Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

14 Ottobre 2009

FUS, articoli stampa di ottobre

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 12:27

Spettacolo dal vivo: Regioni bocciano testo riforma e chiedono incontro a Bondi

ROMA – 19 OTTOBRE – La commissione Beni e Attività Culturali della Conferenza delle Regioni, presieduta dall’assessore regionale della Basilicata Antonio Autilio (foto), ha deciso di non esprimere parere sul testo unificato delle proposte di legge per lo spettacolo dal vivo, in mancanza di un incontro di concertazione richiesto da tempo al ministro per i Beni Culturali Sandro Bondi. "Gli assessori regionali alla Cultura – secondo quanto riferisce l’assessore Autilio – hanno rilevato come l’assetto istituzionale delle competenze previsto dal progetto di legge sia altamente lesivo delle prerogative regionali in materia".

"Vengono riproposti, in sostanza – continua l’assessore – l’attuale assetto delle competenze e la centralità dello Stato nella definizione e nella gestione degli interventi in ogni settore dello spettacolo. In particolare si rileva che la stessa denominazione del progetto di legge denota un approccio alla materia non coerente con il titolo V della Costituzione. E’, infatti, improprio parlare di ‘legge quadro’ dopo la succitata riforma. Dobbiamo ancora una volta stigmatizzare – evidenzia Autilio – il mancato coinvolgimento delle Regioni nella elaborazione del testo del progetto di legge, tenuto conto della competenza concorrente alle stesse attribuita dal Titolo V della Costituzione in materia di spettacolo e riaffermata dalla Corte Costituzionale con le sentenze n. 255 e 256 del 2004 e n.285 del 2005".
 
"Cio’ – a parere di Autilio – risulta ancor piu’ grave ove si consideri che le regioni hanno svolto nel recente passato un ruolo particolarmente attivo che ha portato all’elaborazione di una proposta di legge sui principi fondamentali in materia, approvata dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nella seduta dell’11 novembre 2004. Inoltre, rileviamo come l’assetto istituzionale delle competenze previsto dal progetto di legge sia altamente lesivo delle prerogative regionali in materia. Vengono riproposti in sostanza l’attuale assetto delle competenze e la centralità dello Stato nella definizione e nella gestione degli interventi in ogni settore dello spettacolo. Accade infatti che la ripartizione dei compiti tra Stato, regioni, province, comuni e città metropolitane non e’ rispettosa delle competenze istituzionali; le regioni vengono collocate sullo stesso piano delle province e dei comuni, senza il riconoscimento esplicito della loro potestà legislativa".

"Quanto agli aspetti finanziari, pur valutando positivamente l’accoglimento della proposta di istituzione del nuovo Fondo perequativo, sostenuta da più tempo in particolare dalle ‘più piccole’ regioni Molise e Basilicata, la conferma del Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo) e del Fondo per la Creatività – continua Autilio – appaiono in contrasto con le disposizioni di cui alla Legge 42/2009 ‘delega al Governo in materia di federalismo fiscale’. Infine e’ improponibile il ricorso ai fondi FAS per il finanziamento delle attività di spettacolo secondo il metodo già sperimentato dal governo di sottrarre risorse finanziarie destinate al Mezzogiorno. Anche per questo – conclude Autilio – in mancanza di concertazione con il ministro Bondi avremo solo una possibilità di esprimere il nostro dissenso con il parere negativo alla proposta di legge sullo spettacolo dal vivo".

La Carlucci: legge sullo spettacolo, in due settimane il primo sì

Il testo Sull’ argomento si sta elaborando un testo unificato che raccoglie proposte bipartisan I nodi La Carlucci: i lavoratori dello spettacolo non hanno indennità di disoccupazione

 

ROMA – L’ onorevole Gabriella Carlucci ci conta. «Stavolta la legge sullo spettacolo dal vivo passerà. Sono oltre 60 anni che ci si prova (io ho cominciato appena eletta nel 2001) ma finora niente. Stiamo elaborando un testo unificato che raccoglie proposte bipartisan: Udc, Idv, Pd e Lega. Vorremmo approvarla in commissione Cultura in sede deliberante, se va in Aula finisce che si arena. –br–Possiamo farcela in 2 settimane». La deputata Pdl è relatrice delle norme quadro che riguardano teatro, danza, musica, circo e spettacoli di strada. Perché diventino definitive la commissione dovrà approvarle all’ unanimità, altrimenti si torna in Parlamento. Il punto più spinoso è quello del Fus e dintorni. Al fondo unico per lo spettacolo verranno affiancati incentivi fiscali. «Le imprese potranno avvalersi dei crediti di imposta o reinvestire gli utili, basta con le politiche assistenziali e clientelari per cui poche persone decidono chi avrà i fondi e chi no». Il modello è il tax shelter già approvato per il Cinema. L’ estate scorsa attori, autori e registi scesero in piazza per scongiurare tagli al Fus. L’ onorevole Carlucci si sente di rassicurarli: «Resterà intatto: 420 milioni di euro. Finora i soldi spettavano a tutti, adesso introdurremo dei criteri rigorosi». Basati su buona amministrazione economica delle attività, innovazione dell’ offerta culturale, qualificata presenza all’ estero, continuità del progetto artistico e capacità di radicamento nel territorio. Per i 200 mila lavoratori dello spettacolo arriverà il riconoscimento giuridico. «Non ricevono indennità di disoccupazione e non hanno assicurazione contro gli infortuni», commenta la Carlucci. «Con questa legge verrà creata una banca dati professionale per censire tecnici e artisti». Regolamentata la figura dell’ agente: «Per evitare che prosperino gli imbroglioni». E alle imprese di settore verrà riconosciuto lo status di piccola o media impresa: «Potranno accedere ai finanziamenti delle Regioni». L’ onorevole Carlucci poi torna sulla vicenda della sua portaborse Celestina che le ha fatto causa perché sostiene di essere stata pagata in nero. In primo grado i giudici le hanno dato ragione. «Ma ho fatto ricorso in appello, dunque la sentenza non è affatto definitiva. E in ogni caso non sono stata condannata a risarcire nessuno. Piuttosto, la mia ex collaboratrice è stata rinviata a giudizio per un furto ai miei danni». G.Ca. RIPRODUZIONE RISERVATA

Cavalli Giovanna

corriere della sera           18 ottobre


ROMA – 9 OTTOBRE – 418 milioni 418 mila euro rappresentano lo stanziamento previsto dal governo per il Fus 2010. L’ammontare della cifra destinata al Fondo unico dello spettacolo è riportata nella tabella a pag. 158 del disegno di legge n.1790, "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2010)", che il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti (foto), ha presentato al Senato. Per gli anni 2011 e 2012 lo stanziamento previsto è di 304 milioni e 75 mila euro. –br–

Fus: divisi i 60 milioni integrativi. Presto commissioni e modifiche ai decreti

ROMA – 13 OTTOBRE ¬ Reso noto dal capo di gabinetto del MIBAC, Salvatore Nastasi (foto), lo “spacchettamento” dei 60 milioni parzialmente reintegrativi del Fus 2009, stanziati con Dpcm del 31 luglio. Oltre ai 24 milioni già destinati al cinemaaltrettanti sono destinati alle fondazioni liriche e 12 milioni alle restanti attività dello spettacolo dal vivo: in particolare, 5.778.822,14 vanno al teatro, 4.880.118,38 alla musica, 799.052, 97 alla danza, 242.006,51 a circhi e viaggianti,e 300 mila euro sono il saldo residui nel settore dello spettacolo dal vivo.

Nastasi comunica inoltre che le commissioni per lo spettacolo dal vivo saranno convocate nelle prossime settimane per procedere alla ripartizioni delle somme stanziate.

E’ inoltre intenzione del capo di gabinetto proporre al ministro Bondi provvedimenti di modifica dei decreti ministeriali sulla ripartizione dei contributi allo spettacolo dal vivo “che terranno conto, per ora, solo delle esigenze più urgenti manifestate nel corso delle riunioni tra le categorie interessate e i dirigenti della direzione generale per lo spettacolo dal vivo”.

Sulla comunicazione del capo di gabinetto, la presidenza dell’Agis ha predisposto una circolare per le attività associate
 

Fus: Zanello (Lombardia), troppi i soggetti che non fanno cultura. Sì al federalismo


MILANO – 13 OTTOBRE – ”Il Fondo unico per lo spettacolo va riformato, ci sono troppi soggetti che vi attingono ma in realtà non fanno cultura, vivono di privilegi e non producono nulla”. E’ quanto ha dichiarato l’assessore alla Cultura della Lombardia, Massimo Zanello (foto), in occasione della presentazione, al teatro Dal Verme di Milano, della quarta edizione della ‘Festa del Teatro’ che si svolgerà dal 24 al 25 ottobre in 99 spazi di Milano e provincia 

”Il problema – ha osservato Zanello – va affrontato a livello nazionale: il Ministero deve intervenire. Occorre applicare il federalismo anche in ambito culturale. Le cose funzionerebbero sicuramente meglio e si eviterebbero di dare tanti soldi alla Regione Lazio e pochi a tutto il resto d’Italia”.

 
 

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