Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

7 Marzo 2012

Incidente sul lavoro al teatro alla Scala

Filed under: General — Tag: — Lavoratoriscala @ 21:12

         

Durante lo smontaggio di “donna senz’ ombra “, oggi intorno alle ore 15.00 nel palcoscenico del Piermarini è caduto rovinosamente un paretone mobile a forma di semicerchio largo 12 metri per 15 metri di altezza.

L’involontaria apertura del portone di retropalco, ha provocato una corrente d’aria che spostando un fondale in movimento è scivolato sotto il suddetto paretone che stava per essere sganciato dai macchinisti di scena. L’effetto leva è stato immediato, il parettone che fa parte di una scenografia ospite arrivata da un teatro tedesco e che è stato progettato per un dislivelllo 0 (zero)  è stato ugualmente montato sul palcoscenico Piermarini che ha un dislivello +3cm, un fattore che ha compromesso notevolmente la sua stabilità.

I due effetti collaterali produce la caduta dell’immensa scenografia che ha investito i lavoratori che stavano.Solo il tempestivo fuggi fuggi generale, per un soffio, ha evitato il morto o i feriti tra le decine di lavoratori impegnati nello smontaggio. Da tempo denunciamo e chiediamo di intervenire urgentemente per mettere fine al continuo abuso di ristretti tempi di s/montaggio tra un‘opera in prova e la successiva che va in scena la stessa sera. L’ingombro di più scenografie insieme sul palco costituiscono un esponenziale aumento dei rischi per il personale tecnico e artistico che vi lavora. Solo la fortuna ha evitato il ripetersi del medesimo incidente stile “pausini-o jovanotti”.

E’ richiestol’intervento del magistrato competente per rimuovere se necessario l’oggetto che potrebbe reiterare l’incidente. La Fondazione Scaligera con a capo il presidente, Sindaco Pisapia, deve porre le condizioni in cui esercitare il lavoro in palco in condizioni che oggi non è più tollerabile attendere. La sicurezza e la salute devono essere posti davanti a tutto.

Davanti soprattutto a quella cultura della produttività e del profitto a tutti i costi, che caratterizza questa infausta dirigenza.

La Segreteria Generale della Cub Informazione.

Milano, 7/03/2012       logo CUB

80 Comments »

  1. bruno gaudenzi says:
    2012/03/07 at 19:46
    Scrivo qui il mio pensiero: ennesimo incidente in palcoscenico!!!!!!!!! cade una scena dell’opera ” La donna senz’ombra” . Questa sera la recita di Aida inizia con 10 minuti di ritardo. L ‘ “ingegnere” Malgrande firma un foglio dove dichiara che lo spettacolo di Aida è in sicurezza!!!! Mi chiedo per quanto tempo ancora proseguiranno a prenderci in giro , la fortuna fino ad ora ha assistito chi lavora in palcoscenico ,ma soprattutto assiste i responsabili degli allestimenti, il silenzio generale è surreale e urla giustizia . Per non parlare di quell’assurdo cambiamento della regola sulla sicurezza che doveva impedire alle persone che lavorano in palcoscenico di essere presenti fisicamente sui ponti quando questi si sarebbero mossi . Ora la regola è cambiata , significa che hanno rifatto quei famigerati ponti che già all’epoca della riapertura della nuova Scala con l’Europa riconosciuta, non funzionavano???? No! sono sempre gli stessi , ma il lavoro è triplicato!! Sappiamo tutti che non funzionano perchè sono stati progettati male , ma si fa finta di nulla , colui che l’ha progettati rimane impunito e continua a svolgere il proprio “lavoro” e si prosegue con l’incosciente e delinquenziale utilizzo ! Basta !!! FUORI I RESPONSABILI !!!

    Commento di bruno gaudenzi — 7 Marzo 2012 @ 21:38

  2. da repubblica milano

    Durante la prova della Donna senz’ombra, che debutterà alla Scala domenica prossima, è crollato un carro scenografico “di grande peso e dimensioni”. Si è trattato, secondo la Cgil, di un “gravissimo incidente che solo per fortunata casualità non ha provocato danni irreparabili alle persone presenti sul palcoscenico”

    Commento di w le iene — 7 Marzo 2012 @ 21:40

  3. (ANSA) – MILANO, 7 MAR – Oggi, durante la prova della Donna senz’ombra, che debuttera’ alla Scala domenica prossima, e’ crollato un carro scenografico ”di grande peso e dimensioni”. Si e’ trattato, secondo la Cgil, di un ”gravissimo incidente che solo per fortunata casualita’ non ha provocato danni irreparabili alle persone presenti sul palcoscenico”. Il sindacato spiega anche che la rappresentazione in programma questa sera di Aida iniziera’ con qualche minuto di ritardo. (ANSA).

    Commento di w le iene — 7 Marzo 2012 @ 21:41

  4. Cronaca | di Thomas Mackinson | 7 marzo 2012

    Il fatto quotidiano
    Teatro alla Scala, crolla la scenografia alle prove di ‘Donna senz’ombra’

    Tragedia sfiorata nel teatro più importante di Milano. Tutti salvi, ma i lavoratori denunciano: “Poca attenzione alla sicurezza, lavoro organizzato secondo logiche di iperproduttività”. il Cub chiede di incontrare il sindaco Pisapia, presidente della fondazione che gestisce “il tempio della lirica”
    Poteva scapparci il morto, anzi più d’uno. Durante le prove di allestimento luci dell’opera “Donna senz’ombra”, un fondale di circa 12 metri per 15 si è staccato improvvisamente schiantandosi sul palco della Scala di Milano. I macchinisti hanno tentato inutilmente di frenare la caduta. Gli operai e le maestranze si sono messi in salvo per qualche frazione di secondo, un attimo e sarebbero uscite le comparse.

    Sulla dinamica pochi dubbi. E il pensiero che corre subito all’incidente mortale di due giorni fa al Palasport di Reggio Calabria per il concerto di Laura Pausini e a quello a fine gennaio a Trieste di Jovanotti. Ma qui siamo nel salotto prestigioso della lirica dove il 7 dicembre sfilano “i potenti” d’Italia. Siamo alla Scala. Dove “Donna senz’ombra”, un’opera in tre atti di Richard Strauss, debuitterà domenica prossima. I testimoniani riferiscono che a provocare il crollo sarebbe stata una folata di vento dovuta a un portellone posteriore al palco rimasto aperto per consentire le operazioni di carico e scarico. Non c’è un dispositivo di sicurezza che lo impedisca. Ad aumentare il rischio anche il fatto che quella scenografia non è adatta al palco della Scala. Si tratta infatti di una struttura “ospite” che arriva dalla Germania e per la quale si è tentato un adattamento in corsa senza tener conto del dislivello di tre centimentri del palco della Scala che avrebbe concorso a produrre un effetto leve e dunque il crollo.

    A denuciare quanto accaduto è la Confederazione unitaria di base (Cub). Una delegazione di lavoratori, oltre a presentare una denuncia all’Asl, chiede di poter incontrare il sindaco Giuliano Pisapia (che è presidente della Fondazione della Scala) per porre seriamente il problema dell’incolumità dei lavoratori, della valutazione dei rischi e dell’organizzazione degli spettacoli. Quello di oggi, infatti, è solo l’ultimo di una serie di incidenti che potevano avere esito mortale. L’ultimo è stato il distacco da una stanga sospesa di una quinta arrotolata caduta a terra da venti metri d’altezza durante la movimentazione. Anche qui, si è sfiorata la tragedia sul palco. Ma forse più clamoroso ancora l’episodio dell’aprile scorso, quando nel bel mezzo dell’allestimento della “Turandot”, si è verificato un sovraccarico dei ponti che movimentano la scena che ha portato l’Asl a elevare una sanzione da 13 mila euro a carico del svovrintendente e del direttore degli allestimenti. “Su quei ponti camminano intere masse artistiche, il caso ha evitato il peggio. Poteva essere davvero una strage ”, dice Pierluigi Sostaro, responsabile sicurezza del Cub.

    Ma la sanzione non è bastata a suonare il campanello d’allarme. Così ora tocca ai lavoratori difendersi come possono, cercando un dialogo diretto con il Comune e mettendo sul tavolo tutti i problemi irrisolti. Che sono sia strutturali, legati al cantiere, sia regolatori. Perché il rischio aumenta quando le esigenze di cartellone prevalgono. A detta dei lavoratori – sono circa 200 tra macchinisti, elettricisti, fonici – il teatro è diventato la “fabbrica della Scala”. Ma senza romanticismi, il riferimento è alle logiche di organizzazione del lavoro troppo spesso improntate all’iperproduttività per garantire in contemporanea le prove di un opera e l’allestimento serale di un’altra.

    Oggi, ad esempio, il palco crollato era in allestimento per provare “Donna senz’ombra”, dalle 16 alle 19, poi toccava smontare il tutto per far posto ad “Aida” che va in scena la sera. “La direzione crea le stagioni teatrali pensando alla sola riuscita artistica, al richiamo del pubblico. Programmano anche quattro allestimenti in contemporanea sottovalutando i rischi connessi ai carichi di lavoro e ai pesi per i ponti tecnici. Così mettono a repentaglio la sicurezza di tutti, non solo dei tecnici”, dicono i lavoratori che per senso di reponsabilità e per non impedire l’esecuzione dell’opera (che comunque subirà un ritardo) non hanno chiamato la polizia e la magistratura, ma che questa sera leggeranno un comunicato per spiegare al pubblico quanto è accaduto.

    Commento di w le iene — 7 Marzo 2012 @ 21:44

  5. ho un poco di difficoltà ad utilizzare il nuovo blog ….. leggo ora la vostra denuncia ….. mi ero premurato di pubblicare questo mio precedente scritto , ignaro della vostra denuncia.
    una sola domanda , i sindacati cgil, cisl, uil, fials (ammesso che a quest’ultimi interessi ciò che succede in palcoscenico) come si sono comportati? è l’ennesimo incidente , che ribadisco per pura fortuna di chi lavora in palcoscenico, senza feriti o vittime, ma mi chiedo: quanto durerà questa “fortuna”?i responsabili dell’allestimento scenico (qualora ce ne fossero più di uno) non erano al corrente della diversità di pendenza dei due teatri ? la risposta non può e non deve essere no!!!!! è ormai palese l’incapacità di tali individui!!!! denunciamo all’asl, ai vigili, al sindaco, alla madonna e a chicchessia!! tutto ciò deve finire prima che ci scappi il morto , o attendiamo che il governo Monti attui la sua folle iniziativa di ridurre la soglia di attenzione sulla sicurezza nei posti di lavoro???? Bruno Gaudenzi (coro)

    Commento di bruno gaudenzi — 7 Marzo 2012 @ 21:47

  6. vengano raccolte tutte le denunce fatte , apriamo un dossier su questi fatti e sull’omertoso comportamento della direzione, è ora che si faccia pulizia , riferendomi all’articolo del fatto, non dimentichiamoci oltremodo che capita anche che in palcoscenico lavorino degli artisti del coro aggiunti senza che abbiano ancora firmato regolare contratto , (vedi opera “morte a Venezia , della passata edizione) raccogliamo tutti gli elementi ………..e poi osano licenziare???????

    Commento di bruno gaudenzi — 7 Marzo 2012 @ 21:57

  7. i lavoratori han fatto un presidio sotto palazzo Marino .
    la cgil ha lanciato l’ansa riportata su repubblica e corriere.

    Commento di w le iene — 7 Marzo 2012 @ 22:00

  8. ok bene! e gli altri sindacati?????

    Commento di bruno gaudenzi — 7 Marzo 2012 @ 22:37

  9. Solidarietà ai colleghi della Scala; i colleghi della Cub sono stati facili profeti, purtroppo.

    Commento di seestrasse — 7 Marzo 2012 @ 22:41

  10. ………….ma veramente una denuncia non è stata fatta se i bravi lavoratori tutti e rasponsabili della sicurezza (???) non hanno fatto intervenire magistratura e polizia( così si lehgge sui giornali)…..ma perchè???era già successo il 23 ottobre scorso, con un’altra donna quella “Del lago”.perchè non chiamare Polizia, Carabinieri, Magistratura,Pompieri o qualsiasi forza dell’ordine e autorità competente che “rilevasse” debitamente e imparzialmente i dati dell’incidente??? Chi si deve “proteggere” o”sostenere”?Perchè altra spiegazione non ne vedo, il compito di un rappresentante per la sicurezza sarebbe quello di far intervenire ( in un caso come questo) le autorità competenti.
    Ma forse “L’ingegnere Malgrande” ha personalmente garantito che è tutto a posto???
    Mah,……………………..

    Commento di Piera — 8 Marzo 2012 @ 00:07

  11. Cari colleghi ieri appena saputo della cosa (avevo la febbre e non ero presente), ho immediatamente scritto alla sovrintendenza, direzione e al nostro RSPP.Ho fatto richiesta di dichiarazione scritta di affidabilità del palcoscenico visto che qualcuno si deve prendere le sue responsabilità. Alla richiesta è seguita la dichiarazione scritta di Malgrande e poi è andata su Aida. Se mi riesce inserisco qui la mail spedita ieri (non sono particolarmente agile in queste manovre ).Vorrei comunque precisare che la fials, quindi nello specifico io come rls, ha la massima premura nell’ intervenire nelle vicende vergognose relative alla mancanza di sicurezza sul palcoscenico (ma non solo sul palcoscenico)pertanto si adopera con tutti i mezzi più efficaci a disposizione e con la massima solidarietà di intenti con gli altri rls, denunce incluse. Vorrei invitare tutti a una coordinazione lucida e unitaria perché altrimenti gli sforzi sono vanificati. Grazie. a.c.

    Commento di alice cappagli RSL fials — 8 Marzo 2012 @ 10:06

  12. Cara Alice
    probabilmente vivi proprio nel paese delle meraviglie!
    se Volete fare qualcosa di unitario e responsabile fated una bella denuncia, ma poi come potreste continuare a fare i vostri concertini?????????
    Buffoni, buffoni sulla pelle degli altri.Durante la Donna del Lago siete andati avanti a suonare persino imbarazzati di quei lavoratori che hanno cercato di fare qualcosa.

    Commento di Piera — 8 Marzo 2012 @ 10:50

  13. All’attenzione del Sovrintendente, della Direzione Generale, del Servizio di Protezione e Prevenzione:

    E’ mio dovere segnalare che in data odierna, 7 marzo 2012, si è verificato un pesante incidente sulla scena con il distacco di una parete; non essendo affatto un caso isolato, ma il perseverare di una condizione di precarietà circa la sicurezza degli allestimenti, chiedo come RLS che sia rilasciato un certificato scritto attestante l’affidabilità strutturale di ogni realizzazione. Tale certificato deve essere rilasciato dal Responsabile di Prevenzione che ha la competenza e l’auspicabile capacità di collaudare l’affidabilità assoluta di quanto richiesto dalle scelte registiche. Inutile, mi auguro, sottolineare anche che tali scelte non devono mai prescindere dalla sicurezza di chiunque lavori sulla scena in ogni sua mansione; inutile anche ricordare ai Destinatari, che tale documento viene di norma emesso presso le altre Fondazioni dal momento che la legislazione prevede sull’argomento la medesima norma vigente sulla sicurezza nei cantieri.
    In attesa di un riscontro che mi auguro pronto ed assolutamente esaustivo, porgo distinti saluti.

    alice cappagli RLS

    Commento di Anonimo — 8 Marzo 2012 @ 12:07

  14. Mi piacerebbe che, se qualche lavoratore presente in palco al momento del crollo del muro-carro, ci potesse descrivere la dinamica dell’incidente con le sue parole.

    un tecnico scala che non era di turno al momento dell’incidente.

    Commento di Anonimo — 8 Marzo 2012 @ 12:24

  15. “dal Paese delle Meraviglie”……………..ma signora Alice si rende conto che CHI dovrebbe certificare che è tutto a posto è l’Ingegner Malgrande cioè il “direttore dell’allestimento scenico”?
    Ma signora ( che non si capisce chi rappresenta ( la Filarmonica, cioè pardon l’Orchestra)Tu il TUO autorevole sindacato cosa pensate di fare oltre che mandare letterrine dolci al sovrintendente?Idem per gli altri sindacati CUB incluso, che è sì profeta in patria, ma perchè ieri non ha bloccato lo spettacolo in attesa di verifiche.?
    Tutti sanno, tutti denunciano, chi sa non può parlare se no si finisce come Maria Francesca(Garritano) ( che alcuni sindacalisti hanno pesantemente attaccato fuori dalle loro conoscenze e competenze lesi nella maestà scaligera)
    Come tutti CUB inclusi sapevano dell’amianto , dettagli, date , e sedi dove trovarlo.
    Ora si sono svegliati e anche qui ciascuno fa la sua corsa, infatti al riguardo una fetta enorme di lavoratori è stata tagliata fuori dalla “consueling” dell’amianto…………….
    Ha voglia Alice e Chi come Lei a dire “Noi facciamo”.
    Il Sindacato in primis riconosciuto come associazione eletta alla difesa del lavoratore , DEVE provvedere.
    Qui non ci sono considerazioni da fare cara Alice e fantasmi delle RLS.
    Il piano di sicurezza di ogni spettacolo CHI l’ha mai visto, ma soprattutto CHI l’ha mai richiesto??
    Si potrebbe tentare di spiegare e documentare molte situazioni ma siete troppo collusi con le attività della direzione, con la protezione dei VOSTRI interessi.
    Piuttosto VOI artisti, defraudati del secondo , terzo , quarto, quinto lavoro vi batterete per poter continuare a fare i vostri interessi che già fate a dispetto della legge, continuando l’attività della filarmonica, sostenuti e protetti dalla stessa direzione, seguiti da pochi privilegiati( nemmeno dell’area artistica peraltro) che hanno trovato il modo di mangiarci anche loro.
    E con oggettivtà ciò spiega la vostra falsità nel dichiarare di fare denunce che non fate, di occuparvi di sicurezza di cui non sapete nulla.
    Colleghi d’Italia del mondo dello spettacolo ci manifestano solidarietà: la solidarietà va mostrata a loro che vengono derubati di ogni sostanza per la cultura che viene dirottata ad un ente così indegno e scorretto verso il mondo della cultura e verso tutti i TEATRI italiani.
    L’importante è non perdere i privilegi……………….
    Come ha scritto Bruno per ora ci è andata bene……….la Scala è fortunata perchè se dovessimo fare l’elenco della sua fortuna sarebbe troppo lunga.
    Nessuno vuole veramente risolvere le cose, perchè ciò significa contrapporsi a una direzione e a un sistema che conduce questa baraccone facendo l’interesse di pochi ma non di tutti.
    E gli interessi non sono solo economici considerando che la gravità di quanto sta succedendo nel caso amianto è inaccettabile.
    Ma forse “Alice tutto questo non lo sa”…………

    Commento di Piera — 8 Marzo 2012 @ 14:26

  16. Per Alice Cappagli;

    A parte tutta questa storia dell’incidente sul lavoro. Avremmo bisogno noi lavoratori degli altri teatri di conoscere bene i contenuti della Vostra firmata dalla maggioranza dei Professori d’Orchestra sul problema dei permessi e del lavoro autonomo.
    Il problema del lavoro autonomo non riguarda solo orchestra e coro…ma anche i tecnici che come tutti sappiamo hanno società di impianti elettrici, costruiscono cucine componibili per terzi (scpesso usando le attrezzature del teatro), fanno traslochi…e anche tutti gli impiegati che durante le ore di lavoro fanno le aste su ebay…o comprano vendono rolex, appartamenti e automobili.

    Ci potreste far leggere il testo della lettera, che, come di Repubblica, ha fatto arrabbiare Lissner?

    Grazie

    Commento di ViolonCello — 8 Marzo 2012 @ 15:25

  17. Caro ViolonCello, condivido e approvo la Tua richiesta, se ti può consolare nessuno del coro della scala o tecnico alcuno per esempio è al corrente della suddetta lettera, perchè come al solito l’orchestra corre da sola…..quanto ai tecnici e vari non vendono solo rolex e appartamenti ma per spostare quattro leggii, senza conoscere la musica, prendono esattamente come un violinista della ben amata filarmonica.oltre a prendere soldi i tecnici ( bada bene, ben spalmati in busta paga)cioè soldi per attività privata pagata dal pubblico)li s prendono i signori dirigenti della produzione, per l’enorme sforzo lavorativo di coordinare cotanta attività……………si direbbe da voci di corridoio che i signori dell’orchestra siano così consapevoli della loro UNICITA’ e BRAVURA che nessun possa negar loro il diritto di far partecipe il mondo musicale della loro eccellenza.
    Parliamoci chiaro:il decreto Bondi è iniquo e anticostituzionale, ma lo è per la scala, firenze, genova, napoli, palermo ,venezia,bologna……..tutti nessuno escluso.
    Il problema gentile ViolonCello è che la sicurezza, la prevenzione, i problemi del teatro alla scala, sono tutti correlati alla compiacenza di tutti per non perdere qs impero.
    Allora in nome di arte e cultura si dovrebbe lottare insieme per crescita e diritti ma alla scala si lotta solo per mantenere e non per crescere.
    Nessuno ti spiegherà mai che lettera hanno scritto e chissà perchè non abbiamo chiesto a Coro, Ballo e Tecnici di firmarla…..perchè per LORO ECCELLENZE il resto del Teatro non vale nulla.
    Loro sono autonomi, hanno un doppio, triplo e quadruplo stipendio, tengono master class ovunque, continuano a fare concerti in barba alla legge con nomi diversi……………. e allora speriamo che la legge venga applicata e ci liberi di quel bel numero di firmatari della presunta lettera……….la legge dovrebbe essere già applicata impedendo a tecnici e strumentisti di fare la filarmonica, se qualcuno non di parte vuol leggere la legge 100 ovvero il famoso articolo 3 si renderà conto che la legge è stata liberamente interpretata ed applicata.
    E se Tu ViolonCello sei parte di un altro onorevole Teatro allora fai qualcosa perchè possiate muovervi in merito ai permessi, osservate cosa succede in scala e troverete i mezzi per trovarne l’uscita o se non altro per impedire questo squilibrio di trattamenti.
    buona giornata

    Commento di Piera — 8 Marzo 2012 @ 16:44

  18. Gentilssima Piera;

    Ah ! Comprendo..
    Quindi la lettera parla solo a titolo degli orchestrali scaligeri che sono UNICI nella loro bravura devono avere dei permessi. E’ di questo che si tratta?
    Peccato che sia così…avevo letto su facebook il cotanto messaggio accorato di Danilo Rossi che chiede a tutti i colleghi degli altri teatri solidarietà e UNIONE su questo problema dei permessi. Pensavo quindi che fosse un problema che poteva essere condiviso anche con chi artisticamente è una nullità e lavora negli altri teatri o chi addirittura non è un’artista e si trova limitata la propria attività fuori dal teatro anche se non retribuita..penso per esempio a chi fa del volontariato….a causa di questo decreto.
    Bene , ancora una volta L’Orchestra della Scala se la canta e se la suona.
    Comunque ci piacerebbe senza alcun dubbio leggerla questa famosa letterina…
    Non è che riuscite per caso ad intercettarla? Così i colleghi degli altri teatri si danno un po’ di pace finalmente e magari si muovono con le loro forze e con le loro possibilità .
    Cercate per cortesia di farcela leggere , grazie!
    Anche per poter rispondere agli esimi Maestri scaligeri tipo Danilo Rossi & C. di non affannarsi troppo a contestare. Loro che sono così famosi e artisticamente richiesti in tutta la penisola possono senza dubbio licenziarsi dal teatro per intraprendere una sicura e brillante carriera da solisti. Lasciando magari il loro posto di lavoro libero per qualche giovane meritevole e precario. Proprio come avvenne in passato per loro stessi. Ma forse lo hanno dimenticato.

    Commento di ViolonCello — 8 Marzo 2012 @ 17:09

  19. ……….caro ViolonCello
    sempre più d’accordo con Te.
    Il signor Rossi Danilo, che la sera della prima di Aida replicava a uno spettatore giustamente indignato, lavora alla scala con turni che gli permettono di farsi gli affari propri ovunque.La scala è un pied a terrè.
    Si indigna(Lui e i colleghi d’arte e maestria) per la caduta libera della qualità artistica, però suonano sotto la direzione di quella sottospecie di maestrino Wellber, il cui Papi sovvenziona la filarmonica della scala.
    Mi chiedo, impotenete e amareggiata, perchè Voi degli altri TEATRI siate ancora illusi che qualcuno della Scala vi aiuti a traghettare la crisi???
    Nessun componente della scala, forse pochi inclusi la scrivente, ha interesse ad aiutare alcun collega sparso in questa Italia disgraziata.
    Comunque fuori da detti, falsi. illecite interpretazione leggi lart.3 della legge Bondi , leggi bene Tu e i Tuoi colleghi.Non appoggiarti a qualche ancora che non c’è ………tutti parlano della “circolare Nastasi ” quella del gennaio 2012……..
    quella NON è una circolare e i colleghi di Cagliari lo hanno capito e hanno scritto al ministro.
    TUTTI dobbiamo chiedere , non fare i furbetti del quartierino che osano dove nessuno può.
    Auguro un licenziamento in tronco a questi signori, se hanno le ali dell’eccellenza così tarpate, liberino un pò di posti e se ne vadano altrove.
    Ma altrove la “pappa” no è garantita………
    Comunque la legge è chiarissima: non si nega la gratutità ma si nega il “Lavoro autonomo”……invece Tu che fai volontariato o beneficienza non lo
    puoi fare, ma la filarmonica della scala può lavorare, sulla base di una DEROGA CHE NON C’E’.
    NON c’è una deroga al riguardo NON C’E’.
    Lo vogliano capire tutti gli interessati.
    I macchinisti non potrebbero lavorare per la filarmonica , nè gli strumentisti, nè gli impiegati, nè gli ispettori.
    E’ un gioco gestito dalla direzione del teatro accondisceso dalla gente come Rossi.
    E l’interpretazione di Nastasi è come se l’avesse scritta uno di loro.
    I Teatri affondano per malgoverno, per crisi continue, ma affondano perchè nel passato e nel presente c’è chi continua a vivere e a prendere tutto quanto può senza rispetto delle regole e delle persone
    Saluti

    Commento di Piera — 8 Marzo 2012 @ 18:11

  20. Piera scrisse: Idem per gli altri sindacati CUB incluso, che è sì profeta in patria, ma perchè ieri non ha bloccato lo spettacolo in attesa di verifiche.?
    Non abbiamo avuto la prontezza di riflessi di chiamare la polizia …e qualcun’altro, nel frattempo convinceva i lavoratori sulla ragion di stato. La mancanza del diritto di rappresentanza e di assemblea soprattutto ci azzoppa notevolmente, scusi la metafora.
    PERO’ Almeno Noi e solo noi ABBIAMO PRESENTATO ESPOSTO DI DENUNCIA ALL’ASL IMMEDIATAMENTE e STAMATTINA ALLE DIECI LA COMMISSIONE DI POLIZIA DELL’ASL è INTERVENUTA valutando tutto il giorno le cause di questo incidente..
    SAPPIAMO DA POCHISSIMO CHE è STATA DATA UNA NUOVA PRESCRIZIONE ( MULTA E QUANT’ALTRO) AI RESPONSABILI DELLA SCALA. I DETTAGLI LO SCOPRIREMO QUANDO RISPONDERANNO ALLA NOSTRA DENUNCIA NEI PROSSIMI GIORNI VIA FAX .
    Non mancheremo di pubblicare immediatamente il fax di risposta dell’Asl.

    Piera scrisse: Come tutti CUB inclusi sapevano dell’amianto , dettagli, date , e sedi dove trovarlo.
    Ora si sono svegliati e anche qui ciascuno fa la sua corsa, infatti al riguardo una fetta enorme di lavoratori è stata tagliata fuori dalla “consueling” dell’amianto…………….
    Cara signora Piera non può esagerare nel dire cose fuori dalla realtà. Se esistono denunce sull’amianto e relative bonifiche è perché fin dalla sua nascita nel 2008 alla Scala la C.U.B. ha da subito denunciato la scoperta dell’amianto trovato in volta platea, nonostante la faraonica ristrutturazione. Ci sono kilometri di rassegne stampa e denunce all’asl che lo testimoniano. Se la prenda , e farebbe benissimo, su chi ha taciuto cose scoperte addirittura 20 anni fa e messe a tacere ma che ora le stiamo riportando alla luce con il nostro lavoro. Con il Comitato Amianto e la Cub, hanno denunciato e smosso prefetti autorità presidente della repubblica su questo tema e costretto la direzione a riprendere in mano la questione counseling sotterrata da tre anni. Hanno scoperto , conosciuto Demetrio Asta, il primo a denunciare la presenza d’amianto e la sua nocività, pagandolo sulla sua pelle, aiutandolo a fargli riconoscere solo oggi la malattia professionale: asbestosi .Andandolo a cercare venti anni dopo che fosse andato in pensione. Venne allontanato, prepensionato, dopo la sua denuncia solitaria e abbandonato da tutti.
    Oggi la cub è impegnata a far riconoscere a tutti coloro che sono stati esposti il diritto di essere monitorati. E ha contribuito a raccogliere più di duecento domande di lavoratori per esser scritti nel registro degli esposti dell’Asl .
    Tutto questo, cioè senza esser riconosciuti formalmente dall’azienda, come sindacato. Una discriminazione che da sempre subiamo, come oggi subisce la fiom in Fiat, tanto per intendersi e che per questo motivo, domani ha indetto sciopero generale.Crediamo che per uscire da questa anomalia Italiana ci vuole l’impegno di tutti i lavoratori per fare le elezioni ( dunque partecipare e far partecipare )delle R.S.U. ( e pensi che il 30% degli r.s.u. son dati in partenza ai firmatari del ccnl :cgil cisl uil e fials) .
    Son convinto che lei darà il suo contributo per far sì che il nostro lavoro potrà esser più efficace di oggi,costretti dalle legge liberticide che ad altri son ben comode mentre si riempiono contemporaneamente la bocca di belle parole sulla democrazia. Noi si fa il possibile. Ma le assicuro non è facile con tutti questi ostacoli.Ci conforta comunque che tanti lavoratori ci infondono fiducia, comprendendo con quali difficoltà andiamo avanti, scrivendosi al nostro sindacato . Lo faccia anche lei impegnandosi con noi. Per il bene dei lavoratori del pubblico e della nostra Scala.

    La segreteria provinciale cub / info alla Scala

    Commento di segr. prov . cub — 8 Marzo 2012 @ 18:30

  21. Caro Cub
    forse non ci intendiamo sui termini della denuncia nè tanto meno sulle competenze.
    CHIUNQUE può chiamare la Polizia , non è questioni di rappresentanze e validità o di numeri.
    Ti do ragione e posso solo immaginare le decine di sottospecie che si saranno sguinzagliate per calmare la situazione e convincere noi massa , a fare lo spettacolo della sera.
    Ma la Polizia o qualsiasi altra autorità andava chiamata, andava chiamata per Turandot, Don Giovanni, Donna del lago , Attila e molto altro.
    NOn è questione di competenze ma di coscienza civica e civile.
    Se assisti a un incidente hai il dovere e il diritto di chiamare le autorità se questo serve al caso.
    saluti

    Commento di Piera — 8 Marzo 2012 @ 18:50

  22. per Cub
    ps giusto per precisazione un Esposto è un “esposto” una denuncia è altro atto.
    E questa si fa in Questura volendo, come fanno i miei colleghi quando si fanno male in palcoscenico, almeno i colleghi della CGIL!!!!!!!!!
    Sono compagni Loro…..per Loro stessi…………

    Commento di Piera — 8 Marzo 2012 @ 18:54

  23. ricevuto.
    113 112 115 118. sarà fatto

    Commento di segr. prov . cub — 8 Marzo 2012 @ 19:01

  24. Gent.ma Piera ;
    Il Prof. Rossi scrive sulla sua pagina facebook :
    Danilo Rossi
    Cari colleghi delle Orchestre degli Enti Lirici. Noi alla Scala abbiamo mandato una lettera al nostro Sovrintendente dicendo che dal 2 marzo 75 Professori d’Orchestra firmatari di tale lettera riprenderanno in maniera Unilaterale l’attività esterna al teatro (75!!!!!! il 70 %!!!!!!! Un bel successo!!!!!!) .
    Tutte le Orchestre dei teatri italiani sarebbe bello che facessero la stessa cosa per poi arrivare, tutti insieme , ad un momento comune di tutti i teatri dove , nello stesso momento, suoneremo insieme contro questa legge sbagliata fatte da persone sbagliate e mantenuta in essere da gente sbagliata.

    Seguono ad esso tutta una serie di commenti di vari colleghi scaligeri e degli altri teatri che sembrano raccogliere l’invito con veemenza e speranza che ovviamente non sto a riportare perchè sarebbe lungo e dispendioso.

    A corollario di cio’ esce un articolo di Repubblica che parla delle furie di Lissner.

    Di questa fantomatica lettera pero’ non se ne legge testo nè da parte dello stimato Prof Rossi nè da parte di Repubblica.

    Ora tu mi dici che i contenuti di tali missiva riguardano solo ed esclusivamente i professori scaligeri e la loro unicità artistica nel panorama nazionale.
    Sarebbe percio’ il caso di trovare copia di tale documento in modo da leggerla tutti. In modo da riscontrare, ancora una volta, cio’ che tu molto sinceramente e senza peli sulla lingua stai scrivendo. Ovvero che i firmatari di questo documento pensano solo ed esclusivamente ai propri interessi e che la leva che si vuol fare sensibilizzando anche gli altri colleghi al problema, altro non è che un modo per continuare ad ottenere benefici infischiandosene degli altri.

    Non mi sorprende tale atteggiamento in realtà. Avete mai visto qualcuno di questi illustri Maestri indignarsi, sollevare gli scudi o quantomeno esprimere solidarietà verso i colleghi delle altre fondazioni in diffcoltà? Mai.

    Quanto alla legge 100 la conosco bene. Così come sappiamo che ci sono sovrintendenti e le rispettive direzioni del personale che sventolano la “non circolare” di Nastasi come il libro Verde di Gheddafi …per fare terrorismo verso chiunque chieda permessi per qualsivoglia attività ivi inclusa per paradosso la possibilità di suonare alla Prima Comunione dei propri figli (in quanto attività autonoma…non importa se retribuita o no) .

    Sarei molto grato agli amici della CUB che hanno sempre avuto il coraggio di denunciare e informare attraverso questo sito riuscissero a pubblicare questa letterina.

    Per il resto, gentilissima Piera, ti ringrazio di condividere con noi comuni mortali degli altri teatri questi problemucci quotiani, che poca cosa sono per alcuni di noi a confronto dei gravi pericoli di commissariamento e chiusura che alcuni dei teatri in cui lavoriamo stanno rischiando. Ce li dovremo risolvere da soli, questo lo abbiamo imparato ormai da anni.

    Grazie per l’attenzione.

    Commento di Anonimo — 8 Marzo 2012 @ 19:12

  25. Caro “Anonimo” delle 19,12.
    Per prima cosa non parlo come se la realtà Scala fosse un pianeta, se Tu non lo avessi inteso io non appartengo a questa realtà, ma la vivo.
    Poi io sono partita da un problema ENORMEMENTE grave, quello della sicurezza, qualcosa per cui lottare, dei permessi poco importa , preferisco francamente salvaguardare per presente e futuro la nostra ( di tutti) posizione lavorativa.
    Quindi evita commenti dei comuni mortali.
    I miei migliori amici sono in altri Teatri, alla canna del gas, non verranno certo aiutati dai Rossi o Chi per LUI:
    A Cagliari sono alla disperazione, a Firenze risanano le case del teatro ( per gli errori dei dirigenti con i soldi dei dipendenti, anzi NON con i soldi , ma con il lro TFR.
    Se la legge Bondi la conosci la stessa non vieta altro che il “Lavoro autonomo”
    Ma allora perchè gli stessi sindacati fanno girare la lettera di nastasi chiamandola “circolare”?
    Comunque vorrei anche dirti che io NON ho mai visto la lettera in questione, infatti ne parlo come “presunta” ma i giornali parlano di Orchestrali , non di maestranze della Scala, quindi cosa ne deduci???
    Gli altri settori del teatro non sono stati messi a conoscenza di qs lettera…quindi??????’
    In ogni caso subire questa angheria discriminante nell’ambito delle masse dello stesso teatro e in quelle di altri teatri è acconsentire a far proseguire queste persone nei loro intenti.
    Questo è il problema di tutti NOI…….

    Commento di Piera — 8 Marzo 2012 @ 19:37

  26. Vedi il PDF del Eposto all’ASL incidente donna senz’ombra

    http://ilsottoscala.noblogs.org/files/2012/03/untitled-1.pdf

    Commento di Lavoratoriscala — 8 Marzo 2012 @ 20:05

  27. Anche se ho poco tempo per stare sui blog, vorrei fare una piccola precisazione a chi si firma Piera:
    1- una cosa è l’invidia, altra il problema. E sarebbe bene isolare gli argomenti e non mischiarli per costruire bombe senza obiettivi.
    2-personalmente non ho firmato la famosa lettera di Rossi e ho le mie ragioni che nulla hanno a che vedere con la sicurezza. Nulla hanno a che vedere manco con la filarmonica (la mela di Paride, vedo)-
    3-non ho lavorato solo alla Scala e conosco fior di musicisti che lavorano altrove (e dato che potevo scegliere, all’epoca dei concorsi, credo che avrei fatto meglio a fare altro). E sono andata fino a Roma per unirmi ai musicisti italiani. C’era anche ‘Piera’?
    4. sono troppo vecchia per non sapere che chi comanda da una parte poi si auto assolve dall’altra.
    5-sono anche sempre troppo vecchia per non sapere che a furia di rovesciare tavoli a vanvera prima o poi ci casca qualcosa su un piede.
    E ora sfogati pure, ma alla fine fai proposte e agisci. Io ho chiuso.

    Commento di alice cappagli RSL fials — 8 Marzo 2012 @ 20:26

  28. Mi dispiace moltissimo dell’accaduto e mi sento accanto a voi.
    Sono un tecnico di un altro prestigioso Teatro,dove mi sembra che la prassi
    oramai sia quella :(stagione ricca,a discapito della sicurezza).
    Tra non molto tocchera’ anche a noi.
    -Ai piani alti stanno facendo i furbetti sulle nostre spalle.

    Commento di toto' — 8 Marzo 2012 @ 20:56

  29. Piera ha elencato lucidamente tutto quello che non funziona all’interno di questo teatro , concordo con lei , oltremodo sostengo la CUB scaligera in quanto lavoratore, quindi a conoscenza di tutti quei meccanismi biechi che impediscono a tale sigla di essere riconosciuta, ma questo ovviamente non impedirà che le denunce vengano fatte! Anzi credo che l’unico mezzo a nostra disposizione sia quello proseguire nel denunciare ogni azione , comportamento, intoppo o incidente che vadano a ledere il normale svolgimento del nostro lavoro. L’unità in questo teatro è pura utopia, ma non importa con pazienza e determinazione si deve proseguire nel cammino verso la pulizia e l’onestà. grazie

    Commento di bruno gaudenzi — 8 Marzo 2012 @ 21:30

  30. Vorrei dire due cose, la prima: che si sta esternalizzando troppo sulle carenze scaligere, articoloni sui giornali, servizi televisivi, manca solo una puntata di Porta a Porta con il plastico del palcoscenico, smettetela!!! i problemi si risolvono in casa tra tecnici e direzione, tutto questo vociare denunce alle ASL Polizia Carabinieri ci fanno solo del male!!
    Non vorrei che saltasse fuori il solito magistrato esibizionista e in cerca di gloria che ti arriva in teatro e ti blocca tutte le attività fino a quando il tutto verrà sistemato (con i tempi della nostra giustizia almeno una decina di anni) lo sapete che danno economico e di immagine?
    I problemi si devono risolvere all’interno tra i reparti tecnici interessati al problema e la direzione, in fase di programmazione degli spettacoli coinvolgere i responsabili tecnici dei vari reparti e valutare gli spazi di convivenza tra le varie produzioni e la gestione e tenuta dei carichi sospesi, la logistica nei trasporti per lo spostamento delle scene tra il teatro e i depositi in caso di produzioni molto complesse e ingombranti, poi, cosa molto importante ci vuole tanta, tanta collaborazione tra le masse, farsi la guerra si lavora male, ci si fa male e si fa del male al teatro.

    Commento di Gab1978 — 8 Marzo 2012 @ 21:48

  31. sul commento di Gab! mi auguro vivamente che dietro al tuo scritto ci sia del sarcasmo!!! se così non fosse personalmente penso che invece le denunce vadano fatte eccome, ci sono organi preposti (extra teatro ) a valutare tutti gli incidenti sui luoghi di lavoro.Parli di danno all’immagine???? io credo che sia più importante la vita e l’incolumità dei lavoratori piuttosto di un immagine distorta di un teatro che allo stato attuale delle cose non funziona, altrimenti succederà come con il precedente governo dove per anni ci hanno fatto credere che tutto andava bene , che la crisi non c’era ma che erano solo macchinose farneticazioni dei comunisti (………ma dove sono i comunisti ????? io non ne vedo !!) , che dovevamo sorridere alla vita, che dovevamo essere ottimisti, tutto quel ciarpame sappiamo tutti , e lo viviamo sulla nostra pelle , dove ci ha portato. L’ipocrisia del far finta di nulla , del laviamo i panni sporchi in casa……. non scherziamo per favore, mi auguro oltremodo che tu non sia una lavoratrice del teatro , altrimenti mi chiedo dove tu viva? ti ricordo inoltre che sul palcoscenico sono presenti i ragazzi delle voci bianche , i quali non sono così “sgamati” nel saper riconoscere il pericolo, a questo proposito, fossi un genitore di uno di quei ragazzi , farei immediata denuncia per mancata sicurezza, non basta una signora che li accompagni dal loro camerone al palcoscenico per preservarli dai pericoli !!!Concordo con te , invece, quando dici che sul tavolo della presentazione della stagione debbano essere presenti tutti i rappresentanti di tutti i settori per creare una lucida sinergia fra ilavoratori e dove vengano esposte tutte le problematiche che sono differenti fra lavoratore e lavoratore. Dici , con ragione, che la separazione fra i lavoratori è dannosa ai lavoratori stessi, hai ragione, ma chi la vuole questa separazione? Pensa solo a quanta poca solidarietà ci sia fra le masse artistiche, spesso chi lavora in palcoscenico è deriso da chi lavora in buca . a quest’ultimi interessa ben poco di quello che accade in palcoscenico, a meno che non disturbi anche loro (vedi la produzione di Pagliacci , della passata edizione)….o che non riguardi il montaggio delle pedane e della conchiglia per i concerti sinfonici , che sappiamo tutti quanti da chi sono gestiti !!! quindi sincerità , e trasparenza ! grazie

    Commento di bruno gaudenzi — 8 Marzo 2012 @ 22:08

  32. Caro Bruno, no,non voglio certo nascondere le eventuali inefficienze organizzative o inefficienze tecniche, gli eventuali errori devono essere denunciati ma il grido era non esagerare con i proclami alla stampa e TV! come dicevo prima se salta fuori un magistrato esibizionista e in cerca di gloria “sigilla” il palcoscenico per far verificare le eventuali inefficienze si rischia la sospensione degli spettacoli e il posto di lavoro di almeno 300 lavoratori direttamente impegnati sul palcoscenico.
    Secondo me, l’unica soluzione l’ho detta nel mio post precedente, per l’orchestra, sappiamo tutti che loro credono di essere dei Padri Eterni, ma sanno anche che senza il supporto tecnico possono avere qualche difficoltà a suonare (salvo se non si fanno tutto da soli)

    Commento di Gab1978 — 8 Marzo 2012 @ 22:42

  33. ………..avevo scritto un commento ma mi è saltato tutto, quindi se riappare questo sarà un doppio……….
    Volevo concordare con Bruno e ritenere le affermazioni ( spero non convinte) di Gab1978 gravi anzi gravissime.
    Dover fare attenzione all’immagine a scapito della salute è semplicemente inaccettabile.
    Per Alice mi sento di dire quello che stavo scrivendo: anche io vengo da altri teatri ( lo stesso Tuo per un breve periodo)
    Qui non è questione di proposte è questione di agire.
    Nel tuo secondo post mi hai invitata a sfogarmi ma io non ne ho bisogno, piuttosto l’hai fatto Tu parlando di invidia e di temi che non sono i miei di partenza ( infatti io sono partita dalla sicurezza la questione permessi e lavoro autonomo è stata scatenata dal desiderio di rispondere ad alcuni civili post).
    IO non so chi Tu rappresenti, nel senso la fials, l’orchestra, i lavoratori quali….insomma non lo so.
    Ma credo che il principio sia lo stesso,se desideri assolvere il tuo ruolo devi far rispettare quanto assegnato ai tuoi compiti dal Testo Unico per la sicurezza e prevenzione della salute dei lavoratori, Testo madre che ha integrato ed ampliata la 626.
    Lo scrivo perchè credo non ti sia ben noto, non so l’hai letto???
    No perchè il Testo Unico contiene delle cosette importanti …. e soprattutto affida alla gente come Te il compito di sorvegliare ed eventualmente provvedere a segnalare ciò che non va.
    Mi chiedo se sei mai venuta sul palcoscenico,non so per esempio in un cambio come quello di Aida tra I e II atto.
    Magari ti spaventi perchè laggiù in buca non si è abituati a questa confusione pericolosa.
    Mi chiedi proposte?
    Bene redigete un documento raccogliete le firme di tutti i dipendenti, non per sigla Alice, tutti i dipendenti, dove si chiede che il signor Malgrande NON può essere ” responsabile della sicurezza” essendo anche direttore dell’allestimento scenico.
    E se ci ridono dietro si va alla magistratura del lavoro e alla procura della repubblica.
    Siamo preoccupati di incontrare un magistrato solerte con tempi lunghi?( a parte Gab1978 che la Tua affermazione è pregiudizievole e discriminante)
    Siamo preoccupati di perder uno spettacolo e magari un mese di stipendio?
    Ma a Voi interessa la vostra vita???
    vedi Alice parli di invidia, della mela di Paride e di altro ( non ben definito)
    IO non ho interesse a fare specificatamente la filarmonica, perchè mi farebbe discretamente schifo far parte di un’associazione per prendere dei soldi per rinunciare all’onestà di intenti.
    Tu puoi fare quello che credi, far finta di fare qualcosa, ma invidia credi non ne ho.
    Piuttosto provo pena per CHI non è in grado di mettere la vita e la salute sopra ogni cosa, perchè una volta che l’hai persa non te la ridstribuisce nessuno.
    E poi guarda mi fa pena vedere la gente che difende una direzione incompetente e che ci si collude assieme.
    Questa è la cosa che andrebbe combattuta.
    Hai scritto a Lissner come sovrintendente o come direttore artistico?
    Il tuo e altri sindacati come è che non si oppongono a questo perdurare del doppio ruolo?
    La vera forza è lasciare una traccia ma Tu , il tuo sindacato più di altri, tracce non ne lascia.
    Quanto al problema da te sollevato della mela di Paride e Danilo Rossi.
    IO la lettera di Rossi non l’ho vista però faccio parte di questo teatro e non l’ha vista nessuno che non fosse dell’orchestra ( a meno che gli eletti fials del coro con la loro rappresentante non abbiano avuto l’occasione)
    Per la mela di Paride non sarà mai possibile far capire a te e molti altri quali enormi problemi si leghino alla filarmonica, quali conflitti, scorrettezze a discapito della fondazione.
    Se io mi firmassi Alice rls fials e credessi a quello che ho scritto e fossi onestamente e intellettualmente onesta , sarei già passata dalla questura a depositare più di una denuncia.
    Per il resto fai quello che meglio credi, per quanto mi riguarda la salute ha un ruolo più importante e non barattabile.
    Saluti
    Piera
    artista fuori corso

    Commento di Piera — 9 Marzo 2012 @ 00:25

  34. Cari Alice Cappagli & Piera;

    Mi sa proprio che la “mela di Paride” sia proprio questa fantomatica lettera che a quanto sembra TUTTI hanno letto e nessuno, a parte il Prof. Rossi, ha firmato. Ma insomma… come dice bene l’anonimo delle 19.12 , questa lettera a noi comuni mortali delle altre fondazioni ce la fate leggere o no??

    Scusate ma come fa il Prof. Rossi a chiedere solidarietà (almeno da cio’ che si legge sul suo messaggio facebook) se poi non ci spiega i contenuti di questa solidarietà?
    Su via fatelo uscire questo documento, se non per noi brutti sporchi e cattivi degli altri teatri, almeno per i vostri colleghi del teatro che lavorano negli altri reparti no?
    Di cosa avete paura? Forse del vostro stesso ego?

    Commento di Anonimo — 9 Marzo 2012 @ 00:29

  35. no anonimo……… la mela di Paride è la filarmonica non la lettera di rossi, che neanche io ho visto… e concordo su quanto hai detto….. e rispetto e sostengo i CUB prossima volta 112.113.115 il 118 spero non dovremo chiamarlo mai

    Commento di Piera — 9 Marzo 2012 @ 00:48

  36. ..vabbè…

    Mercurio fu incaricato di portare le tre dee dal giovane troiano, che ancora viveva tra i pastori e conduceva al pascolo le pecore, e ognuna di loro gli promise una ricompensa in cambio della mela.

    Atena lo avrebbe reso sapiente e imbattibile in guerra, consentendogli di superare ogni guerriero; Era promise ricchezza e poteri immensi, talché a un suo gesto interi popoli si sarebbero sottomessi, e tanta gloria che il suo nome sarebbe riecheggiato fino alle stelle

    …a un solo gesto del Prof Rossi (leggi il messaggio sfacebook) interi colleghi si sono messi a disposizione..
    Il problema è che lo hanno fatto senza conoscere VERI contenuti…

    L’anonimo lì ha ragione…altro che Filarmonica..eccotela la mela di Paride!

    Commento di Anonimo — 9 Marzo 2012 @ 01:12

  37. Perchè non pubblicate questa lettera di cui si parla? grazie

    Commento di Anonimo — 9 Marzo 2012 @ 09:00

  38. Concordo totalmente con Piera , soprattutto per quel che riguarda l’ultima risposta ad Alice, non c’è una parola fuori posto e tutto è descritto con cura e lucidità , rispecchia in toto il mio pensiero. Chi sta in buca non ha idea di quello che succede in palcoscenico durante i cambi, per esempio, il rischio è sempre e solo di tutto coloro che lavorano in palcoscenico, mai visto nessun rappresentante sindacale dell’orchestra mettere piede dietro le quinte !!! I loro interessi sono altri….lo sanno tutti, ma quando l’orchestra ha un problema di qualsiasi natura e giustamente lo vuole risolvere …allora tutto si muove e si risolve , potere delle persone depositarie della vera cultura.Per quel che riguarda gli artisti del coro con annessa rappresentante, loro vivono in un altro mondo, appartengono ad un altro Coro, loro sono i veri artisti e musicisti, appoggiano tacitamente ogni iniziativa dell’orchestra , guai alle assemblee citare il nome filarmonica, loro lavorano solo per loro stessi , e anche questo è risaputo da tutti , ma si preferisce far finta di nulla (fatta eccezione del sottoscritto e di pochi altri ).Quindi direi proseguire con pazienza …. e fare veramente molta attenzione a quello che succede in palcoscenico, non vorrei mai che la mia immagine fosse deturpata da un qualsiasi incidente !!!! 😉

    Commento di bruno gaudenzi — 9 Marzo 2012 @ 09:01

  39. Mi firmo perché ci metto la faccia e mi becco le pesciate . Vedo che gli altri non lo fanno.
    Bene, le denunce le può fare chiunque, quindi se qualcuno ha idee precise le faccia pure. Bisogna sapere parecchie cose per poter fare una denuncia penale, e non solo sul fatto, ma anche sulle responsabilità individuali. Un’indagine porta a un colpevole e non sai mai chi potrebbe essere individuato, magari qualcuno che non c’entra perché chi sta più in alto sa come pararsi il culo…
    Non accetto le insinuazioni di collusione, ricordo solo che per staccare le zecche non si usano le unghie ma si asfissia la testa e la si toglie appena esce per cercare ossigeno. Non si creda, la cosiddetta Piera, che lei sola sia di carne e ossa (e una marea di sensibilità) e gli altri siano di acciaio e cinici. Un tondino di ferro non sceglie la mira quando cade.

    Commento di alice cappagli RSL fials — 9 Marzo 2012 @ 10:27

  40. La collusione c’è !!! eccome se c’è!!! è evidente e palese, direi l’unica cosa trasparente in questo teatro, i bei discorsi servono a nulla se non sono supportati da fatti concreti……. la separazione fra le masse lavoratrici c’è ed è voluta per indebolire i lavoratori stessi. Ribadisco il concetto, all’interno del nostro teatro c’è un chiaro conflitto di interessi , inutile negarlo.A questo proposito sarebbe conveniente che venisse esposta la famosa e fantomatica Convenzione fra Orchestra Filarmonica e teatro alla Scala , quanto meno per un fatto di trasparenza e rispetto fra i lavoratori, ed invece si cela e si omette , perchè? cosa vieta l’affissione di tale convenzione? e questo purtroppo è uno dei nodi da dipanare e chiarire, la parola chiave è COERENZA! Grazie

    Commento di bruno gaudenzi — 9 Marzo 2012 @ 10:53

  41. Buongiorno….
    Alice guarda ti stai scaldando per nulla e stai dimostrando che non hai mai fatto e non farai niente.
    Perchè ripeto la denuncia si può fare e lo può fare chiunque.
    Gravissimo il fatto è che CHI come te deve sorvegliare non solo non lo faccia ma trovi pietose giustificazioni.
    E TU in modo specifico, come chiunque rivesta un ruolo per la sicurezza e non agisca, diventa corresponsabile negli accadimenti.
    Continua a scrivere metafore perchè mi sa che è l’unica cosa che sai fare.
    Non credo che riuscirai a capire perchè sei davvero troppo collusa.
    Saluti
    Piera ( ps ed è il io vero nome)

    Commento di Piera — 9 Marzo 2012 @ 11:05

  42. mA PERCHè NO NADOTTARE LA SOLUZIONE MIGLIORE?vISTE LE COLLUSIONI, GLI INCIDENTI, I PROBLEMI DI BILANCIO….
    cHIUDIAMO IL tEATRO E RIAPRIAMOLO SOLO CON MASSE UTILIZZATE SECONDO LE SPECIFICHE NECESSITA’.
    NON CI SAREBBE PIU IL PROBLEMA FILARMONICA….SAREBBERO TUTTI FILARMONICI. L’ORCHESTRA IL COLRO IL BALLO I TECNICI, LE PULIZIEEEE.
    E POI CHI PARLA TANTO DI CONFLITTO D’INTERESSE, BEH SI DOVREBBE FARE UN ESAME DI COSCIENZA……CHISSA’ CHE NON ABBIA ANCHE EGLI BENEFICIATO DEI PROVENTI DELLA FILARMONICA. MA A CHI LA DATE A BERE, UNA FOLATA DI VENTO CHE FA CADERE UNA MASSA SIMILE…..E POI LA FOLATA DI VENTO SE ENTRA DA UNA PARTE DEVE USCIRE DA UN’ALTRA…MA CORRENTE D’ARIA LI NON CE NE E’!

    eolo

    Commento di Anonimo — 9 Marzo 2012 @ 11:33

  43. Filarmonica…bla bla…sicurezza sul lavoro…bla bla….tutte chiacchere e BASTA.

    Cari scaligeri, ma almeno una prova di trasparenza verso quello che scrivete e dite di essere …denunce, pomi della discordia,tondini che cadono … ecc ecc ce la fate a darcela?

    Pubblicate questa famosa lettera , ve lo stiamo chiedendo in molti ormai. Ce la fate a dimostrare , attraverso la resa pubblica di questo piccolo ed insignificante documento, che tra di voi ci sono delle differenze?

    Grazie. Il resto sono solo chiacchiere e distintivo.

    Saluti da Bologna

    Commento di Anonimo — 9 Marzo 2012 @ 11:38

  44. Vorrei ricordare che in quanto artista del Coro del teatro alla Scala, quando capita che all’interno della stagione sinfonica (ormai totalmente appannaggio della filarmonica) si debba svolgere un programma dove sia prevista la presenza del Coro , quest’ultimo non percepisce una lira dall’orchestra Filarmonica.
    Concordo invece quando sottolinei il fatto grottesco che una folata di vento possa far cadere un pezzo di scenografia , se così fosse significa che siamo messi proprio male!
    Per non uscire dal seminato e lasciar perdere la querelle filarmonica , ribadisco fermamente che ognuno di noi deve sentirsi responsabile della sicurezza, quindi denunciare sempre ogni qual volta si intraveda un pericolo per l’incolumità di chi lavora in palcoscenico!

    Commento di bruno gaudenzi — 9 Marzo 2012 @ 11:41

  45. il testo della lettera , caro “bolognese” non verrà mai esposto !!!!!!! a questo proposito vorrei essere contraddetto !!!!

    Commento di bruno gaudenzi — 9 Marzo 2012 @ 11:44

  46. Buon giorno a tutti,
    riguardo i miei messaggi di ieri erano riferiti al troppo parlare alla stampa e alla televisione di faccende nostre interne, ricordiamoci che c’è gente che ci vuole male e sono sicuro che se dovessero prendere provvedimenti seri qualcuno ride e stappa la bottiglia alla nostra faccia!
    Per quanto riguarda gli incidenti avvenuti in palcoscenico, secondo me non è tutta colpa delle risorse tecnologiche impiantate dopo la ristrutturazione, ma il mancato coordinamento da parte di in quel momento deve dare gli ordini e tutti devonono stare zitti ed eseguire, di grandi carri e fianchi armati pesantissimi ce ne sono stati anche 35 anni fa, e non c’erano tutti gli argani che ci sono adesso o i carriponte, si univano le stanghe motore con quelle contrappesate e via di scrosce e stangoni per tenerlo allineato sui carrellini fino in quinta, e tutto filava liscio perchè sul palcoscenico c’era solo una persona che dava ordini e se non facevi come diceva erano calci in culo! una volta i giovani erano affiancati dagli anziani e dovevano fare come dicevano senza se e senza ma, così si facevano la gavetta e nel giro di qualche anno erano pronti ad essere chiamati in scena senza pericolo.
    Poi una volta i contratti a termine contribuivano a selezionare gli elementi idonei a lavorare in palcoscenico da quelli non idonei, adesso invece con le ultime sentenze sono passati tutti fissi così abbiamo in casa elementi validi e non validi.
    per quanto riguarda la caduta del fianco armato, concordo quello che ha detto l’utente anonimo del posto delle ore 11:33 di oggi, in palcoscenico non ci sono correnti d’aria così potenti da far crollare un fianco armato di diverse decine di quintali (ci vorrebbe un tornado, ma all’interno di un teatro è un pò improbabile) la caduta del fianco è secondo me causata da un errore tecnico di qualcuno che non ha rispettato gli ordini del responsabile e ha probabilmente eseguito una manovra errata facendolo cadere, questo perchè ci sono troppe teste che lavorano per conto loro dimenticandosi che il lavoro in palcoscenico è un lavoro di squadra ed è importante essere tutti d’accordo di quello che si sta facendo in quel momento, altrimenti si rischia di farsi del male seriamente!
    Scusatemi se sono stato lungo ma voglio bene alla Scala e vedere tutte queste cose e tutte le esternazioni dei vari personaggi fanno male al teatro e a tutti noi per prima cosa.

    Commento di Gab1978 — 9 Marzo 2012 @ 12:27

  47. Una lettera firmata dalla Filarmonica che va contro una legge che tutela la Filarmonica stessa…ti credo che la rappresentante FIALS qua non l’ha firmata!

    …e poi parlano di POMI DELLA DISCORDIA…

    Commento di Anonimo — 9 Marzo 2012 @ 12:31

  48. concordo con quanto scritto da Gab nel suo ultimo intervento , o meglio, ha ragione nel riconoscere le dinamiche lavorative sul palcoscenico riguardanti persone di chiara capacità , è noto a tutti il valore dei macchinisti e dei tecnici di questo teatro, che più di una volta salvano situazioni grazie alla loro alta professionalità. Le lotte interne fanno male soprattutto ai lavoratori e, ripeto, in questo modo si fa il gioco di chi vuole porre le categorie une contro le altre. bisogna oltremodo ammettere che i ponti non hanno mai funzionato per errori di progettazione. trovo altresì che le cosiddette esternazioni , se fatte per migliorare la situazione debbano essere considerate buone ed utili, purchè siano costruttive e non sterilmente distruttive.grazie

    Commento di bruno gaudenzi — 9 Marzo 2012 @ 13:34

  49. Una piccola precisazione: rls significa “RAPPRESENTANTE per la sicurezza”, e secondo il decreto 81 (la 626 non c’è più) il compito è quello di informare i lavoratori (meno di 200 per ogni rappresentante n.b. quindi fatevi avanti), che hanno il dovere di segnalare a questa figura insulsa e vuota (ma altro non esiste), i problemi di sicurezza riscontrati. Tale figura non essendo padre Pio non può essere ovunque (Ansaldo incluso), per cui va informata.
    Sempre tale figura ha poi il dovere di rompere le palle al “RESPONSABILE per la sicurezza” e ai rappresentanti sindacali fino a fare esposti all’ ASL. Non gira armata, non mena chi la pensa diversamente, e si paga da sé il telefonino per convocare colleghi alle visite e oganizzare i corsi di formazione. Forse perché spera ancora che esista un modo civile di procedere, all’occorrenza si fa pure abbastanza insultare ma ritiene la cosa assolutamente fisiologica…..baci

    Commento di alice cappagli RSL fials — 9 Marzo 2012 @ 15:04

  50. REPUBBLICA, MILANO.it
    7/8/2012

    IL CASO
    Scala, la rivolta degli orchestrali
    “Riprendiamo i concerti esterni”
    Il blitz con un documento firmato dal 70% dei musicisti. La rabbia di Lissner, che replica
    duramente: “Insubordinazione, il gesto verrà valutato ai sensi della legge e del contratto”
    di PAOLA ZONCA
    L’orchestra della Scala
    Orchestra della Scala sul piede di guerra. Questa volta il motivo dell’agitazione è il divieto di tenere concerti al di fuori del teatro che il ministero dei Beni Culturali impone ai professori dal 1° gennaio. Due giorni fa al sovrintendente Stéphane Lissner è stato consegnato un documento firmato da 75 orchestrali su 110, cioè circa il 70 per cento, nel quale viene comunicato che «verrà ripresa, in modo unilaterale, l’attività esterna». Un vero e proprio blitz, che ha fatto infuriare Lissner: «Si tratta di un atto di insubordinazione che verrà valutato ai sensi della legge e del contratto» spiega.

    Il divieto di concedere permessi è stato imposto dalla legge 100 del giugno 2010, che ha ratificato un decreto introdotto qualche mese prima da Sandro Bondi, allora ministro dei Beni culturali. Oltre a prevedere l’autonomia gestionale per le fondazioni liriche virtuose, cioè con bilancio in pareggio, la legge dice che, in assenza di contratto nazionale (che manca da parecchi anni) dal 1° gennaio 2012 i teatri non possono più concedere ai musicisti i permessi per l’attività esterna. «Intanto ci devono spiegare cosa c’entra il contratto nazionale coi permessi — sostengono gli orchestrali — . In secondo luogo temiamo che la revoca sia solo il primo passo per un giro di vite durissimo: blocco dell’integrativo e taglio degli stipendi. Un modo per tenere al guinzaglio le masse più pericolose, perché è
    chiaro che qui tutti i grossi cambiamenti sono partiti dall’orchestra».

    Certo, con l’ottenimento dell’autonomia, la Scala potrà avere regole proprie, più adatte alle esigenze specifiche, ma i tempi si sono allungati a causa di alcuni rilievi che il ministero ha fatto al nuovo statuto. «Nel frattempo ho inoltrato una richiesta di deroga al ministro sulla questione permessi — specifica Lissner, che ha risposto personalmente con una lettera a tutti i firmatari del documento — . Non posso e non voglio contravvenire alla legge. Conto comunque che nella prossima seduta del Consiglio di amministrazione il nuovo statuto verrà approvato, e che poi nel più breve tempo possibile diventi operativo. L’unica possibilità perché la Scala funzioni è l’autonomia». Anche se gli orchestrali continuano a criticare il suo operato: «I sovrintendenti di Santa Cecilia e Torino, Cagli e Vergano, si sono espressi contro la legge e contro questo provvedimento. Alla Scala nessuno ha detto nulla».

    In realtà Lissner ritiene che sia «sbagliato bloccare i permessi» perché l’attività esterna dei musicisti, come solisti o in formazioni da camera, arricchisce la loro esperienza e si riverbera positivamente sull’orchestra: «Noi abbiamo un regolamento serio e articolato per la concessione delle autorizzazioni che funziona benissimo, e capisco la rabbia dei professori che da un giorno all’altro se le sono viste negare. Ma il loro atto di ribellione mi è parso sproporzionato». Una reazione che è comunque sintomo di un disagio generale, che già l’orchestra aveva espresso alla ‘prima’ di Aida, quando c’era stato un battibecco tra un loggionista e alcuni musicisti, prima direttamente in buca, poi nel foyer del teatro. Sull’autonomia, però, c’è un po’ di confusione: oggi i professori la invocano, ma qualche mese fa la Cgil e la Fials nazionale avevano fatto ricorso perché il provvedimento venisse bloccato.

    Commento di Anonimo — 9 Marzo 2012 @ 15:58

  51. cari tutti…questa non è una chat certo , ma difficile non commentare tanta arroganza e presunzione.
    Facciamo una cosa:
    tecnici, ballo ,coro e impiegati del teatro alla scala andiamo a casa, perchè non siamo nulla al confronto dell’orchestra.
    E anche Voi degli altri teatri italiani….pfui…..nullità……….
    IO trovo vergognose le affermazioni fatte sui giornali .
    E in ogni caso la famosa lettera non la pubblica nessuno e nessuno in teatro l’ha vista………

    ……………..”In secondo luogo temiamo che la revoca sia solo il primo passo per un giro di vite durissimo: blocco dell’integrativo e taglio degli stipendi. Un modo per tenere al guinzaglio le masse più pericolose, perché è
    chiaro che qui tutti i grossi cambiamenti sono partiti dall’orchestra».

    Commento di Claudio — 9 Marzo 2012 @ 18:53

  52. http://www.youtube.com/results?search_query=piazza+grande+lucio+dalla&oq=piazza&aq=1&aqi=g10&aql=&gs_sm=3&gs_upl=1048l2758l0l7165l6l6l0l1l1l0l143l563l1.4l5l0

    Commento di Anonimo — 9 Marzo 2012 @ 20:40

  53. Alice scusa solo una precisazione da una tua collega:
    a proposito della figura di rls, sta a te non renderla vuota e insulsa.Poi visto che hai scelto di farla( la rla) smetti di fare la vittima e sparare cretinate e datti da fare, altrimenti dimettiti.I ruoli non si scelgono per “prendere pesciate in faccia” ma solo per cercare di migliorare le cose. Certo se aspetti direttive dal tuo sindacato al quale ti rivolgi come un burattino non è che ci sia molto da fare.
    Per esempio , visto che mi rappresenti, ce lo spieghi come mai con l’amianto siamo stati tagliati fuori dal protocollo di analisi?
    Ciao Ciao
    ps e non lamentarti per lo pseudonimo ma ormai con te è impossibile parlare
    altro ps : con la storia della lettera stiamo facendo una bella figura di m……………..

    Viola la Viola

    Commento di Viola la Viola — 10 Marzo 2012 @ 00:12

  54. BLOG UFFICIALE DEI LAVORATORI AUTORGANIZZATI DELLA SCALA è uno spazio virtuale liberato e autogestito dai lavoratori, senza scopo di lucro, che vuole creare un dibattito sui temi del lavoro e dei conflitti sociali, per un futuro condiviso di libertà, gioia, creatività, intelligenza. Chiunque può scrivere , sono ritenuti commenti offensivi e quindi messi al bando quelli che riguardano a: incitamento all’odio razziale; apologia di fascismo e nazismo; espressioni offensive indirizzate a iscritti o terze persone.

    AVVISO AI NAVIGANTI

    L’art. 595 c.p. stabilisce che «chiunque, fuori dai casi indicati nell’articolo precedente (art. 594 c.p., ingiuria), comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a € 1032».
    L’art. 596 c.p. limita poi la prova liberatoria: colui che si rende colpevole del reato di ingiuria e diffamazione «non è ammesso a provare a sua discolpa, la verità o la notorietà del fatto attribuito alla persona offesa», salvo il querelante non chieda al giudice di accertare la verità dei fatti, oppure la persona è un pubblico ufficiale ovvero è sottoposta a procedimento penale per quei fatti.
    Questo è il cuore del reato di diffamazione. Alla luce di quanto è previsto dall’art. 596 c.p., subito vi domanderete: ma allora anche se riporto una notizia vera, sono querelabile per diffamazione, visto che non posso neanche provare che sia vera?
    Non è proprio così. La realtà è leggermente diversa. Il reato di diffamazione non è un reato che punisce solo chi riporta il falso, ma è un reato che punisce anche chi riporta il vero in un modo tale da ledere l’onore, il decoro e la dignità della persona offesa. Ergo, quello che rileva non è dunque solo quello che si riporta, ma anche come lo si riporta. Ed è qui la differenza tra un un post che espone il suo autore a una possibile querela per diffamazione e quello che invece non presenta questo pericolo.

    Per evitare – nell’esercizio del proprio diritto di critica – il reato di diffamazione previsto e punito dall’art. 595 e ss. c.p., è necessario quantomeno rispettare determinate condizioni che stabiliscono il limite del neminem laedere, per effetto del quale la critica è legittima se:
    a) si utilizza una certa correttezza del linguaggio;
    b) si rispetta l’altrui diritto, e in particolare la reputazione, il decoro e l’onorabilità di ogni persona fisica o giuridica.
    Entrambi i requisiti sono fondamentali, perché garantiscono il più fondamentale diritto della dignità della persona, che nella scala dei valori costituzionali è sicuramente più in alto rispetto al diritto di critica/cronaca. Noi blogger – così come i giornalisti – dobbiamo tenere sempre a mente questo particolare. Diversamente, il rischio di incappare nel reato di diffamazione è davvero molto concreto, seppure bisogna fare una precisazione d’obbligo: nel caso del diritto di critica politica, le condizioni anzidette appaiono meno pregnanti (v. Cass. 36341/2001).

    Commento di Anonimo — 10 Marzo 2012 @ 09:18

  55. Per tutti, e in particolare la Viola:
    ho letto quanto ricordato sul post 54, MEGLIO SE LO LEGGETE ANCHE VOI
    Non mi lamento e non sparo “cretinate”, ad ogni modo ho il dovere di rispondere alla domanda legittima sull’amianto perché anche su quello non si scherza: per iniziativa della cub che si è fatta carico di affrontare il problema e di fondare il comitato, si sono smosse le acque e il teatro si è deciso a organizzare il counseling. Non faccio la storia della vicenda perché quanti presentarono la domanda hanno ricevuto puntualmente un resoconto dal comitato, ma ricordo che l’iter del comitato, e i provvedimenti del teatro, sono due cose separate: la prima è corale di tutti i lavoratori, mentre la seconda è stata stabilita dal medico del lavoro in base alle tabelle ufficiali di esposizione.
    Tant’è vero che nel primo caso tutti hanno fatto la domanda (io inclusa che sono in teatro da 30 anni), con l’intento di essere iscritti nel registro degli esposti. Considerando i tempi biblici della burocrazia italiana, è presto per conoscere gli esiti. Per quanto riguarda quello che chiede la Viola, il programma di prevenzione deciso dalla medicina del lavoro stabilisce che si sottopongano coloro che, per mansione, sono stati a contatto più diretto con l’amianto. Si può obiettare che l’amianto era dappertutto, ma è anche vero che se ci si limita a dire questo, risulterebbe che uno che ha suonato negli scantinati per 30 anni avrebbe subito gli stessi danni di uno che ha fatto l’attrezzista o il vigile del fuoco per 30 anni. In realtà, sempre la medicina del lavoro, stabilisce parametri di durata e di vicinanza che statisticamente possono produrre danni a vari livelli. Questo è il motivo per cui il teatro ha obbligato alcuni a fare controlli, altri a partecipare al counseling, altri al programma di prevenzione. Siamo rimasti esclusi noi, perché si presuppone che non abbiamo avuto a che fare con amianto non coibentato.
    Io ho chiesto di poter farci fare un programma d prevenzione volontario, ma per il momento mi hanno respinto la richiesta perché se la Viola, supponiamo, volesse farsi fare le radiografie o gli esami del sangue o altro, deve poi impegnarsi a ripetere il tutto costantemente a scadenza biennale o triennale, vita natural durante. E non è affatto detto che a Viola faccia particolarmente bene soprattutto se il suo fattore di rischio è stato bassissimo. Certo la scelta è sua, appunto per questo la faccenda è sospesa e da vagliare bene.
    Va da se che invece, se un dipendente del teatro ha riposto coperte d’amianto e manovrato riflettori per anni, faccia le analisi del caso. Purtroppo resta anche il fatto che la ricerca non ha trovato cure per queste malattie per cui, a livello di previdenza, siamo poi nel campo del risarcimento più che in quello della cura……Intendo dire: se uno ha una traccia nella pleura o qualcosa del genere che testimonia una cicatrice lasciata dall’amianto, non la può cancellare ma chiedere un risarcimento (non ci sono sintomi). Con un teatro che neanche ha assicurato tutti i suoi dipendenti con l’ INAIL siamo in alto mare, e su questo c’è da lavorare.
    Non so se sono stata abbastanza chiara, spero di si e comunque non capisco perché dicano che non mi si possa parlare. Boh

    Commento di alice cappagli RSL fials — 10 Marzo 2012 @ 11:00

  56. rispondendo al post di anonimo delle ore 9.18, ovviamente nulla da obbiettare , il linguaggio da utilizzare è da tenere sempre nei toni dettati dall’educazione e dal buon senso, comunque credo sia doveroso dire oltremodo che personalmente lo considero quasi una sorta di intimidazione, si scodellano leggi vari per mettere in evidenza il rischio che corre chi denuncia il falso a danno di altri , che giustamente deve essere punito, così come deve essere punito colui o colei , che intimidisce, che vessa, che permette che succedano cose inaudite, che denunci e non venga ascoltato, che subisca intimidazioni di chi ha più potere di lui. il lavoro va tutelato il lavoratore va tutelato, va ascoltato , si fa sempre troppo finta di nulla…… e credo che insistendo pacificamente i nodi verranno prima o poi al pettine.Personalmente credo ancora nella giustizia vera , quella giustizia che non fa cadere in prescrizione le denunce , quella giustizia che non tappa la bocca ai più “deboli” , ma quella GIUSTIZIA che libera da ogni vincolo politico protegga chi ha ragione.
    Grazie comunque per averci ricordato a cosa eventualmente andiamo in contro .
    PS : ricordatevi che le denunce per tutto quello che non va è un dovere civile e morale e che i primi a doverlo fare sono proprio coloro che detengono il “potere” …..Grazie

    Commento di bruno gaudenzi — 10 Marzo 2012 @ 11:19

  57. buongiorno
    solo per commentare una cosina.
    Signor/a Anonimo/a delle 9.18 , come dice Bruno grazie per la sua arringa mediatica che ha tutti i toni di un’intimidazione.
    I Blogs non si aprono se poi si deve dire alla gente di stare attenta.
    Il linguaggio è una cosa, le verità inoppugnabile è altro.
    Qui è successo un fatto grave, siamo partiti da lì.Il fatto grave è l’incidente, i responsabili, magari anche TU stesso che sei così legalmente colto/a, non stanno facendo nulla ( escluso l’esposto sl del cub).
    Chi si rende vittima piena di giustificazioni e chi non vuole finire sui giornali.
    Nel frattempo in questa grave situazione che costituisce un possibile reato penale,i nostri amici dell’orchestra si dedicano a riprendersi qualcosa che non è un diritto solo loro mas di tutti i teatri italiani………..
    e l’attenzione si sposta ….. è sempre così da noi, spostiamo l’attenzione…..
    Sii gentile di non venire a dare moniti improponibili, in teatro ci sono stati colleghi che sono arrivati quasi alle mani, alle minacce e alle offese più pesanti, ma in tribunale non ci sono neanche arrivati.
    Quanto a ledere l’onore beh guarda, io mi sento offesa a pensare che un così bel teatro al quale sono legata, non riesca a risolvere dei problemi anche grazie all’aiuto di chi ci lavora.
    IO mi sento offesa , IO e i miei colleghi tutti, dalle parole di quell’orchestrale rilasciate alla stampa che ha citato qualcuno
    ” In secondo luogo temiamo che la revoca sia solo il primo passo per un giro di vite durissimo: blocco dell’integrativo e taglio degli stipendi. Un modo per tenere al guinzaglio le masse più pericolose, perché è
    chiaro che qui tutti i grossi cambiamenti sono partiti dall’orchestra».
    Capito??? secondo qs persona non contiamo nulla.
    Il problema di questi blogs, che trattano tematiche della TUA vita, è che ci rimani impigliato perchè alla fine leggi e leggi solo discarichi di responsabilità.
    La gente si assume degli incarichi e poi gli pesano.
    Ma allora lasciamo stare dico ad Alice, ma lo dico a tutti, anche a quei rappresentanti che devono chiedere indicazioni su “COME MUOVERSI”.
    Ripeto la partenza era ed è per me ciò che ci manca in teatro: sicurezza.
    Quanto alla prevenzione non mi ci infilo nemmeno perchè Alice dovrebbe sapere bene cosa manca alle masse artistiche grazie agli stessi sindacati.
    Quindi anonimo sii gentile:firmati e non intimorire gli animi
    Saluti
    sempre per Alice e ovviamente anche gli altri allego:
    in materia di prevenzione sul lavoro e precisamente alll’articolo 5 del D. Lgs. n. 626 del 1994 (ora art. 20 comma 1 del D. Lgs. n. 81/2008) e degli articoli 6, 8, 11, si impone a ciascun lavoratore l’obbligo di prendersi cura della salute propria e di tutte le persone che si trovano sul posto di lavoro e sulle quali possano ricadere gli effetti delle sue azioni o omissioni, nonché di osservare tutte le misure poste dalla normativa e dal datore di lavoro a tutela della sicurezza individuale e collettiva.L’inosservanza di tali articoli può costituire reato penale.

    Commento di Piera — 10 Marzo 2012 @ 13:09

  58. missiva alle rsa e rls scala

    OGGETTO,movimentazone carri opera”donna senz’ombra”:
    Si comunica che la movimentazione dei carri in palcoscenico e sulla pavimentazione di scena dell’opera in oggetto non generA NESSUN PERICOLO DI RIBALTAMENTO A PATTO CHE LE OPERAZIONI DI SPINTA e di traino avvengano per sicurezza ad un altezza da terra da 0 a 15o cm.
    Si allega schema statico dei carri in cui sio evidenzia la situazione più sfavorevole di una pendenza del 6%all’interno della quali il carro rimane ancopra in piedi.
    Dirante le prove e lo spettacolo il portonodi accesso materiali in retropalco deve rimanere chiuso.
    Nella movimentazione dei muri i tecnici debbono verificare che lo spazio di manovra sia libero da in gombri che possano creare dislivelli e impedimenti alla movimentazione stessa

    firmato Franco Malgrande . resp sicurezza e dirett. allestimenti scenici scala

    Commento di Anonimo — 10 Marzo 2012 @ 13:21

  59. ribadisco:
    Malgrande direttore allestimento scenico =responsabile della sicurezza
    INCOMPATIBILE||||||||
    ma la parola perizia e imparzialità qualcuno la conosce???
    Anche in Turandot aveva certificato il tutto ok e come è finita??

    Commento di Piera — 10 Marzo 2012 @ 17:25

  60. …perché invece di nascondervi dietro il vile anonimato, non andate a promuovere questa discussione sulla pagina pubblica del Prof. Rossi? Bello raccontare la storiella della mela di Paride, con dietrologia e non avere poi il coraggio di porre le domande dirette sul contenuto della fantomatica lettera. Ah, dimenticavo, sarà perché su fb ci mettete la faccia?

    Commento di Maria Chiara Serena — 10 Marzo 2012 @ 18:16

  61. ……….. edddddaaaaiiiii………….
    ma come si fa ad essere costruttivi se non conosciamo neanche i contenuti della lettera????
    ma la volete postare or not???
    e poi lasciamo facebook agli adolescenti……
    Viola la Viola

    Commento di Viola la Viola — 10 Marzo 2012 @ 18:17

  62. Noi non abbiamo la lettera.
    Su la bacheca di Rossi è stato riportato questo post con gli aggiornamenti stampa sull’argomento.
    A Lui la volontà di pubblicarla e fare un dibattito?

    Commento di Lavoratoriscala — 10 Marzo 2012 @ 18:55

  63. Perché non gli scrivete personalmente e gli chiedete il contenuto della lettera? Perché insistete affinché il dibattito si tenga in questo luogo, dove è facile puntare fucili col passamontagna? Perché sulla bacheca del Prof. Rossi non c’è stato nemmeno un commento di un dissidente? Io, trovo che questo sia assurdo. Non avere il coraggio delle proprie idee.

    Commento di Maria Chiara Serena — 10 Marzo 2012 @ 20:07

  64. Senti Maria Chiara Serena, intanto non visualizzare situazioni così ridicole a proposito del passamontagna.
    IO su facebook non ci sono e non sono tenuta ad andarci, con danilo rossi ci lavoro eppure, grande spirito di solidarietà, non ho proprio visto la lettera.
    Poi evita di chiamare dissidenti persone che ritengono di seguire strade diverse e in più vorrebbero informazione.
    Questa storia di rossi se la potrebbe gestire lui ma evidentemente è troppo impegnato negli impegni fuori da teatro sotto mentite spoglie.
    Comunque il nodo non è conoscere leggere la lettera, se leggi un pò tutto nessuno ne conosceva neanche l’esistenza.
    In un teatro che conta 600 ( almeno) persone interessate al problema., direi che è un bel gesto davvero di arroganza e di superiorità che non esiste.
    Prova a tirare l’arco senza il supporto di un palcoscenico e poi dimmi se puoi chiamarti teatro.

    Commento di Viola la Viola — 10 Marzo 2012 @ 23:37

  65. È ovvio che l’esempio del passamontagna è un iperbole, da leggere in chiave allegorica e nulla di male si nasconde dietro al termine dissidente, che vuol dire semplicemente avere un’opinione divergente. Fatte le dovute premesse, i miei commenti non erano sull’oggetto, merito della questione. Ho detto semplicemente che non trovo equo un dibattito su argomenti così delicati, in un blog dove le persone si trincerano dietro i propri nickname. Addirittura, visto che il Prof. Rossi è un collega di teatro, si aspetta una risposta alle proprie domande su internet? Non sarebbe più facile un confronto vis a vis? E a proposito di: “impegni fuori teatro sotto mentite spoglie”, attenzione ,qui si offende la reputazione ed il decoro altrui.

    Commento di Maria Chiara Serena — 11 Marzo 2012 @ 12:59

  66. *un’iperbole, (pardon)!

    Commento di Maria Chiara Serena — 11 Marzo 2012 @ 13:01

  67. La lettera a cui il Prof Rossi fa riferimento non è sua, ma dei musicisti della FILARMONICA. Lui dice di averla firmata assieme ad altri 70 collegi. La richiesta da parte Sua di solidarietà da parte di tutti i colleghi musicisti anche delle altre fondazioni è legittima e sostenibile. Purchè si conoscano i contenuti di questa lettera.

    Commento di Anonimo — 11 Marzo 2012 @ 14:30

  68. .per maria chiara serena……..
    ………solo per educazione e per il momento delicato……e perchè non è nelle mie corde………….non ti giro il link del video di non molti gg fa di un bel concertino fatto da alcuni colleghi ( coro incluso)con nomi in locandina diversi.( ero presente)
    Poi se oltre a ad essere Chiara e Serena vuoi anche essere Santa fai pure…….
    e i tuoi nomi sono dei nicks o dei names?

    Commento di Viola la Viola — 11 Marzo 2012 @ 19:54

  69. Gentilissimi LavoratoriScala e Serena Santa ;
    Non c’entra nulla FACEBOOK. Un documento firmato da 70 colleghi e indirizzato al Sovrintendente sarò stato protocollato o no?

    La cosa riguarda tutti, credo. Anche , come dicono gli anomini qua sotto, coloro dipendenti degli altri settori che fanno attività autonoma.

    Commento di Anonimo — 11 Marzo 2012 @ 21:26

  70. scusate ma si sta spostando l’attenzione su un argomento differente ….. la questione dei permessi artistici credo la si possa discutere su un altra pagina aperta appositamente su questo blog , non vorrei che come spesso succede in teatro si desse maggior importanza a quello che succede in buca piuttosto che in palcoscenico, questo non fa che avvalorare la tesi che i problemi siano settoriali, quasi una lotta di classe, quando invece tutto riguarda tutti, se il settore macchinisti ha qualcosa da risolvere riguarda anche gli artisti del coro e viceversa così come un professore d’orchestra, l’ opera è un insieme di energie e sinergie, non come qualcuno crede riguardi solo ed unicamente e separatamente un settore piuttosto dell’altro.
    L’opera è composta da una parte artistica che interagisce con quella tecnica, solo con il perfetto e sincrono funzionamento di tutti gli elementi si avrà una “prodotto” degno di un grande teatro. Tutto quello che si discute , a volte animatamente, deve servire a far luce , a risolvere, a dissipare dubbi, a fare chiarezza, e non a creare lotte di classe, dove ognuno si coltiva i propri piccoli (o grandi ) privilegi a discapito di altri lavoratori, la forza di un settore deve essere di sostegno a chi in quel momento è in difficoltà! Mai una volta che un problema vissuto in palcoscenico sia condiviso da chi lavora in buca, non è un atto di accusa ma una reale visione di quello che accade fra le quattro mura di questo teatro , è un peccato tutto questo, non fa che indebolire i diritti dei lavoratori, è come se la mia debolezza facesse da rinforzo a chi in quel momento non vive lo stesso problema e questo è sbagliato . Grazie
    PS : molte delle mie lecite domande (in questa grande “discussione” non hanno avuto risposta, non perchè non possano avere risposta ma solo perchè non devono avere risposta.:-(

    Commento di bruno gaudenzi — 11 Marzo 2012 @ 22:09

  71. http://ilsottoscala.noblogs.org/post/2012/03/10/permessi-artistici-e-professionali-cessazione-per-lesercizio-di-attivita-autonoma/

    Commento di bruno gaudenzi — 11 Marzo 2012 @ 22:49

  72. Chiedo scusa al blog per essere fuori topic, ma la “gente” continua imperterrita a rispondere qua sull’argomento circa l’attività autonoma.

    @Bruno Gaudenzi

    La legge parla chiaro, non nascondiamoci dietro una foglia di fico. Non è sui permessi artistici il divieto ma sull’attività autonoma al di fuori del teatro DI TUTTI I DIPENDENTI siano essi coristi, orchestrali , impiegati, tecnici o ballerini.
    Non puntiamo il dito SOLO ED ESCLUSIVAMENTE contro l’orchestra. In teatro ci sono un sacco di lavoratori che fanno attività autonoma nei piu’ disparati modi e mestieri.

    Grazie e scusate il fuori-tema

    Commento di Anonimo — 11 Marzo 2012 @ 23:34

  73. @ Viola la viola
    Santa ancora non sono, però Maria Chiara Serena sì, bisognerebbe chiedere ai miei genitori la scelta dei nomi. Fallo girare il link , così vediamo il Prof. Rossi “sotto mentite spoglie”, ma nel concertino faceva parte dell’Orchestra o del Coro? 🙂

    Commento di Maria Chiara Serena — 12 Marzo 2012 @ 00:34

  74. lasciate in pace Danilo…ma che siete invidiosi?

    Commento di Anonimo — 12 Marzo 2012 @ 09:38

  75. Maria Chiara Serena e un pò superficiale. ma leggi quello che scrive la gente??
    io non ho scritto rossi ho scritto colleghi, coro incluso…..

    Commento di Viola la Viola — 12 Marzo 2012 @ 11:10

  76. Abbandono questa conversazione perché penso sia poco costruttiva, in merito alla mia superficialità, la mia battuta nel commento precedente era riferita ad un’affermazione di Viola la Viola che lascia poco spazio all’immaginazione “Questa storia di rossi se la potrebbe gestire lui ma evidentemente è troppo impegnato negli impegni fuori da teatro sotto mentite spoglie”.
    @Anonimo 9:38 credo proprio che tu abbia detto una cosa giusta : è l’invidia che muove tutto.

    Commento di Maria Chiara Serena — 12 Marzo 2012 @ 12:26

  77. @maria cs
    sono d’accordo abbandona la conversazione .
    confermo il mio pensiero sulla superficialità tua e altrui , questo dei permessi del lavoro autonomo è un problema di tutti e di tutti i teatri.
    l’invidia poco conta ma senza argomentazioni allora la devi buttare altrove.
    comunque guarda abbandono anche io perchè inizio a capire che noi dell’orchestra qualche grosso problema l’abbiamo e la cosa non mi èiace per nulla.
    chiedo scusa per i fuori tema qui si era partiti dall’incidente.

    Commento di Viola la Viola — 12 Marzo 2012 @ 23:18

  78. Cronaca | di Thomas Mackinson | 14 marzo 2012

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    Più informazioni su: Cub, Giancarlo Cattaneo, incidenti, La Scala, sicurezza sul lavoro

    Sicurezza sul lavoro, La Scala di Milano “osservata speciale” della Asl

    L’episodio di settimana scorsa, quando una scenografia è caduta rischiando di travolgere le maestranze, è solo l’ultimo di una serie di casi. D’ora in poi ad ogni nuovo spettacolo il teatro dovrà stilare un documento di rischio da fare valutare ai tecnici dell’azienda sanitaria
    Se la cava con duemila euro di multa, ma la questione sicurezza è ormai sotto i riflettori dell’Asl. Succede alla Scala di Milano, il teatro più prestigioso d’Italia, dove proprio una settimana fa un fondale in allestimento si è rovesciato sul palco rischiando di travolgere le maestranze sotto una tonnellata di legno e ferro.

    Tragedia solo sfiorata ma la vicenda non finisce lì. I lavoratori della Confederazione unitaria di base (Cub) hanno denunciato all’Asl l’accaduto e, dopo le verifiche dei sanitari, è stata accertata la situazione di pericolo. Ma cos’è successo alla Scala? Durante le prove luci, nella semioscurità, qualcuno ha lasciato aperto un portellone del retropalco sprovvisto dei necessari fermi. Per giunta la stessa scenografia era stata montata senza tener conto del dislivello del palcoscenico. Così una folata d’aria ha fatto ribaltare a terra l’allestimento di 12 metri per 15. Per fortuna, quando il fondale è rovinato al suolo, sotto non c’era nessuno.

    Ora il teatro ha ricevuto un verbale di contestazione per violazione della prevenzione che, almeno per il momento, è penale. “Non sono state fatte le necessarie valutazioni sulla staticità e l’equilibrio della scenografia”, spiega il responsabile dell’unità operativa di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro Giancarlo Cattaneo. Ma dopo che la Scala ha messo in campo una serie di contromisure, la violazione è stata derubricata in semplice sanzione. Una differenza non da poco, dato che è stato scongiurato il rischio del sequestro del cantiere con conseguente fermo degli spettacoli in programmazione.

    Ma la storia ha ulteriori sviluppi perché il crollo di martedì scorso è solo l’ultimo di una serie di incidenti che potevano avere esiti mortali. Lo scorso autunno una quinta arrotolata è caduta a terra da venti metri d’altezza durante la movimentazione. Clamoroso poi l’episodio dell’aprile scorso quando, nel bel mezzo dell’allestimento della Tourandot, si è verificato un sovraccarico dei ponti che movimentano la scena. Per questo incidente l’Asl ha inflitto una sanzione di 13mila euro a carico del sovrintendente e del direttore degli allestimenti. “Possibile che alla Scala si rincorra la sicurezza sempre ex post, dopo gli incidenti? Possibile che la dirigenza non capisca che la voce sicurezza dei lavoratori non può essere trattata come una spesa accessoria ma è la priorità?”, attacca il responsabile nazionale della Cub Giuseppe Fiorito.

    La stessa cosa deve averla pensata anche la Asl che ha preso una serie di contromisure. “Abbiamo deciso che ad ogni nuovo allestimento i responsabili della sicurezza redigano un formale documento di rischio e lo inoltrino ai nostri uffici che li dovrà valutare. Oltre a questa prevenzione che è sulla carta faremo sicuramente dei sopralluoghi anche perché i nostri uffici sono a cento metri di distanza”, spiega Cattaneo.

    La dirigenza della Scala è avvertita. Difficile dire se questo basterà, anche perché i 15mila euro di multa sono solletico per una Fondazione ormai a controllo bancario che movimenta centinaia di milioni di euro ed è alle prese con 7 milioni di buco in bilancio. Ma lo schiaffo dal punto di vista dell’immagine è forte ed arriva proprio nel delicato tentativo di ripianare i conti spalancando le porte ulteriormente a soci privati. Il dossier con il nuovo statuto (approvato dal Cda proprio pochi giorni fa) è all’esame del Ministero. Il rumore dei crolli e le polemiche potrebbero far nascere dei dubbi sul fatto che La Scala sia o meno un investimento sicuro.

    Commento di Anonimo — 14 Marzo 2012 @ 19:42

  79. http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/03/17/news/scala_la_sicurezza_diventa_un_caso_ora_scende_in_campo_anche_la_asl-31682845/

    Commento di Bruno Gaudenzi — 17 Marzo 2012 @ 21:06

  80. ………………………………chissà per quale arcano motivo o congiunzione astrale il sovrintendente , quando c’è da affrontare un problema non è mai subito presente!! vabbè attenderemo che sua maestà si renda disponibile al confronto, oltremodo aggiungo che Lissner ha il dovere morale di incontrare tutti i lavoratori del teatro in assemblea generale per fare il punto della situazione, una personale mancanza di fiducia nel sindacato in genere ,mi induce a sostenere la tesi di un incontro generale , non si può negare l’evidenza del problema che sta diventando sempre più pressante e pericoloso vista la presenza in palcoscenico di più allestimenti contemporaneamente, considerando il fatto che ci stiamo avvicinando a grandi passi verso una stagione di grande impegno (mi riferisco all’anno verdiano e wagneriano), quindi vediamo di darci da fare . chissà come mai , però, a denunciare tutto ciò siano sempre e solo la CUB ?(per fortuna!!!!)

    Commento di Bruno Gaudenzi — 17 Marzo 2012 @ 21:08

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