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7 Luglio 2013

Beni culturali, la mappa del disastro: cinema, teatri e musei a rischio chiusura

Filed under: Articoli stampa — Lavoratoriscala @ 22:31
http://www.repubblica.it            6 luglio2013

Tax credit, tagli al Fus, blocco del turnover per il personale: gli effetti della spending review nella cultura minacciano alcune delle principali istituzioni italiane. Il ministro cerca di ottenere sostegno anche dal capo dello Stato, ma intanto cresce la protesta

ROMA – Il cinema sulle barricate per la beffa del tax credit decurtato, i teatri a rischio chiusura per i nuovi tagli imposti dalla spending rewiev, i musei e il Colosseo che chiudono per la protesta dei custodi. Ma anche le fondazioni liriche sull’orlo del collasso, il monito dell’Unesco a Pompei, la Reggia di Caserta allo sfascio, i Bronzi di Riace senza museo. Nell’anno della crisi nera, mentre si moltiplicano gli appelli al governo perché si punti su turismo e cultura per la rinascita Paese, è una mappa che sembra fatta tutta di buchi e disastri quella del patrimonio artistico italiano.
Con un ministero in affanno nel tentativo di contenere le perdite, costretto a stringere la cinghia al punto da non avere i soldi per saldare le bollette della luce. Poco incline agli annunci, il neo ministro Bray ha però bussato alla porta del presidente del consiglio, e ieri anche a quella del presidente Giorgio Napolitano. L’idea è quella di un intervento governativo per il settore, che dovrebbe essere annunciato dallo stesso presidente del consiglio, a metà luglio, nella sede della stampa estera.
Ma quanto questo impegno potrà essere concreto in termini finanziari non è ancora chiaro. Di certo ci sono settori che non possono aspettare, come le fondazioni liriche – in prima fila il Maggio Musicale fiorentino e il Carlo Felice di Genova – per le quali si studia un decreto o una modifica dell’attuale regolamento. Mentre un po’ dappertutto comincia a montare la rivolta. E nella sede del Collegio romano ci si prepara a un’altra settimana ‘calda’, fitta di incontri anche con i sindacati, il primo lunedì 8 per musei e siti culturali.
Cinema – Il settore del cinema è in subbuglio per il taglio del Tax credit, che è appena stato rinnovato per il 2014 ma per una cifra che dagli iniziali 80 milioni è stata ridotta a 30. A questo si aggiungono i tagli del Fondo Unico per lo spettacolo, che per il 2013 è stato ridotto del 5,2% (per un totale di 72,4 milioni di euro). “Soluzioni o boicottiamo Venezia” grida oggi da Taormina il mondo del cinema.
Fondazioni liriche – Le 14 Fondazioni liriche italiane hanno accumulato complessivamente 330 milioni di euro di debiti iscritti in bilancio a fronte di una situazione patrimoniale attiva non rosea. In prima fila il Maggio fiorentino, per il quale si sta cercando di evitare la soluzione estrema della liquidazione, perorata dal commissario Francesco Bianchi e dal sindaco Matteo Renzi. Bray propende invece per un intervento strutturale. Ma tra le situazioni più a rischio c’è anche il Carlo Felice di Genova con un deficit di 3 milioni per il 2013 e grandi difficoltà nel pagamento degli stipendi così come Bologna.
Per aiutare le amministrazioni in crisi il Mibac ha anticipato a tutti il saldo del Fus che è stato anche ‘salvato’ dalla minaccia di un ulteriore taglio previsto dalla spending review e che per il 2013 ammonta complessivamente a 183,2 milioni di euro (-5,3% rispetto al 2012).
Teatri – Il settore è in subbuglio per la minaccia di un taglio dei contributi diretti (Fus) imposto al ministero dalla spending review con un intervento che limiterebbe anche le attività dei teatri, creando difficoltà per esempio, alla rinomata scuola de Il Piccolo teatro di Milano. Ora il contributo Fus 2013 per il teatro è di 62,5 milioni di euro (-5,3% rispetto al 2012). “Così si chiude”, lamentano i 68 teatri stabili italiani. La soluzione forse da un emendamento.
Istituti culturali e musei – I contributi pubblici 2013 assommano a 14,6 mln. Il 18% in meno rispetto al 2009 (dati Mibac). In Italia, tra pubblico e privato, statale e locale, ci sono quasi 5mila tra musei e siti culturali (secondo dati Confcultura abbiamo un museo ogni 10.900 abitanti). Gli istituti statali sono in tutto 420 (200 musei-220 monumenti), in molti casi con forti problemi di personale dovute anche al blocco del turn over che incombe sul ministero. Per il 2013 l’organico del Mibac prevede 19.132 unità, i dipendenti in servizio sono però solo 18.568. Se i restauri di Pompei sono finanziati da 105 milioni.
Ue e per il Colosseo si fa conto sui 25 mln di Della Valle mancano però i soldi per la normale manutenzione di monumenti e siti archeologici: il programma ordinario dei lavori pubblici può contare per il 2013 su soli 47,6 mln: il 76% in meno rispetto al 2004. Ridotte all’impossibile anche le disponibilità per emergenze (terremoti, ma anche allagamenti come quello che ha sommerso Sibari): per il 2013 ci sono 27,5 mln: oltre il 58% in meno rispetto al 2008. (Ansa)

Musica: anticipato saldo Fus a Fondazioni liriche. Critica situazione teatri stabili

ROMA – 5 LUGLIO 2013 – Erogato in anticipo il saldo del contributo del Fondo unico per lo spettacolo destinato alle Fondazioni liriche “senza alcuna decurtazione come originariamente previsto dalle norme sulla spending review“. Lo ha annunciato il Mibac.
Riuscendo ad evitare il doppio taglio previsto dalla spending review – secondo quanto si è appreso – alle fondazioni liriche è stata assegnata l’intera cifra prevista per il 2013 dal Fondo Unico per lo spettacolo, ovvero circa 182 milioni di euro che corrispondono al 47% dell’intero fondo che per quest’anno conta in tutto 390 milioni di euro. Una prima parte dei soldi di competenza delle fondazioni era stata erogata come di consueto a febbraio. Stante la situazione di crisi nella quale versa la maggior parte delle fondazioni, il ministero ha deciso però di anticipare il saldo del contributo pubblico (61 milioni 311 mila 643 euro) erogandolo adesso, invece che a fine anno come avviene di solito.
Sul fronte della spending review la situazione resta invece critica per un altro settore in crisi, quello dei teatri stabili per il quali il ministero, sempre secondo quanto si apprende, sta cercando di trovare una soluzione attraverso un emendamento. (ANSA)

Teatro: Escobar: governo agisca altrimenti il Piccolo rischia la chiusura

MILANO – 5 LUGLIO 2013 – Il Piccolo teatro di Milano rischia di chiudere i battenti come tutti i teatri stabili se il governo non interverrà al più presto per evitare le conseguenze della spending review, che, oltre ai tagli, li equipara alle pubbliche amministrazioni impedendo loro pubblicità, mostre, ma anche sponsorizzazioni o attività di formazione. “Ci trattano come un ufficio anagrafe” dice il direttore del Piccolo Sergio Escobar (foto) facendo un appello al governo perché “risolva il problema attraverso un emendamento urgente, in modo da scongiurare la paralisi di istituzioni che da sempre hanno i conti in ordine”. Altrimenti c’é davvero “il rischio chiusura”.
Il problema non sono i tagli (che al Piccolo sarebbero di circa 2 milioni di euro solo per quanto riguarda i cosiddetti costi intermedi) ma “peggio dei tagli”, secondo Escobar, è “l’interdizione di attività fondamentali per noi, per l’autofinanziamento”.
“Faccio un appello al consiglio dei ministri e al premier Letta, che ha detto che non si tocca la cultura”, ha spiegato Escobar rivendicando i risultati del Piccolo: bilanci in pareggio, trecentomila spettatori l’anno, oltre 21 mila abbonati, spettacoli in tutto il mondo.
Fra le attività negate ci sarebbero anche le missioni all’estero però, così come le consulenze che in teatro si chiamano collaborazioni artistiche e sono una parte essenziale dell’attività. “Prendo atto con soddisfazione che il Ministro Massimo Bray ha risolto l’emergenza nella quale si trovano le fondazioni liriche il cui passivo complessivo è di 330 milioni di euro, un importo pari quasi a quello dell’intero Fondo unico dello spettacolo, evitando i tagli previsti dalle norme della spending review. Ma al tempo stesso – conclude – esprimo forte preoccupazione per il Piccolo Teatro e per tutti i teatri stabili, che rischiano la chiusura se viene mantenuto l’assurdo inserimento nell’elenco Istat allegato alle ultime leggi finanziarie, che li riduce di fatto a pubbliche amministrazioni non produttive”. (ANSA)

3 Comments »

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    Commento di neultielf — 10 Dicembre 2013 @ 06:41

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    Beni culturali, la mappa del disastro: cinema, teatri e musei a rischio chiusura « Il Sottoscala

    Trackback di gold jewelries consider — 20 Agosto 2019 @ 01:47

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