Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

29 Marzo 2012

A VASCO: La lettera inviata dai lavoratori della Scala

Filed under: General — Tag: — Lavoratoriscala @ 22:47

Caro Vasco sabato avremmo voluto festeggiare con te la tua prima del balletto L’altra metà del cielo. Sentire la tua musica e la tua voce nella sala
del Piermarini. Una grande emozione. Per tutti.
Le ragioni del cuore questa volta hanno dovuto cedere a quelle della ragione.
Noi siamo i colleghi di Matteo Armellini morto in un incidente durante il montaggio del palco di Laura Pausini. Anche noi come faceva lui tiriamo
fuori i proiettori tutti i giorni dalle casse per andare in scena e lo vogliamo fare fino a quando andremo in pensione. Lui fu schiacciato durante questa operazione di notte.
Anche se, come pretende Monti, saremo stravecchi prima di arrivare alla pensione.
Sempre che avremo la fortuna di non essere licenziati per qualsiasi
motivazione economica grazie alla riforma dell’art.18 della Fornero.
Nessuno ti ha mai detto che è da parecchio tempo che abbiamo allertato le
autorità competenti circa la pericolosità degli allestimenti messi in scena
alla Scala. Non la tua.  Tranquillo. Più volte i responsabili della produzione nell’ultimo anno sono stati multati per cattiva progettazione e mancanza di certificazione a norma delle macchine sceniche.
I massimi dirgenti Scaligeri cosa hanno fatto invece, di fronte a tutto ciò?
Hanno girato la frittata e incolpato i tecnici di palco di negligenza e i
loro capi per non aver fatto i nomi e trovato dei capri espiatori.
La compatibilità degli spettacoli montati in successione anche quattro per volta, per loro non centra , l’iper produttività e i tempi sempre più ristretti
per montarli, non c’entra.
I progetti sbagliati e i limiti di spazio del palcoscenico non hanno per loro
alcuna responsabilità. Noi abbiamo figli a cui: prima di farci licenziare dal nuovo art.18, prima di andare in pensione a cent’anni, vogliamo rimboccare le coperte quando torniamo la notte a casa, come avrebbe voluto fare Matteo o lo studente lavoratore Francesco Pinna morto a vent’anni durante il montaggio del concerto di Jovanotti.
Le lacrime di coccodrillo della Fornero o della Pausini, che viene pizzicata al
primo montaggio del suo concerto dopo la morte del “suo”tecnico con ben 12 lavoratori in nero dalla finanza, non ci sorprendono, ma spingono ancor di più il nostro cuore alla lotta.
Scusaci, e se avrai mezza parola di solidarietà per noi ci dimostrerai ancor di
più che sei un Grande.
Ci vediamo sabato a Milano nel corteo “occupypiazza affari”per il futuro dei nostri figli e buona alla seconda.

Anzi”merda, merda, merda”come diciamo noi teatranti.

CUB/Scala. Confederazione unitaria di base

i Fans Club Blasco della Scala.   

NOSTRO APPELLO

«Siamo costretti a privarci della gioia di lavorare alla Prima di Vasco per far sentire le nostre ragioni, ma per noi la giornata di sabato sarà una festa mancata».(Dietro le quinte della mobilitazione il 90% degli aderenti al Cub è fan del Blasco e molti avevano delle perplessità verso lo stop per questo motivo). Alla fine però le ragioni della lotta sociale hanno avuto la meglio sulla passione per il rock nostrano. «Ci metteremo in contatto con lui, gli scriveremo su facebook per fargli sentire la nostra vicinanza e il nostro dispiacere. Ma l’unico modo per fare sentire la nostra voce era far saltare una Prima così importante».
Vasco spero tu possa capire le nostri ragioni, un forte abbraccio, a prestissimo.

5 Comments »

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    L’INCONTRO 30 marzo 2012
    Un Vasco classico alla Scala
    “La malattia mi ha cambiato”
    Prove generali del balletto L’altra metà del cielo, coreografie di Martha Clarke, che porta nel tempio della classica le sue canzoni e dedicate alle donne, riarrangiate da Celso Valli e ricantate: “Sono stato sei mesi dentro una clinica ma se leggo ancora che sono malato, vado a casa di chi lo ha scritto e lo bastono” di GINO CASTALDO

    Un Vasco classico alla Scala “La malattia mi ha cambiato” Vasco Rossi

    * APPROFONDIMENTI
    *
    Foto
    Il ritorno di Vasco in pubblico
    “Io malato? No, convalescente”
    *
    video
    Vasco, l’anteprima abusiva di ‘Albachiara’ alla Scala

    MILANO – Ci ha messo sette mesi a tornare in pubblico, in mezzo malattie, cliniche, recuperi, ma il fragore è d’obbligo. “Ragazzi” dice giulivo alla folla di giornalisti che lo aspetta, “il titolo ce l’avete. Ieri era Emilio Fede, oggi è ‘Vasco alla Scala’”. Ed è difficile dargli torto, si aggira allegro e generoso nei corridoi del più prestigioso teatro d’Italia, con ai lati del volto due ciuffi tirati su col gel, “a coprire il vuoto in mezzo” dice, “e anche per poter dire che ho un diavolo per capello”.

    FOTO La prima 1
    VIDEO L’anteprima su Facebook 2
    VIDEO Albachiara abusiva 3

    Ha appena assistito alla prova generale del balletto L’altra metà del cielo, coreografie di Martha Clarke, che porta nel tempio della classica le sue canzoni, quelle dedicate alle donne, riarrangiate in maniera sinfonica da Celso Valli e ricantate per l’occasione. C’è anche una
    piccola drammaturgia, da lui voluta fortemente: “All’inizio avevamo messo le canzoni così, una dopo l’altra, poi ho pensato che mi piaceva di più dargli un senso”.

    E così Albachiara, Silvia, Sally, Susanna, diventano altrettanti personaggi che raccontano quattro diverse fasi della vita di una donna. Un evento, strano, certamente spiazzante per il mondo classico, ma a suo modo coraggioso e, secondo Vasco, un buon modo per uscire dalla crisi degli ultimi mesi. “Sono stato sei mesi dentro una clinica. E per me è stato incredibile. Non avevo mai avuto niente nella vita. Nulla che fosse durato più di due giorni. Non conoscevo la malattia, non credevo che una polmonite durasse un mese, ho passato quattro mesi con gi antibiotici. Pensavo di recuperare più in fretta, ma non avevo energie e prendevo tutte le malattie che passavano, non avevo difese, quindi sono mancato per questo. Però se leggo ancora una volta che sono malato, vado a casa di chi lo ha scritto e lo bastono, così sarà lui a fare la degenza”.

    Accanto a lui Martha Clarke, i responsabili della Scala, le ballerine protagoniste, lo guardano rapiti, loro ancor meno abituati alla sfrontatezza del rock, e anche alla recente vena di sincerità che Vasco sta mostrando in tutto il suo smodato fulgore. Ma com’è sentirsi alla Scala? “Il linguaggio di questo mondo non lo conosco, ma nella prova era troppo basso il volume, mi sono preoccupato, ne ho parlato con Martha che non era molto d’accordo, ma ho ragione io, il volume lo devono alzare, la musica deve essere forte, ma credo che alla fine ci siamo chiariti, il volume lo alzeranno, domani sera alla prima, anzi no, non c’è più, allora martedì sera”.

    Il dubbio viene spontaneo. Alla prima, Vasco ci andrà in smoking? Ma su questo almeno, non vuol dire nulla. Vedremo, sarà una sorpresa. Ma la malattia lo ha cambiato, senza dubbio. “Ho avuto molto tempo per pensare e scoprire un mondo nuovo, la sofferenza e la malattia, però, togliendo questo è stato un periodo bello, in clinica vedevo sempre gente, di solito vivo più da solo, è stato un segnale, prima che succedesse lo avevo detto che mi volevo dimettere da rockstar, e anche la cosa della Scala è un segnale, successa per caso, come sempre, io non capisco mai perché le cose accadono, ho scoperto Fb e dialogo con due milioni di persone, rispondo a tono, e mi piace molto dopo tanti anni in cui non potevo rispondere”.

    Per l’occasione è stato pubblicato anche anche un disco, col titolo L’altra metà del cielo, arrangiamenti sinfonici e Vasco che ricanta le sue migliori canzoni al femminile: “Stavo così così, poi improvvisamente è successo, sono andato in studio e ho cantato benissimo, in un giorno ne ho registrare sei, Celso non ci credeva, così, al primo colpo, poi dopo sono andato in camera e m’è preso un attacco di panico. Mai fatto interpretazioni così belle. Ma attenzione, il disco, non va ascoltato come un disco di Vasco, non ci sono i miei ritmi, va ascoltato come un disco di musica classica”.

    (30 marzo 2012) © Riproduzione riservata

    Commento di Anonimo — 30 Marzo 2012 @ 23:23

  2. Ancora la Pausini!!!

    IL GIORNO 30 marzo 2012
    Pausini, operai irregolari per il concerto di Treviso
    Uno era assunto “in nero”. E’ il terzo caso in dieci giorni
    Laura Pausini, 16 lavoratori in nero montavano il palco

    La Polizia ha scoperto venti lavoratori irregolari impegnati nell’allestimento del concerto di Laura Pausini in programma questa sera a Treviso.
    Roma, 30 marzo 2012 – Concerti e lavoro nero, i nodi vengono al pettine. Dopo i casi di Caserta, per il concerto di Laura Pausini, e di Livorno, per quello di Giorgia, un nuovo episodio si è verificato a Treviso. E’ il terzo in dieci giorni. Nel mirino delle froze dell’ordine, ancora una volta, un concerto della cantante di Faenza. Una ventina di lavoratori irregolari sono stati infatti scoperti dalla Polizia tra gli addetti all’allestimento dell’esibizione della Pausini in programma questa sera al “Palaverde” di Villorba.

    Il controllo ha riguardato un’ottantina di addetti impiegati dalle ditte del subappalto. Nel comparto facchinaggio e catering, in particolare, gli ispettori avrebbero riscontrato 20 lavoratori con il contratto non regolare, fra cui uno assunto in “nero”.

    “UNA TASK FORCE” – “Come già avvenuto in altre occasioni – ha detto il questore, Carmine Damiano – abbiamo formato una task force con altri enti realizzando delle sinergie dirette al recupero della legalità”.

    Quello di Treviso è uno dei primi concerti della Pausini dopo il dramma del 5 marzo scorso, quando era crollato durante l’allestimento il palco del concerto di Reggio Calabria, provocando la morte di un operaio ed il ferimento di altri due.

    Commento di Anonimo — 30 Marzo 2012 @ 23:54

  3. Ancora la Pausini!!! nooooo! perchè non li danno una bella multa e la prossima volta, se la beccano, proponiamo che la SIAE gli sospenda per un anno i diritti, vedrai come tutti i cantanti saranno attenti al personale e tecnici di palcoscenico e gli faranno assunzioni in regola con contributi e assicurazioni, forse cosi riusciranno ad avere anche qualche diritto.Basta è ora che queste rockstar si prendano le loro responsabilità, senza scaricare ad appalti un lavoro cosi a rischio e sottopagato, mentre loro prendono milioni di euro.
    lavoratoriscala

    Commento di Anonimo — 31 Marzo 2012 @ 00:21

  4. Ma che cazzate scrivete? Ma veramente volete far credere che un artista, chiunque esso sia, Pausini, Rossi o chiunque altro si occupi in prima persona dell’allestimento dei palchi dei loro concerti? Allora a che ci stanno a fare i produttori, tour manager ecc.? L’artista fa il suo lavoro, l’organizzazione che gli sta intorno pure, e se sgarra sono questi a dover pagare, sarà mica la Pausini che chiama le cooperative di facchinaggio e i services!

    Commento di Anonimo — 2 Aprile 2012 @ 20:39

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