Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

30 luglio 2010

SOS GENOVA .EMERGENZA CARLO FELICE .MAX SOLIDARIETà AI 300 LAVORATORI

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 23:05

MENTRE IL TEATRINO  DEL PDL SI  PRENDE  TUTTA LA SCENA, A GENOVA SI CONSUMA IL DRAMMA CAUSATO DA UNO DEI  GENDARMI DI BONDI .

GENOVA – Carlo Felice, conto alla rovescia la Regione dice sì alla cassa in deroga
MICHELA BOMPANI
MERCOLEDÌ, 28 LUGLIO 2010 LA REPUBBLICA – Genova


E il teatro pensa di chiedere i danni all´ex commissario

La cassa integrazione in deroga e un probabile ricorso alla Corte dei Conti contro l´ex commissario del teatro Giuseppe Ferrazza. E´ febbrile il lavoro del consiglio d´amministrazione, del sovrintendente Giovanni Pacor, del direttore di staff Renzo Fossati (questi ultimi ufficialmente ancora senza contratto) intorno alla situazione disperata della Fondazione Teatro Carlo Felice. L´assessore comunale alle Politiche del lavoro, Mario Margini, ieri ha verificato con la Regione l´eventualità di ottenere la cassa integrazione in deroga per i lavoratori del teatro. Disco verde immediato da piazza De Ferrari: «Se serve, siamo pronti a concederla – dice l´assessore regionale alle Politiche dell´occupazione, Enrico Vesco – Sarebbe la prima volta e andrebbe studiata bene la situazione, ma l´abbiamo fatto per la Compagnia Unica per nove mesi, perché non farlo anche per il Carlo Felice?».
I lavoratori, spiega Vesco, dovrebbero però seguire percorsi di aggiornamento, durante il periodo di cassa in deroga, che andranno organizzati. Chi guadagna più di 1600 euro si troverà in busta paga circa 900 euro. «Nel momento in cui ci sarà un accordo sindacale, potrà partire immediatamente la cassa», indica i tempi Vesco.
Le decisioni però sono rimandate alla prossima settimana, o almeno alle ore successive l´audizione di sabato durante il consiglio di amministrazione della Deloitte & Touche, la società che ha analizzato i conti del Carlo Felice e che avrebbe preparato una serie di proposte per uscire dalla drammatica crisi. Proprio tra quelle righe, poi, potrebbe esserci una chiave, che la Fondazione attende. Ovvero nella relazione potrebbero esserci gli elementi perché possa partire una denuncia alla Corte dei Conti contro l´operato del commissario, Giuseppe Ferrazza che ha guidato per gli ultimi (quasi) due anni il teatro.
Dentro il Carlo Felice si sono fatti i calcoli: la situazione finanziaria sarebbe peggiorata, durante i mesi di commissariamento, di oltre tre milioni e mezzo di euro. Non solo, il commissario avrebbe confermato gli impegni tra la Fondazione e il maestro Daniel Oren per la prossima stagione, quando mancano 11 milioni di liquidità al teatro per arrivare a dicembre. E soprattutto per pagare gli stipendi. Bisogna fare un salto indietro, ai tempi in cui Oren divenne direttore principale del teatro con un contratto simbolico di un euro. E l´impegno però, ad affidargli la direzione di alcune opere in diverse stagioni. Quando Ferrazza dovette ridiscutere il cachet di Oren (ovviamente tagliandolo), però, avrebbe firmato una lettera in cui confermava al maestro l´impegno a invitarlo sul podio in future stagioni. Se così fosse avrebbe in qualche modo ipotecato il futuro del teatro. E consegnato al maestro una carta con la quale vantare diritti nei confronti della Fondazione.
«La gestione del commissario Ferrazza al Carlo Felice ci ha ridotto così: perché? Perché con il sovrintendente Gennaro Di Benedetto eravamo riusciti ad abbassare il deficit patrimoniale e oggi, dopo il commissariamento, siamo a 13,5 milioni?», denuncia Maria Pia Scandolo, sindacalista della Cgil in teatro. «Noi siamo pronti in ogni momento a discutere il futuro perché vogliamo che ci sia un futuro per i trecento lavoratori del Carlo Felice – dice Scandolo – non esistono ferie o festività, in qualunque momento noi ci saremo». La sindacalista è preoccupata dell´eventuale soluzione della cassa integrazione in deroga per i dipendenti del teatro: «Immagino un impatto molto pesante, i lavoratori che percepiranno 1000 euro al mese se andrà bene, ma non possono pagare loro una gestione, l´ultima, che i nuovi vertici dovrebbero valutare di denunciare».
Servono 11 milioni di liquidità: difficile immaginare uno sponsor che si accolli un carico del genere che per altro non risolverebbe nulla, servirebbe solo per arrivare a fine anno. «Credo che se una soluzione va individuata – dice Scandolo – andrà cercata nella realizzazione di un serio e credibile piano industriale di risanamento: con quello si potrà convincere le banche a salvare il Carlo Felice».

20 luglio 2010

adda’ passà ‘a nuttata

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 17:45

 SCALA: LOTTA SU OBIETTIVI CHIARI!

 

Alla vigilia del “sospirato” incontro con la dott.sa Letizia Moratti, Presidente della Fondazione Scala, sentiamo la necessità di trarre un bilancio dei tre mesi di lotta dei lavoratori della Scala e degli Enti Lirico-Sinfonici italiani.

Il “famigerato Decreto Bondi”, modificato in parte e convertito in Legge, rappresenta un’ipoteca pesantemente negativa sull’attività ed il futuro dei Teatri Lirici Sinfonici italiani e della Scala.

La domanda ora è questa: Che fare dopo la conversione in Legge dello Stato del Decreto Bondi? I primi tentativi di risposta a questa domanda sono stati l’avvio del “festival” delle idee e delle ipotesi più stravaganti:

-LISSNER CI SALVERA’!!

Il Sovrintendente, ma non è il solo,  usa “l’estintore”, per spegnere le lotte. Si muove su due direttrici:

  Assicurare alla Scala l’autonomia, abbracciando la parola d’ordine “regolamenti entro luglio dal              Consiglio dei Ministri”, nel tentativo di recuperare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta, volendo    assicurare la programmazione della prossima stagione;

 Confermare gli organici attuali per il 2010-2011. Su quest’obiettivo, avvalorato dalla firma della sig.ra  Moratti, tutte le sigle dei sindacati confederali, compreso il FIALS, concordano.

 

La nostra opinione è che, il voler fare della Scala un’isola felice in un mare di merda, non regge. 

Così come, in mancanza di soldi, non reggono gli impegni sugli organici. I fondi tagliati dallo stato (FUS), se non saranno garantiti dalla Sindaca Moratti (Comune di Milano), faranno sì che il Teatro finisca nelle mani dei privati.

 

-Svuotare la Legge con la contrattazione. 


Nelle agitate acque sindacali di questi giorni, si sono chiarite le posizioni e si sono evidenziati due blocchi. Da un lato CISL e UIL che, pur sgomitando tra loro, si sono accomodati a “tavola”, abbandonando le lotte contro la Legge “Bondi” rassicurandosi ed accontentandosi delle “quattro lenticchie” offerte da Lissner. D’altro lato, CGIL e FIALS inviano lettere aperte a Lissner ed alla Moratti richiedendo una trattativa che capitalizzi le lotte sviluppate sinora, ma quali siano obiettivi e contenuti è un mistero. Infatti, la “famosa” piattaforma non è mai stata discussa con i lavoratori e, men che meno, da loro approvata. 

 

Come CUB Informazione e Collettivo CUB Scala riteniamo che:

 

La Legge “Bondi” sia assolutamente negativa ed anticostituzionale. Da questo giudizio ne discende una coerenza nella proclamazione delle lotte e nei comportamenti nel lungo periodo

Il futuro della Scala e delle altre tredici Fondazioni  Lirico-Sinfonici italiane è legato al F.U.S.. Se lo Stato taglia i fondi per lo spettacolo, sarà impossibile garantire qualità e quantità della produzione lirico-sinfonica. Così facendo, si spalanca la strada ai privati nella produzione culturale, mettendo una pietra tombale sulle garanzie costituzionali e sul ruolo dello stato nel garantire la cultura a tutti i cittadini. Aumentare i fondi del FUS ed una loro equa distribuzione sono un obiettivo irrinunciabile;

La Scala deve impegnarsi a garantire gli organici necessari per le sue produzioni culturali con contratti di lavoro a tempo indeterminato. La Scala deve rinunciare al ricorso in appello ed accettare le sentenze favorevoli al riconoscimento del contratto di lavoro a tempo indeterminato per quei lavoratori con sentenza di primo grado favorevole all’assunzione. Per gli altri lavoratori, con contratti a termine o precari, deve essere aperta una trattativa vera e finalizzata al loro inserimento nella pianta organica convertendo i loro contratti a tempo indeterminato. In questi anni, la Scala ha aumentato notevolmente la quantità di spettacoli. Quella dell’incremento quantitativo e qualitativo degli spettacoli ci sembra una necessità che, per essere mantenuta, necessita di un adeguamento degli organici, superando ogni riferimento a piante organiche del passato e che non hanno più senso oggi;

Consideriamo inderogabile rinnovare il Contratto Nazionale dei Lavoratori del Settore. La sottovalutazione di questo strumento unificante ha provocato una frantumazione contrattuale tra i lavoratori del settore lirico-sinfonico. Noi consideriamo fondamentale la contrattazione aziendale, rispetto alla quale dovrà essere avviata una consultazione, ma pensiamo che la contrattazione nazionale sia anch’essa irrinunciabile perché salvaguarda tutti i lavoratori, compresi quelli meno forti, permettendo a tutti di condividere migliori condizioni di lavoro. 

In conclusione, pensiamo che sia fondamentale coinvolgere tutti i lavoratori ed indicare obiettivi chiari.

Pensiamo inoltre sia necessario mettere mano agli strumenti della democrazia. E’ matura l’esigenza che tutti i lavoratori della Scala possano eleggere i loro rappresentanti sulla base della regola democratica di una testa, un voto. 

Proponiamo che, anche alla Scala, si eleggano gli R.S.U. (Rappresentanti Sindacali Unitari) e gli R.L.S. (Rappresentanti Lavoratori alla Sicurezza). Avere una rappresentanza sindacale che rappresenti la volontà dei lavoratori è un indispensabile  strumento democratico che permette di durare nel tempo e raggiungere gli obiettivi.

cub/informazione Cub Scala

 

19 luglio 2010

adda' passà 'a nuttata

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 17:45

 SCALA: LOTTA SU OBIETTIVI CHIARI!

 

Alla vigilia del “sospirato” incontro con la dott.sa Letizia Moratti, Presidente della Fondazione Scala, sentiamo la necessità di trarre un bilancio dei tre mesi di lotta dei lavoratori della Scala e degli Enti Lirico-Sinfonici italiani.

Il “famigerato Decreto Bondi”, modificato in parte e convertito in Legge, rappresenta un’ipoteca pesantemente negativa sull’attività ed il futuro dei Teatri Lirici Sinfonici italiani e della Scala.

La domanda ora è questa: Che fare dopo la conversione in Legge dello Stato del Decreto Bondi? I primi tentativi di risposta a questa domanda sono stati l’avvio del “festival” delle idee e delle ipotesi più stravaganti:

-LISSNER CI SALVERA’!!

Il Sovrintendente, ma non è il solo,  usa “l’estintore”, per spegnere le lotte. Si muove su due direttrici:

  Assicurare alla Scala l’autonomia, abbracciando la parola d’ordine “regolamenti entro luglio dal              Consiglio dei Ministri”, nel tentativo di recuperare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta, volendo    assicurare la programmazione della prossima stagione;

 Confermare gli organici attuali per il 2010-2011. Su quest’obiettivo, avvalorato dalla firma della sig.ra  Moratti, tutte le sigle dei sindacati confederali, compreso il FIALS, concordano.

 

La nostra opinione è che, il voler fare della Scala un’isola felice in un mare di merda, non regge. 

Così come, in mancanza di soldi, non reggono gli impegni sugli organici. I fondi tagliati dallo stato (FUS), se non saranno garantiti dalla Sindaca Moratti (Comune di Milano), faranno sì che il Teatro finisca nelle mani dei privati.

 

-Svuotare la Legge con la contrattazione. 


Nelle agitate acque sindacali di questi giorni, si sono chiarite le posizioni e si sono evidenziati due blocchi. Da un lato CISL e UIL che, pur sgomitando tra loro, si sono accomodati a “tavola”, abbandonando le lotte contro la Legge “Bondi” rassicurandosi ed accontentandosi delle “quattro lenticchie” offerte da Lissner. D’altro lato, CGIL e FIALS inviano lettere aperte a Lissner ed alla Moratti richiedendo una trattativa che capitalizzi le lotte sviluppate sinora, ma quali siano obiettivi e contenuti è un mistero. Infatti, la “famosa” piattaforma non è mai stata discussa con i lavoratori e, men che meno, da loro approvata. 

 

Come CUB Informazione e Collettivo CUB Scala riteniamo che:

 

La Legge “Bondi” sia assolutamente negativa ed anticostituzionale. Da questo giudizio ne discende una coerenza nella proclamazione delle lotte e nei comportamenti nel lungo periodo

Il futuro della Scala e delle altre tredici Fondazioni  Lirico-Sinfonici italiane è legato al F.U.S.. Se lo Stato taglia i fondi per lo spettacolo, sarà impossibile garantire qualità e quantità della produzione lirico-sinfonica. Così facendo, si spalanca la strada ai privati nella produzione culturale, mettendo una pietra tombale sulle garanzie costituzionali e sul ruolo dello stato nel garantire la cultura a tutti i cittadini. Aumentare i fondi del FUS ed una loro equa distribuzione sono un obiettivo irrinunciabile;

La Scala deve impegnarsi a garantire gli organici necessari per le sue produzioni culturali con contratti di lavoro a tempo indeterminato. La Scala deve rinunciare al ricorso in appello ed accettare le sentenze favorevoli al riconoscimento del contratto di lavoro a tempo indeterminato per quei lavoratori con sentenza di primo grado favorevole all’assunzione. Per gli altri lavoratori, con contratti a termine o precari, deve essere aperta una trattativa vera e finalizzata al loro inserimento nella pianta organica convertendo i loro contratti a tempo indeterminato. In questi anni, la Scala ha aumentato notevolmente la quantità di spettacoli. Quella dell’incremento quantitativo e qualitativo degli spettacoli ci sembra una necessità che, per essere mantenuta, necessita di un adeguamento degli organici, superando ogni riferimento a piante organiche del passato e che non hanno più senso oggi;

Consideriamo inderogabile rinnovare il Contratto Nazionale dei Lavoratori del Settore. La sottovalutazione di questo strumento unificante ha provocato una frantumazione contrattuale tra i lavoratori del settore lirico-sinfonico. Noi consideriamo fondamentale la contrattazione aziendale, rispetto alla quale dovrà essere avviata una consultazione, ma pensiamo che la contrattazione nazionale sia anch’essa irrinunciabile perché salvaguarda tutti i lavoratori, compresi quelli meno forti, permettendo a tutti di condividere migliori condizioni di lavoro. 

In conclusione, pensiamo che sia fondamentale coinvolgere tutti i lavoratori ed indicare obiettivi chiari.

Pensiamo inoltre sia necessario mettere mano agli strumenti della democrazia. E’ matura l’esigenza che tutti i lavoratori della Scala possano eleggere i loro rappresentanti sulla base della regola democratica di una testa, un voto. 

Proponiamo che, anche alla Scala, si eleggano gli R.S.U. (Rappresentanti Sindacali Unitari) e gli R.L.S. (Rappresentanti Lavoratori alla Sicurezza). Avere una rappresentanza sindacale che rappresenti la volontà dei lavoratori è un indispensabile  strumento democratico che permette di durare nel tempo e raggiungere gli obiettivi.

cub/informazione Cub Scala

 

19 luglio 2010

17 luglio 2010

NOTTE DA LUPI O DA SCIACALLI?

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 03:04
IL TEATRO, INTESO I LAVORATORI ,VUOLE FARE PRESSIONE AL SINDACO/PRESIDENTE PER FAR TIRARGLI FUORI PIU' SOLDI E IMPEGNI CONCRETI PER  IL PRESENTE E FUTURO DELLA SCALA AL FINE DI  ATTENUARE  I TAGLI AL FUS E I DANNI DELLA LEGGE 100 APPENA APPROVATA IN PARLAMENTO.
IL MINACCIATO SCIOPERO DI CORO E ORCHESTRA SULLA TRASFERTA ESTIVA COLPIREBBE SOLO L'IMMAGINE DELLA MILANO EXPO /MORATTI NEL MONDO E  ZERO  LE CASSE DELLA FONDAZIONE SCALA.
LA DIREZIONE  SCALA CHE FA ?
INVECE DI SGOMITARE  PER ARRIVARE  PRIMA A BATTER CASSA  E AFFIANCARSI ASSIEME AI LAVORATORI NEL J'ACCUSE  PER LA  GRAVE ASSENZA DEL SINDACO DEL MONOPOLI  IN QUESTI DUE LUNGHI MESI DI LOTTA E  AGONIA DEL TEATRO, LANCIA  ULTIMATUM ALLE MASSE ARTISTICHE CHE SCADONO PUNTUALI CON LARGO ANTICIPO, PER NON PAGARE I GIORNI CHE SI SAREBBERO DOVUTI FARE IN TRASFERTA A POMPEI E  A BUENOS AIRES CHE DA IERI SERA E' DIVENTATA UN'ALTRA TURNè VITTIMA DA ULTIMATUM .ANCHE SE SAREBBE INIZIATA  IL 25 AGOSTO.
IERI INOLTRE DECIDE  DI NON PAGARE I GIORNI DI PROVE GIà ESEGUITE  PER PREPARARE  SIA  IL CONCERTO DI POMPEI  CHE PER QUELLE GIà ESEGUITE E CHE SERVIREBBERO NEI PROSSIMI GIORNI PER PREPARARE  BUENOS AIRES .
MENTRE ORCHESTRA E CORO SI LANCIANO IN PRIMA LINEA ALL'ASSALTO DELLA "DONNA IMMOBILE" PER DARGLI UNA SCOSSA, LA DIREZIONE LI COLPISCE ALLE SPALLE ADDEBITANDOGLI UN MARE DI GIORNI DI ASSENZA PER  RECUPERARE MALDESTRAMENTE LE PERDITE PROVOCATE  DAGLI SCIOPERI CONTRO IL DECRETO  BONDI  OGGI LEGGE 100 CONTRO  LA QUALE ULTIMAMENTE  ANCHE LISSNER SI E' SCHIERATO PLATEALMENTE… O ASTUTAMENTE DA ABILE POPULISTA, VIEN DA PENSARE ORA. 
IN DIREZIONE GIRANO LUPI TRAVESTITI DA AGNELLI CHE TRASCENDONO IN SCIACALLI O BURLONI DA FINE STAGIONE?
O SI SRAGIONA PER IL CALDO TORRIDO ?
LA NOTTE PORTA CONSIGLIO? FORSE CONSIGLI DI AMMINISTRAZIONE PER  FERMARE UNA DIREZIONE CHE LAVORA AL SOLO FINE DI  DIVIDERE I LAVORATORI ?SOGNI.PERCHè QUESTO è IL SOGNO CHE INTENDE REALIZZARE IL C.D.A. DI ERMOLLI.
VOGLIONO IMPLODERE LA SCALA PER CAMBIARE VERTICI ?IL DIR.GENERALE SOVRINTENDENTE ? IL SOVRINTENDENTE MINISTRO DELLA CULTURA IN FRANCIA?
O TUTTI A CASA? O CHE ALTRO ANCORA SULLA PELLE DEGLI SCALIGERI?
SALTA ALLA MENTE  W.ALLEN CHE ESCLAMA "NON C'E' LIMITE AL PEGGIO".
 
LA CUB/INFORMAZIONE -SCALA
ESPRIME MASSIMA SOLIDARIETà  A CORO E ORCHESTRA  PER I GRAVI  ATTACCHI CHE STANNO SUBENDO E CREDE CHE SE QUESTE  PROVOCAZIONI VENGONO MESSE  IN PRATICA  è  ARRIVATO  IL MOMENTO DI INDIRE SCIOPERO SU FUTURE PRIME  E SETTE DICEMBRE.
SENZA SE E SENZA MA.
MA PER AMOR DEI NOSTRI FIGLI.

 

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11 luglio 2010

La Scala e il governo devono riconoscere che l’organico è cresciuto

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 20:44

Si sono inventati Decreti e la legge 100. Hanno mobilitato studi legali e parlamenti.
La Fondazione Teatro alla Scala e questo Governo, nonostante le invenzioni legislative a colpi di maggioranze, devono riconoscere che l'organico della Scala è cresciuto in proporzione alla produzione. Da 140 aperture di sipario a 270. Da 812 a 1000 persone. Già 120 lavoratori hanno vinto le cause di lavoro dopo anni di precariato e ottenuto un rapporto a tempo indeterminato. Ora Lissner, Di Freda ed Ermolli, il grande vecchio di questa vicenda legislativa, devono accettare le sentenze. Smettere di sperperare soldi pubblici con inutili ricorsi in appello e addirittura in Cassazione. L'arroganza del potere non può schiacciare l'essenza del teatro, cioè il lavoro.
I sindacati CGIL ,UIL e FIALS non devono tergiversare ma essere determinati come la CUB a ottenere questo riconoscimento dovuto. Il resto è demagogia come fa la Cisl quando si riempie la bocca con la parola "Autonomia".

La Scala e il governo devono riconoscere che l'organico è cresciuto

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 20:44

Si sono inventati Decreti e la legge 100. Hanno mobilitato studi legali e parlamenti.
La Fondazione Teatro alla Scala e questo Governo, nonostante le invenzioni legislative a colpi di maggioranze, devono riconoscere che l'organico della Scala è cresciuto in proporzione alla produzione. Da 140 aperture di sipario a 270. Da 812 a 1000 persone. Già 120 lavoratori hanno vinto le cause di lavoro dopo anni di precariato e ottenuto un rapporto a tempo indeterminato. Ora Lissner, Di Freda ed Ermolli, il grande vecchio di questa vicenda legislativa, devono accettare le sentenze. Smettere di sperperare soldi pubblici con inutili ricorsi in appello e addirittura in Cassazione. L'arroganza del potere non può schiacciare l'essenza del teatro, cioè il lavoro.
I sindacati CGIL ,UIL e FIALS non devono tergiversare ma essere determinati come la CUB a ottenere questo riconoscimento dovuto. Il resto è demagogia come fa la Cisl quando si riempie la bocca con la parola "Autonomia".

10 luglio 2010

CIAO FRANCESCO

Filed under: Uncategorized — Lavoratoriscala @ 09:58

questo blog è in lutto per la prematura scomparsa del più amato e virtuoso musicista della banda degli ottoni a scoppio.
Francesco Cavaliere detto "o pittore".
Ha sempre  partecipato a iniziative di lotta e solidarietà in difesa  dei più deboli in questo mondo.Generosamente. Ovunque ,andando a suonare  dalla bosnia allla palestina.Dalle fabbriche in lotta alla diesa dei teatri e della cultura con una sensibilità unica che esprimeva in sculture e pitture bellissime.
Abbiamo perso un grande artista ,un grande  poeta della vita.
CIAO FRANCESCO

5 luglio 2010

Comunicato stampa sulla Sicurezza- nuove iniziative di lotta

Filed under: Uncategorized — Tag:, , , — Lavoratoriscala @ 11:46

stasera 9 luglio salterà la prima del Barbiere di Siviglia.

continuano le iniziative di lotta.

– minacce di annullamento delle tournée estive di Pompei e Buenos Aires, resta agli atti il voto di coro e orchestra che si sono espressi a favore della cancellazione degli spettacoli itineranti, a meno che, hanno chiarito, Lissner, il direttore generale Di Freda e il sindaco Letizia Moratti  si impegnino per migliorare la situazione.
-iniziare subito la trattativa interna per le assunzioni a tempo indeterminato di chi ha vinto le cause e i contratti agli stagionali.
la prossima settimana sarà decisiva, a cominciare da martedì 13, quando i delegati incontreranno il sovrintendente per affrontare il tema-occupazione.

                            OLTRE ALLA CULTURA TAGLIANO ANCHE SULLA SICUREZZA.COMUNICATO sulla sicurezza corretto

DOPO IL PETRUZZELLI E LA FENICE NON VOGLIAMO CHE BRUCI ANCHE LA SCALA. (vedi word)

IL 23 aprile e il 14 maggio, per due volte in poco meno di un mese, il malfunzinamento degli ascensori del teatro ha messo a repentaglio la vita dei lavoratori che sono precipitati per diversi piani (oggi sono in corso interventi importanti per sistemare le ascensori)
 
Il 24 maggio viene fatto un esposto all'ASL di Milano per violazione del DLgs 81/08 presso il locale soprastante il "lampadario storico" della sala Piermarini. Le condizioni di salute e ambiente di lavoro degli adetti a quel posto, gli elettricisti, non rispetta la legge di sicurezza.
(La ASL dopo un'ispezione, il  29-6 ha contestato una violazione dell' Art 64 del 81/08 e ha dato 30 gg per adeguare la postazione di lavoro)

Ancora amianto! il 19 giugno, sotto la stoffa griggia del lampadario storico, si scopre l'amianto, sfuggito alla bonifica della scorsa estate. (sono in corso i lavori di bonifica)

Questo è il clima in teatro,
I sindacati stanno comunque cercando di aprire un tavolo di trattativa con Lissner: all’ordine del giorno ci sono le assunzioni degli stagionali (la nuova legge lo permette agli enti virtuosi) e la richiesta di accelerare i tempi per la realizzazione del regolamento ad hoc. Su quest’ultimo punto, però, il sovrintendente ha le mani legate: tutto passerà attraverso le aule parlamentari, che hanno diciotto mesi di tempo per approvarlo. «Altro che luglio, come aveva promesso il “francese”». A luglio, invece, il 9 per l’esattezza: salterà la prima del Barbiere di Siviglia. Nonostante la conversione in legge del decreto di riforma degli enti lirico-sinfonici, la mobilitazione non si ferma. Per la trasferta in programma a Buenos Aires a fine agosto, per ora, non è stata presa alcuna decisione in proposito, ma resta il pericolo che salti.

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