Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

24 Luglio 2012

Amianto, aperta un’inchiesta sulla Scala. I magistrati indagano su 7 operai morti

Filed under: Amianto,Articoli stampa — Lavoratoriscala @ 21:47

Si tratta di persone che lavorarono al teatro negli anni ’70-’80

Amianto: inchiesta su sette operai morti dopo aver lavorato alla scala

(Fototgramma)(Fototgramma)

MILANO – La Procura ha aperto un’inchiesta, al momento a carico di ignoti, per omicidio colposo e lesioni colpose in relazione a 7 casi di operai morti a causa dell’amianto, dopo aver lavorato tra gli anni ’70 e gli anni ’80 al Teatro alla Scala. Il pm Maurizio Ascione sta indagando anche su altri tre casi di lavoratori, sempre di imprese di manutenzione, che si sono ammalati di forme tumorali, come il mesotelioma.

L’INDAGINE – Le indagini degli inquirenti su una decina di casi di lavoratori morti o che si sono ammalati per l’esposizione all’amianto alla Scala di Milano sono scattate a seguito di alcuni esposti di associazioni a tutela delle vittime della sostanza cancerogena, messa al bando nei primi anni ’90 (in questo caso, dunque, non in seguito a un rapporto della Asl come è avvenuto, invece, in altre inchieste analoghe). La Procura ha formalizzato in queste ore l’apertura di un fascicolo per i reati di omicidio colposo e lesioni colpose. Il «prossimo passo» sarà quello di individuare i presunti responsabili dei reati, ossia coloro che avevano, tra gli anni ’70 e gli anni ’80, il compito di garantire, con il necessario budget, la sicurezza degli operai che si occupavano dei lavori di manutenzione e dei sistemi anti-incendio del teatro. Secondo le indagini, infatti, l’amianto sarebbe stato utilizzato nel rivestimento (come isolante termico) di alcune strutture della Scala e nei dispositivi per prevenire gli incendi. E i lavoratori di imprese di manutenzione o coibentazione, secondo l’accusa, avrebbero respirato le fibre di amianto senza alcuna protezione. Gli operai morti (sette al momento quelli accertati, ma la Procura sta lavorando anche su altri casi) sono deceduti negli ultimi 10 anni. Alcuni operai si sono ammalati di mesotelioma pleurico, mentre altri di diverse forme tumorali, come il carcinoma polmonare o l’asbestosi.

Redazione Corriere della Sera Milano online 24 luglio 2012 | 21:02

15 Comments »

  1. * Repubblica Milano /
    * Cronaca /
    * Amianto alla Scala, la Procura indaga …

    IL CASO
    Amianto alla Scala, la Procura indaga
    per gli 8 operai uccisi dal mesotelioma
    Le ipotesi di reato, per il momento a carico di ignoti, sono di lesioni colpose e omicidio colposo
    I lavori furono effettuati negli anni Ottanta. Altri tre operai contrassero la malattia e sono in vita
    di SANDRO DE RICCARDIS

    Amianto alla Scala, la Procura indaga per gli 8 operai uccisi dal mesotelioma
    La Procura di Milano ha avviato un’indagine per accertare eventuali responsabilità nel decesso di otto operai che sarebbero venuti in contatto con l’amianto negli anni Settanta-Ottanta durante i lavori alla Scala. Gli accertamenti riguardano anche altri tre lavoratori che sono gravemente ammalati sempre a causa dell’esposizione alla sostanza nociva. Gli operai lavorano per aziende impegnate nella manutenzione e nella coibentazione delle strutture del teatro. I decessi sono avvenuti a partire dal 2002. Il titolare del fascicolo di indagine è il pm Maurizio Ascione, che sostiene pubblica accusa anche nel processo in cui sono imputati undici ex dirigenti della Pirelli per le morti, sempre da esposizione da amianto, in due stabilimenti di Milano.

    Amianto alla Scala, chiuso il loggione Scontro sui lavori di bonifica

    Quanto al processo in cui sono imputati undici ex componenti del cda di Pirelli, il pm Ascione si prepara ad allargare il campo delle accuse contestando, sempre alle stesse persone, altri 26 casi di operai deceduti a causa di mesotelioma pleurico, carcinoma polmonare o tumore alla vescica, dovuti all’esposizione ad amianto o ad altre sostanze letali. La contestazione suppletiva rispetto alla ventina di
    casi già al centro del processo verrà formalizzata alla ripresa del processo dopo la pausa autunnale, nell’udienza del 21 settembre. Sempre il pm Ascione sta effettuando accertamenti sul decesso di alcuni operai impegnati, negli anni scorsi, in lavori all’interno delle linee rosse e verde della metropolitana milanese. Nelle settimane scorse sono stati effettuati sopralluoghi proprio nei tunnel della linea di trasporti sotterranea per verificare la presenza di amianto e altre sostanze pericolose.

    (24 luglio 2012)

    Commento di Anonimo — 25 Luglio 2012 @ 00:18

  2. Milano, 24 luglio 2012 – La procura di Milano ha avviato un’indagine per accertare eventuali responsabilità nel decesso di sette operai che sarebbero venuti in contatto con l’amianto negli anni ‘70-‘80. Gli accertamenti riguardano anche altri tre lavoratori che sono gravemente ammalati sempre a causa dell’esposizione alla sostanza nociva.
    Gli operai lavorano per aziende impegnate nella manutenzione e la coibentazione delle strutture del teatro. I decessi sono avvenuti negli ultimi dieci anni, a partire dal 2002. Il titolare del fascicolo di indagine è il pm Ascione che sta svolgendo il ruolo della pubblica accusa anche nel processo in cui sono imputati undici ex dirigenti della Pirelli per le morti, sempre da esposizione da amianto, in due stabilimenti di Milano.
    L’indagine sulla Scala per i reati di omicidio e lesioni colpose è, per il momento, a carico di ignoti e punta a stabilire eventuali responsabilità a carico di chi doveva vigilare sulla sicurezza dei lavoratori nel teatro. Gli operai morti e ammalati si occupavano, in particolare, delle strutture anti-incendio e di quelle di isolamento termico.
    Quanto al processo che vede imputati undici ex membri del cda di Pirelli, il pm Maurizio Ascione si prepara ad allargare il campo delle accuse contestando, sempre alle stesse persone, altri 26 casi di operai deceduti a causa di mesotelioma pleurico, carcinoma polmonare o tumore alla vescica, dovuti all’esposizione ad amianto o ad altre sostanze letali. La contestazione suppletiva rispetto alla ventina di casi già al centro del processo verrà formalizzata alla ripresa del processo dopo la pausa autunnale, nell’udienza del 21 settembre.
    Sempre il pm Ascione sta svolgendo accertamenti sul decesso di alcuni operai impegnati, negli anni scorsi, in lavori all’interno delle linee rosse e verde della metropolitana milanese. Nelle settimane scorse, sono stati effettuati dei sopralluoghi proprio nei tunnel della linea di trasporti sotterranea per verificare la presenza di amianto e altre sostanze pericolose.

    Commento di cub scala — 25 Luglio 2012 @ 00:25

  3. http://www.newsgiustizia.org

    Teatro La Scala di Milano e amianto: aperta inchiesta sulla morte di 7 operai
    Teatro La Scala di Milano
    Aperta un’inchiesta nei confronti di ignoti sulla morte, causata dall’amianto, di 7 operai che negli anni ’70 – ’80 hanno lavorato nel Teatro La Scala di Milano. L’accusa è di omicidio colposo e lesioni personali colpose

    La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta – per ora contro ignoti – allo scopo di accertare le cause della morte di 7 operai che hanno lavorato presso il Teatro La Scala di Milano negli anni ’70 – ’80.

    I reati ipotizzati sono omicidio colposo e lesioni personali colpose.

    I magistrati indagano, altresì, su tre casi di operai che hanno sviluppato forme tumorali – quali il mesotelioma -.

    Le indagini sono state avviate a seguito di esposti da parte di associazioni di vittime dell’amianto – sostanza cancerogena messa al bando negli anni ’90 -.

    Le indagini hanno evidenziato che l’amianto sarebbe stato ultilizzato, come isolante termico, nei rivestimenti di alcune strutture del famoso Teatro scaligero, oltre che nei dispositivi per prevenire gli incendi.

    Secondo l’accusa, i dipendenti di imprese di manutenzione e coibentazione avrebbero respirato le fibre di amianto senza la necessaria protezione.

    Gli operai morti si sarebbero ammalati di varie forme tumorali, quali il mesotelioma pleurico, l’asbestosi, il carcinoma polmonare.

    Le indagini per accertare le cause delle morti e malattie, oltre che per individuare i responsabili, continuano.

    Roma, 24.07.2012

    Avv. Daniela Conte

    Studio Legale Avv. Daniela Conte & Partners

    RIPRODUZIONE RISERVATA

    Commento di Anonimo — 25 Luglio 2012 @ 10:31

  4. Amianto alla Scala, il teatro replica: ora non ci sono più tracce di fibre
    Operai morti per l’amianto: avevano lavorato alla Scala
    Commenti

    Gli ultimi residui sono stati eliminati con l’intervento del 2009

    di Mario Consani e Nicola Palma
    La Scala

    Milano, 26 luglio 2012 – «Non ci sono più tracce d’amianto in teatro». Dopo la ristrutturazione del 2002 e l’ulteriore intervento datato 2009, «a quel che ci risulta — fanno sapere dalla Scala — i controlli hanno sempre dato esito negativo». È la risposta indiretta del Piermarini alll’inchiesta della Procura sui morti per asbesto tra gli ex lavoratori.
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    Nei giorni scorsi, infatti, i magistrati hanno acceso il faro sugli anni ’70-’80, cioè prima che venisse varata la legge n. 257 del 1992, che ha messo al bando l’uso della fibra killer: in quel periodo, nell’ipotesi degli inquirenti, le maestranze avrebbero respirato amianto in teatro; almeno sette di loro hanno poi contratto malattie mortali riconducibili all’esposizione all’asbesto. Del resto, i primi interventi di decontaminazione risalgono all’inizio degli anni ’90: nel 1992, secondo quanto risulta al sindacato Cub, la dirigenza dell’ente lirico si è sbarazzata del sipario antiacustico, comunemente chiamato «pattona», utilizzato dal 1967.

    Uno dei decessi sospetti è proprio quello di un siparista, Enzo Mantovani, scomparso nel 2001 per mesotelioma pleurico. Nel 1996, invece, tocca alla dismissione dei guanti antincendio in amianto, che venivano indossati sia sul palcoscenico che nei laboratori, e delle coperte antincendio usate anche in sala. Nel 2001, l’asbesto viene eliminato anche dai laboratori della Bovisa, dalla sala prove degli orchestrali e dal magazzino generale al piano terra, sempre secondo la ricostruzione della Cub; via anche la «pattona» della Piccola Scala.

    L’intervento più consistente viene messo in cantiere nel 2002, quando la Scala è oggetto di un complesso intervento di restyling: fuori l’amianto presente nella guarnizione degli stipiti delle porte tagliafuoco e nel magazzino al piano terra; rimosso anche il camino della volta della platea e i residui rinvenuti nella palazzina di via Verdi e negli ex laboratori della Bovisa. Non basta. Nel 2008, arriva la dismissione di proiettori e componentistica elettrica presenti tra palco e laboratori, utilizzati tra il 2002 e il 2004 anche nella sede provvisoria del teatro Arcimboldi. Infine, gli interventi tra il 2008 e il 2010, quindi post-ristrutturazione, per cancellare definitivamente le tracce di amianto dai locali luci presenti nel sopravolta della sala; chiuso per due mesi il loggione.

    Commento di Anonimo — 26 Luglio 2012 @ 22:10

  5. VERBALE INCONTRO OO.SS-ANFOLS 27 LUGLIO

    La delegazione datoriale ANFOLS La delegazione sindacale SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM, FIALS-CISAL Considerato che, a fronte delle pesanti difficoltà del Settore, il CCNL in oggetto , scaduto nell’anno 2006,non è stato rinnovato alle sue naturali scadenze. Le parti dopo una lunga serie di incontri nei quali sono stati esaminati e approfonditi tutti gli aspetti inerenti l’organizzazione del lavoro hanno raggiunto un accordo sui seguenti punti: • Orario di lavoro (art.53 maestri collaboratori, art.64 professori d’orchestra, art.77 artisti del coro, art. 90 tersicorei, art.lOl impiegati, art. 108 operai); • Trattamento di malattia (art.21); • Diritto di precedenza (art.l comma 4); • Relazioni sindacali (art. 38); Permessi artistici (art.24 bis); La transazione di Quote percentuali degli Integrativi Aziendali da inserire in elemento di retribuzione la contrattazione di secondo livello Anche ai fini del superamento delle misure concernenti le norme in materia di corresponsione dei trattamenti economici degli integrativi ai dipendenti delle Fondazioni, ai sensi dell’art.S legge n. 100 del 29 giugno 2010 , la delegazione datoriale e le OOSS s’impegnano a trasmettere, nel più breve tempo possibile , agli Organi Competenti il testo dell’intesa comprensivo degli istituti di cui al presente accordo.

    Commento di Anonimo — 31 Luglio 2012 @ 22:26

  6. COMUNICATO CCNL 30-7-2012

    Rinnovo CCNL Fondazioni Lirico Sinfoniche Venerdì c.m. si è sottoscritto fra le parti un verbale di intesa in merito alla trattativa per il rinnovo del Contratto Nazionale per le 14 Fondazioni Lirico Sinfoniche. L’intesa, da tradurre in una ipotesi di preaccordo , è relativa alle parti normative che sono state oggetto del confronto e di un lungo percorso negoziale ( relazioni sindacali, contrattazione aziendale,orari, permessi artistici, trattamento di malattia e, affidate a commissioni tecniche bilaterali, temi quali i diritti di precedenza e identificazione di quote salariali di natura integrativa da translare nella retribuzione nazionale). La disdetta del contratto nazionale da parte dell’ANFOLS, la presentazione da parte datoriale di una piattaforma di nove punti per “scardinare” l’impianto del Contratto Nazionale, le direttive Ministeriali, la fuoriuscita di importanti Fondazioni dall’ANFOLS, l’uscita dell’ ANFOLS dall’AGIS, il varo della Legge 43 e successivamente della Legge 100 (leggi che intervengono pesantemente e impropriamente sull’autonomia delle parti sociali, e sui contenuti e la tempificazione della contrattazione nazionale stessa) , il negoziato spostato all’ARAN sono le tappe di un lungo e tormentato confronto a partire dal 2007 in cui le OO.SS. e i lavoratori del Settore hanno dimostrato tenuta e forte capacità di contrasto contro tentativi di destrutturazione del modello produttivo operato sia in termini legislativi che sul terreno contrattuale. L’intesa sulla parte normativa definisce, sia sulle parti di carattere generale che su quelle relative ai modelli organizzativi, risoluzioni equilibrate e funzionali ai fattori produttivi di ciascuna Fondazione e ricomprende l’insieme dentro le coordinate del vigente Contratto Nazionale. Il percorso che si è prospettato è il seguente: In settimana si siglerà un protocollo congiunto che svilupperà, in coerenza con quanto definito nel confronto tra le parti, un articolato più compiuto sulle materie riassunte per titoli nel verbale d’intesa che sarà inoltrato al Ministero, il quale appronterà risoluzioni per superare gli effetti negativi della Legge 100 ( inerenti le penalità sulla temporalità della conclusione negoziale quali i permessi artistici e i tagli agli integrativi) A fine mese agosto le parti si incontreranno per redigere in modo definitivo la parte normativa ( elemento fondante del preaccordo) e inizierà l’iter di validazione del medesimo accordo ( ARAN- MINISTERO DEL TESORO- CORTE DEI CONTI) Nella ripresa autunnale si dovranno “ricontrattare” gli integrativi aziendali delle singole Fondazioni in conformità a quanto definito a tale titolo nell’innovato Contratto nazionale. In merito alla parte economica il ministero, come da affidamenti dati si impegna a ricercare le risorse per traguardare la copertura inflattiva ( 2013- 2015) e per coprire la carenza economica pregressa. In definitiva riteniamo importante e positivo la conclusione del negoziato quando sarà portato a compimento poiché è un tassello per attivare percorsi fondamentali per la tenuta del futuro delle Fondazioni quali l’attivazione di tavoli interministeriali ( tesi a ricercare reti protettive per un settore dichiarato in crisi), tavoli interistituzionali ( MIBAC – REGIONI – ENTI LOCALI ) e per l’attivazione anche per il settore delle levi fiscali quali elemento di compiutezza della legge 367 ( trasformazione degli Enti in Fondazioni). LE SEGRETERIE NAZIONALI SLC- CGIL FISTeL- CISL UILCOM- UIL FIALS- CISAL

    Commento di Anonimo — 31 Luglio 2012 @ 22:28

  7. Scala Garritano contro il licenziamento «Voglio tornare a ballare al Piermarini» – MILANO — SARÀ BATTAGLIA tra Mary Garret e il Teatro alla Scala. Nei giorni scorsi, i legali della danzatrice hanno depositato il ricorso contro il licenziamento per giusta causa; la prima udienza davanti al Tribunale del Lavoro è stata fissata per il prossimo 29 agosto. «Chiediamo l’immediato reintegro nel corpo di ballo del teatro», fa sapere l’avvocato Alessandro Russo. Mariafrancesca Garritano (foto) è stata messa alla porta dalla dirigenza di via Filodrammatici lo scorso febbraio, dopo una serie di interviste sul problema dei disturbi alimentari nel mondo della danza. Interviste che, secondo l’ente lirico-sinfonico, avrebbero violato «i doveri fondamentali che legano un dipendente al suo datore di lavoro, facendo venir meno il necessario rapporto di fiducia che è alla base di tale legame». Di parere opposto Mary Garret: «Non ho mai voluto attaccare il Piermarini, le mie parole sono state fraintese: ora il mio desiderio è quello di tornare a ballare in quel teatro». Senza tralasciare, però, l’impegno sociale: «In questi mesi ho studiato tanto e partecipato a molti convegni — chiosa Garritano —. Continuerò a farlo: spero che le mie denunce abbiano sensibilizzato l’opinione pubblica». N.P. ***

    Commento di Anonimo — 15 Agosto 2012 @ 01:07

  8. LOMBARDIA: LEGGE REGIONALE AMIANTO

    Pubblichiamo il testo integrale della Legge Regionale lombarda appena approvata. Anche se con un linguaggio politichese a burocratico, per il 2012 è stata assicurata alla legge una copertura finanziaria di 1 milione di euro. Tuttavia la legge, presenta una carenza finanziaria, perché prevede solo 2 milioni di euro all’anno per tre anni, cifra assolutamente insufficiente e non interviene sul problema dello smaltimento in sicurezza come riportato nel primo comunicato del nostro Comitato che si può leggere nel sito .

    Legge Regionale 31 luglio 2012 , n. 14

    Modifiche e integrazioni alla legge regionale 29 settembre 2003, n. 17 (Norme per il risanamento dell’ambiente, bonifica e smaltimento dell’amianto)(1)

    (BURL n. 31, suppl. del 03 Agosto 2012 )

    urn:nir:regione.lombardia:legge:2012-07-31;14

    Art. 1

    (Modifiche all’articolo 1 della l.r. 17/2003)

    1. All’articolo 1 della legge regionale 29 settembre 2003, n. 17 (Norme per il risanamento dell’ambiente, bonifica e smaltimento dell’amianto) sono apportate le seguenti modifiche:

    a) la lettera c) del comma 2 è così sostituita:

    ‘c) la promozione di iniziative di educazione e informazione finalizzate a ridurre la presenza dell’amianto, anche attraverso il coinvolgimento delle Aziende sanitarie locali (ASL) e dei medici di medicina generale;’;

    b) dopo la lettera c) del comma 2 sono inserite le seguenti:

    ‘c bis) la promozione di politiche di sostegno per l’assistenza dei soggetti ex esposti all’amianto, colpiti da malattie asbesto correlate;
    c ter) la conoscenza epidemiologica e prevenzionale nella popolazione e la sorveglianza sanitaria dei soggetti ex esposti a fibre d’amianto;
    c quater) la formazione e l’aggiornamento degli operatori delle ASL, dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Lombardia (ARPA) e delle imprese che si occupano di attività di bonifica e smaltimento dell’amianto;
    c quinquies) la promozione di finanziamenti agevolati per la bonifica di edifici con presenza di manufatti contenenti amianto.’;

    c) dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:

    ‘2 bis. La Regione favorisce la rimozione dell’amianto e la sostituzione di manufatti contenenti amianto con materiali e sistemi ecologici. In particolare promuove, in collaborazione con le province, la sostituzione delle coperture in eternit o contenenti amianto con coperture dotate di pannelli solari fotovoltaici.

    2 ter. In attuazione dei principi di autosufficienza e prossimità nella gestione dei rifiuti e al fine di limitare il trasporto di rifiuti pericolosi, la Regione Lombardia, attraverso i propri strumenti di pianificazione e programmazione, stabilisce criteri atti ad assicurare lo smaltimento o il trattamento di quote riservate per i rifiuti contenenti amianto (RCA) provenienti dalla rimozione sul territorio regionale presso impianti lombardi.’.

    Art. 2

    (Integrazioni alla l.r. 17/2003 in materia di politiche di sostegno)

    1. Dopo l’articolo 1 della l.r. 17/2003è inserito il seguente:

    ‘Art. 1 bis
    (Politiche di sostegno)
    1. La Regione promuove politiche di sostegno per l’assistenza dei soggetti ex esposti, colpiti da malattie asbesto correlate.
    2. E’ istituito un fondo per le politiche di sostegno per l’assistenza dei soggetti ex esposti, colpiti da malattie asbesto correlate.
    3. La Regione attua il programma di sorveglianza sanitaria dei soggetti ex esposti attraverso le Unità operative ospedaliere di medicina del lavoro (UOOML) o il dipartimento oncologico provinciale competente, in una sede adeguata e prossima alle aree di cui al comma 5.
    4. Per accedere alla sorveglianza sanitaria di cui al comma 3, il soggetto ex esposto si rivolge alla ASL di appartenenza oppure esprime, nella richiesta di riconoscimento di benefici previdenziali o assicurativi presentata all’INAIL, il consenso per la segnalazione all’ASL del proprio nominativo.
    5. La Giunta regionale individua le aree di criticità nelle quali è accertata una incidenza di mortalità per malattie asbesto correlate, utilizzando il registro regionale dei mesoteliomi sugli effetti neoplastici causati dall’esposizione all’amianto.’.

    Art. 3

    (Modifica all’articolo 2 della l.r. 17/2003)

    1. All’articolo 2 della l.r. 17/2003è apportata la seguente modifica:

    a) dopo il comma 4 è inserito il seguente:

    ‘4 bis. I comuni, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa vigente per le imprese che si occupano di smaltimento e rimozione dell’amianto, possono stipulare convenzioni con le imprese di ritiro e smaltimento dei rifiuti al fine della raccolta in sicurezza di piccoli quantitativi di rifiuti contenenti amianto.’.

    Art. 4

    (Modifiche all’articolo 4 della l.r. 17/2003)

    1. All’articolo 4 della l.r. 17/2003 sono apportate le seguenti modifiche:

    a) il numero 1) della lettera a) del comma 1 è così sostituito:

    ‘1) censimento degli impianti, degli edifici, dei siti e dei mezzi di trasporto con presenza di amianto o di materiali contenenti amianto, effettuato dall’ASL in collaborazione con le province e i comuni. L’aggiornamento delle stime dei quantitativi di amianto presente sul territorio regionale avviene con cadenza annuale;’;

    b) dopo il numero 2) della lettera f) del comma 1 è inserito il seguente:

    ‘2 bis) individuazione delle linee guida per la localizzazione di siti idonei per lo smaltimento dell’amianto;’;

    c) dopo la lettera h) del comma 1 è aggiunta la seguente:

    ‘h bis) promozione, in collaborazione con le province, di iniziative finalizzate alla innovazione tecnologica per lo smaltimento dell’amianto.’.

    Art. 5

    (Integrazioni alla l.r. 17/2003 in materia di sanzioni e controlli)

    1. Dopo l’articolo 8 della l.r. 17/2003è inserito il seguente:

    ‘Art. 8 bis
    (Sanzioni e controlli)
    1. La mancata comunicazione di cui all’articolo 6, comma 1, comporta, a carico dei soggetti proprietari pubblici e privati inadempienti, l’applicazione di una sanzione amministrativa da € 100,00 a € 1.500,00.
    2. La Giunta regionale, con apposita deliberazione, detta criteri per l’applicazione delle sanzioni di cui al comma 1, sulla base dei quantitativi presenti e della loro pericolosità, tenuto conto anche dello stato di conservazione del materiale.
    3. Il comune, verificata attraverso la ASL competente la presenza di amianto non censito, ingiunge al proprietario di provvedere alla stima dello stato di conservazione dell’amianto o del materiale contenente amianto secondo un apposito protocollo della direzione regionale competente. Il proprietario, entro trenta giorni dalla notifica dell’ingiunzione, trasmette la stima dello stato di conservazione al comune e all’ASL competente per territorio. In caso di inadempimento, l’ASL competente provvede ad effettuare la stima, rivalendosi sul proprietario per le spese sostenute.’.

    Art. 6

    (Modifica all’articolo 9 della l.r. 17/2003)

    1. All’articolo 9 della l.r. 17/2003è apportata la seguente modifica:

    a) dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:

    ‘2 bis. All’introito delle somme provenienti alla Regione dalle sanzioni previste all’articolo 8 bis, si provvede con l’UPB 3.4.10 ‘Introiti diversi’, iscritta allo stato di previsione delle entrate del bilancio per l’esercizio finanziario 2012 e successivi.
    2 ter. Alle spese per le azioni informative di cui all’articolo 8, comma 3 si provvede con le risorse derivanti dall’applicazione dell’articolo 8 bis.
    2 quater. Per i restanti oneri derivanti dalla presente legge è autorizzata per l’anno 2012 la spesa di € 1.000.000,00.
    2 quinquies. Agli oneri di cui al comma 2 quater, si fa fronte mediante riduzione di competenza e di cassa dell’UPB 4.2.3.211 ‘Fondo per altre spese di investimento’ iscritta allo stato di previsione delle spese del bilancio per l’esercizio finanziario 2012 e successivi.
    2 sexies. Agli stati di previsione delle spese del bilancio per l’esercizio finanziario 2012 e pluriennale 2012-2014, la dotazione finanziaria di competenza e di cassa dell’UPB 2.1.3.393 ‘Realizzazione di nuovi alloggi e riqualificazione del patrimonio esistente’ è incrementata di € 1.000.000,00.’.

    Art. 7

    (Norma transitoria)

    1. L’articolo 8 bis, comma 1, della l.r. 17/2003 si applica decorsi centottanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge.

    2. La Giunta regionale adotta la deliberazione di cui all’articolo 8 bis, comma 2, della l.r. 17/2003 entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge.

    Art. 8

    (Entrata in vigore)

    1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia.

    NOTE:

    1. Si rinvia alla l.r. 29 settembre 2003, n. 17, per il testo coordinato con le presenti modifiche.

    Il presente testo non ha valore legale ed ufficiale, che è dato dalla sola pubblicazione sul Bollettino

    Commento di comitatodifesasalutessg.com — 19 Agosto 2012 @ 21:01

  9. Casi e Sentenze > Stretta sull’amianto: impresa e manager sono responsabili
    Stretta sull’amianto: impresa e manager sono responsabili

    * 28 agosto 2012 18:34

    L’IMPRESA è responsabile per tutta la durata dell’esposizione all’amianto essendo del tutto irrilevante la tesi della dose killer, e cioè dell’esposizione iniziale che da sola può aver provocato la malattia. Non solo. I manager rispondono di omicidio colposo anche se il lavoratore è morto in età avanzata. La Cassazione, con la sentenza n. 33311 del 27 agosto 2012, adotta di nuovo la linea dura contro le industrie che espongono o hanno esposto gli operai all’amianto senza le giuste cautele. Di più. La quarta sezione penale, intervenendo sul caso Fincantieri Porto Marghera, ha inoltre reso definitivo il risarcimento del danno, oltreché ai parenti delle vittime, anche alla Regione Veneto. Stessa sorte per l’Inail e le associazioni sindacali. Confermando le motivazioni della Corte d’appello di Venezia, i giudici hanno spiegato che correttamente la sentenza impugnata ha chiarito come da una conclusione scientificamente non contestabile dello studioso Irving Selikoff si era giunti a elaborare l’inaccettabile tesi secondo la quale poiché l’insorgenza della patologia oncologica era causata anche dalla sola iniziale esposizione (cosiddetta «trigger dose» o «dose killer»), tutte le esposizioni successive, pur in presenza di concentrazioni anche elevatissima di fibre cancerogene, dovevano reputarsi ininfluenti.

    Questo ha trovato una conferma decisiva anche nei risultati delle perizie. Infatti, ha osservato Piazza Cavour, la molteplicità di alterazioni innestate dall’inalazione delle fibre tossiche necessita del «prolungarsi dell’esposizione». E ancora, da questo lungo periodo «dipende la durata della latenza e, in definitiva della vita, essendo ovvio che a configurare il delitto di omicidio è bastevole l’accelerazione della fine della vita». Pertanto, non significa nulla affermare che alcune delle vittime morirono in età avanzata. «La morte, infatti, costituisce limite certo della vita e a venir punita è la sua ingiusta anticipazione per opera di terzi, sia essa dolosa, che colposa».

    Ciò a maggior ragione se si pensa che l’accumulo all’interno dei polmoni delle fibre, continuando l’esposizione, non può che crescere. Infatti tale accumulo tende a diminuire solo 12 anni dopo la fine dell’ultima esposizione. Questo è confermato dagli studi fatti sull’Eternit per Casale Monferrato che, ad avviso del Collegio di legittimità, possono essere applicati anche a casi come questi in cui i materiali lavorati erano prevalentemente di amianto ma contenevano la sostanza tossica. Per dirla con le parole dei giudici, sussiste «il nesso di causalità tra l’omessa adozione da parte del datore di lavoro di idonee misure di protezione e il decesso del lavoratore in conseguenza della protratta esposizione alle polveri di amianto, quando, pur non essendo possibile determinare l’esatto momento di insorgenza della malattia, deve ritenersi prevedibile che la condotta doverosa avrebbe potuto incidere positivamente anche solo sul tempo di latenza».

    (A cura di Debora Alberici del 28/08/2012 – Italia Oggi)

    Commento di Anonimo — 11 Settembre 2012 @ 01:08

  10. mer 29 ago 2012
    IMPORTANTE SENTENZA DELLA CASSAZIONE

    Finalmente chiarezza e giustizia per le vittime dell’amianto!!!

    Finalmente la Corte di Cassazione, IV^ Sezione Penale, con la Sentenza n. 33311 del 2012 dichiara che la teoria della “trigger dose” si fonda su “una vera e propria distorsione dell’intuizione del Selikoff”.

    Alcune conclusioni scientificamente ineccepibili del Prof. Selikoff erano state utilizzate dagli imputati e dalle società chiamate a rispondere dell’operato di loro dirigenti, dai lavoratori malati di mesotelioma, e dai loro familiari, per sfuggire alle responsabilità, sul presupposto che questa patologia sarebbe innescata da una sola fibra killer, secondo la teoria della “trigger dose”, priva di qualsiasi dignità e fondamento scientifico, e sostenuta dai soli consulenti tecnici dei datori di lavoro, come già l’Osservatorio Nazionale Amianto, con l’Avv. Ezio Bonanni aveva messo in evidenza, rendendo noti gli studi eseguiti anche in Italia dal Prof. Giancarlo Ugazio, dal Prof. Luciano Mutti e da altri scienziati.

    La teoria della “trigger dose” aveva permesso a molti imputati di ottenere l’assoluzione e ai datori di lavoro di non pagare il risarcimento dei danni, e alimentato la necessità dell’Osservatorio Nazionale Amianto di istituire un Dipartimento ricerca e cura del mesotelioma dell’O.N.A., affidato alla direzione del Prof. Luciano Mutti, il quale ha prodotto un lavoro scientifico pubblicato sul sito O.N.A. http://www.osservatorioamianto.com, con la quale queste affermazioni fantasiose degli imputati e dei loro consulenti medici di parte venivano confutate con argomentazioni scientifiche, con il richiamo alle fonti scientifiche e alle relative pubblicazioni.

    La Corte di Cassazione, IV^ Sezione Penale, con la Sentenza n. 33311 del 27.08.2012, ha messo la parola fine a questa vicenda:

    “Nel mentre non assume rilievo decisivo l’individuazione dell’esatto momento d’insorgenza della patologia (Sez. 4, 11/4/2008, n. 22165), dovendosi reputare prevedibile che la condotta doverosa avrebbe potuto incidere positivamente anche solo sul suo tempo di latenza, ampiamente motivata appare la statuizione gravata nella parte in cui, giudicata inattendibile la teoria della c.d. “trigger dose”, assume che il mesotelioma è patologia dose-dipendente.

    Correttamente la sentenza impugnata ha chiarito come da una conclusione scientificamente non contestabile dello studioso Irving Selikoff si era giunti ad elaborare l’inaccettabile tesi secondo la quale poichè l’insorgenza della patologia oncologica era causata anche dalla sola iniziale esposizione (c.d. “trigger dose” o “dose killer”), tutte le esposizioni successive, pur in presenza di concentrazioni anche elevatissima di fibre cancerogene, dovevano reputarsi ininfluenti”.

    Prosegue la Corte di Cassazione:

    “Trattasi di una vera e propria distorsione dell’intuizione del Selikoff, il quale aveva voluto solo mettere in guardia sulla pericolosità del contatto con le fibre d’amianto, potendo l’alterazione patologica essere stimolata anche solo da brevi contatti e in presenza di percentuali di dispersione nell’aria modeste. Non già che si fosse in presenza, vera e propria anomalia mai registrata nello studio delle affezioni oncologiche, di un processo cancerogeno indipendente dalla durata e intensità dell’esposizione.

    Ciò ha trovato puntuale conferma nelle risultanze peritali alle quali il giudice di merito ha ampiamente attinto. Infatti, la molteplicità di alterazioni innestate dall’inalazione delle fibre tossiche necessita del prolungarsi dell’esposizione e dal detto prolungamento dipende la durata della latenza e, in definitiva della vita, essendo ovvio che a configurare il delitto di omicidio è bastevole l’accelerazione della fine della vita. Pertanto, di nessun significato risulta l’affermazione che talune delle vittime venne a decedere in età avanzata. La morte, infatti, costituisce limite certo della vita e a venir punita e la sua ingiusta anticipazione per opera di terzi, sia essa dolosa, che colposa”.

    I numerosi malati di mesotelioma, e l’associazione, con il suo presidente Avv. Ezio Bonanni, esprimono soddisfazione per la limpida e coraggiosa pronuncia della Corte di Cassazione, e preannunciano che l’attività “proseguirà per far accertare se nella ‘vera e propria distorsione dell’intuizione del Selikoff’ possano ipotizzarsi delle responsabilità – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto – e per rendere il giusto tributo alla memoria del Prof. Selikoff, i cui consigli ed auspici di evitare ogni esposizione ad amianto risalenti al 1964 se fossero stati seguiti avrebbero permesso di salvare decine di migliaia di vite umane solo nel nostro Paese. Vite umane che si sarebbero potute e dovute salvare”.

    Roma, 29.08.2012

    Ufficio stampa O.N.A. Nazionale

    Si allega la Sentenza della Corte di Cassazione, IV^ Sezione Penale, del 27.08.2012, n. 33311

    Per maggiori informazioni si può contattare il segretario nazionale dell’Osservatorio Nazionale Amianto Dott. Michele Rucco al n. 340-2553965
    Download
    Sentenza Cassazione Penale n. 33311 del

    Commento di Anonimo — 11 Settembre 2012 @ 01:12

  11. AMIANTO: COORDINAMENTO DELLE ASSOCIAZIONI E DEI COMITATI A CASALE MONFERRATO.

    Riportiamo la lettera di invito a tutte le Associazioni e Comitati per la pertecipazione al

    COORDINAMENTO DEL17 SETTEMBRE 2012 IN PREPARAZIONE DELLA CONFERENZA DEL 22 24 NOVEMBRE 2012 A VENEZIA.

    Cari amici delle associazioni, concordiamo sulla necessità di effettuare una
    riunione di coordinamento in occasione della presentazione della conferenza nazionale governativa sull’amianto, che si svolgerà a Venezia dal 22 al 24 Novembre.

    Tale presentazione avverrà a Casale Monferrato da parte del Ministro della Salute Balduzzi con il Ministro Clini dell’Ambiente ed il Ministro Fornero del Lavoro, con la partecipazione di altre Autorità, di Raffaele Guariniello, del Presidente Inail De Felice, Benedetto Terracini, ecc…

    il 17 Settembre 2012 alle ore 11, presso il Teatro Municipale,
    Piazza Castello.

    Pertanto proponiamo che in tale giornata si svolga il
    coordinamento delle associazioni che presenzieranno a questa
    occasione, presso la Camera del Lavoro P.zza Castello n.31
    Casale Monf.to, alle ore 15.00, fermo restando la verifica sul

    posto dei tempi occorrenti per l’iniziativa istituzionale.
    Nella prima parte del pomeriggio parteciperanno all’incontro

    anche alcuni Dirigenti del Ministero della Sanità ed esperti
    nominati dal Ministro Balduzzi per la preparazione della
    Conferenza di Venezia, ai quali potremo richiedere eventuali
    chiarimenti o formulare proposte.

    Grazie.
    Cordiali saluti.

    Per l’AFEVA, il Coordinatore
    Bruno Pesce

    http://www.afeva.it

    Piazza Castello, 31 –
    15033 Casale Monferrato -Tel. 0142 336817 –
    e-mail vertenzamianto@gmail.com

    Commento di Anonimo — 11 Settembre 2012 @ 01:16

  12. Amianto, in Italia è sempre emergenza
    Ancora 34 mila siti da bonificare
    Picco di malati atteso fra il 2015 e il 2020: 680 mila le persone che potrebbero ammalarsi. Ancora 32 milioni di tonnellate da smaltire

    I DATI DEL MINISTERO

    Amianto, in Italia è sempre emergenza
    Ancora 34 mila siti da bonificare

    Picco di malati atteso fra il 2015 e il 2020: 680 mila le persone che potrebbero ammalarsi. Ancora 32 milioni di tonnellate da smaltire

    Prima che entrasse in vigore la legge del 1992, che ha messo al bando l’amianto, l’Italia era uno dei maggiori consumatori di amianto in Europa. E oggi si trova quindi con un fardello di oltre 34 mila siti a «potenziale contaminazione di amianto», di cui 373 con rischi di primo livello. Un numero destinato a salire fino a 500, quando sarà completata la mappatura delle Regioni italiane. Sicilia e Calabria mancano infatti ancora all’appello, mentre in Piemonte sono censiti in maggioranza i siti che contengono amianto naturale. Sono i dati che emergono dal 15esimo quaderno del Ministero della Salute dedicato alle patologie correlate all’esposizione da amianto.

    PRODUZIONE – Dal dopoguerra al 1992 l’Italia ha prodotto 3,7 milioni di tonnellate di amianto grezzo, mentre il Cnr ha evidenziato che l’amianto cemento ancora da bonificare ammonta a 32 milioni di tonnellate in Italia. Se venissero rimosse 380 mila tonnellate all’anno, occorrerebbero 85 anni per liberare il bel paese da questo materiale letale. Sul fronte della salute, questo si è tradotto in una incidenza del mesotelioma pari a 3,6 casi ogni 100 mila abitanti per gli uomini e 1,6 ogni 100 mila per le donne. Ma la latenza della malattia, oltre 40 anni, potrebbe far salire il numero dei malati, il cui picco è atteso fra il 2015 e il 2020. Sono 680 mila le persone esposte al rischio.

    17 settembre 2012 | 16:59

    Commento di Anonimo — 17 Settembre 2012 @ 22:05

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    Commento di rimozione eternit milano — 11 Ottobre 2012 @ 01:16

  14. complimenti x sito, fumetti, dgniesi, racconti (specialmente “superbianco” ma anche altri, da un semplice commento bloggoso a testi +elaborati…riescono a comunicare quello e` importante)un dettaglio tecnico x quanto riguarda i videoquelli che ho visto mi sono piaciutima tanti non riuscivo a vedereperche` sono in formato windowsche con linux non vedo(.wmv) e mi dispiacespero si possa fare qualcosase no, boh, pace:)intanto buon lavorotienici informatie ricordati di continuar a sorprenderti(e ci), … (mi sembra di aver letto da qualche parte che picasso scrisse che se sai gia` cosa vai a disegnare, che vale farlo?:) )ah gia`, dimenticavo, nn c`entra niente ma e` carino:”Secondo me un fumetto, cosi come un libro o un film,deve muovere il kiaec. Il kiai, secondo la disciplina del ken-do,corrisponde al plesso solare. Se io devo battere qualcuno non lobatto con la testa, non gli do le botte con le zampe, gliele do conil plesso solare. Se io dico tu ti devi spostare perche9 io ti schiavardo,ti appiccico contro il muro, lo dico con lo stomaco.”” (…)Chi se ne frega che cosa e8 e cosa non e8, l’importante e8, leggendo una storia,se ne rimani emozionato, condizionato o meno. Il punto e8 che ci sono dellestorie che ti condizionano immediatamente, nel momento in cui le leggi tisenti trasportato in una specie di vagone nel quale entri e poi il treno va.Oppure viceversa tu compri il biglietto e poi ti annunciano che il trenoviaggia con sei ore dec ritardo e rimani, alla stazione come un cretinoe non parti mai.(…)” dovrebbero essere di Andrea Pazienza, ho trovato in rete:)ciauz[scusa x lunghezza del commentone:)]

    Commento di Azfar — 11 Luglio 2013 @ 12:06

  15. rgbwoas fast cash advance

    Commento di fast cash advance — 27 Gennaio 2014 @ 19:14

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