Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

18 Novembre 2010

LUNEDI' 22 NOVEMBRE…?

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 00:33
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                                             CULTURA & SPETTACOLO
                      
           
                             LOTTARE PER CHI E PER COSA?

Lunedì, 22 novembre, le Organizzazioni Sindacali del Settore della Cultura e dello Spettacolo, che fanno capo a CGIL-CISL-UIL , hanno proclamato uno sciopero dei lavoratori dei Settori Musica-Prosa-Cinema.

Meglio tardi che mai”, potrebbero dire migliaia di lavoratori di questi settori che stanno affondando sotto il peso dei tagli ai finanziamenti alla cultura che la coppia Bondi-Tremonti ha imposto al nostro paese, ma ciò che stupisce è la piattaforma sulla quale i lavoratori vengono chiamati alla lotta. E’ un elenco incomprensibile di obiettivi.

La CUB Informazione, ritiene che gli obiettivi di lotta debbano e possano essere chiari, semplici e facilmente individuabili e li pone all’attenzione di tutti/e:

  • Rinnovo dei contratti Collettivi Nazionali delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche, dei Teatri di Prosa e della Produzione Cinematografica. Ribadiamo il valore del Contratto Nazionale come strumento di tutela universalistico e riteniamo che le proposte in piattaforma e le ipotesi d’accordo debbano essere discusse e votate dai lavoratori. Siamo in totale dissenso con chi vorrebbe sganciare il Teatro alla Scala dalla contrattazione nazionale di settore, utilizzando il cosiddetto “Regolamento attuativo della Legge 100/2010”.

  • Riportare il Fondo dello Spettacolo a 600 milioni di euro. Tutti i lavoratori del settore sanno che non esiste alternativa ai finanziamenti da parte dello Stato, così come è in tutta Europa. Lo Stato spreca invece risorse in folli commesse militari
    (25 miliardi di euro solo nel 2011).

  • Combattere il dilagare del lavoro precario. Chiediamo contratti di lavoro a tempo indeterminato per tutti i lavoratori che operano nel settore musica-spettacolo-cinema. C’è un abuso nel settore di contratti a tempo determinato, a progetto, interinali, a chiamata, a prestazione, nelle cooperative, etc.. Molti lavoratori si sono visti riconoscere il diritto del contratto a tempo indeterminato dal Giudice del Lavoro, ma il Governo con il cosiddetto “collegato lavoro”, che entrerà in vigore il 24 novembre 2010, tenta il “colpo di spugna” su tutto il precariato irregolare. Infatti, entro 23 gennaio 2011, questi lavoratori dovranno contestare il loro contratto di lavoro precario; a questo proposito invitiamo tutti i lavoratori interessati a rivolgersi al più presto presso le sedi della CUB per l’impugnazione alle sedi competenti.

  • Bisogna aumentare la produzione culturale. Musica-cinema-teatro devono diventare beni culturali accessibili a tutti, rivolti cioè ad una larga platea di cittadini. Il diritto alla cultura deve essere sostenuto con politiche adeguate, con Leggi che sostengano tutta la filiera produttiva nel cinema, nel teatro, nello spettacolo dal vivo e nella musica lirico sinfonica. Questo è l’unico modo per far vivere la cultura e la creatività nel nostro paese, creando al contempo le condizioni per aumentare i posti di lavoro.

  • E’ sbagliato organizzare gli scioperi di lunedì, giornata di riposo nella maggior parte dei teatri italiani; questa scelta svilisce il nostro più importante strumento di lotta.

  • Chiediamo che il Ministro Bondi si dimetta per i danni da lui causati all’arte ed alla cultura del nostro paese.

Pensiamo che la cultura e le arti non possano essere messi in cassa integrazione, deve cambiare la logica; la produzione culturale e creativa non sono un costo, ma un investimento per il futuro del nostro Paese e dei suoi cittadini.

 

CUB INFORMAZIONE NAZIONALE

16 novembre 2010

Nessun commento »

  1. Fanno gli scioperi solitamente al venerdì, per il nostro settore hanno pensato al lunedì: nel settore teatri il 70% dei lavoratori è in giorno di riposo.
    E' una delle prove che cgil cisl e uil, quando vanno in giro a parlare di ccnl o peggio, di ammortizzatori sociali come i contrati di solidarietà al Carlo Felice, non sano nemmeno di cosa e per chi stiano parlando, tranne che per se stessi.
    Un'altra occasione persa, da parte loro, per iniziare a comprendere qualcosa.
    Grazie per avermi impedito di scioperare e manifestare il mio dissenso, cosa alla quale avrei tenuto più di ogni altra considerata la scelleratezza nei temi culturali ( enon solo) di questo governo e di Bondi in particolare.

    Commento di anonimo — 18 Novembre 2010 @ 06:51

  2. ad ogni annuncio di sciopero in scala,coerentemente, rispondono  solo le masse artistiche , i tecnici di palcoscenico e i lavoratori a prestazione.
    tutti gli altri no!
    e visto che ci siamo facciamo il conto di quanti scioperi degli ultimi anni abbiamo fatto in scala (ripeto solo i tecnici di palcoscenico e le masse artistiche e i lavoratori serali) rispetto a tutte le altre fondazioni liriche.
    chi paga davvero queste battaglie sindacali ? chi ci crede davvero con i fatti e non con gli sterili proclami? 

    Commento di anonimo — 18 Novembre 2010 @ 10:31

  3. Che ormai Cgil, Cisl e Uil conducano lotte avulse dai contesti che loro stessi dovrebbero tutelare è ormai palese.
    Uno sciopero di lunedì: questi non sanno veramente più cosa sia il sindacato!!! Eppoi, al solito, una soluzione tardiva: guardateli questi prodi: prima che il governo era solido non muovevano un dito, ora che Bondi sta salendo al patibolo, sono lì pronti a dargli l'ultima spallata: cazzo, questo sì che è coraggio!!!
    Invece quando a Genova c'era bisogno di loro, si sono messi dalla parte della Sindaco (Cgil in testa), sapendo bene quanto il Teatro fosse in difficoltà e quanto ci fosse bisogno di un vero rilancio: ecco fatto! Inutili contratti di solidarietà (non risolvono il problema della liquidità e precarizzano tutti), per meglio dire inutili per i lavoratori e utilissimi per i datori di lavoro incapaci di trovare fondi e di sapere gestire un Teatro.
    Quello che da veramente fastidio è che a Roma magari spacceranno lo scempio di Genova (già soprannominato accordo di Halloween, visto il periodo e l'entità) per un grande successo sindacale: bello schifo!!!
    E se insieme a Bondi se ne andassero anche i sindacalisti nazionali confederali, visto che sono corresponsabili di questa linea distruttiva e demolitiva dei Teatri?
    Cosa stanno facendo per il problema dei precari di Roma?
    Cosa stanno facendo attivamente per la salvaguardia del Teatro di Cagliari?
    Ora che Ferrazza e Bini che a loro dire sarebbero le cause primarie dello sfacelo del Teatro Carlo Felice, mi immagino la bordata di scioperi che organizzeranno i confederali a Trieste, per contrastare l'operato dei due?
    E Bari, l'incompiuta Fondazione Lirico Sinfonica, cosa hanno fatto di concreto (a parte le belle parole e qualche manifestazione) i nostri cari confederali?
    Quand'è che nascerà un sindacato nuovo, libero da vincoli di partito, che prenderà in mano le vere istanze dei lavoratori dello spettacolo e condurrà una lotta senza quartiere, una rivoluzione culturale che investa tutti i settori dello spettacolo non con manifestazioni pur belle ma illusorie come quelle di lunedì, ma per l'appunto con tutti i cannoni puntati (spettacoli teatrali di prosa e lirici, film, insomma le armi che noi abbiamo) puntati, dicevamo, contro chi vuol affossare la Cultura in Italia
    Lavoratore Teatro Carlo Felice, in modo da costringere con la forza a investire su di noi laddove lo Stato dovrebbe farlo per Costituzione e Legge?
    La speranza è l'ultima a morire, ma i lavoratori dello spettacolo reclamano rappresentanti seri, non quei venditori di fumo che abbiamo visto affondare le ultime speranze di Genova accordandosi vigliaccamente con la controparte.

    Lavoratore Teatro Carlo Felice Genova

    Commento di anonimo — 18 Novembre 2010 @ 13:32

  4. ma soprattutto niente Venezuela

    Commento di anonimo — 18 Novembre 2010 @ 14:56

  5. Alla Scala si fanno sciopero fasulli, tecnici e orchestra in genere non ci perdono mai perchè tra una Filarmonica, una notte extra e uno straordinario il reddito viene subito recuperato.
    I servizi vari sono esonerati e a nessun Solone è mai venuto in mente di trovare anche per loro forme di partecipazione.
    Gli altri settori, partecipano o no,  non fanno nessun danno se non al proprio stipendio che è già di gran lunga inferiore a quello degli altri, dal 30 al 50% a parità di livello di inquadramento
    I Segretari invece proclamano gli scioperi ma il loro stipendio a fine mese non risulta intaccato.
    Quando si parla di solidarietà tra teatri mi viene da ridere visto che in ogni singolo teatro nessuno è solidale con nessuno e ogni settore è contro l'altro, basta vedere come si ci si vuole bene quando c'è da dividere la torta dell'integrativo, quindi……

    Commento di anonimo — 18 Novembre 2010 @ 18:48

  6. Commento di anonimo — 18 Novembre 2010 @ 18:49

  7. Che fate, censurate i post che non vi piacciono?
    Un comportamento degno di quello che valete, ZERO.

    Commento di anonimo — 18 Novembre 2010 @ 22:04

  8. per il  5          i tecnici non ci perdono mai…..    sei una carogna

    Commento di anonimo — 18 Novembre 2010 @ 22:52

  9. risposta al commento 5(spero solo non sia  semplicemente un provocatore)
    1.molti tecnici di palcoscenico e tutti i lavoratori a prestazione la filarmonica non la fanno.
    2.il coro spesso non è coinvolto.
    3.con competenze e mansioni diverse il lavoro per la filarmonica bisogna saperlo fare e si svolge fuori dall'orario di lavoro.
    che poi la presenza della filarmonica in teatro sia da ripensare
    completamente mi sembra più che evidente.
    gli scioperi costano e sono indipendenti dalla filarmonica e dalle notti e dagli eventuali(rari)straordinari.e poi mi puoi cortesemente parlare di quale notte extra parli? 
     
    senza retorica gli scioperi costano ed hanno un valore solo per chi li fa davvero.
    per tutti gli altri e purtroppo sono molti ,sono argomento di chiacchera nelle oziose giornate passate in ufficio(o in laboratorio).

    coraggio sciopera anche tu!qualche soldino dall'integrativo(per il quale i ovviamente non hai scioperato)lo hai preso .ciao

     

    Commento di anonimo — 19 Novembre 2010 @ 08:55

  10. Arrampicati pure sugli specchi, la sostanza non cambia.

    Commento di anonimo — 19 Novembre 2010 @ 09:37

  11. comprendo che non ti è possibile rispondere con argomentazioni coerenti.
    permettimi solo di ricordarti che la "sostanza" (lo stipendio un pò più magro per me e per la mia famiglia) cambia eccome.

    Commento di anonimo — 19 Novembre 2010 @ 10:59

  12. La Famiglia prima di tutto……
    Guarda che gli scioperi inutili per l'integrativo li abbiamo fatti tutti,  e sono serviti ai soliti che ne traggono sempre e comunque vantaggio a scapito degli altri .
    Le tue validissime argomentazioni ce le spiegherai tra poco quando i nodi torneranno al pettine e sarà finito il tempo della demagogia e delle strumentalizzazioni.

    Commento di anonimo — 19 Novembre 2010 @ 11:35

  13. Sapete dirmi se c'è in programma qualche manifestazione, assemblea, o qualcos'altro a Milano?
    Grazie

    Commento di anonimo — 19 Novembre 2010 @ 15:35

  14. #13

    Sì, c'è una grande festa del pubblico pagante per la partenza del ricciolone sudamericano che ha fatto disastri.

    Commento di anonimo — 19 Novembre 2010 @ 15:52

  15. Cultura e spettacolo: lottare ma per che cosa?*

    Fiorito, CUB-Informazione: "Sciopero poco convincente per obiettivi e modalità, proclamato senza la partecipazione dei lavoratori". Tra gli obiettivi della CUB rinnovo dei contratti collettivi di categoria, lotta al precariato e finanziamenti pubblici al settore (Fus).

    19 novembre 2010.

    Lunedì 22 novembre è stato proclamato lo sciopero del settore cultura e spettacolo.

    "Premessi i danni che la coppia Bondi-Tremonti sta infliggendo alla cultura del nostro paese, il meglio tardi che mai di questo sciopero non convince a partire da una piattaforma costituita da un incomprensibile elenco di obiettivi" commenta Pippo Fiorito di CUB-Informazione "Ma quel che è più grave è che si continua a parlare di sgravi fiscali per i produttori del cinema, ma non abbastanza di diritti dei lavoratori".

    "Inoltre, quello che ci fa storcere il naso, e non solo a noi ma anche alle rappresentanze dei lavoratori del maggiori teatri nazionali, è come vengono convocate queste mobilitazioni" continua Fiorito "un problema di democrazia, prima di tutto e di partecipazione da parte dei lavoratori nella definizione degli obiettivi".

    I punti chiave rivendicati da CUB-Informazione sono prima di tutto il rinnovo dei contratti collettivi nazionali delle fondazioni lirico-sinfoniche, dei teatri di prosa e della produzione cinematografica, e riportare il Fus, Fondo Unico per lo Spettacolo, a 600 milioni di euro.

    "E poi alla base delle nostre mobilitazioni c'è la lotta al lavoro precario, rivendicando a tutti i lavoratori del teatro, del cinema e della musica tipologie contrattuali a tempo indeterminato, e contro il cosiddetto "collegato lavoro", che entrerà in vigore il prossimo 24 novembre, un tentativo di colpo di spugna su tutto il precariato irregolare".
    Infatti, con questo provvedimento si costringe tutti i lavoratori che sono o sono stati precari a contestare il loro contratto precario entro 60 giorni, e a questo proposito si invita i lavoratori in questioni a rivolgersi presso le sedi della CUB (vedi: _http://www.cub.it). <http://www.cub.it/>

    _
    "Infine, ci chiediamo prima di tutto perché si proclami lo sciopero proprio di lunedì, giorno notoriamente di riposo per molte sale, e poi per quale motivo a questo sciopero aderiscono anche le associazioni padronali di categoria, a partire dai gestori di cinema e teatri".
    ——————————

    —————————————————————————————————–
    Alex Miozzi – Responsabile comunicazione Confederazione Unitaria di Base
    V.le Lombardia, 20 – 20131 Milano – Mobile 346 6326088 – Tel. 02 70631804 – Fax 02 70602409
    _ufficiostampa@cub.it <mailto:ufficiostampa@cub.it>_ – _http://www.cub.it <http://www.cub.it/>_ – _Canale CUB Video: http://www.youtube.com/user/CUBvideo_

    Commento di AutoOrgScala — 19 Novembre 2010 @ 17:05

  16. Ecco svelato l'arcano.
    L'inutile sciopero "unitario"di lunedì 22 serve per promuovere un'iniziativa non unitaria della CGIL sullo spettacolo a Milano.
    Ancora una volta  i lavoratori dello spettacolo vengono strumentalizzati per finalità che poco hanno da spartire con la salvaguardia dei loro interessi.

    Commento di anonimo — 19 Novembre 2010 @ 17:08

  17. Vedremo i dati delle adesioni tra i confederali del Carlo Felice di Genova, ci saranno da farsi grasse, amarissime risate.
    Per la Francia o per la Spagna, purchè se magna.
    Dovrebbero stamparselo sui vessilli che non hanno mai avuto; l'unica è la bandiera bianca delle braghe calate ai lavoratori.
    Il passaggio di certa gente, ci lascia sopra na' sgummata emmerda.

    Commento di anonimo — 19 Novembre 2010 @ 19:11

  18. anche la fials ha indeto questo sciopero del lunedì

    Commento di anonimo — 20 Novembre 2010 @ 06:54

  19. Dove avete letto della FIALS?

    Commento di anonimo — 20 Novembre 2010 @ 07:02

  20. nun se sa

    Commento di anonimo — 20 Novembre 2010 @ 11:46

  21. ho letto un pò di articoli sul concerto della Scala "anticipato": sempre a farse i cazzi so, questi, vero? Complimentissimi

    Commento di anonimo — 20 Novembre 2010 @ 14:06

  22. Sveglia, Cgil Cisl e Uil hanno apprfittato dell'affaire Carlo Felice per far fuori la Fials, ossia l'unica rappresentante autonoma firmataria del CCNL:

    solo per questo non può assolutamente essere uno sciopero per le Fondazioni Liriche serio, visto che verràa mancare una componente fondamentale.

    Commento di anonimo — 20 Novembre 2010 @ 20:29

  23. Commento di anonimo — 20 Novembre 2010 @ 21:37

  24. è stato indetto da cgil cisl uil e fials e altre due associazioni di attori.
    in tutte le bacheche alla Scala. alla scala siamo in molti come al piccolo incazzati su questa scelta imposta dall'alto senza neanche una discussione e su una piattaforma aleatoria . Il tutto per rincorrere sempre tardivamentne al movimento "tutti a casa ". i confederali dormono pesante e quando si svregliano fanno i danni ruzzolano per teraa calpestando chiunque. che banda di cialtroni  e visto che c'era da far casino si è la messa la fials nazionale . poi alla scala non sciopererà nessun orchestrale o impiegato come al solito . ma questa volta come dargli torto? ma mollateli tutti a cominciare da micro sinacati di mestiere buoni nel 700.e che in tante fondazioni sono degli usurpatori . vedi bologna  o anche trieste.

    Commento di anonimo — 20 Novembre 2010 @ 21:52

  25. scusi, quale sarebbe a bologna il micro-sindacato usurpatore?

    Commento di anonimo — 20 Novembre 2010 @ 23:28

  26. Come cazzo fa la FIALS  a fare sciopero assieme a quei bastardi dei confederali che con la scusa degli ammortizzatori sociali si stanno vendendo tutti i teatri?
    Girano per i teatri d'Italia….sono venuti anche a da noi, a dirci quanto è bello andare in cassa integrazione.
    La CGIL è la nuova Forza Italia!

    Commento di anonimo — 21 Novembre 2010 @ 08:31

  27.   SIAMO QUA E VOGLIAMO VIVERE E LAVORARE ALLA LUCE DEL SOLE!

    Permesso di soggiorno per gli immigrati e immigrate
    che vivono e lavorano in Italia

    A settembre del 2009 il governo emette un Decreto legge che permette
    l’emersione dal lavoro nero solo per Colf o Badanti. Tutti gli altri
    lavoratori non possono fare domanda.

    Questo ha significato che molti immigrati che facevano altri tipi di
    lavoro (muratori, falegnami, braccianti, ecc) non hanno potuto accedere
    a questa sanatoria.

    Questi lavoratori sono caduti nelle grinfie della malavita. Molti hanno
    subito vere e proprie truffe organizzate.

    NOI VOGLIAMO POTER LAVORARE
    E VIVERE ALLA LUCE DEL SOLE!

    Per questo chiediamo al governo di poter avere un permesso di soggiorno
    per ricerca occupazione che ci permette di uscire dalla
    “clandestinità” e di poter avere non solo i diritti che ha ogni
    cittadino ma anche i doveri.

    Per questo faremo una manifestazione

    SABATO 20 NOVEMBRE ALLE ORE 15.00

    PARTENZA DAL PRESIDIO SOTTO LA TORRE DI VIA IMBONATI (ALTEZZA CIV 49)

    Chiediamo:
    1) rilascio del permesso di soggiorno per chi ha subito la “sanatoria
    truffa”;

    2) prolungamento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro;

    3) rilascio del permesso di soggiorno per chi denuncia il datore di
    lavoro in nero o lo sfruttamento sul lavoro;

    4) emanazione di una legge che garantisca il diritto di asilo;

    5) riconoscimento del diritto di voto per chi vive in Italia da almeno
    5 anni;

    6) riconoscimento della cittadinanza per chi nasce o cresce in Italia.

    ORGANIZZA COMITATO IMMIGRATI DI MILANO

    COMITATOIMMIGRATIITALIA.MILANO@GMAIL.COM [1]

    Commento di anonimo — 21 Novembre 2010 @ 09:35

  28. domani alle 15 venite alla camera del lavoro di c.so di p.ta vittoria dove ci sono tutti , padroni dei teatri , parlamentari , sindacalisti nazionali e di ogni tipo  e la stampa non genovese  così potete  denunciare  a tutto il mondo queste cos e le conseguenze nefaste dei c.d.s

    Commento di anonimo — 21 Novembre 2010 @ 09:41

  29. perchè un sindacato puro ed incorruttibile come i CUb si occupa così tanto  dei lavoratori delle fondazioni che sono ampiamente collusi con i terribili sindacati confederali?in particolare perchè criticare così tanto i lavoratori della scala(fannulloni, incompetenti,ecc) e non abbandonarli al loro triste destino?
    perchè denunciare come illegittime le loro attività extra lavorative,le loro forme di lotta?sono ricchi,ipocriti,corrotti e quasi tutti iscritti alla cgil,uil,fials, perchè dovrebbero rinsavire ed iscriversi in massa alla cub? non vi basta  passare la giornata(teoricamente lavorativa)a struggervi di nostalgia per le passate lotte per la vittoria del proletariato?o forse anche all'epoca eravate in disaccordo?

    Commento di anonimo — 21 Novembre 2010 @ 10:47

  30. A Sua Eccellenza il Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano

    Genova, 12 novembre 2010

    Illustrissimo Signor Presidente,

    come cittadini, come lavoratori che operano nella cultura, come rappresentanti dei
    dipendenti di un Teatro lirico prestigioso e ricco di storia, desideriamo
    innanzitutto rinnovarLe la nostra sentita gratitudine per le tante occasioni in cui
    Lei – quale unico e più alto punto di riferimento fra le nostre Istituzioni – ha
    saputo levare una voce limpida e autorevole a difesa di quel patrimonio intellettuale
    della Nazione del quale ciascuno di noi, nei limiti del proprio ruolo e delle proprie
    forze, è orgoglioso di far parte.

    Più chiaramente di chiunque, Lei, Signor Presidente, comprende e sa quanto, in questo
    particolare frangente storico, la nostra vita culturale sia duramente penalizzata
    dalla perdurante crisi globale e dalle scelte di una classe politica troppo spesso
    dimentica di quale risorsa la cultura rappresenti per il Paese, così come del ruolo
    da essa ricoperto nell’arricchimento e nella stessa definizione della nostra identità
    nazionale.

    Così accade, Signor Presidente, per il settore – forse quantitativamente esiguo, ma
    di rilevanza e prestigio certi e incalcolabili – delle Fondazioni lirico-sinfoniche,
    che, forte dei suoi Teatri così ricchi di bellezza e di storia e, più ancora, della
    professionalità dei suoi cinquemila lavoratori, mantiene viva e attuale un’arte e una
    tradizione che contribuiscono a rendere l’Italia, speriamo ancora a lungo, un punto
    di riferimento ineludibile per la cultura e la civiltà del mondo intero.

    E’ infatti noto come tutti i nostri Teatri lirici stiano attraversando momenti di
    severa criticità economica, finanziaria e gestionale, vittime come sono di un
    costante assottigliamento dei contributi statali così come, occorre pur dirlo, dell’operato
    di dirigenze di nomina politica non sempre all’altezza – per cultura, preparazione e
    capacità – della tradizione passata e delle sfide presenti e future.

    La funzione sociale dei nostri Teatri, proclamata dalla mai abbastanza rimpianta
    legge n. 800/1967, ribadita dal decreto legislativo n. 367/1996 e confermata dalla
    recente legge n. 100/2010 sulle Fondazioni lirico-sinfoniche, ha portato con sé il
    riconoscimento della professionalità di chi, essendoselo guadagnato in anni di studi
    e di sacrifici, ha conquistato il diritto di poter vivere della sua arte e di poterla
    così mettere al servizio della società in cui vive.

    Accade però che questi principi, che parevano intangibilmente acquisiti, oggi siano
    pesantemente rimessi in discussione su scala nazionale, e in particolare qui, al
    Teatro Carlo Felice di Genova, siano in procinto di essere completamente rovesciati
    attraverso un sistematico misconoscimento della lettera (oltre che dello spirito)
    delle leggi vigenti, creando una situazione senza precedenti, che oggi ci permettiamo
    di portare alla Sua conoscenza.

    Al termine di un lungo e travagliato periodo di commissariamento, i lavoratori del
    nostro Teatro avevano accolto l’insediamento di un nuovo Consiglio di Amministrazione
    con la legittima speranza che esso costituisse il primo passo di un percorso di
    salvezza e di rilancio, pronti a fare la loro parte, anche a costo di pesanti
    sacrifici, per superare la grave crisi economico-finanziaria in atto (crisi,
    peraltro, comune a quasi tutti i Teatri lirici italiani) e sospingere il Carlo Felice
    al pieno sfruttamento del suo enorme potenziale tecnico, umano e artistico.

    Ben presto, tuttavia, i lavoratori si sono dovuti confrontare con una visione, da
    parte della nuova dirigenza, fondata sulla preventiva rimozione delle conquiste e dei
    principi sopra ricordati, e, da parte delle stesse Istituzioni cittadine,  con la
    percezione di un Teatro considerato più come un peso che come una risorsa.

    Così, quello stesso Teatro Carlo Felice che, al momento della sua ricostruzione dopo
    i disastri della guerra, si era posto  come esempio all’avanguardia per l’intero
    settore lirico italiano, si trova oggi a sperimentare l’applicazione di un istituto,
    quello dei “Contratti di solidarietà”, che, funzionale a realtà produttive di diverso
    tipo e modellato su di esse, costituisce uno strumento del tutto anomalo,
    incompatibile con i principi alla base dell’attività di una Fondazione
    lirico-sinfonica e, come tale, inconciliabile con le norme chiaramente esplicate
    dalle leggi vigenti e dagli statuti delle Fondazioni, che tali leggi recepiscono e
    applicano.

    Queste norme, nate a tutela dell’esistenza, della funzione, e del patrimonio
    professionale di tutte le Fondazioni lirico-sinfoniche, compresa la nostra, devono
    essere osservate e rispettate, così come rispettati e osservati devono essere i
    limiti e le direttive che esse indicano con chiarezza a chi detiene responsabilità
    amministrative e gestionali.

    Non è possibile, e non è consentito, contrapporre a un pur grave stato di crisi
    presunti rimedi che, di fatto, minano alla base l’edificio normativo, contrattuale,
    artistico di una Fondazione – così come, in prospettiva, dell’intero settore –
    attaccando le fondamenta sulle quali tale edificio si innalza, e rinnegando in
    sostanza la sua stessa ragion d’essere.

    Signor Presidente, così come ci siamo assunti la responsabilità di chiedere,
    attraverso l’intervento di tutti gli organi competenti, il ripristino e la scrupolosa
    osservanza delle procedure previste dalla Legge a tutela della nostra Fondazione e
    dei suoi lavoratori, allo stesso modo ci permettiamo di invocare la Sua attenzione e
    il Suo alto intervento, affinché nel nostro Teatro e nella nostra Città non si
    consumi definitivamente un vero e proprio scempio del diritto, del lavoro, della
    cultura.

    Con profondo rispetto e sentita gratitudine, Le rivolgiamo, Signor Presidente, il
    nostro più deferente saluto.

    I rappresentanti dei lavoratori della Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova (per i
    Sindacati autonomi FIALS-CISAL, SNATER, LIBERSIND)

    Commento di anonimo — 21 Novembre 2010 @ 21:29

  31. caro 29:perchè? perchè c'è tanto precariato alla scala . da combattere come stiamo già facendo e se non lo sai noi siamo stati i primi a fare cause collettive , vinte, a cui poi ci hanno seguito a ruota tutti gli altrisindacati . abbiamo tirato fuori e stiamo lavorando su un altro campo drammatico che è quello degli esposti allì'amianto. abbiamo costretto la direzione a occuparcsi della bonifica in volta platea  che non era stata "toccata "dalla ristrutturazione.. sIAMO COTRO IL CONSOCIATIVISMO DI ALCUNE SIGLE SINDACALI E TUTTE LE LORO CLIENTELE. SIAMO A DIFENDERE IL CONTRATTO NAZIONALE DA CHI VORREBBE INVECE FACENDO USCIRE LA SCALA DALLA CONTRATTAZOIONE NAZ . CON UN REGOLAMeNTO SPECIALE, DI FATTO  , UCCIDERLO , A DANNO DI TUTTI MA SOPRATTUTTO A DANNO DEGLI SCALIGERI.E QUESTO STA AVVENENDO NELSILENZIO OMERTOSO DI TUTTI QUANTI.SICUREZZA E SALUTE DEI LAVORATORI .SIAMO PER LO SVILUPPO DI QUESTO SETTORE CHE CONSIDERIAMO STRATEGICO PER IL FUTURO DI QUESTO PAESE. PERCHè ANCHE LA LIRICA è CULTURA  E VISTO CHE è UN BENE UNIVERSALE SIAMO CONTRO COLORO CHE PRATICANO IL CORPORATIVISMO DI UN BENE PUBBLICO.

    Commento di anonimo — 22 Novembre 2010 @ 10:58

  32. Cari colleghi, oggi Zubin Mehta è arrivato a Genova, e immediatamente si è respirata aria nuova. E' bastato una lettera ai giornali e un paio di dichiarazioni per chiarire concetti denunciati più volte dagli autonomi, da parte di una voce esterna al nostro piccolo orticello, da parte di una persona di grande cultura, che ha chiarito come:

    1) nei periodi di crisi si lavora di più e non di meno, come suggerito dalla lettera aperta, riferimento non casuale alla politica dei contratti di solidarietà che ci portano a lavorare il 40% in meno;

    2) ciò che è avvenuto al Carlo Felice è stato definito dal grande direttore un morbo (i contratti di solidarietà) che spera non si propaghi anche negli altri teatri (più chiaro di così);

    3) addirittura palese il riferimento alla situazione locale quando di sfuggita ha ricordato come il sindaco di Firenze stia lottando a fianco dei lavoratori del Maggio Musicale Fiorentino (qualcuno tra le file dei nostri ha sottolineato, se ve ne fosse bisogno, che la nostra non aveva fatto altrettanto.

    Grazie Maestro. Magari le sue parole super partes riusciranno un minimo a illuminare le menti obliate di qualche collega.

    Artista del Coro Teatro Carlo Felice

    Commento di anonimo — 22 Novembre 2010 @ 15:41

  33. Grandissimo Mehta, un vero leader carismatico.
    In 5 minuti ha smontato l'aborto progettato a Genova da Sindaco, CdA, Bondi ecc.
    Peccato che oggi mi è toccato veder circolare per il palco anche qualche personaggio che fino ad oggi sapeva a malapena dove fosse ubicato.
    Ovviamente lo staff Cgil al gran completo, ma non c'erano dubbi.
    Quando ci sono da appuntarsi medagliette per i meriti altrui, sono dei draghi quanto a faccia di tolla.
    Penosi più che mai! Piccoli, piccoli, piiiccoli, piiiiiiccccoooooliiiiiiiiiiiii

    Commento di anonimo — 22 Novembre 2010 @ 22:02

  34. prima di tutto tengo a dire che agli aderenti il sindacato CUB che lo sciopero di ieri la FIALS non lo ha indetto. Infatti non siamo mai stati d'accordo fare scioperi di lunedi quando la maggioranza del comparto  è a riposo.
    Ho ascoltato gli intervenuti alla camera del lavoro a Milano e devo dire che a parte Sergio Escobar e Moni Ovadia, gli altri interventi erano di basso livello. In particolare vorrei segnalare quello di Silvano Conti ( nazionale cgil) il quale dopo aver sciorinato come al solito il numero di legislature e i vari provvedimenti che si sono succeduti in quel lasso di tempo, lamenta la situazione in particolare la presente ma è pronto a correre il 2 Dicembre all'ARAN dove è stato invitato a discutere il ccnl sotto dettatura del ministro che anche lui riconosce essere quello dell'Anfols.
    Mi dico , ma se fa così schifo ( come lo fa) , perchè ci vai?

    Troppe le ambiguità , vi risparmio quelle della Emilia Di Biase che dopo 15 minuti di nulla , si fa i complimenti da sola.

    Spettacolo penoso

    Commento di anonimo — 23 Novembre 2010 @ 00:39

  35. LA SEGRETERIA PROVINCIALE DELLA CUB SI SCUSA CON LA FIALS PER L'EQUIVOCO DI AVER  inserito ERRONEAMENTE la FIALS TRA GLI ORGANIZZATORI DELLO SCIOPERO DEL LUNEDì .E DELL'ERRORE DI STAMPA A CUI PROVVEDIAMO IMMEDIATAMENTE .
    SI RALLEGRA DI NON ESSER  L'UNICO SINDACATO A NON PROCLAMARE GLI SCIOPERI DI LUNEDì.

    Commento di anonimo — 23 Novembre 2010 @ 09:33

  36. Lo SNATER si associa alle posizioni della CUB e della FIALS.

    Commento di anonimo — 23 Novembre 2010 @ 09:50

  37. Ma vi rendete conto di che razza di situazione sta mettendo su la CGIL? Solo per una stupida lotta di poterucoli di condominio nei teatri.
    La CGIL che va all'ARAN…ahahahaha….dopo tutta la guerra che gli hanno fatto quando doveno rinnovare i postelegrafonici!

    Dopo questa ci manca solo di vederli alle parate militari.

    Commento di anonimo — 23 Novembre 2010 @ 13:52

  38. Ti devo correggere: non è la Cgil, ma la SLC-Cgil.
    E' solo questo ramo (secco) ad essere vomitevole.
    A quando una "democratica consultazione" tra gli iscritti per verificare se il Silvano Conti ha ancora una maggioranza di consensi per ricoprire il ruolo che ha? Penso ne scopriremo delle belle.
    Inoltre, visto che la cultura e lo spettacolo con i postelegrafonici non c'azzeccano una beata mazza, perchè non fanno una sezione apposita, invece di andare al traino ed essere condotti da postini vari (con tutto il rispetto per chi il postino lo fa davvero, e non da seduto dietro una scrivania), come succede a Genova con la PT Scandolo e chi l'ha preceduta? Cos'hanno in comune Telecom e il Teatro Carlo Felice a parte i contratti di solidarietà? E' questa la loro visione "unitaria" del settore? A quando bad company, scatole cinesi ecc. per spacchettare meglio le Fondazioni Liriche? E' questo che hanno in mente, visto che oltre a CIG, CdS, Coop non riescono a pensare ad altro? E' questa la tutela del lavoro, secondo loro? Cominciassero a lasciare le scrivanie e a imbracciare nuovamente il borsone con la corrispondenza, almeno solleverebbero un pò dalla fatica i loro colleghi sovraccarichi di lavoro. Invece no, la figura del sindacalista è come i diamanti: è per sempre. Siamo proprio in Italia. E poi si lamentano che i nostri politici sono lì da 40 anni e parlano di gerontocrazia.
    Ma da che pulpito!

    Commento di anonimo — 23 Novembre 2010 @ 17:53

  39. Minghia, fratcello tcrendoccio, santce parole.
    A Ggenova ci sta jente che u sindacatu lu fa da tcrentcianni, sempre sul pezzo stà. Ma lu fannu per lu bene nostru, beneficenza è!
    Che lo sai che li solidaristi famu? Ahhhh, lu progressu, è na billizza!
    Oggi nun travagghiu, dumani nun travagghiu, dopudumani nun travagghiu, e poi nun travagghiu ancora. Ahhhh, a casa stamu, ma li piccioli arrivano, dicissero, e poi qandi chi arriva a traviata, chi sarebbe na buttanazza, travagghiamu assà. Poi un misi interu a cà stiamo, ma che ci importa, tantu lu tiatru va a vele gonfie, così dicano isti, chi sanno tutto, ma ppropriu tutto.
    Comme? Ca quali cooppete e cooppete, questi ommini d'onore sono, la fiducia gli dettero, ca la sindaca ci prumise ca ci voli bene assà, e vinni Meta, e arriviranno Zeffiro, e farimu foco e fiamme, ca stu tiatru lu bottu farà co l'annu novu!
    Ca dici? Che travagghierò almeno 6 misi? Ma che minghia dici, io più di 4 non ni voli fari, che tanto li piccioli arrivano, eccome se arrvano, parola di sindacatu è, parla d'onore!
    Ca tu lo sapi ca nu prufissuri, nu cantanti, nu operaiu e nu mezza manica fanno tutti lu stessu orariu? Servono tutti uguali, che credi? Como? Dici che istu servi pè dimustrari che nun serviamo un cazzu?  Ma la finissi, talè, che ci prumisero ca tutti abbiamu lu travagghiu garantitu, ce lu chiesi na cantanti alla sindaca, chiangiva poveretta, le llacrime nun s'arrestavano cchiù, ca ci rispusi che sonu fandonie di quelli ca mittano in jiru chelli nfami de li autonomi, ca ora li sradica lei, che altru pinseri nun tiene dintra la tistolina, ca sopra si pittinò con li petardi.
    Ci pinsasse lo jurnalista ca oggi scrivitte ca qesti bruti nfami lo scioperu vollino fari.
    Ca dici? Na fandonia bella e grossa? Ca importa, tanto li 'nfangamu, si sa mai che la sindaca nun sia in grado di trovare i piccioli per fare la traviata; se no se chelli nun fanno u scioppero poi a chista je tocca fare la elemosina alla onoranza funnebri.
    Va bene fratcello, vado a riposare nu poco, chi oggi nun ho travagghiatu e domani solidale sonu.
    Baciamo le mani allu sindicatu.

    Commento di anonimo — 23 Novembre 2010 @ 20:20

  40. AL = 34

    VISTO  CHE  CI  TENETE  TANTO  A  DISTINQUERVI  DAI  CONFEDERALI

    PERCHè  NON PROMUOVETE  VOI  LA  VERA  DEMOCRAZIA   E  VI  FATE 

    PROMOTORI  DELLE  RSU AL  TEATRO  ALLA  SCALA ?

    SARà  CHE  ANCHE  A VOI  VI  STà  BENE  DI  PREDICARE  BENE 

    E   " AGIRE "  MALE ?  COME  FATE  A SEDERE AL  TAVOLO  CON CHI

    L' ANNO  PASSATO  VI HA  MESSO  ALLA  GOGNA  MEDIATICA  E 

    CERCAVA  " PICCHIATORI "  PER  FARVI  DESISTERE  DELLE  VS..

    RAGIONI ? 

    BASTA !!! CHIACCHERE … è ORA DEI FATTI  .

    Commento di anonimo — 24 Novembre 2010 @ 02:04

  41. Colleghi e amici , forse ci siamo spiegati male. La SLC è quella che sta facendo  guerra all'ARAN da almeno 5 anni. Prima per i contratti PT poi per i dipendenti pubblici comunali poi per gli insegnanti. Scusate, Conti cosa va a firmare lì?
    Siamo veramente al teatro dell'assurdo !
    Ah, notiziola: Si sente dire un po' dappertutto che Veronesi sarà il prossimo direttore principale a Genova. Capisco che in questo momento il teatro ha ben piu' seri problemi, ma sarà vero?
    Se si complimenti, altro bel pugno nello stomaco  assestato al teatro dalla politica ligure

    Commento di anonimo — 24 Novembre 2010 @ 10:36

  42. Non no, altro che "ben più seri problemi".
    L'eventuale presenza di quella nullità raccomandata è un problema serissimo.
    Basti pensare al delirante accostamento osato ieri dal SecoloXIX: "Veronesi presto sul podio del Carlo Felice, dopo UN ALTRO grande della bacchetta come Zubin Mehta"

    Questi articoli, al 100% commissionati dalla becera politica locale, ci danno la misura di quanto piccolo sia il cabotaggio di questi figuri che INFESTANO consigli d'amministrazione, consigli comunali e dirigenze varie.
    Ma d'altronde, la nostra signora sindaca al bieco nepotismo sta cercando di abituarci già da un pezzo.

    Commento di anonimo — 24 Novembre 2010 @ 12:23

  43. Anche a bologna hanno tentato di infilare veronesi figlio , ma è stato stoppato all'ultimo minuto.

    certo che voi genovesi potevate fare una capatina a Mialno e magari quando silvano conti ha affermato che a genova hanno dovuto fare la respirazione bocca a bocca del teatro ,rispondrgli a tono.
    della serie , se non c'ero io  illuminato segretario ,erano rovinati.

    Commento di anonimo — 24 Novembre 2010 @ 13:19

  44. IL SETTE DICEMBRE TUTTI A MILANO . MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO ITAGLI AL FUS E CONTRO LA CASSA DISINTEGRAZIONE CHE AVVERRà NEI TEATRI….  FERMIAMOLI PRIMA. TUTTI ALLA PRIMA.
    TE LA Dò IO LA WALKIRIA

    Commento di anonimo — 24 Novembre 2010 @ 13:22

  45. Fratelli e sorelle, habemus decreta injunctiva!!!

    Parafrasando (altresì qualche saraceno o miscredente potrebbe non capire), sono arrivati ieri i decreti ingiuntivi per la ricezione dell'intera mensilità del mese di ottobre, decreti ingiuntivi firmati da un giudice che obbliga la Fondazione a retribuire la somma dovuta quantomeno a chi ha promosso questa azione legale entro quaranta giorni (eventuale anche pignoramento), andando a screditare quanto sottoscritto da CGIL, CISL e UIL con la Direzione col brillante accordo del 3 novembre.

    Accordo che, come era prevedibile, sta andando in mille pezzi: settembre è già stato retribuito, ottobre verrà corrisposto in qualche modo; anche con novembre si procederà allo stesso modo, anzi, avuta conferma delle bufale raccontate dai Confederali, c'è già una serie di persone (anche tra coloro che hanno votato sì alla consultazione farsa di ottobre) già in lista d'attesa per andare a fare il decreto ingiuntivo che si assommeranno ai sessanta che già l'hanno sottoscritto.

    E non parliamo dei poveri scribani della contabilità, costretti a fare più delle ore che avrebbero fatto senza CDS per trovare le soluzioni per quantificare l'effettiva retribuzione di questo monstrum applicato con troppa leggerezza dai confederali: in breve, tutti i nodi vengono al pettine, e sono bastate piccole azioni legali come i decreti ingiuntivi per mandare tutto al diavolo (Papé satan!), figuriamoci cosa succederà quando scenderanno in campo azioni legali ben più importanti!!!

    Fratello Mehta se n'é andato da poco da noi, ma le sue sferzate (abilmente obliate sui quotidiani locali) hanno messo in riga chi credeva di avere trovato la soluzione di tutti i mali: le enigmatiche frasi "morbo che si spera non si propaghi negli altri teatri", "il Sindaco di Firenze combatte a fianco del suo teatro", "qualcuno non vuole che il Teatro riparta" stanno scuotendo le anime degli infedeli, e forse uno squarcio di luce sulla via di Damasco comincia a far affiorare la verità nelle menti distratte di troppe persone che per tanto tempo neanche si sono viste tra le sante mura del Tempio del CArlo Felice. Bello pontificare e poi andare a lavorare altrove….

    Breve parentesi: questa sera il coro dei confratelli del Carlo Felice doveva svolgere un concerto di solidarietà per la popolazione di Sestri Ponente, ancora oggi arrabbiata per i mancati finanziamenti per ovviare ai nefandi effetti della recente alluvione: il concerto non ci sarà perché è stato boicottato in ogni modo da chi si riempe la bocca con parole vuote come rilancio o ripartenza. Dio abbia pietà di loro, benché sappiano perfettamente quello che stanno facendo!!!

    Ora pro nobis. Amen.

    Monaco Carlo Felici-ano dei miracoli inutili

    Commento di anonimo — 24 Novembre 2010 @ 17:34

  46. capisco che il motto monastico ora et labora sia un impegno di vita, ma cari fraticelli, scioperare mai? un bel 730 giorni di sciopero? (pari alla durata della solidarietà?
    Perchè se i progetti sono portare Veronesi, portare Garrone, portare Fossati, salvare il culo a tutte quelle figure che hanno portato allo sfascio di oggi, che cappero state lì a fare? ad aspettare di lavorare una decina di giorni al mese per produrre concerti semi-autoorganizzati come quello (maestoso, invero) diretto dal grandissimo Mehta?

    Commento di anonimo — 24 Novembre 2010 @ 19:32

  47. Figuriamo se allo SNATER o al LIBERSIND gli importa quancosa che oggi abbiano nomitato uno scandalo di Diretttore Artistico al Carlo Felice , una roba che ci sta ridendo dietro tutta Italia. No, loro parlano della Sindaco, di Fossati, delle ingunzioni  bla bla bla.Che gli frega a loro di chi viene a dirigere? Intanto beccatevi l'autistico e state zitti. Il Carlo Felice è finito per sempre e non tornerà mai piu' ad essere quello che era.

    Commento di anonimo — 26 Novembre 2010 @ 08:16

  48. Caro #47, ora ti spiego un po' un paio di cose:

    1) la Sindaco ha raccontato balle per mesi sostenendo di avere un piano e avere soldi, sta mettendo nella cacca tutti i lavoratori, quindi è dovere di ogni sindacato (non solo di Snater e Libersind) attaccarla in ogni modo denunciando le bugie ormai acclarate;

    2) il dott. Fossati, persona che indubbiamente sarà valida altrove, ma non ha alcuna competenza di teatri e spettacolo, per di più è l'uomo di Garrone, ossia di colui che ha leso più volte la nostra dignità di artisti (ricordate la bolla in cui viviamo), quindi è dovere di tutti i sindacati (non solo di Snater e Libersind) difendere la dignità del nostro lavoro, quindi attccando chi incarna quell'italia arretrata che vorrebbe tutti i teatri chiusi e che quando vi mette mano non sa come gestirli;

    3) I decreti ingiuntivi sono un sacrosanto diritto di lavoratori il cui stipendio è stato spalmato senza neanche averli interpellati, sono stati avviati dai singoli lavoratorie NON dai Snater e Libersind, che comunque hanno espresso un giudizio favorevole a questo tipo di azione;

    4) purtroppo non è facoltà di alcun sindacato (nemmeno di Cgil, Cisl e Uil, almeno in teoria) di decidere chi sarà o non sarà il Direttore Artistico del Carlo Felice, essendo che tale scelta è artistica e non di pertinenza prettamente sindacale: se poi un comportamento scorreto del futuro Direttore Artistico andrà a danneggiare lavorativamente i dipendenti del Carlo Felice, allora sì, sarà dovere di tutti i sindacati (non solo di Snater e Libersinb) denunciare le eventuali malefatte e contestare il Direttore Artistico.

    Spero di essere stato chiaro. consiglio a chiunque di andarsi prima di tutto a leggere il CCNL e di vedere quali sono le precise competenze dei sindacati, e poi eventualmente fare rimostranze, onde evitare figuracce come il nostro #47.

    Buona giornata.

    Commento di anonimo — 26 Novembre 2010 @ 08:59

  49. Anonimo numero 47

    Per statuto la nomina del Direttore Artistico è competenza del Sovrintendente.
    Lo Snater non ha facoltà di porre candidature nè di porre veti che costituirebbero un'ingerenza nelle prerogative del Sovrintendente e del CdA ; nè è interessato a farlo, essendo sideralmente lontano da logiche di cogestione.
    Lo Snater non commenta notizie giornalistiche, si attiene ai documenti ufficiali; quando e se perveniranno comunicazioni in merito, se ne prenderà atto.
    Lo Snater non "parla" della Sindaco; presenta documentazione circostanziata e inequivocabile circa le evidenti contraddizioni e promesse mai mantenute: i risultati sono sotto gli occhi di qualunque osservatore. Le chiacchiere e i commenti infondati vengono lasciati ad altri.
    Lo Snater non "parla" del Dott. Fossati; ritiene il Dott. Fossati un serio e valido professionista.
    Lo Snater non "parla" di decreti ingiuntivi; è favorevole all'iniziativa e sostiene i lavoratori di qualunque appartenenza indirizzandoli verso le sedi idonee per ricevere assistenza e tutela legale.
    Lo Snater crede nelle potenzialità e nelle possibilità di sviluppo per il Teatro Carlo Felice; ritiene però che gli interessi della Fondazione e dei lavoratori siano gravemente danneggiati dall'introduzione degli ammortizzatori sociali, incompatibili con la realizzazione delle potenzialità e delle possibilità di cui sopra.
    I contratti di solidarietà, infine, oltre a costituire una inutile mortificazione per le professioni e le maestranze, sono lo strumento per restringere le tutele e i diritti regolati dal CCNL e da tutti gli accordi in essere, anticamera dello smantellamento delle piante organiche e della precarizzazione del settore.

    Segreteria Nazionale Snater
     

    Commento di anonimo — 26 Novembre 2010 @ 11:36

  50. Però nel frattempo il Carlo Felice riesce ad andare sulla rete in streaming. Ma non erano in crisi nera?

    Commento di anonimo — 26 Novembre 2010 @ 17:30

  51. Caro #50, il Teatro Carlo Felice è in crisi quando necessita di mandare in contratti di solidarietà i lavoratori, per il resto di certo non se la passa peggio di molte altre fondazioni liriche….

    Commento di anonimo — 26 Novembre 2010 @ 18:35

  52. Fratelli e sorelle, i saraceni che hanno profanato il sacro Tempio del Teatro Carlo Felice riescono sempre a metterci di buon umore con le loro uscite assolutamente fuori tempo, res alquanto disdicevole per una fondazione lirica.

    Stamane, con tutta la compitezza dovuta al caso, il sacerdote del coro (vedi ispettore) ha consegnato ai confratelli del coro che hanno continuato a venire al lavoro nonostante i CDS una missiva a lettere di sangue che doveva avere effetti devastanti sulle anime dei confratelli, e che ha avuto come effetto un'eccesso di ilarità che per poco manda a monte la prova di regia della Traviata (Dio perdoni quell'anima pia). Ebbene, in quella che aveva tutta l'aria di essere una diffida, si invitava a non perseguire nell'atteggiamento prima mostrato, ossia di condurre prove fuori dall'orario stabilito coi Cds: peccato che pochi giorni fa gli abati di FIALS, SNATER e LIBERSIND avessero fatto pervenire ai saraceni una lettera che informava che, considerando illegittimi i CDS, anche qualora fossero venuti per meno ore rispetto al CCNL, i lavoratori delle suddette sigle consideravano espletata per intero la prestazione, e pertanto pretendevano salario pieno. Ecco dove stat il disdicevole fuori tempo: una volta che gli autonomi avevano mandato tale missiva, era del tutto inutile proseguire col venire fuori prova, e allora, quando non serviva più a nulla, i saraceni hanno scatenato le ire del Saladino, quando ormai il campo di battaglia era sgombro: che coraggio!! che onore!!

    La prima crociata prosegue. I saraceni sono un po' disorientati da tutto questo silenzio; abituati ai modi un po' rudi e barbari di qualche esponente si erano aspettati una battaglia a campo aperto, e invece per ora stanno agendo le catapulte da distante, lanciando però siluri che stanno lasciando sul campo qualche ferito nelle file degli infedeli: settembre è già stato riscosso, a breve ottobre (anche se El- Fossat, un po' a digiuno di diritto, sostiene di potere impugnare i decreti ingiuntivi, altro motivo di ilarità tra le file dei confratelli), poco più avanti novembre, e via così.

    Ai confratelli dico: abbiate fede! Chissà che prima di Natale il divin Bambino decida di fare qualche regalo imprevisto a qualcuno, e noi si possa goderne!! Nel frattempo qualche altro dardo da distante potrebbe centrare l'obbiettivo. Chi ha orecchie per intedere intenda.

    Pax vobiscum.

    Monaco Carlo Felici-ano dei Miracoli Inutili

    Commento di anonimo — 26 Novembre 2010 @ 18:57

  53. O Vate, o sventurata Cassandra, e anche tu o Tiresia fra gli auruspici non scorgesti qual orrore, si nascondea nel silenzio: nessuno orabat, ma molto laborabant. Nel segreto del convento, al riparo da dardi e strali, pur non risparmiandosi torture medioevali, l'arma finale appuntavano per ricacciar i saraceni cui le porte aperto avean i pusillanimi confederali.
    Quanto materiale, lavoro sodo, e concreto, qua il cemento, là un reattore, tra il fervore senza parola, un'organizzazione militare, stavan forse i nostri prodi preparando la scissione nucleare?
    Ancora un poco di pazienza, già si pensa siano arrivati bel oltre la metà del guado. Ma già si sa che quando arriva il momento, le torme arrivan con furore, e tutto spazzan infino al mar Nero.
    State desti, l'ora sta giungendo.

    Commento di anonimo — 26 Novembre 2010 @ 19:52

  54. Ma mi spiegate 'sta cosa del canale web che ha aperto il Teatro Carlo Felice? Oggi ne parlavano tutti i giornali. Possibile che sono vicini al default, non si pagano gli stipendi  e poi riescono a fare una cosa simile? E voi all'interno vi siete informati?

    Commento di anonimo — 26 Novembre 2010 @ 22:59

  55. E' a costo zero, pare.
    Come Mehta.
    Come Zeffirelli.
    Come gli stipendi che siamo alla fine di novembre ma non si sa quando lo pagheranno nonostante siano soldi provenienti dagli ammortizzatori sociali.
    Lo stipendio di ottobre non si sa quando e se lo pagheranno.
    Però arriva Veronesi, si dice.
    I soldi degli sponsor promessi dalla Vincenzi sono aria fritta come ogni altra cosa che ha detto.
    La cgil è sulla cresta dell'onda.
    L'estate prossima scadrà il contratto della consulente per le relazioni esterne e già mi scappa da ridere pensando a chissà quale soluzione adotterano.
    La torta di riso è finita ma non per tutti.
    Che si suoni o non si faccia niente non importa al CdA, anzi, meno si fa meglio è.
    Garrone pensa che siamo come Cassano, tra un pò ci chiederà anche i danni.
    Pacor lavora gratis.
    Fossati lavora gratis.
    I funzionari non sono gratis ma sono tanti.
    La cisl fà tessere.
    La uil non esiste più (prima erano 4 iscritti e due rappresentanti).
    La fials và per avvocati.
    Lo snater se ne frega, tanto gli iscritti se ne sono andati nella cisl (cazzi loro).
    Il libersind vuole scioperare.
    Chi non è iscritto và a votare alle consultazioni poi torna a fregarsene come sempre.
    Chi ha votato sì al referendum è felice.
    Chi sta a casa senza fare una mazza è felice.
    Forse c'è chi è felice di stare a casa perchè magari fa un altro lavoro (almeno ne beccassero qualcuno).
    Chi può andare in pensione scappa (e fa bene).
    I soliti che potrebbero andare in pensione da anni invece rimangono a riempirsi le tasche fino all'ultimo.
    I precari non si vedono più.
    Chi è fisso tra due anni sarà precario.
    Quelli che lavorano si lamentano.
    Quelli che non lavorano si lamentano pechè prima o poi devono tornare a lavorare.
    Quelli del coro sono incazzati.
    Quelli dell'orchestra non sono incazzati.
    Molti che hanno votato sì si prendono aspettativa per lavorare altrove.
    Chi non può lavorare altrove se lo prende nel culo coi contratti di silidarietà.
    I tecnici ci sono random.
    Gli impiegati ci sono tutti, anche se non c'è lavoro per la maggior parte.
    Il parcheggio è vuoto, possono farci le righe blu e metterlo a pagamento.
    Tra poco nevica e ricominciano gli spefferi.
    Questa città fa schifo, specchio di chi ci vive e la governa.
    Il teatro non esiste più, forse sarà una cosa virtuale su internet.
    Appena la Scala o S Cecilia si fanno il loro canale web, qui al massimo incassano 5 euro a serata, se si producono cessi come questa Traviata.
    Per oggi mi sembra che basti.

    Commento di anonimo — 27 Novembre 2010 @ 14:36

  56. Si ma non vi buttate giù così. Cercate di dare il massimo e fate vedere al mondo le vostre qualità artistiche.
    Quello che ho visto in streaming è stato strepitoso.

    Commento di anonimo — 27 Novembre 2010 @ 22:14

  57. Far vedere al mondo? Ma se fanno fi tutto per non farci vedere nemmeno nelle vie adiacenti al teatro.
    Forse non avete ben presente la situazione.

    Commento di anonimo — 28 Novembre 2010 @ 13:04

  58. Nel frattempo, l'ennesima vittima dei contratti si solidarietà a Genova: la Banda Interna del Primo atto in Traviata.

    Come ogni bravo musicista (per non dire direttore d'orchestra e direttore artistico) o anche semplicemente frequentatore di Teatri saprà questa Banda svolge un ruolo fondamentale sulle scene: Violetta invita gli invitati a spostarsi nelle sale adiacenti da dove proviene distintamente una musica (nella signora delle camelie era una Polka, in Verdi un valzer), e sulla stessa musica si innesta la prima parte del dialogo di Alfredo e Violetta.

    Si deve ricordare che l'indicazione di banda fuori scena è chiaramente presente in tutte le partiture d'epoca (1853/1854/1913), compresa quella autografa di Verdi, che scritta su due pentagrammi, non indicava la strumentazione lasciando libero ogni Teatro di comportarsi a seconda delle proprie possibilità; uscì un'edizione Ricordi dove era indicata una strumentazione precisa nel 1854, ma, non essendovi riscontro nell'autografo, non ha mai preso veste ufficiale. Comunque era chiara la volontà di Verdi e la funzione scenica e musicale che la banda riveste prima e durante il duetto Alfredo/Violetta.

    Ora, se in qualche teatrino per mancanza di spazi è sorta la necessità di utilizzare gli strumenti in buca per ovviare a difficoltà logistiche, bene, viva la libertà!!! Ma al Carlo Felice mancano forse gli spazi?!?!?!

    E mettiamo anche che Verdi da qualche parte abbia avvallato questa scelta (non ci credo, ma se qualcuno mi indica il passaggio, beh, non si smette di imparare mai), beh, decidiamoci una volta per tutte se essere filologici o meno, e allora trasportiamo le arie come vogliamo, mettiamo il diapason col LA a 432 hz come voleva Verdi, togliamo la buca, usiamo fondali dipinti, etc.

    Basta scuse!! Siccome siamo in contratto di solidarietà, allora non si prendono aggiunti per la banda, e buona notte, tanto chissenefrega di come viene, il pubblico non se ne accorge neppure.

    Che gli altri teatri vedano gli effetti nefasti dei CDS, e si mettano al riparo: i CDS, così come sono, distruggono l'opera lirica!!

    Commento di anonimo — 29 Novembre 2010 @ 10:03

  59. Nel frattempo, l'ennesima vittima dei contratti si solidarietà a Genova: la Banda Interna del Primo atto in Traviata.

    Come ogni bravo musicista (per non dire direttore d'orchestra e direttore artistico) o anche semplicemente frequentatore di Teatri saprà questa Banda svolge un ruolo fondamentale sulle scene: Violetta invita gli invitati a spostarsi nelle sale adiacenti da dove proviene distintamente una musica (nella signora delle camelie era una Polka, in Verdi un valzer), e sulla stessa musica si innesta la prima parte del dialogo di Alfredo e Violetta.

    Si deve ricordare che l'indicazione di banda fuori scena è chiaramente presente in tutte le partiture d'epoca (1853/1854/1913), compresa quella autografa di Verdi, che scritta su due pentagrammi, non indicava la strumentazione lasciando libero ogni Teatro di comportarsi a seconda delle proprie possibilità; uscì un'edizione Ricordi dove era indicata una strumentazione precisa nel 1854, ma, non essendovi riscontro nell'autografo, non ha mai preso veste ufficiale. Comunque era chiara la volontà di Verdi e la funzione scenica e musicale che la banda riveste prima e durante il duetto Alfredo/Violetta.

    Ora, se in qualche teatrino per mancanza di spazi è sorta la necessità di utilizzare gli strumenti in buca per ovviare a difficoltà logistiche, bene, viva la libertà!!! Ma al Carlo Felice mancano forse gli spazi?!?!?!

    E mettiamo anche che Verdi da qualche parte abbia avvallato questa scelta (non ci credo, ma se qualcuno mi indica il passaggio, beh, non si smette di imparare mai), beh, decidiamoci una volta per tutte se essere filologici o meno, e allora trasportiamo le arie come vogliamo, mettiamo il diapason col LA a 432 hz come voleva Verdi, togliamo la buca, usiamo fondali dipinti, etc.

    Basta scuse!! Siccome siamo in contratto di solidarietà, allora non si prendono aggiunti per la banda, e buona notte, tanto chissenefrega di come viene, il pubblico non se ne accorge neppure.

    Che gli altri teatri vedano gli effetti nefasti dei CDS, e si mettano al riparo: i CDS, così come sono, distruggono l'opera lirica!!

    Commento di anonimo — 29 Novembre 2010 @ 10:04

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