Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

7 Luglio 2012

CCNL fondazioni liriche, comunicato del 6 luglio

Filed under: Comunicati sindacali — Lavoratoriscala @ 13:12

10 Comments »

  1. Un commento da facebook di Carlo Putelli.
    (Grazie Carlo).

    CCNL : i delegati disertano una trattativa fatta per molti, ma non per tutti ….

    Il rinnovo del contratto non è ancora possibile.
    Come volevasi dimostrare a luglio, guardacaso nel periodo più morto per qualsiasi settore, siamo tutti chiamati malignamente all’appello per lo sforzo maggiore. E L’ulteriore comunicato che prima recitava “positivi passi avanti” si trasforma con le giornate del 4 e del 5 luglio in “insufficienti passi avanti”, tre parole queste che non sono altro che la maldestra parafrasi di una sola parola : “Stallo”.

    Che non ci fossero le condizioni economiche già lo sapevamo. Ma che non ci fossero nemmeno le condizioni coordinative che potessero almeno consegnarci un periodo di trattativa risolutoria – come auspicato dal documento ufficiale scaturito dall’incontro al MIBAC di fine giugno – questo proprio speravamo di non doverlo vedere ancora. E invece…

    Le proposte che i sindacati dovranno ufficializzare entro l’11 luglio ad Ornaghi attraverso un documento conclusivo ( l’ennesimo documento sedicente “conclusivo”, l’ennesimo che tenta disperatamente di metter giù una bozza unitaria d’intenti dopo l’ulteriore snervante coordinamento di sigle ) andranno incontro a tre grandi ostacoli:
    1)la ricerca di un metodo possibile per disinnescare gli effetti economici nefasti del regime di legge 100 dato dallo sforamento del periodo utile per firmare il ccnl
    2) l’assenza di condizioni economiche adeguate a firmare un rinnovo contrattuale risolvibile solo con un accordo straordinario col Ministro
    3) l’assenza in sede di trattativa di una controparte completamente rappresentativa tutte le Fondazioni .

    Se infatti fin qui si era sempre detto che ciò che veramente mancava al tavolo fossero tecnici preparati da parte di ministero e sovrintendenze , ora che questi sembravano esserci almeno in parte (Anfols in primis) è la stessa controparte dei lavoratori ad andarsene, a non partecipare più .

    Nella foto del 5 luglio postata su questa pagina, quella che raffigura i nazionali in una saletta un po’ buia, seduta in platea appare tutta gente ancora sostanzialmente garantita perché facente parte di Fondazioni più o meno ancora in discreta salute (compreso il sottoscritto che l’ha scattata). Firenze, Cagliari, Bologna, Bari, le Fondazioni sofferenti, non le troverete: esse sono altrove, sfinite, sfiduciate e rassegnate a condurre tutta una loro personale battaglia di sopravvivenza.

    Penso alla recente vicenda della Scala dove tre sigle sindacali su quattro hanno aperto trattativa di secondo livello, pur avendo perso il referendum in merito, con la complicità della sovrintendenza. Penso alla Lissner o alla Purchia che, in periodo di crisi come questo, si autogratificano di stipendi inimmaginabili (la prima più di un milione di euro l’anno) . E mi viene da credere che, purtroppo, non ce la faremo mai.
    O meglio: secondo la legge naturale più brutale e meno auspicabile, solamente alcuni ce la faranno.

    Personalmente ho sempre creduto che l’autonomia in questo momento sia un valore aggiunto, uno strumento imprescindibile e addirittura auspicabile per le Fondazioni che abbiano risorse per sostenerla. Ma essa non può essere scissa dal perseguimento da parte di tutti di un contratto collettivo sano, che tenga ben presente il futuro del nostro settore, i tavoli interistituzionali e le leve fiscali.

    Un tappetto comune che, se non ideale come lo sarebbe nei nostri sogni, sia almeno espressione di ognuno di noi e di tutte le Fondazioni : quelle che navigano in brutte acque, quelle che si barcamenano e quelle che, “siccome stanno meglio” , si fanno i fatti loro.

    Commento di da facebook — 7 Luglio 2012 @ 13:28

  2. Massimo stato di allerta dei lavoratori delle fondazioni lirico-sinfoniche???
    Ma certo cari rappresentanti nazionali….essi si sono allertati già da tempo…vedi l’inizio delle più o meno segrete trattative per le Autonomie (chiamiamole cosi….).

    Ma chi volete prendere per il C…???!!!!!

    Sono diversi anni personalmente che sono allertato…..visti i soggetti che conducono le trattative sindacali!!!

    Che la pace del Signore sia con voi!

    Commento di Anonimo — 7 Luglio 2012 @ 13:44

  3. Ho trovato questo articolo dal sito costruiresumacerie.org
    Trovo che sia fondamentale, non so chi sia Gianluca Floris che scrive ( mi scuserà/scuserete per la mia ignoranza) ma concordo con ogni sillaba.

    Come affogare nei debiti una Fondazione Lirico Sinfonica italiana.
    Posted on 10/06/2012

    Vi chiederete come mai i teatri lirici italiani, o meglio molti di loro, siano in grandi difficoltà economico gestionali. Non tutti lo sono, beninteso, ma molti si. Come mai?
    La risposta è facile: sono gestiti male. La prima responsabilità, è chiaro, è dei tagli indiscriminati che sono stati calati come una mannaia sul settore negli anni del governo Berlusconi, il governo che ha da sempre ritenuto la salvaguardia del nostro patrimonio culturale un inutile fastidio.
    Si diceva: i teatri lirici italiani sono un pozzo di sperpero senza fondo. Quindi, anziché rifondarli per ottenere gestioni virtuose, si è deciso di tagliare i finanziamenti senza di fatto cambiare nulla nel loro modello gestionale.
    Sin dalla scellerata idea di trasformare i nostri Enti Lirici in Fondazioni di diritto privato (Rutelli-Melandri) si sarebbe dovuto provvedere a un drastico cambio di modello gestionale: budget prefissati, nessuna possibilità di sforamento, adeguamento delle stagioni alle previsioni di introiti economici.
    Invece, nulla di tutto questo accadde.
    Sapete come potete oggi gestire una Fondazione? Sapete quale è la prassi di gestione da parte di tanti Sovrintendenti? Tenetevi forte.
    Le voci da inserire in un bilancio.
    Siete il Sovrintendente e avete incontrato ad una cena un assessore (comunale, regionale, provinciale, fate voi). A questa cena voi l’avete convinto che al vostro Teatro servono seicentomila euro in più per garantire una attività di ampio respiro. Il vostro assessore si dice convinto e vi dice che si può fare.
    A questo punto, sulla parola, voi inserite nel bilancio preventivo questi seicento mila euro. Ma non è tutto. Programmate la prossima stagione come se quei seicentomila fossero certi e deliberati. Firmate contratti con i fornitori, con gli artisti, con i registi, con i direttori d’orchestra, con i fornitori di scene e costumi. Sulla parola avete inserito tutte le promesse che vi hanno fatto gli assessori, qualche sottosegretario, qualche amico di una fondazione bancaria, magari qualcuno della confcommercio, della associazioni industriali, ecc. ecc.
    Voi avrete portato quindi nel bilancio preventivo (poniamo) cifre per qualche milione di euro che, a vostro dire, vi hanno promesso. Nessuno controllerà. Non i revisori, non i consiglieri di amministrazione, non il sindaco Presidente.
    Poi succede che inizia la stagione che avete programmato e che nessuna delle somme previste è entrata. L’assessore ha visto la somma non essere accettata dal Bilancio, le Fondazioni Bancarie cambiano i vertici, le associazioni degli industriali rimangono perplesse, qualcuno esce dal cda, magari. Insomma voi vi trovate con una stagione in corso senza nessuna copertura finanziaria. Vi rimangono solo i soldi che vi dà la legge (come era prevedibile). Ma voi avete firmato impegni di spesa per molti ma molti milioni in più.
    E allora la prima cosa che fate è non pagare i fornitori. Niente saldo per i laboratori tecnici e scenografici, niente saldo per i noleggi, niente pagamenti per le forniture sartoriali, ecc. ecc.
    Poi iniziate a dilazionare tutti i pagamenti con tutti gli artisti (a parte quelli “amici”). Li pagherete l’anno dopo o a sei mesi se vi arriva la tranche ministeriale. Magari segnate le somme promesse che non vi hanno mai dato enti, assessori vari e compagnia bella come crediti vantati dalla Fondazione. È successo. Succede ancora oggi.
    Così avete messo gli assessori, le banche e le associazioni varie con le spalle al muro: «Ci devono più di quattro milioni» magari dichiarate ai giornali. E tutti a bestemmiare contro quei cattivoni che non vogliono scucire i cordoni della borsa.
    E arriva il secondo anno dove, come il primo, voi programmate una stagione faraonica e principesca, con grandi artisti e grandi allestimenti. tanto per il secondo anno i fornitori vi daranno ancora credito. Poi sono tanti i fornitori nel mondo. Idem per gli artisti. Troverete sempre un artista disposto a venire gratis o ad accettare di essere scritturato con pagamento incerto anche dopo anni. Lo pagherete di più, ma lo trovate. E anche il secondo anno lo fate senza copertura economica. Dal terzo in poi iniziate a dare le colpe del dissesto finanziario alle eccessive spese per i dipendenti. Va molto di moda e fa sempre un populistico effetto.
    Questo trucco funziona in genere per tre o quattro anni. Può durare di più se avete coperture politiche che vi permettono, ogni volta che le deiezioni raggiungono il livello degli occhi, di abbassare un pochino il passivo. Basta un decimo del buco che avete fatto finora per andare avanti ancora qualche anno.
    Nel mentre i vostri referenti politici vi troveranno qualche altro aggancio per un nuovo incarico in un altro teatro, magari più prestigioso di quello di prima. Voi lascerete il teatro che avete affogato di debiti magari lasciando anche un bel ricordo… (“Ah, però che belle stagioni che ha fatto…”) e andate da un’altra parte a combinare gli stessi disastri.
    Tutte le spese accessorie delle cause di mancato pagamento che perderete regolarmente (ovvio: prestazioni già erogate) andranno poi a ingrandire il buco economico le cui conseguenze pagheranno solo i dipendenti.
    Aggiungete accordi di impegni di spesa fra teatri stipulati solo sulla parola, assunzioni amministrative inutili inventando ruoli e uffici senza giustificazione reale, ed ecco che il disastro in pochi anni è compiuto.

    Il guaio delle Fondazioni che oggi sono nei guai è che vengono gestite in questa maniera.

    Nessuno insegue i manager dissoluti chiedendogli indietro i danni che hanno combinato, nessuno vieta ai sovrintendenti di fare stagioni senza copertura economica certa e si continua con lo sfascio.
    nessuno di questi manager che vampirizzano i teatri con le loro gestioni tossiche ha mai terminato il suo mandato più povero di quando ha iniziato. Per essere eufemistico.
    Questi gestori distruttori di teatri e fondazioni, sono coloro che oggi hanno i curriculum più ragguardevoli, quelli che incutono addirittura rispetto, a chi non conosce la verità.

    Ci sono anche Fondazioni virtuose, è inutile dirlo. Ma tutte quelle che soffrono (tante) sono quelle che da tempo vengono saccheggiate da gestori scellerati. E che continuano a rifiutarsi di cambiare modello di management.

    Nessuno dei controllori dice mai nulla durante gli scempi, salvo poi urlare e sbraitare contro i lavoratori e gli artisti quando la frittata non si può più nascondere.
    Nessuno si rende conto che l’origine dei buchi vertiginosi da decine di milioni di euro pubblici derivano solamente da aver avvallato e programmato attività superiori a quello che i conti avrebbero permesso. È l’attività di direzione artistica, in combutta con la sovrintendenza, ad affossare i teatri. L’irresponsabile perseveranza negli anni nel fare stagioni e allestimenti “grandiosi” e “indimenticabili” senza poterselo permettere.
    Tanto poi i manager che gestiscono i teatri, i loro lauti stipendi li hanno sempre assicurati. Altrettanto non si potrà dire per gli stipendi dei dipendenti o per il lavoro svolto da artisti e fornitori. Tutti questi rischieranno molto.
    Ecco perché, ve l’ho spiegato.
    Dovunque io vada nel mondo da sempre il nome dell’Italia è accostato all’Opera Lirica che rappresenta la parte del nostro patrimonio culturale più conosciuta sul pianeta. È questo il motivo per cui lo Stato ha sempre ritenuto di doverla tutelare, perché è patrimonio identitario dell’Italia nel mondo.
    Ma c’è chi approfitta del doveroso sostegno pubblico per gestire malamente e intascarsi soldi a sbafo. E anche molti. La soluzione non è certo smettere di sostenere pubblicamente questo nostro patrimonio così importante. La soluzione è smettere di mettere al governo dei nostri teatri degli incapaci e allontanarli per sempre. Possibilmente a calci nel culo.

    Commento di Anonimo — 11 Luglio 2012 @ 15:26

  4. zi Bruno ha condiviso un link.
    9 minuti fa
    http://teatroscalacgil.blogspot.it/2012_07_01_archive.html

    …Visualizza altro
    http://teatroscalacgil.blogspot.it/2012_07_01_archive.html martedì
    teatroscalacgil.blogspot.it

    Gaudenzi Bruno Situazione gravissima !! I sindacati a Roma tutti uniti !! In Scala invece si é venuta a creare una situazione ben più grave , palesemente indirizzata a salvaguardare gli interessi di una compagine privata (leggi filarmonica) all’ interno d…Visualizza altro
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    Commento di bruno gaudenzi — 12 Luglio 2012 @ 11:47

  5. Gaudenzi Bruno Situazione gravissima !! I sindacati a Roma tutti uniti !! In Scala invece si é venuta a creare una situazione ben più grave , palesemente indirizzata a salvaguardare gli interessi di una compagine privata (leggi filarmonica) all’ interno di un organismo non ancora del tutto privatizzato !! Lo specchietto per le Allodole dei permessi artistici sbloccati per sei mesi! Giusto il tempo per aprire il famoso tavolo delle trattative con gli squali della direzione… Troppi interessi personali stanno bloccando il buon esito di un aggancio al Ccnl !! Tutto questo in concomitanza con lo svuotamento del teatro per le ferie!!!

    Commento di bruno gaudenzi — 12 Luglio 2012 @ 11:48

  6. [p]UE-V isn隆炉t free; it隆炉s part of what Microsoft calls its Desktop Optmization Pack (MDOP) that includes a bunch of other tools like RemoteApp, App-V (application virtualization), VDI, etc . And a hidden thing in the bottom left corner of the screen is a “start”-type button thing that when right clicked will show you a list of common tasks like Event Viewer, Disk Management, Command Prompt, Task Manager, Control Panel, Windows Explorer, Run, etc . A modern computing device must do certain things, right out of the box . Windows 8 is the first operating system that Microsoft has consciously designed to work in harmony with hardware, apps, and services to deliver that consistent experience . I didn隆炉t have early access to those apps . I just wanted one . Even the Microsoft Surface tablet [url=http://www.officekeysale.com]windows key shortcuts
    [/url] has a hardware Windows home screen button that mimics the functionality of the Windows Key.[/p][p]Because of this, I figured both versions [url=http://www.officekeysale.com]office 2003 key[/url] were somehow included in the box, and I turned out to be right . The omission of the start button has caused public backlash, especially amongst the long-standing Windows faithful . exe from C:\Windows\System32 and then you’ll launch the [url=http://www.officekeysale.com]windows key[/url] app . If you dabbled with the Developer Preview edition of Windows 8, released nearly six months ago, you experienced bits and pieces of what Windows 8 would eventually become . A modern computing device must do certain things, right out of the [url=http://www.officekeysale.com]office 2013 key[/url] box . exe /r or /h at the end (instead of /r) will hibernate a system . There [url=http://www.officekeysale.com]windows password key[/url] are fewer reasons for a separate page on a desktop 篓C the start menu is a cheaper interaction than the start page.[/p]

    Commento di Robnt#ranxzdom[a..z]58 — 29 Gennaio 2013 @ 16:07

  7. Peccato che i primi 3 giorni (periodo di canzrea) l’INPS non paghi alcunche9…e quindi se il datore paga meno (o niente dal quinto evento), il lavoratore non viene pagato. Art. 176 – Trattamento economico di malattia Durante il periodo di malattia, previsto dall’articolo precedente, il lavoratore avre0 diritto, alle normali scadenze dei periodi di paga: a) ad una indennite0 pari al cinquanta per cento della retribuzione giornaliera per i giorni di malattia dal quarto al ventesimo e pari a due terzi della retribuzione stessa per i giorni di malattia dal ventunesimo in poi, posta a carico dell’INPS ai sensi dell’articolo 74 della legge 23 dicembre 1978, n.833, secondo le modalite0 stabilite, e anticipata dal datore di lavoro ai sensi dell’ art. 1, Legge 29 febbraio 1980, n.33. L’importo anticipato dal datore di lavoro e8 posto a conguaglio con i contributi dovuti all’INPS, secondo le modalite0 di cui agli articoli i e 2, Legge 29 febbraio 1980, n.33;b) ad una integrazione dell’indennite0 a carico dell’INPS da corrispondersi dal datore di lavoro, a suo carico, in modo da raggiungere complessivamente le seguenti misure:1) 100% (cento per cento) per primi tre giorni (periodo di canzrea);2) 75% (settantacinque per cento) per i giorni dal 4 al 20 ;3) 100% (cento per cento) per i giorni dal 21 in poidella retribuzione giornaliera netta cui il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto. Per retribuzione giornaliera si intende la quota giornaliera della retribuzione di fatto di cui all’art.195. Al fine di prevenire situazioni di abuso, con decorrenza dalla data di sottoscrizione del presente accordo di rinnovo, nel corso di ciascun anno di calendario (1 gennaio 31 dicembre) e nei limiti di quanto previsto dal primo comma dell’art. 175, l’integrazione di cui al punto 1) della lettera b) del comma precedente viene corrisposta al 100% per i primi due eventi di malattia, al 50% per il terzo ed il quarto evento, mentre cessere0 di essere corrisposta a partire dal quinto evento.Il punto a) parla della parte a carico dell’INPS, e come si puf2 facilmente notare parla solo dei giorni 4 e seguenti. E il successivo punto b) parla dell’integrazione del datore di lavoro, che assieme alla indennite0 INPS deve raggiungere i livelli 100/75/100%.Ma se, come risulta dal punto a), i primi tre giorni di malattia non sono “integrati”, bensec de facto integralmente pagati dal datore, se tale “integrazione” passa al 50% e poi allo 0%, ben si comprende che i primi 3 giorni di malattia, dal quinto evento in poi, NON VENGONO PAGATI DA NESSUNO.

    Commento di Javier — 11 Luglio 2013 @ 11:45

  8. wzmzzumu quickquid

    Commento di quickquid — 3 Agosto 2013 @ 12:44

  9. The tourist places are now filled with apartments for rent along
    with hotels. Therefore, the owners of apartments are very careful when they select
    tenants. With the landlord knowing his apartment
    is one of two you’re interested in, you’re highly likely to get a good deal (a
    fair price for both of you) and both of you will leave the negotiation happy.

    Commento di site — 27 Novembre 2013 @ 07:25

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