Il Sottoscala Per Abbado un Albero in Piazza Scala

4 Dicembre 2013

7 dicembre piazza della scala, la CUB presenta”l’Italia traviata”ore 16,30

Filed under: Comunicati Cub,General — Lavoratoriscala @ 00:26

 logo_CUBLA TRAVIATA ITALIA CONTRO-OPERA FLASH. METTE IN SCENA UN PAESE DEPREDATO DA FINANZA E POLITICI COLLUSI. SABATO 7 DICEMBRE MILANO, PIAZZA SCALA ore 14.00-18.00

Anche quest’anno una classe politica e dirigente sempre più arroccata nei propri privilegi sfilerà addobbata a festa per assistere alla prima del Teatro alla Scala.

Alla scelta di rappresentare “La traviata”, la CUB – Confederazione di Base risponde con l’allestimento, aperto a tutti, di una contro-opera flash, “La traviata Italia”: la trama dell’opera viene reinterpretata per raccontare le tristi vicende che hanno ridotto questo paese in ginocchio. Un paese in cui la crisi si paga sulle spalle di lavoratori e pensionati, mentre la classe dirigente può “sedurre” il popolo e poi “abbandonarlo”, dopo avergli sottratto le ricchezze, proprio come succede a Violetta. Il fondale de “La traviata Italia” sarà dedicato a Pirelli, Electrolux e Novaceta, tre fabbriche rappresentative della drammatica situazione del lavoro in Italia.

Saranno i lavoratori della Scala, insieme a CUB – Confederazione Unitaria di Base, a offrire alla cittadinanza la prima rappresentazione de “La traviata Italia”, in memoria dei 5 lavoratori della Scala morti per l’esposizione all’amianto, in protesta contro la legge “Valore Cultura” del Ministro Bray, e per celebrare il fatto che finalmente la Asl abbia avviato il piano di prevenzione per gli esposti all’amianto, conquistato grazie ad anni di lotte.

Sarà possibile seguire la diretta streaming dell’evento su http://www.ustream.tv/channel/cub—confederazione-unitaria-di-base e su www.cub.it .

3 Dicembre 2013

Esposto su laboratorio elettricisti e locali comparseria

Filed under: General — Lavoratoriscala @ 23:38

Esposto: Mancato rispetto dl 81 su “agibilità locali magazzini elettricisti piano palcoscenico e piano più uno” e su “agibilità locali comparseria a piano meno uno “ presso il teatro alla scala, via filodrammatici 2 Milano.

Con la presente la scrivente O.S. Cub informazione intende denunciare presso codesta autorità preposta alla salvaguardia della sicurezza e salute sul lavoro inadempienza grave del rispetto dell’allegato 4 e del dl 81 circa:
1)  due locali adibiti a camerini collettivi per le comparse femminili e maschili situati a meno uno in via filodrammatici due, dove si cambiano fino a 40 persone per camerone. Non ci sono finestre. C ‘è solo l’impianto di condizionamento ma non di aspirazione. Sono luoghi dove si truccano e si mettono parrucche dunque si fa uso di lacche e solventi. Inoltre provengono altri cattivi odori dalle docce e dagli scarichi fognari sottostanti.
2) Nel locale degli elettricisti adiacente invece al retro palco situati a piano zero, possono lavorare insieme fino a venti  elettricisti. Si  salda componentistica elettrica e si puliscono proiettori alzando polveri e si provano macchine del fumo per gli effetti speciali. Oggi si fa manutenzione anche di apparecchi illuminotecnici complicati detti vari lite a luce hmi . Non ci sono finestre ma solo l’impianto di condizionamento rumoroso. Vi e’ un solo piccolo punto di aspirazione insufficiente. L’unica finestra vicino è  nel locale adiacente cioè un piccolo ufficio del reparto che dà sul vano montacarichi dove sono messi sotto carica i muletti . Una zona maleodorante e zona dei fumatori lavoratori del palco scenico.
 Il deposito proiettori a più uno soffre dei male odori che provengono da zona muletti e fumatori sottostante , priva  di aspiratori . Si prega di intervenire per porre fine a a una lunga di situazione di nocività’ per i lavoratori suddetti ovvero sarte, parrucchiere, truccatrici, comparse, ed elettricisti.
Cordiali saluti
.
Pierluigi Sostaro
Responsabile salute e sicurezza c.u.b. via Lombardia 20 Milano                                                            logo_CUB

Stampa:news

Filed under: Articoli stampa — Lavoratoriscala @ 22:51

Il governo ripristina la soglia di contributi privati. Approvato il maxiemendamento alla legge di Stabilità.

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_novembre_27/salva-l-autonomia-scalaora-cda-piu-forte-resta-nodo-piccolo-teatro-a141f294-5745-11e3-901e-793b8e54c623.shtml

DECRETO-LEGGE 8 agosto 2013, n. 91

Disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo. (13G00135) (GU n.186 del 9-8-2013 )

note: Entrata in vigore del provvedimento: 10/08/2013.
Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 7 ottobre 2013, n. 112 (in G.U. 08/10/2013, n. 236).

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2013-08-08;91

Fondazioni liriche, arriva il supercommissario Pier Francesco Pinelli

http://www.gonews.it/2013/fondazioni-liriche-arriva-il-supercommissario-pier-francesco-pinelli/#.UpfLkteButI

 

22 Novembre 2013

A rischio l’occupazione dei ragazzi della squadra trasporti per la nuova gara d’appalto del carico e trasporto delle scene

Filed under: Comunicati Cub,General — Lavoratoriscala @ 23:05

logo_CUB              

A CASA NON ANDIAMO, VOGLIAMO LAVORARE

Siamo un gruppo di lavoratori che, da anni, lavora per la Fondazione “Teatro alla Scala”.
Il nostro lavoro consiste nella movimentazione, carico e scarico, delle scenografie, attrezzature, costumi, ecc. Il nostro perimetro di lavoro è situato all’interno dell’”Ansaldo Scala” e nei magazzini di Via Daimler (ex Caporizzuto) e di Figino (MI).

Formalmente il nostro rapporto di lavoro è in capo alla VELA SOC. COOP. A R.L., ma dal punto di vista lavorativo ed organizzativo siamo gestiti dai capi squadra trasporti della Fondazione “Teatro Alla Scala”.

La Cooperativa VELA fa capo alla “galassia” della GNOLI GROUP, un incredibile sistema fatto di Società, di Consorzi e di Cooperative. A titolo di esempio citiamo GNOLI S.r.l., GNOLI Vittorio RE S.r.l., l’UNITARIA NETWORK Soc. Coop. A R.L., LOGINT S.r.L., MAGI Soc.Coop. A R.L.

In questo contesto sta avvenendo la nuova “gara d’appalto” per il lavoro che noi svolgiamo.

Tutti i lavoratori del “Teatro Alla Scala” comprenderanno con quale stato d’animo stiamo vivendo queste giornate.
Noi siamo decisi e determinati a difendere il nostro lavoro, chiunque sia l’Azienda che si aggiudicherà il bando di appalto.

In ogni caso, “a casa non andiamo” e promuoveremo le nostre iniziative sulla base degli avvenimenti dei prossimi giorni.

Chiediamo a tutti i lavoratori, sia degli altri appalti(pulizie, ristorazione, ecc.) che del Teatro Alla Scala, di sostenerci e di compiere tutte quelle azioni e pressioni affinchè il nostro diritto al lavoro venga difeso e tutelato.

I lavoratori della Squadra Trasporti   VELA Soc. Coop. A R.L.  

Segreteria Cub Informazione        Milano, 20.11.2013

20 Novembre 2013

Risultato dei eletti con il voto per il Cral2 2013

Filed under: Crals 2 T.Scala — Lavoratoriscala @ 18:26

cralsRisultati  del voto al Cral 2 2013-11-20

17 Novembre 2013

ELEZIONI DEL CRAL 2 alla Scala: MARTEDI 19 E MERCOLEDI 20 NOVEMBRE

Filed under: Crals 2 T.Scala — Lavoratoriscala @ 13:43

Elezioni del Crals 2
19 e 20 novembre

Proponiamo iniziative sportive per qualificare il tempo dei lavoratori associati e desideriamo anche

sviluppare e condividere riflessioni e progetti culturali

 su argomenti comuni.

Raccolta differenziata, Distribuzione biglietti Generale, Convenzioni vacanze figli e associati, Formazione gruppi di acquisto, Reintegrazione energetica con Yoga e meditazione, Ristorazione, Banca del tempo, trasparenza negli appalti e sui contratti di lavoro.

INSIEME è POSSIBILE

Novità – Trasparenza – Rilancio

SCEGLI

Menegardo Giorgio             Fulvi Piera

Marioni Lorenzo                       D’Aloiso Simone

Previato Giuseppe                           Semeraro Fabio

Alle votazioni puoi esprimere fino a 11 preferenze

crals

11 Novembre 2013

Mensa: Denuncia ai NAS

Filed under: Comunicati Cub,Salute e Sicurezza — Lavoratoriscala @ 15:59

Il giorno 25 ottobre i N.A.S,  GRUPPO CARABINIERI PER LA TUTELA DELLA SALUTE DI MILANO, del nucleo anti sofisticazioni, intervenivano nelle cucine della Scala.

Non è stato un caso ma una precisa denuncia della C.u.b fatta all’inizio del mese di ottobre dopo le numerose lamentele dei lavoratori utenti della mensa. Una situazione limite che perdura da troppo tempo a cui bisogna porre rimedio urgente per la salute e la qualità di tutti i lavoratori, al fine di verificare se nei locali cucina della Fondazione Teatro alla Scala vengono seguite le minime norme di igiene e sicurezza nei confronti degli utenti con conseguenze inevitabili nella commestibilità di cibi e pietanze e dei lavoratori, a cominciare da chi lavora al di la del bancone, ovvero in condizioni di enorme disagio a causa della mancanza di organico e di una disorganizzazione totale.

In attesa di avere in mano il verbale, la cui cui procedura è complicata essendo i N.A.S corpo delle forze armate, vi informiamo per avere maggiore attenzione e sicurezza.

Responsabile salute e sicurezza C.U.B Milanologo_CUB

Pierluigi Sostaro. V.le Lombardia 20

2 Novembre 2013

Segnalazione Incidente presso i magazzini deposito della Scala

Filed under: General — Lavoratoriscala @ 02:21

Venerdi 25 ottobre 2013
Incidente  presso i magazzini deposito di via daimler ex via caporizzuto .
Durante il trasporto su carrellini a 4 ruote ciascuno portati  a mano di un pezzo di porzione, ovvero la base a mezza luna della scenografia donna senz’ombra, già nota alle cronache per l’incidente avvenuto al piermarini l’8/3/2012 ,  dal peso di 200kg. circa, durante la manovra di spostamento è caduta  su uno dei lavoratori ( Cellario Fabrizio) a cui è stato prestato immediato soccorso  dal caposquadra Canali Paolo formato dal corso di primo soccorso e dai colleghi. Cosciente il lavoratore e sotto consiglio dell’infermiera contattata in Scala si è recato da solo al pronto soccorso che gli ha dato prognosi di 8 gg e il collarino cervicale. Solo la fortuna e il pronto intervento dei colleghi nel risollevare il pezzo ha evitato il peggio.
Segnaliamo inoltre che al Piermarini e al deposito di via damler in questi giorni il carico e scarico delle pedane del Don Carlo prima e dopo ogni recita  è molto difficoltoso e pericoloso per l’enorme ingombro a filo sul bilico in dotazione alla Scala. Si chiede di intervenire al fine di prevenire infortuni.
Cordialmente                                                            
Perluigi Sostaro
Resp.Salute e sicurezza Cub confederazione unitaria di base Vle. Lombardia 20 Milano

31 Ottobre 2013

ISCRIZIONE AL REGISTRO DEGLI ESPOSTI

Filed under: Amianto — Lavoratoriscala @ 01:45

Comitato Ambiente Salute T.Scala   L’ISCRIZIONE AL REGISTRO DEGLI ESPOSTI ALL’AMIANTO E’ POSSIBILE PER TUTTI I LAVORATORI DELLA SCALA.

In questi giorni tramite posta tradizionale (cartacea) stanno arrivando a oltre 200 lavoratori del Teatro alla Scala i certificati della ASL di Milano che li riconosce come ex esposti all’amianto. E’ il risultato di due anni di confronto con il lavoro prodotto dal Comitato Ambiente e Salute (culminato con la raccolta dei questionari) e la lotta portata avanti dalla C.U.B.

L’ASL ha predisposto una tabella che classifica  i lavoratori non solo per mansione e luogo di lavoro ma anche per anno di assunzione e durata dell’esposizione all’amianto .

Attenzione: il riconoscimento come ex esposti per causa professionale vale per tutti i lavoratori (ed ex lavoratori, dimessi o pensionati) che hanno subito esposizione all’amianto. Anche per coloro che tutt’ora non hanno ancora  compilato il questionario del comitato . Questa è stata una scelta precisa del Comitato e della  CUB che ha lottato per il riconoscimento nel registro degli ex esposti della regione Lombardia  per tutti i lavoratori della Scala. Un diritto universale e non il favore clientelare per gli amici e gli amici degli amici. Ovviamente, per ricevere il certificato della ASL, occorre comunicare il proprio curriculum lavorativo. Per questo, si riaprono i termini per la distribuzione, compilazione e raccolta dei questionari del comitato ambiente e salute con le modalità che saranno rese note ai lavoratori.

Il Comitato a tal proposito cerca volontari per la distribuzione e la raccolta dei questionari e dei curriculum lavorativi  da consegnare all’ASL per i colleghi  che non l’hanno  ancora fatto ma ne hanno diritto. Se volete partecipare a questa campagna, rispondete a questa mail  lasciando un proprio recapito telefonico.

Grazie della colllaborazione

Ricordiamo che tutti i lavoratori  ex esposti  sono stati riconosciuti per causa professionale; seguendo le indicazioni del protocollo regionale il grado di  esposizione è stato suddiviso in alta /media o bassa. Di conseguenza ogni lavoratore  sarà inserito nel registro degli ex-esposti all’amianto, il che gli permetterà  di essere sottoposto alla sorveglianza sanitaria per le malattie asbesto correlate presso la Clinica del Lavoro di Milano. Non si deve pagare nulla. Gli oneri economici saranno a carico della Fondazione del Teatro.

Chi è stato registrato con un grado di bassa esposizione avrà diritto solo al counselling (colloquio di sensibilizzazione) mentre per esposizione media e alta sono previste anche le visite mediche, RX e test di funzionalità respiratoria. Si ricorda che questo controllo, come ogni forma di trattamento sanitario, rimane facoltativo per il lavoratore.

Raccomandiamo a tutti i lavoratori di conservare con cura l’originale del certificato inviato per posta tradizionale.

Per quanto gli compete, il Comitato seguirà con attenzione le fasi di applicazione della sorveglianza sanitaria, fornendo ai lavoratori il supporto tecnico (medico e giuridico) eventualmente necessario.

I portavoci del comitato

Milano, 27 ottobre 2013

info: ambientesalutedelteatroscala@gmail.

vedi articolo stampa  : amianto

30 Ottobre 2013

ballottaggio direttore musicale in orchestra: clamoroso vince Luisi su Chailly

Filed under: General — Lavoratoriscala @ 00:29

I bookmakers lo davano vincente 10 a 1 e invece nel ballottaggio finale dopo un estenuante periodo di primarie e discussioni l’orchestra  che  ha visto 72 partecipanti  su 110  ha visto spuntare Luisi,  l’outsider, come vincitore su Chally,  già acclamato vincitore ad urne virtuali non ancora chiuse.

In aprile nel sondaggio consultivo  della cub in cui parteciparono solo 42 musici  Luisi era arrivato dietro Chally e Luisotti .

Oggi si afferma il controcanto . Pesa  probabilmente il rapporto fra La Decca di cui Chailly è  star e la filarmonica. Una concentrazione  di interessi che  stride con l’anima artistica  della Scala. Gli alti valori verdiani che arieggiano nel Piermarini in questo scorcio di stagione  hanno avuto la meglio su quelli mercantili ?  La filarmonizzazione della Scala è sentita come qualcosa di soffocante anche in orchestra?

Forse semplicemente Luisi ha colpito nel cuore.

Di sicuro questo risultato peserà nelle scelte  di Pereira per il futuro dir. musicale  che  i rotocalchi davano già per scontato.

Giovedì alla luce di questo risultato mezzogiorno di fuoco nell’incontro fra rappresentanti musicali e Pereira . Intanto Baremboin ha dichiarato che farà le valige dopo la prima del 2014.                     

22 Ottobre 2013

Alla Scala gli ispettori del lavoro. Nel mirino la ditta delle pulizie.

Filed under: Articoli stampa — Lavoratoriscala @ 12:41

L’appalto contestato dalla Cub, esposti alla Questura e all’ASL. L’azienda salernitana Cooper Pul si è aggiudicato la gara con un ribasso del 39% sulla base d’asta, di tutte le sedi della Fondazione.

Vedi articolo del Il Giorno del 17 ottobre 2013

link del PDF  ispettori-alla-scala-per-appalto-pulizie

21 Ottobre 2013

INCONTRO SULLA QUESTIONE “RICONOSCIMENTO ESPOSIZIONE AMIANTO PER I LAVORATORI DELLA SCALA

Filed under: General — Lavoratoriscala @ 17:27

Comitato Ambiente Salute T.Scala

MERCOLEDÌ 23 OTTOBRE, DALLE ORE 10 ALLE 12.30 in

Via Marino 7,  Milano 3° piano (la via è quella di  fianco al comune)

IL COMITATO AMBIENTE E SALUTE È LIETO DI INVITARVI ALL’INCONTRO SULLA QUESTIONE  “RICONOSCIMENTO ESPOSIZIONE AMIANTO PER I LAVORATORI
DELLA SCALA ” NELLA SALA RIUNIONI DEI GRUPPI CONSILIARI.

Discuteremo su quale punto è la nostra lotta insieme al gruppo
consiliare sinistra per Pisapia che ci ospita e del percorso della
sorveglianza sanitaria. Per un confronto aperto e assembleare.

RISPONDETE CON UNA MAIL PER CONFERMARE PRESENZA E PRENOTARE I POSTI A SEDERE.

I portavoce del comitato

per info: ambientesalutedelteatroscala@gmail.com

19 Ottobre 2013

Sciopero, The day after : reazioni a catena

Filed under: Comunicati Cub,General — Lavoratoriscala @ 23:51

L’alta adesione allo sciopero di  ieri indetto dalla C.U.B. e dalle organizzazioni di base ha prodotto alla Scala l’andata in scena del balletto “Lago dei  cigni ” spoglio di qualsiasi ambiente. Luci di servizio, scena fissa, senza cambi, e senza effetti. Il direttore del ballo voleva evitare di andare in scena in questo modo. Il corpo di ballo è stato invece  costretto ad andarci probabilmente più da questioni di ordine pubblico, visto che gli spettatori ormai erano già entrati  in sala. La protesta è stata così visibile. E’ andata in scena in modo tangibile. La direzione ha dovuto annunciare  il grave disservizio provocato dalla C.u.b. Uno sciopero  finalizzato alla Scala per sensibilizzare il pubblico e molti suoi lavoratori ancora ignari, sugli effetti nefasti della legge Bray non solo per il nostro Teatro ma anche per il Piccolo Teatro e le altre fondazioni teatrali.

Oggi puntuale l’irritabile reazione della direzione ha appuntato in bacheca il nuovo peggioramento del diritto alla malattia per i lavoratori, voluto con questa legge che assegna in modo anticostituzionale a una fondazione di diritto privato la regolamentazione della pubblica amministrazione in tema di erogazione. Bray oggetto tra l’altro  della contestazione da parte della Cub, direttamente  nel cortile della fondazione Cariplo dove aveva partecipato a un convegno, a chiacchiere fa una parziale retromarcia  promettendo il ritorno a 11 ( che poi son dieci oggi di fatto)  di quei poco di buono del C.d.a.  ( ricordiamo Ponzellini ai domiciliari ad  esempio ). Non ci basta. Dovrebbero pagare i superstipendiati managers i disastri gestionali e finanziari di cui sono responsabili e non i lavoratori. Con questa nuova legge, infatti,  le fondazioni senza la parità  di bilancio possono licenziare fino al 50% dall’organico. Vogliamo inoltre l’immediata revoca del peggioramento dell’erogazione della malattia poiche è un diritto acquisito.

Il Ministro deve riconoscere come un investimento il sostegno dello stato alla Scala e ai teatri, per Milano e per l’Italia e non un costo parassita.

Vogliamo Giustizia verità ed equità sulla Scala e sugli altri teatri poichè sono patrimoni musicali e artistici dell’umanità e beni comuni inviolabili del popolo italiano che producono  un enorme indotto economico.

Segreteria provinciale cub Scala       logo_CUBhttp://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_ottobre_19/accordo-bray-scala-deroga-legge-garantita-presenza-privati-b36f794a-389c-11e3-a22e-23aa40bc2aa7.shtml

17 Ottobre 2013

La CUB del Teatro Alla Scala vi invita a partecipare allo Sciopero Generale

Filed under: General — Lavoratoriscala @ 12:29

COMUNICATO STAMPA                              logo_CUB

La CUB del Teatro Alla Scala vi invita a partecipare allo

SCIOPERO GENERALE  DEL 18 OTTOBR.

UN DIRITTO DI TUTTI E PER TUTTI!

Alcuni motivi per partecipare:
La legge Bray detta “Valore Cultura” colpisce direttamente i posti di lavoro e le risorse destinate alla Cultura ed ai Teatri oltre a scoraggiare il sostegno dei privati, nonostante non abbiano dato dimostrazione in questi anni di buon governo e capacità d’iniziativa creativa e gestione.

Abbiamo visto pochi “magnati della cultura” tra i privati, alcuni dei quali erano affaristi, banchieri, in qualche caso con qualche problema con la giustizia, senza contare figure super pagate come Alla Scala con Lissner o pessimi dirigenti che hanno lasciato un notevole buco di bilancio al Teatro che oggi tentano di pareggiare attraverso manipolazioni contabili ( es. operazione palazzina di via verdi ).

I Teatri non vengono considerati una risorsa che può produrre ricchezza economica, e soprattutto culturale, ma una voce a debito, un costo che lo stato italiano vuole far pagare ai lavoratori, proprio a loro che con fatica, professionalità e passione, fanno vivere i Teatri.

La Legge precarizza ancor più il lavoro e peggiora i trattamenti riguardante la salute dei lavoratori.

Si parla di ridurre gli organici nei Teatri con bilanci in rosso senza far pagare nessun prezzo ai prezzolati dirigenti che, con le loro politiche, sbagliate sono responsabili della situazione.

Viene impedita la possibilità di fare contrattazione integrativa aziendale peggiorando le condizioni dei lavoratori, anziché valorizzare la professionalità dei lavoratori.

Anche l’economia milanese subirebbe danni di vario tipo quali ad esempio la penalizzazione dell’indotto che ruota attorno all’attività del Piccolo Teatro e del Teatro Alla Scala.

Tanti Teatri moriranno, pensavamo di aver toccato il fondo con il famigerato decreto Bondi, ma stiamo avendo dimostrazione che non c’è limite al peggio.

Per quanto riguarda il Teatro Alla Scala:

Sono aumentati i carichi di lavoro. Non viene data la possibilità  di effettuare le 11 ore di riposo obbligatorio consecutivo ogni 24 ore ed il settimo giorno lavorativo viene utilizzato a man bassa, senza porsi alcun problema circa le condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori, da una organizzazione e da dei ritmi che mettono a dura prova salute e sicurezza in palcoscenico.

Le irregolarità  nei carico di lavoro e nelle retribuzioni dei lavoratori dell’impresa di pulizia non vengono contrastate efficacemente dalla Fondazione nonostante le ripetute iniziative messe in atto dai lavoratori.

Denunciamo poca trasparenza riguardo alle gare d’appalto ed ai capitolati. Anche per quanto riguarda la mensa, la situazione è sempre più scadente, sia come qualità che come igiene, ciò nonostante la Fondazione non accetta la creazione di commissioni di verifica finalizzate a migliorare il servizio di refezione
Vengono “cuciti” concorsi per vice caporeparto a  misura di raccomandati senza esperienza.

Il diritto al part-time per i lavoratori a prestazione serale che hanno vinto le cause rimane un desiderio non realizzato.

Il corpo di ballo non è valorizzato come meriterebbe e coro ed orchestra lamentano tournée deludenti con troppo marketing e poca qualità artistica.
E’  giunto il momento di dire basta .

PARTECIPIAMO E MANIFESTIAMO, TUTTE/I* ASSIEME PER LE STRADE  E PIAZZE DI MILANO! 
 
VENERDÌ  18 OTTOBRE, SCIOPERO GENERALE DI 8 ORE

CON MANIFESTAZIONE DA LARGO CAIROLI ALLE ORE 9.30.

E‘ IL MOMENTO DI SCENDERE IN PIAZZA .

E’ finalmente arrivata dall’ASL l’Iscrizione nel registro ex esposti amianto della Regione Lombardia per tutti i lavoratori Scala.

Filed under: Amianto,Salute e Sicurezza — Lavoratoriscala @ 02:02

Comitato Ambiente Salute T.Scala        Milano 16 ottobre 2013         

Nei prossimi giorni l’ASL di Milano invierà per posta a diverse centinaia di lavoratori ed ex lavoratori del Teatro alla Scala i certificati di riconoscimento della loro passata esposizione all’amianto.

Questo riconoscimento è il conseguente inserimento nel registro degli ex-esposti della regione Lombardia costituisce il raggiungimento di un’importante verità. Le morti di lavoratori scaligeri e gli ammalati per cause relative all’amianto non erano casuali ma provocate dall’esposizione professionale a un rischio non preso minimamente in considerazione dalle varie dirigenze che si sono susseguite dal dopoguerra a oggi. Anche dopo la messa al bando dell’amianto nel ’92 non sono state fornite ai lavoratori, formazione, informazioni  e dispositivi di protezione individuali.

Agli inizi degli anni 90′ cadde in un incidente il pesante sipario fonoacustico e tagliafuoco (detto“pattona”), composto da fibre di amianto, sostituito da altro sipario privo di amianto. Fino al ’95 nessuna altra bonifica e ancora nel 2008 la C.U.B ha denunciato agli organi preposti dell’A.S.L. il giacimento di coperte e rivestimenti in amianto rimasto in sopra sala nella volta platea.

La ristrutturazione del 2001 aveva invece fatto sparire gli enormi residui nella torre scenica, completamente ricostruita dall’architetto Botta. Gli uffici di via Verdi in parte bonificati rimangono ancora chiusi in attesa di ristrutturazione e in parte ancora intrisi di asbesto. Sia gli ex laboratori della Bovisa che in parte quelli dell’Ansaldo hanno avuto notevoli presenze di amianto; l’uso di coperte antincendio di amianto è continuato a lungo, mai estirpato da una seria valutazione dei rischi. Solo grazie alle testimonianze di lavoratori/trici, artisti /e che da decenni lavorano nella fondazione Scala si è potuto ricostruire il grado di esposizione per i lavoratori. Parallelamente, le certificazioni dell’avvenuta bonifica hanno confermato che fino alla data degli interventi vi era la presenza di fibre di amianto in via Verdi, via Filodrammatici, via Baldinucci e via Bergognone.

Dopo due anni di confronto con il lavoro prodotto dal Comitato Ambiente e Salute (culminato con la raccolta di centinaia di questionari), e la lotta portata avanti dalla C.U.B., l’ASL ha predisposto una tabella che classifica i lavoratori ex esposti non solo per mansione e luogo di lavoro ma anche per anno di assunzione e durata dell’esposizione all’amianto. Tutti i suddetti lavoratori sono stati considerati come ex esposti per causa professionale; seguendo le indicazioni del protocollo regionale il grado di esposizione è stato suddiviso in alta /media o bassa. Di conseguenza ogni lavoratore sarà inserito nel registro degli ex-esposti all’amianto, il che gli permetterà di essere sottoposto alla sorveglianza sanitaria gratuita per le malattie asbesto correlate presso la Clinica del Lavoro di Milano. Chi è stato registrato con un grado di bassa esposizione avrà diritto solo al counselling (colloquio di sensibilizzazione) mentre per esposizione media e alta sono previste anche le visite mediche, RX e test di funzionalità respiratoria. Si ricorda che ovviamente questo percorso è facoltativo per il lavoratore seppur un diritto faticosamente conquistato i cui oneri di spesa sono per legge a carico della Fondazione.

L’iscrizione al Registro degli ex esposti all’amianto non prevede benefici o risarcimenti pensionistici. Secondo la legge attualmente vigente questi spettano soltanto a coloro ai quali viene diagnosticata una malattia asbesto correlata (placche pleuriche, asbestosi, mesotelioma o tumore polmonare) oltre al riconoscimento di invalidità da parte dell’INAIL. Questa è la situazione con le leggi attualmente in vigore.

Per il futuro solo una mobilitazione di tutti i lavoratori  ex esposti  all’amianto  può portare alla modifica delle norme in senso favorevole a chi per anni ha subito “il rischio amianto”.

Si prega di conservare il certificato con cura.

I PORTAVOCE DEL COMITATO  AmbSalTScala

Si allega la classificazione per anno e mansione lavorativa ottenuta dall’ASL. Vedi link PDF

COMITATO: CLASIFICA EX ESPOSTI aPROVATA DALL’ASL IL26 LUGLIO 2013 w

15 Ottobre 2013

Sciopero generale di 8 ore per venerdì 18 Ottobre

Filed under: General — Lavoratoriscala @ 01:40

Cub: sciopero generale per venerdì 18 ottobre. (TELEGRAMMA di INDIZIONE DELLO SCIOPERO GENERALE di Conf. COBAS – CUB – USB)

Cub, altre organizzazioni sindacali di base e associazioni migranti hanno proclamato lo sciopero generale di 8 ore per venerdì 18 Ottobre di tutti i lavoratori del privato e del pubblico impiego.

LETTERA DI ADESIONE DELLA CUB-TRASPORTI – modalità di partecipazione del TRASPORTO PUBBLICO LOCALE, TRASPORTO FERROVIARIO, Trasporto AEREO e  attività aeroportuali, trasporto MARITTIMO, ANAS, TRENORD e ATM

Lo sciopero generale è indetto: contro le politiche di austerità del governo Letta; per·l’aumento di salari e pensioni, la riduzione dell’orario di lavoro; per i diritti sociali (reddito, casa, lavoro,·salute, studio); per una legge democratica sulla rappresentanza; per pari diritti per i lavoratori migranti, contro la tassa di soggiorno e il rapporto tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro.

MANIFESTAZIONI:

Milano    – ore 9,30 L.rgo Cairoli
Roma     – ore 10,00 P.zza della Repubblica
Firenze   – ore 9,30 Stazione S.M.N.
Palermo  – ore 17,00 P.zza Massimo

4 Ottobre 2013

Il decreto-legge 91/2013, approvato definitivamente dalla Camera il 3 ottobre 2013, reca disposizioni per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano

Filed under: General — Lavoratoriscala @ 01:43
Il decreto-legge 91/2013, approvato definitivamente dalla Camera il 3 ottobre 2013, reca disposizioni per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano, con particolare riferimento a Pompei e all’area archeologica di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata, nonché disposizioni per il rilancio del cinema, delle attività musicali e dello spettacolo dal vivo, con particolare riferimento al tax credit per il cinema e per la musica, e alle fondazioni lirico-sinfoniche. Esso fa seguito ad alcune prime misure adottate nella XVII legislatura con i D.L. 69/2013 (L. 98/2013) e 76/2013 (L. 99/2013).
informazioni aggiornate a giovedì, 3 ottobre 2013.
Un importante intervento è volto al risanamento delle fondazioni lirico-sinfoniche che versano in situazioni di difficoltà economico-patrimoniale. Esso fa seguito a quello disposto con l’art. 11, co. 17, del D.L. 76/2013 che ha autorizzato il MIBACT, per l’anno 2013, ad erogare tutte le somme residue a valere sul Fondo unico dello spettacolo (FUS), a favore delle fondazioni, allo scopo di fronteggiare lo stato di crisi del settore e di salvaguardare i lavoratori delle medesime.
In particolare, il D.L. prevede la nomina di un commissario straordinario del Governo, cui le fondazioni lirico-sinfoniche sono tenute a presentare un piano di risanamento, nonché la possibilità di concedere finanziamenti a valere su un Fondo di rotazione, appositamente istituito con una dotazione di 75 milioni di euro per il 2014, e anticipazioni finanziarie, già per il 2013, in favore delle fondazioni che versano in una situazione di carenza di liquidità tale da pregiudicarne anche la gestione ordinaria.
Ulteriori disposizioni riguardano la governance delle fondazioni, il coordinamento dei programmi e delle attività delle stesse, il relativo personale, nonché i criteri per l’attribuzione a ciascuna fondazione della quota del FUS (art. 11).

Articolo 11

(Interventi per le fondazioni lirico-sinfoniche e per gli enti che operano nel settore dei beni e delle attività culturali)

L’articolo 11, modificato durante l’esame al Senato, reca disposizioni volte al risanamento delle fondazioni lirico-sinfoniche che versano in situazioni di difficoltà economico-patrimoniale, nonché disposizioni per il sostegno finanziario agli enti che operano nel settore dei beni e delle attività culturali.

L’intervento per le fondazioni lirico-sinfoniche fa seguito a quello, da ultimo, disposto con l’art. 11, co. 17, del D.L. 76/2013 (L. 99/2013) che ha autorizzato il MIBACT, per l’anno 2013, ad erogare tutte le somme residue a valere sul Fondo unico dello spettacolo (FUS), a favore delle fondazioni, allo scopo di fronteggiare lo stato di crisi del settore e di salvaguardare i lavoratori delle medesime.

In particolare, l’art. 11 prevede la nomina di un commissario straordinario del Governo, cui le fondazioni lirico-sinfoniche sono tenute a presentare un piano di risanamento, nonché la possibilità di concedere finanziamenti a valere su un Fondo di rotazione, appositamente istituito con una dotazione di 75 milioni di euro per il 2014, e anticipazioni finanziarie, già per il 2013, in favore delle fondazioni che versano in una situazione di carenza di liquidità tale da pregiudicarne anche la gestione ordinaria.

Ulteriori disposizioni riguardano la governance delle fondazioni, il coordinamento dei programmi e delle attività delle stesse, il relativo personale, nonché i criteri per  l’attribuzione a ciascuna fondazione della quota del FUS.

Per alcuni di tali aspetti, si disciplina con decreto-legge quanto, in base all’art. 1 del D.L. 64/2010 (L. 100/2010) – anch’esso intervenuto per far fronte alla profonda crisi del settore, razionalizzare le spese degli enti e implementare la produttività, nonché i livelli di qualità delle produzioni offerte – avrebbe dovuto costituire oggetto di regolamenti di delegificazione, che dovevano intervenire entro il 31 dicembre 2012.

Al riguardo, la relazione illustrativa all’A.S. 1014 evidenziava che si è cercato di stabilire con urgenza forme più appropriate di controllo degli atti di gestione e di verifica della sostenibilità economico-finanziaria di determinate spese.

Inoltre – fatto riferimento all’originaria carenza di capitalizzazione, già presente con la riforma delle fondazioni lirico-sinfoniche del 1996 e ai crescenti costi di produzione (in primis, quelli del personale), e rilevato che il FUS non ha garantito un adeguato sostegno finanziario – sottolineava le profonde crisi strutturali, evidenti soprattutto nella amministrazione straordinaria cui sono sottoposte tre fondazioni, ed evidenziava che l’attuale crisi di indebitamento, in cui versa la maggior parte delle fondazioni, è commisurabile, alla data del 31 dicembre 2012, in 377,4 milioni di euro, con forte esposizione nei confronti degli istituti di credito per 162,9 milioni di euro e rilevanti interessi passivi.

Cenni sui principali interventi normativi riguardanti le fondazioni lirico-sinfoniche

Le fondazioni lirico-sinfoniche sono state disciplinate dalla L. 800/1967, che ha dichiarato il “rilevante interesse generale” dell’attività lirica e concertistica “in quanto intesa a favorire la formazione musicale, culturale e sociale della collettività nazionale” ed ha attribuito agli enti autonomi lirici e alle istituzioni concertistiche assimilate la personalità giuridica di diritto pubblico, sottoponendoli alla vigilanza dell’autorità di Governo competente (all’epoca, Ministero del turismo e dello spettacolo). In particolare, l’art. 6 della legge ha riconosciuto come enti autonomi 11 teatri lirici – il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro Comunale di Firenze (ora, Fondazione Teatro del Maggio musicale fiorentino), il Teatro Comunale dell’Opera di Genova (ora, Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova), il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro Massimo di Palermo, il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro Regio di Torino, il Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Trieste, il Teatro La Fenice di Venezia e l’Arena di Verona – ed ha individuato l’Accademia nazionale di S. Cecilia di Roma e l’Istituzione dei concerti e del teatro lirico Giovanni Pierluigi da Palestrina di Cagliari (ora Fondazione teatro lirico di Cagliari), quali istituzioni concertistiche assimilate. Agli enti sopra indicati si è aggiunta, a seguito della L. 310/2003, la Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari. Attualmente, pertanto le fondazioni lirico-sinfoniche sono quattordici.

Con il d.lgs. 367/1996, gli enti di prioritario interesse nazionale operanti nel settore musicale sono stati trasformati in fondazioni di diritto privato, al fine di eliminare rigidità organizzative connesse alla natura pubblica dei soggetti e di rendere disponibili risorse private in aggiunta al finanziamento statale, costituito principalmente dal FUS.

Successivamente, con il già citato D.L. 64/2010 (L. 100/2010) (al riguardo, si veda il dossier del Servizio Studi n. 357 del 17 giugno 2010) sono stati disposti ulteriori interventi nel settore lirico-sinfonico, al fine di razionalizzare le spese e al contempo implementare la produttività e i livelli di qualità delle produzioni offerte, In particolare, è stata prevista l’adozione dei regolamenti di delegificazione di cui si è detto.

Tra i criteri indicati per l’adozione dei regolamenti di delegificazione vi erano quelli relativi all’individuazione di indirizzi in materia di composizione degli organi, gestione e controllo dell’attività, partecipazione di finanziatori pubblici e privati, alla previsione di forme adeguate di controllo e vigilanza sulla gestione economico finanziaria, alla previsione di specifici strumenti di raccordo dell’operato delle fondazioni, all’’incentivazione del miglioramento dei risultati della gestione attraverso la rideterminazione dei criteri di ripartizione del contributo statale, alla destinazione di una quota crescente di finanziamento statale in base alla qualità della produzione, all’eventuale previsione di forme organizzative speciali, all’attribuzione all’amministratore generale, ovvero sovrintendente, della responsabilità della gestione.

Il D.L. 64/2010 ha, peraltro, determinato un intervento della Corte costituzionale che, con sentenza 153/2011, ha ribadito la qualificazione in senso pubblicistico degli enti lirici, ancorché da tempo privatizzati a seguito del d.lgs. 367/1996[35].

Con DPR n. 117 del 2011 (sul cui schema di regolamento – Atto n. 331 – si veda il dossier del Servizio Studi n. 295/0 del 28 febbraio 2011) è stato adottato un primo regolamento di delegificazione che ha stabilito criteri e modalità per il riconoscimento di forme organizzative speciali ad alcune fondazioni lirico-sinfoniche. Sulla base del DPR 117/2011 è stata riconosciuta la forma organizzativa speciale all’Accademia di S. Cecilia (D.M. 23 gennaio 2012) e al Teatro alla Scala (D.M. 16 aprile 2012). In seguito, peraltro, con sentenza del TAR del Lazio, sezione prima, n. 10262 del 7 dicembre 2012, è stato disposto l’annullamento del DPR 117/2011, confermato dal Consiglio di Stato, sezione quarta, con sentenza 3119 del 6 giugno 2013.

Il termine per l’emanazione degli ulteriori regolamenti di delegificazione – inizialmente fissato in 18 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. 64/2010 – è stato successivamente posticipato dall’art. 22, co. 5, del D.L. 201/2011 (L. 214/2011) al 31 dicembre 2012.

Nella seduta del 22 dicembre 2012 il Consiglio dei Ministri ha svolto l’esame preliminare di uno schema di regolamento che disciplinava l’ordinamento e l’organizzazione delle fondazioni lirico-sinfoniche, mai pervenuto alle Camere.

La procedura per il risanamento delle fondazioni lirico-sinfoniche e i contenuti del piano di risanamento (commi 1-2)

Il comma 1 prevede la presentazione di un piano di risanamento da parte delle fondazioni lirico-sinfoniche che:

§      si trovano nelle condizioni di amministrazione straordinaria, di cui all’art. 21 del d.lgs. 367/1996[36];

§      sono state in regime di amministrazione straordinaria nel corso degli ultimi due esercizi[37], non avendo ancora terminato la ricapitalizzazione;

§      non possono far fronte ai debiti certi ed esigibili da parte di terzi.

Il piano di risanamento, che deve essere presentato al commissario straordinario (v. infra) entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge, deve intervenire – a seguito delle modifiche introdotte dal Senato – su tutte le voci di bilancio strutturalmente non compatibili con la inderogabile necessità di assicurare gli equilibri strutturali del bilancio, sia sotto il profilo patrimoniale sia economico-finanziario, entro i tre successivi esercizi finanziari.

I contenuti inderogabili del piano di risanamento sono individuati nei seguenti:

§      rinegoziazione e ristrutturazione del debito della fondazione che preveda uno stralcio del valore nominale complessivo del debito esistente al 31 dicembre 2012, comprensivo degli interessi maturati e degli eventuali interessi di mora (lett. a)); nel corso dell’esame al Senato è stato precisato che la rinegoziazione e la ristrutturazione del debito devono essere precedute dalla verifica che gli istituti bancari non abbiano applicato nel corso degli anni interessi anatocistici (c.d. interessi sugli interessi) sugli affidamenti concessi alle fondazioni liriche;

§      indicazione della contribuzione a carico degli enti diversi dallo Stato partecipanti alla fondazione (lett. b));

§      riduzione della dotazione organica del personale tecnico e amministrativo fino al 50% di quella in essere al 31 dicembre 2012, nonché – a seguito delle modifiche introdotte dal Senato – razionalizzazione del personale artistico (lett. c)), previo accordo con le associazioni sindacali maggiormente rappresentative;

§      divieto di ricorrere a nuovo indebitamento per il triennio 2014-2016, salvo il caso di finanziamento a valere sul Fondo di rotazione (v. infra, comma 6), ipotesi nella quale nel piano devono essere indicate misure di copertura adeguate ad assicurarne il rimborso (lett. d));

§      entità del finanziamento dello Stato – a valere sul Fondo di rotazione – utilizzata per contribuire all’ammortamento del debito, nella misura strettamente necessaria a rendere sostenibile il piano (lett. e));

§      individuazione di soluzioni compatibili con gli strumenti previsti dalle leggi di riferimento del settore[38] e idonee a riportare la fondazione, entro i tre esercizi finanziari successivi, nelle condizioni di attivo patrimoniale o almeno di equilibrio del conto economico (lett. f));

§      cessazione dell’efficacia dei contratti integrativi aziendali in vigore, applicazione esclusiva degli istituti giuridici e dei livelli minimi delle voci del trattamento economico fondamentale e accessorio previsti dal vigente contratto collettivo nazionale di lavoro e previsione che i contratti collettivi dovranno in ogni caso risultare compatibili con i vincoli finanziari stabiliti dal piano (lett. g)), previo accordo con le associazioni sindacali maggiormente rappresentative.

Al riguardo, la relazione illustrativa dell’A.S. 1014 evidenziava che causa principale del dissesto “è data dal costo delle cosiddette masse artistiche, tecniche amministrative, il cui costo nel 2012 assomma a ben 308.748.241 euro. […] La lievitazione nel tempo del valore economico dei contratti integrativi aziendali, nel loro ammontare percentuale rispetto al valore economico del Contratto collettivo nazionale di lavoro, tocca infatti nel 2011 punte superiori anche al 35-38 per cento, con una spesa complessiva superiore a 75.000.000 euro”.

Si ricorda, altresì, che l’art. 3, co. 3-bis, del D.L. 64/2010 ha disposto che i contratti integrativi aziendali in essere alla data della sua entrata in vigore potevano essere rinnovati solo successivamente alla stipulazione del nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro, al quale faceva riferimento l’art. 2.

§      nel corso dell’esame al Senato è stato attribuito al legale rappresentante delle fondazioni lirico-sinfoniche l’obbligo di verificare che nel corso degli anni non siano stati corrisposti interessi anatocistici agli istituti bancari che hanno concesso affidamenti (lett. g-bis)).

In base al comma 2, il piano di risanamento è approvato, su proposta motivata del commissario straordinario, sentito il collegio dei revisori dei conti, con decreto MIBACT-MEF, entro 30 giorni dalla sua presentazione.

Il piano è corredato di tutti gli atti necessari a dimostrare attendibilità, fattibilità e appropriatezza delle scelte effettuate, nonché dell’accordo raggiunto con le associazioni sindacali (in ordine alle previsioni cui si è già accennato).

Il commissario straordinario del Governo (commi 3-5)

In base al comma 3, nel testo come modificato dal Senato, con decreto MIBACT-MEF, da adottare entro 20 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge, è nominato un commissario straordinario del Governo dotato di una comprovata esperienza di risanamento nel settore artistico-culturale.

Il medesimo decreto stabilisce, altresì, durata dell’incarico e – a valere sulle risorse di bilancio delle fondazioni interessate dalla procedura di risanamento – compenso del commissario straordinario, nei limiti fissati dall’art. 15, co. 3, del D.L. 98/2011 (L. 111/2011) (che prevede una parte fissa e una parte variabile, ciascuna per un massimo di 50 mila euro annui) (comma 5).

Le risorse umane e strumentali necessarie per lo svolgimento dei compiti dell’organo commissariale sono assicurate dal MIBACT, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica (comma 4).

Il commissario straordinario del Governo svolge le seguenti funzioni:

§      riceve i piani di risanamento, con allegate le informazioni sugli incarichi di cui all’art. 9, co. 2, presentati dalle fondazioni e ne valuta, d’intesa con le medesime, eventuali modifiche e integrazioni, anche definendo criteri e modalità per la rinegoziazione e la ristrutturazione del debito. Nel corso dell’esame presso il Senato, la disposizione è stata integrata prevedendo che eventuali modifiche incidenti sulle questioni relative al personale, di cui al comma 1, lett. c) e g), sono rinegoziate dalla fondazione con le associazioni sindacali maggiormente rappresentative (lett. a)).

Non è chiaro il riferimento al co. 3 dell’art. 9, che disciplina la tempistica di pubblicazione degli elementi informativi di cui al co. 2;

§      propone i piani di risanamento all’approvazione del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo e del Ministro dell’economia e delle finanze, previa verifica della loro adeguatezza e sostenibilità (lett. a));

§      sovrintende all’attuazione dei piani ed effettua un monitoraggio semestrale dello stato di attuazione degli stessi, redigendo un’apposita relazione da trasmettere al MIBACT, al MEF e alla competente sezione della Corte dei conti (lett. b));

§      tenuto conto dello stato di avanzamento degli stessi, può richiedere l’aggiornamento dei piani con le integrazioni e le modifiche necessarie al fine del conseguimento degli obiettivi prefissati (lett. c)); le eventuali integrazioni e modifiche sono approvate, su proposta motivata del commissario, con decreto MIBACT-MEF (comma 2, ultimo periodo). Rispetto alla procedura di approvazione iniziale del piano, dunque, non è previsto, in questo caso, il parere del collegio dei revisori dei conti; inoltre, non è prevista l’intesa con le parti negoziali nel caso in cui l’aggiornamento riguardi questioni relative al personale;

§      assicura il rispetto del cronoprogramma delle azioni di risanamento previsto dai piani approvati (lett. d)).

Al riguardo, si evidenzia che, in base a quanto dispone il comma 1, il cronoprogramma delle azioni di risanamento non è incluso tra i contenuti inderogabili del piano di risanamento;

§      sentiti i Ministeri interessati (si intenderebbe, MIBACT e MEF), e previa diffida a provvedere entro un termine non superiore a 15 giorni, può adottare atti e provvedimenti anche in via sostitutiva, al fine di assicurare la coerenza delle azioni di risanamento con i piani approvati (lett. e)).

Il Fondo di rotazione (commi 6-8)

Il comma 6 prevede l’istituzione nello stato di previsione del MEF di un Fondo di rotazione, con una dotazione di 75 milioni di euro per il 2014, per la concessione di finanziamenti a favore dei soggetti di cui al comma 1, della durata massima di 30 anni.

Agli oneri derivanti dall’istituzione del Fondo si provvede, ai sensi del comma 8, mediante corrispondente riduzione della dotazione della “Sezione Enti locali”  del Fondo per assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili di cui all’articolo 1, comma, 10 del D.L. 35/2013 (L. 64/2013).

Si ricorda che tale Fondo, per la cui costituzione il D.L. 35/2013 ha autorizzato l’emissione di debito aggiuntiva, è stato istituito nello stato di previsione del MEF per concedere anticipazioni di liquidità a favore degli enti locali per far fronte al pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili maturati dagli enti territoriali.

Il Fondo è distinto in tre sezioni (a cui corrispondono tre articoli del relativo capitolo di bilancio), “Sezione per assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili degli enti locali”, gestita da Cassa depositi e prestiti fuori bilancio, “Sezione per assicurare la liquidità alle regioni e alle province autonome per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili diversi da quelli finanziari e sanitari”, “Sezione per assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili degli enti del Servizio Sanitario Nazionale”. Tali ultime due sezioni sono gestite direttamente dal MEF.

Il Fondo opera a restituzione, nel senso che le anticipazioni di liquidità sono erogate agli enti territoriali i quali sono tenuti a restituirle secondo un piano di ammortamento, che, per ciò che specificamente concerne gli enti locali, è di durata massima di 30 anni e prevede rate costanti annuali, comprensive di quota capitale e quota interessi (cfr. infra comma 7).

La dotazione originaria del Fondo, pari complessivamente a 9,328 miliardi di euro per il 2013 e 14,528 miliardi per il 2014 è stata rimodulata dal comma 1 dell’articolo 13 del D.L. 102/2013, attualmente all’esame delle Camere per la sua conversione, in complessivi 16,5 miliardi di euro per il 2013 e 7,3 miliardi per il 2014.

In particolare, l’importo per l’anno 2014 è ripartito in 189 milioni di euro destinati alla “Sezione enti locali”, 625,6 milioni destinati alla “Sezione Regioni e province” e 6.494,8 milioni destinati alla “Sezione debiti sanitari”.

Si ricorda, inoltre, che il comma 8 dell’articolo 13 del D.L. n. 102/2013 aggiunge 7,2 miliardi per il 2014 nella dotazione complessiva del Fondo, finalizzando tali risorse “ad ulteriori pagamenti” da parte degli enti territoriali di debiti certi liquidi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre 2012, demandando però ad un successivo decreto del MEF, da adottarsi, d’intesa con la Conferenza Unificata, entro il 28 febbraio 2014, la definizione della distribuzione dell’incremento tra le tre Sezioni del Fondo.

Il finanziamento erogabile a ciascuna fondazione  è definito con il medesimo decreto interministeriale di approvazione del piano di risanamento, di cui al comma 2.

Ai sensi del comma 7, l’erogazione delle somme alla fondazione è subordinata alla sottoscrizione di un contratto conforme al contratto tipo, appositamente predisposto dal commissario straordinario e approvato dal MEF, nel quale sono, tra l’altro, indicati:

§      tasso di interesse sui finanziamenti;

§      misure di copertura annuale del rimborso del finanziamento;

§      modalità di erogazione e di restituzione delle predette somme;

§      modalità di recupero e applicazione di interessi moratori, qualora l’ente non adempia nei termini stabiliti al versamento delle rate di ammortamento.

Alla copertura degli oneri che ne conseguono, pari a 3 milioni di euro a decorrere dal 2015, si provvede – ai sensi dell’art. 15 – con le maggiori entrate recate dal provvedimento.

La relazione tecnica chiarisce che si tratta di una stima prudenziale operata al fine di tener conto del possibile minor flusso di interessi attivi che deriverebbero dai finanziamenti a favore delle fondazioni lirico sinfoniche.

Il comma 7 non fissa, infatti, il tasso di interesse dei finanziamenti, che potrebbe risultare – afferma la relazione tecnica – inferiore a quello che sarebbe stato realizzato qualora le somme – dal comma 6 destinate al finanziamento alle fondazioni lirico sinfoniche – fossero state utilizzate per le anticipazioni concesse agli enti locali ai sensi della normativa sul Fondo liquidità di cui all’articolo 1, comma 10, del D.L. 35/2013.

La relazione tecnica comunque afferma che l’importo di 3 milioni di euro a decorrere dal 2015 corrisponde ad un tasso medio del 4 per cento sull’intero ammontare dei prestiti concedibili, pari a 75 milioni di euro.

Si ricorda, in proposito, che l’art. 1, co. 13, del D.L. 35/2013 (L. 64/2013) stabilisce che il tasso di interesse da applicare alle anticipazioni di liquidità a favore degli enti locali effettuate a valere sul Fondo anticipazioni liquidità di cui all’articolo 1, comma 10, è pari, per le erogazioni dell’anno 2013, al rendimento di mercato dei Buoni Poliennali del Tesoro a 5 anni rilevato dal Ministero dell’economia – Dipartimento del tesoro all’8 aprile 2013 (3,302 percento). Per l’erogazione dell’anno 2014, il tasso di interesse da applicare alle suddette anticipazioni sarà determinato sulla base del rendimento di mercato dei Buoni Poliennali del Tesoro a 5 anni in corso di emissione con comunicato del Direttore generale del tesoro da emanare e pubblicare sul sito internet del MEF entro il 15 gennaio 2014.

Anticipazioni finanziarie (commi 9 e 10)

Il comma 9 prevede, per le fondazioni che versano in una situazione di carenza di liquidità tale da pregiudicare la gestione ordinaria, una speciale procedura da attivare, nelle more del perfezionamento del piano di risanamento, entro 30 giorni dalla nomina del Commissario straordinario.

In particolare, prevede che alle fondazioni in questione possono essere concesse dal MIBACT, su indicazione del Commissario straordinario, anticipazioni finanziarie, per un importo complessivo fino a 25 milioni di euro per il 2013, utilizzando le disponibilità giacenti, alla data di entrata in vigore del decreto-legge, sulle contabilità speciali intestate ai capi degli Istituti del Ministero, nonché le somme giacenti presso i conti di tesoreria unica degli Istituti dotati di autonomia speciale (al riguardo si veda, più approfonditamente, infra, paragrafo relativo ai commi 11 e 12).

Per accedere alle anticipazioni finanziarie, la fondazione deve:

§      comunicare al MIBACT e al MEF, nel termine sopra indicato di 30 giorni dalla nomina del Commissario straordinario, l’avvio della negoziazione per la ristrutturazione del debito esistente al 31 dicembre 2012, (che, come già previsto nel comma 1, prevede uno stralcio del valore nominale complessivo del debito stesso, comprensivo degli interessi maturati e degli eventuali interessi di mora, nella misura sufficiente ad assicurare la sostenibilità finanziaria del piano di risanamento, gli equilibri strutturali del bilancio della fondazione, sia sotto il profilo patrimoniale che economico-finanziario), nonché l’avvio delle procedure per la riduzione della dotazione organica del personale tecnico e amministrativo, nei termini di cui allo stesso comma 1 (lett. a);

§      concludere, entro il termine previsto per la presentazione del piano di risanamento, ossia entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge, l’accordo di ristrutturazione di cui alla lettera a), da inserire nel piano medesimo (lett. b).

Si segnala che la condizione di cui alla lett. b), letteralmente prevista per l’accesso alle anticipazioni finanziarie, prevede un termine che, di fatto, sembrerebbe successiva all’effettiva anticipazione, da concedere “nelle more del perfezionamento del piano di risanamento”.

 

Ai sensi del comma 10, il rimborso delle anticipazioni finanziarie avviene “secondo quanto previsto dai commi 6 e 7”.

L’intendimento sembrerebbe quello di prevedere – analogamente al disposto di cui al comma 7 – l’erogazione delle anticipazioni subordinatamente alla sottoscrizione di contratti conformi al contratto tipo.

Se l’interpretazione è corretta, sembrerebbe opportuno esplicitare il concetto.

Personale in eccedenza delle fondazioni lirico-sinfoniche (comma 13)

Il comma 13 reca disposizioni per il personale delle fondazioni eventualmente (come precisato dal Senato) risultante in esubero a seguito della rideterminazione delle dotazioni organiche disposta ai sensi del comma 1[39].

In particolare, per tale personale la norma dispone, in primo luogo, l’applicazione, fermo restando per la durata del soprannumero il divieto di assunzioni di personale, dell’istituto della risoluzione del rapporto di lavoro nella P.A., di cui all’articolo 72, comma 11, del D.L. 112/2008 (L. 133/2008).

 

L’art. 72, co. 11, del D.L. 112/2008 ha riconosciuto la facoltà per le pubbliche amministrazioni, per il triennio 2009-2011 (periodo successivamente prorogato per il triennio 2012-2014 dall’art. 1, co. 16, del D.L. 138/2011 nonché confermato dall’art. 22, co. 5, del D.L. 201/2011), di risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro nel caso in cui il dipendente (compresi i dirigenti) abbia maturato un’anzianità contributiva pari a 40 anni (con un preavviso di sei mesi e fermo restando quanto previsto dalla disciplina vigente in materia di decorrenze dei trattamenti pensionistici). Viene specificato che tale facoltà rientra nei poteri di organizzazione della P.A. ai sensi dell’articolo 5 del D.Lgs. 165/2001.

La nuova disciplina non trova applicazione nei confronti dei magistrati, dei professori ordinari e dei dirigenti medici responsabili di struttura complessa.

Successivamente, l’articolo 16, comma 11, del D.L. 98/2011 ha previsto che, in caso di risoluzione del rapporto di lavoro derivante dall’esercizio della facoltà richiamata, la pubblica amministrazione non debba fornire ulteriori motivazioni, qualora essa abbia preventivamente determinato in via generale appositi criteri applicativi con atto generale di organizzazione interna, sottoposto al visto dei competenti organi di controllo. Specifici criteri e modalità applicative  per i dipendenti dei comparti sicurezza, difesa ed esteri, sono rimessi ad appositi decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri.

 

Nel caso vi siano ulteriori eccedenze di personale, la norma demanda ad uno o più specifici D.P.C.M. la determinazione di un’apposita procedura selettiva di idoneità (previa informativa alle OO.SS.) e il successivo trasferimento del personale amministrativo e tecnico dipendente a tempo indeterminato delle Fondazioni, in essere alla data di entrata in vigore del provvedimento in esame, nella società Ales S.p.A., nell’ambito delle vacanze di organico e nei limiti delle facoltà di assunzioni di tale società.

La società Arte Lavoro e Servizi (ALES spa) è stata costituita nel dicembre 1998, ai sensi dell’articolo 20 della L. 196/1997, al fine di consentire la stabilizzazione di personale impiegato in attività socialmente utili presso il MIBAC ed ha come oggetto sociale lo svolgimento di attività di servizi di conservazione del patrimonio culturale. Il Ministero partecipò alla costituzione, sottoscrivendone il capitale per il 30% delle azioni. Socio di maggioranza era Italia Lavoro spa, allora controllata da Itainvest spa.

L’art. 26, co. 1, della L. 69/2009 ha successivamente disposto il trasferimento a titolo gratuito della titolarità della partecipazione azionaria detenuta da Italia Lavoro spa in ALES spa (70%) al MIBAC, al fine di garantire la continuità occupazionale del personale impiegato nella stessa ALES spa, con riguardo – secondo quanto desumibile dalla rubrica dell’articolo – al personale impiegato in attività socialmente utili attraverso società partecipate da Italia Lavoro spa.

In base a tale previsione, il MIBAC – che precedentemente deteneva solo il 30% del capitale sociale – è divenuto azionista unico della ALES spa[40].

Come precisato nel corso dell’esame al Senato, quanto previsto dal comma in esame non comporta nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Liquidazione coatta amministrativa delle fondazioni (comma 14)

Il comma 14 prevede che le fondazioni che si trovano nelle condizioni descritte al comma 1, per le quali non è stato presentato o non è stato approvato entro i termini previsti un piano di risanamento, ovvero che non raggiungono entro l’esercizio 2016 le condizioni di equilibrio strutturale del bilancio, sia sotto il profilo patrimoniale sia sotto il profilo economico-finanziario, del conto economico sono poste in liquidazione coatta amministrativa.

Il medesimo effetto è determinato, ai sensi del già citato comma 10, dal mancato verificarsi delle condizioni previste per l’accesso alle anticipazioni finanziarie (co. 9, lett. a) e b)).

Governance delle fondazioni lirico-sinfoniche (commi 15-17)

Al fine di assicurare il rilancio del sistema nazionale musicale di eccellenza, i commi 15 e 16 dispongono che (tutte) le fondazioni lirico-sinfoniche devono adeguare i propri statuti, attenendosi alle disposizioni di seguito indicate, entro il 30 giugno 2014 (termine così posticipato, rispetto a quello del 31 dicembre 2013 previsto dal D.L., a seguito delle modifiche introdotte dal Senato). Il mancato adeguamento nei termini indicati determina l’applicazione dell’art. 21 del d.lgs. 367/1996.

Le nuove disposizioni statutarie si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2015. A seguito delle modifiche introdotte dal Senato, si prevede, tuttavia, che, in caso di rinnovo degli organi in scadenza, l’entrata in vigore dei nuovi statuti può essere anticipata.

In particolare, i nuovi statuti devono prevedere:

a)   una struttura organizzativa articolata nei seguenti organi, tutti – si intenderebbe, ad eccezione del presidente – della durata di cinque anni (a fronte dei 4 attualmente previsti per alcuni organi. Ulteriori differenze riguardano la rinnovabilità dei mandati):

§      il presidente, nella persona del sindaco del comune nel quale ha sede la fondazione – ovvero di persona da lui nominata – con funzioni di rappresentanza giuridica dell’ente.

Questa prescrizione non si applica alla Fondazione dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, che – come già attualmente – è presieduta dal presidente dell’Accademia stessa, il quale svolge anche funzioni di sovrintendente.

La novità rispetto a quanto previsto dall’art. 11 del d.lgs. 367/1996 è dunque costituita esclusivamente dalla possibilità che il sindaco deleghi la presidenza ad altro soggetto;

§      il consiglio di indirizzo, composto dal presidente e dai membri designati da ciascuno dei fondatori pubblici e dai soci privati che, anche in associazione fra loro[41], versino almeno il 5 per cento del contributo erogato dallo Stato. A seguito delle modifiche introdotte dal Senato, si stabilisce, inoltre, che il numero dei componenti non può comunque essere superiore a 7 e che la maggioranza in ogni caso deve essere costituita da membri designati da fondatori pubblici. In base al comma 17, il consiglio di indirizzo deve assicurare il pareggio del bilancio. La violazione di tale obbligo comporta – oltre all’applicazione dell’art. 21 del d.lgs. 367/1996 – la responsabilità personale prevista, per i soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti in materia di contabilità pubblica, dall’art. 1 della L. 20/1994.

Ai sensi dell’art. 12 del d.lgs. 367/1996, il consiglio di amministrazione è composto da un numero di membri variabile da sette a nove, compreso il presidente, tra i quali i rappresentanti dell’autorità di governo competente in materia di spettacolo e i rappresentanti della regione in cui ha sede la fondazione (fa eccezione il c.d.a. dell’Accademia nazionale di S. Cecilia, composto da tredici membri, compresi il presidente e il sindaco di Roma, tra cui, oltre ai rappresentanti dell’autorità di governo e della regione, cinque eletti dal corpo accademico). I componenti del cda, ad eccezione del presidente, durano in carica quattro anni e possono essere riconfermati una sola volta.

Con riferimento alla partecipazione dei privati al cda, l’art. 10 del d.lgs. 367/1996 dispone che lo statuto può prevedere che possono nominare un rappresentante nello stesso consiglio i fondatori che, come singoli o cumulativamente, assicurino per almeno 2 anni consecutivi un apporto annuo non inferiore all’8 per cento del totale dei finanziamenti statali[42]. La permanenza nel c.d.a. dei rappresentanti nominati dai fondatori privati è subordinata all’erogazione da parte di costoro dell’apporto annuo per la gestione dell’ente. L’apporto complessivo dei fondatori privati al patrimonio della fondazione non può comunque superare la misura la misura del 40 per cento del patrimonio stesso;

§      il sovrintendente, quale unico organo di gestione, nominato dal Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, su proposta del consiglio di indirizzo; il sovrintendente può essere coadiuvato da un direttore artistico e da un direttore amministrativo.

L’art. 13 del d.lgs. 367/1996 dispone che il sovrintendente nomina, sentito il c.d.a., il direttore artistico e può nominare collaboratori, tra cui il direttore musicale, ferme restando le competenze del direttore artistico, della cui attività risponde direttamente. Egli cessa dalla carica unitamente al consiglio di amministrazione che lo ha nominato e può essere riconfermato;

§      il collegio dei revisori dei conti, composto da 3 membri, uno, con funzioni di presidente, designato dal Presidente della Corte dei conti fra i magistrati della Corte, e uno in rappresentanza, rispettivamente, di MEF e MIBACT. L’incarico dei membri del collegio è (l’unico) rinnovabile per non più di due mandati[43].

In base all’art. 14 del d.lgs. 367/1996, il collegio dei revisori, nominato con D.I., si compone di 3 membri effettivi e di un supplente, di cui un membro effettivo ed uno supplente designati in rappresentanza del Ministero del tesoro, un membro effettivo designato dall’autorità di governo competente in materia di spettacolo, e l’altro scelto tra gli iscritti nel registro dei revisori contabili istituito presso il Ministero di grazia e giustizia. I revisori restano in carica per quattro anni (non è previsto, dunque, il rinnovo del mandato).

Il compenso degli organi è stabilito in conformità a criteri stabiliti con decreto MIBACT-MEF, per la cui emanazione non è previsto un termine;

b)   la partecipazione dei soci privati in proporzione agli apporti finanziari alla gestione o al patrimonio della fondazione, non inferiori al 3 per cento (sul punto si veda, ante, la disciplina previgente);

c)   l’articolazione del patrimonio in un fondo di dotazione, indisponibile e vincolato al perseguimento delle finalità statutarie, e in un fondo di gestione, destinato alle spese correnti di gestione dell’ente.

Al riguardo la relazione illustrativa dell’A.S. 1014 evidenziava che l’individuazione di due fondi è finalizzata a rendere più chiara e trasparente la gestione patrimoniale.

 

Dal punto di vista del coordinamento con la normativa vigente, occorre disporre l’abrogazione, in particolare, delle disposizioni del d.lgs. 367/1999 incompatibili con le nuove previsioni.

 

Il comma 17 dispone, inoltre, che la fondazione è soggetta al rispetto della disciplina in tema di appalti di lavori, servizi e forniture prevista dal d.lgs. n. 163/2006 e che le spese per eventuali rappresentazioni lirico-sinfoniche eseguite all’estero sono da imputare in bilancio con copertura finanziaria specificamente deliberata.

Conferenza delle fondazioni lirico-sinfoniche (comma 18)

Il comma 18 dispone che i sovrintendenti coordinano i programmi e le attività, sia all’interno di ciascuna fondazione, sia rispetto alle altre fondazioni, assicurando il conseguimento di economie di scala nella gestione delle risorse e una maggiore offerta di spettacoli.

A tal fine, essi possono essere riuniti in conferenza, convocata e presieduta del Direttore generale per lo spettacolo dal vivo, anche per gruppi individuati per zone geografiche o specifici progetti comuni.

La conferenza deve garantire la maggiore diffusione territoriale degli spettacoli, la maggiore offerta al pubblico giovanile, l’innovazione, la promozione del settore attraverso i mezzi di comunicazione, il contenimento e la riduzione del costo dei fattori produttivi, anche mediante lo scambio di spettacoli o la realizzazione di coproduzioni, nonché lo scambio di singoli corpi artistici e di materiale scenico, la promozione dell’acquisto o la condivisione di beni e servizi comuni al settore.

Personale delle fondazioni lirico-sinfoniche. Disciplina a regime (comma 19)

Il comma 19 dispone l’obbligo per le fondazioni dell’espletamento di una procedura selettiva pubblica[44] per l’instaurazione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato, rapporti ai quali si applica la normativa vigente sul pubblico impiego in materia di assenze per malattia e infortunio non sul lavoro.

 

Ai sensi dell’articolo 22 del D.lgs. 367/1996, i rapporti di lavoro dei dipendenti delle fondazioni sono disciplinati dalle disposizioni del codice civile (articolo 2103, a seguito di verifica di idoneità professionale) e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell’impresa e sono costituiti e regolati contrattualmente. Per il personale artistico e tecnico delle Fondazioni non trovano applicazione le disposizioni sul termine e sulla successione dei contratti a tempo determinato (attualmente recata dagli articoli 4 e 5 del D.lgs. 368/2001).

Successivamente, il già citato D.L. 64/2010 ha previsto un nuovo procedimento di contrattazione collettiva e nuove disposizioni in materia di personale dipendente.

Per quest’ultimo profilo, è stata dettata una nuova disciplina limitativa della possibilità di svolgere attività autonome all’esterno delle fondazioni; è stata prevista la possibilità di rinnovo dei contratti integrativi aziendali vigenti alla data di entrata in vigore del D.L. solo successivamente alla stipula del nuovo CCNL; è stato condizionato il riconoscimento di eventuali trattamenti economici aggiuntivi al raggiungimento del pareggio di bilancio, fatti salvi i diritti acquisiti. Oltre a ciò, salvo ipotesi specifiche, sono state vietate le assunzioni a tempo indeterminato fino al 31 dicembre 2011 (permettendole dal 2012 nel rispetto di determinati limiti) e sono stati posti limiti per le assunzioni a tempo determinato, in ordine alle quali, inoltre, è stato consentito il ricorso a tipologie contrattuali flessibili. Infine, sempre in materia di assunzioni sono state dettate specifiche discipline per le fondazioni con particolari requisiti.

Si ricorda, inoltre, che l’art. 3, co. 5, del D.L. 64/2010, dopo aver previsto, dal 1° maggio 2010 al 31 dicembre 2011, un blocco delle assunzioni a tempo indeterminato  per le fondazioni, ha stabilito, altresì, che a decorrere dall’anno 2012 tali assunzioni siano contenute nell’ambito di un contingente annuale complessivamente corrispondente ad una spesa non superiore a quella relativa al personale cessato nel corso dell’anno precedente. In ogni caso, il numero delle unità da assumere non può essere superiore a quello delle unità cessate nell’anno precedente, nell’ambito delle compatibilità di bilancio della fondazione.

 

In tema di assenze per malattia nel pubblico impiego si ricorda che l’articolo 71 del D.L. 112/2008 ha introdotto misure volte a regolare le assenze per malattia, soprattutto in riferimento al trattamento economico, alla certificazione della malattia e alle fasce orarie di reperibilità, con l’obiettivo di ridurre il tasso di assenteismo nel settore pubblico.

In particolare, in deroga ai contratti collettivi e alla normativa di settore, per i periodi di assenza per malattia, di qualunque durata, si prevede che ai lavoratori venga corrisposto, nei primi 10 giorni di assenza, il solo trattamento economico fondamentale, escludendo ogni indennità o emolumento aventi carattere fisso e continuativo, nonché ogni altro trattamento accessorio. Resta comunque fermo il trattamento più favorevole eventualmente previsto dai contratti collettivi o dalle specifiche normative di settore per le assenze per malattia dovute ad infortunio sul lavoro o a causa di servizio, oppure a ricovero ospedaliero o a day hospital, nonché per le assenze relative a patologie gravi che richiedano terapie salvavita. Ulteriori disposizioni sono contenute nell’articolo 55-septies del D.Lgs. 165/2001, che in primo luogo, al fine di rendere più rigorosa la certificazione della malattia nelle ipotesi di assenza per malattia protratta per un periodo superiore a 10 giorni e, in ogni caso, dopo il secondo evento di malattia nell’anno solare, ha disposto l’obbligo di ricorrere ad una struttura sanitaria pubblica per il rilascio della certificazione medica, nonché ad un medico convenzionato con il S.S.N.. Oltre a ciò, si prevede la trasmissione della certificazione medica per via telematica direttamente dal medico o struttura sanitaria all’INPS e inoltrata dall’istituto alla amministrazione di appartenenza. Inoltre, è stato disposto anche l’espletamento dei controlli da parte delle amministrazioni anche per assenza di un solo giorno e l’individuazione delle fasce orarie di reperibilità del lavoratore ai fini delle visite mediche di controllo (in attuazione di tale norma il D.M. 18 dicembre 2009 fissa gli orari dalle ore 9 alle 13 e dalle ore 15 alle 18, con obbligo di reperibilità anche nei giorni non lavorativi e festivi). Lo stesso articolo 55-septies stabilisce altresì che le pubbliche amministrazioni dispongano il controllo sulle assenze per malattia dei dipendenti, valutando la condotta complessiva del dipendente e gli oneri connessi all’effettuazione della visita, tenendo conto dell’esigenza di contrastare e prevenire l’assenteismo. Se l’assenza ha luogo per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche o esami diagnostici, l’assenza può essere giustificata mediante la presentazione di attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione.

Da ultimo, l’articolo 7 del D.L. 179/2012 ha in primo luogo esteso l’ambito di applicazione (ad eccezione del personale delle Forze Armate e dei Corpi armati dello Stato, nonché del Corpo nazionale dei vigili del fuoco) delle norme già vigenti sulle certificazioni di malattia per i dipendenti pubblici e sulla loro trasmissione per via telematica al personale non contrattualizzato della P.A. (a decorrere dal 18 dicembre 2012). Allo stesso tempo, è stato previsto l’obbligo, per il medico o la struttura sanitaria, di inviare telematicamente la medesima certificazione anche all’indirizzo di posta elettronica personale del lavoratore, nel caso in cui quest’ultimo ne faccia espressamente richiesta fornendo un valido indirizzo.

 

In particolare, il contratto aziendale di lavoro deve essere conforme al contratto nazionale di lavoro e sottoscritto da ciascuna fondazione con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. L’ipotesi di accordo, con la quantificazione dei costi contrattuali, deve essere inviata alla Corte dei conti che, entro 30 giorni dalla ricezione[45], valuta l’attendibilità della suddetta quantificazione e la sua compatibilità con gli strumenti di programmazione e bilancio. L’esito della certificazione è comunicato alla Fondazione, al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e al Ministero dell’economia e delle finanze; in caso di certificazione negativa la firma dell’accordo è preclusa e la fondazione riapre le trattative per la sottoscrizione di una nuova ipotesi di accordo.

Si ricorda che l’articolo 2 del D.L. 64/2010 prevede un’apposita procedura per la sottoscrizione del C.C.N.L. delle Fondazioni lirico-sinfoniche, in attesa della riforma organica della contrattazione riguardante questo settore prevista dall’articolo 1 e fermo restando quanto previsto dall’articolo 22 del già citato D.Lgs. 367 del 1996.

In particolare si dispone che il C.C.N.L. sia sottoscritto tra una delegazione datoriale e le associazioni sindacali maggiormente rappresentative dei lavoratori dipendenti dalle fondazioni. La delegazione datoriale è individuata con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali in sede di prima applicazione, e da una delegazione rappresentativa individuata dalle fondazioni lirico-sinfoniche, per la disciplina a regime. Essa si avvale della collaborazione dell’A.R.A.N. Le competenze relative alla contrattazione collettiva sono esercitate dal Ministro per i beni e le attività culturali. L’accordo è sottoposto al controllo della Corte dei conti, previo parere del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero dell’economia e delle finanze.

 

Inoltre, si stabilisce che avverso le delibere delle Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti le parti interessate possano ricorrere alle Sezioni Riunite della Corte stessa in speciale composizione ai sensi dell’art. 1, co. 169, della L. 228/2012.

Il citato comma 169 ammette ricorso alle Sezioni riunite della Corte dei conti, in speciale composizione, avverso gli atti di ricognizione delle amministrazioni pubbliche annualmente operata dall’ISTAT ai sensi dell’articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196. La ricorribilità alla Corte dei Conti è disposta ai sensi dell’articolo 103, secondo comma, della Costituzione, secondo il quale la Corte dei conti ha giurisdizione nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge.

Nel corso dell’esame al Senato sono state apportate alcune modifiche al testo originario del comma in esame. In particolare, è stato disposto che le fondazioni procedono a rideterminare l’organico necessario all’attività da realizzarsi nel triennio successivo, con apposita delibera dell’organo di indirizzo, da adottare entro il 30 settembre 2014.

Infine, è stato soppresso l’ultimo periodo del comma in oggetto il quale, attraverso un’interpretazione autentica dell’articolo 3, comma 6, primo periodo, del D.L. 64/2010[46], disponeva che per le fondazioni, fin dalla loro trasformazione in soggetti di diritto privato, non trovasse applicazione la normativa sulla stabilizzazione del rapporto di lavoro come conseguenza della violazione delle norme in materia di stipulazione di contratti di lavoro a termine, di proroga o di rinnovo dei medesimi contratti.

Si ricorda che l’art. 3, co. 6, del D.lgs. 64/2010 è già stato oggetto di interpretazione autentica da parte dell’art. 40, co. 1-bis, del D.L. 69/2013, il quale ha stabilito che il primo periodo del comma 6 dell’articolo 3 del D.L. 69/2010 si interpreta nel senso che per le fondazioni, fin dalla loro trasformazione in soggetti di diritto privato, non trovino applicazione le disposizioni di legge che prevedono la stabilizzazione del rapporto di lavoro come conseguenza della violazione delle nome in materia di stipulazione di contratti di lavoro subordinato a termine, di proroga o di rinnovo dei medesimi contratti.

Criteri per l’attribuzione della quota FUS destinata alle fondazioni lirico-sinfoniche (commi 20-21)

I commi 20, 20-bis e 21 dettano nuovi criteri per l’attribuzione a ciascuna delle fondazioni lirico-sinfoniche della parte della quota del FUS spettante.

In particolare, il comma 20 – ribadito che la quota destinata alle fondazioni lirico-sinfoniche è determinata annualmente con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, sentita la Consulta per lo spettacolo[47], ed è attribuita ad ogni fondazione con decreto del Direttore generale per lo spettacolo dal vivo, sentita la commissione consultiva per la musica – modifica i criteri di erogazione dei contributi disponendo che:

§      il 50% della quota è ripartita in considerazione dei costi di produzione derivanti dalle attività realizzate da ogni fondazione nell’anno precedente quello cui si riferisce la ripartizione, sulla base di indicatori di rilevazione della produzione;

§      il 25% della quota è ripartita in considerazione del miglioramento dei risultati della gestione attraverso la capacità di reperire risorse;

§      il 25% della quota è ripartita in considerazione della qualità artistica dei programmi. Sul punto, durante l’esame al Senato, nel testo è stato introdotto uno specifico riferimento a quelli idonei a realizzare in un arco di tempo circoscritto spettacoli lirici, di balletto e concerti su un tema comune, nonché idonei ad attrarre turismo culturale.

Sempre durante l’esame al Senato, è stato, peraltro, introdotto il comma 20-bis, in base al quale per il triennio 2014-2016 il 5% della quota del FUS destinata alle fondazioni lirico-sinfoniche è riservata alle fondazioni che hanno raggiunto il pareggio di bilancio nei tre esercizi finanziari precedenti.

Da tale modifica discende la necessità di modificare le percentuali di cui al comma 20, la cui somma equivale già al 100% della quota del FUS destinata alle fondazioni lirico-sinfoniche.

Il comma 21 dispone che gli indicatori di rilevazione della produzione, i parametri per la rilevazione del miglioramento dei risultati della gestione e quelli per la rilevazione della qualità artistica dei programmi, nonché il procedimento per l’erogazione dei contributi sono predeterminati con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, sentita la commissione consultiva per la musica. In base alle modifiche apportate dal Senato, il decreto deve essere adottato entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge.

Come già ricordato nella scheda relativa all’art. 9 del decreto-legge in esame – cui si rimanda per approfondimenti –, i criteri per l’assegnazione dei contributi alle fondazioni lirico-sinfoniche sono stati determinati, da ultimo, previa intesa con la Conferenza unificata, con DM 29 ottobre 2007.

Occorre, dunque, considerare la necessità di prevedere il coinvolgimento della Conferenza unificata ai fini della definizione di nuovi criteri di ripartizione della quota del FUS destinata alle fondazioni lirico-sinfoniche.In particolare, in base al DM 29 ottobre 2007:

§       una sub-quota pari al 65% della quota del FUS destinata alle fondazioni lirico-sinfoniche è assegnata in considerazione dei costi di produzione conseguenti dagli organici funzionali approvati, con esclusivo riferimento a quelli derivanti dal minimo tabellare previsto dal CCNL (art. 1, co. 1, lett. a);

§       una sub-quota del 25% è assegnata in considerazione dei costi di produzione derivanti dai programmi di attività offerta da ciascuna fondazione nell’anno cui afferisce la ripartizione, sulla base di indicatori di rilevazione della produzione meglio definiti all’art. 2 del medesimo decreto (art. 1, co. 1, lett. c);

§       una sub-quota del 10% è assegnata in considerazione della qualità artistica dei programmi (art. 1, co. 1, lett. d).

Ulteriori disposizioni a sostegno del settore dei beni e delle attività culturali (commi 11 e 12)

Il comma 11 dispone che, al fine di sostenere gli enti che operano nel settore dei beni e delle attività culturali, a valere sulle giacenze delle contabilità speciali intestate ai capi degli Istituti del MIBACT, nonché sulle somme giacenti presso i conti di tesoreria unica degli Istituti dotati di autonomia speciale[48], sono versati all’entrata del bilancio dello Stato 3,5 milioni di euro (ulteriori rispetto a quelli di cui al comma 9) “per gli anni 2013 e 2014”, da riassegnare successivamente ai pertinenti capitoli dello stato di previsione del Ministero.

La relazione illustrativa all’A.S. 1014 evidenzia che l’importo di 3,5 milioni di euro è riferibile a ciascuno degli anni 2013 e 2014.

Al riguardo, appare necessario un chiarimento.

In base al comma 12, resta comunque fermo l’obbligo di completamento dei versamenti all’entrata previsti dall’art. 4, co. 85, della L. 183/ 2011 (legge di stabilità 2012), di cui viene operata – senza utilizzare la tecnica della novella – una rimodulazione temporale pari a 2 milioni di euro per il 2013 e a 8,6 milioni di euro annui per il periodo 2014-2018.

L’art. 4, co. 85, della L. 183/2011, come modificato dall’art. 1, co. 78, della L. 228/2012 (legge di stabilità 2013), ha disposto che, le somme giacenti, alla data della sua entrata in vigore, nelle contabilità speciali intestate ai capi degli Istituti centrali e periferici del Ministero, compresi gli Istituti dotati di autonomia speciale, per la gestione dei fondi loro assegnati in applicazione dei piani di spesa per la realizzazione di interventi nel settore dei beni culturali (sull’argomento si veda, nel dossier del Servizio Studi n. 708/4 del 31 gennaio 2013, la scheda di lettura relativa all’art. 1, co. 78, della L. 228/2012), con priorità per quelle accreditate fino al 31 dicembre 2006, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato, rispettivamente per un importo pari a 60,4 milioni di euro entro il 30 giugno 2012 e a 10 milioni di euro entro il 30 giugno 2013, previa individuazione con uno o più decreti del Ministro per i beni e le attività culturali, su proposta del Segretario generale.

Ai sensi dell’art. 21 del d.lgs. 367/1996, il Ministro per i beni e le attività culturali può disporre lo scioglimento del consiglio di amministrazione dell’ente quando risultino gravi irregolarità amministrative, gravi violazioni di norme, ovvero in caso di bilancio preventivo in perdita.

Lo scioglimento è obbligatorio quando il conto economico registra per due esercizi consecutivi una perdita superiore al 30% del patrimonio o qualora siano previste perdite di analoga gravità.

Con il decreto di scioglimento vengono nominati uno o più commissari straordinari, viene determinata la durata del loro incarico – non superiore a 6 mesi, rinnovabile una sola volta (di fatto, proroghe sono state disposte, nel tempo, in particolare, dall’art. 5, co. 1, del D.L. 248/2007 – L. 31/2008; dall’art. 40, co. 2, del D.L. 207/2008 – L. 14/2009; dall’art. 1, co. 1, del D.L. 225/2010 – L. 10/2011; dall’art. 1 del DPCM 25 marzo 2011; dall’art. 1, co. 390, della L. 228/2012; dal DPCM 26 giugno 2013) – nonché il compenso loro spettante. I commissari straordinari esercitano tutti i poteri del c.d.a.; provvedono alla gestione della fondazione e ad accertare e rimuovere le irregolarità; a promuovere le soluzioni utili al perseguimento dei fini istituzionali. Possono motivatamente proporre la liquidazione. Ricorrendone i presupposti, promuovono la dichiarazione di decadenza dai diritti e dalle prerogative riconosciuti dalla legge agli enti originari. Spetta loro, infine, l’esercizio dell’azione di responsabilità contro i componenti del disciolto consiglio di amministrazione, previa autorizzazione ministeriale.

Attualmente sono sottoposti al regime di amministrazione straordinaria la Fondazione Teatro del maggio musicale fiorentino (il cui commissario straordinario, nominato con DM 1° febbraio 2013, è stato prorogato fino al 15 dicembre 2013 con DM 12 settembre 2013), la Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari (il cui commissario straordinario, nominato con DM 1° marzo 2012, è stato prorogato, da ultimo fino al 31 dicembre 2013, con DPCM 26 giugno 2013, adottato sulla base dell’art. 1, co. 394, della L. 228/2012), la Fondazione Teatro Massimo di Palermo (il cui commissario straordinario, nominato con DM 4 dicembre 2012, è stato prorogato fino al 31 dicembre 2013 con DM 31 maggio 2013).

[37]    La relazione illustrativa all’A.S. 1014 evidenziava che nel corso degli ultimi due esercizi sono stati sottoposti ad amministrazione straordinaria il Teatro Carlo Felice di Genova e il Teatro Lirico di Trieste.

[38]    Il riferimento alla compatibilità delle soluzioni con gli strumenti previsti dalle leggi di riferimento del settore è stato introdotto durante l’esame al Senato.

[39]    Secondo quanto riportato nella relazione illustrativa all’A.S. 1014, l’entità numerica del personale amministrativo a tempo indeterminato al 31 dicembre 2012 è pari a 662 unità, mentre quella del personale tecnico è di 1.146, per un totale di 1.808 unità, che raggiungono le 2.017 calcolando anche il personale a tempo determinato e le collaborazioni. Tale dato, aggiornato al 26 giugno 2013, è pari a 2.043 unità – rispettivamente 1.448 tecnici e 595 amministrativi – valore, secondo la relazione, “ ridondante in relazione alla attività di produzione effettivamente resa”. La retribuzione di un livello medio di un impiegato dell’area amministrativa è pari a 45.968,94 euro, mentre la retribuzione di un livello medio di un tecnico si aggira intorno agli 44.818,38 euro.

La stessa relazione, inoltre, precisa che, stante la riduzione delle piante organiche definita dal comma 1 dello stesso articolo 11, non è dato, peraltro, allo stato degli atti determinare l’entità del costo aziendale di cui la fondazione sarebbe liberata con il piano di risanamento, e a mezzo dell’applicazione dell’istituto della risoluzione del rapporto di lavoro.

[40]   Con nota dell’11 aprile 2011, durante l’esame al Senato del D.L. 34/2011, il Governo ha precisato che la società ALES costituisce uno strumento operativo del Ministero per i beni e le attività culturali, pienamente rientrante nella fattispecie delle società in house, anche in virtù della citata disposizione della L. 69/2009. Inoltre, esiste già un accordo quadro tra il Ministero e la società ALES in base al quale il Ministero si avvale di personale, anche tecnico, già alle sue dipendenze, per l’affidamento di alcuni servizi strumentali, tra cui possono rientrare quelli di supporto tecnico al responsabile unico del progetto e altre attività esecutive complementari per la progettazione, l’affidamento e l’esecuzione del programma straordinario di interventi.

[41]    Specifica introdotta durante l’esame al Senato.

[42]    In origine, la quota minima di partecipazione patrimoniale per poter nominare un membro nel c.d.a. era il 12%, abbassato all’8% dall’art. 2, comma 3-bis, del D.L. 72 del 2004 al fine di favorire l’ingresso dei privati nelle fondazioni.

[43]    Il testo del D.L. prevedeva, altresì, la presenza di un organo monocratico di monitoraggio degli atti adottati dall’organo di gestione, nominato con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, con il compito di verificare la sostenibilità economico-finanziaria e la corrispondenza degli atti adottati con le indicazioni formulate dall’organo di indirizzo. L’organo era tenuto a inviare una relazione almeno bimestrale al MIBACT sull’attività svolta, secondo un prospetto definito con decreto del medesimo dicastero. L’incarico dell’organo monocratico era rinnovabile per non più di due mandati.

[44]    Merita comunque ricordare che il CCNL per i dipendenti dalle Fondazioni lirico-sinfoniche del 1° giugno 2000, rinnovato il 29 luglio 2003, prevede (articolo 1) che per l’assunzione dei lavoratori le Fondazioni si debbano attenere alle disposizioni legislative vigenti nonché a quelle previste dal CCNL stesso. In particolare, le assunzioni a tempo indeterminato di personale artistico avvengono di norma per concorso pubblico, fatta salva la possibilità per le Fondazioni di ricorrere a chiamate dirette per figure di vertice dell’organizzazione aziendale (o per l’assunzione di figure artistiche di alto valore professionale, sentita preventivamente la R.S.U.).  L’aver prestato servizio nella Fondazione con rapporti di lavoro a termine per un periodo complessivo non inferiore a 18 mesi senza aver dato luogo a contestazioni artistico-professionali  disciplinari costituisce titolo di preferenza, a parità di merito, nei concorsi per assunzioni a tempo indeterminato.

[45]    Decorsi i quali, se la Corte dei conti non si è ancora pronunciata, la certificazione si intende effettuata positivamente.

[46]    Si ricorda che il co. 6 dell’art. 3 del D.L. 64/2010 ha disposto che alle fondazioni lirico-sinfoniche continua ad applicarsi, fin dalla loro trasformazione in soggetti di diritto privato, l’articolo 3, quarto e quinto comma, della L. 426/1977, anche con riferimento ai rapporti di lavoro instaurati dopo la loro trasformazione in soggetti di diritto privato e al periodo anteriore alla data di entrata in vigore del D.Lgs. 368/2001.

Più specificamente, il quarto comma dell’art. 3 della L. 426/1977 ha vietato i rinnovi dei rapporti di lavoro che, in base a disposizioni legislative o contrattuali, comporterebbero la trasformazione dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato. Il successivo quinto comma ha sancito la nullità di diritto delle assunzioni attuate in violazione del divieto di cui al comma precedente, ferma la responsabilità personale di chi le ha disposte.

[47]    Il DM 23 febbraio 2012, recante il riparto del FUS per il 2012, ha stabilito che alle Fondazioni lirico-sinfoniche fosse assegnata una quota pari al 47%, per € 193.388.080. Per il 2013, il Decreto 111878 del 31 dicembre 2012, di ripartizione in capitoli delle unità di voto parlamentare relative al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2013 e per il triennio 2013-2015, reca, in corrispondenza del cap. 6621, somme per € 181.984.000.

[48]    Ai sensi dell’art. 15, co. 3, del DPR 233/2007, si tratta di: Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia; Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma; Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della città di Venezia e dei comuni della Gronda lagunare; Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale delle città di Napoli e della Reggia di Caserta; Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della città di Roma; Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della città di Firenze; Istituto superiore per la conservazione ed il restauro (che subentra all’Istituto centrale del restauro); Biblioteca nazionale centrale di Roma; Biblioteca nazionale centrale di Firenze; Centro per il libro e la lettura; Archivio centrale dello Stato.

[49]    L’art. 1 della L. 144/1999 ha previsto l’istituzione, presso le amministrazioni centrali e regionali, di propri nuclei di valutazione e verifica degli investimenti pubblici. Questi organismi, in raccordo fra loro e con il Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici, sono chiamati a garantire il supporto tecnico nella programmazione, nella valutazione e nel monitoraggio degli investimenti di ogni singola amministrazione. Il Regolamento di cui al DPCM 262/2012 ha poi disciplinato in particolare i nuclei di valutazione operanti presso le amministrazioni centrali dello Stato.

Quanto ai nuclei di valutazione e verifica degli investimenti pubblici costituiti presso le amministrazioni centrali e regionali si rinvia al seguente indirizzo, relativo al sito internet del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare: http://www.minambiente.it/home_it/menu.html?mp=/menu/menu_ministero/&m=Comitati_e_Commissioni.html|Commissione_COVIS.html|COVIS_Aree_tematiche_collegate_ad_attivita_del.html|AT_COVIS_I_Nuclei_di_Valutazione_e_Verifica_degli.html

[50]    Si tratta di diverse commissioni consultive per i seguenti ambiti di competenza: la musica, il teatro, la danza, i circhi e lo spettacolo viaggiante.

[51]    Gli oneri relativi all’articolo 14, comma 2, sono stati modificati nel corso dell’esame al Senato al fine di spostarne in avanti la decorrenza, a partire dal 2015 anziché dal 2014, come peraltro già espressamente indicato nella relativa tabella della Relazione tecnica al disegno di legge iniziale.

Disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali e del turismo

D.L. 91/2013 – A.C. 1628

Schede di lettura

Schede di letturaCapo I – Disposizioni urgenti per la tutela, il restauro e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano§      Articolo 1 (Disposizioni per la realizzazione del Grande Progetto Pompei e per la valorizzazione di altri luoghi della cultura in Campania) 5§      Articolo 2 (Inventariazione e digitalizzazione del patrimonio culturale italiano e programma “500 giovani per la cultura”) 24§      Articolo 2-bis (Esercizio del commercio in aree di valore culturale e locali nei quali si svolgono attività di artigianato e commercio tradizionali) 29§      Articolo 3 (Riassegnazione di fondi al Mibact per garantire la regolare apertura al pubblico degli istituti e dei luoghi della cultura) 31

§      Articolo 3-bis (Forum Unesco sulla cultura e sulle industrie culturali) 33

§      Articolo 3-ter (Valorizzazione dei siti Unesco) 34

§      Articolo 3-quater (Autorizzazione paesaggistica) 35

§      Articolo 3-quinquies (Conseguimento della qualifica di restauratore) 36

§      Articolo 4 (Recitazione di opere letterarie in alcuni luoghi della cultura, accesso aperto ai risultati di ricerche finanziate con fondi pubblici, unificazione di banche dati, prezzo dei libri, risorse per istituzioni culturali) 38

§      Articolo 4-bis (Decoro dei complessi monumentali e di altri immobili) 45

§      Articolo 4-ter (Valore storico e culturale del carnevale e di altre antiche tradizioni popolari e di ingegno italiane) 47

§      Articolo 5 (Autorizzazioni di spesa per “Nuovi Uffizi”, Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, Mausoleo di Augusto, nonché per interventi di tutela e per celebrazioni) 48

§      Articolo 5-bis (Contributo in favore del Centro Pio Rajna in Roma) 51

§      Articolo 5-ter (Contributo per il funzionamento del Museo tattile statale “Omero”) 53

§      Articolo 5-quater (Tutela dei siti Unesco in provincia di Ragusa) 54

§      Articolo 6 (Realizzazione di centri di produzione artistica e di musica, danza e teatro contemporanei; contributo annuale alla Fondazione MAXXI) 55

Capo II – Disposizioni urgenti per il rilancio del cinema, delle attività musicali e dello spettacolo dal vivo

§      Articolo 7 (Promozione della musica di giovani artisti e compositori emergenti e di eventi di spettacolo dal vivo) 63

§      Articolo 8 (Tax credit cinema e opere audiovisive, tavolo tecnico “Europa creativa”, licenze per esercitare sale cinematografiche) 69

§      Articolo 9 (Contributi allo spettacolo dal vivo) 74

§      Articolo 10 (Prosecuzione del funzionamento di enti vigilati o sovvenzionati dal MIBACT) 80

§      Articolo 11 (Interventi per le fondazioni lirico-sinfoniche e per gli enti che operano nel settore dei beni e delle attività culturali) 83

Capo III – Disposizioni urgenti per assicurare efficienti risorse al sistema dei beni, delle attività culturali

§      Articolo 12 (Agevolazioni per le donazioni di modico valore in favore della cultura e coinvolgimento dei privati nella gestione e valorizzazione dei beni culturali) 105

§      Articolo 13 (Organismi collegiali operanti presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e presso altri Ministeri) 107

§      Articolo 14 (Olii lubrificanti e accisa su alcool) 111

§      Articolo 15 (Norme finanziarie) 114

§      Articolo 16 (Entrata in vigore) 118

 

30 Settembre 2013

Si ripetono gli incidenti in palcoscenico della Scala. Esposto all’ASL

Filed under: Salute e Sicurezza — Lavoratoriscala @ 01:51

Milano 27 settembre 2013

Destinatario: ASL N1 di via statuto5, Milano.

All’attenzione di Cattaneo Giancarlo

Oggetto: esposto : Incidente 25 settembre 2013 .

Caduta lampadario Galà, Accademia al Piermarini.

Si ripetono gli incidenti in palcoscenico della Scala.

Il 25 settembre 2013 alle ore 10.30 é caduto un lampadario di scena che era sospeso nella torre scenica. Durante la messa a punto e preparazione tecnica per la prova del corpo di ballo dello prossimo spettacolo Gala’. Il lampadario appeso senza nessuna sollecitazione è piombato a terra in mezzo al palco. Diversi lavoratori si trovavano a pochi metri, ma per fortuna nessun danno alle persone. Solo un operatore delle pulizie che era molto vicino al punto di impatto del lampadario, ha accusato un piccolo malore per lo spavento. Le cause che hanno innescato l’ennesimo rischio grave per la salute e sicurezza dei lavoratori, sono: tempi stretti di produzione, assenza di procedure chiare, mancanza di dispositivi di sicurezza supplementari obbligatori per i carichi sospesi.

Si chiede verifica in cantiere.

Distinti saluti  Pierluigi Sostaro

Resp.salute e sicurezza C.U.B.informazione /spettacolo

logo_CUB                         lampadario Galà precipitato

27 Settembre 2013

“Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, recante disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali e del turismo”

Filed under: General — Lavoratoriscala @ 23:37
  • S.1014
    approvato

    25 settembre 2013
    Testi disponibili           Testo DDL 1014 (PDF PDF)
    1. Testo approvato 1014 (Bozza provvisoria) (PDF PDF)
    http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede_v3/Ddliter/testi/41869_testi.htm

    Conversione in legge del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, recante disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali e del turismo
    Approvato con il nuovo titolo
    “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, recante disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali e del turismo”

  • Vedi in dettaglio il link con le modifiche
  • ART.11 in giallo evidenziati gli emendamenti approvati dal senato; – in rosso le parti da cassare; – in grassetto corsivo i nostri emendamenti.

 

6 Settembre 2013

Fukushima mon amour. salvate il soldato Scala. Niente panico. La prima cosa da fare è…. scappare!

Filed under: General,Salute e Sicurezza — Lavoratoriscala @ 18:19
Siamo solidari con l’iniziativa dei coristi della Scala, (58,  per la precisione, che  rappresentano più della metà dell’organico) e che hanno espresso la loro preoccupazione prima di partire per Tokio.
Contestiamo chi l’aveva definita “strumentale”. In una lettera spedita al sindaco Pisapia (presidente onorario della Scala) e al Consiglio di amministrazione minacciarono di rifiutare la trasferta a meno di ottenere “certificazioni scritte da parte di organismi autorizzati dal Ministero della Salute e dall’Oms (l’organizzazione mondiale della sanità)”
Crediamo che le richieste erano legittime e adesso, con le recenti notizie dal Giappone possiamo solo sperare che non ci siano conseguenze pesanti per tutti i 400 lavoratori che si trovano li.
Restiamo perplessi davanti alla petizione che un gruppo di italiani residenti in Giappone, che davanti al problema giapponese, non sono obiettivi al vero pericolo che si corre in quel paese. Le notizie dei valori di contaminazione sono state stravolti e minimizzati al massimo.
La petizione  online, ricorda l’ignobile “fuga” del Maggio Fiorentino, presente in Giappone durante l’emergenza e rientrato in Italia senza onorare il resto del contratto, e per la quale sta raccogliendo le firme: “non vogliamo i coristi della scala in Giappone”.
Notizie http://it.euronews.com            05/09 18:47 CET

Una vera e propria cascata sotterranea che, passando per Fukushima, ne trascina in mare i detriti radioattivi. La fuga d’acqua contaminata dalla centrale giapponese, due anni fa colpita dallo tsunami, si arricchisce di nuovi particolari. Un video diffuso dal gestore Tepco rivela il transito di un corso d’acqua proprio sotto il reattore numero 1. Finora si è tentato di contenere i danni, ma limitarsi ad aspirarla si è rivelata una battaglia persa in partenza. In totale, le stime rivelano già la presenza di 400.000 tonnellate d’acqua contaminata da sostanze radioattive. Almeno 300 se ne riversano ogni giorno nel sottosuolo, per poi confluire nell’Oceano. Con l’annuncio alle porte del paese che ospiterà i Giochi Olimpici del 2020, il governo si è affrettato ad allentare i cordoni della borsa e a promettere un pronto intervento.

Appena pochi giorni fa, l’annuncio che una cifra pari ad oltre 35 milioni di euro sarà destinata alla costruzione di una “gabbia di ghiaccio”. Dei condotti d’acciaio pomperanno cioè un liquido refrigerante a 30 metri di profondità, ghiacciando così il suolo sottostante al reattore e isolandolo dai corsi d’acqua. Il via ai test è atteso non prima della metà di ottobre. I costi per la sola sperimentazione sono stimati all’equivalente di quasi 10 milioni di euro. Perché si passi alla fase operativa bisognerà però attendere fino a marzo 2015. Sul totale dell’operazione – per circa un terzo finanziata dalla Tepco che gestisce l’impianto – il governo ha approvato un contributo pari a quasi 250 milioni di euro. “Finora abbiamo lasciato che Tepco gestisse una buona parte dei lavori – ha detto il Ministro giapponese di economia, industria e commercio, Toshimitsu Moteghi -. D’ora in poi il governo prenderà in carico quelli più urgenti e fornirà il budget necessario. La speranza è che il nostro intervento contribuisca ad accelerare le procedure”. Rassicurazioni governative che precedono di poche ore la bacchettata a Tepco dell’autorità di controllo per l’energia nucleare. Ultimo rimprovero in ordine di tempo, quello di una comunicazione confusa sulla reale dimensione della contaminazione a Fukushima.

LA TEPCO AMMETTE DI AVER DELIBERATAMENTE UTILIZZATO RILEVATORI DI RADIAZIONI CHE FORNISCONO DATI INFERIORI ALLA REALTÀ: LE EMISSIONI RADIOATTIVE SONO STATE BEN PIÙ ALTE DI QUANTO DICHIARATO

fonte     http://www.naturalnews.com/041881_fukushima_radiation_leaks_deception.html

5 Settembre 2013

Conversione in legge del decreto legge ‘Valore Cultura’ n.91 dell’8 agosto 2013 recante “disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali e del turismo”.

Filed under: General — Lavoratoriscala @ 12:52

Ieri in sede referente si è riunita la 7° Commissione del Senato (Istruzione pubblica,beni culturali,ricerca scientifica,spettacolo e sport) per esaminare il disegno di legge n. 1014 concernente la conversione in legge del decreto legge ‘Valore Cultura’

Governo Italiano - torna alla pagina principale  Presidenza del Consiglio dei MinistriConsiglio dei Ministri n.18

2 Agosto 2013

La Presidenza del Consiglio comunica che:
Il Consiglio dei Ministri si è riunito oggi alle ore 10.30 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Enrico Letta. Segretario il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Filippo Patroni Griffi.

Fondi per il rilancio delle Fondazioni lirico-sinfoniche
La norma serve a risanare la situazione debitoria delle Fondazioni lirico-sinfoniche. È previsto un iter speciale a richiesta delle Fondazioni in stato di crisi che potranno accedere a un fondo di 75 milioni di euro, che sarà gestito da un commissario straordinario.
Le Fondazioni, per accedere al fondo, dovranno:

  • presentare entro 90 giorni un piano industriale di risanamento;
  • ridurre fino al 50% del personale tecnico amministrativo;
  • interrompere i contratti integrativi.

Il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, per salvaguardare i lavoratori, ha previsto la possibilità di trasferimento nelle varie sedi territoriali di Ales spa del personale tecnico amministrativo in esubero fino al 50%.
Cambia la governance: si stabilirà l’obbligo del pareggio di bilancio e l’applicazione delle norme del codice dei contratti pubblici.

Verrà introdotto l’obbligo di cooperazione tra le fondazioni e di condivisione di programmi e spettacoli.

4 Settembre 2013

Risposta dell’ASL di Milano riguardante gli esposti per gli infortuni.

Filed under: General,Salute e Sicurezza — Lavoratoriscala @ 22:59

LA RISPOSTA DELL’ASL AGLI ESPOSTI DELLA CUB SUGLI INCIDENTI DELLA SCORSA STAGIONE: La responsabilità è del sovrintendente.

vedi documento/fax :   asl scala 25 luglio 2013
3d abstract running doctors

 

29 Agosto 2013

SICUREZZA PER GLI OPERAI DEGLI SPETTACOLI LIVE. Mai più morti sotto i palchi!

Filed under: General — Lavoratoriscala @ 01:27
    1. Petizione lanciata da Paola Armellini     paolaarmellini
    2. …in vista del 1° maggio -Paola Armellini-
    3. A seguito degli incidenti avvenuti negli ultimi 18 mesi nel settore degli spettacoli live il problema della sicurezza sul lavoro è diventato imprescindibile. Paola Armellini (nella foto), madre di Matteo, rigger morto il 5 marzo 2012 a Reggio Calabria, chiede di intervenire affinché siano finalmente emanate leggi adeguate a tutela degli operai costretti a svolgere il loro lavoro in condizioni di scarsa sicurezza o addirittura in assenza completa di idonee misure preventive. Firma la petizione sul sito Change.org 
    4. “Dopo un anno e mezzo dalla morte di mio figlio, durante il montaggio del mega palco per il concerto di Laura Pausini, niente è cambiato. Lo dimostra l’ennesima recente tragedia: solo un mese fa Khaled Farouk Abdel Hamid ha perso la vita durante lo smontaggio del concerto dei Kiss, così come era accaduto a Francesco Pinna durante i lavori d’allestimento del palco di Jovanotti, tre mesi prima della morte di Matteo.”Rigger, scaffolder, facchini, sono tutti “lavoratori invisibili”!Operai specializzati adibiti a costruire e gestire le strutture per i grandi eventi live, come i concerti con turni di lavoro illimitati, esasperati dalla necessità di rispettare le consegne programmate, e con personale insufficiente. Condizioni rese ancor più “ad alto rischio” dalla mancanza di revisione dei materiali assemblati e da un’ organizzazione dei cantieri basata più sulla consuetudine che sulle regole e sulle leggi; una prassi che non rispetta la gerarchia formale e sostanziale dei ruoli operativi. Quello dei concerti è un business milionario, l’unico nel mercato della musica in grado di assicurare, ancora oggi, i massicci guadagni di una volta. Una “spettacolarità” ottenuta grazie a strutture che possono superare i 50 metri d’altezza e le 70 tonnellate di peso. È un “gigantismo” che, in mancanza delle necessarie attenzioni progettuali e di una adeguata organizzazione dei cantieri, garantisce certo agli organizzatori un grande risparmio, ma a spese della sicurezza dei lavoratori.E’ ora di dire basta ai morti sotto i palchi!Chiediamo che le norme sulla sicurezza del lavoro e le norme sulle costruzioni attualmente in vigore (D.lgs. 81/08 e DM Infrastrutture 14/01/2008), siano integrate con le seguenti proposte:      Normativa contrattuale  specifica per i Lavoratori dello Spettacolo Live, che tenga conto delle diverse mansioni e riconosca il lavoro ad alto rischio; Istituzione di un ufficio tecnico nazionale che esamini preventivamente i progetti strutturali e i progetti  della sicurezza dei cantieri per gli spettacoli live; Sospensione immediata e sequestro delle attrezzature per gli spettacoli organizzati in mancanza dell’autorizzazione dell’ufficio tecnico di cui al punto precedente; Copertura assicurativa a carico del committente o datore di lavoro; Verifica dell’idoneità delle location che accolgono le strutture da montare; Programmazione degli eventi stabilita in base a turni e giornata lavorativa adeguati; Obbligo di registrazione dei nominativi dei lavoratori presenti; Reperibilità h24 degli organi competenti preposti (ASL e Ispettorato del Lavoro); Regolamentazione del sistema di scatole cinesi (appalti e subappalti) che lega società di produzione, promoter, service e cooperative nella gestione di tour e spettacoli live.

      Le morti sul lavoro sono una piaga sociale che non risparmia alcun settore e ci riguarda tutti!

      E’ probabile che queste proposte non siano sufficienti ad evitare in futuro tragedie come quelle di Matteo, Khaled e Francesco. Ma una maggiore attenzione da parte delle istituzioni costituirebbe almeno un primo segnale positivo a tutela di giovani “dimenticati” e un passo concreto affinché questi operai non rimangano “fantasmi del palcoscenico”.

      26 agosto 2013

    5. Questa petizione sarà consegnata a:

      Ministero del Lavoro
      Enrico Giovannini
      Presidenza del consiglio
      Enrico Letta
      Presidenza della Camera
      Laura Boldrini
      Presidenza del Senato
      Pietro Grasso
      Presidente della Repubblica
      Giorgio Napolitano

30 Luglio 2013

Licenziamenti al Carlo Felice. Scontri in Comune e una possibile occupazione del Teatro

Filed under: Articoli stampa,General — Lavoratoriscala @ 23:39

La Cub / Info. del Teatro alla Scala CONTRO I LICENZIAMENTI esprime sentitamente solidarietà ai lavoratori del Teatro dell’Opera di Genova

  • Genova: via a licenziamenti Carlo Felice, lavoratori sul piede di guerra  30 Luglio 2013 – 11:47

    (ASCA) – Torino, 30 lug – Assemblea questa mattina al teatro Carlo Felice di Genova dopo la doccia gelata del cda di ieri che ha deciso, primo caso nelle fondazioni dei teatri d’opera, di dare il via i licenziamenti. Un provvedimento, approvato ieri sera dopo che nei giorni scorsi l’assemblea dei lavoratori aveva fatto slittare a settembre il voto sull’intesa per i contratti di solidarieta’. Da domani 48 dipendenti (12 orchestrali, 11 coristi, e altrettanti amministrativi, 12 tecnici e due maestri collaboratori) su 275 complessivi riceveranno le lettere di fine rapporto. ”La scelta – e’ scritto in una nota – si e’ resa necessaria per mantenere in equilibrio i conti della Fondazione, in mancanza di un accordo sindacale con il ricorso a contratti di solidarieta’, un accordo gia’ raggiunto tra il Teatro e quattro organizzazioni sindacali che non e’ stato pero’ sottoposto al giudizio dei lavoratori. Si e’ ritenuto necessario non procrastinare tale scelta per non mantenere l’Ente in una situazione di incertezza ormai non sopportabile. La procedura di mobilita’ – precisa la nota – prevede in ogni caso un percorso che sara’ seguito dalla Fondazione nel pieno rispetto delle norme e che potra’ essere interrotto dal raggiungimento di un accordo capace di garantire all’Ente un eguale effetto economico”. La decisione di ieri ha registrato una spaccatura sostanziale nel cda con tre voti favorevoli, quello del sindaco Marco Doria, il commercialista Stefano Franciolini, e Silvio Ferrari, nominato dallo stesso sindaco, due astenuti, Mario Orlando indicato da Finmeccanica e Patrizia Conti, un voto contrario, quello del vicepresidente Mario Mennini. Mentre non e’ stato conteggiato un altro voto contrario, quello di Sergio Manfredi, che ha lasciato la riunione in anticipo. Ora la procedura prevede 45 giorni di tempo per trovare una soluzione alternativa con i sindacati. I toni di questa mattina sono molto caldi e non si esclude la minaccia dello sciopero ad oltranza. ”E’ in atto un vergognoso ricatto – commenta Nicola Lo Gerfo segretario provinciale Fials, il sindacato auttonomo piu’ rappresentativo tra gli orchestrali – : come due anni fa con la liquidazione coatta amministrativa vogliono farci accettare i contratti di solidarieta’. Quei contratti sono stati un fallimento e la loro eventuale proroga portera’ al suicidio del Carlo Felice. Cosi’ come ha sottolineato lo stesso presidente Anfols (Associazione Nazionale delle Fondazioni Liriche e Sinfoniche , ndr) e sovrintendente del Teatro Regio, Walter Vergnano, il pubblico genovese sta emigrando verso Torino”. Lo Gerfo, che oggi pomeriggio consegnera’ una lettera al sindaco Doria, dai toni prevedibilmente molto polemici, insiste sulla sua proposta che precisa ”non e’ una provocazione”: ”siamo disponibili a sacrificare una parte dello stipendio purche’ il teatro rimanga aperto”. Critico sui ‘cds’ anche Roberto Conti, segretario nazionale dell’altro sindacato autonomo, lo Snater che pure ha firmato l’ipotesi di intesa con Cgil, Cisl e Uil: ”Riducono la produttivita’ con l’aggravante che questa dirigenza non e’ neppure in grado di gestire l’accordo: e’ totalmente screditata”. Conti sottolinea che la riduzione di personale ”e’ completamente folle”, con un organico gia’ sotto di 50 unita’ sulla pianta ufficiale di 325 dipendenti, che e’ gia’ la piu’ piccola della penisola. ”Il 3 agosto – sottolinea Conti – dovremmo fare un concerto a Pietrasanta, e’ ordinaria mministrazione, e richiede l’assunzione di una dozzina di coristi. Con la procedura di mobilita’ questo non sara’ piu’ possibile”. eg/res

    I lavoratori del Carlo Felice e gli operai di Aster insieme, scontri a Tursi

    martedì 30 luglio 2013
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    I lavoratori del Carlo Felice e gli operai di Aster insieme, scontri a Tursi

    GenovaLa paura di perdere il lavoro ha portato i lavoratori del Carlo Felice e gli operai di Aster  a cercare di entrare in un Palazzo Tursi blindato mentre al secondo piano si svolgeva il consiglio comunale sul bilancio 2013. E’ finita con qualche spintone tra polizia, carabinieri e lavoratori. Due vigili lievemente feriti.

    Da una parte gli operai della municipalizzata che si occupa delle ristrutturazioni e che contestano la possibile privatizzazione e dall’altra gli orchestrali del Teatro Carlo Felice sui quali incombono 48 esuberi oltre ai contratti di solidarietà.

    Inutili le mediazioni, le proposte di far salire delegazioni per parlare con il sindaco Doria. ”Questa è la casa del popolo – hanno detto i lavoratori – e loro non fanno entrare il popolo. E’ gente, questa, che ha votato Doria e adesso Doria non vuole parlare con loro”.

    I lavoratori improvvisano anche un corteo: andranno fino in prefettura, poi una volta davanti a palazzo Lomellini, rinunciano e proseguono. Girano attorno a piazza Corvetto, bloccano il traffico, imboccano via Roma contromano costringendo una macchina della polizia, una dei carabinieri, un pullman enorme e un’autoscala dei pompieri a fare manovre incredibili per passare. Tornano davanti a palazzo Tursi dove, si dice, sta per scendere il sindaco.

    Ma Doria non si vede. E loro ripartono in corteo, sempre con lo stesso striscione in testa. Prima sosta, sotto un sole cocente, davanti al Teatro Carlo Felice per un abbraccio di solidarietà, poi in piazza De Ferrari, poi ancora a Tursi stremati per la canicola, carichi di rabbia. E lì aspetteranno ancora.

    Nel pomeriggio, una nota dell’amministrazione comunale stigmatizza soprattutto quel breve momento di tensione tra lavoratori e quel presidio che non molla il portone di Tursi: ”L’apertura al pubblico dei lavori del Consiglio comunale, così come il confronto non sono in discussione – si legge nella nota -. Ciò che non può essere accettato è che venga impedito al Consiglio comunale di svolgere la propria funzione democratica”.

    Carlo Felice, venti di guerra sindacati divisi e proteste

    Dipendenti in assemblea permanente dopo la comunicazione delle 48 lettere di mobilità. Oggi nuove proteste in consiglio: la Fials invia una lettera di “licenziamento” al sindaco, i confederali e lo Snater cercano di riaprire la trattativa sui contratti di solidarietà

    Assemblea permanente dei dipendenti. Questa la risposta delle maestranze del Carlo Felice alla decisione del consiglio d’amministrazione che ieri sera ha votato l’avvio delle procedure di mobilità. Questa mattina i rappresentanti sindacali che avevano siglato il protocollo d’intesa con la direzione si sono riuniti per fare il punto e formulare una strategia da portare ai dipendenti, presumibilmente domani. A parte si sono incontrati i lavoratori aderenti alla Fials che ieri avevano dato vita ad una manifestazione spontanea a Tursi e che contano di tornare a Tursi in giornata. Tra le loro inziiative, una lettera al sindaco Marco Doria una lettera di ‘licenziamento per giusta causa’ con effetto immediato, “in attesa che analogo provvedimento venga adottato nei suoi confronti da parte di tutti i cittadini di Genova”.
    Secondo i lavoratori del Teatro genovese, “si è interrotto il rapporto fiduciario con il primo cittadino”.

    I sindacati confederali SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UIL-UILCOM, SNATER, firmatari dell’ipotesi di accordo che prevedeva i contratti di solidarietà, in una nota unitaria  “esprimono il fermo ed inequivocabile dissenso” verso la scelta della mobilità e segnalano che, “nonostante la posizione di stallo” avvenuta dopo l’assemblea che ha denunciato l’intesa, insistono: andare avanti su quella strada. “Crediamo sia necessario tenere i nervi saldi e cercare con coerenza e tenacia di riprendere le tematiche dell’ipotesi di accordo del 17 luglio scorso

    – si legge –  Cercheremo il rapporto con le lavoratrici e  i lavoratori del Teatro Carlo Felice e al CdA della Fondazione consigliano con fermezza di scegliere la strada della trattativa come unica soluzione possibile per evitare gli esuberi”.  E si dicono subito disponibili ad un incontro con il sindaco per “riprendere il percorso per ora interrotto” .

10 Luglio 2013

AMIANTO – NEWS

Filed under: General — Lavoratoriscala @ 20:14

Protesta contro l’INAIL

Una recente protesta ontro l'inail

Una recente protesta ontro l’inail

15 maggio 2013: MANIFESTAZIONE OPERAIA CONTRO L’INAIL
Contro le vittime dell’amianto, l’INAIL si comporta peggio di un’assicurazione privata.
Con la legge 257 del 1992 l’amianto è stato messo fuorilegge.
Per i lavoratori ex esposti amianto a rischio di patologie asbesto correlate, con un’aspettativa di vita minore di circa 10 anni rispetto al resto della popolazione, la legge prevedeva insieme alla sorveglianza sanitaria gratuita, un risarcimento chiamato “benefici previdenziali” che permetteva loro andare in pensione un po’ prima perché morivano, e continuano a morire, prima degli altri cittadini. Ora con la riforma Fornero questa legge è stata vanificata.
L’INAIL, ente che deve riconoscere e indennizzare le malattie professionali derivanti dall’amianto, ha tutto l’interesse a non farlo agendo in palese conflitto di interessi. Comportandosi peggio di un’assicurazione privata l’INAIL risparmia sulla pelle dei lavoratori e costringe le vittime dell’amianto a lunghe e dispendiose cause legali. Infatti l’ammontare delle disponibilità liquide parcheggiate nella tesoreria di stato dall`Inail è un tesoretto di 17 mld (miliardi di euro). Per questo il nostro Comitato, insieme a tutte le associazioni e comitati delle vittime, da anni si batte per ottenere un organismo terzo che riconosca le malattie professionali.
In molte ex fabbriche, ora dismesse, sono provati dai documenti dell’ASL la presenza d’amianto e il rischio a cui sono stati sottoposti i lavoratori ex esposti amianto.
Emblematico è il caso della Breda Fucine di Sesto San Giovanni, fabbrica in cui ci sono stati più di cento morti per malattie derivanti dall’amianto e dove sono morte anche alcune mogli per aver lavato le tute dei mariti. Solo a pochissimi ex lavoratori è stata riconosciuta la malattia professionale e l’esposizione all’amianto. Ad altri che lavoravano nella stessa fabbrica, nello stesso capannone, con la stessa mansione, ad un metro di distanza l’uno dall’altro (ad es. saldatori), divisi solo da una riga gialla che delimitava il reparto di appartenenza, l’INAIL, con cavilli e pretesti, continua a negare la certificazione di esposizione all’amianto.
E questo nonostante la documentazione prodotta all’INAIL e le sentenze passate in giudicato contro l’INPS (l’ente che deve pagare i contributi previdenziali) che riconoscono l’esposizione all’amianto.
Dopo mesi di lotte e di trattative in cui l’Inail si era dichiarata disponibile a risolvere il contenzioso sui “benefici previdenziali” per gli ultimi 19 ex lavoratori esposti amianto è arrivata la risposta negativa. Per i burocrati dell’INAIL, le “sentenze prodotte non sono confortate da atti a valenza probatoria (rilevazioni, indagini ambientali, fatture di acquisto) ”, falsità che i processi hanno evidenziato riconoscendo le ragioni dei lavoratori.
Noi faremo sentire forte la nostra voce e la nostra presenza anche con forme di lotta eclatanti. Per questo abbiamo organizzato una giornata di lotta contro l’Inail regionale a Milano Porta Nuova n. 19 mercoledì 15 maggio 2013 dalle ore 10.00 alle 12.30 e invitiamo la stampa e i mass media ad essere presenti per informare l’opinione pubblica dell’iniziativa di lotta contro l’INAIL.
LE VITTIME MANIFESTANO CONTRO L’INAIL
Forte protesta delle vittime dell’amianto
Le vittime protestano contro l’INAIL regionale della Lombardia
Un nutrito gruppo di lavoratori e vittime dell’amianto ha protestato questa mattina contro l’atteggiamento antioperaio dell’Inail, che da tempo nega i diritti ai lavoratori esposti all’amianto.
L’Inail e l’Inps costringono le vittime a lunghe e costose cause per il riconoscimento di quanto gli sarebbe dovuto con processi che arrivano fino in cassazione, con grave sperpero di denaro pubblico che paghiamo tutti noi e non i direttori e i burocrati di questi enti.
Stanche delle lungaggini burocratiche, le vittime dell’amianto hanno deciso di portare la loro rabbia e la loro protesta direttamente dentro il palazzo.
I lavoratori e le lavoratrici, insieme ai famigliari delle vittime, “armati” di fischietti, coperchi di pentole, campanacci e sirene hanno tentato di occupare l’atrio della sede regionale Inail in Corso di Porta Nuova, subito bloccati dalla polizia.
La rumorosa protesta è continuata quindi fuori dal palazzo ed ha avuto la solidarietà di lavoratori dell’Inail, di utenti e passanti che hanno espresso il loro sostegno a chi lotta per i propri diritti e per avere giustizia.
La protesta ha costretto il direttore regionale dell’Ente, dott. Aniello Spina, a ricevere una delegazione di 4 lavoratori e ad annunciare la riapertura della trattativa diretta tra l’Ente e il nostro Comitato, per rivedere tutti i 19 casi rigettati dall’INAIL (tra cui anche quelli dei lavoratori che hanno già vinto in tribunale ma che l’INAIL, finora, si ostinava a non riconoscere).
Il Comitato ha ribadito comunque che le parole non bastano, che ci vogliono i fatti e che, visto l’atteggiamento tenuto finora verso le vittime, le proteste continueranno fino alla risoluzione dei problemi per tutti i lavoratori.
Durante l’incontro con i vertici INAIL e la delegazione del Comitato, abbiamo girato un video dell’incontro che renderemo pubblico.
Una volta di più, possiamo quindi affermare che LA LOTTA PAGA! 
Sesto S. Giovanni, 15/05/2013
Pubblichiamo la lettera spedita a tutti i singoli capigruppo del Senato della Repubblica da parte del Coordinamento delle Associazioni e Comitati, di cui fa parte anche il nostro il “Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio”.
AL SENATORE CAPO GRUPPO DEL PARTITO
SENATO DELLA REPUBBLICA ROMA
Oggetto: sostegno al pdl n 8 “Norme a tutela dei lavoratori, dei cittadini e dell’ambiente dall’amianto, nonché delega al Governo per l’adozione di un testo unico in materia di amianto”
Il presente Coordinamento nazionale delle associazioni degli ex esposti e delle vittime dell’amianto fa presente che il 15 marzo scorso è stato presentato il PDL n. 8 (Casson e altri): “Norme a tutela dei lavoratori, dei cittadini e dell’ambiente dall’amianto, nonché delega al Governo per l’adozione di un testo unico in materia di amianto”.
Tale progetto di legge è frutto dell’impegno e del lavoro, oltre che dei firmatari, delle associazioni che lottano perchè l’amianto venga eliminato dal territorio nazionale e perché tutti problemi derivati dalla sua presenza vengano affrontati e risolti. Si tratta di problemi di ordine sanitario, ambientale e risarcitorio che sono stati messi particolarmente in luce nei molti processi in corso, in particolare quello contro la multinazionale ETERNIT di cui il 6 giugno è stata pronunciata la sentenza dalla Corte d’Appello di Torino, e di cui si è a lungo dibattuto nella Seconda Conferenza Nazionale, organizzata dal precedente Governo dal 22/24 novembre 2012 a Venezia.
Il progetto di legge 8 è, a nostro avviso, la sintesi di tutti i problemi che riguardano l’amianto ed propone le relative e necessarie soluzioni. Il progetto di legge indica anche i costi degli interventi sanitari, di bonifica e di risarcimento delle vittime e degli ex esposti e le modalità di farvi fronte.
Chiediamo pertanto al Vostro Gruppo di prenderlo in seria considerazione e di farlo Vostro sia con la firma di uno o più senatori, sia impegnandoVi a farlo discutere nelle Commissioni competenti per accelerare i tempi della sua approvazione.
Vi ringraziamo per l’attenzione e, in attesa di un cortese cenno di risposta, Vi inviamo i nostri migliori saluti

DIFESA DELLA SALUTE, UN NUOVO LIBRO

Nel mese di luglio 2013, è stato pubblicato da Aracne editrice S.r.l. Ariccia (Rm) il libro “La Triade interattiva del mondo inquinato contro la salute”, del prof. Giancarlo Ugazio. Riportiamo la presentazione di Michele Michelino.

Morti di progresso

Anni di lotte operaie contro la nocività in fabbrica, e successivamente nel territorio, ci hanno insegnato che la prevenzione primaria e la rimozione delle sostanze cancerogene e nocive che provocano le patologie costituiscono la vera tutela della salute.

Nella “civile” Italia si continua a morire di lavoro e per il lavoro, si continua a morire per il profitto e in nome del “progresso”.

Una delle cause è la ricerca del massimo profitto da parte di imprenditori senza scrupoli e la colpevole complicità di governi, amministratori pubblici, uomini politici, sindacalisti che in nome della ragione di stato accettano come
inevitabile e normale che molte persone, degli esseri umani, si ammalino e muoiano ogni giorno in nome del “progresso”. Ormai anche per chi dovrebbe essere preposto alla tutela della salute; in particolare i “rappresentanti dei lavoratori”, cioè i sindacati, la tutela della salute dei lavoratori non è più una priorità.

Siamo tornati indietro di 66 anni. Nell’ormai lontano 1947 l’Organizzazione Mondiale della Sanità così dichiarava riguardo al diritto alla salute: “Gli Stati partecipanti alla presente costituzione dichiarano, conformemente alla Carta delle Nazioni Unite, che alla base della felicità dei popoli, delle loro relazioni armoniose e della loro sicurezza, stanno i principi seguenti: la sanità è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non consiste solo in un assenza di malattia o d’infermità.

Il possesso del migliore stato di sanità possibile costituisce un diritto fondamentale di ogni essere umano, senza distinzione di razza, di religione, d’opinioni politiche, di condizione economica o sociale. La sanità di tutti i popoli è una condizione fondamentale della pace del mondo e della sicurezza; essa dipende dalla più stretta cooperazione possibile tra i singoli e tra gli Stati.

I risultati raggiunti da ogni Stato nel miglioramento e nella protezione della sanità sono preziosi per tutti. La disparità nei diversi paesi per quanto concerne il miglioramento della sanità e la lotta contro le malattie, in particolare contro le malattie trasmissibili, costituisce un pericolo per tutti. Lo sviluppo sano del fanciullo è d’importanza fondamentale; l’attitudine a vivere in armonia con un ambiente in piena trasformazione è essenziale per questo sviluppo. Per raggiungere il più alto grado di sanità è indispensabile rendere accessibili a tutti i popoli le cognizioni acquistate dalle scienze mediche, psicologiche ed affini. Un’opinione pubblica illuminata ed una cooperazione attiva del pubblico sono d’importanza capitale per il miglioramento della sanità dei popoli. I governi sono responsabili della sanità dei loro popoli; essi possono fare fronte a questa responsabilità, unicamente prendendo le misure sanitarie e sociali adeguate”.

Gli stessi articoli della Costituzione italiana, come l’art. 32 che recita: “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività” – insieme all’art. 41, II° comma – che dichiara che l’iniziativa economica privata, pur essendo libera, “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”, sono completamente disattesi e inapplicati.

Oggi l’unico diritto riconosciuto dallo Stato è quello degli industriali a fare
profitti sulla pelle degli esseri umani. Non possiamo accettare senza combattere che milioni di lavoratori, le loro famiglie e i cittadini continuino
ad essere sottoposti al pericolo di contrarre malattie derivanti da sostanze
cancerogene e da agenti patogeni ambientali, come è stato ed in molti casi succede ancora.

Le nuove malattie dovute al progresso non sono inevitabili. E’ ormai dimostrato che i nuovi prodotti, le nuove merci costruiti con nuove sostanze e nuovi materiali nei processi produttivi e messi sul mercato, senza essere stati testati o collaudati riguardo ai loro effetti sulla salute sono portatori di nuove
patologie. Facciamo un esempio. Da decenni tutti i governi italiani che si sono
succeduti – dopo aver calpestato e offeso anche l’art. 11 della Costituzione
che recita “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” – importano rottami di metalli ferrosi provenienti da tutto il mondo da fondere e riusare per l’industria nazionale. In particolare metalli e materie prime provenienti dalle zone dove si sono svolte le “nostre” “missioni di pace” (l’ipocrisia chiama così le guerre moderne) sotto l’egida dell’ONU e della NATO.

Prima si distruggono, si inquinano gli esseri umani e la natura con le bombe e i proiettili ad uranio impoverito, poi si importano a poco prezzo i rottami di metalli contaminati senza alcun controllo alle frontiere. Così, dopo aver ammazzato all’estero, si riportano a casa veleni e cancerogeni che faranno ammalare e morire anche la propria popolazione.

La vita e l’umanità di certi imprenditori non è dettata dai battiti del cuore ma dalla velocità con cui il capitale, sfruttando i lavoratori, si valorizza. La perdita di vite umane nel processo produttivo, nel conflitto fra capitale e lavoro, è considerata “fisiologica” dal sistema, e le nuove malattie che colpiscono lavoratori e cittadini rappresentano la possibilità di nuovi affari per le multinazionali farmaceutiche.

Il progressivo tentativo di smantellamento della sanità pubblica a favore di quella privata va in questa direzione. Togliere il controllo delle ASL sulle industrie e sui cittadini passandolo alle società di certificazione privata nel settore degli elevatori/ ascensori, ad esempio, l’ispezione e le verifiche sugli impianti non viene più fatta dai tecnici ex Ispesl ora passati all’Inail, né da quelli dell’Arpa, ma da società di professionisti ) è un ulteriore passo verso la privatizzazione e la commercializzazione della sicurezza.

Le malattie professionali diluiscono le morti nel tempo e, per esposizione o contatto con sostanze nocive e cancerogene nel processo di produzione, l’ILO stima che ogni anno perdano la vita circa 438.000 lavoratori, cifra senz’altro in difetto rispetto alla realtà.

L’amianto, in particolare,è responsabile della morte di 100.000 persone l’anno (più di 4.000 nella sola Italia), mentre la silicosi continua a colpire milioni di lavoratori e pensionati nel mondo.

Dietro il sistema democratico che professa l’uguaglianza dei cittadini si nasconde la brutalità e la violenza di un sistema che, attraverso leggi che santificano il profitto, concede l’immunità e la licenza di uccidere in nome del “libero mercato” e del “progresso”.

Anche se ogni tanto succede che alcuni padroni responsabili delle morti di lavoratori vengono condannati, non si è mai visto in Italia un imprenditore o un politico riconosciuto colpevole di omicidio colposo andare in galera.

Quando un operaio viene ucciso sul posto di lavoro a causa di un infortunio o malattia professionale, una volta risarcite le vittime e le famiglie o – in caso di processo – risarcite le parti civili per toglierle di mezzo, cala il silenzio. E attraverso i cavilli legali, i ritardi consueti della macchina della giustizia o si finisce in prescrizione e si assiste a pene irrisorie. Ancor peggio succede per i cittadini colpiti dalle sostanze nocive e cancerogene usate nell’industria e disperse nell’aria, nell’etere e nelle falde acquifere.

Il rapporto con i lavoratori e i cittadini ha contribuito a rafforzare la battaglia per la prevenzione primaria. Con questo nuovo libro – che approfondisce e sintetizza le conoscenze sulle cause dell’ambiente inquinato, sulla Sensibilità Chimica Multipla che comporta la perdita di tolleranza ai veleni ambientali e chimici, sull’allargamento della ricerca riguardo alle patologie asbesto correlate, alla ricerca sui campi elettromagnetici – chi lotta in difesa della salute e dell’ambiente ha un’arma in più.

Al professor Giancarlo Ugazio, scienziato non in vendita, membro onorario del nostro Comitato e compagno di tante battaglie al fianco di lavoratori e cittadini, va quindi una volta di più la nostra stima e totale riconoscenza.

Michele Michelino Presidente del

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

(michele.mi@inwind.it)

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7 Luglio 2013

Beni culturali, la mappa del disastro: cinema, teatri e musei a rischio chiusura

Filed under: Articoli stampa — Lavoratoriscala @ 22:31
http://www.repubblica.it            6 luglio2013

Tax credit, tagli al Fus, blocco del turnover per il personale: gli effetti della spending review nella cultura minacciano alcune delle principali istituzioni italiane. Il ministro cerca di ottenere sostegno anche dal capo dello Stato, ma intanto cresce la protesta

ROMA – Il cinema sulle barricate per la beffa del tax credit decurtato, i teatri a rischio chiusura per i nuovi tagli imposti dalla spending rewiev, i musei e il Colosseo che chiudono per la protesta dei custodi. Ma anche le fondazioni liriche sull’orlo del collasso, il monito dell’Unesco a Pompei, la Reggia di Caserta allo sfascio, i Bronzi di Riace senza museo. Nell’anno della crisi nera, mentre si moltiplicano gli appelli al governo perché si punti su turismo e cultura per la rinascita Paese, è una mappa che sembra fatta tutta di buchi e disastri quella del patrimonio artistico italiano.
Con un ministero in affanno nel tentativo di contenere le perdite, costretto a stringere la cinghia al punto da non avere i soldi per saldare le bollette della luce. Poco incline agli annunci, il neo ministro Bray ha però bussato alla porta del presidente del consiglio, e ieri anche a quella del presidente Giorgio Napolitano. L’idea è quella di un intervento governativo per il settore, che dovrebbe essere annunciato dallo stesso presidente del consiglio, a metà luglio, nella sede della stampa estera.
Ma quanto questo impegno potrà essere concreto in termini finanziari non è ancora chiaro. Di certo ci sono settori che non possono aspettare, come le fondazioni liriche – in prima fila il Maggio Musicale fiorentino e il Carlo Felice di Genova – per le quali si studia un decreto o una modifica dell’attuale regolamento. Mentre un po’ dappertutto comincia a montare la rivolta. E nella sede del Collegio romano ci si prepara a un’altra settimana ‘calda’, fitta di incontri anche con i sindacati, il primo lunedì 8 per musei e siti culturali.
Cinema – Il settore del cinema è in subbuglio per il taglio del Tax credit, che è appena stato rinnovato per il 2014 ma per una cifra che dagli iniziali 80 milioni è stata ridotta a 30. A questo si aggiungono i tagli del Fondo Unico per lo spettacolo, che per il 2013 è stato ridotto del 5,2% (per un totale di 72,4 milioni di euro). “Soluzioni o boicottiamo Venezia” grida oggi da Taormina il mondo del cinema.
Fondazioni liriche – Le 14 Fondazioni liriche italiane hanno accumulato complessivamente 330 milioni di euro di debiti iscritti in bilancio a fronte di una situazione patrimoniale attiva non rosea. In prima fila il Maggio fiorentino, per il quale si sta cercando di evitare la soluzione estrema della liquidazione, perorata dal commissario Francesco Bianchi e dal sindaco Matteo Renzi. Bray propende invece per un intervento strutturale. Ma tra le situazioni più a rischio c’è anche il Carlo Felice di Genova con un deficit di 3 milioni per il 2013 e grandi difficoltà nel pagamento degli stipendi così come Bologna.
Per aiutare le amministrazioni in crisi il Mibac ha anticipato a tutti il saldo del Fus che è stato anche ‘salvato’ dalla minaccia di un ulteriore taglio previsto dalla spending review e che per il 2013 ammonta complessivamente a 183,2 milioni di euro (-5,3% rispetto al 2012).
Teatri – Il settore è in subbuglio per la minaccia di un taglio dei contributi diretti (Fus) imposto al ministero dalla spending review con un intervento che limiterebbe anche le attività dei teatri, creando difficoltà per esempio, alla rinomata scuola de Il Piccolo teatro di Milano. Ora il contributo Fus 2013 per il teatro è di 62,5 milioni di euro (-5,3% rispetto al 2012). “Così si chiude”, lamentano i 68 teatri stabili italiani. La soluzione forse da un emendamento.
Istituti culturali e musei – I contributi pubblici 2013 assommano a 14,6 mln. Il 18% in meno rispetto al 2009 (dati Mibac). In Italia, tra pubblico e privato, statale e locale, ci sono quasi 5mila tra musei e siti culturali (secondo dati Confcultura abbiamo un museo ogni 10.900 abitanti). Gli istituti statali sono in tutto 420 (200 musei-220 monumenti), in molti casi con forti problemi di personale dovute anche al blocco del turn over che incombe sul ministero. Per il 2013 l’organico del Mibac prevede 19.132 unità, i dipendenti in servizio sono però solo 18.568. Se i restauri di Pompei sono finanziati da 105 milioni.
Ue e per il Colosseo si fa conto sui 25 mln di Della Valle mancano però i soldi per la normale manutenzione di monumenti e siti archeologici: il programma ordinario dei lavori pubblici può contare per il 2013 su soli 47,6 mln: il 76% in meno rispetto al 2004. Ridotte all’impossibile anche le disponibilità per emergenze (terremoti, ma anche allagamenti come quello che ha sommerso Sibari): per il 2013 ci sono 27,5 mln: oltre il 58% in meno rispetto al 2008. (Ansa)

Musica: anticipato saldo Fus a Fondazioni liriche. Critica situazione teatri stabili

ROMA – 5 LUGLIO 2013 – Erogato in anticipo il saldo del contributo del Fondo unico per lo spettacolo destinato alle Fondazioni liriche “senza alcuna decurtazione come originariamente previsto dalle norme sulla spending review“. Lo ha annunciato il Mibac.
Riuscendo ad evitare il doppio taglio previsto dalla spending review – secondo quanto si è appreso – alle fondazioni liriche è stata assegnata l’intera cifra prevista per il 2013 dal Fondo Unico per lo spettacolo, ovvero circa 182 milioni di euro che corrispondono al 47% dell’intero fondo che per quest’anno conta in tutto 390 milioni di euro. Una prima parte dei soldi di competenza delle fondazioni era stata erogata come di consueto a febbraio. Stante la situazione di crisi nella quale versa la maggior parte delle fondazioni, il ministero ha deciso però di anticipare il saldo del contributo pubblico (61 milioni 311 mila 643 euro) erogandolo adesso, invece che a fine anno come avviene di solito.
Sul fronte della spending review la situazione resta invece critica per un altro settore in crisi, quello dei teatri stabili per il quali il ministero, sempre secondo quanto si apprende, sta cercando di trovare una soluzione attraverso un emendamento. (ANSA)

Teatro: Escobar: governo agisca altrimenti il Piccolo rischia la chiusura

MILANO – 5 LUGLIO 2013 – Il Piccolo teatro di Milano rischia di chiudere i battenti come tutti i teatri stabili se il governo non interverrà al più presto per evitare le conseguenze della spending review, che, oltre ai tagli, li equipara alle pubbliche amministrazioni impedendo loro pubblicità, mostre, ma anche sponsorizzazioni o attività di formazione. “Ci trattano come un ufficio anagrafe” dice il direttore del Piccolo Sergio Escobar (foto) facendo un appello al governo perché “risolva il problema attraverso un emendamento urgente, in modo da scongiurare la paralisi di istituzioni che da sempre hanno i conti in ordine”. Altrimenti c’é davvero “il rischio chiusura”.
Il problema non sono i tagli (che al Piccolo sarebbero di circa 2 milioni di euro solo per quanto riguarda i cosiddetti costi intermedi) ma “peggio dei tagli”, secondo Escobar, è “l’interdizione di attività fondamentali per noi, per l’autofinanziamento”.
“Faccio un appello al consiglio dei ministri e al premier Letta, che ha detto che non si tocca la cultura”, ha spiegato Escobar rivendicando i risultati del Piccolo: bilanci in pareggio, trecentomila spettatori l’anno, oltre 21 mila abbonati, spettacoli in tutto il mondo.
Fra le attività negate ci sarebbero anche le missioni all’estero però, così come le consulenze che in teatro si chiamano collaborazioni artistiche e sono una parte essenziale dell’attività. “Prendo atto con soddisfazione che il Ministro Massimo Bray ha risolto l’emergenza nella quale si trovano le fondazioni liriche il cui passivo complessivo è di 330 milioni di euro, un importo pari quasi a quello dell’intero Fondo unico dello spettacolo, evitando i tagli previsti dalle norme della spending review. Ma al tempo stesso – conclude – esprimo forte preoccupazione per il Piccolo Teatro e per tutti i teatri stabili, che rischiano la chiusura se viene mantenuto l’assurdo inserimento nell’elenco Istat allegato alle ultime leggi finanziarie, che li riduce di fatto a pubbliche amministrazioni non produttive”. (ANSA)

4 Luglio 2013

Serata in ricordo di Valpreda nel 10°anniversario e quadro di baj su Pinelli.

Filed under: General — Lavoratoriscala @ 02:38

Il 6 Luglio dalle ore 18 nei giardini del ponte della ghisolfa.

Vle. Monza 255  Milano

RICORDANDO PIETRO VALPREDA, NEL DECIMO ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA

La strage non e’ stata un romanzo, per ribadire questo ci troviamo ricordando un compagno doppiamente vittima allora e adesso.
Noi non dimentichiamo.
Il 6 Luglio dalle ore 18
-mostra fotografica sulle lotte sociali negli anni 60/70
-salamellata all’aperto ( ore 20:00 )
-interventi ( ore 21:00 )
intervento di saverio Ferrari ( Osservatorio Democratico Nuove Destre ) – Aderisce Memoria Antifascista
-Commento del film “Romanzo di una strage” di M. T. Giordana
“smontaggio” in senso figurato e letterale a cura di Mauro Decortes ( Animatore campagna Valpreda/Pinelli )
Filmati inediti con Gargamelli, Di Cola, Valitutti e Borghese
Durante la seratra verra’ intitolata la piazzetta antistante alla sede del Circolo a Pietro Valpreda.
Ricordiamo Pietro tra memoria e presente.
Le lotte di allora, le ragioni di oggi per continuare a lottare

Gli anarchici (e anche noi) vogliono Baj esposto in pubblico in modo permanente

Di Il 29 giugno 2013 In Culturame
Una riproduzione fotografica, in formato (quasi) reale, del monumentale quadro “I funerali dell’anarchico Pinelli”, dipinto da Enrico Baj nel 1972, dal 6 luglio sarà esposta nella sede del Circolo anarchico Ponte della Ghisolfa a Milano, in occasione della annuale celebrazione della morte di Pietro Valpreda.
La decisione di esporre la riproduzione dell’opera di Baj – come ha spiegato Mauro Decortes, storico animatore del Circolo – mira a sollecitare la città di Milano a rendere visibile al pubblico in modo permanente l’originale che era tornato in mostra lo scorso anno per poche settimane, dopo decenni di oblio, nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale. Dopo quella esposizione-omaggio il quadro, che all’epoca, quando fu dipinto, all’inizio anni Settanta, non venne esposto a seguito di violente polemiche, è infatti tornato “al chiuso” allo studio Marconi.
«Credo che sarebbe importante per la memoria storica della città e dell’Italia intera che il quadro tornasse visibile al pubblico – ha aggiunto Decortes – anche perché mi pare ci fosse la volontà da parte dei proprietari di lasciarlo al Comune. In ogni caso, alcune migliaia di cittadini hanno firmato in questi mesi una petizione per chiedere che il quadro torni definitivamente in una sala pubblica».
Come dargli torto? I pochissimi “addetti ai lavori” che ebbero la fortuna di vederlo esposto, oltre 40 anni fa, il 17 maggio 1972, nella sala delle Cariatidi di Palazzo Reale (per uno strano scherzo del destino, a poche ore dall’inaugurazione fu ucciso il commissario Luigi Calabresi, che proprio sulla morte di Pinelli stava indagando: perciò la mostra fu chiusa preventivamente “per motivi tecnici”) , e i (per fortuna molti) visitatori dell’esposizione “speciale” per i 40 anni del capolavoro, fra agosto e settembre dell’anno scorso in quella stessa Sala, conoscono bene la bellezza e la potenza, artistica e politica, dell’opera. Al di là del giudizio della Storia su quei fatti.
E’ un’opera che “dice”, urla delle cose, che racconta una storia, un pezzo di Italia. Lasciamo che continui a parlare. In pubblico.

https://www.youtube.com/watch?v=taeSu4cmJPA

Estratto TGR Lombardia andato in onda il: 20/06/2012

Il dramma della morte secondo Baj In mostra “I funerali dell’anarchico Pinelli”
http://www.comune.milano.it/portale/w…

26 Giugno 2013

L’artista , il diverso…la violenza razzista del conformismo fascista

Filed under: General — Lavoratoriscala @ 20:01

Egr. Sindaco Giuliano Pisapia ,egr. Presidente del consiglio comunale Basilio Rizzo

Le chiedo formalmente a nome dell’organizzazione sindacale che rappresento C.U.B.Informazione/spettacolo , di intervenire in tutte le sedi istituzionali per denunciare il gravissimo episodio di terribile violenza a sfondo razziale subito dal noto artista e leader Kal dos Santos dei Mitoka Samba, la più importante associazione di diffusione musicale e culturale brasiliana di Milano da tantissimi anni presente sul territorio. Le chiedo inoltre di partecipare all’iniziativa di solidarietà che si svolgerà venerdi 28 giugno2013 Le allego il comunicato stampa dei Mitoka samba. Il clima di intolleranza seminata ad arte da alcune parti politiche in occasione del plurimo omicidio di Niguarda va perseguitato al fine di disinnescare episodi di isterismo collettivo se non peggio come avvenuto in questo caso. Leggendole testimonianze dei protagonisti di questa terribile disavventura son convinto che condividerà medesimo sentimento. Roberto D’ambrosio segr. provinciale Cub info/ spettacolo.

Kal dos Santos, musicista, attore compositore e fondatore dell’Associazione Culturale

Mitoka Samba, prima orchestra di percussioni afro brasiliana a Milano, artista che collabora con realtà musicali, Associazioni, compagnie teatrali e di danza di respiro nazionale e internazionale (MUSE/Italia, PIME, Roda da Vida, Banda Osiris, Delma Pompeo, Gabriele Vacis, Miriam Makeba ecc.), è stato aggredito e picchiato brutalmente da un gruppo di persone. Il fatto è avvenuto Mercoledì 19 Giugno in via Venini, angolo via Popoli Uniti intorno alle 19.00. Kal era in zona Pasteur perché aveva consegnato l’auto al meccanico e stava tornando verso la metro a piedi, quando è stato indicato da un bambino come colui che il giorno prima lo aveva picchiato.

In quell’istante sono arrivati tre uomini che lo hanno fermato e subito accusato del fatto. Kal non ha fatto neppure in tempo a dire di non essere a conoscenza dei fatti, di non conoscere quel bambino e di non essere di quella zona, che subito hanno iniziato ad aggredirlo brutalmente con calci, pugni, ginocchiate, sbattendogli la testa sulle auto parcheggiate, strappandogli i capelli e cercando di derubarlo della borsa e del cellulare Durante l’aggressione ai primi tre uomini si sono aggiunte altre persone e ognuno lo malmenava come poteva.

Nessuno si è prodigato per aiutarlo, fatta eccezione per una persona che ha cercato, invano, di difenderlo. Proprio quando gli aggressori avevano rotto delle bottiglie e si avvicinavano, minacciosamente, con i cocci a Kal dos Santos, è arrivata una pattuglia della Polizia Gli aggressori sono fuggiti al suono della sirena della Polizia. Gli aggressori sembravano italiani e presumibilmente parenti del bambino che aveva indicato Kal come colui che gli aveva dato uno schiaffo il giorno prima. Kal è stato ricoverato fino al giorno successivo (Giovedì 20) ed è dovuto tornare per altre medicazioni in ospedale nei giorni successivi.  A seguito di questi episodi, per far sì che il fatto non resti sconosciuto ai più, che ci sia una sensibilizzazione in quella zona e nel resto di Milano, per cercare di colmare delle ferite non solo fisiche, ma anche morali in Kal dos Santos, in tutta la comunità  brasiliana, milanese, e in ogni persona che si relaziona con la giustizia in modo differente da questo, i Mitoka Samba organizzeranno e coordineranno un presidio festoso.

Presidio  Venerdì 28 alle ore 18.30 in L.go Fratelli Cervi –Milano- Al corteo si uniranno molti altri artisti, Associazioni e speriamo molte persone della Zona 2.

20 Giugno 2013

Milano. Operaio muore mentre smonta il palco di un concerto.

Filed under: Articoli stampa,Salute e Sicurezza — Lavoratoriscala @ 23:58

Un operaio di 34 anni è morto la notte scorsa in un incidente avvenuto al Forum di Assago (Milano) durante le fasi di smontaggio e trasporto delle impalcature utilizzate per il concerto dei Kiss.
Secondo quanto accertato dai carabinieri, l’uomo è salito con altri due operai su un montacarichi pieno di carrelli e impalcature. A causa probabilmente del sovraccarico, il pesante materiale sarebbe
caduto all’interno dello stesso montacarichi schiacciando il 34enne. Inutile l’intervento del 118.

L’incidente è avvenuto verso le 2.40 della notte scorsa, qualche ora dopo la fine del concerto dei Kiss. Sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118, i vigili del fuoco, i tecnici dell’ispettorato del lavoro e i carabinieri di Corsico (Milano).
Secondo la ricostruzione fornita dai militari, Farouk Abd Elhamid Khoaled, 34 anni, egiziano, operaio, ha caricato con due colleghi un montacarichi di materiale di vario genere, già smontato e
imballato al termine del concerto, per poi trasferirlo su alcuni camion e portarlo altrove. Il sospetto dei carabinieri, secondo i primi rilievi, è che il montacarichi sia stato stivato oltremisura e che per questo durante il movimento abbia iniziato ad oscillare facendo cadere alcuni colli al suo interno e, quindi, addosso al 34enne.
Secondo le informazioni del 118, uno degli altri due operai, un 21enne, è stato trasportato non in gravi condizioni alla clinica Humanitas di Rozzano. Si tratta di ISihta Mohamad, egiziano residente a Pioltello con regolare permesso di soggiorno. Il terzo operaio che era sul montacarichi, Murpy Patrick, 36 anni, illeso, dipendente della Kiss Production Staff. Il montacarichi è stato sottoposto a sequestro penale per le verifiche tecniche.
Per l’egiziano 34enne, invece, non c’è stato niente da fare: i soccorritori hanno cercato di rianimarlo, ma poco dopo è morto.

Tornano alla mente altri due morti bianche, che negli ultimi due anni hanno segnato il mondo della musica dal vivo: il 12 dicembre 2011 a Trieste era morto Francesco Pinna, 20enne studente e operaio, che stava lavorando all’allestimento del palco del concerto di Jovanotti, mentre il 5 marzo 2012 a Reggio Calabria aveva perso la vita Matteo Armelini, operaio 31enne che stava montando il palco di Laura Pausini.

7 Giugno 2013

Stampa: Fondazioni liriche, Consiglio di Stato conferma annullamento su autonomia. Maggio, Renzi propone cooperativa per salvare corpo di ballo

Filed under: Articoli stampa — Lavoratoriscala @ 15:02

MILANO – 7 GIUGNO 2013 – Il regolamento che ha permesso all’Accademia di Santa Cecilia e alla Scala di Milano (foto) di ottenere l’autonomia gestionale è nullo: la conferma è arrivata dal Consiglio di Stato che non ha accolto il ricorso del ministero dei Beni culturali e delle due fondazioni lirico-sinfoniche contro la sentenza del Tar del Lazio che annullava l’atto.

A ricorrere al Tar erano stati Cgil e Fials che lamentavano, fra le altre cose, il mancato coinvolgimento dei sindacati nella stesura del regolamento. (Fonte: Ansa).

Maggio, Renzi propone cooperativa per salvare corpo di ballo

FIRENZE – 7 GIUGNO 2013 – Una cooperativa per ‘salvare’ il corpo di ballo del Maggio dall’ipotesi di cancellazione profilata dal commissario straordinario Francesco Bianchi nell’ambito del suo piano di rilancio della fondazione in grave crisi economica. A lanciare l’idea è stato questa mattina il sindaco di Firenze Matteo Renzi (foto).

“Il corpo di ballo sta ancora in piedi o no? – si è chiesto il sindaco – oppure si fa una cooperativa, il corpo di ballo se la gestisce, e prova ad andare a cercare lavori anche altrove? è un’ipotesi” ha detto. “Tecnici e amministrativi non saranno troppi?”, ha proseguito Renzi, sottolineando che “ci sono sacche di privilegio” e che “non è pensabile che le tasse di tutti i cittadini continuino a finanziare ‘a babbo morto'”. Per salvare il Maggio, ha spiegato poi il sindaco, bisogna “iniziare a fare un po’ di sacrifici. Come è possibile che l’artigiano che lavora nel privato in questo momento debba tirarsi su le maniche e lavorare molto di più e invece uno che lavora al Maggio per tirarsi su le maniche debba chiedere l’indennità dell’indennità dell’indennità e di non rinunciare all’integrativo? questo è un problema vero. Se si vuol salvare i posti di lavoro bisogna che anche i lavoratori facciano la propria parte. Ce la faremo? io spero di sì”. Sulla questione dei fondi destinati all’ente lirico, Renzi ha ricordato come sia “aumentato il finanziamento dei privati e dei soci pubblici: ci manca quello del governo”, ha detto, ricordando che negli ultimi anni il contributo annuo statale alla fondazione è passato “da 21 a 15 milioni”. “Così il Maggio non sta in piedi – ha detto ancora – speriamo che il governo ci dia una mano”. (Fonte: Ansa)

Carlo Felice, vertice cda-sindacati

GENOVA – 6 GIUGNO 2013 – Riunione interlocutoria quella andata in scena ieri a Genova fra i rappresentanti del consiglio d’amministrazione del Teatro Carlo Felice (foto), Silvio Ferrari e Giorgio Nannetti, e le delegazioni sindacali. Sul tavolo, la crisi del teatro con la necessità di trovare una soluzione per garantire il pareggio del bilancio 2013 e evitare il rischio commissariamento.

Il cda aveva già proposto i contratti di solidarietà, mentre i dipendenti chiedono chiarimenti sulla consistenza reale dell’ammanco e garanzie su un solido piano di rilancio e copertura. Le parti hanno convenuto di proseguire sulla trattativa questa mattina. Intanto i dipendenti del Carlo Felice aderiranno alla manifestazione fissata dai sindacati per il 10 giugno prossimo a Roma con la convocazione di tutte le Fondazione liriche. (Fonte: Ansa)

6 Giugno 2013

Appello per la tutela della Scala dal rischio incendio

Filed under: Comunicati Cub,Salute e Sicurezza — Lavoratoriscala @ 15:19

Milano 5/6/2013                                 

Egr. resp. prefettura di Milano , commissione vigilanza e spettacolo
Dott.sa Cristiana Cirelli

Con la presente la scirvente oo.ss.  C.u.b. informazione spettacolo  di Milano fa presente a codesta autorità che il servizio antincendio della Scala  con delibera  567 del  c.d.a. del gennaio  2012 ha trasformato il servizio antincendio interno della Scala in servizio vigilanza e prevenzione. Ovvero è stato ridotto da 16 a 12 l’organico dei pompieri interno che deve vigilare 365 giorni su 365 la sicurezza antincendio del Piermarini.
La  scrivente oo .ss crede fermamente che se il numero degli effettivi ministeriali presenti alle rappresentazioni  passati dalle 16 unità alle 21  dopo la ristrutturazione del 2002 sia in antitesi con il miglioramento delle condizioni di controllo  e rilevazione e dunque prevenzione automatica  della Scala riteniamo sia stato contestualmente  un grave errore  da parte della suddetta  commissione vigilanza e sicurezza della prefettura   autorizzare nella medesima occasione alla Scala carta bianca nei confronti degli organici fissi interni riducendoli . A dicembre 2012   la fondazione ha ridotto  il numero degli organici interni da 16 a 12   su 24 ore di servizio continuo . Tutto ciò  ha gravi ripercussioni sulla prevenzione della sicurezza poiché ovviamente per le più svariate ragioni  spesso  quando non c’è spettacolo  solo due vigili del fuoco,a volte anche uno , hanno il compito di sorvegliare un cantiere, di oltre 900 persone quando non c’è pubblico. Crediamo fermamente che il numero degli organici interni non sia  sufficiente a garantire la sicurezza del Piermarini e per questo chiediamo un vostro intervento nella seduta odierna della commissione vigilanza spettacolo , per riportarli a un minimo di 4 per turno. Ad esempio durante un principio di incendio il  caposquadra deve rimanere in sala comando , coordinare con le radiotrasmittenti almeno due vigili del fuoco interni  che vanno in avanscoperta nel luogo dell’eventuale incendio e un altro nella sala comandi ad attivare e manovrare le macchine  oltre a chiamare i rinforzi dal comando di via Messina. Ricordiamo che il caposquadra è inoltre il preposto della sicurezza  ad organizzare il piano di evacuazione con o senza pubblico.
Data l’mportanza storica  che ha fatto classificare  ad “alto rischio “ il sito ” monumentale  Teatro  alla Scala Piermarini ” dal ministero presposto nel 2005 , chiediamo il vostro intervento quale autorità che si dedica  alla salvaguardia dei beni artistici della nostra collettività in modo tale da far ripristinare il numero minimo di almeno 16 organici  fissi  all’interno del Piermarini che vigilino 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno , come è stato fatto fino a sei mesi fa  in modo  tale da non  far correre inutili rischi alla Scala simili a quelli finiti in tragedia come al Petruzzelli o alla Fenice di Venezia.

Cordiali saluti
Perluigi Sostaro
responsabile sicurezza C.U.B,Confederazione Unitaria di base , viale lombardia 20 Milano
tel. 0270631804 fax 0270602409 cub.nazionale@tiscali.it

Identica missiva è stata inviata al dipartimento delle belle arti .

Tutti gli enti preposti devono prendersi la responsabilità dei rischi a cui è sottoposta oggi la Scala dopo la delibera 567 nel 2012 del c.d.a della fondazione Scaligera.Perchè la Scala  è di tutti non di 6 o 7 banchieri e un pavido sindaco.

4 Giugno 2013

Il Cda “Sostiene Pereira”. Noi no!

Filed under: General — Lavoratoriscala @ 17:37

Sara’ Alexander Pereira, direttore del Festival di Salisburgo, il prossimo sovrintendente del teatro alla Scala. Lo ha annunciato il sindaco e presidente del cda della Fondazione Giuliano Pisapia al termine della riunione del board del Piermarini. – Alexander Pereira, austriaco, 65 anni è stato eletto dal cda del teatro scaligero all’unanimità dopo una riunione durata circa due ore e mezzo alla quale erano presenti tutti i consiglieri.

Riceverà un compenso inferiore del 25% rispetto a quello dell’attuale sovrintendente. Un segnale timido di cambiamento.

Ci auguriamo che come nel film di Faenza e come ha voluto l’autore di “Sostiene Pereira”, pian piano Pereira ” inizi a scoprire la realtà del regime in cui vive, le violenze, il clima di intimidazione, la pesante censura a cui è sottoposta la stampa, tutte cose cui non aveva fino ad allora fatto caso, isolato com’era dalla vita reale, l’inquietudine di Pereira potrebbe essere quindi il preludio di un grande cambiamento”.

BIOGRAFIA

Alexander Pereira, nato nel 1947 a Vienna, ha lavorato inizialmente nella gestione del turismo e quindi per la Olivetti per dodici anni. Nel suo tempo libero, ha studiato performance vocale. Dal 1979 al 1983 è stato membro del consiglio per gli Francoforte Bach concerti, nel 1984 è stato nominato Segretario Generale del Konzerthaus di Vienna, dove è riuscito a modernizzare la scena concerto e di attrarre un nuovo e più giovane pubblico. Dalla stagione 1991/92, Alexander Pereira è Direttore Teatro dell’Opera di Zurigo, dove ha iniziato il suo mandato con un acclamato Robert Wilson produzione di Lohengrin. Fin dall’inizio, Alexander Pereira si rese conto che il continuo sviluppo del complesso era il suo compito più importante. Egli ha anche attribuito grande importanza di incoraggiare i giovani cantanti promettenti, di sosta produzioni in forma accessibile e coinvolgendo il pubblico, come pure a collaborare con grandi artisti. L’obiettivo centrale della programmazione Zurigo di Alexander Pereira è quello di presentare il grande repertorio della lirica, da Mozart a Verdi, anche se la casa ha anche vinto l’acclamazione per le sue produzioni contemporanee. Schlafes Bruder da Herbert Willi, basato sul romanzo di Robert Schneider, è stato commissionato dal Teatro dell’Opera e ha debuttato nel 1996, e nel 1998, di Heinz Holliger opera Biancaneve, basato su un racconto di Robert Walser, ha visto la sua prima esecuzione. Questi sono stati seguiti da Invocazione di Beat Furrer e di HK Gruber opera Der Herr Nordwind nel 2005. Inoltre, i lavori meno noti del repertorio sono regolarmente inclusi nel programma, come ad esempio di Rameau Les Boréades, di Haydn L’anima del Filosofo, i Simplicio operetta di Johann Strauss, di Giordano La cena delle beffe, Sly, Schubert di Wolf-Ferrari Fierrabras, di Zemlinsky Der Kreidekreis, Clari di Chabrier L’Etoile und di Halévy. Dall’autunno del 1996, ha ricoperto anche la carica di Direttore Artistico ed è stato anche un membro del Comitato Artistico del Festival di Zurigo, in cui creazione ha giocato un ruolo di primo piano e che ha avuto luogo per la prima volta nell’estate del 1997. Ultimamente, Alexander Pereira ha concentrato gran parte della sua attenzione sulla definizione di un programma di educazione attiva e diversificata per l’Opernhaus di Zurigo, e sulla creazione di una maggiore presenza per l’Opera di Zurigo produzioni sul mercato internazionale DVD. Contratto di Alexander Pereira con il Teatro dell’Opera di Zurigo fino al 2012. Il 1 ° ottobre 2011, Alexander Pereira ha assunto la carica di Direttore Artistico del Festival di Salisburgo.

Salisburgo, scandalo sexy al festival   30 luglio 2012

Alexander Pereira e Daniela de Souza

Alexander Pereira e Daniela de Souza

Salisburgo – Neppure la sussiegosa Salisburgo si salva dal gossip. A tenere banco è la coppia più hot del momento: il nuovo sovrintendente del prestigioso Festival, l’austriaco Alexander Pereira, 64 anni, con la sua giovanissima fiamma, di 39 anni più giovane, la supersexy brasiliana Daniela Weisser de Sosa.

La loro storia d’amore dura già da cinque anni, quando lui era ancora direttore dell’opera a Zurigo e lei aveva solo vent’nni. Già nella piccola corte svizzera le chiacchiere si sprecavano ma adesso, sul più grande palcoscenico del mondo le voci sono diventate assordanti. Soprattutto ora che sono uscite , delle foto sexy per cui la bella Daniela aveva posato quando, a 16 anni, erram la moglie del fotografo di Playboy, Otto R. Weisser. Fra Mozart e , Strauss, Puccini e Bizet le grandi prime in calendario quest’anno passano in secondo piano per la stampa rosa, attivissima durante il Festival. I tabloid austriaci, lo svizzero Blick e la Bild tedesca si sono buttati sulla storia più bollente dell’estate. Ai pettegolezzi i due sono abituati ma nei giorni scorsi in coincidenza con l’inaugurazione del Festival l’imbarazzo è maggiore: foto erotiche della bella Daniela accompagnate dalla rivelazione che da ragazzina fosse una sex-model. L’autore sarebbe proprio l’uomo che la scoprì e la strappò allo slum brasiliano di Manaus, e che lei sposò ad appena 16 anni: il fotografo di Playboy Otto R. Weisser, uno zurighese che viveva a San Paolo. Peraltro non si sa neppure se lui è ancora suo marito: secondo alcuni tabloid sì, secondo altri si sarebbero divorziati. «Ho 200.000 foto di lei», dichiara Weisser a Blick. Cinque anni fa Weisser ritornò a Zurigo con la giovane moglie, la quale, tramite un’amica, conobbe Pereira. Stregato dalla bella `Dani, come la chiama ora, Pereira lasciò la moglie.

La sera della divulgazione delle foto, Pereira e Daniela, alla prima del Flauto Magico, hanno fatto come se nulla fosse, scambiandosi le abituali effusioni in pubblico che tanto scandalizzano. Lei indossava un lungo rosso fuoco con decolletè, lui uno smoking con giacca bianca. Decisamente un bel contrasto, di età, di ruoli, di aspetto. Tutti gli ingredienti per una fiaba stile La bella e la bestia, o meglio un’operetta: lui attempato, potente e ricco, lei una Cenerentola baciata dalla bellezza e dalla gioventù. Lui si difende dicendo che Dani «è il grande amore della mia vita».

3 Giugno 2013

Sciopero delle pulizie e petizione con raccolta firme.

Filed under: General — Lavoratoriscala @ 10:49

Oggi, lunedì 3 giugno, sciopero di 24 ore.

PETIZIONE CON RACCOLTA FIRME A SOSTEGNO DELLA LOTTA DEI LAVORATORI DELLE PULIZIE COOPER PUL.

Noi, lavoratori del “Teatro Alla Scala” esprimiamo sostegno e solidarietà alla lotta dei lavoratori delle pulizie che rivendicano il diritto ad una corretta retribuzione, il diritto a carichi di lavoro umani, i diritti sindacali e contrattuali. Chiediamo alla “Fondazione Teatro Alla Scala” di esercitare il diritto-dovere di vigilare e far sì che tutte le norme di Legge e Contratti vengano applicate anche da parte delle Aziende titolari delle attività date in appalto dalla Fondazione stessa.

Firma anche tu al banchetto sotto i portici del teatro!

Nuova immagine

Milano, 03.06.2013  Confederazione Unitaria di Base

Milano: V.le Lombardia 20 – tel. 02/70631804 e mail cub.nazionale@tiscali.it   www.cub.itwww.cubvideo.it

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