Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

17 Giugno 2010

…Qualcuno diceva :"occuperemo i teatri"!

Filed under: Uncategorized — Tag:, — Lavoratoriscala @ 22:28

IL DECRETO "BONDI ,KILLER DELLE FONDAZIONI  LIRICHE " PASSA AL SENATO . IL MINISTRO ESULTA come  HIGHLANDER : "NE RESTERA' SOLTANTO UNA !".

[SPETTACOLO] Decreto Fondazioni Liriche e Spettacolo. 30/04/2010
Clicca qui per scaricare il Decreto

 

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  1. a, 17 giu. (Apcom) – E' giusta la mobilitazione dei lavoratori dello spettacolo contro il decreto Bondi sulle fondazioni liriche. Lo dice Vincenzo Vita, vicepresidente della commissione Cultura del Senato. "Sono in corso in varie parti d'Italia – afferma in una nota l'esponente democratico – agitazioni contro il decreto Bondi sulle fondazioni lirico-sinfoniche. Purtroppo il testo uscito dal Senato è risultato persino al di sotto di quello varato a maggioranza dalla commissione Cultura di Palazzo Madama. La mobilitazione è, dunque, assai motivata ed esprimiamo la nostra solidarietà ai lavoratori dello spettacolo".

     

    Commento di AutoOrgScala — 17 Giugno 2010 @ 22:35

  2. oma, 16 giu. – (Adnkronos) – Via libera del Senato al decreto Bondi sulle fondazioni liriche. A favore la maggioranza di Pdl e Lega con 142 sì, contrarie le opposizioni con 109 no e tre astenuti.

     
    Adesso il testo approda alla Camera dove dovrebbe arrivare in commissione Cultura, tra domani e venerdì, e il 21 giugno in Aula, rispettando così i tempi tecnici per la sua conversione in legge che scadono il 29 giugno prossimo. Ma la strada potrebbe essere in salita e si ventila il ricorso alla fiducia.

     

     
    Alcuni emendamenti al decreto sui quali c'era stato un accordo tra governo, Fondazioni e sindacati non sono passati. Quello che prevedeva, ad esempio, il taglio dell'integrativo al 5% anziché al 50 per i lavoratori delle Fondazioni (articolo 3 comma 4) vincolato alla stipula entro un anno del nuovo contratto collettivo è stato bocciato dalla commissione Bilancio.

     

     
    Il taglio è stato portato al 25% ma è stato spostato il termine per la stipula del contratto a due anni. Anche quello che portava al 30% dell'organico il limite delle assunzioni a tempo determinato da parte delle Fondazioni, a copertura dei posti vacanti in organico, è stato bocciato dalla commissione Bilancio, lasciando così invariato il limite del 15%.

     

     
    ''Ho fatto quello che dovrebbero fare uomini di Governo seri e responsabili ossia non ignorare i problemi – ha affermato il ministro Bondi a proposito del decreto -: adottare criteri di efficienza e di trasparenza nell'uso del denaro pubblico, proporre una riforma che salvi nel nostro Paese la lirica dalla bancarotta, tutelando e rinnovando una delle tradizioni più importanti della cultura e della storia nazionale''.

     

     
    ''La maggioranza ha fatto quadrato su questi emendamenti -spiega all'ADNKRONOS il senatore del Pd Vincenzo Vita- e lo stesso ha fatto insieme alla Lega, che si e' tirata indietro sull'emendamento, appoggiato anche da noi, che stabiliva che i regolamenti andassero fatti d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni''.

     

     
    Alla Camera il decreto potrebbe trovare la strada in salita. Le opposizioni infatti sono sul piede di guerra e se i capigruppo di minoranza o anche di maggioranza chiedono due giorni in piu', la conversione in legge del testo varato dal Senato rischia di saltare.

     

     
    ''Si ventila l'ipotesi della fiducia'', afferma all'ADNKRONOS il deputato del Pd, Giuseppe Giulietti, membro della commissione Cultura di Montecitorio dove il decreto approdera' probabilmente domani e dove, sempre domani alle 14, e' prevista l'audizione del ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi. ''La Camera -prosegue Giulietti- non puo' essere il luogo di semplice ratifica di cio' che la maggioranza ha deciso al Senato. La questione delle Fondazioni liriche e' spinosa e complessa e non e' escluso che la discussione sul decreto sia in commissione che in Aula a Montecitorio sia articolata e non senza emendamenti''.

     

     
    Più distensivo l'atteggiamento del finiano Fabio Granata, capogruppo del Pdl in commissione cultura alla Camera, che afferma all'ADNKRONOS: ''Se il decreto avra' i cambiamenti auspicati che salvaguardino l'indipendenza degli Enti e Fondazioni, le professionalita' e il personale, allora si potra' garantire un percorso di rapida approvazione''.

    Commento di AutoOrgScala — 17 Giugno 2010 @ 22:39

  3. o fatto quello che dovrebbero fare uomini di governo seri e responsabili, ossia adottare criteri di efficienza e di trasparenza nell’uso del denaro pubblico e proporre una riforma che salvi nel nostro Paese la lirica dalla bancarotta”. Così il ministro per la Cultura, Sandro Bondi, ha commentato l’approvazione, ieri sera, da parte del Senato, del decreto diriforma delle fondazioni liriche, che ora è alla Camera dove ha tempo fino al 29 giugno per essere definitivamente convertito in legge. A Palazzo Madama il decreto ha perso l’articolo 5, che riguardava il cinema e, tra l’altro, inibiva quasi tutta la produzione a Cinecittà. Confermata invece per i ballerini la pensione a 45 anni, Ma chi ha raggiunto o superato questa soglia, per i due anni successivi all' entrata in vigore della legge, può esercitare l'opzione, rinnovabile annualmente, di restare in servizio fino al vecchio limite dei 52 anni per gli uomini e in 47 anni per le donne. Per le fondazioni liriche confermata la possibilità di autonomia, se rispondono a requisiti di corretta gestione, economicità e imprenditorialità, Confermati anche il blocco del turn over, regole nuove per le assunzioni, la stretta sul lavoro autonomo e la razionalizzazione del sistema di finanziamento statale (contributi assegnati sulla base di importanza culturale della produzione, regolarità gestionale , affluenza del pubblico). Ridotta al 25% (prima era al 50%) la perdita del trattamento economico dovuto alla contrattazione integrativa, se entro due anni dall’approvazione della legge non sarà firmato il nuovo contratto nazionale di lavoro (l’ultimo è scaduto da tre anni). Passa un emendamento bipartisan che consente alla Fondazione Petruzzelli (foto) di derogare al blocco delle assunzioni. L’Imaie, pur restando privato, opererà sotto la vigilanza congiunta della presidenza del Consiglio e dei ministeri dei Beni Culturali e del Lavoro. Del tutto insoddisfatti opposizioni e sindacati, per Silvano Conti, Cgil, il decreto è uscito peggiorato dal Senato. Per il senatore del Pd, Giovanni Procacci, “le fondazioni sono il nostro fiore all'occhiello. Eppure invece di trovarci davanti ad una strategia di crescita e di rilancio, ci troviamo dinanzi ad una logica che si adagia esclusivamente sui tagli". Oggi prima audizione del ministro Bondi sulla riforma delle fondazioni, alla commissione Cultura della Camera .

    Commento di AutoOrgScala — 17 Giugno 2010 @ 22:43

  4. Spettacolo: Giro, Eti ha fallito. Lavoratori, teatro Duse verso la chiusura

    ROMA – 17 GIUGNO 2010 – Interviene sulle polemiche innescate da sue precedenti dichiarazioni il sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Maria Giro, per precisare: "Non ho mai detto che l'Eti è in deficit, ma che ogni anno incassa contributi statali milionari per un servizio assai deludente, come dimostrano le lunghe trattative per le dismissioni del Teatro Duse (foto). L'Eti è un ente che ha fallito la sua missione".

    "Se vogliamo tenerlo in vita – aggiunge Giro – possiamo anche farlo. Vorrà dire che avremo l'ennesimo ente inutile per pagare qualche ricco stipendio e garantire qualche poltrona. Ma gli italiani, e soprattutto i cittadini, che hanno scelto e votato la nostra maggioranza, devono saperlo. E, nell'esibire i suoi contributi statali, l'Eti tace sull'annoso problema delle dismissioni dei teatri". "Inappropriata – conclude Giro – mi sembra la vivacità con cui l'Eti impersonalmente (perché non si sa bene chi) interviene a più riprese a rintuzzare chi la pensa diversamente dall'Ente 'astratto'". Intanto, da Bologna, i lavoratori del Duse  avvertono che  "il teatro chiude, perché il suo contratto d'affitto scade il 31 agosto 2010, perché senza luce, senza telefono, senza un programma di spettacoli e senza il personale un teatro è già di fatto chiuso".  Dopo la decisione del governo di sopprimere l'Eti, dicono i lavoratori,  "ci sono cose che non accadono". "Non accade che la gestione ordinaria dei teatri non abbia subito alcuna interruzione e che il ministero abbia già predisposto le necessarie soluzioni tale scopo. Il Duse non è ancora in grado di pagare le utenze telefoniche e di energia elettrica che a breve verranno tagliate. Al contrario di quello che ha affermato il sottosegretario Giro, non accade che i dipendenti siano comunque tutelati perché il blocco totale dei pagamenti comprende a tutt'oggi l'erogazione delle retribuzioni. Non accade che il ministro Bondi incontri oggi (ieri per chi legge, nd.r.) le istituzioni locali, così come era stato da lui stesso previsto: è un segnale molto grave da parte sua vista l'urgenza di trovare una soluzione che, da subito, consenta al Duse di fare il cartellone della prossima stagione teatrale. Non accade che i lavoratori vengano chiamati a confrontarsi a un tavolo per riprogettare il futuro del Duse: tutto avviene sulle loro teste e a prescindere dalla loro capacità gestionale, progettuale e professionale che in questi anni ha consentito al Duse di raggiungere importanti obiettivi".

    Commento di AutoOrgScala — 17 Giugno 2010 @ 22:47

  5. Spettacolo: Giro, Eti ha fallito. Lavoratori, teatro Duse verso la chiusura

    ROMA – 17 GIUGNO 2010 – Interviene sulle polemiche innescate da sue precedenti dichiarazioni il sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Maria Giro, per precisare: "Non ho mai detto che l'Eti è in deficit, ma che ogni anno incassa contributi statali milionari per un servizio assai deludente, come dimostrano le lunghe trattative per le dismissioni del Teatro Duse (foto). L'Eti è un ente che ha fallito la sua missione".

    "Se vogliamo tenerlo in vita – aggiunge Giro – possiamo anche farlo. Vorrà dire che avremo l'ennesimo ente inutile per pagare qualche ricco stipendio e garantire qualche poltrona. Ma gli italiani, e soprattutto i cittadini, che hanno scelto e votato la nostra maggioranza, devono saperlo. E, nell'esibire i suoi contributi statali, l'Eti tace sull'annoso problema delle dismissioni dei teatri". "Inappropriata – conclude Giro – mi sembra la vivacità con cui l'Eti impersonalmente (perché non si sa bene chi) interviene a più riprese a rintuzzare chi la pensa diversamente dall'Ente 'astratto'". Intanto, da Bologna, i lavoratori del Duse  avvertono che  "il teatro chiude, perché il suo contratto d'affitto scade il 31 agosto 2010, perché senza luce, senza telefono, senza un programma di spettacoli e senza il personale un teatro è già di fatto chiuso".  Dopo la decisione del governo di sopprimere l'Eti, dicono i lavoratori,  "ci sono cose che non accadono". "Non accade che la gestione ordinaria dei teatri non abbia subito alcuna interruzione e che il ministero abbia già predisposto le necessarie soluzioni tale scopo. Il Duse non è ancora in grado di pagare le utenze telefoniche e di energia elettrica che a breve verranno tagliate. Al contrario di quello che ha affermato il sottosegretario Giro, non accade che i dipendenti siano comunque tutelati perché il blocco totale dei pagamenti comprende a tutt'oggi l'erogazione delle retribuzioni. Non accade che il ministro Bondi incontri oggi (ieri per chi legge, nd.r.) le istituzioni locali, così come era stato da lui stesso previsto: è un segnale molto grave da parte sua vista l'urgenza di trovare una soluzione che, da subito, consenta al Duse di fare il cartellone della prossima stagione teatrale. Non accade che i lavoratori vengano chiamati a confrontarsi a un tavolo per riprogettare il futuro del Duse: tutto avviene sulle loro teste e a prescindere dalla loro capacità gestionale, progettuale e professionale che in questi anni ha consentito al Duse di raggiungere importanti obiettivi".

    Commento di AutoOrgScala — 17 Giugno 2010 @ 22:47

  6. Italia dei valori torna a contestare il decreto legge sulla disciplina delle fondazioni lirico-sinfoniche, approvato ieri al Senato e che passa ora all'esame dlela Camera. "Il Parlamento ancora una volta è costretto a prendere atto di un provvedimento inemendabile", afferma Pierfelice Zazzera, capogruppo di Idv in commissione Cultura alla Camera, che oggi ha ascoltato il ministro Bondi. "In tempi ristretti il Governo ci impone di discutere sui destini degli enti lirici senza un adeguato approfondimento. Il decreto a nostro avviso non è una riforma, – dichiara il parlamentare – perché siamo di fronte a tagli che hanno il solo obiettivo di riequilibrare il bilancio. Il provvedimento del Governo non cambia niente, anzi peggiora, intervenendo ai limiti della costituzionalità sui meccanismi dei diritti dei lavatori, mettendoli sotto ricatto e bloccandone le assunzioni. Per non parlare poi dell'emendamento che prevede la deroga al blocco delle assunzioni per il Teatro Petruzzelli di Bari, che dovrebbe pagarsi le assunzioni attraverso la programmazione artistica, ovvero nei fatti il blocco delle assunzioni". "È necessaria invece – aggiunge il dipietrista – una seria riforma delle fondazioni, un intervento sui criteri di assegnazione dei fondi pubblici agli enti di diritto privato per impedire ogni forma di spreco. Serve una riforma che trasformi le fondazioni in enti virtuosi e non in carrozzoni clientelari. È necessario quindi – conclude Zazzera – che le opposizioni facciano una seria battaglia contro il provvedimento Bondi, che massacra un settore vanto del nostro paese".

    Commento di AutoOrgScala — 17 Giugno 2010 @ 23:04

  7. COMUNICATO FONDAZIONI LIRICO-SINFONICHEIl Decreto Legge 64 così come uscito dall’Aula del Senato, che in questi giorni viene esaminato alla Camera, pur avendo registrato avanzamenti su alcune materie richieste dalle parti sociali introdotti con gli emendamenti approvat…i, conserva nel suo insieme effetti destrutturanti del Sistema Cultura, mantiene un profilo fortemente penalizzante sui temi della occupazione, della qualità produttiva e della contrattazione, e non realizza, quindi, alcuna riforma del Settore delle Fondazioni Lirico -Sinfoniche, del resto impossibile da attuare tramite decretazione d’urgenza fuori da una legge organica complessiva di sistema. Il testo finale approvato dal Senato subisce anche alcuni arretramenti negativi rispetto alla versione licenziata in VII Commissione Cultura (vedi emendamento in deroga presentato dalla maggioranza sul “prototipo”Petruzzelli che in contrasto alle norme vigenti obbliga tutte le assunzioni “a evidenza pubblica”, la penalizzazione prevista della decurtazione degli integrativi in caso di mancato rinnovo del CCNL che sale dal 5 % al 25% e le non risposte alle esigenze occupazionali a fronte del blocco del turn-over). Registriamo inoltre che gli incontri con il Ministro Bondi che dovevano portare ad un ” confronto” per modificare i contenuti del Decreto (in particolare in merito alle regole per affrontare la Contrattazione del Settore Fondazioni e le necessarie risorse) hanno avuto essenzialmente uno scopo di propaganda per tentare di frenare le iniziative di protesta. Infatti , a seguito delle nostre proposte, il Ministro si era impegnato il 27 maggio ad un incontro di merito in “tempi brevi”, che non si è mai attuato, né tanto meno, contrariamente a quanto affermato alle Segreterie nazionali dal capo di Gabinetto Nastasi, sono stati mantenuti in vigore l’art 6 (completo) e l’art 16 della legge 800. Questo Decreto, insieme allo smembramento di Cinecittà -Luce (allo stato stralciato dal provvedimento ma che lascia intatti tutti gli interrogativi e le incertezze circa il futuro del polo pubblico del cinema) , alla soppressione dell’Ente Teatrale Italiano e ai tagli previsti dalla Finanziaria per il FUS a partire dal 2011 ( -25% rispetto al 2010) disegna in modo molto chiaro un attacco per la sopravvivenza stessa di tutto il Sistema della produzione culturale e dello spettacolo per il quale il Sindacato si è già mobilitato il 7 giugno a Roma – Piazza Navona. Auspichiamo, nei prossimi giorni, un reale ruolo legislativo della Camera sull’esame del Decreto che non diventi solo un forzato passaggio di mera ratifica del provvedimento come anche evidenziato da molti Deputati sia di maggioranza che di minoranza. E’ fondamentale che la normativa prevista venga ancora sottoposta a profonde modifiche da parte della Camera a partire dagli articoli 2 e 3 , senza le quali non potrà che essere rigettata dalle OO. SS. e dai lavoratori, e che vengano seriamente approfonditi i temi e le scelte da operare per una vera riforma del Settore. A sostegno di queste ragioni le Segreterie Nazionali unitamente al Coordinamento dei Lavoratori delle Fondazioni Lirico- Sinfoniche riunitosi a Roma il 17 giugno , proclamano le seguenti iniziative : • Mantenere quanto definito nel coordinamento unitario del giorno 19 aprile a Milano relativo alle Fondazioni- Lirico Sinfoniche fino al 22 giugno data per la quale è calendarizzato l’esame del Decreto in aula alla Camera; • Sciopero nazionale per il giorno 22 giugno ( intera giornata) con presidio coinvolgendo intorno alle tematiche del Decreto tutte le articolazioni della Produzione Culturale e dello Spettacolo. Roma, 18 giugno 2010 p. LE SEGRETERIE NAZIONALI SLC- CGIL FISTeL- CISL UILCOM- UIL FIALS- CISAL S. Conti M. Giustini F. Benigni E. Sciarra

    Commento di anonimo — 18 Giugno 2010 @ 13:23

  8. Buongiorno, sapete del concerto sinfonico del 23 luglio al Teatro del Silenzio di Lajatico? Si esibirà l’Orchestra del Maggio fiorentino, diretta da Paolo Carignani, con la partecipazione di Giuseppe Picone, etoile internazionale della danza. Ma ci sarà anche Andrea Bocelli, che leggerà alcune poesie: per la prima volta il grande tenore vestirà i panni di attore, recitando alcune sue composizioni. Per informazioni potete dare un'occhiata qui: http://www.fourone.it/prossimi_eventi.php?#sezione25

    Commento di anonimo — 19 Giugno 2010 @ 09:08

  9. Buongiorno, sapete del concerto sinfonico del 23 luglio al Teatro del Silenzio di Lajatico? Si esibirà l’Orchestra del Maggio fiorentino, diretta da Paolo Carignani, con la partecipazione di Giuseppe Picone, etoile internazionale della danza. Ma ci sarà anche Andrea Bocelli, che leggerà alcune poesie: per la prima volta il grande tenore vestirà i panni di attore, recitando alcune sue composizioni. Per informazioni potete dare un'occhiata qui: http://www.fourone.it/prossimi_eventi.php?#sezione25

    Commento di anonimo — 19 Giugno 2010 @ 09:08

  10. Spettacolo | 18/06/2010 | ore 19.51 »

    Lirica: continua stato di agitazione al Teatro Massimo di Palermo

    Palermo, 18 giu. – (Adnkronos) – Continua lo stato di agitazione degli artisti, delle maestranze e delle organizzazioni sindacali del Teatro Massimo di Palermo contro il decreto Bondi sulle fondazioni lirico-sinfoniche, in vista della manifestazione nazionale proclamata per il 22 giugno, data per la quale e' calendarizzato l'esame del decreto in aula alla Camera. A Palermo, dove la prima del balletto Franca Florio non e' andata in scena per protesta, le sigle sindacali Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e Fials-Cisal hanno preso posizione nei confronti del sovrintendente, Antonio Cognata, rimasto estraneo ai motivi della mobilitazione.

    ''In tutta Italia esponenti del parlamento, sindaci, sovrintendenti e tutti i piu' grandi artisti, per citarne qualcuno Benigni, Scola, Fracci, Metha, La Scola, Maraini, De Sica, Ferilli, Monicelli, Moretti, Guzzanti, Ghini, Vita, Giambrone, Emiliano, e molti altri, si sono indignati ed hanno preso posizione chiara contro questo taglio indiscriminato alla Cultura – dicono le sigle sindacali in una nota -. Cognata, al contrario e' d'accordo con il disegno del ministro Bondi: azzerare la Cultura. Come e' possibile che nel momento in cui tutto il mondo della Cultura si ribella alle scelte scellerate di tagli indiscriminati, Cognata si mette contro la protesta dei lavoratori''.

    ''Ancora una volta – aggiungono i sindacati – sceglie la strada della messa in liberta' per continuare, lui crede, a mettere i lavoratori l'uno contro l'altro. La pochezza di questa scelta non merita alcun commento. Non merita alcun commento un sovrintendente che scambia la protesta contro la difesa di grandi diritti costituzionali, come quello del diritto alla cultura sancito dall'art. 9, con personalismi che vengono da vecchie questioni interne. Non ha capito Cognata che lui, in questo scenario, non e' piu' nei nostri pensieri''.

     

    Commento di anonimo — 19 Giugno 2010 @ 13:04

  11. Spettacolo: il Senato approva la riforma delle fondazioni. Bondi, ho salvato la liricaROMA – 17 GIUGNO 2010 – “Ho fatto quello che dovrebbero fare uomini di governo seri e responsabili, ossia adottare criteri di efficienza e di trasparenza nell’uso del denaro pubblico e proporre una riforma che salvi nel nostro Paese la lirica dalla bancarotta”. Così il ministro per la Cultura, Sandro Bondi, ha commentato l’approvazione, ieri sera, da parte del Senato, del decreto di riforma delle fondazioni liriche, che ora è alla Camera dove ha tempo fino al 29 giugno per essere definitivamente convertito in legge. A Palazzo Madama il decreto ha perso l’articolo 5, che riguardava il cinema e, tra l’altro, inibiva quasi tutta la produzione a Cinecittà. Confermata invece per i ballerini la pensione a 45 anni, Ma chi ha raggiunto o superato questa soglia, per i due anni successivi all' entrata in vigore della legge, può esercitare l'opzione, rinnovabile annualmente, di restare in servizio fino al vecchio limite dei 52 anni per gli uomini e in 47 anni per le donne. Per le fondazioni liriche confermata la possibilità di autonomia, se rispondono a requisiti di corretta gestione, economicità e imprenditorialità, Confermati anche il blocco del turn over, regole nuove per le assunzioni, la stretta sul lavoro autonomo e la razionalizzazione del sistema di finanziamento statale (contributi assegnati sulla base di importanza culturale della produzione, regolarità gestionale , affluenza del pubblico). Ridotta al 25% (prima era al 50%) la perdita del trattamento economico dovuto alla contrattazione integrativa, se entro due anni dall’approvazione della legge non sarà firmato il nuovo contratto nazionale di lavoro (l’ultimo è scaduto da tre anni). Passa un emendamento bipartisan che consente alla Fondazione Petruzzelli (foto) di derogare al blocco delle assunzioni. L’Imaie, pur restando privato, opererà sotto la vigilanza congiunta della presidenza del Consiglio e dei ministeri dei Beni Culturali e del Lavoro. Del tutto insoddisfatti opposizioni e sindacati, per Silvano Conti, Cgil, il decreto è uscito peggiorato dal Senato. Per il senatore del Pd, Giovanni Procacci, “le fondazioni sono il nostro fiore all'occhiello. Eppure invece di trovarci davanti ad una strategia di crescita e di rilancio, ci troviamo dinanzi ad una logica che si adagia esclusivamente sui tagli". Oggi prima audizione del ministro Bondi sulla riforma delle fondazioni, alla commissione Cultura della Camera .dal giornale dello spettacolo

    Commento di AutoOrgScala — 21 Giugno 2010 @ 09:34

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