Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

21 ottobre 2011

GRAVE INCIDENTE ALLA SCALA

Filed under: Uncategorized — Tag:, — Lavoratoriscala @ 21:40

 MA ce la caveremo AL la GRANDE
anche stavolta !!!!

21/10/2011 ore 21 circa.
Allestimento della "Donna del Lago"di Rossini.
Ricomincia la prova.Ma il Coro non si presenta.
In assemblea, all’unanimità, rifiuta di scendere in palco dopo il grave incidente avvenuto durante un movimento di scena…
Ancora una volta a rischio è la vita del personale. Attimi, e crolla giù una quinta scenografata, colpita a sua volta dal movimento di un altro carico sospeso.
Una maestra collaboratrice è stata sfiorata.
La moltitudine delle opere montate contemporaneamente, super produttività e soprattutto l’incompetenza degli organizzatori della produzione mette a repentaglio la sicurezza dei lavoratori in palcoscenico. Dopo la denuncia all’ASL dei ponti di Turandot siamo di nuovo a sollevare il solito problema noto alle cronache.
Si attenderà il morto per cambiare la dirigenza preposta ad assicurare il regolare svolgimento in sicurezza delle prove e degli spettacoli nel teatro più importante d’Italia?

FERMIAMOLI PRIMA!
SE NON ORA QUANDO?

C.U.B./ INFO Scala

vedi anche i precedenti post su questo argomento.

Turandot, allestimento a rischio crollo

CUB denuncia scarsa sicurezza alla Scala

Turandot alla Scala: Sanzioni dell'ASL per un esposto della Cub.

QUANTO COSTA IL FERRO?

19 ottobre 2011

LA "NEWFO"DI GALAN, LACRIME E SANGUE AI DIPENDENTI."

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 22:45

 
Indignazione per le dichiarazione di Galan !!

"Gli enti lirici stanno malissimo, sono un lusso che non ci possiamo più permettere"

Il ministro Galan annuncia un tavolo a novembre per rivedere in modo severo le regole "Cambiamo la Fondazione" 
Un tavolo tra presidenti di Regione, sindaci, sovrintendenti degli enti lirici italiani e sindacati per rivedere in modo severo le regole delle Fondazioni. Lo convocherà a novembre il ministro per i beni culturali Giancarlo Galan. In qualche modo in sintonia con la voglia di «Newfo», la nuova Fondazione del sindaco e presidente della Fondazione del Maggio Matteo Renzi e della sovrintendente Francesca Colombo. Perlomeno a detta del direttore del ministero Salvo Nastasi. «I teatri lirici stanno malissimo e occorrerà intervenire: è un lusso che l'Italia non si può più permettere.Siamo già intervenuti a Trieste, dovremmo intervenire a Firenze», aggiunge Galan. Parole che rimbalzano velocemente: Trieste è stato commissariato, Firenze anche? Nastasi chiarisce: «Ma che diavolo», reagisce. «Non pensiamo affatto di commissariare: a Trieste lo ha chiesto il sindaco, a Firenze non ci sono le condizioni per intervenire». Il nuovo teatro alla Leopolda offre un consistente patrimonio, anche per un teatro con un debito consolidato di 27 milioni. Semmai il punto saranno i costi di gestione, che alla Leopolda saranno enormi. Tanto che il sindaco Renzi ha già chiesto un maggiore impegno del ministero. E Nastasi: «Il ministro dice che non lasceremo solo il Maggio, soprattutto quando sono in atto interventi così coraggiosi». Owero, il piano d i risanamento Renzi-Colombo che chiede lacrime e sangue ai dipendenti. ***

19/10/11 REPUBBLICA FIRENZE "CAMBIAMO LA FONDAZIONE"

Fondazioni liriche .Il ministro Galan: "Il Teatro Comunale ha ragione a preoccuparsi" È GIUSTA la preoccupazione per le sorti del Teatro Comunale, l'ha affermato il ministro Galan ieri a Lineapelle: «Lo stato spende ogni anno circa 64mila per ogni dipendente dei teatri lirici: non celo possiamo più permettere. Siamo già intervenuti aTrieste, dove mi hanno chiesto il commissariamento. Dovremo intervenire a Firenze e Bologna non sta benissimo». ***

19/10/11 CORRIERE FIORENTINO MAGGIO. TELECAMERA SUL PALCO, CHIESTA L'ARCHIVIAZIONE PER LA COLOMBO

Maggio Telecamera sul palco, chiesta l'archiviazione per la Colombo Da Roma

«Commissario? No, Bondi starà vicino al teatro» Quella telecamera installata sul palco del Teatro Comunale all'insaputa dei lavoratori aveva fatto infuriare musicisti e tecnici. II motivo era chiaro: l'apparecchio riprendeva quanto si svolgeva sulla scena e nella buca per l'orchestra e rimandava le immagini nell'ufficio della sovrintendente del Maggio Musicale, Francesca Colombo che era finita sotto inchiesta per aver violato l'articolo 4 dello Statuto dei lavoratori, che vieta «l'uso di impianti audiovisivi per finalità di controllo a distanza dei lavoratori». Nei giorni scorsi, la Procura, il pm Francesco Pappalardo, ha chiesto l'archiviazione per estinzione del reato visto che Francesca Colombo ha rimosso la telecamera e ha pagato la multa di 50o euro. L'inchiesta parti a maggio. Lo Statuto dei lavoratori consente l'uso di impianti audiovisivi per «esigenze organizzative e produttive e per la sicurezza sul lavoro» a condizione che vi sia accordo con i dipendenti altrimenti l'ultima parola spetta all'Ispettorato del lavoro. La procedura non fu rispettata dalla sovrintendente. Così l'Ispettorato le ordinò di rimuovere la telecamera, infliggendole una multa. In tal modo il reato si è estinto e si è aperta la strada per l'archiviazione. Intanto ieri c'è chi ha interpretato le dichiarazioni del ministro Giancarlo Galan («I teatri lirici stanno malissimo, occorrerà intervenire. Siamo già intervenuti a Trieste, dovremmo intervenire a Firenze») come l'anticipo del commissariamento del Maggio. Dal Ministero ieri sera hanno precisato che non è così. Che il Maggio —con il piano di risanamento su cui si cerca un accordo coi sindacati, il nuovo auditorium e dopo le promesse del sottosegretario Letta di un finanziamento di 4o milioni per il proseguimento dei lavori —può stare tranquillo. «Il commissariamento non è solo un atto amministrativo — spiegavano da Roma — ma politico. Il ministro ha voluto dire che starà vicino al Maggio e che darà attuazioni alla legge Bondi».
   

15 ottobre 2011

Lavoratori spettacolo Indignad@s in mobilitazione. Not our debt.

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 00:33

ROMA 15//2011 ORE 15.00  PIAZZA REPUBBLICA ( ESEDRA)

LO SPEZZONE DEL CORTEO DEI LAVORATORI DELLO SPETTACOLO  SI

RITROVA  DIETRO AL CARRO DEL    TEATRO VALLE BENE COMUNE.

LAVORATORI DELLE FONDAZIONI LIRICO SINFONICHE

YOU'RE WELCOME

Cronaca di un lavoratore dello spettacolo.

Quel sabato non dormii la notte, non perchè ero agitato ma perchè lavoravo in teatro.
Alle sei ho smontato e son partito. Ero felice di far qualcosa pensando al futuro dei miei figli, e così son andato a Roma col mio inseparabile sax, col mio sindacato, la C.u.b , i mei amici e ho tentato di suonare con la titubanda . Ho conosciuto pure la Scorribanda , mitica. Ma a un certo punto, un mio caro amico della titu oltre a fischiare insieme al corteo la falange nera che aveva interrotto la musica, nel tentativo di cacciarla , li ha rincorsi col trombone (mi dirà poi che un pischello tutto nero gli aveva dato del fascista). E io dietro preoccupato. Li cacciammo in un vicolo. Con l'aiuto della fiom. Io in verità volevo portare via il mio amico da eventuali rappresaglie. Ma un petardo mi investii . Ho sentito il vuoto e poi un fischio dalle orecchie. Cazzo mi han fregato i timpani, poi ho gridato" son diventato sordo, però mentre pronunciavo le parole , ho capito che non lo ero proprio del tutto. Spaventato sì .La banda si scioglie. Io e alcuni finiamo in un bar . Mi devo consolare. Una vodka? no . Un megamaritozzo alla crema. Ripartiamo . Ritroviamo il resto della banda più giù . All'altezza dei fori imperiali incontro altri compagni ma poi la banda decide di salire verso casa di Scjola .Tanto è gratiss. Da Milano preoccupati i vertici del sindacato chiamano .Vogliono sapere come va . Li rassicuro . La cub è dietro- Mi esortano a restare nel corteo. Ci rimango .Solo tra i suoantori non faccio in tempo a trattenere gli altri .Arriva lo spezzone di prima della fiom . ha un portentoso servizio d'ordine. ma che fa? Dopo il colosseo gira a sinistra . Se ne va . Verso piazza vittorio. E' cambiato il percorso? No se ne vanno solo loro. e il resto del mondo ? Le mamme coi bambini i carrozzini. Tutti verso S.Giovanni." Ma no ! fermi!!" grido per qualche minuto," il corteo ha girato di lì. più avanti ci sono scontri pericolosi, non andate". Niente vanno avanti. Vado avanti anche io con tutti. Consapevole che non c'era più la benchè minima difesa organizzata. Inizio a suonare da solo . "bella ciao". per farmi e far coraggio . Davanti alla ex caserma bruciata in fondo a via Labicana grido insieme agli altri "rispettiamo solo i pompieri" un caro saluto che ho imparato al corteo del g8 a l'Aquila.Mi chiama al cellulare il mio amico trombonista . La Titu è al colosseo . Torno indietro . Giusto uno sguardo al fondo di via merulana verso Saint john. Un fiume di gente . Controcorrente parte alle mie spalle un fuggi fuggi da panico . Gente per terra . Poi un attimo di assestamento. . Io mi rimetto a suonare . E un vecchio si ferma a fianco a me mi incoraggia "bravo sona .sona" Tanti intorno a me si mettono a cantare. Il vecchio compagno mi saluta. E' ritornata la calma . Torno di nuovo verso la titu. Concerto da fermi sullo sfondo del fumo nero da una parte e del Colosseo dall'altra. Alle spalle la casa di Nerone. Mentre passa il corteo che ora si dirige compatto verso il circo massimo, ancora un gruppo di gente coi caschi e le bandiere falce e forchetta . Ancora fischi e bobby che torna contento dagli insulti "aoh' l'ho fatto rosicà a quelli , gli ho detto che" tanto lo sapevo che domani torni in banca a lavorà….." .Chiude il corteo la Cub dignitosi con dietro due camionette dei caramba . 2 in meno a far le cariche.Al fine Una performance di artisti di strada dedicata alla figura degli agenti di borsa .Che mi fa tornare in mente il motivo, il tema per cui siamo tutti là. Finisce coi trader che infila mangiano l'ostia fatta da 50 euro-E' proprio un 'ostia vera,l' assaggio anche io . Bellissimo. Oggi è cambiata l'italia. Felice e confuso andiamo vs. san lorenzo . Il giorno dopo addirittura Cremaschi ha chiesto scusa a nome della Fiom, ai partecipanti.Incredibile ma bello.
Quella sera per Roma il fantasma degli scontri aleggiava ovunque. Scontri a piazza Vittorio e meno male che mentre andavamo in quella direzione la telefonata di Michelone ci rassicurava che non c'erano. Scontri al Verano. Scusa che hai visto dove sono andati gli scontri.? AOH guarda che se me incazzo facciamo gli scontri. Vuoi che te brucio la macchina ? con chiunque si provava a sdrammatizzare. Un supplì, un filetto di baccalà al formula uno . Poi le telefonate degli amici da Milano . tutto bene? e da lì ho capito che il casino era più grande di quanto immaginassi. Ma quanti eravamo quelli belli ? tanto belli e tanti. Il 99%.

14 ottobre 2011

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 12:50

APPELLO DI AGIS E SINDACATI SU INDENNITA’ DISOCCUPAZIONE ARTISTI
Supplemento 2 al n. 926 13 ottobre 2011

   
La sentenza della Corte di Cassazione (20/05/2010 n. 12355) che ha portato l’Inps a emettere la circolare 105 dell’agosto 2011, con la quale si sancisce l’improprietà della corresponsione dell’indennità di disoccupazione agli artisti, "evidenzia una volta di più l’urgenza di norme di legge che parifichino, in materia di gestione del mercato del lavoro, protezione sociale e diritti, lo spettacolo agli altri settori produttivi, e riconoscano la dignità di lavoratori agli artisti". E' quanto dichiarano i sindacati Slc Cgil,Uilcom Uil, Fistel Cisl e l'Agis, in un appello rivolto alle rappresentanze parlamentari, all'Inps e all'Enpals.

"L’evidente contraddizione – continua l'appello – tra la figura dell’artista, cui evidentemente il punto 5 del comma 1 art.40 del Regio Decreto 1827/35 fa riferimento, e la realtà attuale dell’organizzazione della produzione dello spettacolo e della condizione di lavoro degli artisti, non può essere pagata dai lavoratori con la perdita di quel minimo livello di protezione sociale rappresentato dall’indennità di disoccupazione".

"Per altro, prima della suddetta circolare, la 'definizione' di artisti data dall’Inps, nei suoi messaggi e circolari, appariva certamente più coerente con il profilo lavorativo che caratterizza queste figure: gli artisti non destinatari dell’assicurazione contro la disoccupazione involontaria sono i lavoratori operanti nella più ampia autonomia dei compiti assunti, in quanto espressione personalistica del soggetto, che svolgono la propria attività senza l’apporto dell’imprenditore. E’ evidente che questa interpretazione della figura dell’artista (per quanto oggi superata) è esattamente quella più corrispondente alla ratio del Regio Decreto Legge n.1827 del 1935, convertito in legge n.1155 del 1936. Noi riteniamo quindi che il rigoroso rispetto della legge, e dell’interpretazione della Cassazione, portino a individuare, per via amministrativa, esclusivamente nelle figure 'operanti nella più ampia autonomia dei compiti assunti in quanto espressione personalistica del soggetto ….' coloro ai quali non può essere corrisposta l’indennità contro la disoccupazione involontaria".

"Per quanto sopra siamo a chiedere: 1) che l’Inps riveda la circolare 105 alla luce delle indicazioni fornite dall’ampia platea di rappresentanze sociali e di settore presenti all’incontro del 30 settembre u.s. a Roma; 2) che l'Enpals attivi un tavolo con le parti sociali per la ridefinizione dei codici di riferimento professionali in coerenza con quanto definito dai CCNL; 3) che le forze parlamentari di maggioranza e opposizione procedano rapidamente all’abrogazione del punto 5, comma 1, art.40 del R.D.L. 1827/1935 e all’art. 7 del regolamento di cui al R.D. 7 dicembre 1924 n. 2270; 4) che le stesse forze parlamentari s’impegnino, in stretto contatto con le rappresentanze di settore, alla costruzione di un sistema di welfare specifico per tutte le figure professionali che operano in questo delicato settore".

All'appello aderiscono inoltre: SAI‐Sindacato Attori Italiano ‐SLC CGIL; ANAC–Ass.ne Nazionale Autori Cinematografici; Forum Attori ‐FISTEL CISL; ANAD‐Ass.ne Nazionale Attori Doppiatori; Coordinamento Attori ‐UILCOM UIL; ApT ‐Associazione per il Teatro; SIAM‐Sindacato Italiano Artisti della Musica; Note Legali; Metis Studio Associato; SACT Scrittori Ass.ti Cinema Televisione Italiani; Doc Servizi Società Cooperativa; ASSTeatro‐Ass.ne Sindacale Scrittori di Teatro; Fed.It.Art ‐Federazione Italiana Artisti; SNS – Sindacato Nazionale Scrittori‐CGIL; Articolo 21; ANART‐Ass.ne Naz.le Autori Radiotel. e Teatrali; ARCI‐Ass.ne Ricreativa e Culturale Italiana; Federazione CEMAT ‐Centri Musicali Attrezzati; SNCCI‐Sindacato Naz.le Critici Cinemat. Italiani.

7 ottobre 2011

Cronaca dal Maggio Fiorentino

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 23:21

Maggio in concerto, tensioni al Teatro
Mehta: «Con poche luci, ma si suona»

Il Maggio si è affidato ad una ditta esterna per le luci e questo ha scatenato una durissima contestazione. Fino all'ultimo il concerto è stato in bilico. Poi Mehta: «Mi dispiace, si va avanti»

Corriere fiorentino 7 ottobre 2011

Alla fine (con 40 minuti di ritardo) l'orchestra del Maggio musicale comincia a suonare. Lo sciopero di Cgil, Cisl e Uil non ha fermato, giovedì sera, il concerto di Zubin Mehta: «Andiamo avanti – dice il maestro alla platea – senza aver risolto i problemi del teatro e con poca luce». Tanta la tensione fuori dal teatro, dove erano in presidio sindacati e lavoratori che annunciano una denuncia per la presenza di tecnici esterni al loro posto: «Un comportamento anti sindacale». Contestata dal pubblico la sovrintendente Francesca Colombo. La direzione del teatro ha fatto di tutto per non cancellare il programma di ieri, una corsa contro il tempo per garantire le condizioni per andare in scena. La mattina si svolge regolarmente la prova con le scuole, anche se la luce è quella di sicurezza e rimane accesa in platea.

Ma i sindacalisti cominciano a sollevare dubbi sulle presenze in teatro: «L'impressione è che siano stati sostituiti i lavoratori in sciopero con altri esterni al teatro – dice Silvano Ghisolfi della Cgil – sarebbe un atto grave». Ma dal teatro si smentisce: «Sono tutte risorse interne». In giornata aderiscono allo sciopero di Cgil, Cisl e Uil anche i precari del Maggio e la Cub informazione. Invece non incrociano le braccia quasi tutti i membri dell'orchestra: «Un gesto che abbiamo fatto per il pubblico di Firenze – dice Marco Salvadori della Fials – ciò non toglie che anche noi siamo contro questo taglio agli integrativi e chiediamo delle modifiche strutturali importanti. Per questo sciopereremo il 25 ottobre alla prima dell'Affare Makropulos». Nel pomeriggio intorno alle 18 circa 50 lavoratori in sciopero si presentano a teatro. All'ingresso di via Solferino vengono fermati: «Se non timbrate il cartellino non potete entrare», dicono in portineria. «Non fanno entrare neppure i rappresentanti della sicurezza o segretari dei sindacati», protesta Angelo Betti della Cisl.

Il clima diventa rovente quando dall'ingresso arrivano dei tecnici di una ditta esterna e confermano di essere stati chiamati per la serata: «È gravissimo che altre persone siano state chiamate a sostituirci nel giorno dello sciopero», dice Cristina Pierattini della Cgil, che chiama i carabinieri per denunciare la possibile assenza delle condizioni di sicurezza. Volano allarmi e proteste: «Non hanno le password per gestire il sistema di areazione», «Qui si sta giocando con la vita delle persone». La sovrintendente Colombo compare in portineria e poi va via. Si presenta il direttore Caldo che conferma: «I tecnici esterni c'erano anche la mattina». Poi precisa: «Ci sono le condizioni per fare il concerto». Intanto arrivano i vigili del fuoco, come prassi, a fare i controlli prima dell'inizio del concerto. Una lavoratrice si siede per terra davanti alla portineria: «Da qui non passa nessuno» e una folla grida: «Vergogna, vergogna». Salvadori della Fials parla con i lavoratori in protesta, c'è divisione fra loro.

Il maestro Mehta si ferma ad ascoltare i lavoratori: «Con questa spaccatura, meglio non fare il concerto». Applausi. Ci sono anche i carabinieri: «Domani (oggi, ndr) faremo denuncia». Sono le 20.30 e il teatro è pieno (1900 persone paganti). Passano i minuti ma le luci non si spengono. Esce la sovrintendente Colombo: «Mi scuso ma a causa dello sciopero non abbiamo i microfoni – esordisce – abbiamo un problema tecnico e ci vorrà ancora qualche minuto». Dal pubblico partono fischi, qualche applauso e un grido: «Tornatene a Roma». Si attende ancora e dopo 10 minuti entra il maestro Mehta: «Mi dispiace moltissimo, ma senza aver risolto i problemi del teatro e con poca luce, andiamo avanti: faremo il concerto». E scoppiano gli applausi. Poco parte dopo anche la musica, con il pianista Rudolf Buchbinder. Oggi il maestro incontrerà il sindaco Matteo Renzi. Dal senatore Pd Andrea Marcucci arriva un appello al senso di responsabilità dei lavoratori per fugare il rischio commissariamento: «Il taglio agli integrativi è una misura dolorosa ed estrema, imposta però da un debito pesante».

Federica Sanna
06 ottobre 2011(ultima modifica: 07 ottobre 2011)

vedi il video sul corriere

http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2011/6-ottobre-2011/maggio-sciopero-ma-prima-non-salta-1901742168939.shtml

Provincia di Firenze

PERSONALE ESTERNO AL POSTO DEI LAVORATORI DEL MAGGIO IN SCIOPERO E BARDUCCI CONVOCA IL RAPPRESENTE DELLA PROVINCIA, PRIMICERIO

Il presidente della Provincia di Firenze e l’Assessore al Lavoro, Elisa Simoni. “Si stanno cancellando i diritti fondamentali e ogni forma di dignità”
Il presidente Andrea Barducci ha chiesto un incontro a Mario Primicerio, rappresentante della Provincia di Firenze nel consiglio di amministrazione del Maggio Musicale Fiorentino, per avere notizie in merito ai provvedimenti che sarebbero stati presi per contrastare lo sciopero delle maestranze. “Il ricorso a personale esterno per impedire gli effetti dello sciopero, qualora venisse confermato – afferma Barducci – sarebbe un episodio gravissimo. Saremmo di fronte ad un comportamento antisindacale ancor più grave perché compiuto in seno ad una delle più importanti istituzioni culturali fiorentine”.
“Sul piano dei diritti dei lavoratori – aggiunge l’Assessore provinciale al Lavoro, Elisa Simoni – in Italia è stata avviata una pericolosa parabola discendente, sorretta anche da modifiche normative giustificate ipocritamente dalla crisi, e che mostrano in questi giorni come non mai tutta la loro impotenza e inadeguatezza”.
“Ci auguriamo “– aggiungono insieme Barducci e Simoni – che dalle istituzioni e dai partiti si mettano in atto tutti gli strumenti per fermare una pericolosa deriva anticostituzionale”.

07/10/2011 17.09
Provincia di Firenze

La Nazione Firenze7/10/11

Tensione al Maggio, arrivano i carabinieri

Ditte esterne chiamate a sostituire i lavoratori in sciopero, Cgil Cisl e Uil annunciano un esposto e chiamano le forze dell'ordine. Il concerto va in scena con 40 minuti di ritardo. Fischi alla Colombo

Firenze,  7 ottobre 2011 – Ditte esterne chiamate a sostituire i lavoratori in sciopero, Cgil Cisl e Uil annunciano un esposto per comportamento antisindacale e chiamano i carabinieri. Il concerto del Maggio Musicale Fiorentino diretto da Zubin Mehta è andato comunque in scena, seppure con 40 minuti di ritardo.


Allo sciopero di ieri  non ha aderito il sindacato Fials, al quale sono iscritti gran parte degli orchestrali: i professori d'orchestra si sono infatti presentati al lavoro mentre tecnici e personale di sala aderenti ai sindacati confederali hanno manifestato davanti al teatro. Non sono mancati momenti di confronto teso tra musicisti e tecnici: ''Oggi sostituiscono noi, domani potranno farlo con voi''.

 

Fischi e grida di 'vergogna' ai dirigenti al loro arrivo in teatro: alcuni di loro, ha raccontato un sindacalista, si sono messi a lavorare al posto degli scioperanti. ''Hanno chiamato una ditta specializzata di elettricisti ed un'altra ditta che fornisce personale di sala, il cui numero è però insufficiente e gli 'esterni' non sono in grado di garantire la sicurezza'', ha aggiunto.

Quando Mehta è arrivato ha parlato con i lavoratori e subito dopo ha detto che forse ''è meglio non fare il concerto''. Poi l'annuncio dato dalla sovrintendente Francesca Colombo sul palcoscenico che lo spettacolo ci sarebbe stato. Poco dopo ha preso la parola Mehta: ''Mi dispiace moltissimo, ma anche senza aver risolto i problemi del teatro, con poca luce, faremo il concerto'', ha detto il maestro che oggi  dovrebbe incontrare il sindaco Matteo Renzi.

CRONOLOGIA DEGLI ULTIMI GIORNI

Maggio, l'ultimatum «Sciopero pronto» Gli stipendi slittano ancora. Il piano di rilancio e il rebus dei crediti I sindacati: entro il 7 tavolo con Regione, Provincia, Comune.

Corriere Fiorentino 4 -10-11

Oppure… Venti di guerra I compensi di settembre arriveranno dopo metà ottobre. II nodo della fiducia alla Colombo Ancora ritardi per gli stipendi dei lavoratori del Maggio musicale. Ed è ancora bufera per il teatro. Una lettera della direzione informa i sindacati e i dipendenti che «l'erogazione del mese di settembre non potrà avvenire che, presumibilmente, dopo il 15 ottobre». Colpa, questa volta, «del ministero del Tesoro» che a sua volta non ha erogato ancora la tranche del fus di 7,6 milioni di euro. E le sigle sindacali, che sfiduciano la sovrintendente Francesca Colombo, vanno alla guerra: «Diamo l'ultimatum del ottobre: se entro quella data non sarà creato un tavolo fra Regione, Provincia e Comune, come abbiamo chiesto senza risposta, siamo pronti a scioperare». La situazione del Maggio è sempre più complessa: «Le fondazioni bancarie non danno credito — chiarisce l'assessore Rosa Maria Di Giorgi, chiamata in Consiglio a rispondere a una domanda di attualità del consigliere Tommaso Grassi — finchè non gli sarà dato un piano economico credibile». L'assessora riporta comunque le assicurazioni della sovrintendente Francesca Colombo: «Ci ha detto che sta premendo sul ministero per l'erogazione del contributo al teatro e la difficoltà nei pagamenti si risolverà nel giro di qualche giorno». «Non abbiamo motivi per dubitarne — ribatte il consigliere Grassi — ma se devono essere impegni precisi e non solo promesse verbali, lo si scriva nero su bianco». Lei ribatte: «Non è compito dell'amministrazione, se la sovrintendente non l'ha fatto, sarà mia premura chiederle di farlo». In Consiglio comunale era presente anche una rappresentanza dei lavoratori del Maggio musicale: «Ci sentiamo raccontare la solita barzelletta sui pagamenti — dice Angelo Betti della Cisl — il problema è un altro: a settembre abbiamo chiesto l'apertura di un tavolo a Regione, Comune e Provincia, ma non abbiamo avuto risposta». Il rapporto dei sindacalisti con la sovrintendente Francesca Colombo è sempre più teso: «L'amministrazione insiste a parlare con la sovrintendente e non avviare una trattativa — continua Betti — ma Colombo ha dimostrato di non essere in grado a tenere un tavolo sindacale. Per noi è una completa sfiducia nei suoi confronti». «Gli enti locali facciano un piano di lungo periodo insieme a noi sindacati», aggiunge Silvano Ghisolfi della Cgil. Le riduzioni sull'integrativo non sembrano la strada da percorrere: «La nostra riduzione per i lavoratori sarà oltre il 20% a seconda delle posizioni, mentre per i dirigenti sarà facoltativa», dice Betti furioso. Altra questione è quella della busta paga: «Abbiamo chiesto al teatro che ci venisse data la busta paga di settembre, nonostante non siano ancora arrivati i pagamenti — dice Ghisolfi — un modo per dare la possibilità, magari a chi ha un mutuo, di dare una garanzia alle banche e in ogni caso avere una certezza sul pagamento. L'azienda non ci ha risposto neppure su questo». I sindacati sembrano non essere più disposti a tollerare: «Se non avremo risposte sull'apertura del tavolo con gli enti, andremo allo sciopero». «Ancora una volta — commenta il Pdl — chi è alla guida non è stato in grado di garantire gli stipendi ai dipendenti».

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Duccio Tronci da Il Nuovo Corriere di Firenze

Sembrava che ad arrivare fosse una bella notizia per i lavoratori del Maggio. Erano stati convocati dalla dirigenza alle 10 di ieri mattina: i soldi che si attendevano dal Fondo unico per lo spettacolo – provenienza Roma – erano appena entrati nelle casse della Fondazione. Sarebbe stato dunque possibile pagare gli stipendi di settembre ai musicisti così come al personale tecnico-amministrativo, anche se in ritardo di diversi giorni rispetto alla data prevista. Un sospiro di sollievo, insomma, al quale poi, però, è seguita una doccia fredda, anzi gelata: se i lavoratori avessero “preteso” subito la busta paga questa sarebbe arrivata con una decurtazione del 30%, unilaterale e definitiva, decisa dal Cda dell’azienda.

La cura dimagrante del Maggio è prevista con questo menu fino alla fine dell’anno. E così gli oltre 300 dipendenti passeranno guai seri. Soprattutto quelli (e sono la maggioranza) che percepiscono uno stipendio normalissimo da 1.200-1.300 euro: da ora in poi dovranno tirare avanti con 8- 900 euro. Una bella grana per loro, soprattutto se, com’è accaduto questa volta, i soldi sono arrivati pure in ritardo. E’ così che l’ente lirico-sinfonico vuole tagliare, rientrando a bilancio di 2,3 milioni per il 2011 e di 4,1 nel 2012: “Eppure la sovrintendente Francesca Colombo ci aveva parlato di una riduzione media del 6% sottolinea Angelo Betti della Cisi – questa è una cosa fuori dalla legge, siamo letteralmente sconcertati perché questa scelta, tra l’altro, pesa tantissimo sulle famiglie”. L’accusa che formula la dirigenza del teatro ai sindacati è la mancanza di una proposta alternativa per ridurre i costi di un ente che ad andare avanti in queste condizioni non ce la fa più “Non è vero, noi la nostra proposta l’abbiamo fatta – sottolinea Betti – e tra l’altro prevede l’intensificazione dell’attività e l’apertura al pubblico popolare, riducendo il costo dei biglietti per alcune rappresentazioni”.
Invece l’imperativo pare essere quello di tagliare solo sul personale: “Invece a noi risulta che i dieci dirigenti della Fondazione costino circa un milione l’anno”, conclude il sindacalista Cisl.
Intanto, a confermare la linea intrapresa ci ha pensato ieri lo stesso sindaco Matteo Renzi: “Il Maggio musicale fiorentino ha un debito, ereditato, di 27 milioni” e quindi “se non si fa niente questa è una macchina lanciata a tutta velocità contro il muro. Noi stiamo cercando di frenare e di rimetterla in carreggiata: spero che i dipendenti e soprattutto i sindacati lo capiscano”. “Noi vogliamo risanarli – ha aggiunto – ma per farlo è impensabile che tutti i giorni i dipendenti siano disponibili a lamentarsi e non a mettersi in gioco. Molti di loro – ha proseguito – hanno capito la drammaticità del problema e ci stanno dando una mano; una minoranza continua a fare polemica ogni giorno. In questa situazione di difficoltà o tutti fanno un sacrificio oppure qualcuno, per non dire tutti, va a casa”.
I sindacati, in attesa del tavolo sulla crisi alla quale da tempo attendono di sedersi insieme a Regione, Provinda e Comune, sono stufi di sopportare ed hanno convocato per oggi alle ore 12.30 un’assemblea al Teatro comunale, in vista, quasi inevitabile, c’è anche uno sciopero.

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I sindacati del teatro: integrativo cancellato. Per l'azienda dei bus un'offerta di trattativa con prepensionamenti e meno riposi Stipendi con taglio, bufera al Maggio

Corriere Fiorentino 5-10-11

E all'Ataf la svolta arti privati di Renzi
Doppia partita per Palazzo Vecchio: Ataf e Maggio. Per l'azienda del bus il sindaco fa un'offerta che contiene prepensionamenti e meno riposi. In cambio niente privatizzazione. Al Maggio invece è bufera: gli stipendi sono arrivati, ma ora c'è il rischio che siano erogati con tagli. I sindacati accusano: integrativo già cancellato. Alta tensione. L'orchestra ha sospeso le prove. Oggi l'assemblea. A PAGINA 4 Bozza, Sanna Strappo Maggio C'è lo stipendio, non l'integrativo Tensioni all'annuncio del direttore Stop alle prove, e oggi l'assemblea Una buona e una cattiva notizia per i lavoratori del Maggio musicale. La prima: arriv nelle casse della Fondazione la tranche del Fus da 7,8 milioni di euro, attesa per pagare gli stipendi. La seconda: la direzione intende far partire subito i tagli agli integrativi, dal 20 al 30% in quattro mesi. Ieri è stata un'altra giornata tesissima in teatro, con l'interruzione della prove d'orchestra con il maestro Zubin Mehta e la rabbia dei sindacati per la riduzione. Mentre il sindaco Renzi chiarisce: «Il Maggio musicale ha un debito ereditato, se non si fa niente è una macchina lanciata a tutta velocità contro il muro. Noi stiamo cercando di rimetterla in carreggiata, ma per farlo è impensabile che tutti i giorni i dipendenti del Maggio siano disponibili a lamentarsi e non a mettersi in gioco». Oggi si terrà l'assemblea dei lavoratori a cui sono invitati sindaco e Cda. Dopo l'annuncio pochi giorni fa di un nuovo ritardo nei pagamenti degli stipendi, ieri mattina il direttore Caldo ha incontrato i sindacati per una comunicazione: «Ci ha detto che i soldi del ministero sono arrivati — racconta Angelo Betti della Cisl — ma per il pagamento degli stipendi avremmo dovuto aspettare fino alla prossima riunione del Cda (prevista per il 7 ottobre, ndr), altrimenti sarebbero stati erogati subito ma con il taglio degli integrativi». Ma sembra più che probabile che anche dopo il 7 gli stipendi arriveranno senza integrativo. Le parole di Caldo hanno mandato su tutte le furie i sindacalisti: «Era ancora in corso una trattativa sugli integrativi e d'imperio è stata presa una decisione» dice Silvano Ghisolfi della Cgil. Dopo poco è arrivata la sovrintendente Francesca Colombo, che ha sottolineato di non aver avuto una controproposta da parte dei sindacati; dal teatro si fa sapere anche che la direzione aveva dato come termine ultimo della trattativa il 28 giugno scorso. «Abbiamo fatto le nostre proposte senza avere risposte —chiosa Betti — abbiamo chiesto il tavolo di garanzia con Comune, Provincia e Regione, e di spalmare i risparmi sugli stipendi nel triennio». Da parte sua Renzi ha precisato: «Noi siamo disposti ad aprire tutti i tavoli, ma poi bisogna prendere qualche decisione». Il teatro prevede di far rientrare circa 2,3 milioni di euro nel 2011, secondo il piano Colombo. La notizia dei tagli agli integrativi ha fatto il giro del tea *** tro, fino ad arrivare all'orchestra che era intenta nelle prove con il maestro Mehta. La musica si è interrotta bruscamente e gli orchestrali hanno chiesto di parlare con la sovrintendente. Nuovo round, col maestro Mehta ha cercato di mediare: «La sovrintendente ha dato la sua versione dei fatti, accusandoci di non aver portato le nostre proposte —racconta Ghisolfi — ha detto che il Maggio chiuderà se non vengono fatti questi sacrifici». I sindacati precisano: «Noi siamo disposti a venire incontro al teatro anche economicamente ma con un piano spalmato su più anni, non in 4 mesi. Gli integrativi non sono privilegi.

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Via subito la sovrintendente e il cda del Maggio Fiorentino
Sinistra Ecologia Libertà aderisce allo sciopero indetto dai Sindacati
La decisione unilaterale del CDA del Maggio Fiorentino di non pagare gli integrativi ai dipendenti
appare ancora una volta come il tentativo di far pagare ai lavoratori la crisi di una realtà
importante per la nostra città.
Ancora una volta non è stato accettato il confronto con i lavoratori e le loro rappresentanze
sindacali; uno scenario già visto, che vede protagonista quella ideologia che intende negare ai
sindacati il ruolo di rappresentanza sociale e del mondo del lavoro.
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ sostiene le decisioni prese dall’Assemblea CGIL CISL UIL dei
lavoratori del Maggio; in particolare la richiesta di dimissioni del CDA che ha manifestato una
completa incapacità di gestione dell’emergenza,negando il rapporto con le parti sociali, scaricando
esclusivamente sui dipendenti nefandezze economiche da altri determinate.
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ aderisce convinta allo sciopero indetto da CGIL CISL UIL per i
giorni 6, 14 e 18 ottobre e auspica l’apertura di un tavolo di confronto tra Comune di Firenze ,
Provincia e Regione Toscana per sviluppare un nuovo piano per il futuro del Maggio Fiorentino,
una risorsa culturale importante per Firenze.

Il Coordinamento Provinciale di
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’
Firenze 5 ottobre 2011

4 ottobre 2011

Per favore, domani, un minuto di silenzio prima di aprire il sipario.

Filed under: Uncategorized — Lavoratoriscala @ 20:49

Barletta, i parenti delle vittime
"Lavoravano senza contratto"

Al lavoro in nero: le cinque operaie morte nel crollo della palazzina non avevano contratto. "Lo facevano per sopravvivere". "Prendevano 4 euro l'ora". Sul caso indaga la guardia di finanza che ha acquisito le documentazioni fiscali del laboratorio tessile.

La strage annunciata  di lavoratrici , donne, madri colpevoli di voler per portare un po' di pane a casa .
Una storia dell'ottocento? 
No è la tragica realtà di questa lurida Italia e il dolore  insopportabile del nostro amato e martoriato sud.

Quando il diritto del lavoro va a farsi fottere, quando Marchionne, la confindustria, il governo ci vogliono
schiavi come queste povere donne, il palazzo che crolla è metafora dell'italia che fa  strage  di tutti i lavoratori .

Questa strage, è la nostra strage.
Questo dolore è il nostro dolore.
Indignazione. Rabbia.
 
 E il nostro silenzio prima di aprire il sipario.
 

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