Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

9 Dicembre 2010

Scala, 7 dicembre: piazze-trait-union-ghestus e… teatro dell'assurdo?

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 21:15

La Cub del Teatro alla Scala ringrazia le/i compagne/i venute/i dai teatri di Genova, Bologna, Roma e da quelle tante realtà dello spettacolo richiamate dall'appello di manifestare in piazza e per creare un coordinamento dal basso aperto a tutti. Un coordinamento promosso e avviato con estusiasmo da alcuni settori della cultura rappresentati dalla scuola, ricerca, spettacolo, lirica, prosa e cinema. 
Dai microfoni amplficati ci si è presa la responsabilità di minacciare il boicottaggio della prima se le forze dell'ordine non avessero fermato immediatemente le cariche improvvise e inaudite che si stavano estendendo a tutta la piazza. Il nostro appello per fortuna o per coincidenza è stato accolto e la calma è ritornata .
Ben presto, le ragioni della protesta, che vedeva forte, unanime e determinato il coro contro i tagli alla cultura e contro la" sanatoria truffa" che condanna al lavoro nero migliaia di onesti lavoratori migranti, ha ritrovato vigore e un insolito trait d'union con la sala del Piermarini, quando di lì a poco, la lettura del maestro Barenboim dell'articolo 9 della Costituzione, insieme alla sua dichiarazione: " è ridicolo pensare che con questi tagli si possano risolvere i problemi dell'economia", hanno ricevuto il tripudio del loggione, del presidente della repubblica e provocato quell'enorme effetto mediatico.
 
Questa bella giornata di lotta rischia però di essere l'ennesimo appello nel vuoto e destinato all'oblio se non avvengono prese di posizione e impegni scritti della politica per un sostegno pubblico certo.
L' assegno simbolico di Napolitano intestato a Cultura, Istruzioni e Liberi Saperi,firmato e offerto il giorno dopo in Brera agli studenti dell'accademia, rischia di finire annoverato tra i gesti della mimica del "teatrino della politica "
se non si trasforma in atti concreti e assegni veri.
Quel ghestus diverrebbe per il presidente la nemesi del "degrado delle istituzioni che procede inesorabile nel calpestare i principi della costituzione repubblicana "contro il quale egli si batte, denuncia e condanna quotidianamente.

Un surreale paradosso, probabilmente indegno anche per il  teatro dell'assurdo.

 
Presidio in Piazza della Scala: per il futuro di scuola, …

Servizio di Silvia Tagliabue.
Presidio della Confederazione Unitaria di Base – CUB e dei Sindacati di Base in concomitanza con la prima del Teatro a…   altro
Servizio di Silvia Tagliabue.
Presidio della Confederazione Unitaria di Base – CUB e dei Sindacati di Base in concomitanza con la prima del Teatro alla Scala di Milano.
Le voci degli studenti, dei lavoratori dello spattacolo, dei Teatri Lirici e di Prosa italiani, degli immigrati in lotta per il permesso di soggiorno, dei ricercatori e degli insegnanti precari. Uniti contro la crisi e le riforme Bondi e Gelmini, contro i tagli alla cultura, alla scuola che negano il futuro e i diritti.
 
Ecco il video delle proteste in occasione della Prima alla Scala, di cui telegiornali e giornali tendono a riportare solo il momento di tensione e scontri con la Polizia. Ci tenevamo a dirvi che non è andata esattamente così. Il video è stato realizzato da Alberto Sansone. Erica Picco Paolo Sala Filippo Rocco

vedi video

Video per non solo scontri piazza scala

LoSgamato – Non solo scontri alla protesta in
14 min – 8 dic 2010

OCCUPIAMOCI | Incontro pubblico dei 100autori a Milano 

Martedì 14 dicembre ore 17
Incontro pubblico del mondo dell'audiovisivo milanese e lombardo

Cinema Mexico – Via Savona 57 Milano   Interviene Stefano Rulli  

 
RSVP 100autorilombardia@gmail.com

Scala, 7 dicembre: piazze-trait-union-ghestus e… teatro dell’assurdo?

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La Cub del Teatro alla Scala ringrazia le/i compagne/i venute/i dai teatri di Genova, Bologna, Roma e da quelle tante realtà dello spettacolo richiamate dall'appello di manifestare in piazza e per creare un coordinamento dal basso aperto a tutti. Un coordinamento promosso e avviato con estusiasmo da alcuni settori della cultura rappresentati dalla scuola, ricerca, spettacolo, lirica, prosa e cinema. 
Dai microfoni amplficati ci si è presa la responsabilità di minacciare il boicottaggio della prima se le forze dell'ordine non avessero fermato immediatemente le cariche improvvise e inaudite che si stavano estendendo a tutta la piazza. Il nostro appello per fortuna o per coincidenza è stato accolto e la calma è ritornata .
Ben presto, le ragioni della protesta, che vedeva forte, unanime e determinato il coro contro i tagli alla cultura e contro la" sanatoria truffa" che condanna al lavoro nero migliaia di onesti lavoratori migranti, ha ritrovato vigore e un insolito trait d'union con la sala del Piermarini, quando di lì a poco, la lettura del maestro Barenboim dell'articolo 9 della Costituzione, insieme alla sua dichiarazione: " è ridicolo pensare che con questi tagli si possano risolvere i problemi dell'economia", hanno ricevuto il tripudio del loggione, del presidente della repubblica e provocato quell'enorme effetto mediatico.
 
Questa bella giornata di lotta rischia però di essere l'ennesimo appello nel vuoto e destinato all'oblio se non avvengono prese di posizione e impegni scritti della politica per un sostegno pubblico certo.
L' assegno simbolico di Napolitano intestato a Cultura, Istruzioni e Liberi Saperi,firmato e offerto il giorno dopo in Brera agli studenti dell'accademia, rischia di finire annoverato tra i gesti della mimica del "teatrino della politica "
se non si trasforma in atti concreti e assegni veri.
Quel ghestus diverrebbe per il presidente la nemesi del "degrado delle istituzioni che procede inesorabile nel calpestare i principi della costituzione repubblicana "contro il quale egli si batte, denuncia e condanna quotidianamente.

Un surreale paradosso, probabilmente indegno anche per il  teatro dell'assurdo.

 
Presidio in Piazza della Scala: per il futuro di scuola, …

Servizio di Silvia Tagliabue.
Presidio della Confederazione Unitaria di Base – CUB e dei Sindacati di Base in concomitanza con la prima del Teatro a…   altro
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Presidio della Confederazione Unitaria di Base – CUB e dei Sindacati di Base in concomitanza con la prima del Teatro alla Scala di Milano.
Le voci degli studenti, dei lavoratori dello spattacolo, dei Teatri Lirici e di Prosa italiani, degli immigrati in lotta per il permesso di soggiorno, dei ricercatori e degli insegnanti precari. Uniti contro la crisi e le riforme Bondi e Gelmini, contro i tagli alla cultura, alla scuola che negano il futuro e i diritti.
 
Ecco il video delle proteste in occasione della Prima alla Scala, di cui telegiornali e giornali tendono a riportare solo il momento di tensione e scontri con la Polizia. Ci tenevamo a dirvi che non è andata esattamente così. Il video è stato realizzato da Alberto Sansone. Erica Picco Paolo Sala Filippo Rocco

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LoSgamato – Non solo scontri alla protesta in
14 min – 8 dic 2010

OCCUPIAMOCI | Incontro pubblico dei 100autori a Milano 

Martedì 14 dicembre ore 17
Incontro pubblico del mondo dell'audiovisivo milanese e lombardo

Cinema Mexico – Via Savona 57 Milano   Interviene Stefano Rulli  

 
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31 Agosto 2010

Documento de los trabajadores de la Scala de Milán y el Colón

Filed under: Uncategorized — Tag:, — Lavoratoriscala @ 19:40

Documento: I lavoratori del Teatro alla Scala di Milano e quelli del teatro Colon

pubblicata da Habitués del Teatro Colón il giorno mercoledì 1 settembre 2010 alle ore 16.41

ALL ‘OPINIONE PUBBLICA

I lavoratori del Teatro alla Scala di Milano e quelli del teatro Colon di Buenos Aires sottoscrivono congiuntamente il seguente documento

La cultura e le sue espressioni artistiche costituiscono un bene essenziale  e il loro sfruttamento è un diritto incancellabile di tutti. Questo bene deve essere protetto , al pari della  salute e dell’educazione , per conto del potere politico , di qualsiasi tendenza esso sia perché costituisce uno dei principi fondamentali della democrazia.  Sia in Italia che in Argentina , da parte di silvio Berlusconi e Maurizio Macri , è in atto un tentativo per privatizzare , in forma più o meno dichiarata ma spesso esplicitamente , le istituzioni dedicate  dell’arte lirica , sinfonica e coreografica . Questi fatti costituiscono una chiara dimostrazione  di come questi poteri considerino la cultura come un valore meramente economico che deve essere gestito secondo le  logiche mercantili della domanda e dell’offerta con il placet del potere politico.

Queste manovre si sono esplicitate attraverso decreti e leggi viziati da incostituzionalità e illegalità  che pretendono  di effettuare tagli sia a livello di bilanci che di risorse umane e portano alla distruzione di sistemi di produzione propria per esplicitarsi a creare modelli basati sulla precarizzazione del lavoro e la standardizzazione alle professionalità  dei due teatri di tradizione.

Ci dichiariamo apertamente contro questo modello e ci facciamo difensori delle produzioni autonome di ambo i teatri che nel corso di più di un secolo , sono state mondialmente riconosciute come le più alte espressioni culturali delle rispettive nazioni , in quantochè le stesse hanno dimostrato di essere l’unico modello economicamente di successo , dato che i suoi principi favoriscono la moltiplicazione di repliche per ogni opera e la possibilità di valorizzare il repertorio di produzioni le cui titolarità e diritti permangono nelle istituzioni stesse.

Con la stessa fermezza rifiutiamo i modelli di amministrazione e di gestione culturale  che portano avanti i già menzionati funzionari (Berlusconi e Macri ) allo stesso modo che le autorità che attualmente gestiscono i Teatri. L’esternalizzazione delle attività , la terziarizzazione delle prestazioni di lavoro , la precarizzazione dei contratti e l’utilizzazione degli spazi per attività che nulla hanno a ch vedere con la funzione del teatro configurano il modello imposto dalle autorità già menzionate.  Tutto ciò provocherà la perdita lenta ma sistematica delle professionalità artistiche , tecniche e amministrative che trasformerà i teatri in meri edifici storici che possono essere affittati come sale per le più diverse attività con il solo scopo del ritorno economico .

 Non rimarremo impassibili nel momento in cui si decideranno i destini dei nostri Teatri. Siamo sempre stati favorevoli al dialogo , la discussione e il consenso come uniche vie per la soluzione delle situazioni che si sono venute a creare sia in ambito istituzionale che nel lavoro ; pero avvisiamo che se il silenzio e l’autoritarismo continueranno a rappresentare  la modalità delle istituzioni , ricorreremo a tutte le manovre possibili sia a livello sindacale che politico ,legale e mediatico , per difendere non solamente i nostri posti di lavoro , ma anche il patrimonio culturale e artistico della Scala e del Colon .  Come lavoratori della cultura resisteremo una volta per tutte ad essere considerati una variabile  delle restrizioni imposte dalla crisi economica che attanaglia i nostri popoli , prodotta proprio dalle stesse persone che segnalano il nostro settore come superfluo e noi come una casta di privilegiati.

 Siamo arrivati ad occupare le nostre posizioni di lavoro dopo aver vinto concorsi e fornito quotidianamente prove della nostra professionalità e qualità artistica davanti sia alla critica che il pubblico. Per nessuna ragione ci scuseremo con chichessia per le nostre speciali condizioni di lavoro , dato che rappresentano l’inevitabile conseguenza dell’attività che svolgiamo , chiaramente soggetta a orari e mansioni particolari . L’altissimo grado di preparazione necessario ci obbliga a sottoporci a continue prove e corsi di aggiornamento e  sarebbe auspicabile più comprensione della situazione da parte di chi detiene le responsabilità delle istituzioni , gente che dovrebbe possedere più di altri la cultura necessaria a capire il settore nel quale svolgono la loro attività. Le similitudini delle problematiche sia del Colon che della Scala che abbiamo qui illustrato sono la chiara prova dell’implementazione di modelli di  gestione che mirano alla distruzione delle istituzioni , dei lavoratori e di un bene della società come la cultura ,  basandosi sulle stesse modalità e i responsabili della “inevitabile” crisi mondiale che stiamo attraversando.

Il messaggio vorremmo che fosse recepito internazionalmente non solo per lanciare un chiaro allarme sulla situazione ma anche per preparare i lavoratori a rispondere a questo attacco di una politica nefasta attraverso tutti i mezzi legali a loro disposizione contro chi vuol trasformare la cultura in mera merce di affari e lucro.

Insistiamo nel ribadire che la cultura e le sue espressioni sono un patrimonio di tutti. Il loro mantenimento e sfruttamento devono essere garantiti dai Governi al fine di preservare le varie identità che attraverso la cultura si manifestano , garantendo anche la pluralità dei criteri e le diversità delle idee , condizione essenziale per il mantenimento di una società democratica che si consideri tale

 

I LAVORATORI DELLA SCALA DI MILANO                   I LAVORATORI DEL TEATRO COLÓN

–br–
pubblicata da Habitués del Teatro Colón il giorno martedì 31 agosto 2010 alle ore 19.17

A LA OPINIÓN PÚBLICA

Agosto de 2010

Los trabajadores del Teatro alla Scala de Milán y los trabajadores del Teatro Colón suscribimos en conjunto el presente documento:

La cultura y sus expresiones artísticas son un bien social esencial y el acceso a éstas es un derecho inalienable de todos los ciudadanos. Este principio debe ser inexcusablemente protegido por el poder político y los funcionarios de los gobiernos de turno, sea cual fuere su tendencia, ya que al igual que la salud y la educación son principios básicos y constituyentes de las sociedades democráticas.

El intento de parte de las autoridades —tanto de Italia en la persona de Silvio Berlusconi, como en la Ciudad de Buenos Aires en la persona de Mauricio Macri— de privatizar encubierta o explícitamente las instituciones dedicadas a las expresiones del arte lírico, sinfónico y coreográfico son una demostración cabal de que consideran a la cultura como un valor económico cuya implementación, estructuración y difusión deben regirse por las leyes del mercado, la oferta y la demanda y la accesibilidad dependiente del poder adquisitivo.

Este intento se ha visto reflejado en “normas” (leyes y decretos) viciadas de inconstitucionalidad, ilegalidad e ilegitimidad que pretenden recortes presupuestarios, precarización laboral, traslados y disponibilidades de trabajadores, destrucción de los sistemas de producción propia e incumplimiento de los sistemas de contratación y concurso que garanticen la dotación histórica imprescindible de ambas instituciones.

Nos declaramos abierta y enfáticamente defensores de los sistemas de producción propia de ambos teatros que, por más de un siglo, han sido reconocidos mundialmente como las más altas expresiones del quehacer cultural de nuestros pueblos. Por otro lado, dicho sistema de producción propia ha demostrado ser el único modelo económicamente exitoso en la relación inversión económica-rédito social, ya que sus principios favorecen la multiplicación de funciones por título y la posibilidad de acrecentar el repertorio de producciones cuya titularidad y derechos permanecen en las instituciones.

Asimismo, rechazamos contundentemente los modelos de administración y gestión cultural que llevan adelante los funcionarios antes mencionados (Berlusconi-Macri), como así también las autoridades de ambos teatros. La externalización de las actividades, la tercerización de las prestaciones, la precarización de los contratos, la ausencia de concursos, la falta de paritarias sectoriales y la utilización espuria de los espacios con actividades que no se relacionan en absoluto con la función de los teatros configuran el modelo impuesto por las actuales autoridades. Esto provocará la pérdida paulatina y sistemática de los planteles profesionales artísticos, técnicos, administrativos y auxiliares, que dejará a los teatros como meros edificios históricos pasibles de ser usados como lujosas salas de alquiler para eventos de todo tipo cuyo único fin sea el lucro y la explotación económica.

No seremos convidados de piedra a la hora de definir las cuestiones concernientes a nuestro trabajo y al destino de nuestros teatros. Siempre hemos propuesto el diálogo, la discusión y el consenso como caminos para la resolución de los conflictos y de las situaciones devenidas de la relación laboral e institucional; pero si el silencio y el autoritarismo continúa siendo la postura de los funcionarios, los trabajadores no dudaremos en recurrir a todas las medidas necesarias y a todos las instancias políticas, gremiales, legales, judiciales y mediáticas, para defender no sólo nuestras fuentes de trabajo, sino el patrimonio cultural y artístico de la Scala y del Colón.

Los trabajadores de la cultura nos resistimos una vez más a ser la variable de ajuste de las crisis económicas de nuestros pueblos, producidas justamente por los que hoy señalan al arte y sus expresiones como un bien suntuario y a sus trabajadores como “trabajadores privilegiados”. Accedemos a nuestros puestos de trabajo luego de rendir rigurosos concursos y damos diariamente pruebas de idoneidad y calidad profesional artística y técnica ante la crítica y el público. De ninguna manera vamos a disculparnos por tener regímenes especiales de trabajo, dado que son la consecuencia insoslayable del tipo de actividad que llevamos a cabo y de la exigencia de las prestaciones que nuestra labor precisa. La alta especificidad nos obliga a capacitarnos permanentemente para lograr el más alto rendimiento en nuestro trabajo. Es hora que los funcionarios de la cultura entiendan esto; sería muy esperable que se contara con esta comprensión desde el principio de sus mandatos y no, como ocurre hoy y también en el pasado, que los trabajadores debamos explicar y llevar a cabo una docencia agotadora para que las autoridades de cultura, supuestamente “cultas”, comprendan nuestros sistemas de trabajo y sus particularidades.

La similitud de la problemática de los trabajadores de la Scala y del Colón aquí expuesta es prueba contundente de que el avance de la ideología de la depredación cultural y la imposición de modelos de gestión basados en el desprecio de los bienes esenciales de nuestra sociedad y de sus trabajadores son internacionales y forman parte de un pensamiento que, a pesar de haber fracasado rotundamente y de haber provocado una crisis global sin precedentes, insiste en imponer recetas económicas y sociales que sólo producirán más exclusión, más sufrimiento y más violencia.

En consecuencia, nuestra denuncia y llamado también es internacional: la difusión del presente documento pretende alertar y convocar a todos los trabajadores de la cultura del mundo. El mensaje es que debemos organizarnos para enfrentar estas políticas nefastas y más allá de las diferencias locales, idiomáticas o culturales, reconocer a un enemigo común cuyo único objetivo es convertir a la cultura y a sus instituciones en meras fuentes de negocios y lucro.

Insistimos en que la cultura y sus expresiones artísticas son patrimonio de todos; su preservación y acceso deben estar garantizados por políticas de estado tendientes no sólo a multiplicar su rédito social, sino a considerarlos como imprescindibles factores de la identidad de nuestras comunidades, su definición individual y su representación colectiva, para garantizar de ese modo la pluralidad de los criterios y la diversidad de las ideas, condiciones esenciales para la constitución y el mantenimiento de toda sociedad democrática que se precie de tal.

TRABAJADORES DE ALLA SCALA DE MILÁN – TRABAJADORES DEL TEATRO COLÓN

30 Agosto 2010

Filed under: Uncategorized — Tag:, — Lavoratoriscala @ 01:02

Conferencia de prensa conjunta: trabajadores Scala y Colón

Posted by habitués en Agosto 29, 2010

 

Los trabajadores del Teatro alla Scala de Milán y los trabajadores del Teatro Colón convocamos a todos los medios de prensa y de difusión, a los trabajadores de ambos teatros y al público en general, a la conferencia de prensa que realizaremos en el hotel Bauen, Av. Callao 360 (C.A.B.A.), el día martes 31 de agosto, a las 11 hs.

En dicha conferencia, daremos lectura a un comunicado conjunto denunciando la grave situación que atraviesan ambos teatros y sus trabajadores, producto de la aplicación de políticas que atentan contra la preservación y el mantenimiento del patrimonio cultural y artístico tangible e intangible de ambas instituciones, y promueven la restricción del acceso a las mismas destruyendo el principio de la multiplicación del rédito social.

Rogamos la mayor difusión

Trabajadores del Teatro alla Scala de Milán
Trabajadores del Teatro Colón

Conferenza stampa congiunta: lavoratori Scala e Colon 

inviato da habitué il 29 agosto 2010

I lavoratori del Teatro alla Scala di Milano e del Teatro Colón fanno appello a tutta la stampa, ai media, ai dipendenti di entrambi i teatri e al pubblico in generale, alla conferenza stampa presso l'hotel Bauen , Av . Callao 360 (CABA), il Martedì 31 agosto alle ore 11.

Alla conferenza, sarà letto un comunicato congiunto denunciando la situazione grave per entrambi i teatri e dei loro dipendenti, derivante dalla attuazione di politiche che minacciano la conservazione e la manutenzione del patrimonio culturale e artistico sia materiali che immateriali di entranbe istituzioni e limitano l'accesso alle stesse distruggendo il principio della moltiplicazione del reddito sociale.

Si prega di diffondere
I lavoratori del Teatro alla Scala
lavoratori del Teatro Colon

16 Aprile 2010

Decreto legge di riforma delle fondazioni lirico sinfoniche- Sindacati, se passa il decreto sciopero a oltranza

Filed under: Uncategorized — Tag:, — Lavoratoriscala @ 18:14

Sindacati, sciopero a oltranza se passa decreto sulle fondazioni

19 APRILE 2010 – Sindacati delle fondazioni liriche pronti allo sciopero ad oltranza contro il decreto di riforma Bondi per il settore varato venerdì dal Consiglio dei ministri e che dovrebbe essere sottoposto domani alla firma del capo dello Stato, Giorgio Napolitano. "Confidiamo nel presidente della Repubblica, speriamo che non firmi il provvedimento", spiega Silvano Conti della Cgil di settore al termine del coordinamento nazionale riunito oggi a Milano per decidere il da farsi.

Ma se così non sarà, aggiunge, nei circa 60 giorni necessari per la promulgazione del decreto in legge, "ci saranno scioperi senza soluzione di continuità in tutte le fondazioni in concomitanza con gli spettacoli programmati".

Riuniti a Milano, i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Fials, che rappresentano circa il 60% dei 5-6000 dipendenti delle 14 fondazioni lirico sinfoniche italiane, hanno definito il decreto un "provvedimento improprio e discutibile sul piano della legittimità" . 

Tutino, Anfols, fondazioni al collasso. Un intervento era necessario

19 APRILE 2010 – "Quello che abbiamo più volte detto – dichiara Marco Tutino (foto), sovrintendente del Comunale di Bologna e presidente dell'Anfols – è che la situazione generale delle fondazioni liriche era al collasso e che ci voleva un intervento che mettesse in grado i sovrintendenti di gestire i teatri e di renderli compatibili con la realtà economica". "Mi auguro che sia accaduto proprio questo", aggiunge Tutino, precisando di non conoscere ancora il testo del provvedimento. 

Riguardo alla razionalizzazione del sistema di finanziamento statale dello spettacolo dal vivo, che sarebbe contenuta nel decreto di riforma, Tutino ha detto: "Credo che si faccia riferimento ai criteri di riparto del Fus, finora legati ad aspetti del passato, del tutto anacronistici, mentre bisognerebbe invece premiare le aperture di sipario e la qualità degli spettacoli. Se il decreto va in questa direzione, era ora. Sono anni che chiediamo di premiare la gestione dei teatri. Mi auguro che finalmente  si premino i teatri virtuosi".

Bondi, no a fondazioni di serie A e B. Critiche da sindaci, Cgil e Pd

19 APRILE 2010 – Tra le fondazioni liriche non ci saranno  nè quelle di serie A nè quelle di serie B. Lo dichiara il ministro Sandro Bondi , ricordando che nel testo del decreto legge  di riforma approvato venerdì dal Consiglio dei ministri, e che sarà sottoposto in settimana al capo dello Stato Napolitano, "non ci saranno graduatorie né declassamenti". Bondi risponde così alle preoccupazioni espresse da alcuni sindaci di città sede di fondazioni, Renzi di Firenze, Iervolino di Napoli e Vincenzi di Genova. Positivi invece i giudizi del sindaco di Milano, Moratti, e di quello di Palermo, Cammarata.


Crirtiche dai parlamentari del Pd Vincenzo Vita, Andrea Marcucci, Emilia De Biasi, Matteo Orfini, che definiscono il decreto "assurdo", fatto "di tagli e di idee confuse", e lo bocciano "per la forma e per il contenuto", aggiungendo che "ancora non si capisce" se è un vero decreto legge o una intenzione di Bondi "da verificare chi sa con chi". Per gli esponenti Pd "si stravolge la contrattazione decentrata, si blocca il turnover, si sposta età pensionabile, si decurtano i già miseri finanziamenti di un già misero e residuale fondo dello spettacolo". Inoltre, "s'impone la diarchia Milano-Roma, quasi che l'Italia federalista sia solo una grida della domenica di Umberto Bossi". I rappresentanti del Pd chiedono anche di sapere "che ne è degli altri punti evocati proprio da Bondi in Senato. Vale a dire: Imaie, Cinecittà, tax credit e tax shelter". 

"Se la riforma delle fondazioni liriche che è stata approvata dal Consiglio dei ministri toccherà "prerogative delle parti sociali" come la contrattazione, il blocco del turn over o la riduzione del 50% del trattamento economico aggiuntivo, i sindacati sono pronti a una "reazione dura".    "La nostra risposta – ha detto il coordinatore nazionale Cultura Cgil Silvano Conti – arriverà alle forme più estreme fino all'occupazione dei teatri".

"Abbiamo preparato e approvato un decreto verità – commenta il sottosegretario ai beni culturali Francesco Giro, per il quale "tutti conoscevano l'entità del debito che ormai pesa sui bilanci del maggior numero delle fondazioni liriche-sinfoniche, ma nessuno dimostrava sufficiente coraggio di trarne le dovute e logiche conseguenze. Il ministro Bondi ha avuto il merito di dimostrare questo coraggio". Il sottodegratrio aggiunge: "Siamo disponibili a promuovere con tutte le forze politiche un confronto aperto ma sopratutto  realistico e concreto".

Il Coordinamento Nazionale Unitario dei Teatri Lirici (14 delegati per organizzazione più le strutture territoriali interessate) si terrà a Milano il giorno 19 Aprile presso la Camera del Lavoro alle ore 11.00

16 APRILE 2010 – Il ministro per i Beni e le Attività culturali, Sandro Bondi , esprime la propria soddisfazione per l’approvazione, da parte del Consiglio dei ministri di oggi, del decreto legge di riforma delle fondazioni lirico sinfoniche, "primo passo di un percorso che porterà a una gestione più efficiente ed efficace di queste importanti istituzioni culturali, razionalizzandone le spese e favorendo, oltre alla produttività del settore, la crescita qualitativa delle produzioni".

Il ministro, dichiara in un comunicato che "intende riordinare l’intero settore – dopo il sostanziale fallimento della precedente riforma del 1996 – prevedendo, finalmente, la razionalizzazione dell’organizzazione e del funzionamento delle fondazioni liriche, l’incentivazione dell’apporto di capitali privati e la possibilità di riconoscere diversi gradi di autonomia delle fondazioni a partire dal Teatro alla Scala di Milano e dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.–br– Il provvedimento affronta i principali nodi di una situazione difficile, che negli ultimi anni ha portato al commissariamento di 5 delle 14 fondazioni liriche. Infatti a tali istituzioni è assegnato il 47% del Fondo Unico per lo Spettacolo, destinato per intero a coprire i costi dei dipendenti. Le spese per il personale, che assorbono circa il 70% del finanziamento pubblico agli enti lirici e hanno raggiunto un valore economico superiore al solo finanziamento statale, costituiscono un serio pericolo per la sopravvivenza di tali enti".

"Pertanto – prosegue il comunicato di Bondi – il provvedimento prevede che il contratto collettivo nazionale di lavoro, in attesa di rinnovo da anni, venga sottoscritto con le associazioni sindacali maggiormente rappresentative anche attraverso l’ARAN, per poi essere sottoposto al controllo della Corte dei Conti. All’approvazione del nuovo contratto collettivo nazionale sono subordinati i rinnovi dei contratti integrativi aziendali del personale di ogni singola Fondazione, in modo da evitare distorsioni di questo importante strumento. Inoltre il provvedimento attribuisce carattere di esclusività al rapporto di lavoro dei dipendenti delle Fondazioni liriche, che potranno svolgere attività autonome solo nei limiti e con le modalità previsti dal nuovo contratto collettivo di lavoro. Vengono introdotte norme rigorose sul turn over dei dipendenti e regole nuove per le assunzioni e per la tipologia dei contratti di lavoro utilizzabili nonché in tema di trasparenza nelle graduatorie di accesso al lavoro".

"Al fine di avviare una rigorosa riforma del sistema di finanziamento allo spettacolo dal vivo – conclude il comunicato – il ministro, inoltre, rideterminerà i criteri selettivi di assegnazione e di liquidazione dei contributi alle attività di spettacolo dal vivo, tenendo conto della quantità e della qualità della produzione svolta dalle singole istituzioni, della loro regolarità gestionale e del successo di pubblico".

Lirica: Tutino (Anfols), mai venuta meno la disponibilità al confronto.

16 APRILE 2010 – “L’ANFOLS, associazione delle Fondazioni liriche e sinfoniche, esprime grande preoccupazione e sconcerto per le dichiarazioni delle Organizzazioni Sindacali e per l’interruzione del tavolo di trattative per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro. In un comunicato, le OO.SS. dichiarano lo stato di agitazione e riportano fatti e valutazioni che non corrispondono in alcuna maniera al reale svolgimento del tavolo negoziale, minacciando inoltre di mettere in atto azioni irresponsabili quanto illegali come l’occupazione dei teatri”. Così dichiara Marco Tutino (foto), presidente dell’Anfols.

“Ribadiamo – continua Tutino – che ANFOLS non è mai venuta meno alla disponibilità al confronto ma anzi ha consegnato alle OO.SS., ormai da tempo, delle dettagliate e articolate proposte di modifica contrattuale in forma scritta. Purtroppo, nessun riscontro sul merito di queste proposte di rinnovamento è mai giunto dalle OO.SS. che hanno invece dimostrato di non aver mai avuto nessuna volontà concreta di aprire alcuna discussione sulle proposte avanzate”.

“Vi è stata altresì da parte sindacale la reiterata richiesta di risolvere la questione salariale in via preventiva e disgiunta dalla parte normativa, che seppur giudicata legittima in sé, non può in alcun modo essere affrontata separatamente da quella revisione degli istituti normativi che è condizione essenziale per assicurare un futuro ai teatri lirici italiani”.

“In merito inoltre al più volte annunciato provvedimento legislativo da parte del governo, del quale non conosciamo il contenuto e l’eventuale promulgazione, ANFOLS ha sempre ricordato la necessità di arrivare comunque e al più presto a un accordo tra le parti proprio per dimostrare l’autonomia, la legittimità e la volontà di trattenere nell’ambito del nostro tavolo negoziale le questioni sul rinnovo del CCNL”.

“L’ANFOLS ritiene gravissimo, irrispettoso e provocatorio il riferimento a una presunta crisi di autonomia e titolarità interna all’ANFOLS stessa, respingendo con forza ogni tentativo di delegittimazione dell’interlocutore, frutto invece della incapacità delle OO.SS. di frenare anacronistiche spinte corporative che continuano a danneggiare tutto il sistema dei teatri italiani”.

“Auspichiamo – conclude Tutino – che si possano al più presto ricondurre le problematiche interne al rinnovo del CCNL a un confronto civile e intelligente, che si svolga nella volontà comune di arginare il pericolo di azzeramento di gran parte delle nostre attività e che possa contribuire a ridisegnare un futuro del settore compatibile con i mutamenti socio-economici del nostro tempo”.  

15 Gennaio 2010

Coordinamento Nazionale Teatri Lirici-Trattative CCNL

Filed under: Uncategorized — Tag:, — Lavoratoriscala @ 08:18

Per la prosecuzione delle trattative di rinnovo contrattuale delle Fondazioni Lirico Sinfoniche è convocato il  per il giorno 9 febbraio p.v. alle ore 11.30 presso la sede dell’AGIS, Via di Villa Patrizi, 10 – Roma.

Dopo provocazioni e attegiamenti dilatori l’Anfols ha comunicato che il 12 febbraio si terra un incontro per il rinnovo del CCNL, un passo decisivo per capire se sarà possibile concludere la trattativa, in caso contrario è assolutamente necesario riprendere le iniziative di lotta.

22 GENNAIO 2010 Agis: associazioni spettacolo dal vivo sollecitano tempi certi per la legge

“Dopo tanti annunci attendevamo dalla riunione del 21 gennaio del Comitato ristretto di conoscere tempi certi per l’emanazione del testo definitivo della legge sullo Spettacolo dal vivo, all’esame della Commissione cultura della Camera dei Deputati. Ciò non è avvenuto. I rumors si rincorrono e sono di vario genere: a noi non interessano, ma non riusciamo a capire e per questo chiediamo, nel convinto rispetto dell’ autonomia della funzione parlamentare, di avere un definitivo e concreto segnale sull’iter della legge attesa da oltre 50 anni e che sembra essere in dirittura d’arrivo. Non siamo né statalisti, né regionalisti, ma costituzionalisti”. Così le associazioni dello Spettacolo dal vivo riunite all’Agis per verificare lo stato della discussione sulla legge di settore.

“Attendiamo di conoscere l’articolato che verrà licenziato dal Comitato ristretto – dichiarano ancora le associazioni – ma diciamo subito che non siamo disposti ad essere le vittime della discussione Stato-regioni-enti locali sulle competenze e sulle risorse dello spettacolo e che continueremo ad impegnarci per agevolare l’elaborazione della legge sulla base della nostra esperienza operativa sul territorio nazionale, interloquendo con i soggetti istituzionali della Repubblica, iniziando dall’ANCI con la quale l’Agis ha già costituito un tavolo di lavoro”.

“I 200 mila impegnati nel settore attendono dal Parlamento risposte chiare e definitive seguendo con attenzione l’evolversi della situazione. Qualora questa non si sbloccasse rapidamente, doverosamente rispettando l’autonomia parlamentare per eventuali decisioni ostative alla legge, i lavoratori, gli artisti, gli imprenditori dello spettacolo vorranno conoscerne e valutarne le responsabilità politiche, e liberamente trarne le conseguenze”.

“La problematica dello Spettacolo dal vivo, unitamente alla necessità della nuova legge, investe anche le risorse e la urgente definizione delle norme regolamentari per il 2011 sulla base del lavoro elaborato e condiviso con il ministero dei Beni e delle Attività culturali, che occorre riprendere e confrontare con le regioni e le autonomie locali, auspicando – concludono le associazioni dello Spettacolo dal vivo – che la nuova normativa possa essere verificata nelle Giornate Professionali del Teatro, a Napoli nel prossimo mese di giugno”.


Spettacolo dal vivo: Gabriella Carlucci, a fine gennaio si vota per la legge.

ROMA – 14 GENNAIO 2010 – Roberta Romei – "Per la fine di gennaio è fatta" così dichiara l’on. Gabriella Carlucci definendosi "finalmente ottimista" sulla legge per lo spettacolo dal vivo attualmente alla 7° Commissione della Camera. “Entro la fine del mese – dice ancora – voteremo e daremo il termine per gli emendamenti, dei quali però non credo ci sarà necessità perché ormai la legge è stata ampiamente sviscerata. Siamo arrivati alla fine dell’iter: il 20 e 21 gennaio, si riuniscono gli ultimi due comitati ristretti, e la settimana successiva passiamo alla votazione, in sede redigente in Commissione".

Un’accelerazione quindi, che , secondo le parole della parlamentare del Pdl, è dovuta allo scioglimento del nodo con la Lega che all’interno del comitato ristretto ha sempre sostenuto le posizioni più regionaliste come portabandiera del federalismo e delle competenze territoriali. 

“Anche questo scoglio è stato superato. Siamo riusciti a quadrare il cerchio – sostiene Carlucci – Abbiamo lavorato sulla materia concorrente, cercando di rendere più sfumato il ruolo dello Stato e più evidente quello delle Regioni. Siamo riusciti a trovare, anche riguardo la terminologia,una soluzione che mette d’accordo Stato e Regioni, incidendo su tre articoli, il 4 , il 6 e il 6bis. Nell’ambito della Conferenza Unificata, vengono così individuati i soggetti che hanno priorità nazionale, i soggetti territoriali e la distribuzione dei finanziamenti . Sono molto felice – sottolinea Carlucci – e soddisfatto è anche il ministro Bondi , sempre tenuto al corrente di tutti i passaggi della legge, che è e rimane una legge quadro. Siamo finalmente arrivati ad una competenza ripartita e condivisa fra lo Stato e le Regioni , sia attraverso la Conferenza unificata che attraverso il Consiglio nazionale dello spettacolo”.
Bondi punta a provvedimento per le Fondazioni liriche da fine gennaio


Bondi punta a provvedimento per le Fondazioni liriche da fine gennaio

ROMA – 14 GENNAIO 2010 – Il ministro dei beni culturali Sandro Bondi  – scrive l’Ansa – punta a presentare a partire dal 29 gennaio in consiglio dei ministri il provvedimento di riforma delle fondazioni liriche. Lo ha detto lo stesso ministro ieri pomeriggio ai senatori della commissione cultura, precisando di essere disponibile a valutare se procedere con un disegno di legge – come gli è stato chiesto da molti senatori – ed escludere quindi la forma del decreto. Questo, ha sottolineato il ministro che si è impegnato a tornare, "purché se ne verifichino le condizioni", ovvero la "disponibilità concreta" anche dell’opposizione ad un confronto Intrattenendosi poi con alcuni senatori, il ministro avrebbe poi precisato che solo un disegno di legge approvato in sede deliberante potrebbe raggiungere gli stessi risultati del decreto legge, permettendo un confronto più ampio con le opposizioni. Qualora tale possibilità svanisse, si vedrebbe comunque costretto ad optare per un decreto legge d’urgenza.

"Riconosco che oggi la mia relazione è stata necessariamente generale – ha detto rispondendo alle obiezioni di alcuni rappresentanti delle opposizioni tra i quali Vincenzo Vita (Pd) e Giambrone (Idv) – e mi impegno a tornare già la prossima settimana per fare un passo avanti". "Mi auguro però – ha aggiunto – di trovare anche proposte chiare e responsabili" da parte anche dell’opposizione.

Con i senatori, intanto, il ministro ha chiarito alcuni punti del cosiddetto ‘pre-testo’ preparato al ministero. "Non intendo abolire i contratti di settore", ha precisato, "né togliere ai comuni la nomina dei soprintendenti". E ancora "non ci saranno distinzioni tra fondazioni di serie A ed altre di serie B". L’età pensionabile dei ballerini sarà portata, per gli uomini e per le donne a 45 anni. Nodo fondamentale, quello degli incentivi fiscali per gli interventi dei privati: "senza un provvedimento che consenta il contributo dei privati alla cultura difficilmente le fondazioni potranno decollare com’era negli auspici di chi ha voluto questa riforma".

Dal ministro un accenno anche alla situazione dell’Imaie, l’istituto mutualistico per gli artisti interpreti e esecutori, di cui ha sottolineato la situazione critica : "ne ho avuto da tempo la consapevolezza – ha sottolineato – tanto che proprio su segnalazione dei miei uffici il prefetto di Roma ha proceduto allo scioglimento dell’Istituto con un provvedimento giudicato legittimo dalla magistratura". Quanto al futuro dell’ente: "Non ci sarebbe niente di male, a mio avviso, se queste competenze passassero alla Siae, ma il mio è solo un ragionamento di buon senso, lo vedremo insieme".

9 Giugno 2009

Alla Scala si dorme o ci fanno dormire ?

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 19:05

Venerd’ 12 giugno vari coristi, ballerini, tecnici, impiegati erano svegli e hanno manifestato.

Orchestra e molti coristi invece non hanno partecipato anche se erano abbastanza svegli…

Video | Protesta dei lavoratori della Scala: siamo tutti ‘ballerini’

vedi video http://c6.tv/archivio%3Ftask%3Dview%26id%3D4748

VIDEO La protesta degli artisti            
 Emergenza Occupazione:

Lavorare oggi nella Cultura e nello Spettacolo, è il titolo dell’incontro che avrà luogo mercoledì 10 giugno presso la Casa del Cinema di Roma. Organizzato dalla Slc-Cgil, il dibattito vedrà gli interventi, tra gli altri, di Francesco Giambrone , sovrintendente del Maggio Fiorentino, Sergio Escobar, direttore de Teatro Piccolo di Milano, e Riccardo Tozzi, presidente dei produttori cinematografici.  

Un concerto di protesta contro i tagli al Fondo unico per lo spettacolo.

Lo metteranno in scena i lavoratori del Teatro Regio di Torino il prossimo venerdì 12 giugno, dalle 10,30 alle 12,30 nell’atrio ‘Carrozze’ del teatro. "Rivendichiamo una legge di riforma vera delle fondazioni – si legge in un comunicato – l’attivazione di un tavolo di confronto con il Comune, la Provincia di Torino e la Regione Piemonte per definire un percorso a sostegno del Teatro Regio, della cultura e per la ripresa delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro".

Dopo il concerto (in programma le prove dell’opera ‘Adriana Lecouvreur’. nel pomeriggio si svolgerà un’assemblea pubblica aperta alla cittadinanza e alle forze politiche.

"Napoli- Le giornate del teatro" Il 12 e 13 giugno

Duecento operatori dello spettacolo da vivo provenienti da tutta Italia, insieme ai rappresentanti delle istituzioni nazionali, regionali e locali, parteciperanno il 12 e 13 giugno alla seconda edizione di Napoli – Le Giornate del Teatro, in programma nell’ambito del Napoli Teatro Festival Italia.

L’iniziativa, che si svolgerà a Napoli a Villa Pignatelli, alla Riviera di Chiaia, è promossa dalla Fondazione Campania dei Festival ed organizzata dall’Agis, Associazione Generale Italiana dello Spettacolo, in collaborazione con l’Eti, Ente Teatrale Italiano, e con il patrocinio del ministero per i Beni e le Attività Culturali. La sessione della mattina di venerdì 12 giugno sarà riservata alla legge quadro sullo spettacolo dal vivo, in discussione in Parlamento.Venerdì pomeriggio si affronterà il tema dei decreti ministeriali sui criteri e modalità di assegnazione dei contributi per il 2010.

vedi sui commenti del post

CAMERA DEI DEPUTATI  PROPOSTA DI LEGGE N. 136

LEGGE QUADRO PER LO SPETTACOLO DAL VIVO              ( INTEGRAZIONI) marzo 2009

22 Maggio 2009

COORDINAMENTO NAZIONALE UNITARIO FONDAZIONI LIRICO-SINFONICHE

Filed under: Uncategorized — Tag: — Lavoratoriscala @ 09:55

Il Coordinamento Nazionale Unitario riunitosi il 12 maggio u.s., dopo un esame approfondito e una valutazione analitica riguardante l’andamento della mobilitazione e degli scioperi effettuati nelle scorse settimane ha evidenziato una preoccupante situazione di persistente immobilismo.
A tutt’oggi si registra l’assenza di risposte da parte del Ministero in merito alle risorse (più volte promesse) necessarie sia per reintegrare il taglio del FUS che per rendere credibile un serio e conclusivo percorso negoziale relativo al rinnovo contrattuale avviato da oltre un anno.

Diverse Fondazioni denunciano una situazione sempre più drammatica che metterà a rischio nei prossimi mesi il mantenimento delle rappresentazioni previste e il pagamento degli stipendi.
In quest’ottica riemerge pure la paventata smobilitazione dei Corpi di Ballo.
Inoltre, continua l’assordante silenzio del Dicastero in merito al Tavolo Istituzionale (che doveva essere attivato nel dicembre 2008) sulla riforma del Settore.

Sulla scorta di quanto dichiarato sopra, il Coordinamento ribadisce:
· la necessità urgente di recuperare risorse strutturali per il Settore e per l’insieme della produzione culturale;
· l’improcrastinabile esigenza di concludere il negoziato di rinnovo del CCNL
· la necessaria attivazione di un percorso riformatore che preveda un trasparente confronto di merito tra istituzioni e parti sociali senza impropri interventi unilaterali (i decreti legislativi già si sono dimostrati inutili e controproducenti);
· la volontà di mantenere i Corpi di Ballo come espressione artistica costitutiva delle Fondazioni salvaguardando la capacità produttiva di danza-balletto a partire dalla copertura dei posti a tempo indeterminato vacanti negli organici, e rivedendo il sistema previdenziale della categoria secondo parametri che, facilitando il turn over dei giovani artisti, permettano ai tersicorei di conseguire una pensione dignitosa nella logica e negli equilibri garantiti per la categoria ante legge 182.
Le Segreterie Nazionali nel sollecitare inoltre, l’Associazione Datoriale a superare le proprie posizioni attendiste e a comprendere pienamente la gravità del momento, attivandosi fattivamente per accelerare i confronti negoziali e istituzionali sopra indicati, identificherà nei prossimi giorni una data unica nazionale per tutte le Fondazioni Lirico Sinfoniche per attivare contemporaneamente presidi, assemblee permanenti, manifestazioni.
Roma, 19 maggio 2009

LE SEGRETERIE NAZIONALI

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