Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

3 Febbraio 2012

Giù le mani dal cigno bianco

Filed under: General — Lavoratoriscala @ 21:25
  • “Ognuno ha diritto di esprimere e diffondere liberamente le sue opinioni con parole, scritti e immagini, e di informa
  • Alla  Scala la libertà di espressione tutelata dalla costituzione Italiana non esiste più .Mary Garritano prima ballerina e autrice del libro che parla dei problemi della danza è  stata brutalmente licenziata. Sarà un boomerang che si ritorcerà contro la Direzione che governa questo teatro.
  • rsi senza impedimento da fonti accessibili a tutti. Sono garantite la libertà di stampa e d’informazione mediante la radio e il cinematografo. Non si può stabilire alcuna censura.”
  • Solidarietà massima a Mary con tutto il nostro affetto.

COMUNICATO  DELLA CUB INFORMAZIONE

                                                                      logo CUB

La ballerina Mariafrancesca Garritano è stata licenziata dalla Direzione del Teatro Alla Scala che ha assunto una decisione d’inaudita gravità motivandola “per giusta causa”.Mariafrancesca Garritano ha scritto un libro sulla sua vita di ballerina e sul mondo del ballo nel quale ha anche evidenziato i rischi di fenomeni connessi alla professione quali l’anoressia con le sue conseguenze tipo l’interruzione del ciclo mestruale e l’impossibilità di concepire figli. Successivamente ha rilasciato interviste alla stampa nazionale ed internazionale e dichiarazioni sullo stesso tema, precisando che questi erano problemi riguardanti “tutti i corpi di ballo e l’intero mondo della danza” ed era quindi importante venissero fatti emergere.Noi pensiamo sia stata coraggiosa e che abbia fatto bene! L’esprimere il pensiero è un diritto ed è stato una grande dimostrazione etica.Riteniamo fosse ora che venisse sollevato il velo di omertà ed ipocrisia che circonda un mondo, come quello del ballo (oltre a quello della moda).Per la Direzione della Scala si è consumato il reato di “lesa maestà” ed a farle da “sponda” ci hanno poi pensato due RSA del Corpo di Ballo che, con un incredibile lettera, hanno praticamente chiesto a Stéphan Lissner, al Direttore Generale Maria di Freda ed al Direttore del Corpo di Ballo, Maestro Machar Vaziev di fare “giustizia”.La Direzione Generale non ha perso tempo ed è scattato il licenziamento.La Cub Informazione della Scala e di Milano esprimono la loro totale solidarietà alla ballerina Mariafrancesca Garritano e s’impegnano, con tutti gli strumenti a disposizione, a sostenerme la lotta fino al suo ritorno sul palcoscenico del Teatro alla Scala.Questa grave vicenda è solo l’ultima di una serie infinita d’ingiustizie, vessazioni, violazioni dei diritti contrattuali, della dignità personale di donne e uomini che lavorano al Piermarini, all’Ansaldo, a Pero, per non parlare dei morti e dei malati causati dall’amianto.

Sono anni che chiediamo democrazia, diritti sindacali e trasparenza alla Scala.Sono mesi che cerchiamo un contatto diretto con il nuovo Direttore del Personale trovando sinora un “muro di gomma.Il gioco alla Scala della scarsa trasparenza e delle clientele che coprono qualsiasi inadempienza è finito. Si è accesa la scritta “Game Over” e questo deve essere chiaro al Presidente della Fondazione, Sindaco di Milano, Avvocato Giuliano Pisapia, al Sovraintendente Stéphan Lissner, al Direttore Generale Maria di Freda che in vent’anni ha costruito un sistema di potere e controllo tentacolare, al Direttore del Corpo di Ballo Makhar Vaziev che, con il suo silenzio, sta coprendo l’operazione licenziamento di Mariafrancesca Garritano.

Il licenziamento deve essere ritirato immediatamente!

Il Teatro alla Scala è un bene pubblico, che non permetteremo d’infangare una delle poche istituzioni culturali prestigiose e conosciute nel mondo.Per quanto ci riguarda, agiremo a livello sia sindacale, che legale e sociale per tutelare il Teatro e le lavoratrici ed i lavoratori che ne sono la ricchezza.Affermare questo obbiettivo significa che il Sovraintendente, il Direttore Generale ed il Direttore del Personale devono essere richiamati alle loro responsabilità e pagare per il loro errori.

La Segreteria Generale della Cub Informazione

Milano, 06/02/2012

12 Comments »

  1. Archivio | di Eleonora Bianchini | 3 febbraio 2012

    Commenti (40)
    69

    “Lavorare alla Scala porta all’anoressia”
    E il teatro licenzia la ballerina Garritano

    Tutto parte da un intervista rilasciata all’Observer nella quale la ballerina aveva denunciato i disturbi alimentari delle colleghe ballerine della Scala. Proprio per questo il teatro “si è visto costretto a risolvere il contratto”
    Mariafrancesca Garritano aveva denunciato i disturbi alimentari delle colleghe ballerine della Scala lo scorso dicembre al quotidiano inglese Observer, a cui aveva spiegato che “una su cinque ne soffre”. E tutti i suoi sacrifici erano stati raccontati anche nel suo libro “La verità, vi prego, sulla danza” firmato con lo pseudonimo di “marygarrett”. Ma sono state le dichiarazioni pubbliche che ha rilasciato alla stampa internazionale e alle tv a convincere il Teatro milanese a licenziarla per “per giusta causa”.

    La Scala ha comunicato che “si è vista costretto a risolvere il rapporto di lavoro” in seguito alle interviste “nelle quali si è concretizzata una lesione dell’immagine del Teatro e della sua Scuola di Ballo, nonché la violazione dei doveri fondamentali che legano un dipendente al suo datore di lavoro, facendo venir meno il necessario rapporto fiduciario che è alla base di tale legame”. Nell’articolo incriminato dell’Observer, la ballerina denunciava l’ossessione dell’ambiente di lavoro per la perfezione fisica, tra operazioni di riduzioni del seno, anoressia, bulimia e depressione. L’adrenalina, poi, sostituiva i pasti dove, al massimo, sul tavolo c’erano uno yogurt e una mela. Regimi alimentari che portavano al ricovero in ospedale e che potevano essere causa di infertilità, imposti da maestre di ballo ‘frustrate’ che costringevano a restrizioni insostenibili. Un sistema descritto da una insider approdata alla scuola di ballo del Teatro a 16 anni e rimasta fino a 33. Anni, però, in cui ha dovuto rimanere in silenzio.

    Intanto le ragazze del corpo di ballo tacciono sul licenziamento della Garritano perché “hanno paura a parlare e temono di perdere il posto di lavoro”, ma non sono d’accordo con gli attacchi della Garritano. O almeno questo è quanto spiega un lavoratore del teatro: “All’uscita dell’articolo sull’Observer, le colleghe erano molto infastidite, perché tutto si può dire meno che qui ci sia istigazione all’anoressia”. Solo nell’ultimo anno e mezzo, inoltre, “nove ballerine sono diventate mamme”. Eppure permangono i lati oscuri.

    “I problemi alimentari ce li hanno tutte le ballerine, me compresa – spiega Liliana Cosi, ex prima ballerina della Scala di Milano e protagonista dello “Schiaccianoci” con Nureyev nel 1970 al Boshoi -. Mi sono sempre sentita in difetto ogni volta che mangiavo un grissino, e questa è la fissa di tutte. E’ normale e fa parte del lavoro”. La ex étoile ricorda le pressioni psicologiche del mestiere: “Se sei ballerina classica, i partner ti vogliono sempre più magra, o comunque pesi troppo. E poi ci sono anche casi di coercizioni gravi, ma non so se sia quello che ha subito la Garritano”. Cioè? “I parametri. Al Bolshoi – prosegue Cosi – chiedono che una ballerina di un metro e 60 pesi 37 chili, mentre ai miei tempi era 47”. Non solo: “Per entrare all’Opera di Parigi, ad esempio, bisogna presentare l’albero genealogico per verificare se in famiglia ci sono stati casi di obesità”. Un’ossessione per la magrezza che oltre a mettere a repentaglio la salute non aiuta la parte artistica ed estetica. “Non la condivido, e forse oggi anche alla Scala è così – conclude-, anche se la denuncia della Garritano solleva solo il dibattito pubblico sulla questione, ma non cambia il sistema. Ti vogliono anoressica? Vai via. Non esiste solo la Scala”.

    A continuazione riportiamo alcuni commenti dal fatto quotidiano.

    domisolsido 1 ora fa
    Chiedo al Fatto Quotidiano di continuare a scrivere di questa triste vicenda. Non dimentichiamoci di una artista intelligente e coraggiosa, che ha avuto il fegato di dire la verità e per questo ha perso il lavoro. In una nazione civile questo non si può accettare. Sosteniamo la Garritano, nei fatti…e nel Fatto. Viva gli onesti.
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    macacomc 1 ora fa
    Licenziare chi denuncia continua ad essere il modo più comodo per risolvere i problemi. Non sarebbe più onesto approfondire il problema? Ma questo significherebbe che il sistema è democratico e trasparente; quindi, che dire, meglio nascondere la polvere sotto al tappeto e non infastidire i più potenti che gestiscono le nomine. Un appello: licenziate i dirigenti della Scala!
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    Eros 5 ore fa
    Povera Garritano. Sarebbe barato dire “Mi è dispiaciuto se con quella frase ho colpito la sensibilità di qualcuno ma per fortuna la comunicazione continua e se si dicono frasi sbagliate è possibile chiarire”.

    Sta qui la differenza tra chi ha la possibilità di “chiarire” dicendo una grande nefandezza (“il posto fisso è monotono”) rimanendo saldo al suo posto e chi invece viene cacciato dicendo una santa verità senza diritto di replica.
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    carlozen 16 ore fa
    Sto dimagrendo mese dopo mese a causa dell’aumento dei prezzi degli alimentari,
    così ho buone speranze di essere assunto nel corpo di ballo della Scala.
    a GB10 e altri 18 piace questo commento

    matteiotone 5 ore fa in risposta a carlozen
    Guarda che devi essere 1.60 di altezza altrimenti la “tua dieta” è vana
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    flora 63 17 ore fa
    Se nel racconto della Garritano vi è del vero non si deve aver paura a denunciarlo; sino ad oggi l’anoressia e vari disturbi alimentari erano palesi nel campo delle indossatrici e, soprattutto da qualche anno a questa parte, si è iniziato a parlarne perchè il problema si stava allargando al mondo delle giovanissime che, per spirito di emulazione spesso mettono a rischio la loro vita. Se alla Scala esiste veramente questo codice nascosto si deve avere il coraggio di denunciarlo proprio perchè alla danza classica ci si avvicina da giovanissime.
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    uncittadino 16 ore fa
    Licenziamento per giusta causa. In pratica quando rompi i c. e dici la verità!
    Un mondo in stile medievale, dove i maestri-aguzzini infliggono agli allievi le stesse torture da loro subite mortificando le carni e le menti: il prezzo da pagare per due ore di notorietà!
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    carlozen 15 ore fa in risposta a uncittadino
    Sempre di fame si tratta: secondo la Scala la ballerina ha diffamato, mentre per la ballerina
    la Scala ha affamato.
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    pippo 15 ore fa in risposta a uncittadino
    Ma l’articolo 18 non è applicato?
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    utu01 16 ore fa
    L’ambiente della Scala è letteralmente M…., non è solo un problema di ballerine anoressiche, ma anche di musicisti discutibili, soprintendenti discutibili, assunzioni discutibili, spese discutibili. L’aggettivo “discutibile” è usato ovviamente come eufemismo, per non dire “marcio”. Queste contraddizioni di fondo il grande pubblico non le può capire perchè da una parte sono bravi questi protagonisti a nascondere scheletri negli armadi (siamo in Teatro e se non si raccontano storie lì, non vedo altro luogo migliore), dall’altra la qualità di ascolto e giudizio del pubblico stesso è scesa ad una “scala” infima, per cui gli si può davvero dar M…. come…
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    non solo la Scala… insegnanti dell’AND che “consigliano” bambine piccole e magrissime di dimagrire, di non mangiare se non mele e yogurt… (non parlo per sentito dire)
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    mimancapertini 10 ore fa
    L’ambiente della Scala è sempre stato eccellente.
    Il resto sono balle.
    Musicisti discutibili? Ma chi si crede d’essere? Forse un musicista fallito invidioso…..
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    orogaru1 5 ore fa in risposta a mimancapertini
    Non bisogna considerare solo la parte che si vede, purtroppo questo teatro, così famoso, tratta 300-350 lavoratori come schiavi, 900-1000euro al mese quando và bene.
    Esiste una sentenza del 2010 (avv. Chiusolo), dove almeno 250 di loro son stati dichiarati a tempo indeterminato dopo anni e anni di rinnovi di quei contratti schifosi che han rovinato il mondo del lavoro, e i signori che portano sempre la scala in passivo (ovviamente i loro emolumenti non mancano mai di aumentare), la ignorano bellamente con la complicità di istituzioni e sindacati.
    A questi dipendenti, che non si vedon dalla sala, ma che…
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    laureatosfigato 4 ore fa in risposta a orogaru1
    Non so se quello che dice Lei è vero ma vi sono molte analogie con altre situazioni lavorative del settore; ciò che Lei sostiene non sarebbe una prassi solo della Scala. E pone in essere un problema fondamentale: noi spesso ci lamentiamo di chi non rispetta le regole ma dovremmo anche chiederci perché chi deve controllare non lo fa! E soprattutto perché non si rispettano le sentenze e perché il dirigente che sbaglia non viene sanzionato o licenziato come viene fatto con un lavoratore normale? Temo che la risposta “soffi nel vento” ma nessuno la vuole ascoltare…
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    Groppone 1 ora fa
    Se invece di persone fossero state Beagle avremo visto la Brambilla fare sit in fuori dal teatro.
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    Il_BannatoArtur0 1 ora fa
    Dire il vero comporta essere attaccati, siamo nella società della menzogna.

    La danza è prima di tutto la linea, senza linea una danzatrice è out in partenza.

    E’ banale che stare alla scala quanto fare danza porti all’anoressia chi non è nato con un corpo esile e sinuoso, magrissimo di natura.

    Sono corpi rari.

    Forse (è un forse politically correctly perchè è una certezza) bisognerebbe spiegarlo a tute le danzatrici prima che intraprendano la carriera in tal senso, se non sei un fisico rarissimo in modo naturale dovrai percorrere anche il sentiero dell’anoressia.

    O ancora…
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    INES 4 ore fa
    La prova lampante che le cose dette dalla Garritano hanno fondamento è il suo licenziamento da parte dei vertici del teatro. Se il problema fosse stato circoscritto a una singola maestra fanatica o a qualche allieva, la cosa non avrebbe infastidito in questo modo. La verità è che l’anoressia delle danzatrici è vista come un male necessario e perciò difesa da allievi, allieve, maestri/e e vertici aziendali. Non dico questo perché io ne sia direttamente a conoscenza, ma solo come conseguenza logica della reazione isterica (licenziamento per “giusta causa”).
    In un luogo di lavoro sano in cui si fosse verificata…
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    Chiara Chierchiè 2 ore fa
    Si sa che si è più sensibili ai fatti che ci riguardano da vicino. Io ho sofferto di disturbi alimentari, non per la danza, ma so di cosa si sta parlando. Mi batto per cercare di diffondere informazioni su come combattere queste patologie. Molte, moltissime donne (e non solo) si nascondono dietro la vergogna del loro dolore, e leggere che una dei pochi personaggi pubblici che ha avuto il coraggio di non starsene zitta viene addirittura licenziata mi sconvolge, non credevo che l’omertà potesse arrivare fino a questo punto.
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    Maria Colucci 2 ore fa
    Sarebbe ora di fare un controllo serio o….la Scala non si tocca?
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    Paspeco 2 ore fa
    I metodi mafiosi sono entrati persino nell’amministrazione della Scala.Siamo al punto di non ritorno la putrefazione della società è un fatto acclarato. La razza padrona sta alzando la cresta,questi sono atteggiamenti e messaggi per intimidire la classe subalterna. In questo modo mafioso di amministrare la meritocrazia è mortificata, il nepotismo si affermerà come Istituzione, guai a chi ha il coraggio di protestare si può trovare licenziato: mai fu cosi opportuno mantenere l’art. 18. Egregio sig. Monti le sue esternazioni sul lavoro sono patetiche, le prediche le faccia ai suoi figli, siamo sicuri che anche se fossero idioti li troveremo in posti…
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    marpillo 14 ore fa
    E meno male che il balletto classico forgia degli atleti…. non è che forgia solo dei malati fisici e psichici?
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    utu01 14 ore fa in risposta a marpillo
    il confine tra sacrificio per l’arte e patologia è molto sottile.
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    Volpe 3 ore fa
    magistrati intervenite.
    Io credo a questa ballerina!
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    Taty 13 ore fa
    Il mondo della danza classica come quello della moda, nascondono la testa sotto la sabbia, per non vedere un gravissimo problema qual’è quello dell’anoressia. Problema che prima viene minimizzato, poi ricusato ed in fine nascosto. Peccato che i danni che questi “simboli” di bellezza fanno alle giovani ragazze (ma anche ai loro coetanei maschi) è enorme, una così detta società civile dovrebbe fare muro contro queste vere e proprie torture psicologiche e non fingere che non esistano, ma si sa, forse la nostra società tanto “civile” non lo è mai stata!
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    Alessandra da Ravenna 4 ore fa
    si sa
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    PONGO 4 ore fa
    Sacrificare la salute per l’arte è da dementi:Nureyev era un bellissimo uomo ed un eccellente danzatore.Perchè non dovrebbe essere così anche per le donne? 37kg per 160cm è un’assurdità!!!!!!!
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    BARBARA ZAMBRELLI 15 ore fa
    Ho letto il libro di Mary Garrett, e la frase “Lavorare alla Scala porta all’anoressia” non mi sembra compaia in quelle pagine. Perché voi de il Fatto -che stimo – fate questa sintesi fuorviante?
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    anna k. 12 ore fa in risposta a BARBARA ZAMBRELLI
    veramente pare l’abbia affermato la scala nelle motivazioni del mancato rinnovo del contratto…
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    antiitaliano 5 ore fa
    Solidarietà alla ballerina: ha detto la verità. I ballerini di classica odiano sadicamente il loro corpo per raggiungere una perfezione assoluta (che di per sé è una follia in termini) e sono tutti dei malati mentali, purtroppo
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    mdxbo 16 ore fa
    La danza come tutte le arti e’ un piacere. Come spettatore non mi diverte guardare della gente affamata e che e’ trattata come gli operai cinesi per farmi lo spettacolo. Che senso ha?
    Alla Scala mi sa che sono dei perdenti forti coi deboli e deboli con i forti. Peccato.
    Hobbes 15 ore fa
    Non conosco l’ambiente della Scala e non saprei dire. Mi pare però che ogni attività che spinga all’estremo le possibilità del corpo umano necessariamente lo modifichi, e anzi richieda già in partenza una certa struttura corporea. Un saltatore in alto di un metro e sessanta o un lanciatore del martello di 50 chili sono sconfitti in partenza; e così una ballerina bene in carne.
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    macduff 15 ore fa
    mah…non so se quello è il sistema SE ce ne sono , ( come dice Liliana Cosi ) allora il problema c’è . ma c’è comunque : nel senso che il ballerino deve essere leggero . ma accostare questo all anoressia come pratica comune o addirittura “spinte” verso la malattia , è grave . e la reazione della Scala non poteva essere altrimenti . ( che c’entra poi l art. 18 qui boh ) a parte il fatto che questi carrozzoni come la Scala , gli enti lirici in genere , i conservatori , sono tutte accademie militari . e…
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    mimancapertini 10 ore fa in risposta a macduff
    per favore eviti gratuiti luoghi comuni inventati e non dimostrati.
    Il suo intervento offende, senza diritto.
    conosco alcuni ambienti che lei cita uno affianco all’altro, ebbene non sono tutti uguali, il merito l’ho visto sempre trionfare, d’altronde quando ci si esibisce di fronte oltre 2 mila persone non si può bluffare.
    Se lei è a conoscenza di soldi in nero o mazzette denunci senza timore altrimenti taccia.
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    Janah 15 ore fa
    Ho studiato per 16 lunghi anni danza: non sono riuscita ad andare alla Scala, ma in ogni luogo, anche piccolo, parlare dei rischi che si corrono per studiarla, è sempre stato un tabù, xchè si rovina ancora il “prestigio” della danza… qui in Italia in tanti prestigiosi luoghi, nei templi della danza, anzichè investire sull’apporto medico-psicologico dei promettenti artisti, si fa economia. Economia anche in questo ormai misero settore… chi ce la fa va avanti! Chi si ferma è preduto. Ma poi, alla fine, in Italia, che cosa sta andando avanti in modo giusto da 20 anni? Io ho smesso…
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    Minosse 16 ore fa
    Fatevi dire cosa fanno al teatro lirico di Trieste…questo della Scala è niente!
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    mdxbo 16 ore fa
    Eh no cara Liliana, mi dispiace, se alla Scala ti vogliono anoressica il sistema si cambia eccome. Non si mandano via le ballerine che non vogliono sottomettersi, ma quelli che creano e difendono il sistema: forse tu sei tra questi ultimi?
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    mariel_3 16 ore fa
    che nella danza classica i disturbi sell’alimentazione siano di casa è noto urbi et orbi da anni
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    dariane 16 ore fa
    costretto a risolvere il rapporto di lavoro…. e l’art.18?
    metodi che ricordano qualcosa: se parli sei contro.
    non ha perso bella gente.
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    margrant 16 ore fa
    Non mi e’ piaciuta la soluzione al problema data dalla Scala: mettere la testa sotto il vaso,negare un problema (che comunque sembra esista) non mi sembra intelligente.Si fa solo la figura del padrone delle ferriere,non certo di una istituzione aperta al dialogo e ai problemi dei suoi dipendenti.
    Peccato, sarebbe stata una buona occasione per mettersi all’avanguardia affrontando apertamente la questione…ma si sa, anche la Scala sta in Italia….
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    mariel_3 16 ore fa in risposta a margrant
    pochi paesi sono fondati sull’ipocrisia come il nostro

    Commento di Anonimo — 4 Febbraio 2012 @ 14:34

  2. Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dell’onorevole Domenico Naccari in merito alla vicenda della ballerina della Scala Mariafrancesca Garritano, cosentina d’origine, licenziata per aver dichiarato che una ballerina su 5 soffre di anoressia, durante un’intervista rilasciata al “The observer” noto periodico domenicale britannico

    “Più che una “lesione dell’immagine” del teatro alla Scala di Milano, dalle confessioni della giovane ballerina calabrese Mariafrancesca Garritano emerge una forte lesione della dignità delle donne”. Lo afferma il delegato ai rapporti con le comunità regionali di Roma Capitale, on. Domenico Naccari commentando il licenziamento della ballerina a opera del teatro milanese dopo la sua denuncia sull’anoressia nel mondo della danza. “Il coraggio di questa ragazza – aggiunge il delegato del sindaco Alemanno – andrebbe premiato con un Oscar, altro che licenziamento”. Naccari si appella alle istituzioni “affinché venga ripristinato non solo il diritto al lavoro della giovane e coraggiosa ragazza, ma siano disposte anche ispezioni nel mondo della danza e della moda per accertare la diffusione di questa piaga mortale. L’anoressia è infatti una patologia cronica che investe in Italia migliaia di ragazze. Donne che inseguono legittimamente un sogno ma si trovano a fare i conti con la perversa cultura del 2più si è magari e maggiori sono le probabilità di successo”. La denuncia della Garritano – conclude l’onorevole Naccari – è unatto di coraggio che illumina un angolo celato dall’omertà in cui tanti sono i timori delle donne spinte a seguire diete ai limiti della sopravvivenza solo per accontentare qualcuno che non considera le devastanti conseguenze psico-fisiche delle ragazze. Qualcuno che, evidentemente, tiene più all’immagine che alla vita delle persone. La dignità delle donne non può essere lesa in questo modo”.

    Commento di Anonimo — 5 Febbraio 2012 @ 00:16

  3. ma c’è anche qualcuno che obbliga i ballerini e le ballerine del Teatro alla Scala a fumare continuamente sigarette in teatro e lasciare i mozziconi dovunque nella più totale inosservanza delle leggi e della buona educazione come fanno continuamente, o è una loro libera scelta?
    A quando un libro su questo argomento???

    Commento di Anonimo — 5 Febbraio 2012 @ 19:19

  4. Scala, i colleghi della Garritano
    “Nessuna solidarietà verso di lei”
    Il corpo di ballo del teatro milanese ha bocciato il testo dei sindacati che definiva eccessiva
    la misura del licenziamento per le sue dichiarazioni sull’anoressia. “Non strumentalizzateci”
    Mariafrancesca Garritano

    Niente comunicato di solidarietà a Mariafrancesca Garritano, la ballerina licenziata dalla Scala dopo le sue dichiarazioni sull’anoressia nell’ambiente. Il corpo di ballo in una breve assemblea ha bocciato il testo preparato dai delegati sindacali che definiva una misura eccessiva il licenziamento. “Come corpo di ballo – ci dispiace di quanto è successo ha spiegato Luigi Saruggia, delegato Uil dei danzatori – ma non vogliamo più essere strumentalizzati. Da nessuno”.

    “Anoressica una ballerina su cinque”. E la Garritano è licenziata Il Comune: ora un codice etico

    Quello che ripetono i ballerini è che l’anoressia non c’è, se non mangiassero non riuscirebbero a lavorare. Intanto continuano le polemiche. Dopo un comunicato della Cub – appeso in teatro – che chiedeva di riassumere la Garritano, definita ‘il cigno bianco’, con una serie di accuse a un paio di delegati sindacati del corpo di ballo, sono arrivate anche le Iene. E’ probabile che nei prossimi giorni i delegati del corpo di ballo facciano un comunicato per spiegare al resto dei lavoratori del teatro il motivo del loro silenzio.

    Commento di dagospia — 8 Febbraio 2012 @ 17:57

  5. Etoile licenziata, il Comune alla Scala
    “E ora un codice etico sull’anoressia”
    Dopo l’allontanamento della Garritano, che aveva denunciato i rischi per le ballerine,
    l’assessore Bisconti sollecita un chiarimento dai vertici del teatro e maggiore sicurezza
    di PAOLA ZONCA

    Etoile licenziata, il Comune alla Scala “E ora un codice etico sull’anoressia” Mariafrancesca Garritano
    Non finisce di far discutere la denuncia sul fenomeno dell’anoressia nel mondo della danza della ballerina Mariafrancesca Garritano, licenziata dalla Scala dopo le sue dichiarazioni eclatanti contenute in un libro e in un’intervista all’inglese Observer. Ora interviene sul tema anche l’assessore al Benessere del Comune di Milano, Chiara Bisconti, che chiede al teatro «una presa di posizione ufficiale» e «un codice etico» che regoli i rapporti con le danzatrici, soprattutto quelle in età adolescenziale, più colpite dai disturbi alimentari.

    Anoressia, la Scala licenza la Garritano

    Se la Bisconti non entra nel caso specifico perché «il licenziamento per giusta causa presuppone fatti eclatanti», mette però l’accento su un problema «che esiste». E spinge la Scala a fare chiarezza. «Vorrei delle rassicurazioni — continua — Sapere se c’è un codice etico, se formano le ballerine, danno loro consigli pratici. E se non lo fanno sarebbe bello che lo facessero. Se anche la ballerina ha detto una cosa non vera, il problema dell’anoressia esiste. Dato che è un tema scottante, per un ente come la Scala è un dovere avere una propria posizione».

    La Scala e l’Accademia (della quale fa parte la Scuola di ballo) si
    prendono qualche giorno per dare una risposta articolata sull’argomento, ma fanno capire che già intervengono quotidianamente su questi problemi, soprattutto nel caso delle giovani allieve che attraversano un’età fragile tra l’infanzia e l’adolescenza. All’Accademia, tra i tanti supporti, le ragazze possono seguire anche un corso nutrizionale per avere indicazioni sul giusto regime alimentare da adottare.

    Commento di Anonimo — 8 Febbraio 2012 @ 22:50

  6. Dei veri e propri leccaculo sia le rsa che i ballerini. Un ambiente davvero competitivo e clientelare, un covo di vipere, altro che iene. Non si è mai visto che i lavoratori condividano il licenziamento di un loro collega x aver espresso le sue opinioni e scritto della propria vita. Che schifo!
    Caso Garritano, le colleghe non la sostengono. Ma l’Idv presenta interrogazione in Provincia
    milano.corriere.it
    Luca Gandolfi: «Chiederemo un’audizione di Mariafrancesca e della direzione della Scala»

    Commento di Anonimo — 8 Febbraio 2012 @ 22:56

  7. Profilo di Solidarietà a Marifrancesca Garritano – Marygarret-

    Solidarietà a Marifrancesca Garritano – Marygarret-
    Tabata Caldironi : Ho scritto questa lettera aperta sulla pagina Giuliano Pisapia Sindaco x Milano…
    se condividete fatela likare sulla pagina direttamente, così vede che c’è interesse…

    Caro Sindaco Pisapia,
    Ho letto questa sua dichiarazione, rilasciata ai microfoni delle Iene, a riguardo del caso di licenziamento dal Teatro alla Scala, di Mariafrancesca Garritano:
    «Convinto che il tema dell’anoressia sia un problema molto delicato, ma non si risolve cercando di apparire o facendo dichiarazioni avventate sui media»
    Io invece sono convinta che le dichiarazioni rilasciate recentemente da Liliana Cosi, grandissima etoile della Scala, medaglia d’oro del comune di milano e commendatore, chiariscano a tutti, che Mariafrancesca Garritano, non abbia dichiarato nulla di avventato:
    “I problemi alimentari ce li hanno tutte le ballerine, me compresa… mi sono sempre sentita in difetto ogni volta che mangiavo un grissino, e questa è la fissa di tutte. È normale e fa parte del lavoro” ha inoltre detto “al Bolshoi chiedono che una ballerina di 1metro e 60 pesi 37 chili, mentre ai miei tempi era 47”.
    Mi sembra molto più avventato averla licenziata per le sua presa di posizione.Il suo licenziamento, infatti, sta mettendo in cattivissima luce il nostro ente lirico, che è considerato un tempio della danza in tutto il mondo.
    Ci sono articoli internazionali che descrivono la decisione come un gesto di un sistema mafioso dove non si deve parlare se non si vuole rischiare il proprio posto di lavoro.In questo modo la nostra nazione ne esce nuovamente indicata come paese dove è meglio essere codardi che coraggiosi, perché i coraggiosi vengono puniti dal sistema.
    È come se venisse licenziato un operaio che denuncia il mal funzionamento di un macchinario, perché così facendo danneggia i suoi colleghi e l’azienda, invece di provvedere a riparare il macchinario.
    Mariafrancesca Garritano non aveva bisogno di apparire, lo faceva quotidianamente su uno dei palcoscenici più prestigiosi del mondo, e lo faceva per merito, avendo studiato e dedicato la maggior parte della sua esistenza alla danza.
    Non ricava un centesimo dalle interviste che cerca di rilasciare a chiunque le chieda la sua verità, senza concedere esclusive perché pensa che la sua verità possa essere d’aiuto a molti.
    L’unica cosa che ha ottenuto parlando è di essere rimasta senza stipendio e il tanto agognato “posto fisso”, con i conti da pagare che hanno tutte le persone normali. Bisogna uscire dalla spirale dove siamo precipitati negli ultimi anni, per la quale è meglio tacere e assoggettarsi al sistema, che cercare di alzare la testa per migliorare per quanto possibile le cose.
    Le nuove generazioni non sono fatte solo di concorrenti di reality, ma principalmente di ragazzi che senza scendere a compromessi o accettare scorciatoie scelgono di lavorare e studiare seriamente per ciò in cui credono.
    Per questo motivo, io e il mio collega Antonio Pio Fini, abbiamo deciso di sostenere e premiare il coraggio di un’amica in difficoltà, una persona in più senza posto di lavoro a Milano.
    Stiamo creando un evento che si chiama “ARTISTI UNITI” a sostegno di Mary Garrett e fortunatamente stiamo raccogliendo adesioni da parte di artisti di fama internazionale provenienti da tutto il mondo, che non hanno paura a dire che i disturbi alimentari nella danza esistono.
    Sicuramente, riceveremo critiche anche per questo, ma sinceramente non ci interessa, noi continueremo a essere convinti che è meglio sostenere una persona che parla, piuttosto che cento che tacciono.
    Speriamo che lei possa essere tra coloro che ci daranno sostegno.
    La ringrazio e mi scuso per averle portato via tempo,
    Distinti Saluti,
    Tabata Caldironi

    Commento di bruno Gaudenzi — 9 Febbraio 2012 @ 14:00

  8. BUFERA IN TEATRO IL CORPO DI BALLO ATTACCA LA COLLEGA LICENZIATA Scala, il caso Garritano arriva in Cda Pi sapia: teatro attento sull’anoressia di PALMA — MILANO — IL CASO GARRITANO sarà argomento del prossimo Consiglio d’amministrazione della Scala. Ad annunciarlo, il sindaco e presidente della Fondazione, Giuliano Pisapia: «Porrò il problema in Cda e mi informerò», afferma il primo cittadino in un’intervista alla trasmissione tv Le Iene. Con una premessa: «So per certo che la Scala su questo tema è molto attenta». A due settimane dal licenziamento «per giusta causa», continua a tener banco l’allontanamento dal Piermarini della ballerina solista, messa alla porta perle sue dichiarazioni choc sull’anoressia, rilasciate al periodico britannico The Observer e a diversi mezzi d’informazione italiani. Dichiarazioni che hanno anche provocato la reazione dei colleghi di Mary-garret, che ieri hanno diffuso un comunicato per dissociarsi dalle parole della danzatrice: «Ci siamo sentiti strumentalizzati – attacca il Corpo di ballo del Piermarini – e il sospetto che ci si trovasse di fronte a un mero sfruttamento del caso costruito ad hoc per fini personali o a uno pseudoscoop che servisse da traino promozionale al libro della Garritano («La verità, vi prego, sulla danza!», ndr) ha avvelenato ulteriormente la situazione». Insomma, alle danzatrici di via Filodrammatici non sono piaciuti né il contenuto delle frasi pronunciate da Marygarret («Alla Scala una ballerina su cinque soffre di disturbi alimentari») né i tempi scelti per l’intervista al settimanale inglese (4 dicembre 2011), pubblicata alla vigilia della Prima del Don Giovanni. QUINDI, la conclusione del documento, pur «sorpresi» dal drastico provvedimento adottato dalla dirigenza scaligera, i ballerini non intendono dare solidarietà alla Garritano, perché «non siamo in grado di valutare la situazione nella sua totalità, in quanto non siamo a conoscenza delle motivazioni e delle procedure attuate dal teatro». E ancora, «tutta la vicenda è stata gonfiata: non esiste un’emergenza anoressia, e chiunque graviti attorno alla nostra realtà lo sa bene». Intanto, l’Accademia del Piermarini replica all’assessore al Benessere, Chiara Bi-sconti, che aveva chiesto al teatro una presa di posizione ufficiale sulle denunce dell’étoile. Innanzitutto, si legge in una nota della Scuola di ballo, in Accademia non c’è la presenza fissa di un slietoloao «per la mancanza di casi critici». In ogni caso, fanno sapere da via Filodrammatici, i nuovi allievi vengono sottoposti a visite cardiologiche e ortopediche. Controlli estesi a tutti i duecento ragazzi della scuola nel corso dell’anno, con presenza quotidiana del fisioterapista e bisettimanale del servizio medico ortopedico. Per quanto concerne, invece, l’alimentazione, i baby-ballerini che manifestano problemi vengono presi in cura da tre medici dietologi: questo vale nel caso in cui «l’allievo ingrassa o dimagrisce per effetto di una dieta non equilibrata, oppure nel caso di aumento di peso dovuto al passaggio in età adolescenziale, ma sempre dal punto di vista della corretta ed equilibrata assunzione di carboidrati, proteine e zuccheri per un atleta». Infine, i ragazzi sono costantemente seguiti anche dalle assistenti ai minori. nicolapalma@ilgiorno.net ***

    Commento di Anonimo — 9 Febbraio 2012 @ 15:11

  9. Milano, 8 febbraio 2012 – Strumentalizzazione dei fatti a scopo pubblicitario. Il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala di Milano interpreta così il caso che si è creato attorno al licenziamento di Mariafrancesca Garritano, la prima ballerina licenziata per ‘aver leso’ l’immagine del teatro scaligero. E affida la sua versione a una nota. Lo stesso fa la Scuola di Ballo che precisa come le ragazze siano seguitissime da medici e dietologi. Mentre in un’inchiesta delle Iene (che andrà in onda giovedì sera) dice la sua la protagonista di questa storia, ma anche persone ben informate, come la mamma di un’allieva.

    CORPO DEL BALLO – “Quando, pochi giorni dal del debutto della stagione 2011/2012, sono uscite le prime dichiarazioni sull’anoressia, siamo rimasti basiti e amareggiati – si legge nella nota del Corpo di Ballo -. Ci siamo sentiti strumentalizzati e il sospetto che ci si trovasse di fronte a un mero sfruttamento del caso costruito ad hoc per fini personali o a uno pseudo-scoop che servisse da traino promozionale al libro della Garritano ha avvelenato ulteriormente la situazione”. Si ricorda anche che la Garritano rilasciò un’intervista all’Observer, dicendo che alla Scala “una ragazza su cinque è anoressica”, che “la stragrande maggioranza delle ballerine (7 su 10) non ha più il flusso mestruale”. “Insomma si parla di allarme alla Scala – continua la nota -. Tutto questo non solo è falso ma è anche lesivo per l’immagine della compagnia. Non esiste un’emergenza anoressia e chiunque graviti attorno alla nostra realtà lo sa bene”.
    A questo punto è lo stesso Corpo di ballo che e’ intervenuto scrivendo all’amministrazione “affinchè l’immagine venisse difesa e tutelata” ma non ci si aspettava quella reazione. “Siamo sorpresi di una presa di posizione così drastica da parte dell’Ente” ma allo stesso tempo, continua la nota “non ce la sentiamo di appoggiare una campagna contro il Teatro e il mondo della danza in generale. A leggere certi giornali sembra ci sia una coraggiosa eroina che lotta solitaria contro un luogo infernale dove molte ragazze soffrono nel silenzio della omertosa complicità di tutti gli altri. Le cose non stanno cosi’, non ci sono paladini ne’ inferni, tutta la vicenda è stata gonfiata da alcuni giornalisti in cerca di facili scoop e dalla superficialità di chi legge. Quando anche in un comunicato sindacale leggiamo cose tipo – chi denuncia l’anoressia viene licenziato – ci rendiamo conto che il polverone alzato ha raggiunto lo scopo”.

    LA BALLERINA – Dal canto suo la Garritano, nell’intervista alle Iene, non ritratta, anzi. Ribadisce che il “problema c’è, esiste ed è reale”. Parla della sua esperienza, del fatto che, nonostante non si vedesse grassa, le dicevano “devi rivedere la forma fisica”. E da lì ha cominciato a non mangiare. Quando poi ha iniziato la scuola ha visto che il cibo “era il pensiero fisso”. Le Iene hanno intervistato anche la madre di un’allieva della scuola di danza dello storico teatro milanese, che ammette che la “figlia ha dei disturbi alimentari come tutte le sue compagne. Loro si guardano ossessivamente tra loro, controllano continuamente il peso delle compagne. Quasi tutte le ragazze in accademia sono in amenorrea. Molte di loro stanno per anni senza mestruazioni. Si possono innescare meccanismi che, appunto, possono arrivare fino all’anoressia”. Ma a quanto dice la signora “le ragazze non se ne preoccupano” e in Accademia “non c’è un dietologo”.

    SCUOLA DI BALLO – Fatto questo spiegato dalla Scuola di Ballo dell’Accademia con la possibilità di ‘indirizzare gli allievi da tre medici specialisti in dietologia laddove si ravvisi un problema legato alla nutrizione”. La Scuola assicura che si “effettuano ogni anno, all’ingresso dei nuovi allievi, visite mediche (cardiologiche e ortopediche) per verificare l’idoneità dello/a studente a seguire il corso professionale di danza. Durante l’anno vengono periodicamente effettuati controlli a tutti i 200 allievi e il Servizio Medico Ortopedico è presente due volte la settimana, unitamente alla presenza giornaliera del Fisioterapista.

    Commento di w le iene — 9 Febbraio 2012 @ 21:20

  10. dopo il servizio delle iene , dovrebbero vergognarsi tutti e chiedere scusa alla garritano.
    e il corpo insegnanti dell’accademia dovrebbe essere azzerato . che schifo !
    e tutti i vertici di teatro e accademia pure.
    sindaco o ci sei o ci fai . datti una svegliata.
    c’è del marcio che si sente fino in danimarca.

    Commento di w le iene — 9 Febbraio 2012 @ 23:14

  11. l’artista licenziata dalla Scala dopo un’intervista al britannico «Observer»
    Il caso Garritano approda in Parlamento
    Interrogazione del deputato del Pdl Giovanni Dima sul problema dell’anoressia tra le ballerine

    Mariafrancesca GarritanoMariafrancesca Garritano
    MILANO – Approda in Parlamento il caso di Mariafrancesca Garritano, la ballerina licenziata dal teatro alla Scala di Milano dopo aver denunciato casi di anoressia nelle scuole e nei corpi di ballo. Il deputato del Pdl Giovanni Dima, in una interrogazione ai ministri della Salute, Renato Balduzzi, al ministro del Lavoro, Elsa Fornero e al ministro dei Beni e le attività culturali, Lorenzo Ornaghi, chiede «quali iniziative i Ministri interrogati intendano porre in essere per far sì che nei corpi di ballo dei teatri italiani si seguano regole deontologiche ed etiche che privilegino e salvaguardino la salute della persona».

    SOLIDARIETA’ ALL’ARTISTA – Nell’interrogazione si chiede inoltre «quali iniziative si intendano assumere a tutela dell’artista Mariafrancesca Garritano anche al fine di manifestare solidarietà ad una donna che ha raccontato le sue sofferenze sull’anoressia, e per questo licenziata, mettendo in guardia quante frequentano le accademie di danza e i corpi di ballo dai rischi dei disturbi alimentari». Dima ricorda quindi i dati di una statistica su scala mondiale, secondo cui una ballerina su cinque è anoressica.

    Il deputato Giovanni Dima (Pdl)Il deputato Giovanni Dima (Pdl)
    LE ACCUSE – «Le reazioni del mondo artistico nazionale, di fronte a questa forte presa di posizione – sottolinea – sono state molte e molte di queste naturalmente negative, nel senso che si è preferito criticare la denunciante adducendo la solita motivazione del desiderio di farsi pubblicità piuttosto che porsi seriamente e realmente il problema di come individuare le giuste contromisure ad una questione che non deve essere affatto sottovalutata».

    Commento di w il cignobianco — 18 Marzo 2012 @ 21:18

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