Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

29 Aprile 2010

Lavoratoriscala verso il MayDay 2010!!!

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 08:18

 LAVORATORISCALA  May Day ELISSE  Mimi e attori, registi, sarte teatrali, musicisti, figuranti, tecnici, ballerini e cantanti, hanno deciso di auto rappresentarsi insieme in questa May Day 2010. Un'alleanza fruttuosa, creativa e dinamica con i lavoratori dello spettacolo dal vivo che comincia oggi, con questo carro, ma si propone di continuare per Azzerare il Decreto legge delle Fondazioni Liriche Sinfoniche. Vogliamo il reintegro immediato del F.U.S. (Fondo Unico dello Spettacolo) a un livello di paese civile che superi il triste primato del solo 0,3%.
Euromayday Parade. Primo maggio 2010. Milano, porta Ticinese, h 15   
Italy EuroMayday 

 Milano      Movimento Sogno    pulcinella03AutoOrgScala
 

LAVORATORI DELLO SPETTACOLO DAL VIVO 
                    INSIEME ALLA MAY DAY 2010 NEL PAESE SENZA QUALITA'
 

Mimi e attori, registi e sarte teatrali, musicisti, figuranti, tecnici ballerini e cantanti, hanno deciso di auto rappresentarsi insieme in questa May Day 2010.
 
Un'alleanza fruttuosa, creativa e dinamica che comincia oggi, con questo carro, ma si propone di continuare. Partiamo da qui, denunciando insieme la vergogna di questa Italia cialtrona di velinari e star televisive, di spettacoli indegni che piallano il cervello delle persone, inseguite da un'informazione impazzita che sbatte in prima pagina la vacanza del cantante e si dimentica della realtà.
 
Gli obiettivi del movimento, sono di creare un contenitore per informare, mettere a confronto e far discutere i lavoratori dello spettacolo. Oggi ci battiamo perché non sia approvata la Legge Quadro Carlucci- De Biasi senza le modifiche necessarie dall'attuale governo. Per quanto riguarda il Decreto legge delle Fondazioni Liriche Sinfoniche, chiediamo che sia azzerato sia per l’anticostituzionalità in alcune sue parti sia perché prende ad accettate il mondo del lavoro delle fondazioni che deve esser valorizzato mentre per nulla si occupa di metter limiti all’arroganza e ai costi esorbitanti delle agenzie monopoliste degli artisti e alle cricche baronali di stato, capitanate dal super commissario Nastasi.
Vogliamo il reintegro immediato del F.U.S. (Fondo Unico dello Spettacolo)a un livello di paese civile che superi il triste primato del solo 0,3%

 

Vogliamo volare alto, molto oltre tutto questo ciarpame. Ipotizziamo percorsi politici, creativi e conflittuali collettivamente condivisi. Più della sofferenza è l'immaginazione a tenere uniti. Sempre.
 
 
Lavoratori dello spettacolo dal vivo  Zeropuntre Sogno Milano /Autorganizzati Teatro alla Scala.

7 Comments »

  1. n Mayday

    Precarious of the world let’s fight! Saliamo sui tetti del mondo per opporci alla precarizzazione, per rivendicare reddito, diritti e cittadinanza per tutte/i. Il passato sta affondando. Il futuro siamo noi! Euromayday Parade. Primo maggio 2010. Milano, porta Ticinese, h 15

    Il primo maggio 2010 migliaia di persone torneranno nelle strade di Milano per la EuroMayday Parade, per mostrare l’orgoglio, la gioia e la rabbia dei precari e delle precarie. Dal 2001 al 2010, 10 anni d’arretramento dei diritti e delle retribuzioni, 10 anni di lotte e di sacrifici, d’opposizione netta, contro la deriva razzista, contro le politiche intolleranti e securitarie, contro la cultura del profitto che precarizza la vita di ognuno di noi.

    Noi che siamo quelli/e che creano la ricchezza, ma che non ne godono se non in minima parte. co.co.co e lavoratori a progetto, esternalizzate e partite iva, invisibili, cassintegrati, instabili e in nero. In 10 anni siamo diventati la maggioranza tra i lavoratori sotto i 40 anni. Nei prossimi 10, complice il liberismo, saremo la maggioranza di tutti i lavoratori.

    La crisi ha colpito duro  e se possibile ha peggiorato le  nostre condizioni di vita. E’ stata usata da imprese e padroni per svendere, ristrutturare e speculare. In molti i casi i lavoratori si sono opposti e le lotte hanno agitato i territori e i luoghi della produzione. Il primo marzo dei migranti, gli operai sui tetti delle fabbriche sono i simboli del dissenso al comando liberista. Ma con loro vi sono mille e ancora mille piccoli atti d’insubordinazione, di disturbo, di contestazione.

    La Mayday, dopo dieci anni, testardamente, continua a chiedere il conto, continua a guardare avanti. Incarnando le diverse anime dei conflitti parla con la voce delle rivendicazioni necessarie e possibili. La politica di palazzo ha abbandonato ormai del tutto i problemi del lavoro e dei diritti ma noi continuiamo, ostinate, a reclamare giustizia per tutti e tutte, nativi o migranti, per le generazioni precarie, gli operai, e per quei lavoratori che sono diventati precari nei fatti: cassintegrati, licenziate, esternalizzate, delocalizzati.

    Chiediamo continuità di reddito e accesso ai servizi a prescindere dal lavoro che facciamo e dal tipo di contratto che abbiamo o spesso non abbiamo. Reclamiamo i soldi che le aziende, avide e bastarde, continuano a sottrarci. Chiediamo cittadinanza per i migranti. E reclamiamo una scuola pubblica di qualità, un sistema di trasporti sostenibile e popolare, dei saperi liberi, fino ai diritti che non è più possibile legare solo al contratto a tempo indeterminato, come ferie pagate, pensione, malattia, maternità. Vogliamo un nuovo sistema di diritti, un welfare adatto alle nostre vite!

    Scenderemo nelle strade con rabbia e con gioia, per riappropriarci della città e far sentire la nostra voce. Saremo una macho free zone, per costruire un immaginario libero dalla cultura machista. Rivendichiamo una produzione culturale alternativa al piattume imperante, e vogliamo diffondere una conoscenza che sia realmente libera, condivisa e accessibile. Denunceremo la stupidità criminale del razzismo leghista e non solo e mostreremo un presente di sorellanza tra nativi e migranti. Proporremo un’idea di futuro con lo spezzone no-oil a pedali e i sound system alimentati a pannelli solari. Diremo no alle speculazioni di Expo 2015, fatte sulla pelle dei cittadini e sui nostri territori martoriati.

    Precarie, operai, partite iva, hacker, cassintegrate, studenti, creative, commessi, giornaliste, disoccupati, stagiste – nativi e migranti. Da Dortmund, Ginevra, Amburgo, Hanau, Lisbona, L’Aquila, Losanna, Malaga, Milano, Palermo, Tubingen, Zurigo, Tokio, Toronto e Tsukuba, uniamoci contro la crisi e gridiamo: Mayday Mayday!

    Commento di AutoOrgScala — 29 Aprile 2010 @ 15:18

  2. n Mayday

    Precarious of the world let’s fight! Saliamo sui tetti del mondo per opporci alla precarizzazione, per rivendicare reddito, diritti e cittadinanza per tutte/i. Il passato sta affondando. Il futuro siamo noi! Euromayday Parade. Primo maggio 2010. Milano, porta Ticinese, h 15

    Il primo maggio 2010 migliaia di persone torneranno nelle strade di Milano per la EuroMayday Parade, per mostrare l’orgoglio, la gioia e la rabbia dei precari e delle precarie. Dal 2001 al 2010, 10 anni d’arretramento dei diritti e delle retribuzioni, 10 anni di lotte e di sacrifici, d’opposizione netta, contro la deriva razzista, contro le politiche intolleranti e securitarie, contro la cultura del profitto che precarizza la vita di ognuno di noi.

    Noi che siamo quelli/e che creano la ricchezza, ma che non ne godono se non in minima parte. co.co.co e lavoratori a progetto, esternalizzate e partite iva, invisibili, cassintegrati, instabili e in nero. In 10 anni siamo diventati la maggioranza tra i lavoratori sotto i 40 anni. Nei prossimi 10, complice il liberismo, saremo la maggioranza di tutti i lavoratori.

    La crisi ha colpito duro  e se possibile ha peggiorato le  nostre condizioni di vita. E’ stata usata da imprese e padroni per svendere, ristrutturare e speculare. In molti i casi i lavoratori si sono opposti e le lotte hanno agitato i territori e i luoghi della produzione. Il primo marzo dei migranti, gli operai sui tetti delle fabbriche sono i simboli del dissenso al comando liberista. Ma con loro vi sono mille e ancora mille piccoli atti d’insubordinazione, di disturbo, di contestazione.

    La Mayday, dopo dieci anni, testardamente, continua a chiedere il conto, continua a guardare avanti. Incarnando le diverse anime dei conflitti parla con la voce delle rivendicazioni necessarie e possibili. La politica di palazzo ha abbandonato ormai del tutto i problemi del lavoro e dei diritti ma noi continuiamo, ostinate, a reclamare giustizia per tutti e tutte, nativi o migranti, per le generazioni precarie, gli operai, e per quei lavoratori che sono diventati precari nei fatti: cassintegrati, licenziate, esternalizzate, delocalizzati.

    Chiediamo continuità di reddito e accesso ai servizi a prescindere dal lavoro che facciamo e dal tipo di contratto che abbiamo o spesso non abbiamo. Reclamiamo i soldi che le aziende, avide e bastarde, continuano a sottrarci. Chiediamo cittadinanza per i migranti. E reclamiamo una scuola pubblica di qualità, un sistema di trasporti sostenibile e popolare, dei saperi liberi, fino ai diritti che non è più possibile legare solo al contratto a tempo indeterminato, come ferie pagate, pensione, malattia, maternità. Vogliamo un nuovo sistema di diritti, un welfare adatto alle nostre vite!

    Scenderemo nelle strade con rabbia e con gioia, per riappropriarci della città e far sentire la nostra voce. Saremo una macho free zone, per costruire un immaginario libero dalla cultura machista. Rivendichiamo una produzione culturale alternativa al piattume imperante, e vogliamo diffondere una conoscenza che sia realmente libera, condivisa e accessibile. Denunceremo la stupidità criminale del razzismo leghista e non solo e mostreremo un presente di sorellanza tra nativi e migranti. Proporremo un’idea di futuro con lo spezzone no-oil a pedali e i sound system alimentati a pannelli solari. Diremo no alle speculazioni di Expo 2015, fatte sulla pelle dei cittadini e sui nostri territori martoriati.

    Precarie, operai, partite iva, hacker, cassintegrate, studenti, creative, commessi, giornaliste, disoccupati, stagiste – nativi e migranti. Da Dortmund, Ginevra, Amburgo, Hanau, Lisbona, L’Aquila, Losanna, Malaga, Milano, Palermo, Tubingen, Zurigo, Tokio, Toronto e Tsukuba, uniamoci contro la crisi e gridiamo: Mayday Mayday!

    Commento di AutoOrgScala — 29 Aprile 2010 @ 15:18

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