Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

21 Dicembre 2011

Scala, Barenboim cambia scaletta per aggirare lo sciopero dei coristi

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 00:51

La protesta era stata proclamata per il diverso trattamento economico rispetto alla Filarmonica Ma il direttore, pur di salvare la serata, ha inserito brani che non prevedono la presenza del coro Daniel Barenboim.       

Scala, Barenboim cambia scaletta per aggirare lo sciopero dei coristi.
La Scala sciopera e la serata salta. Poi il contrordine: il concerto si farà, ma con altre musiche. Complessa la situazione che si è determinata nel tempio milanese della lirica. Ma lo spettacolo in calendario per domani sera è salvo, anche se è cambiato il programma.

Riassumendo le puntate precedenti: domenica i coristi dellla Cgil avevano indetto uno sciopero per protestare contro una situazione che da tempo provoca malumori. La Filarmonica della Scala è infatti un ente privato, nel quale però lavorano musicisti scaligeri: quando la Filarmonica va in scena assieme al coro, i coristi fanno notare che viene adottato un trattamento a loro dire ingiusto, perché mentre loro lavorano a contratto, gli altri ricevono un supplemento. La diatriba si trascina da tempo e dà spesso origine iniziative di protesta.

Così è successo per il concerto che domani sera doveva concludere il ciclo Beethoven-Schoenberg e che prevedeva l'esecuzione della Kammersymhonie di Scheonberg e della Nona di Beethoven: i coristi hanno non canteranno. E allora? Daniel Barenboim ha tagliato la testa al toro, cambiando il programma di sala e inserendo, al posto della Nona, l'Ouverture n.3 Leonore e il Concerto n.5 per pianoforte e orchestra
'Imperatore' (pianista Maurizio Pollini), che non prevedono la presenza del coro.

La Filarmonica definisce uno sciopero "che lascia stupiti" quello indetto dai coristi. In una nota dell'orchestra si parla di "un'iniziativa sindacale di lavoratori contro altri lavoratori che agiscono – peraltro da trent'anni – in conformità con la legge vigente e in ottemperanza agli impegni assunti con la Fondazione. Impegni che anche oggi intendiamo rispettare".
(19 dicembre 2011)      La Repubblica          Scala, Barenboim cambia scaletta per aggirare lo sciopero dei coristi

Colpo da maestro di Barenboim. Aggira lo sciopero cambiando scaletta

Lo sciopero dei coristi della Cgil stava per far saltare il concerto del 21 dicembre alla Scala. Ma il direttore Daniel Barenboim sfodera, è proprio il caso di dirlo, un colpo da maestro: aggira lo sciopero e cambia la scaletta. In questo modo non sarà essenziale il ruolo del coro.

Lo sciopero dei coristi della Cgil stava per far saltare il concerto del 21 dicembre alla Scala. Ma il direttore Daniel Barenboim sfodera, è proprio il caso di dirlo, un colpo da maestro: aggira lo sciopero e cambia la scaletta. In questo modo non sarà essenziale il ruolo del coro. La Filarmonica è comunque stupita per «lo scenario inedito di un’iniziativa sindacale di lavoratori contro altri lavoratori che agiscono, peraltro da trent’anni, in conformità con la legge e in ottemperanza agli impegni assunti con la Fondazione. Impegni che anche ora intendiamo rispettare».
La Filarmonica è stata fondata nel 1982 da Claudio Abbado con i musicisti scaligeri: un’attività autonoma «riconosciuta da una legge del dicembre 1992 e regolata da un decreto legge del 1994». «In questo quadro normativo – spiegano gli orchestrali – è stata stipulata tra la Fondazione Teatro alla Scala e la Filarmonica della Scala una convenzione in base alla quale, a fronte della disponibiltà della sala per la realizzazione della sua propria stagione di concerti ed ai permessi per le tournee, la Filarmonica della Scala è tenuta a corrispondere a titolo gratuito alla Fondazione Teatro alla Scala la disponibilità dei professori d’orchestra per la realizzazione dell’intera stagione Sinfonica del Teatro e di alcuni concerti speciali».
Il risultato è che «in questi 30 anni – conclude – la Filarmonica della Scala ha realizzato un’intensa attività con tutti i più prestigiosi direttori d’orchestra ed ha contribuito allo sviluppo dell’attività del Teatro alla Scala creando una realtà sinfonica di respiro internazionale. Ma ha anche promosso un’idea di cultura vicina ai cittadini e impegnata nello sviluppo sociale e civile del territorio attraverso iniziative come le prove aperte per il volontariato».

IlGiornale.it    di

13 Comments »

  1. Perchè non si dice pure che:
    1) l'attività sinfonica la Scala non deve delegarla in toto ad una associazione privata, solo perchè conviene economicamente, in fondo riceve finanziamenti ubblici per farla, o no?
    2) i Professori d'orchestra della Scala dovrebbero ricordarsi ogni tanto di essere dipendenti Scala prima che Filarmonici
    3) dovere della Scala e dei sindacati sarebbe rendere accessibile a tutta la Scala la conoscenza nel dettaglio, anzi la affissione in bacheca di questa Convenzione che regola i rapporti di tutta la Scala con una associazione privata. E chi la ha mai vista? Tiratela fuori!
    4) chi si loda s'imbroda…pertanto prima di dichiarare di aver accresciuto il valore e bla…bla…bla… domandarsi…ma se non fossi scaligero potrei essere filarmonico (con queste assolute corsie preferenziali)?

    Commento di anonimo — 21 Dicembre 2011 @ 02:39

  2. A SCALA E LA FILARMONICA

    SE IL CORO È IN SCIOPERO

     

     

    I ndipendentemente dalle incerte conseguenze immediate, con lo sciopero indetto dalla Cgil per domani – che vede schierato il coro contro l' orchestra – si apre una controversia sul ruolo assunto dalla Filarmonica della Scala. Lo sciopero intendeva far saltare l' ultimo appuntamento del ciclo di concerti Beethoven Schoenberg diretti da Barenboim. Ma l' «acrobatico» cambio di programma di ieri sera sembra aver disinnescato (per ora) le conseguenze: è stata tolta dal programma la IX sinfonia, che prevedeva l' uso del complesso vocale. Lo sciopero è stato voluto da un paio di decine di coristi della Cgil nel corso di un' assemblea. Ma al netto dei retropensieri che caratterizzano la Bisanzio di via Filodrammatici, muove da un motivo di fondo: la Filarmonica ha cancellato, negli anni, la stagione sinfonica della Scala. E poiché chi guadagna da questa situazione sono solo gli orchestrali, i coristi (e gli operai) della Scala hanno deciso di porre dei paletti. Da trent' anni esiste una convenzione, rinnovata anche di recente, che consente agli orchestrali dipendenti della Fondazione Teatro alla Scala di fare concerti sinfonici (alla Scala e in tournée) come fondazione privata Filarmonica della Scala. Sono gli stessi ma, una sera ogni tanto, con una diversa divisa. Quando suonano per la Filarmonica risultano in riposo da dipendenti e «ripagano» la Fondazione teatro alla Scala «restituendo» dei concerti: nell' ultima stagione 17 dei 45 effettuati. Ma gli orchestrali sono circa 150 degli 800 dipendenti Scala: come si tengono buoni gli altri nelle 45 serate? Parte degli operai viene retribuita per montare i leggii, aspetto che faceva imbestialire l' ex sindaco Albertini. I coristi avevano fondato un loro Coro filarmonico, ma si è dissolto. Tagliati fuori, hanno aspettato l' occasione di rivalsa. Il programma scelto da Barenboim per domani prevedeva l' uso del coro, scelta necessaria per finire il ciclo Beethoven. Solo che loro sono stati chiamati a fornire la prestazione come normali dipendenti Scala mentre gli orchestrali come filarmonici, ovvero prendendo emolumenti privati (oltre al corrispettivo giornaliero di stipendio). Da qui lo sciopero. «La stagione sinfonica è praticamente tutta appaltata alla Filarmonica, che è un' associazione privata – ha spiegato la Cgil -: c' è chi lavora pagato da contratto e chi è pagato due volte». «Vorremmo maggiore equilibrio nella programmazione», aggiunge il delegato, sempre Cgil, dell' orchestra. La risposta della Filarmonica ha sottolineato la divisione tra lavoratori: «Lascia stupiti lo scenario inedito di un' iniziativa sindacale di lavoratori contro altri lavoratori che agiscono in conformità con la legge vigente e in ottemperanza agli impegni assunti con la Fondazione». La controversia non sarebbe circolata nel cda Scala di ieri presieduto dal sindaco Pisapia e senza il consigliere-ministro Corrado Passera, che dovrebbe essere sostituito nei prossimi giorni da Giovanni Bazoli. Ma il problema resta. Perché se è vero che la legge 367 consente la formazione di gruppi privati per i dipendenti, va forse rinfrescata la convenzione, specie in un momento in cui la Fondazione Scala va ripetendo che «servono più investimenti pubblici».

    Panza Pierluigi

    Pagina 1
    (20 dicembre 2011) – Corriere della Sera

    Commento di anonimo — 21 Dicembre 2011 @ 08:04

  3. sono anni che che il coro fa questi concerti con la Filarmonica!!!!!!i sindacati tutti dove erano?o a qualcuno conviene fare della demagogia gratuita!!!come ala solito ci sono principi che sono assolutamente condivisibili ma modi che ci danneggiano e fanno in modo che la direzione faccia tutto quello che vuole…. stiamo perdendo tutti

    Commento di anonimo — 21 Dicembre 2011 @ 09:38

  4. puo' anche darsi che qualche corista si sia rotto le palle…visto che parte da loro questa protesta…e il segretario sia stato "acchiappato" per i coglioni dalla rsa…comunque è condivisibile questa protesta.

    Commento di anonimo — 21 Dicembre 2011 @ 09:51

  5. Cari Artisti del Coro della Scala….vi do un consiglio, prendete esempio dai vostri colleghi di Genova iscritti allo SNATER che prima fanno la guerra alla CGIL …e avete letto i posto ALTAMENTE OFFENSIVI scritti sinora contro i sindacalisti e iscritti CGIL del Carlo Felice e adesso vanno a sedersi ai tavoli assieme a loro per bastonare e licenziare gli altri lavoratori. La strategia di allearsi con chi opportunamente fa comodo paga. Il problema è che questi PEONES non hanno ancora capito che la CGIL  sta usando LO SNATER  per fargli fare da ariete nella cacciata di Pacor! E già la CGIL non puo' schierarsi SFACCIATAMENTE A FAVORE DEL PEGGIOR sindaco d'italia, della figlia corrotta del suddetto Sindaco, dell'assessore Ranieri ignorante come una capra. 
    La CGIL  ha bisogno di PEONES e di banderuole da usare come cani ammaestrati. FUORI PACOR AL GRIDO DEI PEONES …nonstante  tutti sappiamo bene che non serve ad un cazzo perchè LE VERE RESPONSABILITA'  DEL DISASTRO DEL CARLO FELICE SONO PRORPIO DEL CDA…Maifredi, Vincenzi, lavatelli & C…gli stessi GUARDA CASO CHE DA UN ANNO ASSIEME ALLA CGIL VOGLIONO LA CACCIATA DI PACOR . 

    Ma ai Peones questo non importa l'importante è fare gli opportunisti. Non importa se ci allea con chi ti ha tenuto la testa nel water per oltre un anno votando i CDS. Non importa se ci allea con chi ha già preso accordi sui licenziamenti. Forza Peones è arrivato il vostro momento!

     

    P.S. Difatti se ben vedete hanno smesso di scrivere su questo blog da un po'…come mai?? 

    Commento di anonimo — 21 Dicembre 2011 @ 13:22

  6. Al collega del post n.° 5

    Premesso che è particolarmente curiosa la tua attribuzione ai coristi del Carlo Felice dei post offensivi verso la Cgil, evidentemente avrai informazioni di prima mano di cui io non dispongo.
    Considerato che se hai notato qui non interessa molto delle vicende di Genova, tranne ai colleghi della CUB della Scala (approfitto per salutare gli amici Roberto e Nicolas).
    Condividendo, anche se con toni ed eventualmente con termini diversi dai tuoi, le valutazioni sull'operato della sindaco di Genova, dell'assessore Ranieri, Maifredi amici & C., e constatando la miserevole situazione economico-finanziaria-artistica-organizzativa e lavorativa in cui versa il Carlo Felice in particolare dopo l'introduzione degli ammortizzatori sociali.
    Ma queste sono cose che dicevamo già ad agosto dell'anno scorso, soli contro tutti, attaccati da tutte le parti, politica, confederali, organi di stampa ecc. come zotici o sfascisti, irresponsabili e colpevoli di false propagande atte a voler mantenere oscuri privilegi, incapaci di vedere lontano.
    I risultati, purtroppo, sono sotto gli occhi di tutti; sempre che interessi o si abbia voglia di guardare.
    Ma tornando in tema, mi permetto di dirti, sapendone forse qualcosa più di te, che lo Snater non ha alcuna alleanza con Cgil, Cisl o Uil, ed è tuttora impegnato contro i contratti di solidarietà che, a differenza del gruppo coro, di parte degli amministrativi, e parte dell'orchestra, sono invece apprezzati da molti altri lavoratori e colleghi; e non voglio entrare nel merito delle motivazioni perchè in molti casi dovrei stendere un velo pietoso.
    Detto questo, chi vorrà la "cacciata" di Pacor, sarà obbligato a metterci la sua, di faccia, perchè lo Snater a questi giochetti non si presta, non essendo composto da fini intellettuali, ma non essenso nemmeno la congrega degli "scemi del villaggio" che dipingi tu. L'opportunismo lo si lascia volentieri ad altri, così come il giocare con i licenziamenti altrui, di cui tu solo, al momento, hai notizie certe; le sopra citate fonti di prima mano, appunto.
    Nel momento che vorrai produrci questa documentazione top secret, e le prove di questi sordidi accordi sottobanco con la Cgil o altre rappresentanze sindacali, sarò felice di mettermi a tua completa disposizione, anche se ritenuto cane ammaestrato, peone ecc.
    A proposito, tu come ti chiami?
    Cordialmente,

                                                                      Alessandro Illustro
                                                              Segreteria Nazionale Snater

    Commento di seestrasse — 21 Dicembre 2011 @ 15:13

  7. Premesso che evidentemente ogni pretesto è buono per spargere un po' di insulti gratuiti, è molto facile rispondere alle due principali illazioni.

    Tutte le persone che nei mesi passati hanno usufruito dello spazio gentilmente concesso dagli amici della CUB della Scala per fare conoscere le porcate che avvenivano per fare passare i fallimentari Contratti di Solidarietà, non hanno smesso di consultare con vivo interesse questo importante blog, ma semplicemente hanno ritenuto inutile se non controproducente inserirsi di continuo in discussioni non incentrate sulla situazione Genovese, anche se devo dire non sono mancati accenni per esempio nel post dedicata un po' di settimane fa alla situazione del Maggio Musicale Fiorentino, interventi evidentemente sfuggiti al nostro zelante delatore…

    Inoltre mi hanno riferito che non più tardi di due giorni fa si è svolta l'ennesima riunione a tavoli separati da Pacor, quindi, a prescindere di colloqui personali di cui non ho contezza, la posizione dello SNATER resta ben definita. Ricordo che noi dello SNATER abbiamo aderito in massa alla causa contro i CDS. Quando NOI iscritti SNater decideeremo che il nostro sindacato proceda a sfiduciare Pacor, di certo non sarà per fare un favore alla CGIL, ma per una nostra precisa posizione personale, della quale  non intendiamo rivarci solo perché potrebbe avvantaggiare la concorrenza.

    Un iscritto SNATER di Genova!!!!

    Commento di anonimo — 21 Dicembre 2011 @ 16:49

  8. 20/12/11

    GIORNO – CARLINO – NAZIONE

    IL COMMENTO – LA SCALA SENZA PACE

    LA SCALA SENZA PACE

    È GIÀ PASSATA la magia del Don Giovanni. A due settimane dal trionfo del capolavoro mozartiano firmato Robert Carsen, i dipendenti della Scala tornano a scioperare. O meglio, stavolta è la Cgil a fare la voce grossa con la Filarmonica: salta l'attesissima Nona sinfonia di Beethoven, con il neo direttore musicale Daniel Barenboim costretto a fare i conti con l'ennesima agitazione del 2011.11 motivo? Storie tese tra il coro e l'ensemble indipendente, fondata nel 1982 dal maestro Claudio Abbado e composta in gran parte da orchestrali del teatro milanese. Peccato che quella che avrebbe dovuto essere un'iniziativa unitaria, già preannunciata nell'immediato dopo-Prima, si è trasformata in una sortita solitaria del sindacato «rosso», che ha deciso di andare avanti nonostante il sovrintendente Stéphane Lissner abbia già convocato un incontro ai primi di gennaio per ascoltare le ragioni dei cantanti. L'apertura del manager francese, che in questi giorni sta perfezionando il dossier per l'autonomia gestionale del Piermarini, è bastata agli altri sindacati. Non alla Cgil, però. I PRIMI a chiedersi «perché?» sono proprio tanti membri del coro, consapevoli che il nodo Filarmonica – la cui presenza in teatro è ritenuta troppo invasiva – non può essere certamente sciolto in una settimana, a pochi giorni dal Natale; basti ricordare che la convenzione tra la Scala e l'associazione indipendente dura da decenni. Insomma, la maggioranza del coro – la decisione è stata presa durante l'assemblea alla quale erano presenti meno di quaranta membri su un organico di 105 – è convinta che questa agitazione non farà altro che peggiorare le relazioni interne al teatro. La cui dirigenza, peraltro, ha deciso di rispondere cambiando il programma e quindi confermando lo speuacolo: la Nona di Beethoven è stata sostituita da altri due brani del compositore tedesco, con il pianista Maurizio Pollini sul palco. Muro contro muro. Con «uno scenario inedito – sottolinea un comunicato ufficiale della Filarmonica – di un'iniziativa di lavoratori contro altri lavoratori». Coro versus orchestra, in poche parole. Una rivalità vecchia quanto la Scala. Un fiume carsico che periodicamente riaffiora in superficie. E la linea dura della Cgil non aiuta a rassenerare gli animi. Proprio in un momento decisivo per il futuro del teatro, che aspira legittimamente a dotarsi di una forma organizzativa speciale che garantisca certezza di fondi pubblici e più libertà di azione nel rapporto con i soci privati. La conclusione? Di questo sciopero nessuno sentiva il bisogno. ***

    Commento di anonimo — 21 Dicembre 2011 @ 17:20

  9. http://www.ilsole24ore.com/

    Notizie > Italia
    Approvato il nuovo statuto del Teatro alla Scala, un altro passo avanti verso l'autonomia

    La Fondazione Teatro alla Scala ha fatto un ulteriore importante passaggio tecnico verso l'autonomia: l'approvazione dello statuto necessario per il riconoscimento del nuovo status giuridico. Un sospiro di sollievo per il sovrintendente che non più tardi di due settimane fa ha lanciato un accorato appello per il futuro della prestigiosa istituzione. Oggi infatti si è riunita l'assemblea della Fondazione per discutere la bozza di statuto approntata in conformità alle disposizioni previste dal regolamento attuativo (DPR 19 maggio 2011 n.17) della legge Bondi sulla riforma della fondazioni lirico-sinfoniche.

    L'assemblea ha approvato la bozza di Statuto a maggioranza con la sola astensione, per prassi, del ministero per i Beni e le attività culturali e della Provincia di Milano e, successivamente è arrivato il via libera del Consiglio di amministrazione. La bozza verrà quindi sottoposta alla valutazione del Ministero, per ottenere il riconoscimento della Forma organizzativa speciale.

    E così dopo decenni di frustranti auspici, questo progetto arriva finalmente a compimento. Il primo a parlare di autonomia della Scala è stato Paolo Grassi, il sovrintendente che nel 1972 ha sostituto il suo storico predecessore Ghiringhelli (che era in carica dalla ricostruzione del teatro dopo la Seconda guerra mondiale). Grassi, già fondatore, con Giorgio Strehler, del Piccolo di Milano, ha sempre portato avanti l'idea del teatro come bene pubblico, non riservato solo a pochi fortunati. E lo ha fatto anche con la Scala, tempio mondiale del teatro d'opera, che ha lasciato nel 1977 per diventare presidente della Rai.

    Quarant'anni dopo, l'attuale sovrintendente Stephane Lissner, porta a compimento il sogno di Grassi dopo una lunga attesa che si è conclusa grazie a due passaggi fondamentali. Il primo, nel maggio 2010, il decreto Bondi di riforma degli enti lirico-sinfonici. Il secondo, nel maggio 2011, il via libera definitivo del Consiglio dei ministri al primo regolamento attuativo di questa legge Bondi, che prevede una forma organizzativa speciale per i teatri virtuosi: la Scala di Milano e l'accademia di Santa Cecilia a Roma.

    Ma quali sono i vantaggi? In pratica i due enti non saranno sottoposti alla tagliola e alle incertezze del Fus (fondo unico dello spettacolo) e potranno contare su contributi triennali garantiti e programmare i cartelloni in tutta tranquillità. La legge parla infatti di «erogazione del contributo statale sulla base di programmi di attività triennali corredati dei relativi budget preventivi». E, in caso di eventuali tagli alla cultura, garantisce fondi «almeno pari alla percentuale conseguita dalla medesima fondazione in occasione dell'ultima assegnazione precedente» all'autonomia. Un secondo vantaggio dell'autonomia è «la facoltà» di negoziare direttamente con i sindacati «un autonomo contratto di lavoro che regoli all'unico livello aziendale» tutte le materie dell'intesa nazionale.

    Per ottenere questi vantaggi, la Scala ha dovuto rispettare alcuni rigorosi parametri artistici ed economici imposti dal Mibac: specificità della fondazione nella storia della cultura operistica italiana; assoluta rilevanza internazionale; eccezionale capacità produttiva; pareggio di bilancio per almeno quattro volte consecutive negli ultimi cinque esercizi; rilevanti ricavi propri; significativo e continuativo apporto finanziario da parte di soggetti privati; capacità di attrarre sponsor dal 2008 in poi; entità dei ricavi provenienti da vendite e prestazioni non inferiore, nell'ultimo bilancio approvato, al 40% dell'ammontare dei fondi governativi.

    Quali sono i numeri della Scala? Il 2011, budget di 108 milioni di euro, si concluderà con 262 alzate di sipario; sei bilanci di fila in pareggio; 26 milioni di euro tra contributi privati e sponsorizzazion; ricavi da biglietteria, abbonamenti e altri guadagni propri per 36,1 milioni (contro 28-30 in arrivo dal Fus).

    Commento di anonimo — 23 Dicembre 2011 @ 22:44

  10. …un secondo vantaggio dell'autonomia è «la facoltà» di negoziare direttamente con i sindacati «un autonomo contratto di lavoro che regoli all'unico livello aziendale» tutte le materie dell'intesa nazionale…. ma il vantaggio di chi sarà? questo l'articolo non lo dice.

    Commento di anonimo — 28 Dicembre 2011 @ 21:07

  11. Chi vuole un posto da corista nel teatro alla scala…prego si accomodi…glielo lascio volentieri!
    Tanto, visto come si mettono le cose, sarà impossibile per nessuno arrivare alla pensione!!!
    Ah..non c'è bisogno che siate grandi musicisti…basta che siate d'accordo con le cretinate inventate da qualche regista a cui basta mettere una mima che mostri un po' di pelo..ed il resto è fatto!
    ed io sono d'accordo…..col pelo…ah ah!

    Condoglianze Artistiche

    Commento di anonimo — 9 Gennaio 2012 @ 18:05

  12. sport direct

    Scala, Barenboim cambia scaletta per aggirare lo sciopero dei coristi « Il Sottoscala

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