Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

12 Ottobre 2010

ACCORDO NAZIONALE DI CGIL-CISL-UIL PER ESTENDERE ALLE FONDAZIONI LIRICO-SINFONICHE I CONTRATTI DI SOLIDARIETA’

Filed under: Uncategorized — Tag:, — Lavoratoriscala @ 10:53

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A seguito della gravissima decisione del C.di A. del Teatro Carlo Felice di Genova, con la minaccia di messa in liquidazione del Teatro, i sindacati confederali sono corsi al Ministero del Lavoro e hanno firmato un Protocollo per estendere i “cosiddetti” Contratti di Solidarietà anche al settore lirico-sinfonico.
Traducendo quanto accaduto, dopo i tagli al F.U.S. e la Legge Bondi, da oggi, i lavoratori potranno vedersi ridotto orario di lavoro e stipendio e trovarsi “messi a carico” dello Stato. Come se l’attività lavorativa di una ballerina/o
, di un/a musicista o cantante potessero considerarsi come riducibili nel normale orario di lavoro, così come tutte le altre attività creative o tecniche che supportano le attività di un teatro lirico sinfonico. Il cerchio è chiuso!
Sintetizzando, si vogliono mettere in contratto di solidarietà la creatività, la cultura e la storia stessa del nostro paese, anziché lottare perché lo Stato comprenda che tutto ciò va difeso!

Noi diciamo NO!
A pagare non devono essere chiamati i lavoratori e noi tutti, privati della nostra ricchezza culturale.
Respingiamo i ricatti della messa in liquidazione dei Teatri.
La Musicae le Arti non possono andare in Cassa integrazione!

Devono essere ripristinati i fondi per lo spettacolo e la musica e devono essere spazzate via le classi dirigenti incompetenti e le clientele che si annidano nelle Fondazioni Lirico Sinfoniche.
La cultura è un bene pubblico.
I tromboni di CGIL-CISL-UIL tenteranno di vendere quest’ennesimo accordo come “male minore”, dopo aver abbaiato per mesi che avrebbero occupato i Teatri di tutta Italia.
Noi, del Collettivo CUB/INFO SCALA, abbiamo in vari modi sostenuto la solitaria lotta dei lavoratori del Teatro Carlo Felice di Genova, contro tutti i soggetti sindacali ed istituzionali che volevano ridurli a cavie e carne da macello.
Intendiamo continuare a batterci al fianco di questi lavoratori e già oggi manifesteremo con loro a Genova.
Ai lavoratori della Scala diciamo che dobbiamo tenere “alta la guardia”. Nel nostro settore non esistono isole felici.
Tenteranno, con il muro di gomma, il silenzio, la cortina di fumo, di mettere in sordina la gravità di quanto sta passando sulle nostre teste e che, Teatro per Teatro, cercheranno d’imporci e saremo costretti ad affrontare.  

La Cultura non va in cassa integrazione o in “contratto di solidarietà”.
La Cultura non deve essere messa in liquidazione.
I Teatri e la cultura musicale sono un investimento per un futuro di civiltà.
                 
                                                                                            Cub / Info Scala

messagggio ricevuto dai lavoratori del Carlo F.

manifestazione Genova: Un grazie di cuore a tutti gli amici che sono venuti a Genova

 

http://www.youtube.com/watch?v=QcYApw90kT8

 

http://www.youtube.com/watch?v=oID2GOZ0WpA

 

http://www.youtube.com/watch?v=J-XYCI9oWbI

 

 

http://www.youreporter.it/video_Manifestazione_lavoratori_Teatro_Carlo_Felice_di_Genova_1

 

http://www.primocanale.it/viewvideo.php?id=35157

 

http://www.mentelocale.it/multimedia/2271/

 

I lavoratori di tutte le Fondazioni Liriche italiane sono accorsi per dare sostegno al Teatro Carlo Felice di Genova, città medaglia d'oro alla Resistenza.

62 Comments »

  1. Sindaco Vincenzi, Genova le sembra vicina al suo teatro o regna l'indifferenza?"Credo proprio che la città sappia che perdere il teatro lirico equivarrebbe a perdere una parte della propria identità, lo sentono profondamente gli appassionati, coloro che vanno a teatro regolarmente. Ma non sono molti, e questo è uno dei tanti problemi del piano di rilancio. Dovrà essere una vera rivoluzione".C'è ancora tempo per realizzarla?"Come appassionata, credo che la città abbia bisogno della lirica, al di là del Conservatorio che è il più importante istituto nell'area del Mediterraneo e di settori di nicchia. Il mio tentativo è far diventare il Carlo Felice un teatro moderno, che superi gli schemi tradizionali, le Fondazioni e i fondi pubblici. Serve ben altro".ESATTO ORMAI LO SANNO ANCHE I BAMBINI CHE A GENOVA DOPO AVER REGALATO L'AQUARIO (250 ML DI €)A  COSTA LA VINCENZI VUOLE REGALARE INVECE IL TEATRO CARLO FELICE A GARRONE. bella rivoluzione !complimenti !sulle pelle dei lavoratori! vergogna ! se questo è il nuovo ulivo mi tolgo la cittadinanza italiana . uno scaligero fresco di corteo genovese.

    Commento di anonimo — 12 Ottobre 2010 @ 23:54

  2. Musica: domani incontro sindacati – Cda del Carlo Felice. Ernani, 'mi metto a a disposizione'
    GENOVA – 12 OTTOBRE 2010 – E’ previsto per domani un confronto tra la dirigenza del Teatro Carlo Felice e i sindacati, mentre oggi gli autonomi protestano in piazza. Tema del confronto, i contratti di solidarietà sostenuti dal Cda e dal ministro Bondi ma respinti dagli autonomi. “Spiegheremo – dice il direttore di staff, Renzo Fossati – che l’istanza di liquidazione è pronta e che senza un vero congruo accordo non si potrà che andare avanti su questa strada".Intanto, Cgil e Cisl considerano “inopportuna” la manifestazione odierna dei sindacati autonomi che avviene “senza avere fatto appieno il nostro dovere, ovvero partecipare e chiedere con forza una trattativa sindacale ponendo in discussione tutte le alternative possibili per scongiurare la liquidazione coatta”.Francesco Baldini della Cgil aggiunge che domani verrà prospettata l’ipotesi dei contratti di solidarietà “A quel punto, se arriveremo ad una ipotesi di accordo, andremo a un referendum tra i lavoratori”. A sua volta, Francesco Ernani (foto), ex sovrintendente dell’Opera di Roma, dichiara in un’intervista che un teatro si può anche chiudere “ma per poi riaprirlo e farlo funzionare”, come è accaduto al Metropolitan di New York, però evidenzia che Genova non sembra più così sensibilizzata verso la salvezza del Carlo Felice.“Vorrei fare qualcosa. Anzi, mi metto a disposizione”, conclude Ernani. (fonte la Repubblica Genova)

    Commento di AutoOrgScala — 13 Ottobre 2010 @ 00:37

  3. http://www.youtube.com/watch?v=J-XYCI9oWbI

    Vincenzi vergogna!

    http://www.youtube.com

    Il finale della manifestazione dei lavoratori del teatro Carlo Felice di Genova a difesa dell'occupazione e del patrimonio culturale della città e della regione. Nell'atrio di palazzo Tursi, sede del comune di Genova i manifestanti urlano: "VERGOGNA!" all'indirizzo del… sindaco di Genova, Marta Vinc…

    Commento di AutoOrgScala — 13 Ottobre 2010 @ 01:14

  4. Gli autonomi oggi sono stati espulsi dal tavolo con lettera del CdA della sindaco.Il CdA va in confindustria con Cgil Cisl e Uil per siglare la cassa in deroga o i contratti di solidarietà.

    Commento di anonimo — 13 Ottobre 2010 @ 18:04

  5. Ancora l'ennesima giornata di vergogna per la triade.Cgil, Cisl e Uil, resisi conto che al tavologli ammortizzatori non sarebbero mai passati per l'ostruzionismo degli autonomi Fials, Snater e Libersind, hanno pensato che la cosa migliore fosse sbatterli fuori dal tavolo e andare a Confindustria a collaborare con Fossati e Pacor non si sa bene a nome di chi.Complimenti, l'ennesima PORCATA fatta ai danni di tutti i LAVORATORI DEL CARLO FELICE, e di riflesso a TUTTI i lavoratori di TUTTE LE FONDAZIONI LIRICO SINFONICHE!!!!Meditate lavoratori,meditate!!!!Lavoratore (quasi ex) del Teatro Carlo Felice

    Commento di anonimo — 13 Ottobre 2010 @ 18:15

  6. Cgil Cisl e Uil di Genova sono dei cadaveri ambulanti, a reggere la coda a Vincenzi e Garrone, poco importa se mettendolo nel culo ai lavoratori.Vediamo ora quali saranno le conseguenze, i primi che saranno lasciati a casa sappiano chi ringraziare.

    Commento di anonimo — 13 Ottobre 2010 @ 19:58

  7. Bravi compagni di merende di Fossati e Vincenzi, sindacati ormai superati dai tempi, distruttori di diritti e CCNL; da domani inizia una nuova era di tensioni e scontri in teatro, proprio quello che serviva: ottimo risultato.

    Commento di anonimo — 13 Ottobre 2010 @ 20:00

  8. Io sono iscritto agli autonomi, ma se i miei rappresentanti avessero accettato l'espulsione della cgil cisl o uil andando a trattare sparatamente, anzichè autoespellersi per solidarietà, avrei restituito la tessera.Per cui cgil cisl e uil e i loro rappresentanti genovesi, sono indegni e incompatibili con la società democratica e le sfide che i lavoratori devono affrontare oggi e negli anni a venire.Fate schifo

    Commento di anonimo — 13 Ottobre 2010 @ 20:03

  9. Roma, 8 ott – “Purtroppo si sono avverate tutte le nostre previsioni sugli effetti devastanti dei tagli alla cultura. Il caso del Carlo Felice di Genova, glorioso teatro che non merita di concludere la sua attivita’ cosi amaramente, non e’ isolato”. Lo dichiara il senatore del Pd Vincenzo Vita, Vice Presidente Commissione Cultura a Palazzo Madama, che aggiunge: “Altre fondazioni lirico-sinfoniche sono vicine al collasso. L’avevamo detto al ministro Bondi, che ora tardivamente sembra ravvedersi, infuriandosi finalmente con il suo collega Tremonti”. “E’ encomiabile – aggiunge Vita – ma tardivo l’appello ai privati per intervenire nel caso di Genova o in casi analoghi. Ma salvarsi la coscienza non basta. Piuttosto si immagini seriamente un intervento finanziario adeguato per salvare il salvabile”. “E chiediamo – conclude Vita – che il ministro Bondi venga in Parlamento a dire, nella sede istituzionalmente piu’ opportuna, cio’ che pensa di fare”.(AGI) il pd allora dovrebbe espellere la vincenzi per la sua cordata in favore della svendita GIA' confezionata del carlo felice a Garrone.Vincenzi – bondi -tremonti: una faccia una razza….

    Commento di anonimo — 13 Ottobre 2010 @ 21:13

  10. a prossima inaugurazione della stagione della Scala, il 7 dicembre, potrebbe essere l’ultima, se saranno confermati i tagli al ministero per i Beni e le attività culturali programmati da Giulio Tremonti e duramente contestati da Sandro Bondi. Se, cioè, il Fondo unico per lo spettacolo – al quale attingono anche gli enti lirici, che pure sono stati oggetto di una combattuta riforma per contenerne i costi – vedrà crollare del 34 per cento il proprio budget, dai circa 402 milioni di euro del 2010 ai 262 del 2011, insufficienti anche per pagare gli stipendi dei dipendenti. Per tentare di scongiurare questo e altri effetti della mannaia tremontiana, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, sta organizzando per la prossima settimana, quando Berlusconi tornerà a Roma, un incontro con i due ministri ormai apertamente duellanti su quello che rischia di diventare il cadavere della cultura italiana.

    Il rischio non è remoto. Dal 2008 al 2013 sono stati programmati tagli per un miliardo e 715 milioni di euro (compresi i tagli al Fus) su un totale di circa tre miliardi. Della cifra rimanente, si calcola che circa un miliardo se ne vada in stipendi e in ordinaria gestione (Ici, bollette). Rimane una dotazione del tutto insufficiente a finanziare cinema, teatro, danza, enti lirici, fondazioni, patrimonio archeologico, istituti culturali. Sta inoltre andando a scadenza per inerzia il provvedimento con cui erano stati introdotti, all’epoca di Rutelli ministro, sgravi fiscali per chi produceva film in Italia, con detassazione di una parte degli utili reinvestiti (è il sistema usato in America). Il triennio sperimentale della norma scade a fine anno, e nonostante i buoni frutti (investimento di capitali esteri in produzioni cinematografiche per 49 milioni di euro) non c’è nessun segnale di volerla confermare. E pazienza se la defiscalizzazione degli investimenti è il primo, essenziale passo per attirare i privati e sollevare lo stato.

    Non è esagerato, quindi, come fa il ministro Bondi, parlare di condanna a morte del comparto culturale italiano se prevarrà la linea tremontiana del “non è che la gente la cultura se la mangia” (ma il ministro fa sapere al Foglio che non ha mai detto quella cosa). Si può decidere che in Italia non si restaurerà più il palazzo storico che crolla, ma tagliare i fondi a un ente sinfonico significa chiuderlo. Con le cifre a disposizione “l’effetto sarà una valanga di fallimenti”, dicono al Collegio Romano, e sottolineano che altrove (in Francia, in Germania, addirittura in Grecia) tutto è stato tagliato ma i fondi per la cultura no, perché lo sviluppo economico passa anche da lì. E se il mondo dello spettacolo riesce a rendere visibile il malcontento, c’è un altro settore in sofferenza. Quello di decine di piccole e spesso illustri fondazioni culturali, che lo stato finanzia con modesti contributi, destinati a scomparire, con la conseguente chiusura di queste istituzioni. Il criterio del taglio “egualitario” del 35 per cento del budget di ogni ministero è per lo meno dubbio. Un conto è rimandare la Livorno-Cecina, dicono al Mibac, un conto è condannare a morte il sistema culturale “per non voler confermare il budget del 2009, già decurtato del 20 per cento rispetto al 2001. Il costo totale per far vivere 262 istituti culturali è di venti milioni di euro l’anno”. I produttori di mozzarella veneti hanno ottenuto cinquanta milioni grazie a un comma voluto da Luca Zaia.

    Commento di anonimo — 13 Ottobre 2010 @ 21:27

  11. GENOVA LA POMIGLIANO DELLA CULTURA.

    Commento di anonimo — 13 Ottobre 2010 @ 22:06

  12. Io non ho parole adesso per tutto questo…sono una cantante genovese che ha cantato solo 2 volte nel suo teatro perchè "nemo profeta in patria" ma non è questo :   invito tutti ad un dibattito che si terrà a genova martedì 19 ottobre a palazzo Ducale ore 18 pro Carlo Felice, organizzato dalla Fondazione Cultura di Palazzo Ducale e dal quotidiano "La Repubblica"Sovrintendente Ernani,uno dei più illuminati che abbia conosciuto,la prego venga! abbiamo estremo bisogno di uomini e Sovrintendenti come Lei .Lilia Gamberini

    Commento di anonimo — 13 Ottobre 2010 @ 22:14

  13. Quello che è successo a Genova non mistupirebbe se avesse effetti devastanti non solo sulla vita futura del Carlo Felice e di tutte le Fondazioni Liriche, ma sulla stessa sopravvivenza di alcuni sindacati, almeno in seno alle Fondazioni Liriche.La direzione era messa all'angolo, era ormai costretta asd accettare come unica possibile via d'uscita la proposta degli autonomi, i quali sono riusciti in questi mesi a fare in modo che sempre le istituzioni avessero la palla in mano per decidere il nostro futuro, e siccome nessuno dei politicanti ha le palle per fare alcunché, lo stallo si è protratto così a lungo.Una controprova di queste affermazioni: se veramente avessero voluto procedere alla liquidazione coatta amministrativa, lo avrebbero già fatto a inizio ottobre; ma, come prevedibile, né lo Stato, né il Comune, né il Cda avevano la forza di prendersi una simile responsabilità.Al contrario, con la proposta di ieri formulata in accordo con CGIL, CISL E UIL, la palla è tornata in mano ai lavoratori, i quali saranno chiamati LORO a decidere del proprio futuro,in cui gli verrà chiesto se si debba procedere alla liquidazione coatta amministrativa con tutto ciò che ne segue, oppure accettare i contratti di solidarietà, con la conseguenza che quando cominceranno i licenziamenti causa ESUBERI (vedi Telecom, Eleutelia, Ilva e molti altri) ilavoratori non potranno neanche ribellarsi perché il tutto sarà frutto di una loro "scelta"!!!Complimenti ancora una volta ai sindacati Confederali, avete fatto davvero un buon lavoro!!!Lavoratore (quasi ex) del Teatro Carlo Felice

    Commento di anonimo — 14 Ottobre 2010 @ 07:32

  14. Ieri a Genova è stata scrittta la pagina più brutta della storia dei teatri lirici italiani.Cgil-cisl-uil che sono i sindacati meno rappresentativi hanno firmato una ipotesi di accordo che introduce i contratti di solidarietà.Spudoratamente hanno escluso dal tavolo i sindacati autonomi che rappresentano la maggior parte dei lavoratori e hanno siglato una ipotesi di accordo che  nasconde delle insidie PERICOLOSISSIME!!ATTENZIONE diranno che per due anni non verrà licenziato nessuno, ma sappiate che alla domanda se, trascorso questo periodo , avrebbero potuto licenziare,  i PADRONI hanno detto che questo non poteva essere garantito perchè dipende dall'andamento economico. Non sanno se i 10 milioni di euro che risparmiano siano sufficienti a salvare il teatro!!I confederali dicevano che senza piani di rientro, senza  copertura finanziaria per gli anni futuri senza garanzie NON avrebbero introdotto gli ammortizzatori sociali, invece se ne sono fregati e ci hanno fregati!!!Perchè per conto dei lavoratori hanno firmato una cambiale in bianco.Il piano di risanamento  pesa SOLO sui lavoratori!!!!NON ci sono sponsor, NON aggiungono soldi, ma il sindaco metterà  un immobile a patrimonio dopo, perchè ora verrebbe mangiato dalle banche!Inoltre, hanno deciso per conto dei lavoratori che le competenze stipendiali di settembre e ottobre, possono essere erogate  entro…giugno 2011! Visto il loro buon cuore, elargiranno una "una tantum" di 1000 euro!…"come è buono lei"….( ragionier Fantozzi!)E si, perchè i nostri eccellenti sindacalisti hanno portato a casa questa enorme vittoria,(  il CDA aveva proposto il pagamento di questi mesi entro dicembre 2011!!)Ah! dimenticavo.. è solo una ipotesi di accordo che dovrà passare attraverso l'approvazione dei lavoratori!!!Che c**o!!

    Commento di anonimo — 14 Ottobre 2010 @ 08:09

  15. Trovato accordo di massima per il teatro Carlo Felice Confederali firmano per contratti solidarieta'. Ora referendum 13 ottobre, 22:04

     

    (ANSA) – GENOVA, 13 OTT – Trovata un'intesa di massima per il teatro Carlo Felice.Dopo una giornata di trattative con polemiche, scontri, rottura e ripresa di dialoghi le segreterie di Cgil, Cisl e Uil hanno raggiunto un accordo con i vertici del Teatro per l'applicazione dei contratti di solidarieta'. Si allontana cosi' il rischio di fallimento. L'accordo non e' stato siglato dagli autonomi che si sono sempre dichiarati contrari e sono usciti dalla trattativa in mattinata. Ora la parola passera' ai dipendenti chiamati ad esprimersi in un referendum. (ANSA).
      

    Commento di AutoOrgScala — 14 Ottobre 2010 @ 09:06

  16. Questa è l'ennesima prova che i confederali cgil-cisl uil- sono dei venduti e ci stanno vendendo! Complimenti, sopratutto ai colleghi che danno ancora forza a questi sindacati "GIALLI" rimanendo iscritti e pagando la tessera a chi sta facendo di tutto per farli stare a casa………. senza lavoro!!!  

    Commento di anonimo — 14 Ottobre 2010 @ 11:09

  17. E' la fine di tutte le fondazioni lirico sinfoniche….grazie bondi ma soprattutto..grazie veltroni…già oggi scrivi libri!!!!Anhce alla Scala non tarderà a farsi sentire l'effetto di tutto ciòSolo pochi eletti verranno tenuti a lavorare tutto l'anno, altri da rottamare verranno impiegati part-time…ma attenti …questa é una sorte che attende tutti..anche gli "eletti" poichè l'usura del loro lavoro…visto che non lavoreranno part-time bensi a tempo pieno…si farà sentire molto presto e allora saranno sostituiti da altri piu freschi…vedi accademia etc…etc…Bravi Coglioni della Scala!!!

    Commento di anonimo — 14 Ottobre 2010 @ 11:43

  18. ECCO COSA E' IL CONTRATTO DI SOLIDARIETA' DI TIPO B :A differenza della CIGS che deve essere richiesta per una delle specifiche causali (crisi, ristrutturazione, ecc.) il contratto di solidarietà interviene in presenza di dichiarate eccedenze occupazionali, al fine di evitare in tutto o in parte la riduzione di personale.

    Commento di anonimo — 14 Ottobre 2010 @ 12:25

  19. rottura relazioni sindacali 1

    Con decisione unilaterale, il CdA presieduto dal sindaco Vincenzi ci ha inviato comunicazione firmata dal sovrintendente Pacor con la quale, dal momento che non siamo favorevoli agli ammortizzatori, ci informano che Snater, Fials e Libersind sono espulsi dal tavolo di trattativa.Si sono recati in Confindustria dove, coi territoriali Cgil Cisl e Uil cercano un intesa sulla Cassa in deroga o sui contratti di solidarietà. 

    rottura relazioni sindacali 2infatti abbiamo dato mandato al nostro legale di procedere con l'art. 28,inoltre decreto ingiuntivo per il pagamento dello stipendio di settembre.D'ora in poi se ci sarà da dire qualcosa finche ci sarà questo CdA avverrà solo tramite avvocati.dopo oggi per quanto mi riguarda il Teatro è ingestibile. Non faremo sconti, stavolta saranno cazzi per tutti.Grazie ancora di tutto a chi ci soatiene.ti mando un altro video uscito oggi

    http://www.youtube.com/watch?v=FizxlejUAgQ

    Commento di anonimo — 14 Ottobre 2010 @ 15:08

  20.  l'ipotesi firmata da cgil cisl e uil.

    Notate bene che, tra le altre cosucce qua e là, tipo riorganizzazione (che suona come eventuali epurazioni dei dissidenti), la Fondazione si impegna a NON LICENZIARE NESSUNO NEI PROSSIMI DUE ANNI; al termine dei contratti di solidarietà (detto verbalmente anche ad un giornale, appena trovo l'articolo ve lo invio), si vedrà in base alle compatibilità di bilancio.

    Come volevasi dimostrare.

    La sindaco Vincenzi si sta mettendo la medaglia per aver aperto la porta al cambiamento e rinnovamento nel mondo della lirica.

    Un abbraccio e in bocca al lupo anche a Voi. 

    Commento di AutoOrgScala — 14 Ottobre 2010 @ 18:56

  21. Salve.Per fare capire a tutti il clima che si respira al Teatro Carlo Felice, stamane, quando Cgil, Cisl e Uil discutevano amabilmente con i suoi iscritti e simpatizzanti (?!?) le nobili proposte, tale era la certezza che esse sarebbero state accolte con giubilo da tutti quanti che all'esterno del teatro erano presenti CARABINIERI, POLIZIA E DIGOS!!!Neanche quando abbiamo fatto le manifestazioni c'era un simile stuolo di forze dell'ordine: forse i cari rappresentanti cominciano a capire non solo di avere fatto una cappella enorme, forse cominciano a capire che nell'epoca di internet dove tutti possono cercarsi informazioni (per esempio sui contratti di solidarietà e i loro nefandi effetti), è più difficile abbindolare la gente, e soprattutto, quando la gente si accorge di essere presa ingiro, si incazza ancora di più.Fossi nelle altre Fondazioni Lirico sinfoniche comincerei ad avere un qualche timore: se credete che le piante organiche possano costituire un qualche baluardo a difesa nei confronti dei contratti di solidarietà, scordatevelo. Vi consiglio di cominciare una massiccia mobilitazione contro questo espediente. Per essere validi hanno bisogno di un decreto ministeriale che deroghi dal CCNL e per lo stesso motivo di un passaggio all'ANFOLS. All'occhio, che una volta partito, questo ammortizzatore sociale si abbaterà su tutto e tutti con la forza di un ciclone, e poco o nulla resterà dei Teatri d'opera in Italia, almeno come li conosciamo noi oggi.Potete pensare che si tratti di terrorismo: liberissimi, ma fate bene i vostri conti, e diffidate di chi vi propone questi ammortizzatori come la panacea contro i tagli al FUS, perchè anzi, coniugati con questi, causeranno l'affondamento definitivo di tutti. In pratica i tagli al FUS hanno caricato l'arma contro il bersaglio (NOI!!), ma il grilletto verrà premuto dagli ammortizatori sociali.Ringraziate tutti CGIL, CISL e UIL.

    Commento di anonimo — 14 Ottobre 2010 @ 19:57

  22. Commento di AutoOrgScala — 14 Ottobre 2010 @ 20:21

  23. Genova, 14/10/10Spett.Fondazione Teatro Carlo FelicePasso Eugenio Montale, 416121 GenovaSpett. leSLC – CGILVia San Giovanni D'Acri, 616152 GenovaVia fax 010/6028200Spett. leFISTEL – CISLPiazza Campetto, 1/816123 GenovaVia fax  010/2475370SpettabileUILCOMPiazza Colombo, 4/916121 GenovaVia fax 010/532043            Le oo.ss. in indirizzo hanno indetto formalmente unaconsultazione, pretendendo di estenderla a tutti i lavoratori delTeatro. In questi termini realizzata, la richiesta di espressionedi voto a tutti i lavoratori del Teatro concreta un referendum,che invece le sigle firmatarie della presente non hanno chiesto,né la questione è mai stata oggetto di trattativa o diconsultazione tra le varie sigle sindacali.            Le organizzazioni sindacali in indirizzo sono liberedi organizzare tra i propri iscritti tutte le consultazioni chemeglio ritengono, ma la oo.ss. firmatarie della presente – ed iloro inscritti – non possono e non devono in nessun modo esserecoinvolti in una iniziativa che non li riguarda, e dalla qualeapertamente si dissociano.            Si diffida la Fondazione quindi dal consentire cheuna simile iniziativa venga affermata e spacciata come referendumtra i lavoratori, e si diffidano le oo.ss.. in indirizzo dalrealizzare liste di dipendenti, per verificare l'esito del voto,e chi ha votato e chi no, comprendenti soggetti non  iscrittialla oo.ss. che hanno organizzato suddetta consultazione, che -si ripete – non ha i caratteri né giuridici né sostanziali di unreferendum.            Le scriventi oo.ss. diffidano quindi i soggetti inindirizzo dall'attribuire alla consultazione un significatocomplessivo, e coinvolgente l'intera forza lavoro dellaFondazione, che assolutamente non ha.            Distinti saluti                        FIALS-CISAL                        SNATERLIBERSIND-CONFSAL

    Commento di AutoOrgScala — 14 Ottobre 2010 @ 23:55

  24. CAGLIARI. Il teatro lirico corre verso la chiusura e il sindaco Emilio Floris se n’è accorto: in un’intervista all’Unione Sarda ha confermato che il debito patrimoniale lasciato in eredità dal sovrintendente Mauro Meli è difficile da ripianare. Sei anni di gestione Pietrantonio-Caldo, coi bilanci in nero malgrado i tagli ai contributi statali, non sono bastati a colmare il buco di 25 milioni di euro creato da Meli con le sue scelte dispendiose: il 2010 si dovrebbe chiudere con un rosso di 1,8 milioni, tutto sommato una bazzecola se confrontata con le voragini delle gestione precedente. Ma il dato singolare è un altro: i sindacati, compresa quella Cgil che ai tempi di Meli raccattava promozioni e prebende, chiedono la testa di Pietrantonio anzichè quella del sindaco. Eppure, mentre Meli massacrava il bilancio della Fondazione, Floris era al suo fianco: presidente allora come oggi. Non solo: difendeva quelle scelte, come già aveva fatto il predecessore Mariano Delogu. Le conseguenze sono paradossali: mentre il governo Berlusconi, stesso colore dell’amministrazione comunale e regionale, annuncia un ulteriore taglio del trenta per cento sul fondo unico per lo spettacolo del 2011, destinato a uccidere tutti i teatri lirici italiani, i vertici del teatro chiedono ai circa trecento dipendenti di mettere mano al portafogli e di accettare una riduzione dello stipendio.  Tutto questo malgrado il contratto di lavoro sia scaduto da cinque anni e nel frattempo la gestione Floris, affiancato dal rappresentante del comune Maurizio Porcelli, abbia imposto al sovrintendente l’assunzione di numerosi precari, fra cui alcune figure professionali inutili. Era Meli a importare a peso d’oro intere orchestre e direttori miliardari attraverso agenzie di fiducia, ma adesso il sindaco ricorda ai sindacati che la Fondazione ha investito sulle risorse professionali interne,

    esattamente quanto le organizzazioni dei lavoratori sollecitavano invano ai tempi dell’accoppiata Floris-Meli.

    Si potrebbero ricordare anche i sei miliardi di lire ottenuti in base alla legge sul Giubileo del 2000 e spesi per coprire l’anfiteatro romano con una spaventosa gradinata di legno: il sindaco allora era Delogu, il sovrintendente naturalmente Meli. Quello spazio, rivelatosi sovradimensionato e costosissimo, è stato abbandonato dalla Fondazione già dopo la prima stagione (fallimentare) di spettacoli e adesso è sotto inchiesta giudiziaria per la presunta illegalità della concessione. Ma non è finita: l’amministrazione Floris ha speso ventidue milioni di euro per realizzare una faraonica cittadella della musica, una delle opere pubbliche più brutte del dopoguerra. Ed ora – come lo stesso sindaco aveva anticipato oltre un anno fa – la Fondazione dovrebbe trovare chissà dove e come i soldi per gestirne la parte di competenza. Peraltro la decisione di costruire quello strano intreccio di ponti metallici e di edifici senza uno scopo certificabile è stata assunta quando il bilancio della Fondazione era già gravato dal pesante debito patrimoniale creato da Meli. Come dire: un fulgido esempio di programmazione a lungo termine.  In questo scenario, segnato dal più classico degli scaricabarile, il consiglio di amministrazione dovrebbe essere integrato da un nuovo rappresentante del ministero: è Oscar Serci, manager del Cacip. L’altro sarebbe ancora Porcelli, che è già nel cda per espressione diretta del Comune. E’ il caso di far loro tanti auguri. (m.l)

    Fonte: la Nuova Sardegna — 10 ottobre 2010   pagina 02   sezione: CAGLIARI

    Commento di anonimo — 15 Ottobre 2010 @ 00:11

  25. Ripeto le parole di QUALCUNO che mi sono piaciute moltissimo :Dire:  " O la borsa…o la vita" … puo' essere intesa come consultazione democratica?

    Commento di anonimo — 15 Ottobre 2010 @ 13:37

  26. I contratti di solidarietà prevedono una riduzione dell'orario di lavoro e una 
    riduzione all'80% della paga; qui non è certo che vogliano includere anche 
    l'integrativo.
    Ma il succo del discorso è il seguente: hanno una durata da uno a due anni (36 
    mesi per il Sud Italia), rinnovabili per altri due anni con uno stacco di un 
    anno tra i due periodi.
    Il problema è che sono fatti per salvare i lavoratori delle aziende in crisi, 
    pertanto una volta entrati in questo meccanismo, se fra due anni non ci 
    dovessere essere le condizioni economiche e/0 le compatibilità di bilancio, 
    l'azienda può tranquillamente procedere alla messa in mobilità dei lavoratori 
    che ritiene in esubero.
    Non a caso è un modello ampiamente applicato in Telecom.
    In prospettiva, l'utilizzo di questo sistema porterà a un'inevitabile 
    precarizzazione dei rapporti di lavoro.
    La proposta nostra dei sindacati autonomi, invece, consisteva nel rinunciare per 2 anni 
    all'integrativo, in seguito abbiamo aggiunto altri 4 mesi (sett-dic. 2010) 
    oltre agli arretrati dell'anno in corso, ovvero 6,3 milioni di euro in 28 
    mesi.
    Certo, rispetto alle loro esigenze mancano circa 3 milioni in due anni, ma se 
    non sono in grado di andarli a trovare tramite sponsorizzazioni o altro, allora 
    che cosa ci sta a fare un CdA?
    Per i lavoratori sarebbe stato un sacrificio economico leggermente maggiore 
    rispetto ai contratti di solidarietà, però sarebbero rimaste immutate la 
    garanzie contrattuali ed occupazionali.
    Gli ammortizzatori mettono in mano alle aziende una pistola che a tempo debito 
    potranno decidere se e come usarla.
    I risultati si vedranno in un periodo medio-lungo.
    Qui molta gente si è spaventata di fronte alla minaccia/ricatto della 
    liquidazione. Comprensibilmente.
    Ma a nostro avviso, si è andati a firmare la condanna per molti di noi.
    Un abbraccio

    Commento di anonimo — 15 Ottobre 2010 @ 20:49

  27. Scrivo da fuori genova, non ho capito una cosa .Scusate ma visto che il CDA del Carlo Felice aveva fatto le richieste e la Regione vi aveva confermato la disponibilità ad attivare l'ammortizzatore sociale Cassa in Deroga, perchè non avete aspettato di FALLIRE per attivarlo?
    Potevate benissimo aspettare la liquidazione. Allora si, solo  in quel caso sarebbe stata utile la Cassa Integrazione. Che tanto è simile ai contratti di solidarietà.
    Ma sedondo voi avrebbero davvero fatto fallire il teatro?

    Commento di anonimo — 16 Ottobre 2010 @ 22:20

  28. Caro n° 27,
    la domanda sarebbe da rivolgere ai so-tutto-io della cgil cisl e uil.
    Avranno tutte le risposte (o forse no, ma poco importa, tanto volevano un ammortizzatore qualsiasi ed hanno raggiuto lo scopo)

    Commento di anonimo — 16 Ottobre 2010 @ 23:18

  29. l risultato del referendum tra i 286 lavoratori ormai sfiniti e terrorizzati è stato il seguente:

    votanti 164

    favorevoli 147

    contrari 17

    non presentati 122

     

    I contratti di solidarietà sono la nuova realtà nell'ambito delle Fondazioni Liriche.

    Qui avranno effetto dal 1 novembre.

    Sotto con i prossimi.

    Un abbraccio

    Commento di anonimo — 17 Ottobre 2010 @ 09:59

  30. Chiariamo subito che il Coro del Teatro Carlo Felice (in maggioranza iscritti Snater e Libersind) nella sua quasi totalità ha cercato in tutti i modi di difendere gli interessi propri e delle altre Fondazioni Lirico Sinfoniche.

    Siamo sfiniti ma non ci arrenderemo mai, fino a quando ci sarà anche un briciolo di speranza.

    Artista del coro Teatro Carlo Felice

    Commento di anonimo — 17 Ottobre 2010 @ 14:47

  31. Chiariamo definitivamente a prova di smentita i fatti.

    CGIL, CISL E UIL hanno indetto una consultazione, e si sono sforzati per due giorni di seguito di sottolineare che si trattava di consultazione e non di referendum, soprattutto dopo la diffida a procedere in tale direzione da parte delle altre sigle sindacali.

    Il risultato favorevole all'ipotesi di queste tre sigle, con una maggioranza ottenuta grazie a 4 email (ma essendo consultazione ognuno può fare quanto crede), è senz'altro un dato che deve fare riflettere tutti, ma non è un qualcosa che possa avere riflessi legali sulla nostra vicenda, visto e considerato che di referendum non si tratta (i giornali e la sindaco possono dire quello che vogliono).

    Peraltro il referendum non avrebbe neanche una necessità pratica, visto che forse ci si scorda che i contratti di solidarietà possono essere fatti a livello nazionale dalle sigle più rappresentative, quindi CGIL CISL E UIL potevano farne tranquillamente a meno.

    Commento di anonimo — 17 Ottobre 2010 @ 15:09

  32. Ciao sono di nuovo il N°27. Ho capito le vostre ragioni e vostri sforzi. Torniamo alla mia domanda. La liquidazione era in atto o no? Gli ammortizzatori sociali intervengono SOLO quando le società sono in stato di liquidazione. Voi avevate anche la fortuna di averli pronti perchè la regione li ha di fatto stanziati. In pratica voi adesso lavorerete sotto ammortizzatore sociale senza che la Fondazione sia in liquidazione? Qualcuno di voi se ne sta rendendo conto?

    Commento di anonimo — 17 Ottobre 2010 @ 18:07

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