Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

16 Novembre 2011

Giovedì 17/11 sciopero generale

Filed under: Uncategorized — Lavoratoriscala @ 13:01

 3a GIORNATA DELLA COLLERA. Indetto da Cub, Cobas, Comitato Immigrati.
ll  modello di sviluppo fondato
sui valori e gli interessi del capitale sostenuto dai “sacerdoti” delle banche centrali e attuato dai governi richiede continui e crescenti costi per lavoratori, giovani e pensionati, (ultimi in ordine di tempo i licenziamenti facili, il taglio alle pensioni e alla scuola pubblica.)
Dobbiamo riprenderci il diritto di decidere e imporre con la lotta un modello di sviluppo ecosostenibile fondato sui beni comuni, la ridistribuzione del reddito, il diritto al lavoro, alla salute, allo studio e alla casa.
Per questi obbiettivi i lavoratori tutti non devono farsi più strumentalizzare da chi è corresponsabile dell’attuale situazione e utilizza la nostra rabbia per legittimare la propria rappresentanza nei confronti di governi e padroni.

Sosteniamo rivendicazioni immediate per evitare di  pagare i costi della loro crisi.
I lavoratori CUB del Teatro alla Scala aderiscono allo Sciopero e invitano anche a tutti i lavoratori del teatro a partecipare ed aderire.
Le principali rivendicazioni della Cub:

1.    Introduzione di una patrimoniale sui grandi patrimoni.
2.    Moratoria sugli interessi sul debito; vendita del tesoro della Banca d’Italia (100 m.di di euro).
3.    Lotta all’evasione fiscale, alla corruzione, al lavoro nero, agli infortuni (400 m.di di  € annui).
4.    Cancellare l’acquisto dei caccia bombardieri F 35 (16 miliardi) e eliminare le spese militari.
5.    Eliminare i ticket. Potenziare la sanità e la scuola pubblica, usando le risorse di quelle  private.
6.    Tagliare la spesa pubblica per le inutili grandi opere.
7.    Cancellare la norma capestro contenuta nella legge 122/2010 che ha privato 45.000 lavoratori  del diritto alla mobilità e alla pensione.
8.    Parità di diritti per i migranti; diritto all’asilo ai rifugiati; cittadinanza per i nati in Italia permesso di soggiorno per chi perde o ha un lavoro o denuncia il lavoro in nero.
9.    Attuazione di accordi bilaterali con tutti gli stati per l’unificazione dei contributi pensionistici.

Giovedì  17 novembre Sciopero Generale
Indetto da Cub, Cobas, Comitato Immigrati

Manifestazioni territoriali: Milano largo Cairoli ore 9,00

Giovedì  17 manifesteranno anche gli studenti nell’ambito della giornata europea per “respingere questo modello di sviluppo che affama noi e distrugge il pianeta”

Novembre 2011

Confederazione COBAS
CUB – CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE
Comitato Immigrati in Italia

 

Prendi il telegramma di indizione dello SCIOPERO GENERALE del 17 novembre 2011 .pdf

 

21 Comments »

  1. Salve. So che c'entra poco o niente, ma la notizia che Lorenzo Ornaghi sia il nuovo Ministro dei Beni Culturali meriterebbe qualche commento.
    Cito wikipedia.

    Lorenzo Ornaghi (Villasanta, 25 ottobre 1948) è un rettore italiano. Dal 16 novembre 2011 è ministro per i Beni e le Attività Culturali del governo Monti.

    Biografia [modifica]

    Ornaghi si è laureato in Scienze politiche nel 1972 all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e vi ha lavorato come ricercatore fino al 1987, quando è diventato professore associato presso l'Università di Teramo. Nel 1990 è ritornato alla Cattolica di Milano diventando titolare della cattedra di Scienza politica nella facoltà di Scienze politiche – già del suo "maestro" Gianfranco Miglio – e di Storia delle dottrine politiche. Dopo essere stato pro-rettore con incarico alle relazioni internazionali durante il rettorato di Sergio Zaninelli, nel 2002 è stato eletto rettore. Nel 2006 è stato rieletto per un secondo mandato quadriennale. Nel 2010 è di nuovo eletto per un terzo mandato.

    Autore di numerosi volumi e saggi pubblicati su riviste italiane e internazionali, negli ultimi anni, oltre che alle indagini sul sistema politico e sulle élite dell'Italia, si è dedicato allo studio dell'integrazione politico-istituzionale dell'Europa e al tema della Costituzione europea.

    Ornaghi riveste o ha rivestito anche diversi incarichi di prestigio in enti pubblici e privati:

    è direttore dell'ASERI (Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali).

    è direttore della rivista Vita e pensiero.

    è vicepresidente del quotidiano Avvenire.

    è vicepresidente della Fondazione Vittorino Colombo di Milano.

    è membro del Consiglio di amministrazione della Fondazione Policlinico IRCCS di Milano.

    dal 2001 al 2006 è stato presidente dell'Agenzia per le Onlus.

    il 16 novembre 2011 entra a far parte del governo Monti come Ministro per i Beni e le Attività Culturali.

    Nel 2006 ha ricevuto l'Ambrogino d'oro dal Comune di Milano.

    Bellissimo curriculum, persona di indubbio valore, ma… che diavolo c'entra con la tutela dei Beni Culturali? Non mi pare di intravedere qualche specifica competenza in alcun settore di questo vasto campo: e allora? Sarà il nuovo uomo di paglia dietro il quale Nastasa sarà libero di continuare a tirare i fili?

    Commento di anonimo — 16 Novembre 2011 @ 14:27

  2. Pardon, ovviamente "Nastasi"

    Commento di anonimo — 16 Novembre 2011 @ 14:27

  3. CUB: oggi sciopero generale e manifestazioni in 60 città
     
    MILANO, 17 novembre 2011.Oggi sciopero generale indetto da CUB, Cobas e Comitato Migranti e studenti, con cortei e manifestazioni in sessanta città, molto partecipato il corteo di Milano, totale blocco del trasporto pubblico a Roma, a Torino i manifestanti hanno simbolicamente consegnato all’associazione industriali un mazzo di crisantemi, con un dato complessivo di partecipanti di centinaia di migliaia.
     
    Il corteo milanesein due ore ha percorso un lungo itinerario nel centro cittadino, con lavoratori, migranti e studenti che hanno manifestato pacificamente da largo Cairoli fino in centro, e poi in corso Italia, via Molino delle Armi, via De Amicis, via Carducci fino all’arrivo in piazzale Cadorna, ribadendo le loro rivendicazioni con slogan e striscioni.
     
    Buona la partecipazione allo sciopero nei settori dell’industria, del commercio, dei servizi, della sanità, del pubblico impiego e nei trasporti, malgrado le metropolitane milanesi, per permettere la partecipazione e il deflusso al corteo, abbiano saltato il primo turno di sciopero dalle 8.45 alle 15.
     
    Un’imponente mobilitazione rispetto a una crisi di sistema, fondata sui valori e sugli interessi del capitale, delle banche e del mercato, e attuato dai governi, la cui risposta non può essere la ricetta offerta da chi la crisi l’ha causata, ma, al contrario, è necessario un progetto di medio/lungo periodo fondato su un nuovo modello di sviluppo ecosostenibile,fondato sui beni comuni, la ridistribuzione del reddito, il diritto al lavoro, alla salute, allo studio e alla casa.
    Per evitare che, come al solito, la crisi sia pagata da lavoratori, pensionati e giovani, le principali rivendicazioni della CUB sono l’introduzione di un’imposta patrimoniale sui grandi patrimoni, la moratoria sugli interessi sul debito e la vendita del tesoro della Banca d’Italia (100 miliardi di euro, circa), la lotta all’evasione fiscale, alla corruzione, al lavoro nero.
     
    Inoltre, si rivendica la cancellazione dell’acquisto dei caccia bombardieri F 35 (16 miliardi) e la drastica riduzione delle spese militari, l’eliminazione dei ticket, il potenziamento della sanità e della scuola pubbliche, utilizzando le risorse di quelle private, il taglio della spesa pubblica per le inutili grandi opere.
     
    Infine, la cancellazione della norma capestro contenuta nella legge 122/2010 che ha privato 45.000 lavoratori del diritto alla mobilità e alla pensione, la parità di diritti per i migranti, il diritto all’asilo ai rifugiati, la cittadinanza per i nati in Italia permesso di soggiorno per chi perde o ha un lavoro o denuncia il lavoro in nero, e l’attuazione di accordi bilaterali con tutti gli stati per l’unificazione dei contributi pensionistici.
     
    Alex Miozzi – Responsabile comunicazione Confederazione Unitaria di Base

    Commento di anonimo — 18 Novembre 2011 @ 08:27

  4. Commento di unlavoratore — 18 Novembre 2011 @ 08:40

  5. 22/11/11

    GIORNO MILANO

    SCALA, OK AL PAREGGIO DI BILANCIO

    Scala, ok al pareggio di bilancio Settimo anno di fila con i conti in regola. Il Comune mette un milione in più VERSO L'AUTONOMIA Ora il Piermarini si prepara al via libera del Ministero e a scrivere un nuovo statuto di NICOLA PALMA — MILANO — SCALA, pareggio di bilancio anche nel 2011. Allarme rientrato in via Filodrammatici: prosegue la gestione virtuosa targata Stéphane Lissner. Per il settimo anno consecutivo, infatti, il Piermarini riuscirà a evitare il rosso nei conti, condizione fondamentale per accedere ai benefici dell'autonomia. Ieri mattina la svolta, durante la riunione del Consiglio d'amministrazione della Fondazione: all'ordine del giorno, proprio il tema budget, sotto di circa sette milioni di euro per il mancato contributo extra del Comune (tre milioni promessi dall'ex primo cittadino Letizia Moratti ma mai appostati) e per i ritardi della Provincia nel versamento della quota da socio fondatore. Alla fine, però, il Cda è riuscito a trovare la quadra: da una parte, Palazzo Marino ha aggiunto un milione (come anticipato dal sindaco Giuliano Pisapia qualche settimana fa) ai 6,4 già appostati come stanziamento ordinario; dall'altra, via Vivaio ha confermato che verserà nel tempo i 2,9 milioni dovuti. Fondamentale il contributo dei nuovi soci privati: il colosso spagnolo Telefonica ha raddoppiato il versamento per il 2011 (da 1,3 a 2,6 milioni), mentre la Tod's di Diego Della Valle ha anticipato la sua annualità (1,3 milioni). Forte di questo risultato, Lissner si prepara a chiedere al Ministero dei Beni culturali l'ultimo via libera per l'autonomia gestionale. UN VIA LIBERA decisivo per il futuro della Scala, perché renderebbe il tempio della lirica una sorta di repubblica indipendente (insieme all'Accademia di Santa Cecilia di Roma), con almeno due vantaggi immediati per la dirigenza di via Filodrammatici: contributi statali (Fus) garantiti per tre anni e facoltà di negoziare il contratto direttamente con i lavoratori, senza passare dall'accordo nazionale. A proposito di autonomia, il board del Piermarini (assente il neoministro allo Sviluppo economico, Corrado Passera, in Cda come rappresentante di Fondazione Cariplo) ha iniziato a esaminare una prima bozza del nuovo statuto della Fondazione (il decreto sull'autonomia ne impone la revisione agli enti virtuosi). In ogni caso, prima della stesura definitiva, bisognerà sciogliere alcuni nodi, a cominciare dalla distribuzione dei posti in Consiglio d'amministrazione tra soci pubblici e privati. Sempre a proposito di conti, il teatro starebbe mettendo a punto un piano pluriennale di progressiva riduzione dei costi: alcune voci in bilancio, ad esempio quella legata al personale, sono lievitate negli ultimi anni. LE REAZIONI I sindacati: «Bene per i Lavoratori» «UN'OTTIMA notizia per il teatro e per i lavoratori della Scala». è il commento di Domenico Dentoni, segretario territoriale Uilcom, alla notizia del settimo anno in pareggio di bilancio. «Non è ancora ufficiale – premette Giancarlo Albori, numero uno Slc-Cgil – ma noi ci auguriamo che questo obiettivo venga raggiunto». Ora, conclude Albori, «bisogna risolvere la questione del contratto nazionale».

    PUBBLICO E PRIVATO I protagonisti Il sindaco Giuliano Pisapia (prima foto a destra) è riuscito ad aggiungere un milione ai 6,4 già versati dal Comune. La Tod's di Diego Della Valle (ultima foto) ci ha messo 1,3 milioni di euro Si conferma un ottimo manager il sovrintendente francese Stéphane Lissner ***

    Commento di anonimo — 22 Novembre 2011 @ 09:46

  6. 22/11/11

    REPUBBLICA MILANO

    LA SCALA SALVA IL BILANCIO 2011 CHIUSO IL BUCO DI 7 MILIONI

    La Scala salva il bilancio 2011 chiuso il buco di 7 milioni Il Comune recupera un milione extra mentre la Provincia fa retromarcia sui tagli annunciati
    PAOLA ZONCA
    ALLARME rosso rientrato alla Scala. Il deficit di 7,2 milioni di euro che era stato annunciato un paio di mesi fa, lasciando presagire grosse difficoltà se non addirittura qualche taglio allaproduzione, saràcolmato in modo da consentire il bilancio in pareggio anche nel 2011. Durante la riunione di ieri del consiglio di amministrazione (a cui non ha partecipato il neoministro Corrado Passera), è stato ufficializzato che il Comune darà un milione di euro in più rispetto al contributo ordinario di 6,9 milioni, che la Provincia verserà la quota pattuita e che anche i privati aumenteranno i loro contributi. Nell'ultima riunione del consiglio, la situazione pareva molto più buia: la Provincia non era certa di poter versare la sua quota di 2,9 milioni e mancavano all'appello anche i 3 milioni promessi, ma mai messi in bilancio, dalla giunta Moratti. Una situazione preoccupante, acui in extremis è stata messa una toppa. Allafine, infatti, Palazzo Marino ha trovato un milione e la Provincia ha chiarito che farà la sua parte. A questo si aggiunge l'impegno dei nuovi soci: Telefonica raddoppia il versamento per il 2011 arrivando a 2,6 milioni, e Tod's anticipa l'annualità per 1,3 milioni. Nella seduta del cda si è discusso anche del nuovo statuto della Scala, che verrà elaborato dal teatro in seguito all'ottenimento della sospirata autonomia chiesta al ministero dei Beni culturali. Una prima bozza è stata portata all'esame del cda, ma restano ancora molti punti da approfondire, a partire dalla rappresentanza del pubblico edeiprivati in consiglio.Ilpareggio di bilancio è la condiIL BUDGET La Scala riuscirà a chiudere in pareggio il bilancio 2011 PALAllO MARINO Dopo aver annunciato di non poter erogare i 3 milioni promessi dalla scorsa amministrazione, il Comune ha deciso di dare un milione PALAllO ISIMBARDI Verserà regolarmente la quota di 2,9 milioni come socio fondatore, dopo che il presidente Podestà aveva detto di non poter mantenere gli impegni PRIVATI Telefonica raddoppierà il versamento per il 2011 arrivando a 2,6 milioni di euro, Tos's anticiperà invece la quota annuale di 1,3 milioni zione essenziale perché la Scala possa aspirare ad avere regole ad hoc rispetto agli altri teatri lirici, ma alcuni consiglieri di amministrazione hanno posto il problema dei costi che sarebbero «in aumento progressivo». Questa è la ragione per cui si è si è deciso di lavorare a un piano strategico su base triennale per contenere le uscite, che per 1160% sono relative ai costi fissi (cioè quelli per il personale scaligero) personale. Marginalmente, nella seduta di ieri si è toccato anche il problema della biglietteria: è stato ribadito che presto sarà nuovamente indetta la gara per assegnare la gestione del servizio, attualmente svolto da Charta. ***

    Commento di anonimo — 22 Novembre 2011 @ 09:53

  7. E' un'ottima notizia, niente era dato per scontato come niente è dovuto a priori ma non tutti lo capiscono.
    Sembra quasi che qualcuno se ne dispiaccia così non può continuare a gufare e a lavorare contro il teatro.

    Commento di anonimo — 23 Novembre 2011 @ 05:17

  8. è evidente che , tanti , molti … non hanno idea dell' importanza mediatica , politica e di prestigio del Teatro alla Scala . chiedo : secondo voi , quale sindaco , presidente della provincia , presidente della regione , ministro della cultura e presidente del consiglio , si " macchierebbe " di essere responsabile … del bilancio negativo, anche solo per un anno , del teatro più famoso e prestigioso del mondo ? Non che quest' ultimi ci tengano particolarmente al " nostro " teatro ma , ci tengono moltissimo all' immaggine ed al ritorno politico mediatico che il teatro gli rende . I bilanci … saranno sempre in parità , con il grande dispiacere di certi personaggi che , non avendo argomenti e credibilità … non potranno dire che se non si fanno determinati accordi il Teatro sarà commissariato .

    Commento di anonimo — 23 Novembre 2011 @ 08:58

  9. quindi ci pagheranno l'ultima tranche dell'integrativo?…staremo a vedere.

    Commento di anonimo — 23 Novembre 2011 @ 09:41

  10. grazie giuliano

    Commento di anonimo — 23 Novembre 2011 @ 20:47

  11. Dato il pareggio di bilancio, i delegati ora dovrebbero richiedere SUBITO un incontro con Lissner dove ottenere un impegno scritto a pagare la 4 tranche dell'integrativo entro il 31 gennaio 2012.
    Questo perchè non si conosce nei dettagli il regolamento proposto dal neo ministro Passera, che potrebbe, per esempio, annullare l'ultimo integrativo.
    In ogni caso il nazionale è in alto mare, quindi possiamo scordarci l'aumento in busta da gennaio 2012 che ci toccherebbe, visto che i 4 anni sono passati e l'integrativo dovrebbe essere messo a regime…e non credo che il regolamento o legge speciale ci spalanchi le porte in questo senso.
    Quindi affrettiamoci per favore a farci pagare quello che ci spetta come 4 tranche, visto che dal punto di vista normativo abbiamo dato.
    Poi si vedrà per il futuro, ma ora dobbiamo esigere quanto ci spetta.
    Wilkinson.

    Commento di anonimo — 23 Novembre 2011 @ 21:11

  12. 23/11/11

    GIORNO MILANO

    PIÙ PRIVATI E MENO SOLDI PUBBLICI: LA SCALA CAMBIA VOLTO

    Più privati e meno soldi pubblici: la Scala cambia volto

    Sponsor, nuovi soci e ricavi da biglietteria. Ecco come il Piermarini fa fronte alla riduzione dei contributi statali
    VERSO LA PRIMA IL RISULTATO IL SETTIMO PAREGGIO DI BILANCIO DELL'ERA _ISSNER è STATO RAGGIUNTO ANCHE GRAZIE ALL'IMPEGNO EXTRA DI TELEFONICA E TOD'S LO SFORZO DEL COMUNE IL PRIMO CITTADINO GIUUANO PISAPIA E RIUSCITO A TROVARE UN MILIONE IN PIÙ DA VERSARE ALLA FONDAZIONE SCALA DUE COLOSSI IN TEATRO Negli ultimi mesi sono entrati nella Fondazione la spagnola Telefonica e l'italiana Tod's di NICOLA PALMA – MILANO – LE PERCENTUALI si sono capovolte. Basta fare un confronto tra le fonti di finanziamento della Scala nel 1998 e il budget previsionale del 2011 per fotografare il cambiamento degli equilibri all'interno della Fondazione: oggi il combinato disposto di contributi privati, sponsorizzazioni, biglietteria e abbonamenti vale il 53,9% dei 116,2 milioni di euro di entrate stimate all'inizio dell'anno; tredici anni fa, le risorse non pubbliche si fermavano al 38,1%. Insomma, il Piermarini ha dovuto fare di necessità virtù, ovviando alla progressiva riduzione dei fondi garantiti da Stato ed enti locali con l'incremento di ricavi propri e soci privati. Del resto, il settimo pareggio di bilancio della gestione virtuosa targata Stéphane Lissner, confermato al termine del Cda di due giorni fa, è stato raggiunto anche grazie a due privati come Telefonica e Tod's: il gigante spagnolo delle telecomunicazioni ha raddoppiato il suo contributo per il 2011 (da 1,3 a 2,6 milioni), mentre l'azienda della famiglia Della Valle ha anticipato l'annualità (1,3 milioni). Ovviamente, non va dimenticato lo sforzo del neopresidente della Fondazione, il sindaco Giuliano Pisapia, che è riuscito a recuperare uno dei tre milioni extra promessi dal suo predecessore Letizia Moratti (ma mai appostati). Discorso a parte per la Provincia. Lunedì scorso, il presidente Guido Podestà ha rassicurato il Cda sul versamento del contributo da parte di via Vivaio: 2,9 milioni che tardano ad arrivare nelle casse scaligere e che Palazzo Isimbardi si è impegnato a corrispondere nel tempo; evitato lo scontro frontale tra la Provincia e il teatro, i cui vertici avevano paventato il ricorso al- le vie legali in caso di inadempienza dell'accordo siglato ai tempi dell'amministrazione Penati. Resta il fatto che le croniche difficoltà della Provincia a reperire soldi per il Piermarini potrebbero spingere Podestà a ridurre drasticamente l'impegno economico, passando da socio fondatore a socio sostenitore. Metteteci anche il costante calo delle risorse garantite dal Fondo unico per lo spettacolo e capirete perché i piani alti di via Filodrammatici hanno da tempo scelto di battere altre strade. Nel 2011, le sponsorizzazioni porteranno introiti per 8 milioni, mentre il capitolo di bilancio «altri ricavi propri», che ingloba al suo interno diverse voci di entrata (ricavi da vendita e pubblicità su programmi di sala, noleggi e vendita materiale teatrale, contributi da organizzazione tournée), conterà per 7,4 milioni. Rispetto al budget del 1998, sono più che raddoppiati gli incassi da biglietteria e abbonamenti: si passa da 12,7 a 28,8 milioni di euro. Sostanzialmente invariati, invece, i contributi pubblici dei fondatori di diritto (Stato, Comune e Regione): ammontavano a 47,727 milioni (56,9%) tredici anni fa, oggi sono persino calati a 47,617. Un gap, quello tra privato e pubblico, destinato a crescere ulteriormente nei prossimi anni, specie dopo il riconoscimento dell'autonomia gestionale: nel decreto attuativo della legge 100, che fissa presupposti e requisiti da rispettare per accedere alla forma organizzativa speciale, si fa riferimento ai soci privati, chiamati a partecipare al nuovo organo di indirizzo (vecchio Cda) «in proporzione agli apporti finanziari alla gestione o al patrimonio della fondazione». Sempre a proposito di autonomia degli enti lirici, è destinato a far discutere l'articolo 5 del decreto su Roma Capitale, varato dal governo Monti, che conferisce al Teatro dell'Opera l'indipendenza gestionale, finanziaria e patrimoniale. Al Piermarini qualcuno commenta: «Noi dobbiamo rispettare le regole, a loro viene riconosciuto lo status senza la procedura standard». POLEMICHE IN VISTA IL DECRETO SU ROMA CAPITALE RICONOSCE AL TEATRO DELL'OPERA L'AUTONOMIA GESTIONALE, FINANZIARIA E PATRIMONIALE *** – – 1111ft Budget 1998: 83,8 milioni di euro 22,3%—Sponsor e ricavi propri 16,8% — Contributi privati -60,9% Contributi pubblici 38,1% Sponsor e ricavi propri 15,8% Contributi privati Contributi pubblici *** PERCENTUALI CAPOVOLTE NEL CONFRONTO TRA I BUDGET 1998 E 2011 SI NOTA UN NETTO CALO DELL'INCIDENZA DEI FONDI PUBBLICI SULLE ENTRATE TOTALI.

    Commento di anonimo — 24 Novembre 2011 @ 10:44

  13. 24/11/11

    GIORNO MILANO

    AUTONOMIA ALL'OPERA DI ROMA LA UIL: "PIERMARINI PRESO IN GIRO" MA SI SPACCA IL FRONTE SINDACALE

    IL CASO STATUS RICONOSCIUTO DAL GOVERNO

    Autonomia all'Opera di Roma La Uil: «Piermarini preso in giro» Ma si spacca il fronte sindacale -MI – «LE FUNZIONI DI COMPETENZA del Ministero per i beni e le attività culturali relative al Teatro dell'Opera di Roma, dotato di autonomia gestionak, finanziaria e patrimoniale, sono conferite a Roma Capitale». E il testo dell'articolo 5 del decreto varato tre giorni fa dal nuovo governo Monti, che di fatto riconosce all'ente lirico capitolino quello che il Piermarini attende da anni: la forma organizzativa speciale. Ed è subito polemica. La Uilcom va all'attacco: «Ci pare una grande presa in giro – il commento del segretario territoriale Domenico Dentoni – per i lavoratori della Scala, del loro merito artistico e impegno produttivo per la città di Milano». In pratica, secondo il sindacato, l'Opera di Roma è stata favorita nella corsa all'autonomia gestionale, visto che il lasciapassare del Consiglio dei ministri prescinde «dai parametri economici richiesti agli altri». Uno su tutti: quattro bilanci in pareggio consecutivi negli ultimi cinque anni per le Fondazioni che hanno intenzione di inoltrare al Mibac la domanda per l'autonomia. Peccato che l'Opera di Roma non rientri affatto nella ristretta cerchia di enti virtuosi: basti dire che nel 2008 il disavanzo da undici milioni di euro costrinse l'allora ministro Sandro Bondi a commissariare il teatro per tre mesi, affidando l'incarico a Gianni Alemanno (foto in basso), sindaco nonché presidente della Fondazione. Solo nel 2010, dopo un altro anno in rosso (6,976 milioni di euro nel 2009), la gestione targata Catello De Martino, con una riduzione dei costi pari a sette milioni, è riuscita a risanare il buco, chiudendo addirittura con un utile di 23.377 euro. «Chiediamo alle istituzioni milanesi – continua Dentoni – e a tutti quelli che sinceramente riconoscono giusto quest'obiettivo, di pronunciarsi e adoperarsi con chiarezza prima che il decreto diventi legge defmitiva». Critica anche la Cisl: «Non è che siamo contro l'autonomia di Roma – chiarisce il segretario milanese di categoria, Silvio Belleni – vogliamo capire cosa si farà per la Scala». Nessun commento dai piani alti di via Filodrammatici. La dirigenza del Piermarini va avanti per la sua strada, forte dei sette pareggi di bilancio inanellati dal sovrintendente francese Stéphane Lissner: nei prossimi giorni, il manager invierà a Roma la documentazione necessaria per ottenere il via libera all'autonomia; inoltre, nell'ultima riunione del Consiglio d'amministrazione, è stata esaminata una prima bozza del nuovo statuto. In teatro, invece, il fronte sindacale si spacca. Se Uilcom, come detto, punta forte sull'autonomia, Cgil e Fials sono tutt'altro che favorevoli («Prima il contratto nazionale») a fare del Piermarini una repubblica indipendente nel panorama lirico-sinfonico italiano. «Apprendiamo – continua ancora il comunicato della Uilcom – che nei giorni scorsi hanno presentato ricorso presso il Tar contro questo regolamento voler cassare l'opportunità perla S la di avere uno strumento per aver conosciuto la propria specificità ci sembra singolare». Secca la replica della Cgil, che ricorda che nell'audizione in Parlamento dello scorso marzo tutte le segreterie (comprese Uil e Cisl nazionali) avevano condiviso il provvedimento. Sul decreto Roma Capitale, il segretario territoriale Slc-Cgil, Giancarlo Albori, precisa: «Il problema del debito dell'Opera resta». Nicola Palma *** ***

    Commento di anonimo — 24 Novembre 2011 @ 10:58

  14.  Opera autonoma

    Alla vigilia del Macbeth con Muti inserita nel decreto Roma Capitale

    Alla vigilia del Macbeth diretto da Riccardo Muti che domaenica apre la stagione, l'Opera di Roma coglie un traguardo inatteso: è la seconda delle 14 Fondazioni lirico-sinfoniche, dopo la Scala, ad aver raggiunto l'autonomia prevista dalla legge. Autonomia che viene concessa dopo tre anni di pareggio di bilancio; l'Opera è arrivata a due pareggi consecutivi, ma c'è stata l'idea di inserire il Costanzi, come teatro di rappresentanza, nel decreto di Roma Capitale approvato lunedì nel primo Consiglio dei ministri del governo Monti. Fatto che ha già innescato mal di pancia alla realtà storicamente «virtuosa» di Roma, che da tempo ambiva a sganciarsi dai vincoli dell'intero carrozzone: l'Accademia di Santa Cecilia. In particolare il presidente dell'Accademia Bruno Cagli rivendica il primato consolidato di Santa Cecilia sul piano artistico e della corretta gestione finanziaria. E si vede «scavalcato» da questa decisione. Domenica dunque l'Opera volta pagina, e certi eccessi trionfalistici del teatro fanno sorridere (la credibilità internazionale è tutta da costruire) ma forse vanno capiti: dopo trent'anni di legnate e umiliazioni, uno dei primi direttori al mondo ha deciso di salire sul podio lirico unicamente a Roma, chiudendo le porte al Festival di Salisburgo (dove però continuerà a dirigere concerti). Al teatro ancora si stropicciano gli occhi. Il quinto titolo che Muti dirige a Roma è il primo da direttore a vita, carica onorifica svincolata da oneri burocratico-amministrativi che egli ha accettato «con entusiasmo». Si continuerà a occupare dei concorsi, fondamentali per la qualità dell'Orchestra: dirà la sua sulle scelte artistiche; dirigerà nell'anno di Verdi del 2013 il Simon Boccanegra (un debutto assoluto per lui) oltre a due riprese verdiane; porterà l'Opera romana nel 2014 in tournée in Giappone. Insomma Muti a Roma farà la sua parte, «c'è» e dice: «Portando l'Opera dentro Roma Capitale finalmente si respira». Dovrà «esserci» anche il management del teatro, perseguendo nei dati positivi e nella lotta contro gli sprechi (la stagione ora costa 3o per cento in meno e incassa il 3o per cento in più). Autonomia significa certezza dei fondi pubblici ma anche libertà di programmazione, maggiori rischi e meno tutela; l'autonomia (lo ricordano i sindacati più responsabili) ti porta in cielo o nel baratro, significa entrare nella maggiore età, non c'è più il paracadute di Mamma Italia. Valerio Cappelli

    25/11/11

    CORRIERE DELLA SERA ROMA

    Commento di unlavoratore — 26 Novembre 2011 @ 00:59

  15. Qualche Sindacalista di professione scalpita irrequeto all'idea che con un infantile pretesto possa ritrovare  tessere perdute per strada seminando, a mezzo stampa,  zizzania tra i lavoratori
    Che tristezza……………

    Commento di anonimo — 26 Novembre 2011 @ 17:13

  16. #15 parla chiaro, per favore, fa' in modo che anche noi comuni mortali possiamo capire altrimenti sembrano messaggi mafiosi.

    Commento di anonimo — 26 Novembre 2011 @ 19:12

  17. mi riferisco all'articolo del giorno riportato al n #13, dove il giornalista che si firma titlola……"SI SPACCA IL FRONTE SINDACALE".
     

    Commento di anonimo — 26 Novembre 2011 @ 20:07

  18. Basta con lo strapotere delle "Famiglie" !!

    Commento di anonimo — 27 Novembre 2011 @ 07:11

  19. Tuo fratello viene in trasferta se fai fare più prestazioni a mio figlio.
    Questa è la Scala del terzo millennio.

    Commento di anonimo — 27 Novembre 2011 @ 07:14

  20. E il fratello andò in trasferta e il figlio fece più prestazioni.
    Questo è lo schifo della scala del terzo millennio

    Commento di anonimo — 27 Novembre 2011 @ 07:15

  21. ..tranquilli che quando non servirà piu' la CGIL farà sciopero contro tutto questo….

    Commento di anonimo — 28 Novembre 2011 @ 16:49

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