare una legge che stabilisca i principi generali per poi demandare al livello locale l’attuazione delle norme”.

Dove si vedranno, e quando, gli effetti più evidenti della riforma?

“Credo che alcuni effetti saranno assolutamente immediati. Gli operatori del settore, una volta approvata la legge, si metteranno immediatamente in linea con i principi in essa contenuti, pena l’esclusione dalla concessione dei finanziamenti. Perché la nuova normativa vada definitivamente a regime dovranno passare alcuni mesi. Vi sono dei passaggi burocratici e legislativi obbligati come la nomina dei membri del Consiglio Nazionale dello Spettacolo o l’approvazione dei decreti attuativi. Del resto il mondo dello spettacolo aspetta questo momento da 60 anni. Possiamo tranquillamente aspettare pochi mesi per vedere la nascita di questa legge di importanza e portata storica”.

Sarà una legge molto dipendente dal Fus ?

“Ritengo che in questi mesi il Fus e la gestione delle sue risorse siano stati spesso oggetto di strumentalizzazioni e mistificazioni le quali hanno generato soltanto confusione e polemiche sterili. Il mondo dello spettacolo ha bisogno di risorse pubbliche per vivere e sopravvivere. Noi discutiamo e critichiamo il modo in cui tali finanziamenti sono stati erogati finora e tale aspetto verrà completamente riformato grazie alla nuova legge. Lo Stato non può sottrarsi dall’assolvere funzioni che sono di pubblico interesse. Occorre innanzitutto che i fondi del Fus vengano utilizzati per aiutare e tutelare i nuovi talenti, i quali hanno bisogno di finanziamenti per riuscire a realizzare le loro prime opere. Poi i soldi devono essere utilizzati per la formazione degli operatori ma anche per la formazione del pubblico. Occorre educare la gente all’ascolto della musica alta e alla conoscenza del teatro, alla sua storia, se vogliamo creare un bacino di utenza significativo. Bisogna, infine, imporre criteri di qualità, di redditività e di economicità senza il rispetto dei quali non si può pretendere il becco di un quattrino dallo Stato. E’ finita l’era dei soldi a pioggia distribuiti sempre e comunque ai soliti noti. Vogliamo essere ricordati come il governo che ha voluto imporre e riconoscere in Italia il merito ed il talento, non le tessere di partito e le amicizie compiacenti”.

A proposito di Fus, che cosa ne pensa dell’invito che il ministro Brunetta ha rivolto al ministro Bondi affinchè chiuda “i rubinetti del Fondo Unico dello Spettacolo”?

“Ho condiviso lo spirito delle parole di Brunetta sul Fus. Basterà un esempio per comprendere la ratio delle parole del ministro. In Italia le persone che assistono a spettacoli di musica lirica ammontano a 2 milioni su 60 milioni di abitanti. A fronte di questo bacino di utenza assolutamente residuale, gli enti lirici ricevono più del 60% dei fondi del Fus. Di questa somma ingente addirittura l’80% finisce in stipendi e costi di gestione. E’ evidente che qualcosa non va. Detto questo non si può pensare però di chiudere i rubinetti senza modificare prima radicalmente le norme in materia. La legge che stiamo per approvare in Parlamento è strumento essenziale e propedeutico al raggiungimento degli obiettivi fissati anche dal ministro Brunetta, al quale chiedo di appoggiare la riforma dello spettacolo dal vivo che reca la mia firma e che intende modificare funzioni, ruoli ma soprattutto la gestione e la concessione delle risorse pubbliche destinate alle aziende del settore. Senza nuove regole giuste ed efficaci rischiamo di provocare il fallimento di molte imprese e la contemporanea perdita di centinaia di posti di lavoro”.

17 settembre 2009

Esab, firmato l’accordo: scendono dal tetto i sei operai del presidio

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 00:55

Migliorate le condizioni d’uscita per chi va verso la pensione, ma niente garanzie per il ricollocamento

MILANO – La protesta dei sei operai da quindici giorni sul tetto dell’Esab di Mesero, nel milanese, si chiude con una nota, apparsa sul blog dei 143 lavoratori che protestavano dal 22 giugno contro la decisione della proprietà, la Charter International, di chiudere alcuni stabilimenti e di mettere in cassa integrazione speciale 85 lavoratori dello stabilimento milanese. http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_settembre_16/


     blog lavoratori ESAB      http://quellideltetto.blogspot.com  

LA NOTA – «Quindicesimo e ultimo giorno, ore 12.45 – recita la nota-. L’assemblea ha deciso di firmare (52 voti a favore e 8 contrari). Non è un ottimo accordo, soprattutto per quanto riguarda il ricollocamento (da quell’orecchio l’azienda non ci sente). Abbiamo migliorato le condizioni d’uscita, soprattutto per chi verrà accompagnato alla pensione (integrazione fino al 90% dello stipendio), per gli altri 2 anni di cassa integrazione ed incentivo all’esodo di 24.000 euro per chi va in mobilità volontaria. Niente garanzie per quelli che vengono ricollocati presso la sede di Peschiera Borromeo»

LUCI E OMBRE – Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?. «L’accordo con l’Esab contiene luci e ombre – spiega il coordinatore nazionale Cub, Walter Montagnoli – ma è il massimo che si poteva ottenere». Montagnoli sottolinea poi che «i contenuti dell’intesa», il cui verbale per l’avvio della procedura della cassa integrazione sarà firmato domani a Roma al ministero del Lavoro, è il frutto, comunque «della lotta durissima che i lavoratori hanno intrapreso» nelle ultime settimane.

16 settembre 2009

Esab, firmato l'accordo: scendono dal tetto i sei operai del presidio

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 00:55

Migliorate le condizioni d’uscita per chi va verso la pensione, ma niente garanzie per il ricollocamento

MILANO – La protesta dei sei operai da quindici giorni sul tetto dell’Esab di Mesero, nel milanese, si chiude con una nota, apparsa sul blog dei 143 lavoratori che protestavano dal 22 giugno contro la decisione della proprietà, la Charter International, di chiudere alcuni stabilimenti e di mettere in cassa integrazione speciale 85 lavoratori dello stabilimento milanese. http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_settembre_16/


     blog lavoratori ESAB      http://quellideltetto.blogspot.com  

LA NOTA – «Quindicesimo e ultimo giorno, ore 12.45 – recita la nota-. L’assemblea ha deciso di firmare (52 voti a favore e 8 contrari). Non è un ottimo accordo, soprattutto per quanto riguarda il ricollocamento (da quell’orecchio l’azienda non ci sente). Abbiamo migliorato le condizioni d’uscita, soprattutto per chi verrà accompagnato alla pensione (integrazione fino al 90% dello stipendio), per gli altri 2 anni di cassa integrazione ed incentivo all’esodo di 24.000 euro per chi va in mobilità volontaria. Niente garanzie per quelli che vengono ricollocati presso la sede di Peschiera Borromeo»

LUCI E OMBRE – Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?. «L’accordo con l’Esab contiene luci e ombre – spiega il coordinatore nazionale Cub, Walter Montagnoli – ma è il massimo che si poteva ottenere». Montagnoli sottolinea poi che «i contenuti dell’intesa», il cui verbale per l’avvio della procedura della cassa integrazione sarà firmato domani a Roma al ministero del Lavoro, è il frutto, comunque «della lotta durissima che i lavoratori hanno intrapreso» nelle ultime settimane.

16 settembre 2009

14 settembre 2009

SALUTE E SICUREZZA – Cosa bisogna sapere

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 00:20

Breve guida alla legge sulla salute e la sicurezza.

Non descrive la legge in modo dettagliato, ma si limita ad elencarne i punti salienti.

La vostra salute, sicurezza e il vostro benessere sul luogo di lavoro sono tutelati dalla legge. Il vostro datore di lavoro ha il dovere di proteggervi e tenervi aggiornati sulle tematiche di salute e sicurezza. È vostra responsabilità prendervi cura di voi stessi e degli altri. Se avete un problema, parlatene col vostro datore di lavoro o, se disponibile, con un rappresentante della sicurezza.

La legge impone al vostro datore di lavoro di garantire, per quanto ragionevolmente possibile, la vostra salute, sicurezza e il vostro benessere sul luogo di lavoro.

Il vostro datore di lavoro deve consultarsi con voi o con il vostro rappresentante della sicurezza su questioni inerenti la vostra salute e sicurezza sul lavoro, tra cui:


– qualsiasi modifica che potrebbe mettere a repentaglio in modo concreto la vostra salute o

sicurezza sul lavoro, per esempio variazioni di procedure, modifiche ai macchinari o cambiamento dei metodi di lavoro;


– accordi presi dal datore di lavoro per farsi aiutare da personale competente a rispettare le leggi sulla salute e la sicurezza;


– informazioni che avete ricevuto sui rischi e i pericoli connessi alla vostra attività lavorativa, provvedimenti atti a ridurre o eliminare tali rischi e procedure da seguire se si deve affrontare un rischio o pericolo;


– pianificazione delle questioni di salute e sicurezza; e


– conseguenze sulla vostra salute e sicurezza derivanti dall’introduzione di nuove tecnologie.


In generale il vostro datore di lavoro è tenuto a:

rendere il vostro posto di lavoro sicuro ed eliminare i rischi per la salute;

assicurare che gli impianti e i macchinari siano sicuri e che siano installati e controllati regolarmente dei sistemi di sicurezza;

assicurarsi che gli articoli e le sostanze siano movimentati, immagazzinati e utilizzati in modo sicuro;

mettere a disposizione strutture previdenziali adeguate;

fornirvi le informazioni, le istruzioni, l’addestramento e la supervisione necessari per la vostra salute e sicurezza; In particolare, il vostro datore di lavoro è tenuto a:

valutare i rischi per la vostra salute e sicurezza;

prendere accordi per l’implementazione di provvedimenti per la tutela della salute e della sicurezza ritenuti necessari in seguito alla valutazione;

– nel caso in cui vi siano cinque o più dipendenti, registrare le conclusioni più significative della valutazione dei rischi e delle disposizioni relative ai provvedimenti per la tutela della salute e della sicurezza;

– nel caso in cui vi siano cinque o più dipendenti, preparare una dichiarazione sulle linee guida di sicurezza, comprese l’organizzazione e le disposizioni attuate per la salute e la sicurezza, e portarla alla vostra attenzione;

incaricare un responsabile competente di collaborare all’espletamento delle responsabilità di salute e sicurezza e consultare voi o il vostro rappresentante della sicurezza circa tale nomina;

collaborare al mantenimento della salute e della sicurezza con gli altri dipendenti che

condividono lo stesso luogo di lavoro;

approntare procedure di emergenza;

fornire strutture di primo soccorso adeguate;

– assicurarsi che il luogo di lavoro soddisfi i requisiti di salute, sicurezza e benessere,

relativamente a ventilazione, temperatura, illuminazione, strutture sanitarie, di lavaggio e

riposo;

– assicurarsi che le attrezzature di lavoro siano idonee dal punto di vista della salute e della

sicurezza per l’uso cui sono destinate, e verificare che siano soggette a manutenzione e

utilizzate correttamente;

prevenire o controllare adeguatamente l’esposizione a sostanze che potrebbero nuocere

alla vostra salute;

adottare precauzioni contro i pericoli derivanti da sostanze infiammabili o esplosive, dalle

apparecchiature elettriche, da rumori e radiazioni;

evitare pericolose operazioni di movimentazione manuale, e laddove non possano essere

evitate, ridurre i rischi di ferimenti;

– fornire un servizio di sorveglianza atto a garantire la vostra salute;

fornire gratuitamente indumenti o dispositivi protettivi, nel caso in cui i rischi non

possano essere controllati in modo adeguato con altri mezzi;

– assicurarsi che sia predisposta e mantenuta una segnaletica di sicurezza appropriata;

riferire di eventuali ferimenti, malattie ed episodi pericolosi all’autorità competente in

materia di salute e sicurezza (vedere il riquadro sottostante per informazioni a riguardo)

In qualità di dipendenti, la legge impone anche a voi dei doveri, e più precisamente:

prendervi ragionevolmente cura della vostra salute e sicurezza e di quella delle persone che potrebbero subire le conseguenze delle vostre azioni o negligenze;

collaborare con il vostro datore di lavoro in materia di salute e sicurezza;

usare correttamente gli strumenti di lavoro (compresi i dispositivi di protezione

personali) forniti dal vostro datore di lavoro attenendosi alle istruzioni ricevute o alle

informazioni ricevute in fase di addestramento; e

utilizzare in modo appropriato e non interferire con qualsiasi cosa non fornita per la vostra salute, sicurezza o per il vostro benessere.

Se si ritiene che sul luogo di lavoro vi siano problemi di salute e sicurezza discutetene innanzitutto con il vostro datore di lavoro, supervisore o direttore. Potreste anche discuterne con il rappresentante della sicurezza, se disponibile. Voi, il vostro datore di lavoro e il vostro rappresentante della sicurezza potete procurarvi in modo riservato informazioni in materia di salute e sicurezza contattando la CUB-Informazione.

Se ritenete che il vostro datore di lavoro vi esponga a dei rischi e non assolva i suoi doveri legali, e se glielo avete già fatto notare senza ottenere una risposta soddisfacente, potete contattare l’autorità competente in materia di salute e sicurezza sul vostro luogo di lavoro. Gli ispettori potranno dare consigli sulle modalità atte a conformarsi alla legge. Hanno anche il potere di far rispettare tale legge. Il servizio di consulenza di medicina del lavoro può fornire consigli sulla salute sul luogo di lavoro. Il vostro datore di lavoro vi darà nominativi e indirizzi. Per ottenere consulenze sulle precauzioni generali antincendio rivolgetevi ai Vigili del Fuoco o al vostro responsabile in materia di prevenzione degli incendi.


7 settembre 2009

Amianto: Il TAR del Lazio Condanna il Governo e la Direzione Centrale INAIL

Filed under: Uncategorized — Tag:, — Lavoratoriscala @ 15:24

Amianto: Il TAR del Lazio Condanna il Governo e la Direzione Centrale INAIL
Accolto il ricorso delle associazioni dei lavoratori esposti all’amianto
(25 giugno 2009)

DAVIDE VINCE CONTRO GOLIA: UNA VOLTA TANTO ANCHE I LAVORATORI VINCONO.

L’Associazione Italiana Esposti Amianto, a cui si sono aggiunte successivamente altre associazioni tra cui il Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio di Sesto San Giovanni (Mi), la CON.F.A.I.L, l’Associazione Vittime dell’Amianto Nazionale Italiana (A.V.A.N.I.), nei mesi scorsi avevano presentato ricorso contro il governo italiano e l’Inail per violazione delle norme costituzionali.                      Asbestos: the Hidden Killer campaign In questi anni migliaia di lavoratori esposti all’amianto, le loro mogli e figli sono stati contaminati dall’amianto killer, a migliaia si sono ammalati e sono morti, mentre le loro famiglie aspettano invano da anni giustizia. Con il decreto del 12-03-2008 del Ministro del Lavoro, in concerto con il Ministro dell’Economia e il Ministro delle Finanze e successivamente con l’atto dell’Inail (direzione centrale) del 19-05-2008, il governo Prodi tramite i ministri Cesare Damiano e Padoa Schioppa ha leso i diritti di migliaia di lavoratori esposti all’amianto. La legge 257 del 1992 concedeva a questi lavoratori, a causa della minore aspettativa di vita, un risarcimento, facendoli andare in pensione un po’ prima per allontanarli dalla fonte di esposizione cancerogena. Le polveri di amianto, come dimostrato dalla scienza medica, sono cancerogene indipendentemente dalla quantità (anche una sola fibra può produrre il mesotelioma ovvero quel tumore che non ha altre cause se non l’esposizione ad amianto) e con gli atti di indirizzo e i successivi atti dell’Inail il governo, riconoscendo i periodi di esposizione all’amianto fino all’inizio della bonifica e non oltre il 02-10-2003 solo in alcuni siti, ha discriminato i lavoratori riconoscendo solo ad alcuni la possibilità di usufruire del risarcimento del danno subito, escludendo e limitando il diritto della maggioranza dei lavoratori interessati che hanno lavorato a contatto con l’amianto in altri siti industriali non oggetto degli atti di indirizzo. Le nostre associazioni, tramite il nostro legale Avv. Ezio Bonanni del Foro di Roma, ritenendo tutto questo lesivo degli interessi dei loro associati e di tutti i lavoratori italiani, hanno inoltrato il ricorso al TAR del Lazio per tema di lesione dei diritti e delle libertà fondamentali e ora il Tribunale, con la sentenza n. 5750/2009, ci ha dato ragione.

Con la sentenza emessa “il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio – Sezione Terza bis definitivamente pronunciando sul ricorso un epigrafe, lo accoglie per l’effetto annulla il D.M. del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e del Ministero dell’Economia e Finanze in data 12 marzo 2008 e l’atto di cui alla nota INAIL – Direzione Centrale prestazioni – ufficio III N. 60002 del 19 maggio 2008 nella parti e secondo le modalità in motivazione indicate. Condanna…….”. Un passo significativo della sentenza dice: “Non è dato comprendere la ragione per cui l’amministrazione nel regolamento attuativo ha inteso introdurre la limitazione collegata ai soli reparti di esposizione diretta all’amianto, in quanto in altre occasioni la stessa ha invitato l’INAIL a non considerare i soli reparti all’interno delle singole realtà produttive”.

La sentenza, articolata in 21 pagine, accoglie il ricorso su tutta la linea evidenziando l’illegittimità dell’operato dei Ministri del Governo e dell’Inail che hanno fortemente discriminato i lavoratori esposti all’amianto. Ora si aprono le porte per tutti i lavoratori e centina di processi che hanno dato torto ai lavoratori dovranno essere rivisti.

 Sesto San Giovanni, 24-06-2009

Associazione Italiana Esposti Amianto
Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

fonte: adelantecompaneros@fastwebnet.it 

3 settembre 2009

Amianto alla Scala, bonifica tardiva –

Filed under: Uncategorized — Tag:, — Lavoratoriscala @ 18:47

Tiboni, CUB: “Ennesimo intervento a scoppio ritardato alla faccia della tutela della salute di lavoratori e cittadini.”02-09-2009

Il sindacato di base aveva allertato circa la presenza di amianto già alla fine dello scorso anno. Chiusa per due mesi la galleria del teatro milanese per l’eliminazione dalla fibra nociva.

0407200902204072009065proiettori volta platea

 I primi a segnalarlo erano stati i sindacalisti della CUB alla fine di novembre dello scorso anno (notizia riportata da CRONACA QUI il 26 novembre e da EPOLIS Milano il 12 febbraio di quest’anno), la cui presenza causerà la chiusura della galleria del Teatro alla Scala di Milano per circa due mesi, fino alla fine di ottobre.
 Al contrario è solo di qualche giorno fa la decisione di Comune, Asl e Fondazione Teatro alla Scala di iniziare i lavori di bonifica dell’amianto, in accordo con il sindaco Letizia Moratti e il sovrintendente Stéphane Lissner, un intervento previsto già alla fine di luglio ma posticipato al 26 agosto per la richiesta dell’Asl di mappare tutta la sala.
 “Contrariamente a quanto si vorrebbe far passare ora, il materiale tossico era stato rinvenuto proprio l’anno scorso da un gruppo di lavoratori all’interno dei locali frequentati dalle maestranze tecniche e dai vigili del fuoco” Specifica Piergiorgio Tiboni, coordinatore nazionale della CUB. “Parliamo del rivestimento delle bocche dei fari sala, nella zona cupola soprastante la platea, oltre a una sua presenza sparso all’interno del locale delle parti adiacenti le passerelle di servizio.” vi
 A suffragare ulteriormente la presenza di amianto è la patologia riscontrata a un vigile del fuoco direttamente legata alla fibra di amianto ( il mesotelioma pleurico).
 Da parte degli stessi lavoratori era stata richiesta un’immediata verifica da parte della dirigenza e delle autorità competenti la Fondazione, e la successiva e tempestiva bonifica dei locali indicati dalla fibra di questo pericoloso materiale.
 “Adesso fingono di preoccuparsi della salute di chi va a teatro, soprattutto per evitare che chi aveva già comprato i biglietti per gli spettacoli di settembre chieda il rimborso. In realtà questo intervento a scoppio ritardato non tiene minimamente conto della salute dei lavoratori e viene fatto solo per non perdere la faccia.” Conclude Tiboni.

MILANO, 01 settembre 2009.

CUB – Confederazione Unitaria di Base
V.le Lombardia, 20 – 20131 Milano
tel. 02 70631804 – Fax 02 70602409

Amianto alla Scala, è scontro sul ritardo dei lavori di bonifica

Filed under: Uncategorized — Tag:, — Lavoratoriscala @ 17:49

Amianto alla Scala, è scontro sul ritardo dei lavori di bonifica

La Scala sta cercando posti alternativi per i loggionisti per il balletto del 5 settembre. E per il concerto inaugurale della rassegna MiTo ci sarà il rimborso dei biglietti per gli spettatori che non riusciranno ad avere posti sostitutivi
di Anna Cirillo

Gran rabbia per la figuraccia della Scala rimessa a nuovo nel 2002 dove solo adesso si scopre l’amianto nel loggione, e grandi manovre. Il Comune sta pensando di organizzare un concerto gratuito nel teatro per i loggionisti che resteranno a bocca asciutta da qui alla fine di ottobre, 21 spettacoli in cartellone in settembre e 16 in ottobre. Sono 275 i posti in meno nella seconda galleria, chiusa al pubblico per la bonifica nel locale luci della sopravolta: l’e ternit sta lì dagli anni Cinquanta-Sessanta. Si rimuove ora, a stagione iniziata, tra disagi e scompigli.

Il sindacato di base aveva comunicato la presenza di amianto alla fine dello scorso anno e ad agosto aveva anche minacciato il ricorso all’avvocato se non fosse stato tolto. Piergiorgio Tiboni, coordinatore nazionale del Cub, parla di bonifica tardiva. «Il materiale tossico era stato scoperto dai lavoratori nel rivestimento delle bocche delle luci e nelle parti adiacenti le passerelle di servizio — dice — A confermare i sospetti sulla sua presenza era stata anche la morte di un vigile del fuoco per mesotelioma pleurico, e il fatto che un suo collega si sia ammalato della stessa patologia. Avevamo richiesto subito la bonifica. Questo intervento tardivo è fatto per non perdere la faccia».

L’eternit non fu individuato nel 2002 perché «le bocche delle luci non furono oggetto di restauro e le campionature dell’aria sono sempre state negative all’amianto — dice Antonio Acerbo, direttore dell’Ufficio tecnico di Palazzo Marino. — A dicembre le bocche sono state incapsulate e si era deciso di bonificare in agosto. Ma c’è stato un ritardo». «È assurdo non aver tolto quell’amianto quando fu fatta la ristrutturazione — esordisce il ministro della Difesa, Ignazio La Russa — Ora però la salute viene prima di tutto. Non è un dramma se la Scala resta chiusa in parte per due mesi, mi auguro solo che sia a posto per il 7 dicembre. E i loggionisti dovrebbero essere risarciti con repliche degli spettacoli, in altro giorno o orario».

Gabriele Albertini, sindaco ai tempi della ristrutturazione, spiega che «fu l’intervento più colossale di rigenerazione del nuovo e di restauro dell’antico dopo Maria Teresa d’Austria. Quell’area luci non è stata toccata, ma mi sembra un dettaglio minimo, non toglie niente all’opera». «Di amianto non si parlò mai e poi mai durante il restauro» aggiunge Salvatore Carrubba, all’epoca assessore alla Cultura. Il primo appuntamento che verrà limitato è l’inaugurazione del festival MiTo: il 4 settembre alla Scala suonerà la Filarmonica di San Pietroburgo, concerto già tutto esaurito. Gli organizzatori hanno deciso che i loggionisti verranno rimborsati e avranno diritto ad uno sconto del 20 per cento sull’acquisto di un qualsiasi altro biglietto del festival a Milano. E sono già stati messi a disposizione 44 posti sostitutivi nella seconda galleria, mentre tutti i loggionisti hanno ottenuto una nuova sistemazione per il concerto dell’orchestra Verdi il 6 settembre.

Pure la Scala si sta muovendo: la prima serata coinvolta, il 5 settembre, è il balletto Sogno di una notte di mezza estate con Roberto Bolle, (non presente in tutte le repliche). Si sta tentando di distribuire i loggionisti nelle diverse serate. Furente l’a ssessore alla Cultura Finazzer Flory. «Mi chiedo come sia stato possibile non aver individuato l’amianto prima — dice — . Ora noi i lavori li possiamo chiudere in una settimana, poi l’Asl deve fare i controlli. Ma entro fine ottobre sarà tutto finito».

amianto rassegna stampa

AGI
http://www.agi.it/milano/notizie/200909011730-spe-r012485-scala_bonifica_amianto_per_lavoratori_cub_intervento_tardivo
 
ASCA
http://it.notizie.yahoo.com/19/20090901/tit-scala-cub-su-amianto-bonifica-tardiv-59fdfba.html
 
APCOM
http://notizie.virgilio.it/notizie/cronaca/2009/09_settembre/01/scala_cub_bonifica_amianto_tardiva_nostra_segnalazione_del_2008,20526149.html?pmk=rss
 
L’ESPRESSO.IT
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/amianto-alla-scala-e-scontro-sul-ritardo-nellopera-di-bonifica/2108552
 
REPUBBLICA MILANO.IT
http://milano.repubblica.it/dettaglio/amianto-alla-scala-e-scontro-sul-ritardo-dei-lavori-di-bonifica/1709219
 
 IL GIORNALE.IT
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=379269

 
GIORNALE DI ZONA.COM
http://www.giornaledizona.com/notizie/cultura/scala-cub-su-amianto-bonifica-tardiva.asp

 
IL QUOTIDIANO SICILIANO.IT
http://www.ilquotidianosiciliano.it/articolo.php?id=37085
 
INDYMEDIA
http://lombardia.indymedia.org/node/21171
 
NEWSTIN
http://www.newstin.it/rel/it/it-010-002022185
 
MY BLOG JOURNAL.COM
http://www.myblogjournal.com/it/Italia/all/scala-cub-su-amianto-bonifica-tardiva/channels/2/1/entries/263570

 
RADIO CITTA’ APERTA.IT
http://www.radiocittaperta.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1999&Itemid=9

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