Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

5 Luglio 2010

Comunicato stampa sulla Sicurezza- nuove iniziative di lotta

Filed under: Uncategorized — Tag:, , , — Lavoratoriscala @ 11:46

stasera 9 luglio salterà la prima del Barbiere di Siviglia.

continuano le iniziative di lotta.

– minacce di annullamento delle tournée estive di Pompei e Buenos Aires, resta agli atti il voto di coro e orchestra che si sono espressi a favore della cancellazione degli spettacoli itineranti, a meno che, hanno chiarito, Lissner, il direttore generale Di Freda e il sindaco Letizia Moratti  si impegnino per migliorare la situazione.
-iniziare subito la trattativa interna per le assunzioni a tempo indeterminato di chi ha vinto le cause e i contratti agli stagionali.
la prossima settimana sarà decisiva, a cominciare da martedì 13, quando i delegati incontreranno il sovrintendente per affrontare il tema-occupazione.

                            OLTRE ALLA CULTURA TAGLIANO ANCHE SULLA SICUREZZA.COMUNICATO sulla sicurezza corretto

DOPO IL PETRUZZELLI E LA FENICE NON VOGLIAMO CHE BRUCI ANCHE LA SCALA. (vedi word)

IL 23 aprile e il 14 maggio, per due volte in poco meno di un mese, il malfunzinamento degli ascensori del teatro ha messo a repentaglio la vita dei lavoratori che sono precipitati per diversi piani (oggi sono in corso interventi importanti per sistemare le ascensori)
 
Il 24 maggio viene fatto un esposto all'ASL di Milano per violazione del DLgs 81/08 presso il locale soprastante il "lampadario storico" della sala Piermarini. Le condizioni di salute e ambiente di lavoro degli adetti a quel posto, gli elettricisti, non rispetta la legge di sicurezza.
(La ASL dopo un'ispezione, il  29-6 ha contestato una violazione dell' Art 64 del 81/08 e ha dato 30 gg per adeguare la postazione di lavoro)

Ancora amianto! il 19 giugno, sotto la stoffa griggia del lampadario storico, si scopre l'amianto, sfuggito alla bonifica della scorsa estate. (sono in corso i lavori di bonifica)

Questo è il clima in teatro,
I sindacati stanno comunque cercando di aprire un tavolo di trattativa con Lissner: all’ordine del giorno ci sono le assunzioni degli stagionali (la nuova legge lo permette agli enti virtuosi) e la richiesta di accelerare i tempi per la realizzazione del regolamento ad hoc. Su quest’ultimo punto, però, il sovrintendente ha le mani legate: tutto passerà attraverso le aule parlamentari, che hanno diciotto mesi di tempo per approvarlo. «Altro che luglio, come aveva promesso il “francese”». A luglio, invece, il 9 per l’esattezza: salterà la prima del Barbiere di Siviglia. Nonostante la conversione in legge del decreto di riforma degli enti lirico-sinfonici, la mobilitazione non si ferma. Per la trasferta in programma a Buenos Aires a fine agosto, per ora, non è stata presa alcuna decisione in proposito, ma resta il pericolo che salti.

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  1. Lissner come Brancher!

    Commento di anonimo — 5 Luglio 2010 @ 11:18

  2. Cari signori,se un giorno malaugurato disgraziatamente la Scala andasse a fuoco…behpenso che andrebbero in galera in molti a cominciare daifantomatici responsabili della sicurezza interna….isto e considersto che si continua tranquillamente a fumare sigarette e sigari anche nei locali attigui al palcoscenici e nei ballatoi.Queste condotte illegali sono comunque state segnalate a suo tempo con passi ufficiali e riportate da verbali uffuciali di polizia.Le innumerevoli foto scattate nei vari periodi in diversi locali e nei ballatoi fino a qualche giorno fa potranno in malaugurato caso di incendi testimoniare all'autorità giudiziaria quale era la condotta dei lavoratori, certo non tutti!!!!, e sopratutto di chi doveva effettuare i controlli.Dopo il verbale del gennaio 2006 in cui la parte responsabile dei controlli veniva sanzionata dall'autorità di polizia preposta (cioè la sovrintendenza), e che quindi identificava le persone, capi reparto responsabili dei controlli, o quanto meno delle situazioni che si venivano a verificare, eventuali responsabilità saranno appunto cercate all'interno di questa ristretta cerchia di persone, che non capisco come riescano a vivere sonni tranquilli..Comunque questo è un loro problema.Solo per avvisare i tanti onesti lavoratori del teatro che si attengono alle regole, e soprattutto alle leggi, che in casa malaugurato i responsabili sono già identificati e dovranno rispondere di  anni ed anni di negligenza!!!tutto catalogato!!i nodi vengono al pettine

    Commento di anonimo — 6 Luglio 2010 @ 13:09

  3. per il 2      vai  a ca………

    Commento di anonimo — 6 Luglio 2010 @ 21:56

  4. finche non prende fuoco…poi andrete a cagare in tanti!

    Commento di anonimo — 6 Luglio 2010 @ 23:24

  5. Intervista di oggi sulla Frankfurter Rundschau a Ioan Holender, sovrintendente uscente dell'Opera di Stato di Vienna dopo diciannove anni e per i prossimi due anni consulente artistico della Metropolitan Opera.Estraggo questa domanda come contributo alla riflessione (prima che sia troppo tardi…).Haben Sie die Mailänder Scala eigentlich als künstlerische Konkurrenz betrachtet?Nein, was die machen, kann man nicht ernst nehmen. Denken Sie nur mal an diesen unsäglichen "Simone Boccanegra", der schon in Berlin zu erleben war. Sawallisch hat immer gesagt, wir sind alle erpressbar. Genau das ist aber falsch. Verzichten muss man können. Das ist alles!Traduzione.Ha mai considerato la Scala una vera concorrente?No, quello che fanno non si può prendere sul serio. Pensi solo a quell'indicibile "Simon Boccanegra" che arrivava da Berlino. Sawallisch ha sempre detto che siamo tutti ricattabili. Proprio questo non è vero. Bisogna saper rinunciare. Questo è tutto quel che ho da dire!Se qualcuno in Cda (penso in particolare al Vicepresidente della Fondazione) è in grado di porre fine a questa agonia artistica è pregato di farlo al più presto, prima che le conseguenze – vedi nomina di un abominevole Direttore musicale all'orizzonte – siano irrecuperabili.Chi è sotto ricatto non ricatti.orsolina la birichina

    Commento di anonimo — 7 Luglio 2010 @ 08:11

  6. ano tesa ai sindacati da parte del sovrintendente «ora è il tempo delle proposte»

    Lissner: autonomia o la Scala chiude

    Critiche al governo. «E basta tagli alla cultura». Un milione e mezzo di danni causati dagli ultimi scioperi

     

     

    Stephane Lissner (Ansa)

    MILANO — Un Lissner molto deciso a criticare il governo sulla legge di riforma Bondi – perché non comprende più la «promessa» esplicita autonomia alla Scala – e sui continui tagli al Fondo unico dello spettacolo, che configurano «la privatizzazione della cultura in Italia ». Più incline, invece, a «comprendere » gli scioperi dei lavoratori, disponibile nel pagare loro la recita in jeans (che non sarà ritenuta una «giornata di sciopero», come sembrava) «purché non lo facciano più» e a sopportare il milione e mezzo di danno causato dagli scioperi sul bilancio. Un bilancio che spera ancora in un pareggio e che, costi quel che costi, non indurrà a «tagli agli spettacoli già in cartellone». Al contempo, il sovrintendente della Scala offre la massima disponibilità al ministro Bondi, che lo ha convocato la prossima settimana per delineare le norme che regolano quello che il decreto appena approvato definisce «Forma organizzativa speciale per i teatri con bilanci in attivo da almeno tre anni», ovvero un’autonomia di fatto. Con questo spirito di lotta e di governo Stéphane Lissner siederà al Tavolo che, dalla prossima settimana, dovrà discutere il regolamento per dare, di fatto, una quasi autonomia alla Scala (a Santa Cecilia e ai teatri in pareggio da tre anni), non formalizzata nel decreto anche per le pressioni degli altri sovrintendenti e dei sindacati, ma—testuale—«del perché non me ne frega niente. Ora—dice Lissner—è finito il tempo delle parole; mi aspetto, pretendo atti concreti dal ministro. Se portasse questo regolamento che andremo definendo dalla prossima settimana in Consiglio dei ministri prima della fine di luglio, il 31 ottobre sarebbe già legge (ma il decreto prevede sino a un massimo di 18 mesi per definire questo regolamento, ndr). Se non si fa così, se non passa in fretta l’autonomia, il teatro, con la qualità che si fa oggi, chiude: questo dev’essere chiaro a tutti. Bisogna capire se c’è la volontà o no». Il sovrintendente si è poi scagliato anche contro i tagli al Fus: «Rinunciare alla cultura è la distruzione del nostro Paese che, come Germania e Francia, ha un passato che è un tesoro. E l’idea che la cultura possa essere privatizzata è una cosa fuori dalla realtà. La cultura, come la ricerca, la sanità e la scuola, è un servizio pubblico. La cultura in mano ai privati è come gli ospedali solo in mano ai privati. Un Paese ha bisogno di artisti che fanno domande. Il teatro di prosa è il luogo giusto per dare spunti a pensare. Vogliamo finire a Disneyland, solo con il divertimento? Io no». Alla Scala, al momento, «il sostegno dello Stato pesa per il 25% su un bilancio di 120 milioni di euro. Il passo successivo si chiama privatizzazione» (nel complesso le risorse pubbliche alla Scala sono circa del 40%, più il teatro in comodato gratuito). «Gli scioperi», invece, «sono un diritto, e ho condiviso la reazione contro la privatizzazione. Non sono convinto che un deficit di 100 milioni di rosso accumulato da una dozzina di teatri in cinque anni sia un problema per il Paese». Ma ora, dopo otto recite saltate, uno sciopero in arrivo e una ventilata astensione sulle prossime tournée a Pompei e Buenos Aires (anche se queste dichiarazioni di comprensione ai sindacati possono essere un contributo per salvare le tournée), intende dire basta anche a loro: «Adesso è il momento di costruire insieme il regolamento speciale per la Scala. Facciano proposte». Il silenzio del sindaco Moratti? «Non è questo un problema. Lavoro intensamente con il vicepresidente Ermolli». Privati messi in fuga dai continui scioperi? «No, nessuno». La sostituzione del maestro Spinosi con Mariotti per il prossimo «Barbiere » con Florez? «Non ha nulla a che vedere con l’agitazione sindacale» (scelta artistica). La Scala vuole programmare al più presto i prossimi cinque anni, in autonomia, anche con fondi pubblici, con i suoi 800 dipendenti più 15% (120) di stagionali. Cosa, quest’ultima che, per altro, il decreto approvato non tocca. Gli altri teatri si opporranno al regolamento per l’«autonomia»? «Non è un problema della Scala».

    Pierluigi Panza 07 luglio 2010

    Commento di anonimo — 7 Luglio 2010 @ 12:14

  7. "Fa un certo effetto sentire per la prima volta un drammatico ultimatum dal sovrintendente Stephane Lissner. «C’è tempo sino al 31 luglio altrimenti il Teatro alla Scala chiuderà i battenti». Il punto di non ritorno, la fine del mese, è la scadenza che il numero uno del teatro milanese dà a Sandro Bondi per presentare, in Consiglio dei ministri, il regolamento attuativo del decreto sul riordino delle fondazioni liriche diventato legge il 29 giugno. «Perché – dice Lissner senza girarci troppo intorno – è finito il tempo delle parole e ora mi aspetto, pretendo atti concreti dal ministro dei Beni culturali». In caso contrario il sovrintendente vede all’orizzonte l’impossibilità per la Scala a «mantenere il suo livello di qualità», se non, scenario più catastrofico, «la chiusura». L’agenda è segnata. La settimana prossima a Roma si aprirà il tavolo che dovrà iniziare a discutere del regolamento per dare più autonomia alle fondazioni virtuose – quelle con un bilancio in attivo da almeno tre anni – come la Scala. Ma Lissner chiede tempi stretti. «Per far arrivare entro il 31 luglio in Consiglio dei ministri il regolamento e per farlo diventare legge entro il 31 ottobre». E per ottenere entro sessanta giorni il via libera dalla conferenza unificata con enti locali e regioni, dal Consiglio di Stato e dalle Commissioni cultura di Camera e Senato. «Il percorso è questo, si tratta ora di capire se c’è la volontà politica di attuarlo» spiega Lissner che ha chiesto ai sindacati proposte per il regolamento da portare al tavolo al ministero. La Cgil ha già posto i suoi «punti irrinunciabili: un contratto nazionale, una negoziazione sull’integrativo, un’autonomia per la Scala e un Fus certo e adeguato che permetta una programmazione almeno triennale». E proprio contro i tagli al Fondo unico per lo spettacolo si scaglia Lissner: «Rinunciare alla cultura – attacca – è la distruzione di un paese. L’Italia, come la Germania e la Francia, ha un passato culturale che è un tesoro e l’idea che la cultura potrebbe essere privatizzata è una cosa fuori dalla realtà». Il sovrintende snocciola qualche numero: «Il nostro teatro ha un bilancio che pesa solo per il 40% sul pubblico. E il finanziamento statale è del 25% su 120 milioni. Il passo successivo è la privatizzazione, inaccettabile perché la cultura come la ricerca, la sanità a la scuola sono servizi pubblici». Una situazione «molto grave» per Lissner che dice di condividere «la reazione di tutti i lavoratori e i sindacati che lottano contro un progetto che non sostiene la cultura, con il rischio che diventi una cosa solo lasciata ai privati». Un modo per riconquistarsi la fiducia dei suoi dopo il colpo di mano di mercoledì scorso quando, di fronte a orchestrali e coristi andati in scena improvvisamente in borghese per il Faust, ha minacciato di considerare quella «una giornata di sciopero perché sul palco bisogna essere irreprensibili». Un «tradimento» alla causa secondo alcuni tanto che sul Sottoscala, il blog dei lavoratori del teatro, c’è chi chiede le dimissioni del sovrintendente." *(Pierachille Dolfini -"Avvenire, 7 luglio, 2010) postato da Alessandro Romanelli alle mercoledì, luglio 07, 2010

    Commento di anonimo — 7 Luglio 2010 @ 12:23

  8. Non solo "orsolina" (o si tratta della stessa persona?): http://operachic.typepad.com/opera_chic/2010/07/ian-holender-slams-la-scala-not-an-artistic-competitor.html.

    Commento di anonimo — 7 Luglio 2010 @ 17:15

  9. Bravi furbetti…adesso Lissner da il suo ultimatum..in pratica rigira quello dell'orchestra….filarmonicando!Ecco perchè i signori orchestrali ci hanno costretto a far sciopero anche dopo l'approvazione del decreto!A loro non importa una sega se il decreto blocca assunzioni etc..etc…A loro la cosa che non andava giu era solo una…la mancanza di autonomia…ma autonomia da che?!come mai loro sono cosi ben informati su cosa rappresenterebbe la mancanza di una non ben specificata autonomia?!Chiaro!Autonomia significa privatizzazione completa del teatro ed esternalizzazione….ma purchè parta da loro e salvaguardi loro…tali autonomie vanno bene!!!Quindi cari colleghi….oh stavo per dire coglioni……….sbadatelii….capite ora che avete scioperato negli ultimi anni per loro, solo per loro per poter dare loro mano piu forte contro il sovrintendente di turno e piegarlo alla loro logica privatistica…Certamente uno strumentista socio di maggioranza della "nuova scala" anche se non è piu all'altezza del suoi compito….chi lo scalza?!Auguri e …..figli maschima vedrete che avrete piu Caino che AbeleAdamo ed Eva

    Commento di anonimo — 8 Luglio 2010 @ 11:06

  10. Nella Scala del caossciopera anche il Barbiere

    Domani un’altra protesta, è la nona in due mesi. Mai la protesta dei lavoratori della Scala era stata così prolungata. Coro e orchestra minacciano di cancellare le tournée estive

    fonte, il giornoMilano, 8 luglio 2010 – Nove scioperi in poco più di due mesi non si erano mai visti. Mai la protesta dei lavoratori della Scala era stata così prolungata. L’ultimo atto andrà in scena domani sera: salterà la prima del Barbiere di Siviglia, che strada facendo ha perso anche il direttore d’orchestra. Scelta condivisa, hanno fatto sapere dal teatro, anche se si vocifera che i musicisti non abbiano condiviso alcune scelte artistiche del maestro Spinosi.

    Come se non bastasse, i dipendenti del Piermarini continuano a minacciare altre iniziative di lotta, in primis l’annullamento delle tournée estive di Pompei e Buenos Aires. Sarebbe un colpo durissimo per l’immagine della fondazione lirico-sinfonica. Il sovrintendente Stéphane Lissner lo sa. E per questo due giorni fa ha aperto ai sindacati, chiedendo loro di formulare proposte per il futuro regolamento ad hoc. Basterà per evitare la figuraccia internazionale?

    Per ora, resta agli atti il voto di coro e orchestra: prima dell’ultima rappresentazione del Faust, infatti, gli artisti si sono espressi a favore della cancellazione degli spettacoli itineranti. A meno che, hanno chiarito, Lissner, il direttore generale Maria Di Freda e il sindaco Letizia Moratti non si impegnino per migliorare la situazione. Insomma, un vero e proprio aut aut ai massimi dirigenti del Piermarini. Compreso il primo cittadino, che, fino a prova contraria, è anche il presidente della Fondazione. «Non si può dare un giudizio sul suo operato – dice sarcastico Domenico Dentoni, segretario Uilcom Milano – perché la sua voce non si è mai sentita in questo periodo».

     

    Discorso diverso, invece, per Stéphane Lissner: i sindacati hanno apprezzato l’apertura del sovrintendente e si sono detti disponibili all’apertura di un tavolo per le norme speciali. «Non può che essere positivo il giudizio sulle sue parole – confida Giancarlo Albori, delegato Slc-Cgil -. Mi è piaciuta la sua nettezza». Eppure, molti dipendenti continuano a diffidare del direttore artistico, tanto che, nell’ultima assemblea generale, alcuni di loro ne hanno chiesto addirittura le dimissioni. Nel mirino, anche il direttore generale del Piermarini, Maria Di Freda, accusata di aver ispirato alcuni articoli del decreto penalizzanti per la forza-lavoro dell’ente scaligero. Tuttavia, ricordano i sindacati, ora è il momento di tenere i nervi saldi e raccogliere i frutti della mobilitazione.

     

    Cioè, iniziare subito la trattativa interna per le assunzioni a tempo indeterminato e i contratti agli stagionali (la legge lo permette agli enti con i conti in regola). Ma i lavoratori non si fidano e vogliono proseguire nella mobilitazione. Nonostante le astensioni dal lavoro inizino a pesare non poco sugli stipendi: per un corista, un giorno di sciopero vale 120 euro lordi in meno in busta-paga (il no alle tournée estive significherebbe undici giorni di braccia incrociate). «Non ce l’abbiamo con Lissner – assicura Sandro Malatesta della Fials, che ha molti iscritti tra gli orchestrali – ma non possiamo nemmeno aspettare all’infinito che le sue parole diventino fatti». Insomma, la prossima settimana sarà decisiva. A cominciare da martedì 13, quando i delegati incontreranno il sovrintendente per affrontare il tema-occupazione.

    di Nicola Palma

    Commento di AutoOrgScala — 9 Luglio 2010 @ 15:25

  11. DOMANDA:Ma negli spettacoli itineranti "definiti cosi" che Orchestra e coro farebbero saltare, sono compresi anche gli "spettacoli itineranti" realizzati come Filarmonica?In caso negativo…allora vi state scavando la fossa da soli..In caso positivo…ma allora avete opportunamente aspettato di fare lo spettacolo itinerante in Ungheria priva di lanciare questo ultimatum?in tal caso allora…uguale…vi state scavando la fossa da soli!Furbacchioni!!!!!

    Commento di anonimo — 9 Luglio 2010 @ 16:54

  12. LO SAPEVATE CHE MENTRE NOI SCIOPERIAMO A LANSALDO SI PODUCE PER LA CRICCA MORATTI & Co…..ANSA) – ROMA, 6 LUG – In attesa del nuovo Sorelle Mai, Marco Bellocchio realizzera' un film in diretta su Rigoletto a Mantova. Il regista piacentino sara' autore del kolossal tv dall'opera di Giuseppe Verdi, interpretata da Placido Domingo nel ruolo principale, con Zubin Mehta direttore dell'Orchestra sinfonica Rai e Vittorio Storaro direttore della fotografia, che Raiuno trasmettera' in mondovisione il 4 e 5 settembre.MA LA SCALA CHE CENTRA??????CHI CI GUADAGNA?????BASTA PAROLE URGONO CHIARIMENTI SCRITTI…..

    Commento di anonimo — 10 Luglio 2010 @ 09:22

  13. LO SAPEVATE CHE MENTRE NOI SCIOPERIAMO, A LANSALDO SI PODUCE PER LA CRICCA MORATTI & Co…..ANSA) – ROMA, 6 LUG – In attesa del nuovo Sorelle Mai, Marco Bellocchio realizzera' un film in diretta su Rigoletto a Mantova. Il regista piacentino sara' autore del kolossal tv dall'opera di Giuseppe Verdi, interpretata da Placido Domingo nel ruolo principale, con Zubin Mehta direttore dell'Orchestra sinfonica Rai e Vittorio Storaro direttore della fotografia, che Raiuno trasmettera' in mondovisione il 4 e 5 settembre.MA LA SCALA CHE CENTRA??????CHI CI GUADAGNA?????BASTA PAROLE URGONO CHIARIMENTI SCRITTI…..se loro ci imbavagliano…..rendiamo noi libera l'informazione…..facciamo circolare le notizie…

    Commento di anonimo — 10 Luglio 2010 @ 09:31

  14. Bravo monsieur Lissner…mentre Zubin Metha si stupiva del perchè il teatroavesse opposto un secco "NO" alla sua richiesta di avere il coro del teatro alla Scala per il rigoletto di mantova, La RAI avrà sicuramente contattato qualcun'altro complesso artistico.ma guardacaso nei mass media ancora non è riportato il nome di questo coro….Probabilmente un'asta al ribasso…….magari un coro di Bratislava o forse colleghi del cccccccomunale oramai in rotta completa e bisognosi di "pane".Bravi BraviNon importa che il Coro Scala rinunci a fare un Rigoletto in mondovisione in una città come Mantova…che se non erro fa ancora parte della Lombardia.Non importa che il coro Scala abbia dimostrato con le ultime 10 recite di Rigoletto di essere piu che alla altezza della situazione.L'importante è andare in quei giorni a portare l'immagine di Barenboim nel suo paese natale….poi se ne esce fuori un'altra colossale boiata come la Aida di otkyo…..che problema c'è?Il duca di Mantova

    Commento di anonimo — 11 Luglio 2010 @ 17:23

  15. trovo sinceramente deliranti alcuni degli interventi precedenti.ora va bene che su questo blog c'è spazio per tutti però quelloche non comprendo questa strana alleanza (almeno in apparenza) fra le varie sigle sindacali all'interno del teatro quando poi da quello che si legge qui dentro è in corso una specie di guerra di tutti contro tutti della quale, ovviamente come sempre, a fare le spese sono sempre i lavoratori più deboli, cioè i precari, gli intermittenti, i giovani.in particolare lasciano basiti gli ultimi due interventi.il n°13 non si capisce a cosa si riferisca: scenografie? e se anche fosse? dove sarebbe il problema?il n°14 riprende lo stesso argomento prendendosela poi con non si sa chi in una specie di delirio di onnipotenza in cui qualsiasi produzione di grande risalto deve per forza essere appannaggio dei coristi scaligeri.a me pare che queste persone abbiano davvero perso il contatto con la realtà e soprattutto che, al di là della loro sbandierata (?) solidarietà con i loro colleghi degli altri teatri, pensino solamente a tutelare i loro già tutelatissimi interessi e a ramazzare ogni tipo di guadagno possibile presente sulla piazza, all'interno o all'esterno del teatro.in particolare è nulla la loro solidarietà con le migliaia di addetti ai lavori precari o intermittenti che rappresentano la stragande maggioranza degli addetti ai lavori.i quali, mentre loro scioperano nel deserto e contnuano a cantarsela e a suonarsela senza che nessuno li ascolti (almeno al di fuori del teatro), cercano disperatamente di soppravvivere in una situazione che ormai è ai limiti della decenza e ogni giorno di più  assomiglia a quella di migliaia di altri lavoratori di tutti gli altri settori.e basta poi con queste "dimostrazioni di essere all'altezza".il Coro della Scala, così come l'Orchestra e forse anche di più, vale tanto quanto quello di molti altri teatri italiani e questo solo grazie al lavoro del Maestro attuale che l'ha risollevato negli ultimi anni dopo un periodo precedente in cui era inascoltabile.dunque per favore tenetevi i vostri privilegi, scazzatevi fra di voi o con il sovrintendente, ma smettetela di fare i primi della classe e i difensori della Cultura con la C maiuscola quando è evidente che il vostro unico interesse è quello di mantenere il vostro status quo, molto spesso a discapito di altri colleghi, precari e non.

    Commento di lavitaagra — 11 Luglio 2010 @ 18:28

  16. Caro numero 15…..volevo solo dire che abiamo perso una grande occasione di portare ulteriori commesse artistiche al teatro alla scala, che infatti sta perdendo i pezzi ocntinuamente..Se poi non te ne importa niente, tanto meglio, spiegami solo come intendi procacciare entrate economiche se man mano tutte le occasioni sfumano.La scala sta sempre piu diventando un teatro di provincia,sconquassato da irragionevoli scioperi a "babbo morto" e che non riuscirà entro qualche tempo a mantenere piu neanche i circa 813 dipendenti che deve avere.Ah scusami..e poi chi sarebbe questo fantomatico maestro che ha reso il coro finalmente ascoltabile??!!faccelo conoscere!!perchè prima con altri maestri pensi che fosse inascoltabile??ma .io non do giudizi a me non interessa che qualcuno riceva medaglie o no…qualcuno che per il quale tanto, alla fin fine , il coro è solo un mezzo per farsi bello e del quale non interessa niente a nessuno…basti guardare come è ridotto a provare!!ciaoauguri e figli maschi!

    Commento di anonimo — 12 Luglio 2010 @ 14:34

  17. quello che penso del Coro l'ho già detto chiaramente prima e dunque mi pare inutile rispondere nuovamente alle domande del n°16.ma, al di là dei pareri che sono soggettivi come è ben noto, quello che mi premeva far notare è l'ingordigia di alcuni che pur essendo con le spalle coperte e percependo comunque uno stipendio superiore a quello di tutti gli altri colleghi degli altri teatri vogliono ugualmente partecipare a produzioni esterne adducendo criteri geografici (assolutamente assurdi essendoci almeno altri 2 cori nella stessa regione) e di qualità artistica (argomento che dunque non ho tirato fuori io).è probabile comunque che quella produzione non la possa fare il Coro della Scala per un semplice motivo: costa troppo.dunque prego di lasciare in pace i colleghi precari che vi parteciperanno e di non fare insinuazioni sulla loro qualità artistica che, come ripeto, non è garantita solamente dal nome di un Teatro ma da una molteplicità di fattori assolutamente imprevedibili.

    Commento di lavitaagra — 12 Luglio 2010 @ 15:08

  18. Caro numero 17, sono daccordissimo con te!HAi ragione lasciamo le cose "in piu" agli altri gruppi ,magari formazioni ad hoc di precari che hanno tutto il diritto di guadagnare, visto che noi già guadagnamo.

    il mio non era un invito a togliere il pane agli altri per una irrefrenabile ingordicgia artistico-economica.Il mio era solo uno stupore di come i nostri vertici artistici, se cosi si puo chiamare gente che passa il suo tempo in platea o ai margini del palcoscenico a farsi adulare per il suo look, la sua nuova capigliatura o la sua nuova mise(!ah…povero Gian Andrea!!) gestiscono le priorità nel nostro tetaro.Far fare bella figura a Barenboim (che pure non è nostro direttore musicale stabile) in Argentina per 3 giorni si…allora si mobilitano tutti, con viaggi assurdi transoceanici, invece cogliere un'occasione già a suo tempo offerta dal Maestro Metha..no questo no!Si forse la scala costa troppo, ma se costa troppo fare 4 giorni a mantova figuriamoci quanto costa una settimana a Buenos Aires.Per me avrebbe piu senso che il coro della Verdi andasse a buenos aires e noi a Mantova.Perchè andando noi a Mantova adempiremmo alla nostra vocazione culturale che deve esse internazionale si, ma soprattutto nazionale e quindi anche regionale ( se non sbaglio il regio di torino va continuamente in provincia in piemonte…vercelli…novare…etc…etc).io per me l'avrei anche fatto a paga irrisoria il Rigoletto di Mntova, visto che ci siamo fatti per endovenosa poco tempo fa ben 10 recite di rigoletto meravigliose e ce hanno portato un pubblico entusiasta!Ma visto che ora..tu m'insegni…è già in atto la guerra dei poveri…visto che io non mi ritengo un ricco, ma solo un fortunato…parecipero' anche io a questa guerra!ciaoe buona fortuna!la guerre c'est la guerre! 

    Commento di anonimo — 12 Luglio 2010 @ 20:26

  19. scusa n°18 ma mi pari un po' sprovveduto e me ne meraviglio essendo tu un fior di professionista vincitore di concorso internazionale.come pensi di poter fare un Rigoletto con una regia del tutto nuova e ripreso dalla televisione in diretta all'interno di un Palazzo di Mantova con 4 giorni di prove?solo perché tu lo sai già a memoria?e le prove di regia? e la sincronizzazione con un'orchestra che suona in un altro luogo?ma lo sai di cosa stai parlando o scambi, come credo, la realtà con i tuoi desideri?su una cosa siamo d'accordo ed è l'inettitudine completa delle vostre figure dirigenziali.e, aggiungo io, di quelle della vostra attigua Accademia.a quanto mi risulta infatti questa stessa produzione del Rigoletto a Mantova è stata offerta (si può anche vedere il bando di concorso online) ai giovani allievi del corso per Coristi dell'Accademia insieme ad altre due produzioni in teatro nella prossima stagione.ma a quanto pare neppure loro saranno i fortunati che andranno in mondovisione, alla faccia delle vocazioni, internazionali o regionali, di chicchessia.e, sempre a quanto riferiscono alcuni dei malcapitati, neppure avranno l'occasione di cimentarsi nel Death in Venice di Britten, a quanto pare proprio per un'opposizione dei coristi stabili del teatro.guerra fra poveri?non mi pare proprio.direi piuttosto guerra dei ricchi contro i poveri, dei garantiti contro i precari, dei vecchi contro i giovani.fate tanto gli anti-berlusconiani ma alla fine gli assomigliate molto di più di quanto non crediate.

    Commento di lavitaagra — 12 Luglio 2010 @ 23:32

  20. interessante il dibattito sul Rigoletto di Mantova. Lavoro per quella produzione senza contratto (per ora) con periodi di lavoro intermittenti ma con l'obbligo della reperibilità nella città di Mantova. Naturalmente saremo pagati solo per le giornate effettive di lavoro, senza un calendario certo, nemmeno per il giorno dopo, talvolta ci cambiano il programma dopo la mezzanotte per il giorno successivo, con orario di presenza sul set massacranti, costretti a stare vestiti in costume di scena invernale nel caldo afoso delle giornate agostiane.Saremo pagati?….speriamiamo? Per ora ci è arrivato qualche misero centinaia di euro e abbiamo tutte le spese di vitto (dalla colazione alla cena) da affrontare, con la promessa non scritta di ricevere il resto il giorno dopo la fine della prima televisiva (perchè poi il giorno dopo? e non il giorno prima?).Siamo tutti contenti di lavorare per una produzione così importante, anche se siamo trattati come gli ultimi raccattapalle del set, nessuno sà, a parte Z.Mehta, la direttrice del coro, e i pochi musicisti presenti, la delicatezza musicale e interpretativa del coro nell'opera lirica e di Verdi in particolare, per settimane abbiamo fatto prove di regia con le "basi" e si permettevano di criticarci (ci sgridavano) perchè non andavamo a tempo, con il coro un pezzo in scena un altro fuori scena, senza monitor e senza riporti. Il caro Bellocchio che ogni tanto "compare" solo per dirci che "non gliene frega un c…o se cantiamo bene o male" ma che dobbiamo "interpretare", poi non ci ha mai detto un c…o lui su come intende che interpretiamo. Fortuna che siamo tutti artisti con lunga esperienza di teatro (quasi tutti hanno cantato già in fondazioni liriche, sia da coristi che da solisti) e qualcosa ci inventiamo, poi le riprese e le inquadrature sono certamente grane del regista.Forse è in una produzione del genere che qualche artista stabile della Scala vorrebbe lavorare? Magari rinunciando per 2 mesi al proprio stipendio? Per una volta si può fare, ma non mi sembra giusti essere trattati sempre così. Forse è tutta colpa della RAI che ha messo in badget soprattutto i soldi per i big.saluti

    Commento di anonimo — 20 Agosto 2010 @ 16:30

  21. Perchè hai accettato?Perchè non sei rimasto a lavorare in una fondazione lirica?perchè non hai/avete continuato a fare i solisti?Dai, ste palle andate a scriverle da un' altra parte, sappiamo bene, sappiamo già tutto…..E vedete di andare a tempo……..

    Commento di anonimo — 20 Agosto 2010 @ 23:07

  22. Ma che bravo!? sei un solista della scala, un corista della scala, il direttore della rai, il fratello di Bellocchio, la zia di Andermann, o un precario che non è passato all'audizione dell'Accademia della Scala per fare la stessa produzione?Io qui volevo solo dare delle informazioni su questa mitica produzione di cui si parla in questo forum, so bene che non gliene frega niente a nessuno delle ingiustizie, del fatto che siamo stati ingaggiati con promesse di tutt'altro genere e poi ci siamo ritrovati, a produzione iniziata, senza contratto, sottopagati, con pochi diritti e poco considerati nella nostra professionalità…. magari perchè l'Accademia della Scala ha giocato al ribasso cercando di scalzare l'organizzazione che ci ha ingaggiato. Sono problemi nostri, ce la vedremo noi, tanto questo è un mondo di egoisti e ognuno deve pensare a se stesso, non esiste più il "diritto del lavoro", il sindacato esiste solo per sacche residue di supertutelati che stanno perdendo anch'essi le supertutele.So anche che non posso dimostrare qui la mia professionalità e quella dei miei colleghi, del resto nessuno può dimostrarlo qui, ne tu, ne gli altri amici del coro della Scala, i quali sanno bene, se sono onesti, che non basta aver passato un concorso per ritenersi superiori a tutti quelli che non l'hanno ancora passato ma superano tranquillamente le audizioni nelle fondazioni liriche che riducono le piante organiche e in attesa di tempi migliori nel mondo della lirica.Comunque io non mi permetto di dire che i coristi della Scala non sono bravi professionisti o che non hanno diritto di protestare per i loro diritti, se parlassi come te potrei dire che dovrebbero tacere su tutto e dire "perchè mai avete accettato di lavorare per la Scala?" Ora dovete accettare tutto quello che decidono i vostri vertici, di lavorare senza orari prestabiliti, sottopagati, maltrattati, ecc. Anzi potrebbe essere un buon consiglio da dare al sovrintendente Scala: togliere tutti i diritti, tanto se hanno  accettato di lavorare per un teatro così importante l'avranno fatto soprattutto per il prestigio. Io per lavorare alla Scala verrei a gratis, e stai pur certo che io vado a tempo, cerca di andarci anche tu che ti ho sentito cantare. Ma forse non sei un corista della Scala e… tranquilli…non verrei a lavorare a gratis, ma se tutti la pensassero come te sarebbe auspicabile che il costoso coro della Scala fosse sostituito da bravi amatori ben preparati.Insomma, da come parli tu non servirebbero forum come questo. Ma se tu non hai nulla da lamentare perchè frequenti questi forum?Ringrazio per l'ospitalità e tolgo il disturbo.cordiali saluti e auguri per le vostre battaglie. 

    Commento di anonimo — 21 Agosto 2010 @ 13:51

  23. quello che scrive il n°20 è molto interessante.peccato che ci siano i soliti emuli del refrain belrlusconiano del "tutta invidia" che invece di solidarizzare con i loro colleghi più sfortunati non sanno altro che ripetere la solita litania colpevolizzante nei confornti di coloro che, a loro modo di vedere, non hanno saputo ottenere il "posto fisso" per demeriti propri quando comunque è noto che in questo settore la stragrande maggioranza delgi addetti ai lavori si trova in condizioni di precarietà.e finalmente anche su questo blog si apre qualche squarcio informativo su tutte queste situazioni che continuano a verificarsi nel silenzio più assoluto, laddove per il resto del mondo dell'informazione esistono solo (quando esistono) i problemi dei lavoratori stabili degli Enti Lirici.

    Commento di lavitaagra — 21 Agosto 2010 @ 14:57

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