Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

30 Marzo 2011

TEATRO: CDA SCALA, OK INTEGRATIVO; PER 2011 PIU' FONDI DAL COMUNE- Autonomia; il regolamento attuativo nelle prossime settimane

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 03:03

18:56 28 MAR 2011

(AGI) – Milano, 28 mar. – Il bilancio 2010 del teatro alla Scala, sara' in pareggio per il sesto anno consecutivo. Prendendo atto di questo, il Cda del teatro scaligero, che si e' riunito oggi sotto la presidenza di Letizia Moratti, ha accolto la proposta del Sovrintendente Stephane Lissner, di corrispondere l'integrativo aziendale, a consuntivo approvato.
Per quanto riguarda il 2011, il bilancio previsionale presenta ancora un pareggio, al quale concorrono il reintegro del Fus, gli apporti sempre solleciti e significativi dei privati, e l'importante decisione, da parte del Comune di Milano, di incrementare il suo contributo annuale da 6,4 a 9,4 milioni di euro. Per parte sua il Governo ha interpretato le attese delle fondazioni liriche e garantito l'erogazione del Fus sull'arco di tre anni, consentendo in tal modo "una programmazione di lungo respiro". In considerazione di questi elementi, il Consiglio di Amministrazione ha dato parere favorevole alla presentazione in Assemblea del budget 2011, che nasce nel contesto di un piano triennale. Infine e' stata presentata al Consiglio di Amministrazione la Stagione artistica 2011-2012, che verra' illustrata al pubblico e ai mezzi di comunicazione venerdi' 15 aprile. "Il Teatro alla Scala – ha sottolineato il Sindaco – e' una delle eccellenze culturali della nostra citta'. Il Comune, da sempre, sente la responsabilita' di sostenere il Piermarini. Una vicinanza e un sostegno che non sono mai venuti meno anche nei momenti piu' difficili e con soddisfazione accogliamo le importanti decisioni che il Governo ha preso a sostegno della Scala". (AGI)

"Autonomia gestionale: nelle prossime settimane l'approvazione del regolamento attuativo della riforma Bondi"

L'INTERVISTA  IL VICEPRESIDENTE DELLA FONDAZIONE: A METÀ APRILE ASSEMBLEA DEI FONDATORI. Ermolli: «Tutti hanno fatto la propria parte Ora avanti con autonomia e fondi triennali»

IN VIA FILODRAMMATICI GRAZIE ALL'IMPEGNO DI SOCI PUBBLICI E PRIVATI IL PIERMARINI È RIUSCITO A RIENTRARE DAL DEBITO E A EVITARE IL ROSSO DI BILANCIO – 
HA LAVORATO per più di un mese. Servivano poco più di due milioni di euro per ripianare il debito del 2010 e chiudere i conti in regola. E due milioni sono arrivati. Sono stati ancora una volta i buoni uffici di Bruno Ermolli, il vicepresidente della Fondazione Teatro alla Scala, a consentire all'ente lirico di via Filodrammatici di raggiungere per il sesto anno consecutivo il pareggio di bilancio, condizione necessaria per tagliare il traguardo dell'autonomia gestionale. «Tutti i soci hanno contribuito con entusiasmo», spiega il numero uno di Promos al termine del Consiglio d'amministrazione che ha dato parere favorevole all'esercizio economico-finanziario dell'anno scorso. Soddisfatto? «Molto. Devo dire che tutti i soci della Fondazione hanno accolto con entusiasmo il nostro invito a rimettere a posto, con un contributo straordinario, i conti del Pier-marini. In questo modo, potremo mantenere una promessa che ci stava a cuore». Quale? «Quella di pagare a tutti i lavoratori del teatro l'ultima tranche dell'integrativo aziendale». II 2011 si preannunciava come un anno nero per il mondo della cultura, in particolare per le fondazioni lirico-sinfoniche: la Scala ci avrebbe rimesso circa 17 milioni di euro in contributi ministeriali. E invece… «Invece, il Governo, con grande pluralità, ha reintegrato il Fondo unico per lo spettacolo a 428 milioni di euro, riportandolo a livelli superiori rispetto allo scorso anno». Perla Scala, inoltre, si avvicina l'autonomia gestionale. «Confermo che l'approvazione del regolamento attuativo della riforma del ministro Sandro Bondi dovrebbe arrivare nelle prossime settimane». L'autonomia vi consentirà di programmare sulla base di fondi certi. Almeno fino al 2014 non avrete timore di subire tagli. «Il Governo ha garantito l'erogazione del Fus sull'arco di tre anni: del resto, se dobbiamo vincolare con contratti i migliori artisti e i migliori direttori d'orchestra, l'unico modo è farlo con largo anticipo: i finanziamenti triennali ci consentiranno di farlo con più serenità». Il prossimo passo? «Oggi (ieri, ndr) abbiamo parlato anche del bilancio previsionale del 2011, che sarà portato all'assemblea dei fondatori di metà aprile». In quei giorni sarà presentata anche la nuova stagione: tredici opere e sei balletti, come nel 2010. Le piace? «Certo che sì. Sono il primo ad essere soddisfatto. Anzi, il secondo…». Il primo, o meglio la prima, è il presidente della Fondazione, cioè il sindaco Letizia Moratti.
Nicola Palma
Il Giornale 29-3-11

ENTRATE GARANTITE. Se dobbiamo vincolare con contratti i migliori artisti e i migliori direttori d'orchestra l'unico modo è farlo in anticipo I finanziamenti certi ci aiutano• Bruno Ermolli

78 Comments »

  1. SCALA
    Bilancio 2010 in pareggio: ai dipendenti altri soldi — I dipendenti della Scala si vedranno finalmente corrisposto l'integrativo aziendale per l'anno 2010.
    Lo ha stabilito il Consiglio di amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala, riunito ieri sotto la presidenza di Letizia Moratti. Si tratta di un contributo che va da alcune centinaiadi euro atestaaqualche migliaio, a seconda dei singoli inquadramenti in organico. Si chiude così il lungo braccio di ferro tra direzione e personale del Piermarini, che negli scorsi mesi aveva portato a clamorose iniziative sindacali, tra cui lo sciopero in occasione di alcuni debutti. Il Cda scaligero ha esaminato la situazione del teatro, alla luce delle ultime disposizioni governative, alias il reintegro del Fus (Fondo unico per lo spettacolo). L'integrativo può essere interpretato come una sorta di premio di produzione, visto l'incremento della produttività del teatro, passato da 184 «alzate» complessive nel 2004 a poco meno di 300 nel 2010. «Il Teatro alla Scala – ha sottolineato Moratti – è una delle eccellenze culturali della nostra città. Il Comune, da sempre, sente la responsabilità di sostenere il Piermarini. Una vicinanza e un sostegno che non sono mai venuti meno anche nei momenti più difficili e con soddisfazione accogliamo le importanti decisioni che il governo ha preso a sostegno della Scala». Il bilancio consuntivo 2010 sarà dunque in pareggio per il sesto anno consecutivo; stesso discorso per il previsionale 2011, al quale concorrono il reintegro del Fus, gli apporti dei finanziatori privati e la decisione, da parte del Comune di Milano, di portare il proprio contributo annuale da 6,4 a 9,4 milioni di euro. In considerazione di questi elementi, il Cda ha dato parere favorevole alla presentazione in assemblea del budget 2011, che nasce nel contesto di un piano triennale. Infine, è stata presentata al Consiglio la stagione artistica 2011-2012, che verrà illustrata al pubblico e ai mezzi di comunicazione venerdì 15 aprile.
    Il GIornale 29 marzo 2011

    Commento di anonimo — 30 Marzo 2011 @ 02:12

  2. Scala, i soci mantengono la promessa.
    Contributo extra e bilancio in pareggio.
    Conti in regola per il sesto anno di fila. 2011, il Comune verserà tre milioni in più.
    I SINDACATI «Rispettati gli impegni Ora aspettiamo solo l'integrativo aziendale»
    di NICOLA PALMA – MILANO – SEI ANNI di gestione Lissner. Sei anni di bilanci virtuosi. Manca ancora l'approvazione del consuntivo, ma ormai si può dire: la Scala chiuderà in pareggio anche il 2010. In questo modo, l'ente lirico di via Filodrammatici potrà versare ai lavoratori l'ultima tranche di integrativo aziendale, al centro di contestazioni e scioperi. Obiettivo raggiunto anche grazie al contributo straordinario dei soci («Positiva risposta di tutti i fondatori pubblici e privati»), che hanno versato circa due milioni di euro per ripianare il debito causato dai tagli al Fondo unico per lo spettacolo dello scorso anno (5,4 milioni in meno rispetto al contributo iniziale) e più che dimezzato dalla morigerata gestione del sovrintendente francese Stéphane Lissner. «Il Teatro alla Scala – sottolinea il sindaco Letizia Moratti – è una delle eccellenze culturali della nostra città». E «il Comune, da sempre, sente la responsabilità di sostenere il Pier-marini». Anche per questo, Palazzo Marino ha deciso di incrementare il suo contributo per il 2011: da 6,4 si passa a 9,4 milioni di euro. «La vicinanza e il sostegno non sono mai venuti meno – la conclusione del primo cittadino – anche nei momenti più difficili e con soddisfazione accogliamo le importanti decisioni che il GoverLA RIUNIONE Il Consiglio d'amministrazione ha dato parere favorevole al consuntivo dell'anno scorso no ha preso a sostegno della Scala». Cioè, l'incremento dei contributi destinati al Fondo unico per lo spettacolo, annunciati qualche giorno fa dal sottosegretario Gianni Letta: 428 milioni di euro (si partiva da quota 231), di cui almeno 32-33 (in via di ultimazione i calcoli del Ministero) per l'ente sinfonico di via Filodrammatici. INOLTRE, a giudizio del Cda, l'esecutivo «ha interpretato le attese delle fondazioni liriche e garantito l'erogazione del Fus sull'arco di tre anni, consentendo in tal modo una programmazione di lungo respiro». Con queste premesse, «il bilancio previsionale 2011 presenta ancora un pareggio, al quale concorrono il reintegro del Fus, gli apporti sempre solleciti e significativi dei privati», nonché i tre milioni in più in arrivo dalle casse del Comune. Ieri, inoltre, Lissner ha presentato ai membri del Consiglio d'amministrazione la stagione artistica 2011-2012 (tredici opere e sei balletti): «Non possiamo che essere soddisfatti», ha chiosato il numero due della Fondazione, Bruno Ermolli. Insomma, quello che si preannunciava come un annodi lacrime e sangue per pubblico e lavoratori potrebbe trasformarsi nel prologo ideale alla conquista dell'autonomia gestionale, che dovrebbe concretizzarsi nelle prossime settimane: l'iter in Parlamento è quasi completato, presto il sovrintendente scaligero potrà prendere carta e penna per compilare la richiesta da inviare al Ministero dei beni culturali. Soddisfatti i sindacati: «Prendiamo atto che il teatro ha mantenuto le promesse fatte – chiosa Giancarlo Albori, segretario territoriale di Slc-Cgil – anche se i problemi non sono certo risolti: noi abbiamo chiesto un ulteriore confronto a Lissner e aspettiamo di essere convocati»; tanto per non saper né leggere né scrivere, la sigla precisa però che «lo sciopero dello scorso 25 marzo non è stato revocato, bensì sospeso». POSITIVO il commento di Domenico Dentoni, delegato Uilcom: «Siamo sicuramente contenti per il risultato raggiunto. La cosa più importante resta il pagamento dell'integrativo aziendale: spero che sia versato al più presto, dopo l'espletamento di tutte le pratiche burocratiche». Verosimilmente, lo stipendio in più, che si somma alla quota garantita dal contratto nazionale di lavoro, sarà corrisposto agli ottocento dipendenti entro la fine della primavera. Già, la primavera. Quella della Scala, finora, lo è stata nel vero senso della parola. 32 -33 I MILIONI AL PIERMARINI . II tecnici del Ministero idei Beni culturali non hanno ancora completato i calcoli ma al Piermarini dovrebbe spettare la stessa cifra del 2010 i la
    9.4 MILIONI DEL COMUNE .Palazzo Marino ha deciso di incrementare il contributo per la Scala Nel 2010 è stato pari a 6,4 milioni di euro Quest'anno arriverà  quasi a dieci milioni *

    Commento di anonimo — 30 Marzo 2011 @ 02:25

  3. L'IDEA UN FONDO REGIONALE PER LA CULTURA
    Il Pirellone a caccia di nuovi mecenati per finanziare i teatri
    — MILANO — UN'ALLEANZA CON I PRIVATI
    Per istituire un fondo che finanzi la cultura in Lombardia.
    A voler percorrere questa strada è la Regione, che sta mettendo a punto il testo di un accordo per incentivare il mecenatismo. Ad anticipare la mossa del Pirellone (nella foto, il governatore Roberto Formigoni) è stato il suo assessore alla Cultura, Massimo Buscemi, durante l'incontro che ha visto confrontarsi Mario Resca, direttore generale al Ministero dei Beni culturali, e i rappresentanti dei circuiti teatrali lombardi sulle problematiche del settore. «L'accordo – ha spiegato Buscemi – prevede l'istituzione di un fondo pubblico-privato da cui attingere risorse per la cultura, messe a disposizione dalla Regione e dai privati: dalle Fondazioni alle grandi e medie imprese lombarde». Secondo l'assessore, i privati dimostrano già «una forte vicinanza al mondo della cultura». Quindi, l'intesa potrebbe essere sottoscritta «già dopo  Pasqua». Parallelamente al binario lombardo, la Regione percorrerà anche quello nazionale: «Chiederò in conferenza Stato-Regioni – ha garantito Buscemi – di applicare al Fus i costi standard che devono essere in % equilibrio dalla Lombardia alla Sicilia». «La Regione ricava dal Fondo unico per lo spettacolo 55 milioni di euro – ha concluso Fiorenzo Grassi, presidente di Agis – di cui 37 al Teatro alla Scala; il Lazio è a quota 120».
    Giorno milano-29 marzo

    Commento di anonimo — 30 Marzo 2011 @ 02:41

  4. sembra quasi che ci facciano un favore a darci i soldi che ci spettano….

    roba da matti!

    speriamo 'sto governo cada in fretta e anche che Pisapia ce la faccia, altrimenti sai che autonomia ci aspetta?

    spero che la battaglia vinta per il reintegro del FUS (ottenuta grazie atutto il movimento di mobilitazione, cinema e teatri compresi!) ci faccia capire che il prossimo obbiettivo per le fondazioni è salvaguardare il CCNL!!!!

    buona giornata a tutti

    PS:
    a noi scaligeri l'integrativo ci è dovuto:  quell'aumento  ci spetta perchè abbiamo regolarmente dato l'aumento produttivo che ci era richiesto.

    anzi: quell'integrativo è già in scadenza (quadriennio 2088-2011) e ci spetterebbe pure iniziare a parlare del prossimo!

    per come mette giù le cose "il giornale" sembra quasi ci facciano l'elemosina…..(ma tanto spero che alcuno dei blogger sia un lettore di certi fogliacci!!!!!)

    Commento di checcoscaligero — 30 Marzo 2011 @ 08:14

  5. Ai Moderatori

    ma il "signore" del numero 7 può continuare a dare del vigliacco o dell'infame al prossimo senza soluzione di continuità?
    Non c'è argomento nel quale non entri in continuazione per insultare il prossimo. Se non è in grado di stare e argomentare civilmente in una community, non dovrebbe essere bannato?
    Grazie

    Commento di anonimo — 30 Marzo 2011 @ 15:27

  6. A TUTTI + CHECCO

    Chiediamo gentilmente a tutti di non scrivere commenti offensivi altrimenti saranno messi al bando, questo è uno spazio che vuole creare un dibattito sui temi del lavoro e dei conflitti sociali,  per un futuro condiviso di libertà, gioia, creatività, intelligenza, rimane a voi il buon senso per non essre censurati.
    La scelta di poter scrivere in anonimato è una decisione dei moderatori ed è una qualità del blog non un difetto.
    Al commentatore resta l'eticità di quello que scrive e deve aprezzare questo strumento a disposizione con criteri che consentano a lui come individuo di gestire adeguatamente la propria libertà nel rispetto degli altri.
    Continuare a solecittare di firmarsi, identificarsi e uscire dall'ìanonimato, crediamo sia un comportamento provocatorio molto dannoso (troll) che attenta contro lo spirito del blog, condizione che non siamo disposti ad accetare.
    Checco la redazione del blog chiede di adattarti a queste condizioni o altrimenti sei invitato a non scrivere più su questo spazio.

    E evidenteche che i moderatori non possiamo controllare tutto e a volte possono sfuggire dei controlli, per quello ci scusiamo, ma auguriamo a tutti.

    Buon senso e tanto rispetto!

    grazie per l'attenzione.

    Commento di AutoOrgScala — 30 Marzo 2011 @ 16:32

  7. # 10

    "un gruppo clandestino, un clan o cosa altro", " ma non potreste rendere davvero più libero e democratico tale pomposo nome? ","a meno che diciate finalemnte una volta per tutte che questo è uno spazio gestito dalla cub e dai suoi simpatizzati. legittimo anche questo, ma almeno diventa tutto un poò più trasparente, o no?"

    bella serie di aggettivi, definizioni, ecc. ecc., ci manca solo un riferimento a qualche gruppo brigatista poi hai completato la lista.
    Io non so se lo spazio sia gestito da Cub o cos'altro, in ogni caso qui mi trovo bene perchè è uno spazio libero e che favorisce l'aggregazione.
    Certo che se qualcuno interviene a sproposito e per lo più cerca di far finire tutto in rissa, anche lo spazio finisce di essere libero e utile agli interessati.
    Ma soprattutto, visto che qui non c'è trasparenza, nè democrazia o comunque non ti trovi bene, COSA LO FREQUENTI A FARE, con tanta assiduità?
    Forse cerchi di farlo chiudere?
    Aprilo anche tu uno spazio come hanno fatto questi volenterosi, che siano Cub, extraterrestri o semplici anonimi. Troppo facile distruggere l'operato altrui!
    Io invece, queste persone che hanno avviato questa iniziativa, le voglio ringraziare ed applaudire, ed anzi, sono talmente trasparenti e democratiche da aver permesso di riempire il blog di commenti anche uno come te! Ma forse non te ne sei nemmeno accorto.

    Commento di anonimo — 30 Marzo 2011 @ 18:28

  8. Di norma l'obiettivo di un troll è far perdere la pazienza agli altri utenti, spingendoli a insultare e aggredire a loro volta (generando una flame war). Una tecnica comune del troll consiste nel prendere posizione in modo plateale, superficiale e arrogante su una questione vissuta come sensibile e già lungamente dibattuta degli altri membri della comunità (per esempio una religion war). In altri casi, il troll interviene in modo apparentemente insensato o volutamente ingenuo, con lo scopo di irridere quegli utenti che, non capendone gli obiettivi, si sforzano di rispondere a tono ingenerando ulteriore discussione e senza giungere ad alcuna conclusione concreta.

    Alcuni tipi di messaggi e attività associati all'azione del troll:

    L'invio di messaggi intenzionalmente sgarbati, volgari, offensivi, aggressivi o irritanti.

    L'invio di messaggi con contenuti senza senso 

    L'invio di un numero di messaggi, anche se non particolarmente provocatori o insensati, tale da impedire il normale svolgimento delle discussioni.

    L'invio di messaggi volutamente fuori tema

    L'invio di messaggi contenenti errori portati avanti con finta convinzione

    Il perorare intenzionalmente e con tensione un'argomentazione basata su un errore difficile da dimostrare o su opinioni potenzialmente verosimili, facendosi seguire nella discussione dalla comunità.

    Lo svelare la propria identità

    Lo sbagliare deliberatamente e ripetutamente i nomi (di persone o cose) o regole grammaticali per irritare gli altri utenti.

    L'attribuire a tanti l'opinione di uno, vittimizzandosi e non rispondendo nel merito, spingendo possibilmente altri utenti a prendere le proprie difese (con frasi come: "vi siete coalizzati contro di me").

    Il ridicolizzare o denigrare ripetutamente gli interventi di un utente "concorrente".

    Lo scrivere deliberatamente messaggi enfatici su un dato argomento divertendosi alla spalle di chi corrobora poi la propria fasulla tesi.

    Il portare avanti tesi opposte a quelle dichiaratamente discusse nella comunità , con argomentazioni vaghe, imprecise e pretestuose. (generando quindi flame) (per esempio pubblicando teorie evoluzioniste in un forum di creazionisti o viceversa).

    Sarebbe proprio l'ora di ignoprarlo sto qua. Non lo avete capito che lo fa apposta???

    Commento di anonimo — 30 Marzo 2011 @ 18:37

  9. La CGIL nei teatri non esiste . Esiste la SLC che è ben distante dalle VERE problematiche dei lavoratori italiani.
    Cominciamo a parlare chiaro.

    TU continua pure a trolleggiare. I lavoratori della CUB sono persone oneste si legge da come   è inutile che continui coi tuoi mastruzzi.

    Commento di anonimo — 30 Marzo 2011 @ 20:20

  10. stanislao munisky  checco ti ho beccato anche stavolta.
    il tuo obbiettivo è colpire la cub . giri e rigiri continui a  incrementare  la tua macchina del fango contro la cub .ya basta .
    Guarda che non abbiamo nulla di ideologico contro le rsa.coe ti permetti ? ammazza ahoo dei complottisti . altro di peggio hai da scrivere?accuse peggiori  ?
     dico solo che se tu fossi  proprio filo fiom avresti fatto lo sciopero ( di 8 ore) il giorno dello sciopero fiom  come ha fatto la cub scaligera , andando quasi contro la propria organizzazione per proclamarlo   in corteo,saresti andato  in sciopero e invece se ci sei andato lo hai fatto    come tutti quelli che reggevano lo striscione "la scala si infiomma"con il permesso sindacale retribuito.
    Nulla di ideologico , nulla di personale . Rilassati un pochetto. Non farti condizionare dal rosso ,dal suo livore  o magari pure  da Albori ( segr. prov. cgil)che siccome ha perso il controllo del Piccolo Teatro (  35 lavoratori precari su 50 o giù di lì hanno impugnato il contrattto con l'avvocato della cub ) è nero di rabbia ultimamente a tal punto da aggredire il nostro segretario al  suo primo incontro coi lavoratori del più importante teatro di prosa.Come quando non gli ha dato  la possibilità di parlare a un'assemblea generale scaligera, negandogli il microfono .Non è corretto tutto ciò . non trovi?Sono forme di arroganze di chi gestisce un potere e non ci chi si erge  a difesa dei diritti e delle libertà dei lavoratori .Non trovi?
    Impegnati nel far svolgere le elezioni dele r.s.u e  a far andare a votare i lavoratori nel caso si facessero così  si avrà un domani modo anche di chiarire molte cose uscendo da quel tunnel in cui ti stai infilando fatto di  etichettature  pregiudizi ,schematismi idelogici che in ultima analisi servono solo a dividere i lavoratori . Prima sostieni  l'unità , poi colpisci  e screditi gli altri , calunniandoli?non è proprio roba da artisti.

    Commento di anonimo — 30 Marzo 2011 @ 23:55

  11. A LA OPINIÓN PÚBLICA
    COMUNICADO DE PRENSA
    "EL COLÓN AL COLÓN II"
    Concierto testimonial
     
    Integrantes de las Orquestas del Teatro Colón
    Director: Stefan Lano
    Presentador invitado: Dr. Nelson Castro
    Salón de Actos de Facultad de Derecho de la UBA
    Figueroa Alcorta 2263
    Viernes 25 de Marzo a las 20.30
    Entrada Libre y Gratuita hasta agotar la capacidad de la sala
     
    Los músicos de las dos orquestas del Teatro Colón de Buenos Aires (Estable y Filarmónica) realizaremos un concierto autogestionado con entrada gratuita el día viernes 25 de marzo a las 20.30 en el Salón de Actos de la Facultad de derecho de la UBA, Figueroa Alcorta 2263. Agradecemos la colaboración del Maestro Stefan Lano, que dirigirá el siguiente programa:
     
    L. v. Beethoven               Obertura Coriolano
    R. Wagner                          Idilio de Sigfrido
    L. v. Beethoven                 Sinfonía N.º 5
    A. Piazzolla                      Libertango ( arreglo José Carli)
    José Carli                           Juana Azurduy , Fantasía Sinfónica   sobre el tema de Ariel Ramirez
     
     

    Mediante este concierto, deseamos dar testimonio de nuestro firme e inquebrantable compromiso con el objetivo de un Teatro Colón con producción propia, abierto, funcionando en plenitud al servicio de la ciudadanía y que respete y valore a quienes dan su vida y su arte con el mayor de los niveles de exigencia para sostener un prestigio internacional ganado con el esfuerzo de muchas generaciones de artistas que nos precedieron.
     
    Damos la bienvenida al reconocimiento de nuestro atraso salarial por parte de las autoridades del Gobierno de la Ciudad. Y también a su aceptación verbal de un marco de pluralidad sindical que, incluyendo nuestra participación directa, logre revertirlo mediante la instrumentación de un Plan de Carrera adecuado. Pero también estamos convencidos de que deben restaurarse los valores del respeto y de la dignidad: no somos piqueteros ni “cuasi mafiosos”. No nos cabe otro calificativo que el de seres humanos y el de artistas.
     
    En tal sentido apelamos a la reflexión del Sr. Jefe de Gobierno de la Ciudad de Buenos Aires , a la vez que instamos con firmeza, tanto a su Gobierno como a las asociaciones sindicales, a entablar urgentes negociaciones con el fin de solucionar la situación de 25 compañeros sumariados. Por razones de justicia y equidad. Y porque, mientras las actuales condiciones persistan, no contaremos con la tranquilidad espiritual necesaria para desplegar nuestro arte a la altura que el mismo Teatro exige.
     
    Invitamos a ciudadanos y personalidades de la cultura a hacernos
    llegar su adhesión a orquestasteatrocolon@gmail.com
     
    Contacto de prensa: Andrea Merenzon 15 5731 1323 -Mario Fioca 11 4445 2865 -Carlos Fernández 15 5991 8695
    Acreditaciones: orquestasteatrocolon@gmail.com
     
     

    Commento di anonimo — 31 Marzo 2011 @ 00:09

  12. come Cub chiediamo a tutti i lavoratori dei teatri italiani di esprimere la propria  solidarietà alla lotta mastodontica in difesa della dignità e del lavoro degli artisti  e delle maestranze del Teatro Colon de Buenos Aires, scrivendo alle mails suddette.
    Anch'egli hanno contro un piccolo Berlusconi ma tale e quale in arroganza e disprezzo dell'arte .Grazie.

    Commento di anonimo — 31 Marzo 2011 @ 00:24

  13. "che io non ho proprio nulla contro i cub scaligeri, che anzi considero totalmente ininfluenti", " sciopero farsa dei cub scaligeri" ,ecc.

    Come vedi, caro intellettualmente onesto, non perdi occasione per spargere il tuo disprezzo da chi non la pensa come te, non fai che suscitare odio nella gente, infestare uno spazio comune ecc. ecc.
    Se pensi di fare tessere col sindacalismo virtuale da tastiera, convinto te, apriti un dominio per conto tuo http://www.checcozalonescaligeroslc.it e gestiscitelo come preferisci.
    Ma penso che ormai tutti i frequentatori di questo blog ti abbiano inquadrato per quello che sei: un povero sfigato.

    adieu

    Commento di anonimo — 31 Marzo 2011 @ 08:27

  14. Ho letto ora!!!
    Incredibile ….sto qua è andato a sbandierare dai lavoratori  della FIOM in manifestazione e non era neppure in sciopero??
    C'è andato in permesso sindacale?

    Oddio muoio dal ridere !

    Complimenti al Teatro alla Scala. Lissner non deve essere poi questo grande manager di cui tutti parlano, se poi cala le braghe davanti a dei sindicalisti storditi come questo!

    Commento di anonimo — 31 Marzo 2011 @ 10:02

  15. insultanti #37 e #39,

    forse non avete chiaro come funzionano le regole di democrazia sindacale:

    1) io sono stato eletto dagli iscritti slc-cgil della mia orchestra

    2) ho sostenuto convintamente la mozione 1 all'ultimo congresso cgil,;
    la mozione 2 era sostenuta tra gli altri anche da Rinaldini della Fiom e dal "moderato" Cofferati (e da Nicola Cimmino, ora cisl).
    la gestione, diciamo così, burocratica della più rappresentativa sindacale italiana nulla centra con le ragioni politiche che hanno portato allo sciopero di categoria della Fiom.

    3) lo sciopero di categoria per il nostro settore (cui ho partecipato) era il 16 gennaio (prima rappresentazione di cavalleria e pagliacci), mentre quello proclamato dal cub del 28 gennaio (in concomitanza appunto di quello dei metalmeccanici cgiellini!) non ha inciso minamamente sulla produzione, nè mi pare nemmeno molto sull'opinione pubblica x ciò che concerne i problemi del FUS etc.
    è servito solo ai cub scaligeri per proclamare uno sciopero diverso dal nostro.

    4) lo sciopero generale del 6 maggio è stato chiesto sia dalla Fiom che dalla SLC scaligera, a dimostrazione che sui temi "caldi" siamo piuttosto "sinistri", molto più dei piccoli subcomandanti che mi insultano quotidianamente.

    5) credo sia legittimo rimanere anonimi, ma cercate di rispettare anche chi come me pensa sia più corretto palesare apertamente la propria identità.
    qui si usa il diritto di privacy come grimaldello retorico per poter dire qls bestialità senza alcuna respondabilità, e i gestori (anonimi e titolari di questo luogo virtuale, che dunque è una casa privata aperta a tutti) deicdano come meglio gestire appunto tali problematiche.

    io continuo a pensare che chi da anonimo si permette di utilizzare certi linguaggi offensivi si qualifica da sè come persona sgradevole e scorretta.

    ciao a tutti

    Commento di checcoscaligero — 31 Marzo 2011 @ 12:38

  16. Lo avete capito sto soggetto o no? Vota la mozione 1 , quella che sta portando il paese allo sfascio. Tutti i contratti nazionali a ramengo…già pero' quelli della mozione 1 si vantano di aver strappato un contratto killer per i chimici…nonstante il fatto che la chimica in Italia ormai è finita da anni .

    Ma allora siete tutti uguali in SLC . Fate i cagasotto e votate la mozione 1 quella che vi manda a braccetto alle cene segrete di Arcore con CISL e UIL in cui si prepara lo sfascio dello Statuto dei Lavoratori in favore dello Statuto dei lavori . I Genovesi qua hanno ragione da vendere sul tradimento che la SLC ha consumato verso i lavoratori del teatro altrochè. E la risposta guarda caso arriva proprio da questo prila milanese.
    Quando la FIOM manifestava in piazza nell'unica grande manifestazione nazionale a  Roma in cui sono intervenuti anche gli studenti e le famiglie con i bambini …milioni di persone…accorse per dire "si ai diritti e no ai ricatti"…ecco nella stesso giorno in cui la CGIL si faceva bella attraverso temi "calsi" e piuttorsto "sinistri" nello stesso tempo la SLAC a Genova indiceva la votazione ricatto : "la borsa o la vita"…
    Ed eccotelo qua il pirlotto cattocominsta scaligero fedele alla linea SLC  che poi pero' quando la c'è da ciulare nel manico e arraffare quote in elettorato… tutti in tuta da lavoro a protestare con la FIOM .
    Falsi peggio dei soldi del Monopoli!!!

    Commento di anonimo — 31 Marzo 2011 @ 13:06

  17. Spettacolo: Fus strategico per il paese o per l'integrativo aziendale?

    ROMA – 31 MARZO 2011 – L.F. – Continuano i commenti alle recenti decisioni del governo che reintegrano i tagli allo spettacolo. Francesco Cavallaro, segretario generale della Cisal, dichiara a Italia Oggi che “l’esigenza di sovvenzionare il Fus è strategica”. Di tutt’altro parere Nicola Porro che su Il Giornale scrive: “parlano di cultura ma è per pagare l’integrativo aziendale”, con esplicito riferimento alla Scala (foto).

    “Passano un paio di giorni dalla sciagurata approvazione della tassa regressiva posta sulla benzina – scrive Porro – che il Cda della Scala riconosce l’ultima tranche dell’integrativo aziendale (…) Siamo sicuri che le 13 fondazioni liriche italiane, senza se e senza ma, si meritino il continuo sforzo dei contribuenti italiani? (…) La vogliamo mettere più chiara ancora. Gli operai, i giornalisti, i dipendenti pubblici (che si sono beccati il blocco degli stipendi per due anni) e le fattucchiere (che non evadono) ignoranti di opera con le proprie tasse pagano il privilegio di pochi ad imbeverarsi di cultura. E’ giusto? E’ equo? E’ normale?”.

    Diverso, ma non privo di critiche, il ragionamento di Cavallaro, per il quale “La politica dei tagli che ormai da troppo tempo caratterizza l’azione governativa (…) quando colpisce settori come quello lo spettacolo, oltre ad impattare negativamente sulle vite di chi vi opera, pone una seria ipoteca sulla vivacità di un’ampia fetta di attività rappresentative della cultura del paese”. Ma, “fermo restando che l’esigenza di sovvenzionare il Fus è strategica per l’intero paese, appunto per la valenza che esso ha per la cultura della nazione”, il segretario della Cisal giudica “stravagante” utilizzare per il reintegro il ricorso dell’aumento alle accise sui carburanti. Per Cavallaro, infatti, la tipologia di intervento scelta “ha il sapore di un’urgenza che è stata usata per gravissime sciagure che hanno colpito il paese” ma “la cultura non è un sisma!”. Da qui l’auspicio che si sia trattato di un intervento “occasionale” e che si proceda d’ora in poi con “strumenti strutturali”.

    il giornale dello spettacolo

    Commento di anonimo — 31 Marzo 2011 @ 14:29

  18. La lotta paga!

    Grazie per il complimento nicola porro.
    Vuol dire che grazie alle manifestazioni e battaglie fatte dai  lavoratori del Teatro alla Scala (compreso le manganellate ricevute) il Fus e stato reintegrato beneficiando a tutti gli altri teatri lirici, prosa e cinema.
    Ma non solo, siamo forse anche riusciti a farci pagare il debito che ha la Fondazione Scala con i lavoratori (integrativo).
    un ottimo risultato.

    Porro, devi solo rosicare, per non dirti, vedi di ..?£$%&/()())==/&%£"£%Te gfbcmsksjdjf   sjjfk…. e altro ….

    Commento di anonimo — 31 Marzo 2011 @ 14:57

  19. Lo Snater, per tua conoscenza, è un sindacato composto al 95% da fuoriusciti Cgil che ne hanno ben appreso dall'interno la "democrazia" e la "tenacia" nella tutela dei diritti e dei contratti dei lavoratori. E conoscono bene la Cgil soprattutto per come "opera" in telecom, ma naturalmente tu non sai un cazzo nemmeno in questo campo.
    Quindi la definizione di "fascioleghista", visto che sei persona educata e corretta, tienitela per te, e prima di nominare lo Snater fai gli sciacqui col colluttorio, che non sai manco di cosa parli, ignorante che non sei altro.

    Commento di anonimo — 31 Marzo 2011 @ 15:10

  20. Delle tue liste personali frega una mazza a nessuno. Non fosse che a ogni cosa va dato il suo nome.
    Pertanto, coda di paglia a tua sorella, capisco che abbiate in animo di buttare fuori tutti quelli che non si identificano e appiattiscono nella triade+ugl, per meglio servire i padroni, ma lo Snater ha un patto federativo con USB, hai presente quelli che hanno manifestato recentemente insieme a FIOM davanti a Mirafiori? (a proposito: la tua cgil dov'era?)
    Pertanto dai del fascista ai tuoi parenti, radical chic dal maglioncino (di cachemire?) rosa confettino, sinistro ma dal gonfio conto in banca, vai col compagno D'Alema, che è grazie a voi se è da 20 anni che ci ingoiamo il Berlusca.
    E visto che ti piace ogni tanto citare (o meglio, fare copia e incolla) di qualche articolo della costituzione, sappi che l'art. 1 recita "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro", non sulla CASSA INTEGRAZIONE tanto cara a te e al tuo amico Silvano Conti.
    Il vostro senso del progresso porterà inevitabilmente alla cancellazione dei diritti acquisiti in secoli di lotte. Siete il più rappresentativo dei sindacati? Fatevi la conta degli iscritti che avete oggi e raffrontatela con quelli che avevate 10 o 20 anni fa, e vedrai che successone!

    Commento di anonimo — 31 Marzo 2011 @ 16:15

  21. uè, ma non c'è mica bisogno di scaldarsi tanto!!!

    non sei fascista, bene!

    nemmeno io, anche se sono della cgil e mi piacciono i maglincini viola
    (tu come ti vesti?)

    ti consiglio una camomilla

    PS: e ricordati che la Fiom fa parte della Cgil, così come la Slc.
    fattene una ragione, magari oprima o poi la Fiom deciderà di confluire nello SNATER, al momento mi pare un'ipotesi molto poco sostenibile 😉

    Commento di checcoscaligero — 31 Marzo 2011 @ 17:53

  22. Risposte sensa senso.

    Che cosa vuol dire "male minore" ?

    a))La cassa integrazione non è in deroga al nostro contratto. Perchè esso non prevede la cassa integrazione.

    b)A Genova non vi sono state alcune scelte alternative. Nè il commissario , nè la possibilità di autoridursi lo stipendio.

    c)La legge 100 non fa alcun riferimento all'autonomia della Scala. Cosa vuol dire "autonomia"? Uno Statuto Speciale ? Per quale motivo? Nessun legislatore puo' permettersi finchè esiste questa costituzione di creare delle classi sociali tra lavoratori di uno stesso comparto peraltro sostenuto con fondi statli  . Detto poi da uno che si sente vicino alla FIOM la cosa è ancora piu' grave. Vai a dire alla FIOM che è giusto che il lavoratore  Mirafiori sia "autonomo" (????)  rispetto al quello dell' Alfa Romeo e senti cosa ti dice!

    d) Non si puo' difendere il CCNL in cui è sancito che è il nostro contratto è tempo indeterminato e nessuno puo' licenziarci ..salvo la giusta causa o motivi disciplinari e/o artistici… e allo stesso tempo tempo seguire le scelte SCIAGURATE del segretario SLC Conti che vorrebbe l'esatto opposto. Ovvero introdurre un sistema di ammortizzatori sociali che  serve ad accompagnare il lavoratore verso mobilità, prepensionamenti e licenziamento.

    Sono circa 2 settimane che qua stanno rispondendoti e tu continui a scrivere le stesse cose.
    Ma che gusto cio trovi?

    Torna pure a pensare al tuo integrativo ma  fallo senza insanguinarti le mani della vita e il lavoro degli altri lavoratori.

    Basta d'ora in poi io ti ignoro.

    Commento di anonimo — 31 Marzo 2011 @ 23:06

  23. ROMA – LA CUB CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE HA ADERITO ALL’APPELLO E ALLA GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE28-03-2011

    2 Aprile 2011
    Giornata di mobilitazione nazionale
    Piazza SS Giovanni, Roma

    "La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire"
    Albert Einstein

    ________________________________________________________________________________

    Sabato 2 aprile a Roma, in Piazza San Giovanni, alle 15.00

    Ancora una volta i governanti hanno scelto la guerra. Gheddafi ha scelto la guerra contro i propri cittadini e i migranti che attraversano la Libia. E il nostro Paese ha scelto la guerra "contro Gheddafi": ci viene presentata, ancora una volta, come umanitaria, inevitabile, necessaria.
    Nessuna guerra può essere umanitaria. La guerra è sempre stata distruzione di pezzi di umanità, uccisione di nostri simili. Ogni "guerra umanitaria" è in realtà un crimine contro l'umanità.
    Se si vuole difendere i diritti umani, l'unica strada per farlo è che tutte le parti si impegnino a cessare il fuoco, a fermare la guerra, la violenza, la repressione.
    Nessuna guerra è inevitabile. Le guerre appaiono a un certo punto inevitabili solo quando non si è fatto nulla per prevenirle. Appaiono inevitabili a chi per anni ha ignorato le violazioni dei diritti, a chi si è arricchito sul traffico di armi, a chi ha negato la dignità dei popoli e la giustizia sociale. Appaiono inevitabili a chi le guerre le ha preparate.
    Nessuna guerra è necessaria. La guerra è sempre una scelta, non una necessità. E' la scelta assurda di uccidere, che esalta la violenza, la diffonde, la amplifica, che genera "cultura di guerra".
    “Questa é dunque la domanda che vi poniamo, chiara, terribile, alla quale non ci si può sottrarre: dobbiamo porre fine alla razza umana o deve l'umanità rinunciare alla guerra?”
    Dal Manifesto di Russell-Einstein, 1955

    Perché l'utopia diventi progetto, dobbiamo innanzitutto imparare a pensare escludendo la guerra dal nostro orizzonte culturale e politico. Insieme a tutti i cittadini vittime della guerra, della violenza, della repressione, che lottano per i diritti e la democrazia.

    “La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire.”
    Albert Einstein

    LA CUB CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE HA ADERITO ALL’APPELLO E ALLA GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE DI ROMA DI SABATO 2 APRILE 2011

    Commento di unlavoratore — 1 Aprile 2011 @ 03:57

  24. Ma hai un po' di pudore intellettuale…rappresentante scaligero?
    Non perdi UNA occasione per fare silenzio e non fare la figura del cretino.
    Forse lo sei davvero, non c'è altra spiegazione!

    Commento di anonimo — 1 Aprile 2011 @ 05:50

  25. Gentile signor F.L.

    ancora una volta, facendo seguito a un mio intevento, lei risponde subitamente senza però alcuna attinenza con l'argomento da me trattato.
    Infatti non ho menzionato il caso Genova, di cui non mi interessa trattare qui su un blog dei colleghi della Scala, anche perchè non richiesto, nè domandato le sue valutazioni sull'opportunità dei contratti di solidarietà, sui quali, da quello che scrive, abbiamo comunque visioni diametralmente opposte circa la funzionalità in una fondazione lirica.
    Quello che mi premeva, e la riconduco al tema del mio intervento, dal quale evidentemente cerca di svicolare, era ben altro: l'accostamento diffamante di un movimento sindacale, il mio, ad apparati politici di destra o regimi del passato.
    Spero di essere stato più chiaro ed auspico di non dovere intervenire ulteriormente.

    Commento di seestrasse — 1 Aprile 2011 @ 07:26

  26. Ecco l'analfabeta che ha risposto :

    1) vatti a leggere cosa vuol dire la parola deroga (http://it.wikipedia.org/wiki/Deroga) e forse capirai perchè in deroga appunto alle norme vigenti del contratto, è stata portata avanti a genova una soluzione di cassa integrazione

    Gli ammortizzatori sociali in deroga come CIG (Cassa in Deroga) sono tali perchè spettano a tutti i lavoratori subordinati, compresi apprendisti, lavoratori con contratto di somministrazione e lavoranti a domicilio, dipendenti da aziende che operino in determinati settori produttivi o specifiche aree regionali, individuate in specifici accordi governativi. La deroga è questa ovvero a degli accordi governativi  e non alla legge e nemmeno al contratto. Ma a scuola ci sei andato? 

    REQUISITI

    I lavoratori devono:

    avere un’anzianità lavorativa, presso la ditta richiedente il trattamento, di almeno 90 giorni alla data della richiesta. Nel computo sono comprese anche eventuali mensilità accreditate dalla medesima impresa presso la gestione separata a condizione che:

    non si tratti di redditi derivanti da arti e professioni;

    il lavoratore operi in regime di monocommittenza;

    il reddito conseguito sia superiore a € 5.000 (anche se relativo a più di un anno solare).

    NON SI TRATTI DI REDDITI DERIVANTI DA ARTI E PROFESSIONI.
    Leggilo e stampatelo in testa una volta per tutte.
    Invece di andare su wikipedia come un bambino delle medie a leggere il significato di "deroga" ..o di " costituzione"..o di "democrazia".. vai sul sito dell'INPS e leggiti i criteri di applicazione della Cassa Integrazione Guadagni  in Deroga ..che poi sono gli stessi  che normano i Contratti di Solidarietà.

    2) la scelta di autoridursi lo stipendio a genova mi pare sia stata proprio portata avanti da alcunei sigle sindacali non confederali, così come l'ivocare un super commissario (che noi della cgil diciamo avrebbe potuto essere il vostro liquidatore)

    E' stata una scelta fatta dai lavortori e non una proposta fatta dalla'azienda.
    La scelta NON E' UNA PROPOSTA. Se si mettono ai voti luna o piu'  proposte si fa un'operazione democratica se UN SINDACATO obbliga a votare i dipendenti scegliendo tra la chiusura del teatro e la cassa in deroga non è una scelta. Come è successo a Mirafiori.
    Non so cosa significa "liquidatore" . Quello che sarebbe potuto succedere se il CDAdel teatro avesse dato le dimissioni era che sarebbe venuto un "commissario". Non esiste il "commissario liquidatore". Esiste il commissario. Non c'erano i requisiti della corrente legge Vietti per procedere alla liquidazione della fondazione.

    3) i regolamenti attuativi della legge 100 prevedono la possibilità per le fondazioni che ne hanno i requisiti (a unanime parere la Scala parrebbe poterne avere i requisiti, ma forse anche altri) di accedere a una forma speciale di statuto, che alcuni (non io!!!) considerano la famosa autonomia.

    Unanime parere di chi??? Del parlamento? Il Senato e la camera hanno votato dicendo che la Scala è autonoma? …intanto dalla bozza attuativa inserita nella Legge 100 non è SOLO la scala che puo' aspirare a norme speciali di statuto, ma ogni altra fondazione italiana che ne possegga i requisiti..  cominciamo a far luce . Poi queste norme si rifanno agli implementi giuridici relativi al federalismo fiscale che la destra alla quale tu DICI DI RIBELLARTI e COMBATTERE sta a tutti i costi facendo passare. Adesso è un'autonomia "farlocca" (non so che cazzo di temrine idiota sia questo) ma non perchè VOI , La Scala… non siete autonomi….ma perchè è farlocco il Federalismo …che  TUO SINDACO  e i tuoi amici leghisti stanno tentando a tutti i costi di far passare scavalcando la Costiutzione a colpi di maggioranza.

    La Scala è fin troppo autonoma. E' autonoma come stipendi, come orari di lavoro e prestazioni al di fuori dell'Ente (vedasi Filarmonica), come personale e come budget di spesa per le rappresentazioni.

    4) sia io che Silvano Conti sosteniamo la necessità della salvaguardia del CCNL: il creare una rete protettiva si ammortizzatori sociali (volta soprattutto ai numerosi intermittenti e precari del nostro settore dico io!) mi pare cosa buona. non credo che il fatto che se esistesse questa possibilità (peraltro ancora totalmente da discutere a livello nazionale!) sarebbero a rischio i posti stabili, anzi magari (come penso stia accadendo a Genova) potrebbe esser una soluzione valida.

     Silvano Conti non sta parlando in questo modo . Almeno nei suoi ultimi comunicati sibillini e farisei.
    Quello di cui tu parli è un sostegno alla disoccupazione per i lavoratori intermittenti. Non è un ammortizzatore sociale. Sono due cose ben differenti. Se così fosse Conti lo avrebbe chiamato con la corretta dicitura ovvero : assegno di disoccupazione, assistenza all'occupazione ..ecc ecc..
    Invece no, si vogliono mettere le reti di sostegno al reddito dei lavoratori per spacchetare il nostro CCNL.
    Allora FOTTETEVI!!!!! Vi daremo battaglia fino alla morte!

    LE SCEMPIAGGINI COME VEDI LE SCRIVI TU E NON IL 58 che fa bene ad ignorarti.

    Tu oltre ad essere male informato, sei anche analfabeta. Da i cio' che scrivi e come lo scrivi  si capisce che a mala pena avrai la 5a elementare.

    Commento di anonimo — 1 Aprile 2011 @ 10:11

  27. Dimenticavo:

    Qua c'è il sito INPS di riferimento per cio' che riguarda la Cassa in Deroga e i CDS ad uso e consumo dei sindacalisti ignoranti :

    http://www.inps.it/portal/default.aspx?lastMenu=5680&iMenu=1&iNodo=5680&p1=2

    Commento di anonimo — 1 Aprile 2011 @ 10:18

  28. Come iscritta CGIL del teatro la Fenice e frequentatrice di questo blog condanno l'operazione fatta dai colleghi confederali genovesi ai danni dei lavoratori del Carlo Felice .Mi auguro che i colleghi di Genova  trovino  presto una via d'uscita  e che questa "soluzione" rimanga confinata solo ad un periodo e ad un teatro italiano e che mai venga adottata da altri teatri italiani.
    Meglio Benetton della Cassa Integrazione!!!
     

    Commento di anonimo — 1 Aprile 2011 @ 11:14

  29. R.S.U.!!!!
    Via dai piedi gli inetti e gli incompetenti, che si vanno ad autoincensare quando invece firmano la condanna per il mondo del lavoro.
    e saresti di sinistra! ma quale sinistra! al massimo sei "sinistro", non sai far altro che ricoprire di insulti la gente!
    se su 100 persone 99 ti dicono che fai pietà, non ti viene nemmeno il dubbio che abbiano ragione!
    mi fai pena

    Commento di anonimo — 1 Aprile 2011 @ 12:27

  30. 4) sia io che Silvano Conti sosteniamo la necessità della salvaguardia del CCNL: il creare una rete protettiva si ammortizzatori sociali (volta soprattutto ai numerosi intermittenti e precari del nostro settore dico io!) mi pare cosa buona. non credo che il fatto che se esistesse questa possibilità (peraltro ancora totalmente da discutere a livello nazionale!) sarebbero a rischio i posti stabili, anzi magari (come penso stia accadendo a Genova) potrebbe esser una soluzione valida.

    E salvaguardi il CCNL con una rete di ammortizzatori??? soluzione valida????
    ma tu e Conti state facendo sindacato?????? visto che ti piace girare su wikipedia, cerca anche il significato della parola "sindacato".
    E scoprirai che nelle sue accezioni, "VENDERE IL CULO DEI LAVORATORI" PROPRIO NON C'E'!!!!!
    E state anche per andare a Roma per il rinnovo del CCNL??????
    Questi bisogna mandarli via che è già troppo tardi!!!!

    Commento di anonimo — 1 Aprile 2011 @ 12:44

  31. urca! come siete nervosi!!!

    cerco di chiarire ancora una volta il mio pensiero:

    1) non ho mai detto che i sindacati autonomi siano tutti fascisti eo leghisti

    2) dico e affermo invece che la Fials milanese ad esempio, in alcuni attivisti ha avuto (e ha tuttora a mio parere) orientamenti un tantinello corporativi, e tendenzialmente in alcuni tratti un pò autonomisti e padaneggianti.

    3) lo snater in scala non c'è più (ma non oare abbia lasciato bei ricordi: chiedere al Ballo please, quello che so io è solo cattivo gossip 😉

    4) la Fiom fa parte della Cgil

    5) la SLC fa parte della Cgil

    6) sono contrario alla legge 100, sin dall'inizio, quando era ancora decreto Bondi, e ho fatto molte iniziative per contrastarne gli effetti.
    alcune di tali iniziative sono ancora in campo (lo sciopero nazionale del 25 marzo è infatti solo sospeso e non revocato, e a livello locale siamo ai ferri cortissimi con la Direzione che ci pare un pò troppo vicina a chi vuol privattizare e padanizzare la Scala….)
    penso fermamente che dopo il reintegro del FUS occorra mobilitarsi per la salvaguardia del CCNL

    7) inizialmente contrario alla politica sindacale locale genovese utilizzata x uscire dal casino in cui quel teatro è da troppi anni, ho invece poi apprezzato l'intervento della SLC nazionale per affrontare una problematica emergenziale.
    certamente la situazione è stata pasticciata e credo che le responsabilità non sia solo da una parte, ma purtroppo non ho abbastanza elementi x analisi più dettagliate. io faccio il delegato a Milano e mi sono informato come ho potuto, ma ripeto che x quel che ho letto anche qui, condivido la politica nazionale della mia organizzazione, e infatti ne faccio ancora parte (immagino che come me vi sia anche qualche altro collega, o si sono dimessi tutti?)
    trovo che l'idea in sè di ammortizzatori sociali nel nostro settore non sia sbagliata, ma occorrerebbe certamente affrontare tale problematica appunto in una discussione nazionale seria e approfondita, non certamente x tamponare situazioni che già in difficoltà si vedono a stagioni già concluse vedere dimezzati i fondi pubblici, o no?

    8) questo è il blog della CUB: perchè non dirlo ufficialmente?
    non c'è nulla di male o illeggittimo _(a meno di non voler ritirare fuori quella brutta storia su chi aveva le chiavi di accesso, e cancellato tutti i commenti iniziali fatti all'epoca di Muti, di cui infatti non v'è più traccia….vero GC, Rob, Nicolas, Cassiere, Buono, Cico, etc???)

    9) la CUB scala ha 40 iscritti (dicono loro. le malelingue dicono non più di 15 tessere. noi cgil oltre 500, e tutte certificate!)

    10) RSU SUBITO: noi cgil siamo d'accordo abbiamo anche già presentato la nostra idea.
    la vostra qual'è? e gli altri sono d'accordo?
    volete raccogliere le firme e appellarvi all'Onu, la nato, Greenpeace, Che Guevara redivivo, o Diabolik?

    fate pure…..

    ciaociao

    Commento di checcoscaligero — 1 Aprile 2011 @ 12:59

  32. la cigl fa manifestazioni e scioperi solo se c'è di mezzo un governo nemico, salvo fare accordicchi sottobanco a braccetto coi nemiciamici cisl e uil.
    Essendo la cgil una costolicchia politica della pseudosinistra, quando ci sono governicchi amici manifestazioni e scioperi non se ne fanno più, e vano allegramente a firmare porcate non troppo diverse da quelle che fa questo governo di m…a.
    per il culo ne prendete sempre meno, voi perdete tessere e i lavoratori perdono diritti e salario.

    Commento di anonimo — 1 Aprile 2011 @ 15:37

  33. No, però, scusate non è davvero ammissibile confondere gli ammortizzatori sociali che sono degli strumenti precisi ed identificabili con sostegni ai lavoratori precari (Francia e Germania insegnano non poco).

    Non si possono confondere Contratti di Solidarietà e Cassa Integrazione con, per fare un esempio, la disoccupazione ordinaria e straordinaria.
    Bisogna sgombrare il campo da ogni dubbio, perché sennò qui non se ne esce. Per chiarirci i Contratti di Solidarietà sono un danno enorme per il precariato, perché consentono l'assunzione di lavoratori a tempo determinato solo quando il Teatro lavori al 100%, o se i suddetti lavoratori hanno partita Iva ma con fortissime restrizioni sulla durata dei contratti e sulla retribuzione percepibile. In merito a ciò non serve fidarsi di quanto sostengo io o il rappresentante Snater di Genova, basta studiarsi la legge e tutto è estremamente chiaro. Io penso umilmente che se si fa parte di una sigla sindacale  che propone a gran voce questa soluzione come un possibile paracadute  per salvare i poveri precari non solo dei teatri ma anche del mondo del cinema, beh o non si è capito cosa si sta proponendo, o si sta facendo un pericoloso salto nel buio che rischia di compromettere ulteriormente la situazione dei precari.

    Altra cosa è lottare, per esempio, perché la disoccupazione ordinaria e a requisiti ridotti possa andare a una fetta sempre più ampia di lavoratori dello spettacolo andando ad ampliare la platea dei possibili usufruttori ritoccando i parametri di idoneità. Questa sì che sarebbe una bella lotta, che nel concreto andrebbe a salvare la pelle a molti precari!!!
    Che diamine se ne fanno i precari di un ammortizzatore come i Contratti di Solidarietà che per non licenziare dei lavoratori a tempo indeterminato li fa lavorare un po' di meno? Per non parlare della cassa integrazione in deroga, che fermando tutta l'attività di un'istituzione tutela ancora meno il precariato… Ma io mi chiedo, chi và sbandierando che gli ammortizzatori sociali salverebbero la pelle ai lavoratori e aiuterebbero i precari a cosa pensano quando lo dicono? Ci credono veramente? Tra l'altro ho tirato fuori proprio la questione della disoccupazione perché una sentenza di cassazione da quest'anno sta compromettendo la ricezione della stessa da parte di chi l'aveva sempre ricevuta!!! Questo sì che danneggia il precariato!!!!

    Concludo il mio ragionamento con una riflessione semplice semplice: A MIO GIUDIZIO IL MIGLIORE AMMORTIZZATORE SOCIALE E' IL FUS STESSO CHE ANDREBBE PORTATO DAI LIVELLI ITALIANI (0,2% DEL PIL) AI LIVELLI EUROPEI (1% DEL PIL): SCOMMETTIAMO CHE COSI' SI RISOLVONO MOLTI PROBLEMI DEI PRECARI?
    PERCHE' INVECE DI METTERE A CATALOGO TANTI PUNTI NON LOTTIAMO TUTTI INSIEME PER RAGGIUNGERE QUESTO UNICO SOLO GRANDE TRAGUARDO?

    Sempre speranzosa di essere stata propositiva e non distruttiva,

    Susanna

    Commento di anonimo — 1 Aprile 2011 @ 18:28

  34. il sindacalismo di professione è come la politica di professione.
    Si comincino ad applicare regole come due mandati al massimo e poi fine del distacco e ritorno alla vita di tutti i giorni nell'azienda di provenienza.
    Finirebbero spartizione di poteri, compravendite ecc. e si tutelerebbero i diritti dei lavoratori in modo più limpido e disinteressato.
    Che differenza c'è tra la maggior parte dei politici che infestano da decenni il parlamento, e molstissimi sindacalisti di professione, che poi fanno inevitabilmente il salto della quaglia in quello stesso parlamento, usando il sindacato come tramplino di lancio?
    Cgil e Cisl in primis.
    Volete rinnovare? Cominciate da lì.

    Commento di anonimo — 1 Aprile 2011 @ 19:52

  35. Il Colle firma il decreto Fus Ma senza le nuove poltrone
    Avvenire 1-4-11

    Ci ha messo otto giorni, ma alla fine Giorgio Napolitano il decreto-legge che rifinanzia per 149 milioni il Fus (Fondo unico per lo spettacolo) l'ha firmato. Senza, però, il contestato "emendamento Cutrufo" (dal nome del senatore e vice-sindaco di Roma), ovvero la norma sull'aumento degli incarichi politici elettivi nelle città con oltre un milione di abitanti (quindi la capitale e Milano), al centro di polemiche nei giorni scorsi quando si era detto che la firma tardava proprio per l'opposizione del presidente della Repubblica. Il Quirinale non gradiva il varo per decreto, quindi con carattere di Ok ai fondi urgenza, di una norma che portava appunto a 15 (da 12) il spettacolo numero degli assessori Salta però comunali e da 48 a 60 quello dei consiglieri, oltre a nuove l'aumento indennità per i consiglieri di di consiglieri circoscrizione che, nel complesso, facevano lievitare i costi della politica. Nel decreto ora firmato dal capo dello Stato c'è pure la proroga fino al 2012 del divieto di incroci fra stampa e tv, così come c'è I'o1 del Colle sul decreto che dispone la moratoria di un anno sulle centrali nucleari. Il messaggio di Napolitano stavolta sembra essere stato recepito: «Sapevo già che sarebbe stato questo l'esito e ne prendo atto», ha commentato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che dopo aver detto di aver chiesto assieme a Cutrufo un colloquio con il capo dello Stato «per spiegare le nostre motivazioni», ha aggiunto che ora «se ci sarà il consenso dell'assemblea capitolina riproporremo la norma in un veicolo legislativo più idoneo di un decreto-legge».Alemanno ha già ipotizzato il «secondo decreto legislativo di Roma Capitale oppure il Codice delle autonomie». (E.Fat.) ***

    Commento di ramonn — 1 Aprile 2011 @ 20:09

  36. Galli attacca Renzl «Ora ci sono i fondi Fus, ma gli stipendi del Maggio?»
    Il GIornale della toscana
    311-3-11

    Ora ci sono i fondi his, ma gli stipendi… I Maggio Musicale la I Fiorentino ha appena incassato i soldi del Fus, eppure apprendiamo che il pagamento degli stipendi ai lavoratori è in ritardo. Siamo davanti all'ennesima riprova della mala gestione del Teatro, e dopo i fatti del Giappone ci pare che la misura sia davvero colma». Questo il commento del capogruppo del PdL in Consiglio comunale di Firenze (…) (…) Giovanni Galli, e dei consiglieri del gruppo. «L inefficienza nella gestione del Teatro è arrivata a livelli inaccettabili – hanno aggiunto gli esponenti del centrodestrà -. Mentre il sindaco e presidente della Fondazione Renzi si riempie la bocca dei suoi soliti annunci, ultimo dei quali che reperirà risorse-lampo grazie al suo viaggio di 48 ore in India (grazie supponiamo ai buoni uffici del suo accompagnatore, l'ex assessore Simone Tani), la situazione del Teatro è sempre più grave: 18 milioni il deficit, con la sovrintendente Colombo e il suo staff – hanno sottolineato ancora Galli e gli altri consiglieri del Pdl fiorentino – che da soli costano 500mila euro l'anno». Una situazione che ormai sta diventando un vero e proprio caso. «Al centrosinistra fiorentino – hanno detto ancora Galli e i suoi colleghi – riesce ormai da decenni un'impresa davvero non da tutti: non riuscire a far rendere un'eccellenza della cultura che tutto il mondo ci invidia, come anche quest'ultima tournèe in Oriente ha ampiamente dimostrato. Ma all'incapacità e all'inefficienza qualcuno alla fine dovrà pur mettere un freno. Ci auguriamo – hanno proseguito gli esponenti del centro-destra in Palazzo Vecchio – che Renzi, al suo ritorno, si metta al lavoro sul serio e, lasciati da parte per una volta gli amati slogan, si adoperi per far sì che lo sforzo del Governo per reintegrare il Fus non sia stata l'ennesima goccia nel mare degli sprechi e della cattiva gestione del Maggio»; hanno concluso Galli e i consiglieri del Pdl fiorentino.

    Commento di ramonn — 1 Aprile 2011 @ 20:17

  37. Il via libera del capo dello Stato.

    Entro il 7 aprile scatteranno gli aumenti delle accise sulla benzina Fondi per la cultura, decreto in vigore Marco Mobili
    Sole 24 ore 1-4-11
    ROMA Il caro-benzina per sostenere la cultura e le fondazioni liriche potrebbe essere anche inferiore al centesimo di euro (le ultime quantificazioni arriverebbero allo o,8). Come prevede il decreto omnibus n. 34/2ou – promulgato dal capo dello Stato e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri – l'aumento di benzina e gasolio dovrà garantire 236 milioni da destinare al rifinanziamento del Fondo per la cultura (Fus), alla manutenzione e alla conservazione dei beni culturali, nonché a sostenere gli interventi per enti e istituzioni culturali. All'atto della firma del Capo dello Stato il decreto legge si è arricchito anche della norma (articolo 7) che introduce, tra le misure antiscalata, la possibilità per il Governo di adottare strumenti di partecipazione in società strategiche (su cui si veda l'articolo pubblicato a pagina 7). Confermata, invece, la pausa di riflessione del Governo sul nucleare: per acquisire ulteriori elementi scientifici sui parametri di sicurezza, anche in ambito comunitario, ai fini della localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, viene sospesa per un anno dalla data di entrata in vigore del decreto legge l'efficacia delle regole dettate dal decreto legislativo n 31 del 2010. Non ce l'ha fatta invece la Cultura R Arrivano 236milioni alla cultura: di questi 149 milioni andranno a incrementare il Fus per riportarlo oltrei 400 milioni Caro-benzina Da oggi al l aprile potrà scattare l'aumento dell'accisa su benzina e gasolio per garantire le risorse alla cultura. Sul quantum stanno lavorando le Dogane Pompei m I Beni culturali sono autorizzati all'assunzione in deroga, rispetto ai blocchi oggi esistenti, di personale già inserito nelle norma sulle giunte comunali, fortemente voluta dal Campidoglio. La partita potrebbe riaprirsi con il decreto attuati-vo del federalismo fiscale che dovrà indicare funzioni e risorse per Roma Capitale. Le Dogane, dunque, sono già al lavoro per definire gli aumenti di benzina e gasolio. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Dl n. 34 hanno tempo fmo al 7 aprile per definire l'entità degli aumenti delle accise. Da oggi, dunque, ogni giorno potrà essere buono per far scattare gli aumenti: il provvedimento delle Dogane sarà efficace dalla data di pubblicazione sul sito internet dell'Agenzia. Il caro-benzina sarà comunque rimborsato agli autotrasportatori e ai soggetti che esercitano il trasporto pubblico locale, compreso quello a fune. I rimborsi saranno coperti dalle maggiorazione al litro pagate dagli altri automobilisti e potranno chiederli i soggetti che esercitano l'autotrasporto di merci per conto terzi con veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate, nonché gli enti pubblici e le imprese pubbliche di trasporto. Per la tutela dei beni culturali arriva il cosiddetto "pacchetto Pompei" in cui rientra anche il piano straordinario di assunzioni. Per il potenziamento delle funzioni di tutela dell'area archeologica di Pompei sarà la regione Campania a determinare graduatorie in corso di validità Emittenza locale La rivoluzione dell'emittenza locale si è resa necessaria per rilanciare la gara della vendita delle frequenze del digitaleterrestre: entro il30 settembre 2011 verranno stilate le graduatorie regionali Moratoria nucleare s Il Governo prende tempo fino al 31 marzo 2012 per acquisire ulteriori elementi scientifici sui parametri di sicurezza ai fini della localizzazione e realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica nucleare le risorse da prelevare dal Fas (Fondo per le aree sottoutilizzate) in relazione alla realizzazione del piano strategico regionale da sottoporre al Cipe. Confermata anche la proroga lunga per il divieto di incroci giornali-tv nazionali: slittano al 31 dicembre 2012 e sono accompagnati da un radicale riassetto dell'emittenza locale per liberare le frequenze destinate alla banda larga mobile. La proroga sul divieto di acquisto di quotidiani da parte di chi possiede una rete tv è accompagnata dai cosiddetti paletti anti-Sky chi supera 1'8% del Sic (il Sistema integrato delle comunicazioni). Infine, misura ad hoc (articolo 6) per il personale degli enti del Servizio sanitario nazionale della Regione Abruzzo. ***

    Commento di anonimo — 1 Aprile 2011 @ 21:52

  38. Se c'è qualcuno che non vuole gli ammortizzatori sociali basta che ci rinunci nel momento in cui sta per essere sbattuto fuori dal proprio teatro in caso di licenziamenti collettivi. 
    Qual'è il problema? Perchè il settore non deve dotarsi di questi strumenti così come avviene in quasi tutto il mondo del lavoro?

    Commento di anonimo — 2 Aprile 2011 @ 05:19

  39. ma i CDS non sono stati votati dai lavoratori? 
    i sindacati rappresentano i lavoratori, o no?

    legittimo criticare i confederali e iscriversi ad altri sindacati, ma la democrazia rappresentativa funziona se si hanno i numeri, mi pare…

    infatti io sostengo e andrò a votare Pisapia, e spero che il 2011 mi porti finalmente un sindaco dalla parte giusta!!!! (e se si vince a Milano alle amministrative, magari questo Governo  già traballante, riceve la decisiva spallata politica!)

    legittimo anche non votare, ma mi pare meno efficace per impedire alle destre di vincere!

    io sono di sinistra: 

    ascolto e sono abbonato a radio popolare, sostengo finanziariamente emergency e medici senza frontiere, organizzo e participo alle manifestazioni politiche (dalla battaglia persa sull'estensione dell'art.18 dello statuto dei lavoratori alle attuali battaglie x acqua pubblica e per opporsi al nucleare e alle guerre), compro il manifesto tutti i giorni , e tante altre cose (sono anche tifoso del Milan, come Bertinotti!)…

    tra le altre cose sono anche convintamente iscritto alla cgil, proprio perchè rispecchia meglio delle altre realtà che conosco le mie idee in ambito sociale e sindacale.

    chi non vi si riconosca più è libero di andarsene e provare a fare qualcosa di meglio altrove, sia più a destra che più a sinistra se ci riesce!

    al Teatro alla Scala i nostri iscritti sono più di 500, oltre la metà dei dipendenti, vorrà pur dire qualcosa, o no?

    buona domenica a tutti (ma soprattutto agli interisti, hehehehehehehe….)

    Commento di checcoscaligero — 3 Aprile 2011 @ 08:29

  40. #110

    I CDS sono stati votatoi dai lavoratori impauriti dalla minaccia di chiusura. E' stata adottata la stessa formula di Pomigliano, andiamo su.. lo hai capito benissimo…"o la borsa o la vita"…"o così o fuori".  Non sono state prese in considerazione le propossta che…quelle si…portavano la firma di tutte le sigle sindacali… come la proposta che tu dici di essere stata fatta dagli autonomi..ovvero di tagliare l'integrativo per due anni. QUESTA PROPOSTA ERA FIRMATA DA T U T T E LE SIGLE.

    Le votazioni sono state fatte via "internet" da  alcuni senza bisogno di recarsi al seggio con un documento. Questo la dice lunga sulla trasparenza dello scrutinio. Sai benissimo che via internet la gente puo' fare cio che vuole anche far votare ai morti! Considera che la maggioranza ha vinto per 6 voti e 8 persone hanno potuto votare via internet.
    L'accordo che è stato firmato in seguito alle votazioni non è lo stesso che è stato votato. Presto ne forniremo una copia alla CUB assieme a quello votato COSI' VEDRETE LE DIFFERENZE.

    Mi sembra caro Lattuada che la CGIL., che tu giustamente sostieni nella tua città e nel tuo luogo di lavoro a Genova non si comporti come a Milano.C'è un'altra cultura a Genova purtroppo. Genova è la Napoli del nord. In questa città ormai non lavora piu' nessuno. La CGIL ha messo tutti i lavoratori anche degli altri settori  in cassa integrazione e nessuno dice niente come se fossero tutti imbotti di tranquillanti. Presto a Genova ci saranno le lezioni del Sindaco e sarà di nuovo lo stesso che abbiamo, ovvero uno che viene  dalla compartimentazione CGIL il quale una volta rieletto si sceglierà una cerchia di assessori anch'essi provenienti rigorsamente dal comparto CGIL .
    Non abbiamo le alternative di un Pisapia e nemmeno un quadro di partito perchè il PD non muoverà foglia contro la candidatura Vincenzi.
    Cionostante questo Sindaco sia profondamente concusso coi poteri forti del paese quali ..Impregiro ecc ecc.

    Io spero che tu abbia capito che la CGIL di Genova non è la stessa del tuo teatro. Capisco anche che tu sei fedele a Conti e uno dei galoppini di Conti al coordinamento nazionale  viene proprio da Genova quindi resta difficile criticare.  Ma credimi ce ne sarebbe davvero bisogno. Miceli per esempio sulla questione Genova è su tutt'altra sponda. Lo dovresti sapere.

    Al #107

    I licenziamenti collettivi e di massa , benchè purtroppo ancora avvengono in sordina,  sono vietati dallo Statuto dei Lavoratori.

    Certamente se i lavoratori del Carlo Felice fossero stati licenziati…oltre al ricorso al TAR immediato  perchè il licenziamento non è previsto per la nostra categoria contrattuale..avrebbero al momento del licenziamento ILLEGALE avrebbero potuto usufruire degli ammortizzatori sociali.

    Commento di anonimo — 3 Aprile 2011 @ 09:11

  41. # 110

    preambolo asinino al commento; facile rispondere che anche con Ciausescu c'era la democrazia e maggioranze al 90%. Il modello democratico delle consultazioni tenute a Genova è stato quello (nemmeno hanno avuto il coraggio di provare a dargli legittimità chiamandolo "referendum")

    Commento di anonimo — 3 Aprile 2011 @ 12:50

  42. Il prurito te lo gratti quando non ti legano le mani dietro la schiena.
    Perchè se in un luogo qualunque c'è un connubio sindacato-politica che va avanti da 60 anni, te lo lasciano grattare davvero il prurito.
    A parole sembra sempre tutto facile. Il punto è che possono perdere anche tutti gli iscritti, tranne un plotone che è lì da 20 anni, che anche se rimanessero con 5 tessere avrebbero mamma politica a pensarci lei.
    La cisl avrà 15 isritti, la uil forse 6, la cgil non più di 40.
    Gli autonomi snater circa 60 la fials almeno 55 e il libersind altri 20.
    Quelli che, guarda caso, sui giornali (di regime? lo lascio dire ad altri) sono brutti, cattivi, barbari ecc., non mamme, padri con famiglia ecc.
    Come vedi, non serve a un cazzo. Forse il problema sta altrove, non credi?

    Commento di anonimo — 3 Aprile 2011 @ 15:11

  43. # 120

    significa che la democrazia è un'utopia: alla Scala c'è il Berlusca e la lega a dettar legge, al Carlo Felice di Genova c'è una giunta rossa che soffoca la volontà del 70% dei lavoratori di un'azienda. E il cui progetto sono le Coop.
    Il ripristino del Fus per costoro è stato indigesto. Non a caso hanno detto che i CdS ci sono e "ci saranno". Il loro progetto è solo rallentato, non fermato.

    Commento di anonimo — 3 Aprile 2011 @ 17:52

  44. Ho apprezzato la precisazione di alcuni sulla differenza tra sussidi per gli intermittenti e misure di sostegno economico per chi perde il lavoro.
    Va detto però che tecnicamente, a mio parere, si può parlare di "ammortizzatori sociali" in entrambi i casi poiché entrambe le forme di sostegno economico attutiscono socialmente due forme differenti di disoccupazione.
    Forse in questo risiede anche la confusione ingenerata da alcune posizioni della SLC che non sta a me dire quanto e se siano ambigue e in malafede.
    Mi limito ad osservare che parlare di queste cose allo stato attuale e al punto in cui siamo arrivati è come parlare di dieta vegetariana quando tutti i buoi sono scappati.
    E questo sia da parte del sindacato che da parte dei lavoratori degli Enti Lirici che paiono assai poco interessati a queste tematiche poiché ciò li costringerebbe a mettere in discussione la centralità della loro posizione, sia a livello culturale che per ciò che concerne il finanziamento pubblico della loro attività.
    E ricordiamoci che la stragrande maggioranza degli addetti ai lavori intermittenti sono al di fuori del comparto della lirica e alla maggior parte di loro è negata persino l'indennità di disoccupazione con i requisiti ridotti la quale a sua volta non è neppure la più pallida emulazione di quello che avviene in altri paesi europei già da diversi decenni.

    un lavoratore intermittente dello spettacolo.

    Commento di lavitaagra — 3 Aprile 2011 @ 19:14

  45. #125
    I tempi sono cambiati e se leggi gli interventi qua non è vero che "i lavoratori degli Enti Lirici che paiono assai poco interessati a queste tematiche poiché ciò li costringerebbe a mettere in discussione la centralità della loro posizione". Non so bene cosa tu intenda con questo ma se per "centralità" intendi il rispetto del CCNL allora chiamala "legalità" che è meglio.
    Il sostegno all'occupazione e alla "sotto-occupazione" per i lavoratori intermittenti sono cosa ben diversa dal porre un sistema in crisi inserendo forme di "mobilità" , "prepensionamento" e perdita del lavoro. Perchè a questo porta ADOTTARE gli  ammortizzatori sociali  su un comparto che già vive di sussidi statali. Non ha alcun senso.

    Il progetto sui lavoratori intermittenti non è assolutamente da abbandonare.Capisco il problema dell'INPS ma sinceramente…quelli erano veramente pochi soldi…non è assolutamente da considerarsi un sostegno al redditto la Disoccupazione Straordinaria. Ci vuole una legge con un decreto fatto ad hoc per il nostro sistema…come hanno in Francia…in cui nessuno si sognerebbe di mandare in cassa integrazione i lavoratori dell'Opera di Lione ..per esempio…per sostenere i disoccupati e gli intermittenti.

    Non solo dobbiamo assolutamente fare in modo di vigilare sui contratti che vengono applicati al di fuori dei nostri teatri..perchè anche la "sotto – occupazione" è un problema che va risolto

    Commento di anonimo — 4 Aprile 2011 @ 09:32

  46. Sono sostanzialmente d'accordo con Susanna anche se mi tocca sottolineare nuovamente il fatto che si comincia a parlare degli intermittenti solo quando è a rischio il posto di lavoro di chi è a tempo indeterminato, il che è un controsenso, la questione andava posta decenni fa.
    Poi, a mio parere, è evidente che esiste un conflitto sotterraneo e non risolto (certamente alimentato da chi ha tutti gli interessi a dividere i lavoratori) fra i "garantiti" (ancora per poco…) e i "non-garantiti".
    Di questo, a mio parere, hanno responsabilità sia i sindacati che, in parte, gli stessi lavoratori stabili, soprattuto della lirica.
    La centralità di cui parlavo non riguarda il CCNL (che dovrebbe essere sacrosanto) ma piuttosto quello che è sotto gli occhi di tutti ed evidente solo alla lettura dei dati statistici, vale a dire l'iniqua distribuzione del FUS fra i vari settori dello spettacolo e, all'interno del settore della musica, nei vari ambiti.
    Attenzione, perché i Porro e compagnia bella di provocatori, finanziati sappiamo bene da chi, su queste cose ci marciano.
    La loro tecnica è sempre quella di utilizzare strumentalmente dei dati reali per cercare di picconare tutto ciò che è "pubblico" e favorire la  "privatizzazione" a costo zero per gli investitori e a costo "lacrime e sangue" per lo stato e i cittadini (Alitalia docet ma anche qualsiasi altra cosa nell'ambito delgi ex-servizi pubblici, sanità, scuola, etc ertc).

    Dunque, a mio modesto parere, sarebbe interessante una riflessione dei lavoratori stabili dei teatri su questi temi e magari una proposta complessiva di riforma dal basso dell'intero settore che porti a ridurre gli sprechi e allo stesso tempo a liberare risorse per altre forme di musica e più in generale di cultura che attualmente non godono di sostegno da parte dello stato.
    L'esempio francese di cui parla Susanna andrebbe seguito anche in questo.

    Commento di lavitaagra — 4 Aprile 2011 @ 10:39

  47. Qualcuno è convinto su questo blog che se il tuo CCNL non prevede gli ammortizzatori sociali non puoi essere licenziato.
    E' la conferma che in questo settore si vive fuori dalla realtà.
    L'attivazione delle procedure di riduzione del personale è prerogativa di qualunque azienda e va effettuata secondo quanto prevede la legislazione in materia.Questo può avvenire anche , e non vedo perchè dovrebbe essere diverso, in una Fondazione Lirica  solo che se il tuo contratto prevede ammortizzatori come ad esempio quelli dell'industria allora hai diritto alla cassa integrazione altrimenti vai direttamente a beccarti l'indennità di disoccupazione per sei mesi.
    se il tuo ccnl non prevede ammortizzatopri puoi sempre ricorrere alla cassa in deroga, se le regioni te la concedono o ai contratti di solidarietà come è successo a Genova e senza dei quali tanti lavoratori sarebbero a casa con una mano davanti e l'altra dietro.
     

    Commento di anonimo — 4 Aprile 2011 @ 11:02

  48. Bene, il commento del 129 mi dà per l'ennesima volta lo spunto per ribadire concetti ormai datati, ma che evidentemente meritano di essere ripetuti.

    1) Nessuno ce l'ha con gli ammortizzatori sociali in quanto tali, ma piuttosto se ne sottolinea la loro inadeguatezza all'interno delle Fondazioni Lirico sinfoniche, inadeguatezza che attenta alla sopravvivenza delle stesse come oggi le conosciamo;

    2) ammortizzatori come i Cds (visto che si è citata Genova, mi concentrerò su questi) si applicano alle aziende che producono utili, cioé NON alle Fondazioni Liriche;

    3) i Cds servono per salvare il fondoschiena  a quei lavoratori che lavorano in settori dove vi sia un calo della domanda; allora, piuttosto che dar corso a quelle procedure di riduzione di personale cui tu accenni, si preferisce "lavorare meno per lavorare tutti", cioé piuttosto che licenziare si preferisce mantenere lo stesso organico ma farlo lavorare meno. Purtroppo, e mi dispiace che tu non riesca a vederlo, già qui nasce il primo problema, perché i numeri e le percentuali dimostrano che la richiesta di opera lirica è in continua crescita (ebben sì, anche in una nazione che ci ripudia come l'Italia), quindi ci troviamo nella paradossale situazione che in un periodo di crescita di richiesta, si diminuisce l'offerta.

    4) Dirò di più. La peculiarità delle Fondazioni Liriche (ma in generale di tutto lo spettacolo) è che se tu fai la gente viene: la domanda corrisponde esattamente all'offerta. Il pubblico è fortemente fidelizzato; se tu fai tre opere viene a tre, se cinque viene a cinque e così via. Questo dimostra che il principio base dei Contratti di Solidarietà è contrario alle Fondazioni Liriche proprio per come sono strutturate;

    5) il problema di Genova, così come di tutte le altre realtà dello Spettacolo, è la mancanza di liquidità. Peccato che gli ammortizzatori sociali non abbiano alcuna utilità in questo settore, perché, ben che vada, permettono un risparmio sul costo del personale, ma non portano un euro di liquidità nelle casse. Ma chi diavolo investe in un Teatro che lavora al 60% e in cui i lavoratori guadagnano il 100% in meno (tanto più la Cassa integrazione che fa chiudere i battenti per un tot di mesi, con evidente rischio fuga del pubblico)? Di certo è un piatto poco appetibile per i privati, e se lo Stato già si lamenta di mettere troppo in proporzione a quanto produciamo, secondo te cosa farà quando vede un Teatro che produce ancora meno? Come fai a non vedere che questi ti fanno lavorare di meno, e poi ancora di meno, e poi ancora meno, fino a quando non sparisci dal tessuto cittadino locale e nazionale e allora sì diventi veramente inutile. A quel punto, quando sparirai non se ne accorgerà nessuno!!!!

    6) Il terrore, lo ribadisco, non è per gli ammortizatori sociali in sé, ma per l'uso perverso che se ne fa. Guarda Genova. Due anni di commissariamento, poi la Sindaco riprende in mano il Teatro dicendo che ha finanziamenti per 10.000.000 di euro; dopodiché si scopre che i privati non ci sono ed è tutto un bluff politico: come fare a salvare la faccia? Ovvio, buttando tutta la colpa sulla questione nazionale (che pure c'é), terrorizzando i lavoratori con articoli al vetriolo, e portarli forzatamente ad accettare questa morte anticipata che sono i Contratti di Solidarietà!! Mi spiace, ma in questo caso i CDs non sono ammortizzatori sociali, ma sono un'arma pericolosamente in mano alla politica, che a suo piacimento potrà utilizzarli per spegnere una alla volta le varie Fondazioni che daranno fastidio

    7) Ma se questi ammortizzatori sociali sono la cosa più bella del mondo, perché non c'è stata una Fondazione Lirica che prima del rinnovo del FUS non vi si sia fiondata a pié pari?: le cose sono due, o a Genova ci sono i più furbi d'Italia, o…;

    8) Avete presente la circolare del Ministero dei Beni Culturali sulle linee guida del rinnovo contrattuale; leggetela bene, fate due più due,  e poi, per la miseria, aprite un po' quegli occhi!!!!

    9) Se si fosse accettata la proposta fatta da tutte e sei le sigle sindacali (quando ancora si stava al tavolo tutti insieme), cioé lasciare l'aziendale e mettere a patrimonio un immobile (si parla di magazzini, che tra l'altro avrebbero fatto anche risparmiare in futuro), caro 129 non saremmo per nulla con una mano davanti e una dietro, ma saremmo con entrambe le mani al lavoro per il 100% delle giornate previste dal CCNL, con la possibilità di fare sopravvivere il Carlo Felice di Genova molto meglio rispetto ad adesso, quantomeno alla stregua della vita difficile che stanno conducendo tutte le altre Fondazioni Liriche.

    Sperando che certi concetti siano chiari una volta per tutte (se non credete venite a Genova e toccate la realtà con mano in prima persona), porgo i miei più sinceri omaggi.

    Ormondo Maini, basso

    Commento di anonimo — 4 Aprile 2011 @ 13:05

  49. Ovviamente penso sia necessario lottare di più.
    Mi stupisce però il fatto che di una politica di sotegno al reddito degli intermittenti si cominci a parlare solo ora che sono a rischio gli stabili.
    Non credo che tutte le posizioni siano limpide in questo senso e mi auguro un profondo rinnovamento dell'approccio politico e culturale dei lavoratori e dei sindacati del settore.
    Questo anche perché altrimenti sarà molto difficile per loro, come ho già detto in passato su questo blog, ricevere solidarietà dal pubblico e dai loro colleghi più svantaggiati o che non godono delle stesse "sicurezze".
    Io credo che finché questo rinnovamento non ci sarà tutto resterà come è sempre stato (nella migliore delle ipotesi) oppure si verificheranno gli scenari peggiori in senso "privatistico" e anche in quel caso i lavoratori stabili si troveranno sempre più soli a nuotare nel mare in cui tutti gli altri nuotano tutti i giorni.

    Commento di lavitaagra — 4 Aprile 2011 @ 14:09

  50. Non vedo proprio perché uno dovrebbe esporsi firmando col proprio nome in un ambiente nel quale vi sono già fortissime forme di mobbing, più o meno esplicite e visibili, e nel quale ovviamente chi ne fa maggiormente le spese sono proprio i lavoratori intermittenti.
    Inoltre trovo che questo sia semplicemente uno spazio di discussione e confronto, oltre che una fonte di informazioni che poi ciascuno verifica a suo piacere nei diversi ambiti in cui gli capita di lavorare.
    Da questo punto di vista non vedo la differenza fra l'anonimo e colui che si firma, a meno di conoscerlo personalmente e lavorare con lui.
    In tutti gli altri casi, cioè mi sembra di capire la maggioranza qui dentro, la verifica della coerenza è impossibile anche nel caso di coloro che si firmano con nome e cognome.

    Comunque i miei interventi qui sono iniziati anni fa con la pubblicazione dei comunicati del SIAM, Sindacato Italiano Artisti della Musica, al quale si può fare riferimento per tutte le questioni relative alla tutela dei musicisti intermittenti e discontinui in ogni settore della musica:

    http://www.sindacatomusicisti.it/index.php

    Commento di lavitaagra — 4 Aprile 2011 @ 14:31

  51. Il vero problema non è certo un'eccessiva sperequazione fra i finanziamenti alle Fondazioni e quelli ad altre forme di musica colta  e ad altre realtà come i festival e i teatri di tradizione. Evitiamo di farci portare da una parte o dall'altra solo per motivi di "rivalità" fra musicisti che lavorano nelle fondazioni vs. tutti gli altri.
    Il vero problema è che il FUS è basso, esageratamente basso, e continuerà ad esserlo anche dopo il reintegro. È ovvio che questa realtà può garantire solo una sopravvivenza, neppure troppo dignitosa, solo alle Fondazioni, e che resta poco e niente per tutti gli altri.
    Per cui invito ad esprimere posizioni che non facciano trapelare invidia per chi lavora nelle Fondazioni o, peggio, un velato compiacimento per il fatto che anch'esse siano attualmente in crisi, e a spostare il fulcro delle rimostranza verso l'ammontare del FUS, che deve essere portato a livelli tali da poter dare adeguato risalto anche alle altre realtà del nostro territorio.

    Commento di anonimo — 4 Aprile 2011 @ 15:24

  52. Rispondo al 138:

    – non ho detto di essere iscritto al SIAM  ma di fare riferimento, più o meno a quella piattaforma sindacale, che trovo comunque in alcune parti insufficiente pur essendo realistica.
    Il merito del SIAM è comunque di essere l'unico sindacato, che io sappia, ad aver posto in Italia la questione delle tutele dei lavoratori intermittenti, sia nell'ambito della musica cosiddetta "classica" che non.
    Il suo limite, probabilmente, è invece proprio quello di essersi federato con la CGIL e in particolare con la SLC, cosa che se da una parte, credo, lo ha aiutato a strutturarsi dall'altra lo frena nelle sue rivendicazioni proprio a causa del conflitto a cui accennavo sopra.

    – alcune delle sue argomentazioni sono del tutto identiche a quelle che mi sono state esposte in passato su questo blog da altri commentatori: i concorsi, l'invidia, il patrimonio culturale e via dicendo.
    In merito ai concorsi ho notato che spesso si usa questo argomento come se fosse una specie di baluardo utile a difendersi da qualsiasi accusa e di fatto ad escludere tutti coloro che non ne hanno vinto uno.
    Ma nessuno qui mette in dubbio i diritti dei vincitori di concorso, piuttosto si rimarca la mancanza di essi (i diritti e le tutele garantiti ad ogni lavoratore) anche per chi non ne ha vinto mai uno e magari lavora a fianco del vincitore di concorso nella stessa orchestra o coro oppure è un più o meno prestigioso solista oppure suona in ambiti dove non esistono compagini orchestrali o corali stabili.
    Il discorso di chi si trincera dietro il "io ho vinto un concorso" tende a dire implicitamente "tu che non hai vinto un concorso sei meno meritevole di me e dunque non hai diritto di reclamare dei diritti".
    E' questo il conflitto di cui parlo e spesso sono proprio i lavoratori a tempo ideterminato e vincitori di concorso ad agirlo e non gli intermittenti.
    Mi piacerebbe sentire un "gartantito" dire: è vero, hai anche tu gli stessi diritti miei pur essendo intermittente e dunque mi batterò per questo.
    Invece non l'ho letto né sentito dire mai, né qui né altrove.
    E questo mi porta a fare le considerazioni di cui al commento precedente.

    – Non sono d'accordo neppure sul paragone fra Lirica e Musei.
    La musica è un'arte vivente e non conservativa ed è proprio questa comparazione che esclude pubblico dai vostri teatri e induce i populisti privatizzatori attualmente al governo a dire che "con la cultura non si mangia" e a lasciarvi andare alla malora proprio come gli scavi di Pompei o a usare strumentalmente la situazione di sprechi e privilegi presenti nei vari teatri per sostenere, più o meno esplicitamente, la necessità di privatizzare o mettere tutti a partita IVA (come del resto accade per direttori e solisti, sia che abbiano vinto concorsi sia che non vi abbiano mai neppure partecipato).
    Si sostiene poi, se non ho capito male il discorso del 138, che la Lirica faccia da traino ai complessi di musica barocca e antica in generale "di grandissimo valore che abbiamo in italia e che in questo momento proprio a seguito dei tagli al FUS stanno rischiando di scomparire".
    A me pare esattamente il contrario: questi gruppi ormai suonano solo all'estero e da quello traggono il loro reddito.
    E ciò accade proprio perché in Italia, tranne ovviamente rare eccezioni, non vi sono finanziamenti pubblici per questa musica che invece sono garantiti in tutta Europa e anche in parte altrove.
    E lo stesso dicasi per le varie forme del jazz, della cosiddetta world music o etnica e per  tutte le altre forme di teatro musicale o di ricerca etc etc.
    Il FUS è sempre stato basso rispetto al resto d'Europa, e questo lo sappiamo e lo diciamo tutti.
    Quello che invece molti non dicono è che anche quando era più o meno ai suoi massimi era sempre distribuito allo stesso modo di oggi e che questo ha creato non solo una discriminazione fra lavoratori dello stesso ambito (forse che un musicista barocco o un jazzista professionista non devono studiare tanto o quanto un orchestrale lirico, intermittente o meno?) ma ha contribuito pure, a mio modo di vedere, a deprimere la cultura musicale italiana e a indurre molti musicisti a trasferirsi altrove o a fare altri lavori per sopravvivere o vivacchiare con l'insegnamento.
    E non apriamo qui l'argomento dei Conservatori perché altrimenti non ne usciamo più, grazie a dio fanno capo ad un altro ministero, pur vivendo una situazione di tagli simile alla vostra o peggiore.
    Anche di questo argomento però nessuno parla, come se non c'entrasse nulla e invece, secondo me, c'entra eccome!

    Commento di lavitaagra — 4 Aprile 2011 @ 23:07

  53. #145

    Qua nessuno si è rivolto a te alcune con "argomentazioni sono del tutto identiche a quelle che mi sono state esposte in passato su questo blog da altri commentatori" non le conosciamo queste argomentazioni.
    Mi pare piuttosto invece che TU volgia mettere tutto sullo stesso piano.

    "In merito ai concorsi ho notato che spesso si usa questo argomento come se fosse una specie di baluardo utile a difendersi da qualsiasi accusa e di fatto ad escludere tutti coloro che non ne hanno vinto uno" ..no non è un baluardo..è un dato di fatto…altrimenti sei come berlusconi che se la prende con i Giudici perchè dice che sono un baluardo …ma in realtà altro non sono che dei vincititori  di concorso che fann il loro mestiere.

    Stiamo parlando da mesi proprio dei problemi delle orchestra tipo quella di Parma che non è tutelata e anche di tutto il comparto di lavoratori intermittenti che operano in questo settore non solo musicisti.

    Il conflitto tra chi un lavoro fisso ce l'ha e chi non lo ha non è un conflitto che esiste solo nella musica …esso è parte della nostra società e forse di buona parte del mondo intero.

    Nessuno ha fatto paragoni tra Lirica e Musei. Anzi sono stati messi proprio sullo stesso livello. Per l'Italia l'Opera e la Musica Colta sono un primato unico al mondo perchè molti dei piu' importanti lavori sono nati qua. L'Opera è a tutt'oggi l'unico modo per veicolare la nostra lingua morta , l'italiano alll'estero…cosa dicono gli ignoranti e i populisti deve essere combattuto perchè sono proprio loro gli stessi che alimentano le classi sociali tra coloro che sono occupati e no.

    Non credo poi sia un problema di partita iva o di contratto a tempo determinato. Il problema è la sotto occupazione . Chi vorrebbe mettere i lavoratori dipendenti delle orchestre italiane a regime di partita IVA come coloro che sono autonomi, lo fa per pagarli di meno e far arricchire chi li gestisce. Parma è l'esempio eclatante. Io non avrei nulla in contrario a lavorare a partita IVA se fossi pagato come un direttore d'orchestra o un cantante solista…non capisco poi perchè tu continui ad insistere sul fatto di dire che loro pero' il concorso non lo hanno fatto…mi pare prorpio che sia tu che hai il dente avvelenato. Purtroppo il lavoro di Professore d'orchestra in TUTTO il mondo si ottiene così..anzi forse in alcuni stati esteri sono molto piu' rigidi.
    I complessi Barocchi riescono a sopravvivere grazie ai fondi del FUS dovresti documentarti prima di scrivere , così capiresti che una parte dei finanziamenti che ogni teatro riceve sono prorpio per la produzione di opere e musica antica. Questo vale per tutti i teatri anche per  quelli di tradizione. E' attraverso questi fondi che nascono i progetti e anche i gruppi musicali che poi vanno a fare tournee alll'estero.

    Tutti i paragoni che fai sono inutili …sopratutto quando parli di quanto studia un jazzista rispetto a chi suona in orchestra. Qua non si parla di studiare si parla di riconoscimento di una professione, quella del musicista che in Italia forse è ancora intesa come un hobby. I paragono tra chi fa jazz o world music o musica commerciale sono intuli…questo tipo di musica ha altri canali di veicolazione non ha bisogno di teatri o di orchestre composte da decine e decine di strumentisti è un po come per chi fa il cantante lirico o il direttore d'orchestra…ovvero sono lavoratori autonomi e non dipendenti

    Vorrei che si smettesse di fare polemica inutile e si cercasse di trovare una linea comune smettendola una buona volta di cercare la polemica …i "tu che non hai vinto un concorso sei meno meritevole di me e dunque non hai diritto di reclamare dei diritti"…qua non lo ha scritto nessuno finora NE IMPLICITAMENTE NE ESPLICITAMENTE   al di fuori di te STESSO..

    Commento di anonimo — 5 Aprile 2011 @ 07:45

  54. cari #150 e #151.
    mi sembra che le vostre posizioni non siano per nulla alternative.
    è vero, cioè, che gli orchestrali non hanno responsabilità sulle scelte artistiche, però è allo stesso tempo vero che la faccia durante le rappresentazioni ce la mettono anche loro.
    se si accetta una direzione di tosca come l'ultima, se si accetta che per una nuova produzione il direttore non arrivi, beh il pubblico può iniziare a pensare a una connivenza coi dirigenti, a una sorta di "quieto vivere".
    se poi scorriamo il cartellone dei direttori operstici della prossima stagione, si vede come la qualità coli a picco in maniera irreversibile: se togliamo Barenboim, Bychkov, Luisi e Noseda, tutto il resto è di classe inferiore (o, data l'età, "pulcini").
    per questo capisco #150: l'eccellenza va verificata, soprattutto in un regime comparativo (io sì, tu no).
    e capisco anche l'imbarazzo di #151, al quale però dico: chi difende ancora questa direzione artistica?

    Lukas

    Commento di anonimo — 5 Aprile 2011 @ 11:46

  55. Bravi #150 e 152. Trovo giusto e ragionevole che anche voi scaligeri, pur nella vostra posizione indubbiamente più tutelata e sicura di quella dei dipendenti di altre Fondazioni, vi poniate delle domande sulla gestione artistica del vostro Teatro e vi preoccupiate quando vi accorgete che la qualità non è sufficientemente tutelata…
    Riempirsi la bocca con la parola "eccellenza" a prescindere da tutto, come hanno fatto molti altri in precedenza, non serve assolutamente a nulla.

    Commento di anonimo — 5 Aprile 2011 @ 17:37

  56. Il n°147 non dice nulla e l'unica cosa che dice non si sa dove l'abbia sognata.
    Ammesso e non concesso che una parte del FUS sia destinato al sostegno della musica antica per il tramite delle Fondazioni e/o dei Teatri di Tradizione è comunque evidente che questo obbligo viene abbondantemente disatteso.
    Che io sappia solo la Scala sostiene un complesso esterno per suonare Monteverdi con Alessandrini mentre Firenze esegue sempre Monteverdi con i propri complessi.
    Il resto zero assoluto con forse qualche eccezione qui e là (un Handel a Venezia con un gruppo straniero).

    Interessante invece l'annotazione del 146 quando fa riferimento a Parigi che, lo ricordo, ha due palcoscenici che fanno capo all'Operà (opportuno dare un'occhiata al programma neanche paragonabile ai nostri, sia per qualità che per numero di rappresentazioni) più almeno altri due teatri che quelli sì ospitano gruppi di musica antica, italiani e non.
    E poi c'è tutto il resto, festival come se piovesse in tutta la Francia, di tutti i generi musicali e senza primati nazionalistici (a parte forse un po' nel cinema e nella musica pop dove cercano di difendersi dall'invasione USA, cosa che peraltro da noi nemmeno avviene), un vero e proprio esempio da seguire e infatti molti musicisti italiani e persino degli agenti sono ormai stabilmente emigrati laggiù.
    E intanto qui ci balocchiamo con il nostro primato dell'"'Opera e la Musica Colta…perchè molti dei piu' importanti lavori sono nati qua."
    E ancora: "L'Opera è a tutt'oggi l'unico modo per veicolare la nostra lingua morta ".
    A me pare che i morti siano piuttosto quelli che scrivono ancora cose del genere.
    Ma già dimenticavo, parlo così perché c'ho il dente avvelenato per non aver vinto un concorso…

    Commento di lavitaagra — 5 Aprile 2011 @ 23:28

  57. Beh, pare proprio che anche la Cgil genovese sia costretta dall'evidenza dei fatti a mettersi in bocca frasi che fino a qualche tempo fa erano esclusivamente apannaggio delle rappresentanze sindacali autonome.

    Le citazioni sono tratte direttamente da La Repubblica del 4 aprile 2011.
    Già nel lontanto ottobre, in piena Bagarre sui Cds, gli autonomi sottolineavano come accettando questi contratti di solidarietà i privati non sarebbero accorsi in massa, anzi per la maggior parte sarebbero scappati, lasciando gran parte del peso economico della Fondazione Carlo Felice sulle spalle dei lavoratori. Oggi leggiamo:
    -"Siamo i maggiori sponsor privati del Teatro", mastica amaro Giulio Luzi, delegato sindacale della Cgil del Teatro. E' vero: gli imprenditori privati, che il sindaco Marta Vincenzi ha invitato  ad aprire i portafogli in nome dell'orgoglio civico, hanno finora ragranellato un milione e quattrocentomila euro [si ricorda che l'apporto dei lavoratori del Carlo Felice è stimato in circa 5.000.000 di euro!!!!!]

    Già da ottobre i sindacati autonomi sottolineavano che tra i tanti effetti controproducenti dei Cds c'era il fatto che l'amalgama che solo il lavoro continuativo di orchestra e coro poteva garantire, in breve sarebbe sparita, perchè in musica (come in molti altri aspetti della vita), basta davvero poco per perdere quanto si ha faticosamente messo da parte in anni di duro lavoro. Leggiamo cosa dice Giuseppe Francese, violista nonché rappresentante Cgil aziendale del Teatro Carlo Felice.
    – "Sul palco l'affanno lo senti. Provare un'opera in tre settimane anziché quattro, e poi stare fermi un mese, peggiora la qualità e l'amalgama dell'orchestra"

    Addirittura grottesco il fatto che subito dopo vi sia una citazione dell'odiato rappresentante FIALS Nicola Lo Gerfo, contrabbassista del Teatro Carlo Felice; grottesco perché, dopo essere stati tanti mesi su contrapposte barricate, ora il filo che lega i pensieri dei tre rappresentanti sindacali sembra il medesimo. Ancora più grottesco il fatto che quello espresso sia il pensiero che hanno portato avanti in tutti questi mesi le rappresentanze autonome, che però, quando lo dicevano da sole, erano accusate si essere disfattiste e di lavorare contro il Teatro. Leggiamo allora cosa ripete per l'ennesima volta il delegato FIALS:
    -"Non siamo una fabbrica d'auto dove, se non hai ordini, blocchi per un po' la linea: la cultura non può andare in cassa integrazione. Era meglio regalare al teatro gli aumenti dell'integrativo, ma continuare a lavorare a tempo pieno: un teatro che non produce muore"

    Lascio al solito un giudizio sereno e oggettivo a chi legge questo blog.

    Susanna

    Commento di anonimo — 6 Aprile 2011 @ 07:23

  58. Nessuno dei 3 sindacalisti pero' si occupa dei lavoratori che verrano licenziati. Parlano di amalgama,  bella roba , siamo in pizzeria? O di "cultura (quale cultura ?) che non puo' andare in cassa integrazione"  . Quella poi dei lavoratori azionisti è la piu' grande idiozia . Ma quando mai? E' l'INPS la piu' grande azionista del vostro teatro.
    Scusate ma lo hanno  capito o no questi geni di sindacalisti  che appena uscirete dalla Cassa Integrazione  vi licenzieranno?
    Fareste meglio a ricordarglielo sia da una parte che dall'altra!

    Commento di anonimo — 6 Aprile 2011 @ 08:11

  59. Per il 156: vorrei arrivare in un mondo dove i dipendenti delle Fondazioni Liriche si sentano parte di un sistema e non il centro, come dimostra del resto anche il commento fuori luogo del 155 al quale consiglierei vivamente di farsi un giro fuori dal suo teatrino e scoprire un po' cosa succede fuori.
    Sono convinto che se l'atteggiamento fosse quello (e fosse sincero) riceverebbero tutta la solidarietà e l'appoggio non solo dai loro colleghi intermittenti ma anche del pubblico e soprattutto di un nuovo pubblico che anch'esso li potrebbe percepire come parte di una storia e di una tradizione in collegamento fecondo con l'attualità e con altre storie, tradizioni e culture diverse e che vanno sempre più incontrandosi in altri ambiti sociali ed artistici.

    Commento di lavitaagra — 6 Aprile 2011 @ 14:43

  60. Ma chi è che ti autorizza a definire "in che modo" i dipendenti delle Fondazioni si sentano rispetto al resto del mondo della musica colta?
    Guarda che se proprio vogliamo stare a fare le pulci a tutti, una parte delle colpe dell'attuale situazione va proprio a quelli che anzichè battersi perchè qualcosa cambi, semplicemente, diciamolo, si limitano a godere vedendo i teatri in difficoltà. E ce n'è un sacco di gente così, poco ma sicuro.

    Le battaglie per il bene di tutti vanno fatte, appunto, da TUTTI. Non puoi pretendere che siano altri a battagliare per te, soprattutto considerate le già notevoli difficoltà che questi "altri" incontrano in questa orrida congiuntura economico-politica. Vuoi (vogliamo) che qualcosa cambi? E allora smettiamola di darci addosso, quindi, nel vostro caso, piantatela con questo atteggiamento invidioso/recriminatorio con consistenti sfumature altezzose. Non porta da nessuna parte.

    Commento di anonimo — 6 Aprile 2011 @ 16:51

  61. Gentile 158,

    io non sono iscritta FIALS, ma sostenere che LO Gerfo non abbia messo in guardia tutti i lavoratori del Carlo Felice nei confronti dell'approdo della mobilità nel Teatro, del pericolo mortale portato dalla lettera di esubero firmato dal "grande" Fossati e dalla "grandissima" Sindaco di Genova, del danno arrecato a tutti i lavoratori con l'innesto dei Cds proprio perché dopo due anni il rischio è che il personale in esubero se ne vada a casa.

    Io dico, ma a questo punto, se non andare avanti con le cause legali intentate dai sindacati autonomi, cos'altro si può fare? Ben inteso, CGIL, CISL e UIL hanno affermato che ricorreranno contro chiunque si permetta di portare la questione in tribunale, quindi non facciamo l'errore dei giornali, non facciamo di tutta l'erba un fascio. Qui abbiamo sindacati che consapevolmente si sono assunti enormi responsabilità andando a firmare i Cds, e la colpa di eventuali licenziamenti al termine dei due anni ricadrà su loro soltanto. Tutto questo a me pare incontrovertibile e se qualcuno può dimostrarmi altrimenti con dati e fatti, beh io resto in attesa, sempre nella massima disponibilità di mettere in discussioni le mie stesse prese di posizione.

    Susanna

    Commento di anonimo — 6 Aprile 2011 @ 17:15

  62. 161, ma ti sei mai chiesto perché tanta gente si limita a "godere vedendo i teatri in difficoltà"?
    O sei come l'americano medio che dopo l'11 settembre esclamava: "ma perché ce l'hanno con noi'?"
    Già, chissà perché.
    Personalmente, finché le vostre bandiere e i vostri argomenti saranno invidia (questo sì che è un tipico argomento Berlusconiano tra l'altro), concorsi e patrimonio culturale di cui voi siete gli unici rappresentanti, temo che non si possa andare molto avanti.
    Abbiate rispetto di chi è diverso da voi e ne riceverete in cambio.
    A quel punto si potrà cominciare a lottare tutti insieme.

    Commento di lavitaagra — 6 Aprile 2011 @ 21:12

  63. A lavar la testa al ciuco si perde l'acqua ed il sapone…
    Quando uno è convinto di essere il "depositario" della verità, non la smette di ravanare i maroni nemmeno di fronte alle figure di merda più eclatanti che possa mai fare e farà ancora.
    Certe sciagure se le cuccano quei poveri disgraziati della Scala ad essere rappresentati così.
    Chissà perché non si ribellano!

    Commento di anonimo — 7 Aprile 2011 @ 06:14

  64. SALE EX CECCHI GORI
    La protesta del circuito Mediaport: 11 cinema chiusi a Roma 

    I lavoratori delle sale cinematografiche del circuito Mediaport – ex Cecchi Gori, a Roma – protestano per salvare i propri posti e dicono no alla chiusura: ieri, riuniti in assemblea, hanno deciso di proseguire, sino a nuova comunicazione, con le azioni di sciopero e di conseguenza le 11 sale romane resteranno chiuse. Ecco le richieste dei dipendenti, organizzati dalla Cub: 1) il mantenimento dell'attività in tutte le 11 sale del circuito, non soltanto a quelle più remunerative; 2) il rispetto delle normative previste dalla contrattazione aziendale e nazionale; 3) la fine degli attacchi operati nei confronti della Cub. «Tutte misure – ricordano i lavoratori – previste dagli accordi sottoscritti con il nostro sindacato e con il Liquidatore del gruppo Cecchigori». La Cub chiederà al più presto «l'intervento del Liquidatore perché svolga pienamente il ruolo di sua competenza». Il sindacato chiede infine «l'attenzione dell'assessorato alla cultura del Comune 
    di Roma perché si faccia promotore per la ripresa del confronto tra le parti sociali».

     

    Commento di anonimo — 7 Aprile 2011 @ 08:42

  65. overa cultura La ricetta di Salvatore Settis, ex presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali Più denaro, meno parole è ora di voltare pagina SALVATORE SETTiS Buona notizia: Tre-monti ha scritto a Repubblica (29 gennaio) smentendo di aver mai detto che «la cultura non si mangia». Pessima notizia: il governo Berlusconi (compreso Tremonti) si comporta come se quella stessa frase la cantasse in coro ogni mattina. Anche il reintegro dei (modesti) fondi perlo spettacolo, fatto aprezzo di un aumento della benzina, minimo ma identico per tutte le classi di reddito, lancia un messaggio chiaro: se volete più fondi per la cultura, pagherete più tasse, pagheretetutti. Nessunamenzogna di ministro o complicità di intellettuali inclini a genuflessioni, furberie e compromessi può nascondere che la scuola è in stato comatoso, che università e ricerca sono drammaticamente sottofinanziate, come anche musica, teatro, cinema, tutela del patrimonio e del paesaggio. In barba alla tradizione italiana e alle garanziedellaCostituzione, chi ci governa vede le spese in cultura come un fastidioso optional, l'ultimo della lista. Eppure Sandro Bondi, allora neo-ministro dei Beni Culturali, dichiarò il 3 giugno 2008 alla Camera che «l'Italia è agli ultimi posti in Europa per la spesa in cultura sul bilancio dello Stato: 0,28% contro l'8,3% di Svezia e 3% di Francia», e dichiarò «mi impegno ad invertire questa tendenza negativa». Risultato: 22 giorni dopo (il25 giugno), con il decreto 112, il governo dimezzò la capacità di spesa dei Beni Culturali taglian do 1.200 milioni di euro. Da Bondi, neanche un lamento. Da allora, anzi, il suo (ex) ministero ha subito ulteriori tagli, e quello 0,28% è calato a qualcosa come lo 0,16%. In attesa, si suppone, di calare ulteriormente fino all'auspicato zero virgola zero. Davanti a questi dati, Soloni d'ogni osservanza spargono lacrime copiose. a poi subito levano le braccia al cielo, e proclamano: "Ma non ci sono risorse! Ma c'è la crisi!". Tanta rassegnata saggezza presuppone una piccola amnesia: l'evasione fiscale. Come hanno scritto Angelo Provasoli e Guido Tabellini sul Sole-24 ore (14 aprile 2010), «a seconda delle stime, ilvalore aggiunto non dichiarato varia tra il 16 eil18%del Pil, con una perdita complessiva di gettito di oltre 100 miliardi di euro, pari a oltre il 60% dell'intero gettito Irpef». Perciò «la prima questione da affrontare è l'evasione fiscale», che «potrebbe essere debellata con investimenti non elevati». Recuperare subito 1'1 o 2% delle tasse evase, e investirlo in cultura: perché no? Ma nulla in questo senso vien fatto, anzi le risorse che ci sono vengono investitesenzaalcunalungimiranza. Per esempio, dopo la frana di Giampilieri che nell'ottobre 2009 uccise almeno 37 persone, Bertolaso dichiarò cinicamente che è impossibile trovare due miliardi per mettere in sicurezza le franose sponde dello Stretto, per giunta soggette a sismi di massima violenza (l'ultimo, nel 1908, seguito da tsunami: 120.000 morti). Si trovano, invece, i sette o dieci miliardi per costruire su quelle frane il Ponte. Si sono trovati cinque miliardi da dare a Gheddafi baciandogli la mano. Tragica è ormai la situazione delle Soprintendenze, votate (lo ha detto Giulia Maria Crespi) «a una dolce morte»: l'età media del personale ha superato i 55 anni, le nuove assunzioni non sono nemmeno il 10% dei pensionamenti, il controllo del territorio è impossibile per mancanza di fondi. Intanto, nuove attribuzioni e compiti sono previsti dal Codice dei Beni Culturali varato da Giuliano Urbani (governo Berlusconi), con modifiche di Buttiglione e Rutelli: quanto di più bi-partisan, insomma, e forse per questo tanto disatteso. Più responsabilità, meno risorse umane e finanziarie: questo il copione degli ultimi anni, infallibile se si vuol chiudere bottega. E' un miracolo se, sfiduciati e depressi anche per un'ondata di commissariamenti spesso dannosi, i funzionari delle *** Soprintendenze resistono in trincea. Il nuovo ministro Galan ha inaugurato la sua stagione consegnali misti. Da un lato, ha dichiarato (IlSole, 25 marzo) che non sarà«il sottosegretario di Tremonti», che occorrono nuove risorse e che è urgente «chiudere per sempre il capitolo della sfiducia, della depressione e della rabbia sterile che oggi avvilisce ingiustamente» le Soprintendenze e chi ci lavora (Il Sole, 30 marzo). Dall'altro, si è concesso una battuta («I Bronzi di Riace sono stati trovati nei mari della Calabria, ma solo per questo devono rimanere in quella zona?»), che ha prontamente scatenato chiacchiere da bar e polemiche d'ogni segno. Battuta frivola, che par pensata per dirottare l'attenzione dei media su un tema marginale (il luogo di esposizione dei Bronzi), distraendola da problemi ben più gravi. L'amministrazione dei beni culturali non deve occuparsi solo di opere supreme come i Bronzi, ma della presenza capillare del nostro patrimonio in tutta Italia, della tutela di un paesaggio sempre più devastato, dal Veneto alla Calabria, da spietate colate di cemento. Facendo intravedere un evento spettacolare (e poco costoso) come lo spostamento dei Bronzi da Reggio, il neo-ministro ha fatto parlare di sé ma girando a vuoto, ha scelto la strada in discesa dell'effetto-annuncio. Ma il suo compito è molto più difficile, richiede l'immediata ricerca di risorse e un urgente piano di assunzioni basate sul merito. Esige un progetto per l'Italia e non per due statue, per quanto importanti. E' così, onorevole Galan, che si potrà ridare fiducia ai funzionari della tutela, e non "movimentando" statue e quadri senza nemmeno conciiltarli. Le Soprintendenze sono in sofferenza Hanno bisogno di fondi e assunzioni E segnali chiari ***

    Commento di anonimo — 7 Aprile 2011 @ 09:27

  66. Dal Blog della Filcams di Trento

    http://filcams.wordpress.com/

    SOSPESI per tre mesi dalla Cgil del Trentino. Ezio Casagranda – Fulvio Flammini e Franco Tessadri sospesi dalla Comitato di garanzia Nord-est della Cgil.

    La Commissione di garanzia della Cgil Nord est ha sanzionato con lettera del 22 marzo 2011 – ritirata ieri pomeriggio – Ezio Casagranda, Fulvio Flammini e Franco Tessadri a tre mesi di sospensione dagli incarichi sindacali a seguito dello scontro politico apertosi in Cgil dopo il licenziamento di Fulvio da parte della FILT Cgil di Trento.

    Franco Tessadri – RSU e dirigente Filt Cgil del Trentino – è stato sanzionato “…per alcune affermazioni rilevanti ai fini delle competenze della Commissione di garanzia…”, Fulvio Flammini – funzionario sindacale della Filt Cgil del Trentino – per aver scritto commenti ritenuti “..offensivi e lesivi dell’immagine della Cgil..” sul Blog della Filcams e Ezio Casagranda – Segretario generale della Filcams Cgil del Trentino – per non aver provveduto “…tempestivamente alla rimozione dei suddetti commenti..”.

    Fare riferimento ad atteggiamenti offensivi dell’immagine della Cgil riporta la nostra memoria ai tempi bui in cui tale strumento veniva utilizzato sopprimere ogni forma di dissenso sociale. Per questo riteniamo la decisione un pesante attacco al diritto di critica ed alle libertà sindacali all’interno della Cgil e per questo, fermo restando il ricorso alla Commissione di garanzia nazionale, intendiamo convocare una conferenza stampa per denunciare pubblicamente questa operazione che umilia la storia della Cgil e infligge una preoccupante ferita alla democrazia ed al pluralismo interno.

    Un attacco pesante ad ogni forma di dissenso interno sulla scia di una rottura, voluta e consumata, dalla maggioranza della Cgil nei confronti della minoranza interna.

    Un pronunciamento che cambia di fatto lo Statuto dell’organizzazione, il quale riconosce pari dignità a tutte le sensibilità presenti nell’organizzazione ed in particolare nei confronti della Filcams dove la mozione della Cgil che vogliamo ha raggiunto l’80% dei consensi.

    Si vuole colpire una categoria che ha il solo difetto di costituire l’opposizione ad una linea della Cgil provinciale di mera accettazione delle proposte che escono dai palazzi della provincia e dal governatore Dellai, colpevole di aver assunto la lotta alla precarietà “senza se e senza ma” contestandone gli abusi sia nelle aziende che all’interno della Cgil, ribadendo che non esistono zone franche dove la precarietà trovi diritto di cittadinanza. Ma quello che preme sottolineare è il fatto che, nonostante una sentenza della cassazione escluda qualsiasi responsabilità del gestore del Blog, la Commissione abbia erogato la sanzione per mancato controllo cancella di fatto la libertà di stampa dentro l’organizzazione e applicando, in anteprima, la “legge bavaglio” in salsa nord est.

    Una sentenza che da una parte colpisce i compagni della Filt, responsabili di essersi opposti al licenziamento e di aver denunciato una gestione a dir poco allegra delle risorse della categoria.

    Questa brutta pagina della Cgil Trentina non scalfirà la nostra volontà di continuare la nostra battaglia politica all’interno di questa organizzazione che, purtroppo, si vede umiliata e offesa da un pronunciamento “politico” di una commissione che dovrebbe essere a tutela e salvaguardia dello Statuto e dei diritti che questo garantisce ad ogni iscritto della Cgil.

    Commento di anonimo — 7 Aprile 2011 @ 19:22

  67. Non è un infodatezza. parte dei finanziamenti del FUS debbono essere spesi anche per lavori antichi e contemporanei. Che poi le Fondazioni Liriche non usino dei complessi antichi ma usano i loro stessi musicisti è altra cosa.
    Ma ci sono moltissimi teatri di tradizione che costruiscono progetti e usano gruppi musicali specialistici per la musica antica. E' successo così per il festival spontini dove son nati tanti bei progetti attraverso i quali poi si sono composti gruppi musicali che hanno girato anche all'estero,per il teatro Pergolesi, per quello di Castelfranco Veneto (con Marcon) ecc ecc..potrei stere qua a fare sempi fino domani…quelli sono tutti fondi del FUS.

    Io non sono assolutamente a mettere tutto in un calderone. Riconopsco i diritti dei lavoratori dello spettacolo ma la musica Lirica e Sinfonica in Italia sono troppo bistrattrate sia come finanziamenti che come parte fondamentale del nostro patromonio su ci tutti i cittadino dovrebbero essere istruiti. Mi spiace ma gli esempi di Bollani e Rava non hanno rilievo nel panorama internazionale. Andate a Village Vanguard o allo Sweet Basil e chiedete se conoscono questi due musicisti o qualche usicista Italiano, vi rideranno in faccia. Andate in qualunque teatro straniero del mondo e chiedete della Scala o del maggio Musiclae o dell'Arena di Verona..sapranno bene di cosa si tratta. Questo non sigifica che che chi suona musica jazz o qualunque altro genere musicale debba essere sottopagato ( non lo è…i cachet dei jazzisti per esempio sono molto alti e non sempre meritati..ovvero a volte si pagano con i fondi pubblici  dei progetti che sono al limite dello scandaloso) o non debba avere tutele.
    Un conto sono tutelare chi lavoroa , altro e proteggere il nostro vero patrimonio.
    Chi viene in italia non sono solo ggggiovani con il sacco a pelo o squatter che dormono nelle piazze. C'è tutto un pubblico colto che viene in vacanza in Italia anche in iverno proprio per assistere agli spettacoli dei nostri teatri.

    Commento di anonimo — 8 Aprile 2011 @ 11:05

  68. Lavitaagra, lo vuoi capire che da anni le Fondazoni e chi ci lavora fanno già molta fatica a difendersi dagli attacchi della politica e dai tentativi di scalata dei bulimici privati nelle cui grinfie dovrebbero cadere secondo i vari Tremonti,  Nastasi & co.?

    Ma poi, alla fine la realtà è molto ben centrata ed esemplificata da questa frase presa dal commento #165:

    L’estensione dei diritti del lavoro al mondo dello spettacolo, per cui tutti ci battiamo, non ha nessuna possibilità di realizzazione se quei diritti evaporano dove si erano affermati, se il lavoro viene posto sotto ricatto anche laddove è storicamente più forte.
     
    Di conseguenza,continuare pure a recriminare a vanvera, affibbiando ai lavoratori delle Fondazioni colpe che non hanno, i distruttori della vita musicale italiana è proprio questo che vogliono (come se poi nelle fondazioni avessimo il potere di decidere il FUS… mah… è così difficile capire che una lotta del genere o la si fa TUTTI INSIEME, o non si ha la benchè minima speranza? Ma alla fne viene da pensare che in realtà a certe persone interessi solo lamentarsi e recriminare, fa più figo).

    Quanto all'argomento preferito di lavitaagra, cioè mettere in discussione l'importanza della lirica per l'Italia e quella dell'Italia per la lirica, mi limito a rilevare solo il fatto che in qualunque altro paese europeo e, più in generale, in qualunque democrazia degna di definirsi tale, i teatri d'Opera vengono finanziati dai Governi in maniera molto ma molto più consistente di quanto non succeda in Italia, e soprattutto non sono oggetto di ignobili attacchi come succede qui.
    A nessuno, in Francia come in Olanda, Svezia, Portogallo, ecc ecc. passa per la testa di infamare questo genere di arte come succede regolarmente da noi.
    Eppure, ti piaccia o no, la lirica è nata, si è sviluppata ed ha toccato molte delle sue massime vette PROPRIO IN ITALIA (non credo si possa dire lo stesso per il jazz, tanto per dire), e se questo secondo te non deve essere motivo suffciente per concentrarvi chissà quali sprechi, allo stesso tempo è una realtà che rende ancora più assurdo il fatto che PROPRIO IN ITALIA il melodramma debba essere così bistrattato. 

    Commento di anonimo — 8 Aprile 2011 @ 11:25

  69. @179

    Sono daccordo con te:

    1) Tutele e diritti per tutti uguali per tutti i lavoratori

    2) Assolutà priorità alla Lirica , Sinfonica e Cameristica che l' Italia fa ridere per come le tratta rispetto agli altri paesi esteri.

    Qua c'è un bel video di un discorso che ha fatto 5 giorni fa alla Casa Bianca l'attore  Kevin Spacey sull'importanza dei finanziamenti pubblici alle arti e alla produzione culturale. Negli  USA in questo momento i repubblicani stanno proponendo mozioni al Governo che riguardano tagli alle orchestre e ai teatri d'Opera . La Boston Symphony sta rischiando di chiudere  …quando parla dell'Italia parla di Puccini, Verdi e dei nostri teatri d'Opera.

    http://www.youtube.com/watch?v=UWjR25cXy0s

    Mi spiace ma l'Italia nel mondo è famosa per questo…Puccini, la pizza. Verdi, la pastasciutta…La scala ecc ecc

    Commento di anonimo — 8 Aprile 2011 @ 11:28

  70. Checco scrive :
    "io non ho mai firmato alcun CDS!"

    10 domande al Checco scaligero

    Visto che qua scrive un rappresentante SLC CGIL Scala, che non ha MAI FIRMATO NESSUN CDS  gli vorremmo proporre 10 domande che riguardano proprio certi aspetti della sua militanza e posizione di  responsabilità all'interno della sigla sindacale piu' importante d'Europa.
    Capiamo bene che il checco si occupa principalmente di problemi Scala, ma siccome su questo blog penso che abbiamo sviscerato ormaiproblemi che vanno ben oltre la situazione scala credo,  sia utile tirare le somme. Queste domande sono a senso generale  e non necessariamente si riferiscono alla storia del teatro di genova . Per favore Checco evitaci le tue solite risposte sulle quali ti è già stato abbondantemente chiarito TIPO :

    1) I CDS sono il "male minore"

    2) I CDS sono stati votati democraticamente e in totale trasparenza dalla maggioranza dei lavoratori

    3) L'accordo degli autonomi non ha funzionato

    4) Se non firmavano i CDS la fondazione chiudeva

    Premesso che tutte queste dichiarazioni  sono state sviscerate TI CHIEDIAMO DI RISPONDERE in semplice qualità di rappresentante aziendale a queste domande , senza necessariamente doverti riferire alla situazione di genova.

    1) Ritieni che la firma DI ACCORDI SEPARATI sia un buon esempio di relazioni industriali che la SLC CGIL persegue come modello nel suo statuto?

    2) l'estensione dei diritti del lavoro al mondo dello spettacolo , per cui la CGIL si batte, ha possibilità di realizzazione se quei diritti evaporano dove si erano affermati e se il lavoro viene posto sotto ricatto anche laddove è storicamente piu' forte? 

    3) In qualità di  Rappresentate Sindacale accetteresti di avere relazioni industriali che riguardano la Scala  con il figlio della Moratti , solo perchè figlio del presidente del CDA del tuo teatro

    4) Consideri democratico l'uso della consultazione di voto da parte dei lavoratori anche se non appoggiata dalla RSU o dall'unanimità delle OOSS e consideri altrettanto trasparente ricorrere al voto semplicemente via e-mail in cui si possono facilmente falsificare le identità di chi vota?

    5) La CGIL in Scala ha la maggioranza degli iscritti. Se un bel  giorno la Moratti + Ermolli + Lissner decidessero per salvaguardare il debito patrimoniale Scala…che sappiamo ammonta  ad oltre 20 milioni di euro (dati MIBAC)….ebbene se costoro tramite l'appogio di CISL-UIL -FIALS e CUB decidessero di fare una "consultazione democratica" tra lavoratori proponendo il taglio del 40% del personale ..e i lavoratori spaventati dai giornali e dal martellamento delle suddette sigle sindacali che minacciano di chiusura votassero SI , come pensi reagirebbe aziendalmente la CGIL?

    6) Se all'indomani di questa ipotetica  votazione  in Scala,  l'accordo firmato dai rapresentanti fosse diverso da quello votato dai lavoratori  e tenuto BEN nascosto a tutti,  come reagirebbe la CGIL Scala?

    7) Ritieni che professori d'orchestra, ballerini, artisti del coro, tecnici e maschere  siano  da considerare lavoratori "specifici" ( come dichiarato in tempi meno sospetti da Susanna Camusso) perchè parte integrante di uno spettacolo e quindi lavoratori soggetti a discipline differenti dalla produzione industriale e il terziario, pertanto mettere in cassa integrazione loro è come mettere in cassa integrazione lo stesso  spettacolo lirico?

    8) Consideri le mozioni di minoranza e maggioranza CGIL facenti parte di una unica linea nazionale alla quale nessuno puo' prescindere ne localmente , ne unitariamente?

    9) Come professore d'orchestra e rappresentante sindacale, ritieni che il tuo contratto che hai firmato al momento dell'assunzione possa essere in qualunque momento reso nullo da licenziamenti in base all'interpretazione di DEROGHE di altre tipologie di lavoro non facenti parte la fisionomia e la strttura della contrattazione colletiva nazionale? (non importa se non sei informato sulla natura giuridica della questione  rispondi semplicemente si o no, grazie)

    10) Come rappresentate sindacale e militante ritieni che il CCNL e i diritti dei lavoratori dello spettacolo debbano essere salvaguardati su tutto il territorio nazionale o solo in Scala?

    Rispondi se vuoi e se poi. Ripeto non necessariamente queste domende debbono riferirsi alla questione genovese.

    Grazie

    Commento di anonimo — 8 Aprile 2011 @ 13:48

  71. 179, 180 e 181, mi rendo conto che è impossibile proseguire una discussione in cui ciascuno, dal suo punto di vista, ha ragione da vendere.
    La questione è semplice: voi, in base a una centralità tutta da dimostrare e gustificata da motivazione storiche e di primato culturale, volete che tutto rimanga com'è e anzi che vi sia un aumento del FUS.
    Io pure, e come me migliaia di altri addetti ai lavori che sono la maggioranza anche se intermittenti, chiedo un sostanzioso aumento del FUS ma semplicemente mi auspico che vi sia una più equa distribuzione dei fondi come avviene in tutti i paesi europei (chissà perché poi si ostinano anche loro a darli alla lirica pur non avendola inventata? bah…vuoi vedere che in ciascuno di quei paesi la storia del teatro musicale ha preso una sua strada autonoma e loro pure hanno creato qualcosa da questo punto di vista?).
    Una situazione del genere sanerebbe una profonda ingiustizia che io critico in primo luogo in veste di cittadino e fruitore di musica, e cioè che la maggioranza dei fondi vada a una sola forma di musica fruita da una minornza di cittadini oppure da turisti stranieri attirati, io direi, piuttosto dallo scenario (Arena o Scala) che dai contenuti musicali (andate a chiedere agli appassionati quanti e quali sono gli spettacoli degni di interesse realizzati in Italia in rapporto a ciò che avviene solo in Europa).
    Poi sottolineo solo due cose:
    – è diverso dire che alcuni Festival di musica antica hanno ricevuto finanziamenti del FUS e dire, come ha fatto il 138 al quale rispondevo, che vi fosse una relazione virtuosa tra l'attività delle Fondazioni e un presunto indotto rappresentato dai complessi di musica antica.
    – non so quali siano le fonti del 179 ma se le sue affermazioni si reggono su quello che sente dire nei club di NY è chiaro che forse non si conoscono musicisti italiani che suonano lì regolarmente per il fatto stesso che vivono in Italia e non a New York.
    Il jazz vive ormai da almeno mezzo secolo di un circuito di festival europei e americani, più o meno sostenuti dal finanziamento pubblico, i quali ospitano ormai regolarmente musicisti di tutto il mondo giacché il jazz ormai è divenuto una musica dalle mille forme, ognuna legata ai luoghi e alle culture nelle quali viene prodotta.
    In questi festival i musicisti italiani ed europei suonano regolarmente nonostante non siano gli "inventori" di questo genere di musica.
    Che se si dovesse seguire il vostro ragionamento forse i festival di jazz andrebbero finanziati solo in Africa e poi in America.
    E ricordatevi che fu un italiano (il solito furbacchione) a proclamarsi l'inventore del jazz, Nick La Rocca, quando fu solamente il primo che ne incisa una qualche forma su un disco!
    Evidentemente gli italiani c'hanno sta fissa di aver inventato tutto!

    Detto questo vi lascio a dormire nel vostro orticello in compagnia dei turisti tedeschi e giapponesi e me ne torno nel mio centro sociale insieme ai freakettoni bonghisti e saccopelisti.

    Commento di lavitaagra — 8 Aprile 2011 @ 20:04

  72. Ma soprattutto, se devi usare il linguaggio di Brunetta, il confronto non inizia nemmeno.

    "Carrozzoni". Una stiupida espressione, usata talmente a sproposito dai più beceri politici e dai servo-giornalisti leccaderetano, talmente abusata da chi si rifiuta di usare il cervello per capire qualcosa, che ormai mi suscita istinti omicidi solo a leggerla.
    Da abbinare a "paga Pantalone" e mandare al macero, insieme a chi ancora la usa.

    Commento di anonimo — 11 Aprile 2011 @ 01:53

  73. Va bene, allora sostituiamo "carrozzoni elefantiaci" con "produzioni elefantiache" e proseguiamo il confronto nel merito delle critiche che ho posto.

    Quanto a Brunetta certo il suo linguaggio non l'ha inventato lui, sono cose che si dicono da sempre anche in ambiti assai lontani dal suo (che, non dimentichiamolo, viene comunque dal PSI).
    Il termine "carrozzone" è usato in varie accezioni e, già in tempi non sospetti, come sinonimo di Ente Pubblico in cui si generano atteggiamenti clientelari, corruzione, assenteismo, organici gonfiati e via dicendo.
    Si usa anche per indicare quello del vincitore ed indubbiamente, visto il silenzio dei lavoratori delle Fondazioni negli anni in cui nessuno li toccava mentre fuori dilagavano precariato e flessibilità a tutto andare, mi rendo conto che ora bruci assai esserne stati buttati giù.

    Commento di lavitaagra — 11 Aprile 2011 @ 22:36

  74. Non so dove il 201 abbia letto tutte le cose che dice.
    Io non mi lamento di non avere un lavoro, non ho mai dato dei ladri ai musicisti che lavorano nelle Fondazioni e non difendo o sostengo alcun caporale o mafioso a Parma o altrove, ci mancherebbe.
    Nè peraltro si capisce come faccia a sapere il 201 per chi ho votato negli anni passati, ammesso che io abbia votato.
    Semplicemente penso che anche gli intermittenti della musica e dello spettacolo debbano godere di diritti di cui attualmente in Italia non godono e dei quali invece è possibile usufruire in Francia o altrove.
    E dico che mi piacerebbe che gli stabili si battessero in contemporanea per i loro diritti e per quelli degli intermittenti e la smettessero, come il 201 dimostra per l'ennesima volta, di parlare di invidia, concorsi e centralità del loro ruolo nell'ambito della cultura italiana.
    Le mie peraltro sono posizioni largamente condivise nel mondo degli "esclusi" dal FUS, un mondo nel quale vi sono musicisti e artisti di tutti i generi e di tutti i livelli.

    Commento di lavitaagra — 14 Aprile 2011 @ 10:42

  75. Saluti per la condivisione delle informazioni con noi su ilsottoscala.noblogs.org .

    Commento di escort girl pas chere — 9 Giugno 2013 @ 14:13

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    Commento di hello — 8 Luglio 2014 @ 14:49

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    Commento di hello — 8 Luglio 2014 @ 20:13

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