Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

12 Marzo 2010

OGGI ALLA SCALA SCIOPERO DI 8 ORE

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 10:26

C'é DEL  GIALLO in SCALA

Boicottano lo sciopero generale della Cgil, a cui noi aderiamo, mettendo in giro volantini sulle “buone azioni” del governo….che coraggio.
Difendono la disastrosa nuova legge sull’arbitrato che fa il paio con il loro accordo sottobanco con la Direzione volte a bloccare i diritti dei precari per ottenere l'assunzione a tempo indeterminato.
Non contenti tentano di bloccare l'elezione dei Rappresentanti della sicurezza attaccandosi a qualche assurdo cavillo, invece di promuovere il rispetto della legge dove in una azienda con più di mille lavoratori i rappresentanti della sicurezza devono essere in sei ed eletti da tutti.
L'elezione delle RLS sono regolate da una legge, la 81/2008 che noi stiamo applicando alla lettera.

CGIL, Abbiate il coraggio di rompere con queste organizzazioni che hanno altri fini rispetto al  bene dei lavoratori.

Il diritto alla sicurezza non ha colore se non il rosso del sangue degli infortuni, quando non esiste un monitoraggio e una prevenzione accurata. Questa logica di spartizione, di chi intende il sindacato come un centro di potere, non passerà! 
Chiediamo di rispettare la legge e di indicare subito il nome del commissario elettorale come ha già fatto la Cub in modo tale da decidere al più presto il giorno delle elezioni. La sicurezza dei lavoratori non può attendere e non può essere oggetto di lotte di potere.

Cub Scala                                           Milano 11 marzo 2010 

il volantino della UIL.

Uil milano e lombardia IL SINDACATO DEI CITTADINI
Chiarezza sulla tutela dei lavoratori No ad una tempesta in un bicchier d'acqua.

Il Parlamento ha approvato in questi giorni un provvedimento che delega il Governo ad intervenire su numerose materie attinenti il lavoro.
Tale norma risente pienamente, nella farraginosità del testo e negli aspetti di contraddittorietà che pur contiene, della mancanza di un confronto con e tra le parti sociali.
Ciò conferma che , ferma restando la sovranità del Parlamento, per la qualità dei risultati è sempre preferibile che, in materia di lavoro, siano in primo luogo le parti sociali a confrontarsi..
La normativa approvata definisce un canale parallelo, quello della conciliazione e dell'arbitrato, fermo restando la libera scelta di utilizzare la via giudiziaria.
Già nell'Accordo quadro di riforma del modello contrattuale, che sottoscrivemmo con CISL e Confindustria il 22 gennaio 2009, la valorizzazione di procedure come arbitrato e conciliazione, accompagnata ad un ruolo attivo delle parti sociali, era prevista quale momento di contenimento dei contenziosi ai livelli fisiologici e di una loro riconduzione preferibilmente nell'alveo negoziale, piuttosto che in quello giudiziario.
A parere della UIL, la norma non riguarda l'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, e neppure l'interezza della legge 300/70, e non appare condivisibile l'esasperazione politico-sindacale che ha visto in questo provvedimento addirittura un attacco frontale al "diritto del lavoro in quanto tale".
Questa è la nostra posizione che intendiamo ribadire in ogni sede assumendo decisioni coerenti e conseguenti.
Alla ricerca di argomenti ritenuti più convincenti e utilizzando l'arma della strumentalizzazione in termini sistematici, la Cgil continua nella propria linea di accentuare lo scontro con il governo anteponendo scioperi e manifestazioni al perseguimento dei risultati.
Noi vediamo sul tema dell'arbitrato il realizzarsi di una libera opzione in più per i lavoratori per vedere tutelati in tempi ragionevoli i propri diritti, così come riteniamo condivisibile l'obiettivo di ridurre il numero delle vertenze giudiziarie per motivi di lavoro, per i tempi di discussione lunghissimi che di fatto causano una disapplicazione sostanziale delle norme, con evidente danno per la parte debole dei procedimenti: i lavoratori che attendono i giudizi.
Ovviamente, ancora una volta, si tratterà di svolgere le necessarie azioni sindacali di contrattazione e di vigilanza, riassumendo per altro un ruolo che, sulla materia, in parte si era andato riducendo.
Il provvedimento definisce la via della conciliazione e dell'arbitrato sulle materie contrattuali, facendone un canale parallelo alla via giudiziaria che deve rimanere pienamente disponibile per i diritti fondamentali.
La scelta di uno dei due canali e' volontaria per il lavoratore, che dovrà aver la certezza di trovarsi di fronte a forme di tutela diverse ma parimenti efficaci, differenziate però nei tempi di soluzione della controversia (sei mesi per l'arbitrato), rispetto ai tempi ben più lunghi del processo del lavoro.
Per altro, la garanzia delle tutele ai lavoratori è fornita dalla regolamentazione della materia da parte della contrattazione collettiva, poiché l'arbitro dovrà decidere in base a quanto previsto nei contratti di lavoro.
Rispetto alle spese relative alle controversie di lavoro è positivo il mantenimento della gratuità di tutti gli atti nell'ambito del processo e delle controversie di lavoro, per le quali rimane inalterata la possibilità di adire gratuitamente alla via giudiziaria nelle controversie di lavoro.
Come UIL riteniamo urgente attivare tutti gli strumenti atti ad addivenire nel tempo più breve possibile ad accordi interconfederali che disciplinino in concreto la conciliazione e l'arbitrato in modo chiaro semplice e mantenendo le tutele fondamentali per i lavoratori. Infatti, in particolare per l'arbitrato individuale certificato e la clausola compromissoria, sarà importante che il sindacato al più presto li riconduca pienamente nell'alveo della contrattazione collettiva, sottoscrìvendo i relativi accordi con le parti datoriali, valorizzando le opportunità che essa offre rispetto a semplificazione delle procedure e riduzione dei tempi nella tutela dei lavoratori nelle controversie di lavoro.
La UIL di Milano e della Lombardia promuoverà un'iniziativa in tempi brevi per discutere e approfondire tutti gli aspetti di merito sul tema dell'arbitrato anche con la partecipazione di giuslavoristi.

09 marzo 2010
20099 Sesto S. Giovanni (Milano) – V.le Marcili, 497 – Tei. 02 671103421 – Fax 02 2485766 Sito internet http://www.uilmilomb.it –

8 Comments »

  1. Sindacato Lavoratori Comunicazione

    A supporto della massima partecipazione allo sciopero proclamato dalla

    nostra Organizzazione per il giorno 12 marzo 2010, le strutture territoriali potranno

    indire, per il Settore dello Spettacolo e Produzione Culturale, l’astensione dal lavoro

    per l’intera giornata. Il Settore dovrà e caratterizzarsi, viste le gravi problematiche del

    settore, con una forte visibilità.

    Commento di anonimo — 12 Marzo 2010 @ 09:24

  2. SCANDALOSO IL VOLANTINO DELLA UIL CHE GIRA IN TEATRO E ANSALDO

    " NOI VEDIAMO SUL TEMA DELL'ARBITRATO IL REALIZZARSI DI UNA LIBERA OPZIONE IN PIÙ PER I LAVORATORI PER VEDERE TUTELATI IN TEMPI RAGIONEVOLI I PROPRI DIRITTI, COSI COME RIENIAMO DI RIDURRERE IL NUMERO DELLE VERTENZE GIUDIZIARIE PER MOTIVI DI LAVORO , PER I TEMPI DI DISCUSSIONE CHE DI FATTO CAUSANO UNA DISSAPLICAZIONE SOSTANZIALE DELLE NORME, CON EVIDENTE DANNO PER LA PARTE DEBOLE DEI PROCEDIMENTI."

    Commento di anonimo — 12 Marzo 2010 @ 13:43

  3. Sì, ma lo sciopero di oggi non era contro il decreto legge sull'arbitrato ma per "per l'equità fiscale e la difesa dell'occupazione".
    Dov'è stata la CGIL in questi due anni di iter del Decreto Sacconi?
    Quando ci saranno iniziative vere per la difesa dello Statuto dei Lavoratori  dell'articolo 18?

    Commento di anonimo — 12 Marzo 2010 @ 18:19

  4. Ppppp

    Commento di anonimo — 12 Marzo 2010 @ 22:41

  5. e a quando uno sciopero vero dello spettacolo che non disperda la sua visibilità in uno sciopero generale e che non sia concordato con la dierezione del teatro per poi recuperare con lo straordinario.
    Che paraculi!

    Commento di anonimo — 15 Marzo 2010 @ 15:57

  6. ma quando vi occuperete dei problemi veri di tutti i giorni che i lavoratori hanno?

    Commento di anonimo — 16 Marzo 2010 @ 11:28

  7. Riposo oltre il sesto giorno lavorativo: indennita' previste

    Cassazione Sezione Lavoro n. 18708 del 6 settembre 2007, Pres. De Luca, Rel. D’Agostino

    Lavoratore turnista – riposo non domenicale – indennita' riconosciute

    Al lavoratore turnista, che esplichi la propria attività con spostamento del riposo settimanale in un giorno diverso dalla

    domenica e con una cadenza variabile, per cui detto riposo intervenga oltre il sesto giorno lavorativo, spetta, nonostante

    la fruizione di riposo compensativo, una maggiorazione sia per maggiore penosità del lavoro svolto di domenica, sia per la

    privazione della pausa destinata al recupero delle energie psico-fisiche con cadenza settimanale, salvo che la disciplina

    contrattuale preveda indennità o benefici destinati a compensare la maggiore penosità sia del lavoro domenicale che di

    quello prestato oltre il sesto giorno.

    La maggiorazione per il lavoro prestato di domenica trova il suo fondamento legislativo, anche in mancanza di

    disposizione contrattuale e nonostante il previsto riposo compensativo, nell’art. 2109 primo comma cod. civ. il

    quale, nel prescrivere che il prestatore di lavoro ha diritto ad un giorno di riposo settimanale “di regola coincidente

    con la domenica”, implicitamente attribuisce al giorno della domenica una valenza superiore a quello degli altri

    giorni della settimana, recependo il consolidato costume sociale che vede nella domenica il giorno dedicato dal

    lavoratore al riposo ed alle attività sociali e culturali.

    Conseguentemente la giurisprudenza della Suprema Corte ha sempre riconosciuto al lavoratore che per legittime

    esigenze aziendali ha prestato lavoro nel giorno di domenica il diritto ad una maggiorazione di retribuzione per la

    maggiore penosità del lavoro domenicale a titolo indennitario.

    A non diverse conclusioni deve pervenirsi in relazione al lavoro prestato oltre il sesto giorno consecutivo.

    Per giurisprudenza ormai costante della Suprema Corte, il lavoro prestato oltre il sesto giorno consecutivo ha, rispetto a

    quello scandito da pause aventi la normale cadenza settimanale, una gravosità maggiore alla quale deve corrispondere

    una maggiore retribuzione.

    Sul fondamento di tale maggiorazione la Corte ha avuto modo di precisare, secondo un orientamento prevalente, che

    essa è dovuta a titolo retributivo in base al principio di proporzionalità di cui all’art. 36 Cost., senza che sia richiesta

    la prova del danno.

    Secondo altro orientamento il compenso sarebbe dovuto a titolo di risarcimento del danno per l’inadempimento

    contrattuale del datore di lavoro.

    Secondo altro orientamento ancora, che qui si condivide, la legittimità, a norma dell’art. 5 della legge n. 370 del

    1934, dello spostamento del riposo settimanale in un giorno diverso dalla domenica, anche con una cadenza variabile

    per cui detto riposo intervenga oltre il sesto giorno lavorativo, non esclude che al lavoratore sia dovuto, in relazione

    all’attività lavorativa del settimo giorno consecutivo e nonostante il godimento di un riposo compensativo oltre tale

    giorno, un compenso, determinabile anche equitativamente, a titolo non di risarcimento, ma di indennizzo, per la

    privazione, pur legittima, della pausa destinata al recupero delle energie psico-fisiche; il diritto a tale prestazione

    indennitaria – che è satisfattiva di un pregiudizio diverso da quello della particolare penosità del lavoro prestato di

    domenica con fruizione del riposo compensativo in un giorno diverso nell’arco della settimana – non è

    escluso dalla circostanza che la disciplina collettiva preveda un particolare trattamento retributivo per la prestazione

    lavorativa domenicale, salvo che tale trattamento risulti destinato a compensare, oltre la penosità del lavoro festivo, anche

    l’usura dell’attività lavorativa prestata il settimo giorno consecutivo; ne consegue che nella determinazione

    dell’indennizzo di un peculiare sacrificio.

    Nonostante le diverse soluzioni date dalla giurisprudenza al fondamento della maggiorazione in esame, sta di fatto che

    tutte le decisioni della Suprema Corte concordano nel ritenere che, anche in mancanza di una espressa previsione

    contrattuale, il lavoro prestato oltre il sesto giorno consecutivo deve essere retribuito in misura maggiore rispetto a quello

    ordinario. Questa soluzione deve essere confermata, in mancanza di nuovi argomenti che inducano ad una

    riconsiderazione del problema

    http:/

    Commento di anonimo — 26 Marzo 2010 @ 19:30

  8. What you composed made a great deal of sense. However, what about this?

    suppose you were to create a awesome headline? I am not saying your information is not solid, but what if you added something that
    grabbed folk’s attention? I mean OGGI ALLA SCALA SCIOPERO DI
    8 ORE | Il Sottoscala is kinda vanilla. You should look at Yahoo’s
    home page and see how they create news titles to get viewers interested.
    You might add a video or a pic or two to grab people interested about what you’ve written.
    In my opinion, it could make your blog a little bit more interesting.

    Commento di t shirt bull terrier — 30 Novembre 2013 @ 08:46

RSS feed for comments on this post. TrackBack URL

Leave a comment

 

Powered by R*