Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

5 Aprile 2011

Sabato 9 aprile: Tutt* in piazza contro la precarietà!

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 20:53
  

   vedi il video  il nostro tempo è adessoMiniatura Sabato 9 aprile: Tutt* in piazza contro la prec…di ilnostrotempoeadesso516 visualizzazioni

La manifestazione si svolgerà in molte città d'Italia, a Milano h15 e 30 colonne di San Lorenzo  c'è inoltre la possibilità di partecipare con la lettura di piccoli brani o brevi performance di teatro di strada.

http://ilnostrotempoeadesso.it/
L'apello  

Non c’è più tempo per l’attesa. E’ il tempo per la nostra generazione di prendere spazi e alzare la voce. Per dire che questo paese non ci somiglia, ma non abbiamo alcuna intenzione di abbandonarlo. Soprattutto nelle mani di chi lo umilia quotidianamente.

Siamo la grande risorsa di questo paese. Eppure questo paese ci tiene ai margini. Senza di noi decine di migliaia di imprese ed enti pubblici, università e studi professionali non saprebbero più a chi chiedere braccia e cervello e su chi scaricare i costi della crisi. Così il nostro paese ci spreme e ci spreca allo stesso tempo.

Siamo una generazione precaria: senza lavoro, sottopagati o costretti al lavoro invisibile e gratuito, condannati a una lunghissima dipendenza dai genitori. La precarietà per noi si fa vita, assenza quotidiana di diritti: dal diritto allo studio al diritto alla casa, dal reddito alla salute, alla possibilità di realizzare la propria felicità affettiva. Soprattutto per le giovani donne, su cui pesa il ricatto di una contrapposizione tra lavoro e vita.

Non siamo più disposti a vivere in un paese così profondamente ingiusto. Lo spettacolo delle nostre vite inutilmente faticose, delle aspettative tradite, delle fughe all’estero per cercare opportunità e garanzie che in Italia non esistono, non è più tollerabile. Come non sono più tollerabili i privilegi e le disuguaglianze che rendono impossibile la liberazione delle tante potenzialità represse.

Non è più tempo solo di resistere, ma di passare all’azione, un’azione comune, perché ormai si è infranta l’illusione della salvezza individuale. Per raccontare chi siamo e non essere raccontati, per vivere e non sopravvivere, per stare insieme e non da soli.

Vogliamo tutto un altro paese. Non più schiavo di rendite, raccomandazioni e clientele. Pretendiamo un paese che permetta a tutti di studiare, di lavorare, di inventare. Che investa sulla ricerca, che valorizzi i nostri talenti e la nostra motivazione, che sostenga economicamente chi perde il lavoro, chi lo cerca e chi non lo trova, chi vuole scommettere su idee nuove e ambiziose, chi vuole formarsi in autonomia. Vogliamo un paese che entri davvero in Europa.

Siamo stanchi di questa vita insostenibile, ma scegliamo di restare. Questo grido è un appello a tutti a scendere in piazza: a chi ha lavori precari o sottopagati, a chi non riesce a pagare l’affitto, a chi è stanco di chiedere soldi ai genitori, a chi chiede un mutuo e non glielo danno, a chi il lavoro non lo trova e a chi passa da uno stage all’altro, alle studentesse e agli studenti che hanno scosso l’Italia, a chi studia e a chi non lo può fare, a tutti coloro che la precarietà non la vivono in prima persona e a quelli che la “pagano” ai loro figli. Lo chiediamo a tutti quelli che hanno intenzione di riprendersi questo tempo, di scommettere sul presente ancor prima che sul futuro, e che hanno intenzione di farlo adesso.

 

tutt* in piazza il 9 aprile.

18 Comments »

  1. INTERVISTA ROBERTO FORMIGONI

    LA BATTAGLIA «Basta pagare i debiti altrui, fondi regionali per lo spettacolo»
    Il GIornale 6-3-11
    Per Formigoni finanziunienti gestiti in modo centralista e ineficienle:
    Al botteghino la Lombardia incassa più di tutti, il sistema va rivisto» —

    Roberto Formigoni dà battaglia sul Fondo unico per lo spettacolo. «Il Fus andrebbe regionalizzato utilizzando i costi standard, perché anche in questo caso ci sono regioni virtuose come la Lombardia e ci sono regioni che sprecano. Diciamo no ai finanziamenti sempre agli stessi» parte lancia in resta il governatore. Formigoni spiega che la Lombardia potrebbe "accontentarsi" di una soluzione intermedia: «Chiedo che i fondi vengano stabiliti sulla base di parametri oggettivi. La situazione attuale prevede un Fondo unico nazionale. Le domande vanno presentate tutte al ministero e ifondivengono ripartiti dalle commissioni ministeriali, ma non esistono né graduatorie né criteri scritti. Sono valutazioni fatte in base alla spesa storica». Secondo Formigoni, «il Fondo dello spettacolo è stato gestito in modo centrali-sta e inefficiente. Ma adesso che le risorse pubbliche scarseggiano, è ancora più importante ricorrere a una forma di efficienza e sussidiarietà». 

    L'idea del governatore: .La Lombardia incassa pia di lutti ma il Fus oggi è centralisla. Le risorse siano attribuite eon criteri nuoci e oggettivi e non in base alla spesa storica» Sabrina Cottone — Il film più visto dell'anno, Che bella giornata, è ambientato tra Milano e provincia. Ma non di solo Checco Zalone vive la Lombardia. «La nostra regione vanta primati assoluti, dalla più alta affluenza nelle sale cinematografiche al più alto numero di spettacoli d'Italia fino a un'offerta ampia e differenziata di teatri» sottolinea con enfasi Roberto Formigoni. Da qui la richiesta del governatore: «Il Fondo unico per lo spettacolo andrebbe regionalizzato utilizzando i costi standard, perché anche qui ci sono regioni virtuose come la Lombardia e ci sono regioni che sprecano». Una richiesta di autonomia nello spettacolo secondo il modello della sanità? «La situazione attuale prevede un Fondo unico nazionale. Le domande vanno presentate tutte al ministero e i fondi vengono ripartiti dalle commissioni ministeriali, ma non esistono né graduatorie né criteri scritti. Sono valutazioni fatte in base alla spesa storica dai funzionari, per carità brave persone…». Chiede un ruolo più importante per le Regioni? «Da tre anni possiamo dare un parere non vincolante. La mia richiesta è di usare criteri oggettivi nella ripartizione dei fondi. E sottolineo che laproposta arriva da una Regione virtuosa che ha stanziato 4 milioni di euro per il Fus regionale e distribuito fondi sulla di base bandi e criteri». Quali possono essere i criteri oggettivi nella ripartizione dei fondi? «Se andiamo a vedere, laLombardia è la regione che incassa di più al botteghino, facciamo cinema e spettacolo, tanto e di qualità. Essendo i più produttivi, moderni e avanzati, chiediamo che si dia un premio a questa virtuosità». Fus in mano alle Regioni? «La soluzione drastica sarebbe il Fus destinato alle regioni che lo gestiscono per loro conto. E la proposta più avanzata ma, poiché conosco il funzionamento di queste dinamiche, propongo una gestione intermedia». Quale gestione intermedia? «Chiedo che i fondi vengano stabiliti sulla base di parametri oggettivi: come garantiamo due milioni e mezzo di prestazioni l'anno nella sanità, realizziamo 291 mila spettacoli, vendiamo 20 milioni di biglietti, per 130 milioni di incasso, è una regione che per lo spettacolo fa moltissimo. A questo punto diciamo no ai finanziamenti *** sempre agli stessi». Chi sarebbero sempre gli stessi? «Non vogliamo fare polemiche. Segnaliamo che noi abbiamo moltissime sale, compagnie teatrali, un circuito di centinaia di teatri e compagnie dilettantistiche che usano propri mezzi e fondi regionali». Una valorizzazione dei piccoli? «Il Fondo dello spettacolo è stato gestito in modo centrali-sta e inefficiente. Adesso che le risorse pubbliche scarseggiano, è ancora più importante ricorrere a una forma di efficienza e sussidiarietà. Dobbiamo usare le poche risorse con efficienza. Invece di finanziare le regioni che fanno 21 repliche in un anno… noi ne facciamo centinaia di migliaia». La situazione Le valutazioni sono in mano ai funzionari ministeriali La battaglia Siamo i più produttivi e moderni, ci sia riconosciuto ***

    Commento di anonimo — 6 Aprile 2011 @ 10:41

  2. LA PROPOSTA IL GOVERNATORE: «NON BISOGNA BUTTARE I SOLDI DEL FUS PER GLI SPRECONI» Formigoni: regional i zzare i fondi per la cultura _MI «IL FONDO UNICO per lo spettacolo andrebbe regionalizzato, utilizzando i costi standard». Il governatore Roberto Formigoni anticipa la proposta che porterà al tavolo Stato-Regioni. Il ragionamento è semplice: «Ci sono delle regioni virtuose come la Lombardia – spiega il presidente – e altre che sprecano: non bisogna buttare i soldi del Fondo nel calderone di chi spreca, ma utilizzarli per chi realizza produzioni che poi servono a rilanciare nel mondo l'immagine dell'Italia». A STRETTO GIRO DI POSTA, arriva la replica di Gabriella Carlucci, responsabile del settore Cultura per il Popolo della libertà: «È sbagliato parlare di regionalizzazione del Fus perché lo spettacolo e la cultura sono un patrimonio nazionale e vanno coordinati su scala nazionale, con chiari e trasparenti criteri di merito ed efficienza». La soluzione ci sarebbe già, secondo l'esponente della maggioranza, ed è «l'approvazione definitiva della legge sullo spettacolo: risolverebbe definitivamente tutti i problemi regolamentando una volta per tutte la materia». Controreplica di Formi-goni, che ribadisce il concetto alla sua collega di partito: «Cara Gabriella – risponde il numero uno del Pirellone – io insisto: il coinvolgimento delle Regioni mi sembra ed è ora l'unico modo per evitare una dispersione di fondi che molto spesso non tiene conto del merito ma solo della spesa storica». «Così come stiamo innovando in sanità, introducendo i costi standard – conclude il governatore -, altrettanto è utile fare nel campo dello spettacolo». ***

    Commento di anonimo — 6 Aprile 2011 @ 10:44

  3. Benzina, 0,9 centesimi per la cultura di
    GABRIELE DOSSENA   corriere della sera 6-4-11
    C'era da aspettarselo. L'impennata del petrolio (ieri il Brent è salito ancora, fino a superare i 122 dollari al barile) è rimbalzata immediatamente sui prezzi di benzina e gasolio, con un nuovo rincaro, secco, di i centesimo al litro, sulla rete dei distributori Eni. Ma siccome le brutte notizie non arrivano mai sole, ecco che a questo ennesimo rincaro, presto, prestissimo, se ne aggiungerà un altro: è infatti in arrivo l'aumento delle accise sui carburanti deciso dal governo per finanziare i beni culturali. Questione di ore, ormai. AI massimo entro domani si saprà di quanto. La maggiorazione dell'aliquota sarà misurata solo all'ultimo momento, quando uscirà il provvedimento dell'Agenzia delle Dogane, in quanto fino alla fine di giugno dovrà essere garantito un determinato gettito. Poi, dal primo luglio alla fine del 20111'accisa cambierà di nuovo (perché dovrà coprire pure il mancato aumento del biglietto del cinema). E dal gennaio 2012 ci sarà una nuova determinazione. Nella sostanza, in base alle prime stime, l'effetto sul prezzo alla pompa sarà un aumento di 0,9 centesimi al litro nel trimestre aprile-giugno; di 1,1 centesimi da luglio a dicembre; di 0,9 centesimi per tutto il 2012 e 2013; di 0,7 centesimi dal 2014. Piccola nota a margine: proprio ieri, a Parigi, il premier Francois Fillon ha presentato il pacchetto di interventi che blocca – per i cittadini francesi – i prezzi dell'energia: dall'elettricità al gas ai carburanti. ***

    Commento di ramonn — 6 Aprile 2011 @ 10:52

  4. Regionalizziamo Lissner diamogli il posto e i soldi della Minetti

    Commento di anonimo — 6 Aprile 2011 @ 12:42

  5. Lissner? Ma se con questa direzione avete anche concordato di fare le cause per i passaggi a fisso degli stagionai!

    Commento di anonimo — 6 Aprile 2011 @ 17:10

  6. Un riequilibrio su base regionale del FUS sarebbe auspicabile. Mi spiegate perchè il Lazio deve prendere il doppio dei soldi della Lombardia e quasi la somma totale di tutte le regioni meridionali messe insieme? E perchè Roma deve avere due Fondazioni Lirico-Sinfoniche? Tutti questi appassionati di musica nella capitale dove si nascondono?

    Commento di anonimo — 6 Aprile 2011 @ 17:15

  7. La OFU (Orchestra Filarmonica Unicredit) ha suonato malamente Mahler l'altra sera.
    Occore un direttore stabile.
    Quanto dobbiamo ancora aspettare la nomina di Daniele Gatti?

    Commento di anonimo — 6 Aprile 2011 @ 22:21

  8. #8, fosse per me andrei in ginocchio a chiedere al maestro Gatti di assumere la direzione musicale o stabile del nostro Teatro!!!

    purtroppo poi ho guardato su http://www.danielegatti.eu il calendario, e ho visto che fior fiore di orchestre dirige in tutto il mondo. e mi sono chiesto: perché dovrebbe accettare un ruolo con una compagine che decade a vista d'occhio, piena di primedonne inciuciose che non incidono un cd da vent'anni?

    Commento di anonimo — 6 Aprile 2011 @ 23:00

  9. Però, forse, uno scatto d'orgoglio del consiglio di amministrazione e dei lavoratori musicali e tecnici potrebbe convincerlo.
    Chi può fare qualcosa lo faccia, perché qui artisticamente è sempre peggio (e non declino con precisione il peggio per amor di patria…).

    Commento di anonimo — 6 Aprile 2011 @ 23:06

  10. Stiamo un altro anno randomizzati e poi nominiamo Luisotti …?

    Commento di anonimo — 7 Aprile 2011 @ 09:16

  11. etruzzelli, per salvare il bilancio il sindaco si arrende ad Alfieri Nominalo vicepresidente, la Provincia rientra nel cda I conti Attivo di l 8mila euro Grazie al contributo decisivo della Provincia, che verserà 600mila euro, il bilancio della Fondazione riuscirà a chiudere con un avanzo di amministrazione PAOLO RUSSO EUNA poltrona a salvare il bilancio e la stagione del Petruzzelli. Nonostante l'arrivo (ancora sulla carta) dei nuovi fondi Fus p romossi dal ministero, neicontidella Fondazione nel 2011 ci sarebbe stato un buco di oltre 570mila euro. Un profondo rosso che avrebbe avuto due conseguenze drammatiche per il primo teatro di Bari: il commissariamento della Fondazione e il ridimensionamento del cartellone 2011. t alla luce della drammatica relazione sul bilancio di previsione letta al consiglio d'amministrazione dal sovrintendente Giandomenico Vaccari che va letta la mossa che il presidente dell'ente lirico sinfonico Michele Emiliano aveva in serbo da tempo. ll sindaco di Bari ha prospettato la sua soluzione agli altri soci, ha incassato la disponibilità di Onofrio Sisto e ha preso il telefono in mano. DacorsoVittorio Emanuele è partita una chiamata diretta in via Spalato dove il vicepresidente della Provincia Nuccio Altieri non aspettava altro che di essere invitato al desco del cda. Pochi minuti dopo il consiglio d'amministrazione salutava il nuovo vicepresidente della Fondazione Petruzzelli, Nuccio Alfieri. L'uomo voluto da Fitto, proposto da Schittulli e osteggiato fino all'ultimo da Emiliano al grido di "non vogliamo un prestanome del ministro magliese". L'orchestra La stagione Nessuna assunzione in vista Salvo tutto il cartellone L'ingresso della Provincia in cda non risolve il problema dell'orchestra. Quella del Petruzzelli è sotto organico e non potrà fare nuove assunzioni nel 2011 Ieri, alla luce dei conti da profondo rosso della Fondazione, il quadro è cambiato. Una soluzione che era già nell'aria, al punto che, nonostante un bilancio con venti milioni di trasferimenti statali in meno, la Provincia aveva approvato (e ci aveva tenuto che Comune, Regione e Fondazione lo sapessero) con 600mila euro destinati al Petruzzellì. Soldi che sono già stati inseriti nel documento contabile di previsione dell'ente lirico-sinfonico che dovrebbe chiudere i conti con un attivo di 18mila euro. ll nuovo bilancio sarà discusso e votato domani. La Provincia però ha già fatto sapere che nonverserà al Petruzzeli gli arretrati per la stagione 2010 dove fu il Comune ad accollarsi l'onere di coprire il disimpegno dell'ente di via Spalato. «Faremo una transazione che metterà tutto a posto – assicura il nuovo vicepresidente – la Provincia vanta un credito di oltre 500mila euro per l'utilizzo dell'orchestra». Altierioccuperà ilpostolasciato libero ieri pomeriggio da Onofrio Sisto che resterà nel cda con deleghe relative a contenzioso, gestione del personale e rapporti con il ministero dei Beni culturali. Ma è a un altro ministro che Emiliano guarda dopo la nomina del nuovo vicepresidente: «Auspico – ha detto il sindaco di Bari – che questo atto di riconciliazione e buona volontà da parte di tutti i protagonisti della Fondazione, restituisca al cda un ruolo Confermate tutte le opere previste nel 2011. Ma il modello futuro sarà quello tracciato da Sgarbi con un allestimento costato un decimo del consueto strategico nella pianificazione culturale pugliese e nazionale. A tal fine mi auguro che il consiglio di amministrazione costituisca il luogo neutro di sintesi politica e che al più presto possa essere ricevuto dal ministro Fitto per discutere delle specifiche esigenze della Fondazione Petruzzelli». Dal canto suo Altieri detta già la linea della sua vicepresidenza: «Abbiamo l'opportunità e il dovere di fare della Fondazione Petruzzelli un nuovo modello di ente lirico in Italia – spiega – La strada da seguire è quella tracciata da Sgarbi che ha prodotto un'opera eccellente con un allestimento costato un decimo di quanto si spende abitualmente». Soddisfatto il rappresentante della Regione in cda, Sabino Persichella: «Facciamo gli auguri al nuovo vicepresidente e guardiamo con maggiore serenità alla chiusura di una stagione che conferma tutti gli spettacoli in cartellone». C'era m buco di 57Osnila euro da coprire. Sisto si fa da parte e accetta nuove deleghe ***

    Commento di anonimo — 7 Aprile 2011 @ 09:28

  12. Carlo Felice riparte dai Pagliacci Ovazione per Zeffirelli: "Ero qui a Genova anche tra le macerie della guerra.' finché ce la farò, continuerò a lavorare perché la creazione è vita. Sono diventato come quei registi che detestavo, quelli che danno indicazioni con i cenni delle mani in prima fila, ma pazienza. Sarò in Oman, l'l1 ottobre, per una nuova Turandot. Chissà, forse sotto le bombe. E mi piacerebbe tornare a Genova con Manon Lescaut, che non ho mai fatto». Franco Zeffirelli, 88 anni compiuti il 12 febbraio, ha accolto commosso i dieci minuti di ovazione al Carlo Felice dopo la prima di Pagliacci. La sua è stata una presenza «regalata» per aiutare il teatro che lo vide protagonista in passato e al quale si sente legato. «Qui, tra le macerie, allestimmo la scenografia di Carmen con le travi annerite delle case bruciate. Oggi ci sono altre macerie, peggiori». «Per la cultura è un momento molto doloroso. Vediamo cani inferociti che si affrontano e il Parlamento è diventato una palestra di imbecilli. Peggio non potrebbe essere. I politici dovrebbero avere un'altra dignità. Ognuno si preoccupa di confutare le teorie dell'altro, del nemico, e in mezzo resta schiacciato sempre il cittadino. Un Parlamento così è fallimentare, senza dignità», dice il regista. E ancora: «Lasciamo che il mondo ci conosca per qualcosa di più nobile. L'opera è l'Italia nel mondo, persino un benzinaio texano aveva i dischi del nostro repertorio e una ligia che si chiamava mimi. Nel 500, a Firenze era chic leggere gli autori greci e si scopri che recitando i classici si cantava, quindi perché non farlo anche noi? Così inventammo l'opera», continua il regista. Che è contento della presenza in sala di tanti giovani: «Dobbiamo educare i ragazzi, che oggi vivono nella confusione. Non bisogna perdere i valori del teatro, della danza, della creatività, di un'armonia superiore. Bisogna agire a livello politico perché ci vogliono soldi per far sognare i ragazzi e con i sogni mandare avanti questo pianeta meraviglioso. E la musica che illustrai sogni». Lui, nipote di una cantante e di un appassionato che si era affittato una banda pugliese per farla suonare a Vinci e dirigerla dal balcone, ebbe un primo incontro con l'opera assai tosto, La Valchiria di Wagner a Firenze: «Rimasi incantato non dalla musica ma dalla macchina scenica, dal prodigio dell'opera, con la Cavalcata interpretata da militari in sella con parruccona bionda». E poi ci sono state le sue 7 Traviata, 4 Don Giovanni, 3 Pagliacci, 4 Cavalleria rusticana, 9 Aida. «Oggi siamo in mani confuse, il gioco diventa molto pericoloso e disgustoso, ma siamo gente importante, di grande dignità, coristi, suonatori, costumisti, cantanti, e la nostra personalità deve unirsi ai cittadini e fare un Paese migliore – dice ancora Zeffirelli -. Torniamo allo spirito dell'Umanesimo. Quando ho un giramento di balle vado a Firenze a guardare la cupola del Brunelleschi». Che fare per i teatri in crisi? «Diamoli in mano ai privati senza tasse. Nel Quattrocento o nel Cinquecento mai si sarebbero sognati di farli gestire da burocrati o politici». *** Franco Zeffirelli, 88 anni, acclamato al Carlo Felice di Genova dopo la prima di Pagliacci ***

    Commento di anonimo — 7 Aprile 2011 @ 09:35

  13. A franco hai magnato 70 anni grazie allo stato e adesso  ci vuoi scaricare ai privati . Bravo complimenti .Lasciamo  invece che la cultura e la musica sian affar di stato  ma cambiamo i burocrati che le gestiscono e cacciamo via tutte le clientele politiche e purtroppo sindacali che si annidano nelle direzioni generali, nelle sovrintendenze e nei c.d.a.Abbiamo bisogno, per gestire  i nostri gioeielli teatrali  di Personalità di cultura disinteressate , intellettuali e non la marmaglia di cui sopra della stessa risma dei parlamentari che hai  citato nell'articolo.Detassiamo i teatri  , ma per favore tieniamoci alla larga dai tronchetti provera , confalonieri ecc. Abbiamo già dato.Basta regali ai privati proprio a cominciare da GARRONE CHE SI VUOL MANGIARE IL CARLO FELICE , anche se comprendiamo il fatto che egli vuole essere anch'egli compensato dal sindaco Genovese  alla stessa stregua dei Costa a cui è stato regalato il mitico Acquario .
    Servire questi assist  a un avido  petroliere è alquanto  triste   da parte di un grande regista come te.Ciao Franco , con affetto.
    Cub scaligera

    Commento di anonimo — 7 Aprile 2011 @ 09:47

  14. questa è una proposta per artisti squattrinati in cerca d'autore
    ma è anche l'occasione per una kermesse artistico-poetico-creativa in uno
    dei luoghi che ci hanno sottratto e che ci riprenderemmo per pochi giorni
    nonché l'occasione di far emergere in un momento di grande visibilità
    potenzialità espressive che non vengono valorizzate, tranne in alcune
    circostanze dove il comune ha usato graffiti o facciate a mosaico che ha
    messo in rete o ne ha fatto copertine per "tutto città" senza specificare
    che si trattava di auto-produzioni provenienti da quei luoghi che troppo
    spesso vengono attaccati/sgomberati

    la traccia è un po' generale, il volantino da aggiornare, il mio logo da
    rimpicciolire, il tempo a disposizione pochissimo, se vi interessa entro
    domani sera pubblico il volantino, i nomi dei partecipanti me li potete
    mandare entro 3/4 gg e si inseriranno nel video spot di cui parlo qua
    sotto

    pensavo ad una ri occupazione artistica ed effimera del cortile di Ripa,
    che si estenderà verso l'esterno
    come sapete la casa è attualmente sorvegliata giorno e notte da un
    guardiano, se non ci sono vaste adesioni l'operazione sarà assai difficile

    si svolge nei giorni del salone del mobile ovvero in una delle vetrine più
    "fiche" e soprattutto quando ci saranno a Milano persone di ogni dove e
    magari più ricettivi dei milanesi

    nel caso non si riuscisse ad occupare pensavo di costruire la struttura
    davanti alla casa piuttosto che nel cortile
    il volantino non lo si cambia e sarà l'ennesima figura di merda di questa
    giunta che in ticinese promuove solo movida mafia e cocaina

    l'idea è di comporre una sorta di labirinto che si sviluppa dal cortile
    verso l'esterno, uno entra e in ogni modulo trova oggetti o installazioni
    video, teatranti  performer
    pensavo di usare pallet come moduli, su cui inchiodare
    colonnine di legno  per sostenere pareti di tessuto, ma se avete idee
    migliori le si valutano insieme

    l'ho pensata veramente all'ultimo momento inizialmente avrei dovuto
    esporre da sola passando da un'associazione di quartiere notoriamente
    leghista, quindi mi è venuto in mente di scavalcare l'associazione e di
    estendere la possibilità di esporre al movimento con modalità
    evidentemente diverse, più siamo e più abbiamo la possibilità di creare un
    evento significativo e comunicativo eventualmente da riproporre altrove,
    più artisti ci sono più articolato diventa il labirinto

    il labirinto ha molte simbologie ed evoca anche l'idea
    che ci sono artisti, bravi ma sconosciuti perché si mettono poco in mostra
    e non amano bussare a certe porte perché può essere pesante e
    compromettente, poi rischi di pentirtene

    quindi il labirinto diventa una sorta di presa di posizione per cui se mi
    vuoi vedere vienimi
    a scovare e prova anche a perderti, a "cercare" quello che non viene
    esibito platealmente…in fondo l'essenza sta all'interno ed è più
    importante il nocciolo del guscio

    in tono provocatorio e per far capire anche il livello dei finanziamenti
    alla cultura praticamente assenti in questo paese nella zona labirinto ci
    sarà una cassa con sopra un rotolo di carta
    igienica che finisce in fiore (tipo quello in allegato)
    penzolanti due calze come quelle del volantino…la "crisi in calza give
    art a chance" – potrebbe essere la prima occasione per creare un fondo da
    reinvestire in materiali per altre mostre

    ho pensato anche ad uno spot  delirante tipo io o qualcun altro (e se ci
    fosse un po' di gente a simulare l'occupazione sarebbe più divertente e
    d'impatto) che arrivo sui trampoli e faccio finta di scavalcare, il
    guardiano arriverà di sicuro e Jacopo un amico, con l'aria da digos
    radiolina in mano (o vestito da
    sbirro sarebbe meglio ma ci vuole una divisa) che prova ad
    arrestarmi, qualcuno distrae il guardiano con un'intervista lampo sul
    senso dell'arte tra ripa
    e il parcheggio dove controlla che non si ri occupi e io o chi per me,
    tirerà fuori il
    volantino e NON si farà arrestare "xché l'arte non si arresta"

    come da volantino…max tra 2 gg se adesioni lo butto fuori e entro 3/4
    anche il video
    poi però ho bisogno di braccia per realizzare la logistica di cui mi potrò
    occupare solo nei giorni immediatamente prima dell'iniziativa, dovremmo
    occupare il cortile almeno 3 gg prima

    ve la sto mandando con molto ritardo sarebbe bene che mi diciate se vi
    interessa e poi ci incontriamo al parchetto di Ripa così tra una
    chiacchiera e l'altra ci scappa il video

    per il momento di sicuro ci sono io area Torchiera, Jacopo ex Breda che
    organizzava concerti techno e vorrebbe mettere musica e installazioni
    fotografiche, Riccardo per consulenze installazioni video e realizzazione
    spot presenza discontinua perché tiene famiglia, Sandra Ambulatorio
    Popolare che è decoratrice ma super presa quindi per la logistica non c'è
    o molto poco, Betta che come me ha fatto Brera e oggi sta a Barcellona
    http://www.wix.com/elisabettaingino/elisabettaingino
    fa video quindi mi manda materiale..

    se siamo un bel gruppetto ci sarà la possibilità di fare una cosa bella
    anche se all'ultimo momento

    una delle installazioni che farei è dedicata ai 150anni dell'unificazione
    "di Talia", come sottrarsi.. ho una gruccia antica e ci metterei un bel
    corpetto di fimmina prominente dipinto in verde-bianco-rosso
    (tette-pancia-mutandina)
    come dice Marco Ferreri, designer che inviterei ex assistente di Bruno
    Munari "oggi dobbiamo progettare delle idee"…ma va bene anche ribaltarle

    io esporrò anche oggetti perché come dire, non so per voi ma io in questa
    città faccio fatica a sopravvivere e non è proprio perché non so fare
    nulla
    in generale qua la cultura non paga e non solo non viene finanziata, ma
    viene addirittura ostacolata

    per chi non mi conosce qua ci son due video di lavori miei, il primo  lo
    sto modificando con
    aggiunta di altri lavori simili, mi son divertita molto con i suoni ma ci
    son troppe ripetizioni..
    http://www.youtube.com/watch?v=3HHXHl5fgZ4
    http://www.youtube.com/watch?v=us-L60hmov8&feature=related
    questo è quello del sito dei corsi
    (http://lauraburreddu.blogspot.com/)

    io farò 2 video istallazioni, una aperta con video di mosaici e l'altra
    chiusa con…ve la spiego dopo
    a questo stadio mi servono solo adesioni da mettere nel volantino e lo
    manderei in giro per il web da domani in stampa nei prossimi

    se vi piace l'idea dello spot, manifestatevi rapidamente perché c'è poco
    tempo e come dicevo sopra simuleremmo la volontà di occupare e in un caso
    come nell'altro il volantino funzionerà lo stesso
    se non ci fanno occupare noi "non ci arrestiamo" e ci piazziamo davanti se
    invece riusciamo ad occupare sarebbe fantastico per molti motivi.. e
    potremmo usare anche il ballatoio che dà sul cortile
    teatranti e musicisti potranno esibirsi anche sui balconcini

    come sapete c'è un bel prato davanti quindi a una certa ora potrebbe
    scattare il rave-sound system come ai vecchi tempi dell'occupazione..

    fatemi sapere

    il mio numero è 340 3516296 o 02 49662741

    p.s non trovo più contatti degli ex occupanti di Ripa, Lab zero si è
    sciolto ma ne ho parlato con uno di loro e ci sarebbe, se avete mail
    girategliela voi – girate pure ad altri

    ciao
    laura be

    Commento di anonimo — 7 Aprile 2011 @ 10:00

  15. Uno slogan si aggira per la rete, attraversa le piazze, viene urlato 
    dai megafoni: Voglia di sciopero precario. Ma cos'è lo sciopero 
    precario?

    Lo sciopero precario è uno sciopero contro la precarietà. Detto così 
    sembra chiaro e semplice, ma semplice non è. Questo paese è diventato 
    precario perchè una parte della popolazione ha perso il diritto alla 
    protesta, la possibilità di scioperare, di avanzare rivendicazioni 
    collettive. Questa popolazione è composta dalle generazioni precarie, 
    dai migranti e da tutti coloro che nascosti nelle pighe 
    dell'informazione hanno prima perso visibilità (cosa grave) e poi hanno 
    smarrito la capacità di rappresentarsi come forza collettiva. Non 
    importa che oggi tutti i media parlino della questione precarietà. Ciò 
    che conta è che nei dieci/quindici anni di black out i precari/e hanno 
    disimparato a battersi per i loro diritti.
    Non è per caso che abbiamo scelto di lanciare uno sciopero invece di 
    una manifestazione di piazza. Lo sciopero cercherà di scardinare non 
    solo i meccanismi del silezio, ma soprattutto di far comprendere che la 
    nostra debolezza può diventare forza. La verità è che se i precari si 
    fermassero si bloccherebbe il paese. Ecco il punto su cui appoggiare la 
    leva del cambiamento.

    Chi parteciperà allo sciopero precario?

    Parteciperanno tutte le associazioni, sindacati, collettivi, comunità 
    resistenti, reti, persone che credono che la precarietà sia una diga 
    eretta contro il nostro futuro e che per abbatterla non sia sufficiente 
    un momento di testimonianza (seppur importante) ma sia necessaria una 
    mobilitazione che scuota il paese e lo blocchi. Lo sciopero precario 
    deve essere inventato da zero ed è per questo che agli Stati generali 
    della precarietà, a Roma dal 15 al 17 aprile, si parlerà per due giorni 
    di come e quando farlo. E tu sei invitato perché solo mettendo in comune 
    le idee di tutti e tutte riusciremo a farlo. In un mondo in cui basta 
    alzare la testa per perdere il posto di lavoro, lo sciopero precario 
    deve inventare nuove forme di mobilitazione, capaci di aggirare il 
    ricatto, di rendere di nuovo possibile la nostra presa di parola 
    collettiva.

    Perchè partire dalla precarietà, con tutti i problemi che assillano 
    l'Italia?

    La precarietà è la condizione comune che è percepita negativamente da 
    tutti, dato che negli  ultimi quindici anni ha impoverito gran parte 
    della popolazione italiana e migrante rendendo ricche, ricchissime, 
    altre persone: i soliti noti. E l’unico modo per creare un'onda d'urto 
    capace di scardinare le fondamenta della precarietà è mettere in gioco 
    la società coinvolgendo in modo trasversale i lavoratori, i precari, i 
    disoccupati e i migranti; coinvolgendoli però su una chiara e semplice 
    proposta, eliminare la precarietà.

    Lottare contro la precarietà è come voler tornare indietro nel tempo?

    Assolutamente no. Essere contro la precarietà significa essere a favore 
    di una riforma del welfare che preveda robustissime politiche di 
    continuità e di sostegno al reddito. Vuol dire concepire i diritti oltre 
    la condizione del lavoro. Non  basta, ad esempio, essere contro la 
    proliferazione dei contratti atipici, che sono effetto della 
    precarizzazione e non la causa, come non basta parlare di 
    stabilizzazione quando tutti, si pensi a Mirafiori, vengono 
    destabilizzati. Essere contro la precarietà significa essere contro la 
    Bossi-Fini e le politiche di vessazione contro i migranti che non 
    risolvono i problemi ma creano ricatto ed emarginazione. Significa anche 
    pretendere politiche abitative che rendano nuovamente la casa un diritto 
    e chiedere che i trasporti siano una risorsa e non un dazio sugli 
    spostamenti. Essere contro la precarietà significa investire nella 
    formazione, nel sapere e nella cultura. Essere contro la precarietà 
    significa mettersi in gioco fino in fondo perché la precarietà si prende 
    gioco delle nostre vite.

    E i soldi?

    Chi dice che per colpa della crisi non ci sono le risorse per fare 
    nulla mente spudoratamente. È vero il contrario, uscire dalla crisi 
    significa uscire della precarietà, combattere la precarietà significa 
    combattere la crisi. Ed è per questo che abbiamo una voglia matta di 
    sciopero precario

    http://www.sanprecario.org
    http://www.precaria.org/stati-generali-della-precarieta-3-0

    Commento di anonimo — 7 Aprile 2011 @ 10:53

  16. Dal Blog della Filcams di Trento

    http://filcams.wordpress.com/

    SOSPESI per tre mesi dalla Cgil del Trentino. Ezio Casagranda – Fulvio Flammini e Franco Tessadri sospesi dalla Comitato di garanzia Nord-est della Cgil.

    La Commissione di garanzia della Cgil Nord est ha sanzionato con lettera del 22 marzo 2011 – ritirata ieri pomeriggio – Ezio Casagranda, Fulvio Flammini e Franco Tessadri a tre mesi di sospensione dagli incarichi sindacali a seguito dello scontro politico apertosi in Cgil dopo il licenziamento di Fulvio da parte della FILT Cgil di Trento.

    Franco Tessadri – RSU e dirigente Filt Cgil del Trentino – è stato sanzionato “…per alcune affermazioni rilevanti ai fini delle competenze della Commissione di garanzia…”, Fulvio Flammini – funzionario sindacale della Filt Cgil del Trentino – per aver scritto commenti ritenuti “..offensivi e lesivi dell’immagine della Cgil..” sul Blog della Filcams e Ezio Casagranda – Segretario generale della Filcams Cgil del Trentino – per non aver provveduto “…tempestivamente alla rimozione dei suddetti commenti..”.

    Fare riferimento ad atteggiamenti offensivi dell’immagine della Cgil riporta la nostra memoria ai tempi bui in cui tale strumento veniva utilizzato sopprimere ogni forma di dissenso sociale. Per questo riteniamo la decisione un pesante attacco al diritto di critica ed alle libertà sindacali all’interno della Cgil e per questo, fermo restando il ricorso alla Commissione di garanzia nazionale, intendiamo convocare una conferenza stampa per denunciare pubblicamente questa operazione che umilia la storia della Cgil e infligge una preoccupante ferita alla democrazia ed al pluralismo interno.

    Un attacco pesante ad ogni forma di dissenso interno sulla scia di una rottura, voluta e consumata, dalla maggioranza della Cgil nei confronti della minoranza interna.

    Un pronunciamento che cambia di fatto lo Statuto dell’organizzazione, il quale riconosce pari dignità a tutte le sensibilità presenti nell’organizzazione ed in particolare nei confronti della Filcams dove la mozione della Cgil che vogliamo ha raggiunto l’80% dei consensi.

    Si vuole colpire una categoria che ha il solo difetto di costituire l’opposizione ad una linea della Cgil provinciale di mera accettazione delle proposte che escono dai palazzi della provincia e dal governatore Dellai, colpevole di aver assunto la lotta alla precarietà “senza se e senza ma” contestandone gli abusi sia nelle aziende che all’interno della Cgil, ribadendo che non esistono zone franche dove la precarietà trovi diritto di cittadinanza. Ma quello che preme sottolineare è il fatto che, nonostante una sentenza della cassazione escluda qualsiasi responsabilità del gestore del Blog, la Commissione abbia erogato la sanzione per mancato controllo cancella di fatto la libertà di stampa dentro l’organizzazione e applicando, in anteprima, la “legge bavaglio” in salsa nord est.

    Una sentenza che da una parte colpisce i compagni della Filt, responsabili di essersi opposti al licenziamento e di aver denunciato una gestione a dir poco allegra delle risorse della categoria.

    Questa brutta pagina della Cgil Trentina non scalfirà la nostra volontà di continuare la nostra battaglia politica all’interno di questa organizzazione che, purtroppo, si vede umiliata e offesa da un pronunciamento “politico” di una commissione che dovrebbe essere a tutela e salvaguardia dello Statuto e dei diritti che questo garantisce ad ogni iscritto della Cgil.

    Dal Blog della Filcams di Trento

    http://filcams.wordpress.com/

    SOSPESI per tre mesi dalla Cgil del Trentino. Ezio Casagranda – Fulvio Flammini e Franco Tessadri sospesi dalla Comitato di garanzia Nord-est della Cgil.

    La Commissione di garanzia della Cgil Nord est ha sanzionato con lettera del 22 marzo 2011 – ritirata ieri pomeriggio – Ezio Casagranda, Fulvio Flammini e Franco Tessadri a tre mesi di sospensione dagli incarichi sindacali a seguito dello scontro politico apertosi in Cgil dopo il licenziamento di Fulvio da parte della FILT Cgil di Trento.

    Franco Tessadri – RSU e dirigente Filt Cgil del Trentino – è stato sanzionato “…per alcune affermazioni rilevanti ai fini delle competenze della Commissione di garanzia…”, Fulvio Flammini – funzionario sindacale della Filt Cgil del Trentino – per aver scritto commenti ritenuti “..offensivi e lesivi dell’immagine della Cgil..” sul Blog della Filcams e Ezio Casagranda – Segretario generale della Filcams Cgil del Trentino – per non aver provveduto “…tempestivamente alla rimozione dei suddetti commenti..”.

    Fare riferimento ad atteggiamenti offensivi dell’immagine della Cgil riporta la nostra memoria ai tempi bui in cui tale strumento veniva utilizzato sopprimere ogni forma di dissenso sociale. Per questo riteniamo la decisione un pesante attacco al diritto di critica ed alle libertà sindacali all’interno della Cgil e per questo, fermo restando il ricorso alla Commissione di garanzia nazionale, intendiamo convocare una conferenza stampa per denunciare pubblicamente questa operazione che umilia la storia della Cgil e infligge una preoccupante ferita alla democrazia ed al pluralismo interno.

    Un attacco pesante ad ogni forma di dissenso interno sulla scia di una rottura, voluta e consumata, dalla maggioranza della Cgil nei confronti della minoranza interna.

    Un pronunciamento che cambia di fatto lo Statuto dell’organizzazione, il quale riconosce pari dignità a tutte le sensibilità presenti nell’organizzazione ed in particolare nei confronti della Filcams dove la mozione della Cgil che vogliamo ha raggiunto l’80% dei consensi.

    Si vuole colpire una categoria che ha il solo difetto di costituire l’opposizione ad una linea della Cgil provinciale di mera accettazione delle proposte che escono dai palazzi della provincia e dal governatore Dellai, colpevole di aver assunto la lotta alla precarietà “senza se e senza ma” contestandone gli abusi sia nelle aziende che all’interno della Cgil, ribadendo che non esistono zone franche dove la precarietà trovi diritto di cittadinanza. Ma quello che preme sottolineare è il fatto che, nonostante una sentenza della cassazione escluda qualsiasi responsabilità del gestore del Blog, la Commissione abbia erogato la sanzione per mancato controllo cancella di fatto la libertà di stampa dentro l’organizzazione e applicando, in anteprima, la “legge bavaglio” in salsa nord est.

    Una sentenza che da una parte colpisce i compagni della Filt, responsabili di essersi opposti al licenziamento e di aver denunciato una gestione a dir poco allegra delle risorse della categoria.

    Questa brutta pagina della Cgil Trentina non scalfirà la nostra volontà di continuare la nostra battaglia …

    Commento di anonimo — 7 Aprile 2011 @ 19:20

  17. #16

    Finalmente una proposta… appoggio con entusiasmo.

    Credetemi, dall'interno delle fondazioni c'è sempre stata preoccupazione per quello che accade all'esterno, senza però riuscire a fare mai nulla, forse anche per mancanza di collegamento con le realtà esterne e per banalissima mancanza di idee… oltre che per le già eccessive grane delle queli siamo perennemente costretti ad occuparci.

    Ma un'iniziativa come questa è pienamente condivisibile. La precarizzazione universale affligge tutti da un bel po' di tempo, e rischia peraltro di travolgere anche gli ultimi baluardi.

    Commento di anonimo — 8 Aprile 2011 @ 11:40

  18. Lottare contro contro la precarietà è come lottare contro i mulini a vento ma c'è sempre qualcuno a questo mondo che ha bisogno di autogratificazioni.

    Commento di anonimo — 9 Aprile 2011 @ 15:29

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