Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

28 Febbraio 2010

PRIMO MARZO 2010 mobilitazione/sciopero generale dei lavoratori immigrati.

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 15:16

Primo Marzo 2010 Sciopero degli stranieri

http://www.primomarzo2010.it        vedi link   Chi siamo


Numero giallo: manda il tuo messaggio di adesione via sms!
 Scopri qui  come fare.

In Francia e il Italia il movimento dei lavoratori immigrati ha promosso per l’1 marzo 2010 una giornata di mobilitazione e di sciopero generale contro lo sfruttamento del lavoro e le condizioni di discriminazione che sopportano i lavoratori immigrati.
Il sistema economico capitalista è sottoposto ad crisi economica è profonda e strutturale. che fa ricadere sui lavoratori, in particolare gli immigrati: privatizzazioni dei servizi pubblici, tagli allo stato sociale, lavoro precario e irregolare, cassa integrazione, licenziamenti.
In Italia, negli ultimi 15 anni, gli interventi di politica economica hanno trasferito 120miliardi di Euro dai salari ai profitti: 7mila euro medie all’anno sono state perse da ogni singolo lavoratore, in attività o in pensione, a favore dei padroni italiani.
In più, il recente “decreto sicurezza” del governo Berlusconi sanziona l’immigrato indocumentato con il reato penale di “clandestinità”, che si aggiunge alla legge Bossi/Fini che colpisce il lavoratore immigrato che, quando perde il lavoro, dopo sei mesi perde anche il permesso di soggiorno: doppiamente discriminato e sfruttato.
In Lombardia gli immigrati sono circa 850mila (su una popolazione di 9.700mila) e lavoratori immigrati sono circa 567mila: manodopera utilizzata e sfruttata nell’agricoltura (15mila), nell’industria (120mila), nell’edilizia (92mila), nel commercio (40mila), nei servizi (300mila).
La reazione disperata degli immigrati che lavoravano a Rosarno, nel settore agro-industriale della Calabria, è stata causata dai gravi atti di violenza cui, da tempo, sono stati fatto oggetto, e dalla diffusa e permanente condizione di estremo ed assoluto sfruttamento cui è sottoposta la forza-lavoro agricola immigrata, attuato dalle imprese che operano in quel settore produttivo, che vogliono assicurarsi, con ogni mezzo lecito ed illecito, la massimizzazione dei loro profitti economici.
Tale reazione è stata presa a pretesto dal Governo Berlusconi per riprendere ed intensificare la campagna discriminatoria contro i lavoratori immigrati (repressione, allontanamento e confinamento nei vari centri per immigrati).
Lottiamo per la regolarizzazione di tutti i lavoratori immigrati indocumentati, per la cittadinanza, per l’estensione dei diritti  civili, sociali e politici agli immigrati, per la difesa dei posti di lavoro e contro i licenziamenti, per il diritto alla casa e all’istruzione.

Lavoratori e lavoratrici, italiani e immigrati, uniti nella lotta comune per la difesa e la conquista dei diritti.

NO al RAZZISMO, NO allo SFRUTTAMENTO!
CUB IMMIGRAZIONE
Sede nazionale viale Lombardia, 20
Milano tel. 0270631804

 Il programma a Milano

Ritrovo alle 9.30 fuori da Palazzo Marino, il corteo farà giro attorno al municipio milanese. Momento di dibattito con al centro i temi e i problemi del lavoro. Alle 13.00 srotoleremo tre grandi striscioni gialli in tre luoghi significativi per la vita degli immigrati a Milano: la Questura ("Permesso di soggiorno per tutti. Tempi di rinnovo più rapidi"), Tribunale ("Migrare non è reato") e Via Corelli ("Basta silenzi. Chiudiamo i centri di identificazione ed espulsione"). In molte scuole, il primo marzo sarà giornata di studio e di approfondimento dei temi dell’immigrazione, ma anche momento festoso per merende multietniche, disegnare e colorare le bandiere del mondo, dipingersi le mani con l’hennè ed intrecciarsi i capelli in mille treccine. Nel pomeriggio, raduno in piazza Duomo dalle ore 17.30. Terremo, in Piazza, lezioni di lingue straniere in Italiano e per gli Italiani; spremeremo arance rosse e offriremo spremute da bere per "Rosarno chiama Italia: l’unica cosa che vogliamo spremere sono le arance!"; lancio dei palloncini alle ore 18.30. Partenza del corteo in direzione di piazza Castello alle 19: microfono aperto con una serie di interventi e chiusura con musica da vivo.

25 Febbraio 2010

TESTO BASE LEGGE QUADRO PER LO SPETTACOLO DAL VIVO 24 FEBBRAIO 2010

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 21:39

23 Febbraio 2010

ACCORDI SOTTOBANCO SUI PRECARI ALLA SCALA?

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 20:58

  I FATTI E LA DOTE

 

Il coraggio della Cub è stato premiato. Oggi  la lotta  per l’abbattimento della precarietà alla Scala si pregia della vittoria delle prime 5 cause  partite collettivamente e senza indugi a settembre 09. I giudici riconoscono la retroattività del rapporto a tempo indeterminato fin dal primo o secondo contratto dei lavoratori coinvolti (anche a quelli che hannno cominciato nel 2004). I primi ricorsi Cub spianano la strada  ai ricorsi futuri  di decine di lavoratori.Vorremmo che questa dote non venga dissipata a favore di un accordo “pacco” che la direzione persegue a tutti i costi per la centinaia di precari coinvolti. Qualcuno (le solite OO.SS. CISL  UIL  ) è “separatamente “  tentato di accettarlo e firmarlo.

A chi crede come noi  che il lavoro a tempo indeterminato è  un diritto trova la conferma dalle aule giudiziarie  della nostra Repubblica. Noi mettiamo a disposizione degli avvocati, delle  sigle sindacali democratiche, l’esperienza dei nostri per vincere.

NO ad  accordi pacco.

NO alla divisioni dei lavoratori con accordi separati.

 

CUB SCALA     

16 Febbraio 2010

ELEZIONI RLS: LA CUB ATIIVA LA PROCEDURA

Filed under: Uncategorized — Tag: , — Lavoratoriscala @ 16:40

            ELEZIONI RLS CON LA PARTECIPAZIONE

            DI TUTTI I LAVORATORI DEL TEATRO!

            ILLEGITTIMA L’ASSEGNAZIONE ATTUALE

     Safety signs    

 
SECONDO D.Lgs.81/2008 I RAPPRESENANTI DELLA SICUREZZA DOVREBBERO
ESSERE IN SEI (ESSENDOCI PIÙ DI MILLE LAVORATORI IN SCALA) E NON TRE
COME ORA.

NON DEVONO ESSERE IMPOSTI DALLE SEGRETERIE (CISL-UIL)
NE ELETTI CON UNA VOTAZIONE UNILATERALE (CGIL)

IN MANCANZA DELLE ELEZIONI RSU, OSTACOLATE DA CHI VUOLE ABDICARE IL
RAGGIUNGIMENTO DI QUESTO STRUMENTO DEMOCRATICO E VITALE PER I RAPPORTI
SINDACALI, GLI R.L.S. DEVONO ESSERE ELETTI A SUFFRAGIO UNIVERSALE E A
SCRUTINIO SEGRETO IN UN’UNICA GIORNATA ELETTORALE NELLA QUALE TUTTE LE
SIGLE PRESENTANO I PROPRI CANDIDATI.

POSSONO VOTARE TUTTI E ANCHE I NON ISCRITTI A SIGLE SINDACALI.

 LA CUB INTENDE INDIRE LE ELEZIONI

 DEGLI RLS NEL MESE DI MARZO 2010.

La nomina dei componenti  della commissione elettorale e dei candidati dovrà avvenire entro e non oltre le  ore 12 del giorno  12.03.10 .

Milano 12.02.10              Il segretario provinciale                                       

Per conoscenza fax inviato alle sigle sindacali e Fondazione Scala.

Oggetto : indizione elezioni  RLS

La Cub Informazioni di Milano in persona del sottoscritto Segretario
Provinciale D’Ambrosio Roberto in relazione all’accordo interconfederale
per la costituzione delle RLS,  e in possesso in quanto Associazione
Sindacale dei requisiti in esso previsti per attivare la procedura delle
elezioni, preso atto della non esistenza della RLS regolarmente elette,
comunica l’indizione delle elezioni per la costituzione della
Rappresentanze per la Sicurezza dei Lavoratori nell’unità produttiva della
Fondazione Teatro alla Scala di Milano.

La Cub Informazione intende partecipare a tali elezioni.
A tal fine il sottoscritto a nome dell’associazione sindacale che
rappresenta, accetta espressamente e formalmente l’accordo
interconfederale
e il regolamento in esso contenuto, e la regolamentazione prevista dal
vigente CCNL per la costituzione delle RLS.

I sottoscritto designano sin d’ora componente della Commissione Elettorale
il sig. Comina Germano.
Tutte le Organizzazioni Sindacali che intendessero partecipare alle
elezioni della RLS sono invitate a nominare il loro componente nella
commissione elettorale e a presentare le loro liste entro e non oltre le
ore 12 del giorno  12.03.10 .

Milano 12.02.10                logo CUB

11 Febbraio 2010

SCALA: ELEZIONI RSA E CONGRESSO NAZIONALE. MELINA DELLA CGIL GELA LE RSU

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 23:19

                                  logo CUB
Le RSU possono essere la vera rappresentanza autonoma e democratica di tutti gli iscritti e non iscritti in teatro. NON con le RSA elette da pochi.

Infatti ; solo la CGIL utilizza le elezioni interne per scegliere i rappresentanti R.S.A, mentre CISL, UIL e FIALS calano dall’alto delle segreterie i rappresentanti dei lavoratori.

Ci siamo voluti illudere che l’avvio delle procedure per le elezioni delle RSU da parte della CGIL a maggio non fosse stato solamente un gesto propagandistico e demagogico ma un sincero protagonismo responsabile da parte di chi detiene e rappresenta la maggioranza dei lavoratori.

L’impegno di proprio pugno scritto a chiare lettere addirittura dal Segretario Nazionale SLC/CGIL dopo essersi visto consegnare una raccolta di firme massiccia per indire le RSU prese durante un ‘assemblea da lui presenziata in teatro, sembrava sincero, determinato e faceva ben sperare. Ci sbagliavamo.
Chi fantasticava che la CGIL facesse in realtà "melina " per arrivare fino al Congresso Nazionale e rifare le RSA per un tornaconto legato alle loro dinamiche interne, per non dire a un regolamento di conti, aveva ragione.

Di reale volontà non ce n’era e lo dimostra il fatto che mai una volta il segretario provinciale CGIL abbia preso contatti con rappresentanti sindacali della CUB che sono da sempre i promotori per le libere elezioni delle RSU. Ancora una volta si è preferito fare il gioco del pompiere sulle istanze progressiste e non creare le condizioni per un dialogo e per il rafforzamento dell’unità tra i lavoratori del teatro di cui tutti sentono il bisogno. Inoltre come di consueto in questi casi usa il metodo dello scaricabarile per non assumersi alcuna responsabilità. Attribuisce alle sigle più di stampo corporativo in teatro il fallimento delle procedure delle elezioni RSU.
CISL e FIALS dovrebbero aver imparato a loro spese che la politica dell’isolamento non paga anzi, è autolesiva.
Tutti hanno capito che conviene fare le RSU tranne una categoria, quella dei " burocrati sindacali" che con il successo delle RSU rischierebbero di restare fuori o perdere un po’ di potere e quindi per questo intendono evitarle come la peste. La battaglia per la democrazia è appena iniziata.
 
Contro l’oblio dei  burocrati  è arrivato il tempo di indire le RSU.
Per l’inclusione. Il teatro è di chi lo lavora.

            libertà è(reale) partecipazione –>

CUB-Informazione/Scala
Confederazione Unitaria di Base

Milano: V.le Lombardia 20 – tel. 02/70631804-2666289 fax 02/70602409 www.cub.it – e mail cub.nazionale@tiscali.it 

9 Febbraio 2010

CAROVANA DEL LAVORO

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 22:56

 

Unificare le lotte per il lavoro, no ai licenziamenti, estendere gli ammortizzatori sociali, garantire l’80% del salario perso  .QUESTA LOTTA E’ LA MIA LOTTA
Corteo itinerante per unire idealmente tutte le lotte in corso
LA CUB COLLEGA LE FABBRICHE IN LOTTA


12 febbraio 2010
AZIENDA ORA D’ARRIVO ORA PARTENZA
INNSE 8,30 9,00
Via Rubattino    
Milano     
MILANO  P.le Loreto, Angolo Via Porpora 9,15 9,20
MARCEGAGLIA 10,30 11,00
MANGIAROTTI
Viale Sarca 336    
Milano    
LARES 12,00 12,30
Via Roma 88
METALLI PREZIOSI
Via Roma 179    
Paderno Dugnano    
FIAT ALFA ROMEO 13,30 14,00
Viale Alfa Romeo
Arese    
EUTELIA 15,00 15,30
Via Olivetti 79
Pregnana Milanese    
NOVACETA 16,30 17,00
Via Piemonte 66
Magenta    
MAFLOW 18;00  
Via Boccaccio 1
Trezzano sul Naviglio    
GRIGLIATA
SALAMELLE  VINO E CONCERTO FINALE

In tutto il paese ed in tutti i settori sono in atto generose lotte per impedire licenziamenti e l’abbandono delle fabbriche.

Inizia a maturare la consapevolezza che senza mobilitazione, senza lotta, i lavoratori saranno vittime predestinate della crisi di un sistema che dopo averli lungamente spremuti ora intende farli fuori senza tante cerimonie.

Nel 2009 sono state concesse ben 9.180 milioni di ore di cassa integrazione; sono stati persi oltre 400.000 posti di lavoro senza considerare le altre migliaia persi per risoluzione dei contratti di collaborazione o di prestazione a partita Iva non censite.

Meno male che la crisi non c’e’

Le mobilitazioni sui luoghi di lavoro, oggi più che mai necessarie, vanno supportate da una mobilitazione generalizzata che coinvolga anche i lavoratori oggi non coinvolti dalla crisi.

Siamo in presenza di una crisi sociale che sconvolge la vita di milioni di lavoratori; è grave l’assenza di una lotta generalizzata e il clamoroso ritardo nella percezione della enormità della crisi da parte del sindacato e dei partiti.

Superare velocemente il ritardo

Occorre essere coscienti che cgil, cisl e uil non sono sicuramente il soggetto su cui contare avendo da tempo esso rinunciato a fare del diritto al lavoro stabile l’obiettivo principale della loro azione. La concertazione e la disponibilità all’allargamento della precarietà hanno contribuito in misura determinante al peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita degli ultimi 20 anni. E’ necessario organizzarsi!

La Cub propone di costruire un movimento più ampio che lotti per una serie di obbiettivi rivendicativi verso le aziende e verso le istituzioni.

  • Blocco dei licenziamenti, assunzione a tempo indeterminato dei precari

  • Estensione degli ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori indipendentemente dal settore e dimensione delle aziende e dal tipo di contratto

  • Indennità di cig/cigs all’80% del salario perso

  • Gratuità delle mense scolastiche, degli asili nidi e canone sociale per i bassi redditi

Questa piattaforma di contenimento degli effetti della crisi va accompagnata da un vasto e generalizzato intervento per la trasformazione e riconversione della struttura industriale orientata ad un nuovo modello di sviluppo incentrato sulla sostenibilità ambientale e sul superamento delle disuguaglianze sociali:

  • Piano di politica industriale per lo sviluppo di energie rinnovabili ed ecocompatibili, il risparmio energetico e il riassetto idrogeologico del territorio, esclusione del nucleare

  • Piano di massicci investimenti per la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e delle scuole, sanzioni penali per gli omicidi sul lavoro e gli infortuni gravi;

  • Nuovo modello di mobilità delle persone e delle merci

 

Milano 09/02/2010

Confederazione Unitaria di Base

Sede Nazionale: Milano V.le Lombardia 20 tel.02 70631804 cub.nazionale@tiscali.it www.cub.it www.cubvideo.it

 

 

4 Febbraio 2010

RIFORMA DELLE FONDAZiONI LIRICHE. Alcuni Punti Spuntano e Pungono

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 15:17
Bondi al Senato sulla riforma delle fondazioni liriche.

Generale riduzione dei costi del personale. "Mi rendo conto che l’eventuale blocco del turn-over è un provvedimento duro, ma in fase riorganizzativa generale sarà necessario e sopportabile”.

Attribuire ad un unico soggetto a livello centrale la rappresentanza dei datori di lavoro.

“Non può ulteriormente tollerarsi, la deroga ormai sistematica del contratto nazionale da parte dei contratti integrativi,"

"Ritengo, inoltre, necessario assicurare una più proficua utilizzazione del personale, in linea con gli indirizzi generali di stabilità economico-finanziaria”.

"Non è possibile che formazioni parallele vedano protagoniste le stesse maestranze al di fuori dell’ente, con manifestazioni autonome".

"L’età pensionabile dei ballerini e dei tersicorei, che a mio parere va portata, così come già previsto in molti Paesi europei, dagli attuali 52 a 45 anni."

L’articolo completo

4 FEBBRAIO 2010 – Il ministro Sandro Bondi è intervenuto ieri alla VII commissione del Senato per riferire sulla riforma delle fondazioni liriche. “In via immediata – ha esordito il ministro – per l’esigenza di assicurare un adeguato contenimento dei costi, credo sia necessario riformare il sistema di contrattazione collettiva delle fondazioni liriche, attribuendo ad un unico soggetto a livello centrale la rappresentanza dei datori di lavoro. Mi riferisco in particolare al deprecabile fenomeno della frammentazione della contrattazione che reca disomogeneità e malfunzionamenti all’interno delle fondazioni".

"Il ministero – ha continuato Bondi – dovrà provvedere a fornire gli indirizzi per la stipula di un nuovo contratto collettivo che sia più attento ai profili di razionalità economico-finanziaria e sia volto a migliorare i risultati della gestione. Così facendo intendo reintrodurre una disposizione normativa che attribuisca ad un unico soggetto centrale la rappresentanza negoziale della parte datoriale, poiché le fondazioni lirico-sinfoniche sono da ritenersi organismi di diritto pubblico, finanziati in larga parte da soggetti pubblici quali Stato, Regioni, Province e Comuni. Ciò al fine di assicurare la corretta allocazione delle risorse pubbliche e migliorare l’efficienza e l’efficacia delle procedure della contrattazione collettiva, sia a livello nazionale, sia a livello integrativo”.

“Non può ulteriormente tollerarsi – ha aggiunto Bondi – la deroga ormai sistematica del contratto nazionale da parte dei contratti integrativi, così come la giungla retributiva e normativa che vede la produttività delle singole fondazioni liriche ai livelli più bassi d’Europa, rispetto a trattamenti economici di tutto rispetto. Il trattamento integrativo in godimento dovrà essere commisurato alla reale produttività del dipendente, anche a costo di drastiche riduzioni dei costi dell’integrativo nel futuro”.

“Credo inoltre – ha detto ancora il ministro – che la riforma debba tener contro della non omogeneità che si riscontra nel variegato panorama delle fondazioni, anche attraverso il riconoscimento di una particolare autonomia a quelle istituzioni che rivestono connotati peculiari. Non si tratta nella maniera più assoluta di costituire graduatorie o eccellenze. Non permetterò mai che si parli di fondazioni di serie A e di serie B. Al contrario, bisogna delegificare l’intera materia emanando regolamenti che tengano conto delle specificità di ogni fondazione lirica, stabilendo, a seconda della tradizione, della storia, della produttività e del ruolo assunto in Italia ed all’estero di ognuna, un livello maggiore o minore di autonomia rispetto ai tradizionali poteri ministeriali. E’ poi necessario confermare, anche a livello regolamentare, l’attuale assetto che vede gli enti territoriali protagonisti della gestione di questi enti. E’ ora, pertanto, di annullare l’intensa ed affastellata legislazione sulle fondazioni emanando una vera e propria legislazione che riordini l’intero settore. Ritengo, inoltre, necessario assicurare una più proficua utilizzazione del personale, in linea con gli indirizzi generali di stabilità economico-finanziaria”.

“A questo scopo – ha osservato il ministro – occorre contemperare la possibilità per il personale di svolgere attività di lavoro autonomo con le esigenze produttive delle fondazioni, come oggi avviene, ma tenendo in estremo conto le esigenze produttive di ogni fondazione. Non è possibile che formazioni parallele vedano protagoniste le stesse maestranze al di fuori dell’ente, con manifestazioni autonome. Ovvero potrà essere possibile all’interno di una seria contrattazione di primo livello che tenga conto delle esigenze del datore di lavoro al pari di quelle dei dipendenti. D’altro canto è necessaria una generale riduzione dei costi del personale attraverso il meccanismo del turnover e la possibilità per le fondazioni di avvalersi, compatibilmente con i vincoli di bilancio, delle tipologie contrattuali e delle forme di organizzazione del lavoro disciplinate dalla legge Biagi. Mi rendo conto che l’eventuale blocco del turn-over è un provvedimento duro, ma in fase riorganizzativa generale sarà necessario e sopportabile”.

“In tale ambito si inserisce – ha proseguito il ministro – la tematica dell’età pensionabile dei ballerini e dei tersicorei, che a mio parere va portata, così come già previsto in molti Paesi europei, dagli attuali 52 a 45 anni. Insisterò a livello governativo per riuscire in questa impresa di cui si parla da anni”.

Dibattito in Senato sulle fondazioni. Pd e Idv per disegno di legge.

4 FEBBRAIO 2010 – Le opposizioni chiedono un disegno di legge e non un decreto sulle fondazioni liriche. E’ quanto emerge, dal dibattito nella VII commissione del Senato, dopo l’intervento del ministro Bondi ). Fabio Giambrone (Idv), dichiara che dall’intervento del ministro si deduce esclusivamente una vaga idea di riforma, senza tuttavia avere notizia di azioni concrete e chiede in particolare maggiori dettagli circa gli indirizzi che il governo intende assumere sulla contrattazione collettiva. Per Giambrone, inoltre una differenziazione tra fondazioni rischia di corrispondere a una presunta graduatoria di eccellenza. 

 Il senatore Vincenzo Vita (PD) domanda se il ministro intende adottare, per le fondazioni, un provvedimento emergenziale oppure un disegno di legge organico; solo in quest’ultimo caso, sottolinea, sarebbe possibile un approfondimento ed una verifica tra gli schieramenti. Chiede inoltre quali saranno le risorse che accompagneranno il riordino, evidenziando la necessità di offrire una speranza al settore, altrimenti, si compirà una mera razionalizzazione. Quanto al contenuto del preannunciato provvedimento, tiene a precisare che la disciplina dei livelli contrattuali va rapportata alla specificità della produzione artistica e culturale degli enti lirici per i quali spesso le soglie economiche nazionali non sono sufficienti. 

E’ cruciale, per il senatore Andrea Marcucci (Pd), introdurre a favore delle fondazioni liriche nuove forme di deducibilità fiscale, onde non incorrere negli stessi limiti della riforma del 1996. Per un confronto sul tema occorre tuttavia, a suo avviso, un maggiore dettaglio rispetto all’esposizione di Bondi. In particolare, sarebbe utile discutere sulle misure più idonee a coinvolgere le Regioni e le fondazioni bancarie, ad assicurare il pareggio di bilancio, a conferire maggiori poteri ai revisori. Anche Marcucci si augura che il governo scelga la via di un disegno di legge ordinario, e quanto all’ipotesi di distinguere fra fondazioni di "serie A" e di "serie B", registra con soddisfazione l’intento del ministro di non operare nessuna sperequazione. 

Il senatore Antonio Rusconi (Pd) ritiene che Bondi abbia sostanzialmente inteso giustificare la riduzione dei finanziamenti al settore per quest’anno e per gli anni venturi. Egli si sarebbe invece atteso una prospettiva di ampio respiro.

Per la maggioranza, il senatore Giuseppe Valditara (PdL) esprime apprezzamento per il quadro delineato dal ministro Bondi, che si propone una riorganizzazione autenticamente liberale di un settore di sua competenza. In particolare, dichiara di condividere la prospettiva di retribuzioni legate alla produttività. Afferma anche di non aver alcun timore a distinguere fra fondazioni di "serie A" e di "serie B" per far emergere le eccellenze, ponendo fine a perniciosi egualitarismi.

Il senatore Mario Pittoni  (Lega) si sofferma sul pensionamento dei ballerini, domandando al ministro quali garanzie economiche avrebbe questa categoria di lavoratori se andasse in pensione così anticipatamente rispetto agli altri.

Il senatore Franco Asciutti (PdL) giudica marginale la scelta fra strumento di urgenza e disegno di legge ordinario, ritenendo prioritario intervenire per la riforma del settore lirico e manifesta piena condivisione sulla proposta del ministro di disciplinare più efficacemente i contratti integrativi che, ribadisce, devono seguire e non precedere il contratto nazionale.
Spettacolo dal vivo: Bondi sui nuovi criteri di finanziamento.

4 FEBBRAIO 2010 – Nel corso del suo intervento di ieri al Senato , il ministro Sandro Bondi (foto) ha illustrato anche i nuovi criteri a cui si ispirerà il finanziamento di tutto lo spettacolo dal vivo. “Occorre razionalizzare – ha detto – l’intero sistema di finanziamento statale destinato agli organismi dello spettacolo dal vivo, rideterminando i criteri selettivi di assegnazione dei contributi agli organismi di spettacolo, tenendo conto delle attività svolte e rendicontate, dei livelli quantitativi e dell’importanza culturale della produzione svolta, della regolarità gestionale degli organismi, nonché degli indici di affluenza del pubblico".

"Si dovrebbe, a mio parere – ha aggiunto il ministro – rendere ancora più selettivi e trasparenti i criteri da adottare per il finanziamento alle attività di musica, di danza, di prosa e dei circhi e spettacoli viaggianti."  

Legislatura 16º – 7ª Commissione permanente – Resoconto sommario n. 165 del 03/02/2010

dopo clicca su documento completo (52k)


2 Febbraio 2010

Giro, per le Fondazioni liriche è quasi pronto un decreto

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 23:37

2 FEBBRAIO 2010 – Mentre il ministro Sandro Bondi è atteso per domani, mercoledì 3 febbraio, dalla commissione Cultura del Senato, per la seconda parte dell’audizione sulle fondazioni liriche, il sottosegretario Francesco Giro dichiara che il governo è tornato sulla originaria idea di procedere alla riforma con un decreto, ritirando così la disponibilità di Bondi, manifestata al Senato, ad intervenire, ove ve ne fossero state le condizioni, con un disegno di legge.
"Riteniamo – dice Giro all’Ansa – che la situazione sia talmente grave che solo un provvedimento che abbia carattere di necessità e urgenza ci permetta di fronteggiare il collasso delle fondazioni". Il decreto potrebbe essere presentato già al prossimo Consiglio dei ministri di venerdì 5 febbraio. "E’ praticamente già scritto", dice Giro, per il quale le fondazioni lirico sinfoniche "sono tutte oberate da milioni di euro di debito e noi abbiamo la responsabilità di invertire questa tendenza".

Il sottosegretario anticipa che nel decreto "sono previste norme cogenti per rientrare dal debito, nuove norme previdenziali per i ballerini, norme per dare via libera al contratto nazionale che non è stato firmato ormai da più di tre anni ed è di fatto surrogato da contratti integrativi. Abbiamo chiesto sacrifici per la scuola e la sanità – fa notare Giro -, io credo che si debbano chiedere sacrifici per la lirica". Nelle fondazioni, prosegue, "ci sono troppi privilegi, si lavora poco, meno che in Europa. Bisogna lavora di più riorganizzare l’attività in modo radicale". Il decreto, aggiunge, "interviene poi di fatto sullo spirito della legge sulle fondazioni, che non regge", e che "ha affidato ai comuni responsabilità notevoli e creato ibridi pubblico e privato, con tutti problemi del pubblico e pochissime opportunità del privato". Per Giro l’obiettivo è "di riformare la legge stessa sulle fondazioni lirico sinfoniche che ha fallito, altrimenti non non ci sarebbe ora la necessità di intervenire in modo così diretto da parte del governo".  

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