Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

30 Luglio 2010

SOS GENOVA .EMERGENZA CARLO FELICE .MAX SOLIDARIETà AI 300 LAVORATORI

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 23:05

MENTRE IL TEATRINO  DEL PDL SI  PRENDE  TUTTA LA SCENA, A GENOVA SI CONSUMA IL DRAMMA CAUSATO DA UNO DEI  GENDARMI DI BONDI .

GENOVA – Carlo Felice, conto alla rovescia la Regione dice sì alla cassa in deroga
MICHELA BOMPANI
MERCOLEDÌ, 28 LUGLIO 2010 LA REPUBBLICA – Genova


E il teatro pensa di chiedere i danni all´ex commissario

La cassa integrazione in deroga e un probabile ricorso alla Corte dei Conti contro l´ex commissario del teatro Giuseppe Ferrazza. E´ febbrile il lavoro del consiglio d´amministrazione, del sovrintendente Giovanni Pacor, del direttore di staff Renzo Fossati (questi ultimi ufficialmente ancora senza contratto) intorno alla situazione disperata della Fondazione Teatro Carlo Felice. L´assessore comunale alle Politiche del lavoro, Mario Margini, ieri ha verificato con la Regione l´eventualità di ottenere la cassa integrazione in deroga per i lavoratori del teatro. Disco verde immediato da piazza De Ferrari: «Se serve, siamo pronti a concederla – dice l´assessore regionale alle Politiche dell´occupazione, Enrico Vesco – Sarebbe la prima volta e andrebbe studiata bene la situazione, ma l´abbiamo fatto per la Compagnia Unica per nove mesi, perché non farlo anche per il Carlo Felice?».
I lavoratori, spiega Vesco, dovrebbero però seguire percorsi di aggiornamento, durante il periodo di cassa in deroga, che andranno organizzati. Chi guadagna più di 1600 euro si troverà in busta paga circa 900 euro. «Nel momento in cui ci sarà un accordo sindacale, potrà partire immediatamente la cassa», indica i tempi Vesco.
Le decisioni però sono rimandate alla prossima settimana, o almeno alle ore successive l´audizione di sabato durante il consiglio di amministrazione della Deloitte & Touche, la società che ha analizzato i conti del Carlo Felice e che avrebbe preparato una serie di proposte per uscire dalla drammatica crisi. Proprio tra quelle righe, poi, potrebbe esserci una chiave, che la Fondazione attende. Ovvero nella relazione potrebbero esserci gli elementi perché possa partire una denuncia alla Corte dei Conti contro l´operato del commissario, Giuseppe Ferrazza che ha guidato per gli ultimi (quasi) due anni il teatro.
Dentro il Carlo Felice si sono fatti i calcoli: la situazione finanziaria sarebbe peggiorata, durante i mesi di commissariamento, di oltre tre milioni e mezzo di euro. Non solo, il commissario avrebbe confermato gli impegni tra la Fondazione e il maestro Daniel Oren per la prossima stagione, quando mancano 11 milioni di liquidità al teatro per arrivare a dicembre. E soprattutto per pagare gli stipendi. Bisogna fare un salto indietro, ai tempi in cui Oren divenne direttore principale del teatro con un contratto simbolico di un euro. E l´impegno però, ad affidargli la direzione di alcune opere in diverse stagioni. Quando Ferrazza dovette ridiscutere il cachet di Oren (ovviamente tagliandolo), però, avrebbe firmato una lettera in cui confermava al maestro l´impegno a invitarlo sul podio in future stagioni. Se così fosse avrebbe in qualche modo ipotecato il futuro del teatro. E consegnato al maestro una carta con la quale vantare diritti nei confronti della Fondazione.
«La gestione del commissario Ferrazza al Carlo Felice ci ha ridotto così: perché? Perché con il sovrintendente Gennaro Di Benedetto eravamo riusciti ad abbassare il deficit patrimoniale e oggi, dopo il commissariamento, siamo a 13,5 milioni?», denuncia Maria Pia Scandolo, sindacalista della Cgil in teatro. «Noi siamo pronti in ogni momento a discutere il futuro perché vogliamo che ci sia un futuro per i trecento lavoratori del Carlo Felice – dice Scandolo – non esistono ferie o festività, in qualunque momento noi ci saremo». La sindacalista è preoccupata dell´eventuale soluzione della cassa integrazione in deroga per i dipendenti del teatro: «Immagino un impatto molto pesante, i lavoratori che percepiranno 1000 euro al mese se andrà bene, ma non possono pagare loro una gestione, l´ultima, che i nuovi vertici dovrebbero valutare di denunciare».
Servono 11 milioni di liquidità: difficile immaginare uno sponsor che si accolli un carico del genere che per altro non risolverebbe nulla, servirebbe solo per arrivare a fine anno. «Credo che se una soluzione va individuata – dice Scandolo – andrà cercata nella realizzazione di un serio e credibile piano industriale di risanamento: con quello si potrà convincere le banche a salvare il Carlo Felice».

62 Comments »

  1. mi dispiace per chi lavora a genova.speriamo bene

    Commento di anonimo — 31 Luglio 2010 @ 22:06

  2. Okay, andiamo pure a vedere di chi sono le colpe.Ma rimane una priorità assoluta: il Carlo Felice non deve chiudere!!!Solidarietà a tutti coloro che sono implicati in questa che può diventare una tragedia artistica.orsolina la birichina

    Commento di anonimo — 31 Luglio 2010 @ 23:33

  3. Cominciano a maturare i frutti di anni di dissoluta conduzione delle organizzazioni sindacali, pronte a sventolare le bandierine della protesta… fine al tesseramento ed agli interessi di marchetta, sigla per sigla…la cgil con i tecnici, la fials con gli orchestrali, uil e cisl con sarte, impiegati e contratti a prestazione.Una seria politica sindacale che vada a monitorare i BILANCI delle Fondazioni non c'è mai stata…e i sovrintendenti di turno hanno smarchettato alla grande con i finanziamenti, accontentando agenzie amiche, registi e direttori compiacenti, programmazioni di comodo.Di cosa ci meravigliamo?

    Commento di anonimo — 1 Agosto 2010 @ 12:33

  4. concordo con il numero 3 ma va detto che io a Genova c'ho lavorato e ho visto cose che voi umani…un catalogo di nefandezze, assenteismi, irregolarità, disfunzioni e imboscamenti che potrebbe stupire anche il più acerrimo sostenitore del ministro Brunetta.purtroppo temo che le responsabilità dello sfascio di alcuni Enti Lirici siano da distribuire equamente fra sovrintendenti, dirigenti intermedi, sindacati e lavoratori.personalmente, anche dopo aver letto molti interventi scaligeri qui dentro, non mi sento di prendere più le parti di nessuno.

    Commento di lavitaagra — 1 Agosto 2010 @ 14:30

  5. Certamente…dove ci sono quelli che le marchette le propongono…ci sono quelli che le accettano!Questo vale a tutti i livelli e a tutti i gradini della Scala…

    Commento di anonimo — 1 Agosto 2010 @ 16:48

  6. Il # 3 queste cose vada a raccontarle in casa sua. I lavoratori di Genova , che lui come tutti i fascitelli dell'ultima ora che adorano lanciare anatemi vorrebbe tutti inquadrati e zitti assoldati per categoria nelle sigle sindacali, in questa storia non hanno nessuna colpa. I lavoratori di genova TUTTI hanno sempre e comunque pagato sulla loro pelle le malefatte dei burocrati. E' dal 1996 che non hanno aumenti in busta paga e gli stpiendi di genova sono i piu' bassi d'Europa. Nel 2009 a seguito del fallimento del Fondo Pensioni (UNICO CASO AL MONDO!!!…ANCHE QUESTO BLOG RICORDO DEDICO' DEGLI ARTICOLI)  A seguito di tale fallimento  I lavoratori del Carlo Felice hanno dovuto accettare con il FUCILE ALLA TEMPIA, pena la chiusura del teatro,un rimborso delle somme spettanti DA LORO VERSATE NEGLI ANNI del 70 % lordo. Adesso arriva la cassa Integrazione. Attenti amici e colleghi degli altri teatri !Si comincia da Genova ma la cosa potrebbe allargarsi a tutta Italia. E' bestiale capire  leggendo tra commenti, anonimi, che in Italia gli avvoltoi esitono eccome.Sono gli stessi che quando parli dello sfacelo di questo paese giurano di non aver mai votato Berlusconi. E' facile prendersela con le sarte, i tecnici,gli orchestrali, gli impiegati e gli artisti del coro. Sparate pure nel mucchio come facevano i nazisti.Qua su questo blog c'è gente che il teatro lo conosce molto bene, meglio di chi dice che a "Genova c'ha lavorato" grazie a qualque questua di qualche agenzia e sa come funziona il sistema. Invece di invocare  leggi che puniscono i reati di bilancio come in TUTTI i paesi civili del mondo, inveite  e vi scagliate contro le sarte o qualche impiegato che sonnecchia.Vergognatevi buffoni!UN GRAZIE  al BLOG DEI  LAVORATORI DELLA SCALA PER LA SOLIDARIETA'. IL TEATRO SIAMO NOI . NOI "LAVORATORI SPECIFICI" così come ci definisce Lo Statuto dei Lavoratori per i quali LA CASSA IN DEROGA NON HA ALCUN SENSO.

    Commento di anonimo — 3 Agosto 2010 @ 16:26

  7. Amici e coleghi  del Carlo Felice se dovete essere protagonisti di una "prima assoluta" per l'italia e il mondo fate in modo che sia solo ed unicamente un'opera lirica e non la Cassa Integrazione.

    Commento di anonimo — 3 Agosto 2010 @ 17:37

  8. #6 non hai capito una mazza…quello che è successo a Genova è responsabilità della inerzia sindacale e del continuo patteggiamento per le briciole…mentre ai piani alti si liquefacevano le risorse.Qui di fascista c'è solo la imperitura voglia di non capire le dinamiche di un Teatro, badando solo al tirare a campare, e questi PURTROPPO sono i risultati.Solidarietà ai lavoratori del Carlo Felice.

    Commento di anonimo — 3 Agosto 2010 @ 21:09

  9. in n°6, giustamente alterato di fronte al rischio di cassa integrazione che incombe sulla testa sua e dei suoi colleghi, ripropone lo stesso ragionamento dei lavoratori scaligeri di fronte a una situazione ben meno grave della loro.e cioé: la colpa è sempre di qualcun altro.e io sono d'accordo con lui.tuttavia insisto nel dire che nel periodo in cui tutta questa situazione si è generata nessuno, né a Genova né alla Scala, si è sognato di dire né ah né bah, al massimo qualche mugugno in camerino o in quinta, su situazione che da anni erano note a tutti.e certo anche i sindacati hanno fatto la loro parte nella creazione di questo sistema, nessuno escluso.ora il sistema è scoppiato semplicemente perché qualcuno, Bondi e il governo, ha deciso di utilizzare strumentalmente un dato reale presente in tutti i teatri italiani – assenteismo, imboscamenti, organici sovradimensionati, dirigenze inette, doppi cast con relative percentuiali per le agenzie, favori a tutto andare per registi, scenografi e così via – per fare la stessa cosa che succede in tutti gli altri posti di lavoro, vedi per esempio Alitalia.e cioè portare la situazione allo sfascio per poi smantellare o privatizzare tutto con l'unico scopo di abbattere i costi e dirottare i finanziamenti pubblici altrove.succede nel pubblico e nel privato e non si vede adesso perché non debba succedere anche negli Enti Lirici.io non dico che sia giusto, anzi.dico solo che una parte di responsabilità di questo è anche di alcune fasce di lavoratori che per anni hanno interpretato ogni azione sindacale in termini opportunistici e corporativi per mantenere alcuni loro privilegi.e, per la cronaca io a Genova "c'ho lavorato" non per il tramite di una qualche agenzia ma semplicemente in qualità di lavoratore dipendente a tempo determinato e per coprire un organico in previsione dei numerosi casi di assenteismo che infatti si sono puntualmente verificati all'interno della produzione alla quale ho partecipato.

    Commento di lavitaagra — 3 Agosto 2010 @ 22:25

  10. per il #8 No caro tu sei un FASCISTA .Di quelli dell'ultima ora .Fai il saputello pontifichi sui DOVERI dei lavoratori. Pensa alla tua fottuta partita IVA e alle tasse che evadi puntulamente ogni anno assieme ad altri migliaia di italiani che assime a te hanno votato il governo del cerone.   Scarichi la colpa su dei lavoratori e sui loro rappresentanti. Cosa pretendi da chi già ha speso una vita intera dedicandosi alla attività teatrale ,al proprio strumento, al rispetto di un palcoscenico? Che si intenda anche di bilanci?Di legami massoni? Di tresche governative? Su cosa altro devono vigilare i lavoratori se non altro che sul rispetto del loro contratto COLLETIVO? Dobbiamo anche occuparci di bilanci?    Di quei bilanci che i farabutti che tu difendi possono regolarmete  e A NORMA DI LEGGE taroccare perchè in questo paese di m…governato da politic di m…che tu hai votato, le leggi AD PERSONAM non puniscono i resti di bilancio? Valle a scrivere sul "Il Giornale 2000" e su tutte le altre testate vendute ai vari pennivendoli del padrone le tue barzellette sui bilanci. Lì puoi gridare tutti i tuoi anatemi, maledire tutti i lavoratori. Troverai un sacco di "bolliti" che ti danno ragione! Non qua. Qua ci scrivono persone che il TEATRO lo vivono tutti i giorni, caro analfabeta!LAVORATORI DEL CARLO FELICE TENETE DURO!

    Commento di anonimo — 3 Agosto 2010 @ 22:36

  11. il #9 ovviamente protestato e mai piu' chiamato a "lavorare" al Carlo Felice  se la prende coi lavoratori come se fossero loro la causa delle sue disgrazie . Come quelli che criticano LA SCALA perchè sono stati scartati…ce n'è pieno!Dicci chi mugugnava in Camerino assieme a te? Qualche comprimario scarso? Renditi conto di quanto sei ridicolo, vieni sul BLOG DEI LAVORATORI SCALA A DIFENDERE BONDI???? Bravo sei un vero duro! Facile fare il guappo di cartone nascosto dietro l'anonimato di un computer eh?Organici "sovraddimensionati"? Di Quali organici parli? Vai a leggere gli organici degli altri teatri europei. Vedi quanta c'è in palcoscenico a Berlino o a Zurigo. Si fanno il doppio dei nostri spettacoli sai perchè? Lì lo Stato investe anzi come dici te "spreca" per l'Opera . E all'estero il REATO di BILANCIO come dice giustamente # 10 E' PUNITO DALLA LEGGE. Qua no. Il Nano si è fatto un botto di leggi a persona sull'argometo e tu l'hai pure votato! Hai voglia di indagare e scoprire il malaffare in Italia e nei teatri . Qua in galera non ci va nessuno. Il bello è che la gente come te li vota.Il tuo amato Bondi non ha risolto un emerito c..-o:  Il tuo amico Meli a Parma continuerà prendere 1000 euro al giorno di stipendio alla facciaccia tua che pontifichi , caro disoccupato.P.S. Incredibile come la vicenda Carlo Felice stia facendo risorgere un sacco di cadaveri berlusconiani su questo blog! Al leggere i vostri interveti squinternati sembra di capire che sia il Governo dell'amore a volerlo chiudere!

    Commento di anonimo — 3 Agosto 2010 @ 22:56

  12. VORREI PRECISARE CHE IL TEATRO CARLO FELICE IN RELAZIONE AL SUO STATO PATRIMONIALE 2010 ATTUALMENTE DISPONE DI 3 DIFFERENTI RELAZIONI DI BILANCIO: -UNA CONSEGNATA DAL "GENDARME" DI BONDI IL COMMISSARIO GOVERNATIVO-UNA ELABORATA IN CORSO DI STAGIONE  DAL CDA-UNA EFFETTUATA RECENTEMENTE DALLO STUDIO SVIZZERO DOLITTE COSTATA 40 MILA EURO.AMMESSO E CONCESSO CHE QUALCHE SINDACALISTA SI INTENDA DI BILANCI E GESTIONE, PERCHE' E' SOLO ATRAVERSO  IL CONTROLLO DI TALI DOCUMENTI  CHE SI DIMOSTRA IL MALAFFARE E LA MALAGESTIONE  E AMMESSO PER PURE UTOPIA CHE I REATI SIANO CONTESTABILI E PUNIBILI A QUALI DEI 3 BILANCI DEBBONO ESSERE STUDIATI? C'E' QUALCHE SCENZIATO CHE PUO' RISPONDERE?GRAZIE

    Commento di anonimo — 3 Agosto 2010 @ 23:17

  13. 10 e 11 non si capisce se sono una persona sola ma dicono le stesse cose e soprattutto non leggono attentamente gli interventi altrui e presumono cose in merito a chi scrive non si capisce sulla base di quali elementi.la vecchia tecnica da talk show di attaccare sul piano personale per evitare di entrare ne merito.ora si dà il caso che l'unico merito dell'anonimato (che peraltro in questo caso è comune a tutti gli interlocutori compreso che scrive che almeno però c'ha un nick che lo rende indentificabile all'interno della discussione) sia quello di poter confrontare le idee al di là delle vicende personali.invece siamo qui a dover precisare la propria posizione personale per evitare di finire triturati nella, peraltro fittizia, contrapposizione fra berlusconiani da una parte e non si sa bene chi dall'altra.comunque se qualcuno vuole leggere il mio intervento precedente e capire cosa dico bene, altrimenti non importa.preciso solo che non sono stato protestato né a Genova né altrove e che anzi proprio a Genova ho visto lavoratori protestati affidati ad un'altra mansione palesemente inventata per loro.non solo ma sarei tornato volentieri a lavorarci ancora se non fosse che, per risolvere questioni interne, al posto mio e di altri precari, o intermittenti dello spettacolo che dir si voglia, sono stati chiamati altri lavoratori dall'estero con costi decisamente superiori a quelli di lavoratori a tempo determinato come me.dopo di che ho proseguito la mia vita da intermittente lavorando altrove e continuo a farlo così come la stragrande maggioranza degli addetti del settore cui appartengo.se poi devo solidarizzare con qualcuno solo perché è vessato da Berlusconi e Bondi, che non ho mai votato ovviamente, allora sinceramente preferisco farlo con qualcun altro, meglio se non si maschera da "difensore della cultura" per celare le proprie normalissime pulsioni corporative, meglio ancora se è precario, per scelta o per impossibilità di fare altro.

    Commento di lavitaagra — 3 Agosto 2010 @ 23:38

  14. Ecco le solite balle dei Berlusconiani che parlano per sloganCosa vuol dire organici "sovradimensionati"? Rispetto a cosa ? la pianta organica del Carlo Felice , quella decisa e depositata al  Ministero al tempo dell'entrata in vigore della Fondazione è di 314 persone. Allo stato attuale al Carlo Felice lavorano 296 persone con contratto stabile. Il contratto Nazionale di lavoro prevede un eccesso sino al 15 % in piu' sulla pianta organica per i contratti a termine.Il Carlo Felice è una delle Fondazioni con meno personale d'Italia e, come qualcuno sopra ha detto , con gli stipendi piu' bassi d'Italia.Prima di parlare è sempre meglio informarsi.E' chiaro che ,come nel caso della  Fiat, se si smette  di produrre auto  gli organici sono senz'altro sovradimensionati….Dove sarebbero poi  gli assenteisti? In un'orchestra e un coro c'è ben poco da fare assenze, tali strumenti e/o voci suonano tali strumenti servono! Stessa cosa vale per i techici. Ogni allestimento , seguendo il piano regia , ha indicato  il numero esatto di tecnici che servono.Se poi in  certi uffici e le agenzie si fanno i cast a suon di mazzette, questo problema non puo' risolverlo il sindacato. Quanti Sindaci corrotti esistono in questo paese? Per caso la colpa è degli impiegati comunali delle varie anagrafe perchè non sorvegliano?I Sovrintendenti i Direttori Artistici e i ruffiani vari nelle direzioni dei teatri continueranno a fare danni a destra e a manca perchè come è stato detto e ripetuto piu' volte i reati di bilancio in questo paese non vengono puniti dalla legge,ammesso e concesso che un elettricista teatrale che fa il sindacalista sia capace di studiare e analizzare un bilancio.

    Commento di anonimo — 4 Agosto 2010 @ 07:45

  15. #10 ti informo che non ho partita iva, non ho mai votato il cerone per lo schifo che mi fa e insisto nel dire che le SEGRETERIE sindacali (non i lavoratori) avrebbero dovuto e dovrebbero, visto che è loro prerogativa, chiedere al cda i bilanci stagione per stagione.Poi, se ti diverte ancora l'adolescenziale trastullo del "fascista" o "comunista" fai pure…le responsabilità di chi rappresenta i lavoratori ci sono tutte.

    Commento di anonimo — 4 Agosto 2010 @ 09:13

  16. #14 vai a vedere nell'orchestra della Scala in quanti sono gli "assenteisti"…ooops, è vero, si chiamano alternanze!Intanto in Argentina ben 42 orchestrali non sono in organico…mah, saranno tutte doppie prime parti? E si suona Aida e Requiem di Verdi!Sarebbe simpatico vedere come fanno questi signori ad essere esentati da una produzione…certo, 70 euro al giorno di diaria sono poche, ma 16 ore di volo da smazzarsi sono troppe….si sciupano gli strumenti! Meglio le masterclass…e le trasferte della filarmonica.

    Commento di anonimo — 4 Agosto 2010 @ 11:27

  17. #16 Le "alternanze" esistono in tutte le orchestre del mondo. E' normale. Vai a contare gli organici delle orchestre dei teatri d'Opera tedeschi, svizzeri, francesi, spagnoli persino al tearo dell'Opera delle Isole canarie. Credete che i 100 e passa elementi di quelle orchestre siano TUTTI QUANTI in produzione? E' facile criticare il lavoro altrui senza saperne una mazza eh? Bene facciamo così…facciamo una prova… togliamo il primo  trombone  dall'orchestra in "alternanza"  ti ci mettiamo te che chiaccheri tanto  al posto suo.  Siccome quando sei "in alternanza" sei anche a  disposizione ti chiamiamo a sostituire il collega malato in mezzo alla recita…. poi prendiamo il trombonista vero  e lo mettiamo fare il tuo lavoro, qualunque esso sia…vediamo chi dei due fa piu' danni!Ma parlate e scrivete di cose di cui non capite un emerito….siete tutti IMPRENDITORI ILLUMINATI E MORALISTI NASCOSTI DIETRO UN COMPUTER?Conigli…

    Commento di anonimo — 4 Agosto 2010 @ 12:36

  18. PER IL #10LE SEGRETERIE SINDACALI E TERRITORIALI SONO COMPOSTE DAL PERSONALE DEI LAVORATORI. NON SONO DEI REVISORI DEI CONTI. HAI IDEA DI QUANTO COSTA ANALIZZARE UN BILANCIO IN MANIERA COMPETENTE? LO STUDIO DOLITTE CHE HA FATTO UNA DELLE ANALISI DEI TRE BILANCI DEL TEATRO CARLO FELICE HA CHIESTO 40MILA EURO!NON E' COMPITO DI UN SINDACATO FARE IL REVISORE DI BILANCIO.IL SINDACATO SERVE PER TUTELARE I DIRITTI DEI LAVORATORI.SAREBBE TUTTO MOLTO PIU' SEMPLICE SE QUANDO ACCADE CHE IL BILANCIO DI UN ANNO E' NEGATIVO FOSSERO CHIAMATI A PAGARE I RESPONSABILI. IN ITALIA A CAUSA DELLE LEGGI ATTUALI NON SI POSSONO PUNIRE. NON SIAMO LA GERMANIA PURTROPPO.VI RICORDO CHE IN TEMPI PASSATI QUANDO I DIPENDENTI DEL CARLO FELICE HANNO AVUTO LA CERTEZZA CHE SI STAVANO COMPIENDO DEGLI SCEMPI AMMINISTRATIVI , HANNO FATTO SCIOPERO. MA GENTE COME TE GLI HA DATO SUBITO ADDOSSO CHIAMNDOLI FANNULONI PRIVILEGIATI. VATTI A RILEGGERE SU INTERNET GLI ARTICOLI DI CRONACA CHE RIGUARDANO IL TEATRO NEGLI ANNI PASSATI. LEGGI I MOTIVI PER CUI VENIVANO FATTI GLI SCIOPERI. TROVAMENE UNO SOLO CHE PARLA DI AUMENTI DI STIPENDIO O SE TRA LE RAGIONI DEGLI SCIOPERI PASSATI INVECE CI SONO ACCUSE CONTRO GESTIONI DISASTRATE.SMETTETELA DI RINCORRERE I MULINI A VENTO E INSULTARE I PORTINAI O LE SARTE DEI TEATRI. CHI CREDI CHE SIANO I LORO RAPPRESENTANTI TERRITORIALI DEGLI SCIENZIATI  DEI LUMINARI DELL'ECONOMIA?

    Commento di anonimo — 4 Agosto 2010 @ 12:48

  19. è un po' improbabile che 42 professori d'orchestra possano alternarsi con chi è a 12.000 km di distanza…QUARANTADUE, ciccio, mica pippe!è quasi mezza orchestra….VERGOGNATEVI PARASSITI

    Commento di anonimo — 4 Agosto 2010 @ 12:52

  20. Credete che la Scala sia l'unico teatro al mondo che lascia a casa pagati i dipendenti quando fa le tournee all'estero?Il tuo grandissimo teatro "Faro della lirica nel Mondo" ha tutti i mezzi necessari per fare produzione in loco durante la turnee in Argentina dell'orchestra . Non è certo colpa dei Professori rimasti a casa se il teatro non produce. Sono sicuro inoltre che durante la prossima programmazione se si vuole ci sono tutti i mezzi per utilizzare il lavoro di coloro che in questo periodo sono rimasti a casa…Vergognati tu, che sputi nel piatto in cui mangi…e mangi tanto… piu' dei tuoi colleghi degli altri  teatri.

    Commento di anonimo — 4 Agosto 2010 @ 13:16

  21. PARACULOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

    Commento di anonimo — 4 Agosto 2010 @ 14:40

  22. Premesso che provo un certo fastidio per i toni allucinanti di moltissimi interventi, vorrei tornare sull'esigenza che il Carlo Felice non chiuda.E mi chiedo: ma davvero tra i tanti e ricchissimi imprenditori genovesi e liguri non si trovano alcuni finanziatori? perché è considerato normale che una città abbia due squadre di calcio in serie A, mentre per il teatro lirico nessuno muove un dito?Eppure c'è un'élite genovese che è davvero piena di soldi.Mi piacerebbe che qualcuno si sentisse sensibilizzato.orsolina la birichinap.s.: per quanto riguarda la tournée argentina della Scala: ma quale musicista ragionevole farebbe tutti quei chilometri in aereo per farsi dirigere da un annoiato e disinteressato lobbysta dell'arte?

    Commento di anonimo — 4 Agosto 2010 @ 15:44

  23. orchestrali paraculi e malatesta che difende i privilegi…….bastaaaaaaaaaaaaaa!    questo signori dovrebbero ricordarsi, innanzitutto, di essere ORCHESTRALI della Scala, e non, come ha impunemente affermato un trombone della filarmonica in assemblea, coloro che "innalzano il premio produzione grazie ai concerti che la filarmonica fa…" uè, filise' bello, hai deciso da grande cosa fai?SEI UN ORCHESTRALE DELLA SCALA O UN MEMBRO DEL CDA FILARMONICA? La coerenza non è di casa in Scala…dove illustri TROMBONI e TROMBE malatestiane predicano bene ma razzolano malissimo.La Filarmonica fa la stagione sinfonica alla Scala in RESTITUZIONE, appunto, del tempo libero che ha per fare i concerti privati come filarmonica a 500 euro a concerto…e un delegato cgil orcgestra/filarmonica (lattuada per chi non avesse capito) si vanta di pagare il mutuo con i concerti della filarmonica stessa….altro dobbiamo dire?VERGOGNATEVI IPOCRITI ! Andate a fare la manifestazioni in piazza….ahahahah!

    Commento di anonimo — 4 Agosto 2010 @ 16:05

  24. mitica orsolina!! i tuoi intevrenti sono sempre i più intelligenti del blog.e aggiungo una cosa: Garrone invece che buttare nel cesso milioni di euro per Cassano e Pazzini, dia una mano al Carlo Felice!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Commento di anonimo — 4 Agosto 2010 @ 18:21

  25. Buona sera a tutti,leggendo i vari post sentivo di rispondere a tutti, però…però mi sono accorto che non ne vale la pena……non ne vale la pena perchè il nocciolo non viene affrontato…esiste un progetto per distruggere la conoscenza, la cultura in tutte le sue forme .Si parte dalla scuola per arrivare ai teatri,E' inutile menare il torrone sui piccoli/grandi conflitti che assillano ogni realtà ed ogni ambito culturale/lavorativo..Dietro ogni evento esistono dei lavoratori, dal runner all'amministrativo, ognuno con i suoi compiti ed ognuno con le sue peculiarità e responsabilità.Dov'è che bisogna agire per salvare dall'oblio "tutte" le forme di espressione artistica ?votando governi a cui interessa solo il proprio interesse personale ? andando al mare invece di votare ?altre forme di azione ?Agire ovunque portando il germe della cultura e del confronto, consapevoli di non avere rimedi ai mali del mondo ma consci dell'importanza della conoscenza ….non ho risposte,ho solo un desiderio….salire sul palco preoccupandomi solo dei problemi tecnici ( sono  un operaio)….. pura utopia !Quando saremmo in molti a guardare la Luna invece del dito forse….si potrà dialogare e costruire il futuro dei Ns. figli…Al momento vedo solo attacchi personali fini a se stessi senza alcuna volontà di combattere l'ignoranza dilagante utilizzando le proprie specificità artistiche e tecniche per andare oltre il momento attuale….Quello che è possibile fare è restare uniti !Abbiamo dalla Ns. parte il Potere vero, che non è il denaro….è la CULTURA  !    ( ..certo che fà paura ..   la cultura non è verdura..)La cultura non è merce di scambio,la ricchezza che produce non è monetizzabile,è la differenza tra l' homus televisivus ed il genere umano…..SOLIDARIETA'  AI COLLEGHI DI GENOVA

    Commento di anonimo — 4 Agosto 2010 @ 23:28

  26. @ #22 Orsolina la birichina:I soldi dai privati è difficili rastrellarli. Non esistono ancora i criteri per la defiscalizzazione in Italia. La Scala unico e raro esempio riesce perchè è un marchio ghiotto per i vari   boiardi  , fidati pero' a lungo andare il gioco non vale la candela. Quando questi tecnocrati e i loro sponsor avranno raggiunto la maggioranza nei CDA (se non ce l'hanno già) i contratti e le regole su cui si basa questo lavoro spriranno. Così come pian piano svuoteranno tutto sino a far diventare anche un teatro importante come La Scala solo un contenitore che vive di ricordi.Chi vuoi che investa in teatro di cassaintegrati come quello di Genova? E poi in questi giorni tanti importantissimi festivals , alcuni dei quali erano virtuosamente sostenuti da sponsor privati e offrivano un cartellone di tutto rispetto sono stati tranciati dalla scure Tremontiana quali "enti inutili". E' un massacro ogni anno ne esce una nuova. Prima la serie B e la Serie A della Lirica….che stanno già attuando grazie al Decreto Bondi. Quest'anno " gli enti inutili" .Credo che in tutti questi anni abbiamo vissuto tutti un'utopia

    Commento di anonimo — 5 Agosto 2010 @ 01:37

  27. Ciao a tutti, sono un professore d'orchestra di Genova, ovviamente estremamente preoccupato per la piega che stanno prendendo le cose nel mio Teatro.Prima di tutto, vorrei ringraziare a tutti i colleghi scaligeri che ci sostengono a distanza, nonchè gli artisti come Orsolina.Poi, vorrei un po' sgomberare il campo da conflitti, ripicche, dietrologie, lanci d'accuse, minacce di dossier e quant'altro, che a mio parere rischiano di allontanarci da quello che ritengo il vero nodo del problema.Non c'è alcun dubbio che nel mio teatro (come negli altri teatri e come probabilmente in quasi ogni altro posto di lavoro italiano in questi bassissimi tempi) certe frange sindacali (ma non necessariamente tutte, beninteso) abbiano spesso vivacchiato su scambi di favori, con un occhio al tornaconto immediato e scarsa lungimiranza. Questo è potuto succedere, ovviamente, perchè la PATETICA (quando non corrotta) classe dirigente alla quale ormai ovunque siamo rassegnati ha consentito o addirittura incentivato un simile sistema, anche perchè questo ha consentito di distogliere l'attenzione da cose come i generosi appalti a parenti, amici ed amici degli amici, le nomine di dirigenti che nessuno sa a cosa servano, le consulenze d'oro, i sottobanchi, e via falsificando (i bilanci). Queste cose le sappiamo tutti, e sicuramente sono all'origine di una parte del deficit del Carlo Felice (e non solo).Ma non dimentichiamoci la cosa a mio parere più importante: g.i ABERRANTI tagli al FUS hanno portato il finanziamento statale a livelli che ormai per diverse Fondazioni non sono più compatibili con la sopravvivenza di una realtà professionale., o perlomeno non lo possono essere nel lungo termine, senza una seria politica di defiscalizzazione per i contributi privati (di cui da decennti tutti parlano ma che continua a non essere mai messa in pratica). Il 2011 ci porterà in dote l'infamia di un ulteriore indecente sforbiciata al FUS, e se questo non bastasse, viene dato come scontato il fatto che in futuro la cosa sicuramente continuerà su questo binario.Alla lunga una simile politica nazionale, unita ai tagli agli enti locali, può voler dire una sola cosa: che nel giro di pochissimi anni, prima o poi QUASI TUTTE LE FONDAZIONI (almeno 9-10 secondo me) si troveranno alla canna del gas, nella condizione di non poter andare avanti. È solo questione di tempo, ma da una simile escalation di tagli si possono salvare (forse) solo la Scala e un altro paio di realtà, vista la deprimente tirchieria degli imprenditori nostrani (il caso del PETROLIERE Garrone, proprietario di mezza Liguria, che siede nel consiglio d'amministrazione del Carlo Felice e, pur assistendo alla rovina del Teatro se ne sta a guardare e a pontificare sui giornali senza tirar fuori lo straccio di un euro, è tristemente emblematico). Imprenditori sui quali, oltretutto, spesso grava il pesante sospetto che di questa crisi si vogliano approfittare per imporre le loro regole e poi banchettare allegramente su quello che resterà delle varie Fondazioni (ogni riferimento allo stesso Garrone è puramente voluto).Per me è assolutamente necessario, vitale, se vogliamo che il sistema-musica classica italiano possa aver una chance di sopravvivenza a livelli professionistici e non marchettari-dopolavoristici, che nasca al più presto un movimento di mobilitazione generale dei lavoratori dell'intero nostro settore, che attivi una serie di iniziative di estrema incisività (logicamente molto più di quel poco che è stato fatto contro il decreto Bondi), onde sensibilizzare l'opinione pubblica, e praticare una strategia di pesante pressione sulla politica (o almeno su quel che ne resta) per quella che è ormai diventata a pieno titolo un'emergenza nazionale.Non c'è più tempo da perdere. Vanno FERMATI.

    Commento di anonimo — 5 Agosto 2010 @ 02:22

  28. biagio #25… spiega come si fa a essere uniti con i professori giano bifronte!

    Commento di anonimo — 5 Agosto 2010 @ 14:28

  29. l'intervento del professore d'orchestra di Genova mi sembra il più onesto e lucido di quelli letti fin qui.e tuttavia mi viene da rimarcare da un lato la grande solitudine di questi lavoratori e dall'altro l'ingeniutà di alcune cose scritte.è certo che la progressiva politica di tagli al FUS è in gran parte responsabile della drammatica situazione di Genova e di tutto il resto.ma viene ancora una volta da domandare: ma in base a cosa pensate che tutto vi sia dovuto?davvero pensate che LA Cultura con la C maiuscola sia solo l'opera lirica?non credete sia giusto invece chiedere che aumenti la spesa pubblica per la cultura ma che sia equamente ripartita fra tutte le discipline artistiche e tutti i generi musicali e non come avviene in Francia e in tutta Europa?qualcuno di voi ha mai chiesto questo in passato? a me non risulta.e in base a quale ragionamento pensate che gli sponsor privati si sentano in dovere di metterci i soldi?non vi siete accorti di qual è il mondo in cui vi trovate a vivere?non vi siete accorti che il mercato determina ormai ogni aspetto della nostra vita?e perché dunque dovrebbe risparmiare voi, dopo che tra l'altro la fallimentare legge, che porta la firma di Veltroni, sulle semi-privatizzazioni degli Enti Lirici risale ormai a molti anni fa?non era già chiaro allora che era assurdo applicare le leggi del mercato – giacché gli sponsor alla fine è al profitto che guardano – in un settore come quello del teatro musicale?qualcuno protestò già allora? io non ricordo.giusta la proposta di sgravi fiscali per chi investe nella cultura ma vi sembra praticabile in un paese con un'evasione fiscale devastante?il problema dunque, e purtroppo per tutti, è complesso e può essere visto da varie angolature e probabilmente richiede una trasformazione, culturale e politica, che tutti ci auguriamo ma di cui non si intravedono nemmeno flebili segnali.quanto ai precari: ma siamo proprio sicuri che tutti i precari e gli intermittenti che ci sono in giro, italiani e stranieri, siano tutti meno qualificati di coloro, la minoranza degli addetti ai lavori, che sono dipendenti a tempo indeterminato?io non ci giurerei, in teatri in cui da anni è in vigore la pratica di fare audizioni dietro a un paravento.non sostengo certo il contrario ma certamente, in base a quella che è la mia esperienza, vi sono diverse situazioni molto discutibili ovunque.pertanto quanto meno un minimo di solidarietà nei confronti dei colleghi precari sarebbe anche bello riceverla mentre anche qui non mi risulta che si avvenuto, se non a livello personale.quanto all'assenteismo, ribadisco.gli aggiunti, in orchestra e in coro, servono in parte anche a questo.a me personalmente è capitato di fare produzioni in cui quasi metà dell'organico era composto di aggiunti.certo non è la norma ma indubbiamente il caso estremo di una pratica assai comune.sul resto dei commenti di ambito Scaligero che sono più o meno al livello delle scritte a pennarello negli ascensori è meglio stendere un pietoso velo.o forse invece leggerli attentamente per capire il livello, umano e culturale, dei "campioni dell'anti-berlusconismo" e dei "difensori della Cultura".

    Commento di lavitaagra — 5 Agosto 2010 @ 22:11

  30. Vieni, caro, accomodati…prova tu a lavorare in un Teatro dove si fanno gli interessi di intere corporazioni di lavoratori, con l'avallo delle segreterie sindacali, il tutto camuffato da una parvenza di lotta collettiva…e dove l'intreccio tra attività pubblica e privata di alcuni lavoratori artistici è tale che ormai non si distingue più chi o cosa essi siano in realtà…vieni e ti farai un fegato grande così, davanti alla ipocrisia e al finto interesse per la Cultura…e poi le scritte sugli ascensori fanno riflettere, tanto spesso ci si resta bloccati dentro e…almeno si ha qualcosa da fare nell'attesa.

    Commento di anonimo — 6 Agosto 2010 @ 09:14

  31. Rispondo volentieri al #26.Chiaramente – non vivendo sulla Luna – mi rendo conto dell'aspetto di provocazione del mio intervento.Se però questi personaggi non investono in cultura, diventa scandalosamente seria la seguente domanda: perché siedono nel cda del Carlo Felice?orsolina la birichinaP.s.: attenzione che alcuni pennarelli sono indelebili… e che le vuvuzelas si rompono dopo brevissimo uso…

    Commento di anonimo — 6 Agosto 2010 @ 16:17

  32. Cara Orsolina la birichina…da come scrivi credo proprio che non ci sarai neanche tu in argentina col coro….vero?!invito tutti a verificare quanti dei complessi artistici veramente si presenteranno all'aereoporto per partire in tourneéE se é vero che decine e decine di strumentisti scala non verrannop perche esentati propongo che il resto del teatro si astenga in futuro dal partecipare a concerti dell'orchestra tanto piu se fatti dalla filarmonica..vedi concerti di novembre coro scala e orchestra filarmonica…oppure vi piace continuarlo a prenderlo nel…. per loro?

    Commento di anonimo — 6 Agosto 2010 @ 22:48

  33. aldilà di ogni chiacchera,siamo inpieno miculpop…..l'impegno di chi "sente" il teatro dentro sarà di far ridere tutti !!!! …compresi i giani bifronti..il buio in cui stiamo navigando lo possiamo illuminare con la Ns. arte…è necessario schierarsi, dare forma alle idee.io metto me stesso a disposizione.

    Commento di anonimo — 6 Agosto 2010 @ 23:56

  34. Caro #31. Poiché né canto né suono certamente non sarò in Argentina.Per il resto sono abbastanza d'accordo con te.orsolina la birichina

    Commento di anonimo — 7 Agosto 2010 @ 00:31

  35. Per vedere chi c'è e chi non c'è dell'orchestra in Argentina è semplice….1 si prende l'organico Scala dal sito http://www.teatroallascala.org e si vede che  ci sono 111 nomi2  si prende la brochure stampata dal Teatro e si vede che ci sono 96 convocazioni quindi già ne mancherebbero 15…se poi si confrontano i nomi sul sito con i nomi della brochure…si nota che ben 38 di essi non appaiono nella brochure…quindi oltre ai 15 ce ne sono 23 che, per un motivo o per un altro, fanno parte dell' organico stabile della Scala ma non sono convocati, è ovvio che non essendo tutte prime parti ci saranno parecchi aggiunti in Argentina…come c'erano nel Barbiere a luglio in Scala.Quindi…si fanno contrattini per tappare i buchi lasciati da chi è altrove, pur continuando a essere in forza al teatro ed a percepire uno stipendio come professore stabile.Non so quanto tutto ciò sia contrattuale, probabilmente in alcuni casi lo è, ma siamo di fronte comunque ad una gestione allegra e condizionata dalle disponibilità personali e non ci si può strappare le vesti quando bloccano il turnover se poi si fanno queste scelte.Saluti

    Commento di anonimo — 7 Agosto 2010 @ 07:47

  36. Caro #23,è evidente che ignori alcuni dettagli e questo non solo danneggia la Scala nel suo complesso ma addirittura è contro producente per la tua persona…Infatti, oltre che ad avere, tu, la possibilità di scrivere inesattezze madornali, lo fai anche con un tono vendicativo e malevolo nei confronti di un'area che , fino a prova contraria, rappresenta la faccia del teatro in cui forse "lavori".1) i partecipanti alla tournèe sono 98.135 (organico funzionale) 19 (posti vacanti)Totale dei non partecipanti: 18 !!NON 42 come hai scritto.2) la scelta di non portare i sostitutti in loco è della direzione, per risparmiare sui costi, Non dei professori.3) chi ti paga per dire tante stronzate in posche righe ?

    Commento di anonimo — 7 Agosto 2010 @ 08:05

  37. Correggo subito l'errore, altrimenti ti attachi alla forma e non al contenuto:Controproducente si scrive tutto attaccato

    Commento di anonimo — 7 Agosto 2010 @ 08:08

  38. Orchestra Scala…club degli amici!Massì….oggi vado a suonare, al club…

    Commento di anonimo — 7 Agosto 2010 @ 08:28

  39. ehi #36 come mai quando fai la filarmonica lavori anche otto ore al giorno come le persone normali?

    Commento di anonimo — 7 Agosto 2010 @ 08:54

  40. #25non abbiamo bisogno di gente come te … sei inutile e dannoso per" noi " tecnici . La tua NON riconferma come rappresentante non tidice niente ?

    Commento di anonimo — 7 Agosto 2010 @ 14:16

  41. @ post 40 non ho mai ricoperto ruoli sindacali…e non intendo entrare nel merito.se hai pregiudizi su una persona tienili x te….a settembre, in scala, cercerò personalmente chi avrà voglia di occuparsi dei teatri e di tutte le realtà che soffrono realmente dei tagli al FUS di questi anni e della situazione generale in cui versa questo disastrato paeseil resto sono chiacchereLiberamente un saluto a tutti…

    Commento di anonimo — 7 Agosto 2010 @ 21:52

  42. Chiedendo scusa , hai frequentatori di questo blog per questo mio postdi risposta al #41 , dico che , non covo e non ho mai pregiudizzi neiconfronti di nessuno . Le mie considerazioni e/o esternazioni sono sempresupportate da  dati di fatto e , qui mi fermo .Per quanto riguarda la tua " ricerca "… ben venga e se dovesse esserecome sono certo che lo sarà , propositiva e utile anche e sopratutto peril teatro dove lavoriamo , non potrò che essere collaborativo con tutto ciòche si deciderà di fare .SERENI …  SALUTI ! ! !

    Commento di anonimo — 7 Agosto 2010 @ 23:03

  43. la coda di paglia prende fuoco facilmente…

    Commento di anonimo — 8 Agosto 2010 @ 17:45

  44. @ 42,,e questo è lo spirito.. collaborativo..:-)il periodo è già corroso da veleni di ogni genere e tipo…mi sembra giunto il momento di "far cambiare aria…"siamo solo noi "operaiacci" brutti e schifosi, che buttiamo l'anima per pochi denari e tanto tempo rubato alla famiglia…ed è giunto il momento …del cambiamento….chia ha scheletri deve iniziare a correre … andare lontano e restarci,,,tutti a santo domingo con lucianone oppure a montecarlo..basta che stiate lontano dalla nostra italia e dai nostri teatri…teatranti di tutto il mondo torniamo a "smorfire la cacagna"…

    Commento di anonimo — 8 Agosto 2010 @ 22:42

  45. Sono un artista del coro del Teatro Carlo Felice.
    Mi preme intanto ringraziare questo blog che dedica una pagina alla situazione disperata in cui versa il mio amato Teatro. E’ importante sia chiaro come il caso Genova rischia di essere un caso pilota per tutte le Fondazioni. Come accennato da qualche altro interlocutore, con i tagli sconsiderati che vi saranno sul Fus l’anno prossimo, la strada della cassa in deroga, se aperta a Genova, rischia di diventare quella battuta da tante altre realtà in bilico. Tutto ciò rischia di profilare un ritorno al passato: meno soldi allora stagioni di quattro/sei mesi con i lavoratori attualmente stabili pagati al 100% solo quando effettivamente utilizzati, mentre a stipendio ridotto quando non lavorano (se non erro esiste una tipologia contrattuale della Legge Biagi che prevede una soluzione simile).
    In pratica ritorno per molti al mestiere di lavoratore del Teatro Lirico come un dopolavoro.
    Pensare che con un Fus raddoppiato (stiamo parlando eventualmente dello 0,4% sul Pil, ben al di sotto della media europea) sopravviveremmo tutti…
    Proposta a tutti i lavoratori e sindacati: perché non organizzare a Settembre una grande manifestazione contro i tagli al Fus proprio a Genova, aiutando nel contempo noi lavoratori del Carlo Felice?

    Grazie!!!

    Commento di anonimo — 19 Agosto 2010 @ 10:02

  46. per lavitaagrapuò darsi che tu abbia lavorato al Carlo Felice, ma io che ci sono da 30 anni non ho mai visto uno protestato assegnato ad altre mansioni come dici tu.Anzi, a dire il vero di protestato ne ho visto uno solo, e peraltro è sempre al suo posto.I tuoi interventi mi sembrano tipici di quello rancoroso perchè ha capito che con questa nuova situazione che si va determinando qui a Genova, dove non solo dobbiamo lottare col Fus, col decreto Bondi, ma anche col Sindaco Vincenzi (il peggiore della storia cittadina), con i maniman locali (termine genovese per dire non si sa mai, tipico di una classe imprenditoriale che si infila dappertutto senza metterci mai niente di proprio) che vanno solo dove c'è da prendere e mai dove c'è da dare, con un miliardario come Garrone che non a caso è soprannominato short arm (ma se li godesse un pò almeno che bare con le tasche non ne fanno), ebbene in tutta questa situazione quelli messi peggio sono proprio quelli come te, perchè di contratti a termine qui non se ne vedranno più. Ci saranno decine di colleghi precari con anzianità di 10 anni e più che in teatro non metteranno più piede.E allora, invece di sputare a vanvera nel piatto dove hai mangiato, sarebbe più costruttivo se cercassi di remare anche tu nella nostra direzione, perchè diversamente da guadagnare hai ben poco.Io ringrazio i lavoratori della Scala e degli altri teatri per la solidarietà, però qui se non si organizza qualcosa tutti insieme non ne veniamo fuori, perchè oggi tocca a noi, ma nel mirino prossimamente ci sarete anche voi.Certo, sarebbe bello fare una grande manifestazione insieme proprio qui a Genova; sarebbe bello anche dedicare un giorno di sciopero bianco in sostegno al Carlo Felice, farebbe il giro d'Italia e ci aiuterebbe ad uscire dall'isolamento nel quale ci verrebbero infilare questi devastatori finali che ci ha mandato l'amata Sindaco.Poi è chiaro che le responsabilità sono anche nostre, ma non è questo il momento di mettersi a fare rese dei conti, non aspettano altro e già fanno di tutto per dividerci.In bocca al lupo a tutti per la vostra stagione; la nostra si avvia mestamente all'annullamento totale.Fino a tre mesi fa sembrava che questo nuovo CdA spaccasse il mondo: 200 aperture l'anno, spettacoli di qualità, modello tedesco ecc. ecc.Ma che pena: ecco cos'è la classe imprenditoriale genovese e ci metto anche l'intera classe politica. Questa città è sempre più lontana dal modello europeo, negli ultimi anni la stanno facendo sempre più somigliare ad una bidonville sudamericana.Con questa gente non c'è futuro: ecco perchè la nostra battaglia è ancora più difficile.

    Commento di anonimo — 20 Agosto 2010 @ 08:56

  47. ringrazio il n°46 per l'attenzione e rispondo brevemente.sulla questione dei protestati o su altre che riguardano il Carlo Felice non mi sembra il caso di insistere.naturalmente ognuno riporta le informazioni di cui è in possesso e questa mi fu fornita da un collega stabile e come tale l'ho riportata, se poi non corrispondesse al vero diciamo che la questione più di tanto non cambia.mi pare piuttosto interessante tornare sulla questione del rapporto fra lavoratori intermittenti e stabili.io non ho soluzioni a certe questioni e neppure sono mosso da rancore dato che avere un posto a Genova o altrove non è mai stata la mia massima aspirazione.quello che mi preme sottolineare però (e per questo rimando agli altri miei interventi oltre che a tutte le domande che ho posto e alle quali nessuno, nemmeno il n°46, ha dato risposta) è lo scollamento fra queste due categorie di lavoratori presenti negli Enti Lirici.certamente gran parte di questo è responsabilità dei sindacati che in questo settore, come del resto in tutti gli altri, sono arrivati in ritardissimo a posrsi il problema di come difendere i precari e anzi hanno contribuito in passato a far passare molte leggi sul lavoro di cui ora si vedono i bei risultati, anche negli Enti Lirici.quanto a sovrintendenti e sponsor mi viene da dire che fanno il loro sporco lavoro e il loro mero interesse, che altro aspettarsi da loro?e certo sono egualmente responsabili di questa situazione giacché alla fine, come fanno tutti gli altri datori di lavoro, del mondo praticano il "divide et impera" senza alcun ritegno.poi per carità, ogni lavoratore fa bene a difendere i suoi diritti e io certo non glie lo impedirò.solo, alla luce di quello che ho visto, non mi sento di essere solidale fino in fondo e non credo che tutti quelli, giovani e meno giovani, che sono nella mia stessa condizione provino sentimenti molto diversi.e credo che anche su questo magari è opportuno che riflettano i colleghi garantiti anche in una situazione drammatica come quella che stanno vivendo a Genova.

    Commento di lavitaagra — 21 Agosto 2010 @ 14:37

  48. caro vita agra qua ,alla scala i precari si sono autorganizzati al punto di fondare un nuovo sindacato di base ,con la cub,far partire e vincere le prime sentenze organizzate in gruppo . dopo vari tentennammenti e dopo le nostre vittorie è partita la cgil e tutti gli altri .alla fine ci sono 130 vertenze già una settantina sono arrivate in porto .La nostra piccola organizzazione tra l'altro le ha vinte tutte.piangersi addosso , sputare sul piatto in cui si mangia o contro  i confederali abbiam capito che lascia il tempo che trova . è molto più proficuo autorganizzarsi  e creare unione verso obbiettivi concreti. Per l'occupazione , lo sviluppo contro  il governo ammazza cultura e contro la cultura dello spreco e della mazzetta e del compromesso che diventa collusione a poco a poco con le amministrazioni sporche dei teatri.solidali con genova e con il teatro colon , noi della cub proponiamo a voi genovesi di organizzare la piazza per una grande manifestazione nazionale contro i tagli e lo smantellamento del sitema lirico sinfonico teatrale.Fin datempi non sospetti abbiam denunciato .il tentativo dei governo e di questa filosofia poltica neo liberista cultura di far terra bruciata della cultura e chiudere in una riserva indiana pochi e servili lavoratori della lirica- Ieri bruciavan libri oggi chiudono i teatri-manifestaziione nazionale a genova ,  a settembre  o i primi di ottobre.roberto/cub

    Commento di anonimo — 28 Agosto 2010 @ 21:47

  49. Apprendo e seguo con profonda tristezza quanto sta avvenendo a Genova presso il tatro Carlo Felice. L'amministrazione del Teatro pare voglia chiudere, o comunque operare grossi tagli.La cosa che mi intristisce di più è che tutto questo avvenga con un amministrazione di sinistra che per prassi dovrebbe preservare la cultura.Certo, negli anni ci sono stati grandi sprechi, ma perchè farla pagare ai dipendenti musicisti che per anni han dato il loro contributo e ora vengono buttati in strada.Poi quelli son musicisti non sanno far niente altro cosa faranno? L'elemosina?Penso che Genova sarà il primo teatro poi in seguito, le altre amministrazioni diranno: "Be se ci son riusciti loro proviamoci anche noi".Io sono un insegnante di musica cosa posso raccontare ai miei studenti, come posso fargli credere che la loro passione un giorno forse diventerà anche il loro lavoro. Non mi pare giusto. Forse è meglio andare a fare altro e studiare musica solo per diletto!

    Commento di anonimo — 29 Agosto 2010 @ 15:24

  50. Scusa, #49, ma e' sempre stato cosi'.  E' sempre stato meglio studiare musica per diletto e prepararsi per un lavoro pagante.  Cosi' solo chi ha veramente talento e chi non puo' assolutamente imaginare di fare altro potra' fare una carriera con la musica.  Ed e' meglio che gli altri lascino perdere.  Il problema e' che negli ultimi anni (soprattutto con una certa tv, xfactor, amici, etc.) sembra che sia facile facile guadagnarsi da vivere con la musica.  Basta aprir bocca e si canta, no?  Piu' facile di cosi'….Invece ci vuole molto, molto, molto lavoro, studio, costanza e talento.Se uno ha la passione, benissimo–studia, si diverta.  Per fare veramente il musicista, pero',  ci vuole ben altro ed e' meglio non illudere i tanti che pensano di poter arrivare senza sforzo.Detto cio',  voglio esprimere la mia solidarieta' a tutti i musicisti di Genova e spero che si riuscira' ad arrivare a una soluzione dignitosa per tutti.

    Commento di anonimo — 29 Agosto 2010 @ 16:31

  51. per il n°48, Roberto/cub:per carità io apprezzo e appoggio la vostra lotta, conosco anche personalmente alcuni di coloro che hanno fatto la causa in tribunale e gli auguro davvero che abbia un esito  favorevole.tuttavia io alla fine faccio parte di una categoria che non ha neppure la possibilità di organizzarsi come avete fatto voi, che non ha un luogo fisico per farlo e neppure una continuità di lavoro a tempo determinato che gli permette di andare in tribunale a chiedere l'assunzione definitiva.e va detto che di gente come me – chiamali intermittenti o come preferisci – negli Enti Lirici, e soprattutto fuori da essi, ne è piena l'Italia e soprattutto l'Europa.solo che in Europa, grazie a delle leggi sulla disoccupazione che noi ce le sognamo, tutti questi lavoratori dello spettacolo possono condurre una vita dignitosa avendo indennizzati i periodi di disoccupazione e in Italia invece no (o almeno non negli stessi termini).e questo per il semplice motivo che le leggi di quei paesi (e naturalmente anche i finanziamenti pubblici) sono fatte per garantire TUTTI i lavoratori dello spettacolo, da Catherine Denevue all'ultima delle comparse dal corista dell'Operà all'ultimo dei suonatori di tango nei bar di Marsiglia.in Italia invece esiste solo la Lirica e in particolare quella minoranza di lavoratori (almeno per ciò che riguarda le masse artistiche) che hanno il posto fisso negli Enti Lirici.questa è la situazione che è stata lasciata incancrenire nel tempo e i risultati purtroppo sono ora drammatici o così pare.i miei interventi sono tesi solamente a illustrare questa situazione, sperando che a un certo punto all'interno delle vostre sacrosante lotte per la conquista o il mantenimento del posto di lavoro abbiano anche spazio queste tematiche di cui nessuno parla.poi se qualcuno vuole parlare di invidia, rancore o di sputare nel piatto in cui si mangia faccia pure.i risultati di questo atteggiamento sono sotto gli occhi di tutti e sono il disinteresse di tutti, pubblico e colleghi, e la vostra sostanziale solitudine.quando questo cambierà allora magari potremo cominciare a riparlare di Cultura, anzi sarebbe meglio dire di Culture, visto che ne esistono parecchie.e il fatto è anche che nella riserva indiana, anche se non ve ne siete accorti, vi ci siete messi da soli proprio per non essere mai andati a vedere che cosa c'è al di fuori della riserva stessa.

    Commento di lavitaagra — 30 Agosto 2010 @ 14:47

  52. caro vita agra dopo venti 4nni di lavoro intermittente tra cinema tv prosa e lirica solo  oggi grazie alla causa sono diventato fisso nel giugno 2010-è dal 2003 e che come collettivo autorganizzato  siamo in testa con il carro autorgspettacolo alla parata  della mayday/sanprecario e ci battiamo come ad esempio nell'ultima euromayday insieme ai lavoratori super intermittenti della prosa per far conoscere  il problema del lavoro intermittente dello spettacolo.Per cui questo argomento proprio non me lo puoi rimproverare e da sempre  il collettivo autorganizzati e oggi insieme alla cub e  a sanprecario  fa il possibile su questo argomento.  Attualmente trovo che il movimento sogno 0.3 che rappresenta oggi la prosa e con il quale abbiamo messo in piedi la  mayday di quest'anno è quello che più tenacemente sta studiando la  possibilità di  intervenire sul problema lavoro intermittente . Cercano di intrvenire nella legge quadro dello spetttacolo che il decreto Bondi ha però fatto saltare per aria.PEr ora .E' ora di prendere contatto con il movimento sogno 0.3 oltre che con la cub che li sostiene (se vuoi) e non star solo a criticare .Sono ragazzi che hanno studiato le legislazioni di altri paesi più evoluti , che conoscono e hanno già fatto degli incontri  "critici"con parlamentari dell'opposizione dato che è una legge trasversale anche se tra i firmatari spicca il nome della Carlucci. nella lirica ci siamo permessi di far causa ma illavoro intermettente deve essere tutelato da una legge che  domani se non ci mettete becco voi e noi ex intermittenti verrrà ricordata come legge Barbereschi Carlucci il cui nome fa rabbrividire almeno quanto quello di  Bondi. muvt

    Commento di anonimo — 2 Settembre 2010 @ 21:26

  53. ti ringrazio della risposta e apprendo con piacere tutte le cose che riferisci.io ho cercato di muovermi attraverso il SIAM, sindacato dei musicisti intermittenti, piccolissimo e affiliato alla CGIL insieme al ben più potente Sindacato Attori e altri consimili.ahimé però è proprio questa affiliazione che sta portando alla fine di questo esperimento.e proprio per l'incapacità storica del sindacato di mettere insieme le ragioni dei precari con quelle dei garantiti.e anche, come ho già detto, della scarsa volontà di questi ultimi di farsi portavoce delle esigenze delgi altri, anzi gli esempi che vediamo qui dentro vanno esattamente in direzione opposta.mi iscriverei comunque all'USB anche domani ma non so se sia possibile non avendo io un lavoro fisso.proverò a vedere Sogno 0.3.detto questo rimangono le mie altre perplessità su tutta la questione Enti Lirici, FUS e via dicendo.e soprattutto sull'atteggiamento di "difensori della Cultura".sarebbe più onesto dire che si difende il posto di lavoro e basta.la Cultura degli Enti Lirici è riservata a una minoranza della popolazione e riceve per contro la maggior parte della quota dei finanziamenti pubblici.questo a mio parere non è accettabile ed è un'ulteriore testimonianza del provincialismo e in generale del ritardo culturale del nostro paese e, nella fattispecie, della sua classe politica.e se con Barbareschi e Carlucci c'è da piangere di certo con gli altri non si ride.e. lo ripeto, non mi pare che queste istanze siano fatte proprie dalle masse artistiche che vedo solo arroccate nella difesa di loro interessi, in taluni casi piuttosto cospicui.e se il precario viene trattato con sufficienza relegandolo al "tutta invidia" di berlusconiana memoria il resto della Cultura, per esempio musicale,  viene trattato con altrettanta sufficienza relegandolo al "tutto bum bum" di Polliniana memoria (vedi trasmissioni da Fazio).

    Commento di lavitaagra — 2 Settembre 2010 @ 23:43

  54. x la vita è agra n° 47In merito ai protesti, ribadisco quanto ho esposto al n° 46; siccome al Carlo Felice lavoro esattamente da 28 anni, forse so di cosa parlo, se tu invece riferisci cose che ti ha detto l'amico, il quale magari ha sentito che, ecc. ecc.; io preferisco restare sui fatti.E i fatti dicono inoltre che per i precari, a Genova, i sindacati soprattutto autonomi hanno spinto per un accordo per stabilizzare ben 27 lavoratori a termine da una vita nel 2006, mancano ancora 5 coristi per i quali la direzione non ha dato seguito agli accordi sottoscritti, ed infatti sono state avviate le procedure legali.Poi a parole uno può dire quello che gli pare.p.s.ma se a te di venire a Genova non ti frega niente, come hai detto, perchè ti lamenti che il sindacato non fa nulla per i precari come te? Forse pensi di meritare un posto a Berlino o Londra? non solo pertanto porti informazioni di seconda o terza mano delle quali non hai alcun riscontro, ma dimostri anche un'incoerenza difficile da spiegare se non col rancore personale.E va bè, proveremo a vincere questa battaglia anche senza di te, e nonostante tutto anche per quelli come te. Che non si sono specializzati per poi finire in un call center (con tutto il rispetto e stima per questi lavoratori stra-sfruttati)

    Commento di anonimo — 5 Settembre 2010 @ 16:49

  55. 54#: per tutte le questioni relative alla mia esperienza lavorativa a Genova (protestati rimansionati, assenteismo, audizioni dietro al paravento e via dicendo) se vuoi possiamo proseguire la discussione privatamente, questo è il mio indirizzo mail:  lavitaagra@autistici.orgnon capisco cosa c'entrino i call center e la specializzazione.abbiamo certamente due punti di vista diversi: per te le precarietà è solo qualcosa da sanare con un posto fisso, per me invece è una condizione che può anche durare nel tempo a patto che sia agevolata da leggi apposite e ammortizzatori sociali adeguati (come per esempio avviene in Francia).in queste condizioni ci sono moltissimi artisti a cui andrebbe pure bene di continuare ad essere precari per tutta la vita, alternando per esempio lavori a tempo determinato in diverse orchestre e/o cori con periodi di insegnamento o altri di attività solistica, anche in ambiti diversi da quelli istituzionali (musica antica, contemporanea, jazz etc..).e io ovviamente sono uno di questi e come me ce ne sono moltissimi altri che in Italia fanno la "vita agra" e in Francia, per esempio, no.io non pretendo un posto da nessuna parte, né a Berlino né a Londra né altrove.mi piacerebbe che esistesse un sindacato che sostenesse anche questo tipo di lavoratori, partendo dalla constatazione che questa è la condizione prevalente nell'ambito della carriera artistica e non una bizzarra eccezione.quello che accade invece, e quello che dici riguardo alle stabilizzazioni di Genova lo conferma, è esattamente il contrario e ciò danneggia, magari involontariamente per carità, tutti quelli come me che, lo ripeto per l'ennesima volta, sono la maggioranza degli addetti ai lavori e non si capisce in base a cosa debbano essere considerati tutti degli incapaci o come dici tu, dei non-specializzati.come se poi quest'ultima cosa fosse un demerito, anche questo tutto da dimostrare.

    Commento di lavitaagra — 5 Settembre 2010 @ 17:23

  56. caro la vitaagra (già come scelta del nick è una dichiarazione di intenti); il precariato qui a Genova invece non piace a nessuno, tantomeno a chi ci lavora da 10 o 15 anni.Comunque rassegnati, abbiamo appena mandato a cagare questo sciagurato CdA con la sua stronzissima cassa integrazione in deroga (anticamera della mobilità, altro che diletto od opportunità per i lavoratori, stabili o precari che siano).Un grazie ai colleghi della Scala per l'apprezzato sostegno, unitamente a quelli dell'Arena, del Verdi, dell'Accademia di S. Cecilia ecc. ecc. ecc.Quanto alle stabilizzazioni, che a te non piacciono, avvengono per i lavoratori dalla chiara professionalità e vincitori di concorso internazionale. A proposito: tu sei venuto qui per concorso, audizione o magari per chiamata diretta dovuta a sostituzione improvvisa? Stai certo che quelli stabilizzati se lo sono ampiamente MERITATO.Comunque dovresti preoccuparti semmai della riforma del decreto Bondi, perchè per professori d'orchestra e coristi sarà sempre più dura trovare degli sbocchi: ma forse nel frattempo, con la tua elasticità, avrai imparato un altro mestiere.

    Commento di anonimo — 6 Settembre 2010 @ 20:47

  57. beh allora in bocca al lupo per le vostre lotte, a Genova e altrove.per quanto riguarda ogni notizia mia personale, lo ripeto, posso rispondere privatamente all'indirizzo indicato nel mio commento precedente.

    Commento di lavitaagra — 6 Settembre 2010 @ 21:20

  58. Salve a tutti!Purtroppo leggendo i vari commenti mi sembra si perda di vista quelli che sono i veri problemi di questo settore e di questo periodo storico!La stragrande maggioranza della colpa di tutto questo dissesto è forse da imputare alla classe dirigente.. destra, sinistra, non credo sia un problema di bandiera, credo che sia un problema che purtroppo quando uno ha una spinta politica quasi mai dimostra di meritarsela e questo a tutti i livelli… sappiamo bene, e mi dispiace tanto ammetterlo, quanti cosiddetti artisti del coro, professori d'orchestra e dirigenti si meritino davero il posto che ricoprono!! Se come accade all'estero, o come accade nelle aziende, venissero davvero fatti i monitoraggi sull'andamento artistico di un dipendente, tanti, ma tanti dovrebbero andarsene a casa, compresi quelli che raggiunono posizioni ai vertitici sindacali che anzich'è andare in prova chiacchierano nei bar o nei corridoi del teatro con la scusa che stanno parlando di "problemi sindacali"…e se glielo fai notare ti rispondono in malo modo…al contrario quando un direttore d'orchestra o un regista, e anche questo è capitato più volte, sta finendo di provare una scena, allo scatto della lancetta sull'orologio per la pausa molti "artisti del coro" spesso iniziano ad uscire in quinta finchè non viee annunciata la pausa…come se sforare di qualche minuto il tempo di una prova comportasse chissà quale stravolgimento nell'economia della giornata lavorativa di un corista o orchetrale!!!!!E' questa la passione e l'amore per uno dei lavori più belli e affascinanti al mondo?!?? Uno dei problemi di questo settore è che tante delle persone che ci lavorano dovrebbe avere la decenza di rimanere a casa in modo volontario!!!!Vogliamo poi parlare di ciò che succede negli uffici?!??!?!?!Gente che "lavoraa" a porte chiuse (perchè se si tengono aperte gli altri possono vedere che non stai facendo una beneamata m***), che giocano al solitario sul pc, che lavorano a maglia, e che se bussi alla porta ti rispondono anche in malo modo… una su tutte: mi è capitato in un archivio di chiedere uno spartito per un'audizione e l'addetta diceva che per il male alla spalla che aveva in quei giorni non poteva girare la manovella e prendere lo spartito, e quando ho detto prontamente che l'avrei aiutata io mi ha detto che bisognava aspettare il collega che sarebbe rientrato dala pausa un'ora dopo…peccato che l'audizione in questione con sovrintendente e direttore musicale che aspettavano in platea sarebbe stata dopo qualche minuto!!!! e parlo di gente con un contratto ahimè a tempo indeterminatooooooooo!!!!!Poi a spasso c'è un sacco di gente competente che però non ha agganci per entrare in una realtà dove potrebbe davvero lavorare bene… vogliamo infatti parlare del numero dei dipendenti dei teatri?!?!??! Iniziamo a togliere le persone che non fanno niente e a cui lo stato paga sonori stipendi, e mi riferisco agli uffici, dove di norma ci sono almeno un terzo delle persone ncessarie in più… già si potrebbe risparmiare un sacco di soldi!!!!!!!E perchè non poter licenziare un persona che non lavora bene???? perchè in Italia bisogna tenersi sempre anche i rami secchi che ti impediscono poi di prendere gente meritevole che per passione e amore per il proprio lavoro sarebbe disposta a fare i salti mortali pur di lavorare in teatro?!?!??! All'estero anche se uno ha un contratto a tempo indeterminato può sempre essere lasciato a casa se non lavora bene, raguione per cui uno è anche invogliato a mantenere un certo livello: danoi questo non è possibile e intanto rimangon occupati posti in organico da pagare ma che non servono a nulla!!!!!Altro problema di destra e sinistra. Mettere cotinuamente dirigenti, sovrintendenti e direttori artistici che questo lavoro non lo sanno fare e che però hanno:  conoscenze politiche… mariti, mogli, amanti con potere e che permettono loro di fare carriera… contro questi i teatri perchè non manifestano?!??! perchè continuiamo a tenerci sovrintendenti e direttori artistici senza le competenze necessarie?!??! Perchè non manifestiamo perchè vengano abbassati e dimezzati gli stipendi della nostra classe dirigente nei teatri?!??!?! Gente che prende tra i 10000 e i 30.000 euro al mese… vi semba giusto?!?!? Registi e direttori d'orchestra pagati troppo profumatamente per nuovi allestimenti che il più delle volte sono davvero inguardabili…perchè non iniziamo a tirare fuori dai magazzini allestimenti utilizzati forse per una produzione ed evitiamo di spendere per nuovi allestimenti?!?!??!?! Perchè pagare oro cantanti che tutti quei soldi non li valgono?!???! Perchè accondiscendere ai cappricci di tanti direttori e assecondarli in ogni modo?!?!?  Perchè, visto che se un teatro va male, il motivo è da ricercare nella gestione non ci lamentiamo di chi ci gestisce?!?! doverla spuntare sull'aumento dei 100 euro o sull'aumento di una diaria di trasferta mi sembra ridicolo quando invece i problemi sono altri!!Noi musicisti facciamo realmente uno dei lavori più belli al mondo ma quando anche noi entriamo nel vortice del volere sempre di più perdiamo di vista che siamo comunque dei privilegiati perchè siamo riusciti a fare della nostra passione il nostro lavoro!! e concedetemi una chiusa… all'estero certe orchestre e certi cori guadagneranno anche di più, ma quante sono le orchestre che suonano meglio di quelle italiane?!?!? facciamoci un esame di coscienza prima di avanzare diritti che non ci spettano e riflettiamo su quanto sta accadendo a livello nazionale!Mi dispiace parlare così ma se fossimo davvero costretti a fare un altro lavoro, come tanta gente in questo periodo è stata costretta  a fare per mancanza di risorse forse capiremmo cosa vuol dire! Accettare una cassa integrazione e per un tot di mesi prendere metà stipendio non alletta nessuno, ma vale la pena tenere duro perchè forse rimanere a casa, come sta capitando ad un sacco di persone, senza neanche uno stipendio potrebbe essere ben peggiore!!Scusate lo sfogo, ma ormai le chiacchiere fini a se stesse non osso più tollerale!!Spero che i teatri non chiudano solo perchè non muoia la nostra cultura e la nostra storia!

    Commento di anonimo — 4 Ottobre 2010 @ 04:35

  59. Sarà contento Stinchelli, lui è da due mesi che va strombazzando che la Vincenzi e Garrone avrebbero fatto meraviglie per il Carlo Felice; eccole, le meraviglie, tra pochi giorni tutti a casa.Magari riaprirà tra un anno con le cooperative, intanto tutte le professionalità se ne saranno andate, anzi, stanno già preparandosi per audizioni anche all'estero.Finchè i teatri saranno amministrati dalle Vincenzi di turno, o se ne interesseranno le Malvine amanti dei teatri e della musica, non ci sarà mai una rinascita.Ci meritiamo proprio di avere le autorevoli trasmissioni alla Barcaccia e Isole dei Famosi, dove manderei Garrone e Vincenzi per fargli fare l'esperienza di vivere un mese con 750 euro di cassa integrazione, perchè quando loro propagandano che sarebbero più di mille, nascondono infidamente all'opinione pubblica che si intendono al lordo delle imposte da pagare.

    Commento di anonimo — 4 Ottobre 2010 @ 20:35

  60.  Manzoni docet.
     

    S'ode a destra uno squillo di tromba;
    a sinistra risponde uno squillo:
    d'ambo i lati calpesto rimbomba
    da cavalli e da fanti il terren.
    Quinci spunta per l'aria un vessillo;
    …quindi un altro s'avanza spiegato:
    ecco appare un drappello schierato;
    ecco un altro che incontro gli vien.
    Già di mezzo sparito è il terreno;
    già le spade rispingon le spade;
    l'un dell'altro le immerge nel seno;
    gronda il sangue; raddoppia il ferir.
    – Chi son essi? Alle belle contrade
    qual ne venne straniero a far guerra?
    Qual è quei che ha giurato la terra
    dove nacque far salva, o morir?
    – D'una terra son tutti: un linguaggio
    parlan tutti: fratelli li dice
    lo straniero: il comune lignaggio
    a ognun d'essi dal volto traspar.
    Questa terra fu a tutti nudrice,
    questa terra di sangue ora intrisa,
    che natura dall'altre ha divisa,
    e ricinta con l'alpe e col mar.
    – Ahi! Qual d'essi il sacrilego brando
    trasse il primo il fratello a ferire?
    Oh terror! Del conflitto esecrando
    la cagione esecranda qual è?
    – Non la sanno: a dar morte, a morire
    qui senz'ira ognun d'essi è venuto;
    e venduto ad un duce venduto,
    con lui pugna, e non chiede il perché.
    – Ahi sventura! Ma spose non hanno,
    non han madri gli stolti guerrieri?
    Perché tutte i lor cari non vanno
    dall'ignobile campo a strappar?
    E i vegliardi che ai casti pensieri
    della tomba già schiudon la mente,
    ché non tentan la turba furente
    con prudenti parole placar?
    – Come assiso talvolta il villano
    sulla porta del cheto abituro,
    segna il nembo che scende lontano
    sopra i campi che arati ei non ha;
    così udresti ciascun che sicuro
    vede lungi le armate coorti,
    raccontar le migliaia de' morti,
    e la pieta dell'arse città.
    Là, pendenti dal labbro materno
    vedi i figli che imparano intenti
    a distinguer con nomi di scherno
    quei che andranno ad uccidere un dì;
    qui le donne alle veglie lucenti
    de' monili far pompa e de' cinti,
    che alle donne diserte de' vinti
    il marito o l'amante rapì.
    – Ahi sventura! sventura! sventura!
    Già la terra è coperta d'uccisi;
    tutta è sangue la vasta pianura;
    cresce il grido, raddoppia il furor.
    Ma negli ordini manchi e divisi
    mal si regge, già cede una schiera;
    già nel volgo che vincer dispera,
    della vita rinasce l'amor. Come il grano lanciato dal pieno
    ventilabro nell'aria si spande;
    tale intorno per l'ampio terreno
    si sparpagliano i vinti guerrier.
    Ma improvvise terribili bande
    ai fuggenti s'affaccian sul calle;
    ma si senton più presso alle spalle
    anelare il temuto destrier.
    Cadon trepidi a pié de' nemici,
    gettan l'arme, si danno prigioni:
    il clamor delle turbe vittrici
    copre i lai del tapino che mor.
    Un corriero è salito in arcioni;
    prende un foglio, il ripone, s'avvia,
    sferza, sprona, divora la via;
    ogni villa si desta al rumor.
    Perché tutti sul pesto cammino
    dalle case, dai campi accorrete?
    Ognun chiede con ansia al vicino,
    che gioconda novella recò?
    Donde ei venga, infelici, il sapete,
    e sperate che gioia favelli?
    I fratelli hanno ucciso i fratelli:
    questa orrenda novella vi do.
    Odo intorno festevoli gridi;
    s orna il tempio, e risona del canto;
    già s'innalzan dai cori omicidi
    grazie ed inni che abbomina il ciel.
    Giù dal cerchio dell'alpi frattanto
    lo straniero gli sguardi rivolve;
    vede i forti che mordon la polve,
    e li conta con gioia crudel.
    Affrettatevi, empite le schiere,
    sospendete i trionfi ed i giochi,
    ritornate alle vostre bandiere:
    lo straniero discende; egli è qui.
    Vincitor! Siete deboli e pochi?
    Ma per questo a sfidarvi ei discende;
    e voglioso a quei campi v'attende
    dove il vostro fratello perì.
    Tu che angusta a' tuoi figli parevi,
    tu che in pace nutrirli non sai,
    fatal terra, gli estrani ricevi:
    tal giudizio comincia per te.
    Un nemico che offeso non hai,
    a tue mense insultando s'asside;
    degli stolti le spoglie divide;
    toglie il brando di mano a' tuoi re.
    Stolto anch'esso! Beata fu mai
    gente alcuna per sangue ed oltraggio?
    Solo al vinto non toccano i guai;
    torna in pianto dell'empio il gioir.
    Ben talor nel superbo viaggio
    non l'abbatte l'eterna vendetta;
    ma lo segna; ma veglia ed aspetta;
    ma lo coglie all'estremo sospir.
    Tutti fatti a sembianza d'un Solo,
    figli tutti d'un solo Riscatto,
    in qual ora, in qual parte del suolo,
    trascorriamo quest'aura vital,
    siam fratelli; siam stretti ad un patto:
    maledetto colui che l'infrange,
    che s'innalza sul fiacco che piange,
    che contrista uno spirto immortal!
    Daniela, artista del coro Teatro Carlo Felice

    Commento di anonimo — 3 Novembre 2010 @ 22:57

  61. 哎呀 近來冷清清 reduction on irotnactiens 多謝微豆賢兄留言回應 其實純金是較軟的金屬 金器可以扭成飾物 已添加其他金屬成份 故有K金 88金 99金之價格差別 情要 measurable 就要 monetized 情要比金堅 要多用合金 alloy 要添多些金錢因素 愈多愈堅 若加入鑽石堅硬度就倍增了

    Commento di Marzena — 11 Luglio 2013 @ 14:23

  62. ibsvcd

    Commento di mzlxclbu — 7 Luglio 2014 @ 10:57

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