Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

6 agosto 2009

Bonifica Amianto: Diffida e richiesta di accesso

Filed under: Uncategorized — Tag:, — Lavoratoriscala @ 11:22
Spett.le

Fondazione Teatro alla Sacala

ufficio del personale

c.a. Dott. D. Mecca

via Torino 68

20123 Milano

Raccomandata AR

Anticipata via fax 02 88793466

Milano, 5 agosto 2009

OGGETTO: Diffida e richiesta di accesso

Facciamo seguito alla corrispondenza precedente e ai colloqui informali, prendendo atto, con rammarico, del fatto che la fondazione teatro alla Scala non ha provveduto a dare esecuzione ai provvedimenti di salvaguardia della salute e alla rimozione dell’amianto durante la pausa estiva come da voi comunicatoci in data 13 gennaio 2009.

Ai sensi dell’art. 9 della legge 20.5.70 n. 300 e dell’art. 2087 c.c. Questa O.S. e i lavoratori tutti (iscritti o non iscritti) chiedono di poter controllare (con il supporto di tecnici) lo stato attuale del luogo di lavoro e la presenza di amianto.

Chiedono di avere risposta non equivoca entro e non oltre 5 giorni dal ricevimento. La presente vale anche quale richiesta di incontro urgente.
Vi ribadiamo che In mancanza di riscontro (e comunque in assenza di certe risoluzioni del problema) abbiamo conferito incarico all’avv. Giovanni Giovannelli, del Foro di Milano, con studio in Via Cadore 36, di predisporre idonee azioni di tutela della salute. In particolare intendiamo, in mancanza di risposte convincenti, procedere a ricorso per accertamento tecnico preventivo, con la contestuale richiesta ex art. 700 c.p.c. di ordine cautelare di immediata rimozione dell’amianto, senza escludere di avanzare altresì richiesta di sequestro dei locali inquinati.

La presente costituisce diffida formale e intimazione a provvedere, fatti salvi i danni già causati, da risarcirsi integralmente.

In attesa di un sollecito riscontro

Cordiali saluti

CUB-Informazione Confederazione Unitaria di Base Milano: V.le Lombardia 20 – tel. 02/70631804-2666289 fax 02/70602409 www.cub.it – e mail cub.nazionale@tiscali.it

3 agosto 2009

INNSE. È la grande vittoria degli operai

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 22:36

 

12 agosto 2009 Intesa fatta, a mezzanotte, per il salvataggio della Innse. L’azienda meccanica di via Rubattino passa da Genta al gruppo Camozzi, con l’accordo anche della Aedes, proprietaria dei terreni su cui sono collocati i capannoni. È la grande vittoria degli operai che per 14 mesi hanno presidiato la fabbrica in crisi e che negli ultimi otto giorni hanno protestato dall’alto di una gru all’interno dell’azienda. Ok alla piattaforma sindacale: i 49 dipendenti saranno tutti riassunti dal nuovo proprietario

 Video IL RACCONTO La festa dopo la notte più lunga

I Lavoratori Autorganizzati Scala condividono la gioa e festeggiano anche loro.Siamo sempre stati vicini e solidari fin dall’autunno 2008 quando siamo andati a trovarli in diverse ocasioni. Bravi !!! e grazie per averci dato la dimostrazione che la classe operaia esiste ancora e puo raggiungere degli obbiettivi quando e compatta e decisa.Il presidio continua più che mai, non mollate!!!

6 agosto 2009  «Non ci prenderanno per stanchezza – fanno sapere collegati via telefono – reagiremo e cercheremo di modificare la situazione». Sulle loro condizioni personali gli operai affermano: «Siamo sporchi da fare schifo perché da tre giorni non ci laviamo, siamo in uno spazio stretto pieno di olio e di grasso dei macchinari, siamo una zattera a venti metri di altezza e distaccati dalla concretezza. Siamo sotto il tetto: fa caldo per tutto il giorno tranne che tra le 4 e le 5 del mattino quando arriva un po’ di freddo». Riguardo alla possibilità di scendere dalla gru i cinque lavoratori affermano: «L’unica condizione per scendere è una risposta positiva alle richieste che abbiamo fatto. Confermiamo comunque che non c’è bisogno di nessun medico». «Stiamo ragionando su altre azioni dimostrative», hanno poi concluso.

3 agosto 2009 MILANO – Momenti di tensione domenica mattina a Milano per lo sgombero della Innse di via Rubattino, autogestita e presidiata da oltre un anno da una quarantina di operai che si oppongono alla chiusura della fabbrica. Sul posto sono arrivati alcuni giovani dei centri sociali, per dare man forte agli operai. Ci sono stati alcuni momenti di tensione quando operai e manifestanti hanno bloccato per un paio di minuti la tangenziale. Si sono verificati anche tafferugli tra forze dell’ordine e manifestanti. Tutto però si è concluso in tempi brevissimi e la situazione si è calmata. Davanti alla Innse è rimasto il presidio dei lavoratori, in attesa di capire quali saranno le decisioni della Questura.

Contro l’ennesimo insulto fascista, contro l’ennesima dimostrazione di regime aiutiamo i compagni dell’INSE.
Chiediamo a tutti i compagni nella zona di recarsi a presidiare e dare una mano Innse, la rabbia degli operai sulla gru: "Ora intervenga Berlusconi"                                 guarda i video su questi link  

  Innse, la rabbia degli operai sulla gru   

INNSE (MI) Questa mattina (2 agosto 2009) le forze di polizia sono intervetute. Gli operai hanno occupato la tangenziale est.

Fus: Berlusconi promette reintegro di 60 milioni, le reazioni

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 18:38

ROMA – 30 LUG – Un decreto per incrementare le risorse del fondo unico dello spettacolo. Dopo settimane di appelli, manifestazioni di piazza, ordini del giorno bipartisan – scrive l’Ansa – è Silvio Berlusconi (foto) ad annunciare la buona novella al mondo dello spettacolo ridotto alla canna del gas dai tagli ai finanziamenti pubblici. Il traguardo, chiarisce il premier, sono 60 milioni di euro contro i 200 chiesti dall’opposizione.

Comunque un segnale, commenta l’ex ministro Buttiglione. Ma dal Pd, augurandosi che la promessa sia rispettata, si parla di elemosina. E in previsione della Mostra di Venezia, la mobilitazione non si ferma. "Di promesse -spiega per Centoautori Stefano Rulli – ne abbiamo sentite tante".
Il ministro Bondi, esponendo le sue priorità, chiede per il Fus "un reintegro parziale, ma non di più" ribadendo la necessità delle riforme. Bisogna liberare la cultura dai rapporti con la politica, dice il ministro, spiegando che i settori meno legati al contributo dello Stato sono stati quelli che hanno avuto più sviluppo.

"Certo anche lo spettacolo deve essere capace di uscire dall’assistenzialismo e dall’elemosina di Stato – interviene Berlusconi – però ora è chiaro che non possiamo far chiudere i teatri come La Scala e quindi aumenteremo i fondi a disposizione dello spettacolo". I tempi non vengono precisati. Le possibilità sono diverse, si apprende poi da fonti del ministero, anche se l’ipotesi più apprezzata e forse anche la più probabile, sarebbe quella di un reintegro legato alla riforma delle fondazioni liriche che Bondi punta a presentare nella prima riunione di settembre del consiglio dei ministri. Il testo c’é già, e chi l’ha letto parla di una riforma "dura e severa", come del resto il ministro ha più volte annunciato, che riporti le Fondazioni liriche sul mercato europeo ed elimini le sacche di privilegio.

Tant’é. Sulla necessità di fare leggi e riforme anche per cinema e spettacolo dal vivo, sono in sostanza tutti d’accordo, dai parlamentari della maggioranza che in queste settimane hanno sostenuto la battaglia per il Fus insieme con i colleghi dell’opposizione, alle associazioni dello spettacolo, in prima fila l’Agis, che accoglie con soddisfazione l’annuncio dell’imminente reintegro. Soddisfazione condivisa anche dal regista Maurizio Scaparro, che per protesta contro i tagli aveva deciso di non ritirare questa sera il premio Charlot alla carriera e dopo l’annuncio di Berlusconi cambia idea.

Ma nel Pd come nell’Idv si guarda ai 60 milioni come a poca cosa. "l’obiettivo resta il reintegro integrale", fa notare De Biasi (Pd), mentre Giambrone (Idv) parla di "brodino caldo che non risolve il problema". Barbareschi e Carlucci (Pdl) cantano vittoria ma avvertono, "le riforme sono necessarie altrimenti si tratterà di un’indegna caccia al denaro". Il cinema in rivolta intanto non ferma la mobilitazione, attesa anche per domani alla conferenza stampa di presentazione della Mostra di Venezia: "Finché non saremo di fronte ad una legge – dice Rulli – atti concreti, cifre adeguate alle necessità del cinema italiano, la nostra mobilitazione andrà avanti".

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