Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

16 aprile 2012

Amianto: La terza vittima ufficiale del Teatro Alla Scala.

Filed under: General — Tag: — Lavoratoriscala @ 01:48

Salvatore Palombi è morto per mesotelioma, da un anno aveva contratto la malattia tipica di chi è stato esposto all’amianto.
Lavorava alla Scala dal 1989, dapprima nella cooperativa della squadra trasporti per il deposito delle scene di via Caporizzuto e Figino, poi negli anni 90′ nei laboratori per la movimentazione e trasporto delle scene situato nel quartiere della Bovisa. Dopo il trasloco all’Ansaldo dei laboratori scaligeri in via Bergognone nel 2001, il suo lavoro si era svolto presso la portineria dello stabile. A Milano sembra abbia lavorato in aziende fortemente inquinate dalla fibra killer. Questo però e da verificare e non scagiona completamente una possibile contaminazione all’interno dei locali del teatro, ne cambia il sentire della nostra indignazione.

Il dispiacere, la rabbia e l’impotenza ci danno la forza per continuare ad andare avanti con la nostra lotta. Siamo vicini alla sofferenza provocata alle loro famiglie e amici da un male che si poteva evitare.

13 febbraio 2012

ETERNIT: SENTENZA STORICA, 16 anni ai manager “Ora si sa che l’amianto è un killer”

Filed under: General — Tag: — Lavoratoriscala @ 16:51

(AGENPARL) – Roma 13 feb – “Una sentenza importante e storica quella del Tribunale di Torino. Ma non ci interessa più di tanto il numero degli anni di galera comminato. Ci interessa di più che siano state riconosciute le responsabilità dopo anni di occultamenti, omertà, depistaggi e persino di offese alla memoria dei morti e dei loro familiari”. Lo affermano Stefano Corradino e Giuseppe Giulietti, direttore e portavoce di Articolo21.

Eternit, è il giorno della sentenza conclusiva. Guariniello: “Un processo storico” (VIDEO).

I CAPI D’ACCUSA PER I DUE IMPUTATI
Avrebbero «omesso di adottare i provvedimenti tecnici, organizzativi, procedurali, igienici necessari per contenere l’esposizione all’amianto (come impianti di aspirazione localizzata, adeguata ventilazione dei locali o procedure di lavoro atte a evitare la manipolazione manuale delle sostanze e sistemi di pulizia degli indumenti in ambito industriale), di curare la fornitura e l’effettivo impiego di apparecchi di protezione, di sottoporre i lavoratori ad adeguato controllo sanitario, di informarsi e informare i lavoratori circa i rischi specifici derivanti dall’amianto e le misure per ovviare a tali rischi». Sono questi i capi di accusaper i due imputati del processo Eternit, Stephan Schmidheiny e Jean Louis De Cartie.

ETERNIT: CASSON , CONDANNA E’ TUTELA PER CITTADINI, POLITICA PROSEGUA AZIONE

(AGENPARL) – Roma, 13 feb – “C’è ampia soddisfazione per l’esito del processo di primo grado, che conferma i reati contestati a tutela dei singoli lavoratori, cittadini e della collettività”. Lo afferma il sen. Felice Casson, vicepresidente del gruppo Pd. “Il primo pensiero va certamente alle vittime di Casale Monferrato – aggiunge – ma anche a tutte le vittime dell’amianto di ogni altra Regione d’Italia che, salvo rari casi, non riescono ad ottenere giustizia in tribunale. Confidiamo – conclude Casson – che l’esito di questo processo imprima una svolta anche alla politica, che la settimana scorsa in Senato ha approvato all’unanimità una risoluzione volta a far concretamente partire il Fondo vittime amianto, a imporre censimento e bonifica dei siti inquinati, ad eliminare le pastoie burocratiche degli enti previdenziali e assistenziali che tendono a negare quanto dovuto alle vere vittime dell’amianto”.

13 Febbraio 2012 – 15:02

(ASCA) – Roma, 13 feb – ”La sentenza del processo Eternit pronunciata oggi dal tribunale di Torino ha qualcosa di storico e decisivo, non solo perche’ si e’ trattato del piu’ grande processo penale in Italia e nel mondo per le morti d’amianto, ma perche’ rappresenta finalmente un punto fermo di una battaglia che iniziata sindacalmente e’ divenuta coscienza civile”. Lo afferma Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Liberta’, dopo la sentenza sul processo Eternit.

”Il risultato di oggi – conclude il presidente di Sel – non deve far dimenticare tuttavia che, nonostante una legge che vieti uso e produzione di amianto, nel nostro Paese se ne stimino piu’ di trenta tonnellate da bonificare e la sua messa al bando in tutto il mondo non e’ ancora un obiettivo raggiunto”.

(AGENPARL) – Roma, 13 feb – Appresa la sentenza del Tribunale di Torino sulla vicenda Eternit il Ministro della Salute, prof. Renato Balduzzi, ha dichiarato: “E’ una sentenza che senza enfasi si può definire davvero storica, sia per gli aspetti sociali che per gli aspetti strettamente tecnico-giuridici. Sotto il profilo sociale corona una lunga battaglia che ha visto fianco a fianco la Repubblica, nel senso di tutti i livelli istituzionali da quelli locali a quelli nazionali, e il pluralismo sociale, in particolare le forze sindacali e l’associazionismo dei familiari delle vittime. E’ stata una battaglia comune, e ad essa si deve l’aver tenuto desto il problema, anche quando sembrava finire sottotraccia. Ma la battaglia contro l’amianto non si chiude con una sentenza, sia pure una sentenza esemplare, ma continua nell’attività amministrativa e nell’impegno delle istituzioni e dei cittadini, soprattutto nella consapevolezza da parte di ognuno che non si tratta di una battaglia locale, ma nazionale, anzi mondiale. La sentenza di Torino conferma che l’Italia sta facendo la sua parte”.

 

11 gennaio 2012

Richiesta d’iscrizione al registro degli ex esposti all’amianto del Teatro alla Scala

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 12:49

aMIanTO Comit Esposti Teatro Scala.x bianco e nero

AGGIORNAMENTO SULLA RICHIESTA ALL’ASL D’ISCRIZIONE
AL REGISTRO DEGLI EX ESPOSTI ALL’AMIANTO.

Il Comitato Ambiente Salute del Teatro Scala ha consegnato e protocollato fino ad oggi 194 domande all’ASl di Via Statuto di Milano, tutte queste richieste dimostrano la diffusione e quindi la gravità del rischio amianto per i lavoratori del Teatro alla Scala.

Ricordiamo che la richiesta è scaturita da una iniziativa del Comitato, in seguito al succedersi sia dei ritrovamenti di materiali contenenti amianto negli spazi del Teatro, sia purtroppo dei casi di decesso o grave malattia provocate dall’esposizione alle fibre tra lavoratori ed ex dipendenti.–br–

La pratica, attualmente, è nella fase di verifica dell’effettiva esposizione dei lavoratori negli anni passati, in relazione alle bonifiche intervenute certificate e alle segnalazioni effettuate dal Comitato.

E’ evidente che fino al momento della bonifica, i lavoratori erano esposti all’amianto: come tali da iscrivere al Registro e quindi da sottoporre a sorveglianza sanitaria. Non per niente vi abbiamo chiesto a tutti prove dettagliate dei vostri periodi di lavoro ovvero di esposizione all’amianto.

In particolare in questi ultimi anni, nonostante l’acclararsi della malattia del vigile del fuoco R.Monzio la Direzione ha tentato di insabbiare la questione amianto. Dopo i primi” test mnemonici” tra una parte dei tecnici eseguita dalla Clinica del lavoro, preposta al monitoraggio, la Fondazione ha bloccato ogni iniziativa tesa alla prevenzione, nonostante la legge preveda che il datore di lavoro se ne debba far carico.

In contrasto con questa politica dirigenziale, le iniziative del Comitato, supportate dal sindacato di base Cub, hanno ottenuto la bonifica della cupola platea e intrapreso diverse iniziative per far conoscere alla stampa nazionale la questione amianto alla Scala..

Il 25 novembre 2011 è stata inviata una lettera firmata dal Comitato e la Cub-Informazione al sindaco Giuliano Pisapia e al presidente del Consiglio Comunale milanese Basilio Rizzo il quale in un’interrogazione in Consiglio il 1° dicembre 2011, ha espresso pubblicamente le preoccupazioni per la salute dei lavoratori e sollecitato la Fondazione Scaligera ad affrontare la questione prevenzione.

Infine come portavoci del Comitato, il 6 dicembre 2011, accompagnati dai famigliari delle vittime, abbiamo incontrato il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi che nelle veci del presidente della Repubblica è stato dettagliatamente informato.

Oggi di fronte a queste mobilitazioni la direzione della Scala deve dare risposte concrete e l’ASL accelerare il processo di verifica per l’inserimento dei nostri nomi nel registro degli ex esposti all’amianto.

Di seguito vi segnaliamo un link con i post pubblicati sul blog il Sottoscala. Sotto la voce commenti, troverete anche la rassegna stampa.

amianto
http://lavoratoriscala.splinder.com/tag/amianto

Cordiali saluti
I portavoci del Comitato Ambiente Salute Teatro Scala

Pierluigi Sostaro Resp. Salute e Sicurezza      sostaro@tiscali.it

ambientesalutedelteatroscala@gmail.com

Milano, 10 gennaio 2012

6 dicembre 2011

Una delegazione di lavoratori ha incontrato il prefetto Gian Valerio Lombardi.

Filed under: Uncategorized — Tag:, — Lavoratoriscala @ 15:44

aMIanTO Comit Esposti Teatro Scala.x bianco e nero                                           logo CUB 

Mercoledì la Cub sarà in presidio in piazza Scala.
Oggi martedì alle ore11 una delegazione di lavoratori del Comitato Ambiente e Salute insieme alla Cub e i familiari delle vittime dell'ìamianto ha incontrato il prefetto Gian Valerio Lombardi.
Tema dell'incontro, la richiesta di inserire gli scaligeri nel registro dei lavoratori esposti all'amianto e altri temi che riguardano la sicurezza e i lavoratori serali .
L'appuntamento è stato a seguito dell'incontro richiesto da Cub, familiari e Comitato, con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il quale momentaneamente occupato in altre questioni, ha dirottato l'incontro, delegandolo al suo rappresentante il Prefetto.

15 novembre 2011

Amianto: La fibra uccide ancora un lavoratore del Teatro Alla Scala.

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 20:16

aMIanTO Comit Esposti Teatro Scala.x bianco e nero    
INESORABILE, L'AMIANTO TORNA A COLPIRE MORTALMENTE.

IERI NOTTE CI HA LASCIATO ROBERTO MONZIO, STORICO E CARISMATICO CAPOSQUADRA DEI VIGILI DEL FUOCO A SOLO 59 ANNI.
DA TRE ANNI LOTTAVA CONTRO MESOTELIOMA PLEURICO, UN TUMORE AL POLMONE CHE L’AVEVA COLPITO POCO PRIMA DI ANDARE IN PENSIONE E CHE HA AVUTO UN UNICO FATTORE DI CAUSA, L'AMIANTO CHE HA RESPIRATO ALLA SCALA DOVE HA LAVORATO TUTTA LA VITA. 

LA SUA MORTE CI RIEMPE DI DOLORE E DI RABBIA.
SIAMO VICINI A TUTTA LA FAMIGLIA, AL DOLORE DEI COLLEGHI DEL REPARTO E DEI TANTISSIMI AMICI CHE AVEVA DENTRO E FUORI DEL TEATRO. 

”Ciao Roberto sarai sempre nei nostri cuori e nelle nostre lotte.”

COME COMITATO CHIEDIAMO CHIAREZZA PER UN'ALTRA MORTE CHE HA LE STESSE CARATTERISTICHE DI QUELLE AVVENUTE AD ALTRI SCALIGERI COME ENZO MANTOVANI E DI ALTRE MORTI SOSPETTE, LE QUALI CREDIAMO SIANO FORTEMENTE LEGATE AL CONTATTO CON L’AMIANTO.
CI INDIGNIAMO PER LE MORTI CHE SI POTEVANO EVITARE SOLTANTO INFORMANDO SUI RISCHI CONNESSI ALLA PRESENZA DELLA SOSTANZA KILLER, CON LA PREVENZIONE, CON LA FORMAZIONE E CON LA BONIFICA DEI POSTI CONTAMINATI DA CHI ERA PREPOSTO ALLA TUTELA DELLA SICUREZZA DEI LAVORATORI.

CONTINUEREMO A BATTERCI PER LA SALVAGUARDIA DELl' AMBIENTE E SALUTE
DEL TEATRO E INVITIAMO ANCORA AI LAVORATORI CHE NON L’HANNO FATTO, DI COMPILARE LA DOMANDA PER ISCRIZIONE AL REGISTRO DEI LAVORATORI ESPOSTI ED EX ESPOSTI ALL’AMIANTO PER LA PREVENZIONE E TUTELA SANITARIA ALL’ASL DI MILANO IN QUESTO MODO:

RESTITUENDO AL COMITATO ENTRO LA FINE DEL MESE (NOV 2011)

2 copie del modulo compilate + 2 copie ultima busta paga + 2 copie libretto di lavoro.
(altrimenti un doc. attestante la prima data inizio del rapporto di lavoro con il teatro.)

Per info: ambientesalutedelteatroscala@gmail.com   

prendi il modulo da compilare      ++Richiesta alla ASL+Luoghi 3 giugno 2011-1    

28 giugno 2011

ISCRIZIONE AL REGISTRO DEI LAVORATORI ESPOSTI ED EX ESPOSTI ALL’AMIANTO.

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 23:40

aMIanTO Comit Esposti Teatro Scala.x bianco e neroIl Comitato Salute Ambiente del Teatro Scala nasce nell'ottobre del 2009 in modo spontaneo dopo che un nostro collega vigile del fuoco si è ammalato di mesotelioma pleurico. Il motivo è stato anche quello delle morti sospette in passato ma anche quelle accertate causate dalla presenza di amianto in teatro che ci ha spinto a tutelarci e chiedere il rispetto dei nostri diritti. Per anni i lavoratori della Scala sono stati esposti all’amianto senza che fossero informati dei rischi e quindi adeguatamente tutelati. Sopratutto nella vecchia Scala e addirittura anche nel Piermarini di recente ristrutturazione.
Il Comitato esposti amianto nel 09' e 10' ha preteso e ottenuto delle bonifiche Alla Scala con il sostegno della Cub. A livello previdenziale ha promosso una domanda dei lavoratori all’INAIL. Su questo argomento ci sentiamo molto fiduciosi perché attraverso un ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell'Uomo, e il disegno di legge presentato al Senato dal Senatore Felice Casson, ex giudice, (uno analogo è stato presentato recentemente alla Camera dei Deputati), i ricorsi di tanti lavoratori esclusi dai diritti previdenziali potrebbero sbloccarsi.

Ora pero abbiamo deciso di far valere nostri diritti iniziando dalla prevenzione e tutela della salute con la richiesta all’ASL di Milano per essere inseriti nel Registro dei Lavoratori Esposti ed ex Esposti "Piano Regionale Amianto Lombardia" (PRAL) approvato dalla Giunta Regionale con deliberazione n. 8/1526 del 22 dicembre 2005 ed alla sorveglianza sanitaria.

Pertanto invitiamo ogni lavoratore, tecnico, artista, impiegato, come primo passo di:

Compilare il modulo in distribuzione e restituirlo in duplice copia + fotocopia del libretto di lavoro.

(In possesso al datore di lavoro e da recuperare presso gli uffici amministrativi)

In questo modo potremmo avviare il Registro e la Tutela Sanitaria in modo Collettivo.

"Invitiamo anche tutti i lavoratori dei Teatri Lirici Sinfonici e di Prosa dove l'amianto era presente, ad effettuare la domanda all'ASL delle loro citta per la registrazione e la sorveglianza sanitaria degli esposti ed ex esposti all'amianto."

Nell’immediato, mettiamo a disposizione dei lavoratori tutte le informazioni necessarie che riguardano l'amianto, esperti della salute e i legali se ci sarà bisogno. Le fasi successive, a seconda del tipo di risposta che arriverà dall’ASL saranno comunicate attraverso la mail del Comitato Salute Ambiente del Teatro Scala.

Info: ambientesalutedelteatroscala@gmail.com

prendi il modulo da compilare++Richiesta alla ASL+Luoghi 3 giugno 2011-1


Esiste anche una petizione di Uderico Pesce del Centro Mediterraneo delle Arti che
cita tra le richieste una del Teatro Scala .

Al Presidente del Consiglio dei Ministri:

"Che la Fondazione Teatro alla Scala di Milano riconosca i propri lavoratori come "esposti all'amianto" visto che hanno adoperato attrezzature in cui era presente l'amianto ed hanno lavorato per anni in luoghi caratterizzati dalla presenza della fibra killer. Tra i tecnici del suddetto Teatro deceduti a causa dell'amianto vogliamo ricordare il "siparista" Claudio Mantovani"

5 luglio 2010

Comunicato stampa sulla Sicurezza- nuove iniziative di lotta

Filed under: Uncategorized — Tag:, , , — Lavoratoriscala @ 11:46

stasera 9 luglio salterà la prima del Barbiere di Siviglia.

continuano le iniziative di lotta.

– minacce di annullamento delle tournée estive di Pompei e Buenos Aires, resta agli atti il voto di coro e orchestra che si sono espressi a favore della cancellazione degli spettacoli itineranti, a meno che, hanno chiarito, Lissner, il direttore generale Di Freda e il sindaco Letizia Moratti  si impegnino per migliorare la situazione.
-iniziare subito la trattativa interna per le assunzioni a tempo indeterminato di chi ha vinto le cause e i contratti agli stagionali.
la prossima settimana sarà decisiva, a cominciare da martedì 13, quando i delegati incontreranno il sovrintendente per affrontare il tema-occupazione.

                            OLTRE ALLA CULTURA TAGLIANO ANCHE SULLA SICUREZZA.COMUNICATO sulla sicurezza corretto

DOPO IL PETRUZZELLI E LA FENICE NON VOGLIAMO CHE BRUCI ANCHE LA SCALA. (vedi word)

IL 23 aprile e il 14 maggio, per due volte in poco meno di un mese, il malfunzinamento degli ascensori del teatro ha messo a repentaglio la vita dei lavoratori che sono precipitati per diversi piani (oggi sono in corso interventi importanti per sistemare le ascensori)
 
Il 24 maggio viene fatto un esposto all'ASL di Milano per violazione del DLgs 81/08 presso il locale soprastante il "lampadario storico" della sala Piermarini. Le condizioni di salute e ambiente di lavoro degli adetti a quel posto, gli elettricisti, non rispetta la legge di sicurezza.
(La ASL dopo un'ispezione, il  29-6 ha contestato una violazione dell' Art 64 del 81/08 e ha dato 30 gg per adeguare la postazione di lavoro)

Ancora amianto! il 19 giugno, sotto la stoffa griggia del lampadario storico, si scopre l'amianto, sfuggito alla bonifica della scorsa estate. (sono in corso i lavori di bonifica)

Questo è il clima in teatro,
I sindacati stanno comunque cercando di aprire un tavolo di trattativa con Lissner: all’ordine del giorno ci sono le assunzioni degli stagionali (la nuova legge lo permette agli enti virtuosi) e la richiesta di accelerare i tempi per la realizzazione del regolamento ad hoc. Su quest’ultimo punto, però, il sovrintendente ha le mani legate: tutto passerà attraverso le aule parlamentari, che hanno diciotto mesi di tempo per approvarlo. «Altro che luglio, come aveva promesso il “francese”». A luglio, invece, il 9 per l’esattezza: salterà la prima del Barbiere di Siviglia. Nonostante la conversione in legge del decreto di riforma degli enti lirico-sinfonici, la mobilitazione non si ferma. Per la trasferta in programma a Buenos Aires a fine agosto, per ora, non è stata presa alcuna decisione in proposito, ma resta il pericolo che salti.

27 giugno 2010

Scade il 30 giugno 2010 il termine per la presentazione dei modelli all’INAIL per gli esposti all’amianto

Filed under: Uncategorized — Tag:, — Lavoratoriscala @ 18:57

Siamo a consigliare ancora una volta il deposito dei curricula lavorativi entro il 30.06.2010. Scarica il modulo da inviare all'INAIL
                                       milano giugno 2010       logo_CUB

COMUNICATO PER GLI ESPOSTI ALL’AMIANTO DEL TEATRO ALLA SCALA 

Per anni i lavoratori della Scala sono stati esposti all’amianto, senza che fossero informati dei rischi e quindi adeguatamente tutelati.
Una delle conseguenze è stata l’impossibilità di usufruire dei benefici (meglio sarebbe dire: risarcimenti) a livello previdenziale, previsti dalla legge 257 del ’91. In sintesi, i lavoratori esposti all’amianto per oltre 10 anni avrebbero avuto diritto alla moltiplicazione del numero degli anni di esposizione per il coefficiente 1,5 (6 mesi di benefici ogni anno di esposizione), per quanto riguarda il calcolo della copertura previdenziale. L’ultima finestra precedente per effettuare la domanda all’INAIL risale al 2003, legge n°326 e che dopo è stata prorogata fino giugno 2005. 
Ora si è aperto uno spiraglio per recuperare la possibilità di riconoscimento dell’esposizione.
Nell’IMMEDIATO, mettiamo a disposizione dei lavoratori il modulo per la domanda all’INAIL che scade il 30 giugno 2010, e soprattutto gli esperti (a partire dagli esperti legali) per le fasi successive, a seconda del tipo di risposta che arriverà dall’INAIL
Il passo successivo riguarda ogni lavoratore in modo individuale (si tratta di un diritto soggettivo indisponibile) deve chiedere al datore di lavoro (la Scala) una dichiarazione di esposizione all’amianto.
 

Pierluigi Sostaro

Responsabile Salute e Ambiente di Lavoro

 
Per info: sostaro@tiscali.it     cub.scala@anche.no 
o al   aMIanTO Comit Esposti Teatro Scala.x bianco e nero 

Elenco dei luoghi e cose che aiutano a realizzare il curriculum personale da allegare alla domanda

 LUOGHI E OGGETTI DI LAVORO CON ESPOSIZIONI ALL'AMIANTO
TEATRO ALLA SCALA MILANO.

Palcoscenico e Sala del Piermarini:

1- Sipario antiacustico “Pattona”, in tessuto di amianto. Luogo: Palcoscenico e Sala Piermarini dal 1967 al 1992.
2- Sipario antiacustico “Pattona”. Luogo: Piccola Scala” dal 1967 al 12/ 2001.

3- Guarnizione degli stipiti delle porte tagliafuoco. Luogo: sparse in tutto il teatro e in palcoscenico, fino al 2001.
4- Coperte di amianto antincendio. Luogo: sala, palcoscenico e laboratori. Residui di coperte usate fino al 1996.
5- Guanti antincendio lungo tutto il braccio in amianto. Luogo: palcoscenico e laboratori. Fino al 1995-1996.

6- Proiettori e componentistica elettrica. Luogo laboratori e palcoscenico Scala, fino al 2008, in uso anche al Teatro Arcimboldi tra il 2002 e 2004.
7- Proiettori detti ribaltine contenenti amianto (certificato e smaltito nel 2008 dall’rls) in uso anche in palcoscenico del Teatro Arcimboldi.

8a- Volta platea, sopra sala del Piermarini: camino rimosso nel 2002.
8b -Volta platea: bocche ricavate nella cupola adiacente proiettori ricoperte di amianto. Tessuti intrisi di amianto appoggiate sui lati della cupola. Tubi ricoperti di amianto abbandonati in deposito. Bonifica certificata, avvenuta nel 10/2009.

8c- Stanza lampadario seguipersona ricavata nella volta platea sopra sala del Piermarini: rivestimento interno delle pareti in tessuto di amianto; smaltimento parziale nel 2002, presente ancora oggi 30 giugno 2010 (certificato).
9- Palazzina di via Verdi: Sala prove del corpo di ballo e uffici dei personali amministrativi, presenza nel rivestimento plafone e pareti, fino al 2002.
10- Sala prove orchestrali e magazzino generale al piano terra.Presenza nel rivestimento Fino al 2001
 11- Ex Laboratori della Bovisa fino al 2001.
 12- Laboratori Ansaldo via Bergognone, padiglione deposito scene e padiglioni adiacenti della termoformatura. Bonifica nel 2006 (da verificare la data)
13- Deposito  Pero , Figino tutt’ora presente nei tetti.


Si consiglia a tutti i lavoratori che non hanno depositato la domanda all'Inail entro il 15.06.2005 di depositare entro il 30.06.2010 i curricula, che possono essere sostituiti con le autocertificazioni, avvalendosi della proroga dei termini, ex art. 6, comma 9 bis, legge 25/2010.
Anche se detta proroga è riservata esclusivamente ai lavoratori dei siti oggetto di atto di indirizzo, si consiglia comunque il deposito, anche per far valere la ingiusta discriminazione tra lavoratori egualmente esposti, e la palese incostituzionalità di questa norma nella interpretazione limitativa e riservata ad una ristretta cerchia di lavoratori (che si vorrebbe privilegiati rispetto ad altri, ed in fondo violando la loro stessa dignità che risiede anche nel rispetto del principio di solidarietà e di eguaglianza, sui quali si fonda la nostra Repubblica e la nostra società civile).

Roma, 04.06.2010

Cub Informazione – Pierluigi Sostaro-Avv. Ezio Bonanni

 Modulo da inviare all'inail (deposito)

clicca sul word e scarica il modulo da inviare all'INAIL di

Cso di Porta Nuova 19 CAP 20121 milano con A/R o personalmente.

 

Modello formato Word
Deposito curriculum lavorativo ex art. 6, comma 9 bis, legge 25/2010 e/o art. 13, comma 8, legge 257/92 (art. 18, comma 8, legge 179/02 ed art. 1, commi 20, 21 e 22, legge 247/07).
MODELLO DIPENDENTI PUBBLICI.doc
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vedi link circolare

Circolare INAIL decreto 'milleproroghe' 15-03-2010

Circolare INAIL decreto 'milleproroghe' 15-03-2010

Circolare INAIL decreto 'milleproroghe' 15-03-2010
Benefici previdenziali amianto
Circolare INAIL decreto 'milleproroghe'
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Benefici amianto anche per gli impiegati: irrilevanza della mansione, decisività dell'ambiente lavorativo – Sentenza 10114

Parere legale circa la necessità di deposito della domanda all’INAIL entro il 30.06.2010, ai sensi dell’art. 6, comma 9-bis, Legge n°25/10, anche per coloro che non hanno ottemperato entro il 15

Con la presente, ed in relazione alle modifiche legislative di cui all’art. 6, comma 9-bis, Legge n°25/10, si precisa che c’è un termine entro il 30.06.2010 per il deposito della domanda con allegati i curricula lavorativi, per effetto della proroga di legge.
La medesima è circoscritta ai soli siti oggetto di atto di indirizzo, con riconoscimento fino al 1992, e tuttavia si consiglia a tutti i lavoratori il rideposito della domanda, anche per coloro che non l’avessero fatto prima del 15.06.2005.
Infatti, non è giustificabile una proroga soltanto per alcuni e non per tutti i lavoratori.
Sicché è possibile depositare la nuova domanda, ovvero la domanda, adattando il modello che si allega, e successivamente si può agire giudiziariamente, eccependo la illegittimità costituzionale, per violazione dell’art. 3 e 38, ovvero la discriminazione, in violazione del diritto comunitario, e chiedere il rinvio degli atti alla Corte Costituzionale (per quanto riguarda l’eccezione di illegittimità costituzionale) oppure chiedere la disapplicazione del diritto interno, in contrasto con quello comunitario.
Inoltre i benefici contributivi sono dei risarcimenti contributivi, in adempimento della direttiva comunitaria, per cui in mancanza dell’indennizzo contributivo, si può chiedere il risarcimento vero e proprio.


Roma, 17.04.2010

Avv. Ezio Bonanni

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Scade il 30 giugno 2010 il termine per la presentazione dei modelli all'INAIL per gli esposti all'amianto

Filed under: Uncategorized — Tag:, — Lavoratoriscala @ 18:57

Siamo a consigliare ancora una volta il deposito dei curricula lavorativi entro il 30.06.2010. Scarica il modulo da inviare all'INAIL
                                       milano giugno 2010       logo_CUB

COMUNICATO PER GLI ESPOSTI ALL’AMIANTO DEL TEATRO ALLA SCALA 

Per anni i lavoratori della Scala sono stati esposti all’amianto, senza che fossero informati dei rischi e quindi adeguatamente tutelati.
Una delle conseguenze è stata l’impossibilità di usufruire dei benefici (meglio sarebbe dire: risarcimenti) a livello previdenziale, previsti dalla legge 257 del ’91. In sintesi, i lavoratori esposti all’amianto per oltre 10 anni avrebbero avuto diritto alla moltiplicazione del numero degli anni di esposizione per il coefficiente 1,5 (6 mesi di benefici ogni anno di esposizione), per quanto riguarda il calcolo della copertura previdenziale. L’ultima finestra precedente per effettuare la domanda all’INAIL risale al 2003, legge n°326 e che dopo è stata prorogata fino giugno 2005. 
Ora si è aperto uno spiraglio per recuperare la possibilità di riconoscimento dell’esposizione.
Nell’IMMEDIATO, mettiamo a disposizione dei lavoratori il modulo per la domanda all’INAIL che scade il 30 giugno 2010, e soprattutto gli esperti (a partire dagli esperti legali) per le fasi successive, a seconda del tipo di risposta che arriverà dall’INAIL
Il passo successivo riguarda ogni lavoratore in modo individuale (si tratta di un diritto soggettivo indisponibile) deve chiedere al datore di lavoro (la Scala) una dichiarazione di esposizione all’amianto.
 

Pierluigi Sostaro

Responsabile Salute e Ambiente di Lavoro

 
Per info: sostaro@tiscali.it     cub.scala@anche.no 
o al   aMIanTO Comit Esposti Teatro Scala.x bianco e nero 

Elenco dei luoghi e cose che aiutano a realizzare il curriculum personale da allegare alla domanda

 LUOGHI E OGGETTI DI LAVORO CON ESPOSIZIONI ALL'AMIANTO
TEATRO ALLA SCALA MILANO.

Palcoscenico e Sala del Piermarini:

1- Sipario antiacustico “Pattona”, in tessuto di amianto. Luogo: Palcoscenico e Sala Piermarini dal 1967 al 1992.
2- Sipario antiacustico “Pattona”. Luogo: Piccola Scala” dal 1967 al 12/ 2001.

3- Guarnizione degli stipiti delle porte tagliafuoco. Luogo: sparse in tutto il teatro e in palcoscenico, fino al 2001.
4- Coperte di amianto antincendio. Luogo: sala, palcoscenico e laboratori. Residui di coperte usate fino al 1996.
5- Guanti antincendio lungo tutto il braccio in amianto. Luogo: palcoscenico e laboratori. Fino al 1995-1996.

6- Proiettori e componentistica elettrica. Luogo laboratori e palcoscenico Scala, fino al 2008, in uso anche al Teatro Arcimboldi tra il 2002 e 2004.
7- Proiettori detti ribaltine contenenti amianto (certificato e smaltito nel 2008 dall’rls) in uso anche in palcoscenico del Teatro Arcimboldi.

8a- Volta platea, sopra sala del Piermarini: camino rimosso nel 2002.
8b -Volta platea: bocche ricavate nella cupola adiacente proiettori ricoperte di amianto. Tessuti intrisi di amianto appoggiate sui lati della cupola. Tubi ricoperti di amianto abbandonati in deposito. Bonifica certificata, avvenuta nel 10/2009.

8c- Stanza lampadario seguipersona ricavata nella volta platea sopra sala del Piermarini: rivestimento interno delle pareti in tessuto di amianto; smaltimento parziale nel 2002, presente ancora oggi 30 giugno 2010 (certificato).
9- Palazzina di via Verdi: Sala prove del corpo di ballo e uffici dei personali amministrativi, presenza nel rivestimento plafone e pareti, fino al 2002.
10- Sala prove orchestrali e magazzino generale al piano terra.Presenza nel rivestimento Fino al 2001
 11- Ex Laboratori della Bovisa fino al 2001.
 12- Laboratori Ansaldo via Bergognone, padiglione deposito scene e padiglioni adiacenti della termoformatura. Bonifica nel 2006 (da verificare la data)
13- Deposito  Pero , Figino tutt’ora presente nei tetti.


Si consiglia a tutti i lavoratori che non hanno depositato la domanda all'Inail entro il 15.06.2005 di depositare entro il 30.06.2010 i curricula, che possono essere sostituiti con le autocertificazioni, avvalendosi della proroga dei termini, ex art. 6, comma 9 bis, legge 25/2010.
Anche se detta proroga è riservata esclusivamente ai lavoratori dei siti oggetto di atto di indirizzo, si consiglia comunque il deposito, anche per far valere la ingiusta discriminazione tra lavoratori egualmente esposti, e la palese incostituzionalità di questa norma nella interpretazione limitativa e riservata ad una ristretta cerchia di lavoratori (che si vorrebbe privilegiati rispetto ad altri, ed in fondo violando la loro stessa dignità che risiede anche nel rispetto del principio di solidarietà e di eguaglianza, sui quali si fonda la nostra Repubblica e la nostra società civile).

Roma, 04.06.2010

Cub Informazione – Pierluigi Sostaro-Avv. Ezio Bonanni

 Modulo da inviare all'inail (deposito)

clicca sul word e scarica il modulo da inviare all'INAIL di

Cso di Porta Nuova 19 CAP 20121 milano con A/R o personalmente.

 

Modello formato Word
Deposito curriculum lavorativo ex art. 6, comma 9 bis, legge 25/2010 e/o art. 13, comma 8, legge 257/92 (art. 18, comma 8, legge 179/02 ed art. 1, commi 20, 21 e 22, legge 247/07).
MODELLO DIPENDENTI PUBBLICI.doc
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vedi link circolare

Circolare INAIL decreto 'milleproroghe' 15-03-2010

Circolare INAIL decreto 'milleproroghe' 15-03-2010

Circolare INAIL decreto 'milleproroghe' 15-03-2010
Benefici previdenziali amianto
Circolare INAIL decreto 'milleproroghe'
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Benefici amianto anche per gli impiegati: irrilevanza della mansione, decisività dell'ambiente lavorativo – Sentenza 10114

Parere legale circa la necessità di deposito della domanda all’INAIL entro il 30.06.2010, ai sensi dell’art. 6, comma 9-bis, Legge n°25/10, anche per coloro che non hanno ottemperato entro il 15

Con la presente, ed in relazione alle modifiche legislative di cui all’art. 6, comma 9-bis, Legge n°25/10, si precisa che c’è un termine entro il 30.06.2010 per il deposito della domanda con allegati i curricula lavorativi, per effetto della proroga di legge.
La medesima è circoscritta ai soli siti oggetto di atto di indirizzo, con riconoscimento fino al 1992, e tuttavia si consiglia a tutti i lavoratori il rideposito della domanda, anche per coloro che non l’avessero fatto prima del 15.06.2005.
Infatti, non è giustificabile una proroga soltanto per alcuni e non per tutti i lavoratori.
Sicché è possibile depositare la nuova domanda, ovvero la domanda, adattando il modello che si allega, e successivamente si può agire giudiziariamente, eccependo la illegittimità costituzionale, per violazione dell’art. 3 e 38, ovvero la discriminazione, in violazione del diritto comunitario, e chiedere il rinvio degli atti alla Corte Costituzionale (per quanto riguarda l’eccezione di illegittimità costituzionale) oppure chiedere la disapplicazione del diritto interno, in contrasto con quello comunitario.
Inoltre i benefici contributivi sono dei risarcimenti contributivi, in adempimento della direttiva comunitaria, per cui in mancanza dell’indennizzo contributivo, si può chiedere il risarcimento vero e proprio.


Roma, 17.04.2010

Avv. Ezio Bonanni

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16 giugno 2010

DI NUOVO L’INCUBO AMIANTO IN VOLTA PLATEA

Filed under: Uncategorized — Tag:, — Lavoratoriscala @ 19:12

SIAMO AL PARADOSSO:
SULLA VOLTA PLATEA, SULLA NAVETTA SOSPESA SOPRA IL LAMPADARIO DOVE LAVORANO ACCOVACCIATI IN UN CALDO INFERNALE  GLI ELETTRICISTI SEGUIPERSONA E' STATO RINTRACCIATO ANCORA DELL' AMIANTO. TUTTO IL RESTO DELLA VOLTA PLATEA E' STATO BONIFICATO L'ESTATE SCORSA DOPO UN'ASPRA LOTTA CON LA DIREZIONE. NONOSTANTE 700.000 € SPESI DAL COMUNE PER LA BONIFICA  OGGI L'AMIANTO E'ANCORA DAVANTI ALLA POSTAZIONE DEI LAVORATORI.
E' GIUNTO IL MOMENTO DI CHIUDERE IL LAMPADARIO DEFINITIVAMENTE. UN LUOGO CHE  L' ASL PER LA POSTURA E GLI SBALZI DI TEMPERATURA HA GIA' RICONOSCIUTO NOCIVO ALLA SALUTE. 
COSA FACCIAMO, DOBBIAMO CHIAMARE I CASCHI BLU PER SALVAGUARDARE LA SALUTE DEI LAVORATORI SCALA?

CUB SCALA

DI NUOVO L'INCUBO AMIANTO IN VOLTA PLATEA

Filed under: Uncategorized — Tag:, — Lavoratoriscala @ 19:12

SIAMO AL PARADOSSO:
SULLA VOLTA PLATEA, SULLA NAVETTA SOSPESA SOPRA IL LAMPADARIO DOVE LAVORANO ACCOVACCIATI IN UN CALDO INFERNALE  GLI ELETTRICISTI SEGUIPERSONA E' STATO RINTRACCIATO ANCORA DELL' AMIANTO. TUTTO IL RESTO DELLA VOLTA PLATEA E' STATO BONIFICATO L'ESTATE SCORSA DOPO UN'ASPRA LOTTA CON LA DIREZIONE. NONOSTANTE 700.000 € SPESI DAL COMUNE PER LA BONIFICA  OGGI L'AMIANTO E'ANCORA DAVANTI ALLA POSTAZIONE DEI LAVORATORI.
E' GIUNTO IL MOMENTO DI CHIUDERE IL LAMPADARIO DEFINITIVAMENTE. UN LUOGO CHE  L' ASL PER LA POSTURA E GLI SBALZI DI TEMPERATURA HA GIA' RICONOSCIUTO NOCIVO ALLA SALUTE. 
COSA FACCIAMO, DOBBIAMO CHIAMARE I CASCHI BLU PER SALVAGUARDARE LA SALUTE DEI LAVORATORI SCALA?

CUB SCALA

6 gennaio 2010

Lo Stato dimentica l’amianto killer

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 22:20

           Sono passati, ormai e purtroppo, molti anni da quando ci siamo resi conto che tante vittime dell’amianto potevano essere salvate, da quando abbiamo tutti capito che le responsabilità per la tragedia causata da questa fibra–killer sono molteplici e di varia origine, da quando persino le aziende hanno cessato di negare le gravissime e letali conseguenze delle esposizioni all’amianto (purché a loro non attribuibili).
E siamo tutti, lavoratori ed ex lavoratori, cittadini normali e uomini politici, amministratori pubblici e imprenditori, consapevoli del fatto che per decenni questo Stato ha accettato che semplici operai contraessero gravi malattie e morissero a causa del lavoro, per aver avuto a che fare con l’amianto, nonostante la storica evidenza scientifica della natura cancerogena genotossica dell’asbesto: senza intervenire su quella produzione di morte, in nome e a tutela del profitto.
Ma quello che è, per certi versi, ancora più sorprendente è che alla data di oggi – fine 2008 – i lavoratori si vedono ancora costretti a combattere dure, difficili e costose battaglie (anche legali) per ottenere il riconoscimento di quanto dovrebbe essere loro immediatamente dovuto: il riconoscimento del loro diritto alla salute, alla integrità fisio–psichica e, nei casi più malaugurati, ad un risarcimento–indennizzo adeguato e decoroso.
Colpisce sempre invece il comportamento farisaico di una certa classe politica e di Governo che, pur non potendo più negare i letali influssi sui lavoratori dell’amianto, ne disconosce però quelle che dovrebbero ritenersi naturali e logiche conseguenze: sia a livello legislativo, sia a livello di direttive agli enti amministrativi preposti (Inail, Inps, ecc), sia pure a livello di amministrazione delle cause giudiziarie (civili, amministrative e penali).
Nella nostra Carta Costituzionale, così come in tutte le dichiarazioni internazionali (sia europee che mondiali) a tutela dell’uomo, sono inseriti i principi fondamentali che dovrebbero costituire il punto di riferimento, il faro, per ogni azione di Governo.
E tra questi principi, rientrano come insopprimibili e inalienabili il diritto alla salute e il diritto alla propria integrità fisio–psichica: con una sola espressione, il diritto al rispetto della persona e della sua dignità.
La triste vicenda dell’amianto ci conferma invece che siamo ancora lontani dal pieno riconoscimento di questo diritto. Ciò non ci impedisce però di continuare a lavorare e a lottare per fare in modo che i diritti dell’uomo, in concreto e non solo in astratto, possano essere pienamente e pacificamente riconosciuti, a ogni livello e in ogni settore della nostra vita: da quello politico a quello giudiziario, da quello sociale a quello amministrativo.

Ringraziamo l’avv. Ezio Bonanni per aver dato il suo consenso, permettendoci di rendere disponibile su internet, il suo libro.

 

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Lo Stato dimentica l’amianto killer
LO STATO DIMENTICA L’AMIANTO KILLER.pdf
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Lo Stato dimentica l'amianto killer

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 22:20

           Sono passati, ormai e purtroppo, molti anni da quando ci siamo resi conto che tante vittime dell’amianto potevano essere salvate, da quando abbiamo tutti capito che le responsabilità per la tragedia causata da questa fibra–killer sono molteplici e di varia origine, da quando persino le aziende hanno cessato di negare le gravissime e letali conseguenze delle esposizioni all’amianto (purché a loro non attribuibili).
E siamo tutti, lavoratori ed ex lavoratori, cittadini normali e uomini politici, amministratori pubblici e imprenditori, consapevoli del fatto che per decenni questo Stato ha accettato che semplici operai contraessero gravi malattie e morissero a causa del lavoro, per aver avuto a che fare con l’amianto, nonostante la storica evidenza scientifica della natura cancerogena genotossica dell’asbesto: senza intervenire su quella produzione di morte, in nome e a tutela del profitto.
Ma quello che è, per certi versi, ancora più sorprendente è che alla data di oggi – fine 2008 – i lavoratori si vedono ancora costretti a combattere dure, difficili e costose battaglie (anche legali) per ottenere il riconoscimento di quanto dovrebbe essere loro immediatamente dovuto: il riconoscimento del loro diritto alla salute, alla integrità fisio–psichica e, nei casi più malaugurati, ad un risarcimento–indennizzo adeguato e decoroso.
Colpisce sempre invece il comportamento farisaico di una certa classe politica e di Governo che, pur non potendo più negare i letali influssi sui lavoratori dell’amianto, ne disconosce però quelle che dovrebbero ritenersi naturali e logiche conseguenze: sia a livello legislativo, sia a livello di direttive agli enti amministrativi preposti (Inail, Inps, ecc), sia pure a livello di amministrazione delle cause giudiziarie (civili, amministrative e penali).
Nella nostra Carta Costituzionale, così come in tutte le dichiarazioni internazionali (sia europee che mondiali) a tutela dell’uomo, sono inseriti i principi fondamentali che dovrebbero costituire il punto di riferimento, il faro, per ogni azione di Governo.
E tra questi principi, rientrano come insopprimibili e inalienabili il diritto alla salute e il diritto alla propria integrità fisio–psichica: con una sola espressione, il diritto al rispetto della persona e della sua dignità.
La triste vicenda dell’amianto ci conferma invece che siamo ancora lontani dal pieno riconoscimento di questo diritto. Ciò non ci impedisce però di continuare a lavorare e a lottare per fare in modo che i diritti dell’uomo, in concreto e non solo in astratto, possano essere pienamente e pacificamente riconosciuti, a ogni livello e in ogni settore della nostra vita: da quello politico a quello giudiziario, da quello sociale a quello amministrativo.

Ringraziamo l’avv. Ezio Bonanni per aver dato il suo consenso, permettendoci di rendere disponibile su internet, il suo libro.

 

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6 novembre 2009

SECONDA CONFERENZA NAZIONALE SULL’AMIANTO “AMIANTO E GIUSTIZIA” TORINO, 6/7/8 NOVEMBRE 2009

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 23:14

“Confronto fra associazioni, movimenti, sindacati ed esperti: “Amianto e Giustizia”

Un gruppo di lavoratori promotori del Comitato Esposti Teatro Scala parteciperà alla conferenza Sabato 7 al Centro Congressi Regione Piemonte, Corso Stati Uniti 23        

 Amianto: denunciato lo Stato Italiano

vedi link sopra

Interverranno in apertura:
ANTONIO PIZZINATO: La prima conferenza nazionale di Monfalcone dell’ottobre 2004
– Dario Mirabelli – Registro Mesoteliomi del Piemonte
– Michele Michelino: – Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di lavoro e sul
territorio, Sesto San Giovanni (MI)
– Benedetto Terracini e Stefano Zirulia – Centro regionale Amianto Piemonte – Casale
Monferrato
– Bruno Pesce, comitato Vertenza Amianto – Casale Monferrato
Lo scopo, in un clima di ricerca di unità fra tutte le forze interessate, è quello di porre i problemi partendo dalla propria esperienza (senza troppo dilungarsi sulla stessa), soprattutto iniziare a indicarne le soluzioni.

Sabato 7 Centro Congressi Regione Piemonte, Corso Stati Uniti
Ore 9: saluto delle autorità
Ore 9,30 : “Amianto e Giustizia” relazione iniziale del senatore Felice Casson
Ore 10,15: “L’amianto e le malattie professionali” – relazione del dott. Beniamino Deidda Procuratore generale della Repubblica di Firenze)
Ore 10,45: tavola rotonda “responsabilità penali e risarcimento alle vittime dell’amianto”
Avv. Jean Paul Teissonniére, Parigi
Avv. Jan Fermon, Bruxelles
Avv. Mitchel Cohen, Filadelfia (presentato dall’avv. Claudio Ceriani, Milano)
Avv. Ezio Bonanni, Roma (avvocato per alcune associazioni delle vittime dell’amianto))
– Introduce l’avv. Sergio Bonetto, avvocato di parte civile nel processo contro l’Eternit
Siamo a Torino dove è iniziato il procedimento penale contro i responsabili della multinazionale ETERNIT, il Giudice per le Indagini Preliminari li ha rinviati a giudizio, il processo inizierà il 10 dicembre. Si tratta del più grande processo che sia mai stato celebrato in Italia per malattie professionali e malattie ambientali da esposizione all’amianto. Quasi un migliaio le parti offese, qualche decina le parti civili (istituzioni, sindacati, associazioni). Il PM Raffaele Guariniello ha certificato la morte e/o la malattia da amianto di quasi 3.000 persone fra lavoratori e cittadini esposti. Un lavoro grandissimo durato 5 anni. Ma le responsabilità della multinazionale ETERNIT sono assolutamente più ampie. Il processo riguarda coloro per cui il rinvio a giudizio è stato fatto, ma le responsabilità delle società multinazionali che fanno capo alla ETERNIT sono storicamente, moralmente, civilmente molto, molto più ampie. La nocività dell’amianto è nota dalla fine del 1800.
Non avrebbe dovuto essere impiegato. Gli avvocati che abbiamo chiamato a discutere sono
impegnati nei loro paesi in processi che hanno per oggetto l’amianto. A loro chiediamo un giudizio sul processo in avvio a Torino; quali indicazioni e riflessioni possono trarre dalla loro esperienza e come cercare di rendere internazionale il conflitto per cercare di colpire i responsabili ed obbligarli a risarcire le vittime? Non ultimo quali responsabilità degli stati e degli enti pubblici per avere atteso decenni prima di mettere al bando l’amianto? Cosa dobbiamo e possiamo fare ora perché l’amianto venga messo al bando in tutto il mondo?
Ore 12,30 Manifestazione per le vie del centro da Corso Stati Uniti a Piazza Castello (davanti alla Prefettura)
E’ importantissimo il lavoro di studio, di comunicazione delle esperienze, di indicazioni operative che viene fatto nelle sale congressuali, ma non sufficiente. Si è voluto dare alla Conferenza Nazionale anche un impatto pubblico, un segnale fra la popolazione di Torino, del Piemonte e non solo, che renda ancora più evidente i danni dell’amianto: i morti per mesotelioma, per tumore del polmoni, per le altre patologie asbesto correlate. Le responsabilità di chi su questi morti e malati ha fatto i soldi si è arricchito a dismisura, di chi doveva controllare, impedire che ciò avvenisse, e non lo ha fatto o lo ha fatto solo per finta. Scendiamo dunque in piazza, anche se per un tempo breve,
ma ricco di significato.
Ore 15,30 Riunione dei gruppi di lavoro
I gruppi di lavoro si riuniranno nei luoghi che verranno comunicati alla Conferenza.
Si chiede però da subito di iscriversi ai gruppi comunicandolo all’indirizzo del sito della
Conferenza.
Il compito dei coordinatori è quello di dirigere il gruppo di riassumere la discussione per l’assemblea generale e di stendere il documento finale. Si dovrà dare maggiore risalto alleindicazioni operative
1° Gruppo di Lavoro “L’amianto in Tribunale”
Coordinatori: Benedetto Terracini (epidemiologo – Torino), Enzo Merler (Registro mesoteliomi del Veneto) Giuseppe Cimmarrota (magistrato Noli), Armando Vanotto (Aiea nazionale)
Molte sono le cause in corso intorno al problema. Vittime dell’amianto (loro famigliari),
associazioni, istituzioni e sindacati sono costituiti o si costituiscono parte civile. In questo gruppo facciamo riferimento a quelle penali e discutiamo di quanto le controparti ci sollevano. Alcune (poche) sentenze danno loro ragione. Occorre pertanto affinare le argomentazioni, portare eventuali nuove prove a favore della nostra tesi. E’ diffusa fra le controparti la tesi per cui il nesso preciso di causalità non è dimostrabile perché tante sono le possibili fonti. Se poi vi è una fonte certa, la contaminazione della persona è avvenuta all’inizio dell’esposizione, le dosi dovute all’esposizione successiva sono irrilevanti ai fini della malattia. Anche se meno ripetuta vi è pure la tesi attribuita al prof. Chiappino, ovvero dell’impossibilità di fermare, nel passato, le fibre ultracorte e ultrafini con i mezzi di protezione individuale che avrebbero dovuto essere messi a disposizione dei lavoratori.
“2° Gruppo di lavoro “Amianto e Sanità”
Coordinatori: Franco Berrino (epidemiologo – Ist. dei Tumori Milano), Claudio Bianchi (Lega Tumori, Monfalcone), Emilio Pampaluna (ex ENEL di Turbigo, AIEA Lombardia), Alessandro Marinaccio (registro nazionale mesoteliomi- ISPESL, Roma)
I problemi che devono essere risolti sono molti, nella fattispecie riguardano le differenze fra regione e regione; non esistono indicazioni univoche. Lo scopo è quello di trovare su ogni problema una risposta sola o almeno risposte non estremamente differenziate fra loro.
a) epidemiologia: registrazione dei mesoteliomi, perché non dei tumori del polmone (da amianto)? Registrazione degli ex esposti: chi e come
b) sorveglianza sanitaria. E’ l’argomento sul quale ci sono le maggiori differenze. Alcune regioni non hanno attivato nulla, altre hanno programmato una sorveglianza sanitaria con esami sofisticati, quali la TAC spirale, o la ricerca di marker quali la mesotelina e l’osteopontina, altre ancora pochi esami (visita generale, radiografia del torace, spirometria) e counseling.
c) per la diagnosi precoce si riprendono alcuni argomenti precedenti: vale la TAC spirale, vale la ricerca dei marker?, ci sono nuove indicazioni? Occorre però stabilire se s tratta di sperimentazioni o se invece tali pratiche vengono proposte a tutti gli iscritti al Registro degli esposti.
d) Terapie. Tutti hanno diritto ad essere curati anche se alcune malattie sono, allo stato attuale delle conoscenze, inguaribili. Quindi è assolutamente necessario fornire le cure più adeguate per ridurre/eliminare il dolore e fare ricerca per possibili cure efficaci. Occorre vedere a che punto siamo e come indirizzare la ricerca.
e) Riconoscimenti. Occorre uscire dal sistema INAIL. E’ necessario che i riconoscimenti delle malattie professionali come all’origine stabiliva la legge 833/78 siano affidati ai dipartimenti di prevenzione della A-USL.

3° Gruppo di Lavoro “Eliminare l’amianto in 10 anni (dal 2004)”
Coordinatori: Roberto Carrara, (ingegnere, esperto di Medicina Democratica – Milano); Mario Fugazza, (ingegnere, Assessore all’ambiente Comune di Broni, Elena Ferrarese (Comitato case popolari di via Feltrinelli, 16 – Milano), Enrico Bullian (storico, AEA Monfalcone)
E’ stata la proposta della Prima Conferenza Nazionale celebrata a Monfalcone nell’ottobre del 2004. Si vorrebbe arrivare ad avere l’Italia libera da amianto a partire dal 2015. Solo la regione Lombardia ha inserito questo progetto nel suo Piano Regionale Amianto (PRAL).
Perché sia un obiettivo possibile occorre conoscere dove è l’amianto (mappatura), pianificare le bonifica, eseguire le bonifiche in sicurezza (rischio zero), smaltire l’amianto in modo privo di rischi. In verità non vi è altra prevenzione che quella di non essere più esposti all’amianto. La realizzazione di questi obiettivi è anche legata ai finanziamenti (aiuti per le bonifiche dei piccoli quantitativi, aiuti per le bonifiche nei comuni, – necessità e possibilità di rivalsa nei confronti di chi ha per profitto impiegato l’amianto). Il problema maggiore da risolvere è quello dello smaltimento.
Il quantitativo di amianto da smaltire è immane. Se non è poca cosa la prima parte del ciclo di eliminazione (conoscenza, rimozione), diviene pesante trovare un posto dove sistemarlo che non sia di danno a chi vi è vicino. Si tratta delle discariche. Oggi sono stati anche proposti metodi di smaltimento alternativo, in altri termini mettere l’amianto in un forno ad alta temperatura modificandone la molecola, quindi rendendolo inerte, non più nocivo. Il gruppo di lavoro dovrà arrivare a dare un giudizio e a stabilire delle indicazioni.
4° Gruppo di lavoro: “Risarcire le vittime, riconoscere gli esposti”
Coordinatori: Pier Luigi Sostaro, sindacalista CUB, Silvio Mingrino, (AVANI, Broni), Avv.
Ezio Bonanni, Roma, Gianni Alioti (FIM-CISL, Roma)
Avremo per la Conferenza Nazionale IL FONDO PER LE VITTIME DELL’AMIANTO? Sappiamo già che se l’avremo sarà del tutto insoddisfacente perché la destinazione verrà decisa dall’INAIL e con i suoi criteri, perché verranno risarciti solo i lavoratori già riconosciuti dallo stesso ente previdenziale. Nulla avranno le vittime per esposizione ambientale.
Non sono e non saranno messi meglio i lavoratori e i pensionati ex esposti quanto a risarcimento previdenziale. Sul riconoscimento dei cd “benefici previdenziali” è successo di tutto: è vero che gli esposti all’amianto hanno una speranza di vita inferiore agli altri lavoratori? E’ vero che chi pur privo di patologie da amianto, ex esposto, dopo avere partecipato ai funerali di alcuni (o tanti) propri colleghi di lavoro si trova in una condizione di profondo disagio?
Che fare per le vittime, che fare per gli ex esposti?: richiesta di giustizia, necessità di lotta e
mobilitazione.
5° Gruppo di lavoro: “L’amianto in Europa e nel mondo”
Coordina: Vittorio Agnoletto (medico del lavoro – già deputato europeo), Aurelio Pischianz (presidente AEA Friuli-Venezia Giulia), Patrick Herman (Andeva, Francia)
In Italia, IN Europa, negli USA dopo avere lottato per la messa al bando dell’amianto, ci si preoccupa e ci si mobilita per la sua eliminazione e per la soluzione dei problemi oggetto della discussione nei gruppi di lavoro. In gran parte del resto del mondo si continua ad estrarre amianto, a produrlo, manipolarlo, commercializzarlo, utilizzarlo. Ancora più gravemente con precauzioni zero. La strage dunque continua e se ne prepara una ancora più vasta per i prossimi anni. Come arrivare alla messa al bando totale dell’amianto nel mondo?. Quale ruolo del nostro paese e dell’Europa?
Domenica 8 ore 9: CONCLUSIONI
9- 10,30. Sintesi dei gruppi di lavoro
10,30. Impegni delle regioni
11,00. Impegni dei sindacati e delle associazioni:
– segretario confederale CGIL
– segretario confederale CISL
– segretario sindacato/i non confederali: Luigi Pacchiano (Marlane, Praia a Mare CS)
– responsabile Lega Ambiente: Giorgio Zampetti
– responsabile Medicina Democratica: Luigi Mara
– associazioni Luciano Carleo (Contramianto, Taranto)
Ore 13,30 – 13,45 Fulvio Aurora: Impegni finali

ADERENTI – PARTECIPANTI
AIEA nazionale (Armando Vanotto )
Contramianto e altri rischi onlus (Luciano Carleo )
Lega Ambiente nazionale (Edoardo Bai)
Associazioni delle vittime di Casale Monferrato (Bruno Pesce )
AEA-FVG, Trieste (Aureglio Pischianz – Niccolò di Stefano)
Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio
Sesto San Giovanni (Michele Michelino)
Comitato per la difesa della salute nei posti di lavoro e nel territorio di Tezze sul Brenta e di Bassano del Grappa ( Luciano Orio )
Medicina Democratica nazionale (Fulvio Aurora )
AVANI (Broni) ( Silvio Mingrino )
Fondazione Bepi Ferro, Padova
ISDE (Roberto Romizi)
AEA Monfalcone (Enrico Bullian)
Comitato Permanente ex esposti Amianto e Ambiente ( Salvatore Nania )
Associazione italiana Esposti Amianto Oltrepò – AIEAO Broni ( Michele Torti – Fugazza Mario )
Federazione INTESA ( Ignazio Barbuto )
CISL nazionale (Giuseppe D’Ercole)
FIM-CISL (Gianni Alioti )
Slai Cobas nazionale (Luigi Pacchiano )
CGIL nazionale (Stefano Oriano )
CUB nazionale ( Pier Luigi Sostaro )
FISMIC
FIOM-CGIL (Maurizio Marcelli)
ISTITUZIONI
Regione Piemonte
Provincia di Torino
PROVINCIA DI TARANTO

Nota Bene

Si richiede di inviare a questo indirizzo o all’indirizzo del sito della conferenza
nazionale: conferenzamianto2009@beepworld.it
La scheda di iscrizione alla Conferenza:

Nome e Cognome ………………………………………………………………….
Associazione/Sindacato/Ente……………………………………………………….
Indirizzo mail:…………………………………………………………………………..
Iscrizione al Gruppo di lavoro (titolo o numero)
………

30 settembre 2009

INCUBO AMIANTO – THE END ?

Filed under: Uncategorized — Tag:, — Lavoratoriscala @ 20:38

 

OGGI 29 SETTEMBRE 09’, dopo molteplici controlli da parte dell’A.S.L. sulla tenuta della camera stagna creata in volta platea e 2° galleria per la bonifica dell’amianto, comincerà lo smaltimento vero e proprio.

Per noi è un grande giorno frutto di una lunga battaglia che ha visto i lavoratori partecipi. Con la nostra determinazione e l’aiuto dei migliori esperti di ”lotta all’amianto” abbiamo costretto Comune, A.S.L. e Fondazione Scala ad adoperarsi per la nostra salute e quella del pubblico.

Abbiamo sostenuto L’RLS anche nei momenti più delicati come il 5 agosto 09 nel deserto estivo, quando rispetto alla mancata esecuzione dei lavori di bonifica che dovevano cominciare il 23 luglio, ci siamo rivolti ai nostri legali per intraprendere azioni giudiziarie per mancata tutela della salute dei lavoratori.

La minaccia di esser trascinati in tribunale e sui giornali per un fatto così grave ha nuovamente creato, come a gennaio nell’episodio che riguardava l’incapsulamento della cupola, il benefico effetto di far muovere i burocrati che nonostante sappiano ben usare l’arma dell’oblio al fine di risparmiare sulla nostra pelle e per non far sapere nulla al pubblico, han dovuto questa volta correre, per recuperare il ritardo accumulato. Ma non abbastanza, per non far chiudere due mesi il Loggione e spendere nell’emergenza e sulle spalle della collettività più di 700.000 € e inventarsi poi una serie di scuse fantasiose e concertate a cui son subito abboccati i media.

La responsabilità del ritardo è del Comune di Milano e di chi, nella direzione, gli ha fatto credere che i lavoratori avrebbero dimenticato e subìto il problema Amianto, come in tutti questi anni.

Oggi il nostro impegno è rivolto a risolvere il problema amianto nel deposito di Figino, dove lavora la squadra trasporti, il cui tetto ne è pieno e marcio. Un luogo lontano dalla ribalta del Piermarini ma vicino ai nostri pensieri già dal 29/ 06/09 data in cui informammo con raccomandata la direzione circa la pericolosità da verificare al più presto. Attendiamo ancora risposte scritte.

Intanto la nostra solidarietà e sostegno va ai comitati di lotta contro l’amianto che attendono da anni lo smaltimento dalle loro case a Milano della sostanza killer da parte del Comune.
                                                                              
                                                                                       CUB-lnformazione
                                  Confederazione Unitaria di Base
  video di gennaio 2009

YouTube – Amianto al Teatro alla Scala di Milano
2 min 36 sec
www.youtube.com

ttp://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2009/09/01/la_scala_torna_a_far_parlare_di_se_ora_per_amianto.html

7 settembre 2009

Amianto: Il TAR del Lazio Condanna il Governo e la Direzione Centrale INAIL

Filed under: Uncategorized — Tag:, — Lavoratoriscala @ 15:24

Amianto: Il TAR del Lazio Condanna il Governo e la Direzione Centrale INAIL
Accolto il ricorso delle associazioni dei lavoratori esposti all’amianto
(25 giugno 2009)

DAVIDE VINCE CONTRO GOLIA: UNA VOLTA TANTO ANCHE I LAVORATORI VINCONO.

L’Associazione Italiana Esposti Amianto, a cui si sono aggiunte successivamente altre associazioni tra cui il Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio di Sesto San Giovanni (Mi), la CON.F.A.I.L, l’Associazione Vittime dell’Amianto Nazionale Italiana (A.V.A.N.I.), nei mesi scorsi avevano presentato ricorso contro il governo italiano e l’Inail per violazione delle norme costituzionali.                      Asbestos: the Hidden Killer campaign In questi anni migliaia di lavoratori esposti all’amianto, le loro mogli e figli sono stati contaminati dall’amianto killer, a migliaia si sono ammalati e sono morti, mentre le loro famiglie aspettano invano da anni giustizia. Con il decreto del 12-03-2008 del Ministro del Lavoro, in concerto con il Ministro dell’Economia e il Ministro delle Finanze e successivamente con l’atto dell’Inail (direzione centrale) del 19-05-2008, il governo Prodi tramite i ministri Cesare Damiano e Padoa Schioppa ha leso i diritti di migliaia di lavoratori esposti all’amianto. La legge 257 del 1992 concedeva a questi lavoratori, a causa della minore aspettativa di vita, un risarcimento, facendoli andare in pensione un po’ prima per allontanarli dalla fonte di esposizione cancerogena. Le polveri di amianto, come dimostrato dalla scienza medica, sono cancerogene indipendentemente dalla quantità (anche una sola fibra può produrre il mesotelioma ovvero quel tumore che non ha altre cause se non l’esposizione ad amianto) e con gli atti di indirizzo e i successivi atti dell’Inail il governo, riconoscendo i periodi di esposizione all’amianto fino all’inizio della bonifica e non oltre il 02-10-2003 solo in alcuni siti, ha discriminato i lavoratori riconoscendo solo ad alcuni la possibilità di usufruire del risarcimento del danno subito, escludendo e limitando il diritto della maggioranza dei lavoratori interessati che hanno lavorato a contatto con l’amianto in altri siti industriali non oggetto degli atti di indirizzo. Le nostre associazioni, tramite il nostro legale Avv. Ezio Bonanni del Foro di Roma, ritenendo tutto questo lesivo degli interessi dei loro associati e di tutti i lavoratori italiani, hanno inoltrato il ricorso al TAR del Lazio per tema di lesione dei diritti e delle libertà fondamentali e ora il Tribunale, con la sentenza n. 5750/2009, ci ha dato ragione.

Con la sentenza emessa “il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio – Sezione Terza bis definitivamente pronunciando sul ricorso un epigrafe, lo accoglie per l’effetto annulla il D.M. del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale e del Ministero dell’Economia e Finanze in data 12 marzo 2008 e l’atto di cui alla nota INAIL – Direzione Centrale prestazioni – ufficio III N. 60002 del 19 maggio 2008 nella parti e secondo le modalità in motivazione indicate. Condanna…….”. Un passo significativo della sentenza dice: “Non è dato comprendere la ragione per cui l’amministrazione nel regolamento attuativo ha inteso introdurre la limitazione collegata ai soli reparti di esposizione diretta all’amianto, in quanto in altre occasioni la stessa ha invitato l’INAIL a non considerare i soli reparti all’interno delle singole realtà produttive”.

La sentenza, articolata in 21 pagine, accoglie il ricorso su tutta la linea evidenziando l’illegittimità dell’operato dei Ministri del Governo e dell’Inail che hanno fortemente discriminato i lavoratori esposti all’amianto. Ora si aprono le porte per tutti i lavoratori e centina di processi che hanno dato torto ai lavoratori dovranno essere rivisti.

 Sesto San Giovanni, 24-06-2009

Associazione Italiana Esposti Amianto
Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

fonte: adelantecompaneros@fastwebnet.it 

3 settembre 2009

Amianto alla Scala, bonifica tardiva –

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Tiboni, CUB: “Ennesimo intervento a scoppio ritardato alla faccia della tutela della salute di lavoratori e cittadini.”02-09-2009

Il sindacato di base aveva allertato circa la presenza di amianto già alla fine dello scorso anno. Chiusa per due mesi la galleria del teatro milanese per l’eliminazione dalla fibra nociva.

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 I primi a segnalarlo erano stati i sindacalisti della CUB alla fine di novembre dello scorso anno (notizia riportata da CRONACA QUI il 26 novembre e da EPOLIS Milano il 12 febbraio di quest’anno), la cui presenza causerà la chiusura della galleria del Teatro alla Scala di Milano per circa due mesi, fino alla fine di ottobre.
 Al contrario è solo di qualche giorno fa la decisione di Comune, Asl e Fondazione Teatro alla Scala di iniziare i lavori di bonifica dell’amianto, in accordo con il sindaco Letizia Moratti e il sovrintendente Stéphane Lissner, un intervento previsto già alla fine di luglio ma posticipato al 26 agosto per la richiesta dell’Asl di mappare tutta la sala.
 “Contrariamente a quanto si vorrebbe far passare ora, il materiale tossico era stato rinvenuto proprio l’anno scorso da un gruppo di lavoratori all’interno dei locali frequentati dalle maestranze tecniche e dai vigili del fuoco” Specifica Piergiorgio Tiboni, coordinatore nazionale della CUB. “Parliamo del rivestimento delle bocche dei fari sala, nella zona cupola soprastante la platea, oltre a una sua presenza sparso all’interno del locale delle parti adiacenti le passerelle di servizio.” vi
 A suffragare ulteriormente la presenza di amianto è la patologia riscontrata a un vigile del fuoco direttamente legata alla fibra di amianto ( il mesotelioma pleurico).
 Da parte degli stessi lavoratori era stata richiesta un’immediata verifica da parte della dirigenza e delle autorità competenti la Fondazione, e la successiva e tempestiva bonifica dei locali indicati dalla fibra di questo pericoloso materiale.
 “Adesso fingono di preoccuparsi della salute di chi va a teatro, soprattutto per evitare che chi aveva già comprato i biglietti per gli spettacoli di settembre chieda il rimborso. In realtà questo intervento a scoppio ritardato non tiene minimamente conto della salute dei lavoratori e viene fatto solo per non perdere la faccia.” Conclude Tiboni.

MILANO, 01 settembre 2009.

CUB – Confederazione Unitaria di Base
V.le Lombardia, 20 – 20131 Milano
tel. 02 70631804 – Fax 02 70602409

Amianto alla Scala, è scontro sul ritardo dei lavori di bonifica

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Amianto alla Scala, è scontro sul ritardo dei lavori di bonifica

La Scala sta cercando posti alternativi per i loggionisti per il balletto del 5 settembre. E per il concerto inaugurale della rassegna MiTo ci sarà il rimborso dei biglietti per gli spettatori che non riusciranno ad avere posti sostitutivi
di Anna Cirillo

Gran rabbia per la figuraccia della Scala rimessa a nuovo nel 2002 dove solo adesso si scopre l’amianto nel loggione, e grandi manovre. Il Comune sta pensando di organizzare un concerto gratuito nel teatro per i loggionisti che resteranno a bocca asciutta da qui alla fine di ottobre, 21 spettacoli in cartellone in settembre e 16 in ottobre. Sono 275 i posti in meno nella seconda galleria, chiusa al pubblico per la bonifica nel locale luci della sopravolta: l’e ternit sta lì dagli anni Cinquanta-Sessanta. Si rimuove ora, a stagione iniziata, tra disagi e scompigli.

Il sindacato di base aveva comunicato la presenza di amianto alla fine dello scorso anno e ad agosto aveva anche minacciato il ricorso all’avvocato se non fosse stato tolto. Piergiorgio Tiboni, coordinatore nazionale del Cub, parla di bonifica tardiva. «Il materiale tossico era stato scoperto dai lavoratori nel rivestimento delle bocche delle luci e nelle parti adiacenti le passerelle di servizio — dice — A confermare i sospetti sulla sua presenza era stata anche la morte di un vigile del fuoco per mesotelioma pleurico, e il fatto che un suo collega si sia ammalato della stessa patologia. Avevamo richiesto subito la bonifica. Questo intervento tardivo è fatto per non perdere la faccia».

L’eternit non fu individuato nel 2002 perché «le bocche delle luci non furono oggetto di restauro e le campionature dell’aria sono sempre state negative all’amianto — dice Antonio Acerbo, direttore dell’Ufficio tecnico di Palazzo Marino. — A dicembre le bocche sono state incapsulate e si era deciso di bonificare in agosto. Ma c’è stato un ritardo». «È assurdo non aver tolto quell’amianto quando fu fatta la ristrutturazione — esordisce il ministro della Difesa, Ignazio La Russa — Ora però la salute viene prima di tutto. Non è un dramma se la Scala resta chiusa in parte per due mesi, mi auguro solo che sia a posto per il 7 dicembre. E i loggionisti dovrebbero essere risarciti con repliche degli spettacoli, in altro giorno o orario».

Gabriele Albertini, sindaco ai tempi della ristrutturazione, spiega che «fu l’intervento più colossale di rigenerazione del nuovo e di restauro dell’antico dopo Maria Teresa d’Austria. Quell’area luci non è stata toccata, ma mi sembra un dettaglio minimo, non toglie niente all’opera». «Di amianto non si parlò mai e poi mai durante il restauro» aggiunge Salvatore Carrubba, all’epoca assessore alla Cultura. Il primo appuntamento che verrà limitato è l’inaugurazione del festival MiTo: il 4 settembre alla Scala suonerà la Filarmonica di San Pietroburgo, concerto già tutto esaurito. Gli organizzatori hanno deciso che i loggionisti verranno rimborsati e avranno diritto ad uno sconto del 20 per cento sull’acquisto di un qualsiasi altro biglietto del festival a Milano. E sono già stati messi a disposizione 44 posti sostitutivi nella seconda galleria, mentre tutti i loggionisti hanno ottenuto una nuova sistemazione per il concerto dell’orchestra Verdi il 6 settembre.

Pure la Scala si sta muovendo: la prima serata coinvolta, il 5 settembre, è il balletto Sogno di una notte di mezza estate con Roberto Bolle, (non presente in tutte le repliche). Si sta tentando di distribuire i loggionisti nelle diverse serate. Furente l’a ssessore alla Cultura Finazzer Flory. «Mi chiedo come sia stato possibile non aver individuato l’amianto prima — dice — . Ora noi i lavori li possiamo chiudere in una settimana, poi l’Asl deve fare i controlli. Ma entro fine ottobre sarà tutto finito».

amianto rassegna stampa

AGI
http://www.agi.it/milano/notizie/200909011730-spe-r012485-scala_bonifica_amianto_per_lavoratori_cub_intervento_tardivo
 
ASCA
http://it.notizie.yahoo.com/19/20090901/tit-scala-cub-su-amianto-bonifica-tardiv-59fdfba.html
 
APCOM
http://notizie.virgilio.it/notizie/cronaca/2009/09_settembre/01/scala_cub_bonifica_amianto_tardiva_nostra_segnalazione_del_2008,20526149.html?pmk=rss
 
L’ESPRESSO.IT
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/amianto-alla-scala-e-scontro-sul-ritardo-nellopera-di-bonifica/2108552
 
REPUBBLICA MILANO.IT
http://milano.repubblica.it/dettaglio/amianto-alla-scala-e-scontro-sul-ritardo-dei-lavori-di-bonifica/1709219
 
 IL GIORNALE.IT
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=379269

 
GIORNALE DI ZONA.COM
http://www.giornaledizona.com/notizie/cultura/scala-cub-su-amianto-bonifica-tardiva.asp

 
IL QUOTIDIANO SICILIANO.IT
http://www.ilquotidianosiciliano.it/articolo.php?id=37085
 
INDYMEDIA
http://lombardia.indymedia.org/node/21171
 
NEWSTIN
http://www.newstin.it/rel/it/it-010-002022185
 
MY BLOG JOURNAL.COM
http://www.myblogjournal.com/it/Italia/all/scala-cub-su-amianto-bonifica-tardiva/channels/2/1/entries/263570

 
RADIO CITTA’ APERTA.IT
http://www.radiocittaperta.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1999&Itemid=9

6 agosto 2009

Bonifica Amianto: Diffida e richiesta di accesso

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Spett.le

Fondazione Teatro alla Sacala

ufficio del personale

c.a. Dott. D. Mecca

via Torino 68

20123 Milano

Raccomandata AR

Anticipata via fax 02 88793466

Milano, 5 agosto 2009

OGGETTO: Diffida e richiesta di accesso

Facciamo seguito alla corrispondenza precedente e ai colloqui informali, prendendo atto, con rammarico, del fatto che la fondazione teatro alla Scala non ha provveduto a dare esecuzione ai provvedimenti di salvaguardia della salute e alla rimozione dell’amianto durante la pausa estiva come da voi comunicatoci in data 13 gennaio 2009.

Ai sensi dell’art. 9 della legge 20.5.70 n. 300 e dell’art. 2087 c.c. Questa O.S. e i lavoratori tutti (iscritti o non iscritti) chiedono di poter controllare (con il supporto di tecnici) lo stato attuale del luogo di lavoro e la presenza di amianto.

Chiedono di avere risposta non equivoca entro e non oltre 5 giorni dal ricevimento. La presente vale anche quale richiesta di incontro urgente.
Vi ribadiamo che In mancanza di riscontro (e comunque in assenza di certe risoluzioni del problema) abbiamo conferito incarico all’avv. Giovanni Giovannelli, del Foro di Milano, con studio in Via Cadore 36, di predisporre idonee azioni di tutela della salute. In particolare intendiamo, in mancanza di risposte convincenti, procedere a ricorso per accertamento tecnico preventivo, con la contestuale richiesta ex art. 700 c.p.c. di ordine cautelare di immediata rimozione dell’amianto, senza escludere di avanzare altresì richiesta di sequestro dei locali inquinati.

La presente costituisce diffida formale e intimazione a provvedere, fatti salvi i danni già causati, da risarcirsi integralmente.

In attesa di un sollecito riscontro

Cordiali saluti

CUB-Informazione Confederazione Unitaria di Base Milano: V.le Lombardia 20 – tel. 02/70631804-2666289 fax 02/70602409 www.cub.it – e mail cub.nazionale@tiscali.it

4 maggio 2009

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Respira e cospira con la mascherina

Alla May Day parade 009

Actinolite d’amianto, Grunerite d’amianto, Antofillite d’amianto, Crisotilo, Crocidolite.
Le sostanze sopra elencata, per chi non lo sapesse, appartengo tutte alla “famiglia” dei silicati fibrosi ed hanno in comune un tristissimo primato.
Molte delle persone che sono venute in contatto queste fibre, o meglio che le hanno respirate, sono morte di tumore alla pleura o nei casi meno gravi hanno riportato malattie croniche all’apparato respiratorio.

Ciò che preme, invece, denunciare è che nei mesi scorsi al Teatro alla Scala di Milano è stato rinvenuto in diversi locali dell’amianto. Cosa ancor più sconcertante, è che in questi locali i lavoratori del Teatro svolgono quotidianamente le loro mansioni. Avete capito bene. Siamo nel centro di Milano in uno dei teatri più famosi del mondo dove si ammala e si muore di amianto.

A Milano anche le case di edilizia popolare di Rogoredo, estrema periferia sud est, dove tante famiglie vivono in case di edilizia totalmente ricoperti di amianto) dove si muore di tumore e dove Oscar divenpopolare assegnatagli dal Comune (via Feltrinelli, un blocco di appartamenti ta "White" quando comprende a fondo il significato reale della vita nelle case bianche dove vive l’amianto che si porta via gli amici più cari, in via Russoli con storie degli abitanti delle case Aler, ne mettono in fila diverse: quella del signor Giorgio, operaio dell’Alfa; del signor Luigi, finanziere; del signor Giacomo, commerciante. «Tutti morti perché vivevano in case piene d’amianto » I lavoratori continuano a morire, ma sono sempre di più anche le persone che si ammalano dopo essere venute in contatto con l’amianto nell’ambiente, anche in casa, diventando un problema sociale. Non c’è una soglia minima, basta una piccola esposizione.

 

Una grande battaglia legale contro l’ex Breda l’ha fatta “Il Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio”, a noi vicini, costituito essenzialmente da operai d’ex fabbrica “Breda Fucine” di Sesto San Giovanni.

 

Alla Scala, insieme alla CUB oggi affrontiamo il problema per interrompere le attività e bonificare i locali incriminati, per considerare i lavoratori morti di mesotelioma, per i diritti dei malati gravemente e di tutti i lavoratori esposti fino a oggi senza che siano stati riconosciuti i benefici previdenziali.

 

 

Alla May Day Parade i Lavoratori Auto Organizzati Scala insieme a Oscar "White" denunciano il flagello dell’AMIANTO per iniziare a combattere in quartiere in fabbrica e in teatro attraverso la musica e la cultura hip hop.       

 

    Auto Organizzati Scala

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