Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

18 dicembre 2012

Lirica aria di rivoluzione

Filed under: Articoli stampa — Lavoratoriscala @ 18:04

Le Fondazioni

Le nuove regole: maggiore potere ai sovrintendenti
Più fondi dagli enti locali, stop al contratto nazionale

ROMA – Il «sistema lirica» cancella tutto e riparte da zero. È come passare in un colpo solo dalla macchina per scrivere all’iPad. Si esce dal museo delle Cere e si entra nella modernità. Vita dura per i bilanci in profondo rosso. Al Consiglio dei ministri di venerdì (dopo un primo confronto nel pre-Consiglio di mercoledì) si discuterà del testo unico sulle 14 Fondazioni lirico-sinfoniche che deve essere deliberato entro il 31 dicembre: oltre 40, tra leggi e decreti dal 1967 ad oggi, verranno abrogati. Il cambiamento nel mondo dell’opera sarà netto, i tempi sono stretti e prescindono dalla crisi politica. Infatti il nuovo regolamento attuerà una delega che il Parlamento ha dato al governo con la legge n.100 del 2010. Per essere adottato, serve la delibera del Consiglio dei ministri. A seguire, i pareri (obbligatori ma non vincolanti) di: Conferenza unificata, Consiglio di Stato (30 giorni di tempo) e Commissioni cultura di Camera e Senato (altri 30 giorni). Il prossimo ministro dei Beni Culturali chiuderà l’iter legislativo. Sarà tutto più semplice e diretto, nel segno della «decentralizzazione» dello Stato. Non mancheranno malumori e proteste da parte delle Regioni. Per esempio: si sottolinea la pertinenza al territorio dei singoli teatri lirici. Gli enti locali dovranno contribuire in misura «almeno uguale» a quella dello Stato. Se ciò non avverrà, una Fondazione perde lo status giuridico e economico e verrà declassata a teatro di «tradizione», con meno contributi e privilegi, e le orchestre e i cori continueranno ad esistere anche se in forma diversa. Si potrà sempre rientrare nel sistema delle quattordici Fondazioni (o meno se diminuiranno in forza della norma) se i contributi torneranno a pareggiare quelli dello Stato.

Quante Fondazioni
Prima novità dunque: il testo stabilirà quante e quali sono le Fondazioni (non è detto che resteranno 14), e come sono organizzate. Lo Stato chiederà un impegno costante a Regioni e Comuni. Il direttore generale del ministero ai Beni Culturali Salvo Nastasi, esperto in materia di legislazione dello spettacolo, ha affiancato il ministro Lorenzo Ornaghi nel redigere il testo (il suo predecessore Bondi aveva indicato le linee di principio). Si sottolinea che non si tratta di un provvedimento punitivo e coercitivo, o di un’imposizione. Si tratta di invertire il decremento economico locale degli ultimi anni, in futuro le Regioni anziché la sagra del peperoncino dovranno sostenere di più il dna della nostra cultura, l’opera, ovvero l’unico modo per parlare italiano nel mondo.
I fondi statali verranno ripartiti secondo i vecchi criteri: una parte storica e quantitativa, mentre un’altra (maggiore rispetto al passato) sarà legata alla qualità della programmazione.

Piena autonomia
Seconda novità: le Fondazioni (tutte, senza eccezioni e «eccellenze»), potranno avere «piena autonomia statutaria e indipendenza». In altre parole: si chiederanno più risorse di tutti, ma si darà in cambio più libertà. Ogni Fondazione con la revisione dello statuto sceglierà quanti componenti (sempre al massimo nove) e come si chiamerà l’organo di gestione. Sovrintendente, direttore musicale o artistico, non importa. Ma chi comanda dovrà esercitare poteri forti e soprattutto sarà responsabilizzato davanti al Consiglio d’amministrazione rispetto ai risultati della gestione. Un po’ come l’amministratore delegato di un’azienda.

Jonas Kaufmann (43 anni) e Anja Harteros (40), poi sostituita alla prima del «Lohengrin

Sindaci in uscita

Quanto all’autonomia già conquistata da Scala e Santa Cecilia, nel regolamento verranno fatti salvi gli statuti approvati: si gettano le basi perché in futuro anche le altre Fondazioni conquistino l’autonomia. C’è una sentenza del Tar che ha accolto un ricorso della Cgil, ma non è ancora esecutiva; tale sentenza, che ha cancellato l’autonomia speciale di Scala e Santa Cecilia, sarà superata dalle nuove norme. Mentre l’Opera di Roma con i suoi doveri di «rappresentanza», o altre realtà, potranno essere riconosciute come peculiari da leggi speciali.
Ancora: su indicazione di alcuni sindaci, che hanno espresso il desiderio di non ricoprire più il ruolo di presidente, il sindaco potrà decidere di uscire dalla vita del teatro, delegando grandi personalità della cultura. Altra ipotesi è che a presiedere sia la Regione, laddove il suo contributo fosse consistente.

Antonio Pappano (52), direttore musicale di Santa CeciliaAntonio Pappano (52), direttore musicale di Santa Cecilia

   La soglia per i privati

Il capitolo privati è un nodo spinoso e irrisolto, sempre trattato «dall’alto», in modo non pragmatico. Per entrare in una Fondazione, un privato dovrà mettere non meno del 3 per cento del contributo dello Stato (l’autonomia dovrebbe spingerli a entrare). La precedente soglia era dell’8 per cento. È stata abbassata perché le risposte dei territori e dei privati erano diverse. Ogni Fondazione potrà autonomamente decidere se rialzare la soglia o introdurre altri requisiti per l’accesso. Lo schema però non prevede un aspetto fondamentale, che presumibilmente verrà discusso in vista dell’approvazione, e cioè la defiscalizzazione per gli sponsor, come avviene negli Stati Uniti.

Il capitolo sindacati è fondamentale perché la conflittualità e i corporativismi hanno tenuto in scacco i teatri lirici. Esiste, fino a scadenza naturale, il contratto nazionale appena firmato. Dopo, ogni Fondazione si farà il suo contratto autonomamente. Basta Stato padrone, ognuno fa assunzioni e pianta organica come vuole. La contrattazione verrà decentrata, con responsabilità al management e al Cda del teatro. I teatri modificheranno il loro statuto entro 60 giorni dall’approvazione del regolamento per adeguarsi alle nuove disposizioni. L’opera in Italia cambia (davvero) spartito. L’ultima battaglia sarà quella di aumentare gli spettacoli (ci sono teatri che fanno 30, 40 recite all’anno) avvicinandosi alla media europea.

Valerio Cappelli17 dicembre 2012 | 18:46© RIPRODUZIONE RISERVATA           Corriere della Sera

Per le fondazioni liriche riforma a rischio «stecca»

di Antonello Cherchi Cronologia articolo17 dicembre 2012http: //www.ilsole24ore.com

Questo articolo è stato pubblicato il 17 dicembre 2012 alle ore 08:20.

Tempo di prime per la lirica. Ci sono i grandi teatri che hanno aperto
la stagione e c’è il regolamento sulle fondazioni che si prepara a
debuttare in uno dei prossimi consigli dei ministri. Previsto
dall’ultima riforma del settore, arrivata in tutta fretta nel 2010 con
il decreto legge 64 poi convertito nella legge 100, il provvedimento,
che andrà mercoledì alla riunione del preconsiglio, è frutto di
un’ampia delega riservata al Governo per rivedere l’assetto
ordinamentale e organizzativo delle quattordici fondazioni
lirico-sinfoniche. E arriva a un passo dal termine ultimo, quel 31
dicembre 2012 trascorso il quale sarebbe tutto da rifare.
Diventa, dunque, imperativo che Palazzo Chigi licenzi il testo prima
della fine dell’anno. Solo così i tempi della delega saranno
rispettati e il regolamento potrà iniziare l’elaborato iter che
prevede il passaggio presso la conferenza unificata, il parere del
Consiglio e quello delle commissioni parlamentari, per poi ritornare
al Consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva. Tabella di
marcia ancora più pressante considerata la crisi di Governo e lo
scioglimento anticipato delle Camere. I tempi per far arrivare il
provvedimento al traguardo con sotto la firma dell’attuale ministro
dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, ci sarebbero tutti. La questione,
a questo punto, diventa squisitamente politica: si tratta, cioè, di
capire se nelle prossime settimane il Parlamento darà il parere agli
atti che gli verranno sottoposti o rinvierà l’incombenza alle nuove
Camere.

Non è, tuttavia, l’unico problema che si presenta davanti al
regolamento. Ci si sono messi, infatti, anche i giudici
amministrativi. La scorsa settimana il Tar Lazio ha bocciato il Dpr
117/2011 che consente alle fondazioni liriche a posto con i bilanci e
con una particolare offerta culturale, di aspirare a forme di
organizzazione speciale, che in sostanza si traducono in una più ampia
autonomia. Status che finora è stato concesso, con decreti successivi
al Dpr 117, alla Scala e all’Accademia di Santa Cecilia. A causare
l’annullamento del Dpr è, secondo i giudici di primo grado, il fatto
che le organizzazioni sindacali non sono state coinvolte durante la
predisposizione dell’atto. Il ministero dei Beni culturali non si dà
per vinto e presenterà appello al Consiglio di Stato, chiedendo la
sospensione della decisione del Tar. Per il regolamento in arrivo,
però, l’imprevista bocciatura può rappresentare un’opportunità più che
un ostacolo. A via del Collegio Romano, infatti, si sta limando il
testo in modo che le nuove regole salvaguardino la specificità della
Scala e di S. Cecilia. Anzi, quello status viene sostanzialmente
esteso alle altre fondazioni, superando così il Dpr 117, che viene
abrogato.

86 Comments

  1. Bene…bene….tanto si sapeva dove volevano andare a finire!!
    Peccato cari signori che i Teatri…non sono proprietà di chi li amministra!!!
    Signor Lissner la Scala non è sua!La Scala lei l’ha trovata grande e famosa per il sangue che dentro per decenni ci ha buttato gente come me…che ha lavorato in tutti i settori piu diversi di essa!
    A questo punto l’invito che faccio al gentile pubblico della Scala che per 20 anni mi…ci ha seguito è quello di starsene a casa a guardare la Tv …trasmissione artisticamente validissime come X-FActor ecc…..almeno non arricchirete cosiddetti Manager d’oltralpe venuti qui a prendere possesso di antiche tradizione Italiane ed ad aumentarsi sconsideratamente lo stipendio!! E Ti credo che i sindaci vogliono uscire dai C:D:A dei teatri!
    Perche se qualcosa non va rischiano di andare in galera o quantomeno di rimettere il mandato!!!
    allora cari signori non resta altro che raccogliere piu documentazione possibile su stipendi…sprechi..e colazioni non pagate…..e avvisare la pregiatissima Guardia di Finanza!!!

    (ah dimenticavo ….non è un quotidiano…..è la polizia che si occupa di reati fiscali!!!)

    Merlino

    Commento by Anonimo — 19 dicembre 2012 @ 01:28

  2. 21/12/12 CORRIERE DELLA SERA LE NUOVE REGOLE PER LA LIRICA GIÀ DIVIDONO LE FONDAZIONI

    Verso la riforma Sì da molti sovrintendenti. Sindacati contrar Le nuove regole per la lirica già dividono le Fondazioni ROMA — La logica delle priorità porta a dire «no», ma le nuove regole della lirica elaborate al ministero dei Beni Culturali fanno parte del pacchetto di misure che il governo approverà prima delle dimissioni. Regole che, come anticipato dal Corriere, cambieranno radicalmente l’opera. Autonomia per tutti a fronte di determinati requisiti; gli enti locali, insieme con privati e Camera di commercio, dovranno corrispondere una somma di denaro non inferiore al contributo statale, pena la «dedassazione» a teatri di tradizione. Dunque non è scontato che le Fondazioni liriche restino 14. Poi fine del contratto nazionale, sindaci in uscita dai Cda, maggiore responsabilità dei sovrintendenti… Il testo unico abrogherà ogni legge e decreto dal 1967 ad oggi. I sovrintendenti perlopiù approvano, i sindacati protestano e chiedono lo stop al provvedimento: «È un blitz di fine legislatura, non c’è stato il confronto, è un’abdicazione dello Stato». Che cosa ne pensano allora i sovrintendenti delle Fondazioni liriche? Se la Scala scottata dai troppi passi falsi o passi indietro aspetta di vedere nero su bianco (ma i suoi numeri sono impressionanti: il botteghino a 3o milioni supera per la prima volta il contributo dello Stato, risorse proprie al 62.65 percento), Catello De Martino dell’Opera di Roma (conti a posto da anni), dice: «Era ora che lo attenzione alle Fondazioni, che dovranno identificare con assoluta certezza i diversi livelli di responsabilità, secondo organizzazioni più moderne e adeguate ai tempi. Lo Stato, da parte sua, deve favorire l’ingresso di capitali privati con opportune agevolazioni fiscal ». Ecco, questo capitolo (fondamentale) non c’è: andrà inserito nelle modifiche apportate dalle commissioni competenti in vista dell’approvazione. Walter Opera «Gianni Schicchi» a Firenze Vergnano del Regio di Torino grande esperto e capitano di lungo corso del settore: «Noi da sei anni chiudiamo il bilancio in attivo e, nel 2012, abbiamo un milione di euro in più dal botteghino. Sulle nuove regole sono sostanzialmente d’accordo. A noi l’equilibrio delle risorse sta bene, temo però che per altri teatri questo risultato non sia possibile. Condivido che lo Stato non debba più essere la principale fonte di sovvenziona-mento, spero che questo non comporti la scomparsa di realtà importanti. Davanti a tutto c’è bisogno della certezza triennale dei finanziamenti». Sulla triennalità, «per consentirci di programmare con serenità», insiste da Firenze Monica Colombo, che plaude «alle tante novità». Sulla quota statale (Pus) pareggiata da eguale contributo di enti locali e privati, Cristiano Chiarot della Fenice di Venezia la pensa all’opposto di Torino: «È inaccettabile, sarebbe bene invece che il regolamento “costringesse” gli enti locali a mantenere la quota di finanziamento prevista per l’anno in corso. Ciò consente a tutti un vantaggio: le Fondazioni meno virtuose avrebbero il tempo per cambiare gestione e quelle più virtuose, come la nostra, manterrebbero lo status con l’attuale gettito del Fus. Noi abbiamo puntato su controllo della spesa e aumento della produzione, facciamo 109 recite d’opera. Se ci tolgono fiato finanziario, i nostri sforzi sono inutili». A Carlo Fuortes del Petruzzelli di Bari, va bene sia l’autonomia che la contrattazione sindacale «decentrata», mentre per Francesco Girondini dell’Arena di Verona «è fondamentale la defiscalizzazione». Dopo il 2010, a dispetto dei diminuiti fondi statali, i teatri si sono messi in riga, allontanando da sé la nomea di carrozzoni succhiasoldi. Se Firenze ha risparmiato 5 milioni (nel 2011 il passivo è sceso a 3 milioni 339 mila, incassi 400 mila euro), Bologna ha chiuso con un utile di esercizio di 934 mila euro, e Francesco Ernani ricorda la lezione di Toscani-ni, «che pretese la stabilità dei complessi artistici». Valerio Cappelli ***

    Commento by Anonimo — 21 dicembre 2012 @ 18:36

  3. Spettacolo dal vivo: Carlucci, approvato in commissione Cultura della Camera il testo della legge quadro

    ROMA – 19 DICEMBRE 2012 – “Ieri la commissione cultura della Camera ha approvato all’unanimità il testo della legge quadro sullo spettacolo dal vivo con gli emendamenti che recepiscono le richieste della Ragioneria dello Stato che chiedeva di rendere conto sulla copertura economica della legge” dichiara la deputata Gabriella Carlucci (foto), relatrice e prima firmataria della legge.

    Spiega l’on. Carlucci: “Approvato quindi il testo definitivo con l’accordo di tutti i partiti, a dimostrazione dell’ottimo lavoro fatto dalla Commissione su questo provvedimento. La copertura verrà individuata il 21 dicembre quando la delibera Cipe assegnerà al Mibac i 23 milioni di euro del Ministero per le Infrastrutture che ogni anno spettavano ad ARCUS, la società per lo sviluppo dell’arte, della cultura e dello spettacolo chiusa a seguito della soppressione dei cosiddetti enti inutili. Di questi 23 milioni una parte sarà assegnata alla legge. Chiederemo l’approvazione in sede legislativa per approvare la legge almeno in un ramo del Parlamento prima della fine della Legislatura”.

    Commento by Anonimo — 22 dicembre 2012 @ 14:18

  4. Musica: sindacati, il governo riformi la legge sulle fonfazioni liriche

    ROMA – 20 DICEMBRE 2012 – Il Governo “non può più procedere per decreti”, ma “deve fermare le bocce e fare una riforma generale della legge sullo spettacolo dal vivo”. E’ la richiesta di della Slc-Cgil, e della Fials-Cisal, dopo che il Tar del Lazio accogliendo un ricorso dei sindacati ha annullato il regolamento del ministero dei Beni culturali che consente alle fondazioni liriche più virtuose, come Scala e Accademia di Santa Cecilia, di avere un’autonomia gestionale.

    I sindacalisti chiedono quindi un incontro con il ministro Ornaghi, perché “si faccia prima una legge quadro e poi una legge di settore”. “Con il regolamento si sarebbe potuto applicare il modello Pomigliano alle fondazioni liriche consentendo al contratto aziendale di scavalcare il contratto collettivo nazionale. Inoltre siamo contrari al declassamento delle fondazioni liriche sinfoniche a teatri della tradizione – ha proseguito – creando teatri di serie A e teatri di serie B”.

    Come ha spiegato Vittorio Angiolini, il legale che ha curato il ricorso, in seguito alla sentenza “se il governo non riparerà questa illegittimità lo statuto del Teatro alla Scala di Milano e dell’Accademia di Santa Cecilia potrebbero rivelarsi privi di presupporrò valido”. (Fonte: Ansa)

    Commento by Anonimo — 22 dicembre 2012 @ 14:23

  5. 28/12/12 UNITA’ NON PRIVATIZZARE LA CULTURA – NON DIAMO AI PRIVATI I BENI CULTURALI

    VITTORIO EMILIANI A PAG.15 L’intervento Non diamo ai privati i beni culturali Vittorio Emiliani •DOPO UN MINISTRO LATITANTE, LORENZO ORNAGNI, IL PEGGIORE DI UNA STORIA QuARANTENNALE,un’Agenda che assomiglia a un brodino di dado (vecchio) a fronte di un ministero per i Beni e le attività culturali vicino al collasso, all’immobilità e quindi all’impotenza contro speculatori, tombaroli, privatizzatori sciolti e a pacchetti, lottizzatoci legali e abusivi, piazzisti di pale eoliche tanto inutili quanto devastanti (magari su vigneti e oliveti di pregio) e di distese di panelli fotovoltaici messe a tappezzare campi prima coltivati. Con tutto lo spettacolo dal vivo che boccheggia, riduce programmazione e spesso qualità, ricerca e avanguardia. Tutto qui lo sforzo del professor Monti e dei suoi collaboratori per un «motore» strategico come la cultura? Una paginetta palli-duccia, con appena 14 righe dedicate ai beni culturali (retoricamente definito patrimonio «che non ha eguali al mondo») e le altre 17 al turismo. Che per l’Agenda sembra davvero l’unica ragione di conservazione di un complesso che vanta oltre 4.000 musei, 95.000 fra chiese e cappelle, 2.000 siti e aree archeologiche, 40.000 fra torri e castelli, migliaia di biblioteche antiche e di archivi plurisecolari, di palazzi civici ed ecclesiastici inseriti in oltre 20.000 centri storici dei quali almeno mille di una bellezza stordente, con 800 teatri storici e tanto altro ancora. Spesso ben restaurato in anni che parevano infelici e che ora ci sembrano persino felici, inserito in paesaggi mirabili, «fatti a mano» per secoli. Quella che Goethe, ammirato, chiamò, riprendendo Aver-roè, »una seconda natura» (la natura nani-rata) costruita da artisti, artigiani, artieri geniali e di gusto. Eppure il presidente della Repubblica Napolitano, agli Stati generali della cultura, aveva detto cose ben più forti e profonde esortando a desistere dai tagli e a darsi una politica perla cultura, perla ricerca, secondo l’art. 9 della Costituzione. Nell’Agenda Monti viene vantato l’avvio del progetto Pompei che – come ha giustamente rilevato Maria Pia Guermandi su Eddybtvg- è tutto finanziato dalla Ue e dall’aprile scorso non ha mosso ancora un sol passo. Con quella Soprintendenza speciale di fatto commissariata. Per i grandi musei statali la ricetta-Monti è la «partnership pubblico-privato», con lo Stato esangue che non ha euro da investire e chiede ai privati di sostituirlo cedendo loro, a quanto si può capire, la gestione e la regia tecnico-scientifica. Saremmo l’unico Paese sviluppato in cui i privati entrano nei musei statali non per dare soldi ma soprattutto per prenderne. «1 privati dentro la gestione di un museo pubblico?», mi chiese stupito un importante storico dell’arte americano allorché Ornaghi lanciò la Grande Brera privatizzata. «Ma è come mettere la volpe nel pollaio…». E la storica dell’arte Jennifer Montagu, inglese, bollò l’operazione Brera (con l’Accademia di Belle Arti allontanata dal palazzo piermariniano) come «decisione vergognosa e disastrosa». Per contro l’ex ambasciatore Sergio Romano definiva «giacobini» i tanti intellettuali che – a partire da Catherine Loisel conserva-teur en chef del Louvre – si opponevano a quel progetto. Perché difensori del primato dell’interesse generale su quelli privati? Cosi va l’Italia e ancor peggio andrebbe se dovesse prevalere l’idea che un patrimonio «che non ha eguali al mondo» (Monti dixit) fosse trattato come un «giacimento», una «macchina da soldi», e non come un valore strategico «in sé e per sé» (sia o no redditizio). Anche per il Pd c’è però un insegnamento. in questo mediocre capitoletto dell’Agenda Monti: ribalti il discorso e sulla cultura imposti un’orgogliosa strategia alternativa, ridia slancio e fiducia ai tanti operatori culturali (pubblici e privati) capaci, meritevoli, coraggiosi e però frustrati, preveda incentivi per i privati che vogliono essere sponsor e mecenati, restituisca entusiasmo ai milioni di italiani (e di stranieri) che amano il Belpaese, la sua arte, la sua musica, il suo teatro, le sue città, i suoi inarrivabili e minacciati paesaggi. Dica forte e chiaro che la Bellezza è un bene sociale che riguarda tutti. ***

    Commento by Anonimo — 29 dicembre 2012 @ 01:51

  6. 23/12/12 AVVENIRE «STATUS FONDAZIONI LIRICHE NON È UN DIRITTO»
    Status fondazioni liriche non è un diritto» ROMA. Via libera in Consiglio dei Ministri ieri allo schema di regolamento sulle fondazioni lirico-sinfoniche. D’ora in poi, lo status di fondazione non sarà acquisito di diritto ma legato all’eccellenza artistica e culturale del teatro. Così come sono previste collaborazioni tra fondazioni per garantire un uso più efficiente delle risorse umane e dei materiali scenografici. Il testo proposto dal Ministro per i beni e le attività culturali «disciplina l’ordinamento e l’organizzazione delle fondazioni lirico-sinfoniche, con l’obiettivo di migliorarne l’efficienza, ridurre i costi e colmare le lacune normative sulla materia». «Lo schema di regolamento chiarisce la natura giuridica delle Fondazioni (enti di diritto privato) —sottolinea una nota di Palazzo Chigi — e prevede la decadenza dello status di Fondazione (e la conseguente applicazione del regime giuridico previsto per i teatri di tradizione) nel caso in cui le entrate dell’ente non provengano in eguale misura dallo Stato e da soggetti diversi dallo Stato. Si afferma così il principio secondo cui lo status di fondazione non è acquisito di diritto ma è legato alla promozione di un livello elevato di eccellenza artistica e culturale.Altre disposizioni, infine, riguardano la facoltà di avviare collaborazioni tra fondazioni per garantire un uso più efficiente delle risorse umane e materiali e la vigilanza da parte del Ministero per i beni e le attività culturali», conclude il comunicato del governo.

    Commento by Anonimo — 29 dicembre 2012 @ 02:01

  7. 04/01/13 CORRIERE FIORENTINO «LICENZIAMENTI? NE AVEVANO FACOLTÀ»
    «Licenziamenti? e avevano facoltà» Maggio, i sindacati (Fiats e Uil) che non firmarono l’accordo: tutto scritto, nero su bianco Le lettere Arrivate le prime tre Ma l’orchestra: pronti a trattare su tutto, anche l’integrativo È il giorno delle lettere. Le prime tre che annunciano il licenziamento ai lavoratori del Maggio musicale sono arrivate ieri, le altre dieci sono in dirittura d’arrivo e mentre la Cgil e la Cisl affilano le armi per la contromossa, (la prima procederà con le cause, tre delle quali saranno per discriminazione sindacale e riguardano Silvano Ghisolfi, Antonio Carrara e Marzia Lippi, i tre rappresentanti del sindacato) Fials e Uil, le uniche sigle che non hanno firmato l’accordo del 5 giugno sulla cassa integrazione e sui 45 esuberi, provano a spiegare le ragioni del loro no e, soprattutto, a lanciare una controproposta per salvare il lavoro di tutti. Gianfranco Dini della Fials lancia un appello che ha il sapore del programma. «Salviamo quei colleghi facendo un accordo sull’integrativo e l’organizzazione del lavoro che ricalchi il nuovo contratto nazionale. Hanno già fatto così a Torino e Bologna, perché da noi non si può?». Il nuovo contratto è rivoluzionario, perché accetta il principio della multiperiodalità, parola ostica che sostanzialmente vuol dire questo: stante un monte ore complessivo settimanale, che ciascun lavoratore è tenuto a rispettare, queste ore possono essere distribuite, con programmazione bimestrale, secondo le esigenze di produzione. Ad esempio, gli orchestrali sono tenuti a lavorare 28 ore settimanali e ad assicurare, se serve, anche due prestazioni al giorno. I coristi, fermo restando lo stesso monte ore, possono essere usati anche come comparse, e comunque sono tenuti a fare le prove costume fuori dagli orari di lavoro. Qualcosa di simile riguarda anche i ballerini. Cambia un po’ l’impianto per gli impiegati, amministrativi e tecnici che sono tenuti a lavorare 39 ore settimanali, elevabili a 44, dando la disponibilità secondo le esigenze produttive. Il contratto fornisce indicazioni anche sui tempi di pausa tra una prova e l’altra e altri piccoli dettagli. «Basterebbe questo per salvare il Maggio e per abbattere le spese del personale ai 22.983.912 mila euro che sono poi l’obiettivo della Fondazione. Quell’accordo non andava firmato, era scritto nero su bianco che la dirigenza aveva la facoltà di licenziare» conclude Dini. Identica anche se articolata diversamente la posizione della Uil. Dice Leone Badili: «Non volevamo né la cassa integrazione né i licenziamenti. Per abbattere le spese avevamo proposto di rivedere l’accordo sull’organizzazione, come la Fials, ma anche di fare una programmazione meno costosa, meno opere e più concerti, come fino a dieci anni fa. Non ci hanno ascoltati e questo il risultato. Ma siamo pronti a rimetterci al tavolo per tornare ad applicare la nostra proposta». Chiara Dino *

    Commento by Anonimo — 4 gennaio 2013 @ 19:38

  8. 04/01/13 REPUBBLICA FIRENZE “I VERI NUMERI DEL MIO MAGGIO MUSICALE” – “I VERI NUMERI DEL MAGGIO

    La lettera “I veri numeri del mio Maggio musicale” “I VERI NUMERI DEL MAGGIO” FRANCESCA COLOMBO CARO Bertuccelli, sento il dovere di rispondere al suo intervento di ieri su Repubblica-Firenze per amore di verita’ e trasparenza. La situazione del nostro Teatro e’ davvero difficileenon necessita in questo particolare momento di informazioni non corrette. Questa direzione coni suoi collaboratori costa al Teatro 430.000 euro in meno rispetto a quella precedente. Un notevole risparmio che e’ stato per me doveroso ottenere, data la situazione critica ereditata e che mi ha spinto ad assumere ad interim funzioni chiave e rinunciare (a differenza di quello che lei scrive) al mio premio di risultato previsto in contratto sia nel 2010, nel 2011 e nel 2012, oltre alla decurtazione del 15% dello stipendio base, convinta che questo esempio fosse doveroso nei confronti dei lavoratori. Con riferimento agli sponsor, le rispondo con i dati oggettivi dello studio effettuato dall’Universita’ Bocconi nel 2012 e che rileva un incremento di oltre il 500% dei ricavi del Maggio Fiorentino da sponsor, rispetto alla gestione precedente. Un confronto delle entrate da privati con gli altri Teatri d’Opera italiani dimostra come il Maggio sia stato capace di coinvolgere il settore privato nella propria attivita’ artistica. Mi consenta anche di smentire l’informazione per la quale mi trovo in Sud Africa che non corrisponde a verita’. AQUESTO mi permetta di aggiungere che tutte le decisioni prese hanno seguito le linee di indirizzo che il Consiglio di Amministrazione mi ha dettato e che questa Direzione, pur in presenza delle grandi difficolta’ che tutti conosciamo, ha lavorato duramente per ottenere, senza costi aggiuntivi, l’incremento della produzione e dell’apertura del Teatro al pubblico con il 20% in più di opere, balletti e concerti; un festival che e’ passato da 3 a 6 opere liriche nello stesso periodo, la presenza dei più grandi direttori d’orchestra e con una stagione 2013 definita da tutti – dal maestro Zubin Mehta al sindacato – «bellissima» . Questo e’ doveroso per un’istituzione culturale di prestigio internazionale quale il Maggio

    Fiorentino, e’ doverosa per il nostro pubblico, per gli artisti e per tutti i lavoratori che con grande professionalita’ svolgono il loro lavoro ogni giorno e per la collettivita’ che, attraverso le istituzioni pubbliche, sostiene gran parte del nostro bilancio. A loro dobbiamo trasparenza di gestione e correttezza di informazione su questa gestione e su quelle precedenti. L’autrice è la sovrintendente al Teatro del Maggio Musicale Prendo atto della volontà della signora Francesca Colombo di voler rimanere comunque al timone del teatro. Sulla cui gestione, l’analisi dei sindaci revisori è in verità molto diversa dalla sua ***

    Commento by Anonimo — 4 gennaio 2013 @ 19:41

  9. 04/01/13 NAZIONE MAGGIO FIORENTINO, ULTIMO ATTO. CONTI IN ROSSO: SALTANO POSTI E POLTRONE

    Maggio Fiorentino, ultimo atto Conti in rosso: saltano posti e poltrone Già formati dieci licenziamenti. I sindacati presidiano il teatro 23,5 2,94 341 MILIONI DI CONTRIBUTI MILIONI DI DISAVANZO DIPENDENTI Il Maggio Musicale Fiorentino è una delle fondazioni che riceve più finanziamenti pubblici: 17 milioni statali, 3 dalla Regione, 3,5 dal Comune Monica Pieraccini • FIRENZE STA PER CALARE il sipario sul Maggio musicale, eccellenza fiorentina nel mondo. Il rischio è 11, dietro l’angolo: i numeri del bilancio non tornano più mentre infuria la bufera sindacale dopo i dieci licenziamenti (storici) firmati a San Silvestro dal presidente della Fondazione, il sindaco Renzi. A nulla è valso il cartellone 2012 (più spettacoli), l’abnegazione del maestro Zubin Mehta: la gestione della sovrintendente Colombo segna rosso come tante altre gestioni passate e in qualche mondo ripianate nei bilanci. Ma in tempi di spending review e di banche con i cordoni delle casse tirati, la musica è cambiata. Il commissariamento è a un passo. «Quando il bilancio arriverà al ministero dei Beni culturali» dicono gli ultimi rumors ben informati. Il sindaco ha cercato di salvare la sovrintendente con l’ultima mossa dei licenziamenti visto che l’accordo dell’esodo incenI revisori dei conti hanno indicato una perdita di 2 milioni e 942 mila euro nel preconsuntivo, rispetto a un utile previsto di 48mila euro tivato (45 lavoratori) non era stato rispettato. Ma fino a quando la manager salverà la poltrona? In queste ore sono arrivate a destinazione le prime lettere di licenziamento. Nei prossimi giorni sono attese le altre. Ieri Cgil e Cisl hanno annunciato una serie di iniziative ‘forti’: presidi e giri in camper, un’assemblea aperta a tutti gli enti del mondo dello spettacolo toscano, la richiesta di una seduta congiunta dei consigli regionale, provinciale e comunale. Ma soprattutto hanno comunicato che impediranno alla sovrintendente Colombo e al suo staff, di entrare in teatro una volta rientrati dalle ferie. «Un’azione non violenta», specificano i sindacati, pronti a lasciare libero l’ingresso del teatro «solo se lo chiederanno le forze dell’ordine». Intanto, chi ha ricevuto le lettere di licenziamento si è già rivolto agli avvocati per un possibile ricorso e la stessa Cgil sta valutando di aprire un contenzioso per discriminazione sindacale (molti dei dieci licenziati è iscritto alla Cgil). «E’ una pura casualità — pre- E’ la cifra fornita dai sindacati dopo i 35 esodi volontari, ma senza contare i dieci licenziamenti decisi dai vertici della Fondazione cisa la Fondazione del Maggio — perché l’appartenenza ad un sindacato è un dato sensibile, che il datore di lavoro non conosce». L’ACCORDO era stato firmato nel luglio scorso da Fondazione, sindacati, Regione Toscana, Provincia e Comune di Firenze. Un’intesa arrivata a conclusione della procedura di apertura dello stato di crisi e che ha dato il via ad una corsa contro il tempo per trovare, entro il 31 dicembre, 45 persone disponibili ad andare via dal teatro dietro incentivi (fmo a 52mila euro lordi). Ma il fatto che i dipendenti del Comunale siano scesi in due anni da 383 a 341, esclusi i dieci licenziati, non è bastato a rimettere a posto i conti della Fondazione, che non tornavano già prima della gestione Colombo. I sindaci revisori hanno certificato quasi tre milioni di buco nel bilancio pre-consuntivo 2012, anziché i quasi 49mila euro di utili annunciati nel bilancio di previsione. Senza contare i debiti con banche, erario e i sei milioni di contributi previdenziali non versati. *** IL BILANCIO SUL TAVOLO DEL MINISTRO Commissario, dubbio Nastasi • FIRENZE IL BILANCIO consuntivo del Maggio arriverà sul tavolo del ministero, dove sarà analizzato attentamente. Saranno probabilmente chiesti dei pareri ai sindaci revisori dell’ente lirico fiorentino e poi se i «conti non tornano», il presidente della Fondazione, Matteo Renzi, riceverà una telefonata da Roma che lo avvertirà del commissariamento del Maggio. Il commissario straordinario sarà nominato dal ministro dei Beni e attività culturali ancora in carica, Lorenzo Ornaghi. Uno dei papabili è Salvatore Nastasi, arrivato per la prima volta a Firenze nelle vesti di commissario straordinario nel 2005. Per lui sarebbe un ritorno, con un ricco contorno di polemiche e di problemi. Non tanto gradito al sindaco Renzi.

    Commento by Anonimo — 4 gennaio 2013 @ 19:44

  10. 03/01/13 UNITA’ IL MAGGIO NELLA BUFERA

    II Maggio nella bufera Licenziati dieci lavoratori della Fondazione musicale L’istituzione fiorentina nel caos dopo le lettere inviate dal sindaco Renzi Sette dei licenziati sono iscritti alla Cgil. Via ai ricorsi SONIA RENZINI srenzinirdunita.it Facce scure e nastro rosso al braccio in segno di protesta ieri a Firenze al Teatro del Maggio musicale. Le dieci lettere di licenziamento firmate la mattina di San Silvestro dal sindaco di Firenze e presidente della Fondazione del Maggio Matteo Renzi non erano ancora arrivate, ma i «prescelti» sapevano che era questione di ore e hanno pensato bene di non attendere un attimo di più per dare il via alla mobilitazione, tra picchetti e volantinaggi improvvisati, un’assemblea pubblica martedì e un’altra di coordinamento nazionale che coinvolga gli altri teatri italiani da tenersi a Firenze entro la prima metà del mese. Con una promessa: finché non ci sarà un cambio di gestione sarà fatto il possibile per impedire l’ingresso alla direzione anche se per il momento il pericolo non sussiste, pare che la sovrintendente Francesca Colombo sia in vacanza in Sudafrica. SITUAZIONE PESANTE Che poi tra i dieci licenziati ben sette risultino iscritti alla Slc Cgil, è un particolare che certo non contribuisce a rasserenare gli animi, ma, anzi, rende praticamente obbligata la strada dei ricorsi, già annunciati, a livello personale e collettivo per discriminazione sindacale. «II caso del Maggio deve diventare nazionale – dice Paolo Aglietti della Slc Cgil – perché non vogliamo che questi licenziamenti facciano da apripista anche in altri teatri italiani. Sappiamo che c’è una situazione pesantissima per molte fondazioni liriche, ma nessuno ha pensato finora di attuare operazioni di licenziamenti forzosi come questa.. Ma per l’amministrazione comunale si è trattato di un provvedimento doloroso, quanto necessario per salvare il Maggio e dare seguito all’accordo del 5 giugno, siglato anche dalle parti sociali, che prevedeva 45 esuberi. Peccato che sia proprio quell’intesa a rendere, secondo il sindacato, i licenziamenti illegittimi. Per Cgil e Cisl e anche per Silvano Ghisolfi, che in quanto membro della Rsa quell’accordo prima lo ha firmato e poi proprio a seguito di quello è stato licenziato, non è stata rispettata la clausola sulla «volontarietà della mobilità tramite incentivi», che per inciso è già servita a fare uscire 35 persone, le quali, in cambio di una dichiarazione di non opposizione al licenziamento, hanno ricevuto una somma di 40mila curo lorde. Ora, aggiungere altre 10 persone all’appello, che invece l’uscita volontaria l’avevano rifiutata, secondo il sindacato è un «atto vergognoso e inutile, con il quale il sindaco si assume una grave responsabilità.. Nel mirino anche i criteri scelti per stilare la lista dei dieci che per il sindacato non rispetterebbero quelli previsti dalla normativa e in particolare dalla legge 223 del ’91, la quale mette in conto esigenze di tipo tecnico-organizzativo, l’anzianità di servizio e i carichi familiari. «Nessuno di questi criteri è stato rispettato nel mio caso – dice Ghisolfi – non è stato neanche tenuto conto della mia non vici-nanaza alla pensione, visto che dopo tutti gli anni di precariato che ho fatto nel Teatro a livello contributivo sono giovanissimo. Ma non voglio neanche che sia una lotta tra poveri, tra più o meno giovani, noi vogliamo che i licenziamenti rientrino e basta». In ballo, secondo i lavoratori c’è lo spacchettamento e la demolizione del teatro lirico tra sinfonica da una parte e balletto e opera lirica dall’altra. «t questo il progetto che sta dietro tutto questo – conclude Ghisolfi – ma il teatro così si sta mandando in malora, abbiamo già colto il malcontento del pubblico che ancora non sa se potrà assistere o no alla messinscena della Valchiria programmata per il 15, visto che la sala deputata a ospitarla ancora non ha avuto il via -libera dall’Arpat sulla cocnlusione dei lavori di bonifica per I’aminato». Intanto, la Regione torna a chiedere il commissariamento e il consigliere comunale Ornella De Zordo ricorda che il Consiglio ha già approvato l’atto di richiesta della revoca del mandato alla sovrintendente Colombo. ***

    Commento by Anonimo — 4 gennaio 2013 @ 19:49

  11. Fondazioni lirico-sinfoniche: osservazioni delle Regioni sulla riforma del settore
    file/ELEMENTO_NEWSLETTER/10574/lirica_cantante.gif

    Documento della Conferenza delle Regioni, approvato il 6 dicembre

    (regioni.it) La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome , nella riunione del 6 dicembre, ha licenziato un documento di “osservazioni” sulle linee fondamentali di riforma del settore delle fondazioni lirico-sinfoniche. Si riporta di seguito il testo integrale (pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito http://www.regioni.it ).
    Osservazioni delle regioni in merito al documento di sintesi recante le linee fondamentali di riforma del settore delle fondazioni lirico-sinfoniche
    Il decreto legge 30 aprile 2010, n. 64, convertito con modificazioni dalla legge 29 giugno 2010. n. 100, all’art. 1, comma 1, prevede che con uno o più regolamenti, da adottarsi ai sensi dell’art. 17, comma 2 della legge 23 agosto 1988, n. 400 “Disciplina dell’attività di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri”, il Governo, su proposta del Ministro per i beni e le attività culturali, provveda alla revisione dell’attuale assetto ordinamentale ed organizzativo delle Fondazioni lirico-sinfoniche di cui al decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367. Al comma 1-bis del sopraccitato art. 1 si stabilisce che i regolamenti di cui sopra siano emanati previa attivazione di un percorso che coinvolga tutti i soggetti interessati, quali le Regioni, i Comuni, i Sovrintendenti delle Fondazioni lirico-sinfoniche, le organizzazioni sindacali rappresentative.
    Il 16 dicembre 2010 le Regioni hanno espresso, sullo schema di Decreto del Presidente della Repubblica recante Regolamento concernente criteri e modalità di riconoscimento a favore delle Fondazioni lirico-sinfoniche di forme organizzative speciali (adottato ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettera f) del decreto legge 30 aprile 2010, n. 64 convertito con modificazioni, dalla legge 29 giugno 2010, n. 100), un parere favorevole condizionato all’apertura di un tavolo di confronto orientato alla riforma del settore all’interno di una strategia condivisa, idonea ad affrontare gli aspetti organizzativo-funzionali e finanziari conseguenti e rispettosa dei principi costituzionali sanciti e ribaditi.
    Anche a seguito di tale parere, il 2 marzo 2011 è stato istituito, con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, un gruppo di lavoro del quale facevano parte, oltre ai rappresentati dello Stato, le Regioni Emilia-Romagna e Veneto in rappresentanza della Conferenza delle Regioni e l’Assessore alla Cultura del Comune di Genova in rappresentanza dell’ANCI con il mandato di elaborare una proposta di regolamento. Il gruppo, insediatosi il 22 marzo 2011 e riunitosi fino a giugno 2011, ha predisposto una bozza mai sottoposta dal Ministero alla Conferenza Unificata né tantomeno ad una consultazione allargata.
    A poche settimane dalla scadenza della delega (31 dicembre 2012), il Ministero per i Beni e le Attività culturali ha convocato il Coordinamento tecnico delle Regioni, insieme ad ANCI e UPI, per illustrare una proposta di regolamento, sviluppata per punti cardine in un documento che, per quanto affermato dai rappresentanti del Ministero, non trova fondamento nel lavoro svolto dal gruppo misto MiBAC/Regioni/ANCI.
    Alla luce di quanto sopra, visti i contenuti di tale documento – trasmesso ufficialmente dal Ministro alla Conferenza delle Regioni il 22 novembre 2012 per acquisire osservazioni e contributi – e a seguito dell’incontro tecnico del 15 novembre 2012, sembra necessario svolgere alcune considerazioni di metodo e successivamente di merito.
    Considerata la completa disponibilità delle Regioni a lavorare congiuntamente ad una ipotesi di regolamento, manifestata già a partire da dicembre 2010 con l’espressione di un parere favorevole ad un testo già allora non condiviso tanto nel metodo che nei contenuti ed il lavoro fatto nel successivo anno e mezzo dal gruppo di lavoro misto, sembra quanto mai mancare da parte del Ministero una leale collaborazione istituzionale dal momento che sono stati “sprecati” due anni utili alla elaborazione di un testo e sul quale poteva essere avviato un confronto che, per i tempi disponibili, avrebbe potuto portare ad una soluzione legislativa condivisa per le Fondazioni lirico-sinfoniche. E’ stato invece scelto, ancora una volta, di procedere a ridosso della scadenza della delega, dunque in una condizione di urgenza, non consentendo l’attivazione di un percorso di consultazione, tra l’altro previsto nella legge delega, se non rapido e sommario anche in considerazione che non è stato condiviso un articolato ma un documento di sintesi per punti non sempre chiaro.
    Nel merito, per quanto possibile esprimersi sui punti formulati nel documento, emerge l’assoluta contrarietà delle Regioni a condizionare l’esistenza delle Fondazioni lirico-sinfoniche ad un contributo in una misura minima – il cui valore non è noto – da parte degli enti locali perché le Fondazioni possano rimanere tali altrimenti trasformate in Teatri di tradizione. Si ritiene la prescrizione non proponibile perché la stessa Corte Costituzionale – Sentenza del 153/2011 afferma con chiarezza che “le attività svolte dalle Fondazioni lirico-sinfoniche sono riferibili allo Stato (…) perché le finalità delle anzidette Fondazioni travalicano largamente i confini regionali e si proiettano in una dimensione estesa a tutto il territorio nazionale”. Dopo aver chiesto e ottenuto, quindi, dalla Corte Costituzionale il riconoscimento della potestà legislativa e regolamentare sulle attività delle Fondazioni lirico-sinfoniche per la necessaria tutela dei valori costituzionalmente protetti dello sviluppo della cultura e della salvaguardia del patrimonio storico e artistico italiano, il Governo introduce la possibilità che possano scomparire o debbano ridimensionare drasticamente la loro attività.
    Per quanto concerne la governance si ritiene che, laddove non venga prevista l’indicazione espressa del Sindaco quale titolare della carica di presidenza, sia tuttavia necessario che il rappresentante sia espressione dei soci pubblici locali.
    Sono condivisibili le previsioni in tema di appalto di lavori, servizi e forniture mentre occorrerebbe meglio definire il pareggio di bilancio chiarendone il principio.
    In merito ai criteri di ripartizione del FUS, appaiono poco chiari i parametri utilizzati, con particolare riferimento al parametro dei costi di produzione che sembra tener fuori le repliche.
    In ogni caso sarebbe preferibile legare il finanziamento al rapporto costi/benefici, ovvero agli incassi.
    E’ poco chiaro anche il paragrafo relativo ai riconoscimenti, laddove viene citato il Teatro dell’Opera ma non Santa Cecilia. Inoltre, sembrerebbe emergere una preclusione all’accesso allo status di fondazione “speciale” per le altre Fondazioni.
    Per quanto concerne il personale, infine, non è possibile esprimersi in quanto non vi sono sufficienti elementi a disposizione.
    In conclusione, di fronte ad una proposta di regolamento che assegna a Regioni e Comuni le sorti degli enti lirici di eccellenza e di rilievo nazionale e internazionale, sovvertendo così i principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza, si ritiene urgente un confronto preliminare con il Ministro per i Beni e le Attività culturali, oltre che sul metodo, sugli obiettivi concreti che il Governo intende perseguire nell’attuazione della delega ricevuta e sui risultati attesi della riforma.
    Roma, 6 dicembre 2012 Documento Approvato – FONDAZIONI LIRICO-SINFONICHE: OSSERVAZIONI SU RIFORMA DEL SETTORE
    ( red / 12.12.12 )

    Commento by Anonimo — 5 gennaio 2013 @ 19:23

  12. Consiglio dei Ministri n. 62 del 22/12/2012

    Documenti correlati

    D. FONDAZIONI LIRICO-SINFONICHE

    Su proposta del Ministro per i beni e le attività culturali, di concerto con i Ministri competenti, il Consiglio ha approvato in via preliminare un provvedimento che disciplina l’ordinamento e l’organizzazione delle fondazioni lirico-sinfoniche, con l’obiettivo di migliorarne l’efficienza, ridurre i costi e colmare le lacune normative sulla materia.

    Lo s chema di regolamento chiarisce la natura giuridica delle Fondazioni (enti di diritto privato) e prevede la decadenza dello status di Fondazione (e la conseguente applicazione del regime giuridico previsto per i teatri di tradizione) nel caso in cui le entrate dell’ente non provengano in eguale misura dallo Stato e da soggetti diversi dallo Stato. Si afferma così il principio secondo cui lo status di fondazione non è acquisito di diritto ma è legato alla promozione di un livello elevato di eccellenza artistica e culturale. Altre disposizioni, infine, riguardano la facoltà di avviare collaborazioni tra fondazioni per garantire un uso più efficiente delle risorse umane e materiali e la vigilanza da parte del Ministero per i beni e le attività culturali.

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    Commento by http://money-credit-banki.ru/log — 29 dicembre 2014 @ 23:15

  45. Mitt navn er Wallace . Jeg bor i Szczecin , Polen .

    Jeg tilfeldig snuble på noblogs.org . Jeg vil bare si ” Hei ” .

    Feel free to surf to my blog … mexican restaurants near
    me (gkiblimbing.com)

    Commento by gkiblimbing.com — 30 dicembre 2014 @ 02:34

  46. ‘ link available at the Gmail log-in page, Choose ‘I forgot my password’ option. According to your live CNBC report, the majority of technical
    issues are with mobile mail applications.

    My web blog :: gmail.com login (forex-tv-online.com)

    Commento by forex-tv-online.com — 1 gennaio 2015 @ 10:12

  47. netflix for books (ortofarm.ru) has built an i – Pad
    app that lets you watch movies.

    Commento by ortofarm.ru — 13 gennaio 2015 @ 10:27

  48. Once the turkey is browned, you are going to add each of the other ingredients that may
    add flavor and depth for your weight watchers turkey chili.
    Start your point calculation with two points if you certainly are a woman or eight points if you undoubtedly are a man.

    Feel free to surf to my page – http://www.weightwatchers.com log in

    Commento by www.weightwatchers.com log in — 16 gennaio 2015 @ 15:46

  49. The probate judge must appoint a private representative
    or executor for a estate and when this occurs, the judge produces letters of administration. Opening a checking account is something
    most Americans will do at some point of their lives.

    Here is my homepage us bank seattle

    Commento by us bank seattle — 17 gennaio 2015 @ 20:18

  50. Synchronize your browser preferences by signing into chrome together with
    your download google chrome
    account. This move might be seen as both a reaction to Google’s give
    full attention to software delivered as being a service(Saa – S) with all the world wide internet browser and recognition how the future of processing may be on a allocated network (aka
    the Internet), not individual pcs.

    Commento by download google chrome — 21 gennaio 2015 @ 07:11

  51. These bookmark managers oftentimes also result in the process
    of bookmark management generally speaking even easier than software included with browsers.
    All this and much more is possible by browsing the styles online at userstyles.

    Here is my web site – Firefox free download

    Commento by Firefox free download — 22 gennaio 2015 @ 05:58

  52. s a broad phenomena that individuals save tons of music files on our i – Pod and suddenly
    eventually we remember that all the songs and audio
    files are lost either accidentally or on account of any technical
    fault or on account of any other reason. Clicking on the BPM category will sort the list of music either descending or ascending.

    Feel free to visit my blog: apple itunes download

    Commento by apple itunes download — 23 gennaio 2015 @ 18:31

  53. Instructions on how you can set up your email client (like Outlook
    or Thunderbird) might be found gmail sign in detail by clicking “Configuration instructions” deciding on which email client you might
    have. New network marketers often resort to desperate measures just to
    have their relatives and buddies to join their network.

    Commento by gmail sign in — 24 gennaio 2015 @ 12:00

  54. group – Id ‘ with this particular parameter we can easily
    associate this item using a group of others items. It is made
    to support applications implementing enterprise
    services for customers, employees, suppliers, partners, vendors, etc.

    Look into my weblog – download java

    Commento by download java — 24 gennaio 2015 @ 19:45

  55. After which, you may click about the link of MODX,
    that’s found below the sections of CMS software inside the
    navigation panel (left). 3)Get your domain name that’s highly related for a product as well as contains your keyword.

    My weblog http://yahoomail.loginins.com

    Commento by http://yahoomail.loginins.com — 27 gennaio 2015 @ 03:23

  56. Esto realmente es una mina de oro para click here el menú
    para elegir mis hortalizas y mi arranque!
    Aprenda de uno de click here los siete sitios web o crear un blog de forma ágil, dinámica y totalmente gratuita; además permite obtener
    información importante de la creación de redes. Además,
    uno puede necesitar herramientas de marketing en Internet.

    Commento by gopro accessories — 27 gennaio 2015 @ 19:22

  57. Mistakes inside the process could prevent from accessing the account properly, and could
    result in unintended consequences upon the death of just
    one owner. Once a judgment is entered, the plastic card company can utilize a number of
    tactics to get, including garnishment of your wages, a lien against any property you use and
    seizure in the funds contained within your bank account.

    Here is my weblog; http://usbank.loginins.com

    Commento by http://usbank.loginins.com — 28 gennaio 2015 @ 21:15

  58. HP support (arkiv.opensource.dk)
    forum is a good platform where HP users can share their experiences,
    exchange ideas, help solve problems, and learn best practices from peers and can access related solutions.
    While the page provides free HP Support, the sole drawback is always that the customers are expected to become a bit acquainted with computers and it may confuse
    people who aren’t.

    Commento by arkiv.opensource.dk — 29 gennaio 2015 @ 04:34

  59. Depending upon the degree of service you’re subscribed.
    They are fast which enable it to snatch dragonflies and hummingbirds in the air since they fly by, in accordance with.

    Stop by my website; roadrunnerwebmail.loginins.com

    Commento by roadrunnerwebmail.loginins.com — 29 gennaio 2015 @ 14:41

  60. Appigo Sync is really a freeware that allows synchronize your Appigo Todo tasks
    with Microsoft Outlook on Windows.

    Also visit my web blog outlookemail.loginins.com (http://www.wikilogica.org)

    Commento by www.wikilogica.org — 30 gennaio 2015 @ 09:03

  61. Tag a Word – Press blog with Linked – In with help at a digital, mobile….

    Look at my website :: linkedin.loginins.com

    Commento by linkedin.loginins.com — 1 febbraio 2015 @ 20:53

  62. If you are one of those individuals and you’re simply unable to vary your
    mindset, paid Itunes Login On Ipod (y22.info)-line video websites is most likely not
    to suit your needs. They have been in what is
    referred to because the ‘public domain’, which means that anybody
    can make use of the file free and legally
    download it free.

    Commento by y22.info — 2 febbraio 2015 @ 21:38

  63. The Web application won’t support uploading images. Other instagram login
    users who are certainly not already following you need to submit a
    request to accomplish this, after which you either can approve or deny the request.

    Commento by instagram login — 3 febbraio 2015 @ 14:54

  64. Facebook can be a massive social network website which allows users over the country
    and world wide to stay linked to friends.

    The originator from the message will likely be given credit by placing the term “Via” in front of the name because of the reposted item.

    my blog … loginins.com (http://www.tenfoldsales.com)

    Commento by www.tenfoldsales.com — 5 febbraio 2015 @ 00:59

  65. Use the resources and adaptability of E-Trade to trade
    global stocks with tips coming from a business professor on this free video on E-Trade.
    ” Instant verification allows you to definitely put with your user ID and password for the external banking account and begin making transfers immediately.

    Here is my site :: etrade review (http://www.thaimacclub.net)

    Commento by www.thaimacclub.net — 5 febbraio 2015 @ 15:52

  66. The bank of america sign of America – Pet Rewards Visa plastic card
    provides benefits like purchase replacement, zero-liability for unauthorized
    transactions, car rental insurance in addition to
    many travel and emergency assistance. And other major lenders for
    example Wells Fargo and CIti – Mortgage are offering mortgage write-downs to a particular borrowers.

    Commento by bank of america sign — 7 febbraio 2015 @ 14:02

  67. How to Kick a Cocaine Habit at Home by Yourself;
    What Are Some Behaviors of Coke Users.

    My web-site :: att.net mail log in

    Commento by att.net mail log in — 8 febbraio 2015 @ 01:13

  68. They were both there the day from the sale making use of their scanner
    to scan every book to be sure they didn’t miss any. Select “Everything Else” on the “Select Product Category” drop-down menu.

    My web page amazon login

    Commento by amazon login — 8 febbraio 2015 @ 11:08

  69. From the Summary of Accounts tab, choose “Pay Bill. One reason is the fact that if you make payment for using your debit card,.

    Here is my web blog – Amex Starwood (http://ghibookmarks.com)

    Commento by http://ghibookmarks.com — 10 febbraio 2015 @ 21:14

  70. Placement of switches, sockets, ceiling fans and installation of
    electrical device or systems one can contact contractor companies who have click here over
    than 5 years ofexperience in serving the quality
    services under electrical fixing and installments.
    An electrician can then come and look at the current wiring and electrical
    codes. But indeed, this is great for increasing fuel efficiency and safety.
    He works with or for a new change of pace, you may wonder how to someone who can handle and perform correct
    electrical installations and repairs are handled correctly.

    Commento by Bonuses — 11 febbraio 2015 @ 02:32

  71. Wells Fargo has a long history dating back on the mid-1800s along with the settlement with
    the West.

    Feel free to visit my weblog :: http://www.wellsfargo.com online banking login

    Commento by www.wellsfargo.com online banking login — 12 febbraio 2015 @ 12:16

  72. Custom click here clothes labels come in and finger press, I am making selections and then the only thing that I know that they are
    not folded perfectly. Most click here business owners in our playlist.
    You start out with. They needed to print your
    topper. And finding a great piece of thread.

    Commento by check these guys out — 12 febbraio 2015 @ 13:01

  73. Oracle's Java runtime and Adobe's Flash Player.
    Many Web pages don’t display completely in the google chrome latest version (http://tangiblechanges3ds.com/)
    Chrome window.

    Commento by http://tangiblechanges3ds.com/ — 14 febbraio 2015 @ 20:06

  74. Google Chrome is a Web browser that enables you to load website
    pages as an option to browsers like Internet Explorer
    and Mozilla. You could possibly have noticed an unexpected installation of the Bing toolbar inside your Mozilla Firefox Internet browser after
    receiving a Microsoft Windows.

    Here is my site; http://firefox.downloadhelp.org/ (http://www.tornsound.com)

    Commento by www.tornsound.com — 17 febbraio 2015 @ 22:48

  75. java for each applications can therefore make connections to, in addition to
    query and process results from, popular database management systems on the
    network, including Oracle and My – SQL.

    Commento by java for each — 19 febbraio 2015 @ 23:27

  76. The easiest strategy to block websites in Mozilla Firefox is by employing a free, third-party add-on called
    Block – Site.

    Also visit my web page javascript

    Commento by javascript — 22 febbraio 2015 @ 10:53

  77. Likewise, when out going out to restaurants, it
    is possible to request the ingredients of menu choices to choose options that are
    considered to be at the low points value.

    Look into my blog post :: car payment calculator

    Commento by car payment calculator — 26 febbraio 2015 @ 22:34

  78. It is tough to allocate fixed percentages as right or wrong while computing VPIP percentages, mainly because each game demands another
    strategy.

    my web-site – bmi calculator

    Commento by bmi calculator — 28 febbraio 2015 @ 10:34

  79. The Ovulation mileage calculator is the most accepted and considered probably the
    most accurate.

    Commento by mileage calculator — 3 marzo 2015 @ 17:41

  80. Wonderful blog! I found it while surfing around on Yahoo
    News. Do you have any suggestions on how to get listed in Yahoo News?
    I’ve been trying for a while but I never seem to get there!
    Appreciate it

    Commento by femmestyle Klinik — 4 marzo 2015 @ 09:55

  81. This can translate into savings for you while you may obtain a discount around the item or even free postage, which
    can add as much as bigger savings in case you buy from your website often.

    Also visit my website … dog grooming near me

    Commento by dog grooming near me — 9 marzo 2015 @ 18:52

  82. How to Tell If You Are Pregnant After an Embryo Transfer;.

    my weblog :: pregnancy calculator

    Commento by pregnancy calculator — 11 marzo 2015 @ 10:29

  83. Discount websites are the best places to get deals when shopping
    online.

    Also visit my site … http://www.multuniformes.com.br

    Commento by http://www.multuniformes.com.br — 11 marzo 2015 @ 17:45

  84. The money saved on choosing standard shipping instead of
    expedited shipping is probably worth the wait.

    My homepage :: pools near me

    Commento by pools near me — 15 marzo 2015 @ 20:02

  85. Hey! I could hаve sworn Ι’ve besen to this
    blog beforе but ɑfter checking tҺrough some օf
    the post I realized it’s new to me. Νonetheless, I’m definitely delighted
    Ӏ foսnd it аnd I’ll bе book-marking ɑnd checkiung bɑck frequently!

    Commento by f — 15 marzo 2015 @ 20:31

  86. I constantly spent my half an hour to read this webpage’s articles
    or reviews daily along with a cup of coffee.

    Commento by http://www.zblog.agentur-mw.de — 28 marzo 2015 @ 02:33

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