Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

29 maggio 2012

Nuovo cda alla Scala, ma un membro arrivera’ solo nel 2013

Filed under: General — Lavoratoriscala @ 22:58

Lombardia. Percorso:ANSA.it

Confermato per altri cinque anni il sovrintendente Lissner

(ANSA) – MILANO, 29 MAG – Da oggi la Scala di Milano ha un nuovo consiglio di amministrazione, anche se uno degli 11 membri previsti dallo statuto ancora non e’ stato nominato. Arrivera’, con l’ingresso di un nuovo socio privato, con ogni probabilita’ il prossimo anno. Come primo atto il consiglio – dove rispetto al cda uscente sono cambiati solo i rappresentanti dello Stato con Margherita Zambon e Alessandro Tuzzi al posto di Francesco Micheli e Massimo Ponzellini – ha confermato il sovrintendente Stephane Lissner che restera’ in carica fino al 28 maggio 2017.(ANSA).

Giuliano Pisapia (come presidente) e il sovrintendente Stephane Lissner. Margherita Zambon e Alessandro Tuzzi in rappresentanza dello Stato (sostituiscono, non senza polemiche, il finanziere Francesco Micheli e Massimo Ponzellini, quest’ultimo da ieri agli arresti domiciliari per il credito erogato alla concessionaria Atlantis di Francesco Corallo), Fiorenzo Tagliabue in rappresentanza della Regione, Guido Podestà per la Provincia, Bruno Ermolli per la Camera di commercio, Giovanni Bazoli per Fondazione Cariplo, Aldo Poli per la Fondazione Banca del Monte di Lombardia, Paolo Scaroni con Eni (ieri in videoconferenza). Anche il sovrintendente rimarrà al Piermarini fino al maggio del 2017. Durante il prossimo cda, fissato per il 18 giugno, si parlerà delle sue deleghe, tema su cui ieri si è preferito soprassedere, dopo una discussione animata. Prima, però, c’è un altro appuntamento importante: l’incontro tra il sindaco Giuliano Pisapia e i lavoratori della Scala. Tra i temi che saranno affrontati, anche il nuovo contratto di lavoro.

Anche il nostro (neo) ex rappresentante statale del CDA Scala fa notizia!

Bpm: arrestato ex presidente Ponzellini- Indagati Milanese e Chiesa. 29 maggio, 10:49

Bpm: arrestato ex presidente Ponzellini (ANSA) – ROMA, 29 MAG – Ordinanze di custodia cautelare in carcere da parte della Guardia di Finanza, nell’ambito dell’inchiesta per in finanziamenti a B-Plus da parte della Banca Popolare di Milano. L’ex presidente di Bpm Massimo Ponzellini è finito agli arresti domiciliari, insieme a un suo ex collaboratore Antonio Cannalire. Indagati anche Marco Milanese e l’ex direttore generale della banca, Enzo Chiesa. Nell’inchiesta vengono contestate presunte tangenti per 5,7 mln di euro.

Anche il suo amico (neo ) ex rappresentante statale del CDA Scala sfoga notizie. L’ accusa Sfogo a «Prima Comunicazione»: ho pagato il no a Dudamel

Micheli: la Scala sta diventando un prodotto turistico

«Collaboratore di Ornaghi in cda? Scandaloso»

Più che sassolini sono macigni. Per settimane Francesco Micheli ha mantenuto il silenzio. Nemmeno quando la «tifoseria» si è scatenata a suo favore (i nomi sono tanti, si va da Zubin Mehta, a Giulia Maria Crespi) ha proferito verbo. Ora però, basta tacere. Il cda della Scala è stato rinnovato senza di lui ed è arrivato il momento di fare qualche precisazione. Su interessi, regolamenti di conti, posizioni scomode, scelte «pericolose» che coinvolgono il Piermarini. Ci sono anche nomi e cognomi: da Stéphane Lissner, a Gustavo Dudamel, fino a Lorenzo Ornaghi. Micheli si lascia andare in una lunga intervista rilasciata a Ivan Berni per «Prima Comunicazione», in uscita oggi. I nodi sono tanti. Ma è la Scala il centro del discorso. A partire dal rinnovo del Cda e dai suoi componenti: il ministro per i Beni culturali ha sostituito Micheli e Massimo Ponzellini con l’ imprenditrice farmaceutica Margherita Zambon e il vicedirettore amministrativo della Cattolica, Alessandro Tuzzi. «Alla Scala – analizza Micheli – c’ è un blocco di interessi che non sopporta chi è critico sulle scelte del teatro. Ed è noto che c’ è una lobby interna che mi ha molto sofferto. Detto questo, è scandaloso e offensivo che, in un governo presieduto da un uomo della caratura di Mario Monti, il ministro designi un suo giovane collaboratore per un cda che ha nomi come Pisapia, Podestà, Bazoli, Poli, Scaroni, Tagliabue, Ermolli». Poi si passa al soprintendente. «In una prima fase ho appoggiato l’ arrivo di Lissner. Ci voleva un papa straniero per salvare la patria». Le crepe, però, sono arrivate con la proposta di un nuovo direttore musicale. «A un certo punto è spuntato il nome di Gustavo Dudamel e mi sono messo di traverso impedendo che venisse nominato un direttore totalmente digiuno di cultura musicale italiana. Karajan amava ripetere che senza una sessantina di titoli in repertorio non si può dirigere alla Scala. Dudamel (…) è inadatto a interpretare la complessità dell’ opera di scuola italiana. Mi sono battuto perché si evitasse questo errore e ho premuto, col consenso di tutti, perché arrivasse Daniel Barenboim, un gigante. Non me l’ hanno perdonato». Le scelte artistiche. E quelle gestionali. «Se non fosse per i contributi giunti solo grazie alla capacità di Bruno Ermolli, la Scala avrebbe bilanci scassati come gli altri teatri lirici italiani. Ma se Ermolli trovasse di meglio da fare, cosa accadrebbe? Oggi il bilancio preventivo è in equilibrio formale a condizione che quest’ anno venga coperto un differenziale negativo sugli 8 milioni. La previsione di pareggio si basa sul presupposto che arrivi un nuovo socio e che le istituzioni pubbliche non solo non taglino ma addirittura diano maggiori apporti. Cosa, questa, piuttosto velleitaria, visti i chiari di luna. L’ impegno del cda non potrà che essere quello di definire un nuovo modello di gestione al più presto, come sottolinea il recente studio di McKinsey». Delusione, tanta. E una preoccupazione, la Scala: «Purtroppo – conclude Micheli, che come pochi conosce la macchina artistica del teatro – viene ridotta sempre più a prodotto turistico, come il Colosseo. Non a caso Diego Della Valle, che è bravissimo, è diventato sponsor di entrambi. È un grande comunicatore, investe su due brand che hanno il massimo grado di penetrazione mondiale. Peccato però che la Scala non sia un monumento archeologico». Un sospiro. E un’ ultima considerazione: «La Scala non deve diventare un teatro qualsiasi o un monumento da visitare. Pena la sua morte culturale. E su questo il creatore di Tod’ s è molto sensibile». RIPRODUZIONE RISERVATA **** Martedì il Consiglio Socio privato? Previsto per martedì il primo Cda della nuova Scala, quello allargato a 11 consiglieri, come prevede lo statuto autonomo. Ma per quella data ci sarà – si chiedono in molti – il nuovo socio privato che dovrebbe portare nuove risorse al bilancio? Difficile saperlo. Per ora una cosa è certa: all’ ordine del giorno del consiglio c’ è la conferma del soprintendente Stéphane Lissner. Sacchi Annachiara-Pagina 6-(26 maggio 2012) – Corriere della Sera

20 maggio 2012

MACAO libera Palazzo Citterio- Dossier sul palazzo.

Filed under: Eventi- manifestazioni — Lavoratoriscala @ 22:34

tumblr_m4a2verOmf1rsdj75o1_1280  MACAO libera Palazzo Citterio

È con piacere che inauguriamo nuovamente MACAO, centro per le arti, la cultura e la ricerca di Milano. Un grande esperimento di costruzione dal basso di uno spazio dove gli artisti e i cittadini possono riunirsi per inventare un nuovo sistema di regole e sperimentare nuovi linguaggi comuni.

MACAO AL LAVORO!   ▼ http://www.macao.mi.it/

A Macao oggi si ricomincia a progettare.
Il tavolo degli architetti è già al lavoro, sia per la gestione e la cura del luogo, sia per la sistemazione spaziale dei tavoli in corso oggi.
Il tavolo video ha cominciato un’inchiesta sullo stato in cui verte Palazzo Citterio.

Questo luogo meraviglioso va riconsegnato alla cittadinanza e insieme dobbiamo chiedere con forza l’apertura di un tavolo per verificare l’efficacia degli ultimi fondi ”finalmente” stanziati.
L’Amministrazione Comunale insieme al Mibac, al di là delle strumentalizzazioni, dovrebbero leggere dietro questo gesto un altissimo atto di cittadinanza.
Cittadini che davanti allo scempio perpetrato negli ultimi decenni verso i beni culturali e i beni comuni, da politiche di destra e di sinistra indiscriminatamente, vogliono partecipare attivamente e propositivamente alla gestione e alla cura di ciò che fa parte del loro patrimonio artistico e culturale.
Siamo fiduciosi che gli ultimi fondi stanziati che ammontano a 23 milioni di euro potranno finalmente cominciare a migliorare lo stato in cui verte Palazzo Citterio, ma non possiamo dimenticare che i penultimi 52 milioni di euro stanziati sono spariti nel nulla neanche un paio di anni fa. Per questo la fiducia non basta più.
Macao denuncia attraverso i corpi e a viso scoperto un altro nodo simbolo di mal governo del paese.

Crediamo fermamente che l’amministrazione della città e il governo di questo paese non possano tirarsi indietro davanti alla richiesta di una politica culturale trasparente, avanzata da migliaia di cittadini.
Una mancanza del genere sarebbe la testimonianza più vivida dell’ennesimo piano ambiguo in corso, attorno al progetto di Grande Brera.
Insieme chiediamo che i cittadini, gli studenti e i lavoratori di Brera, i lavoratori dell’arte, dello spettacolo e della cultura, possano indicare, in un percorso di lavoro congiunto, quale sia il progetto migliore per Grande Brera.

Viva Macao e buon lavoro a tutti.

Siamo una rete di soggetti che stanno operando fianco a fianco all’interno di questa lotta: Nuovo Cinema Palazzo di Roma, Teatro Valle Occupato di Roma, Sale Docks di Venezia, Teatro Coppola di Catania, Asilo della Creatività e della Conoscenza di Napoli, Teatro Garibaldi Aperto di Palermo

 Dossier su Palazzo Citterio  

Palazzo Citterio è una dimora nobiliare situata nel centro storico di Milano, in via Brera, risalente alla seconda metà del Settecento. Acquistato per  un miliardo e 148 milioni di lire dal demanio dello Stato su richiesta del Ministero per i Beni e le Attività Culturali nel 1972  per essere destinato ad attività espositive e culturali in relazione alle esigenze di espansione della Pinacoteca di Brera.Dopo un primo intervento di adeguamento funzionale i lavori sono stati interrotti fino a quando a metà degli anni ‘80, per interessamento degli Amici di Brera con finanziamenti della Fondazione San Paolo, fu redatto un nuovo progetto dall’architetto inglese James Stirling  nel 1986 che prevedeva l’insediamento nel palazzo di un moderno museo ad ampliamento della Pinacoteca di Brera. L’intervento non è poi stato realizzato se non per il volume interrato rimasto non completato.

Nel 2008 venne bandita una gara per l’attuazione del progetto cosiddetto «Brera in Brera», limitata al solo Palazzo di Brera, vinta da Mario Bellini e Associati, basato sul trasferimento dell’Accademia di Belle Arti tra Palazzo Citterio e il campus di Bovisa, e sull’allargamento della Pinacoteca nell’edificio stesso di Brera. Ma una volta espletata la gara, sono emersi due fatti: la mancanza dei finanziamenti e la consapevolezza che il trasferimento dell’Accademia non poteva essere un atto automatico.

Momento di svolta e apparente accelerazione è il 30 dicembre 2009 quando il Governo (Brera è un museo statale) nomina Mario Resca, già da tempo  direttore generale del Ministero dei Beni culturali con lo specifico incarico di valorizzare il patrimonio, uomo d’azienda (per anni ha guidato McDonald’s in Italia), ora commissario straordinario per la realizzazione della Grande Brera, con il preciso intento di semplificare le procedure e di condurre in porto l’immane operazione della Grande Brera. La spinta viene anche dall’evento EXPO in calendario a Milano nel 2015, e dalla necessità di trasformare Brera nella vetrina di presentazione della città al mondo. Resca, neo-incaricato, nomina un soggetto attuatore, cioè un coordinatore responsabile dell’intervento,  nella persona di Mauro Della Giovampaola, all’epoca “coordinatore dell’unità tecnica di missione per la realizzazione delle infrastrutture per le opere per i 150 anni dell’Unità d’Italia”. La Grande Brera viene così inserita nel programma dei 150 anni, e in questo ambito individuato un finanziamento di 52 milioni di euro.

Il 10 febbraio 2010 Mauro Della Giovampaola viene arrestato nell’ambito dell’inchiesta fiorentina sugli appalti per il G8 alla Maddalena, insieme ad altri tre personaggi che faranno cronaca per molti mesi: Angelo Balducci, presidente del Consiglio superiore di lavori pubblici, l’imprenditore Diego Anemone, e Fabio De Santis, provveditore alle opere pubbliche della Toscana. Della Giovampaola in quel momento è anche soggetto attuatore per il progetto Nuovi Uffizi. L’accusa per tutti è corruzione continuata, in concorso.

All’interno del commissariamento che, attraverso la sospensione delle normali procedure democratiche permette un uso predeterminato ed incontrollato dei finanziamenti pubblici, i 52 milioni sono spariti e non saranno più recuperabili.

Il piano B, per togliere dall’impasse la “cricca”, viene suggerito dallo stesso architetto vincitore del concorso di progettazione, che individua nel riutilizzo di Palazzo Citterio, una soluzione che può accontentare tutti.

Palazzo Citterio è da tantissimi anni al centro del dibattito sul rilancio di uno dei musei più significativi d’Italia. È stato spesso usato come palliativo per allentare le tensioni esistenti tra la Pinacoteca e l’Accademia che per quantità di spazio non riescono a convivere all’interno della struttura di Brera.

La risoluzione del problema è stata continuamente disattesa e il recente annuncio di un finanziamento di 23 milioni di euro stanziato dal CIPE, Comitato interministeriale per la Programmazione Economica-Presidenza del Consiglio dei Ministri, che copre in minima parte la previsione di spesa di 160 milioni per la creazione della Grande Brera, non risolve la questione.

Questi soldi, invece di essere da subito impiegati per mettere in sicurezza i tanti problemi di Brera verranno spesi per costruire una vetrina in vista dell’Expo e gli spazi destinati, secondo il primo progetto dell’architetto Bellini, alle aule dell’Accademia vengono nel nuovo progetto occupati da bookshop e caffetteria e dai servizi di natura commerciale.

Occorre fare chiarezza sulla struttura del bando per l’assegnazione dei lavori, su come verranno assegnati e gestiti gli appalti e sulla natura e i vincoli che il capitale privato, che servirà  necessariamente a completare il progetto, porrà al progetto stesso.

Un’altro dato significativo è che ad oggi, per come è pensato, il progetto Grande Brera snatura lo spirito originale legato al rapporto diretto e di scambio tra il museo e la scuola. Un rapporto che, nel panorama internazionale  ha reso unica la Pinacoteca, insediata nello stesso immobile e nata per fini didattici.

17 maggio 2012

Lunedì 28 maggio Manifestazione in Musica delle Fondazioni musicali italiane

Filed under: Eventi- manifestazioni,General — Tag: — Lavoratoriscala @ 17:19

Lunedi’ 28 maggio si terra’ la manifestazione unitaria a Roma dei lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche con un concentramento in Piazza S.S. Apostoli a partire dalle ore 14.00. Successivamente ci sara’ un presidio in via del Collegio Romano, sede del ministero dei Beni e Attivita’ Culturali, durante il quale si chiedera’ di essere ricevuti. La musica italiana sara’ volano per reclamare la difesa di un patrimonio dei cittadini e diffonderla secondo i dettami dell’articolo 9 della Costituzione italiana. Al centro della manifestazione il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, gli effetti distorcenti dell’applicazione della Legge 100, le problematiche dei finanziamenti pubblici del settore, la mancanza di una vera legge di riforma per il comparto.

E’ auspicabile una partecipazione numerosa, visti i temi in ballo (Legge 100, rinnovo CCNL, Permessi Artistici tra le altre cose).

Manifestazione in Musica  delle Fondazioni musicali italiane in favore della   Cultura  e contro le leggi e i decreti che la mortificano.

PROGRAMMA

Lunedi 28 maggio c.m. , si terrà la manifestazione unitaria dei lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche  con il sostegno di CGIL CISL UIL FIALS , con un concentramento in Piazza SS Apostoli (vicino a Piazza Venezia ) a partire dalle ore 14.00.

Nell’occasione gli Artisti delle Fondazioni offriranno alla cittadinanza   un spettacolo di carattere musicale e  danzato distribuito in vari momenti  (non consecutivi) .

I brani* che verranno eseguiti sono :

G.Verdi – Nabucco : “Va Pensiero    
W.A.Mozart  –Requiem : “Dies Irae”
 G.F.Haendel- Messiah : “Hallelujah”
 L.van Beethoven- Sinfonia n.9 , IV movimento “An die Freude”  , iniziando da batt.517. Taglio da batt. 763 a  843. Da 844 vive fino alla fine .
P.I. Tchaikovsky:  estratto dal Lago dei Cigni (con  il Balletto dell’Opera di Roma)    G.Mameli : Inno (eventuale)
Sono assolutamente accette iniziative da parte delle Compagnie di Danza, oltre a quella già pianificata dell’Opera di Roma,  purchè di natura compatibile  con lo spazio  a nostra disposizione
In seguito si attuerà un presidio  in via del Collegio Romano, sede del Ministero  dei Beni  e  Attività   Culturali,  con la finalità che venga ricevuta dal Ministro una delegazione   mista tra lavoratori e Sindacati
Il Corteo Potrà stazionare nelle zone suddette fino e non oltre le  h 19,00.
APPELLO DI ANTONIO PAPPANO, CLAUDIO ABBADO,  MAURIZIO POLLINI, ZUBIN MEHTA, DANIEL BARENBOIM, DANIELE GATTI.
“Ho appreso della manifestazione spontanea dei musicisti delle fondazioni liriche e sinfoniche italiane, in difesa della cultura e della musica come patrimonio dell’Umanità, fissata per il prossimo 28 maggio. Do la mia personale adesione all’iniziativa e alle sue motivazioni e mi rivolgo con questo appello al Signor Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Prof. Lorenzo Ornaghi.
Mi risulta, Signor Ministro, che dal 1° gennaio sia stato fatto divieto ai musicisti delle Fondazioni liriche e sinfoniche di poter svolgere attività autonoma. Trovo inconcepibile e innaturale, dal mio punto di vista, che possa essere vietata a un musicista la libera espressione artistica.
Non trovo una logica in questo divieto, attuato per effetto di legge solo in Italia; un divieto che non esiste in nessun paese democratico, né in Europa né nel resto del mondo.
Il fatto poi che il divieto riguardi solo i musicisti delle Fondazioni liriche e sinfoniche, mentre coloro che insegnano nei Conservatori o che fanno parte di altre Istituzioni musicali continuino a fare legittimamente attività artistiche autonome, è assolutamente incomprensibile. Mi auguro che si trovi un’urgente soluzione a questa mortificante situazione.
Approfitto di questo appello, Signor Ministro, per sottoporre alla Sua sensibilità un’altra questione delicata: quella del rinnovo del contratto di lavoro per i lavoratori delle Fondazioni liriche e sinfoniche, scaduto ormai nel 2003. Attendiamo pertanto da quasi dieci anni che esso venga rinnovato come prevedrebbe, oltre che la normativa, anche il buon senso.
Immagino, dopo tanti anni, che il vecchio contratto possa non essere più in linea con i tempi e, visto che le parti interessate stanno lavorando per il suo rinnovo, La prego, Signor Ministro, di far sì che si possa dotare la musica di un contratto moderno, che guardi ai migliori modelli europei, che possa ridare entusiasmo al settore e dotare le Fondazioni di utili strumenti per meglio poter competere con le altre grandi Istituzioni musicali mondiali.
Nel porgerLe i miei più sentiti e cordiali saluti, mi permetto di mettere a Sua disposizione la mia esperienza musicale e la mia conoscenza dei teatri internazionali.
 
F.to
Antonio Pappano, Claudio Abbado, Maurizio Pollini, Zubin Mehta, Daniel Barenboim, Daniele Gatti.
(le firme autografe sono depositate in Accademia)
Da Piazza S.S. Apostoli una delegazione delle Fondazioni si recherà in Via del Collegio Romano, sede del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, con il preciso intento di essere ricevuta dal Ministro Ornaghi.
La protesta, in piazza, sarà caratterizzata da happening musicali dove l’Orchestra e il Coro, il cui organico vede gli artisti delle 14 Fondazioni, eseguiranno musiche di Haendel, Mozart, Verdi, Beethoven e il Corpo di Ballo danzerà sulla musica di Čajkovskij.
Roma, 22 Maggio 2012
On.le
Professore Lorenzo Ornaghi
Ministro dei Beni e delle Attività
Culturali
ministro.segreteria@beniculturali.it
Via del Collegio Romano, 27
00186 Roma
Fax 06-67232287
E p.c.
Dott. Salvatore Nastasi
Capo di Gabinetto
Ministero dei Beni e delle Attività Culturali
gabinetto@beniculturali.it
Oggetto: Rinnovo CCNL Fondazioni Lirico Sinfoniche – Applicazione LEGGE 29 giugno 2010, n. 100.
Ill.mo Sig. Ministro, facendo seguito all’incontro da Lei convocato lo scorso 2 Febbraio presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in riferimento agli argomenti in oggetto, le scriventi Organizzazioni Sindacali vogliono con la presente confermare che l’impegno assunto di accelerare quanto possibile le cadenze del tavolo negoziale per il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro dei dipendenti delleFondazioni Lirico Sinfoniche si è pienamente concretizzato attraverso serratissimi incontri tenutisi
con l’ANFOLS presso la sede ARAN di Roma.
Attualmente le intese per addivenire al rinnovo del CCNL di quel settore hanno fatto, ad avviso delle scriventi OOSS, decisi passi in avanti tanto che potrebbe essere ipotizzabile la chiusura dell’intera trattativa in tempi abbastanza brevi.
Restano però ancora incombenti, su tale rinnovo contrattuale, le disposizioni della LEGGE 29 giugno 2010, n. 100 e le sue cadenze temporali che di fatto ne  impediscono la positiva conclusione.
Per quanto sopra, nell’intento consapevole sulla necessità di contribuire a stemperare l’attuale clima di preoccupazione dei lavoratori del settore, le scriventi OOSS Le chiedono con la massima urgenza un incontro di merito nel tentativo estremo di scongiurare ulteriori negative reazioni e conseguenti prevedibili iniziative di lotta.
Certi che la nostra istanza possa sollecitamente essere accolta e nella speranza che si possa iniziare una seria analisi dei problemi della Lirica in Italia e più in generale dello spettacolo dal vivo, della cultura italiana e degli adeguati interventi di legge di sistema, senza dei quali il settore rischia di rimanere definitivamente sommerso dalla generale crisi del Paese, Le porgiamo distinti saluti.
cgil,cisl,uil,fials.

CCNL Rinnovo proposta Tecnici (1)

Statuto speciale Teatro Alla Scala approvato dal Ministero

7 maggio 2012

Scala, caccia al socio privato

Filed under: General — Tag:, — Lavoratoriscala @ 17:02

Scala, caccia al socio privato  «Servono fondi per il teatro»

La scelta di Podestà e l’urgenza delle nomine. Il valzer dei consiglieri. Polemiche per l’uscita di Micheli dal cda. «Un errore»

Roberto Bolle e Svetlana Zakharova (Ansa)Roberto Bolle e Svetlana Zakharova (Ansa)

La caccia al nuovo socio privato (o soci, se la Provincia si sfila, ma tra oggi e domani si saprà), i fondi, lo statuto, i sindacati divisi, il contratto nazionale, il bilancio. E, soprattutto, i consiglieri di amministrazione. Quelli nuovi e quelli vecchi, quelli da rinnovare e quelli lasciati a casa (non senza polemiche, soprattutto in merito alla sostituzione di Francesco Micheli). Scala, si apre un’altra settimana difficile per il teatro più importante del mondo. Primo appuntamento e prima questione: il ruolo di Palazzo Isimbardi come socio fondatore dell’istituzione e «super contribuente» da tre milioni di euro all’anno. Già nei giorni scorsi il presidente Guido Podestà aveva confermato l’impegno a rimanere nel board scaligero «fermo restando il patto di stabilità e i problemi di bilancio». Tradotto: restiamo se ci sono i soldi. Nel giro di 48 ore – mancano un passaggio tecnico e uno politico – dovrebbe sciogliersi il nodo, ma ieri Podestà sembrava (leggermente) più possibilista del solito: «Siamo consapevoli dell’importanza culturale del Teatro alla Scala, vero biglietto da visita di Milano e dell’Italia nel mondo. Siamo in fase di revisione di un bilancio non facile. Ma sono ottimista nel ritenere di poter dare una soluzione tra lunedì e martedì».

Attesa. E speranza. Tutti si augurano che la Provincia confermi il suo impegno. Anche perché, in caso contrario, sarebbero due i soci fondatori (con capitale base da sei milioni di euro) da trovare. Già per uno la ricerca è cominciata da un pezzo. Tra i nomi che girano, quello della Mapei di Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria. O di Tod’s e Telefonica, entrati alla Scala l’anno scorso. E anche in questo caso – preziosa la regia del vicepresidente della Fondazione, Bruno Ermolli – entro domenica dovrebbe arrivare una soluzione.
Capitolo consiglieri. Il giro di valzer in cda è già cominciato con le due nomine del ministro Lorenzo Ornaghi (l’imprenditrice Margherita Zambon e il vicedirettore amministrativo della Cattolica Alessandro Tuzzi) e si attende la riconferma di Giovanni Bazoli (Fondazione Cariplo), Paolo Scaroni (Eni), Aldo Poli (Banca del Monte di Lombardia) e Fiorenzo Tagliabue (Regione). Ma proprio sui nuovi nomi indicati dal ministero – e in particolare sulla sostituzione di Francesco Micheli – nel weekend si è scatenata la polemica. Da una parte i «micheliani», dall’altra gli «ornaghiani».

La prima a rimpiangere Micheli è Giulia Maria Crespi, presidente onorario del Fai: «Uomo di grandissima competenza artistica e culturale. Ho come l’impressione che alcune nomine nel cda replichino esattamente quello che succedeva in passato». Riferimento neanche troppo velato allo spoil system . «In effetti – fa sapere Carlo Secchi profondo conoscitore della Scala – davamo tutti per scontata una riconferma di Micheli, visto l’ottimo lavoro che ha dimostrato di saper fare. Evidentemente il ministro ha una sua visione strategica che va rispettata». Mal di pancia nella Milano della musica, dell’arte, dell’economia. Anche se sono in molti a difendere Ornaghi «per la ventata di aria fresca che ha portato alla Scala e per l’ottimo lavoro sulla città». Doppia visione. E da Firenze arriva il commento del maestro Zubin Mehta, protagonista del Maggio musicale: «Stimo molto il dottor Micheli come grande mecenate delle arti».

Annachiara Sacch i 7 maggio 2012 | 9:46

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