Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

18 dicembre 2012

Lirica aria di rivoluzione

Filed under: Articoli stampa — Lavoratoriscala @ 18:04

Le Fondazioni

Le nuove regole: maggiore potere ai sovrintendenti
Più fondi dagli enti locali, stop al contratto nazionale

ROMA – Il «sistema lirica» cancella tutto e riparte da zero. È come passare in un colpo solo dalla macchina per scrivere all’iPad. Si esce dal museo delle Cere e si entra nella modernità. Vita dura per i bilanci in profondo rosso. Al Consiglio dei ministri di venerdì (dopo un primo confronto nel pre-Consiglio di mercoledì) si discuterà del testo unico sulle 14 Fondazioni lirico-sinfoniche che deve essere deliberato entro il 31 dicembre: oltre 40, tra leggi e decreti dal 1967 ad oggi, verranno abrogati. Il cambiamento nel mondo dell’opera sarà netto, i tempi sono stretti e prescindono dalla crisi politica. Infatti il nuovo regolamento attuerà una delega che il Parlamento ha dato al governo con la legge n.100 del 2010. Per essere adottato, serve la delibera del Consiglio dei ministri. A seguire, i pareri (obbligatori ma non vincolanti) di: Conferenza unificata, Consiglio di Stato (30 giorni di tempo) e Commissioni cultura di Camera e Senato (altri 30 giorni). Il prossimo ministro dei Beni Culturali chiuderà l’iter legislativo. Sarà tutto più semplice e diretto, nel segno della «decentralizzazione» dello Stato. Non mancheranno malumori e proteste da parte delle Regioni. Per esempio: si sottolinea la pertinenza al territorio dei singoli teatri lirici. Gli enti locali dovranno contribuire in misura «almeno uguale» a quella dello Stato. Se ciò non avverrà, una Fondazione perde lo status giuridico e economico e verrà declassata a teatro di «tradizione», con meno contributi e privilegi, e le orchestre e i cori continueranno ad esistere anche se in forma diversa. Si potrà sempre rientrare nel sistema delle quattordici Fondazioni (o meno se diminuiranno in forza della norma) se i contributi torneranno a pareggiare quelli dello Stato.

Quante Fondazioni
Prima novità dunque: il testo stabilirà quante e quali sono le Fondazioni (non è detto che resteranno 14), e come sono organizzate. Lo Stato chiederà un impegno costante a Regioni e Comuni. Il direttore generale del ministero ai Beni Culturali Salvo Nastasi, esperto in materia di legislazione dello spettacolo, ha affiancato il ministro Lorenzo Ornaghi nel redigere il testo (il suo predecessore Bondi aveva indicato le linee di principio). Si sottolinea che non si tratta di un provvedimento punitivo e coercitivo, o di un’imposizione. Si tratta di invertire il decremento economico locale degli ultimi anni, in futuro le Regioni anziché la sagra del peperoncino dovranno sostenere di più il dna della nostra cultura, l’opera, ovvero l’unico modo per parlare italiano nel mondo.
I fondi statali verranno ripartiti secondo i vecchi criteri: una parte storica e quantitativa, mentre un’altra (maggiore rispetto al passato) sarà legata alla qualità della programmazione.

Piena autonomia
Seconda novità: le Fondazioni (tutte, senza eccezioni e «eccellenze»), potranno avere «piena autonomia statutaria e indipendenza». In altre parole: si chiederanno più risorse di tutti, ma si darà in cambio più libertà. Ogni Fondazione con la revisione dello statuto sceglierà quanti componenti (sempre al massimo nove) e come si chiamerà l’organo di gestione. Sovrintendente, direttore musicale o artistico, non importa. Ma chi comanda dovrà esercitare poteri forti e soprattutto sarà responsabilizzato davanti al Consiglio d’amministrazione rispetto ai risultati della gestione. Un po’ come l’amministratore delegato di un’azienda.

Jonas Kaufmann (43 anni) e Anja Harteros (40), poi sostituita alla prima del «Lohengrin

Sindaci in uscita

Quanto all’autonomia già conquistata da Scala e Santa Cecilia, nel regolamento verranno fatti salvi gli statuti approvati: si gettano le basi perché in futuro anche le altre Fondazioni conquistino l’autonomia. C’è una sentenza del Tar che ha accolto un ricorso della Cgil, ma non è ancora esecutiva; tale sentenza, che ha cancellato l’autonomia speciale di Scala e Santa Cecilia, sarà superata dalle nuove norme. Mentre l’Opera di Roma con i suoi doveri di «rappresentanza», o altre realtà, potranno essere riconosciute come peculiari da leggi speciali.
Ancora: su indicazione di alcuni sindaci, che hanno espresso il desiderio di non ricoprire più il ruolo di presidente, il sindaco potrà decidere di uscire dalla vita del teatro, delegando grandi personalità della cultura. Altra ipotesi è che a presiedere sia la Regione, laddove il suo contributo fosse consistente.

Antonio Pappano (52), direttore musicale di Santa CeciliaAntonio Pappano (52), direttore musicale di Santa Cecilia

   La soglia per i privati

Il capitolo privati è un nodo spinoso e irrisolto, sempre trattato «dall’alto», in modo non pragmatico. Per entrare in una Fondazione, un privato dovrà mettere non meno del 3 per cento del contributo dello Stato (l’autonomia dovrebbe spingerli a entrare). La precedente soglia era dell’8 per cento. È stata abbassata perché le risposte dei territori e dei privati erano diverse. Ogni Fondazione potrà autonomamente decidere se rialzare la soglia o introdurre altri requisiti per l’accesso. Lo schema però non prevede un aspetto fondamentale, che presumibilmente verrà discusso in vista dell’approvazione, e cioè la defiscalizzazione per gli sponsor, come avviene negli Stati Uniti.

Il capitolo sindacati è fondamentale perché la conflittualità e i corporativismi hanno tenuto in scacco i teatri lirici. Esiste, fino a scadenza naturale, il contratto nazionale appena firmato. Dopo, ogni Fondazione si farà il suo contratto autonomamente. Basta Stato padrone, ognuno fa assunzioni e pianta organica come vuole. La contrattazione verrà decentrata, con responsabilità al management e al Cda del teatro. I teatri modificheranno il loro statuto entro 60 giorni dall’approvazione del regolamento per adeguarsi alle nuove disposizioni. L’opera in Italia cambia (davvero) spartito. L’ultima battaglia sarà quella di aumentare gli spettacoli (ci sono teatri che fanno 30, 40 recite all’anno) avvicinandosi alla media europea.

Valerio Cappelli17 dicembre 2012 | 18:46© RIPRODUZIONE RISERVATA           Corriere della Sera

Per le fondazioni liriche riforma a rischio «stecca»

di Antonello Cherchi Cronologia articolo17 dicembre 2012http: //www.ilsole24ore.com

Questo articolo è stato pubblicato il 17 dicembre 2012 alle ore 08:20.

Tempo di prime per la lirica. Ci sono i grandi teatri che hanno aperto
la stagione e c’è il regolamento sulle fondazioni che si prepara a
debuttare in uno dei prossimi consigli dei ministri. Previsto
dall’ultima riforma del settore, arrivata in tutta fretta nel 2010 con
il decreto legge 64 poi convertito nella legge 100, il provvedimento,
che andrà mercoledì alla riunione del preconsiglio, è frutto di
un’ampia delega riservata al Governo per rivedere l’assetto
ordinamentale e organizzativo delle quattordici fondazioni
lirico-sinfoniche. E arriva a un passo dal termine ultimo, quel 31
dicembre 2012 trascorso il quale sarebbe tutto da rifare.
Diventa, dunque, imperativo che Palazzo Chigi licenzi il testo prima
della fine dell’anno. Solo così i tempi della delega saranno
rispettati e il regolamento potrà iniziare l’elaborato iter che
prevede il passaggio presso la conferenza unificata, il parere del
Consiglio e quello delle commissioni parlamentari, per poi ritornare
al Consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva. Tabella di
marcia ancora più pressante considerata la crisi di Governo e lo
scioglimento anticipato delle Camere. I tempi per far arrivare il
provvedimento al traguardo con sotto la firma dell’attuale ministro
dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, ci sarebbero tutti. La questione,
a questo punto, diventa squisitamente politica: si tratta, cioè, di
capire se nelle prossime settimane il Parlamento darà il parere agli
atti che gli verranno sottoposti o rinvierà l’incombenza alle nuove
Camere.

Non è, tuttavia, l’unico problema che si presenta davanti al
regolamento. Ci si sono messi, infatti, anche i giudici
amministrativi. La scorsa settimana il Tar Lazio ha bocciato il Dpr
117/2011 che consente alle fondazioni liriche a posto con i bilanci e
con una particolare offerta culturale, di aspirare a forme di
organizzazione speciale, che in sostanza si traducono in una più ampia
autonomia. Status che finora è stato concesso, con decreti successivi
al Dpr 117, alla Scala e all’Accademia di Santa Cecilia. A causare
l’annullamento del Dpr è, secondo i giudici di primo grado, il fatto
che le organizzazioni sindacali non sono state coinvolte durante la
predisposizione dell’atto. Il ministero dei Beni culturali non si dà
per vinto e presenterà appello al Consiglio di Stato, chiedendo la
sospensione della decisione del Tar. Per il regolamento in arrivo,
però, l’imprevista bocciatura può rappresentare un’opportunità più che
un ostacolo. A via del Collegio Romano, infatti, si sta limando il
testo in modo che le nuove regole salvaguardino la specificità della
Scala e di S. Cecilia. Anzi, quello status viene sostanzialmente
esteso alle altre fondazioni, superando così il Dpr 117, che viene
abrogato.

17 dicembre 2012

Lirica: Scala, spettacolo “Romeo et Juliette” salta per sciopero

Filed under: General — Lavoratoriscala @ 19:23
milanomilano.eu - Roméo et Juliette

MILANO – 17 DICEMBRE 2012 – Lo spettacolo Romeo et Juliette, che avrebbe dovuto inaugurare il 19 dicembre alla Scala di Milano la stagione del Corpo di Ballo, non andrà in scena a causa di uno sciopero proclamato dalle Rsa Coro di Cgil, Uil e Fials, e dalle Rsa Cisl, Uil e Fials del Corpo di Ballo.

Lo annuncia ‘con rammarico’ la Direzione del teatro, spiegando che gli artisti del Coro “ritengono che cantare in palcoscenico e in costume nel corso di uno spettacolo di danza costituisca ‘prestazione speciale’ da retribuire in via extracontrattuale”. La Direzione ritiene invece che, nello spettacolo firmato da Sasha Waltz, “agli artisti del Coro non siano richieste prestazioni diverse da quelle che normalmente e regolarmente vengono eseguite in uno spettacolo di stagione, in particolare d’opera”. Per parte sua, il Corpo di Ballo sostiene che “la difficoltà di danzare su una piattaforma in declivio debba essere ricompensata con una non meglio identificata ‘gratifica concreta’, anch’essa per via extracontrattuale”. (Fonte: Ansa)

16 dicembre 2012

Sicurezza: emergenza macchina scenica Romeo et Juliette, salta la prova generale

Filed under: Comunicati Cub,General — Lavoratoriscala @ 23:17

15-250_copyright Christian Leiber_OperaNational de Paris Milano 16/12/2012

Spett. Dr Giancarlo Cattaneo

Responsabile Servizio UOPSAL ASL

Città di Milano, Via Statuto 5 Milano    e p.c

Presidente consiglio d’ammministrazione Scala

Sindaco Giuliano Pisapia

presidente commissione sicurezza Comune di  Milano, Mirco Mazzali

Responsabile sicurezza Teatro alla Scala  Ing.Morelli Marco

Il pomeriggio del 15 dicembre, in cui doveva andare in scena la prova generale serale del balletto Romeo e Giulietta è avvenuto un grave incidente che ha deformato la mega struttura scenica che rappresenta un gigantesco libro dalla movimentazione meccanica di più di 20 tonnellate.

Un grosso rumore a causa del contraccolpo della pagina libro lato palcoscenico ( 13 tonn.) E poi il blocco totale.

La prova generale di ieri è saltata e i tecnici han lavorando giorno e notte per aggiustare e rimettere in moto nuovamente la mega macchina scenica con l’ausilio dei responsabili tecnici della ditta costruttrice tecnologie industriali s.r.l.di Padova (arrivati verso le 22.00 del 15 /11).  Sono stati imposti inoltre ritmi di lavoro eccezionali per l’andata in scena di questa sera 16 dicembre (“anteprima dei giovani”) .

Si chiede di accertare immediatamente la fruibilità e i collaudi di questa enorme macchina scenica che dà evidenti gravi problemi di affidabilità e sicurezza per i lavoratori.

Cordiali saluti                          

Pierluigi Sostaro  Responsabile Salute e Ambiente di Lavoro

macchina scenica (libro) romeo e giulietta,

 

CUB-Informazione
Confederazione Unitaria di Base
Milano: V.le Lombardia 20 – tel. 02/70631804 fax 02/70602409

Riportiamo un’altro incidente pericoloso che ha riguardato la sicurezza anche del pubblico. Risolto grazie al pronto intervento della squadra antincendio del Teatro alla Scala.

Milano 16/12/2012

Spett.  Dr Giancarlo Cattaneo   Responsabile Servizio UOPSAL  ASL Città di Milano 1, Via Statuto, 5  Milano.                                                      e p.c  Presidente Cda Scala Sindaco Giuliano Pisapia, al presidente commissione sicurezza comune di Milano, Filippo Barberis

La sera del 14 dicembre, all’inizio del terzo atto del Lohengrin, si è verificato un corto circuito nella postazione dei lavoratori addetti alle luci “seguipersona” che si trova sopra il bellissimo lampadario storico del Teatro alla Scala.
Si sono verificate una serie di intermittenze di tensione elettrica che hanno portato al corto circuito di un ballast (alimentatore con spunto ad alta tensione) dei proiettori luci segui persona da 1800 w.
La freddezza e la professionalità dei lavoratori ha evitato che da ciò si sviluppasse un rovinoso incendio, limitando il danno ad una densa nuvola di fumo nero.
E’ stato chiamato il Pronto Intervento dei Vigili del Fuoco Interno (2333 ) che è intervenuto immediatamente alla messa in sicurezza degli impianti e del luogo.
Per inspiegabili motivi, gli estintori erano lontani dal luogo dell’incidente, ma sono stati prontamente recuperati dai vigili interni; nonostante non siano poi stati utilizzati, per il futuro potremmo non essere così fortunati, nel caso si sviluppasse un incendio.
Lo spettacolo non è stato interrotto grazie alla professionalità dei tecnici che hanno utilizzato altri due proiettori “seguipersona” ed altre prese di servizio, assicurando il normale proseguimento dello spettacolo fino a chiusura di sipario.
Il personale della Sicurezza Antincendio Interno ha vigilato fino al termine dello spettacolo affinchè potessero intervenire immediatamente in caso di ulteriori incidenti.
Proprio questi Vigili del Fuoco Interni, già numericamente insufficienti, ma tanto importanti per la sicurezza dei lavoratori, degli spettatori e del Teatro alla Scala stesso, stanno per essere eliminati, conseguentemente ad una delibera del Consiglio d’Amministratore della Scala, il cui Presidente è Giuliano Pisapia.
La Direzione del Teatro ha già avviato questa operazione, inviando lettere di trasferimento ad esempio ai reparti di movimentazione e facchinaggio di alcuni Vigili del Fuoco Interno e, per due di loro che non hanno accettato il comando al trasferimento, sono già state avviate le procedure che si concluderanno con il licenziamento.
L’assenza dei pompieri del comando di via Messina dal mezzanino a lato della stanza dei seguipersona, che nonostante la bonifica della cupola dall’amianto, dal 2009  non mettono più piede in cupola,  è un comportamento inquietante, infatti, senza il ricorso  alla Squadra di Vigili del Fuoco Interno, che conoscono ogni centimetro del Teatro e sanno dove e come muoversi per spostarsi in pochi secondi da un luogo all’altro del Teatro e  nonostante la presenza in Teatro di diciotto VVFF Ministeriali del Comando di Via Messina, non sarebbe stata garantita la messa in sicurezza e salute dei lavoratori e degli impianti della cupola.
Da mesi chiediamo un incontro all’Assessore del Comune di Milano, Mazzali per discutere dei problemi di sicurezza nel Teatro alla Scala, ma siamo stati sinora inascoltati. Solo dopo oggi (17-12) il suddetto Mazzali ci comunica via mail che il responsabile della commissione settore sicurezza lavoro è il dott.Filippo Barberis.
Chiediamo all’Asl d’intervenire per far chiarezza sull’accaduto ed al Consiglio di Amministrazione del Teatro alla Scala ed in particolare al suo Presidente, Giuliano Pisapia in prima persona, di revocare la delibera che sancisce lo smantellamento della Squadra di Pronto Intervento dei Vigili del Fuoco Interno. Chiediamo loro venga incrementato il numero dei lavoratori addetti, già sottodimensionati e che i trasferimenti vengano revocati.
Questi lavoratori hanno ieri, ancora una volta, dimostrato quanto siano importanti, professionali, efficaci e preziosi  al fine di garantire la sicurezza dei lavoratori, degli spettatori e del Teatro alla Scala.

Oggi ,17/12/2012 inoltre , il servizio della squadra d’ emergenza è composta da una sola unita’ ( invece delle 4 abituali , per effetto del taglio  dell’organico). Quando non c’è spettacolo come oggi, i 18 vigili del fuoco della squadra di via Messina sono assenti.
Questa situazione mette in pericolo non solo lo stabile da qualsiasi situazione di emergenza ma sopratutto potrebbe essere in pericolo l’incolumità del personale presente in teatro ( sono presenti 182 persone e un portatore di handicap ” non vedente”). Se ci fosse qualsiasi tipo di emergenza il solo addetto presente non riuscirebbe nella gestione della stessa. Avvisato il responsabile di tale situazione dal sottoposto presente, gli comunicava che verrà affiancato da un addetto antincendio di una ditta esterna. Costui evidentemente non conoscerà ne’ le varie ubicazioni dei locali del teatro ne’ la gestione dei sistemi di rivelazione e allarmi, quindi al di là di rientrare nel numero minimo di personale addetto alla gestione dell emergenza tale soggetto risulterebbe completamente inutile.
Questo comportamento intollerabile della direzione generale del Teatro  sta mettendo quotidianamente  in pericolo l’incolumità dei lavoratori.

Cordialmente

Pierluigi Sostaro
Responsabile Salute Ambiente
CUB-Informazione
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13 dicembre 2012

il Tar del Lazio annulla regolamento autonomia delle fondazioni liriche

Filed under: Articoli stampa,General — Lavoratoriscala @ 20:18

ROMA – 13 DICEMBRE 2012 – Il Tar del Lazio ha annullato il regolamento del Ministero dei Beni culturali che consente alle fondazioni liriche più virtuose di avere un’autonomia gestionale. Una autonomia che finora hanno ottenuto Scala (foto) e Accademia di Santa Cecilia.

Autonomia

Sono stati Cgil e Fials a presentare il ricorso, che si è concentrato non tanto sull’autonomia quanto su due punti specifici: il fatto che nella stesura del regolamento (approvato dal Consiglio dei Ministri a maggio 2010) non siano stati coinvolti i sindacati come invece prevedeva la legge e la possibilità per ciascun ente di crearsi un contratto ad hoc prescindendo dal contratto nazionale.

Fonti vicine al ministero fanno notare però che sarà scontato da parte del Mibac il ricorso in appello e la richiesta di sospensiva, anche se nel merito, viene sottolineato, il problema potrebbe essere superato dal nuovo regolamento.

Il Tar, ha spiegato l’avvocato Vittorio Angiolini, che ha curato il ricorso presentato dai sindacati- ha accolto il primo punto e dunque non è stato necessario decidere anche sul secondo, visto che il regolamento è stato annullato e dovrà essere riscritto coinvolgendo i sindacati. “Ma ciò – ha assicurato il legale – potrebbe essere fatto non inficiando gli statuti” che hanno da allora approvato Santa Cecilia e Scala. “Se tutti i protagonisti mantengono un profilo per recuperare la collaborazione – ha aggiunto – possono essere trovate soluzioni che non pregiudichino nulla per l’autonomia gestionale degli enti”. (Fonte: Ansa)

13/12/12 REPUBBLICA MILANO UN CACCIA-SPONSOR PER LA SCALA – L’AUTONOMIA DELLA SCALA BOCCIATA DAL TAR DEL LAZIO NUOVI CONTRATTI A RISCHIO

Un caccia- sponsor per la Scala ANGELO FOLETTO

PRIMA ancora che ci siano convalide ufficiali o ufficiose (ma il «nessuno mi ha interpellato», secondo i beninformati era anche una mirata rimostranza), la presenza di Alexander Pereira tra gli aspiranti perla successione alla sovrintendenza scaligera, ha già creato un partito di ideologicamente riluttanti. E non di poco conto. Sfavorevoli non tanto a Pereira quanto all’eccessivo rilievo dato al ruolo di (pro)cacciatore di sponsor conquistato sul campo all’Operhaus di ZurigoeaSalisburgo (dovel’annoscor-so ha avuto dai privati più di quanto il bilancio, circa 6Omilioni di euro, fosse in grado di “sopportare”). L’al- Alexander Pereira tro ieri, alla giornata “Autonomia della cultura e potere politico” orchestrata -dalla Fondazione Paolo Grassi, Carlo Fontana, Sergio Esco-bar e Walter Vergnano, rivendicando la loro esperienza, hanno ricordato che nella migliore tradizione teatrale europea, il sovrintendente e il direttore di teatro devono anzitutto essere valutati – e scelti – come operatori culturali non per i numeri da superman del marketing. Un’idea umanistica (e ottimistica) con cui è necessario parteggiare ma che combacia e (cor)risponde solo in parte all’attuale, e futuro, crescente disimpegno finanziario pubblico. PAOLA ZONCA A PAGINA VIII Accolto il ricorso presentato dai sindacati Cgil e Fials L’autonomia della Scala bocciata. dal Tar del Lazio nuovi contratti a rischio PAOLA ZONCA TUTTO da rifare. Il TardelLazio ha accolto il ricorso dei sindacati Cgil e Fials e ha annullato il regolamento del Ministero dei Beni Culturali che consente alle fondazioni liriche virtuose di avere l’autonomia di gestione. Finora a ottenerla erano state soltanto la Scala e l’Accademia di Santa Cecilia a Roma. La forma organizzativa speciale, riconosciuta alla Scala grazie ai suoi meriti artistici e gestionali nello scorso aprile, doveva consentire al teatro di decidere in proprio assunzioni nonché di stipulare contratti specifici, ed era stata salutata con entusiasmo dal sovrintendente Stèphane Lissner e dal sindaco Giuliano Pisapia. La Cgil e la Fials nazionale (quella milanese era pro-autonomia) avevano però fatto ricorso in quanto ritenevano di non essere state coinvolte nella stesura del regolamento (approvato dal Consiglio dei ministri nel maggio scorso), come prevedeva la legge. Il secondo punto toccato nell’istanzaè quello relativo alla possibilità per le singole fondazioni di crearsi un contratto ad hoc prescindendo dal contratto nazionale. Ora dunque si torna al passato? Gli sviluppi sono ancora incerti. Intanto è probabile che il Ministero faccia ricorso in appello e chieda la sospensiva. In secondo luogo la sentenza sottolinea che il problema potrebbe essere superato dal nuovo regolamento, che a questo punto dovrebbe essere riscritto con l’apporto dei sindacati. Come ha spiegato l’avvocato Vittorio Angiolini, che ha curato il ricorso, il Tar ha accolto il primo punto e dunque non è stato necessario decidere anche sul secondo, visto che il regolamento è stato annullato e dovrà essere riscritto consultando i sindacati. «Ciò—ha detto il legale— potrebbe essere fatto non inficiando gli statuti. Se tutti i protagonisti mantengono un profilo per recuperare la collaborazione possono essere trovate soluzioni che non pregiudichino l’autonomia gestionale degli enti»

8 dicembre 2012

7 dicembre Alla Scala, tanti applausi e volantini fuori sipario che raccontano i misfatti

Filed under: Comunicati Cub,General — Lavoratoriscala @ 12:28

       ECCOCI …

Questa sera, i lavoratori del “Teatro alla Scala” hanno dato una prova eccezionale e con richiamo intercontinentale della loro professionalità e delle loro capacità.

Questa edizione del Lohengrin di Wagner passerà alla storia della tradizione lirico sinfonica segnata con importanza dal lavoro del Teatro alla Scala.

Parlando di lavoratori, ci riferiamo a tutti, ovvero orchestra, coro, balletto, elettricisti, macchinisti, scenografi, sarte, costumiste, parrucchiere, truccatori, calzolai, addetti alle movimentazioni delle scenografie, addette al ricevimento, personale di sala ( ispettori, maschere, guardarobieri ed addetti alle pulizie dei servizi), addetti alla Vigilanza Antincendio (Vigili del Fuoco Interni) e tutti gli impiegati che lavorano per far funzionare nel modo migliore il Teatro e la “Fondazione Teatro alla Scala”, ma il nostro ringraziamento va anche agli “invisibili”, uomini e donne delle imprese di pulizie ed addetti alla ristorazione, sia della mensa che della kambusa.

Un pensiero va anche al “gentile pubblico” che affolla questa serata mondana. A molti di voi poco interessa sapere che al Teatro Alla Scala si consumano veri e propri misfatti, ne elenchiamo alcuni:

Tra i lavoratori/trici, artisti compresi, che hanno lavorato al Teatro alla Scala, abbiamo già otto morti per malattie correlate all’amianto che per anni sono state tenute sotto silenzio, ma la Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo per appurare le responsabilità, per ora contro ignoti. E’ noto chi in questi vent’anni ha diretto il Teatro e noi ci aspettiamo che gli atti e gli avvisi di garanzia vengano comunicati al più presto perché venga data giustizia a questi morti ed alle famiglie.

Il 4 dicembre 2011, veniva licenziata la ballerina solista del Corpo di Ballo della Scala, Mariafrancesca Garritano, in arte Mary Garret, la quale è tutt’ora in attesa di un processo alla Pretura del Lavoro di Milano che la riammetta al lavoro e di tornare a danzare sul palcoscenico della Scala. La sua colpa è stata quella di aver parlato e scritto un libro sui disturbi alimentari e non solo delle giovani che entrano nel mondo della danza. E’ stata licenziata per un “reato d’opinione”, nonostante il Cigno Bianco fosse bravissima nel suo lavoro.

Il “Teatro alla Scala” è un edificio storico-artistico, opera dell’Arch. Giuseppe Piermarini da Ferrara e realizzato tra il 1776 ed il 1778 ed è classificato monumento nazionale ed è classificato ad “Alto Rischio”. Ogni anno, l’edificio accoglie 400 mila spettatori, generando un indotto diretto/indiretto per oltre 3 miliardi di euro. Per tutelare tale bene, sarebbero necessari 20 Vigili del Fuoco Interni, per una vigilanza efficace, 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno. Attualmente sono solo 16, o meglio, erano 16 perché le “menti eccelse” che dirigono la “Fondazione” hanno deciso di ridurli a 12 per poi, progressivamente, chiudere il Reparto Vigili del Fuoco con conseguente minore sicurezza del Teatro e dequalificazione dei lavoratori stessi o licenziamenti.

Il Personale di Sala è sotto organico del 50%, ma, altra geniale trovata delle solite menti, verrà implementato ricorrendo alle “Cooperative”, così come fatto all’Ortomercato.

Tutti i lavoratori precari della Scala, negli anni, hanno chiesto di essere stabilizzati, ma la Direzione, facendo “muro di gomma”, li ha costretti a ricorrere al Giudice del Lavoro. Grosse risorse economiche sono state spese dalla Scala, ingrassando le casse del noto Studio Ichino & Parterns oltre quelle dell’Avvocatura di Stato, per fronteggiare oltre 300 cause depositate presso il Tribunale di Milano.

Tra i lavoratori del Teatro, ci sono gruppi con contratto a tempo indeterminato “a chiamata”, ad esempio, le sarte da palcoscenico, le truccatrici, le visagiste, i velaristi, ecc. Questi lavoratori chiedono da anni di avere una vita ed un rapporto di lavoro “normale”. La loro possibilità di lavorare non deve essere legate al caso o alla bizzarria di capi e capetti, rendendo impossibile organizzare le loro vite, ora basta!

Persino nel Coro avvengono violazioni del Contratto Nazionale delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche e degli Accordi Interni. La Commissione che seleziona gli aspiranti coristi ha denunciato l’illegittimità, a danno dei selezionati, causata dal trattenimento in servizio di un corista pensionato.

La “Fondazione Teatro alla Scala” è proprietaria di un edificio con parcheggio sotterraneo siti in Via Verdi. L’edificio viene lasciato vuoto, o meglio, è stato dato in uso con il parcheggio, ma ora abbandonato, al venditore di tappeti Sihrai che ha usato l’area con vetrine al primo piano come foresteria per i suoi lavoratori; il tutto senza pagare un euro alla “Fondazione” che, nonostante possegga l’edificio in Via Verdi vuoto, paga 360 mila euro l’anno per l’affitto degli Uffici di Via Torino.

la Direzione del Teatro che si occupa del settore “Acquisti di beni e servizi” verrà presto chiamata a spiegare le operazioni d’asta con affidamento ad Aziende con il 40% di ribasso. Segnaliamo inoltre che vengono comunemente noleggiati mezzi di trasporto, lasciando fermi numerosi mezzi di proprietà della Scala. Ci fermiamo qui con l’elenco, ne faremo uno meglio dettagliato per la Procura della Repubblica.

Ora vogliamo rivolgerci al pubblico.

Tra voi ci sono molte persone ricche, ci saranno anche alcuni banchieri (BANKENSTER), ereditieri, bancarottieri, iene che operano nella Sanità, oltre a capitalisti, immobiliaristi, finti filantropi, alti funzionari di Stato, Ministri, intellettuali di regime, ecc.

Questa crisi durerà ancora molti anni, il mondo è invaso da trilioni di dollari stampati all’occorrenza per salvaguardare l’economia statunitense.

Bene, rappresentate l’1%, noi rappresentiamo il 99% e siamo molto arrabbiati perché non vogliamo subire e pagare il prezzo della vostra crisi.

Milano, 07.12.2012                              

CUB Informazione – Settore Spettacolo

rassegna stampa

da La Repubblica milano.it

LA PROTESTA DEI LAVORATORI.I lavoratori della Scala, al termine dell’opera, hanno lanciato un centinaio di volantini di protesta dal loggione proprio mentre gli spettatori hanno iniziato ad applaudire. “Eccoci… – esordisce il testo del volantino – A molti di voi poco interessa sapere che al Teatro alla Scala si consumano veri e propri misfatti, ne elenchiamo alcuni”, tra cui la condizione precaria di molti lavoratori e la presunta presenza di amianto alla Scala. Il volantino era firmato Cub Informazione-Settore spettacolo.(07 dicembre 2012) © Riproduzione riservata

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  2. Scala, 15 minuti di applausi per il “Lohengrin – Tgcom24

    www.tgcom24.mediaset.it/…/scala-15-minuti-di-applausi-per-il-lohengrinlinno-di-mameli-suonato-al-termine-della-serata.shtml

    13 ore fa e la regia di Claus Guth, ha inaugurato la stagione del Teatro alla Scala. Giallo
    Proteste fuori dal Teatro, volantini lanciati dal loggione. Il direttore si è quindi
    detto “triste di non averlo fatto con altre opere eteree prima“.

  3. Globalist.it | I lavoratori della Scala lanciano volantini dal loggione

    www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=36993&typeb=0

    14 ore fa Protesta inedita alla prima della scala, a cui partecipano Monti, Passera e diversi
    I lavoratori della Scala lanciano volantini dal loggione

  4. Successo di Wagner alla Scala Proteste dentro e fuori il teatro

    www.grr.rai.it/…/ContentItem-f17573c7-c522-4e2d-be45-1b8a3965fc8f.html

    50 minuti fa Una foto di scena della prima del Lohengrin alla Scala Volantini per
    denunciare le condizioni dei lavoratori del Teatro alla Scala sono stati

  5. Il Lohengrin finisce tra gli applausi E alla Scala risuona l’Inno di

    www.ilgiorno.it/…/813871-milanio-primascala-lohengrin-fine-applausi.shtmlCopia cache

    14 ore fa volantini per denunciare “le condizioni dei lavoratori del Teatro alla La Prima
    della Scala > Il Lohengrin finisce tra gli applausi E alla Scala

  6. Prima della Scala, Inno di Mameli cantato alla fine dell’opera

    www.today.it/citta/prima-teatro-scala-2012-inno-nazionale.html

    3 ore fa Prima al Teatro alla Scala: “Lohengrin”. Insieme ai fiori dal Loggione ieri sera alla
    Scala sono volati anche dei volantini di Cub Informazione

  7. Scala, la grande notte del Lohengrin 15 minuti di applausi, fuori le

    milano.repubblica.it/cronaca/…/la_prima_della_scala-48268962/Copia cache

    21 ore fa Nel teatro il pubblico della prima è ammaliato dalla bacchetta di Daniel Una
    inaugurazione tra crisi e misurata eleganza, alla Scala, per …. esordisce il testo
    del volantinoA molti di voi poco interessa sapere che al Teatro

7 dicembre 2012

Presidio in Piazza della SCALA venerdì 7 dicembre ore 15,00.

Filed under: Comunicati Cub — Lavoratoriscala @ 13:00

CUB: Presidio in Piazza della SCALA venerdì 7 dicembre ore 15,00. Contro le “BRUTALI” politiche del governo Monti contro i lavoratori, pensionati, immigrati e classi popolari.06-12-2012

Prendi il volantino da distribuire .zip

La Cub ha chiesto un incontro con il Presidente del Consiglio Monti per dirgli di non prenderci per i fondelli; ultimamente ha deciso tagli alla sanità pubblica e contemporaneamente stanziato 10,5 MLD alle banche spagnole (7 MLD) e al   Monte dei Paschi di Siena (3,5 MLD).
Venerdì urleremo tutta la nostra rabbia contro Monti e il governo dei falsi tecnici che non sono altro che l’ultimo travestimento del sistema capitalistico per scaricare sui ceti popolari i costi della crisi.

Monti: non prenderci per i fondelli. La crisi è figlia del modello di sviluppo fondato sui valori e gli interessi del capitale e non frutto dell’ingordigia dei pensionati, degli scarsi salari e tutele dei lavoratori, dei giovani senza un lavoro o degli ammalati.

E’ falso che il debito pubblico è dovuto alle pensioni, alla sanità, al diritto allo studio ecc.

Per aumentare i posti di lavoro salvaguardare lo stato sociale e ridurre il debito i soldi li devi prendere da chi può pagare introducendo una patrimoniale sui grandi patrimoni, con la vendita dei lingotti d’oro della Banca d’Italia (100 MLD di €);. La moratoria sugli interessi sul debito, con la cancellazione dell’acquisto dei caccia bombardieri F 35 (16 MLD di €) e eliminando le spese militari, con una efficace lotta all’evasione fiscale, alla corruzione, al lavoro nero, agli infortuni (400 MLD di  € annui).

Inoltre vanno eliminati i ticket; potenziata la sanità e la scuola pubblica, tutti i lavoratori espulsi dall’azienda a vario titolo, oggi senza lavoro e senza pensione devono mantenere le regole in vigore prima della riforma Fornero.
Va tagliata la spesa pubblica per le inutili grandi opere; assicurando parità di diritti per i migranti; diritto all’asilo ai rifugiati; cittadinanza per i nati in Italia, il permesso di soggiorno per chi perde o ha un lavoro o denuncia il lavoro in nero;. Attuando accordi bilaterali con tutti gli stati per l’unificazione dei contributi pensionistici.

Noi rivendichiamo, con la lotta. un modello di sviluppo ecosostenibile fondato sui beni comuni, la ridistribuzione del reddito, il diritto al lavoro, alla salute, allo studio e alla casa.

Milano 2012

CUB – Confederazione Unitaria di Base
Milano: V.le Lombardia 20 – tel. 02/70631804 fax 02/70602409
www.cub.it – e mail cub.nazionale@tiscali.it

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