Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

17 febbraio 2012

E’ iniziata la primavera al Teatro Alla Scala.

Filed under: General — Lavoratoriscala @ 02:09

TEATRO ALLA SCALA: GAME OVER

Cari dirigenti, ben pagati e ben pasciuti, del Teatro Alla Scala, le vostre scelte e le vostre politiche sono arrivate al capolinea.

Vogliamo solo ricordarvi alcuni dei vostri capolavori:

– Il personale delle prestazioni serali (sarte, ecc.) ed il personale di sala (maschere) che hanno fatto e vinto le cause sono bersaglio di angherie e violenze psicologiche. La responsabilità di tale condotta sta in capo al Direttore Generale, al Direttore del Personale con l’attiva complicità del Sovraintendente. Di tali politiche sono vittime anche lavoratrici e lavoratori dell’Ansaldo Scala e del Deposito delle Scenografie di Pero.

– L’insicurezza in cui versa lo stabile storico del Piermarini e le misure antincendio carenti conseguenti anche all’insufficienza del personale di vigilanza. Le vie di fuga spesso ostruite; elementi da noi denunciati, nel silenzio dei responsabili che fingono di non vedere.

– Il palcoscenico viene spesso usato fuori dalle norme fissate dal manuale tecnico. I cosiddetti “ponti mobili”, dovrebbero funzionare senza personale artistico o tecnico a bordo. L’ASL, da noi chiamata, per verificare la pericolosa messa in scena della Turandot, ha a posteriori multato (13 mila euro), la Scala. E’ intervenuto Corrado Passera, SuperMinistro del Governo Monti, nonché membro del Consiglio d’Amministrazione della Fondazione Teatro Alla Scala ed ha emesso una nota che deroga al manuale. Quindi sui “ponti mobili” vengono fatti salire artisti e tecnici, con grave rischio d’incolumità.

– Le morti per amianto e gli ammalati di asbestosi. Sembra incredibile, ma alla Scala ci sono casi documentati di lavoratori morti e malati per aver respirato fibre di amianto; altri potrebbero ammalarsi nei prossimi anni. Nella gravità di quanto successo, la cosa spaventosa è l’ amianto è stato trovato anche successivamente alla ristrutturazione, diretta dall’architetto ticinese Mario Botta e profumatamente pagata dalla collettività.

– Licenziamento della prima ballerina della Scala Mariafrancesca Garritano alla quale è stata imputata la grave colpa di aver disvelato una verità sul mondo della danza e sulle scuole di ballo, dove la competizione spinta all’estremo e la perfezione ricercata in questi corpi che devono divenire lievi come libellule sul palcoscenico, fa sì che si verifichino un gran numero di casi di disturbi alimentari fino a fenomeni di anoressia.

– La condotta antisindacale nei confronti dei delegati/militanti della CUB SCALA e della stessa CUB INFORMAZIONE, Settore Spettacolo, deve finire. Non possono essere ulteriormente rimandate le votazioni dei lavoratori del Teatro alla Scala delle RSU e delle RLS che devono avvenire in tempi rapidi. La democrazia va ripristinata.

E’ iniziata la primavera al Teatro Alla Scala.

Non permetteremo la “politica dello sfascio” della più importante istituzione culturale milanese.

La Scala è un bene pubblico e non permetteremo che venga regalata ai “privati”, siano essi banchieri o industriali

Per queste ragioni, si terrà un

PRESIDIO, Venerdì, 17 Febbraio 2012,

sotto la Direzione del Personale in Via Torino,

dalle ore 9,30 alle 12,30.

Invitiamo tutte le lavoratrici ed i lavoratori a partecipare numerosi.

La Segreteria Generale della Cub Informazione.

Milano, 16/02/2012       logo CUB

 

 

29 Comments

  1. GENOVA GAME OVER.

    E non dico altro.

    Commento by suka — 19 febbraio 2012 @ 08:42

  2. Se ci sono 8 milioni di buco nel bilancio questo anno, forse dipende proprio dalle molte assunzioni che vi sono state!
    ma tanto quando toglieranno l’art. 18 sicuramente la direzione riuscirà ad avere mano libera e ripristinare la situazione precedente…eh mi spiace ma qualunque barca se si riempie troppo..affonda!

    Commento by Anonimo — 21 febbraio 2012 @ 17:11

  3. 22/02/12 REPUBBLICA BARI PETRUZZELLI, RIVOLTA DEI SINDACATI SI RISCHIANO 200 CAUSE DI LAVORO – PETRUZZELLI, LA CGIL ALZA IL TIRO PRONTE 200 CAUSE DI LAVORO

    La polemica Il ministro sta valutando il commissariamento della Fondazio Petruzzelli, rivolta dei sindacati si rischiano 200 cause di lavoro TEN SION E alle stelle alla Fon-dazione Petruzzeli. Mentre diventa semp re più concreta l’ipotesi del commissariamento da parte del ministro Omaghi, il nodo da sciogliere riguarda il personale. La linea indicata da Carlo Fontana, già sovrintendente della Scala — niente assunzioni a tempo indeterminato di orchestrali e coristi, ma rapporti di convenzione—non piace alla Cgil che ha indetto un’assemblea per domani. PerlaFondazione il rischio è di ritrovarsi a far fronte a 200 cause di lavoro. RAFFAELE LORUSSO A PAGINA V II teatro Petruzzelli Petruzzelli, la Cgil alza il tiro pronte 200 cause di lavoro Fondazione nel caos dopo la relazione di Fontana Alfieri Se il sindaco chiede l’intervento del ministro Omaghi certifica la propria incapacità RAFFAELE LORUSSO IL FUTURO del teatro Petruzzelli è nelle mani del ministro. Il responsabile dei beni culturali,Lorenzo Omaghi, segue da vicino l’evolversi della situazione della fondazione lirica barese. Il commissariamento è più di una ipotesi, considerato che ad o non sono stati ancora approvati il conto consuntivo e il bilancio di previsione e non è stato ancora nominato il sovrintendente. Il ministro dovrà dare anche risposte sulla proprietà del teatro. Quest’ultima è però la preoccupazione minore. Il nodo da sciogliere in tempi brevi riguarda l’assetto della fondazione lirica. Chiunque sia chiamato a gestirla —commissario o sovrintendente — dovrà farsi carico del problema del personale. La linea indicata da Carlo Fontana, già sovrintenden Vendola Alle criticità che minano la vita dell’ente lirico non si può rispondere con soluzione di fantasia te della Scala — niente assunzioni a tempo indeterminato di orchestrali e coristi, ma rapporti di convenzione con masse artistiche già costituite — non piace ai lavoratori. La Cgil ha indetto un’assemblea per domani. La tensione è al le stel le anche perché i lavoratori non hanno alcuna intenzione di costituirsi in cooperativa Quella del personale è una bomba a orologeria. Quasi tutti i lavoratori — artisti e maestranze — hanno maturato diritti che, se non riconosciuti dalla fondazione, potrebbero essere fatti valere in tribunale. Per la fondazione il rischio è di ritrovarsi a far fronte a circa 200 cause di lavoro, con altissime probabilità di perderle tutte. Con quali effetti sul bilancio dell’ente è facile immaginare. Per questo c’è chi, provando a immaginare il profilo di chi dovrà guidare la fondazione, invoca Emiliano Se non ci sono le condizioni per andare avanti sarò io a chiedere il commissariamento l’arrivo di una persona come Mario Monti. Un tecnico o un manager che pensi soltanto a far quadrare i conti e a rimettere la macchinaincarre ata, senza alcuna concessione alla ragion politica. In un modo o nell’altro il problema dei corpi artistici va risolto. In gioco è il prosieguo dell a stagione. E se il presidente della Regione, NichiVendola, ha già fatto sapere che non vuol sentir parlare né di orchestre regionali né di orche *** stre della fondazione a carico del bilancio regionale, c’è comunque da considerare un aspetto. La Provincia di Bari ha un’orchestra i cui componenti sono assunti a tempo indeterminato. Considerato che l’ente guidato dal presidente Schittulli cesserà di esistere nel 2014, come stabilito dalla legge, gli orchestrali diventeranno dipendenti della Regione o del Comune. Formalmente la fondazione lirica non c’entra, ma il fatto che uno dei soci fondatori (Regione o Comune) si ritroverà con una cinquantina di orchestrali in pianta organica (e in bilancio) non sarà del tutto ininfluente. Qualcuno già scommette sul-l’ arrivo ad horas d el commissario, ma c’è anche che non si rassegna. Nuccio Alteri, vicepresidente della Provincia e della fondazione, è convinto che la partita si possa ancora giocare e vincere a Bari. «Se Michele Emiliano chiede il commissariamento — dice — certifica la propria incapacità e la propria sconfitta. A Bari non vogliamo perdere. In consiglio di amministrazione ci sono almeno cinque consiglieri pronti ad assumersi responsabilità. Il modello di gestione è quello indicato da Carlo Fontana: flessibilità, che non significa non avere a cuore il destino dei lavoratori e delle loro famiglie. t un problema che abbiamo presente e che affronteremocon serietà: non è più tempo d i sogni, illusioni e promesse elettorali, ma di dare certezze». Duro con il sindaco Michele Emiliano anche il coordinatore cittadino del Pdl, Luigi D’Ambrosio Lettieri. «Fontana — dice — mette Emiliano di fronte alla responsabilità di una gestione fallimentare. II re è nudo, ma continua a raccontare favole ai lavoratori». Il vicepresidente del consiglio regionale, Nino Marmo, rileva che «un bilancio stra-bucato di un ente che per 1’80 per cento è bruciato dalle spese per un personale assunto con metodi padronali e comunque opachi (pare fosse titolo preferenziale la tessera della Cgil), èuno scandalo che, se fosse stato opera nostra, avrebbe già interessato ogni genere di magistratura». ***

    Commento by Anonimo — 22 febbraio 2012 @ 11:41

  4. 22/02/12 CORRIERE DI BOLOGNA IL FUS «SALVA» LA LIRICA

    La crisi dei teatri Il ministero pubblica la ripartizione dei fondi. Anche l’ex sovrintendente ha voce in capitolo Il Fus «salva» la lirica Emani: «Le cifre corrispondono alle nostre aspettative. È una buona notizia» Tutino è nella commissione ministeriale: «Valuterò la qualità del Comunale» A caccia di finanziamenti Oggi il sovrintendente Ernani sarà ricevuto in Regione per ragionare di sinergie sul territorio «Proprio come previsto», commenta sollevato Francesco Emani. Le partizioni del Fus decise dal ministero, per il sovrintendente del teatro Comunale, non sono una sorpresa. E meno male, dato che i tagli al Fondo Unico per lo Spettacolo sono sempre in agguato. La distribuzione città per città, però, verrà effettuata nei prossimi mesi e, anche l’ex sovrintendente Marco Thtino, in quanto membro della Commissione consultiva musica presso il ministero (istituita dall’ex ministro Galan nell’ottobre 2011), avrà voce in capitolo. A scorrere le tabelle del Fus appena pubblicate, in verità, sembra che per il 20121a Consulta per lo spettacolo abbia (seppur di poco) aumentato la quota, in particolare a favore delle fondazione liriche. «In realtà le risorse sono diminuite — spiega Emani — perché l’anno scorso potemmo contare su un fondo extra. Ma, comunque, la somma stanziata è quella che ci aspettavamo. Per questo è una bella notizia». La cifra che sarà erogata al Comunale, quindi, dovrebbe essere a grandi linee quella messa a bilancio, ovvero circa 11 milioni, un milione in meno rispetto all’anno scorso. Salvo «improvvisate» a posteriori. In positivo o in negativo. A marzo, infatti, Roma valuterà, in base alla produttività di ogni singolo teatro, come suddividere esattamente i fondi ministeriali. Nella commissione che redigerà queste valutazioni c’è anche Tutino, il predecessore di Emani, che confida: «Non seguo più quello che succede a Bologna, non conosco la programmazione del teatro. Ultimamente sono molto impegnato oltreoceano come compositore. In Commissione — va avanti — sarò semplicemente imparziale. Con tutti. Esistono parametri ben precisi che determinano la capacità produttiva e la qualità di ogni fondazione lirica». Non avrà un occhio di riguardo per Bologna, quindi,ma nemmeno si presenterà al tavolo con il dente avvelenato, in memoria della battaglia che ingaggiarono contro la sua gestione gli orchestrali e una fetta di dipendenti del Comunale. «Non ho recriminazioni , taglia corto. Nemmeno a proposito dello scioglimento della Scuola dell’opera (da lui fondata e di cui era presidente) che aveva convenzionato con Largo Respighi. «La Scuola non è finita — precisa Thtino — sta passando sotto la gestione del-l’Ater Formazione ma tutto è avvenuto in accordo con me». Ognuno dei 14 teatri d’opera italiani, intanto, ha già mandato il suo rapporto. Er-nani, da parte sua, non si aspetta grandi cambiamenti. Nel 2011 il Fus ordinario destinato alle fondazioni liriche ammontava a circa 191 milioni e 600 mila (il 47 per cento dell’intero ammontare del Fus). Nel 2012, restando fissa l’aliquota del 47 per cento, la somma è di circa 193 milioni e 400 mila. Ma non c’è solo il ministero. Oggi, infatti, Er-nani sarà in Regione per discutere del ruolo del Comunale in rapporto ai teatri del territorio per attivare nuove sinergie. Si aspetta un’au-mento del contributo rispetto al milione e mezzo già erogato? «Non possiamo chiederlo — risponde diplomaticamente — L’importante è che ci sia attenzione da parte dell’istituzione per lavorare insieme». E nemmeno con Roma la trattativa è finita. «Aspettiamo l’applicazione dei nuovi regolamenti per le fondazioni. Presto Ornaghi ci convocherà». Luciana Cavina luciana.cavina@rcs.it t RRIODUrONF 9iSF9VRTR *** L’anno scorso L la Lira in milioni del Fus ordinario des’ rara alle Fondazioni liriche nel 2011 INel 2012 la sorira del 7..s c he sr nparurarno i teen d opera il 47 pet car:o dell utleta cifra M spesi II totale dei contributi statali di cui ha usufruito l’anno scorso il tratto Comarale Piena a dopo Dall’alto Emani e Tutino A bilancio È la cifra messa a bilancio che si suppone verrà erogata al Comunale dal ministero ***

    Commento by Anonimo — 22 febbraio 2012 @ 11:44

  5. 22/02/12 GIORNO MILANO SCALA, LISSNER AVVERTE: MANCANO I SOLDI PUBBLICI

    CONTI IN ROSSO IL MANAGER LANCIA L’ALLARME Scala, Lissner avverte: mancano i soldi pubblici di NICOLA PALMA — MILANO — PROFONDO ROSSO alla Scala. Il sovrintendente Stéphane Lissner lancia l’allarme conti: «C’è una mancanza dei contributi pubblici», sostiene il numero uno di via Filodrammatici all’indomani della riunione del Cda sul nodo budget. «Tra il 2011 e il 2012 – ammette il manager francese ai microfoni del TgR – mancano effettivamente tre milioni dello Stato e tre della Provincia». Lissner fa riferimento ai tre milioni garantiti l’anno scorso dal decreto Mille-proroghe e ai 2,9 che già nel 2011 Palazzo Isimbardi ha fatto fatica a versare nelle casse del Piermarini. A quei 6,9 milioni va aggiunto anche il milione di contributo extra del Comune qualche mese fa: inutile dire, infatti, che nel 2012 Palazzo Marino non riuscirà a pro-dune uno sforzo economico simile, pur garantendo lo stanziamento ordinario da 6,4 milioni di euro. Così, quest’anno la forbice tra fondi pubblici e privati si allargherà ancor più a favore dei secondi: se nel 1998 il 61% dei contributi arrivavano da enti statali, centrali e periferici, nel 2012 la percentuale si attesterà «al 37,5%». UNA TENDENZA ormai chiara, alla quale Lissner sta cercando a fatica di adeguarsi. Una tendenza che però non eguali in Europa, dove «quasi tutti i teatri» ricevono dallo Stato oltre la metà dei finanziamenti. «La situazione è abbastanza difficile – continua il direttore artistico della Fondazione – la Scala non è estranea alla situazione che sta attraversando il Paese». Tanto che pure via Filodrammatici ha dato vita da tempo a una spending review, che ha già portato a ridurre sensibilmente i costi fissi; altri suggerimenti in merito arriveranno dall’analisi commissionata alla società di consulenza McKinsey. Una cosa è certa, però: «Per me, la Scala è un’istituzione pubblica, quindi è dovere di tutti sostenerla». nicola.palma( ilgianw.net David Lissner ***

    Commento by Anonimo — 22 febbraio 2012 @ 11:50

  6. Chiedo gentilmente ai lavoratori del Carlo felice se la proposta della Vincenzi , in questo articol di oggi, che chiede di nominare ai sindacati un loro rappresentante nel consiglio di amministrazione della Fondazione, possa servire a qualcosa, ho solo è una trovatache non serve a nulla.
    Cosa pensate di fare alla scadenza dei contratti di solidarietà.
    grazie
    un iscritto del sindacato cub.

    22/02/12 SECOLO XIX GENOVA CARLO FELICE, SIGLATA LA PACE. I LAVORATORI ENTRANO NEL CDA

    II l teats o Carlo Felice i sindacati entrano nel Cda NADIA CAMPINI PER la prima volta un rappresentante dei sindacati entra nel consiglio di amministrazione del teatro Carlo Felice. Dopo lelunghe contrapposizioni che hanno caratterizzato la storia sindacale del teatro negli anni scorsi, prima dell’arrivo dei contratti di solidarietà, ieri il Comune, i sindacati e la Fondazione hanno siglato un’intesa che lo stesso Carlo Felice in una nota definisce “storica”. II documento tratteggia un percorso finalizzato ad assicurare «prospettive di risanamento e consolidamento* dellaFondazione, dando così maggiori certezze ai dipendenti del teatro, peri quali si appresta la scadenza dei due annidi contratti di solidarietà, resi indispensabili della crisi finanziaria nella quale era precipitatala Fondazione.A fronte del rischio di una chiusura totale i sindacati avevano accettato, pur tra mille difficoltà e turandosi il naso, la strada della riduzione dell’orario di lavoro. Adesso il clima è cambiato. «Considero questo accordo estremamente importante per il futuro del Carlo Felice — commenta soddisfatta il sindaco Mar-taVincenzi— un comune disegno migliora di per se le prospettive e le possibilità di successo e di certezze*. E’ per questo che la Vin-cenzi come presidente della Fondazione ha proposto alle organizzazioni sindacali di nominare un loro rappresentante nel consiglio di amministrazione della Fondazione. Sarà un rappresentante per tutti i sindacati, che andrà ad aggiungersi ai sei consiglieri di amministrazione del teatro. ***

    Commento by Anonimo — 22 febbraio 2012 @ 15:28

  7. Alla Scala, questi dirigenti hanno portato il teatro in una situazione stagna e di clientelismo con la finalità di fare loro interessi privati, l’incompetenza a fatto il resto. Il tutto con la complicità in alcuni casi dei sindacati confederali.
    L’elenco dei punti del comunicato della Cub che condivido lo dimostra.
    Credo siano stati anche pietosi, la lista dei capolavori attribuiti ai dirigenti è molto più lunga, senza aggiungere la famosa legge 100 pensata e scritta in via Filodrammatici 2.

    un professore d’orchestra.

    Commento by Anonimo — 22 febbraio 2012 @ 15:46

  8. Caro professore dell orchestra del teatro alla Scala…..ah si?!certo colpa dei dirigenti…ma gli stessi dirigenti che hanno firmato una convenzione che ti permette di fare il secondo lavoro come filarmonica?al di la del divieto di ottenere permessi artistici?
    E chi ha deciso che tu puoi fare il secondo lavoro “artistico” e io no…….non è questo clientelismo???!!!! dammi retta….
    TACI…Il NEMICO TI ASCOLTA!!

    Un artista del Coro

    Commento by Anonimo — 22 febbraio 2012 @ 20:56

  9. Caro iscritto CUB Carlo Felice …(..con tutto il rispetto per lu TUA sigla sindacale,che mi piace pure … ma vi ricordo che GENOVA sono già presenti 6-sindacati-6..ora con la CUB fanno 7..sembra il ballo degli “alli-galli”)

    Penso che appena le 7-sigle sindacali-7 (sperando che nel contempo non arriviamo a 8…) avranno tutte le informazioni dettagliate..ci sarà una assemblea generale. Credo che stiano raccogliendo tutti i dati possibili per fornire risposte adeguate.

    Comunque i problemi restano. Scadenza CDS? …GAME OVER..come dicono gli scaligeri qua.

    Commento by suka — 23 febbraio 2012 @ 09:03

  10. Ma i sindacati in Scala esistono ancora? mi sembra che i delegati siano diventati tutti agenti dei servizi, in incognito…tutto tace…una assemblea generale no, eh?
    Mi sa che hanno paura di farla…

    Commento by Anonimo — 23 febbraio 2012 @ 10:29

  11. ASSEMBLEA GENERALE IN SCALAAAAAAAAAAA

    Commento by Anonimo — 23 febbraio 2012 @ 10:30

  12. Al Carlo Felice ne licenzieranno almeno 35 . Oltre a quelli che andranno felicemente in pensione. Hanno già la lista. Informatevi da CISL-CGIL.

    G A M E O V E R!

    Commento by Fossati — 23 febbraio 2012 @ 12:27

  13. ma perchè anche questa volta col decreto mille proroghe solo l’orchestra verdi riceve puntualmente 3 milioni di €?
    Corbani , presidente della fondazione dell’orchestra verdi ex vicesindaco di Milano ai tempi di pillitteri e “migliorista di area pd” come il nostro presidente della repubblica avrà ricevuto il solito omaggio all’italiana?
    Napolitano smettila di parlare di equità . almeno la smetterai di prenderci per i fondelli.
    MAX rispetto per i lavoratori della verdi che da sempre con Corbani hanno mille problemi e discriminazioni . Ma quando verrà mandato via anche lui insieme ai dirigenti scaligeri che ci stanno facendo affondare come Schettino?

    Commento by w le iene — 24 febbraio 2012 @ 10:39

  14. Questa mattina il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Prof. Lorenzo Ornaghi, ha dato disposizioni alla competente Direzione Generale di avviare le procedure, ai sensi della legge 241/1990, per il commissariamento della Fondazione lirico-sinfonica Petruzzelli di Bari.
    Tale decisione si è resa necessaria dopo che il consiglio di amministrazione, in un’ulteriore riunione, non ha provveduto alla nomina del sovrintendente. Poiché – ai sensi del decreto legislativo n. 367/96 – compete al sovrintendente presentare e far approvare il bilancio preventivo per l’anno 2012 e la relativa programmazione artistica, tale nomina è condicio sine qua non per la regolare vita di ogni fondazione e, nel caso specifico, del Petruzzelli. Mancando tale condizione, il Ministero non potrà erogare i necessari finanziamenti per le attività dell’ente.
    Il Ministro ha seguito personalmente e con grande attenzione, nei giorni scorsi, l’evolversi della vicenda, proprio per impedire che l’attuale condizione di stallo metta a repentaglio la stessa esistenza di questo ente irrinunciabile per la cultura del Mezzogiorno.
    Il Ministro ha ritenuto di comunicare personalmente al sindaco di Bari la sua decisione.

    ps. se il sovraintendente sarbee dovuto diventare fontana , allora il ministro ha fatto bene a commissariare il petruzzelli.

    Commento by w le iene — 24 febbraio 2012 @ 14:14

  15. eccoli di nuovo : i contratti di solidarietà!!!ma a firenze
    È stato il giorno dell’ok al bilancio preventivo 2012 quello di ieri per il Maggio musicale fiorentino. Il cda ha approvato il documento proposto dalla sovrintendente Francesca Colombo. Mancava l’unanimità perché era assente l’assessore Cristina Scaletti e perché Antonio Marotti, consigliere in rappresentanza del Governo, si è astenuto. Defezioni a parte il piano è quello prospettato qualche giorno fa quando i sindacalisti del teatro si incontrarono a Palazzo Vecchio con il sindaco Matteo Renzi e con la stessa Colombo, che in quell’occasione presentò in varie slide la sua cura dimagrante per la Fondazione. Un piano che punta al pareggio di bilancio entro il 2012, facendo affidamento anche su un Fus che stando alle prime tabelle pubblicate non dovrebbe scendere rispetto a quello dell’anno scorso (16 milioni e 900 mila euro) e contando su un surplus di ricavi di 1 milione e 700 mila euro e su un abbattimento di costi alla voce personale tra 4 milioni e 4 milioni e 500 mila euro. E qui arrivano le note dolenti. L’idea della sovrintendente sarebbe di ripartire questi risparmi (spalmandoli nell’anno in corso e nel 2013) riducendo il costo personale stabile (con prepensionamenti) di 2 milioni, quello del personale aggiuntivo di 1 milione e mezzo e quello relativo alla voce integrativo di 1 milione e 5oo mila euro. Sulle prime due voci i lavoratori, se ci saranno degli incentivi agli esodi e degli ammortizzatori, sembrano disposti a trattare, sulla batosta integrativo sono tutt’altro che concordi. Proprio ieri i loro rappresentanti sindacali hanno iniziato a discutere con il direttore delle risorse Vincenzo Caldo e con la sua assistente Francesca Tartarotti, su un’ipotesi di trattativa. Partendo da una certezza: nessuno di loro è disposto a vedersi togliere un centesimo dalla busta paga. Accettano la flessibilità degli orari, una riorganizzazione del lavoro, l’abbattimento degli straordinari, ma non vanno oltre. Su questo sono tutti concordi anche se con qualche sfumatura. Mentre la Cgil propone l’istituzione di contratti di solidarietà (e lo stesso sembra valere per Cisl e Uil) diverso è il parere della Fials. Gli orchestrali, lo hanno già detto nei giorni scorsi, sono disposti a lavorare di più per aumentare la produzione ma non a vedersi ridurre l’integrativo. E tra di loro aleggia la parola sciopero. Mentre il sindaco Renzi assicura di far di tutto per ottenere il mutuo e per ripatrimonializzare il capitale della Fondazione. C.D. ***

    Commento by w le iene — 24 febbraio 2012 @ 14:49

  16. adesso vogliono tutti diventare fondazioni a statuto speciale?

    L’incontro di ieri in Regione Emani: Al Comunale dovrà diventare a regime speciale» E una delle strategie per rilanciare il teatro e ottenere tutti i finanziamenti che occorrono per la sfilza di celebrazioni dell’anno prossimo. Francesco Emani è stato molto chiaro: «Mi impegno a lottare per far diventare la fondazione lirica un teatro a regime speciale». II sovrintendente del Comunale ha espresso questa sua intenzione nel corso della commissione Cultura convocata in Regione. Con la formula di «regime speciale», che riconosce peculiarità e capacità produttive straordinarie, anche l’Accademia di Santa Cecilia di Roma si è svincolata da tutte le burocrazie, procedure e soprattutto suddivisione di fondi a cui devono sottostare tutti i teatri d’opera d’Italia. II suo quindi, dovrà essere un lavoro di convincimento al cospetto del ministro Ornaghi e dei suoi collaboratori. E forse anche di Marco Tutino, l’ex sovrintendente di Largo Respighi nominato dall’ex ministro Galan tra i membri della Commissione consultiva musica in qualità di esperto di lirica. Intanto, lo stesso Emani, non ha mancato di far notare ai vertici di Viale Aldo Moro che altre regioni italiane sono più generose nei confronti dei loro teatri d’opera. L’incontro comunque è servito soprattutto per conoscere il bilancio del teatro: «Mancano ancora un milione e 800 mila ma le previsioni sono per il — insiste Emani — Gli abbonamenti sono in aumento e grandi e Turandot e Traviata sono sold out». L. Cav. ***

    l’unica che rimarrà fuori sarà la Scala . siamo al paradosso

    Commento by w le iene — 24 febbraio 2012 @ 15:14

  17. W il Comunale di Bologna!!! Quella si che è un’eccellenza! Altro che i 1000 e passa ex dipendenti della Moratti e i 670 di Alemanno …

    P.S. Importante per gli amici del Carlo Felice :

    E’ antisindacale, perché lesiva dell’immagine e della credibilità del sindacato, la decisione del datore di lavoro di aprire una procedura di mobilità ex art. 4 L. 223/91 allorché tale comportamento, in contrasto con il principio di buona fede, violi un accordo aziendale stipulato con il sindacato per la salvaguardia dei livelli occupazionali (Pret. Milano 6/7/94, est. Frattin, in D&L 1995, 102)

    Capito mi hai?

    Commento by Suka — 24 febbraio 2012 @ 17:17

  18. La gavazzena vola in arena…è proprio un riciclaggio continuo, sono sempre gli stessi, fanno come i politici, in questa ridicola italietta medioevale…che nausea.

    Commento by Anonimo — 25 febbraio 2012 @ 17:14

  19. siamo in allegra compagnia ,, benvenuta firenze tra i teatri che stanno uccidendo i suoi dipendenti

    Il teatro «d’amianto»: lavoratore ammalato denuncia il Comunale di Firenze
    La Fondazione: tutto bonificato dal 2001

    Il teatro Comunale di Firenze
    FIRENZE – Il dramma dell’amianto al Maggio musicale fiorentino sta diventando qualcosa di più di un sospetto. E un lavoratore, dipendente per quasi trent’anni del teatro comunale (sede del Maggio), ha presentato una denuncia penale dopo essersi ammalato gravemente di una patologia polmonare che, secondo i medici, è stata causata dall’esposizione all’amianto.
    I CASI Non sarebbe il solo. Nella querela si parla di un altro lavoratore morto per la stessa patologia. Altri tre lavoratori ammalati sarebbero pronti, anch’essi, a presentare una denuncia penale alla magistratura, ma gli operai e tecnici a rischio sarebbero una trentina anche se c’è chi sostiene che la cifra potrebbe essere più alta perché il materiale a rischio era presente, pare, anche nelle condutture di areazione del teatro. Oggi, dopo molti lavori, il problema amianto al Comunale è stato risolto definitivamente.

    L’ESPOSTO Nell’esposto, presentato dal lavoratore, tutelato dagli avvocati Mattia Alfano e Simone Ferradini, si descrive l’andamento della malattia che l’uomo ha accusato per la prima volta nel novembre del 2011 causata, come documentano i medici con analisi e certificati medici, dall’esposizione alle fibre d’amianto. Per 28 anni, dal 1970 al 1998, l’uomo ha lavorato al Teatro Comunale alla manutenzione della centrale termica, dei bagni, delle caldaie e dei centralini, tutti ricoperti di amianto. Il materiale fu poi rimosso alla fine degli anni Novanta. Secondo il tecnico che ha presentato la denuncia, nessuno lo avvertì della pericolosità dell’esposizione al materiale e non gli fu fornita nessun dispositivo per limitarne i danni a parte, negli ultimi anni di lavoro, una semplice mascherina usa a getta.

    LA FONDAZIONE In una nota del 28 ottobre del 2010, la Fondazione del Maggio musicale ha assicurato che «gli ambienti risultano privi di contaminazione ambientale da amianto per

    Commento by w le iene — 27 febbraio 2012 @ 18:18

  20. Tornano all’attacco con il solito costo del personale.
    Il vero motivo è che con la scusa dei tagli e la crisi, si vuole privatizzare il patrimonio delle Fondazioni.
    Quando lo capiranno che i teatri e la lirica non sono aziende che devono fruttare, anche se lo possono fare con una buona gestione?
    Cambiare i dirigenti e ridurre gli sprechi è la strada da impostare, non ridurrere gli stipendi e il personale. Siamo sempre in meno perché non ce ricambio, il contratto nazionale è fremo da anni, non ci pagano l’integrativo che ci siamo guadagnati con sacrificio in questi anni passati.
    Sempre devono pagare i più deboli! questa maledetta riforma non risolve niente.
    Non vogliamo una contrattazione dei dipendenti autonoma dai contratti nazionali!
    Ermolli, vai in pensione che ci hai rotto il cazzo!

    vedi articolo

    27/02/12 ITALIA OGGI SETTE FONDAZIONI LIRICHE, RIFORMA DA SBLOCCARE …

    Fondazioni liriche, riforma da sbloccare … El’aspirazione di ogni musicista. Varcare quella soglia è sempre stato complicato ma secondo alcuni, con una riforma, le prospettive occupazionali combieranno. Si tratta delle Fondazioni liriche, un sistema che va avanti a fatica, con troppo personale tanto da spendere gran parte del finanziamento statale soltanto in buste paga, lasciando il resto alla musica. E che per questo secondo andrà riformato. Una legge già esiste ed è quella voluta dall’ex ministro Sandro Bondi secondo il quale questa avrebbe rilanciato le Fondazioni liriche, ora mancano i regolamenti attuativi, che promette il suo successore Lorenzo Ornaghi saranno emanati entro l’anno in corso. Alcuni dati. Le fondazioni liriche sono 14 in tutto: Teatro Comunale di Bologna, Teatro Maggio Musicale Fiorentino, Teatro Carlo Felice di Genova, Scala di Milano, San Carlo di Napoli, Teatro Massimo di Palermo, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Regio di Torino, Teatro Verdi di Trieste, La Fenice di Venezia, Arena di Verona, Accademia nazionale di Santa Cecilia, Teatro Lirico di Cagliari e, ultimo arrivato, Teatro Petruzzelli di Bari. Alla base della difficile situazione in cui versano gli istituti lirico-sinfonici in Italia c’è lo stesso problema lasciato irrisolto da quella riforma che trasformò gli enti lirici in Fondazioni per raccogliere fondi privati. E a distanza di quasi 15 anni, quindi, il bilancio è piuttosto negativo. Secondo i dati dello stesso ministero dei beni culturali lo Stato distribuisce ogni anno circa 200 milioni di euro (quest’anno 193.388.080) alle 14 Fondazioni esistenti in Italia, cui si aggiungono altri 110 milioni da Regioni, Province e Comuni. Ciò nonostante, i nostri teatri dell’opera perdono circa 2,7 milioni all’anno e hanno, tutti insieme, un debito accumulato che sfiora i 300 milioni. I 5.600 lavoratori del settore, gli unici che possono vantare un contratto indeterminato costano oltre 340 milioni di euro, e assorbono il 70% della spesa complessiva. La lirica costa ai cittadini quasi 400 milioni di euro e produce circa tre mila spettacoli l’anno. La riforma. Sette i requisiti dettati dal Governo affinché le fondazioni possano aspirare a una maggiore autonomia e posseduti, a oggi, solo dalle due istituzioni di Milano e Roma: specificità della fondazione nella storia della cultura operistica italiana, assoluta rilevanza internazionale, pareggio di bilancio per almeno quattro anni consecutivi, eccezionale capacità produttiva, significativo e continuativo apporto finanziario da parte di soggetti privati, capacità di attrazione di sponsor, entità dei ricavi provenienti dalle vendite e dalle prestazioni non inferiore al 40% dell’ammontare dei fondi governativi. Bruno Ermolli, vicepresidente della Fondazione milanese, parla a proposito di una grande svolta epocale in grado di permettere al teatro La Scala una programmazione a lungo termine ma soprattutto la possibilità di una contrattazione dei dipendenti autonoma dai contratti nazionali, facoltà che la riforma prevede solo per le realtà più autonome. La riforma prevede l’età pensionabile per i ballerini, uomini e donne a 45 anni. Ma chi ha raggiunto o superato questa soglia, per i due anni successivi all’ entrata in vigore della legge, può restare in servizio fino al vecchio limite dei 52 anni per gli uomini e in 47 anni per le donne. Regole nuove per le graduatorie di orchestrali e ballerini. Nelle fondazioni liriche viene previsto il blocco del turnover. Nel 2012 i compensi degli integrativi saranno tagliati del 25%, tranne che nelle fondazioni con i conti in pareggio. Le novità per la contrattazione. Fra le novità più rilevanti introdotte dalla riforma, c’è il nuovo ruolo che assumerà l’Aran al tavolo della contrattazione nazionale in rappresentanza del ministero. Allo stesso tavolo siederà l’organismo di rappresentanza delle fondazioni e i sindacati dei lavoratori più rappresentativi. I contratti integrativi a livello dei singoli teatri saranno possibili, a partire dal secondo anno successivo all’entrata in vigore della riforma, solo in presenza di pareggio di bilancio, fatti salvi i diritti acquisiti. Le fondazioni con i conti in regola potranno procedere a nuove assunzioni. Dal 2012 sarà consentita solo la copertura del turnover. Le assunzioni a tempo determinato non potranno superare il 15% dell’organico totale. —

    Riproduzione riservata- I numeri 14 in totale il numero delle fondazioni liriche il 70% del finanziamento pubblico è destinato al mantenimento di strutture il 6% degli investimenti arrivano dai privati il Fus 2012 ammonta a 193.388.080, poco più dell’anno passato nonostante la percentuale sia diminuita dal 52% del 2011 al 47% di quest’anno il 26% dei finanziamenti arrivano dagli enti locali 4 5.600 i lavoratori delle fondazioni, tutti con contratto a tempo indeterminato *** **

    Commento by Anonimo — 28 febbraio 2012 @ 01:43

  21. ASCO ROSSI IN VIA FILODRAMMATICI PER «L’ALTRA METÀ DEL CIELO» Scala, rush finale per l’autonomia Etra due settimane arriva il Blasco di NICOLA PALMA — MILANO — AUTONOMIA ALLA SCALA, ormai ci siamo. Ieri si è riunito il Consiglio d’amministrazione del Piermarini per mettere a punto gli ultimi dettagli del nuovo statuto, dopo le osservazioni del Ministero per i Beni culturali. Giovedì è in programma un’altra riunione, durante la quale le modifiche al documento verranno approvate; poi la palla passerà all’Assemblea dei soci (12 marzo) per il via libera definitivo. Quindi, la versione corretta dello statuto sarà inviata a Roma, che avrà altri sessanta giorni per dare l’ok definitivo alla forma organizzativa speciale. Uno slittamento dei tempi — rispetto al periodo di inizio marzo previsto dal sovrintendente Stéphane Lissner — che però dovrebbe ridursi al minimo, anche perché la Fondazione ha già dimostrato di rispettare in toto i parametri fissati dalla legge 100 per il riconoscimento dello status di «repubblica indipendente» nel panorama lirico-sinfonico italiano. Intanto, Lissner sta continuando a lavorare per reperire i sette milioni di euro necessari per chiudere anche il 2012 in pareggio di bilancio: a salvare il Piermarini dal rosso potrebbero essere ancora una volta i privati, anche se non si escludono contributi straordinari dell’ultima ora da parte dei soci pubblici, come accaduto nel recente passato. La buona notizia arriva dal Fondo unico per lo spettacolo: stando alla ripartizione del Mibac, la Scala dovrebbe ottenere uno stanziamento almeno pari a quello del 2011. Infine, sale l’attesa per il debutto di Vasco Rossi) alla Scala: tra due settimane, il, rocker di Zocca sbarcherà in via Filodrammatici per ultimare il preparativi dello spettacolo) «L’altra metà del cielo», il balletto sulle note delle sue canzoni riarrangiate in chiave classica. Da metà marzo in poi, Vasco intensificherà la presenza in teatro per conoscere i dan zatori del Piermarini e prepararsi alla Prima del 31 marzo. nicola.palma(ilgiorno.net ***

    Commento by Anonimo — 28 febbraio 2012 @ 16:18

  22. 28 febbraio 2012
    +dal corriere della sera

    Riunione del cda La Scala in «rosso» e autonomia del teatro I conti in rosso (quei 7-8 milioni di euro che mancano all’appello per pareggiare il bilancio del 2012) e l’autonomia del teatro, il futuro del Piermarini e gli ottimi risultati della biglietteria. Tanti temi discussi ieri durante la riunione del cda della Scala. Il più urgente: mettere a punto il nuovo statuto. Ma anche sul deficit si cercano soluzioni (quasi) immediate. Correzioni tecniche ai fini dell’autonomia: lo scorso 2 gennaio il consiglio di amministrazione del teatro aveva inviato una prima versione al ministero per i Beni culturali (con tanto di dossier) per ottenere la forma organizzativa speciale. Da Roma, però, il testo era stato rimandato indietro con una serie di osservazioni tecniche. Meglio rifare e correggere: la nuova bozza, discussa ieri, sarà ultimata durante la prossima seduta di consiglio, in programma giovedì. L’assemblea che dovrà ratificare quest’ultima versione è fissata per il 12 marzo. A quel punto, il testo sarà inviato al governo, che avrà sessanta giorni per ratificare il provvedimento definitivo. Bisognerà aspettare metà marzo, invece, per avere un quadro preciso del piano strategico triennale la cui stesura è stata affidata alla società McKinsey con l’obiettivo di salvare i conti della Scala. A questo proposito, ieri il consiglio di amministrazione è tornato a discutere del milionario deficit di bilancio. Sul tema il sovrintendente, Stéphane Lissner, si sarebbe incaricato di presentare alcune soluzioni. A

    Commento by Anonimo — 28 febbraio 2012 @ 16:22

  23. 01/03/12 GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO BARI PETRUZZELLI, SALTATA OGNI IPOTESI DI MEDIAZIONE – PETRUZZELLI, SALTA L’ENNESIMO CDA ENTRO DOMANI IL COMMISSARIO

    II sindaco: Il rappresentante della Regione ha mandato tutto in tilt.
    Godelli: è mancata la trasparenza Petruzzelli, Emiliano contrattacca Il commissario sarà un docente di Roma. Oggi salta il cda BARI — È stato il rappresentante della Regione a mandare in tilt il cda della Fondazione Petruzzelli: è questo uno dei passaggi della nota che il sindaco di Bari, Michele Emiliano, ha scritto al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola replicando a dichiarazioni fatte da Vendola.
    Petruzzelli, le accuse di Emiliano «Il tilt è colpa della Regione» Replica di Godelli: «In sei anni ho denunciato tante irregolarità» BARI — I giochi alla Fondazione Petruzzelli sono chiusi. Il ministro per i Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, aspetterà che si consumi l’ultimo atto della riunione del cda, oggi alle 13, che si annuncia deserta dopo le lettere di defezione di quattro consiglieri di amministrazione (Filipponio, Laterza, Persichella e Alfieri) su sette, e poi nelle prossime nominerà un commissario. Un esterno, come il Corriere aveva già preannunciato, un docente romano, forse del Dams. Un nome di primissimo piano che ha già esperienza nel settore. Ornaghi ha fatto sapere che sperava di aver trovato un equilibrio con la nomina di Angiola Filipponio e Alessandro Laterza nel cda e, invece, venendo meno questa condizione la vicenda Petruzzelli si è trasformata in una competizione della sinistra contro la sinistra, per cui ha preferito rimarcare il suo profilo istituzionale. Ieri, il sindaco di Bari e presidente della Fondazione, Michele Emiliano, ci ha provato fino all’ultimo istante ad invitare il governatore Nichi Vendola ad evitare lo spettro del commissariamento: «Visto che non hai mai voluto parlare di questa vicenda con me – ha scritto in una lettera aperta – nonostante le mir terate richieste, ma hai scelto di far via mediatica, credo che sia opportu. badire a tutti i pugliesi che il destino 4,.. Petruzzelli è comunque nelle nostre mani di pubblici amministratori». Un appello cui il governatore ha risposto con l’invio, nel pomeriggio, della lettera dal suo rappresentante nel cda, Sabino Persichella: una nota di cinque righe nella quale si è riaffermata la volontà della Regione di non partecipare al cda. Emiliano ci ha provato a spiegare le sue ragioni a Vendola: «Caro Presidente, riparto dai fatti. Nei sette anni in cui sono stato presidente della Fondazione l’iter procedurale è sempre stato rispettato, valida-to dal voto del cda e certificato dai revisori dei conti». Il \ problema è sui fondi adeguati per garantire la programmazione lirico-sinfonica: nessuna certezza è giunta da parte del ministero, della Provincia e della Regione «e mi fa paradossalmente piacere che per la prima volta anche tu “lamenti” la mancanza di chiarezza sulle risorse disponibili!». Poi Emiliano spiega che le “gravi irregolarità” rilevate dal ministero e ricordate da Vendola alla stampa, riguardano solo la mancata nomina del sovrintendente. «Quindi, presidente, non confondere le idee ai cittadini: le irregolarità non attengono a una presunta cattiva gestione dell’ente o ad assunzioni poco chiare». E se questa nomina non è stata fatta è perché i due consiglieri nominati dal ministero, Filipponio e Laterza, hanno trovato «l’avvallo dei rappresentanti di Provincia e Regione». «Il tuo rappresentante nel cda sarebbe stato determinante per il raggiungimento di una maggioranza. Questo non è accaduto, la Regione da te rappresentata ha scelto di mandare in tilt il cda del Petruzzelli». C’è poi l’Orchestra e il concorso europeo. «E’ dal 2oo8 che la Fondazione scrive al ministero chiedendo le autorizzazioni per avviare le procedure di assunzione dei professori d’orchestra con concorso pubblico. Quell’autorizzazione non è mai arrivata, quindi il sovrintendente ha dovuto procedere con contratti a chiamata». Infine, l’appello accorato: «Ti invito a metterti nei miei panni e ad immaginare cosa si prova nel vedere un simbolo della rinascita di Bari nuovamente a rischio per beceri motivi politici». Nel pomeriggio, anche l’assessora regionale alla Cultura, Silvia Godelli, vero pomo della discordia per Emiliano, è voluta uscire allo scoperto. «Per oltre sei anni sono stata componente il cda e tante, tante volte ho reso note le irregolarità attraverso stampa e tv. In sei anni mai un verbale di riunione è stato reso noto ai consiglieri. Mai abbiamo avuto modo di sapere con certezza i costi di ciascuna produzione, mai un resoconto analitico relativo alle assunzioni, ai contratti in essere. Mai, e dico mai, abbiamo saputo con che *** criterio venissero effettuate le assunzioni, non ho mai ottenuto di sapere quante persone lavorassero per la Fondazione». E prosegue: «Ogni vano tentativo di discutere dell’impiego del danaro pubblico è stato criminalizzato e presentato come un “attacco politico”». Ancora l’altro giorno, continua Godelli, «ho letto il curioso termine di “blocco antagonista” inteso a designare chi ha sempre chiesto trasparenza, aspirando a leggere in tempo utile carte e documenti posti al voto nel cda». Per cui, ancora oggi, l’assessora chiede: «Se la pianta organica è di 171 unità, quanti sono i lavoratori contrattualizzati? Che costi hanno i contratti eccedenti la pianta organica? Quante maschere lavorano in teatro? Chi sceglie i lavoratori? Per-chè i nomi non compaiono sul sito della Fondazione? I criteri per le assunzioni sono di natura personalistica? Come mai per anni sono state tratte in inganno centinaia di persone con promesse impossibili? Qual è il piano di sviluppo industriale? Per-chè un socio privato che ha versato 800 milioni di euro è stato obbligato a ritirarsi? Domande vere, non retoriche che non hanno avuto risposta fino ad oggi». E poi l’ultimo affondo: «Fare retorica sui lavoratori non è di buon gusto e appare un tentativo di strumentalizzar- ne il disagio per ragioni altre». I 14 milioni di euro che rappresentano il bilancio della Fondazione «sono ben poca cosa – riconosce l’assessora – ma andavano gestiti in ben altro modo. In tempi di disoccupazione, di precarietà non è sufficiente rispondere che Wagner è stato un grande successo». Lorena Saracin

    Commento by Anonimo — 2 marzo 2012 @ 09:14

  24. 01/03/12 REPUBBLICA BARI PETRUZZELLI, RISSA SUL COMMISSARIO – PETRUZZELLI, OGGI IL COMMISSARIO ROMANO. EMILIANO A VENDOLA: “CONFONDI LE IDEE”

    Oggi a mezzogiorno l’assemblea del sindacato: “I consiglieri di amministrazione sono fuggiaschi” E la Cgil prepara l’occupazione “Non hanno pagato gli stipendi” “Dal 2010 chiediamo al governo di autorizzare i bandi di concorso” ANTONIO DI GIACOMO ILAVORATORI del teatro Petruzzelli, la Slc e la Cgil in testa, sul piede di guerra. L’ora X scatterà oggi a mezzogiorno in punto, quando si riuniranno in assemblea. «Alla Fondazione è tutto allo sbando e noi saremo in assemblea permanente nel Petruzzelli per garantire i diritti dei lavoratori» hanno annunciato ieriAntonio Fuiano, coordinatore regionale della Slc Cgil Puglia, e Pino Gesmundo, segretario generale della Cgil Bari, dinanzi alla platea delle maestranze tecniche e artistiche della Fondazione lirico sinfonica. Sarà, a tutti gli effetti, un’occupazione finché il cda, o il commissario ormai alle porte, non apriranno un tavolo col sindacato per discutere delle prospettive di stabilizzazione dei lavoratori e del futuro della Fondazione. E non mancano le accuse ai consiglieri di amministrazione Alessandro Laterza, Angiola Filipponio Tatarella, Trifone Alfieri e Sabino Persi-chella che per due volte hanno mandato deserte le riunioni del cda della Fondazione lirico sinfonica «sono fuggiaschi che – tuona Fuiano – hanno paralizzato il teatro. La loro condotta ha impedito che si desse mandato al direttore amministrativo, Vito Longo, di pagare gli stipendi che, tranne i 22 dipendenti a tempo indeterminato e i 13 orchestrali assunti con contratto triennale, da domani resteranno senza lavoro poiché i loro contratti erano stati sottoscritti fino al 2 marzo». E incalza Gesmundo che lamenta: «Abbiamo letto dichiarazioni pesanti su presunte gestioni opache della Fondazione da parte di Emiliano e di una volontà del sindacato di stabilizzare lavoratori senza concorso. Non è affatto così e poi, atti alla mano, possiamo dimostrare che la Fondazione è dal 2010 che chiede invano al ministero per i Beni culturali di autorizzare i bandi peri concorsi del personale sulla base delle stesse piante organiche stabilite dal ministero, che nel caso del Petruzzelli prevede 171 lavoratori: purtroppo non si è mai avuta risposta a queste richieste». Ma su questo aspetto non tarda a giungere una replica dalla stessa direzione generale del ministero per i Beni culturali, che ricorda di aver concordato con la direzione amministrativa della fondazione di rinviare al 2011 l’esame dell’istanza in quanto non era stato approvato il bilancio di previsionepluriennalee nemmenoquello consuntivo. Incerte insomma le risorse occorrenti alle numerose assunzioni, il Ministero puntualizza altresì di non averri-cevuto nessun’altra istanza informale o formale. E l’ombra dell’assenza di trasparenza nella gestione sollevata dalla Regione? ««Come mai Vendola, che – domanda Gesmundo – ha nel consiglio di amministrazione rappresentanti della Regione, non se n’è accorto prima? Se irregolaritàvi sono state le si dimostrino coi fatti, aquesto punto, e saremo noi perprimi a invocare l’intervento della Corte dei conti». Ma per Fuiano e Gesm undo lapriorità resta un’ altra: «Vogliamo la stabilizzazione dei lavoratori precari e più finanziamenti perché il Petruzzelli possa continuare la propria attività». ***

    Commento by Anonimo — 2 marzo 2012 @ 09:20

  25. 02/03/12 CORRIERE DEL MEZZOGIORNO BARI NOMINATO FUORTES: GIÀ AL LAVORO – PETRUZZELLI, FUORTES COMMISSARIO «E ADESSO LASCIATEMI LAVORARE»

    Il commissario arriva alla Fondazione cinque ore dopo il decreto. I lavoratori occupano il Petruzzelli Nominato Fuortes: già al lavoro «Fatemi vedere le carte». La Corte dei conti apre 2 fascicoli ALLE PAGINE 2 E 3 Fatiguso, Mazzotta, Saracino, Ventrella Petruzzelli, Fuortes commissario «E adesso lasciatemi lavorare» Ornaghi scioglie il consiglio, appena sbarcato la riunione con Longo BARI — Sono quasi le 19,15 quando Carlo Fuortes, neocommissario della Fondazione Petruzzelli mette piede in terra di Bari per ereditare la gestione di uno dei pezzi più delicati e cari alla città: il Teatro. Sceglie il treno e non l’aereo il superconsulente del ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi, in puro stile “mondano”: sobrietà, low profile, parole stringate e tanto lavoro. Segnali inconfondibili di chi ha coscienza di ereditare una patata bollente da gestire: metter mano nelle carte e nell’organizzazione della Fondazione. Abito grigio, soprabito in tono, borsa zeppa di carte, sorriso aperto, Fuortes, appena arrivato, ha lasciato i bagagli all’Hotel Palace e, accompagnato da Vito Longo, direttore amministrativo della Fondazione, è entrato nella sede della Fondazione in via Dante, per cominciare subito il suo lavoro. A Longo ha spiegato da dove vuole cominciare e cosa farà. Due ore di colloquio interrotte da numerose telefonate. Ad attenderlo, all’uscita, trova i giornalisti che ha provato a drib-blare tutto il giorno: «Non è opportuno rilasciare dichiarazioni – spiega – prima di aver capito bene quale è la situazione. Vi incontrerò, ma non è il momento», aggiunge gentile. La prima volta a Bari? «No, ci sono stato 15 giorni fa, proprio al Petruzzelli con Nanni Moretti». Preoccupato per il compito da affrontare? «No. Sono contento di aver accettato questo incarico, altrimenti non l’avrei fatto. Lasciateci lavorare, però». Poche battute mentre si allontana in tutta fretta alle 21,15 dalla sede della Fondazione. A Palazzo di città e in Regione, come in Provincia c’è chi ride e chi piange. «La situazione è delicatissima», spiegano all’unisono le gole profonde dei tre enti. Calato il sipario dell’operetta, ora va in scena il rigore. Fuortes resterà in città due giorni al massimo. Il ministro Ornaghi non ha perso tempo. Una volta accertatosi che nel cda – convocato dal presidente della Fondazione, Michele Emiliano – non c’era il numero legale per l’assenza di quattro consiglieri, intorno alle due, ieri, ha emesso il decreto di nomina per l’economista della cultura, per un primo periodo di sei mesi. Il provvedimento – ha spiegato il ministero – si è reso necessario al fine di ripristinare la funzionalità del cda e, di conseguenza, la regolare attività della Fondazione. «E’ mio auspicio – ha commentato il ministro – che la nomina di Carlo Fuortes possa ristabilire in tempi brevi il regolare funzionamento della Fondazione e instaurare un clima di serena collaborazione, attraverso il necessario coinvolgimento degli enti territoriali e dei soci fondatori». Di area veltroniana, recitano le cronache, Fuortes è anche amministratore delegato della Fondazione Musica per Roma che gestisce 1’Auditorium Parco della Musica, gradito anche al sindaco Gianni Alemanno che lo ha riconfermato. Ieri, ha avuto gli auguri di buon lavoro dal suo presidente Aurelio Regina che, però, intende tenerselo ben stretto. Da più di venti anni svolge studi e consulenze sui temi dell’economia della cultura e ha già diverse conoscenze in Puglia: con Antonio Princigalli, di Puglia Sounds, ad esempio, con cui la Fondazione Musica per Roma ha coprodotto numerosi spettacoli e con il segretario regionale del Pd, Sergio Blasi, presidente della Fondazione Notte della taranta che in una nota a nome dell’intero Pd invita «a ritrovare la giusta sintonia, sedando ogni forma di conflitto» e a collaborare lealmente con Fuortes. Apprezzamenti anche dal Pdl attraverso il segretario provinciale di Bari, Antonio Distaso, il capogruppo alla Regione, Rocco Palese, e il vicepresidente della Provincia, Nuccio Alfieri. Auguri di buon lavoro anche dal sindaco Emiliano: «Mi auguro che porti un po’ di soldi, tutto qua. Perchè i soldi sono sempre mancati al Petruzzelli. Adesso serve che il Governo coordini gli enti locali e li induca a finanziare i 2o milioni di euro che servono per farlo funzionare come si deve. Dopodichè, se non ci riesce neanche il commissario, sarà un guaio». Il contributo del Comune? «Lo darò a patto che i lavoratori siano stabilizzati, attraverso un concorso pubblico, ovviamente». Lavoratori che, stipati nel Petruzzelli in assemblea permanente, aspettano ora di incontrare il neo commissario. Lorena Saracino ***

    Commento by Anonimo — 2 marzo 2012 @ 11:12

  26. 02/03/12 REPUBBLICA BARI CGIL IN RIVOLTA, STOP AL CONCERTO “MA ABBIAMO UN INTERLOCUTORE”

    Ieri mattina la protesta dei dipendenti. Il sindacato chiede di essere ricevuto Cgil in rivolta, stop al concerto “Ma abbiamo un interlocutore” IL TEATRO Petruzzelli è occupato.I IavoratoridellaFondazione lirico sinfonica si sono riuniti in assemblea permanente a mezzogiorno di ieri, sotto il coordinamento di Pino Gesmundo, segretario generale della Cgil Bari, eAntonio Fuiano, coordinatore della Slc Cgil Puglia. E lì, alcuni di loro, hanno pure passato la notte. La parola d’ ordine è non mollare e l a platea è gremita delle maestranze del Petruzzelli. Sul palco, invece, le poltrone vuote dei musicisti dell’orchestra del teatro. Resteranno vuote anche stasera quando si sarebbe dovuto tenere l’ultimo appuntamento della ministagione Sinfonie d’inverno, sul podio il maestro John Neschling. Niente da fare. I musicisti non si esibiranno: è il primo tangibile effetto dell’occupazione del teatro. La stessa Camerata musicale barese che domani, proprio al Petruzzelli, aveva in programma il concerto fra jazz e lirica del duo Danilo Rea e Flavio Boltro ha ripiegato, traslocando allo Sheraton. Ma torniamo al Petruzzelli. Durante una pausa dell’assemblea qualcuno fra gli artisti del coro non rinuncia a provare, qualcun altro fra i precari dell’orchestra non sa che pesci pigliare. C’è incertezza sul proprio futuro. «Che ne sarà di noi?» si domanda una musicista. Gli fa eco un collega: «Siamo venuti a Bari chiamati per merito e sognando di poter dare corpo a un sogno, quello di dare vita a una grande orchestra. Ci siamo riusciti e, pur navigando nell’incertezza, abbiamo conquistato il lusinghiero plauso di maestri del calibro di Veronesi, Oren, Palumbo e Maazel. Cosa accadrà ora? Il commissario ci butterà via per sistemare i suoi pupilli?». Già, il commissario Carlo Fuortes. «Finalmente abbiamo un interlocutore – rivendicano Gesmundo e Fuiano – che non potrà eludere le nostre richieste. I lavoratori riuniti in assemblea permanente all’interno del teatro, chiederanno al commissario Fuortes come intende procedere circa il mancato pagamento degli stipendi e cosa ne sarà dei contratti che scadono oggi. Presidieranno il loro teatro anche di notte fino a che non saranno convocati dal commissario per lo sblocco immediato del pagamento degli stipendi e finché non sarà fatta chiarezza sul rinnovo dei contratti a tempo determinato». E stamane intanto, poco dopo le 11, decine di orchestrali del Petruzzelli, mafuori dal teatro, terranno un concerto per sensibilizzare la cittadinanza. (a.d.g.) ***

    Commento by Anonimo — 2 marzo 2012 @ 11:20

  27. 02/03/12 AVVENIRE MILANO ALLA SCALA I CONTI NON TORNANO

    Alla Scalai conti non tornano Tagli e nuovi soci, ma anche l’incognita dei finanziamenti statali: per il 2012 si punta al «pareggio» II teatro alla Scala punta al pareggio anche nel 2012, nonostante all’appello,a un primo esame del budget, manchino oltre 7 milioni di euro. La possibile soluzione sarti presentata all’assemblea dei soci fissata per il I2 marzo. Ieri è stata anche argomento della seduta del cda che ha approvato il bilancio previsionale, con qualche incognita. La ricetta dovrebbe includere, a quanto si apprende, risparmi di gestione e l’arrivo di qualche nuovo socio, ma potrebbe esserci anche qualche sforzo del pubblico. Il sovrintendente Stephane Lissner ha sempre ricordato che la Scala è un teatro pubblico e ha sottolineato che i problemi finanziari di questo momento sono essenzialmente dovuti proprio alla «mancanza dei contributi pubblici», più precisamente «tre milioni di euro dello Stato e tre della Provincia». Bisogna capire se in qualche modo si potranno recuperare. La seduta di consiglio di ieri è servita però anche per approvare il nuovo statuto, che sancirà la forma di gestione speciale, cioè l’autonomia del teatro. Il testo è stato modificato per adeguarlo alle osservazioni fatte dal ministero dei Beni culturali alla prima versione. Una volta approvato dall’assemblea dei soci, il governo avrà 60 giorni per il prowedimento definitivo. ***

    Commento by Anonimo — 2 marzo 2012 @ 11:24

  28. 02/03/12 GIORNO MILANO SCALA, IL CDA APPORVA LO STATUTO VIA LIBERA AL BILANCIO DEI RISPARMI: OBIETTIVO PAREGGIO ANCHE NEL 2012

    IN TEATRO NUOVO SOCIO IN ARRIVO AL PIERMARINI Scala, il Cda approva lo statuto Via libera al bilancio dei risparmi: obiettivo pareggio anche nel 2012 — MILANO — SCALA AUTONOMA, arriva l’ultimo via libera del Cda al nuovo statuto della Fondazione. Ora manca solo l’ok dell’Assemblea dei soci, che si riunirà al Piermarini tra dieci giorni: solo allora, dopo un passaggio formale in Consiglio d’amministrazione, il documento che adegua le regole di gestione dell’ente lirico-sinfonico alla forma organizzativa speciale sarà inviato a Roma per l’approvazione del Ministero per i Beni culturali; il Mibac avrà sessanta giorni per approvare lo statuto (serve anche la firma del Ministero delle Finanze) e concedere lo status di «repubblica indipendente» al Piermarini. Non solo autonomia, però. IERI IL BOARD di via Filodrammatici, presieduto dal sindaco Giuliano Pisapia, ha anche approvato il bilancio previsionale del 2012: l’obiettivo dichiarato è quello di conseguire il settimo esercizio in pareggio della gestione targata Stéphane Lissner, anche se le incognite restano ancora sul tavolo. Si, perché, come rivelato qualche giorno fa dal sovrintendente francese, alla voce «entrate» del budget mancano circa sette milioni di euro, sei dei quali garantiti quasi in parti uguali nel 2011 da Provincia (2,9 milioni) e decreto Milleproroghe (3 milioni). Nonostante il buco nei conti, però, alla Scala non sembrano troppo preoccupati, anche perché Lissner avrebbe già trovato alcune contromisure per ripianare il deficit, che saranno sottoposte all’attenzione dei soci del Piermarini nella riunione del 12: secondo indiscrezioni, il dirigente francese punterebbe sull’ingresso di almeno un nuovo socio privato nella Fondazione con relativa quota d’entrata (dopo Telefonica e Tod’s dodici mesi fa) e sull’ulteriore riduzione dei costi di gestione. Confidando in qualche sorpresa dai finanziamenti pubblici: sebbene gli enti locali continuino a denunciare difficoltà finanziarie legate al taglio dei trasferimenti statali, ai piani alti di via Filodrammatici si continua a sperare in contributi extra dell’ultima ora, come già avvenuto anche l’anno scorso. Per quanto concerne invece il Fondo unico per lo spettacolo, non dovrebbero esserci decrementi del gettito riservato alla Scala, anzi lo stanziamento potrebbe addirittura crescere leggermente rispetto al 2011. Intanto, buone notizie per il teatro arrivano come sempre dal botteghino: resta solo un biglietto disponibile sul sito web del Piermarini per la Prima de «L’altra metà del cielo», il balletto ideato e musicato da Vasco Rossi. Nicola Palma nicola.pal,na(n ilgiorno.net L’ULTIMO PASSAGGIO Tra dieci giorni il documento sarà esaminato in assemblea Poi il dossier arriverà a Roma LE SOLUZIONI Costi di gestione Tra le contromisure individuate da Lissner per ripianare il buco da sette milioni di euro ci sarebbe l’ulteriore riduzione dei costi di gestione del teatro

    Commento by Anonimo — 2 marzo 2012 @ 11:31

  29. […] Quello che noi lamentiamo però non è la posizione decisa e radicale presa dalla Scala, che sicuramente ha subito un danno di immagine che la Magistratura valuterà se motivato o meno, ma il silenzio complice di chi ignora un problema se questo “tocca” i suoi interessi personali. E di problemi alla Scala non sembrano essere solo questi. […]

    Pingback by Caso Garritano: il silenzio del Sindaco è la peggiore ipocrisia « Mamma Mia Pisapia! — 7 marzo 2013 @ 08:33

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

Powered by R*