Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

30 Giugno 2010

JAMES BONDI HA UCCISO LA LIRICA- Il testo non corrretto della legge

Filed under: Uncategorized — Tag:, , — Lavoratoriscala @ 01:45

1° LUGLIO: ASSEMBLEA GENERALE ALLE ORE 15.30 IN SALA PIERMARINI.

Alle ore 17:15, al termine dell’Assemblea Generale dei lavoratori, presso i portici del Teatro alla Scala, in via Filodrammatici, si terrà una conferenza stampa indetta dalle OO.SS. e RSA,avente come tema:
– problemi occupazionali e rinnovo dei contratti di lavoro, concorsi;
– Legge Bondi;- tagli al Fus;- CCNL;

Sono invitate la partecipare le forze politiche, culturali e sociali.

LA LICENZA DI UCCIDERE GLI E' STATA CONCESSA DAL SENATO IL POMERIGGIO DEL 29 GIUGNO 2010.
ALLA SCALA DAVANTI ALLA SCENA DEL CRIMINE SUONI, CORI, MEGAFONI.

james bondi1     j bondi 2

LA RABBIA DEI LAVORATORI. IL CORTEO FUNEBRE CON LA BANDA E INFINE LA BARA DELLA CULTURA  E' STATA  CONSEGNATA  A PALAZZO MARINO. LE SPESE DEL FUNERALE E I RISARCIMENTI ALLE VITTIME SONO A CARICO DEL SINDACO.

CUB  SCALA

I tagli alla lirica sono legge Orchestra della Scala in piazza

I tagli alla lirica sono legge
Orchestra della Scala in piazza

Il decreto sulle fondazioni liriche diventa legge e i lavoratori tornano in piazza

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È legge il decreto sulle fondazioni liriche.

il sole 24 ore                        29 giugno 2010

È legge il decreto sulle fondazioni liriche. Il semaforo verde al contestato provvedimento si é acceso con 150 sì, 112 no e 3 astenuti. A favore hanno votato Pdl e Lega, contrari Pd, Idv e Udc-Svp-Autonomie. Gli ultimi fuochi sul provvedimento si sono consumati in aula oggi al Senato, dove il via libera definitivo é giunto dopo un rapido passaggio in commissione Istruzione. L'opposizione ha tentato di dare battaglia sul provvedimento che scadeva oggi, ma le feree regole del Senato non hanno concesso loro spazio. Nonostante il controllo continuo del numero legale e l'atteggiamento ostruzionistico, non hanno potuto sconfiggere la maggioranza che ha serrato le file e si é presentata in aula assicurando il numero legale in un sonnacchioso giorno festivo per la Capitale, che festeggia San Pietro e Paolo. I lavoratori della Scala, intanto, hanno iniziato una pacifica forma di protesta improvvisando un concerto sotto i portici del teatro milanese.

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Non sono mancati al momento di votare i cartelloni dell'Idv con svariati slogan: «No alla cosca, sì alla Tosca», «é l'ennesima Traviata del governo», «Bondi, con questa legge non ascolterai più ridi pagliaccio», «Berlusconi, l'unico Don Giovanni che ci piace é quello di Mozart», «governo, uno spettacolo indegno».

Il provvedimento ha l'obiettivo di mettere mano ai bilanci dissestati della maggior parte delle 14 fondazioni lirico-sinfoniche del paese. Sul fronte del lavoro é previsto il blocco del turnover, con aperture per gli enti virtuosi, un giro di vite sulla contrattazione integrativa, il divieto di assunzioni a tempo indeterminato, con tempi di attuazione non immediati. Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi in aula si é detto dispiaciuto per l'atteggiamento delle opposizioni che hanno parlato del decreto sulle fondazioni liriche come di un pasticcio «e non invece come di un fatto nuovo e positivo avvenuto in questo Parlamento».

Poco più di una cinquantina gli emendamenti presentati, esattamente 53, di cui 19 del Pd e gli altri dell'Idv. Due le pregiudiziali di costituzionalità, una targata Pd, l'altra Idv, sono state respinte dall'aula. Come l'ordine del giorno Pd e Idv. «È indispensabile – ha detto Franco Asciutti (Pdl), relatore del provvedimento, al Sole24ore.com – evitare gli sprechi. In tutto il mondo più si alzano i sipari, più aumentano gli incassi. Solo in Italia più si alzano i sipari, più aumentano i costi, C'è disattenzione ad arrivare al pareggio del bilancio e a non spendere più di quanto si ha».

Non é riuscito a dare battaglia il Pd che al Senato ha anche puntato a ripristinare buoni rapporti con l'Idv. Dopo una stressante battaglia ostruzionistica alla Camera, infatti, il partito di Di Pietro aveva rotto con gli onorevoli del Pd, che aveva ottenuto, insieme all'Udc, l'accoglimento di una decina di emendamenti condivisi. Comunque pollice verso del partito di Bersani sul provvedimento. «È palesemente incostituzionale – ha sostenuto Vincenzo Maria Vita (Pd) al Sole24ore.com – visto che dopo la riforma del titolo V della Costituzione non si potrebbe fare un testo così centralista in materia concorrente con le Regioni. Tanto che si annunciano già ricorsi della regioni, prima fra tutte la Toscana».

«Il governo ha mostrato una schizofrenia con il testo stonato del decreto sulle fondazioni», ha detto al Sole 24ore.com il dipietrista Fabio Giambrone, vicepresidente del gruppo Idv e capogruppo nella commissione. Rispetto «al serio riordino del sistema lirico-sinfonico chiesto con voto unanime dalla commissione Istruzione del Senato con la risoluzione del 18 marzo 2009, che tracciava un percorso chiaro di riforma si é preferito adottare un provvedimento vergognoso. Il vero problema del settore è quello di avere risorse certe». Per Giambrone quella approvata é una legge che «lede la dignità dei lavoratori del mondo dello spettacolo, e che dopo il massacro della riforma della scuola segna lo smantellamento definitivo della cultura italiana da parte del governo».

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  1. Visto che la legge è legge non esiste scioperare contro il Parlamento della Repubblica.Quindi propongo che si ricominci a lavorare dando il meglio da un lato; dall'altro che la battaglia si sposti all'interno.Il sovrintendente ha fallito, e questo non si può lasciar passare. A questo punto il Vicepresidente della Fondazione deve prendere in mano la situazione e risolvere il problema al più presto: via il Sovrintendente, ricambio della Direzione artistica, nomina di un Direttore musicale italiano rappresentativo e combattivo rispetto ai palazzi della politica.orsolina la birichina

    Commento di anonimo — 30 Giugno 2010 @ 08:47

  2. se la legge è ingiusta, ritengo giusto scioperare

    Commento di anonimo — 30 Giugno 2010 @ 09:25

  3. Non ho capito dove il sovrintendente ha fallito??? Bilancio in attivo, 320 alzate di sipario, garanzia di impiego con copertura dei posti vacanti in organico, non c'è decurtazione dell'integrativo e blocco dei permessi artistici rinviato di un anno!!!!Alla Scala è andata bene per il momento, il sindacato dovrebbe invece preoccuparsi di cosa ha fatto in altre realtà che rischiano seriamente di scomparire.

    Commento di anonimo — 30 Giugno 2010 @ 10:26

  4. La Cub e la Cgil più battagliere, promettono di continuare la mobilitazione. La Uil cercherà di «lavorare per migliorare la legge», come assicura il suo coordinatore Domenico Dentoni. Diverso l'obiettivo della Cisl, spiega il rappresentante Silvio Belleni: «Aspettiamo entro settembre il regolamento sull'autonomia della Scala». Ieri la prevista replica del balletto Romeo e Giulietta è andata in scena, ma sono a rischio le tournée a Napoli e a Buenos Aires. Sarà un'assemblea sindacale, in programma per il 30 giugno, a stabilire le prossime forme di protesta dei dipendenti della Fondazione.

    Commento di anonimo — 30 Giugno 2010 @ 11:57

  5. DOMANI ASSEMBLEA GENERALE ORE 15.00 IN SALA PIERMARINI

    Commento di anonimo — 30 Giugno 2010 @ 11:59

  6. Assemblea il 30 o il 1 luglio?  Mobilitazioni e decisioni a breve?

    Commento di anonimo — 30 Giugno 2010 @ 12:50

  7. da quando è iniziata la stesura del decreto, non ho sentito nessuno lamentarsi della gestione degli enti. nessuno protestare e scioperare per mandare a casa i sovrintendenti e i direttori artistici (che in alcuni enti sono piazzati li da quasi 20 anni) e PRETENDERE  di avere dirigenti non collusi con la politica e capaci di soddisfare le esigenze dei lavoratori e dell'arte. non ho sentito nessuno chiedere chiedere che i sindacati (sopratutto i più grossi e i firmatari del contratto) LA SMETTANO di fare gli inciuci con le dirigenze dei teatri. e nessuno chiedere controlli severi a riguardo. anche con i pochi soldi che ci sono adesso, con una gestione migliore e senza sprechi, i teatri potrebbero comunque fare una programmazione dignitosa e di qualità. DIRIGENTI E SINDACATI, DOVE SONO I NOSTRI SOLDI?

    Commento di anonimo — 30 Giugno 2010 @ 13:56

  8. ma numero 3 che significano le alzate di sipario, se il clima è di sospetto e il Teatro è diviso in mille fazioni? cercando di dare a tutti un contentino non si governa.orsolina ha ragione: il sovrintendente viene totalmente (e giustamente) ignorato dalla politica cittadina e nazionale, e perciò non ottiene nulla e si barcamena. Basta, via, sciò.p.s. non parliamo poi del livello artistico: amici della lobby e poco più, pubblico sempre buante, qualità dell'orchestra in calo vistoso, nessuna iniziativa discografica…

    Commento di anonimo — 30 Giugno 2010 @ 17:52

  9. ma chi sono i responsabili del clima di sospetto e delle divisioni in mille fazioni?

    Commento di anonimo — 30 Giugno 2010 @ 18:00

  10. Il pesce puzza sempre dalla testa.

    Commento di anonimo — 30 Giugno 2010 @ 18:02

  11. ma il sindacato cosa dice a chi ha perso le cause?

    Commento di anonimo — 30 Giugno 2010 @ 18:37

  12. Con la recita di FAUST del 30 giugno si è toccato artisticamente e umanamente il fondo.

    Commento di anonimo — 30 Giugno 2010 @ 23:54

  13. Invece di star qui a scrivere cazzate, muovete il culo anche voi come ha fatto il coro che solo così riusciamo a metter pressione a Lissner e tutta la direzione.Dai, su!…uscite dalle vostre immeritate tane e dite la vostra, agite, incazzatevi e, soprattutto, tentate di far discorsi seri ed articolati e non le solite frasi e i soliti slogan infantili e ripetitivi…….

    Commento di anonimo — 1 Luglio 2010 @ 00:16

  14. Propongo il #12 direttore artistico

    Commento di anonimo — 1 Luglio 2010 @ 06:40

  15. Il decreto Bondi è legge

    Il Senato ha approvato il contestato provvedimento di riordino delle fondazioni lirico-sinfoniche. Idv, sindacati e lavoratori riprendono le proteste

     

    di Claudia AbbiatiNessuna modifica rispetto al testo licenziato il 24 giugno dalla Camera. Il controverso decreto sulle fondazioni lirico-sinfoniche voluto dal ministro per i Beni culturali e ambientali Sandro Bondi è diventato ufficialmente legge alle 18.15 del 29 giugno 2010. Il Senato ha approvato il provvedimento a maggioranza, con 150 voti a favore (quelli del Pdl e della Lega Nord), 112 contrari e tre astenuti. Sono state così respinte le due pregiudiziali di costituzionalità della norma, presentate dai gruppi del Partito democratico e dell'Italia dei Valori. Ed è stata proprio l'Idv a contestare più duramente la «legge vergogna», esponendo cartelli con slogan "a tema": «No alla cosca, sì alla Tosca», «È l'ennesima Traviata del Governo», «Bondi, con questa legge non ascolterai più Ridi, pagliaccio», «Berlusconi, l'unico Don Giovanni che ci piace è quello di Mozart», «Governo, uno spettacolo indegno».Palazzo Madama ha dovuto fare una corsa contro il tempo per approvare il testo: il 29 era l'ultimo giorno utile per farlo, pena il decadimento del decreto legge (firmato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 30 aprile), e i senatori si sono presentati in aula nonostante tutta Roma celebrasse la festa di San Pietro e Paolo.Sandro Bondi non nasconde la soddisfazione per l'approvazione del decreto, nonostante e dichiara in una nota che «questa riforma salverà dal fallimento l'opera lirica». Non è d'accordo Fabio Giambrone, capogruppo Idv in commissione Cultura al Senato: «Questa legge lede la dignità dei lavoratori del mondo dello spettacolo, e dopo il massacro della riforma della scuola segna lo smantellamento definitivo della cultura italiana da parte del Governo». Vincenzo Vita (Pd) rincara la dose, definendo il testo approvato, nonostante gli emendamenti richiesti dall'opposizione e approvati nel passaggio alla Camera, «grave, sbagliato e viziato da evidenti aspetti di incostituzionalità, a cominciare dalla soppressione di fatto del ruolo delle Regioni. Difficilmente reggerà di fronte ai probabili ricorsi alla Consulta». La senatrice Ombretta Colli (Pdl) fa invece scudo a Bondi, precisando che «il provvedimento permetterà una migliore razionalizzazione delle risorse, collocandole soltanto dove sono necessarie. Alla Scala, ad esempio, ci si arrabatta per portare in scena opere di rilievo assoluto spendendo cifre esorbitanti in scenografie e lunghissimi periodi di prova degli orchestrali. Salvo poi verificare che tutto questo dispendio di risorse è finalizzato a un evento messo in cartellone per sole tre o quattro serate: questo andazzo comporta chiaramente un esborso ingente che poi non potrà mai essere recuperato».I lavoratori del teatro milanese non l'hanno certo presa bene. «La lirica è stata uccisa da James Bondi», si legge sul loro blog Il Sottoscala (http://lavoratoriscala.splinder.com). I musicisti hanno improvvisato un concerto davanti all'ingresso del Piermarini in attesa del verdetto di Palazzo Madama. In programma arie famose del repertorio lirico, le immancabili coccarde gialle da "portatori sani di cultura" e uno striscione, «Moratti, la donna immobile»: una contestazione nei confronti del sindaco (che della Scala è anche presidente della Fondazione) e della sua decisione di non prendere posizione sugli effetti della legge Bondi. Dopo l'approvazione della norma è invece stato inscenato il funerale della Cultura, con una bara seguita da un mesto corteo che ha intonato il Silenzio. Sono divisi i sindacati: la Cgil più battagliera, promette di continuare la mobilitazione. La Uil cercherà di «lavorare per migliorare la legge», come assicura il suo coordinatore Domenico Dentoni. Diverso l'obiettivo della Cisl, spiega il rappresentante Silvio Belleni: «Aspettiamo entro settembre il regolamento sull'autonomia della Scala». Ieri la prevista replica del balletto Romeo e Giulietta è andata in scena, ma sono a rischio le tournée a Napoli e a Buenos Aires. Sarà un'assemblea sindacale, in programma per il 30 giugno, a stabilire le prossime forme di protesta dei dipendenti della Fondazione.

    News inserita il 30-06-2010.

    Commento di anonimo — 1 Luglio 2010 @ 08:23

  16. Inutile continuare con la linea morbida, lotta DURA E SENZA MISURA! altrimenti non si risolverà un cazzo. Bisogna mettere in conto che DOBBIAMO fare sacrifici se vogliamo che il nostro lavoro non sia compromesso da oggi sino alla pensione, se non rinunciamo a qualcosa ora, sarà molto piu' pesante quello a cui dovremo rinunciare domani.Sciopero sulle tournèe di Napoli e Argentina!!! (quest'ultima andrebbe ad onorare la proprio la Moratti, infatti quella racchia c'è stata molto vicina vero??…)La Direzione ci impedisce persino le forme di protesta bianca, togliendoci la paga se cantiamo e suoniamo le recite in borghese, e questo è veramente assurdo!!!Tanto sappiamo tutti benissimo che questa legge l'hanno fatta, voluta e scritta LORO! quindi,LORO HANNO FATTO LA LEGGE?????? LORO TROVINO L'INGANNO!!! altrimenti TUTTI A CASA, LISSNER & C. PER PRIMI.E la smettano di prenderci tutti quanti per il culo! (un monito questo anche ai sindacati).

    Commento di anonimo — 1 Luglio 2010 @ 08:59

  17. il discorso dei precari è così:.: «A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,»; Le assunzioni a tempo determinato, a copertura dei posti vacanti in organico, con esclusione delle prestazioni occasionali d’opera professionale dei lavoratori cosi detti aggiunt…i, non possono superare il quindici per cento dell’organico approvato. Per le assunzioni a tempo determinato le fondazioni lirico-sinfoniche possono avvalersi delle tipologie contrattuali disciplinate dal decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni.

    E quello del tempo indeterminato è così:«5-bis. Le fondazioni lirico-sinfoniche, che abbiano conseguito il pareggio di bilancio nei tre esercizi precedenti la data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e che presentino un rapporto percentuale tra i ricavi dalle vendite e prestazioni e l’a…mmontare del contributo statale non inferiore al 40 per cento nell’ultimo bilancio approvato, possono effettuare assunzioni a tempo indeterminato nei limiti della pianta organica approvata e assumere personale a tempo determinato, con esclusione delle prestazioni occasionali d’opera professionale dei lavoratori cosiddetti aggiunti, nei limiti del 15 per cento dell’organico approvato»;

    Commento di AutoOrgScala — 1 Luglio 2010 @ 10:39

  18. lavorare bene per lavorare di più

    Commento di anonimo — 1 Luglio 2010 @ 14:03

  19. caro #14, il numero #12 sarebbe molto ma molto ma molto ma molto meglio della coppia francese + nipote…

    Commento di anonimo — 1 Luglio 2010 @ 14:05

  20. Come contributo alla discussione e all'evitamento delle frasi fatte, riporto una dichiarazione del 15 giugno scorso di Ioan Holender, Sovrintendente uscente della Wiener Staatsoper dopo diciannove anni e per i prossimi due anni Consulente artistico della Metropolitan Opera.Richiesto durante una conferenza-stampa dai giornalisti presenti di un giudizio su Lissner ha detto: "Er verfügt über ein gutes und breitgefächertes Netzwerk, hat gute Beziehungen zu allen, die prominent und bekannt sind, und keine eigene Meinung." Traduzione: "Possiede una buona e vasta rete di contatti, ha rapporti ottimi con tutti coloro che sono prominenti e noti, e nessuna opinione personale".Vale più di mille analisi, e indica qual è il vero problema da rimuovere quanto prima.orsolina la birichina

    Commento di anonimo — 1 Luglio 2010 @ 14:15

  21.  

    FIRENZE – 1 LUGLIO – "Coerente con quanto già annunciato, la Toscana proseguirà sulla strada del ricorso di fronte alla Corte Costituzionale per la lesione di alcune potestà delle Regione e relativa presunzione di incostituzionalità". Lo afferma, in una nota, l'assessore regionale alla cultura, Cristina Scaletti (foto), in merito al decreto di riforma delle Fondazioni lirico-sinfoniche, convertito definitivamente in legge dal Senato martedì scorso."Il Governo e la maggioranza – afferma Scaletti – sordi ad ogni appello al buonsenso, hanno approvato il decreto proposto dal ministro Bondi: non sono servite le proteste di tutto il mondo culturale insieme a larghe parti della società civile". "Avremmo preferito – aggiunge Scaletti – un confronto serio e costruttivo ai tavoli della trattativa politica. Dobbiamo al contrario registrare l'assoluta sordità del ministro Bondi e delle forze politiche che lo sostengono. Nel frattempo, ci corre l'obbligo di attuare tutti gli atti che possano sostenere il Maggio musicale fiorentino e in particolare chi vi lavora. La Regione Toscana ha fatto e farà la sua parte, come promesso, attraverso l'aumento della sua quota di intervento. Ma non può restare sola".

    Commento di anonimo — 1 Luglio 2010 @ 18:06

  22. Evviva signori della Filarmonica…lo stress é passato.Ora inizia un nuovo scenario quindi tranquilli..potete fare i vostri concerti privati senza paura di esser tacciati di doppiogiochismo…peccato però che proprio perché i giochi sono fatti….ogni concerto  che farete in forma privata darà una ulteriore mazzata al vostro posto di lavoro a tempo indeterminato……contenti Voi……………………!Anzi..perché al posto di >Lissner e company non mettiamo esattamente i vertici della Filarmonica?!Liberte-Privatizzè-Bondizzè

    Commento di anonimo — 1 Luglio 2010 @ 18:14

  23. http://operachic.typepad.com/opera_chic/2010/07/la-scalas-unions-sink-juan-diego-florezs-barbiere-premiere.html

    Commento di anonimo — 1 Luglio 2010 @ 23:24

  24. ALBORI        TROVATI UN LAVORO

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 07:54

  25. Mille persone per il Teatro dell'Opera di Roma, che non mi pare lavori molto, mi sembra un numero esagerato, ……  140 aperture in un anno

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 08:24

  26. Assemblea generale…quando impareranno a non perdere l'occasione di tacere coloro che parlano e non capiscono una mazza?

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 09:31

  27. Per quanto legittimo, giusto e necessario lo sciopero sul Barbiere è stato deciso  ieri da una risicata maggioranza dei lavoratori presenti in assemblea ovvero una minoranza del totale dei dipendenti del Teatro.E' chiaro che a questo punto solo un referendum  ampiamente partecipato potrà stabilire la reale volontà dei lavoratori di continuare  e rendere credibili  queste forme di lotta.Fermo restando che ogni sindacato è legittimato ad indire lo sciopero come e quando vuole è arrivato anche il momento di misurare la reale rappresentatività di chi si ostina a voler rappresentare tutto e tutti anche con il 50% + 1 dei presenti in un'assemblea come quella di ieri.Il referendum non è uno strumento che si usa solo quando conviene, o è "lo strumento" democratico per antonomasia  o non lo è, lo stesso vale per le RSU.La realtà è che c'è uno scollamento evidente tra sindacati e lavoratori e la democrazia , quella vera è solo un optional.

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 10:15

  28. Salta la prima del Barbiere di Siviglia il 9 luglio Salta alla Scala la prima del Barbiere di Siviglia del 9 luglio come protesta contro la legge Bondi. Lo ha deciso l'assemblea dei lavoratori.Lo sciopero indetto da Cgil, Uil e Fials (ma non Cisl) ha rimandato ad altro momento la discussione sul far saltare o no le trasferte estive a Napoli e Buenos Aires.'Abbiamo avviato una lotta senza quartiere', ha sottolineato Enrico Sciarra della segreteria Fials, mentre Silvano Conti della Cgil evidenzia:'Questa sera saltera'la prima a Roma a Caracalla'.

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 10:15

  29. basta con gli scioperi

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 10:25

  30. testo in vigore dal: 1-7-2010
           

     

     

    					La Camera dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno
    approvato;
    
                       IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
    
    
                                  promulga
    
    la seguente legge:
                                   Art. 1
    
      1. Il decreto-legge 30 aprile 2010,  n.  64,  recante  disposizioni
    urgenti in materia di spettacolo e attivita' culturali, e' convertito
    in legge con le modificazioni riportate  in  allegato  alla  presente
    legge.
      2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a  quello
    della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
      La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara'  inserita
    nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
    italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
    osservare come legge dello Stato.
        Data a La Valletta, Ambasciata d'Italia, addi' 29 giugno 2010
    
                                 NAPOLITANO
    
    
                        Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri
    
                      Bondi, Ministro per i beni e le attivita' culturali
    Visto, il Guardasigilli: Alfano
    
                             LAVORI PREPARATORI
    
    Senato della Repubblica (atto n. 2150):
        Presentato dal Presidente del Consiglio dei Ministri (Berlusconi)
    e dal Ministro per i beni e le  attivita'  culturali  (Bondi)  il  30
    aprile 2010.
        Assegnato  alla  7ª  commissione   (istruzione   pubblica,   beni
    culturali), in sede referente, il 30 aprile  2010  con  pareri  delle
    commissioni 1ª, 2ª, 5ª, 6ª, 8ª, 11ª e questioni regionali.
        Esaminato dalla 1ª commissione (affari costituzionali),  in  sede
    consultiva, sull'esistenza dei presupposti di costituzionalita' il  4
    e 5 maggio 2010.
        Esaminato dalla 7ª commissione il 6, 11, 12, 13, 18, 25, 26, 27 e
    31 maggio 2010; il 1°, 8, 9 e 16 giugno 2010.
        Esaminato in aula il 26 maggio 2010  ed  il  15  giugno  2010  ed
    approvato, con modificazioni, il 16 giugno 2010.
    Camera dei deputati (atto n. 3552):
        Assegnato alla VII commissione (cultura, scienza  e  istruzione),
    in sede referente, il 17 giugno 2010 con pareri del Comitato  per  la
    legislazione e delle  commissioni  I,  II,  V,  VI,  XI  e  questioni
    regionali.
        Esaminato dalla VII commissione il 18, 21 e 22 giugno 2010.
        Esaminato  in  aula  il  22  giugno  2010   ed   approvato,   con
    modificazioni, il 23 giugno 2010.
     Senato della Repubblica (atto n. 2150-B):
        Assegnato  alla  7ª  commissione   (istruzione   pubblica,   beni
    culturali),  in  sede  referente,  il  24  giugno  2010  con   pareri
    delle commissioni 1ª e 5ª.
        Esaminato dalla 7ª commissione il 29 giugno 2010.
        Esaminato in aula ed approvato il 29 giugno 2010.
    

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 10:44

  31. Legge Fondazioni Lirico Sinfoniche emendata primi 3 articoli

    Articolo 1.(Disposizioni per il riordino del settore lirico-sinfonico) 1. Con uno o più regolamenti da adottarsi ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro per i beni e le attività culturali, il Governo provvede alla revisione dell’attuale assetto ordinamentale e organizzativo delle fondazioni lirico-sinfoniche di cui al decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367, e successive modificazioni, e di cui alla legge 11 novembre 2003, n. 310, anche modificando le disposizioni legislative vigenti, attenendosi ai seguenti criteri: a) razionalizzazione dell’organizzazione e del funzionamento : sulla base dei principi «di tutela e valorizzazione professionale dei lavoratori,»;di efficienza, corretta gestione, economicità «, imprenditorialità e sinergia tra le fondazioni,»;, anche al fine di favorire l’intervento «congiunto» di soggetti pubblici e privati nelle fondazioni;«tenendo in ogni caso conto dell’importanza storica e culturale del teatro di riferimento della fondazione lirico-sinfonica, desunta dalla data di fondazione del teatro e dalla sua collocazione nella tradizione operistica italiana»; «a-bis) miglioramento e responsabilizzazione della gestione attraverso l’individuazione di indirizzi imprenditoriali e di criteri, da recepire negli statuti delle fondazioni, volti alla designazione di figure manageriali di comprovata e specifica esperienza alle quali compete di indicare il direttore artistico e che rispondono del proprio operato sotto il controllo di un collegio dei revisori presieduto da un rappresentante del Ministero dell’economia e delle finanze e composto da altri due membri, di cui almeno uno magistrato della Corte dei conti»; b) individuazione degli indirizzi ai quali dovranno informarsi le decisioni attribuite alla autonomia statutaria di ciascuna fondazione, con particolare riferimento alla composizione degli organi, alla gestione e al controllo dell’attività, nonché alla partecipazione «di soggetti pubblici e privati»; finanziatori nel rispetto dell’autonomia e delle finalità culturali della fondazione; lo statuto di ciascuna fondazione e le relative modificazioni sono approvati dal Ministro per i beni e le attività culturali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze; c) previsione di forme adeguate : «del controllo e della vigilanza» sulla gestione economico-finanziaria della fondazione;: «, in ordine alla quale è attribuita totale responsabilità al sovrintendente e al consiglio di amministrazione circa il rispetto dei vincoli e dell’equilibrio di bilancio»;c bis ) previsione di specifici strumenti di raccordo dell’operato delle fondazioni al fine di realizzare la più ampia sinergia operativa possibile»; d) incentivazione del miglioramento dei risultati della gestione attraverso la rideterminazione dei criteri di ripartizione del contributo statale;: «, salvaguardando in ogni caso la specificità della fondazione nella storia della cultura operistica italiana e tenendo conto degli interventi strutturali effettuati a carico della finanza pubblica nei dieci anni antecedenti alla data di entrata in vigore del presente decreto»;d bis ):ottimizzazione delle risorse attraverso l’individuazione di criteri e modalità di collaborazioni nelle produzioni; d-ter) destinazione di una quota crescente del finanziamento statale in base alla qualità della produzione»; e) disciplina organica del sistema di contrattazione collettiva; «e-bis) incentivazione di un’adeguata contribuzione da parte degli enti locali»; f) eventuale previsione di forme organizzative speciali per le fondazioni lirico-sinfoniche in relazione alla loro peculiarità, alla loro assoluta rilevanza internazionale, alle loro eccezionali capacità produttive, per rilevanti ricavi propri o per il significativo e continuativo apporto finanziario di soggetti privati, con attribuzione al Ministro per i beni e le attività culturali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, del potere di approvazione dello statuto e delle relative modifiche. Lo statuto di ciascuna delle predette fondazioni prevede, tra l’altro, e che l’erogazione del contributo statale avvenga sulla base di programmi di attività triennali in ragione di una percentuale minima prestabilita a valere sul Fondo unico dello spettacolo di cui alla legge 30 aprile 1985, n. 163, con verifica successiva dei programmi da parte del Ministero per i beni e le attività culturali. Il Ministero dell’economia e delle finanze è sentito per le materie di sua specifica competenza. «Lo statuto dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia prevede la presenza del presidente-sovrintendente e della componente del corpo accademico, eletti direttamente dall’assemblea degli accademici.»; «f-bis) individuazione delle modalità con cui le regioni concorrono all’attuazione dei princìpi fondamentali in materia di spettacolo dal vivo secondo i criteri di sussidiarietà, adeguatezza, prossimità ed efficacia, nell’ambito delle competenze istituzionali previste dal titolo V della parte seconda della Costituzione»;«1-bis. Ai fini della riorganizzazione e della revisione dell’assetto delle fondazioni lirico-sinfoniche, i regolamenti di cui al comma 1 rispondono altresì ai seguenti criteri direttivi: a) prevedere l’attivazione di un percorso che coinvolga tutti i soggetti interessati, quali le regioni, i comuni, i sovrintendenti delle fondazioni, le organizzazioni sindacali rappresentative; b) costituire un tavolo di confronto con le diverse fondazioni ed i rappresentanti sindacali dei lavoratori, al fine di revisionare gli aspetti carenti della riforma attuata con il decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367; c) prevedere interventi, ove necessario anche a carattere normativo, volti a favorire una maggiore stabilità del settore tramite strumenti di finanziamento a carattere pluriennale che permettano di conoscere con il giusto anticipo le risorse di cui disporre al fine di mettere in atto una corretta gestione delle stesse; d) stabilire che gli statuti delle fondazioni lirico-sinfoniche attribuiscano con chiarezza all’amministratore generale, ovvero sovrintendente, la responsabilità della gestione, che dovrà rispondere alle linee di indirizzo e di bilancio disposte dal consiglio di amministrazione, nonché l’adeguata autonomia decisionale; e) prevedere la valorizzazione del sistema dei grandi teatri d’opera italiani, come definiti dalla legge 14 agosto 1967, n. 800, all’interno di un progetto di riforma che valorizzi le eccellenze specifiche, ripartendo dal principio dell’intervento culturale inteso come investimento e non come spesa; f) prevedere che siano mantenuti la capacità di produzione culturale sul territorio e il genere di spettacolo, lirica, balletto, musica sinfonica, come tipicità caratterizzanti l’identità e i fini istituzionali delle fondazioni; g) valorizzare le finalità ed il carattere sociale delle fondazioni lirico-sinfoniche, il loro ruolo educativo verso i giovani, la loro mission di trasmissione dei valori civili fondamentali, verso cui sono sempre state orientate le grandi istituzioni teatrali e culturali italiane»;2. «Sugli schemi» di regolamento di cui al comma 1 è acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 della legge 28 agosto 1997, n. 281, del Consiglio di Stato e delle competenti commissioni parlamentari. I pareri sono espressi entro «sessanta giorni»;dalla ri
    cezione. Decorso tale termine, il regolamento è comunque emanato. Dalla data di entrata in vigore delle norme regolamentari di cui al presente articolo sono abrogate le disposizioni vigenti, anche di legge, con esse incompatibili, delle quali si procede alla ricognizione in sede di emanazione delle disposizioni regolamentari previste dal presente articolo. 3. I regolamenti previsti dal comma 1 sono emanati entro il termine : «diciotto mesi» dalla data di entrata in vigore «della legge di conversione del presente decreto».

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 11:19

  32. Articolo 2.

    (Procedimento di contrattazione collettivanel settore lirico-sinfonico) 1. fermo restando quanto previsto dall’articolo 22 del decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367, a decorrere dalla data di entrata in vigore «della legge di conversione del presente decreto» il contratto collettivo nazionale di lavoro delle fondazioni è sottoscritto, per la parte datoriale, da una delegazione «rappresentativa individuata dalle fondazioni lirico-sinfoniche»;e dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei lavoratori dipendenti dalle fondazioni. La delegazione datoriale si avvale dell’Agenzia per la rappresentanza negoziale nelle pubbliche amministrazioni (ARAN). Le competenze inerenti alla contrattazione collettiva del personale dipendente dalle fondazioni lirico-sinfoniche sono esercitate dal Ministro per i beni e le attività culturali. L’accordo è sottoposto al controllo della Corte dei conti, previo parere del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero dell’economia e delle finanze. In sede di prima applicazione e fino alla verifica della maggiore rappresentatività dei lavoratori dipendenti dalle fondazioni, il contratto nazionale di lavoro è stipulato con le organizzazioni sindacali firmatarie del contratto vigente alla data di entrata in vigore «della legge di conversione del presente decreto».Articolo 3.(Disposizioni in materia di personale dipendentedalle fondazioni lirico-sinfoniche) 1. Il personale dipendente delle fondazioni lirico-sinfoniche, previa autorizzazione del sovrintendente, può svolgere attività di lavoro autonomo per prestazioni di alto valore artistico e professionale, nei limiti, definiti anche in termini di impegno orario percentuale in relazione a quello dovuto per il rapporto di lavoro con la fondazione di appartenenza, e con le modalità previste dal contratto collettivo nazionale di lavoro sottoscritto ai sensi dell’articolo 2Articolo 3.(Disposizioni in materia di personale dipendentedalle fondazioni lirico-sinfoniche) 1. Il personale dipendente delle fondazioni lirico-sinfoniche, previa autorizzazione del sovrintendente, può svolgere attività di lavoro autonomo per prestazioni di alto valore artistico e professionale, nei limiti, definiti anche in termini di impegno orario percentuale in relazione a quello dovuto per il rapporto di lavoro con la fondazione di appartenenza, e con le modalità previste dal contratto collettivo nazionale di lavoro sottoscritto ai sensi dell’articolo 2«del presente decreto» e dell’articolo 3-ter del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43, e successive modificazioni,«e secondo i criteri determinati in sede di contratto aziendale,»; sempre che ciò non pregiudichi le esigenze produttive della fondazione. Nelle more della sottoscrizione del contratto collettivo nazionale di lavoro, sono vietate tutte le prestazioni di lavoro autonomo rese da tale personale, a decorrere dal «1º gennaio 2012» Restano, comunque, ferme le disposizioni di cui agli articoli 267, comma 1, 273, 274 e 508 del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, e quelle di cui all’articolo 9, commi 1 e 2, della legge 23 dicembre 1992, n. 498. 3. Il comma 5 dell’articolo 3-ter del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente: «5. A decorrere dalla data di entrata in vigore del nuovo contratto collettivo nazionale, le clausole e gli istituti dei contratti integrativi aziendali stipulati in contrasto con i princìpi di cui ai commi 2 e 4 e con il medesimo contratto collettivo nazionale non possono essere applicati e vengono rinegoziati tra le parti. Sono comunque nulli e improduttivi di effetti i preaccordi o le intese non formalmente qualificabili come contratti integrativi aziendali ai sensi del comma 4». «3-bis. I contratti integrativi aziendali in essere alla data di entrata in vigore del presente decreto possono essere rinnovati solo successivamente alla stipulazione del nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro»;4. Al fine di perseguire l’obiettivo della sostenibilità finanziaria delle fondazioni lirico-sinfoniche, atteso lo stato di crisi ,: «decorsi due anni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e fino alla stipulazione del nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro e dei successivi contratti integrativi con le modalità di cui al presente articolo, «eventuali trattamenti economici aggiuntivi sono riconosciuti solo in caso di pareggio di bilancio, fatti salvi i diritti acquisiti»; 5. «A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 dicembre 2011», alle fondazioni lirico-sinfoniche è fatto divieto di procedere ad assunzioni a tempo indeterminato, nonché di indire procedure concorsuali per tale scopo, fatto salvo che per quelle professionalità artistiche, necessarie per la copertura di ruoli di primaria importanza indispensabili per l’attività produttiva, previa autorizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali. Le procedure concorsuali non compatibili con le disposizioni del presente decreto, in atto al momento della sua entrata in vigore, sono prive di efficacia. «A decorrere dall’anno 2012» le assunzioni a tempo indeterminato, effettuate sono annualmente contenute in un contingente complessivamente corrispondente ad una spesa non superiore a quella relativa al personale cessato nel corso dell’anno precedente. In ogni caso il numero delle unità da assumere non potrà essere superiore a quello delle unità cessate nell’anno precedente, fermo restando le compatibilità di bilancio della fondazione.: «A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,»; Le assunzioni a tempo determinato, a copertura dei posti vacanti in organico, con esclusione delle prestazioni occasionali d’opera professionale dei lavoratori cosi detti aggiunti, non possono superare il quindici per cento dell’organico approvato. Per le assunzioni a tempo determinato le fondazioni lirico-sinfoniche possono avvalersi delle tipologie contrattuali disciplinate dal decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni. «5-bis. Le fondazioni lirico-sinfoniche, che abbiano conseguito il pareggio di bilancio nei tre esercizi precedenti la data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e che presentino un rapporto percentuale tra i ricavi dalle vendite e prestazioni e l’ammontare del contributo statale non inferiore al 40 per cento nell’ultimo bilancio approvato, possono effettuare assunzioni a tempo indeterminato nei limiti della pianta organica approvata e assumere personale a tempo determinato, con esclusione delle prestazioni occasionali d’opera professionale dei lavoratori cosiddetti aggiunti, nei limiti del 15 per cento dell’organico approvato»; 

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 11:21

  33. I lavoratori che, non iscritti ai sindacati, non si sentono rappresentati devono rappresentarsi da soli e quindi partecipare alle assemblee e dire la loro, sempre ammesso che abbiano una posizione comune.Non possono lamentare nulla se non partecipano, ne dire che le decisioni sono prese da una minoranza che partecipa……chi partecipa vota , chi no vuole stare zitto e sordo, quindi acconsenta….."libertà è partecipazione" Giorgio Gaber

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 11:26

  34. Legge n.100 del 29 giugno 2010

    Articolo 1.(Disposizioni per il riordino del settore lirico-sinfonico) 1. Con uno o più regolamenti da adottarsi ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro per i beni e le attività culturali, il Governo provvede alla revisione dell’attuale assetto ordinamentale e organizzativo delle fondazioni lirico-sinfoniche di cui al decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367, e successive modificazioni, e di cui alla legge 11 novembre 2003, n. 310, anche modificando le disposizioni legislative vigenti, attenendosi ai seguenti criteri: a) razionalizzazione dell’organizzazione e del funzionamento : sulla base dei principi «di tutela e valorizzazione professionale dei lavoratori,»;di efficienza, corretta gestione, economicità «, imprenditorialità e sinergia tra le fondazioni,»;, anche al fine di favorire l’intervento «congiunto» di soggetti pubblici e privati nelle fondazioni;«tenendo in ogni caso conto dell’importanza storica e culturale del teatro di riferimento della fondazione lirico-sinfonica, desunta dalla data di fondazione del teatro e dalla sua collocazione nella tradizione operistica italiana»; «a-bis) miglioramento e responsabilizzazione della gestione attraverso l’individuazione di indirizzi imprenditoriali e di criteri, da recepire negli statuti delle fondazioni, volti alla designazione di figure manageriali di comprovata e specifica esperienza alle quali compete di indicare il direttore artistico e che rispondono del proprio operato sotto il controllo di un collegio dei revisori presieduto da un rappresentante del Ministero dell’economia e delle finanze e composto da altri due membri, di cui almeno uno magistrato della Corte dei conti»; b) individuazione degli indirizzi ai quali dovranno informarsi le decisioni attribuite alla autonomia statutaria di ciascuna fondazione, con particolare riferimento alla composizione degli organi, alla gestione e al controllo dell’attività, nonché alla partecipazione «di soggetti pubblici e privati»; finanziatori nel rispetto dell’autonomia e delle finalità culturali della fondazione; lo statuto di ciascuna fondazione e le relative modificazioni sono approvati dal Ministro per i beni e le attività culturali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze; c) previsione di forme adeguate : «del controllo e della vigilanza» sulla gestione economico-finanziaria della fondazione;: «, in ordine alla quale è attribuita totale responsabilità al sovrintendente e al consiglio di amministrazione circa il rispetto dei vincoli e dell’equilibrio di bilancio»;c bis ) previsione di specifici strumenti di raccordo dell’operato delle fondazioni al fine di realizzare la più ampia sinergia operativa possibile»; d) incentivazione del miglioramento dei risultati della gestione attraverso la rideterminazione dei criteri di ripartizione del contributo statale;: «, salvaguardando in ogni caso la specificità della fondazione nella storia della cultura operistica italiana e tenendo conto degli interventi strutturali effettuati a carico della finanza pubblica nei dieci anni antecedenti alla data di entrata in vigore del presente decreto»;d bis ):ottimizzazione delle risorse attraverso l’individuazione di criteri e modalità di collaborazioni nelle produzioni; d-ter) destinazione di una quota crescente del finanziamento statale in base alla qualità della produzione»; e) disciplina organica del sistema di contrattazione collettiva; «e-bis) incentivazione di un’adeguata contribuzione da parte degli enti locali»; f) eventuale previsione di forme organizzative speciali per le fondazioni lirico-sinfoniche in relazione alla loro peculiarità, alla loro assoluta rilevanza internazionale, alle loro eccezionali capacità produttive, per rilevanti ricavi propri o per il significativo e continuativo apporto finanziario di soggetti privati, con attribuzione al Ministro per i beni e le attività culturali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, del potere di approvazione dello statuto e delle relative modifiche. Lo statuto di ciascuna delle predette fondazioni prevede, tra l’altro, e che l’erogazione del contributo statale avvenga sulla base di programmi di attività triennali in ragione di una percentuale minima prestabilita a valere sul Fondo unico dello spettacolo di cui alla legge 30 aprile 1985, n. 163, con verifica successiva dei programmi da parte del Ministero per i beni e le attività culturali. Il Ministero dell’economia e delle finanze è sentito per le materie di sua specifica competenza. «Lo statuto dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia prevede la presenza del presidente-sovrintendente e della componente del corpo accademico, eletti direttamente dall’assemblea degli accademici.»; «f-bis) individuazione delle modalità con cui le regioni concorrono all’attuazione dei princìpi fondamentali in materia di spettacolo dal vivo secondo i criteri di sussidiarietà, adeguatezza, prossimità ed efficacia, nell’ambito delle competenze istituzionali previste dal titolo V della parte seconda della Costituzione»;«1-bis. Ai fini della riorganizzazione e della revisione dell’assetto delle fondazioni lirico-sinfoniche, i regolamenti di cui al comma 1 rispondono altresì ai seguenti criteri direttivi: a) prevedere l’attivazione di un percorso che coinvolga tutti i soggetti interessati, quali le regioni, i comuni, i sovrintendenti delle fondazioni, le organizzazioni sindacali rappresentative; b) costituire un tavolo di confronto con le diverse fondazioni ed i rappresentanti sindacali dei lavoratori, al fine di revisionare gli aspetti carenti della riforma attuata con il decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367; c) prevedere interventi, ove necessario anche a carattere normativo, volti a favorire una maggiore stabilità del settore tramite strumenti di finanziamento a carattere pluriennale che permettano di conoscere con il giusto anticipo le risorse di cui disporre al fine di mettere in atto una corretta gestione delle stesse; d) stabilire che gli statuti delle fondazioni lirico-sinfoniche attribuiscano con chiarezza all’amministratore generale, ovvero sovrintendente, la responsabilità della gestione, che dovrà rispondere alle linee di indirizzo e di bilancio disposte dal consiglio di amministrazione, nonché l’adeguata autonomia decisionale; e) prevedere la valorizzazione del sistema dei grandi teatri d’opera italiani, come definiti dalla legge 14 agosto 1967, n. 800, all’interno di un progetto di riforma che valorizzi le eccellenze specifiche, ripartendo dal principio dell’intervento culturale inteso come investimento e non come spesa; f) prevedere che siano mantenuti la capacità di produzione culturale sul territorio e il genere di spettacolo, lirica, balletto, musica sinfonica, come tipicità caratterizzanti l’identità e i fini istituzionali delle fondazioni; g) valorizzare le finalità ed il carattere sociale delle fondazioni lirico-sinfoniche, il loro ruolo educativo verso i giovani, la loro mission di trasmissione dei valori civili fondamentali, verso cui sono sempre state orientate le grandi istituzioni teatrali e culturali italiane»;2. «Sugli schemi» di regolamento di cui al comma 1 è acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 della legge 28 agosto 1997, n. 281, del Consiglio di Stato e delle competenti commissioni parlamentari. I pareri sono espressi entro «sessanta giorni»;dalla ricezion
    e. Decorso tale termine, il regolamento è comunque emanato. Dalla data di entrata in vigore delle norme regolamentari di cui al presente articolo sono abrogate le disposizioni vigenti, anche di legge, con esse incompatibili, delle quali si procede alla ricognizione in sede di emanazione delle disposizioni regolamentari previste dal presente articolo. 3. I regolamenti previsti dal comma 1 sono emanati entro il termine : «diciotto mesi» dalla data di entrata in vigore «della legge di conversione del presente decreto».Articolo 2.(Procedimento di contrattazione collettivanel settore lirico-sinfonico) 1. fermo restando quanto previsto dall’articolo 22 del decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367, a decorrere dalla data di entrata in vigore «della legge di conversione del presente decreto» il contratto collettivo nazionale di lavoro delle fondazioni è sottoscritto, per la parte datoriale, da una delegazione «rappresentativa individuata dalle fondazioni lirico-sinfoniche»;e dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dei lavoratori dipendenti dalle fondazioni. La delegazione datoriale si avvale dell’Agenzia per la rappresentanza negoziale nelle pubbliche amministrazioni (ARAN). Le competenze inerenti alla contrattazione collettiva del personale dipendente dalle fondazioni lirico-sinfoniche sono esercitate dal Ministro per i beni e le attività culturali. L’accordo è sottoposto al controllo della Corte dei conti, previo parere del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero dell’economia e delle finanze. In sede di prima applicazione e fino …

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 11:47

  35. #33Quindi vuoi dire che non te ne frega niente dell'opinione della  maggioranza dei lavoratori e che il referendum non è uno strumento utile a determinare la volontà di questi ultimi.E' chiaro che poi alla fine il sindacato si ritrova a rappresentare solo se stesso e a leggittimarsi in altro modo.

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 11:54

  36. Arriviamo a citare anche Giorgio Gaber, bell'esempio di coerenza democratica!!!Aspetta che ne vado a cercare una di Ombretta Colli, di citazione……

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 11:57

  37. Mi sembra che nella penultima assemblea la CGIL "minacciò" di ricorrere al referendum per ratificare le proposte sindacali, tremammo tutti………e stiamo ancora aspettando.

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 12:00

  38. le votazioni democratiche devono avere un numero legale per essere valide     la cgil non lo ha mai avuto…quindi non sono democratiche…sono nulle….

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 12:06

  39. la cgil si comporta come il governo…….decreti legge….solo che il governo e' autorizzato dalla maggioranza degli italiani

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 12:15

  40. ALBORI:   DOBBIAMO ESSERE UNITI…ma..non abbiamo lottato…scioperato contro la FIALS  tempo fa  per il contratto integrativo..per la scala parametrale???? buh…tutti amici

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 12:18

  41. Libertà è fare bene il proprio lavoro.

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 12:24

  42. e' come stare agli arresti domiciliari…certo meglio che a SAN VITTORE

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 12:32

  43. Scusa #42, ma se uno si sente prigioniero della propria condizione di vita, cosa c'entra Sandro Bondi? Inizi a lavorare un po' sulla propria umanità.

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 12:35

  44. non si puo' fare un doppio lavoro(scherzo)….sono operaio

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 12:38

  45. scioperiamo  contro la sentenza di cassazione che ci fa lavorare anche 7 giorni su 7

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 12:43

  46. ma…la legge bisogna rispettarla!!!…allora…….basta scioperi

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 12:48

  47. Uno che termina un intervento con "Viva la Scala!" è andato proprio all'aceto…………..Bravo Sciarra, segretario naz. dell aFials.Preciso, chiaro e per niente retorico come certi tromboni confederali.

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 13:56

  48. # 47 pecca che Sciarra ha dato una personalissima interpretazione della legge molto discutibile. Sopratutto perchè quando si legge bisogna tener conto dei soggetti, dei verbi, dei predicati, della punteggiatura per comprendere il senso delle frasi e non estrapolare "pezzi" di testo è interpretarli a proprio piacimento.Cito per esempio l'interpretazione dell'emendamento che ha eliminato la decurtazione del 25% degli integrativi….Al fine di perseguire l’obiettivo della sostenibilità finanziaria delle fondazioni lirico-sinfoniche, atteso lo stato di crisi ,: «decorsi due anni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e fino alla stipulazione del nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro e dei successivi contratti integrativi con le modalità di cui al presente articolo, «eventuali trattamenti economici aggiuntivi sono riconosciuti solo in caso di pareggio di bilancio, fatti salvi i diritti acquisiti»;lui ha letto principale e subordinate tutte scollegate, è chiaro che puoi dargli il senso che vuoi… per ricavare il senso dell'inero periodo devi leggere tutto insieme.Io qui capisco: per non mandare in rosso i teatri e vista la crisi, passati due anni dall'entrata in vigore della legge e fino alla firma del ccnl e dei successivi integrativi eventuali trattamenti economici aggiuntivi sono riconosciuti solo ha chi ha i conti in ordine salvo quel che già si ha.

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 14:34

  49. I diritti acquisiti e i trattamenti economici aggiuntivi non sono la stessa cosa…l'inghippo è qui.Fatta la legge, trovato l'inganno.

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 16:04

  50. Qualcuno dovrebbe spiegare a Simona la calzolaia rossa (di capelli) che non è che deve parlare per forza, in assemblea…soprattutto puo' evitare di dire fesserie quando non capisce nemmeno quello che ascolta.Un po' di umiltà, se non si capisce qualcosa, sarebbe meglio averla, se no poi nascono i casini e la colpa è di qualche testa "leggera".Ci sono colleghi nel coro che sono sempre stati al di sopra di ogni sospetto, e bisognerebbe evitare di contrapporsi se, ripeto, innanzitutto non si capisce di cosa parla qualcuno, quando attacca la Direzione in prima linea e con colpi duri e forti.Un tecnico.

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 19:33

  51. #50…concordo con te.Un professore d'orchestra

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 19:34

  52. Forse se qualcuno spiegasse a Simona, come a tutti gli altri, come stanno effettivamente le cose invece di fare i soloni supponenti, sarebbe tutto più facile.Scaligeri, brutte bestie ignoranti e viziate avete mai sentito parlare della legge del contrappasso?Ecco, chiedete ai pompieri, n'est pas qu'un debut.

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 21:00

  53. PEDRO XIMENEZ

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 21:02

  54. Bestia sarai tu, animale.Stavi ad aspettare una vendetta per mano di altri, della sorte, di un dio qualunque (che se esistesse davvero gli scarafaggi come te li schiaccerebbe)?I pompieri del Teatro alla Scala…ma di che vai cianciando?Ah, già, sono gli idranti a produrre musica.Affogati, idiota.

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 21:27

  55. I pompieri…???Ma si parla del Teatro alla Scala o della Protezione Civile in questo blog?Via la Di Freda e dentro Bertolaso!

    Commento di anonimo — 2 Luglio 2010 @ 21:35

  56. FILARMONICA……….tu che sei uno splendido esempio di funzionalità senza sprechi, di persone incentivate, di flessibilità e impossibilità allo sciopero…tu …salva tu la scala!compi la tua missione…..prendi in mano il teatro completamente..guadagneremo tutti di più!!!!!!

    Commento di anonimo — 3 Luglio 2010 @ 10:45

  57. Ci chiedono di scioperare e poi permettono di fare  gli straordinarigiudicate voi

    Commento di anonimo — 3 Luglio 2010 @ 23:11

  58. Il gesto del sovrintendente è lesivo della dignità dei lavoratori e non c'è un sindacato tra i 4 che si attivi per contrastare con una norma (che esiste) queste prese di posizione autoritarie.Sembra che il sindacato abbia…paura!Ma allora davvero siamo in una caserma con anche le donne generalesse?Scusate il lapsus (voluto)

    Commento di anonimo — 4 Luglio 2010 @ 08:01

  59. http://www.wikilabour.it/Default.aspx?Page=condotta%20antisindacale&AspxAutoDetectCookieSupport=1

    Commento di anonimo — 4 Luglio 2010 @ 09:55

  60. Mi sembra tutto un gran casino. Ma vi sembra normale, parlando di contenuti, questa santa alleanza tra CGIL e FIALS? Sugli interessi concreti dei lavoratori vi pare che ci ritroveremo sullo stesso fronte? Ci stanno usando, ognuno dei due ha un suo scopo, ancora non molto chiaro. Ora li unisce la necessita’ del casino. Peccato che il prezzo e’ e sara’ sulle spalle di tutti gli altri che sono la maggioranza del Teatro. Quando sara’ il momento ci scaricheranno come dei fichi. (Sciarra del Decreto non ha capito un cazzo. Sta solo facendo il cinema per Firenze).

    Commento di anonimo — 4 Luglio 2010 @ 13:08

  61. Allora perchè non sei venuto in assemblea a spiegare il decreto visto che lo hai capito ??

    Commento di anonimo — 4 Luglio 2010 @ 14:52

  62. #52 non vedo il problema…!Se c'è una legge sulla sicurezza che stabilisce un NUMERO di addetti (pompieri) e la Direzione ne chiama meno, si fa una DENUNCIA e la cosa si risolve.Altra roba è la condotta serpeggiante e slalomista di un sovrintendente di fronte ai lavoratori, la incoerenza del sindacato a non bastonare con le leggi (art.28 legge 300/70)quando la Direzione assume atteggiamenti da KAPO', la mancanza di un Direttore artistico e le giuste rivendicazioni che hanno osteggiato un decreto tagliatutto in tutta Italia.Il coro ci ha provato, smenando DUE GIORNI E MEZZO DI SCIOPERO in piu' RISPETTO AGLI ALTRI, ma la cosa si è risolta nell'ennesima presa per i fondelli da parte di un sovrintendente imbeccato nelle risposte dal direttore generale e persino dalla bionda assistente, le cui mansioni in Scala non ho ancora ben chiare.D'altronde, se in Scala si permette di gestire la "vita" alla Di Freda, Brunazzi, e co., non lamentiamoci se in Italia' teatrino piu' grande della Scala, abbiamo la Gelmini, la Brambilla la Carfagna e Berlusconi.Mi sembra tutto in linea…a proposito, la Brambilla ha sciolto l'ACI di Milano, riassegnando le cariche dirigenziali a…l suo moroso, ad amici, e a Massimiliano Ermplli, di anni 38, figlio di un certo Bruno Ermolli, vicepresidente della Scala e amico di Berlusconi.Poi noi caschiamo dal pero…ma mi sembra strana tanta ingenuità.Preferisco chiamarla…connivenza.Saluti,Wilkinson

    Commento di anonimo — 4 Luglio 2010 @ 15:59

  63. Il Teatro non e’ un luogo dove in nome della lotta ognuno fa quello che vuole. Non e’ una cooperativa. Provate a fare le lotte “artistiche” in un altro grande Teatro europeo. Altro che minaccia di non pagarci. Chi difende quiesta anarchia? E per fare cosa? Separiamo gli ingenui da chi vuole difendere il diritto a fare I cazzi propri.

    Commento di anonimo — 4 Luglio 2010 @ 16:00

  64. Ti ringrazio per avermi considerato un ingenuo…comunque vedo che fare le recite in borghese disturba alquanto la Direzione, percio' si dovrebbe continuare, oltre allo sciopero totale sulle prime.D'altronde, se noi abbiamo avuto 60 giorni per protestare e non lo abbiamo fatto in maniera efficace, evidentemente, anche la Direzione ha avuto 60 giorni di tempo per tutelare il Teatro che dicono di amministrare per il meglio…ma non ho visto garanti politici di questo, in Lombardia.Se ci vogliono 5 regioni per attivare la richiesta di incostituzionalità del decreto/legge, perché non si fa rumore col Formigoni?Poi, quanto a coerenza, i sindacati sono in buona compagnia di tanti, iscritti e non, che si imboscano al momento di protestare.Personalmente ho aderito a tutte le manifestazioni, promuovendone altre per attirare non solo l'attenzione ma anche la solidarietà dei colleghi di tutto il teatro…risultato eravamo 4 gatti al festival noexpo, qualcuno in piu' al concerto con quelli della LARES, e insisto nel ribadire che le prime sedi della protesta avrebbero dovuto essere e sono tuttora il CDA nelle sue parti istituzionali.Ma comunque…credo che parlare qui serva solo a sfogarsi, per una frustrazione profonda che ci vede coinvolti tutti, gestiti come marionette da chi sulle nostre spalle elabora fulgide carriere.Aspettiamo che ci taglino pure lo stipendio…tanto basta un buchetto di bilancio per fare scattare la norma.A proposito, l'integrativo non è un "diritto acquisito", tranne per quelle parti spalmate sulle voci retributive della busta paga, molto poche in effetti.Quindi è a rischio anche per noi.Risaluti,Wilkinson

    Commento di anonimo — 4 Luglio 2010 @ 16:14

  65. Ma meno male che grazie ai Deneve e agli Spinosi la qualità artistica è difesa…

    Commento di anonimo — 5 Luglio 2010 @ 07:40

  66. Ah, le grandi bacchette francesi…Ah, le scoperte del duo francese + nipote…Ah, la qualità internazionale delle direzioni musicali…Ah, lo "sguardo storicizzato" di cui delira il sito del Teatro…Ma guai a chiedere che il sovrintendente se ne vada, vero?Tutto bene così, vero?

    Commento di anonimo — 5 Luglio 2010 @ 09:19

  67. Ottime domande.Ecco la mia soluzione: Lissner faccia come Brancher.

    Commento di anonimo — 5 Luglio 2010 @ 09:44

  68. per il 42   continua a scioperare,,,,..e il buchetto te lo faranno

    Commento di anonimo — 5 Luglio 2010 @ 21:36

  69. da Articolo 21.orgLirica, il decreto Bondi è legge                        "James Bondi ha ucciso la lirica" così i lavoratori della Scala aprono oggi sul loro blog. Infatti nonostante le proteste e le resistenze messe in atto dentro e fuori il Parlamento, alla fine il contestato “ decreto Bondi” sul riordino degli Enti lirici, ieri ha avuto la meglio e ieri è stato approvato i via definitiva al Senato con 150 voti favorevoli e 112 contrari, dopo due ore complessive di discussione e nonostante i 53 emendamenti presentati dall’opposizione. Il decreto così com’è passato prevede un riordino dei bilanci delle 14 fondazioni liriche italiane attraverso una serie di misure radicali: non più assunzioni a tempo indeterminato e blocco del turn over, premi ai cosiddetti enti “virtuosi", stretta sulla contrattazione integrativa. La lirica si dichiara sul piede di guerra e già ieri i lavoratori della Scala hanno inscenato l’ennesima protesta.  E se da una parte l’IdV grida all’ennesimo pasticcio messo in atto dal Governo, dall’altra il senatore Vincenzo Vita è certo che il decreto non reggerà di fronte al parere della consulta: “Come volevasi dimostrare – ha dichiarato Vita- governo e maggioranza si sono organizzati in modo ineffabile per tutelare il decreto legge sulle Fondazioni Lirico-sinfoniche. Un testo, ancorche' arato dagli emendamenti dell'opposizione, corsi tra il Senato e la Camera, grave e sbagliato. Tra l'altro, come abbiamo sottolineato ancora nell'atto conclusivo, viziato da evidenti aspetti di incostituzionalita', a cominciare dalla soppressione di fatto del ruolo delle regioni. Difficilmente, dunque, l'articolato reggera' di fronte ai probabili ricorsi alla Consulta. Una brutta pagina, che danneggia lavoratrici e lavoratori, e mette a repentaglio la nostra vita culturale".

    Commento di AutoOrgScala — 6 Luglio 2010 @ 07:45

  70. http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=7561&ID_sezione=&sezione=

    Commento di anonimo — 6 Luglio 2010 @ 09:15

  71. venerdi sciopero alla SCALA        Non si capisce bene contro cosa,perche' il decreto adesso e' legge e quindi sfugge che senso abbia protestare contro una legge approvata in via definitiva,per quanto piaccia soltanto a Bondi. A meno che non si pensi che il parlamento si spaventi   (        Oddio il 9 alla Scala salta il Barbiere di siviglia!!!!!! )  e disfaccia quello che ha appena fatto.  SUVVIA.

    Commento di anonimo — 6 Luglio 2010 @ 09:23

  72. invece di copiare frasi dagli articoli di mattioli o altri giornalisti, prova a pensare al taglio di 103 milioni del Fus…cervellone!

    Commento di anonimo — 6 Luglio 2010 @ 10:18

  73. Ma quale è il problema ai tagli, sinceramne te nn capisco..non vi siete già attrezzati da anni, e tutti a fare secondo lavoro in scala?Non siete già tutti collaudati filarmonicisti?!allora quale è il problema, aumentate la percentuale di lavoro filarmonica in scala, cosi sostituirete tutto i lfus con soldini privati!!!Non mi dite che ciò vi spaventa!!!???Ma come vi fermate di fronte alle prime difficolt°?!

    oppure era bello avere il piede in due scarpe?!Eh …ma se vi hanno dato il secondo piattino in cui prendere il latte…gattini miei, é perchè vi dovevano togliere il primo!!O credete che Bondi e company fossero cretini?chi è causa del suol mal pianga se stesso!

    Commento di anonimo — 6 Luglio 2010 @ 13:16

  74. Fondazioni liriche, la Scala avverte Bondi"Autonomia o saremo costretti a chiudere"

    Il sovrintendente Lissner chiama in causa il ministro: "La cultura non può essere lasciata ai privati"
    http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/07/06/news/fondazioni_liriche_la_scala_avverte_bondi_autonomia_o_saremo_costretti_a_chiudere-5433606/

    Commento di anonimo — 6 Luglio 2010 @ 18:18

  75. Forse sarebbe meglio dotare il nostro settore dei necessari ammortizzatori sociali prima che sia troppo tardi invece di rincorrere utopistiche chimere.Un po' di sano realismo non farebbe male in questo momento.Lasciamo i deliri finto- rivoluzionari qualche segretario in carriera che di danni ne ha già fatti troppi.

    Commento di anonimo — 7 Luglio 2010 @ 06:07

  76. Bravo 75, finalmente qualcuno con un po' di cervello!!vista la probabile avanzata delle cooperative filarmonico…tec..tec che sembreranno essere l'unica soluzione a portata di mano per risolvere la crisi della devurtazione FUS, almeno salviamo il salvabile…diamoci una regolata per almeno "trascinarci" alla pensione…perche con le cooperative certo alla pensione non ci arrivi, basta piccolo diverbio artistico col tuo collega socio …..

    Commento di anonimo — 8 Luglio 2010 @ 14:43

  77. ci stanno costruendo una brutta immagine, dobbiamo reaggire questi articoli di Panza dove il falso predomina!!!

    Il caso La riforma Bondi è legge ma salterà la prima del «Barbiere di Siviglia» con Flórez e sono incerte le trasferte a Buenos Aires e a Pompei

    Alla Scala la protesta infinita Ogni opera rischia lo sciopero

    Sul web messaggi di melomani esasperati. E tra i dipendenti c' è chi propone un referendum sulle nuove contestazioni Nella «Pomigliano della lirica» lavoratori divisi. E spettatori indignati

     

    MILANO – Lo sciopero infinito sul decreto di riforma delle Fondazioni lirico-sinfoniche, «riforma che non penalizza la Scala», dichiara il sovrintendente Lissner, è solo l' ultimissimo di una serie di mobilitazioni stile anni Settanta che fanno della Scala la roccaforte postmoderna dell' agitazione sindacale, una Pomigliano della cultura. Sono saltati il «Simon Boccanegra» con Domingo, «Faust», «Romeo e Giulietta», ora il «Barbiere di Siviglia» con Flórez ma si minacciano scioperi anche sulle trasferte a Pompei e Buenos Aires. E' una protesta venata anche di ideologia, dove sul blog dei lavoratori si legge «Di Pietro è il nostro Maradona, la lirica sarà la Slovacchia di Berlusconi», in assemblea ci si fa scappare che gli spettatori «fanno schifo» (la solita storia dei ricchi ignoranti), dove va bene Lissner se è contro i tagli al Fus ma va «cacciato» se non paga chi si presenta in bermuda sul palco, dove il direttore musicale lo «caccia» (Muti) e lo «sceglie» l' orchestra in autogestione (non passano i milanesi Chailly e Gatti vedremo se passa l' abbadiano terzomondista Dudamel), dove viene acclamato il ritorno di Abbado per il «concerto alla città» (300 posti in vendita), anche se sarebbe costato alla collettività 13 milioni in piante (perché non per ripianare i 4 milioni in meno del Fus alla Scala?). Per che cosa si è protestato negli ultimi anni? Nel 2005 la buriana venne innescata da Riccardo Muti: scioperi a ripetizione e cacciata dei sovrintendenti Fontana e Meli e dello stesso Muti. Nell' autunno 2007 gli scioperi per l' integrativo (che la Scala fu tra i pochi a pagare) iniziarono sul «Requiem» di Barenboim, proseguirono sulla celebrazione per Toscanini e con la contrapposizione tra orchestrali contro operai e maschere (molti sono parenti di dipendenti, siamo in Italia) che si travestirono da vampiri a simbolizzare gli orchestrali stessi. I quali non firmavano l' integrativo anche perché non comprendeva «il costo di lavaggio delle camicie». L' indennità smoking, invece, era già confluita nello stipendio, mentre veniva ribadita quella sugli strumenti. Allora si paragonarono gli orchestrali «ai piloti Alitalia» (Maurizio Lupi, Pdl) e si invocò la precettazione (Filippo Penati, Pd). Nel dicembre 2009, durante una tournée a Tokio, Barenboim sforò di sei minuti nelle prove del «Requiem», dopo aver fatto rifare un pezzo nelle prove in costume di «Aida»: azione sindacale perché si può sforare «massimo di 15 minuti, ma solo se la prova avviene in Italia». Privilegi? A sentire l' ex sindaco Gabriele Albertini, la Scala è «una cittadella sindacale con costi fuori controllo perché esito di un sistema corporativo, dove se la cantano e se la suonano sostenuti da un' influente intellighenzia salottiera. Ricordo che gli orchestrali avevano una presenza solo pari al 60%; che gli operai per disporre i leggii della Filarmonica (ndr organizzazione privata degli orchestrali Scala che il decreto Bondi non tocca, come pure la loro attività privata) erano un centinaio (frutto degli accordi sindacali ndr) e che per i concerti c' erano un numero esorbitante di elettricisti e un contratto con cooperative collegate ai dipendenti. Proposi un ticket-restaurant al posto di una mensa carissima – ricorda Albertini – ma fu impossibile». E' un mondo fantastico, quello scaligero, di melodramma, dove prima di ogni «prima» vengono minacciati scioperi, ma dove si scende in piazza a suonare gratis «per gli altri», specie per i «giovani». Che ieri, però, su Facebook scrivevano messaggi di esasperazione: «Coro e orchestra si dovrebbero vergognare» (Stefano Balbiani), «Da me soldi non ne beccheranno mai più» (Davide Incerti), «Il ministero della verità dei lavoratori Scala ha decretato che il 9 luglio non c' è il Barbiere ma la replica di sciopero» (Paolo Gromme). Il tutto mentre i lavoratori accusavano il sindaco Moratti, reo di essere contro lo sciopero, e il Consiglio comunale, che non ha votato una mozione di sostegno ai lavoratori: «Dopo mesi di iniziative – ha detto Albori, Cgil – la Moratti non si è vista un minuto». E così via alla bara della cultura consegnata a Palazzo Marino, allo striscione «Moratti: la donna immobile» e con la solita minaccia: «Vergogna, Moratti il 7 dicembre la Scala per te sarà chiusa». Dal canto suo il sindaco ha rivolto un invito: «Ricordo che la Scala è ambasciatrice italiana nel mondo, simbolo di Milano e una fondazione virtuosa che ha prodotto utili». Già, gli stranieri cosa dicono? Arrivano, trovano «closed» e scrivono lettere di protesta ai giornali. A volte si mettono in fila per i biglietti «last minute», ma quelli delle migliori serate vanno nelle mani dei loggionisti attraverso preliste, appelli e contrappelli incomprensibili per i giapponesi attoniti. Dopo tutti questi scioperi, i lavoratori sembrano perplessi e divisi. Persino sul sito duro e puro («il sottoscala») scrivono di «teatro diviso in faide», «scollamento evidente tra sindacati e lavoratori con democrazia che è solo optional», invitano al «referendum sulla continuazione degli scioperi» mentre per qualcuno stare alla Scala è come «stare agli arresti domiciliari, meglio solo di San Vittore». Sicuri? Pierluigi Panza RIPRODUZIONE RISERVATA **** Recite e agitazioni Simon Boccanegra Domingo nell' opera spesso bloccata da scioperi Faust Manifestazioni di protesta anche per il «Faust» alla Scala Il Barbiere di Siviglia Sciopero per la prima del 9 luglio (nella foto, Flórez)

    Panza Pierluigi
    Pagina 55(3 luglio 2010) – Corriere della Sera

    Commento di anonimo — 9 Luglio 2010 @ 16:16

  78. sabato 03 luglio 2010, 08:00

    Scala La Cisl si smarca: «Basta scioperi, ora dialogo»

    L’altro giorno la decisione di far saltare la prima del Barbiere di Siviglia il 9 luglio. Come segno di protesta contro il decreto sulle fondazioni liriche ormai diventato legge. E oggi l’intervento della Fistel Cisl di Milano che prende le distanze, così come aveva già fatto durante l’assemblea dei lavoratori del Piermarini, sulle mosse della contestazione. «La Fistel Cisl di Milano ritiene sbagliato e fuorviante proseguire con ulteriori scioperi al Teatro alla Scala – dichiara Tullio Falarti, segretario generale della Fistel Cisl -. La legge di riforma ci impone da subito una nuova lettura della vertenza. Occorre rilanciare l’iniziativa sindacale e aprire il confronto, sia a livello nazionale che locale». A livello nazionale, secondo il sindacato, bisogna lavorare sul rinnovo del contratto nazionale delle fondazioni lirico-sinfoniche e sull’incremento delle risorse del Fondo unico per lo spettacolo. A livello locale è indispensabile avviare la trattativa con le istituzioni, Comune in testa, e la Sovrintendenza sull’autonomia della Scala. «Più che il muro contro muro serve il dialogo – afferma Falarti -. Non è con nuovi scioperi, che penalizzano i lavoratori, i teatri e anche il pubblico, che si risolvono i problemi. In particolare ci dissociamo dalle ripetute agitazioni proclamate a Milano sulle prime degli spettacoli, perché fini a se stesse e inefficaci».

    Commento di anonimo — 9 Luglio 2010 @ 16:24

  79. TEATRO ALLA SCALA DI

    MILANO

    DECRETO 15.1.1998                           TECNICI N.357

                                                                 ARTISTICI N.358

                                                     AMMINISTRATIVI N.85

                                                                 totale   800                                 adesso quanti amministrativi abbiamo alla SCALA   ??????????                                                                  

    Commento di anonimo — 9 Luglio 2010 @ 19:14

  80. LO SAPEVATE CHE MENTRE NOI SCIOPERIAMO A LANSALDO SI PODUCE PER LA CRICCA MORATTI & Co…..ANSA) – ROMA, 6 LUG – In attesa del nuovo Sorelle Mai, Marco Bellocchio realizzera' un film in diretta su Rigoletto a Mantova. Il regista piacentino sara' autore del kolossal tv dall'opera di Giuseppe Verdi, interpretata da Placido Domingo nel ruolo principale, con Zubin Mehta direttore dell'Orchestra sinfonica Rai e Vittorio Storaro direttore della fotografia, che Raiuno trasmettera' in mondovisione il 4 e 5 settembre.MA LA SCALA CHE CENTRA??????CHI CI GUADAGNA?????BASTA PAROLE URGONO CHIARIMENTI SCRITTI…..

    Commento di anonimo — 10 Luglio 2010 @ 09:27

  81. prima sono venuti a prendere gli zingari,e noi non abbiamo protestato perchè non eravamo zingari;poi sini venuti a prendere gli ebrei,e noi non abbiamo protestato perchè non eravmo ebrei;poi sono venuti a prendere i comunisti,e noi non abbiamo protestato perchè non eravamo comunisti;poi sono venuti a prendere gli omosessuali,e noi non abbiamo protestato perchè non eravamo omosessualli;infine sono venuti a prendere noi,ma non c'era più nessuno capace di protestare…………….questo semplice pensiero vissuto sulla pelle dal suo principale attore Martin Niemoller non potrebbe essere più contemporaneo di adesso,in un momento dove solamente le cose che ci capitano in prima persona suscitano in noi disprezzo e indignazione ci rendono prigionieri delle volonta dei pochi .non credo e non voglio che le cose vadano dove vogliono loro……….aiutatemi-aiutateci-AIUTATEVI………………………..

    Commento di andrearepetto — 2 Ottobre 2010 @ 15:14

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