Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

21 Ottobre 2011

GRAVE INCIDENTE ALLA SCALA

Filed under: Uncategorized — Tag:, — Lavoratoriscala @ 21:40

 MA ce la caveremo AL la GRANDE
anche stavolta !!!!

21/10/2011 ore 21 circa.
Allestimento della "Donna del Lago"di Rossini.
Ricomincia la prova.Ma il Coro non si presenta.
In assemblea, all’unanimità, rifiuta di scendere in palco dopo il grave incidente avvenuto durante un movimento di scena…
Ancora una volta a rischio è la vita del personale. Attimi, e crolla giù una quinta scenografata, colpita a sua volta dal movimento di un altro carico sospeso.
Una maestra collaboratrice è stata sfiorata.
La moltitudine delle opere montate contemporaneamente, super produttività e soprattutto l’incompetenza degli organizzatori della produzione mette a repentaglio la sicurezza dei lavoratori in palcoscenico. Dopo la denuncia all’ASL dei ponti di Turandot siamo di nuovo a sollevare il solito problema noto alle cronache.
Si attenderà il morto per cambiare la dirigenza preposta ad assicurare il regolare svolgimento in sicurezza delle prove e degli spettacoli nel teatro più importante d’Italia?

FERMIAMOLI PRIMA!
SE NON ORA QUANDO?

C.U.B./ INFO Scala

vedi anche i precedenti post su questo argomento.

Turandot, allestimento a rischio crollo

CUB denuncia scarsa sicurezza alla Scala

Turandot alla Scala: Sanzioni dell'ASL per un esposto della Cub.

QUANTO COSTA IL FERRO?

14 Settembre 2011

NUOVO CUD. RECUPERO DEFISCALIZZAZIONE STRAORDINARI E PRODUTTIVITA’. MOD.730/2011 INTEGRATIVO.

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 13:57

Modello-730-2011-Scadenza-termine-presentazione
SE IL VOSTRO DATORE DI LAVORO, NEL NOSTRO CASO SPECIFICO, LA FONDAZIONE TEATRO ALLA SCALA VI HA CONSEGNATO UN NUOVO CUD, AVETE LA POSSIBILITA' DI OTTENERE IL RIMBORSO DELLA DEFISCALIZZAZIONE AL 10% DEGLI STRAORDINARI E PRODUTTIVITA’ DEGLI ANNI 2008,2009,2010.

DOVETE FARE UN NUOVO 730 INTEGRATIVO 2011.

PRESENTATEVI AL CAF CON:
IL NUOVO CUD 2011, IL VECCHIO CUD 2011 E GLI ULTIMI 3 MOD 730 DELL' ANNO 2011(REDDITI 2010), 2010(REDDITI 2009), 2009( REDDITI 2008).

CHI NON AVESSE FATTO IL 730 IN UNO DI QUESTI ANNI, PORTI IL RELATIVO CUD.

IL SERVIZIO C.A.F.EFFETTUA IL RECUPERO DEI REDDITI PER LA DEFISCALIZZAZIONE, ANCHE PER IL LAVORATORE CHE HA FATTO PRECEDENTEMENTE IL MOD.730 2011 ALTROVE.
IN QUESTO CASO NEI MOD.730 SUDDETTI CI DEVE ESSERE LO STESSO SOSTITUTO D’IMPOSTA ,OVVERO BISOGNA AVERE AVUTO LO STESSO DATORE DI LAVORO NEGLI ANNI PRESI IN CONSIDERAZIONE.

******* ATTENZIONE *******

BISOGNA RIFARE IL NUOVO 730 ENTRO SETTEMBRE 2011

IL CAF DELLA CUB E' DISPONIBILE PER TUTTI IN:
VIALE  LOMBARDIA 20 MILANO MM2 PIOLA  DALLE 9,30 ALLE 13.00 E DALLE 14,30 ALLE 18.00.
COSTI SERVIZIO : 20 €

logo CUB
CONFEDERAZIONE CUB/INFO TEATROALLASCALA

Fisco: Cud, come recuperare la detassazione degli straordinari

Alcuni lavoratori dipendenti, in questi giorni( in Scala grazie alle diverse pressioni fatte al datore di lavoro da parte della Cub e da " altri sindacati") hanno ricevuto un nuovo Cud (Certificazione Unica dei Redditi), che riporta tutti i redditi percepiti nel corso del 2010. Un suo esame attento, da parte dei diretti interessati, può consentire di recuperare dei soldi. Ciò è possibile grazie alla risoluzione n. 83/2010 dell'Agenzia delle Entrate, la quale ha ritenuto applicabile, anche retroattivamente, la detassazione degli straordinari e del lavoro notturno, per tutto il triennio che va dal 2008 al 2010.

Il beneficio deriva dal fatto che la legge Finanziaria 2010 aveva prorogato, per il 2009 e il 2010, l’applicazione della tassazione agevolata al 10 per cento, già prevista per il 2008, alle somme erogate "in relazione ad incrementi di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa ed altri elementi di competitività e redditività legati all'andamento economico dell'impresa". Lo speciale regime di tassazione è applicabile sia agli straordinari, sia al lavoro notturno, purché entrambi siano motivati da un incremento di produttività. Come riscontro a riguardo, è sufficiente una dichiarazione dell’impresa. La detassazione era stata sospesa dai sostituti d'imposta (le aziende), perché era ritenuta non più concedibile, prima dell'interpretazione fornita dall'Agenzia delle Entrate.

Per i redditi del 2010, è la stessa azienda, a dover applicare l'aliquota agevolata del 10 per cento, mentre, per il 2008 e il 2009, deve provvedere il lavoratore, utilizzando le informazioni che l'azienda stessa indica nel Cud, alla sezione "somme erogate per l'incremento della produttività del lavoro" (casella 93 del Cud). Analizzando le buste paga dal secondo semestre del 2088 in poi, si deve accertare la presenza di eventuali compensi ai quali è applicabile il 10 per cento di tassazione, al posto della tassazione ordinaria (con aliquota in base allo scaglione di reddito) e delle addizionali regionali e comunali dell'irpef. Ma bisogna considerare anche i limiti d'applicazione. Per il 2008, l'importo massimo detassabile era di 3.000 euro, mentre, per gli anni successivi, il tetto massimo è 6.000 euro. E c'è pure un limite legato al reddito. Per il 2008 era di 30.000 euro l'anno, e per i due anni seguenti di 35.000.

Per ottenere il riconoscimento del credito, è necessario riportare i dati nel modello 730. L'agevolazione è riservata ai lavoratori dipendenti del settore privato, titolari di contratto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato.

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21 Luglio 2011

Sfondate e svuotate le tasche di lavoratori e pensionati con la manovra del governo.

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 13:49

Un esproprio senza precedenti nei confronti dei ceti popolari  che farà aumentare ulteriormente la povertà.

La manovra del governo approvata da Senato e Camera taglia pesantemente i redditi di lavoratori e pensionati che si trovano ancora una volta a pagare per tutti le scelte di politica economica attuate negli anni scorsi.

Con la manovra vengono rapinati oltre 2.000 euro all’anno dai già magri redditi di lavoratori e pensionati. Si tratta di un esproprio senza precedenti nei confronti dei ceti popolari  che farà aumentare ulteriormente la povertà

I ricchi anche questa volta non pagano; banche, finanza e i padroni hanno ricevuto tutti gli aiuti possibili, li hanno intascati e han continuato a fare lo stesso di prima, peggio di prima. In Italia il 10% delle famiglie si appropria del 45% di tutta la ricchezza.

I principali tagli: Sanità: aumento dei tichets con di 10 euro per le visite specialistiche e 25 euro per il ricorso al pronto soccorso; fisco ridotta la possibilità di detrarre le spese dalla denuncia dei redditi ( -5% nel 2013 e -25% dal 2014 ): pensioni:aumenta l’età pensionabile e si riduce la rivalutazione annua delle pensioni; riduzione di 16,5 m.di dei trasferimenti agli enti locali che a loro volta è probabile che attuino altri tagli alle prestazioni sociali.

Inoltre con la manovra  il governo, dopo  il mancato rinnovo del contratto 2010-2012 del Pubblico impiego, ora  fa seguire il congelamento degli stipendi fino al 2014 , licenziando i precari e reiterando il blocco ormai ventennale delle assunzioni.

Cub ritiene indispensabile dar vita ad un ampio schieramento a partire dal sindacalismo di base, aperto a quanti condividano una lotta, per il rovesciamento del modello di sviluppo fondato su  finanza, competitività e produttività,  a favore di un sistema fondato sui beni comuni.  Quello che hanno chiesto i 27 milioni di cittadini che hanno votato ai referendum.

Gli obiettivi da mettere alla base della lotta
·    Introduzione di una patrimoniale (es. 0,10%) sui grandi patrimoni ( es. del 20% più ricco) che consentirebbe di evitare i tagli ai ceti popolari, di avviare un circolo virtuoso di riduzione del debito e il recupero di risorse per rendere stabili i lavori precari, migliorare le pensioni e fare investimenti.
·    Attuare misure per contrastare l’evasione fiscale che ammonta a 120 mdi di tasse annue non versate.
·    Tagliare le spese per la guerra revocando l’acquisto dei caccia bombardieri F 35 che hanno un costo di 16 miliardi e eliminare le spese di guerra e quelle  militari in genere che ammontano a decine di  mld annui.
·    Potenziare la sanità pubblica, eliminare i tichet spostando le risorse oggi utilizzate per il business della sanità privata.
·    Tagliare tutti i veri sprechi nella spesa pubblica, le inutili grandi opere, le consulenze, gli stipendi  d'oro  le burocrazie politiche inutili i costi eccessivi della politica e delle clientele.

 Dinnanzi agli effetti devastanti indotti dal modello di sviluppo basato sulle politiche liberiste i responsabili della crisi non trovano di meglio che accentuare le pulsioni autoritarie per imporre una drastica riduzione delle libertà e dei diritti per la classe operaia e i ceti popolari.

A questa impostazione risponde appieno l’accordo stipulato martedì 28 giugno tra Confindustria e cgil-cisl-uil e ugl sulla validità erga omnes degli accordi e sulla rappresentanza che non solo è ingiusto , ma è inutile e dannoso perché  espressione di quella politica liberista che ha fallito. Un accordo che non a caso è stato salutato con entusiasmo dal ministro delle tasse.

La possibilità di non continuare a subire peggioramenti e perdita di tutele e diritti esiste ed è nelle mani dei lavoratori che devono decidere se continuare a farsi rappresentare da cgil-cisl-uil e ugl o se organizzarsi con la Cub (il più importante sindacato di base del nostro paese), molti lavoratori lo stanno facendo, non far mancare il tuo contributo.
Milano 18 luglio 2011

CUB – Confederazione Unitaria di Base

17 Giugno 2011

Turandot alla Scala: Sanzioni dell'ASL per un esposto della Cub.

Filed under: Uncategorized — Tag:, — Lavoratoriscala @ 20:28
Regione Lombardia  ASL Milano– 7 GIÙ. 2011
Spett.le
Cub-lnformazione Confederazione Unitaria di Base Viale Lombardia, 20  Milano
Alla c.a. del sig. Pierluigi Sostaro

Oggetto: esposto presentato relativo all'allestimento dello spettacolo "Turandot" presso Teatro alla Scala di Milano.

In merito all'oggetto, al fine di rilevare le condizioni di lavoro e le caratteristiche delle attrezzature di lavoro utilizzate per l'allestimento dello spettacolo "Turandot", in data 17 aprile e 11 maggio 2011, si è provveduto ad eseguire due sopralluoghi presso il teatro. Durante i sopralluoghi si è accertato che sul palcoscenico mobile del teatro erano state posizionate varie strutture in metallo e legno che costituivano gli elementi scenici dello spettacolo: in particolare era stato allestito un elemento scenografico motorizzato complesso, denominato "ponte cinese" e un piano di calpestio inclinato sopraelevato composto da più sezioni appoggiate su più ponti della macchina denominata "Palcoscenico mobile Teatro alla Scala di Milano". Secondo quanto riferito dal direttore degli allestimenti scenici tutte le attrezzature e gli allestimenti sono stati realizzati direttamente da personale appartenente al "Teatro alla Scala" presso i propri laboratori. La visione del DVD relativo al primo atto della rappresentazione ha permesso di rilevare che il movimento del palcoscenico mobile e del "ponte cinese" avviene mentre su di questi sono presenti persone.
Alla luce di quanto sopra esposto, considerato che il manuale di istruzioni per l'uso
del palcoscenico vieta il movimento di questo con persone a bordo, si è contestato al Sovrintendente del teatro e al Direttore degli Allestimenti Scenici la violazione dell'ari 71 comma 4 del D.Lgs. 81/08 per non aver preso le misure necessarie aftinché la macchina denominata "palcoscenico mobile" fosse utilizzata in contormità alle istruzioni d'uso previste dal costruttore. Al Sovrintendente è stata inoltre contestata la violazione dell'art. 23 comma 1 D.Lgs. 81/08 per aver fabbricato 11 attrezzature di lavoro (elementi del ''ponte cinese"), ragionevolmente qualificabili come macchine adibite allo spostamento di artisti durante le rappresentazioni, non rispondenti alle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Considerato che nel frattempo lo spettacolo "Turandot", così come realizzato, ha esaurito le proprie rappresentazioni, si sono ammesse le parti direttamente al pagamento in sede amministrativa delle sanzioni previste così come previsto dal D.Lgs. 758/94. Resta comunque l'obbligo in capo al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti di utilizzare il palcoscenico mobile in conformità alle istruzioni d'uso previste dal costruttore.

il tecnico della prevenzione ufficiale G.Colombo  
il responsabile UOSPAL G.Cattaneo

AZIENDA SANITARIA LOCALE DI MILANO
S.C. Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro – S.s. U.O. Territoriale n. 1 Via Statuto, 5 – Milano 20121 – Tei. 02/8578.8136  tax. 02/8578.9398
e-mail: psalterl @asl.milano.it Codice fiscale e P.IVA 12319130154 – sito: http://www.asl.milano.it

5 Maggio 2011

Turandot, allestimento a rischio crollo

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 23:56

CUB denuncia scarsa sicurezza alla Scala

Esposto con cui CUB denuncia la mancanza di verifiche e di certificazioni relativamente alla tenuta dei ponti sopra il palcoscenico, degli ascensori e dei parapetti di scena del Teatro alla Scala. Sostaro, CUB: “Il rischio è un incidente durante il montaggio e recita di Turandot”.
 
05 maggio 2011. Un gruppo di lavoratori del Teatro alla Scala denuncia la mancanza di verifiche, e di certificazioni, relativamente alla tenuta dei ponti delle scene di Turandot, un allestimento a rischio sicurezza e infortuni sul celebre palcoscenico su cui stazionano e lavorano tecnici e artisti addetti al teatro.
 
Medesimo discorso circa le piattaforme montacarichi, anch’esse prive delle stesse certificazioni che ne garantirebbero la piena sicurezza.
 
“La denuncia è stata inviata il 15 aprile, con la richiesta di immediato intervento con il fine di prevenire incidenti che risulterebbero per la natura del cantiere in oggetto davvero gravissimi”spiega Pierluigi Sostaro della CUB, che ha materialmente redatto l’esposto.
 
“Un incidente come addirittura la caduta di un ponteggio durante la rappresentazione di Turandot (in scena in questi giorni, ndr) per la Scala non sarebbe solo una pessima quanto grottesca pubblicità”prosegue Sostaro “ma un serio rischio per chi lavora là sopra”.
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logo CUBAlex Miozzi – Responsabile comunicazione Confederazione Unitaria di Base
 

20 Aprile 2011

Te la do' io la cultura. Parlano i lavoratori dello spettacolo.

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 15:32

Assemblea, Incontro :           

La Cub/ Info Scala organizza giovedì 21 alle 17 e 30 un confronto tra i lavoratori
Autorganizzati dello Spettacolo  e i candidati Basilio Rizzo e Silvano Piccardi della "sinistra per Pisapia" alle elezioni comunali.

Partecipa :
R.S.U. Piccolo Teatro
Movimento Sogno 0.3 Milano
100autori/milano
lavoratori teatro atir
Massimo Guanella  Candidato S.e.l. per Pisapia
aderisce : Renato Sarti( t.cooperativa), Massimo De vita ( t. officina)

"I lavoratori dello spettacolo parlano dei  problemi e delle  prospettive possibili del settore cinemaTeatro
Milanese.

presso : CHIAMAMILANO, largo Corsia dei Servi (ex cinema corallo) MM san babila

Intervenite numerosi

10 Aprile 2011

QUANTO COSTA IL FERRO?

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 19:23

                              
La  citazione dell’opera di B.Brecht in quest’epoca di guerre è  nulla di più appropriato per questa TURANDOT. Una montagna di ferro ha invaso i ponti del palcoscenico del Piermarini. 
                                  QUANTO COSTA?
Ma quanto ci costa soprattutto in termini di rischi per la sicurezza questa megaproduzione, messa in scena con gli stessi tempi di un balletto fatto con 4 quinte?
                                  TOCCATE FERRO!
Vengono usati ad esempio i fine corsa nei motori che movimentano queste armature dove passano sotto intere masse artistiche e tecniche?…
                                  RITOCCATE FERRO!
Quanti Rappresentanti della Sicurezza ci dovrebbero essere a sorvegliare e denunciare i rischi di una produzione così Off-limits?
Almeno 3 su tutti i turni in palco e in 6 in tutto il teatro come prescrive la legge 81/2008 in un posto di lavoro come la Scala. Ma purtroppo ce n’è uno solo, che con tutto il nostro rispetto riesce a malapena a occuparsi dei numerosi acrobati che volteggiano sospesi per aria, per esigenze di regia“indiscutibili”.
Diffidiamo la direzione dell’allestimento scenico e quella della produzione nel continuare a superare qualsiasi limite per mettere in scena un’opera che avrebbe avuto bisogno dei tempi di una prima di Sant’Ambrogio.
Anche se la nuova lobby francese ha in “appalto” i” 7 dicembre” e i “resti “ se avanza qualche buco in stagione come in questo caso, vengono lasciati alla lobby del “vecchio artimarchigiano”,
nessuna produzione deve mettere a rischio la sicurezza e la salute dei lavoratori. La mala-organizzazione mette il teatro in uno stato di insicurezza ed emergenza tempistica che ha anche costretto ad appaltare a due rinomate sartorie capitoline la produzione dei costumi di Casanova e Turandot. Queste, invece di  alleggerire, con i loro errori, han prodotto addirittura un ulteriore carico di lavoro.
Denunciamo l’incompetenza dei responsabili della direzione Scaligera che scaricano sulle spalle dei lavoratori disagi e rischi  per la propria incolumità nonché  l’ennesimo  sperpero di risorse  a piene mani  in un epoca di tagli endemici.

ANCHE PER QUESTI MOTIVI SCIOPERIAMO E SAREMO IN PIAZZA IL 15/4/2011
                           
                        CUB /INFO Teatro Alla Scala

Venerdi 15 aprile Sciopero Generale di 24 ore
LA GIORNATA DELLA COLLERA(1)

Ci negano il diritto al lavoro, al reddito, alla casa, alla sanità e all’istruzione.

Sono contrari alla tassazione dei grandi patrimoni, al taglio delle spese militari, alla lotta all’evasione fiscale.

Rifiutano: l’asilo ai rifugiati in fuga dalle guerre, dalla fame e dalle dittature; il permesso di soggiorno con la “sanatoria truffa”, il prolungamento del permesso di soggiorno per chi perde il lavoro; la cittadinanza ai nati in Italia, il diritto di voto per chi risiede da 5 anni; la chiusura dei centri di identificazione ed espulsione.
Ora Basta

Unità e lotta per i diritti

12 Gennaio 2011

COMUNICATI STAMPA CUB

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 11:01
Salta la Prima alla Scala ma la CUB non ci sta

Cgil indice lo sciopero da sola. Fiorito, CUB-Informazione: “Il problema è il taglio del Fus. Per ripartire,indire subito le elezioni di Rsu ed Rls e reperire i fondi per la programmazione triennale”
 

 
17 gennaio 2011. Ieri sera alla Scala, per lo sciopero indetto solamente da Slc-Cgil, la prima di Cavalleria Rusticana e I Pagliacci è saltata.
 
 
“Ritengo legittimo lo sciopero” dichiara Pippo Fiorito di CUB-Informazione “condividendone quasi tutte le ragioni, ma sono in totale dissenso con la Cgil sui modi e sui tempi”.
 
Infatti CUB-Informazione ha da tempo proposto il coinvolgimento di tutti i lavoratori per la costruzione di uno sciopero per il 28 gennaio prossimo, insieme con tutte le altre categorie, a partire dai metalmeccanici alla scuola, all’università e agli studenti, all’informazione e allo spettacolo.
 
“Perché le vere questioni che emergono drammaticamente alla Scala, come in tutte le fondazioni lirico-sinfoniche, sono legate al taglio delle sovvenzioni statali del Fondo Unico per lo Spettacolo, il Fus” prosegue Fiorito “Ovviamente con i teatri a rischio chiusura, gli avvoltoi del privato sono pronti a comprarli, in particolare la Scala, il più appetibile per la sua fama mondale”.
 

“Se da settembre a dicembre, quindi in quattro mesi, Letizia Bricchetto-Moratti, Stephan Lissner, Maria di Freda e Domenico Mecca hanno letteralmente – preso in giro – Cgil Cisl, Uil, Fials , mentre tutte le altre hanno lasciato fare, Cgil alla fine ha reagito ma in maniera scomposta e sbagliata”.
 
Per ripartire CUB-Informazione propone prima di tutto l’indizione le elezioni veramente democratiche tra i lavoratori per eleggere i nuovi rappresentanti sindacali unitari, Rsu e Rls.
 
“Poi è necessario reperire al più presto fondi per portare avanti i programmi triennali, 2011/12/13, per garantire i posti di lavoro, battendo cassa proprio allo Stato, e da tutti gli enti locali, Comune, Provincia e Regione incluse” incalza il sindacalista “E se mancano, non dimentichiamoci che nel CdA della Fondazione c’è il meglio della finanza milanese, da Passera a Ponzellini, da Micheli a Ermolli, le cui banche possono tranquillamente aprire i forzieri per una causa così nobile”.
 
“Infine, se è vero che la direzione rimborserà i biglietti della mancata Prima, dall’altra dovrà pagare anche tutti i lavoratori che si sono regolarmente presentati al proprio lavoro” conclude Fiorito “altrimenti troverà pane per i suoi denti”.
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Alex Miozzi – Responsabile comunicazione Confederazione Unitaria di Base
V.le Lombardia, 20 – 20131 Milano – Mobile 346 6326088 – Tel. 02 70631804 – Fax 02 70602409      

   Teatro alla Scala, in scena lo sciopero bluff                      logo CUB
Oggi la Direzione del Teatro incontrerà i sindacati concertativi Cgil-Cisl-Uil e Fials. Fiorito, CUB-Informazione: “Per il 2011 deficit di bilancio di 17 milioni di euro, contratto nazionale scaduto da tempo, contratto Integrativo in scadenza a gennaio, riduzione dei pompieri di un quarto”. Percorso di iniziative sindacali a partire dallo sciopero del 28 gennaio.
 
Milano, 10 gennaio 2011.

Cgil ha fatto precedere l’incontro da un’inusuale dichiarazione di sciopero “via Ansa” per il 16 gennaio 2011, calando dall’alto con un’operazione tattico-propagandistica attraverso le agenzie di stampa, senza coinvolgere attraverso una consultazione democratica dei lavoratori scaligeri su quelli che sono i gravissimi problemi del Teatro, è la valutazione di CUB-Informazione.
 
“Un film già visto, una metaforica pistola fumante sul tavolo della trattativa da Cgil, che verrà immediatamente ritirata al primo contentino aziendale, rimandando la lotta a tempi migliori”spiega Giuseppe Fiorito, Segretario Generale di CUB-Informazione “In questo contesto, Cisl acconsente spudoratamente una politica filo padronale, mentre Uil e Fials prendono tempo, sperando in accordi che porteranno profitto soltanto ad alcuni settori nei quali sono maggiormente rappresentati, ignorando volontariamente problemi molto più gravi”.
 
L’ennesimo “bluff” denunciato da CUB, a dispetto di problemi che vanno dal previsto deficit di bilancio di 17 milioni di euro per il 2011 al Contratto Nazionale scaduto da tempo, al Contratto Integrativo, in scadenza proprio questo mese, e che la Fondazione Scala non vuole pagare, passando per la riduzione dei pompieri da 16 a 12 con conseguenti problemi per la sicurezza.
 
A questo, vanno poi aggiunte le vessazioni verso i lavoratori che si sono rivolti alla magistratura del lavoro per far valere i loro diritti, tra i quali, ad esempio, tecnici di palcoscenico, ballerine, sarte, parrucchiere, truccatrici, maschere, oltre alla riduzione del personale, già avvenuta con l’espulsione di precari e di lavoratori delle cooperative.
 
 “CUB-Informazione propone un percorso di iniziative sindacali, da decidersi con i lavoratori, e la proclamazione dello sciopero il 28 gennaio, dei lavoratori della Scala con i lavoratori Fiat, metalmeccanici e di altre categorie, quali la scuola” aggiunge Fiorito“ribadendo da sempre l’inderogabile necessità che, anche alla Scala, i lavoratori possano eleggere i propri rappresentanti Rsu e Rls, superando l’attuale situazione antidemocratica, alla “Marchionne”, in cui Rsa ed Rls vengono nominate dalle Segreterie di Cgil-Cisl-Uil e Fials, come in automatico”.

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Alex Miozzi – Responsabile comunicazione Confederazione Unitaria di Base
V.le Lombardia, 20 – 20131 Milano – Mobile 346 6326088 – Tel. 02 70631804 – Fax 02 70602409
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15 Dicembre 2010

Dichiarazione dello stato di agitazione. Il Fus al decreto Milleprorroghe

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 01:26
logo CUB                                                  Milano 13 dicembre 2010

Comunicazione via fax

Oggetto: Dichiarazione dello stato di Agitazione.

Con la presente la scrivente Organizzazione sindacale vi comunica che è stato indetto lo stato di agitazione di tutto il personale dipendente del Teatro Alla Scala. Il primo provvedimento deciso è la sospensione "sine die" delle prestazioni straordinarie.
A questo seguiranno altre iniziative compresa la dichiarazione di sciopero.

Segreteria Cub Informazione Milano
Giuseppe Fiorito
 

Milano 13 dicembre 2010                      Spett.leTeatro Alla Scala

Direzione Risorse Umane ed Organizzazione

e.p.c.: Sig. Angelo Sala   Responsabile dei Laboratori della Scala Ansaldo

Via Bergognone 34   20100 – MILANO (MI)

Oggetto: Programma orari di lavoro e turni mensili del personale dei Laboratori della Scala Ansaldo, Via Bergognone 34, Milano.

La scrivente Organizzazione Sindacale chiede che, a tutto il personale in oggetto, all’inizio d’ogni mese, sia consegnato il programma con orari di lavoro e turni delle prestazioni.

Ormai da tempo, i responsabili dei Laboratori della Scala Ansaldo sono gravemente inadempienti rispetto a norme imperative previste dagli accordi sindacali nazionali ed aziendali.

Vi sollecitiamo urgentemente a rientrare nella corretta applicazione degli accordi e delle norme ciò a tutela dei lavoratori in oggetto.

Distinti saluti.

Segreteria CUB INFORMAZIONE MILANO

News

Spettacolo, nè Fus nè tax credit al consiglio dei ministri di oggi

Roma 13 dicembre 2010
Tutto rinviato. Il consiglio dei ministri che si è riunito questa mattina non ha provveduto nè al reintegro del Fus nè al  rinnovo di tax credit e tax shelter.  Ora si aspetta il decreto milleproproghe che potrebbe contenere gli attesi provvedimenti. Il prossimo consiglio dei ministri si riunirà dopo il voto di fiducia di domani, martedi 14 dicembre.

Lirica: sciopero alla Scala. Nastasi sui tagli al Carlo Felice. Privati al Petruzzelli

 

carlo_felice_orchestra_protestaMILANO – GENOVA – BARI – 14 DICEMBRE 2010 – L.F. – Mentre alla Scala uno sciopero annunciato per il 28 dicembre rischia di far saltare la settima replica della Valchiria diretta da Barenboim, al Carlo Felice di Genova una lettera di Nastasi annuncia possibili, pesanti tagli al Fondo unico per il 2011 e al contributo straordinario. Al Petruzzelli di Bari, invece, per rimpinguare le risorse si punta sulle sponsorizzazioni e su nuovi ingressi di privati tra i soci della Fondazione. Tutto nella speranza che il decreto milleproproghe, che andrà in discussione probabilmente a gennaio, faccia chiarezza sull’attesa integrazione del Fus 2011.

Lo sciopero della Scala è stato proclamato dai tecnici di palcoscenico e dalle rappresentanze sindacali aziendali della Cgil cogliendo di sorpresa, a quanto sembra, gli stessi sindacati. Motivo dell’agitazione una serie di motivi organizzativi che riguardano il blocco dei passaggi di categoria, la diminuzione della presenza dei Vigili del fuoco, i riposi oltre il 14° giorno lavorativo, il servizio mensa, la richiesta di prestazioni extracontrattuali anche notturne. Nell’attesa che venga dato seguito alla richiesta di un incontro urgente con la direzione del Teatro, che per ora non ha rilasciato dichiarazioni, i lavoratori hanno proclamato lo sciopero per il 28 dicembre.

Preoccupante la lettera del capo di gabinetto del MiBAC, Salvatore Nastasi, spedita il 6 dicembre al Teatro Carlo Felice. Vi si rimarca il ricorso al credito bancario, cioè il prestito ottenuto dalla Carige per pagare gli stipendi di novembre ai circa 300 dipendenti, che viene definito “un indicatore preoccupante di situazione gestionale non equilibrata”. Inoltre, per Nastasi, il Fus 2011 destinato al Teatro “potrebbe registrare un valore non inferiore al 60%” di quanto erogato dal Fus 2010. In pratica, un taglio del 40% rispetto allo stanziamento di 12,4 milioni di euro di quest'anno. E anche riguardo al contributo straordinario, che per il 2010 è stato di 2,5 milioni di euro, con un taglio di 635 mila euro, “non può escludersi che per il 2011 tale somma possa essere assoggettata a tagli di spesa in misura anche maggiore a quella registrata nel 2010”. Renzo Fossati, direttore di staff del Carlo Felice, non drammatizza: “E’ una lettera che Nastasi ha scritto in risposta ad una mia precedente richiesta – dichiara al Secolo XIX – ed è in tutto simile a quella che ha inviato agli altri enti lirici”. Più netta Marta Vincenzi, sindaco di Genova: “Se ci tolgono 6 milioni (5 dal Fus e 1 dal contributo straordinario n.d.r.) non andiamo molto lontano”.

Al Petruzzelli, invece, un’azienda barese potrebbe prendere posto da gennaio tra i soci della Fondazione, portando circa un milione di euro, mentre pare si stia estinguendo l’interesse di una multinazionale che doveva entrare fin dai prossimi giorni. Intanto per rimpinguare le casse, riferisce la Gazzetta del Mezzogiorno, sono arrivate le sponsorizzazioni di varie aziende e si attende la cessione di due immobili storici da parte del Comune di Bari. La delibera in merito dovrebbe essere approvata il 22 dicembre ma non è detto che passi non solo per la forte opposizione del centrodestra (così si impoverisce il patrimonio del Comune) ma anche per dubbi nella stessa maggioranza di centrosinistra (se la Fondazione fallisse si perderebbero due immobili di valore).

Dal giornale dello spettacolo.
 

18 Novembre 2010

LUNEDI’ 22 NOVEMBRE…?

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 00:33
                                                                       logo CUB
                                             CULTURA & SPETTACOLO
                      
           
                             LOTTARE PER CHI E PER COSA?

Lunedì, 22 novembre, le Organizzazioni Sindacali del Settore della Cultura e dello Spettacolo, che fanno capo a CGIL-CISL-UIL , hanno proclamato uno sciopero dei lavoratori dei Settori Musica-Prosa-Cinema.

Meglio tardi che mai”, potrebbero dire migliaia di lavoratori di questi settori che stanno affondando sotto il peso dei tagli ai finanziamenti alla cultura che la coppia Bondi-Tremonti ha imposto al nostro paese, ma ciò che stupisce è la piattaforma sulla quale i lavoratori vengono chiamati alla lotta. E’ un elenco incomprensibile di obiettivi.

La CUB Informazione, ritiene che gli obiettivi di lotta debbano e possano essere chiari, semplici e facilmente individuabili e li pone all’attenzione di tutti/e:

  • Rinnovo dei contratti Collettivi Nazionali delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche, dei Teatri di Prosa e della Produzione Cinematografica. Ribadiamo il valore del Contratto Nazionale come strumento di tutela universalistico e riteniamo che le proposte in piattaforma e le ipotesi d’accordo debbano essere discusse e votate dai lavoratori. Siamo in totale dissenso con chi vorrebbe sganciare il Teatro alla Scala dalla contrattazione nazionale di settore, utilizzando il cosiddetto “Regolamento attuativo della Legge 100/2010”.

  • Riportare il Fondo dello Spettacolo a 600 milioni di euro. Tutti i lavoratori del settore sanno che non esiste alternativa ai finanziamenti da parte dello Stato, così come è in tutta Europa. Lo Stato spreca invece risorse in folli commesse militari
    (25 miliardi di euro solo nel 2011).

  • Combattere il dilagare del lavoro precario. Chiediamo contratti di lavoro a tempo indeterminato per tutti i lavoratori che operano nel settore musica-spettacolo-cinema. C’è un abuso nel settore di contratti a tempo determinato, a progetto, interinali, a chiamata, a prestazione, nelle cooperative, etc.. Molti lavoratori si sono visti riconoscere il diritto del contratto a tempo indeterminato dal Giudice del Lavoro, ma il Governo con il cosiddetto “collegato lavoro”, che entrerà in vigore il 24 novembre 2010, tenta il “colpo di spugna” su tutto il precariato irregolare. Infatti, entro 23 gennaio 2011, questi lavoratori dovranno contestare il loro contratto di lavoro precario; a questo proposito invitiamo tutti i lavoratori interessati a rivolgersi al più presto presso le sedi della CUB per l’impugnazione alle sedi competenti.

  • Bisogna aumentare la produzione culturale. Musica-cinema-teatro devono diventare beni culturali accessibili a tutti, rivolti cioè ad una larga platea di cittadini. Il diritto alla cultura deve essere sostenuto con politiche adeguate, con Leggi che sostengano tutta la filiera produttiva nel cinema, nel teatro, nello spettacolo dal vivo e nella musica lirico sinfonica. Questo è l’unico modo per far vivere la cultura e la creatività nel nostro paese, creando al contempo le condizioni per aumentare i posti di lavoro.

  • E’ sbagliato organizzare gli scioperi di lunedì, giornata di riposo nella maggior parte dei teatri italiani; questa scelta svilisce il nostro più importante strumento di lotta.

  • Chiediamo che il Ministro Bondi si dimetta per i danni da lui causati all’arte ed alla cultura del nostro paese.

Pensiamo che la cultura e le arti non possano essere messi in cassa integrazione, deve cambiare la logica; la produzione culturale e creativa non sono un costo, ma un investimento per il futuro del nostro Paese e dei suoi cittadini.

 

CUB INFORMAZIONE NAZIONALE

16 novembre 2010

LUNEDI' 22 NOVEMBRE…?

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                                                                       logo CUB
                                             CULTURA & SPETTACOLO
                      
           
                             LOTTARE PER CHI E PER COSA?

Lunedì, 22 novembre, le Organizzazioni Sindacali del Settore della Cultura e dello Spettacolo, che fanno capo a CGIL-CISL-UIL , hanno proclamato uno sciopero dei lavoratori dei Settori Musica-Prosa-Cinema.

Meglio tardi che mai”, potrebbero dire migliaia di lavoratori di questi settori che stanno affondando sotto il peso dei tagli ai finanziamenti alla cultura che la coppia Bondi-Tremonti ha imposto al nostro paese, ma ciò che stupisce è la piattaforma sulla quale i lavoratori vengono chiamati alla lotta. E’ un elenco incomprensibile di obiettivi.

La CUB Informazione, ritiene che gli obiettivi di lotta debbano e possano essere chiari, semplici e facilmente individuabili e li pone all’attenzione di tutti/e:

  • Rinnovo dei contratti Collettivi Nazionali delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche, dei Teatri di Prosa e della Produzione Cinematografica. Ribadiamo il valore del Contratto Nazionale come strumento di tutela universalistico e riteniamo che le proposte in piattaforma e le ipotesi d’accordo debbano essere discusse e votate dai lavoratori. Siamo in totale dissenso con chi vorrebbe sganciare il Teatro alla Scala dalla contrattazione nazionale di settore, utilizzando il cosiddetto “Regolamento attuativo della Legge 100/2010”.

  • Riportare il Fondo dello Spettacolo a 600 milioni di euro. Tutti i lavoratori del settore sanno che non esiste alternativa ai finanziamenti da parte dello Stato, così come è in tutta Europa. Lo Stato spreca invece risorse in folli commesse militari
    (25 miliardi di euro solo nel 2011).

  • Combattere il dilagare del lavoro precario. Chiediamo contratti di lavoro a tempo indeterminato per tutti i lavoratori che operano nel settore musica-spettacolo-cinema. C’è un abuso nel settore di contratti a tempo determinato, a progetto, interinali, a chiamata, a prestazione, nelle cooperative, etc.. Molti lavoratori si sono visti riconoscere il diritto del contratto a tempo indeterminato dal Giudice del Lavoro, ma il Governo con il cosiddetto “collegato lavoro”, che entrerà in vigore il 24 novembre 2010, tenta il “colpo di spugna” su tutto il precariato irregolare. Infatti, entro 23 gennaio 2011, questi lavoratori dovranno contestare il loro contratto di lavoro precario; a questo proposito invitiamo tutti i lavoratori interessati a rivolgersi al più presto presso le sedi della CUB per l’impugnazione alle sedi competenti.

  • Bisogna aumentare la produzione culturale. Musica-cinema-teatro devono diventare beni culturali accessibili a tutti, rivolti cioè ad una larga platea di cittadini. Il diritto alla cultura deve essere sostenuto con politiche adeguate, con Leggi che sostengano tutta la filiera produttiva nel cinema, nel teatro, nello spettacolo dal vivo e nella musica lirico sinfonica. Questo è l’unico modo per far vivere la cultura e la creatività nel nostro paese, creando al contempo le condizioni per aumentare i posti di lavoro.

  • E’ sbagliato organizzare gli scioperi di lunedì, giornata di riposo nella maggior parte dei teatri italiani; questa scelta svilisce il nostro più importante strumento di lotta.

  • Chiediamo che il Ministro Bondi si dimetta per i danni da lui causati all’arte ed alla cultura del nostro paese.

Pensiamo che la cultura e le arti non possano essere messi in cassa integrazione, deve cambiare la logica; la produzione culturale e creativa non sono un costo, ma un investimento per il futuro del nostro Paese e dei suoi cittadini.

 

CUB INFORMAZIONE NAZIONALE

16 novembre 2010

10 Novembre 2010

Licenziamenti silenziosi di centinaia di precari all’Opera di Roma

Filed under: Uncategorized — Tag:, — Lavoratoriscala @ 12:43

Teatro Dell’Opera di Roma: licenziamenti silenziosi di centinaia di precari per l’effetto devastante del Decreto Bondi.Mostra immagine a dimensione intera


Solo nei mesi di novembre e dicembre circa 200 precari non avranno il rinnovo del contratto di lavoro e altre decine ne seguiranno nel corso del 2011.

E’ una agonia senza appello che porterà alla morte professionale artisti, tecnici e maestranze, tutti precari storici che erano impiegati nel Teatro da anni, in alcuni casi decenni, in maniera continuativa. E questo è solo il primo e non ultimo degli effetti devastanti del Decreto Bondi in quanto, senza più questi professionisti dello spettacolo in parte ormai disoccupati, non potrà essere garantita la continuazione della produzione delle rappresentazioni ed a breve metterà in pericolo la sopravvivenza del Teatro stesso -è quanto denuncia l’USB del Teatro dell’Opera di Roma-
Il fatto più rilevante è che il Decreto è stato convertito in legge a metà anno a programmazione già avviata e contratti di lavoro già in essere, ed anche l’Amministrazione più virtuosa non avrebbe modo di salvaguardare la forza lavoro necessaria alla produzione; ed è preoccupante .Tutto ciò sta passando sotto il silenzio assordante dei sindacati concertativi e soprattutto del Sindaco di Roma e Presidente del Teatro On. Alemanno che, nei mesi scorsi, aveva promesso un rilancio del Teatro dell’Opera ed il mantenimento dei livelli occupazionali.

Ora questi lavoratori con contratto scaduto si aspettano che l’On. Alemanno intervenga presso il Ministro ed il Governo per condividere le soluzioni che permetterebbero di avviare un percorso a salvaguardia dei posti di lavoro,
 

LA CUB IN DIFESA DEI LAVORATORI PRECARI

La Cub organizza in tutta italia consulenze e sportelli legali e sindacali per le vertenze a favore dei precari. Dalla Scala a Cagliari, Genova, Roma, Bologna ,Napoli ci siamo attivati e stiamo organzzando tutta l'assistenza per i precari che a causa del famigerato " collegato lavoro" oltre ai tagli del f.u.s. e legge 100 vengono espulsi dalle fondazioni. Il nostro piano di intervento rapido  contrasta l'intenzione di far pagare ai precari la crisi indotta da Tremonti-Bondi , ma soprattutto intende far rispettare il sacrosanto diritto ad essere assunti a tempo indeterminato come è stato dimostrato alla Scala con le vittorie di decine e decine di lavoratori a tempo determinato o a prestazione serale .
Abbiamo il compito di informare e impugnare il contratto con una raccomandata A/R ENTRO 60GG. DA OGGI. Lasciate una mail con i vostri riferimenti e in assoluto anonimato   verrete contattati immediatamente per assistervi. Massima  solidarietà con i precari di  Roma , Cagliari ,Bologna , e di tutto il resto d'Italia.

CUB/INFO SCALA

Licenziamenti silenziosi di centinaia di precari all'Opera di Roma

Filed under: Uncategorized — Tag:, — Lavoratoriscala @ 12:43

Teatro Dell’Opera di Roma: licenziamenti silenziosi di centinaia di precari per l’effetto devastante del Decreto Bondi.Mostra immagine a dimensione intera


Solo nei mesi di novembre e dicembre circa 200 precari non avranno il rinnovo del contratto di lavoro e altre decine ne seguiranno nel corso del 2011.

E’ una agonia senza appello che porterà alla morte professionale artisti, tecnici e maestranze, tutti precari storici che erano impiegati nel Teatro da anni, in alcuni casi decenni, in maniera continuativa. E questo è solo il primo e non ultimo degli effetti devastanti del Decreto Bondi in quanto, senza più questi professionisti dello spettacolo in parte ormai disoccupati, non potrà essere garantita la continuazione della produzione delle rappresentazioni ed a breve metterà in pericolo la sopravvivenza del Teatro stesso -è quanto denuncia l’USB del Teatro dell’Opera di Roma-
Il fatto più rilevante è che il Decreto è stato convertito in legge a metà anno a programmazione già avviata e contratti di lavoro già in essere, ed anche l’Amministrazione più virtuosa non avrebbe modo di salvaguardare la forza lavoro necessaria alla produzione; ed è preoccupante .Tutto ciò sta passando sotto il silenzio assordante dei sindacati concertativi e soprattutto del Sindaco di Roma e Presidente del Teatro On. Alemanno che, nei mesi scorsi, aveva promesso un rilancio del Teatro dell’Opera ed il mantenimento dei livelli occupazionali.

Ora questi lavoratori con contratto scaduto si aspettano che l’On. Alemanno intervenga presso il Ministro ed il Governo per condividere le soluzioni che permetterebbero di avviare un percorso a salvaguardia dei posti di lavoro,
 

LA CUB IN DIFESA DEI LAVORATORI PRECARI

La Cub organizza in tutta italia consulenze e sportelli legali e sindacali per le vertenze a favore dei precari. Dalla Scala a Cagliari, Genova, Roma, Bologna ,Napoli ci siamo attivati e stiamo organzzando tutta l'assistenza per i precari che a causa del famigerato " collegato lavoro" oltre ai tagli del f.u.s. e legge 100 vengono espulsi dalle fondazioni. Il nostro piano di intervento rapido  contrasta l'intenzione di far pagare ai precari la crisi indotta da Tremonti-Bondi , ma soprattutto intende far rispettare il sacrosanto diritto ad essere assunti a tempo indeterminato come è stato dimostrato alla Scala con le vittorie di decine e decine di lavoratori a tempo determinato o a prestazione serale .
Abbiamo il compito di informare e impugnare il contratto con una raccomandata A/R ENTRO 60GG. DA OGGI. Lasciate una mail con i vostri riferimenti e in assoluto anonimato   verrete contattati immediatamente per assistervi. Massima  solidarietà con i precari di  Roma , Cagliari ,Bologna , e di tutto il resto d'Italia.

CUB/INFO SCALA

7 Novembre 2010

Lirico di Cagliari: Precari a casa, continuano i presidi e la lotta, il rischio commissariamento.

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 17:23

LA SARTORIA
Tutti i precari sono a casa, i laboratori del parco della musica sono ultimati ma loro sono a casa.
Un capo-reparto a tempo indeterminato che oggi è solo più 15 lavoratori precari con anzianità di servizio dai 24 anni agli 8 anni oggi sono tutti a casa…

LE PARRUCCHIERE
Un intero reparto di precari che sono a casa….la loro retribuzione è la peggiore in assoluto, una specie di retribuzione part-time che si chiama serale ovvero sono pagate solo per poche ore la sera dello spettacolo..sono i precari dei precari….( ma come non avevamo tutti retribuzioni da favola???)

LA SCENOGRAFIA
L'attezzeria-scenografia a quattro lavoratori stabili e quattro precari che oggi sono a casa quasi tutti provenienti dall'Accademia….o dall'artistico.

(vedi sotto vademecum di autodifesa dal "collegato lavoro")

L’8 ottobre 2010 con uno sciopero proclamato dai Lavoratori del Teatro Lirico di Cagliari contro la dirigenza del teatro ha inizio la fase più intensa della lotta.
 

Mentre si attende la nomina del NUOVO sovrintendente il presidio continua e la lotta pure.

Il teatro lirico di Cagliari è a rischio commissariamento. Il 5 Novembre sono scaduti i 45 giorni di proroga concessi al sovrintendente uscente. Se entro quella data non sarà nominato un successore il commissariamento sarà un atto obbligato. Un appello per una veloce risoluzione della vertenza arriva dal vice capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale, Giampaolo Diana.

loro blog   Non zittite l'Arte! 

NAPOLITANO HA FIRMATO IL COLLEGATO LAVORO: PRECARI SVEGLIA!

AVETE 60 GG PER IMPUGNARE IL VOSTRO CONTRATTO E I DIRITTI ACQUISITI NEL PASSATO E PER PASSARE AL POSTO FISSO.
FRA 60 GG SUL PASSATO VERRA' MESSA UNA PIETRA SOPRA.
RICOMINCERETE DA ZERO.
ANDATE SUL SITO DELLA CUB E RIVOLGETVI AI LORO RAPPRESENTANTI PER ORGANIZZARE LA VERTENZA.

il "collegato lavoro" non ha potuto, per evidenti ragioni di costituzionalità, stabilire una semplice cancellazione retroattiva del diritto di azione per l'impugnazione di rapporti precari già scaduti ed allora ha previsto, invece, che possano essere ancora impugnati, ma solo entro 60 giorni dalla sua entrata in vigore. Ciò si legge nell'articolo 32 comma IV, lettere b e d. Quindi: ora o mai più.

Centinaia di migliaia i lavoratori assunti negli anni passati con contratti precari illegittimi, spesso ignari di tale illegittimità, e che avrebbero potuto liberamente nei mesi e persino negli anni futuri richiedere la loro trasformazione in contratti di lavoro a tempo indeterminato domandando al giudice la riammissione al lavoro a tempo indeterminato, perderanno, allora, definitivamente questo loro diritto se non verranno subito a conoscenza della illegittimità del loro contratto e se non provvederanno ad impugnarlo entro gli indicati 60 giorni.

Risulterà cioè precluso, trascorsi da adesso 60 giorni, a queste centinaia di migliaia di lavoratori di far trasformare il vecchio contratto precario illegittimo in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato valido per il passato e per il futuro e si realizzerà, così, un gigantesco colpo di spugna che assolverà i datori di lavoro da tutti gli abusi compiuti per aggirare il diritto del lavoratore ad avere, di regola – come la legge nazionale e quella comunitaria prevedono – una rapporto di lavoro stabile e a tempo indeterminato.

Come già è stato evidenziato dal Prof. Alleva, questo gigantesco colpo di spugna nascosto tra le pieghe della leggeha, nell'insieme, ottime possibilità di riuscita, ma potrà trasformarsi in un boomerang per il padronato se tutti i militanti sindacali, a qualsiasi organizzazione appartengano, sapranno chiamare a raccolta tutti coloro che sono stati titolari di rapporti precari, e spedire subito, senza guardare per il sottile, una raccomandata di impugnazione dell'illegittimità del contratto precario e di richiesta di trasformazione a tempo indeterminato.

Poi, nei 270 giorni successivi, si faranno analizzare i contratti stessi da esperti che individueranno esattamente le illegittimità, perché tutti gli avvocati lavoristi sanno che una parte rilevante dei contratti precari è illegittimo e perfettamente trasformabile in rapporti a tempo indeterminato.

Basta che adesso i precari senza perder tempo, con il vecchio contratto precario scaduto in mano, scrivano e spediscano la lettera di impugnazione che deve partire nei prossimi 60 giorni.

La CUB come sempre é pronta e presso le nostre strutture gli iscritti e i lavoratori in genere potranno ricevere l'assistenza di cui necessitano per un approfondito esame della loro situazione e per la promozione di una vertenza giudiziaria.

Alle strutture, ai delegati di Cub spetta il compito di pubblicizzare con ogni mezzo quanto abbiamo qui spiegato, e poi di organizzare la raccolta delle firme e la spedizione delle raccomandate.

URGE IMMEDIATAMENTE IMPUGNARE IL PROPRIO DIRITTO AL TEMPO INDETERMINATO  presso il Giudice del lavoro. Questo blog degli AutoOrgaScala, e la Cub hanno attivato a Milano, Roma, Cagliari, Genova e Napoli sportelli legali per rispondere alle esigenze delle centinaia di precari "stagionati" della Lirica. Se volete, lasciando una mail presso il nostro indirizzo di posta eletronica verrete contattati per  suggerirvi il miglior percorso per il riconoscimento dei vostri diritti.
Gratuitamente e in assoluto anonimato. Per non farsi espellere da un qualsisasi" arbitro" dalla partita più importante, quella della dignità del lavoro.

4 Novembre 2010

Fondazioni Liriche Sinfoniche: Ma quale Autonomia?

Filed under: Uncategorized — Tag:, — Lavoratoriscala @ 10:01

Basta credere alle favole di Bondi e Moratti!

 

Un disegno chiaro si delinea dietro l'ennesima barzelletta di Bondi. Vogliono distruggere il contratto nazionale, chiuderci in una riserva indiana . Questo governo distrugge il FUS, smembra  le Fondazioni Liriche, come ad esempio al Carlo felice di Genova attraverso la mobilità, cioè il 40%dei lavoratori verrà licenziato dopo due anni di ammortizzatori sociali, grazie alla folle complicità di sindaca e cgil cisl e uil. Bondi e soci vogliono esternalizzare. Isolare oggi e colpire in un secondo momento i lavoratori dei Teatri "virtuosi"come la Scala.
Con questa “riforma” si cela l'obiettivo di dividerci per indebolirci e togliere diritti aquisiti. L'indipendenza culturale della Scala  dai poteri forti  della città e della politica è l'unica forma di autonomia condivisibile per la quale già dalla"primavera " del 2005 ci battiamo.


FUORI I MERCANTI DAL TEMPIO E CHI INTENDE SERVIRLI  SOVRINTENDENDOLI.

La Moratti è meglio che resti la Donna Immobile, perchè quando si muove fa solo danni al Teatro.

CUB/INFO SCALA

Regolamento Autonomia fondazioni liriche sinfoniche vedi su:

23 Ottobre 2010

PRECARI , SVEGLIA ! VADEMECUM DI AUTO DIFESA DAL" COLLEGATO LAVORO"

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 00:12

E' stata appena approvata in parlamento la legge cosiddetta "collegato lavoro". Dalla firma di Napolitano che avverrà nei prossimi giorni alla pubblicazione sulla gazzetta ufficiale significherà che entro 60 gg a un Precario con contratti  ripetuti magari anni, verrà vanificata la possibilità di vedersi riconosciuta tutta questa anzianità per il diritto al tempo indeterminato.

URGE IMMEDIATAMENTE IMPUGNARE IL PROPRIO DIRITTO AL TEMPO INDETERMINATO  presso il Giudice del lavoro. Questo blog degli AutoOrgaScala, e la Cub hanno attivato a Milano, Roma, Cagliari e Genova sportelli legali per rispondere alle esigenze delle centinaia di precari "stagionati" della Lirica. Se volete, lasciando una mail presso il nostro indirizzo di posta eletronica verrete contattati per  suggerirvi il miglior percorso per il riconoscimento dei vostri diritti.
Gratuitamente e in assoluto anonimato. Per non farsi espellere da un qualsisasi" arbitro" dalla partita più importante, quella della dignità del lavoro.

Non vi affannate … di tutto ciò non vi è notizia sui giornali. Ma va ?????

NON C'E' PIU' TEMPO DA PERDERE. E' TEMPO DI AGIRE. L' IMPUGNAZIONE DEL DIRITTO AL TEMPO INDETERMINATO E' CALDAMENTE CONSIGLIATO AI PRECARI GIA' ESPULSI DAI LORO TEATRI COME AL CARLO FELICE DI GENOVA. 
                       CUB/INFO  TEATRO ALLA SCALA            

PRECARI , SVEGLIA ! VADEMECUM DI AUTO DIFESA DAL” COLLEGATO LAVORO”

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 00:12

E' stata appena approvata in parlamento la legge cosiddetta "collegato lavoro". Dalla firma di Napolitano che avverrà nei prossimi giorni alla pubblicazione sulla gazzetta ufficiale significherà che entro 60 gg a un Precario con contratti  ripetuti magari anni, verrà vanificata la possibilità di vedersi riconosciuta tutta questa anzianità per il diritto al tempo indeterminato.

URGE IMMEDIATAMENTE IMPUGNARE IL PROPRIO DIRITTO AL TEMPO INDETERMINATO  presso il Giudice del lavoro. Questo blog degli AutoOrgaScala, e la Cub hanno attivato a Milano, Roma, Cagliari e Genova sportelli legali per rispondere alle esigenze delle centinaia di precari "stagionati" della Lirica. Se volete, lasciando una mail presso il nostro indirizzo di posta eletronica verrete contattati per  suggerirvi il miglior percorso per il riconoscimento dei vostri diritti.
Gratuitamente e in assoluto anonimato. Per non farsi espellere da un qualsisasi" arbitro" dalla partita più importante, quella della dignità del lavoro.

Non vi affannate … di tutto ciò non vi è notizia sui giornali. Ma va ?????

NON C'E' PIU' TEMPO DA PERDERE. E' TEMPO DI AGIRE. L' IMPUGNAZIONE DEL DIRITTO AL TEMPO INDETERMINATO E' CALDAMENTE CONSIGLIATO AI PRECARI GIA' ESPULSI DAI LORO TEATRI COME AL CARLO FELICE DI GENOVA. 
                       CUB/INFO  TEATRO ALLA SCALA            

12 Ottobre 2010

ACCORDO NAZIONALE DI CGIL-CISL-UIL PER ESTENDERE ALLE FONDAZIONI LIRICO-SINFONICHE I CONTRATTI DI SOLIDARIETA'

Filed under: Uncategorized — Tag:, — Lavoratoriscala @ 10:53

                                                                                   logo CUB
A seguito della gravissima decisione del C.di A. del Teatro Carlo Felice di Genova, con la minaccia di messa in liquidazione del Teatro, i sindacati confederali sono corsi al Ministero del Lavoro e hanno firmato un Protocollo per estendere i “cosiddetti” Contratti di Solidarietà anche al settore lirico-sinfonico.
Traducendo quanto accaduto, dopo i tagli al F.U.S. e la Legge Bondi, da oggi, i lavoratori potranno vedersi ridotto orario di lavoro e stipendio e trovarsi “messi a carico” dello Stato. Come se l’attività lavorativa di una ballerina/o
, di un/a musicista o cantante potessero considerarsi come riducibili nel normale orario di lavoro, così come tutte le altre attività creative o tecniche che supportano le attività di un teatro lirico sinfonico. Il cerchio è chiuso!
Sintetizzando, si vogliono mettere in contratto di solidarietà la creatività, la cultura e la storia stessa del nostro paese, anziché lottare perché lo Stato comprenda che tutto ciò va difeso!

Noi diciamo NO!
A pagare non devono essere chiamati i lavoratori e noi tutti, privati della nostra ricchezza culturale.
Respingiamo i ricatti della messa in liquidazione dei Teatri.
La Musicae le Arti non possono andare in Cassa integrazione!

Devono essere ripristinati i fondi per lo spettacolo e la musica e devono essere spazzate via le classi dirigenti incompetenti e le clientele che si annidano nelle Fondazioni Lirico Sinfoniche.
La cultura è un bene pubblico.
I tromboni di CGIL-CISL-UIL tenteranno di vendere quest’ennesimo accordo come “male minore”, dopo aver abbaiato per mesi che avrebbero occupato i Teatri di tutta Italia.
Noi, del Collettivo CUB/INFO SCALA, abbiamo in vari modi sostenuto la solitaria lotta dei lavoratori del Teatro Carlo Felice di Genova, contro tutti i soggetti sindacali ed istituzionali che volevano ridurli a cavie e carne da macello.
Intendiamo continuare a batterci al fianco di questi lavoratori e già oggi manifesteremo con loro a Genova.
Ai lavoratori della Scala diciamo che dobbiamo tenere “alta la guardia”. Nel nostro settore non esistono isole felici.
Tenteranno, con il muro di gomma, il silenzio, la cortina di fumo, di mettere in sordina la gravità di quanto sta passando sulle nostre teste e che, Teatro per Teatro, cercheranno d’imporci e saremo costretti ad affrontare.  

La Cultura non va in cassa integrazione o in “contratto di solidarietà”.
La Cultura non deve essere messa in liquidazione.
I Teatri e la cultura musicale sono un investimento per un futuro di civiltà.
                 
                                                                                            Cub / Info Scala

messagggio ricevuto dai lavoratori del Carlo F.

manifestazione Genova: Un grazie di cuore a tutti gli amici che sono venuti a Genova

 

http://www.youtube.com/watch?v=QcYApw90kT8

 

http://www.youtube.com/watch?v=oID2GOZ0WpA

 

http://www.youtube.com/watch?v=J-XYCI9oWbI

 

 

http://www.youreporter.it/video_Manifestazione_lavoratori_Teatro_Carlo_Felice_di_Genova_1

 

http://www.primocanale.it/viewvideo.php?id=35157

 

http://www.mentelocale.it/multimedia/2271/

 

I lavoratori di tutte le Fondazioni Liriche italiane sono accorsi per dare sostegno al Teatro Carlo Felice di Genova, città medaglia d'oro alla Resistenza.

ACCORDO NAZIONALE DI CGIL-CISL-UIL PER ESTENDERE ALLE FONDAZIONI LIRICO-SINFONICHE I CONTRATTI DI SOLIDARIETA’

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                                                                                   logo CUB
A seguito della gravissima decisione del C.di A. del Teatro Carlo Felice di Genova, con la minaccia di messa in liquidazione del Teatro, i sindacati confederali sono corsi al Ministero del Lavoro e hanno firmato un Protocollo per estendere i “cosiddetti” Contratti di Solidarietà anche al settore lirico-sinfonico.
Traducendo quanto accaduto, dopo i tagli al F.U.S. e la Legge Bondi, da oggi, i lavoratori potranno vedersi ridotto orario di lavoro e stipendio e trovarsi “messi a carico” dello Stato. Come se l’attività lavorativa di una ballerina/o
, di un/a musicista o cantante potessero considerarsi come riducibili nel normale orario di lavoro, così come tutte le altre attività creative o tecniche che supportano le attività di un teatro lirico sinfonico. Il cerchio è chiuso!
Sintetizzando, si vogliono mettere in contratto di solidarietà la creatività, la cultura e la storia stessa del nostro paese, anziché lottare perché lo Stato comprenda che tutto ciò va difeso!

Noi diciamo NO!
A pagare non devono essere chiamati i lavoratori e noi tutti, privati della nostra ricchezza culturale.
Respingiamo i ricatti della messa in liquidazione dei Teatri.
La Musicae le Arti non possono andare in Cassa integrazione!

Devono essere ripristinati i fondi per lo spettacolo e la musica e devono essere spazzate via le classi dirigenti incompetenti e le clientele che si annidano nelle Fondazioni Lirico Sinfoniche.
La cultura è un bene pubblico.
I tromboni di CGIL-CISL-UIL tenteranno di vendere quest’ennesimo accordo come “male minore”, dopo aver abbaiato per mesi che avrebbero occupato i Teatri di tutta Italia.
Noi, del Collettivo CUB/INFO SCALA, abbiamo in vari modi sostenuto la solitaria lotta dei lavoratori del Teatro Carlo Felice di Genova, contro tutti i soggetti sindacali ed istituzionali che volevano ridurli a cavie e carne da macello.
Intendiamo continuare a batterci al fianco di questi lavoratori e già oggi manifesteremo con loro a Genova.
Ai lavoratori della Scala diciamo che dobbiamo tenere “alta la guardia”. Nel nostro settore non esistono isole felici.
Tenteranno, con il muro di gomma, il silenzio, la cortina di fumo, di mettere in sordina la gravità di quanto sta passando sulle nostre teste e che, Teatro per Teatro, cercheranno d’imporci e saremo costretti ad affrontare.  

La Cultura non va in cassa integrazione o in “contratto di solidarietà”.
La Cultura non deve essere messa in liquidazione.
I Teatri e la cultura musicale sono un investimento per un futuro di civiltà.
                 
                                                                                            Cub / Info Scala

messagggio ricevuto dai lavoratori del Carlo F.

manifestazione Genova: Un grazie di cuore a tutti gli amici che sono venuti a Genova

 

http://www.youtube.com/watch?v=QcYApw90kT8

 

http://www.youtube.com/watch?v=oID2GOZ0WpA

 

http://www.youtube.com/watch?v=J-XYCI9oWbI

 

 

http://www.youreporter.it/video_Manifestazione_lavoratori_Teatro_Carlo_Felice_di_Genova_1

 

http://www.primocanale.it/viewvideo.php?id=35157

 

http://www.mentelocale.it/multimedia/2271/

 

I lavoratori di tutte le Fondazioni Liriche italiane sono accorsi per dare sostegno al Teatro Carlo Felice di Genova, città medaglia d'oro alla Resistenza.

14 Settembre 2010

Teatro Carlo Felice: La resistenza

Filed under: Uncategorized — Tag:, — Lavoratoriscala @ 23:37

       COMUNICATO STAMPA
NO ALLA CASSA DIS-INTEGRAZIONE    Lirico – sinfonica .
RESPINGIAMO L'HORROR CHE ARRIVA SUL TAVOLO DELLA TRATTATIVA.   I CONTRATTI DI SOLIDARIETA'?

I LAVORATORI DELLA SCALA SONO INVITATI A LOTTARE  CON QUELLI DEL CARLO FELICE DI GENOVA IN SERIO RISCHIO DI CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA. LE ULTIME NEWS, CONFEDERALI E FIALS NAZIONALI SONO FAVOREVOLI AI CONTRATTI DI SOLIDARIETA' CHE IN QUESTO CASO SONO ANCHE PEGGIO DELLA CASSA INTEGRAZIONE.

INVECE DI PENSARE A UN SERIO RILANCIO DI UN TEATRO VITALE PER LA SUA CITTA’, QUESTI PROVVEDIMENTI SONO  GLI ULTIMI DI UNA SERIE DI SCAPPATOIE DEI VARI CDA, CHE SCARICA SULLE SPALLE DEI LAVORATORI IL COSTO DELLA PROPRIA IRRESPONSABILITA INSIEME A QUELLA DI GOVERNI CENTRALI E LOCALI.

PER TUTTI I LAVORATORI DELLA LIRICA RAPPRESENTEREBBERO UN PRECEDENTE NEFASTO.

AL FINE DI SCONGIURARE QUESTO PERICOLO E’ GIUSTO E IMPORTANTE PARTECIPARE  AI PROSSIMI APPUNTAMENTI DII LOTTA 
                      
“COMINCIANO DA GENOVA …NON SI SA DOVE FINIRANNO, MEGLIO FERMARLI SUBITO.”
– CUB /INFO SCALA     FRATERNIZZA CON GENOVA                            
logo CUB

le foto di sabato 11 settembre, lavoratori del Carlo Felice con gli ambulanti, concerto in foyer e visite guidate al pubblico.

     
c c

carlo felice ospiti degli ambulanti c

Carlo Felice, patto Bondi-Vincenzi
"Sì alla cassa integrazione"Il ministro per le attività culturali ha incontrato il sindaco a Roma: "Utilizzate gli strumenti offerti dalle leggi sul lavoro. Per l'anno in corso impossibile reperire fondi straordinari"

OAS_RICH(‘Left’);
OAS_RICH(‘Left1’);

Bondi non allarga il cordone della borsa e ai 300 dipendenti del Carlo Felice consiglia di accettare la cassa integrazione. Il ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi, ed il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, si sono incontrati a Roma per parlare del futuro del teatro dell'opera.
(15 settembre 2010)

Analisi del corriere della sera di sabato 18 settembre
"Così muore un teatro"

Articolo da stampare

Questo  è il membro CdA nominato dal Sindaco Vincenzi, che pur essenso petroliere, parafrasando Mourinho, finora ha messo "ZERU EURI".
Forse aspetta che il comune gli trovi l'area sulla quale costruire il nuovo stadio per la sua Samp?

http://www.youtube.com/watch?v=ODuabLzaKQ8&feature=related

Questa è per la Sindaco Vincenzi

http://www.youtube.com/watch?v=FNKeqDTQGDE

Inno dei cittadini del quartiere Cep alla Vincenzi
http://www.youtube.com/watch?v=Q_37GlD90OM&feature=related

Parafrasando una famosa frase del petroliere, ecco la "Premiata Macelleria Sociale di Garrone, Vincenzi e C."
http://www.youtube.com/watch?v=2vDk73hL0-E&feature=fvst

le lotte dei lavoratori del Teatro Carlo Felice. Lasciati soli da tutte le Istituzioni.
Per favore, se possibile darne diffusione presso tutte le Fondazioni

http://www.youtube.com/watch?v=CidmktYR3CQ&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=aHblO6DnUYc&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=6uCSALZly38&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=Asn_7kgFbZE&feature=related

http://www.youtube.com/user/outinos65#p/a/u/1/ErBevYzDZXg

8 Settembre 2010

SOLIDARIETA' AL CARLO FELICE :GIOVEDì 16 MANIFESTAZIONE NAZIONALE . TUTTI A GENOVA!

Filed under: Uncategorized — Tag:, — Lavoratoriscala @ 17:02

La Cub / Info. del Teatro alla Scala esprime sentitamente solidarietà ai lavoratori del Teatro dell'Opera di Genova.
Chiede un incontro sabato 11/09/10 ai lavoratori e invita tutti a presenziare l'iniziativa di lotta durante la notte Bianca. Contro la cassa dis-integrazione del Teatro Carlo Felice di Genova che rappresenterebbe un grave precedente per tutto il settore lirico-sinfonico, mobilitiamoci ora!
GIOVEDì 16 SETTEMBRE ore 10 MANIFESTAZIONE NAZIONALE AL CARLO FELICE E DI SERA CONCERTO AUTOGESTITO DAI LAVORATORI APERTO ALLA CITTA'.
     
          Attendiamo adesioni da tutta italia.                                                 

     logo CUBCub /Info Teatro Alla Scala.
Eccco a voi un assaggio di come sarà il nuovo CCNL
www.andreasemeraro.com/Dis
posizioniMinistero200710.pdf


12/09/2010
Un grazie ai colleghi Autoorganizzati /Cub Info della Scala, che sono venuti a darci il loro tangibile aiuto.
Spero che giovedì 16 settembre veniate da tutte le Fondazioni liriche, anche perchè visto l'articolo di oggi su Repubblica edizione di Genova in cui si dice che i segretari nazionali daranno il via libera alla cassa in deroga, vorrebbe dire la fine per tutto il sistema.
A Genova, ricordatelo bene, si VIVRA' o si MORIRA' tutti! La linea del Piave è qui!
Devono vederle bene TUTTE LE NOSTRE FACCE, quando entreranno passando in mezzo a noi per la riunione decisiva per le sorti di tutti.
Naturalmente qui la CGIL locale sta facendo di tutto per propagandare la cassa integrazione come INELUTTABILE. Sembra di sentire parlare la Sindaco e il CdA. Da un sindacato come la CGIL ci aspetteremmo ben altre parole, sicuramente diverse da chi detiene il potere.
Ricordo, se ce ne fosse bisogno, che la cassa in deroga ha una durata massima di 12 mesi, poi c'è solo la messa in mobilità.
Chi ha orecchie per intendere, intenda.
Per eventuale coordinamento organizzativo, potete contattarmi personalmente tramite questo blog, al quale, non me ne vogliano i colleghi di Milano, mi appoggio momentaneamente.

Segreteria Snater Teatro Carlo Felice

 

 

SOLIDARIETA’ AL CARLO FELICE :GIOVEDì 16 MANIFESTAZIONE NAZIONALE . TUTTI A GENOVA!

Filed under: Uncategorized — Tag:, — Lavoratoriscala @ 17:02

La Cub / Info. del Teatro alla Scala esprime sentitamente solidarietà ai lavoratori del Teatro dell'Opera di Genova.
Chiede un incontro sabato 11/09/10 ai lavoratori e invita tutti a presenziare l'iniziativa di lotta durante la notte Bianca. Contro la cassa dis-integrazione del Teatro Carlo Felice di Genova che rappresenterebbe un grave precedente per tutto il settore lirico-sinfonico, mobilitiamoci ora!
GIOVEDì 16 SETTEMBRE ore 10 MANIFESTAZIONE NAZIONALE AL CARLO FELICE E DI SERA CONCERTO AUTOGESTITO DAI LAVORATORI APERTO ALLA CITTA'.
     
          Attendiamo adesioni da tutta italia.                                                 

     logo CUBCub /Info Teatro Alla Scala.
Eccco a voi un assaggio di come sarà il nuovo CCNL
www.andreasemeraro.com/Dis
posizioniMinistero200710.pdf


12/09/2010
Un grazie ai colleghi Autoorganizzati /Cub Info della Scala, che sono venuti a darci il loro tangibile aiuto.
Spero che giovedì 16 settembre veniate da tutte le Fondazioni liriche, anche perchè visto l'articolo di oggi su Repubblica edizione di Genova in cui si dice che i segretari nazionali daranno il via libera alla cassa in deroga, vorrebbe dire la fine per tutto il sistema.
A Genova, ricordatelo bene, si VIVRA' o si MORIRA' tutti! La linea del Piave è qui!
Devono vederle bene TUTTE LE NOSTRE FACCE, quando entreranno passando in mezzo a noi per la riunione decisiva per le sorti di tutti.
Naturalmente qui la CGIL locale sta facendo di tutto per propagandare la cassa integrazione come INELUTTABILE. Sembra di sentire parlare la Sindaco e il CdA. Da un sindacato come la CGIL ci aspetteremmo ben altre parole, sicuramente diverse da chi detiene il potere.
Ricordo, se ce ne fosse bisogno, che la cassa in deroga ha una durata massima di 12 mesi, poi c'è solo la messa in mobilità.
Chi ha orecchie per intendere, intenda.
Per eventuale coordinamento organizzativo, potete contattarmi personalmente tramite questo blog, al quale, non me ne vogliano i colleghi di Milano, mi appoggio momentaneamente.

Segreteria Snater Teatro Carlo Felice

 

 

14 Agosto 2010

TEATRO ALLA SCALA, LA TORNEE IN ARGENTINA – IL VOLANTINO VERRA' DISTRIBUITO AL COLON DI BS. AS.

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 15:11

Il Teatro alla Scala rischia di essere privatizzato.
La cultura è un bene collettivo e deve restare tale, libera da logiche economiche perché la sua ricchezza è la creatività e l’elevazione delle coscienze degli esseri umani

Salutiamo i cittadini argentini, che potranno godersi i concerti dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, diretta dal Maestro Daniel Barenboim, in occasione dei festeggiamenti dei duecento anni della Repubblica Argentina.

Questa tournée è stata incerta fino al 22 luglio. Infatti, i lavoratori della Scala, compresi orchestrali e coro, sono in stato d’agitazione dal mese d’aprile e vorremmo spiegarvi le motivazioni.

Il Governo del Presidente del Consiglio Italiano Silvio Berlusconi ed il suo Ministro per i Beni Culturali Sandro Bondi, il 30 Aprile 2010 emanava un Decreto Legge, successivamente discusso e tramutato in Legge, nel quale sono contenute norme in materia di spettacolo ed attività culturali inauditamente gravi ed anticostituzionali.

Queste norme coinvolgono i lavoratori di ben tredici fondazioni liriche sinfoniche italiane, tra le quali anche il Teatro alla Scala.

Il governo italiano, con questa Legge, ha centralizzato su di sé il controllo della produzione musicale e teatrale italiana ed ha tagliato i finanziamenti economici per lo spettacolo e la cultura.

A questo, i lavoratori dei tredici Teatri lirici sinfonici e dell’Orchestra Santa Cecilia di Roma hanno risposto con numerose iniziative di lotta.

Sono “saltate” le prime, sono state organizzate molte iniziative sia all’interno, che all’esterno dei Teatri, sono stati vissuti momenti di forte tensione a Milano, in occasione della visita del Presidente della Repubblica Italiana, Napolitano, il 24 aprile 2010. Si è sfiorata l’occupazione di tutti i teatri italiani e la sospensione delle tournée.

Il taglio dei finanziamenti ed il blocco delle assunzioni peseranno sulla quantità e sulla qualità degli spettacoli. I lavoratori precari rischieranno di perdere il lavoro o di rimanere precari a vita.

L’autonomia artistica dei Teatri ed in particolare del Teatro alla Scala è fortemente messa in discussione.

Il Sindaco di Milano, Letizia Moratti, ed il sopraintendente Lissner, in questi giorni, stanno facendo “grandi promesse” per spegnere le lotte dei lavoratori

Per la produzione degli spettacoli, una delle possibili conseguenze, sarà il ricorso massiccio al lavoro “esterno” ed al lavoro interinale, aprendo e chiudendo i rapporti di lavoro in base ai progetti aziendali, trascurando la ricchezza professionale della quale queste persone sono portatrici e sulla quale è necessario investire.

Sono anni che i lavoratori di questo settore attendono il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro e che i lavoratori della Scala attendono il rinnovo del Contratto Aziendale, ma per ora, a favore di quest’ultimo sono state spese solo vaghe “promesse”, senza alcun coinvolgimento nella discussione dei lavoratori.

La cultura è un bene collettivo e deve restare tale, libera da logiche economiche perché la sua ricchezza è la creatività e l’elevazione delle coscienze e degli esseri umani; questo vale anche per il Teatro alla Scala che rischia di essere privatizzato e di dover rispondere al mercato.

Su questo obiettivi la CUB (il sindacato di base) svilupperà nuove iniziative di mobilitazione, coordinate tra tutti i Teatri Lirico-Sinfonici italiani.

Con l’impegno dei lavoratori difenderà la Cultura, la Musica, il Teatro come beni liberi da logiche economiche.

Lavoratori e Cittadini Argentini solidarizzate con la lotta dei lavoratori del Teatro alla Scala per la difesa della cultura come bene pubblico ed universale.

COLLETTIVO LAVORATORI CUB SCALA

CUB INFORMAZIONE                       Milano, Agosto 2010

DI SEGUITO IL TESTO IN SPAGNOLO CHE SARA' DISTRIBUITO AL TEATRO COLON DI BUENOS AIRES

El teatro de la Scala de Milán corre el riesgo de ser privatizado.

La cultura es un bien colectivo y así debe seguir siendo, libre de lógicas económicas porque su riqueza es la creatividad y la elevación de la conciencia de los seres humanos.

 

Saludamos a los ciudadanos argentinos, que podrán gozar de los conciertos de la Orquesta del Teatro la Scala de Milán, dirigida por el Maestro Daniel Barenboin, por la celebración del bicentenario de la República Argentina.

 

Esta gira estuvo en duda hasta el 22 de julio, porque los trabajadores de la Scala incluidos los de la orquesta y coros, se encontraban en un estado de agitación desde el mes de abril y quisiéramos poder explicar los motivos.

 

El Gobierno del Presidente del “Consiglio” italiano, Silvio Berlusconi y su Ministro para los bienes culturales Sandro Bondi, elaboraron un decreto de ley el 30 de abril de 2010, sucesivamente discutido y transformado en ley, en el cual fueron introducidas normas en materia de espectáculos y actividades culturales, un hecho indudablemente grave e inconstitucional.

 

Estas normas inconstitucionales involucran a los trabajadores de trece fundaciones líricas y sinfónicas italianas, entre las que se encuentra el Teatro de la Scala de Milán.

 

El Gobierno italiano, con esta ley, centraliza en sí mismo el control de la producción musical y teatral italiana y dispone de un recorte de financiamientos económicos públicos para espectáculos y cultura.

A estos abusos, los trabajadores de los trece teatros liricos y sinfónicos y la Orquesta de Santa Cecilia de Roma han dado numerosas respuestas con iniciativas de lucha.

 

En consideración de esta lucha cancelaron todas las “operas primas”, se organizaron diversas manifestaciones adentro y fuera de los teatros, se vivieron momentos de altísima tensión en Milán en ocasión de la visita del Presidente de la República Italiana, Giorgio Napolitano, el 24 de abril 2010. Se llegó a ocupar casi la totalidad de los teatros italianos y a suspender todas las giras.

El corte de los financiamientos y el bloqueo en la asunción de nuevo personal, a la larga pesaran sobre la calidad y la cantidad de los espectáculos. Los trabajadores precarios se encuentran en riesgo de perder el trabajo o de ser trabajadores precarios de por vida.

 

La autonomía artística de los teatros y particularmente del Teatro de la Scala, será fuertemente puesto en discusión.

 

La intendente de Milán, Letizia Moratti, y el “superintendente” cultural Lissner, en estos días estuvieron haciendo “grandes promesas” para tratar de frenar la lucha de los trabajadores.

 

Para la producción de los espectáculos, una de las posibles consecuencias, seria recurrir a trabajadores “externos” y a trabajadores precarios, abriendo y cerrando relaciones de trabajo en base a trabajos temporales, olvidándose y dejando de lado la riqueza profesional que estas personas han logrado con el transcurso del tiempo y sobre las cuales es más que necesario seguir invirtiendo.

 

Han pasado muchos años desde que los trabajadores de este sector esperan la renovación del Contrato Nacional de Trabajo y que los trabajadores de la Scala esperan la renovación del contrato de trabajo interno, pero por ahora nada de esto se hizo, solo por el contrato interno han hecho muchas promesas pero siempre evitando el dialogo de ellas con los trabajadores.

 

La cultura es un bien colectivo y así debe seguir siendo, libre de lógicas económicas porque su riqueza es la creatividad y la elevación de la conciencia de los seres humanos; esto vale también para el Teatro de la Scala de Milán que corre el riesgo de ser privatizado y de tener que responder al mercado.

 

Sobre estos objetivos la CUB (el sindicato de Base) propondrá nuevas iniciativas de lucha y movilización, coordinadas entre todos los teatros liricos y sinfónicos italianos.

 

Esto se puede lograr con el empeño de los trabajadores en defender la Cultura, la Música y el Teatro como bienes libres de lógicas económicas.

 

Trabajadores argentinos les pedimos solidaridad con la lucha de los trabajadores del teatro de la Scala para la defensa de la Cultura como bien público y universal.

 

COLLETTIVO LAVORATORI CUB SCALA    CUB INFORMAZIONE     Milano, Agosto 2010

TEATRO ALLA SCALA, LA TORNEE IN ARGENTINA – IL VOLANTINO VERRA’ DISTRIBUITO AL COLON DI BS. AS.

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Il Teatro alla Scala rischia di essere privatizzato.
La cultura è un bene collettivo e deve restare tale, libera da logiche economiche perché la sua ricchezza è la creatività e l’elevazione delle coscienze degli esseri umani

Salutiamo i cittadini argentini, che potranno godersi i concerti dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, diretta dal Maestro Daniel Barenboim, in occasione dei festeggiamenti dei duecento anni della Repubblica Argentina.

Questa tournée è stata incerta fino al 22 luglio. Infatti, i lavoratori della Scala, compresi orchestrali e coro, sono in stato d’agitazione dal mese d’aprile e vorremmo spiegarvi le motivazioni.

Il Governo del Presidente del Consiglio Italiano Silvio Berlusconi ed il suo Ministro per i Beni Culturali Sandro Bondi, il 30 Aprile 2010 emanava un Decreto Legge, successivamente discusso e tramutato in Legge, nel quale sono contenute norme in materia di spettacolo ed attività culturali inauditamente gravi ed anticostituzionali.

Queste norme coinvolgono i lavoratori di ben tredici fondazioni liriche sinfoniche italiane, tra le quali anche il Teatro alla Scala.

Il governo italiano, con questa Legge, ha centralizzato su di sé il controllo della produzione musicale e teatrale italiana ed ha tagliato i finanziamenti economici per lo spettacolo e la cultura.

A questo, i lavoratori dei tredici Teatri lirici sinfonici e dell’Orchestra Santa Cecilia di Roma hanno risposto con numerose iniziative di lotta.

Sono “saltate” le prime, sono state organizzate molte iniziative sia all’interno, che all’esterno dei Teatri, sono stati vissuti momenti di forte tensione a Milano, in occasione della visita del Presidente della Repubblica Italiana, Napolitano, il 24 aprile 2010. Si è sfiorata l’occupazione di tutti i teatri italiani e la sospensione delle tournée.

Il taglio dei finanziamenti ed il blocco delle assunzioni peseranno sulla quantità e sulla qualità degli spettacoli. I lavoratori precari rischieranno di perdere il lavoro o di rimanere precari a vita.

L’autonomia artistica dei Teatri ed in particolare del Teatro alla Scala è fortemente messa in discussione.

Il Sindaco di Milano, Letizia Moratti, ed il sopraintendente Lissner, in questi giorni, stanno facendo “grandi promesse” per spegnere le lotte dei lavoratori

Per la produzione degli spettacoli, una delle possibili conseguenze, sarà il ricorso massiccio al lavoro “esterno” ed al lavoro interinale, aprendo e chiudendo i rapporti di lavoro in base ai progetti aziendali, trascurando la ricchezza professionale della quale queste persone sono portatrici e sulla quale è necessario investire.

Sono anni che i lavoratori di questo settore attendono il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro e che i lavoratori della Scala attendono il rinnovo del Contratto Aziendale, ma per ora, a favore di quest’ultimo sono state spese solo vaghe “promesse”, senza alcun coinvolgimento nella discussione dei lavoratori.

La cultura è un bene collettivo e deve restare tale, libera da logiche economiche perché la sua ricchezza è la creatività e l’elevazione delle coscienze e degli esseri umani; questo vale anche per il Teatro alla Scala che rischia di essere privatizzato e di dover rispondere al mercato.

Su questo obiettivi la CUB (il sindacato di base) svilupperà nuove iniziative di mobilitazione, coordinate tra tutti i Teatri Lirico-Sinfonici italiani.

Con l’impegno dei lavoratori difenderà la Cultura, la Musica, il Teatro come beni liberi da logiche economiche.

Lavoratori e Cittadini Argentini solidarizzate con la lotta dei lavoratori del Teatro alla Scala per la difesa della cultura come bene pubblico ed universale.

COLLETTIVO LAVORATORI CUB SCALA

CUB INFORMAZIONE                       Milano, Agosto 2010

DI SEGUITO IL TESTO IN SPAGNOLO CHE SARA' DISTRIBUITO AL TEATRO COLON DI BUENOS AIRES

El teatro de la Scala de Milán corre el riesgo de ser privatizado.

La cultura es un bien colectivo y así debe seguir siendo, libre de lógicas económicas porque su riqueza es la creatividad y la elevación de la conciencia de los seres humanos.

 

Saludamos a los ciudadanos argentinos, que podrán gozar de los conciertos de la Orquesta del Teatro la Scala de Milán, dirigida por el Maestro Daniel Barenboin, por la celebración del bicentenario de la República Argentina.

 

Esta gira estuvo en duda hasta el 22 de julio, porque los trabajadores de la Scala incluidos los de la orquesta y coros, se encontraban en un estado de agitación desde el mes de abril y quisiéramos poder explicar los motivos.

 

El Gobierno del Presidente del “Consiglio” italiano, Silvio Berlusconi y su Ministro para los bienes culturales Sandro Bondi, elaboraron un decreto de ley el 30 de abril de 2010, sucesivamente discutido y transformado en ley, en el cual fueron introducidas normas en materia de espectáculos y actividades culturales, un hecho indudablemente grave e inconstitucional.

 

Estas normas inconstitucionales involucran a los trabajadores de trece fundaciones líricas y sinfónicas italianas, entre las que se encuentra el Teatro de la Scala de Milán.

 

El Gobierno italiano, con esta ley, centraliza en sí mismo el control de la producción musical y teatral italiana y dispone de un recorte de financiamientos económicos públicos para espectáculos y cultura.

A estos abusos, los trabajadores de los trece teatros liricos y sinfónicos y la Orquesta de Santa Cecilia de Roma han dado numerosas respuestas con iniciativas de lucha.

 

En consideración de esta lucha cancelaron todas las “operas primas”, se organizaron diversas manifestaciones adentro y fuera de los teatros, se vivieron momentos de altísima tensión en Milán en ocasión de la visita del Presidente de la República Italiana, Giorgio Napolitano, el 24 de abril 2010. Se llegó a ocupar casi la totalidad de los teatros italianos y a suspender todas las giras.

El corte de los financiamientos y el bloqueo en la asunción de nuevo personal, a la larga pesaran sobre la calidad y la cantidad de los espectáculos. Los trabajadores precarios se encuentran en riesgo de perder el trabajo o de ser trabajadores precarios de por vida.

 

La autonomía artística de los teatros y particularmente del Teatro de la Scala, será fuertemente puesto en discusión.

 

La intendente de Milán, Letizia Moratti, y el “superintendente” cultural Lissner, en estos días estuvieron haciendo “grandes promesas” para tratar de frenar la lucha de los trabajadores.

 

Para la producción de los espectáculos, una de las posibles consecuencias, seria recurrir a trabajadores “externos” y a trabajadores precarios, abriendo y cerrando relaciones de trabajo en base a trabajos temporales, olvidándose y dejando de lado la riqueza profesional que estas personas han logrado con el transcurso del tiempo y sobre las cuales es más que necesario seguir invirtiendo.

 

Han pasado muchos años desde que los trabajadores de este sector esperan la renovación del Contrato Nacional de Trabajo y que los trabajadores de la Scala esperan la renovación del contrato de trabajo interno, pero por ahora nada de esto se hizo, solo por el contrato interno han hecho muchas promesas pero siempre evitando el dialogo de ellas con los trabajadores.

 

La cultura es un bien colectivo y así debe seguir siendo, libre de lógicas económicas porque su riqueza es la creatividad y la elevación de la conciencia de los seres humanos; esto vale también para el Teatro de la Scala de Milán que corre el riesgo de ser privatizado y de tener que responder al mercado.

 

Sobre estos objetivos la CUB (el sindicato de Base) propondrá nuevas iniciativas de lucha y movilización, coordinadas entre todos los teatros liricos y sinfónicos italianos.

 

Esto se puede lograr con el empeño de los trabajadores en defender la Cultura, la Música y el Teatro como bienes libres de lógicas económicas.

 

Trabajadores argentinos les pedimos solidaridad con la lucha de los trabajadores del teatro de la Scala para la defensa de la Cultura como bien público y universal.

 

COLLETTIVO LAVORATORI CUB SCALA    CUB INFORMAZIONE     Milano, Agosto 2010

20 Luglio 2010

adda’ passà ‘a nuttata

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 17:45

 SCALA: LOTTA SU OBIETTIVI CHIARI!

 

Alla vigilia del “sospirato” incontro con la dott.sa Letizia Moratti, Presidente della Fondazione Scala, sentiamo la necessità di trarre un bilancio dei tre mesi di lotta dei lavoratori della Scala e degli Enti Lirico-Sinfonici italiani.

Il “famigerato Decreto Bondi”, modificato in parte e convertito in Legge, rappresenta un’ipoteca pesantemente negativa sull’attività ed il futuro dei Teatri Lirici Sinfonici italiani e della Scala.

La domanda ora è questa: Che fare dopo la conversione in Legge dello Stato del Decreto Bondi? I primi tentativi di risposta a questa domanda sono stati l’avvio del “festival” delle idee e delle ipotesi più stravaganti:

-LISSNER CI SALVERA’!!

Il Sovrintendente, ma non è il solo,  usa “l’estintore”, per spegnere le lotte. Si muove su due direttrici:

  Assicurare alla Scala l’autonomia, abbracciando la parola d’ordine “regolamenti entro luglio dal              Consiglio dei Ministri”, nel tentativo di recuperare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta, volendo    assicurare la programmazione della prossima stagione;

 Confermare gli organici attuali per il 2010-2011. Su quest’obiettivo, avvalorato dalla firma della sig.ra  Moratti, tutte le sigle dei sindacati confederali, compreso il FIALS, concordano.

 

La nostra opinione è che, il voler fare della Scala un’isola felice in un mare di merda, non regge. 

Così come, in mancanza di soldi, non reggono gli impegni sugli organici. I fondi tagliati dallo stato (FUS), se non saranno garantiti dalla Sindaca Moratti (Comune di Milano), faranno sì che il Teatro finisca nelle mani dei privati.

 

-Svuotare la Legge con la contrattazione. 


Nelle agitate acque sindacali di questi giorni, si sono chiarite le posizioni e si sono evidenziati due blocchi. Da un lato CISL e UIL che, pur sgomitando tra loro, si sono accomodati a “tavola”, abbandonando le lotte contro la Legge “Bondi” rassicurandosi ed accontentandosi delle “quattro lenticchie” offerte da Lissner. D’altro lato, CGIL e FIALS inviano lettere aperte a Lissner ed alla Moratti richiedendo una trattativa che capitalizzi le lotte sviluppate sinora, ma quali siano obiettivi e contenuti è un mistero. Infatti, la “famosa” piattaforma non è mai stata discussa con i lavoratori e, men che meno, da loro approvata. 

 

Come CUB Informazione e Collettivo CUB Scala riteniamo che:

 

La Legge “Bondi” sia assolutamente negativa ed anticostituzionale. Da questo giudizio ne discende una coerenza nella proclamazione delle lotte e nei comportamenti nel lungo periodo

Il futuro della Scala e delle altre tredici Fondazioni  Lirico-Sinfonici italiane è legato al F.U.S.. Se lo Stato taglia i fondi per lo spettacolo, sarà impossibile garantire qualità e quantità della produzione lirico-sinfonica. Così facendo, si spalanca la strada ai privati nella produzione culturale, mettendo una pietra tombale sulle garanzie costituzionali e sul ruolo dello stato nel garantire la cultura a tutti i cittadini. Aumentare i fondi del FUS ed una loro equa distribuzione sono un obiettivo irrinunciabile;

La Scala deve impegnarsi a garantire gli organici necessari per le sue produzioni culturali con contratti di lavoro a tempo indeterminato. La Scala deve rinunciare al ricorso in appello ed accettare le sentenze favorevoli al riconoscimento del contratto di lavoro a tempo indeterminato per quei lavoratori con sentenza di primo grado favorevole all’assunzione. Per gli altri lavoratori, con contratti a termine o precari, deve essere aperta una trattativa vera e finalizzata al loro inserimento nella pianta organica convertendo i loro contratti a tempo indeterminato. In questi anni, la Scala ha aumentato notevolmente la quantità di spettacoli. Quella dell’incremento quantitativo e qualitativo degli spettacoli ci sembra una necessità che, per essere mantenuta, necessita di un adeguamento degli organici, superando ogni riferimento a piante organiche del passato e che non hanno più senso oggi;

Consideriamo inderogabile rinnovare il Contratto Nazionale dei Lavoratori del Settore. La sottovalutazione di questo strumento unificante ha provocato una frantumazione contrattuale tra i lavoratori del settore lirico-sinfonico. Noi consideriamo fondamentale la contrattazione aziendale, rispetto alla quale dovrà essere avviata una consultazione, ma pensiamo che la contrattazione nazionale sia anch’essa irrinunciabile perché salvaguarda tutti i lavoratori, compresi quelli meno forti, permettendo a tutti di condividere migliori condizioni di lavoro. 

In conclusione, pensiamo che sia fondamentale coinvolgere tutti i lavoratori ed indicare obiettivi chiari.

Pensiamo inoltre sia necessario mettere mano agli strumenti della democrazia. E’ matura l’esigenza che tutti i lavoratori della Scala possano eleggere i loro rappresentanti sulla base della regola democratica di una testa, un voto. 

Proponiamo che, anche alla Scala, si eleggano gli R.S.U. (Rappresentanti Sindacali Unitari) e gli R.L.S. (Rappresentanti Lavoratori alla Sicurezza). Avere una rappresentanza sindacale che rappresenti la volontà dei lavoratori è un indispensabile  strumento democratico che permette di durare nel tempo e raggiungere gli obiettivi.

cub/informazione Cub Scala

 

19 luglio 2010

adda' passà 'a nuttata

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 17:45

 SCALA: LOTTA SU OBIETTIVI CHIARI!

 

Alla vigilia del “sospirato” incontro con la dott.sa Letizia Moratti, Presidente della Fondazione Scala, sentiamo la necessità di trarre un bilancio dei tre mesi di lotta dei lavoratori della Scala e degli Enti Lirico-Sinfonici italiani.

Il “famigerato Decreto Bondi”, modificato in parte e convertito in Legge, rappresenta un’ipoteca pesantemente negativa sull’attività ed il futuro dei Teatri Lirici Sinfonici italiani e della Scala.

La domanda ora è questa: Che fare dopo la conversione in Legge dello Stato del Decreto Bondi? I primi tentativi di risposta a questa domanda sono stati l’avvio del “festival” delle idee e delle ipotesi più stravaganti:

-LISSNER CI SALVERA’!!

Il Sovrintendente, ma non è il solo,  usa “l’estintore”, per spegnere le lotte. Si muove su due direttrici:

  Assicurare alla Scala l’autonomia, abbracciando la parola d’ordine “regolamenti entro luglio dal              Consiglio dei Ministri”, nel tentativo di recuperare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta, volendo    assicurare la programmazione della prossima stagione;

 Confermare gli organici attuali per il 2010-2011. Su quest’obiettivo, avvalorato dalla firma della sig.ra  Moratti, tutte le sigle dei sindacati confederali, compreso il FIALS, concordano.

 

La nostra opinione è che, il voler fare della Scala un’isola felice in un mare di merda, non regge. 

Così come, in mancanza di soldi, non reggono gli impegni sugli organici. I fondi tagliati dallo stato (FUS), se non saranno garantiti dalla Sindaca Moratti (Comune di Milano), faranno sì che il Teatro finisca nelle mani dei privati.

 

-Svuotare la Legge con la contrattazione. 


Nelle agitate acque sindacali di questi giorni, si sono chiarite le posizioni e si sono evidenziati due blocchi. Da un lato CISL e UIL che, pur sgomitando tra loro, si sono accomodati a “tavola”, abbandonando le lotte contro la Legge “Bondi” rassicurandosi ed accontentandosi delle “quattro lenticchie” offerte da Lissner. D’altro lato, CGIL e FIALS inviano lettere aperte a Lissner ed alla Moratti richiedendo una trattativa che capitalizzi le lotte sviluppate sinora, ma quali siano obiettivi e contenuti è un mistero. Infatti, la “famosa” piattaforma non è mai stata discussa con i lavoratori e, men che meno, da loro approvata. 

 

Come CUB Informazione e Collettivo CUB Scala riteniamo che:

 

La Legge “Bondi” sia assolutamente negativa ed anticostituzionale. Da questo giudizio ne discende una coerenza nella proclamazione delle lotte e nei comportamenti nel lungo periodo

Il futuro della Scala e delle altre tredici Fondazioni  Lirico-Sinfonici italiane è legato al F.U.S.. Se lo Stato taglia i fondi per lo spettacolo, sarà impossibile garantire qualità e quantità della produzione lirico-sinfonica. Così facendo, si spalanca la strada ai privati nella produzione culturale, mettendo una pietra tombale sulle garanzie costituzionali e sul ruolo dello stato nel garantire la cultura a tutti i cittadini. Aumentare i fondi del FUS ed una loro equa distribuzione sono un obiettivo irrinunciabile;

La Scala deve impegnarsi a garantire gli organici necessari per le sue produzioni culturali con contratti di lavoro a tempo indeterminato. La Scala deve rinunciare al ricorso in appello ed accettare le sentenze favorevoli al riconoscimento del contratto di lavoro a tempo indeterminato per quei lavoratori con sentenza di primo grado favorevole all’assunzione. Per gli altri lavoratori, con contratti a termine o precari, deve essere aperta una trattativa vera e finalizzata al loro inserimento nella pianta organica convertendo i loro contratti a tempo indeterminato. In questi anni, la Scala ha aumentato notevolmente la quantità di spettacoli. Quella dell’incremento quantitativo e qualitativo degli spettacoli ci sembra una necessità che, per essere mantenuta, necessita di un adeguamento degli organici, superando ogni riferimento a piante organiche del passato e che non hanno più senso oggi;

Consideriamo inderogabile rinnovare il Contratto Nazionale dei Lavoratori del Settore. La sottovalutazione di questo strumento unificante ha provocato una frantumazione contrattuale tra i lavoratori del settore lirico-sinfonico. Noi consideriamo fondamentale la contrattazione aziendale, rispetto alla quale dovrà essere avviata una consultazione, ma pensiamo che la contrattazione nazionale sia anch’essa irrinunciabile perché salvaguarda tutti i lavoratori, compresi quelli meno forti, permettendo a tutti di condividere migliori condizioni di lavoro. 

In conclusione, pensiamo che sia fondamentale coinvolgere tutti i lavoratori ed indicare obiettivi chiari.

Pensiamo inoltre sia necessario mettere mano agli strumenti della democrazia. E’ matura l’esigenza che tutti i lavoratori della Scala possano eleggere i loro rappresentanti sulla base della regola democratica di una testa, un voto. 

Proponiamo che, anche alla Scala, si eleggano gli R.S.U. (Rappresentanti Sindacali Unitari) e gli R.L.S. (Rappresentanti Lavoratori alla Sicurezza). Avere una rappresentanza sindacale che rappresenti la volontà dei lavoratori è un indispensabile  strumento democratico che permette di durare nel tempo e raggiungere gli obiettivi.

cub/informazione Cub Scala

 

19 luglio 2010

17 Luglio 2010

NOTTE DA LUPI O DA SCIACALLI?

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 03:04
IL TEATRO, INTESO I LAVORATORI ,VUOLE FARE PRESSIONE AL SINDACO/PRESIDENTE PER FAR TIRARGLI FUORI PIU' SOLDI E IMPEGNI CONCRETI PER  IL PRESENTE E FUTURO DELLA SCALA AL FINE DI  ATTENUARE  I TAGLI AL FUS E I DANNI DELLA LEGGE 100 APPENA APPROVATA IN PARLAMENTO.
IL MINACCIATO SCIOPERO DI CORO E ORCHESTRA SULLA TRASFERTA ESTIVA COLPIREBBE SOLO L'IMMAGINE DELLA MILANO EXPO /MORATTI NEL MONDO E  ZERO  LE CASSE DELLA FONDAZIONE SCALA.
LA DIREZIONE  SCALA CHE FA ?
INVECE DI SGOMITARE  PER ARRIVARE  PRIMA A BATTER CASSA  E AFFIANCARSI ASSIEME AI LAVORATORI NEL J'ACCUSE  PER LA  GRAVE ASSENZA DEL SINDACO DEL MONOPOLI  IN QUESTI DUE LUNGHI MESI DI LOTTA E  AGONIA DEL TEATRO, LANCIA  ULTIMATUM ALLE MASSE ARTISTICHE CHE SCADONO PUNTUALI CON LARGO ANTICIPO, PER NON PAGARE I GIORNI CHE SI SAREBBERO DOVUTI FARE IN TRASFERTA A POMPEI E  A BUENOS AIRES CHE DA IERI SERA E' DIVENTATA UN'ALTRA TURNè VITTIMA DA ULTIMATUM .ANCHE SE SAREBBE INIZIATA  IL 25 AGOSTO.
IERI INOLTRE DECIDE  DI NON PAGARE I GIORNI DI PROVE GIà ESEGUITE  PER PREPARARE  SIA  IL CONCERTO DI POMPEI  CHE PER QUELLE GIà ESEGUITE E CHE SERVIREBBERO NEI PROSSIMI GIORNI PER PREPARARE  BUENOS AIRES .
MENTRE ORCHESTRA E CORO SI LANCIANO IN PRIMA LINEA ALL'ASSALTO DELLA "DONNA IMMOBILE" PER DARGLI UNA SCOSSA, LA DIREZIONE LI COLPISCE ALLE SPALLE ADDEBITANDOGLI UN MARE DI GIORNI DI ASSENZA PER  RECUPERARE MALDESTRAMENTE LE PERDITE PROVOCATE  DAGLI SCIOPERI CONTRO IL DECRETO  BONDI  OGGI LEGGE 100 CONTRO  LA QUALE ULTIMAMENTE  ANCHE LISSNER SI E' SCHIERATO PLATEALMENTE… O ASTUTAMENTE DA ABILE POPULISTA, VIEN DA PENSARE ORA. 
IN DIREZIONE GIRANO LUPI TRAVESTITI DA AGNELLI CHE TRASCENDONO IN SCIACALLI O BURLONI DA FINE STAGIONE?
O SI SRAGIONA PER IL CALDO TORRIDO ?
LA NOTTE PORTA CONSIGLIO? FORSE CONSIGLI DI AMMINISTRAZIONE PER  FERMARE UNA DIREZIONE CHE LAVORA AL SOLO FINE DI  DIVIDERE I LAVORATORI ?SOGNI.PERCHè QUESTO è IL SOGNO CHE INTENDE REALIZZARE IL C.D.A. DI ERMOLLI.
VOGLIONO IMPLODERE LA SCALA PER CAMBIARE VERTICI ?IL DIR.GENERALE SOVRINTENDENTE ? IL SOVRINTENDENTE MINISTRO DELLA CULTURA IN FRANCIA?
O TUTTI A CASA? O CHE ALTRO ANCORA SULLA PELLE DEGLI SCALIGERI?
SALTA ALLA MENTE  W.ALLEN CHE ESCLAMA "NON C'E' LIMITE AL PEGGIO".
 
LA CUB/INFORMAZIONE -SCALA
ESPRIME MASSIMA SOLIDARIETà  A CORO E ORCHESTRA  PER I GRAVI  ATTACCHI CHE STANNO SUBENDO E CREDE CHE SE QUESTE  PROVOCAZIONI VENGONO MESSE  IN PRATICA  è  ARRIVATO  IL MOMENTO DI INDIRE SCIOPERO SU FUTURE PRIME  E SETTE DICEMBRE.
SENZA SE E SENZA MA.
MA PER AMOR DEI NOSTRI FIGLI.

 

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30 Giugno 2010

JAMES BONDI HA UCCISO LA LIRICA- Il testo non corrretto della legge

Filed under: Uncategorized — Tag:, , — Lavoratoriscala @ 01:45

1° LUGLIO: ASSEMBLEA GENERALE ALLE ORE 15.30 IN SALA PIERMARINI.

Alle ore 17:15, al termine dell’Assemblea Generale dei lavoratori, presso i portici del Teatro alla Scala, in via Filodrammatici, si terrà una conferenza stampa indetta dalle OO.SS. e RSA,avente come tema:
– problemi occupazionali e rinnovo dei contratti di lavoro, concorsi;
– Legge Bondi;- tagli al Fus;- CCNL;

Sono invitate la partecipare le forze politiche, culturali e sociali.

LA LICENZA DI UCCIDERE GLI E' STATA CONCESSA DAL SENATO IL POMERIGGIO DEL 29 GIUGNO 2010.
ALLA SCALA DAVANTI ALLA SCENA DEL CRIMINE SUONI, CORI, MEGAFONI.

james bondi1     j bondi 2

LA RABBIA DEI LAVORATORI. IL CORTEO FUNEBRE CON LA BANDA E INFINE LA BARA DELLA CULTURA  E' STATA  CONSEGNATA  A PALAZZO MARINO. LE SPESE DEL FUNERALE E I RISARCIMENTI ALLE VITTIME SONO A CARICO DEL SINDACO.

CUB  SCALA

I tagli alla lirica sono legge Orchestra della Scala in piazza

I tagli alla lirica sono legge
Orchestra della Scala in piazza

Il decreto sulle fondazioni liriche diventa legge e i lavoratori tornano in piazza

VEDI LE FOTO SU LA REPUBBLICA, CLICCA IL LINK :    FOTO

È legge il decreto sulle fondazioni liriche.

il sole 24 ore                        29 giugno 2010

È legge il decreto sulle fondazioni liriche. Il semaforo verde al contestato provvedimento si é acceso con 150 sì, 112 no e 3 astenuti. A favore hanno votato Pdl e Lega, contrari Pd, Idv e Udc-Svp-Autonomie. Gli ultimi fuochi sul provvedimento si sono consumati in aula oggi al Senato, dove il via libera definitivo é giunto dopo un rapido passaggio in commissione Istruzione. L'opposizione ha tentato di dare battaglia sul provvedimento che scadeva oggi, ma le feree regole del Senato non hanno concesso loro spazio. Nonostante il controllo continuo del numero legale e l'atteggiamento ostruzionistico, non hanno potuto sconfiggere la maggioranza che ha serrato le file e si é presentata in aula assicurando il numero legale in un sonnacchioso giorno festivo per la Capitale, che festeggia San Pietro e Paolo. I lavoratori della Scala, intanto, hanno iniziato una pacifica forma di protesta improvvisando un concerto sotto i portici del teatro milanese.

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Non sono mancati al momento di votare i cartelloni dell'Idv con svariati slogan: «No alla cosca, sì alla Tosca», «é l'ennesima Traviata del governo», «Bondi, con questa legge non ascolterai più ridi pagliaccio», «Berlusconi, l'unico Don Giovanni che ci piace é quello di Mozart», «governo, uno spettacolo indegno».

Il provvedimento ha l'obiettivo di mettere mano ai bilanci dissestati della maggior parte delle 14 fondazioni lirico-sinfoniche del paese. Sul fronte del lavoro é previsto il blocco del turnover, con aperture per gli enti virtuosi, un giro di vite sulla contrattazione integrativa, il divieto di assunzioni a tempo indeterminato, con tempi di attuazione non immediati. Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi in aula si é detto dispiaciuto per l'atteggiamento delle opposizioni che hanno parlato del decreto sulle fondazioni liriche come di un pasticcio «e non invece come di un fatto nuovo e positivo avvenuto in questo Parlamento».

Poco più di una cinquantina gli emendamenti presentati, esattamente 53, di cui 19 del Pd e gli altri dell'Idv. Due le pregiudiziali di costituzionalità, una targata Pd, l'altra Idv, sono state respinte dall'aula. Come l'ordine del giorno Pd e Idv. «È indispensabile – ha detto Franco Asciutti (Pdl), relatore del provvedimento, al Sole24ore.com – evitare gli sprechi. In tutto il mondo più si alzano i sipari, più aumentano gli incassi. Solo in Italia più si alzano i sipari, più aumentano i costi, C'è disattenzione ad arrivare al pareggio del bilancio e a non spendere più di quanto si ha».

Non é riuscito a dare battaglia il Pd che al Senato ha anche puntato a ripristinare buoni rapporti con l'Idv. Dopo una stressante battaglia ostruzionistica alla Camera, infatti, il partito di Di Pietro aveva rotto con gli onorevoli del Pd, che aveva ottenuto, insieme all'Udc, l'accoglimento di una decina di emendamenti condivisi. Comunque pollice verso del partito di Bersani sul provvedimento. «È palesemente incostituzionale – ha sostenuto Vincenzo Maria Vita (Pd) al Sole24ore.com – visto che dopo la riforma del titolo V della Costituzione non si potrebbe fare un testo così centralista in materia concorrente con le Regioni. Tanto che si annunciano già ricorsi della regioni, prima fra tutte la Toscana».

«Il governo ha mostrato una schizofrenia con il testo stonato del decreto sulle fondazioni», ha detto al Sole 24ore.com il dipietrista Fabio Giambrone, vicepresidente del gruppo Idv e capogruppo nella commissione. Rispetto «al serio riordino del sistema lirico-sinfonico chiesto con voto unanime dalla commissione Istruzione del Senato con la risoluzione del 18 marzo 2009, che tracciava un percorso chiaro di riforma si é preferito adottare un provvedimento vergognoso. Il vero problema del settore è quello di avere risorse certe». Per Giambrone quella approvata é una legge che «lede la dignità dei lavoratori del mondo dello spettacolo, e che dopo il massacro della riforma della scuola segna lo smantellamento definitivo della cultura italiana da parte del governo».

27 Giugno 2010

Scade il 30 giugno 2010 il termine per la presentazione dei modelli all’INAIL per gli esposti all’amianto

Filed under: Uncategorized — Tag:, — Lavoratoriscala @ 18:57

Siamo a consigliare ancora una volta il deposito dei curricula lavorativi entro il 30.06.2010. Scarica il modulo da inviare all'INAIL
                                       milano giugno 2010       logo_CUB

COMUNICATO PER GLI ESPOSTI ALL’AMIANTO DEL TEATRO ALLA SCALA 

Per anni i lavoratori della Scala sono stati esposti all’amianto, senza che fossero informati dei rischi e quindi adeguatamente tutelati.
Una delle conseguenze è stata l’impossibilità di usufruire dei benefici (meglio sarebbe dire: risarcimenti) a livello previdenziale, previsti dalla legge 257 del ’91. In sintesi, i lavoratori esposti all’amianto per oltre 10 anni avrebbero avuto diritto alla moltiplicazione del numero degli anni di esposizione per il coefficiente 1,5 (6 mesi di benefici ogni anno di esposizione), per quanto riguarda il calcolo della copertura previdenziale. L’ultima finestra precedente per effettuare la domanda all’INAIL risale al 2003, legge n°326 e che dopo è stata prorogata fino giugno 2005. 
Ora si è aperto uno spiraglio per recuperare la possibilità di riconoscimento dell’esposizione.
Nell’IMMEDIATO, mettiamo a disposizione dei lavoratori il modulo per la domanda all’INAIL che scade il 30 giugno 2010, e soprattutto gli esperti (a partire dagli esperti legali) per le fasi successive, a seconda del tipo di risposta che arriverà dall’INAIL
Il passo successivo riguarda ogni lavoratore in modo individuale (si tratta di un diritto soggettivo indisponibile) deve chiedere al datore di lavoro (la Scala) una dichiarazione di esposizione all’amianto.
 

Pierluigi Sostaro

Responsabile Salute e Ambiente di Lavoro

 
Per info: sostaro@tiscali.it     cub.scala@anche.no 
o al   aMIanTO Comit Esposti Teatro Scala.x bianco e nero 

Elenco dei luoghi e cose che aiutano a realizzare il curriculum personale da allegare alla domanda

 LUOGHI E OGGETTI DI LAVORO CON ESPOSIZIONI ALL'AMIANTO
TEATRO ALLA SCALA MILANO.

Palcoscenico e Sala del Piermarini:

1- Sipario antiacustico “Pattona”, in tessuto di amianto. Luogo: Palcoscenico e Sala Piermarini dal 1967 al 1992.
2- Sipario antiacustico “Pattona”. Luogo: Piccola Scala” dal 1967 al 12/ 2001.

3- Guarnizione degli stipiti delle porte tagliafuoco. Luogo: sparse in tutto il teatro e in palcoscenico, fino al 2001.
4- Coperte di amianto antincendio. Luogo: sala, palcoscenico e laboratori. Residui di coperte usate fino al 1996.
5- Guanti antincendio lungo tutto il braccio in amianto. Luogo: palcoscenico e laboratori. Fino al 1995-1996.

6- Proiettori e componentistica elettrica. Luogo laboratori e palcoscenico Scala, fino al 2008, in uso anche al Teatro Arcimboldi tra il 2002 e 2004.
7- Proiettori detti ribaltine contenenti amianto (certificato e smaltito nel 2008 dall’rls) in uso anche in palcoscenico del Teatro Arcimboldi.

8a- Volta platea, sopra sala del Piermarini: camino rimosso nel 2002.
8b -Volta platea: bocche ricavate nella cupola adiacente proiettori ricoperte di amianto. Tessuti intrisi di amianto appoggiate sui lati della cupola. Tubi ricoperti di amianto abbandonati in deposito. Bonifica certificata, avvenuta nel 10/2009.

8c- Stanza lampadario seguipersona ricavata nella volta platea sopra sala del Piermarini: rivestimento interno delle pareti in tessuto di amianto; smaltimento parziale nel 2002, presente ancora oggi 30 giugno 2010 (certificato).
9- Palazzina di via Verdi: Sala prove del corpo di ballo e uffici dei personali amministrativi, presenza nel rivestimento plafone e pareti, fino al 2002.
10- Sala prove orchestrali e magazzino generale al piano terra.Presenza nel rivestimento Fino al 2001
 11- Ex Laboratori della Bovisa fino al 2001.
 12- Laboratori Ansaldo via Bergognone, padiglione deposito scene e padiglioni adiacenti della termoformatura. Bonifica nel 2006 (da verificare la data)
13- Deposito  Pero , Figino tutt’ora presente nei tetti.


Si consiglia a tutti i lavoratori che non hanno depositato la domanda all'Inail entro il 15.06.2005 di depositare entro il 30.06.2010 i curricula, che possono essere sostituiti con le autocertificazioni, avvalendosi della proroga dei termini, ex art. 6, comma 9 bis, legge 25/2010.
Anche se detta proroga è riservata esclusivamente ai lavoratori dei siti oggetto di atto di indirizzo, si consiglia comunque il deposito, anche per far valere la ingiusta discriminazione tra lavoratori egualmente esposti, e la palese incostituzionalità di questa norma nella interpretazione limitativa e riservata ad una ristretta cerchia di lavoratori (che si vorrebbe privilegiati rispetto ad altri, ed in fondo violando la loro stessa dignità che risiede anche nel rispetto del principio di solidarietà e di eguaglianza, sui quali si fonda la nostra Repubblica e la nostra società civile).

Roma, 04.06.2010

Cub Informazione – Pierluigi Sostaro-Avv. Ezio Bonanni

 Modulo da inviare all'inail (deposito)

clicca sul word e scarica il modulo da inviare all'INAIL di

Cso di Porta Nuova 19 CAP 20121 milano con A/R o personalmente.

 

Modello formato Word
Deposito curriculum lavorativo ex art. 6, comma 9 bis, legge 25/2010 e/o art. 13, comma 8, legge 257/92 (art. 18, comma 8, legge 179/02 ed art. 1, commi 20, 21 e 22, legge 247/07).
MODELLO DIPENDENTI PUBBLICI.doc
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vedi link circolare

Circolare INAIL decreto 'milleproroghe' 15-03-2010

Circolare INAIL decreto 'milleproroghe' 15-03-2010

Circolare INAIL decreto 'milleproroghe' 15-03-2010
Benefici previdenziali amianto
Circolare INAIL decreto 'milleproroghe'
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Benefici amianto anche per gli impiegati: irrilevanza della mansione, decisività dell'ambiente lavorativo – Sentenza 10114

Parere legale circa la necessità di deposito della domanda all’INAIL entro il 30.06.2010, ai sensi dell’art. 6, comma 9-bis, Legge n°25/10, anche per coloro che non hanno ottemperato entro il 15

Con la presente, ed in relazione alle modifiche legislative di cui all’art. 6, comma 9-bis, Legge n°25/10, si precisa che c’è un termine entro il 30.06.2010 per il deposito della domanda con allegati i curricula lavorativi, per effetto della proroga di legge.
La medesima è circoscritta ai soli siti oggetto di atto di indirizzo, con riconoscimento fino al 1992, e tuttavia si consiglia a tutti i lavoratori il rideposito della domanda, anche per coloro che non l’avessero fatto prima del 15.06.2005.
Infatti, non è giustificabile una proroga soltanto per alcuni e non per tutti i lavoratori.
Sicché è possibile depositare la nuova domanda, ovvero la domanda, adattando il modello che si allega, e successivamente si può agire giudiziariamente, eccependo la illegittimità costituzionale, per violazione dell’art. 3 e 38, ovvero la discriminazione, in violazione del diritto comunitario, e chiedere il rinvio degli atti alla Corte Costituzionale (per quanto riguarda l’eccezione di illegittimità costituzionale) oppure chiedere la disapplicazione del diritto interno, in contrasto con quello comunitario.
Inoltre i benefici contributivi sono dei risarcimenti contributivi, in adempimento della direttiva comunitaria, per cui in mancanza dell’indennizzo contributivo, si può chiedere il risarcimento vero e proprio.


Roma, 17.04.2010

Avv. Ezio Bonanni

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Scade il 30 giugno 2010 il termine per la presentazione dei modelli all'INAIL per gli esposti all'amianto

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Siamo a consigliare ancora una volta il deposito dei curricula lavorativi entro il 30.06.2010. Scarica il modulo da inviare all'INAIL
                                       milano giugno 2010       logo_CUB

COMUNICATO PER GLI ESPOSTI ALL’AMIANTO DEL TEATRO ALLA SCALA 

Per anni i lavoratori della Scala sono stati esposti all’amianto, senza che fossero informati dei rischi e quindi adeguatamente tutelati.
Una delle conseguenze è stata l’impossibilità di usufruire dei benefici (meglio sarebbe dire: risarcimenti) a livello previdenziale, previsti dalla legge 257 del ’91. In sintesi, i lavoratori esposti all’amianto per oltre 10 anni avrebbero avuto diritto alla moltiplicazione del numero degli anni di esposizione per il coefficiente 1,5 (6 mesi di benefici ogni anno di esposizione), per quanto riguarda il calcolo della copertura previdenziale. L’ultima finestra precedente per effettuare la domanda all’INAIL risale al 2003, legge n°326 e che dopo è stata prorogata fino giugno 2005. 
Ora si è aperto uno spiraglio per recuperare la possibilità di riconoscimento dell’esposizione.
Nell’IMMEDIATO, mettiamo a disposizione dei lavoratori il modulo per la domanda all’INAIL che scade il 30 giugno 2010, e soprattutto gli esperti (a partire dagli esperti legali) per le fasi successive, a seconda del tipo di risposta che arriverà dall’INAIL
Il passo successivo riguarda ogni lavoratore in modo individuale (si tratta di un diritto soggettivo indisponibile) deve chiedere al datore di lavoro (la Scala) una dichiarazione di esposizione all’amianto.
 

Pierluigi Sostaro

Responsabile Salute e Ambiente di Lavoro

 
Per info: sostaro@tiscali.it     cub.scala@anche.no 
o al   aMIanTO Comit Esposti Teatro Scala.x bianco e nero 

Elenco dei luoghi e cose che aiutano a realizzare il curriculum personale da allegare alla domanda

 LUOGHI E OGGETTI DI LAVORO CON ESPOSIZIONI ALL'AMIANTO
TEATRO ALLA SCALA MILANO.

Palcoscenico e Sala del Piermarini:

1- Sipario antiacustico “Pattona”, in tessuto di amianto. Luogo: Palcoscenico e Sala Piermarini dal 1967 al 1992.
2- Sipario antiacustico “Pattona”. Luogo: Piccola Scala” dal 1967 al 12/ 2001.

3- Guarnizione degli stipiti delle porte tagliafuoco. Luogo: sparse in tutto il teatro e in palcoscenico, fino al 2001.
4- Coperte di amianto antincendio. Luogo: sala, palcoscenico e laboratori. Residui di coperte usate fino al 1996.
5- Guanti antincendio lungo tutto il braccio in amianto. Luogo: palcoscenico e laboratori. Fino al 1995-1996.

6- Proiettori e componentistica elettrica. Luogo laboratori e palcoscenico Scala, fino al 2008, in uso anche al Teatro Arcimboldi tra il 2002 e 2004.
7- Proiettori detti ribaltine contenenti amianto (certificato e smaltito nel 2008 dall’rls) in uso anche in palcoscenico del Teatro Arcimboldi.

8a- Volta platea, sopra sala del Piermarini: camino rimosso nel 2002.
8b -Volta platea: bocche ricavate nella cupola adiacente proiettori ricoperte di amianto. Tessuti intrisi di amianto appoggiate sui lati della cupola. Tubi ricoperti di amianto abbandonati in deposito. Bonifica certificata, avvenuta nel 10/2009.

8c- Stanza lampadario seguipersona ricavata nella volta platea sopra sala del Piermarini: rivestimento interno delle pareti in tessuto di amianto; smaltimento parziale nel 2002, presente ancora oggi 30 giugno 2010 (certificato).
9- Palazzina di via Verdi: Sala prove del corpo di ballo e uffici dei personali amministrativi, presenza nel rivestimento plafone e pareti, fino al 2002.
10- Sala prove orchestrali e magazzino generale al piano terra.Presenza nel rivestimento Fino al 2001
 11- Ex Laboratori della Bovisa fino al 2001.
 12- Laboratori Ansaldo via Bergognone, padiglione deposito scene e padiglioni adiacenti della termoformatura. Bonifica nel 2006 (da verificare la data)
13- Deposito  Pero , Figino tutt’ora presente nei tetti.


Si consiglia a tutti i lavoratori che non hanno depositato la domanda all'Inail entro il 15.06.2005 di depositare entro il 30.06.2010 i curricula, che possono essere sostituiti con le autocertificazioni, avvalendosi della proroga dei termini, ex art. 6, comma 9 bis, legge 25/2010.
Anche se detta proroga è riservata esclusivamente ai lavoratori dei siti oggetto di atto di indirizzo, si consiglia comunque il deposito, anche per far valere la ingiusta discriminazione tra lavoratori egualmente esposti, e la palese incostituzionalità di questa norma nella interpretazione limitativa e riservata ad una ristretta cerchia di lavoratori (che si vorrebbe privilegiati rispetto ad altri, ed in fondo violando la loro stessa dignità che risiede anche nel rispetto del principio di solidarietà e di eguaglianza, sui quali si fonda la nostra Repubblica e la nostra società civile).

Roma, 04.06.2010

Cub Informazione – Pierluigi Sostaro-Avv. Ezio Bonanni

 Modulo da inviare all'inail (deposito)

clicca sul word e scarica il modulo da inviare all'INAIL di

Cso di Porta Nuova 19 CAP 20121 milano con A/R o personalmente.

 

Modello formato Word
Deposito curriculum lavorativo ex art. 6, comma 9 bis, legge 25/2010 e/o art. 13, comma 8, legge 257/92 (art. 18, comma 8, legge 179/02 ed art. 1, commi 20, 21 e 22, legge 247/07).
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vedi link circolare

Circolare INAIL decreto 'milleproroghe' 15-03-2010

Circolare INAIL decreto 'milleproroghe' 15-03-2010

Circolare INAIL decreto 'milleproroghe' 15-03-2010
Benefici previdenziali amianto
Circolare INAIL decreto 'milleproroghe'
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Benefici amianto anche per gli impiegati: irrilevanza della mansione, decisività dell'ambiente lavorativo – Sentenza 10114

Parere legale circa la necessità di deposito della domanda all’INAIL entro il 30.06.2010, ai sensi dell’art. 6, comma 9-bis, Legge n°25/10, anche per coloro che non hanno ottemperato entro il 15

Con la presente, ed in relazione alle modifiche legislative di cui all’art. 6, comma 9-bis, Legge n°25/10, si precisa che c’è un termine entro il 30.06.2010 per il deposito della domanda con allegati i curricula lavorativi, per effetto della proroga di legge.
La medesima è circoscritta ai soli siti oggetto di atto di indirizzo, con riconoscimento fino al 1992, e tuttavia si consiglia a tutti i lavoratori il rideposito della domanda, anche per coloro che non l’avessero fatto prima del 15.06.2005.
Infatti, non è giustificabile una proroga soltanto per alcuni e non per tutti i lavoratori.
Sicché è possibile depositare la nuova domanda, ovvero la domanda, adattando il modello che si allega, e successivamente si può agire giudiziariamente, eccependo la illegittimità costituzionale, per violazione dell’art. 3 e 38, ovvero la discriminazione, in violazione del diritto comunitario, e chiedere il rinvio degli atti alla Corte Costituzionale (per quanto riguarda l’eccezione di illegittimità costituzionale) oppure chiedere la disapplicazione del diritto interno, in contrasto con quello comunitario.
Inoltre i benefici contributivi sono dei risarcimenti contributivi, in adempimento della direttiva comunitaria, per cui in mancanza dell’indennizzo contributivo, si può chiedere il risarcimento vero e proprio.


Roma, 17.04.2010

Avv. Ezio Bonanni

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26 Giugno 2010

LA PARTITA E’ ANCORA APERTA. ALTROCHE’

Filed under: Uncategorized — Tag:, — Lavoratoriscala @ 23:45
                                                                   logo CUB

IL 29 ULTIMO GIORNO PER L'APPROVAZIONE AL SENATO O PER  IL DECADIMENTO DEL DECRETO BONDI.

DOBBIAMO RESISTERE UN MINUTO DI PIU'.
CON L'APPROVAZIONE DI TRE EMENDAMENTUCCI ALLA CAMERA  SIAM FINITI COMUNQUE AI SUPPLEMENTARI. DI NUOVO AL SENATO.
CERTO E' COME SE FOSSERO LORO IN UNDICI E NOI IN NOVE E ALL'ORA? TATTICA ALL'ITALIANA : CATENACCIO E CONTROPIEDE AL 89".
AL SENATO DI PIETRO DEVI ESSERE COME MARADONA. ALLENATORE DI UNA SQUADRA ENTUSIASTA ALL'OSTRUZIONISMO COME ALLA CAMERA .
MAGARI VI SEGUE PURE IL PD E L'UDC (MAGARI).
NOI CI CREDIAMO. LA LIRICA SARA'LA SLOVACCHIA PER BERLUSCONI.
LAVORATORI DELLO SPETTACOLO DAL VIVO: STRINGERE I DENTI .
LUNEDì E MARTEDì GIORNATE DI MOBILITAZIONE NAZIONALE. CI VOGLIONO DIVISI  SFIDUCIATI E ARRESI. DIMOSTRIAMO CIO' CHE SIAMO: UNITI E COMBATTIVI FINO ALLA FINE PER RESISTERE UN MINUTO DI PIU'

CUB SCALA.                                                             

punto per punto le novità del decreto                                     .

REGOLAMENTI: Il riordino sistematico del settore lirico sinfonico è demandato ai regolamenti che dovranno essere emanati, su proposta del Mibac, entro 18 mesi dalla data di conversione in legge del decreto, tenendo conto dei pareri della Conferenza unificata, del Consiglio di Stato e delle competenti commissioni parlamentari. Questi pareri dovranno essere espressi entro 60 giorni dalla ricezione dei regolamenti.

AUTONOMIA: Tutte le Fondazioni, dimostrando efficienza, corretta gestione, imprenditorialità ed economicità, possono ottenere l'autonomia che, nella prima stesura del testo, era riconosciuta solo al Teatro alla Scala di Milano e all'Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma.

 

CONTRATTI: Cambiano le regole del procedimento di contrattazione collettiva. Il nuovo contratto di settore dovrà essere sottoscritto da una rappresentanza delle Fondazioni coadiuvate dall'Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale nelle pubbliche amministrazioni) e dai sindacati maggiormente rappresentativi. Nella prima stesura era prevista anche la presenza di una delegazione datoriale individuata con decreto dal Mibac. Questa norma è stata abolita durante la seconda lettura alla Camera.

 

INTEGRATIVI: Il trattamento economico aggiuntivo previsto dai contratti integrativi aziendali, a partire dal 1 gennaio 2012, sarà ridotto del 25% se non si procederà alla stipula dei nuovi contratti di lavoro entro quella data. In ogni caso, gli integrativi in contrasto con i principi del decreto dovranno essere ricontrattati.

 

TURN OVER: Dal 2012 le assunzioni di personale a tempo indeterminato saranno limitate al 'turn over' del personale, sempre a tempo indeterminato, che nel corso dell'anno precedente ha lasciato il servizio. A decorrere dalla data di conversione in legge, invece, i lavoratori cosiddetti 'aggiunti' non possono superare il 15% dell'organico.

 

PENSIONE BALLERINI: I ballerini, sia uomini che donne, vanno in pensione a 45 anni. Per i due anni successivi alla data di entrata in vigore della legge, però, i ballerini assunti a tempo indeterminato, che hanno raggiunto o superato l'età pensionabile, possono esercitare l'opzione per restare in servizio, rinnovabile annualmente; tale opzione deve essere esercitata attraverso formale istanza da presentare all'ENPALS entro due mesi dalla data di entrata in vigore della norma, o almeno tre mesi prima del perfezionamento del diritto alla pensione, fermo restando il limite massimo di pensionamento di vecchiaia, di quarantasette anni per le donne e di cinquantadue per gli uomini.

 

PETRUZZELLI: La Fondazione Petruzzelli di Bari può effettuare assunzioni a tempo determinato e indeterminato, nei limiti della pianta organica approvata, preventivamente autorizzate dal Mibac.

 

IMAIE: L'istituto mutualistico del settore resta privato ma la sua attività è soggetta alla vigilanza congiunta della Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per l'informazione e l'editoria, del Mibac e del ministero del Lavoro per evitare i dissesti dovuti alla gestione degli ultimi anni.


Sciopero generale CUB del 25 giugno 2010
 

www.youtube.com
Grande adesione allo sciopero generale indetto dalla Confederazione Unitaria di Base- CUB, con migliaia di lavoratori, studenti e pensionati nelle manifestazioni di Firenze, Roma e Palermo e un grande corteo di oltre diecimila persone a Milano. Lo sciopero è stato indetto principalmente contro la …

LA PARTITA E' ANCORA APERTA. ALTROCHE'

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IL 29 ULTIMO GIORNO PER L'APPROVAZIONE AL SENATO O PER  IL DECADIMENTO DEL DECRETO BONDI.

DOBBIAMO RESISTERE UN MINUTO DI PIU'.
CON L'APPROVAZIONE DI TRE EMENDAMENTUCCI ALLA CAMERA  SIAM FINITI COMUNQUE AI SUPPLEMENTARI. DI NUOVO AL SENATO.
CERTO E' COME SE FOSSERO LORO IN UNDICI E NOI IN NOVE E ALL'ORA? TATTICA ALL'ITALIANA : CATENACCIO E CONTROPIEDE AL 89".
AL SENATO DI PIETRO DEVI ESSERE COME MARADONA. ALLENATORE DI UNA SQUADRA ENTUSIASTA ALL'OSTRUZIONISMO COME ALLA CAMERA .
MAGARI VI SEGUE PURE IL PD E L'UDC (MAGARI).
NOI CI CREDIAMO. LA LIRICA SARA'LA SLOVACCHIA PER BERLUSCONI.
LAVORATORI DELLO SPETTACOLO DAL VIVO: STRINGERE I DENTI .
LUNEDì E MARTEDì GIORNATE DI MOBILITAZIONE NAZIONALE. CI VOGLIONO DIVISI  SFIDUCIATI E ARRESI. DIMOSTRIAMO CIO' CHE SIAMO: UNITI E COMBATTIVI FINO ALLA FINE PER RESISTERE UN MINUTO DI PIU'

CUB SCALA.                                                             

punto per punto le novità del decreto                                     .

REGOLAMENTI: Il riordino sistematico del settore lirico sinfonico è demandato ai regolamenti che dovranno essere emanati, su proposta del Mibac, entro 18 mesi dalla data di conversione in legge del decreto, tenendo conto dei pareri della Conferenza unificata, del Consiglio di Stato e delle competenti commissioni parlamentari. Questi pareri dovranno essere espressi entro 60 giorni dalla ricezione dei regolamenti.

AUTONOMIA: Tutte le Fondazioni, dimostrando efficienza, corretta gestione, imprenditorialità ed economicità, possono ottenere l'autonomia che, nella prima stesura del testo, era riconosciuta solo al Teatro alla Scala di Milano e all'Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma.

 

CONTRATTI: Cambiano le regole del procedimento di contrattazione collettiva. Il nuovo contratto di settore dovrà essere sottoscritto da una rappresentanza delle Fondazioni coadiuvate dall'Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale nelle pubbliche amministrazioni) e dai sindacati maggiormente rappresentativi. Nella prima stesura era prevista anche la presenza di una delegazione datoriale individuata con decreto dal Mibac. Questa norma è stata abolita durante la seconda lettura alla Camera.

 

INTEGRATIVI: Il trattamento economico aggiuntivo previsto dai contratti integrativi aziendali, a partire dal 1 gennaio 2012, sarà ridotto del 25% se non si procederà alla stipula dei nuovi contratti di lavoro entro quella data. In ogni caso, gli integrativi in contrasto con i principi del decreto dovranno essere ricontrattati.

 

TURN OVER: Dal 2012 le assunzioni di personale a tempo indeterminato saranno limitate al 'turn over' del personale, sempre a tempo indeterminato, che nel corso dell'anno precedente ha lasciato il servizio. A decorrere dalla data di conversione in legge, invece, i lavoratori cosiddetti 'aggiunti' non possono superare il 15% dell'organico.

 

PENSIONE BALLERINI: I ballerini, sia uomini che donne, vanno in pensione a 45 anni. Per i due anni successivi alla data di entrata in vigore della legge, però, i ballerini assunti a tempo indeterminato, che hanno raggiunto o superato l'età pensionabile, possono esercitare l'opzione per restare in servizio, rinnovabile annualmente; tale opzione deve essere esercitata attraverso formale istanza da presentare all'ENPALS entro due mesi dalla data di entrata in vigore della norma, o almeno tre mesi prima del perfezionamento del diritto alla pensione, fermo restando il limite massimo di pensionamento di vecchiaia, di quarantasette anni per le donne e di cinquantadue per gli uomini.

 

PETRUZZELLI: La Fondazione Petruzzelli di Bari può effettuare assunzioni a tempo determinato e indeterminato, nei limiti della pianta organica approvata, preventivamente autorizzate dal Mibac.

 

IMAIE: L'istituto mutualistico del settore resta privato ma la sua attività è soggetta alla vigilanza congiunta della Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per l'informazione e l'editoria, del Mibac e del ministero del Lavoro per evitare i dissesti dovuti alla gestione degli ultimi anni.


Sciopero generale CUB del 25 giugno 2010
 

www.youtube.com
Grande adesione allo sciopero generale indetto dalla Confederazione Unitaria di Base- CUB, con migliaia di lavoratori, studenti e pensionati nelle manifestazioni di Firenze, Roma e Palermo e un grande corteo di oltre diecimila persone a Milano. Lo sciopero è stato indetto principalmente contro la …

24 Giugno 2010

la notte dei cristalli della lirica..e dei coltelli ALLA CAMERA

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Decreto lirica: Camera, seduta fiume

LA CAMERA E' IN SEDUTA FIUME PER LA TRASFORMAZIONE IN LEGGE DEL DECRETO BONDI.
PER NON PERDERE LA PARTITA DI CALCIO  DELL'ITALIA DOMANI, LA MAGGIORANZA DI GOVERNO OGGI IMPONE DI DISCUTERE E APPROVARE QUESTA NOTTE IL DECRETO INFAME. ECCO IL VALORE DELLA CULTURA PER QUESTO GOVERNO.
MASSIMO RISPETTO PER L'ITALIA DEI VALORI CHE TENTA IN SOLITUDINE L'OSTRUZIONISMO .
E' GIUNTO IL TEMPO DI SALIRE SUL TETTO.

Gianluca Lo Cicero

Si e' votato e dormito in aula. Ostruzionismo dell'Idv.

(ANSA) – ROMA, 24 GIU – Aula della Camera al lavoro per tutta la notte per la seduta fiume sul decreto legge contenente le disposizioni sulle fondazioni liriche. La seduta procede a oltranza, e si concludera' solo alla fine dell'esame dell' intero decreto legge. L'Idv ha praticato ostruzionismo con interventi a raffica. I deputati hanno passato la notte tra votazioni, sonnellini e caffe'. Tensione tra i deputati della Lega e quelli del Pdl con qualche insulto, e poi tra i leghisti e quelli dell'Idv.

 IL 25 GIUGNO 2010  DI 24 ORE – MANIFESTAZIONI A MILANO L.go Cairoli – ore 9.30 a ROMA Palazzo Chigi ore 10,00 a FIRENZE Via Cavour 10,00 davanti alla Prefettura- PALERMO Piazza Indipendenza ore 10,00 – Paghino i ricchi e gli evasori, via le spese militari, per il diritto al lavoro, al reddito e ai diritti sociali. In alternativa alla manovra che mette le mani nelle tasche di lavoratori e pensionati, tassare i grandi patrimoni, tagliare le spese militari, eliminare l’evasione fiscale per garantire il lavoro ai giovani e perché nessuno perda il lavoro. Trasformare i contratti precari a tempo indeterminato, garantire il diritto al reddito e i diritti sociali. Promuovono lo sciopero generale del 25 giugno: Cub; Usi Ait; S.I. Cobas; Unicobas Bari, Cobas Sanità Venezia.

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