Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

14 Giugno 2011

COME L'ACQUA IL TEATRO VALLE E' UN BENE CHE DEVE RESTARE PUBBLICO

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 20:44
Come molti di voi sapranno il 14 di Giugno è stato occupato il Teatro Valle  a Roma, sottoposto a privatizzazione dopo la dismissione dell'Eti, di seguito l' Appello da sottoscrivere
 
Occupiamo il Teatro Valle per occuparci di ciò che è nostro. È nostro come cittadini e come lavoratori dello spettacolo, della cultura e dell’arte. Come cittadini vogliamo difendere il patrimonio artistico del Paese. Le politiche governative stanno dismettendo una funzione essenziale che la Costituzione Italiana assegna allo Stato: la promozione e la tutela dei Beni Culturali. Come lavoratori dello spettacolo, della cultura e dell’arte vogliamo essere riconosciuti come interlocutori indispensabili nelle scelte politiche che riguardano il nostro settore, il nostro lavoro, la nostra vita. Luoghi che dovrebbero essere destinati alla creatività e all'innovazione, dal Teatro Valle a CineCittà, hanno perso negli anni la loro identità fino ad essere completamente smantellati o privatizzati. Sempre più la gestione delle risorse comuni è inghiottita da meccanismi lobbistici e corporativi, in una logica da supermercato culturale. Uomini e donne, impegnati nel mondo della cultura e dell’arte, assistono ogni giorno al ridursi degli spazi e delle risorse necessari per continuare a svolgere con dignità il proprio lavoro.

 

 Mobilitiamoci: * Perché il Teatro Valle venga realmente destinato all'innovazione artistica con un respiro nazionale e internazionale secondo la sua naturale vocazione, attraverso un progetto di assegnazione pubblico, trasparente e partecipato. * Per chiedere con forza un'assunzione di responsabilità da parte del soggetto pubblico e una ridistribuzione delle risorse più equa e trasparente. * Per la tutela dei lavoratori dello spettacolo, dell’arte e della cultura attraverso un sistema sociale adeguato che garantisca la continuità dei diritti nella discontinuità d’impiego, come nel resto d'Europa. * Per proporre una nuova progettualità nella gestione dei Beni Culturali, che sostenga l’accesso alla cultura e ai saperi, la produzione libera e indipendente, la sperimentazione, la formazione permanente, la qualità, i giovani talenti. Lanciamo un appello a tutti i singoli lavoratori dello spettacolo, del cinema, del teatro, della danza, tecnici, maestranze, artisti, operatori, stabili/precari/intermittenti, alle compagnie, agli spazi di produzione indipendenti. È tempo di rivendicare con forza che il nostro è un settore vivo, che produce eccellenze e risorse economiche.

 

 Chiediamo a tutti i cittadini, a tutti coloro che amano la cultura, che hanno attraversato il Teatro Valle come spettatori e che sentono che i cinema, i teatri, i musei sono parte irrinunciabile della loro vita e della loro storia di unirsi a noi in questa battaglia. È per far crescere un'altra concezione della vita e dell'arte, quella che mettiamo in scena quotidianamente, che vi chiediamo di scendere al Valle. Lavoratrici e Lavoratori dello spettacolo per aderire inviare email a spettacololavorat@gmail.com

ULTIME NEWS

http://www.romatoday.it/politica/occupazione-teatro-valle-firma-protocollo-intesa.html

   

I VOSTRI FRATELLI A.O.S DI MILANO:

MASSIMA SOLIDARIETA' AI LAVORATORI AUTORGANIZZATI DELLO SPETTACOLO DI ROMA, CHE HANNO OCCUPATO !

mov.sogno 0.3
C.u.b. / Info 

7 Comments »

  1. Roma 20 giugno 2011.
    Pillole IL VALLE ANCORA OCCUPATO Oltre cento artisti sul «palco della protesta» del teatro Valle, 4.200 persone intervenute, 3.000 firme raccolte per salvare lo storico palcoscenico romano. È il bilancio fatto dai lavoratori dello spettacolo durante il loro quinto giorno di occupazione del teatro Valle. ***

    Commento di anonimo — 21 Giugno 2011 @ 08:16

  2. L'intervento Sul futuro del Valle decidano i cittadini Il futuro del teatro Valle è consegnato ai romani Ora è aperta una stagione nuova anche per i lavoratori dello spettacolo È rinata la partecipazione FABRIZIO GIFUNI L, OCCUPAZIONE del teatro Valle di Roma è uno straordinario gesto simbolico e allo stesso tempo un atto profondamente concreto: questo luogo (come per altro il Duse di Bologna e La Pergola di Firenze) è innanzi tutto patrimonio dei cittadini e degli artisti. Ed è a loro che bisogna rendere conto. Per questo è indispensabile che le sorti di questo teatro siano d'ora in avanti costantemente monitorate da questi due soggetti. SENZA il pubblico non c'è teatro né alcun'altra forma di spettacolo. II teatro deve essere difeso dai cittadini e la loro presenza in questi giorni al Valle è una delle cose più emozionanti fra le tante accadute. Gli artisti in scena sono un tramite, diventano qualcosa nel momento in cui smarriscono il proprio io. Ma fuori dalla scena devono dimostrare di essere uomini liberi. Parte d'una comunità. Se quel che accadrà in futuro al Valle presenta— al di là delle prime dichiarazioni e decisioni prese sotto la spinta determinante di questa occupazione— ancora non pochi punti da chiarire (trasparenza nei bandi e nelle commissioni, necessità di un codice etico peri futuri direttori dei teatri pubblici, ecc.), quello che sta accadendo in queste ore "dentro al teatro" è chiaro come il sole: si è aperta una stagione nuova anche per i lavoratori dello spettacolo. E la rinascita d'un sentimento puro di partecipazione di cui da troppo tempo in questo Paese si sentiva la mancanza. Per questo quei due versi di Paul Valéry ("Le vent se leve, il faut tenter de vivre") — incisi sul sasso sotto cui riposa Gian Maria Volontè all'isola della Maddalena — continuano a risuonare in quest'aria fresca. Il vento si è alzato, ricominciamo a vivere. ***

    Commento di anonimo — 21 Giugno 2011 @ 08:28

  3. Scandaloso quello che sucede a gli artisti, vedi circolare INPS

    LA LISTA DELLE MANSIONI TECNICHE VERRA' PRESENTATA DA ENPALS  IL 27 GIUGNO IN UN INCONTRO UFFICIALE.

    Riportiamo intanto il testo della circolare INPS del 4 marzo 2011 che fornisce indicazioni di merito circa il criterio da adottare nella liquidazione della disoccupazione a requisiti ridotti.

    A questa circolare le sedi INPS del Lazio si stanno attenendo.

    Ogni commento appare inutile

     

    HERMES

    Mittente                                                                                       Classifica Messaggio

    sede                                                                                              Operativo-010.030

    2080…../Lazio                                                                              Classificazione

    Ufficio                                                                                            Requisiti Ridotti

    Area Prestazioni a Sostegno del Reddito

    Messaggio N. 005549 del 04/03/2011 12.19.35

    ——————————————————————————————-

    Destinatari

         Destinatari selezionati [34]: LAZIO

    Oggetto: indennità di disoccupazione con requisiti ridotti in favore dei lavoratori dello spettacolo

    Testo

           A seguito della sentenza della Corte di Cassazione n. 12355 del 20 maggio 2010, che stabilisce l'esclusione dal diritto alla

    indennità di disoccupazione con requisiti ridotti per i lavoratori dipendenti rientranti nella categoria del personale artistico

    teatrale e cinematografico, dotati di preparazione tecnica, culturale o artistica, e del MSG 33014 del 31/12/2010 della

    A.P.S.R., con la quale si raccomanda alle sedi INPS di attenersi al criterio suddetto, sono pervenute alla scrivente Direzione

    Regionale numerosi quesiti in ordine all'applicazione di tale criterio.

           Ai fini di un corretto inquadramento della materia si rende necessario, preliminarmente, analizzare le fonti normative

    alla base dell'esclusione summenzionata.

           In materia di assicurazione contro la disoccupazione involontaria a tutt'oggi trovano applicazione le disposizioni del

    R.D.L.1827/35 e dl Regolamento di cui al R.D. 2270/24

          In particolare l'art. 37 del R.D.L. 1827/35 scaturisce l'obbligo dell'assicurazione contro la disoccupazione per tutti coloro

    "che prestino lavoro retribuito alle dipendenze di terzi". La norma si riferisce inequivocabilmente ai lavoratori subordinati

    per i quali, in linea generale, sussiste da parte dl datore di lavoro l'obbligo al versamento del contributo contro la

    disoccupazione, in linea generale, ma non per tutti, in quanto il successivo art. 40, stante la peculiarità di tali lavori

    subordinati, li esclude dall'obbligo suddetto. Nello specifico, il punto 5 stabilisce la non soggezione all'assicurazione

    obbligatoria per la disoccupazione involontaria, per il personale artistico, teatrale e cinematografico, dotato di preparazione

    tecnica, culturale o artistica.

           L'art. 7 del regolamento di cui al R.d. 2270/24 specifica che: "Non sono considerati appartenenti al personale artistico

    così teatrale come cinematografico… tutti coloro che al teatro o al cinematografo prestano opera la quale non richiede una

    preparazione tecnica , culturale o artistica."

           Il punto 5, dell'art. 40, del R.D.L. 1827/35, esclude dall'obbligo dell'assicurazione, contro la disoccupazione involontaria

    gli artisti, lavoratori dipendenti subordinati, in possesso di preparazione tecnica, culturale ed artistica. L'esclusione

    dunque è dovuta non alla natura autonoma del rapporto di lavoro (in quest'ultimo caso l'esclusione deriverbbe da una

    lettura a contrario dell'art. 37 succitato), ma dal fatto che gli stessi operando nella più ampia autonomia dei compiti assunti,

    in quanto espressione personalistica del soggetto, svolgono la propria attività senza l'apporto ovvero l'opera

    dell'imprenditore.

           Ciò premesso, stante il dettato normativo richiamato, il discrimine all'interno di tale categoria generica di lavoratori, al

    fine del riconoscimento del diritto o meno all'indennità di disoccupazione, è rappresentato, non tanto dal mancato

    versamento della disoccupazione, ma dal riconoscimento in capo ai lavoratori stessi della capacità tecnica, artistica o

    culturale. Ciò in quanto non tutti gli "artisti" sono esclusi dal diritto, ma solo questi ultimi.

           Non è dunque possibile, dalle norme richiamate in materia, ricavare un'elencazione dettagliata ovvero tassativa, tra le

    varie e molteplici figure professionali appartenenti alla variegata categoria del personale artistico, teatrale o cinematografico,

    dalla quale desumere in astratto i lavoratori non assoggettabili all'assicurazione per la disoccupazione involontaria.

           Conseguentemente,ai fini dell'identificazione degli aventi diritto, si rende necessario valutare caso per caso se, per

    l'attività svolta, sia richiesta o meno quella preparazione tecnica, artistica o teatrale che rappresenta, si sottolinea

    nuovamente, l'unica linea di demarcazione tra gli aventi o meno diritto alla disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti.

           Tuttavia, di ausilio in fase di liquidazione, possono essere prese come riferimento le circolari ed i messaggi

    dell'istituto, contenenti disposizioni in ordine all'esclusione dall'assicurazione DS per il personale artistico, e

    che si riportano in calce al presente messaggio.

           Si suggerisce inoltre, sempre salvo concreta verifica della preparazione tecnica, artistica o culturale, che il personale

    escluso dall'assicurazione in commento è, in linea di massima, quello appartenente al  primo gruppo dei lavoratori dello

    spettacolo, così come individuato dall'art. 3 del D.lgs 708/47 e dall'art. 2 del D.lgs 182/97 e  dal D.M. 10 novembre 1997

    (Pubblicato nella Gazz.Uff. n.281 del 2 dicembre 1997)

           IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE

    Visto l'art. 2, comma 22, sub d), della legge 8 agosto 1995, n. 335, concernente delega al

    Governo in materia di armonizzazione delle prestazioni pensionistiche dei lavoratori dello

    spettacolo;

    Visto l'art. 2, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 182, di attuazione della citata

    delega, che prevede la distinzione in tre gruppi dei lavoratori dello spettacolo iscritti all'Ente

    nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei lavoratori dello spettacolo (ENPALS), ai fini

    della individuazione dei requisiti contributivi e delle modalità di calcolo delle contribuzioni e

    delle prestazioni;

    Visto l'art. 3 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708,

    ratificato con …

    Commento di AutoOrgScala — 21 Giugno 2011 @ 14:09

  4. Teatro Valle, la "resistenza" continua.
    la marcia degli artisti non si ferma

    "Il palcoscenico sta diventando il luogo che da voce ai problemi di tutti. Basta con i tagli e via alle riforme", è il messaggio del collettivo che dal 14 giugno occupa il teatro. Non si arresta la solidarietà: lunedì 20, attori e musica con Isabella Ragonese, Isabella Ferrari, Ennio Fantastichini, Tommaso Cardarelli, Niccolò Fabi e Ivan D'Antonio
    di FRANCESCO FRUNZIO

     

     

     

    Settimo giorno di protesta dei lavoratori del mondo dello spettacolo al Teatro Valle di Roma. Stasera, a dare voce e "corpo" al malcontento saranno le due Isabelle: Ferrari e Ragonese, Ennio Fantastichini, Mario Schitzer e Tommaso Cardarelli. Si comincia alle 21. Agli attori si uniranno il cantante Niccolò Fabi e il cantautore abruzzese Ivan D'Antonio, che proporrà in anteprima alcuni brani dell'album Hawaii mentali, in uscita a settembre con la Cinik records. Tutti insieme: artisti, tecnici e operatori lottano contro i tagli indiscriminati alla cultura e cercano nuove soluzioni per una riforma dei contratti e dei canali di finanziamento del settore.

    Per martedì 21 hanno dato la loro adesione Marco Conidi con Edoardo Leo, Cinzia Leone, Luca Barbarossa, Eleonora Danko, Ninni Bruschetta e Claudio Fava. Sabato sera (18 giugno), al quinto giorno di rivolta del mondo dell'arte, erano già intervenuti: oltre 100 artisti e 4.200 partecipanti ed erano state raccolte 3mila firme per salvare lo storico palcoscenico romano.

    In questi anni di lavoro precario gli artisti sono i precari per eccellenza, i più colpiti, quelli più svantaggiati. "Ci vogliono più riconoscimenti e diritti contrattuali, non è possibile che un'artista non riesca a ottenere la maternità – ha affermato Benedetta, un membro del gruppo che dal 14 giugno occupa il Valle -. La distribuzione dei fondi a pioggia, senza verifiche e controlli, fa male all'intero sistema. Neanche i privati riescono più a intervenire e finanziare". Il Valle, che rischia la chiusura a seguito della soppressione dell'Ente Teatrale Italiano, a cui era affidata la gestione, "è  solo uno dei tanti teatri, musei e cinema a rischio chiusura. Anche il Museo d'arte contemporanea "Macro" rischia la stessa sorte", ha aggiunto Benedetta.

    "L'idea è di fare qualcosa di diverso per il teatro – assicura l'attrice Laura Pizzirani – riempirlo di nuovi contenuti, trovare nuove forme di comunicazione. Stiamo dentro per protestare contro un certo modo di fare le cose. E durerà ancora, fino a che non si creerà una discussione politica. Roma è la fabbrica della cultura, va difesa!". Gli artisti stanno soffrendo più che mai dell'intermittenza, ossia della stagionalità a cui è sottoposto il loro lavoro. "Per tanti non c'è uno stipendio di disoccupazione nel periodo in cui non lavorano", ha aggiunto la Pizzirani.

    Destinare all'arte i proventi ricavati dall'aumento del costo del carburante è un palliativo, non di certo una cura al male che ha colpito la cultura in Italia: il Paese che possiede il 60 per cento del patrimonio culturale mondiale (dati Unesco), di cui il 40 per cento si trova a Roma. "Il Teatro Valle ha bisogno anche di cura, stiamo organizzando laboratori e workstation, ma il luogo che stiamo occupando non è uno spazio dismesso, bensì, come ha detto Camilleri qualche sera fa, "un monumento nazionale".

    "Non ci sono garanzie per il futuro del Teatro – afferma Benedetta – Le garanzie non ci sono. Già in passato i tavoli decisionali non hanno portato a risultati concreti. Noi stiamo facendo un lavoro di gruppo, assembleare, per trovare un accordo su come vorremmo fare "noi".
     

    (20 giugno 2011)

    Commento di anonimo — 21 Giugno 2011 @ 14:23

  5. Questo progetto sulla srzcieuza e8 molto interessante, ci ha fatto capire come ci dobbiamo proteggere in caso di terremoti: a scuola, a casa e all’aperto. Grazie per questa opportunite0.Maria Pia VC

    Commento di Julita — 11 Luglio 2013 @ 16:58

  6. Dans un HLM de SaintNazaire, une famille de quatre enfants, trois filles et un garçon de 14, 17, 19 et 20 ans, a été découverte après un appel aux pompiers pour un malaise.Voilà pourquoi notre gorille est si différent ! [url=http://www.salemahome.com/links.htm]casquette new era pas cher[/url] Dans sa parole se rencontre à la fois du vitriol et de la glu: de la glu, pour appréhender, entortiller sa victime et se la rendre adhérente; du vitriol, pour en dissoudre les calculs les plus durs.Aubigny, D 13, D 79, N 723, Vo, D 29, D 129, D 101, LamotteBeuvron, D 35, ChaurnontsurTharonne, D 123, D 63, Vo, D 49 55,5 km, Romorantin (mus 53 km, 1 journ Route des ch : [url=http://www.aircannon.org/links.html]obey france[/url] Full métal casquetteDevant l’auberge, elle questionna une bourgeoise en capeline de veuve, et qui précisément cherchait une cuisinière.

    Commento di eryclatoltamy — 6 Giugno 2014 @ 14:20

  7. sport tvp stream

    COME L'ACQUA IL TEATRO VALLE E' UN BENE CHE DEVE RESTARE PUBBLICO « Il Sottoscala

    Trackback di sport tvp stream — 7 Dicembre 2019 @ 12:18

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