Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

18 Giugno 2015

Teatro Alla Scala:Lavoratrici serali: LA VITTORIA DI PIRRO

Filed under: General — Lavoratoriscala @ 18:48

Teatro Alla Scala:

Lavoratrici serali: dopo il gioco delle 4 bozze,va in scena:

 LA VITTORIA DI PIRRO                   puntina rossa con logo cub

 

Ci eravamo lasciati che, tradendo il mandato dei lavoratrici/tori, le Organizzazioni Sindacali hanno continuato a trattare con la Scala, non il part-time, obiettivo emerso dall’assemblea delle lavoratrici/tori, ma una bozza che “abbelliva” la precedente introducendo una nuova tipologia di contratto: gli intermittenti con obbligo di risposta alla chiamata ( figura di precario a vita, con promessa che, quando si libererà un posto fisso, si pescherà tra i serali.

Come già scritto, la verità è che CGIL-CISL-UIL e FIALS hanno deciso di “mollare” i serali accettando la tesi della Direzione Scala che sostiene che il part-time costa troppo ed è un muro invalicabile.

Hanno quindi deciso di sottoporre questa bozza di accordo a referendum e, nonostante il fatto che ci sono diritti individuali in capo al singolo lavoratore che nessuno può toccare che non possono essere messi ai voti (nemmeno a referendum).

Nonostante tutte queste considerazioni, abbiamo accettato la sfida del referendum imposta da CGIL-CISL-UIL e FIALS e vi facciamo una breve cronaca di come questo si è svolto.

Martedi 16 giugno, la quarta bozza di accordo che introduce ufficialmente il  lavoro a chiamata, ribattezzata la ribollita ,poichè per tre volte rispedita al mittente dall’assemblea che voleva si introducesse il part time viene sottoposta al voto del referendum. La commissione elettorale, non votata ed indipendente, ma formata dai 3 rsa, cgil, cisl e uil si insedia sotto lo sguardo attento di un rappresentante della CUB che ha vigilato  tutto il tempo della consultazione  dalle ore 18,30 alle 22,30.

Solo alle ore 22,10 veniva raggiunto il quorum di 23 votanti su 45  aventi diritto. In realtà gli aventi diritto avrebbero dovuto essere di più perché avrebbero dovuto potersi esprimere tutti i lavoratori  coinvolti in questo tipo di contratto, ma così non è stato.

Dalle 22, 10 alle 22,30 il fronte del NO all’accordo, nonostante la certezza dell’illegittimità di questo referendum, decide di  partecipare al referendum,  mostrando una determinazione e compattezza straordinaria, nonostante il clima di provocazioni, insulti ed intimidazioni da parte dei pasdaran del SI.

Una lavoratrice nota per la sua posizione contraria all’ipotesi di accordo  riesce ad arrivare alle 22,30  spaccate al seggio, ma la “ commissione indipendente“, a differenza di quello che avviene  in questi casi, ad esempio nelle elezioni politiche,  gli nega il diritto al voto.

Ne nasce una discussione  che si conclude con la rinuncia da parte della lavoratrice al voto perchè deve ritornare in scena per il cambio.

I votanti alla fine saranno 40, dei quali 21 SI e 19 NO, questi ultimi, considerando l’esclusione last minute, sarebbero stati 20.

La prevalenza dei SI è strettissima  misura e segna una spaccatura tra i lavoratori.

Il giorno dopo, i promotori  del referendum, anziché riconoscere la vittoria “di Pirro” e la necessità di riaprire la discussione, emettono un comunicato esultante nel quale “ringraziano per la fiducia che viene loro riconfermata”.

I commenti si possono sprecare,  ma bastano tre parole : “ FIDUCIA ? … MA DE CHE?!“.

 

Ribadiamo che queste lavoratrici/tori sono lavoratori assunti, dipendenti del Teatro Alla Scala e che come tutti gli altri devono poter godere dei loro diritti e che, come indicato dall’assemblea, l’unico accordo possibile è quello che preveda il part time.

 

Milano, 18.06.2015                                                               C.U.B. Informazione Milano

Confederazione Unitaria di Base

Milano: V.le Lombardia 20 – tel. 02/70631804 e mail cub.nazionale@tiscali.it

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