Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

20 Maggio 2012

MACAO libera Palazzo Citterio- Dossier sul palazzo.

Filed under: Eventi- manifestazioni — Lavoratoriscala @ 22:34

tumblr_m4a2verOmf1rsdj75o1_1280  MACAO libera Palazzo Citterio

È con piacere che inauguriamo nuovamente MACAO, centro per le arti, la cultura e la ricerca di Milano. Un grande esperimento di costruzione dal basso di uno spazio dove gli artisti e i cittadini possono riunirsi per inventare un nuovo sistema di regole e sperimentare nuovi linguaggi comuni.

MACAO AL LAVORO!   ▼ http://www.macao.mi.it/

A Macao oggi si ricomincia a progettare.
Il tavolo degli architetti è già al lavoro, sia per la gestione e la cura del luogo, sia per la sistemazione spaziale dei tavoli in corso oggi.
Il tavolo video ha cominciato un’inchiesta sullo stato in cui verte Palazzo Citterio.

Questo luogo meraviglioso va riconsegnato alla cittadinanza e insieme dobbiamo chiedere con forza l’apertura di un tavolo per verificare l’efficacia degli ultimi fondi ”finalmente” stanziati.
L’Amministrazione Comunale insieme al Mibac, al di là delle strumentalizzazioni, dovrebbero leggere dietro questo gesto un altissimo atto di cittadinanza.
Cittadini che davanti allo scempio perpetrato negli ultimi decenni verso i beni culturali e i beni comuni, da politiche di destra e di sinistra indiscriminatamente, vogliono partecipare attivamente e propositivamente alla gestione e alla cura di ciò che fa parte del loro patrimonio artistico e culturale.
Siamo fiduciosi che gli ultimi fondi stanziati che ammontano a 23 milioni di euro potranno finalmente cominciare a migliorare lo stato in cui verte Palazzo Citterio, ma non possiamo dimenticare che i penultimi 52 milioni di euro stanziati sono spariti nel nulla neanche un paio di anni fa. Per questo la fiducia non basta più.
Macao denuncia attraverso i corpi e a viso scoperto un altro nodo simbolo di mal governo del paese.

Crediamo fermamente che l’amministrazione della città e il governo di questo paese non possano tirarsi indietro davanti alla richiesta di una politica culturale trasparente, avanzata da migliaia di cittadini.
Una mancanza del genere sarebbe la testimonianza più vivida dell’ennesimo piano ambiguo in corso, attorno al progetto di Grande Brera.
Insieme chiediamo che i cittadini, gli studenti e i lavoratori di Brera, i lavoratori dell’arte, dello spettacolo e della cultura, possano indicare, in un percorso di lavoro congiunto, quale sia il progetto migliore per Grande Brera.

Viva Macao e buon lavoro a tutti.

Siamo una rete di soggetti che stanno operando fianco a fianco all’interno di questa lotta: Nuovo Cinema Palazzo di Roma, Teatro Valle Occupato di Roma, Sale Docks di Venezia, Teatro Coppola di Catania, Asilo della Creatività e della Conoscenza di Napoli, Teatro Garibaldi Aperto di Palermo

 Dossier su Palazzo Citterio  

Palazzo Citterio è una dimora nobiliare situata nel centro storico di Milano, in via Brera, risalente alla seconda metà del Settecento. Acquistato per  un miliardo e 148 milioni di lire dal demanio dello Stato su richiesta del Ministero per i Beni e le Attività Culturali nel 1972  per essere destinato ad attività espositive e culturali in relazione alle esigenze di espansione della Pinacoteca di Brera.Dopo un primo intervento di adeguamento funzionale i lavori sono stati interrotti fino a quando a metà degli anni ‘80, per interessamento degli Amici di Brera con finanziamenti della Fondazione San Paolo, fu redatto un nuovo progetto dall’architetto inglese James Stirling  nel 1986 che prevedeva l’insediamento nel palazzo di un moderno museo ad ampliamento della Pinacoteca di Brera. L’intervento non è poi stato realizzato se non per il volume interrato rimasto non completato.

Nel 2008 venne bandita una gara per l’attuazione del progetto cosiddetto «Brera in Brera», limitata al solo Palazzo di Brera, vinta da Mario Bellini e Associati, basato sul trasferimento dell’Accademia di Belle Arti tra Palazzo Citterio e il campus di Bovisa, e sull’allargamento della Pinacoteca nell’edificio stesso di Brera. Ma una volta espletata la gara, sono emersi due fatti: la mancanza dei finanziamenti e la consapevolezza che il trasferimento dell’Accademia non poteva essere un atto automatico.

Momento di svolta e apparente accelerazione è il 30 dicembre 2009 quando il Governo (Brera è un museo statale) nomina Mario Resca, già da tempo  direttore generale del Ministero dei Beni culturali con lo specifico incarico di valorizzare il patrimonio, uomo d’azienda (per anni ha guidato McDonald’s in Italia), ora commissario straordinario per la realizzazione della Grande Brera, con il preciso intento di semplificare le procedure e di condurre in porto l’immane operazione della Grande Brera. La spinta viene anche dall’evento EXPO in calendario a Milano nel 2015, e dalla necessità di trasformare Brera nella vetrina di presentazione della città al mondo. Resca, neo-incaricato, nomina un soggetto attuatore, cioè un coordinatore responsabile dell’intervento,  nella persona di Mauro Della Giovampaola, all’epoca “coordinatore dell’unità tecnica di missione per la realizzazione delle infrastrutture per le opere per i 150 anni dell’Unità d’Italia”. La Grande Brera viene così inserita nel programma dei 150 anni, e in questo ambito individuato un finanziamento di 52 milioni di euro.

Il 10 febbraio 2010 Mauro Della Giovampaola viene arrestato nell’ambito dell’inchiesta fiorentina sugli appalti per il G8 alla Maddalena, insieme ad altri tre personaggi che faranno cronaca per molti mesi: Angelo Balducci, presidente del Consiglio superiore di lavori pubblici, l’imprenditore Diego Anemone, e Fabio De Santis, provveditore alle opere pubbliche della Toscana. Della Giovampaola in quel momento è anche soggetto attuatore per il progetto Nuovi Uffizi. L’accusa per tutti è corruzione continuata, in concorso.

All’interno del commissariamento che, attraverso la sospensione delle normali procedure democratiche permette un uso predeterminato ed incontrollato dei finanziamenti pubblici, i 52 milioni sono spariti e non saranno più recuperabili.

Il piano B, per togliere dall’impasse la “cricca”, viene suggerito dallo stesso architetto vincitore del concorso di progettazione, che individua nel riutilizzo di Palazzo Citterio, una soluzione che può accontentare tutti.

Palazzo Citterio è da tantissimi anni al centro del dibattito sul rilancio di uno dei musei più significativi d’Italia. È stato spesso usato come palliativo per allentare le tensioni esistenti tra la Pinacoteca e l’Accademia che per quantità di spazio non riescono a convivere all’interno della struttura di Brera.

La risoluzione del problema è stata continuamente disattesa e il recente annuncio di un finanziamento di 23 milioni di euro stanziato dal CIPE, Comitato interministeriale per la Programmazione Economica-Presidenza del Consiglio dei Ministri, che copre in minima parte la previsione di spesa di 160 milioni per la creazione della Grande Brera, non risolve la questione.

Questi soldi, invece di essere da subito impiegati per mettere in sicurezza i tanti problemi di Brera verranno spesi per costruire una vetrina in vista dell’Expo e gli spazi destinati, secondo il primo progetto dell’architetto Bellini, alle aule dell’Accademia vengono nel nuovo progetto occupati da bookshop e caffetteria e dai servizi di natura commerciale.

Occorre fare chiarezza sulla struttura del bando per l’assegnazione dei lavori, su come verranno assegnati e gestiti gli appalti e sulla natura e i vincoli che il capitale privato, che servirà  necessariamente a completare il progetto, porrà al progetto stesso.

Un’altro dato significativo è che ad oggi, per come è pensato, il progetto Grande Brera snatura lo spirito originale legato al rapporto diretto e di scambio tra il museo e la scuola. Un rapporto che, nel panorama internazionale  ha reso unica la Pinacoteca, insediata nello stesso immobile e nata per fini didattici.

15 Comments

  1. 21/05/12 CORRIERE DELLA SERA GLI ARTISTI D’ITALIA SI METTONO IN PROPRIO. SUI DIRITTI

    Liberalizzazioni Per effetto delle misure del governo parte l’associazione «Artisti 7607» Gli artisti d’Italia si mettono in proprio. Sui diritti Il ruolo dell’Imaie L’Imaie aveva in cassa 120 milioni di euro, mai distribuiti a oltre 70 mila professionisti MILANO — Oggi è ufficiale. Gli artisti del cinema e della musica annunciano la creazione di una struttura condivisa per la gestione coordinata dei diritti connessi. Si tratta di quei compensi — diversi dal diritto d’autore gestito dalla Siae — che spettano ad attori e interpreti musicali, ogni volta che vengano utilizzate — da tv, radio, in luoghi pubblici, attraverso le nuove tecnologie — registrazioni musicali e opere audiovisive come film e fiction. L’accordo è stato promosso da Itsright — società che gestisce dal zoio i diritti connessi di circa 400 artisti e produttori musicali — e da Artisti 7607, associazione alla quale sono iscritti oltre 12oo attori e nel cui direttivo compaiono, tra gli altri, Neri Mar-corè, Claudio Santamaria e Elio Germano. E l’effetto della conversione in legge del decreto Monti che ha sancito la liberalizzazione del mercato dei diritti connessi. Il mercato — spiegano — si allinea così ai modelli adottati da tempo nei Paesi europei. Perché fino al 2009 la gestione era affidata all’Imaie (Istituto Mutualistico per la tutela degli Artisti Interpreti ed Esecutori) che è stato messo in liquidazione ed estinto perché non in grado di distribuire i diritti. Una torta non indifferente: nelle sue casse si erano accumulati oltre 120 milioni di euro, incassati dall’ente e mai ridistribuiti agli oltre 70.000 artisti aventi diritto (i diritti connessi valgono ogni anno oltre 6o milioni). Liquidato uno, eccone spuntare un altro: il Nuovo Imaie: «È stato un restyling solo di facciata — spiega Neri Marcorè —perché la struttura si è ripresentata con lo stesso management, in pratica non era cambiato niente. Invece il recente decreto ha riconosciuto la possibilità di fare collecting anche a società diverse, senza imporre posizioni monopolistiche». Di qui la svolta. Commenta Claudio San-tamaria: «Non ci stiamo vendendo al mercato, vogliamo che vengano tutelati i nostri diritti e soprattutto quelli degli attori che lavorano meno e subiscono il danno più grave. Io sono fortunato, ma per alcuni attori quel compenso differito è un importante sostegno quando il lavoro scarseggia. Inoltre creeremo un fondo per finanziare progetti culturali che altrimenti non vedrebbero la luce». Renato Franco ***

    Commento by Anonimo — 21 Maggio 2012 @ 20:55

  2. 21/05/12 REPUBBLICA MILANO IL SOVRINTENDENTE DENUNCIA MACAO – MACAO, SCATTA LA DENUNCIA PER OCCUPAZIONE

    La rabbia di Boeri: “II nuovo blitz del collettivo? Un vecchio modo di fare politica”. Oggi a Milano il ministro Ornaghi sovrintendente denuncia Macao “Con l occupazione non partono i lavori per la Grande Brera ” IL COLLETTIVO Macao è stato denunciato per l’occupazione abusiva di Palazzo Citterio. «Adesso attendiamo le decisioni di Questura e Prefettura: finché l’edificio sarà occupato i lavori di restauro non potranno partire*, diceilsovrintendenteArtioli. E se gli occupanti chiedono «dialogo con le autorità», la condanna del Comune Metta: «Sono figli di unvecchio modo di far politica, occupano perché temono di essere esclusi dalla Grande Brera». L’edificio è del ministero della Cultura, oggi in città la visita del ministro ()maghi.
    Macao, scatta la denuncia per occupazione Il sovrintendente Artioli: per i restauri serve l’edificio vuoto, ora tocca a prefettoequestore Ieri presentato un “dossier sprechi”, poi chiusura alle 22 per non disturbare i vicini. In città oggi il ministro Ornaghi Boeni Gli occupanti appaiono figli di unvecchiomodo di far politica: si blocca un progetto che riguarda tutti forse perché si teme di non essere coinvolti De Corato Il palazzo deve essere sgomberato al più presto perché è esposto auna serie di vandalizzazioni Il governo non tolleri situazioni vergognose ALESSANDRA CORICA LA DENUNCIA è per occupazione abusiva. «E ora attendiamo le decisioni di Prefettura e Questura», dice il sovrintendente ai Beni architettonici Alberto Artioli, che l’ha presentata. Ma sul futuro di Macao a Palazzo Citterio — l’edificio del ‘700 in via Brera 12, occupato dai “Lavoratori dell’Arte” dopo l’abbandono divia Galvani—probabilmente si discuterà già stamattina. Ovvero quando il ministro alla Cultura Lorenzo Ornaghi visiterà, con l’assessore Stefano Boeri, la mostra su Bramantino al Castello Sforzesco. L’edificio occupato è di proprietà del Ministero, ed è al centro del progetto della Grande Brera per il quale il governo—dopo annidi rinvii— poche settimane fa ha stanziato 23 milioni di euro con l’obiettivo di far partire i lavori nel 2013. «Ma con un’occupazione in atto è assolutamente escluso che gli interventi possano iniziare — dice Artioli — Devono essere rifatti i pavimenti e le strutture, le decorazioni sono da restaurare: èindispensabile che i ragazzi vadano via per far partire i lavori». Un possibile stop, quindi, per il quale l’assessore Boeri non nasconde la rabbia: «Questa occupazione mi sembra figlia di un vecchio modo di far politica, che porta a bloccare un progetto che riguarda tutti forse perché si ha timore di non essere coinvolti». Un attacco durissimo. Che arriva in quello che, per Macao, è il secondo giorno a Palazzo Citterio: una giornata tormentata, alla ricerca di regole e programmi nuovi, «perché quello che facevamo alla Torre Galfa qui non possiamo più farlo». A partire dalle ore piccole: «Si dovrà chiudere alle 22», dicono. Quindi, addio dj set e concerti rock: del resto il quartiere è abitato dall’alta borghesia di Milano «e dobbiamo avere buoni rapporti con i vicini, come accaduto all’Isola quando eravamo nel grattacielo». Anche per questo ieri sera i ragazzi hanno organizzato, alle20, un incontro pubblico. Scopo: spiegare il progetto Macao e presentare un dossier, corredato davideo efoto, sugli sprechi del progetto Grande Brera e su Palazzo Citterio «inutilizzato da anni nonostante il suo valore». Soprattutto Macao ha cercato di rispondere alle critiche arrivate dopo il blitzdisabato. Da quelle del Comune, che ha definito l’occupazione «insensata», a quelle del Pdl, con il consigliere Riccardo De Corato che invoca *** l’intervento del ministro Ornaghi e lo sgombero immediato perché «il palazzo corre il rischio di essere vandalizzato». «Noi siamo aperti al dialogo — replicano i “Lavoratori dell’Arte”—ma finora le nostre domande non hanno avuto risposta: né quelle sulla Torre Galfa né quelle che ora poniamo sulla Grande Brera. Il nostro è un movimento di cittadinanza attiva chevuoletrasparen-za e che rispetta l’edificio dove si trova». La replica dell’assessore Boeri — che era stato accusato di esse-retroppo “morbido” con il collettivo—è però netta: «Sivuole aprire un dialogo su Brera?» chiede, e continua: «Benissimo: non si capisce però perché per farlo si sia deciso di occupare Palazzo Citterio, trasmettendo l’idea che si tratti di un edificio equivalente alla Torre Galfa, mettendo sullo stesso piano un palazzo storico destinato a ospitare l’ampliamentodiun benecomunestraordinario e un grattacielo senza destino, abbandonato da 15 annida un privato in fallimento». ***

    Commento by Anonimo — 21 Maggio 2012 @ 20:59

  3. 05/12 GIORNO MILANO MACAO: ORA PARLIAMO DI GRANDE BRERA E BOERI LI SCARICA: “IDEE VECCHIE”

    Macao: ora parliamo di Grande Brera E Boeri li scarica: «Idee vecchie» Ieri un’assemblea sul progetto a Palazzo Citterio IL NUOVO BLITZ I DUBBI DEL COLLETTIVO «Chiarezza sui bandi e sui privati. Sbagliato trasferire l’Accademia» di GIULIA BONEZZI — MILANO — MACAO, atto secondo. Il giorno dopo la presa di Palazzo Citterio il collettivo, già occupante sgomberato della Torre Galfa, sa bene che cambiare indirizzo al «centro per le arti e la cultura» (ora, su blog e social network, è ubicato in via Brera 12/14) è stato il meno. Un portone spalancato e subito un posacenere chiede cortesemente di spegnere la sigaretta; dentro raccoglitori di mozziconi, sacchi della differenziata, divieti a pennarello colorato ripetuti ogni pochi centimetri. «Non sporcare», «Non scrivere sui muri», «Non salire» qui, «Non entrare» là. Camminano tra pareti scrostate, masserizie accatastate e resti di cantiere, i «macachi», come fossero sulle uova; e all’assemblea fiume della mattina si pone persino il problema delle evacuazioni dei cani. Il problema però è soprattutto l’anima da dare a questa versione di Macao. A Palazzo Citterio la partecipazione non si cerca «facendo serata» ma «potenziando le attività diurne». I tavoli, i momenti di formazione: oggi alle 18 c’è già una proiezione su «I situazionisti nella città». Salvo sgomberi, naturale, e c’è chi vorrebbe un piano B, subito redarguito da un esperto in visita, un ex occupante della Stecca. Chi sottolinea l’urgenza di far capire ai milanesi cosa stanno facendo, chi vorrebbe passare «il 5% del tempo a spiegare, il 10 a discutere e l’85% a fare»; chi si gode la democrazia a decisione «orizzontale» e chi vorrebbe, a una certa, arrivare al punto. Intanto c’è da spostare dal cortile un camper il cui autista si è dileguato. Un ragazzo si guarda intorno e osserva: «Questa è tutt’altro che utopia». IERI SERA l’assemblea cittadina (convocai prima alle 18, ps.. alle 20) sul casi. Grande Brera. Non è stato «liberato» a caso, l’edificio settecentesco incluso nei progetti d’ampliamento della Pinacoteca. «Non vogliamo bloccarli», assicurano i macachi riCRONACA MILANO spondendo così all’assessore alla Cultura Stefano Boeri che li ha accusati di comprometterli, proprio adesso che sono arrivati 23 milioni di euro di fondi europei. Però vogliono «riaprire la discussione», e in bacheca campeggia un «dossier» sugli ultimi quarant’anni del complesso, progetti naufragati per mancanza di fondi, pasticci e peggio. Chiedono «un momento di confronto allargato a tutte le istutuzioni», di «far chiarezza» sui bandi e sui «vincoli che porrà il capitale privato»; ma rimettono anche in discussione la separazione tra museo e Accade-mia i cui spazi, nel progetto di Mario Bellini, «vengono occupati da bookshop, caffetteria e servizi di natura commerciale». Boeri risponde, su Facebook, un intervento più fiume delle assemblee di Macao, che conclude: «Si vuole aprire un dialogo? Benissimo. Ma non si capisce perché per farlo si sia occupato Palazzo Citterio, mettendolo sullo stesso piano di un grattacielo abbandonato da 15 anni da un privato in fallimento. Mi sembra un vecchio modo di far politica, quella che porta a esibire la propria voglia di protagonismo. Che fine ha fatto la sfida inedita e appassionata di Macao?

    Commento by Anonimo — 21 Maggio 2012 @ 21:02

  4. 21/05/12 METRO MILANO MACAO DIFENDE PALAZZO CITTERIO

    Macao difende Palazzo Citterio CITTÀ Un incontro nel quale è stato presentato un dossier dettagliato sugli sprechi che, negli anni, si sarebbero succeduti su Palazzo Citterio. Così il Collettivo Macao ha “inaugurato” ieri sera la nuova sede, Palazzo Citterio, appunto, occupato sabato scorso dopo 11 giorni di occupazione della Torre Galfa e cinque di presidio in via Galvani. «Abbiamo intenzione di mettere a nudo tutte le contraddizioni sul progetto Grande Brera spiega Camilla, una delle portavoce dei Lavoratori dell’Arte, «ma un punto deve esserechiaro a tutti: non abbiamo intenzione di impedire i lavori di restauro. Anzi, noi vogliamo essere i garanti del fatto che tali lavori si facciano.. Nella giornata di ieri, sono stati oltre 500 i ragazzi presenti alle attività del collettivo, che attualmente ha preso possesso del piano terra dell’immobile. «Gli architetti stanno mettendo in sicurezza gli altri piani., fa sapere Camilla. Un palazzo simbolo Palazzo Citterio, residenza nobiliare a Brera, abbandonato da anni, per Macao è un luogo simbolo: di proprietà del ministero dei Beni Culturali, da anni è oggetto di discussione perché destinato ad ospitare l’allargamento della Pinacoteca. Un appello affinché venga presto liberato è comunque arrivato sia dalla sovraintendente e direttrice della Pinacoteca, Sandrina Bandera, sia dall’assessora alla Cultura Boeri. Per oggi è in programma la proiezione del film di Debord: “Guy Debord, son art et son temps” e una discussione cui interverranno Rinaldo Censi, Marco Scotini, Bert Theis e Tiziana Villani. • AN.sea Ornaghi a Milano Oggi, il ministro per per i Beni e le Attività Culturali Lorenzo Ornaghi a Milano per annunciare un “misterioso” progetto culturale. Accompagnato dall’assessore alla Cultura Stefano Boeri, il ministro visiterà alle 10.30 la mostra dedicata al Bramantino. Al termine della visita, alle ore 11, al Castello Sforzesco è stato convocato un incontro durante il quale sarà presentato”un importante progetto per la cultura a Milano”. ***

    Commento by Anonimo — 21 Maggio 2012 @ 21:08

  5. Corriere 22-5-12
    Macao, sgomberato anche Palazzo Citterio
    Quando le forze dell’ordine sono arrivate hanno trovato già fuori gli occupanti, una sessantina, che applaudivano

    MILANO – Erano una sessantina. Li hanno sgomberati alle 6.40, senza alcuna difficoltà visto che erano già scesi in strada, le forze dell’ordine: polizia, carabinieri, militari. E’ libero Palazzo Citterio, in via Brera, occupato dal Collettivo Macao dopo il recente sgombero della Torre Galfa, la struttura nella quale si erano collocati e dalla quale erano stati mandati via alcuni giorni fa. È rimasto solo un piccolo gruppo di manifestanti davanti all’entrata e un nutrito numero di agenti in tenuta antisommossa a presidiare gli ingressi. Secondo quanto riferito dagli appartenenti al collettivo, e confermato dai presenti, quando le forze dell’ordine sono arrivate per operare lo sgombero hanno trovato già fuori dal palazzo gli occupanti, una cinquantina, che li hanno accolti con un applauso. Non si è verificato nessun momento di tensione.

    A Brera la nuova «casa» di Macao A Brera la nuova «casa» di Macao A Brera la nuova «casa» di Macao A Brera la nuova «casa» di Macao A Brera la nuova «casa» di Macao A Brera la nuova «casa» di Macao

    IL COLLETTIVO ARTISTICO – «Alle 6.40 le forze dell’ordine in assetto antisommossa hanno sgomberato Palazzo Citterio. Sono entrate nel palazzo passando attraverso l’orto botanico dell’Accademia di Brera e contemporaneamente hanno chiuso via Brera e i vicoli adiacenti. Macao aspettava a porte aperte con più di sessanta persone. All’arrivo di polizia e carabinieri è seguito quello dell’esercito», si legge nella nota del collettivo artistico Macao. «Per la seconda volta in una settimana, in due luoghi che hanno svelato forti criticità attorno alla gestione delle politiche economiche e culturali della città di Milano e del Paese – prosegue un portavoce – le questioni aperte da cittadine e cittadini sono state ridotte a questioni di ordine pubblico».

    Palazzo Citterio in Brera sgomberato di prima mattinaPalazzo Citterio in Brera sgomberato di prima mattina
    I LAVORI – Entro «fine anno», ha sostenuto la soprintendente Bon Valsassina, partiranno i bandi per assegnare i lavori. «Il fatto che non sia adoperato da anni – sottolinea poi riferendosi a Palazzo Citterio – non giustifica assolutamente nessuna occupazione indebita». Ed è stata proprio la denuncia per «occupazione indebita di edificio pubblico» della Soprintendenza per beni storici, artistici ed etnoantropologici che ha fatto partire lo sgombero degli attivisti. «L’unico elemento che posso parzialmente capire – continua la direttrice – è che abbiano bisogno di uno spazio dove fare le loro attività. Questo è un altro discorso, tant’è che lo avevano posto al Comune già da mesi; non è un problema di un museo dello Stato per il quale stanno partendo i lavori».

    Redazione Milano online

    Commento by Anonimo — 22 Maggio 2012 @ 19:27

  6. Macao e la libertà d’esserci : il mio umile pensiero sui fatti di questi giorni
    pubblicata da Massimiliano Loizzi il giorno mercoledì 23 maggio 2012 alle ore 16.11 ·

    Molti non hanno un lavoro e chi ce l’ha ha paura di perderlo, i negozianti hanno il fucile nascosto sotto il bancone, nessuno sa cosa fare e non se ne vede la fine. Per più di vent’anni ci hanno insegnato che l’individualismo è un bene comune. Ce ne stiamo in casa e lasciamo che il mondo diventi sempre più piccolo, con la speranza di essere lasciati in pace nelle nostre casette di cartone, almeno quelle.

    Ma è successo qualcosa di strano a Milano…

    un grandissimo numero di uomini e donne, vecchi e bambini, sono usciti dalle loro case e rimasti in strada e in piazza, con la voglia di partecipare, di creare qualcosa di nuovo, denunciare gli orrori della finanza assassina, di reinventare una pubblica partecipazione a fronte (e non solo contro) degli sprechi della politica dei partiti, della crisi indotta, dell’economia liberista e non umana, della cultura e dell’arte schiacciati e ridotti a mero prodotto di consumo.

    Questo è Macao, un movimento dal basso che vola verso l’alto.

    La Torre Galfa, vuoto simbolo di quella speculazione edilizia cinica e violenta, si è popolata di persone che hanno saputo unire azione e poesia : la poesia del fare e l’azione del pensare e viceversa. Uno spazio talmente grande da poter ospitare chiunque, in qualunque modo : e i bandi lanciati da Macao, simpatica allegoria dei banditruffa che le istituzioni continuamente sottopongono alla comunità, erano un’opportunità senza filtri per chiunque e in qualunque modo volesse esprimersi. Non c’era selezione, solo programmazione degli eventi e delle proposte.

    LA TORRE GALFA HA VISTO UNIRE AZIONE E POESIA, e questo ha spinto migliaia di cittadini a stare insieme, collaborare, lavorare e partecipare; questa è la differenza con chi ci ha preceduto e con chi critica e lancia invettive dalle pagine dei social network, comodamente seduto sui suoi letti di lana, questo e molto altro ancora è il movimento che ha preso il nome di Macao.

    Ai piedi della Torre Galfa davanti a migliaia di persone in assemblea è arrivato il Sindaco di Milano e si è proposto di offrire gli spazi dell’ExAnsaldo, spazi da ottenere “ovviamente” solo dopo aver presentato opportuno progetto e partecipato ad uno di quei bandi di cui sopra e destinati ad associazioni : “Macao però non è un’associazione. È un movimento. Macao non può contarsi, la mattina è cinquanta e il pomeriggio cinquecento. Macao non è una semplice richiesta di spazi, ma una proposta di cambiamento, la dimostrazione pratica, e non retorica, che un’alternativa è possibile…

    e tutto questo, come fai a metterlo in un bando?”

    Il Signor Sindaco ha cercato apparentemente di aprire un dialogo e di questo gliene va dato atto, ma non ha altresì compreso la natura e le ragioni del movimento stesso.

    Anzi, in meno di una settimana, sono avvenuti due sgomberi e si può dire tutto e il contrario di tutto, pensare alto o volare basso, ma il fatto che una giunta permetta si adoperi l’esercito per sgomberare dei civili inermi e un suonatore di violino è quantomeno allarmante; è una chiara intimidazione da parte del governo nella persona del Ministero degli Interni nei confronti di chi è refrattario al pensiero omologato, devastato e comune : c’è la crisi e non si può far nullase non obbedire, obbedire, obbedire.

    E con questo vorrei allontanare il discorso dall’aspetto locale : le azioni di Macao non sono finalizzate ad una richiesta, all’apertura di un tavolo, ad un dibattito con la giunta, bensì sono espressione di un diffuso e allargato malcontento globale. E’ la richiesta di liberi cittadini che vogliono dimostrare per primi a se stessi che un altro mondo ed un altro modo di partecipare è possibile : che la vita ci appartiene e non è nelle mani di un manipolo decisionale di lobby variegate, plutocratiche e assassine.

    La nostra lotta è la lotta degli occupanti a Wall Street, a Francoforte, al Teatro Valle, degli Indignados, dei Licenziati dei treni notte sulla Torre al Binario 21, dei disoccupati, dei lavoratori e lavoratrici precari, degli esodati, dei pensionati, dei Lavoratori dell’Arte… e con l’arte si possono raccontare storie, esprimere opinioni e donare emozioni alla collettività ovvero fare politica, laddove la politica è libertà, è partecipazione.

    I momenti di tensione hanno creato scambi e contrasti, cosa altrattanto naturale in un processo come quello avvenuto nei giorni scorsi; che non è sintomo di spaccatura, ma di democrazia (quella vera, quella sana), di partecipazione, di incontro, di libertà : e laddove c’è libertà ognuno ha diritto ad avere ed esprimere il prorio pensiero. Macao ora non ha una sede, ma pur avendola avuta non l’ha mai avuta, perchè Macao è il movimento, è ognuno di noi, in questi due giorni infatti assemblee spontanee sono nate in vari luoghi della città ed altre ne nasceranno.

    Mi auguro e spero che questa esplosione di azione e poesia che si è innescata non si fermi più, ma che continui a catena e travolga si pacificamente ma con la violenza dell’impeto e della voglia di cambiamento tutte le torri, tutti i palazzi, tutte le strade, tutte le piazze, tutti i quartieri…

    Massimiliano Loizzi

    uomo libero, artista, macaco e cittadino

    Commento by Massimiliano Loizzi — 24 Maggio 2012 @ 01:09

  7. TEATRO: PROGETTO SCALA 2001; ARCHITETTI,SPETTRO TANGENTOPOLI

    18.09.1996

    MILANO, 18 SET – “Certo che quello di tangentopoli
    e’ uno spettro che sta dietro l’angolo”. Lo ha dichiarato il
    presidente dell’Ordine degli architetti di Milano e Lodi, Piero
    De Amicis, illustrando, nel corso di una conferenza stampa, l’
    esposto contro il cosidetto Progetto Scala 2001 che lo stesso
    Ordine ha presentato al Coreco e alla Corte dei Conti. De Amicis
    ha precisato che “non vi e’ alcuna intenzione di fare una
    denuncia penale perche’ non e’ compito dell’Ordine” e che
    “tutte le iniziative sono finalizzate a garantire un corretto
    esercizio della professione e non deve essere strumentalizzato
    da altri per fini diversi”.
    La precauzione nelle prese di posizione stride con la
    quantita’ di rilievi mossi da De Amicis alla delibera approvata
    lo scorso 11 settembre dal consiglio comunale di Milano e che
    da’ avvio alla realizzazione, in collaborazione con la Pirelli,
    di un secondo teatro alla Bicocca in attesa della
    ristrutturazione della storica sede della Scala.
    “Siamo all’assurdo – ha detto De Amicis -, si realizza con
    soldi pubblici un’opera di rilevante interesse generale
    ignorando del tutto la legge quadro in materia. Si inaugurano
    prassi che non esistono, non si sa quando sono stati affidati
    gli incarichi e il consiglio approva in un unico provvedimento
    progetti, incarichi di realizzazione e controllo dei lavori. Di
    questo sara’ informato anche il ministro Di Pietro”. (SEGUE).
    POR
    18-SET-96 15:19 NNNN
    ZCZC0232/RMB
    R SPE S0B S41 QBXH
    TEATRO: PROGETTO SCALA 2001; ARCHITETTI,SPETTRO TANGENTOPOLI (2)
    (ANSA) – MILANO, 18 SET – L’esposto, il terzo presentato al
    Coreco ma il primo notificato anche alla Corte dei Conti per una
    valutazione “dell’eventuale danno erariale”, e’ articolato in
    cinque punti ed e’ stato curato dall’avv. Pierluigi Mantini.
    Nell’esposto si legge che la delibera “contradditoria e
    immotivata nella sua ratio, sovverte i piu’ elementari principi
    dell’ordinamento europeo e nazionale”, e si contesta la
    caratteristica di “opera di urbanizzazione secondaria del piano
    Bicocca”, caratteristica sulla quale e’ incentrato tutto l’iter
    seguito dall’amministrazione comunale. “Il progetto – ha
    spiegato Mantini – e’ totalmente irregolare, come lo sono quelli
    relativi alla ristrutturazione del teatro Piermarini e dell’ex
    Ansaldo. I rilievi che si possono muovere sono tanti e di tale
    gravita’ che il tutto assume un forte sapore di responsabilita’
    penale. Io non ho alcun mandato per avviare una denuncia penale,
    ma a titolo personale posso pero’ dire che in questa vicenda
    c’e’ un rischio tangentopoli”.
    “E un problema di regolarita’ e trasparenza – ha concluso De
    Amicis -, di una chiara posizione nei confronti di chi gestisce
    il denaro pubblico. Verso Pirelli e l’architetto Gregotti non
    esprimiamo alcuna posizione. Non spetta a noi”.
    Sulla questione e’ stato chiesto anche l’intervento del
    Consiglio Europeo degli Architetti perche’ “stigmatizzi l’
    illegittimita’ del progetto Scala 2001”. (ANSA).
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    18-SET-96 15:20 NNNN
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    TEATRO: PROGETTO SCALA 2001; ARCHITETTI,SPETTRO TANGENTOPOLI (3)
    (ANSA) – MILANO, 18 SET – Alle dichiarazioni dell’ architetto
    Piero De Amicis e dell’ avvocato Pierluigi Mantini ha risposto
    nel pomeriggio la Pirelli, preannunciando iniziative
    giudiziarie. L’ ufficio stampa dell’ azienda milanese, con una
    nota, rende noto di “aver dato incarico ai propri legali di
    fiducia per l’avvio, in ogni sede, delle piu’ idonee iniziative
    per la tutela della propria reputazione e immagine”. (ANSA).
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    18-SET-96 18:43 NNNN
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    TEATRO: PROGETTO SCALA 2001; ARCHITETTI,SPETTRO TANGENTOPOLI (4)
    (ANSA) – MILANO, 18 SET – Gli assessori comunali Elisabetta
    Serri (Urbanistica), Philippe Daverio (Cultura) e Giuseppe
    Bonomi (Lavori Pubblici), firmatari del progetto ‘Scala 2001′,
    hanno annunciato oggi, in una conferenza stampa, che
    presenteranno querela per diffamazione nei confronti di De
    Amicis e dell’avv. Mantini. “E’ facile – ha affermato
    l’assessore Serri – parlare di Tangentopoli, ma queste persone
    dovrebbero anche spiegare le cose che dicono. Insomma,
    circostanziarle”. Il vicesindaco, Giorgio Malagoli, ha
    dichiarato che “sul piano delle legittimita’ hanno tutti i
    diritti di avanzare i loro ricorsi a cui il Comune rispondera’
    nelle sedi piu’ opportune, ma per quanto riguarda le
    insinuazioni su responsabilita’ penali riconducibili a
    Tangentopoli, si tratta di dichiarazioni gravissime per le quali
    i signori De Amicis e Mantini saranno chiamati a rispondere in
    sede giudiziaria nei confronti dell’ amministrazione del Comune
    di Milano”. Bonomi ha detto che “il 9 settembre, alla fine
    dell’audizione di De Amicis davanti alla Commissione consiliare
    che stava lavorando sulla delibera, lo stesso De Amicis mi disse
    che non aveva ancora preso visione della delibera. Io ho il
    dubbio che non l’abbia ancora visionata. Comunque la sua
    posizione l’ho letta sui giornali il 5 settembre. Non si puo’
    sostenere una tesi senza nemmeno conoscere il contenuto esatto
    del provvedimento in questione”. (ANSA).
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    18-SET-96 21:06 NNNN

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    Commento by www.kylehamilton.net — 14 Marzo 2014 @ 14:15

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