Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

4 Giugno 2013

Il Cda “Sostiene Pereira”. Noi no!

Filed under: General — Lavoratoriscala @ 17:37

Sara’ Alexander Pereira, direttore del Festival di Salisburgo, il prossimo sovrintendente del teatro alla Scala. Lo ha annunciato il sindaco e presidente del cda della Fondazione Giuliano Pisapia al termine della riunione del board del Piermarini. – Alexander Pereira, austriaco, 65 anni è stato eletto dal cda del teatro scaligero all’unanimità dopo una riunione durata circa due ore e mezzo alla quale erano presenti tutti i consiglieri.

Riceverà un compenso inferiore del 25% rispetto a quello dell’attuale sovrintendente. Un segnale timido di cambiamento.

Ci auguriamo che come nel film di Faenza e come ha voluto l’autore di “Sostiene Pereira”, pian piano Pereira ” inizi a scoprire la realtà del regime in cui vive, le violenze, il clima di intimidazione, la pesante censura a cui è sottoposta la stampa, tutte cose cui non aveva fino ad allora fatto caso, isolato com’era dalla vita reale, l’inquietudine di Pereira potrebbe essere quindi il preludio di un grande cambiamento”.

BIOGRAFIA

Alexander Pereira, nato nel 1947 a Vienna, ha lavorato inizialmente nella gestione del turismo e quindi per la Olivetti per dodici anni. Nel suo tempo libero, ha studiato performance vocale. Dal 1979 al 1983 è stato membro del consiglio per gli Francoforte Bach concerti, nel 1984 è stato nominato Segretario Generale del Konzerthaus di Vienna, dove è riuscito a modernizzare la scena concerto e di attrarre un nuovo e più giovane pubblico. Dalla stagione 1991/92, Alexander Pereira è Direttore Teatro dell’Opera di Zurigo, dove ha iniziato il suo mandato con un acclamato Robert Wilson produzione di Lohengrin. Fin dall’inizio, Alexander Pereira si rese conto che il continuo sviluppo del complesso era il suo compito più importante. Egli ha anche attribuito grande importanza di incoraggiare i giovani cantanti promettenti, di sosta produzioni in forma accessibile e coinvolgendo il pubblico, come pure a collaborare con grandi artisti. L’obiettivo centrale della programmazione Zurigo di Alexander Pereira è quello di presentare il grande repertorio della lirica, da Mozart a Verdi, anche se la casa ha anche vinto l’acclamazione per le sue produzioni contemporanee. Schlafes Bruder da Herbert Willi, basato sul romanzo di Robert Schneider, è stato commissionato dal Teatro dell’Opera e ha debuttato nel 1996, e nel 1998, di Heinz Holliger opera Biancaneve, basato su un racconto di Robert Walser, ha visto la sua prima esecuzione. Questi sono stati seguiti da Invocazione di Beat Furrer e di HK Gruber opera Der Herr Nordwind nel 2005. Inoltre, i lavori meno noti del repertorio sono regolarmente inclusi nel programma, come ad esempio di Rameau Les Boréades, di Haydn L’anima del Filosofo, i Simplicio operetta di Johann Strauss, di Giordano La cena delle beffe, Sly, Schubert di Wolf-Ferrari Fierrabras, di Zemlinsky Der Kreidekreis, Clari di Chabrier L’Etoile und di Halévy. Dall’autunno del 1996, ha ricoperto anche la carica di Direttore Artistico ed è stato anche un membro del Comitato Artistico del Festival di Zurigo, in cui creazione ha giocato un ruolo di primo piano e che ha avuto luogo per la prima volta nell’estate del 1997. Ultimamente, Alexander Pereira ha concentrato gran parte della sua attenzione sulla definizione di un programma di educazione attiva e diversificata per l’Opernhaus di Zurigo, e sulla creazione di una maggiore presenza per l’Opera di Zurigo produzioni sul mercato internazionale DVD. Contratto di Alexander Pereira con il Teatro dell’Opera di Zurigo fino al 2012. Il 1 ° ottobre 2011, Alexander Pereira ha assunto la carica di Direttore Artistico del Festival di Salisburgo.

Salisburgo, scandalo sexy al festival   30 luglio 2012

Alexander Pereira e Daniela de Souza

Alexander Pereira e Daniela de Souza

Salisburgo – Neppure la sussiegosa Salisburgo si salva dal gossip. A tenere banco è la coppia più hot del momento: il nuovo sovrintendente del prestigioso Festival, l’austriaco Alexander Pereira, 64 anni, con la sua giovanissima fiamma, di 39 anni più giovane, la supersexy brasiliana Daniela Weisser de Sosa.

La loro storia d’amore dura già da cinque anni, quando lui era ancora direttore dell’opera a Zurigo e lei aveva solo vent’nni. Già nella piccola corte svizzera le chiacchiere si sprecavano ma adesso, sul più grande palcoscenico del mondo le voci sono diventate assordanti. Soprattutto ora che sono uscite , delle foto sexy per cui la bella Daniela aveva posato quando, a 16 anni, erram la moglie del fotografo di Playboy, Otto R. Weisser. Fra Mozart e , Strauss, Puccini e Bizet le grandi prime in calendario quest’anno passano in secondo piano per la stampa rosa, attivissima durante il Festival. I tabloid austriaci, lo svizzero Blick e la Bild tedesca si sono buttati sulla storia più bollente dell’estate. Ai pettegolezzi i due sono abituati ma nei giorni scorsi in coincidenza con l’inaugurazione del Festival l’imbarazzo è maggiore: foto erotiche della bella Daniela accompagnate dalla rivelazione che da ragazzina fosse una sex-model. L’autore sarebbe proprio l’uomo che la scoprì e la strappò allo slum brasiliano di Manaus, e che lei sposò ad appena 16 anni: il fotografo di Playboy Otto R. Weisser, uno zurighese che viveva a San Paolo. Peraltro non si sa neppure se lui è ancora suo marito: secondo alcuni tabloid sì, secondo altri si sarebbero divorziati. «Ho 200.000 foto di lei», dichiara Weisser a Blick. Cinque anni fa Weisser ritornò a Zurigo con la giovane moglie, la quale, tramite un’amica, conobbe Pereira. Stregato dalla bella `Dani, come la chiama ora, Pereira lasciò la moglie.

La sera della divulgazione delle foto, Pereira e Daniela, alla prima del Flauto Magico, hanno fatto come se nulla fosse, scambiandosi le abituali effusioni in pubblico che tanto scandalizzano. Lei indossava un lungo rosso fuoco con decolletè, lui uno smoking con giacca bianca. Decisamente un bel contrasto, di età, di ruoli, di aspetto. Tutti gli ingredienti per una fiaba stile La bella e la bestia, o meglio un’operetta: lui attempato, potente e ricco, lei una Cenerentola baciata dalla bellezza e dalla gioventù. Lui si difende dicendo che Dani «è il grande amore della mia vita».

13 Comments »

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    Commento di cheapdrpaaeleluoz — 4 Giugno 2013 @ 18:40

  2. Ma chissene frega del gossip.
    Noi lavoratori Avevamo esortato il sindaco e il c.d.a di evitare l’assunzione di manager strapagati che vivono oltre che del loro enorme cachet anche delle provigioni sulle sponsorizzazioni .E’ intollerabile che un primario cardiochirurgo infantile guadagni 147 mila euro l’anno e questi lobbisti della lirica come lissner e Pereira Barenboin guadagnino milioni, alla faccia ad esempio delle donne delle pulizie costrette a lavorare senza diritti e anche in nero alla Scala.
    Il grande monopolio , il grande cartello dlla lirica si è compiuto . Salisburgo , L’opera di Parigi , la Scala in mano a una lobby strapotente che dragherà fiumi di denaro pubblico a discapito di tutte le altre fondazioni lirico sinfoniche soprattutto in Italia. Noi volevamo un sovrintendente Italiano non perchè patriotti ma perchè contrari alle lobby della lirica, ai cartelli . Insomma per dirla in soldoni questa triade questa cultura manageriale che essi rappresentano è peggio della sottocultura arraffona Italica . ARRAF ARRAFF e Pisapia si è dimostrato un vero qua qua ra qua. Dimettiti Giuliano hai dimostrato di non rispettare la Scala.

    Commento di Anonimo — 4 Giugno 2013 @ 21:28

  3. Paolo Scaroni è stato arrestato nel 1992 in merito all’inchiesta giudiziaria di Mani Pulite; nel 1996 ha patteggiato un anno e 4 mesi per tangenti di svariate centinaia di milioni di lire italiane, versate al Partito Socialista Italiano per appalti Enel.[6]

    Nel 2006 viene processato dal tribunale di Adria,[7] in qualità di amministratore delegato dell’Enel all’epoca dei fatti, per aver inquinato il territorio del delta del Po con la Centrale di Porto Tolle. Viene successivamente condannato ad un mese di reclusione, a titolo colposo, pena che viene convertita in un’ammenda di 1 140 euro. Nel marzo del 2009, la Corte d’Appello di Venezia ha assolto Scaroni dai reati attribuiti, annullando la precedente sentenza di primo grado.[8] Nel 2011 “La Cassazione ha ribaltato la sentenza della Corte d’Appello di Venezia. Secondo quanto si è appreso sarebbe prevalsa la linea dura per cui sarebbe stata riconosciuta la responsabilità penale (ma i reati tuttavia nel frattempo si sono prescritti) sia dei direttori di centrale sia degli amministratori delegati di Enel”.[9]

    Il 7 febbraio 2013 viene iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Milano per corruzione: il caso riguarda una presunta tangente pagata ad esponenti del governo algerino per favorire la controllata Saipem e la stessa Eni in appalti da 11 miliardi di dollari.

    ecco in che cazzo di mani è sto teatro, adesso portano un altro affarista per finire di spolpare quello che rimane ma dell’arte e della cultura non gliene frega niente,potevano nominare escobar, che è uomo di teatro che ha già lavorato alla scal e sa come funziona un teatro, poi è italiano e dio sa quanto abbiamo bisogno di qualcuno che torni a valorizzare ,ma veramente, il nostro patrimonio. Invece il manager austriaco, si sono convinti all’unanimità come dividersi la torta !!!!

    Commento di anonimo — 4 Giugno 2013 @ 23:08

  4. Ma purtroppo, devo dar ragione al commento di Matteo Salvini, del partito leghista il quale che ho sempre contestato.

    «Oggi hanno ucciso la Scala, venduta alla logica del business e regalata alle lobbies straniere. Chi ama Milano e la musica deve urlare il suo no».

    un artista del coro

    Commento di Anonimo — 5 Giugno 2013 @ 10:31

  5. IL TEATRO ALLA SCALA NELL’ERA PISAPIA
    4 giugno 2013 Di Riccardo Lo Schiavo

    Il Teatro alla Scala è maestoso austero, un teatro ottocentesco che bene interpreta la storia e la cultura della città di Milano. Chi ti scrive, viene da un’altra città, Napoli, con un’altra storia e una cultura diversa; il cui teatro cittadino è l’esempio dell’estetica settecentesca, un teatro in cui i colori, la vivacità degli stucchi, la leggerezza architettonica traspaiono il secolo dei lumi. Chi ti scrive è restato attonito, quasi ammutolito dal colore bianco della volta del massimo meneghino e dal grande lampadario disegnato dallo scenografo Alessandro Sanquirico, un idea di ricchezza potenza ma allo stesso tempo sobrietà.

    Il Teatro alla Scala è una delle gemme della corona della città di Milano eppure ci consta notare sui mezzi di informazione che anche questo verrà toccato dalla crisi economica con “riduzione” del cartellone nella stagione 2014. Il numero delle opere scende da 13 a 10 (-23%) e quello dei balletti da 13 a 6 (-53,8). Come scrive Sergio Vicario nel n. 20 di ArcipelagoMilano manca un’idea forte nella giunta Pisapia della Milano che verrà o se c’è non si percepisce. Tra gli asset da giocarsi ci sarebbe il Teatro alla Scala. Qualunque cosa muovi a Milano non puoi prescindere dalla Scala.

    Ma vediamo come mai siamo arrivati al punto della riduzione del cartellone 2014. Già nel 2004 su lavoce.info Giuseppe Pennisi parlava di deficit complessivo di gestione dei teatri lirici. La Corte dei Conti nella sua Determinazione e relazione della Sezione del controllo sugli enti sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria delle Fondazioni – lirico – sinfoniche per gli esercizi 2007-2010 relatore il Consigliere Andrea Zacchia ci dice che: “Le indicazioni che si ricavano dall’analisi dei dati esposti evidenziano per quasi tutte le fondazioni che: a) i ricavi propri, tranne alcune eccezioni, coprono una parte troppo esigua dei costi della produzione e, quindi, l’onere maggiore grava sui contributi in conto esercizio, i quali, però, specie quelli statali, dopo un primo biennio in aumento tendono a ridursi; b) l’onere del personale incide sui costi generalmente ben oltre il 50%.

    Per quanto riguarda la Scala: i ricavi derivanti dalla vendita dei biglietti ammontano nel 2010 a €39.430.302; i contributi in conto esercizio sono pari a €57.947.812; il costo del personale nell’anno 2010 è stato pari a € 64.682.633 che rapportati al costo totale della produzione pari a €112.804.589 sono all’incirca il 57%.

    Nello specifico per il teatro “Alla Scala” (pag. 291 e seguenti della relazione) i risultati economici delle gestioni, costantemente negativi nel triennio 2007-2009 (€4.362.293 nel 2007, €6.952.264 nel 2008 e €6.900.140nel 2009 ), evidenziano una perdita d’esercizio minore rispetto al 2006 … i risultati economici della gestione 2010 sono stati negativi per €9.652.130.

    E il teatro “Alla Scala” come riporta il settimanale Panorama, ma ci dice anche la Corte dei Conti alle pagine 29 e seguenti, ha ricevuto dal solo Fondo Unico per lo Spettacolo (Fus) per l’anno 2010 €26.730.418,48 su di un totale versato a complessivamente a tutti gli enti lirici italiani di €190.394.612,50 pari al 14,03%: la Fenice di Venezia e l’Accademia Santa Cecilia di Roma, ma in generale tutti gli enti lirici hanno protestato. In sostanza i Teatri lirici vanno sovvenzionati e parecchio, come del resto accade nel resto d’Europa, perché lo stato, il comune fanno cultura. Ma se lo stato è in grave crisi la cultura viene mortificata.

    Questo avviene nel corso delle giunte di centro destra di Albertini, il noto amministratore di condominio che in quanto tale di cultura e di gestione culturale lascia a desiderare. E anche nella gestione della signora Brichetto (in Moratti) non si sono visti grandi risultati. Poi, vinte le elezioni Pisapia e C. hanno ben pensato di sistemare una volta per tutte la faccenda e a onor del vero con un abile mossa: il Consiglio di Amministrazione ha conferito alla società McKinsey l’incarico di redigere un piano d’azione strategico 2012- 2015 con l’obiettivo di: definire le strategie per il futuro del Teatro coerenti con la sua tradizione artistica; definire il piano degli investimenti necessari; definire ulteriori opportunità di sviluppo, come da relazione finale annuale al Bilancio dell’Esercizio 2011.

    E qui dunque da buon elettore, fiducioso del lavoro del tuo Sindaco, penseresti di dormire sogni tranquilli. Ma poi un bel giorno complice la devastante crisi economica ci si trova a dover leggere sui giornali che la Scala taglia il cartellone. È probabile che McKinsey non abbia avuto molto tempo per lavorare e che il Fus sia stato rimodulato da Monti, il combinato disposto derivante da un conto economico troppo dipendente dai contributi in conto esercizio ha generato la conseguente riduzione del cartellone.

    Ora è evidente che in un siffatto frangente dove la paura serpeggia tra tutti, mancano certezze, i bilanci familiari sono risicatissimi e la banconota da 50 euro diventa una chimera il 20 del mese, il bilancio del comune langue e si rischiano nuove tasse, arrivano tagli per tutti anche per la Scala visto che gli altri teatri cittadini versano in condizioni ben peggiori. Ma è proprio qui, agganciandomi al pezzo di Sergio Vicario, che manca un piano per valorizzare un asset primario nell’ambito di un riposizionamento globale della città di Milano nello scenario competitivo delle metropoli europee.

    Riccardo Lo Schiavo

    Se desiderate commentare i testi scrivete a redazione@arcipelagomilano.org

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